LUISA E IL RITORNO DEL PRINCIPE GESU'

Racconto per bambini (... e non solo!)

C'era una volta, nel regno di un Potente e saggio Re, una bella bambina di nome Luisa che viveva con i suoi genitori in una piccola città di nome Corato.

Luisa era una bambina vivace che amava vivere in aperta campagna tra il profumo dei timi, il belare delle pecore e l'armonia degli animali domestici.. Era buona, rispettosa dei suoi genitori ai quali voleva molto bene: non disubbidiva mai, li ascoltava e soprattutto pregava per loro. Tutte le sere Luisa ascoltava attenta il racconto della vita del Principe Gesù, Figlio del Re, delle Sue gesta, delle Sue conquiste e tutte le notti Lo sognava: sempre bello e sorridente, vestito di bianco, con una cintura d'oro ai fianchi mentre cavalcava un bellissimo cavallo bianco.

   Ogni sera, Luisa non vedeva l'ora di andare a letto perché sognava il Suo amato Gesù che galoppava verso Corato per andarla a prendere e portarla nella Sua Reggia, la bellissima Reggia della Divina Volontà.  Oh, come era bella quella Reggia! Aveva giardini immensi, pieni di verde, di alberi sempre fioriti e quanti fiori! Fiori di ogni specie e di ogni colore. E i frutti! C'era ogni specie di frutta dal sapore dolcissimo. Il cielo era sempre azzurro, gli uccellini cinguettavano felici, volavano in alto e giocavano tra loro, il sole era di uno splendore unico ed incantevole.

La Reggia era talmente bella che Luisa non desiderava altro che abitarvi per sempre.

   Però si aggirava  il gran nemico del Re Dio, che invidioso dell'amore che il Principe Gesù aveva per la piccola Luisa, si presentava spesso alla bambina per spaventarla. Luisa si nascondeva sotto il letto perché il Gran Nemico era cattivo e brutto e, lì sotto rannicchiata, Luisa pregava la Mamma di Gesù, la Regina e Sposa del Grande Re, che la aiutasse.  Un giorno che il nemico le faceva più paura del solito la Regina Mamma le apparve e le disse: "Luisa, perché temi?  Nel tuo cuore c'è Gesù ed Io ti copro con il mio manto celeste, perchè dunque hai paura?  Chi è più forte? Il tuo Gesù o il nemico infernale?  Non fuggire, ma resta qui a pregare e non aver più paura".

Da quell'istante tutto scomparve, la serenità l'invase. E nulla più le accadde perché aveva capito che il Principe Gesù era più forte di qualunque nemico.

Il Principe Gesù, Figlio del Grande Re, come vero Principe, aveva tutto, possedeva tutto, perché la Reggia di Suo Padre era anche la Sua Casa eppure  non voleva essere un Principe egoista ma generoso, era un Principe dal cuore d'oro perché desiderava dividere tutto quello che aveva con tutti gli abitanti del Suo Regno. Oh, quante volte il Principe aveva lasciato la Sua Reggia per trovare chi  volesse farGli un po' di compagnia e per farsi più simile agli abitanti del suo Regno il Principe toglieva l'abito regale e, con indosso una semplice tunica bianca andava a bussare alle porte di tutti.

   Ma  ahi, che dolore per il Principe! Quante lacrime versate! Molti abitanti del Regno che Lui aveva beneficati, non lo facevano neanche entrare nelle loro case. "Siamo troppo indaffarati" Gli dicevano oppure "Non abbiamo tempo, torna più tardi". E Gesù, tornando nella Sua Reggia correva tra le braccia della Regina Mamma e piangendo Le diceva:  "Madre Mia, perché non mi amano?  Perché?  Mio Padre è il Re più grande dell'Universo, ha dato loro tutto quello che posseggono, una casa, una famiglia, ha dato loro il cibo quotidiano, ha dato loro le bellezze della Terra con i suoi prati, fiori, ha dato loro il Sole: dunque, perché non ringraziano, perché sono così ingrati..Oh, Madre Mia, come vorrei che fossero tutti come la nostra piccola Luisa, che mi amassero come mi ama lei, con l'amore che Io metto in lei, che sapessero apprezzare tutti i doni che ho fatti... ringraziarmi e accogliermi nel loro cuore".

La Regina Madre, la bellissima Maria, accarezzava Suo Figlio, se lo stringeva al Cuore e guardandoLo Gli disse: "Figlio mio amato, non piangere. Tu sai quanta rovina ha portato nel Nostro Regno l'invidia del Gran Nemico del Re, è lui che, camuffandosi, va in giro a dire menzogne su di Te... spaventa i popoli, fa loro dei dispetti, brucia le piante, le case, stravolge il mondo, mette odio nei cuori, fa litigare gli abitanti della terra tra loro, e fa loro credere che Dio non esiste.  Fa credere ai poveri abitanti del Regno che tutto sia a causa Tua...  il suo intento è quello di distruggere tutto ciò che di buono fa il nostro amato Re per far soffrire Te che sei il Suo Figlio  prediletto".

   Il Principe Gesù con le lacrime agli occhi dice alla Madre:  "Che crudele nemico!  Ma Io, o Madre, non mi arrendo, io amo immensamente gli abitanti del Nostro Regno e li voglio salvare da tutti i pericoli. è decretato: vado a riprenderli ed a portarli a vivere con Noi, per sempre, nella Reggia  della Divina Volontà. Vivranno così lontani dal nemico crudele che punirò: ho ordinato al nostro fedele servo Arcangelo Michele di farlo rinchiudere per sempre nei sotterranei. Ora basta! Concederò molti doni a tutti gli abitanti del Nostro Regno per vincerli con l'Amore del Mio Cuore e farò loro capire che Io Sono Buono e a forza di Amore li riconquisterò".

   Così dicendo, Gesù lascia la Regina Madre e al galoppo corre da Luisa, l'unica abitante del Regno che davvero Lo amava.

   Luisa era sul balcone di casa quando, all'improvviso, vede arrivare Gesù che camminava piangendo lungo la piccola strada sotto il balcone. 

Luisa vedendoLo così triste non riuscì a trattenere le lacrime e pianse. Gesù, arrivato sotto il suo balcone, alza lo sguardo verso di Lei e grida: "Luisa, aiutaMi!!!". Luisa subito Gli dice: "O mio Gesù, eccomi, io voglio aiutarTi, dimmi cosa debbo fare". 

E Gesù: "Luisa dobbiamo salvare tutti gli abitanti del Regno, sono in pericolo perché il nemico crudele li odia e li vuole distruggere. Sappi che d'ora in poi vivrai col Mio Cuore... è un Cuore d'Oro ...

Il tuo cuore non è più tuo ma Mio ... è un Dono che ti faccio perché mi ami più di tutti... Io mi nasconderò in te ed andremo girando per tutto il Mio Regno ad annunciare ai popoli il Mio Ritorno... ad annunciare che torno a prenderli per portarli nella Reggia della Divina Volontà... e l'annuncio lo farai Tu, Luisa, perché sei più simile a loro... di Me hanno paura, il  nemico fa credere loro che sono malvagio... non temere, Luisa, Io sarò sempre nel Tuo Cuore a suggerirti le parole per riportare tutti a Me".

   Luisa aveva allora compiuto tredici anni ma era molto responsabile e per amore del Suo sempre amabile Principe Gesù incominciò a girare per tutto il Regno, bussò a tutte le case e a tutti raccontava di come il Re aveva creato ogni cosa, di come il Principe Gesù li aveva tante volte salvati dal nemico infernale, e del decreto emanato dal Re che li voleva tutti abitanti della Sua stessa Reggia.  Diceva  a tutti: "Non lasciatevi ingannare dal nemico crudele... vi prego... è solo invidioso perché sa che la vostra vera casa non è quella che avete ora ma è la Reggia della Divina Volontà, dove il Principe, il Figlio del Re vuole portarvi a vivere per sempre... vi prego credetemi... oh, se sapeste quanto è buono il Nostro Re, Dio e Padre! Se poteste vedere la bellezza della Nostra Regina Madre, rimarreste incantati. Io vi annuncio che il Principe Gesù sta per tornare, potente con tutto il Suo nobile esercito... Viene a salvarvi dal nemico ... a portarvi nella Sua Reggia per sempre...".

   E così, giorno dopo giorno, Luisa  continuò a girare tutto il Regno per più di sessanta anni:  era instancabile e, spesso, presa dalla gioia di annunciare a tutti il ritorno del Principe dimenticava persino di mangiare perché si saziava della felicità del Suo Gesù.

Il nemico crudele venne a sapere di quello che Luisa annunciava ai popoli e tentava di tutto per fermarla: le faceva molti dispetti ma Gesù la accompagnava sempre nel suo girare e la proteggeva.

Intanto gli abitanti del Regno iniziarono a interrogarsi e dicevano: "..ma sarà vero quello che Luisa ci ha detto?...".  

Il nemico allora si fece più crudele e, pieno di rabbia, gridava agli abitanti del Regno che non dovevano credere alle "favole" che raccontava Luisa.  Allora vi furono quelli che, stolti, si lasciarono ingannare dal nemico e non vollero credere che Gesù stava per ritornare ma, poverini, erano sempre tristi, malinconici ed il nemico se la rideva. Altri abitanti, invece, credettero alle parole di Luisa ed iniziarono a pulire ben bene le loro case per accogliere Sua Altezza il Principe Gesù.  Oh, come erano felici questi!  Ogni giorno era una festa: in quel giorno poteva bussare il Principe per cui sempre tenevano tutto in ordine e non solo! Si intrattenevano a parlare con Luisa e le facevano tante domande sulla Reggia della Divina Volontà. Luisa raccontava e siccome Gesù si era nascosto nel suo cuore, Egli Stesso le suggeriva le parole per descrivere la Reggia.  Gli abitanti che la ascoltavano rimanevano incantati e desideravano sempre più andare a vivere nella Reggia e pregavano, pregavano il Re che giungesse presto il giorno promesso da Gesù.

A questi abitanti del Regno il nemico non faceva paura perché sapevano riconoscerlo anche se si camuffava e quando andava da loro essi gli dicevano:  "..vai via, noi sappiamo che il Figlio del Re sta per tornare, sta venendo a prenderci..  Tutti i mali e i dispiaceri che abbiamo non li ha voluti né il Re né il Principe Suo Figlio, ma tu, cattivo e invidioso, non vogliamo avere niente a che fare con te..".

La furia distruttrice del nemico aumentò, sapeva che quegli abitanti dicevano il vero ma non voleva arrendersi e continuava a distruggere e a seminare paura.

Passarono gli anni e Luisa, divenuta ottantenne, aveva  oramai girato tutto il Regno per annunciare il Ritorno del Principe Gesù e un giorno Gli disse: "Mio amato Gesù, ho percorso tutte le strade, ho bussato a tutte le porte: qualcuno mi ha cacciata, altri mi hanno accolta ma la mia missione è compiuta. Sei felice, Gesù?"  E Gesù le risponde: "Sì, sono molto felice perché ora tutti sanno che ritorno, sanno che voglio farli abitare nella Mia Reggia. Ora spetta a loro: Io li andrò a prendere e manterrò la Mia promessa. Quelli che vorranno venire saranno felici per sempre, quelli che ancora Mi rifiuteranno saranno per sempre infelici sempre torturati  dal gran nemico.  Ma ora riposati, Luisa mia: è giunto il momento di farti un Dono speciale. Sarai la prima ad abitare la Reggia della Divina Volontà, sarai la Principessa del Regno, di tutto il Regno".  Luisa, raggiante di felicità, dice: "Mio amabile Gesù, vengo finalmente ad abitare per sempre la Tua Reggia ma voglio anche preparare le stanze per tutti quelli che accetteranno di volerla abitare e che verranno dopo di me. Va bene, Gesù?"  E Gesù:  "Principessa mia buona, te lo concedo, sarai tu ad accogliere tutti quelli che entreranno anzi, incomincia subito ..."

E Gesù facendosi vedere tutto vestito di oro, sale sul Suo cavallo bianco, le tende la mano e le dice "...coraggio, Luisa, sali, andiamo alla Reggia, non possiamo più aspettare, i popoli attendono il Mio Ritorno".

Finalmente Luisa sale sul bellissimo cavallo bianco e, come di incanto, si vede di nuovo bambina e vestita di un abito bianco bellissimo.

Così, stretta a Gesù corre al galoppo verso la Reggia dove il Re aveva già ordinato che si aprissero i cancelli e si imbandisse un banchetto per accogliere la Prima Principessa della Reggia della Divina Volontà.  Ecco che il Principe Gesù entra con la Principessa Luisa, tutti si inchinano, il Re e la Regina la abbracciano e Luisa, felice, ricambia i loro gesti d'amore.

Mentre Luisa racconta al Re ed alla Regina il suo lungo girare per i popoli del Regno, si accorge che Gesù ha il volto velato di mestizia. Va da lui e Gli chiede: "Mio amabile Principe, se tu sei triste, lo sono anche io, dimmi, non sei felice di avermi qui, con Te, per sempre?"

E Gesù, tutto bontà, le dice: "Luisa mia, tu da sempre sei stata la Mia Gioia ed il Mio Sorriso perché sempre hai fatto quanto desideravo, hai valicato monti, hai attraversato mari, hai percorso mille strade per parlare di Me ed Io sono più che felice di averti ora qui, con me, per l'eternità.  Ma Io Sono l'Amore, Luisa, e vorrei vedere tutti i popoli del Mio Regno felici come te, qui nella Mia Reggia dove il male non esiste, dove tutto è felicità ma, ahimé, non tutti vi sono ancora arrivati e fino a quando non li vedrò entrare, un velo di tristezza offuscherà la mia gioia".

Luisa, dopo aver ascoltato attentamente la confidenza del Suo unico Bene, Gesù, Gli dice:  "Caro mio Gesù, mi dicesti un giorno che il mio cuore non era più mio ma Tuo, che avrei vissuto con il Tuo Cuore... ed ora che  mi dici che il Tuo Cuore è sempre un po' triste per quei popoli che ancora ti rifiutano, il mio cuore  non può non essere triste come il Tuo: tu ed io siamo un cuore solo ormai. Io ho già tutto perché ho Te, ho il Re e la Regina che mi fanno eterna compagnia e mi riempiono dei loro doni ma la mia vera felicità è la Tua felicità. Allora,senti, Gesù, chiederò al Re ed alla Regina di non iniziare subito il banchetto per la festa, ma di attendere che Tu vada a prendere tutti quelli che vorranno venire a vivere nella Reggia. Gesù, io verrò con Te a chiamare  tutti i popoli e prepareremo i loro posti a tavola nel Regno."

Gesù, al colmo della gioia, abbraccia Luisa, il Re e la Sua amata Regina Mamma, monta nuovamente a cavallo, lo sprona e corre al galoppo:  è bellissimo, è felice.

Grida al Padre : "Padre, apri i cancelli!"

e il Re Padre con voce tuonante ordina:

"Siano aperti i cancelli e squillate le trombe perché tutti i popoli odano il loro suono e si preparino ad accogliere Mio Figlio".

Ecco, quasi Lo puoi vedere anche tu che leggi ed ascolti ...

Gesù sta arrivando anche per te: fa' presto, metti il vestito più bello che hai, il vestito dell'Amore, come ha fatto Luisa. 

      Gesù poi arriverà, ti abbraccerà e  chiederà anche a te:

" Vuoi venire a vivere nella Reggia della Mia Volontà?"

E tu, che cosa Gli dirai?....

 

 

Piccola BIOGRAFIA di LUISA PICCARRETA la PFDV

Dal sito web www.causaluisapiccarreta.it

Luisa Piccarreta è un nome ancor oggi molto diffuso a Corato, cittadina pugliese situata nell'entroterra del nord barese. Il 23 Aprile 1865, quarta di cinque figli, nasceva qui colei che i suoi concittadini ancor in vita chiameranno "Luisa la santa". Battezzata nella Chiesa Matrice lo stesso giorno, partecipò della vita che la sua famiglia di origini contadine conduceva tra soggiorni in Paese e il duro lavoro nella campagna murgiana. Appariva già singolare che questa bambina dedicasse molto tempo a star nascosta per immergersi in lunghe meditazioni e preghiere. I genitori non diedero molto peso a ciò fino a quando la fanciulla non manifestò un misterioso e sempre più frequente malessere che la costringeva a letto. Incapaci di una diagnosi certa, i medici non trovarono di meglio che suggerire la "visita" di un sacerdote, Grande sorpresa destò al momento del segno di benedizione il suo ravvivarsi da quel <<solito stato>> come lo ebbe a definire nei suoi scritti che si ripresenterà fino alla morte e da cui poté ogni volta uscire nel medesimo modo, ovvero con l'aiuto di un sacerdote. La sua formazione scolastica si fermò al primo anno di scuola elementare. Fanciulla, racconta di aver visto Gesù curvo sotto la croce che le chiedeva: <<Anima aiutami!>>. E da quel momento, rispondendo con il suo <<Fiat>>, divennero sempre più frequenti i periodi trascorsi a letto fino all'immobilità completa per 62 anni. La singolare condizione di questa creatura indusse l'Arcivescovo di Trani S.Ecc.za Mons. Domenico Maringelli nel 1894 ad affidarla stabilmente alle cure spirituali di Don Michele De Benedittis, designandolo confessore ufficiale. Che cosa accadesse nell'animo di questa donna davvero singolare, accolta inizialmente nella Pia Associazione "Figlie di Maria" e poi come Terziaria Domenicana col nome di Maddalena, sarebbe rimasto nascosto a causa della sua estrema riservatezza di cui circondava nondimeno i fenomeni mistici cui era soggetta e che ingenerarono presto, com'è comprensibile, dubbi e sospetti temerari. Fondamentale risultò l'apporto del secondo confessore ufficiale Don Gennaro De Gennaro, il quale era il 28 febbraio 1899 le chiese l'<<obbedienza>> di scrivere quanto il Signore Gesù o la Vergine Maria le comunicavano. Solo allora Luisa si decise a vincere la riluttanza nel rendere pubblica la sua esperienza interiore. Il risultato fu l'aver vergato, con grande sforzo e non volentieri in 40 anni, 14.000 pagine di Diari poi raccolte in 36 volumi, oltre a centinaia di lettere e altri scritti. Il 14 settembre dello stesso anno, Gesù l'associa a sé definitivamente sposandola misticamente sulla croce e donandole le stigmate che resteranno dietro insistente richiesta di Luisa a Gesù, invisibili. Un'idea di come si presentasse a quanti la incontravano, giungendo spesso da lontano, l'ha lasciata S.Annibale Maria Di Francia, nominato dall'Arcivescovo di Trani, censore ufficiale dei suoi scritti in vista della loro pubblicazione. Nella Prefazione a lui attribuita al libro Orologio della passione, così la descrive: <<Questa sposa di Gesù crocifisso che la notte la passa nelle estasi dolorose e nei patimenti di ogni genere, nel vederla poi nella giornata mezzo seduta in letto, lavorando di ago e di spillo, nulla, nulla trasparisce, il menomo nulla di una, che la notte abbia tanto sofferto, nulla nulla di aria di straordinario, di soprannaturale. Invece la si vede in tutto l'aspetto di una persona sana, lieta, e gioviale. Parla, discorre, occorrendo ride, accoglie però poche amiche. Talvolta qualche cuore tribolato le si confida, le domanda preghiere. Ascolta benignamente, conforta, ma giammai si avanza a farle da profetessa, giammai che accenni a rivelazioni. Il grande conforto che essa presenta, è sempre uno, sempre lo stesso argomento la Divina Volontà>>. La sua vita quotidiana si riassume, infatti, in poche note: la piccola stanza come cappella e laboratorio di ricamo. L'Eucaristia suo unico cibo. Il letto come Croce. Il "Fiat" come motto. Il parlare breve e sapiente, il suo esempio luminoso, fecero di questa serafica sposa di Cristo, l'Aralda del Regno della Divina Volontà.  Ed è proprio il <<Divin Volere>> il centro della sua esperienza mistica e di ogni pagina dei suoi scritti. Il linguaggio semplice e ricco di esempi, racconti e immagini, spesso mediati da espressioni dialettali, cattura e dispone l'anima di chi vi si accosta a scendere nelle profondità del Padre Nostro: <<sia fatta la tua volontà come in cielo così in terra>> (Mt 6,10). Quando il 4 marzo 1947 Luisa parte per la casa del Padre, Corato si ritrova, per 3 giorni, invasa da migliaia di pellegrini. Non è passato un anno e l'Arcivescovo Mons. Reginaldo M. Addazi la dichiara Serva di Dio. Le sue spoglie saranno traslate nel Santuario Parrocchia S. Maria Greca il 3 luglio 1963 ad opera dell'ultimo confessore ufficiale Don Benedetto Calvi. Solo il 20 novembre del 1994 in seguito al "non obstare" della Santa Sede, l'Arcidiocesi di TraniBarlettaBisceglie guidata da S. Ecc.za Mons. Carmelo Cassati, in risposta alla richiesta della Pia Associazione "Luisa Piccarreta P.F.D.V." in Corato ne aprì la Causa di Beatificazione e Canonizzazione. Il 29 ottobre 2005 S. Ecc.za Mons. Giovan Battista Pichierri, ponendo fine all'indagine diocesana sulla fama di santità con la raccolta di testimonianze e documenti, ha rimesso il giudizio definitivo sulla Santità della Serva di Dio al Santo Padre. 

Per informazioni Tel. 06.77201536