23-5-2017  CATECHESI SULLA PACE Tratta da: “Pace nei riflessi di Dio” don Giuseppe Tomaselli

NEMICO DELLA PACE: IL PECCATO - La pace ha dei nemici ed il primo nemico e il peccato, poiché capovolge l'or­dine messo dal Creatore.

Ammiriamo un prato cosparso di fiori. Ammiriamo la moltitudine delle stelle lu­minose, che solcano le vie del cielo in un incrociarsi di direzioni e di movimenti i più vari. Ammiriamo, con l'aiuto degli strumenti, il mondo delle cose estrema­mente piccole, come delle cose estrema­mente grandi.

Ammirando tutto ciò, siamo costretti a concludere che un ordine meraviglioso regna sovrano là, dove Dio ha lasciato l'impronta della sua sapienza creatrice. Nell'universo materiale c'e un ordine, perciò tutto è armonioso e vi regna la tranquillità e la pace.

Perché tra gli abitatori della terra non c'e la pace? Forse il Creatore mise l'ordine soltanto per gli esseri inanimati e non per le creature ragionevoli?

No! Un ordine armonioso risplendeva alla prima sorgente della vita umana; il peccato dei progenitori distrusse l'ordine messo da Dio.

Adamo ed Eva nello stato d'innocen­za godevano di gran pace e di questa ne avrebbero fatti eredi i discendenti.

Commessa la colpa d'origine, la poste­rità fu presa da una forza dissolvitrice, che penetrando nelle più intime profon­dità delle anime, vi produsse una lacrime­vole inclinazione al male.

Ribellione, disordine, ombre e mac­chie di colpe incominciarono da allora a turbare l'ordine primitivo e la pace del cuo­re, senza la quale nulla può appagare le aspirazioni umane.

Adamo ed Eva innocenti avevano la pace; trasgredito l'ordine di Dio, la. pace cessò ed allora fuggirono dal luogo del peccato ed andarono a nascondersi, cre­dendo di sottrarsi così allo sguardo di Dio. Alla pace sottentrò il timore e lo spa­vento.

Come si vede, il primo nemico della pace è il peccato.

 

VERO ED UNICO MALE - Quando si pecca gravemente, ci si ribella al Creatore e si pretende di usurpare quell'indipendenza assoluta, che ap­partiene solamente a Dio.

Il peccato è un grande male, anzi il vero ed unico male. Così lo consideravano i Santi e così è in realtà.

L'imperatrice Eudossia voleva costrin­gere il Vescovo di Nazianzo a fare la sua volontà. Il Vescovo Gregorío era forte e non voleva offendere Dio col cedere al­l'ordine dell'Imperatrice.

Costei, abusando del potere, disse: Riuscirò a piegarlo! - e manifestò il suo disegno ai sovraintendenti:

- Gli toglierò tutti i beni.

- Maestà, ne ha così pochi e ne è tanto distaccato, contento di distribuirli ai bisognosi! -

- Lo priverò della libertà, mandan­dolo in esilio o chiudendolo in prigione.

- Lui sarà contento, perché resterà in pace ed avrà tempo di pregare per sé e per gli altri.

- Lo farò uccidere.

- Il Vescovo sarà più contento, per­ché pensa di andare subito in Paradiso.

- Ma insomma, esclamò Eudossia, possibile che non tema nulla? -

Uno dei sovraintendenti, che conosce­va l'animo del Vescovo attraverso la pre­dicazione e gli scritti, disse: Il Vescovo non teme nulla di quanto. gli si vorrebbe fare; l'unica cosa che teme è ... fare un peccato. A questo egli. non si deciderà mai! -

 

IL PECCATO... OGGI! - Cosa è dunque questo peccato, da­vanti al quale la stessa morte è nulla? È un rifiuto che la creatura fa al Crea­tore; è un atto di ribellione verso l'Essere Supremo ed è anche una rivolta della carne contro lo spirito e della creatura con­tro se stessa per il male che si procura.

Il mondo attuale pare che non tenga più conto del peccato; preferisce non sen­time più parlare. Lo stesso Sommo Pon­tefice, Paolo VI, in uno dei suoi ultimi Discorsi accenna proprio a questo: Il nostro lamento e che non si parla più del peccato, come se il peccato più non esi­stesse. -

Un giornale, toccando questo argo­mento,giunse a dire: Perché pensare che il peccato sia un male? Conviene piuttosto parlare del e “profumo” del peccato, cioè del piacere che può apportare il così detto peccato. -

Così oggi si giudica il male! Dio però giudica diversamente. Nella Sacra Scrit­tura spesso si parla del peccato e dei ca­stighi privati e pubblici inflitti da Dio ai peccatori ostinati. Del resto tutta la Di­vina Rivelazione è basata sul bene da fare e sul peccato da evitare.

Si cita a proposito un brano del Pro­feta Isaia, che ispirato come Profeta, parla a nome di Dio: Guai alla nazione pecca­trice, al popolo carico di peccati, alla raz­za malvagia, ai figli scellerati, che hanno voltato le spalle a Dio! (Isaia, I-4).

 

L'IMMORALITÀ - Nelle virtù, come nei vizi, ci sono le varie qualità ed i vari gradi; così tra le virtù la più eccellente e la carità, che ha per oggetto Dio ed il prossimo.

Presentando un ordine decrescente del peccato, si fa una classifica di gravità: Empietà, sacrilegio, bestemmia, omicidio, profanazione festiva, odio, furto, impu­rità, ecc...

L'impurità dunque non è il peccato più grave; tuttavia è il peccato più dele­terío per le terribili conseguenze.

Chi pecca contro il Sesto Comanda­mento, anche quando in Confessione presenta alla misericordia di Dio le colpe impure, presto o tardi facilmente vi ricade, perché questo peccato inde­bolisce potentemente la volontà del pec­catore.

Dall'impurità non frenata viene per lo più la perdita della fede e si trascina così sino al termine della vita; si muore con l'impenitenza finale.

Il peccato che oggi maggiormente ot­tenebra il mondo è l'immoralità; dove re­gna il peccato d'impurità, non può regnare la vera pace.

Invano il mondo si dibatte per avere la pace, se prima non si decide a porre un forte freno all'immoralità.

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Questo scritto non si propone di di­mostrare l'esistenza di Dio e la Divinità di Gesù Cristo. A tale scopo si rimanda il lettore ad altri miei scritti, ad esempio: « Perché credo! » - « Il Nazareno Mae­stro Divino. ».

L'argomento che ora vuole trattarsi è quello della pace.

Come si e detto:- Dio esiste! Però è bene sapere che Dio è pace ed irradia­tore di pace e chi vuole la pace per sé e per gli altri, non solo deve credere in Lui, ma deve ubbidire ai suoi Comandamenti. Si presenta prima la Parola di Dio, contenuta nella Sacra Scrittura, riguar­dante la pace; dopo si accennerà a Gesù Cristo, Luce del mondo e Principe della pace.

 

IL DIO DELLA PACE - Il Signore parlò a Mosè, dicendo: Di' ad Aronne ed ai suoi figli: Così voi benedirete i figli d'Israele, dicendo loro: Il Signore rivolga a te la sua faccia e ti dia pace (Numeri, VI-26).

Il mio spirito si compiace di tre cose, che sono approvate da Dio e dagli uomini: La concordia dei fratelli, l'amore dei vi­cini, gli sposi che vanno bene d'accordo. (Ecclesiastico, XXV-1 ... ).

Il mormoratore e l'uomo a doppia lingua saranno maledetti, perché mette­ranno lo scompiglio tra molti che stanno in pace (Eccl., XXVIII-15).

Beati i pacifici, perché saranno chia­mati figli di Dio (Matteo, V-9).

Buono è il sale; ma se diventa scipito, con che salerete? Abbiate sale in voi e state in pace gli uni con gli altri (Marco, X-49).

Per quanto è da voi, vivete in pace con tutti (Romani, XII-18).

Dio non è il Dio della confusione, ma della pace (I Corinti, XIV-33).

Vi scongiuro ad avere una condotta degna della vocazione che avete ricevu­ta... studiandovi di conservare l'unità dello Spirito Santo col vincolo della pace (Efesini, IV-1 ...).

La pace di Dio, che sorpassa ogni in­telligenza, custodisca i vostri cuori (Fi­lippesi, IV-7).

Fuggi le passioni giovanili e segui in­vece la giustizia, la fede, la carità e la pace (II Timoteo, II-22).

Cercate la pace con tutti e la santità, senza la quale nessuno vedrà Dio (Ebrei, XII-14).

Chi vuole amare la vita e vedere gior­ni felici... cerchi la pace, e si sforzi di conseguirla (I Pietro, III-11).

Il frutto della giustizia è seminato nella pace di coloro che procurano la pace (Giovanni, III-18).

 

GESÚ CRISTO LUCE E PACE - Il Profeta Michea, scrivendo del fu­turo Messia che da secoli si attendeva, lo annunziò come la personificazione della pace: Egli (il Cristo) sarà la Pace (Michea, V-5).

Salomone ed il Profeta Isaia; secoli prima che Gesù nascesse, lo chiamarono Re e Principe della pace.

Intratteniamoci sull'eccelsa figura del Figlio di Dio, Verbo Incarnato, figura lu­minosissima, Redentore del mondo.

Il sole che sorge ed illumina la terra, è pallidissima immagine di Gesù, il quale, non solo portò la luce all'umanità, ma Lui stesso è Luce vera, che illumina ogni uomo che viene in questo mondo.

Circa duemila anni or sono Gesù Cristo era tra gli uomini; era nel mondo, il mondo fu creato per mezzo di Lui, ma il mondo non lo conobbe. Venne in casa sua ed i suoi non lo ricevettero; ma a quanti lo accolsero, ai credenti nel suo nome, diede il potere di diventare figli di Dio (Giovanni, I-10 ...).

Gesù Gristo, Luce vera, durante la vita terrena splendeva tra le tenebre, cioè dava luce all'umanità ottenebrata dall'er­rore; ma le tenebre non compresero que­sta luce; gli uomini amarono più le te­nebre che la luce, perché le loro opere erano malvage. Infatti chi fa il male, odia la luce ed alla luce non si accosta, affinché non siano riprese le opere sue. Chi in­vece agisce secondo verità, si accosta alla luce affinché siano manifeste le opere sue, che sono fatte secondo Dio (Giovanni, III-19 ...)

Da venti secoli la Luce Evangelica splende nel mondo; c'e chi si lascia illu­minare e c'e chi preferisce il buio. Si han­no così due grandi schiere, una illuminata e l'altra no, a somiglianza del globo ter­restre: un emisfero ha giorno e l'altro ha notte. Uno sguardo sul mondo ne è conferma. Chi prega e chi bestemmia; chi esercita la carità e chi fa ingiustizîe; chi ama e perdona e chi odia e fa vendetta; chi sente rimorso di un semplice fallo e chi dorme sereno dopo il delitto; chi si. ras­segna nelle prove della vita e chi si ucci­de per disperazione.

La prima schiera, rischiarata dalla lu­ce del Cristo, vive nella pace di Dio, nella vera pace; la seconda schiera vive in una pace apparente, pace che non è pace, che si riduce ad una forte smania di piaceri, ad una specie di frenesia e d'incontenta­bilità, indice del vuoto del cuore.

La parola di Dio, che è infallibile, dice che non c'è pace per gli empi!

Come può aversi la pace nel mondo, se le masse ed i reggitori dei popoli non pensano a Gesù Cristo e non tengono con­to della sua Divina Dottrina?

La luce di Dio porta la pace; Gesù, Luce Eterna, è Pace.

Quando Gesù Cristo venne al mondo, gli Angeli attorno alla grotta di Betlem cantavano: Pace in terra! (Luca, II-14).

Il Divin Nazareno, mandando i di­scepoli per i villaggi a predicare, diede loro qúest'ordine: Entrando in una casa, dite: La pace sia a questa casa ed a tutti i suoi abitanti! (Matteo, X-12).

Gesù, conoscendo che c'è la vera pace e c'è anche la falsa, disse agli Apostoli: Vi dò la mia pace. Vi lascio la mia pace, non come quella che dà il mondo (Giovan­ni, XIV-27),

La Santa Chiesa, custode e fedele in­terprete della Parola di Dio, esorta alla pa­ce; infatti i Sommi Pontefici insistono sulla pace e basta ricordare la magistrale Enciclica di Papa Giovanni « Pacem in terris ».

Anche Paolo VI e il grande araldo della pace; lo dimostra con i continui ri­chiami nei suoi Discorsi e lo dimostrò bellamente quando si recò personalmente in America a parlare ai Rappresentanti delle Nazioni, presentandosi quale « Pel­legríno della pace ».

 

COSA É LA PACE? - Fra tutte le cose terrene e mortali, nulla vi e di più grande i di più gradito che la pace; nulla vi è di più desiderabile.

La pace rallegra e fortifica il cuore, unisce e santifica la famiglia e fa prospe­rare i popoli.

Il mondo promette tante cose belle e liete ai suoi seguaci, gloria, ricchezza, piaceri, ma non promette mai la pace, specialmente quella del cuore, perché sa di non poterla dare; può promettere sol­tanto la falsa pace; la vera può darla solo Dio.

La pace e la tranquillità dell'ordine. Poiché si considera la pace nei riflessi di Dio, vediamo qual è l'ordine voluto da Dio nel mondo e quali sono gli ostacoli che vi si frappongono.

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I NEMICI DELL'UMANITÀ - Riepilogando, si dice: Perché nel mondo c'è tanto male? - Si fa a meno di Dio.

Perché c'è anche del bene? - Si agisce alla luce di Dio.

Chi sono i peggiori nemici dell'uma­nità?

- Coloro che negano Dio e peggio ancora coloro che sistematicamente pro­pagano l'ateismo.

In pratica, chi sono costoro?

- Quelli che vivono con l'ideologia marxista. Nelle scuole, ove regna il co­munismo, e comune l'insegnamento ateo.

Tra i nemici più temibili della società sono da annoverarsi i professori di filo­sofia atea, che rovinano la coscienza degli alunni, i quali, divenuti un giorno inse­gnanti, rovineranno altre schiere giovanili.

Cosa sono uomini e donne senza la credenza in Dio e senza il timore di Dio? Sono. automobili senza freno ed auti­sti ubriachi.

Possono trovarsi, ma sono rari, degli atei che hanno una bontà naturale e sanno stare in famiglia ed in società senza nuo­cere ad alcuno.

Ma d'ordinario gli atei, non avendo il freno del timore di Dio, si attengono solo al freno umano, il quale non sempre è sufficiente, ed all'occasione fanno il male, anche assai grave: furti, ingiustizie, omi­cidi, ecc...

L'unico loro freno è il timore di essere scoperti e di non passare più per gente onesta. Tuttavia il male lo fanno, sapen­do che, se scoperti, possono riuscire ad eludere le sanzioni penali o presentando un alibi o addirittura corrompendo i magistrati.

Chi non crede in Dio e pensa di non dover dare conto ad alcuno del proprio operato, nel segreto ( ...sempre relati­vo...) asseconda le più basse passioni, sino all'incredibile: mariti o mogli, che misteriosamente muoiono per veleno som­ministrato lentamente e periodicamente; suicidi; i sequestri di persone che, talvolta uccise; per perdersene le tracce, sono messe dentro blocchi di cemento, utilizzati poi nelle costruzioni; ecc.... Giornali e televisione mettono il pubblico a cono­scenza di tante nefandezze, di certo com­piute da chi non ha il timore di Dio.

Tra i nemici della società devono met­tersi i corrompitori della moralità, pub­blica o privata, qualunque sia il mezzo che adoperino: televisione, rotocalchi, fu­metti, stampa murale, foto, moda inde­cente . . .

Quando una persona, specialmente la donna, perde il pudore, cioè il velo della modestia naturale, difficilmente conserva il ritegno davanti al male e non è più capace di frenare:i sensi ed il cuore e giun­ge al punto di credere lecito anche l'il­lecito.

L'immoralità intercetta la luce di Dio e l'anima resta nel baratro e nel buio.

È la tristissima storia d'innumerevoli donne.

Chi è nella schiavitù dell'impurità, ancorché avesse avuto per l'innanzi la fede in Dio, poco per volta la perde e cade nell'ateismo pratico: vivere come se Dio non esistesse.

I frutti dell'immoralità si conoscono: abulia, stanchezza della vita, perdita della salute, miseranda fine con i barbiturici, necessità di ricovero al manicomio ... È superfluo il dire che i più grandi immorali ed i seminatorí di scandali per lo più sono materialisti o atei.

Chi semina dunque l'immoralità, met­te le basi dell'ateismo in tanti cuori, atei­smo assai deleterio agli individui ed alla società.

 

DIO ESISTE! - Dio esiste! ... Se non esistesse, dicono taluni, si dovrebbe fare di tutto per crear­lo, perché senza il freno di Dio l'umanità corre alla deriva.

Come può negarsi la luce del sole? Solo i pazzi ed i ciechi potrebbero farlo. Come può negarsi l'esistenza di Dio, se tutto il creato parla di: Dio ed è un perenne inno alla sua gloria?

Via le prevenzioni! Via i cavilli ed i sofismi! Il negare l'esistenza di un Essere Supremo nel mondo è da stolti e da per­versi, volutamente perversi.

Il cuore umano sente l'istinto di Dio. Anche quelli che si professano atei, da­vanti ad un pericolo o ad un cataclisma sentono il bisogno dell'aiuto di un Essere Superiore, cioè di Dio.

Gli stessi pagani, di qualunque tempo e razza, sentivano la necessità di Dio e, quantunque errassero nel modo di ono­rarlo, tuttavia a Lui si rivolgevano con l'erezione di tempi e con l'offerta di sa­crifici.

Stalin, corífeo del comunismo russo, era ateo ed imponeva l'ateismo ai sudditi ed ai familiari. La sua figlia Svetlana creb­be atea. Morto il padre, Svetlana fuggì dalla Russià ed andò in America. Inter­pellata in una Conferenza-Stampa negli Stati Uniti, rispose: Devo confessare che crescendo- negli anni ho trovato impossi­bile vivere senza Dio nel cuore. Io credo in Dio!

Certi atei sono arrivati a dire, certo con ironia: Oh, se potessimo salire al cielo, per vedere se realmente esiste que­sto Dio! -

Costoro domandino se esiste Dio al­l'immensità del creato, all'ordine che re­gna nel movimento di miliardi di astri, alla molteplicità delle leggi fisiche e chi­miche! Lo domandino agli esseri di grande mole o al minimo dei batteri!

C'è Dio! - dice il fiorellino, che sboc­cia sopra un pugno di concime. È piccolo, ma bello, simmetrico, variopinto, profu­mato, morbido, pieno di vita.

Si domandi se c'è Dio alla luce del sole nascente, che diffonde giocondità ne­gli spazi!

Si domandi al mare in tempesta da­gli eccelsi cavalloni, davanti ai quali im­pallidisce e trema l'uomo più forte!

Si domandi ai vulcani in eruzione, che vomitano fiumi di fuoco devastatore! Qua­le scienziato può impédirlo?

Se Dio c'è, si chieda a tutto ciò che si muove e che ha vita sotto il cielo!

Si domandi al bambino, che sta per ve­nire alla luce ed al morente, al quale la scienz'a non riesce a prolungare la vita!

Se Dio esiste, si rifletta sul mistero dell'Incarnazione di Gesù Cristo, sulla sublimità della sua dottrina, sulla sua vita intrecciata d'innumerevoli miracoli, sulla sua risurrezione, sulla sua Chiesa, sempre combattuta e mai vinta!

Gli atei domandino se esiste Dio ai miracoli strepitosi che lungo i secoli si sono verificati e continuano a verificarsi nella Chiesa di Dio!

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IL SOLE DIVINO - Il Sacerdote Cattolico è luce e sale del mondo; ma il mondo cieco materiali­sta lo disprezza e spesso lo combatte.

Chi ha la luce di Dio, valorizza lo stato sacerdotale.

La famiglia di Iohn Habiger è cre­dente. È vissuta nella serenità della vita cristiana. I figli, allenati al dovere, hanno alleggerito il peso domestico. Due di essi, valutando la vita alla luce di Dio, si sono decisi ad abbracciare lo stato sacerdotale nell'Ordine Benedettino.

Durante il corso degli studi ecclesiali è morta la madre.

Il Signor Iohn, rimasto libero dal vin­colo matrimoniale, seguendo la divina ispi­razione, si e deciso a divenire Sacerdote come i due figli.

Riconosciuto idoneo, è stato ammesso nel convento dei Benedettini ed ha po­tuto compiere il corso di studio necessario.

Da poco, nell'anno 1972, si è svolta una funzione solenne, forse più unica che rara: il Vescovo ha dato, l'Ordine Sacer­dotale, lo stesso giorno, al padre ed ai suoi due figli.

I tre Sacerdoti oggi dimorano assieme nel convento, niente invidiando a quelli che nuotano negli svaghi mondani.

Il Sole Divino ha rischiarato e fecon­dato prima la vita cristiana in famiglia ed ora quella sacerdotale nel convento.

Non avveniva ogni giorno, ma era fre­quente la presenza di una signora in una famiglia.

La signora da poco era rimasta ve­dova; non possedeva altro che una piccola casetta. Aveva sei figli. Si presentava pe­riodicamente in quella famiglia con un bimbo in braccio e due bambinette a fian­co, una di sei anni ed una di quattro. Ri­ceveva sempre qualche cosa per sfamare sé ed i figlioletti.

Un giorno la povera donna, facendosi coraggio, disse alla benefattrice: Ringrazio del bene che mi si fa; ma il vero bene sarebbe un altro. Prenda con sé questa mia figlia di sei anni; è buona, è bellina. Me ne privo io e la lascio a lei come figlia. So di metterla in buone mani. -

Cosa avrebbe risposto una ricca si­gnora moderna, senza fede cristiana e for­se stanca di accudire a due figli? ...

- Non ci mancherebbe altro! Ma so­no queste proposte da farsi? Voi l'avete messa al mondo e voi ve la sbrigate! -

Diversamente si comportò la buona madre di famiglia, cresciuta nello spirito del Vangelo, sebbene carica di undici figli, di cui due Sacerdoti e due Suore: - Beh, signora, resta fatto! Prendo io la bambina; invece di avere undici figli, da questo momento ne ho dodici. -

Chi scrive queste pagine pote avere un lungo colloquio con i familiari e vedere la figlia della vedova, la quale si è conser­vata buona, religiosa e tanto affezionata alla seconda mamma.

- Figli miei, voi, grazie a Dio, avete tutto in casa. C'è invece chi manca del necessario e muore di fame. Avete visto al televisore le scene pietose dell'India; quando il Papa Paolo VI andò a Bombav. Quegli affamati sono figli di Dio e biso­gna aiutarli per amore di Dio. Per un certo tempo, da ora in poi, eviteremo le spese superflue. Siete cinque figli ed i risparmi giornalieri incideranno sulla be­neficenza.

- Papà, quanto vorresti mandare ai colpiti dalla fame?

- Credo poter mettere da parte mezzo milione. - Ci vogliono sacrifici, che rispondono a rinunzie. Ognuno si com­porti con generosità.

- Ci daranno poi il premio della Bontà?

- Il premio lo darà Gesù, che ha detto: Ciò che avete fatto all'ultimo dei miei fratelli, l'avete fatto a me (Matteo XXV-40).

Famiglia davvero cristiana, illuminata dal Sole Celeste! E quanti di questi esem­pi si sono ripetuti al ritorno del Papa dall'India!

Sono fari luminosi, che riflettono i raggi del Sole Divino:

- Le numerose schiere di Missionari e di Missionarie, che lasciano la patria ed affrontano disagi ed anche la morte per aiutare nell'anima e nel corpo gli abitanti delle plaghe selvagge.

- I Sacerdoti, i Catechisti, i medíci, gl'ingegneri, i professori, ecc ... che si prodigano gratuitamente nei tanti lebbro­sari sparsi nel mondo.

- Il personale religioso e laico che presta la sua opera a Torino nella Casa del Cottolengo, accudendo a più di diècimila ricoverati.

- I Missionari volontari delle carceri, maschili e femminili, che lavorano per confortare e riabilitare i fratelli caduti.

- Uomini e donne, dell'aristocrazia o no, che visitano e sovvenzionano a domi­cilio le famiglie bisognose. -

Com'è fecondo il cuore umano, quan­do è illuminato da Dio e sostenuto dalla sua grazia!

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ASSENZA DI DIO - Nella Banca di una cittadina si presen­tano tre uomini; in faccia la maschera, in mano la pistola. Chiedono i milioni.

Avviene una spontanea reazione; su­bito in atto le armi; due morti ed un. fe­rito. I milioni sono in mano ai ladri.

Perché questi teppisti hanno rubato? Perché hanno sparso il sangue innocēntē? Per loro non c'è un Dio, che comanda di non rubare e di non ammazzare.

Sono nel buio; la coscienza per loro è nulla.

- Ti ho detto che denaro da me non ne avrai più!

- Ed io lo voglio!

- Lo voglio? ... Ohé! ... Sono tuo padre e ti comando di andare a lavorare, se vuoi vivere come si deve!

- Ti ripeto che voglio e pretendo il denaro, perché in casa c'è!

- Non ti do quattro schiaffi per non sporcarmi le mani!

- A me ... a me di venti anni ... quattro schiaffi?... -­

Così dicendo, il figlio estrae la pistola ed uccide il padre.

Assassinare il genitore! Ma come si giunge a tanto?

Quel giovanotto è nelle tenebre. Il Sole Divino, al quale da tempo non crede, non gli dà luce ed egli è capace di qualun­que male.

Attentati, società a delinquere, esplo­sivi disseminati, complotti... sono le notizie del giorno nella maggior parte dei periodici.

Ci si va abituando a tali notizie e si dice: Pazienza! Il mondo oggi cammina così. È la conseguenza del risveglio del­l'umanità!

Invece dovrebbe dirsi: Il mondo cammina così, perché va brancolando nelle tenebre. Per molti Dio non esiste.

Gli episodi terrificanti, frutto di atei­smo, sconcertano le persone oneste. Ma ci sono episodi, per nulla terrificanti, che dovrebbero far pensare. molto.

Il furto delle borsette, comunissimo, non .impressiona tanto. Bagattella a con­fronto della rapina.

A Roma una signora stava sul marcia­piedi; le passò vicino un giovane, che le afferrò la borsa e via. La donna cominciò a gridare; il ladruncolo fu fermato dai passanti e consegnato alla Questura. Chi era quel giovane? ... Il figlio della stessa signora derubata. A cinque anni la madre aveva abbandonato il suo bambino, il quale poi era cresciuto ran­dagio.

Di chi la colpa, della madre o del figlio? Di ambedue. Una madre che crede in Dio e sente la responsabilità materna, può giungere ad abbandonare un bambino sino a perderne completamente le tracce?

Cuore materno e cuore filiale ... nel buio fitto! Il Sole Divino non li rischiara. Nel laboratorio clandestino si mani­pola la droga. Si ha paura di essere sco­perti e si lavora in qualche grotta o sot­terraneo.

Voi che preparate la droga, siete di­sumani.

Quante famiglie piangono per voi! Quanti giovanotti, signorine e ragazzi per­dono il sorriso della vita e vanno a finire al manicomio oppure si suicidano!

Per voi non c'è Dio; il vostro idolo è il denaro. Il vostro cuore, nero come il carbone, intercetta l'azione di Dio.

Una signora, amareggiata oltre ogni dire, venne a trovare lo scrivente nel suo ufficio.

Reverendo, s'immedesimi del mio sta­to d'animo! Essere madre, amare immen­samente un figlio ed esserne ricambiata con tanta ingratitudine, è uno strazio. Insulti, minacce, pretese impossibili e questo tutti i giorni! Non ne posso più!

La donna parlava, tenendo il capo chino, la mano alla fronte ed il gomito poggiato sul tavolo. Due grosse lacrime caddero sul tavolo.

Diedi dei buoni suggerimenti all'afflit­ta madre e la congedai.

Rimasto solo, posai lo sguardo sulle due lacrime, luccicanti come perle: lacri­me materne, frutto d'amore e di dolore. Mi vennero alla mente le parole della Sacra Scrittura: « Non dimenticare le la­crime di tua madre! ».

Sventurato figlio, le lacrime della tua genitrice sono sacre. Il Creatore, al quale tu non pensi, te ne chiederà stretto conto e forse nei giorni più amari della vita esclamerai: Piango ... perché ho fatto piangere mia madre! -­

Il giovane gaudente, drogato o no, vittima precoce delle passioni, ha gli occhi e non vede; il vizio gli ha ottenebrata la mente ed indurito il cuore.

Cosa può aspettarsi da un cieco? Ca­dute e ricadute.

- Non è bene fare come tu fai! - E già! -

Unaltro giorno: Tu, figlia mia, non devi perdere il tempo al televisore, la tua mente ha bisogno di riposo. Ti stanchi troppo.

- E già! -

Un altro giorno: Il giusto si fa; le cose storte no!

- E già! -

Bisticci quotidiani tra madre e figlia. Un brutto momento la figlia prese il coltello da cucina, riuscì ad afferrare la lingua della madre e gliela tagliò, dicendo: Così non parlerai più!

Alle grida accorsero i vicini. La signo­rina * * come riferirono i giornali, fu subito arrestata e chiusa nel manicomio.

Senza la luce di Dio « l'uomo è lupo » e « la donna è tigre ».

 ************************************************************IL GRANDE « PERCHÉ »

Un bambino, a passeggio col babbo, guardava e chiedeva spiegazione di ciò che più gli colpiva lo sguardo.

- Papà, perché ai portoni c'è il nu­mero?

- Per indicare l'ordine progressivo delle entrate.

- Guarda, guarda quell'uomo che scopa! Ha il numero sul petto. Perché?

- E ' il numero che portano i nettur­bini per distinguersi tra loro.

- E dietro le macchine perché c'è anche il numero? -

Il papà fece un sorrisetto ironico e so­spirando rispose: Eh, figlio mio indica il numero delle persone investite. - La mente del bambino, che si apre alla vita, domanda tanti piccoli perché; crescendo negli anni, cresceranno anche i perché, ai quali risponderà da se stesso o per mezzo di altri.

Quanti perché ci sono nella vita, cui non sempre può darsi un'adeguata spie­gazione! La stessa filosofia, che studia il perché delle cose, e sovente negli imbrogli e cade in contraddizione; ne sono prova le diverse correnti filosofiche, l'una op­posta all'altra.

Eppure ogni perché richiede la sua spiegazione. L'intelligenza, che è fatta per la verità come l'occhio per la luce, resta inquieta davanti al buio di certi perché. Se si volessero elencare ed analizzare tutti i perché che agitano le menti umane, non si finirebbe più; ce n'è degli inutili o indifferenti e ce n'e degli interessanti e vantaggiosi.

Ma c'e un perché di massima impor­tanza, che tocca tutti, davanti al quale non si può e non si deve restare indifferenti; purtroppo questo grande perché e messo da parte.

Perché sono nel mondo? ... Io un tempo non esistevo; sono venuto all'esi­stenza senza mia volontà e certamente senza mia cooperazione. Occupo un posto nell'universo e precisamente in questo pia­neta, la terra. Ma quale scopo ha la mia dimora nel globo terrestre, dimora che è temporanea?

Quanti sono quelli che approfondi­scono il problema? Dai più si vive nella irriflessione, nella grande incoscienza, o come si dice, con la testa nel sacco.

 

NOTTE E GIORNO - L'astronave, che va alla luna e ritorna alla terra, e il più grande sforzo dell'intel­ligenza che registra la storia. Ma prima di giungere a tanto; si lanciavano ed an­cora si lanciano nello spazio degli ordigni speciali, chiamati satelliti, che hanno il compito di girare ripetutamente attorno al globo terrestre. In un'ora e mezza circa il satellite compie un giro di rotazione at­torno alla terra; in ventiquattro ore i giri si moltiplicano.

Quelli che stanno nel satellite in un giorno assistono una quindicina di volte al sorgere ed al tramonto del sole; hanno così in un'ora e mezza il giorno luminoso e la notte buia.

Cosa osservano gli astronauti sul globo durante la notte della terra? Nulla. E du­rante il giorno? La maestosità della terra e la visione fantastica ed emozionante de­gli oceani e dei continenti.

Il giorno è apportato dal sole; la not­te è l'assenza della luce solare.

Senza ricorrere all'esempio del satel­lite, poiché sono rarissimi coloro che pos­sono osservare la terra dall'ordigno spazia­le, per convincersi della verità basta guar­dare la terra da un alto monte.

Oggi si va sull'Etna, grande vulcano; con molta facilità, poiché da qualche de­cennio funziona la filovia. Ma prima era un'impresa affrontare a piedi l'enorme massiccio etneo e giungere a tremila e trecento metri di altezza.

Lo scrivente più volte ne ha fatto la scalata ed ha potuto osservare il raro pano­rama, che presenta la cima del cratere.

È suggestivo il trovarsi nel cuore della notte sull'orlo di un grande cratere, che per quanto eventualmente tranquillo è sempre pauroso: pennacchi violenti di fumo, qua e là lampeggiare di fiamme, ad intervalli boati leggeri o terrificanti e puz­za di varietà di gas. Volgendo lo sguardo lontano, si vede nulla; il buio è denso.

Ma passano le ore e spunta l'alba, viene l'aurora ed ecco poi il sole! Che cielo smagliante! Il mare è un incanto. Le alture, le pianure, le città, i villaggi ... tutto appare limpido e bello sotto i raggi solari. Quanta bellezza di natura! Durante la notte esiste questa bellez­za? Certo! E perché è come se non esi­stesse? Manca il sole.

Se si distruggesse il sole, il globo reste­rebbe nel buio, nel freddo glaciale e ces­serebbe la vita sulla terra.

La generazione umana è meravigliosa, ricca di energie ed è in continua evoluzio­ne. Ma come il mondo fisico ha bisogno del sole per avere luce e fecondità, così il mondo morale ha bisogno del suo sole, che non è materiale, ma spirituale, anzi divino.

Il sole dell'umanità è Dio. È proprio e solo Dio che dà luce allo spirito, che può rispondere ai più grandi perché, che rende bella e fruttuosa la dimora degli uomini sulla terra.

Senza il Sole Divino l'uomo diviene brutale, la famiglia si riduce ad una bol­gia e la società ad una accozzaglia di egoi­sti, disposti anche a svenarsi.

Una gran maggioranza oggi è volon­tariamente priva del Sole Divino e tutta l'umanità ne risente il preoccupante di­sagio.

L'ateismo, o negazione di Dio, e la rovina della moderna società. È già orga­nizzato e non solo nella Russia e nei paesi ad essa soggetti, ma continua ad organizzarsi qua e là, ora in sordina ed ora clamorosamente.

Se dunque il mondo va male, anzi di male in peggio, lo si deve all'ateismo teo­rico e, più spesso, pratico e ne sono re­sponsabili tanti, che osano proclamarsi be­nefattori dell'umanità.

Chi lavora per distruggere il concetto di Dio nei cuori, e l'assassino delle co­scienze ed il tiranno della società.