21-3-2018  -FINE- DOMANDE E RISPOSTE LIBRO DI CIELO SUNTO/VOLUME-2

LEGENDA: D= domanda; R= risposta (x) (numerino tra parentesi): specifica in quale capitolo si trova la risposta alla domanda.

   

D. Come può l’anima rimanere sempre in pace?

R. (82) L’uomo può rimanere sempre in pace restando nel regno della speranza, non uscendone mai, cercando con tutte le forze di non peccare perché il peccato estromette da questo regno…

(Luisa) “(…) Ah! Signore, come può essere che l’anima possa stare sempre in pace, vivendo nella speranza? E se l’anima commette qualche peccato, come può stare in pace?(Gesù) “Nell’atto che l’anima pecca, già esce dal regno della speranza, giacché peccato e speranza non possono stare insieme. (...)l’anima, col peccato, uscendo da questa madre paciera, della speranza sì tenera e pietosa, che giunge ad alimentarla con le sue stesse carni, qual è Gesù in Sacramento, oggetto primario di nostra speranza, si va a vivere in mezzo a gente barbara, quali sono i demoni, che negandole ogni minimo ristoro, non l’alimentano d’altro che di veleno, qual è il peccato. Eppure, questa madre pietosa, che fa? Mentre l’anima si allontana da lei, se ne starà forse indifferente? Ah! no, piange, prega, la chiama con le voci più tenere, più commoventi, le va appresso ed allora si contenta quando la riconduce nel suo regno.”

 

D. Elogio della speranza…

R. (82) (Gesù) (...) “La speranza contiene tutto il bene presente e futuro, e chi vive in grembo a lei ed alleva sulle sue ginocchia, tutto ciò che vuole ottiene. Che cosa vuole l’anima? Gloria, onore? La speranza le darà tutto l’onore e la gloria più grande in terra, presso tutte le genti, ed in Cielo la glorificherà eternamente. Vorrà forse ricchezza? Oh! questa Madre della speranza è ricchissima, e quello che è più, che dando i suoi beni ai suoi figli, non restano punto scemate le sue ricchezze; poi, queste ricchezze non sono fugaci e passeggere, ma sempiterne.  Vorrà piaceri, contenti? Ah! si, questa speranza contiene in sé tutti i piaceri e gusti possibili, che trovar si possano in Cielo ed in terra, che nessun altro potrà mai pareggiarla, e chi al suo seno si nutrisce, a sazietà ne gusta, ed oh! come è felice e contenta. Vorrà essere dotta, sapiente? Questa Madre speranza contiene in sé le scienze più sublimi, anzi è la maestra di tutti i maestri, e chi da lei si fa insegnare apprende la scienza della vera santità.”

Insomma, la speranza ci somministra tutto, di modo che, se uno è debole, gli darà la fortezza; se un altro è macchiato, la speranza istituì i Sacramenti ed ivi preparò il lavacro alle sue macchie; se si sente fame e sete, questa Madre pietosa ci dà il cibo più bello, più gustoso, quali sono le sue delicatissime carni e per bevanda il suo preziosissimo sangue. Che altro può fare di più questa Madre paciera della speranza? E chi altro mai è simile a lei? Ah! solo lei ha rappacificato Cielo e terra, la speranza ha congiunto con sé la fede e la carità ed ha formato quell’anello indissolubile tra l’umana natura e la Divina. Ma chi è questa Madre? Chi è questa speranza? E’ Gesù Cristo, che operò la nostra Redenzione e formò la speranza dell’uomo fuorviato.

 

D. Quale premio guadagna la croce per l’anima?

R. (85) Gesù dice che il premio che la croce procura all’anima è talmente grande che è indescrivibile ed incomprensibile a mente umana…

(…) (Gesù:) “Figlia mia, la via della croce è una via battuta di stelle, conforme si cammina, quelle stelle si cambiano in soli luminosissimi. Quale felicità sarà dell’anima per tutta l’eternità, l’essere circondata da questi soli? Poi, il premio grande che do alla croce è tanto, che non c’è misura, né di larghezza, né di lunghezza, è quasi incomprensibile alle menti umane, e questo perché nel sopportare le croci non ci può essere niente di umano, ma tutto divino.”

 

D.  Quale è la causa principale del dispiacere del Signore per la perdita delle anime?

R. (86) Il Signore è profondamente dispiaciuto per la perdita delle anime perché queste sono Sue, sono state da Lui create per amore e la loro salvezza è stata pagata col prezzo infinito del Suo Preziosissimo Sangue…

(…) (Gesù:) “Figlia mia, l’uomo è un riprodotto dell’Essere Divino e siccome il nostro cibo è l’amore, sempre reciproco, conforme e costante tra le Tre Divine Persone, quindi, essendo uscito dalle nostre mani e dall’amore puro disinteressato, è come una particella del nostro cibo. Ora questa particella ci è diventata amara; non solo, ma la maggior parte, discostandosi da Noi si è fatta pascolo delle fiamme infernali e cibo dell’odio implacabile dei demoni, nostri e loro capitali nemici. Eccoti la causa principale del nostro dispiacere della perdita delle anime; è questa: Perché sono nostre, sono cosa che ci appartiene. Come pure la causa che mi spinge a castigarli è l’amore grande che nutro per loro, per poter mettere in salvo le loro anime.” (...)

 

D.  Cosa spinge realmente Gesù ad inviare più pesanti castighi sull’umanità?

R. (86) E’ l’amore che spinge Gesù a punire più pesantemente l’umanità perché soltanto per mezzo di essi l’uomo potrà essere umiliato, rientrare in se stesso e comprendere cosa è il suo essere, da dove proviene e dove sta andando…

(...) (Gesù) “Con tutto ciò che soffro, l’amore mi spinge a mandare più pesanti flagelli, e questo perché non c’è mezzo più potente per far entrare in sé stesso l’uomo e fargli conoscere che cosa è il suo essere, che col fargli vedere disfatto sé stesso; gli altri mezzi pare che lo ingagliardiscono di più (...)”

 

D. Perché il Signore  castiga l’uomo?

R. (87) Il Signore castiga l’uomo perché lo ama più di se stesso e desidera che le anime godano le gioie celesti insieme a Lui per l’eternità. Mentre gli uomini sono intenti a vivere senza curarsi della salvezza della propria anima soggiogati dal Nemico per mezzo dei beni e dei piaceri materiali, Dio, al contrario, brama la salvezza delle loro anime e opera nei loro riguardi come un medico nei confronti del malato…

(…) (Gesù:) “Figlia mia, è tanto l’amore verso le creature, che come un eco risuona nelle regioni celesti, riempie l’atmosfera e si diffonde sopra tutta quanta la terra. Ma qual è la corrispondenza che fanno le creature a quest’eco amoroso? Ahi! mi corrispondono con un eco d’ingratitudine, velenoso, ripieno d’ogni sorta di amarezze e di peccati, con un eco quasi micidiale, atto solo a ferirmi. Ma Io spopolerò la faccia della terra,acciocché quest’eco risonante di veleno non assordi più le mie orecchie.” (...) “Io non faccio altro che come un medico pietoso, che ha gli estremi rimedi verso i suoi figli, e questi figli sono ripieni di piaghe, che fa questo padre e medico, che ama i suoi figli più che la propria vita? Lascerà incancrenire queste piaghe? Li farà perire, per timore che, applicando il fuoco ed i ferri, vengano essi a soffrire?  Mai, no! Sebbene sentirà come se sopra di sé si applicassero tali strumenti, con tutto ciò mette mano ai ferri, squarcia e taglia le carni, vi applica il veleno, il fuoco, per impedire che più s’inoltri la corruzione. Sebbene molte volte succede che in queste operazioni i poveri figli se ne muoiono, ma non era questa la volontà del padre medico, ma la sua volontà è di vederli risanati. Tale sono Io. Ferisco per risanarli, li distruggo per risuscitarli. Che molti periscano, non è questa la mia Volontà, questo è effetto solo della loro malvagia ed ostinata volontà, è effetto di quest’eco velenoso che, fino a vedersi distrutti, vogliono inviarmelo.”

D. Come possiamo noi consolare e sollevare Gesù dalla tristezza che gli uomini Gli arrecano coi loro ingrati e ignominiosi comportamenti?

R. (87) Possiamo fare molto per partecipare al dolore di Gesù e così sollevarlo dall’amarezza che gli uomini Gli arrecano coi loro orribili peccati: dobbiamo operare ogni cosa con l’unico scopo di piacere a Lui, di amarLo e glorificarLo per noi e per tutti quelli che non lo fanno…

(Luisa) Ed io: “Dimmi, mio unico Bene, come potrei raddolcirvi quest’eco velenoso che tanto vi affligge?” E Lui (Gesù) : “L’unico mezzo è che tu faccia sempre tutte le tue operazioni per il solo fine di piacermi e che impieghi tutti i sensi e le potenze tue per fine d’amarmi e di glorificarmi. Sia che ogni tuo pensiero, parola e tutto il resto non vorrà altro che l’amore che hai verso di Me, così il tuo eco salirà gradito al mio trono e raddolcirà il mio udito.”  

 

D. Cosa opera nei riguardi di Gesù il pentimento sincero di un’anima?

R. (88) Il pentimento sincero di un’anima, il suo comprendere e detestare il male fatto offendendo un Dio così buono e amabile, fa lo stesso ufficio che fece la Maddalena nei riguardi di Gesù quando bagnò i Suoi piedi con le lacrime, li unse col balsamo e li asciugò coi suoi lunghi capelli. Il desiderio dell’anima di riparare il male compiuto , poi,  opera  legando fortemente l’anima pentita e penitente all’Amore di Gesù…

(Luisa) (…) mi sentivo tutta inzuppata dall’amarezza e dal dolore dei miei peccati, e Lui mi ha detto: (Gesù) “Figlia mia, quando un’anima è convinta di aver fatto male nell’offendermi, già fa l’ufficio della Maddalena, che bagnò i miei piedi con le sue lacrime, li unse col balsamo e li asciugò coi suoi capelli. L’anima, quando incomincia a rimirare in sé il male che ha fatto, mi prepara un bagno alle mie piaghe. Vedendo il male, ne riceve un’amarezza e ne prova un dolore e con questo viene ad ungere le mie piaghe con un balsamo squisitissimo. Da questa conoscenza, l’anima vorrebbe fare una riparazione e, vedendo l’ingratitudine passata, si sente nascere in sé l’amore verso d’un Dio tanto buono e vorrebbe mettere la sua vita per attestare l’amore suo, e questo sono i capelli, che come tante catene d’oro, la legano all’amore mio.”

 

D. A quali condizioni Gesù può entrare in un’anima e renderla Sua speciale dimora?

R. (89) Soltanto quando l’anima si distacca da ogni più piccola cosa Gesù può entrare e fissare in essa la Sua dimora. In collaborazione con l’anima, Gesù costruirà una casa le quali fondamenta saranno l’umiltà, le pietre la mortificazione e la carità la calce che terrà le pietre unite le une alle altre. Le mura di questa casa saranno intonacate con i meriti della Passione di Gesù per renderle forti e  per proteggerle da qualunque scossa; le porte saranno sicure in virtù del silenzio e  della morte al mondo dei sensi esteriori. Il timor di Dio, infine, sarà il guardiano di tutta l’opera. I tesori di questa casa saranno i santi desideri, le lacrime e il patire per amore di Dio…

(…) (Gesù:) “Figlia mia, la cosa principale per entrare Io in un’anima e formare la mia abitazione, è il distacco totale da ogni cosa. Senza di questo non solo non posso Io dimorarvi, ma neppure nessuna virtù può prendere abitazione nell’anima. 

Dopo, poi che l’anima ha fatto uscire tutto da sé, allora vi entro Io ed unito con la volontà dell’anima fabbrichiamo una casa, le fondamente di questa si basano sull’umiltà, e quanto più profonde, tanto più alte e forti riescono le mura. Le dette mura saranno fabbricate da pietre di mortificazione, incalcinate d’oro purissimo di carità. Dopo che si sono costruite le mura, Io, come eccellentissimo pittore, non con calce ed acqua, ma coi meriti della mia Passione, indicata per la calce, e coi colori del mio Sangue, indicato per l’acqua, vi la intonaco e vi formo le più eccellentissime pitture, e questo serve a ben munirla dalle piogge, dalle nevi e da qualunque scossa. Appresso ne vengono le porte, queste per farsi che fossero solide come legno, non soggette al tarlo, è necessario del silenzio, che forma la morte dei sensi esteriori.  per custodire questa casa è necessario un guardiano che vigili dappertutto, dentro e fuori, e questo è il timor santo di Dio, che la guarda da qualunque inconveniente, vento od altro che potrà sovrastarla.  Questo timore sarà la salvaguardia di questa casa, che farà operare, non con timore della pena, ma per timore d’offendere il padrone di questa casa.  Questo timore santo non deve fare altro che far tutto per piacere a Dio, senza nessun’altra intenzione. In seguito si deve ornare questa casa e riempirla di tesori. Questi tesori non devono essere altro che desideri santi, che lacrime. Questi erano i tesori dell’Antico Testamento ed in essi trovarono la loro salvezza, nell’adempimento dei loro voti la loro consolazione, la fortezza nelle sofferenze; insomma, tutta la loro fortuna riponevano nel desiderio del futuro Redentore ed in questo desiderio operavano da atleti. L’anima senza desiderio opera quasi come morta; anche le stesse virtù, tutto è noia, fastidio, rancore; nessuna cosa le piace, cammina quasi strisciando per la via del bene. Tutto all’opposto l’anima che desidera, nessuna cosa le dà peso, tutto è allegria, vola, nelle stesse pene trova i suoi gusti, e questo perché vi era un anticipato desiderio, e le cose che prima si desiderano, poi vengono ad amarsi ed amandosi, si trovano i più graditi piaceri. Perciò questo desiderio va accompagnato dapprima che si fabbricasse questa casa.

Gli ornamenti di questa casa saranno le pietre più preziose, le perle, le gemme più costose di questa mia vita, basata sempre sul patire ed il puro patire. E siccome Colui che la abita è il datore d’ogni bene, vi mette il corredo di tutte le virtù, ve la profuma coi più soavi odori, fa olezzare i più leggiadri fiori, fa risuonare una musica celestiale delle più gradite, fa respirare un’aria di Paradiso. Ho dimenticato di dire che bisogna vedere se c’è la pace domestica, e questa non deve essere altro che il raccoglimento ed il silenzio dei sensi interiori.” (...)

 

 

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D.  Perché Gesù sceglie delle anime per poter continuare la Sua vita in loro?

R. (74) Gesù fa questo per continuare a salvare i popoli…

(Gesù) (…) “La mia vita fu necessaria per la salvezza dei popoli; e siccome la mia non la potetti continuare sulla terra, perciò eleggo a chi mi piace per continuarla in loro, per poter continuare la salvezza nei popoli, ecco il pro (perché) del tuo stato.”

 

D.  Perché Gesù opera facendosi prima conoscere ed amare dall’anima e poi privandola della Sua adorabile presenza?

R. (74) Gesù opera in questo modo per aumentare il desiderio e l’amore di Lui nell’anima e per farle acquisire meriti…

(Gesù) (...) “Quando una persona ha gustato il dolce di un cibo e poi è costretta a prendere l’amaro, per togliere quell’amarezza accresce al doppio il desiderio di gustare il dolce, e questo giova molto a quella persona, perché se gustasse sempre il dolce, senza gustare mai l’amarezza, non ne terrebbe gran conto del dolce; se gustasse sempre l’amarezza senza conoscere il dolce, non conoscendolo non ne verrebbe neppure a desiderarlo, quindi l’uno e l’altro giova, così giova anche a te.”

 

D.  Quale è la missione e la forza di un’anima vittima che si offre volontariamente al Signore?

R. (76) La missione dell’anima vittima è quella di dare gloria a Dio per tutti coloro che non gliela danno e di difendere gli uomini dai giusti castighi meritati per i loro iniqui comportamenti e per il loro allontanamento da Dio…

(...) (Gesù:) “Diletta mia, e se le genti sapessero che tu sei la mia difenditrice, e la loro!” “Come, non è vero che tu mi difendi dalle pene che esse mi fanno, col metterti in mezzo tra Me e loro, e prendi sopra di te il colpo che era per ricevere sopra di Me, e quello che Io dovevo versare sopra di loro? E se qualche volta non lo ricevi sopra di te, è perché non te lo permetto e questo con tuo grande rammarico, fino a lamentarti con Me; puoi tu forse negarlo?” (...)

 

D.  Cosa operò nella Madonna l’incarnazione di Gesù nel Suo purissimo grembo?

R. (77) Con l’incarnazione di Gesù nel Suo purissimo grembo, la Mamma Celeste è divenuta per grazia ciò che Gesù  è per natura e questo fu possibile perché la Madonna era ed è senza colpa, è l’Immacolata…

(Gesù) “Figlia mia, furono tali e tante le delizie e le grazie che versai in Lei, che basta dirti che ciò che Io sono per natura, la nostra Madre lo divenne per grazia; molto più che, non avendo colpa, la mia grazia potette signoreggiare in Lei liberamente, sicché non c’è cosa dell’Essere mio, che non conferii a Lei.”

 

D.  Quale differenza esiste tra il vedere Dio in modo astrattivo e il vederLo in modo intuitivo?

R. (77) Esiste una grande differenza tra i due modi di vedere Dio: nell’astrattivo l’anima lo vede soltanto, nell’intuitivo l’anima vi entra dentro e partecipa dell’Essere Divino…

 (Gesù:) “ (...) Nella astrattiva l’anima rimira Dio, nell’intuitiva vi entra dentro e consegue le grazie, cioè, riceve in sé la partecipazione dell’Essere Divino; e tu quante volte non hai partecipato all’Essere mio?  Quel patire che pare in te come se fosse connaturale, quella purità che giungi fino a sentire come se non avessi corpo e tante altre cose, non te le ho conferito quando ti son tirata a Me intuitivamente?” (...)

 

D.  Da cosa Gesù è profondamente ferito?

R. (79) Gesù è profondamente ferito dall’abuso dei Sacramenti operato dai Sacerdoti, dai devoti e dai secolari e dallo spirito di interesse che regna tra coloro che dovrebbero amarlo di più, cioè dai religiosi…

 

(…) (Gesù:) “La mia giustizia non può passare più oltre. Mi sento da tutti ferito, da sacerdoti, da devoti, da secolari, specialmente per l’abuso dei sacramenti: Chi non li cura affatto, aggiungendo i disprezzi, e chi frequentandoli, ne formano conversazione di piacere, e chi non essendo soddisfatto nei suoi capricci, giunge per questo ad offendermi. Oh! quanto resta straziato il mio cuore nel vedere ridotti i sacramenti come quelle pitture dipinte, o come quelle statue di pietra che compariscono vive, operanti da lontano, ma si fa per avvicinarle e si incomincia a scoprire l’inganno; onde si fa per toccarle, e che cosa si trova? Carta, pietra, legno, oggetti inanimati, ed ecco del tutto disingannati. Tali sono i sacramenti, ridotti per la maggior parte, non c’è altro che la sola apparenza. Che dire poi di quelli che restano più lordi che netti? E poi, lo spirito d’interesse che regna nei religiosi, è cosa da piangere. Non ti pare che sono tutt’occhi dove c’è un vilissimo soldo, fino ad avvilire la loro dignità? Ma dove non c’è l’interesse non hanno mani, né piedi per muoversi un tantino. Questo spirito d’interesse li riempie tanto il interno, che trabocca nell’esterno, fino a sentirne la puzza gli stessi secolari, e di ciò scandalizzati, fanno la causa che non prestano fede alle loro parole. Ah! si, nessuno mi risparmia; vi è chi mi offende direttamente, e chi potendo impedire un tanto male, non si cura di farlo, onde non ho a chi rivolgermi. Ma Io li castigherò in modo da renderli inabili e chi distruggerò perfettamente, giungeranno a tanto, che resteranno le chiese deserte, senza avere chi amministrerà i sacramenti.” (...)

 

D. Cosa dice ancora Gesù dell’obbedienza?

R. (80) Gesù dice che l’obbedienza è la quintessenza dell’amore che ha il potere di distruggere nell’anima tutto ciò che sa di amor proprio…

(…) “Vuoi sapere che cosa è l’ubbidienza? L’ubbidienza è la quintassenza dell’amore; l’ubbidienza è l’amore più fino, più puro, più perfetto, estratto dal sacrifizio più doloroso, qual è il distruggere sé medesimo per rivivere di Dio. L’ubbidienza, essendo nobilissima e divina, non ammette nell’anima niente d’umano e che non fosse suo, perciò tutta la sua attenzione è distruggere nell’anima tutto ciò che non appartiene alla sua nobiltà divina, qual è l’amor proprio, e fatto questo, poco si cura, che essa sola stenta, fatica ciò che appartiene all’anima, e l’anima la fa tranquillamente riposare. Finalmente, l’ubbidienza sono Io medesimo.” 

 

D. Cosa operiamo nei riguardi di Gesù quando preghiamo per gli infermi?

R. (80) Quando preghiamo per gli infermi medichiamo, fasciamo e guariamo  le piaghe di Gesù causategli da quegli stessi infermi per cui chiediamo grazie celesti…

(Luisa) “(...) Dopo gli raccomandai un infermo, e Gesù mi mostrava le sue piaghe, fattegli da quell’infermo. Ed io ho cercato di pregarlo, placarlo e ripararlo e pareva che quelle piaghe si saldavano. E Gesù tutto benignità mi ha detto: (Gesù) “Figlia mia, tu oggi mi hai fatto l’uffizio d’un peritissimo medico, che non solo hai cercato di medicarle, di fasciarle, ma anche di guarirle le mie piaghe fattemi da quell’infermo; perciò mi sento molto ristorato e placato.” (...)

 

D. Perché Gesù pur essendo Re non può regnare nel mondo?

R. (81) Gesù pur fortemente volendo e potendo, non si degna di riappacificarsi con il mondo a causa del marciume che vi è presente e della volontà dell’uomo che non collabora per questa riconciliazione. Se le cose non cambieranno, una grande tribolazione sarà necessaria per ricondurre l’uomo al Suo Creatore…

(…) (Luisa): “Mio buono Gesù, vi prego a far pace col mondo.” E Lui: “Figlia, non posso; Io sono come un re che vuole andare dentro d’una casa, ma quella casa è piena di cose immonde, di marciume e di tante altre sporcizie. Il re, come re, ne ha il potere di entrarvi, non c’è nessuno che lo potrebbe impedire ed anche con le sue proprie mani può pulire quell’abitazione, ma non vuole farlo, perché non è decente alla sua reale persona scendere a tante bassezze, e fino a tanto che quell’abitazione non verrà pulita da altri, con tutto ciò che ne ha il potere, il volere ed un grande desiderio, fino a soffrirne, mai si benignerà di mettervi il piede. Tale sono Io. Sono re che posso e voglio, ma voglio la loro volontà, voglio che tolgano il marciume delle colpe per entrarvi e far pace con loro. No, non è decente alla mia regalità l’entrarvi e rappacificarmi con loro, anzi, non farò altro che mandare castighi. Il fuoco della tribolazione li inonderà dappertutto, fino ad atterrarli, acciocché si ricordino che esiste un Dio, il solo che può aiutarli e liberarli.” (...)

 

D. Cos’è la speranza?

R. (82) La speranza è pace…

(...) “Figlia mia, non ti turbare, la speranza è pace; e siccome Io, nell’atto stesso che faccio giustizia sto nella più perfetta pace, così tu, immergendoti nella speranza, statti nella pace (...)”

 

D. Quale potere ha la virtù della speranza nei confronti della giustizia?

R. (82) La speranza ha il potere di disarmare il braccio della giustizia armato contro le genti a causa della loro iniquità…

(…) (Gesù:) “Pace, pace, pace, non sai tu che il regno della speranza è regno di pace, ed il diritto di questa speranza è la giustizia? Tu, quando vedi che la mia giustizia si arma contro le genti, entra nel regno della speranza ed investendoti delle qualità più potenti che lei possiede, sali fin sul mio trono e fa’ quanto puoi per disarmare il braccio armato; e questo lo farai con le voci più eloquenti, più tenere, più pietose, con le ragioni più possenti, con le preghiere più calde, che la stessa speranza ti detterà. Ma quando vedi che la stessa speranza sta per sostenere certi diritti di giustizia che sono assolutamente necessari, e che volerli cedere sarebbe un voler far affronto a sé stessa, ciò che non può mai essere, allora conformati a Me e cedi alla giustizia.”

 

D. Come reagisce Gesù alle richieste di Luisa che continua a chiedere misericordia per l’umanità?

R. (82) Gesù reagisce intenerendosi e commuovendosi, ma ribadendo la necessità dei castighi a causa della durezza dell’uomo, delle continue offese che muove al Suo Creatore….

(…) E Lui, impietosendosi e tutto intenerendosi di questo mio dire, prendendo un aspetto afflitto e benigno, mi ha detto: “Figlia mia, tu hai ragione che resterò colpito nelle mie stesse membra, tanto che nel sentirti parlare, tutte le mie viscere Me le sento commosse e muovere a misericordia ed il cuore me lo sento spezzare per tenerezza. Ma credi a Me, che son necessari i castighi, e se tu non vuoi vedermi colpito adesso un poco, mi vedrai colpito di poi più terribilmente, perché più mi offenderanno, e questo non ti dispiacerebbe di più? (...)”

 

 

 

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D.  Quali prodigi opera l’ingresso della Verità in un’anima?

R. (62) La Verità, entrando, penetrando in un’anima, porta con sé luce e ordine, fa scoprire il vero dal falso, il temporale dall’eterno e comunica all’anima grande santità…

(Gesù): “La mia parola non solo è verità, ma luce ancora, e quando una luce entra in una stanza oscura, che fa? Snebbia le tenebre e fa scoprire gli oggetti che ci sono, brutti o belli, se ci sta in ordine o in disordine, e dal modo come si trova si giudica la persona che occupa quella stanza. Or la vita umana è la stanza oscura e quando la luce della verità entra in un’anima, snebbia le tenebre, cioè fa scoprire il vero dal falso, il temporale dall’eterno, onde caccia da sé i vizi e si mette l’ordine delle virtù, perché essendo la mia luce santa, ch’è la mia stessa Divinità, non potrà comunicare altro che santità ed ordine, quindi l’anima si sente uscire da sé, luce di pazienza, d’umiltà, di carità ed altro.  Se la mia parola produce in te questi segni, a che pro temere?” (...)

 

D.  Da quali cuori Gesù si sente fortemente attirato?

R. (63) Gesù si sente fortemente attirato dai cuori e dalle anime che hanno come unico fine Gesù, che operano soltanto per dare gusto a Lui e hanno noia di tutto ciò che non è Lui, di tutto ciò che a Lui dispiace…

(…) (Gesù:) “Diletta mia, siccome tu non altro piacere e contento trovi, che trattenerti e conversare e darmi gusto solo a Me, in modo che tutte le altre cose che non sono mie ti sono disgustevole, così Io, il mio piacere e la mia consolazione è il venire a trattenermi e parlare con te. Tu non puoi capire la forza che ha sul mio cuore, di attirarmi a sé, un’anima che ha il solo fine di piacere a Me solo, mi sento tanto legato con essa, che sono costretto a fare ciò che lei vuole.” (...)

 

D.  Da cosa possiamo capire quando Gesù si manifesta all’anima?

R. (65) Possiamo capire che è Gesù che si manifesta all’anima e non il nemico, quando le nostre potenze (intelletto, memoria e volontà) si annichiliscono, si annientano e conoscono il loro nulla. Il contrario, avviene quando è il nemico a manifestarsi…

(…) (Gesù:) “Quando sono Io che Mi presento all’anima, tutte le interiori potenze si annichiliscono e conoscono il loro nulla, ed Io, vedendo l’anima umiliata, fo soprabbondare il mio amore, come tanti ruscelli, in modo da innondarla tutta e fortificarla nel bene. Tutto il contrario succede quando è il demonio.”

 

D.  Quale è la causa che conduce l’uomo a vivere da bestia e quali sono i rimedi per farlo rinsavire?

R. (66) L’uomo si è ridotto a vivere come una bestia perché si è allontanato da Dio;  egli si è dimenticato di Dio condannandosi da se stesso all’infelicità e alla morte eterna. Il Signore, però, attraverso i castighi che infliggerà all’umanità e che causeranno grande spargimento di sangue da parte di tutte le categorie di uomini, condurrà la religione alla nobiltà che le è propria…

(…) (Gesù:) “Figlia mia, è questa la causa che l’uomo vive da bestia, perché ha perduto la religione; ma tempi più tristi verranno per l’uomo, in pena della cecità in cui lui stesso si è immerso, tanto che mi stringe il cuore a vederli. Ma il sangue farà rivivere questa santa religione, che farò spargere da ogni specie di gente, da secolari e da religiosi, innaffierà il resto delle genti inselvatichite che rimarranno, ed ingentilendole di nuovo le restituirà la loro nobiltà. Ecco la necessità che il sangue si sparga e che le stesse chiese restino quasi abbattute, per fare che ritornino di nuovo ed esistano con il loro primiero lustro e splendore.” (...)

 

D.  Perché Gesù insiste sulla virtù dell’obbedienza?

R. (68) Perché l’obbedienza fu tutto per Gesù e perché vuole che sia tutto anche per le anime che lo amano. Egli definisce l’obbedienza “potentissimo guerriero” che conduce a vittoria sicura: per essa vinse la morte, sconfisse l’inferno, sciolse l’uomo incatenato, aprì il Cielo…

(…) (Gesù:) “L’ubbidienza fu tutto per Me, l’ubbidienza voglio che sia tutto per te. L’ubbidienza mi fece nascere, l’ubbidienza mi fece morire; le piaghe che tengo nel mio corpo sono tutte ferite e segni che mi fece l’ubbidienza. Con ragione hai tu detto che è un guerriero potentissimo, armato d’ogni specie di armi atte a ferire, perché in Me non mi lasciò neppure una goccia di sangue, mi svelse a brani le carni, mi slogò le ossa, e il mio povero cuore affranto, sanguinolento, andava cercando un sollievo da chi avesse di Me compassione. L’ubbidienza, facendosi con Me più che crudel tiranno, allora si contentò quando mi sacrificò sulla croce e vittima mi vide spirare per suo amore. E perché ciò? Perché l’uffizio di questo potentissimo guerriero è di sacrificare le anime, quindi non fa altro che muovere guerra accanita a chi tutto non si sacrifica per lei, onde non ha nessun riguardo se l’anima soffre o gode, se vive o muore, i suoi occhi sono intenti a vedere se lei vince, che delle altre cose non si briga di curare. Onde il nome di questo guerriero è “vittoria”, perché tutte le vittorie concede all’anima obbediente, e quando pare che questa muore, allora incomincia la vera vita. E che cosa non mi concesse l’obbedienza di più grande? Per suo mezzo vinsi la morte, sconfissi l’inferno, sciolsi l’uomo incatenato, aprii il Cielo e, come Re vittorioso presi possesso del mio regno, non solo per Me, ma per tutti i miei figli che avrebbero profittato della mia Redenzione. Ah! si, è vero che mi fece costare la vita, ma il nome obbedienza mi risuona dolce al mio udito e perciò tanto amore prendo a quelle anime che sono obbedienti.” (...)

 

D.  In quale modo possiamo riuscire a superare le pene più dure?

R. (69) Lo possiamo fare soltanto pensando e meditando sulle atroci sofferenze di Gesù durante la Sua Passione: alla luce di esse i nostri dolori ci sembreranno piccoli; il contrario accadrà, invece, se non ci specchieremo in Lui…

(…) (Gesù:) “Figlia mia, abbi sempre innanzi alla tua mente la luce della mia Passione, che nel vedere le mie pene acerbissime, le tue ti parranno piccole, e nel considerare la causa che soffrii tanti dolori immensi, che fu il peccato, i più piccoli difetti ti parranno gravi.  Invece, se non ti specchierai in Me, le più piccole pene ti sembreranno pesanti ed i difetti gravi li reputerai cosa da niente.” (...)

 

D.  Perché il Signore permette che vi siano dei difetti nella creatura?

R. (70) Il Signore permette che vi siano dei difetti nella creatura per evitare che essa, mirandosi perfetta, monti in superbia; gli stessi difetti manterranno l’anima umile permettendo così al Signore di condurla alla santità…

(…) (Gesù:) : “Figlia mia, non volerti perdere di coraggio, questo è mio solito, di operare la perfezione a passo a passo e non tutto in un istante, affinché l’anima vedendosi sempre in qualche cosa manchevole, si spinga, faccia tutti gli sforzi per raggiungere ciò che le manca, affine di più piacermi e di maggiormente santificarsi, onde Io, tirato da quegli atti, mi sento sforzato a darle nuove grazie e favori celesti, e con ciò si viene a formare un commercio tutto divino tra l’anima e Dio. Diversamente, possedendo l’anima in sé la pienezza della perfezione e quindi di tutte le virtù, non troverebbe modi come sforzarsi, come più piacergli, onde verrebbe a mancare l’esca come accendere il fuoco tra la creatura e il Creatore.” (...)

 

D.  Da dove proviene tutto il bene di un’anima?

R. (71) Tutto il bene di un’anima proviene da Dio: “(…) non c’è bene che posseggano le anime che non venga da Me (...)”. Il nulla delle anime che non si oppongono all’opera divina, permette al Signore di entrare e operare secondo il Suo volere: “(…) di loro non hanno altro che il proprio nulla, e che questo nulla non fa altro che darmi la libertà di farmi entrare in loro e farmi operare ciò che voglio (...)”; ciò non avviene, però, in tutte le anime: “ (...) vi sono altri nulla, cioè altre anime, che con la libera volontà che hanno si oppongono (...)”.

 

D.  Quali sono le virtù che abbracciano tutte le altre?

R. (71) Le virtù che abbracciano tutte le altre sono le tre virtù teologali, cioè la fede, la speranza e la carità…

“ (...) Ciò significa che la fede, la speranza e la carità tutto abbracciano (...) e senza di loro non si può produrre nessun’altra virtù (...)”

 

D.  Quali sono i refrigeri per il cuore ardente di Gesù?

R. (72) I refrigeri e i sollievi che alleviano le pene di amore del Cuore di Gesù sono le pene e gli affanni sofferti per Suo amore dalle anime predilette…

(…) (Gesù:) “La vita del cuore è l’amore. Io sono come un infermo che brucia di febbre, che va trovando un rinfresco, un sollievo nel fuoco che lo divora. La mia febbre è l’amore; ma dove estraggo i rinfreschi, i sollievi più adatti al fuoco che mi consuma? Dalle pene ed affanni sofferti dalle anime mie predilette per solo mio amore, molte volte sto aspettando e riaspettando quando l’anima deve volgersi a Me per dirmi: “Signore, solo per amore vostro voglio soffrire questa pena.” Ah, si, questi sono i miei refrigeri ed i rinfreschi più adatti, che mi sollevano e mi smorzano il fuoco che mi consuma ” (...)

 

D.  Per quale motivo Gesù portò sulla terra le tre virtù teologali della Fede, della Speranza e della Carità?

R. (73) Gesù portò queste tre virtù sulla terra per rendere felice l’uomo…

“ (Gesù) (...) la fede, la speranza e la carità...portai sulla terra per felicitare l’uomo sofferente, offerendogli in dono (...)”.

Per mezzo della Fede conosciamo sempre di più il Signore:

(Gesù) “(...) vola sulle ali della fede ed in quella luce, tuffandoti, conoscerai ed acquisterai sempre nuove notizie di Me, tuo Dio (...)”.

 

Per mezzo della Speranza si possono sperare tutti i beni della Fede, essa fa giungere l’anima dove vuole e le apre la porta del Cielo: (Gesù) “(...) col più conoscermi il tuo nulla si sentirà quasi disperso e non avrai dove appoggiarti. Ma tu, sollevati di più e gettandoti nel mare immenso della speranza, quali sono tutti i miei meriti che acquistai nel corso della mia vita mortale, tutte le pene della mia Passione che pure ne feci dono all’uomo, e che solo per mezzo di questi puoi sperare i beni immensi della fede, perché non c’è altro mezzo come poterli ottenere (...) la speranza gli somministrerà il coraggio, la fortezza, in modo da rendere l’anima stabile come colonna, esposta a tutte le intemperie dell’aria, quali sono le varie tribolazioni della vita e che non la smuovono un tantino, e la speranza farà che non solo l’anima senza timore s’immergerà nelle immense ricchezze della fede, ma se ne renderà padrona e giungerà a tanto con la speranza, da rendere suo lo stesso Dio. Ah! si, la speranza fa giungere l’anima dove vuole, la speranza è la porta del Cielo, sicché solo per suo mezzo si apre, perché chi tutto spera, tutto ottiene (...). 

 

Per mezzo della carità, l’anima diventerà una sola cosa con Dio:  (Gesù) “(...) Onde l’anima, giunta che avrà a farsi suo lo stesso Dio, subito, senza nessun ostacolo, si troverà nell’oceano immenso della carità, ed ivi portando con sé la fede e la speranza, s’immergerà dentro e farà una sola cosa con Me, suo Dio (...)”

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D.  Cos’ è che attira la pace e le stesse virtù di Nostro Signore in un’anima?

R. (55) Ciò che in un’anima attira la pace e le stesse virtù di Nostro Signore è la rassegnazione. Essa ha la capacità di assorbire tutto ciò che risulta penoso e disgustoso alla natura convertendolo in dolce. L’anima rassegnata non può subire turbamenti e si trasforma in un tranquillo ricovero per Gesù…

 (…) (Gesù:) “La rassegnazione assorbisce tutto ciò che può essere di pena e di disgustoso alla natura e lo converte in dolce ed essendo l’Essere mio pacifico, tranquillo, in modo che qualunque cosa potrà succedere in cielo ed in terra, non può ricevere neppure il minimo alito di turbazione, quindi la rassegnazione ha la virtù d’innestare nell’anima queste stesse mie virtù. L’anima rassegnata sta sempre in riposo, non solo essa, ma fa riposare tranquillamente anche Me in lei.”

 

D.  Perché la Giustizia Divina vuole vendicarsi contro le creature?

R. (56) La Giustizia Divina vuole vendicarsi perché le creature hanno distrutto in loro ogni giustizia: tutto in esse è frode, tutto è ingiusto e il cuore è diventato un cumulo di vizi…

(…) (Gesù:) “La mia giustizia è lungamente trattenuta e con ragione vuole vendicarsi contro le creature, mentre loro hanno ardito di distruggere in loro ogni giustizia. Ah! si, niente di giusto trovo nell’uomo; si è tutto contraffatto nelle parole, nelle opere e nei passi, tutto è inganno, tutto è frode, tutto è ingiusto, sicché penetrando nel cuore, interno ed esterno, non è altro che una sentina di vizi. Povero uomo, come ti sei ridotto!” (...)

 

D.  Che cos’è la giustizia?

R. (56) La giustizia è figlia della verità e il suo frutto è la semplicità. L’anima che possiede la semplicità penetra il Cielo e Dio l’ama tanto che il suo Cuore resta ferito ad un solo suo sguardo...

(Gesù)“Figlia della giustizia è la verità. Come sono Io Verità eterna che non inganno né mi possono ingannare, così l’anima che possiede la giustizia fa rilucere in tutte le sue azioni la verità; quindi, conoscendo per esperienza la vera luce della verità, se qualcuno vuole ingannarla, alla mancanza di quella luce che avverte in sé, subito conosce l’inganno, onde avviene che con questa luce della verità non inganna sé stessa, né il prossimo, né può ricevere inganno. Frutto che produce questa giustizia e questa verità, è la semplicità, un’altra qualità dell’Essere mio, l’Essere semplice, tanto che penetro ovunque, non ci è cosa che possa opporsi a farmi penetrare dentro, penetro nel Cielo e negli abissi, nel bene e nel male; ma l’Essere mio semplicissimo, penetrando anche nel male non s’imbratta, anzi non ne riceve il minimo adombramento. Così l’anima, con la giustizia e con la verità, raccogliendo in sé questo bel frutto della semplicità, penetra nel Cielo, s’introduce nei cuori per condurli a Me, penetra in tutto ciò che è bene e trovandosi coi peccatori a vedere il male che fanno, non resta imbrattata, perché essendo semplice subito si sbriga, senza ricevere nocumento alcuno. E’ tanto bella la semplicità, che il mio cuore resta ferito ad un solo sguardo d’un anima semplice, è di ammirazione agli angeli e agli uomini.”

 

D.  Cosa significa uniformarsi a Gesù?

R. (57) Uniformarsi a Gesù significa pensare con la Sua stessa mente, guardare con gli stessi Suoi occhi, ascoltare con le stesse Sue orecchie, parlare con la stessa Sua lingua, operare con le stesse Sue mani e camminare con gli stessi Suoi passi...

“Figlia mia, questa mattina voglio uniformarti tutta a Me: Voglio che pensi con la mia stessa mente, che guardi coi miei stessi occhi, che ascolti con le mie stesse orecchie, che parli con la mia stessa lingua, che operi con le mie stesse mani, che cammini coi miei stessi piedi e che mi ami col mio stesso Cuore.”

 

D.  Come si deve parlare con il prossimo per non contristare Gesù?

R. (57) Quando ci viene detto qualcosa che riguarda il prossimo, la prima cosa da fare è di gettare uno sguardo su noi stessi e osservare se siamo colpevoli di quello stesso difetto: se lo siamo, il voler correggere è un indignare Gesù e scandalizzare il prossimo; se non lo siamo, invece,  possiamo sollevarci e cercare di parlare come avrebbe fatto Gesù. In questo modo non mancheremo mai alla carità verso il i fratelli, ma, al contrario, faremo bene a noi stessi e agli altri, e a Gesù daremo gloria…

(Gesù) “Non temere, t’insegnerò Io stesso il modo che devi tenere a parlare col prossimo. La prima cosa, quando ti si dice qualche cosa che riguarda il prossimo, getta uno sguardo sopra te stessa ed osserva se tu sei colpevole di quel stesso difetto, ed allora il voler correggere è un voler indignare Me e scandalizzare il prossimo. La seconda: Se tu ti vedi libera di quel difetto, allora sollevati, e cercherai di parlare come avrei parlato Io; così parlerai con la mia stessa lingua. Facendo così, mai difetterai nella carità del prossimo, anzi, coi tuoi discorsi farai bene a te, al prossimo ed a Me mi darai onore e gloria.”

 

D.  in che modo possiamo unirci a Gesù fino a fonderci con Lui?

R. (58) Quando Gesù soffre continuamente in un’anima, quando questa Gli permette di continuare a vivere la Sua Passione in lei, Egli finisce per fondersi con lei fino ad assumerne le sembianze…

(Luisa) (…) (Gesù:) si faceva vedere crocifisso; mi son messa vicino a baciare le sue santissime piaghe, facendo varie adorazioni, ma mentre ciò facevo, invece di Gesù Cristo ho visto la mia stessa immagine. Sono lasciata sorpresa ed ho detto: “Signore, che sto facendo?  A me stessa sto facendo le adorazioni? Questo non si può fare.” E nell’atto stesso si è cambiato nella persona di Gesù Cristo e mi ha detto: “Non ti meravigliare che ho preso la tua stessa immagine. Se Io soffro in te continuamente, quale meraviglia è che ho preso la tua stessa forma? E poi, non è per farti una mia stessa immagine che ti faccio soffrire?” (...)

 

D.  Quale virtù lega insieme tutte le altre virtù ?

R. (59) La carità è la virtù che mette insieme, che ordina tutte le altre virtù…

“(Gesù) (…)Le altre virtù possono stare separate l’una dall’altra, ma la carità lega ed ordina tutto.  Ecco quello che voglio fare in te, ordinare la carità.” (...)

 

D.  Quando un’anima diventa capace di non cadere più nella colpa grave?

R. (59) Un’anima diventa capace di non cadere più nella colpa grave quando viene resa partecipe della Passione di Gesù perché il Suo Amore, essendo fuoco, consuma tutto che c’è di imperfetto in essa…

“ (Gesù) (...) quando a un’anima la faccio partecipe delle pene della mia Passione, non ci possono essere colpe gravi, al più qualche difetto veniale involontario, ma il mio amore, essendo fuoco, consumerà tutto ciò che è imperfetto nell’anima tua.”

 

D.  In quale modo un’anima può fare l’ufficio di madre a Gesù?

R. (59) Così come la Madonna durante la vita terrena di Gesù gli è stata vicina nelle innumerevoli Sue pene sollevandolo e consolandolo, così un’anima può fare a Lui da madre tenendogli compagnia nelle Sue sofferenze e soffrendo lei al Suo posto, là dove possibile, tenendo sempre, senza distrazione, l’attenzione su di Lui per non contristarlo e provocare così la Sua gelosia….

(...) (Gesù:) “La nostra Mamma sta in Cielo, do a te l’ufficio di farmi da mamma sulla terra, e siccome la mia vita va continuamente soggetta ai disprezzi, alla povertà, alle pene, agli abbandoni degli uomini, e mia Madre stando in terra fu la mia fida compagna di tutte queste pene, non solo, ma cercava di sollevarmi in tutto, per quanto le sue forze potevano, anche tu, facendomi da madre, mi terrai fedele compagnia in tutte le mie pene, soffrendo tu invece mia per quanto puoi e dove non puoi cercherai di darmi almeno un ristoro. Sappi però che ti voglio tutta intenta a Me. Sarò geloso anche del tuo respiro se non lo farai per Me e quando vedrò che tu non starai tutta intenta a contentarmi, non ti darò né pace né riposo.” (Luisa) (…) (Gesù diceva a Luisa:) “Mamma mia, mi duole la testa, deh! sollevami!” Ed io subito gli vedevo la testa e trovando delle spine le toglievo e mettendogli il mio braccio sotto la testa, lo facevo riposare. Mentre facevo che riposasse, al meglio si alzava e diceva: “Mi sento un peso ed una sofferenza al cuore da sentirmi morire; vedi un po’ che ci sta.” Ed osservando nell’interno del cuore, ho trovato tutti gli strumenti della Passione, ad uno ad uno li ho tolto e li ho messo nel mio cuore. 

 

D.  Con quale cantico fu accolta la Mamma Celeste in Paradiso?

R. (59) Maria Santissima fu accolta in Paradiso dagli Angeli e dai Santi con l’Ave Maria perché in questa preghiera sono contenute le lodi più belle e gli onori più grandi e perché con essa si rinnova alla Mamma Celeste la gioia che provò nell’essere fatta Madre di Dio…

(Gesù): “Il primo cantico che fecero alla mia Mamma fu l’Ave Maria, perché nell’Ave Maria si contengono le lodi più belle, gli onori più grandi e si rinnova il gaudio che ebbe nell’essere fatta Madre di Dio; perciò, recitiamola insieme per onorarla e quando verrai tu in Paradiso te la farò trovare come se l’avessi recitato insieme con gli angeli la prima volta nel Cielo.” (...)

 

D.  Quali prodigi opera la virtù dell’obbedienza in un’anima?

R. (61) L’obbedienza dà la morte a tutti i vizi facendo loro la guerra e stando sempre all’erta affinché questi siano tutti estirpati; essa dona vera pace all’anima e morte totale alla volontà umana permettendo in essa la vita della volontà divina…

“(Gesù) (…) dà la morte a tutti i vizi (...) questa diligente signora sta sempre in movimento e continuamente sta a spiare; se vede che l’anima fa la minima difficoltà a ciò che le viene comandato, quindi temendo che qualche vizio potrà incominciare a rivivere nel suo cuore, le fa tanta guerra e non le dà pace, fino a tanto che l’anima non si prostri ai suoi piedi ed adori in muto silenzio ciò che lei vuole (...) . Ah, si, non c’è vera pace senza obbedienza, e se pare che si goda pace, è pace falsa, e pare perché va d’accordo con le proprie passioni, ma giammai con le virtù e si finisce col rovinare, perché discostandosi dall’ubbidienza si discostano da Me, che fui il Re di questa nobile virtù (...) Poi, l’ubbidienza uccide la propria volontà ed a torrenti riversa la Divina, tanto che si può dire che l’anima ubbidiente non vive della volontà sua, ma della Divina (...)”

 

 

 

 

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D.  Perché Gesù chiede a Luisa di soffrire e continuare ad offrirsi come vittima vivente di riparazione e propiziazione davanti alla Divina Giustizia?

R. (45) Gesù chiede a Luisa di offrirsi come vittima vivente innanzi alla Giustizia Divina per continuare la Sua Passione. Il  corpo glorificato di Gesù non può più soffrire; per questo Gesù chiede alla piccola figlia della Divina Volontà di avvalersi del suo corpo per poter continuare in lei la Sua Passione…

“(…) Figlia mia, mi ne servo di te per poter continuare la mia Passione, siccome il mio corpo glorificato non può essere capace di più soffrire, onde venendo in te, me ne avvalgo del tuo corpo come me ne avvalsii del mio nel corso della mia vita mortale, per poter continuare e soffrire la mia Passione e così poterti offerire vittima vivente, innanzi alla divina giustizia, di riparazione e di propiziazione.”

 

D.  Luisa si lamenta con Gesù per l’intervento del sacerdote in un fatto che sarebbe potuto restare segreto, tra loro due soltanto. In che modo Gesù le fa capire che è necessario che un Suo ministro si trovi nel mezzo delle opere Sue ?

R. (46) Gesù fa capire a Luisa che è necessario che un Suo ministro si trovi nel mezzo alle Sue opere permettendole di uscire dal corpo per subire la crocifissione e non facendole trovar nessuno che potesse compiere l’opera…

 (Luisa) “(...) Come Signore avete permesso che venisse il sacerdote; poteva passare il fatto tra me e te.” In un istante mi son trovata fuori di me stessa, distesa sopra d’una croce, ma non c’era nessuno che mi potesse inchiodare, io ho incominciato a pregare il Signore che venisse a crocifiggermi e Gesù è venuto e mi ha detto: (Gesù) “Vedi quanto è necessario che il sacerdote stia in mezzo alle opere mie, e questo è aiuto ancora per compire la crocifissione;  è certo che senza nessuno, da te sola non puoi crocifiggerti, sempre si bisogna dell’aiuto degli altri.”

 

D.  Quali meraviglie opera la croce in un’anima?

R. (48) : La croce rende l’anima splendida e trasparente e permette di scovare in essa anche la più piccola macchia e il più piccolo difetto: in questo modo fa sì che l’anima si renda degna abitazione del Dio del Cielo...

(Gesù) “La croce comunica tale uno splendore all’anima, da renderla trasparente e siccome quando un oggetto è trasparente si puo dare tutti quei colori che si vogliono, così la croce, con la sua luce dà tutti i lineamenti e forme più belle che mai si possa immaginare, non solo dagli altri, ma anche dall’anima stessa che li prova. Oltre di ciò, in un oggetto trasparente subito si scopre la polvere, le piccole macchie ed anche l’adombramento. Tale è la croce, siccome rende l’anima trasparente, subito fa scoprire all’anima i piccoli difetti, le mininime imperfezioni, tanto che non c’è mano maestra più abile della croce,  a fare che tenga l’anima preparata, per renderla degna abitazione del Dio del Cielo.” (...)

 

D.  Quale è il mezzo più sicuro per evitare il precipizio e raggiungere il Cielo?

R. (48) In seguito ad una visione nella quale Luisa vede una scala con gradini mobili e molto stretti e dalla quale gli uomini precipitano nel momento stesso in cui provano a salire, Gesù le spiega  che il mezzo più sicuro per evitare il precipizio e raggiungere il Cielo è il camminare volando senza appoggiarsi ai gradini che rappresentano gli uomini e le cose terrene…

“Figlia mia, questo che hai visto è la via che battono tutti gli uomini in questa terra; i gradini movibili, che neppure potevano appoggiarsi per avere un sostegno, sono gli appoggi umani, le cose terrene, che volendosi appoggiare, invece di darle aiuto le danno una spinta per precipitare più presto nell’inferno. Il mezzo più sicuro è il camminare quasi volando senza poggiare la terra, a forza di proprie braccia, cogli occhi tutti a sé, senza guardare gli altri e coll’averli anche tutti intenti a Me per avere aiuto e forza, così si potrà facilmente evitare il precipizio.”

 

D.  A cosa paragona Gesù la vita umana?

R. (49) Gesù paragona la vita umana ad un gioco e dice di dilettarsi a giocare con le anime facendo loro scherzi, cioè donando loro croci, le quali, accettate con rassegnazione e gratitudine,  rendono a Lui gloria e procurano loro grandi acquisti…

(…) “La vita umana è un giuoco; chi gioca il piacere, chi il denaro e chi la propria vita e tanti altri giuochi che fanno. Anch’Io mi diletto di giocare con le anime, ma quali sono questi scherzi che faccio? Sono le croci che invio, se le ricevono con rassegnazione e me ne ringraziano, Io mi ricreo e scherzo con loro, compiacendomi immensamente, ricevendone grande onore e gloria ed a loro faccio fare dei più grandi acquisti.” (...)

 

D.  Di cosa si dispiace molto Gesù? 

R. (49) Gesù si dispiace del comportamento della maggior parte delle anime di fronte al Suo modo di “giocare”, spesso rifiutato e disprezzato, con conseguente perdita di grandi benefici da parte loro; ciò che lo consola sono le anime che, al contrario, con le loro sofferenze, estinguono la sete di Gesù…

( Luisa) “(...) Nell’atto di dire ciò, ha incominciato a toccarmi con la lancia, dall’arco e dal turcasso, già tutte quelle pietre preziose che dentro conteneva, uscivano fuori e si cambiavano in tanti croci e saette che ferivano le creature. Certune, ma in numero scarsissimo, ne gioivano, se le baciavano e Lo ringraziavano e venivano a formare un giuoco con Gesù; altri poi le prendevano e le gettavano in faccia a Gesù, oh! come ne restava afflitto Gesù e che gran perdita facevano quelle anime! Poi Gesù ha soggiunto: (Gesù) “Questa è la sete che gridai sulla croce, che non potendo dissetarla allora interamente, mi compiaccio di continuare a dissetarla nelle anime dei miei cari che soffrono. Quindi, soffrendo, vieni a dare un ristoro alla mia sete.” (...)

 

D.  Quale è il mezzo più sicuro per non giudicare gli altri? 

R. (50) Il mezzo più valido per non giudicare il prossimo è quello di non guardare ciò che egli fa perché guardare, pensare e giudicare è un tutt’uno…

(Gesù) “Il mezzo più sicuro per essere retto col prossimo è non guardare affatto ciò che essi fanno, che guardare, pensare e giudicare è tutto l’istesso, poi guardando il prossimo, vieni a defraudare l’anima propria, quindi ne avviene che non è retto né per sé, né per il prossimo, né per Dio.”

 

D.  Cosa raccomanda Gesù alle anime per la loro santificazione? 

R. (50) Per la loro santificazione, Gesù raccomanda alle anime di conservare e fare stima della Sua Parola perché è Parola eterna e santa come lo è Lui stesso…

(...) “Figlia mia, quello che ti raccomando è di conservare e di farne stima delle mie parole, perché la mia parola è eterna e santa come Me stesso e conservandola nel tuo cuore e profittando, avrai la tua santificazione e ne riceverai in ricompensa uno splendore eterno, prodotto dalla mia parola, facendo diversamente, l’anima tua riceverà un vuoto e ne resterai a Me debitrice.”

 

D.  Di cosa Gesù si addolora guardando l’uomo? Da cosa è allontanato da lui?

R. (52) Gesù si addolora del decadimento morale dell’uomo, della sua corruzione e della sua impurità che lo hanno reso abitazione del demonio e peggiore degli animali. Gesù fugge dalle anime impure perché nauseato dai peccati della carne…

(Luisa) (...) Gesù diceva quasi piangendo“Oh! uomo, come ti sei deturpato, deformato, snobilitato, oh! uomo, Io ti ho fatto perché fossi mio vivo tempio e tu invece ti sei fatto abitazione del demonio; guarda anche le piante, coll’essere coperte di foglie e di fiori e frutti, ti insegnano l’onestà, il pudore che tu devi avere del tuo corpo e tu avendo perduto ogni pudore ed anche soggezione naturale che dovresti avere, ti sei reso peggiore delle bestie, tanto che non ho più a chi rassomigliarti. Immagine mia tu eri, ma ora non più ti riconosci, anzi mi fai tanto orrore delle tue impurità, che mi fai nausea al vederti e tu stesso mi costringi a fuggire da te.” (...)

 

D.  Cosa, al contrario, attira fortemente Gesù?

R. (52) La purezza attira Gesù come il ferro la calamita: nelle anime pure Gesù non soltanto si compiace di continuare la Sua Passione e così la Redenzione, ma si compiace anche di glorificare in loro le Sue stesse virtù…

(Gesù.) “Figlia, Io amo grandemente le anime pure e come dagli impuri sono costretto a fuggire, queste invece come da calamita, sono tirato a fare soggiorno con loro. Alle anime pure volentieri impresto la mia bocca per farli parlare con la stessa mia lingua, sicché non hanno da durare fatica per convertire le anime; in dette anime Io mi compiaccio non solo di continuare in loro la mia passione e così continuare ancora la Redenzione, ma quello che è più, mi compiaccio sommamente di glorificare in loro le mie stesse virtù.”

 

D.  Quale è, in un’anima,  la condizione necessaria per ricevere grazie dal Signore?

R. (53) La condizione necessaria per ricevere grazie dal Signore è la corrispondenza alla Grazia: essa garantisce un continuo flusso di doni da parte di Dio. Al contrario, la non corrispondenza  converte questi stessi doni in altrettanti castighi…

 (…) (Gesù:) “Vedi quante grazie dovevo versare sulle creature, ma perché non trovo corrispondenza sono costretto a ritenerle in Me, anzi me le fanno cambiare in castigo. Badi tu oh figlia mia, a corrispondermi alle tante grazie che sto versando in te, che la corrispondenza è la porta aperta per farmi entrare nel cuore ed ivi formare la mia abitazione, la corrispondenza è come quella buona accoglienza, quella stima che si usa a quelle persone quando vengono a far visite, in modo che attirate da quel rispetto, da quelle maniere di affabilità che si usa con loro, sono costrette a venire altre volte e giungono a non sapersene distaccare. Il tutto sta nel corrispondermi ed a misura che mi corrispondono e trattano loro in terra, Io mi porterò con loro in Cielo, facendoli trovare le porte aperte, inviterò tutta la corte celeste ad accoglierli e li collocherò nel più sublime trono, ma sarà tutto al contrario per chi non mi corrisponde.”

 

D.  Cosa, in particolare, attira le virtù di Gesù?

R. (54) La conoscenza del proprio nulla e l’annientamento del proprio “io”, attira le virtù di Gesù….

 (…) (Gesù:) “Quanto più ti annienterai e conoscerai il tuo nulla, tanto più la mia Umanità, spiccando raggi di luce ti comunicherà le mie virtù.”

 

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D. Cosa guarda Gesù in un’anima?

R. (23) Gesù guarda lo spogliamento della volontà umana in un’anima per poterla poi investire e divinizzare con la Sua Volontà. Un’anima che perde la pace o, peggio, che si allontana dal Signore non appena le cose non vanno come lei desidera, non è guidata e predominata dalla volontà divina, ma dalla propria: quest’anima non è sulla strada giusta, non è sulla strada quella che conduce al Cielo…

“ (Gesù) (...)Figlia mia, quello che guardo in un’anima è quando si spoglia della propria volontà, allora la mia Volontà l’investe, la divinizza e la fa tutta mia. Vedi un po’ queste anime che si dicono divote, fino a tanto che le cose vanno a loro modo, poi una piccola cosa, se non sono lunghe le loro confessioni, se il confessore non le soddisfa, perdono la pace e certune giungono a non volerne fare più niente.  Questo dice che non è la mia Volontà che le predomina, ma la loro. Credi pure oh figlia mia che hanno sbagliato la strada, perché quando veggo che davvero vogliono amarmi, ho tanti modi di poter dare la mia Grazia.” (...)

 

D. Cos’è l’umiltà?

R. (24) L’umiltà, per definizione, consiste nell’avere un basso concetto di sé stimando gli altri superiori a se stessi. La virtù dell’umiltà proviene dalla vera conoscenza di se stessi. Essa è…

 (…) (Gesù:) “L’umiltà è la sicurezza dei favori celesti. L’umiltà veste l’anima d’una sicurezza tale, in modo che le astuzie del nemico non vi penetrano dentro. L’umiltà mette in salvo tutte le grazie celesti, tanto, che dove veggo l’umiltà, abbondantemente faccio scorrere qualunque specie di favori celesti. Perciò non voler disturbarti per questo, ma con occhio semplice guarda sempre nel tuo interno se sei investita della bella umiltà e di tutto il resto non curarti di niente.”

 

D. Perché Gesù predilige le anime umili e semplici?

R. (24) Gesù predilige e si comunica alle anime umili e semplici perché esse credono e apprezzano senza esitazione le grazie che vengono loro elargite nonostante la loro ignoranza e povertà. Al contrario, le anime prive dello spirito di semplicità, camminando per la via naturale, non giungono mai a toccare ciò che è soprannaturale per mancanza dello spirito di fede...

(Luisa) “(...)Poi mi ha fatto vedere molte persone religiose e tra queste, sacerdoti anche di santa vita, ma per quanto buoni fossero, non vi era in loro quello spirito di semplicità nel credere alle tante grazie ed ai tanti diversi modi che il Signore tiene con le anime. E Gesù mi ha detto: “Io mi comunico gia agli umili che ai semplici, perché subito danno credenza alle mie grazie e le tengono in gran conto, sebbene fossero ignoranti e poveri. Ma con questi altri che tu vedi, Io sono molto restio, perché il primo passo che avvicina l’anima a Me è la credenza; onde avviene di questi tali, che con tutta la loro scienza e dottrina ed anche santità, non provano mai un raggio di luce celeste, cioè, camminano per la via naturale e mai giungono a toccare neppure per un tantino ciò che è soprannaturale. Eccoti pure la causa perché nel corso della mia vita mortale non ci fu neppure un dotto, un sacerdote, un potente nel mio seguito, ma tutti ignoranti e di bassa condizione, perché più umili e semplici ed anche più facili a fare dei grandi sacrifizi per Me.”

 

D. Cosa continua a raccomandare Gesù all’anima?

R. (25) Gesù continua a raccomandare all’anima il distacco da tutte le cose e da se stessa quando questa ha raggiunto il perfetto distacco da tutto…

(Gesù) (...)“Figlia mia, perciò la prima cosa che tanto raccomando è il distacco da tutte le cose ed anche da loro stesse e quando l’anima si è distaccata da tutto, non ha bisogno di farsi forza per stare lontana da tutte le cose della terra, che da sé stesse le vanno intorno, ma vedendosi non curate, anzi disprezzate, dandole un addio si licenziano per non darle più molestia.”

 

D. Qundo diventa lodevole il disprezzo di se stessi?

R. (26) Il disprezzo di se stessi diventa lodevole e proficuo quando è investito dallo spirito di fede, cioè quando è unito alla conoscenza di Dio al cospetto del quale ci si riconosce un nulla, ma si acquista fiducia e confidenza per la Sua bontà e misericordia. Esso, al contrario, diventa nocivo quando non è unito allo spirito di fede perché di fronte alla propria miseria si cadrebbe nella sfiducia e nel pessimismo… 

 (…) (Gesù:) “Il disprezzo di te stessa allora è lodevole quando è ben investito dallo spirito della fede; ma quando non è investito dallo spirito di fede, invece di farti bene ti potrà nuocere, perché vedendoti quale tu sei, che non puoi fare niente di bene, sconfiderai, rimarrai abbattuta, senza fidarti di dare un passo nella via del bene. Ma appoggiandoti a Me, cioè investendoti dallo spirito di fede, verrai a conoscere e disprezzare te ed insieme a conoscere Me, confidandoti di tutto poter operare coll’aiuto mio, ed ecco che facendo in questo modo, camminerai secondo la verità.”

 

D. Perché Gesù si mostra dispiaciuto dalla pretesa che le creature accolgano tutte favorevolmente le cose di cui si è convinti?

R. (27) Gesù si mostra dispiaciuto di fronte alla pretesa che le creature accolgano tutte favorevolmente qualcosa di cui siamo convinti perché ciò equivale a fuorviare dall’imitazione della Sua vita. Tutto ciò che dobbiamo fare è operare con rettitudine e semplicità senza curarci di altro…

(Luisa) (…) Gesù si mostrava un po’ dispiaciuto con lui, perché pareva che il confessore volesse che tutti approvassero che fosse opera di Dio il fatto mio, e voleva quasi convincere col manifestare qualche cosa del mio interno ad altri sacerdoti. (...) (Gesù) “Quello che voglio da te è un operare retto e semplice, che del pro e contro delle creature non ti curare, lasciale pensare come vogliono, senza prenderti il minimo fastidio, che il volere che tutti fossero favorevoli è un voler fuorviare dall’imitazione della mia Vita.”

 

D.  Quale è il favore più grande che Gesù possa fare ad un’anima?

R. (28) Il favore più grande che il Signore possa fare un’anima è di farle conoscere se stessa perché in questo modo essa potrà conoscere Dio; infatti, la conoscenza di sé e la conoscenza di Dio vanno di pari passo. Nel momento in cui l’anima conoscerà se stessa e la natura di Dio, essa si getterà tutta in Lui ed in Lui soltanto opererà…

(…) (Gesù:) “Chi sono Io, e chi sei tu?”  (...) Il favore più grande che posso fare ad un’anima, è il farle conoscere sé stessa, la conoscenza di sé e la conoscenza di Dio, vanno pari passo, per quanto conoscerai te stessa, altrettanto conoscerai Dio. L’anima che ha conosciuto sé stessa, vedendosi che da sé non può niente operare di bene, quest’ombra del suo essere la trasforma in Dio e ne avviene che in Dio fa tutte le sue operazioni. Succede che l’anima sta in Dio e cammina presso di Lui, senza guardare, senza investigare, senza parlare, in una parola, come morta, perché conoscendo a fondo il suo nulla, non ardisce di fare niente da sé, ma ciecamente segue il tiro delle operazioni del Verbo.” (...)

 

D.  Perché Gesù non può accontentare il desiderio di Luisa che gli chiede la conversione del mondo?

R. (31) Gesù non può accontentare Luisa perché per ottenere la conversione di un’anima è necessario che questa abbia la volontà di salvarsi. Gesù non forza nessuno nel  rispetto del libero arbitrio della creatura…

(…) (Luisa:) “Gesù mio caro, quello che vorrei davvero, è che tutto il mondo si convertisse.” (Gesù:) “Ti contenterei purché tutti avessero la buona volontà di salvarsi, eppure, per farti vedere che volentieri consentirei a tutto ciò che hai detto, andiamo insieme in mezzo al mondo e tutti quelli che troveremo con la buona volontà di salvarsi, per quanto cattivi fossero, Io te li darò.” Così siamo usciti in mezzo alle genti, per vedere chi avesse la buona volontà di salvarsi e per nostro sommo dispiacere abbiamo trovato un numero tanto scarsissimo, che fa pena al solo pensarlo. (...)”

 

D.  In quale modo è possibile non fare più peccati?

R. (38) Per non fare più peccati è necessario far scomparire se stessi…

(Luisa)(…) subito gli ho detto: “Gesù buono, perdonami i tanti peccati che feci ieri.” E volevo dirgli tutto il male che mi sentivo d’avere fatto. Lui, spezzando il mio dire, mi ha detto: (Gesù) “Se fai scomparire te stessa, non farai mai peccati.” (...)

 

D.  Cosa dispiace a Gesù nelle anime devote?

R. (38) Ciò che a Gesù dispiace nelle anime devote è l’instabilità nel fare il bene, il tralasciare il bene cominciato, anziché stringersi di più a Gesù,  per via di un dispiacere o anche di un difetto. Questa instabilità impedisce a Gesù di concedere tutte le grazie che vorrebbe fare all’anima…

(Luisa) “(...) Gesù facendomi vedere molte anime divote: (Gesù) “Quello che più mi dispiace di queste anime è l’instabilità nel fare il bene, basta una piccola cosa, un dispiacere, anche un difetto, mentre allora è il tempo più necessario per stringersi più a Me, quelli invece, si irritano, si disturbano e tralasciano il bene incominciato, quante volte ho preparato loro le grazie per darle e vedendole così instabili, sono stato costretto a ritenerle.” (...)

 

D.  Cosa è la grazia?

R. (41) La grazia è Gesù stesso…

(…) “Mio Signore Gesù, mi pare che avete sottratto la vostra grazia da me.” E Lui:  (Gesù) “Sciocca, sciocherella che sei! come dici che ti ho sotratto la mia grazia mentre sono in te? E che cosa è la mia grazia se non Io stesso?” (...)

 

D. La presenza di quale condizione specifica nel Cuore della Mamma Sua e nostra, Maria Santissima, ha permesso a Gesù di instaurare in Esso il Suo Regno?

R. (44) Gesù ha potuto instaurare perfettamente il Suo Regno nel Cuore di Maria Santissima perché in Esso ha sempre imperato la più perfetta pace, anche nei momenti più difficili della prova e del dolore. Mai ci sono state in questo Cuore perfettissimo ombre di turbamento o disturbo…

(…) (Gesù:) “Il mio proprio regno fu nel cuore di mia Madre e questo perché il suo cuore non fu mai menomamente disturbato, tanto, che nel mare immenso della Passione soffrì pene immense, il suo cuore fu passato a parte a parte dalla spada del dolore, ma non ricevette un minimo alito di turbazione. Quindi, essendo il mio regno, regno di pace, perciò potetti in Lei stendervi il mio regno e senza ricevere nessun ostacolo, liberamente regnare.”

 

 

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D.  Quante sono le strade che conducono all’unica destinazione, cioè al Cielo?

R. (8) Innumerevoli sono le strade per le quali il Signore conduce al Cielo, ma uno solo è il Cielo…

(Gesù)  “Molte sono le piaghe che mi fecero soffrire nella mia passione, ma una fu la croce; ciò significa che molte sono le strade con cui tiro le anime alla perfezione, ma uno è il Cielo in cui queste anime devono unirsi, sicché, sbagliato quel Cielo, non c’è alcun altro che possa renderle beate per sempre.” (...)

 

D.  Quale caratteristica distinguerà il grado di gloria di un’anima in Cielo?

R. (8) Un’anima in Cielo sarà tanto più gloriosa quanto più avrà sofferto sulla terra perché grande è il valore del patire…

(Gesù) “(...) “Guarda un poco, una è la croce, ma di vari legni fu formata detta croce; ciò vuol dire che uno è il Cielo, ma vari posti questo Cielo contiene, più o meno gloriosi ed a misura delle sofferenze sofferte quaggiù, più o meno pesanti, saranno distribuiti questi posti.  Oh! se tutti conoscessero la preziosità del patire, farebbero a gara, a chi più volesse patire; ma questa scienza, dal mondo non viene conosciuta. Perciò aborriscono tutto ciò che può renderli più ricchi in eterno.”

 

D.  Cosa distingue la vera dalla falsa umiltà, virtù così tanto amata dal Signore?

R. (9) Ciò che distingue la vera dalla falsa umiltà in un’anima è la confidenza in Dio. L’umiltà senza confidenza è virtù falsa…

(...) (Gesù:) “Se tu sapessi quanto mi piace l’umiltà. L’umiltà è la pianta più piccola che si potesse trovare, ma i suoi rami sono così alti, che giungono fino al Cielo, serpeggiano intorno al mio trono e penetrano fin dentro al mio cuore. La piccola pianta è l’umiltà, i rami che somministra questa pianta, è la confidenza, sicché non si può dare vera umiltà senza confidenza. L’umiltà senza confidenza è virtù falsa.”

 

D.  Quali sono le offese che trafiggono maggiormente il Cuore di Gesù?

R. (13) Il Cuore Santissimo di Gesù è terribilmente offeso dalle S. Messe celebrate in modo sacrilego e dalle ipocrisie, dalle falsità…

(…) (Gesù:) “Figlia, le offese che più trafiggono il mio cuore, sono le messe sacrilegamente dette e le ipocrisie.”

 

D.  Quali sono le cose che impediscono a Gesù di versare la grazia nell’anima al momento della Santa Comunione?

R. (14) Ciò che ostacola un’anima dal ricevere la grazia di Dio durante la Santa Comunione è la scarsa e inadeguata preparazione a tale meraviglioso dono e la distrazione…

(Luisa) (…) Quindi vedevo anime divote, che per bagatelle da niente non si preparavano bene alla comunione; la loro mente, invece di pensare a Gesù, ci pensavano ai loro piccoli disturbi, a tante cose minute e quest’era il loro apparecchio. (...) Gesù mi disse: (Gesù)“Figlia mia, quanto impediscono queste anime che la mia grazia si versi in loro, Io non guardo alle minutezze, ma all’amore con cui si accostano e loro me ne fanno un cambio, più badano alle paglie che all’amore, anzi, l’amore distrugge le paglie, ma con molte paglie non si accresce un tantino d’amore, anzi, lo si diminuisce.  Ma quel che è peggio di queste anime, che si disturbano tanto, ci perdono molto tempo, vorrebbero stare coi confessori le ore intere per dire tutte queste minutezze, ma mai mettono mano all’opera con una buona e coraggiosa risoluzione per svellere queste paglie(...)”

 

D.  Perché i sacerdoti che non servono il Signore con amore e santità sono maggiormente causa di dolore per Gesù?

R. (14) Perché i sacerdoti che non operano con rettitudine e santità offendono la parte più nobile e sensibile di Gesù, ossia il Suo Cuore…

(Gesù) “(...) Che dirti poi, oh figlia mia, di certi sacerdoti di questi tempi? Si può dire che operano quasi satanicamente, giungendo a farsi idolo delle anime. Ah! si, dai miei figli il mio cuore viene più trafitto, perché se più gli altri mi offendono, offendono le parti del mio corpo, ma i miei, mi offendono le parti più sensibili e tenere, fin nell’intimo del cuore.” 

 

D.  Cosa permette ad un’anima di riuscire a mantenere il proprio cuore  indifferente alle lodi degli uomini?

R. (16) Soltanto quando il cuore si riempie della conoscenza di se stesso è in grado di rimanere indifferente alle lodi degli uomini…

(…) (Gesù:) “Quando il cuore è pieno del conoscimento di sé stesso, le lodi degli uomini sono come quelle onde del mare, che s’innalzano e straripano, ma mai escono dal loro lido, così le lodi umane strepitano, rumoreggiano, s’avvicinano fino al cuore, ma trovandolo pieno e ben circondato da forti mure del conoscimento di sé stesso, quindi non avendo dove prendere posto, se ne ritornano indietro, senza fare nessun danno all’anima propria, perciò a questo devi stare attenta, che delle lodi e dei disprezzi delle creature non ne fare nessun conto.”

 

D.  Quale è la condizione fondamentale che permette alla luce di Gesù di investire e riempire l’anima?

R. (17) Ciò che permette alla luce di Dio di penetrare più profondamente nell’anima e di riempirla tutta di sé è il distacco totale da tutto e da tutti

(…) (Gesù:) “Sono tanto a Me gradite le anime distaccate da tutto, non solo nell’affetto, ma anche in effetto, che a misura che vanno spogliandosi, così la mia luce le va investendoli e divengono tale e quale come cristalli, che la luce del sole non trova impedimento a penetrarvi dentro, come lo trova nelle fabbriche e nelle altre cose materiali.” (...) “Credono di spogliarsi, ma invece vengono a vestirsi non solo delle cose spirituali, ma anche corporali, perché la mia provvidenza ha una cura tutta particolare e speciale per queste anime distaccate, la mia provvidenza le adombra dappertutto; succede che niente hanno, ma tutto posseggono.”

 

D.  Cosa guarda Gesù delle nostre azioni?

R. (20) Gesù non guarda la grandezza delle nostre azioni, ma l’intenzione con cui si fanno. Ciò che ai Suoi occhi vale di più di un’azione è la retta intenzione, cioè l’agire soltanto per Suo amore e per la Sua gloria e non per interesse personale…

(…) (Gesù:) “La mia persona è circondata da tutte le opere che si fanno dalle anime, come da una veste, ed a misura della purità d’intenzione e dell’intensità dell’amore che si fanno, così mi danno più splendore ed Io darò a loro più gloria, tanto che nel giorno del giudizio le mostrerò a tutto il mondo, per far conoscere a tutto il modo come mi hanno onorato i miei figli ed il modo come Io onoro loro.” (...) “Figlia mia, che sarà di tante opere, anche buone, fatte senza retta intenzione, per usanza e per fine d’interesse? Qual vergogna non sarà di loro nel giorno del giudizio, nel vedere tante opere, buone in sé stesse, ma marcite dalla loro intenzione, che invece di renderle onore come a tanti altri, le stesse loro azioni le renderanno vergogna? Perché non sono le opere grandi che miro, ma l’intenzione con cui si fanno, qui è tutta la mia attenzione.” (...)

 

D.  Cosa dobbiamo fare per poter entrare nel Cuore di Gesù? 

R. (20) Per poter entrare nel Cuore di Gesù dobbiamo distaccarci da tutto per poter diventare anime nude e semplici, totalmente libere per riuscire ad entrare attraverso la porta stretta di questo desiderabilissimo Cuore...

(Gesù)(...) “Eppure così è. Vedi, il mio cuore è larghissimo, ma la porta è strettissima, nessuno può riempire il vuoto di questo cuore, se non che le anime distaccate, nude e semplici, perché come tu vedi, essendo la porta piccola, qualunque impedimento, anche minimo, cioè, un’ombra d’attacco, un’intenzione storta, un’opera, senza il fine di piacermi impedisce che entrino a deliziarsi nel mio cuore (...)”

 

D. Come deve essere l’amore del prossimo per piacere a Gesù?

R. (20) Per poter piacere a Gesù, l’amore del prossimo deve essere congiunto con il Suo, così fuso con il Suo da formarne uno solo altrimenti Egli non considera questo amore come appartenente a Lui…

“(...)L’amore del prossimo molto ne va nel mio cuore, ma deve essere tanto congiunto al mio, in modo che deve formare uno solo, senza potersi discernere uno dall’altro; ma quell’altro amore del prossimo che non è trasformato nel mio amore, Io non lo guardo come cosa che a Me appartiene (...)”

 

D. Quale è il valore delle anime vittime?

R. (21) Immenso e preziosissimo è il valore delle anime vittime, cioè di quelle anime che si offrono volontariamente a Dio per soffrire al posto di altri e poterli in questo modo salvare. Esse sono le autentiche imitatrici di Gesù Crocifisso che operano come il Redentore che prende su di Sé i peccati del mondo per salvare le anime. Soltanto quando la Giustizia di Dio trova sul suo percorso un’anima vittima, il castigo può essere stornato dall’umanità...

(Gesù) “Il più grande castigo che posso dare a te, al sacerdote ed al popolo, è se ti liberassi da questo stato di sofferenze. La mia giustizia si sfogherebbe in tutto il suo furore, perché non troverebbe più alcuna opposizione. Tanto vero, che il peggior male per uno, è essere messo ad un ufficio e poi essere deposto, meglio per lui se non fosse stato commesso quell’ufficio, perché abusando e non profittando se ne rende indegno.”

 

D. Quando si può dire perfetta la Carità?

R. (22) La Carità è perfetta quando è fatta con l’unico fine di piacere a Gesù, quando è spogliata di tutto…

 (…) (Gesù:)  “Figlia mia, la carità allora è perfetta quando è fatta per il solo fine di piacermi ed allora è della vera e viene riconosciuta da Me quando è spogliata del tutto.” (...)

 

D. Cosa opera di meraviglioso la virtù della Croce nell’anima?

R. (23) La virtù della Croce dispone l’anima alla pazienza, la unisce profondamente al suo Creatore e, quando entra in un’anima, la purifica e la distacca da tutte le cose terrene donandole amore e gusto per le cose celesti soltanto…

(...) (Gesù:) “La croce dispone l’anima alla pazienza. La croce apre il Cielo ed unisce insieme Cielo e terra, cioè, Dio e l’anima. La virtù della croce è potente e quando entra in un’anima, ha la virtù di togliere la ruggine di tutte le cose terrene, non solo, ma le dà la noia, il fastidio, il disprezzo delle cose della terra ed invece, poi le rende il sapore, il gradimento delle cose celesti, ma da pochi viene riconosciuta la virtù della croce, perciò la disprezzano.” (...)

 

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D.  Quale nobilissima virtù permette a Luisa di vincere la ripugnanza che prova nel dover scrivere tutto ciò che vive interiormente con il Signore?

R. (1) La virtù che permette a Luisa di vincere il rifiuto interiore che prova nel dover  scrivere ciò che vive con il Signore è l’obbedienza, virtù carissima al Cuore di Dio in quanto perfettamente vissuta da Gesù e Maria Santissima durante tutta la loro vita terrena…

(Luisa) “(…) Confesso la verità, gran ripugnanza io provo, è tanto lo sforzo che devo farmi per vincermi, che solo il Signore può sapere lo strazio dell’anima mia. Ma, oh santa obbedienza, che legame potente tu sei! Tu sola potevi vincermi e superare tutte le mie ripugnanze, quasi monti insuperabili, mi leghi alla Volontà di Dio e del confessore (…)”

 

D.  Cosa dice Gesù al Confessore di Luisa circa la purità di intenzione e la virtù della Fede?

R. (1) La purità di intenzione: tutte le nostre opere, i nostri pensieri  e i movimenti del cuore passano nel Cielo al cospetto del Signore. Tenendo conto di questo, dobbiamo sforzarci il più possibile di agire rettamente e puramente per la sola gloria di Dio e per la salvezza dei fratelli…

(Gesù)“Vedi, tutto ciò che fai passa nel Cielo, perciò vedi la purità con cui devi operare, pensando che tutti i tuoi passi, parole ed opere vengono alla mia presenza e se sono puri, cioè fatti per Me, Io ne prendo diletto grandissimo e me li sento a Me d’intorno, come tanti messaggieri che mi ricordano continuamente di te; ma se sono per fini bassi e terreni, invece ne prendo fastidio.” (…) “L’occhio sempre in alto; siete del Cielo, operate per il Cielo.”

R. (1) La Fede: la Fede è Dio stesso, la Fede è vita dell’anima…

(Luisa): “(…)in un istante il Signore mi ha tirato talmente a Sé, che mi sono sentita fuori di me stessa nella volta dei cieli, insieme con Gesù e mi ha detto queste precise parole: (Gesù) “La Fede è Dio.” (...) Nella parola “fede” comprendevo che la fede è Dio stesso.  Come al corpo il cibo materiale dà vita acciocché non morisse, così la fede dà la vita all’anima; senza la fede l’anima è morta.  La fede vivifica, la fede santifica, la fede spiritualizza l’uomo e lo fa tenere l’occhio ad un Ente Supremo, in modo che niente apprende delle cose di quaggiù e se le apprende, le apprende in Dio”. 

 

D.  Come vede la Divinità di Gesù Luisa?

R. (1) Luisa vede Dio come purissima Luce fatta di bellezza, fortezza, sapienza, immensità, altezza, profondità senza termini e confini…

(Luisa)“(...) Ora, mentre mi trovo fuori di me stessa e trovandomi nell’alto dei cieli ora mi è parso di vedere Dio dentro d’una luce e Lui stesso pareva anche luce ed in questa luce si trovava bellezza, fortezza, sapienza, immensità, altezza, profondità senza termini e confini, sicché pur nell’aria che respiriamo vi è Dio stesso che si respira, sicché ognuno lo può fare come vita propria, come lo è infatti. Sicché nessuna cosa gli sfugge e nessuna lo può sfuggire.  Questa luce pare che sia tutta voce e senza che parla tutta operante, mentre sempre riposa; si trova dappertutto, senza niente ingombrare. E mentre si trova dappertutto tiene anche il suo centro. (...)”

 

D.  In che modo Dio è in ogni cosa del creato?

R. (1) In tutto il creato, in ogni piccola e grande cosa creata, c’è un ombra speciale di Dio…

(Luisa) “(...) veggo un’ombra di Dio in tutto il creato, perché in tutto il creato, dove ha gettato l’ombra della sua bellezza, dove i suoi profumi, dove la sua luce, come nel sole, dove io veggo un’ombra speciale di Dio, lo veggo come adombrato in questo pianeta, come re di tutti gli altri pianeti. Che cosa è sole?  Non è altro che un globo di fuoco, uno è il globo, ma molti sono i raggi, di talché noi possiamo comprendere facilmente, il globo Iddio, dai raggi gl’immensi attributi di Dio. 2º.  Il sole è fuoco, ma insieme è luce ed è calore, quindi la Santissima Trinità adombrata nel sole:  Il fuoco è il Padre, la luce è il Figlio, il calore è lo Spirito Santo, ma uno è il sole e come non si può dividere il fuoco dalla luce e dal calore, così una è la potenza del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, che fra Loro non si possono realmente separare. E come il fuoco nello stesso istante produce la luce ed il calore, sicché non si può concepire il fuoco senza concepirsi anche la luce ed il calore, così non si può concepire il Padre prima del Figlio e dello Spirito Santo, e così vicendevolmente hanno tutti e Tre lo stesso principio eterno (...)”

 

D.  In che modo la Giustizia di Dio castigherà l’umanità a causa dei suoi orribili peccati?

R. (2) Dio punirà gli uomini per mezzo di terribili castighi perché essi si sono allontanati da Lui autoproclamandosi dèi ed oltraggiandolo e compiendo così crimini di ogni genere ai danni dei fratelli e del creato stesso…

“(…) (Gesù:) “Figlia mia, la mia giustizia si è troppo appesantita e sono tante le offese che mi fanno gli uomini, che non posso più sostenerli. Quindi la falce della morte sta per mietere molto ed all’improvviso e di malattie, e poi sono tanti i castighi che verserò sopra del mondo, che saranno una specie del giudizio.” (...) (Luisa) Quindi mi pareva di vedere le strade piene di carne umana ed il sangue che innondava il terreno, città assediate da nemici che non le risparmiavano neppure ai bambini, mi parevano come tante furie uscite dall’inferno, non rispetteranno né chiese né sacerdoti. Il Signore pareva che mandava un castigo dal Cielo, qual sia non so dire, solo mi pareva che tutti riceveremo un colpo mortale e chi resterà vittima della morte e chi si rimetterà. Mi pareva pure di vedere le piante disseccate e tanti altri mali che devono venire sui ricolte. (...)

 

(4) (Luisa) Questa mattina il dolcissimo mio Gesù trasportandomi insieme con Lui, mi faceva vedere la moltiplicità dei peccati che si commettono ed erano tali e tanti, che è impossibile descriverli; vedevo pure nell’aria una stella di smisurata grandezza e nella sua rotondità conteneva fuoco nero e sangue, incuteva tale timore e spavento nel guardarla, che pareva che fosse minor male la morte che vivere in tempi sì tristi. In altri luoghi si vedevano i vulcani, che aprendo altre bocche devono innondare anche il paese vicino; si vedeva pure genti settarie, che andranno procurando gli incendi.

Mentre ciò vedevo, il mio amabile ma afflitto Gesù mi disse: “Hai visto quanto mi offendono e quello che tengo preparato?  Io mi ritiro dall’uomo.”

(…) Gesù pareva che si metteva nel mio cuore ed incominciò a piangere e singhiozzare dicendo: “Oh! uomo, quanto ti ho amato, se tu sapessi quanto mi duole il doverti castigare!  Ma a ciò mi obbliga la mia giustizia.  Oh! uomo, oh! uomo, quanto piango e mi duole la tua sorte.” (...)

 

D.  Cosa desidera più di tutto Gesù dall’uomo?

R. (3) Ciò che più di ogni altra cosa Gesù desidera dall’uomo è la l’amore per Dio e per i fratelli…

(Gesù) “Questo è il tutto che voglio:  Amare Dio ed il prossimo per amor mio. Vedi quanto ho amato l’uomo, ed esso è tanto ingrato (...)”

 

D.  Che natura ha questo Amore di Dio, qual è l’essenza della Carità? Quanto è cara al Cuore di Dio?

R. (3) La Carità è la stessa essenza di Dio, è il Suo sbocco d’Amore…

(Gesù) “Carità, la carità non è altro che uno sbocco dell’Essere Divino, e questo sbocco l’ho diffuso su tutto il creato, dimodochè tutto il creato parla dell’amore che porto all’uomo (...)”

R. (5) (...) (Gesù:) “Mi è tanto cara la carità, che tu non puoi comprenderlo. La carità è semplice, come l’Essere mio, che sebbene è immenso, è pure semplicissimo, tanto che non c’è parte in cui non vi penetra. Così la carità, essendo semplice, si diffonde dappertutto, non ha riguardo di nessuno, amico o nemico, cittadino o forestiero, tutti ama.”

 

D.  In che modo il creato insegna all’uomo come amare il Creatore?

R. (3) L’Amore che Dio ha impresso profondamente in ogni cosa creata parla all’uomo con il suo stesso essere, senza necessità di parole…

(Gesù) “(...) e tutto il creato insegna il modo come deve amarmi (...)”: Cominciando dall’essere più grande fino al più piccolo fiorellino del campo, vedi, dice all’uomo: “Col mio soave odore e con lo starmi sempre rivolto al cielo, cerco di mandare un omaggio al mio Creatore; anche tu, fa che tutte le tue azioni siano odorose, sante, pure, non fare che col cattivo odore delle tue azioni offendi il mio Creatore.” Deh! oh uomo, ci ripete il fiorellino:  “Non essere così insensato di tener l’occhio fisso alla terra, ma alzalo al Cielo, vedi, lassù è il tuo destino, la tua patria, lassù il mio e tuo Creatore che ti aspetta.” L’acqua che continuamente scorre sotto i nostri occhi ci dice ancora: “Vedi, dalle tenebre sono uscita e tanto devo scorrere e correre, fin quando che giungerò a seppellirmi nel luogo donde uscii. Anche tu, oh uomo, corri, ma corri nel seno di Dio, da dove uscisti. Deh! ti prego, non correre le vie storte, le vie che menano al precipizio, altrimenti, guai a te!” (...)”

 

D.  Come è possibile distinguere l’azione di Gesù da quella del demonio?

R. (6) Il demonio, a differenza di Gesù, non è in grado di infondere la virtù in un’anima, né di far praticare le virtù e di far soffrire con coraggio e tranquillità e con perseveranza…

“ (...) Gesù mi ha detto: “Figlia, non temere che non sono il demonio e poi, quello se parla delle virtù, è una virtù colorita, non vera virtù, né ha virtù d’infonderle nell’anima, ma di solamente parlarne e se qualche volta mostra di voler far praticare qualche poco di bene, non è perseverante e nell’atto stesso che l’anima fa quel poco di bene, l’anima è fiacca ed agitata. Solo Io ho la potenza d’infondermi nel cuore e di far praticare le virtù e di far soffrire con coraggio e tranquillità e con perseveranza. E poi, quando mai il demonio è andato in cerca di virtù?  La sua caccia sono i vizi. Perciò non temere, stati tranquilla.”

 

D.  Per quale motivo il mondo si è ridotto a vivere in un assurdo disordine e in un terribile caos?

R. (7) Il motivo di tanto caos risiede nella perdita, da parte degli uomini,  della subordinazione all’autorità, in primis della subordinazione a Dio, primo capo, con conseguente perdita di soggezione e dipendenza alla Chiesa e alle leggi in generale…

(Gesù) “La causa che il mondo si è ridotto in questo triste stato, è d’aver perduto la subordinazione ai capi, e siccome il primo capo è Dio, a Cui si sono ribellati, di conseguenza è avvenuto che hanno perduto ogni soggezione e dipendenza alla Chiesa, alle leggi ed a tutti gli altri che si dicono capi. Ah! figlia mia, che sarà di tanti membra infetti da questo malo esempio dato da quegli stessi che si dicono capi, cioè da superiori, da genitori e di tant’altri?  Ah! giungeranno a tanto che non si conosceranno più né genitori, né fratelli, né re, né principi, questi membra saranno come tante vipere che a vicenda si avveleneranno (...)”