IV ORA SANTA

IL MAESTRO DIVINO

Riparazione

Anima cristiana, venuta qui ai piedi del Tabernacolo per consolarmi, ascolta il tuo Maestro!

Quando offri all'Eterno Padre degli omaggi di riparazione, ti unisci a me, che sono il Figlio, e questa unione è la tua forza; essa dà un valore incomprensibile ai tuoi atti, anche più piccoli, ed alle tue preghiere, anche più semplici.

Ma se si tratta di porgere alla mia Santa Umanità il tributo compensatore delle tue espìazioni, allora tu hai bisogno di un altro concorso, non essendo né giusto né possibile domandare a me di pagare il tuo debito e soddisfare il tuo dovere verso di me. Tale concorso è quello dello Spirito Santo. E' lui infatti che ispira al tuo cuore la riparazione, tanto necessaria; è pure Lui il solo Consolatore, che possa farsi intendere dal Cuore del Maestro Divino.

Durante la mia Passione, nell'ora del generale abbandono, fu lo Spirito Santo che sostenne me, Vittima Divina, immersa in un mare di dolori. Fu Lui che attirò e trattenne sul Calvario, ai piedi di me morente, il piccolo gruppo delle anime fedeli. è sempre lo Spirito Santo, che risveglia nel tuo cuore e nel cuore di tutti i miei amati la compassione, che conduce l'anima, tremante di rispetto e di tenerezza, al Divin Crocifisso, mostra le Piaghe sanguinanti ed incoraggia a coprirle di baci ardenti.

L'anima riparatrice è gradita e benedetta soltanto nella misura con cui essa si lascia impregnare dal balsamo e dai profumi dello Spirito Consolatore.

La riparazione non è in se stessa un ufficio riservato a certe anime che vi si dedicano e di cui gli altri non debbono curarsene. Ogni Cristiano deve essere riparatore.

Ogni Cristiano infatti per la grazia del Battesimo è divenuto figlio adottivo di Dio e mio fratello; non può quindi essere insensibile per la gloria del Divin Padre; non può sentire le ingiurie, non può vedere i tradimenti di cui è Vittima questo Padre da lui adorato e amato, senza essere commosso nell'intimo del cuore, senza voler fare ammenda onorevole per gli empi e peccatori, senza tentar di compensare coi suoi omaggi e la sua fedeltà l'indegna condotta dei bestemmiatori e degli ingrati.

Il Cristiano non può pensare alle umiliazioni ed alle sofferenze che il Figlio Eterno di Dio, divenuto suo fratello e suo Salvatore, ha subìto per amore degli uomini, senza sentirsi obbligato a ripetergli con riconoscenza la propria dolorosa compassione. Infatti, come mai ciò che riguarda l'onore dell'Eterno Padre e gl'interessi del Divin Figlio resterebbero estranei a coloro che per la grazia della Redenzione sono entrati in partecipazione della natura divina?

Come potrebbero ignorare le sante tristezze e gli ardori generosi dello zelo, vedendo lo stato di tante anime ostili a Dio, ribelli alla sua legge, la cui vita è un continuo oltraggio, mentre è anche una colpevole resistenza alla mia grazia, e delle quali, appunto per questo, la salute eterna è in sommo pericolo?

Non è istinto di ogni cuore cristiano l'adorare, il lodare, il benedire Dio, trattato tanto indegnamente e sconosciuto, o il fare e soffrire qualche cosa per ricondurre, se si può, sul sentiero del dovere e della pace, gli sviati fratelli?

Orbene, che cosa sono questi se non i pensieri, i sentimenti e gli atti della riparazione?

La vita rìparatrice non è dunque una forma speciale di vita cristiana; essa è un dovere per ogni Cristiano, che vuole essere fedele alla sua vocazione.

Ripara dunque, o anima cristiana, gli oltraggi che mi fanno in questo momento tante mie creature!

Preghiera

Mio Dio, vorrei potervi amare ed onorare quanto Voi lo meritate; vorrei potervi rendere quel culto che è dovuto alla vostra sovrana grandezza e riparare gli oltraggi, che furono fatti alla vostra suprema Maestà. Ma siccome ho nulla da offrirvi, che sia degno di Voi, e tutto quello che posso per espiare i miei peccati non ha proporzione con il loro numero e grandezza, per supplire al mancamento dei miei omaggi ed alla insufficienza delle mie penitenze, io vi offro il vostro diletto Figlio Gesù Cristo; vi offro tutta la gloria che vi procurò dal primo momento di sua concezione sino alla sua Ascensione; vi offro tutte le azioni di sua vita, la sua Passione, la sua morte; io vi offro tutte le Messe che si sono celebrate sulla terra e che si celebreranno sino alla fine del mondo.

Vi offro la santità, la purità della Vergine Maria; vi offro tutte le lodi e le adorazioni degli Angeli, tutto l'amore dei Cherubini e dei Serafini, vi offro tutto lo zelo e le fatiche degli Apostoli, tutte le pene dei Martiri, la pietà dei Confessori, la castità delle Vergini, le preghiere, i digiuni, le mortificazioni ed i buoni sentimenti di tutti i Santi.

Vi offro tutte le buone opere che si fecero dal principio del mondo con quelle che si faranno sino alla fine dei secoli. Io vi prego di mettermene a parte.

Io detesto ed aborrisco tutti i delitti che si commisero e che si commetteranno in tutto il mondo. Unisco la mia intenzione a quella di Gesù Cristo e dei Santi.

Voglio lodarvi, amarvi, servirvi, glorificarvi come vi hanno essi lodato, amato, servito e glorificato. Amen! Pater Ave Gloria. Una lode.

 

Adorazione

Voglio farti comprendere, o anima riparatrice, l'importanza e la sublimità dell'atto di adorazione.

L'adorazione è la sola gloria che la Santissima Trinità non può rendere a se stessa. Potrai dunque comprendere con quale ardore io mi sia annientato facendomi uomo, per poter rendere al mio Padre Celeste questo culto supremo di adorazione, che non è dovuto che a Lui solo.

Io, Figlio di Dio, sono per eccellenza il vero adoratore del Padre, in ispirito e verità. Io solo ho compreso tutti i diritti di Dio e tutti i doveri della creatura; io solo ho degnamente riconosciuti i primi ed adempiuti i secondi, con l'adorazione in ispirito e verità, quale il Padre la richiede, quale merita l'adorabilissima Trinità.

Ora come potrà l'anima riparatrice imitare, benché lontanamente, me Divin Verbo, suo Re e suo modello?

Adorare il Padre come me, significa prostrarsi col corpo, annientarsi con lo spirito e con il cuore dinanzi all'augusta Maestà di Dio; soprattutto piegare la propria volontà con rispetto, con sommissione, con generosità, con sacrificio e con amore.

In questo stato di prostrazione esteriore ed interiore, l'anima ora prega, supplica, implora perdono, si offre a Dio in olocausto; ora a guisa degli Angeli, che si velano la faccia e dicono « Amen », essa sta in contemplazione silenziosa e tremante, annientandosi nel dire « Amen! » ... Sia pur così! Dio solo è grande! è santo! è buono! Egli è amore! Amen! ...

Altre volte invece, come gli Angeli ed il Salmista, dopo questa adorazione silenziosa, l'anima esce in cantici di ammirazione, in proteste di generoso sacrificio ed in cantici di ringraziamento.

L'atto perfetto di adorazione è il frutto più bello delle virtù della fede, speranza e carità; è la sorgente feconda dell'umiltà, dello spirito di generosità e di tutte le altre virtù; è il sacrificio di giustizia ed il più perfetto omaggio reso a Dio dalla creatura.

Adorare nell'amore è ancora il più grande onore accordato all'uomo sulla terra e sarà eterna occupazione nei Cieli.

Ma gli adoratori più perfetti saranno quelli che adoreranno in unione col mio Sacro Cuore; in questo Divin Santuario l'Eterno Padre riceve adorazioni veramente degne di Lui. Ed è appunto a questa adorazione che io invito le anime a me fedeli. Io le chiamo, non solo per venire ad adorare me stesso nel Tempio, ma le faccio penetrare nel Santo dei Santi, nel più intimo del mio Cuore, acciocché unendo le loro adorazioni con le mie, esse rendano per me, con me ed in me alla Santissima Trinità quella grande gloria che Essa attende dalle sue umili creature. Una tale adorazione riesce eminentemente riparatrice, giacché tali anime si sforzano di compensare con ardenti omaggi la dimenticanza e l'abbandono di tali Cristiani, che si allontanano da me, Re dei cuori, Trono di misericordia e di amore.

Mi adorano gli Angeli in Cielo e nel Tabernacolo. Le anime da me redente dovrebbero pure adorarmi senza interruzioni; sarebbe loro dovere di gratitudine e di giustizia. Ma quante mi negano i loro omaggi! Supplisci tu! Ripeti con fervore:

Ti adoro, o Dio Sacramentato, per coloro che non ti adorano! Ti offro le adorazioni della Corte Celeste e della Regina del Cielo! Ogni palpito del cuore sia un omaggio alla tua Divina Maestà, un atto di adorazione a te, Dio tre volte Santo; Dio degli eserciti, Re dell'eterna gloria!

 

Preghiera

Dio grande, onnipotente, eterno, immenso, santo, giusto, noi vi adoriamo, vi lodiamo, vi benediciamo in tutte le vostre perfezioni!

Mio Dio, noi adoriamo la vostra infinita bontà e ci abbandoniamo alla vostra provvidenza e, rispettando la vostra giustizia, confidiamo nella vostra misericordia.

Adoriamo il mistero della SS. Trinità! Gloria, benedizione, salute, omaggio ed adorazione all'augustissima ed ineffabile Trinità: Padre, Figlio e Spirito Santo, unico Dio in tre persone!

Adoriamo il mistero dell'Incarnazione, riconoscendo in Gesù Cristo il nostro Salvatore, vero Dio e vero Uomo, ed adoriamo le sue due nature, la divina e l'umana, che sussistono nella sua Persona! Benedetto sia il momento, in cui il Figlio di Dio usci dal seno del suo Padre per farsi Uomo, nel purissimo seno della SS. Vergine! 59

Adoriamo Gesù, agonizzante sulla Croce e grondante Sangue per la nostra eterna salute!

Adoriamo con tutta la Corte Celeste Gesù Sacramentato, Prigioniero d'amore! Adoriamolo e benediciamolo, per coloro che non lo adorano e non lo benedicono!

Si estenda la nostra adorazione a tutti i Tabernacoli del mondo! Amen!

Pater Ave Gloria. Una lode.

 

Contrizione

La contrizione è necessaria per creare fra me, Riparatore per eccellenza, e l'anima riparatrice un carattere fondamentale di somiglianza, indispensabile per associarsi nel medesimo ufficio.

Il fondo del mio spirito, dal seno di Maria sino al Calvario, fu quello di una perpetua amorosa contrizione; sempre e dappertutto portai, davanti alla giustizia del Divin Padre, il peso dei vostri peccati. Ne sentii la vergogna ed il disprezzo; li piansi di continuo nel segreto del mio adorabile Cuore, come li piansi palesemente nel Giardino degli Ulivi.

Se tu, o anima riparatrice, vuoi formarti allo spirito di riparazione, devi coltivare nel tuo cuore questo amore umiliato e gemente, per avermi tanto offeso e per avermi amato così poco.

Maria, Maddalena fu una delle prime e più illustri riparatrici; essa precedette le anime penitenti.

La contrizione e l'umiltà devono in primo luogo prostrare i peccatori ai piedi di me, Salvatore; il sempre vivo ricordo delle proprie colpe, li condurrà certamente a quel posto, che resterà loro caro sino alla morte. Ma l'anima segue la legge del progresso e la sincerità del primo slancio non rassomiglia affatto agli ardori, che talvolta ne sono il compenso. Bisogna cominciare dall'aprire il cuore all'operazione dello Spirito Santo, offrire ciò che si ha, lacrime e preghiere. Un cuore contrito è già un vaso di profumo, l'effusione del quale mi piace tanto.

Quando l'anima contrita, piangendo come la Maddalena, bacia i piedi di me, Crocifisso, è già molto vicina al mio Cuore; io allora l'attiro a delle più alte comunicazioni e le permetto di contemplare l'augusto mio volto; quindi, nella purezza riacquistata osa mirare sulla mia sacra fronte i raggi invisibili alla folla, si avvicina senza tema al mio capo e raccoglie dalle mie labbra le parole di vita, nel silenzio dell'ammirazione e nell'estasi dell'amore.

Tu, anima a me cara, hai peccato e non poche volte. Il pentimento ti ha ricondotto a me. Offrimi il tuo cuore contrito! Vuoi recarmi una grande gioia? Offrimi i tuoi peccati! Quando mi presenti le tue colpe e le detesti, io trasalisco di gioia, perché esercito l'ufficio di Redentore. Nella tua offerta sincera io vedo l'umiltà e più che tutto l'amore. Offrimi i peccati che non conosci, perché occulti ai tuoi stessi occhi, e quelli che altri avessero commesso per colpa tua. Tutte le tue miserie vengono distrutte nel fuoco del mio Cuore.

Maddalena pianse i suoi peccati, li detestò per sempre e meritò le mie predilezioni. Imita il suo esempio; non ritornare più alla colpa!

Ma guarda attorno a te, guarda l'ontano e mira i tuoi fratelli! L'ardore della carità t'invada! Ripara per i peccati altrui e non restare indifferente per le offese che altri mi arreca!

Lo spirito di riparazione cresce nella proporzione con cui cresce la carità, cioè l'amore per me e per le anime.

L'amore qui, come dappertutto, come sempre, apre gli occhi, risveglia la sensibilità e sprona ad agire. Chi non ama, non considera il mondo sotto l'aspetto in cui va considerato per comprendere il bisogno della riparazione. Chi non ama, non si preoccupa se io sono conosciuto, amato e servito quaggiù e, non facendo simili ricerche, non vede come è trattato il Divino Amore, né si dà alcun pensiero per la gloria e la salvezza delle anime.

Che succede, attorno a chi non ama, contro l'amore a me dovuto? Che succede nelle anime? ... Ecco delle domande che non le interessano punto, mentre interessano vivamente coloro che mi amano. Nella misura che si ama, si aprono gli occhi.

I miei amanti osservano e distinguono, con crescente perspicacia, quanto riguarda questi interessi supremi; nulla sfugge loro di quanto può rallegrarli o rattristarli in questo ordine di cose. La loro attenzione sempre viva resta là, dov'è il loro cuore.

Chi non ama, non è sensibile a ciò che offende l'amore; chi non ama, non risente per nulla l'oltraggio che il peccato arreca a me, né comprende le sante tristezze dell'amore ferito dall'ingratitudine. Che io regni sui cuori o che sia sconosciuto e rigettato dai miei, a chi non ama poco importa ed è pronto a ritenere come immaginario l'intimo dolore delle anime, per le quali io sono il tutto.

Le anime amanti invece, così mal comprese dal mondo, oh, come si commuovono e vibrano per tutto quello che interessa la mia gloria! ... Poiché amano, esse soffrono per tutto ciò che ferisce il loro unico e supremo amore.

Anima riparatrice, deplora e piangi i peccati altrui! Entra nelle mie vedute ed unisciti ai miei vivi sentimenti! Renditi familiare questa invocazione: O Gesù, Vittima dei peccatori, ti offro i miei peccati e quelli del mondo intero!

 

Offerta

O Gesù, ti adori ogni spirito! Ti ami ogni cuore! Ti ubbidisca ogni volontà! Tutti s'inchinino dinanzi a te, Grandezza infinita!

Offro al tuo bel Cuore la recita di cinque Pater, Ave e Gloria, per rendere omaggio alle tue sacrosante Piaghe:

Il primo per l'anima mia.

Il secondo per i miei parenti.

Il terzo per quelli che si raccomandono alle mie orazioni.

Il quarto per i poveri peccatori, affinché si convertano a penitenza; per coloro che sono in pericolo di cadere, affinché non cadano; ed anche per chi è in grazia di Dio, acciò perseveri sino alla morte.

L'ultimo per tutti i vivi ed i morti, afflitti e tribolati, carcerati e condannati, infermi ed agonizzanti e per le povere anime del Purgatorio, in particolare per quella che stimi più degna della tua misericordia. Cinque Pater Ave Gloria Una lode.

 

« Miseremini mei, saltem vos, amici mei! »

Abbiate pietà di me, voi almeno, che siete miei amici! Nella profonda afflizione, in cui mi gettano i delitti dei peccatori, l'ingratitudine di coloro che dovrebbero amarmi di più e la perdita delle anime, io mi rivolgo a voi, anime cristiane, per trovare qualche consolazione ... Abbiate pietà di me!

è un Padre profondamente addolorato, è un Cuore intimamente ferito, che vi domanda una parola di conforto, un segno d'amore, per alleviare i suoi dolori! Chi di voi non vorrà costituirsi il pietoso consolatore del mio Cuore? Chi non vorrà versare una goccia di balsamo sulle ferite sanguinanti di questo Cuore? è un grande onore che vi faccio, chiamandovi qui per adorarmi e per compensarmi delle ingiurie che ricevo. Io sono il Padre buono e so bene ricompensarvi! . . . Farò piovere un'ondata di grazia misericordiosa su voi e sulle vostre famiglie.

Sì, compite verso di me, Re d'amore, innumerevoli atti di affetto filiale!

Quando venivo offeso dagli Scribi e dai Farisei con insulti ed obbrobri, la mia Vergine Madre era là, sulla via del Calvario ed ai piedi della Croce; Ella amava e piangeva. Giovanni era là, presso Anna e presso Caifa ed era pure sul Calvario; i palpiti commossi del suo cuore erano una dolce consolazione per il mio, perché io ho veramente un cuore umano, tenero e sensibile, come il vostro.

La Maddalena, la Veronica e le pie donne mi apportavano la loro delicata compassione. Pietro cancellava con le lacrime più amare il triplice rinnegamento, sfuggito alla sua debolezza. Il buon ladrone opponeva la sua umile pietà alle ingiurie del suó malvagio compagno.

Ecco i modelli di quest'ora santa, che passate ai miei piedi! Imitateli, non solo in quest'ora, mi nella vostra fedeltà costante e generosa, nella vostra assiduità presso di me! Le loro disposizioni, i loro sentimenti, siano per voi l'esempio che dovete riprodurre!

Consolare il mio Sacratissimo Cuore! ... Quale anima cristiana non esulta a questo pensiero?

Bisogna sentire l'ambascia che significano queste parole: « Io ho cercato dei consolatori e non ne ho trovati! ».

Questo mio lamento si riferisce soprattutto ai dolori inesprimibili del Getsemani e del Calvario, dolori che vi devono essere presenti davanti all'Eterno Padre nel Sacrificio di me, Agnello perpetuamente immolato. Questo lamento è giustificato anche al presente, a motivo dei tradimenti, delle ingratitudini e deàli abbandoni, di cui l'umanità si rende colpevole verso di me.

Sì, consolate il mio Cuore, poiché io soffro nelle membra del mio Corpo Mistico, nel quale io sono assalito e come diminuito in quella comunicazione della vita divina, che io faccio alle anime e che si chiama « grazia ».

Consolate il mio Cuore, imperocchè, quantunque io goda in Cielo la beatitudine essenziale con la visione divina e, sebbene i delitti dei peccatori non possano turbare la mia felicità, non è però meno vero che l'anima mia, con la delicatezza infinita della mia santità è ripiena d'onore nella riprovazione con cui odio il peccato; e poichè dipende dalle creature aggiungere qualche cosa alla mia beatitudine accidentale, essendo che tanti peccati me ne rapiscono una parte si notabile, vi stia a cuore, o anime fedeli, con un più generoso amore consolarmi degli oltraggi dell'empietà, come se io ne soffrissi realmente all'ora presente.

Struggetevi in lacrime dinanzi al santo Altare; riparate gli oltraggi che quotidianamente si perpetrano contro la mia Maestà Divina e commovetevi di tenerezza allo spettacolo di un Dio, che abbandona il regno dell'amore e della gloria per farsi vittima e prigioniero nelle meste penombre del Santuario,, che lascia il trisagio angelico per assidersi tra i gemiti e le lacrime della terra! ...

Alle offese ed alle imprecazioni delle turbe forsennate, io additando il mio Cuore squarciato, quale asilo e rifugio nelle avversità, vado ripetendo con mesti accenti: O voi tutti, che soffrite, venite a me ed io vi consolerò!

Ora pregate:

O Redentore Santissimo, riconosciamo e deploriamo i nostri errori; ne chiediamo perdono per noi e per tutti gli uomini, con la promessa di vivere d'ora innanzi con la mente e con il cuore a Voi rivolti! Parce, Domine, parce populo tuo, ne in aeternum irascaris nobis!

 

Preghiera

Voglio, o Signor mio Gesù Cristo Sacramentato, unirmi a te in ispirito di fervore e di riparazione.

Mi unisco a te in tutti i tuoi dolori. Dammi la forza per sentirli nel mio cuore e nell'anima mia.

Una cosa so che mi è necessaria: seguirti in tutto, anche nella via dolorosa della santa Croce. Guai a me, se non asseconderò gli impulsi della tua grazia! Ma io ho bisogno di ardore e di entusiasmo; ho bisogno di capire... Fammelo tu capire, o Signore! E quando la mia intelligenza sarà illuminata, allora anche il mio cuore batterà con maggiore forza, si armerà anche la mia volontà e riuscirò.

Mi rivolgo a te, Madre mia amabilissima, Maria, Madre del mio Signore. La mia preghiera la pongo nelle tue santissime e purissime mani, perché tu la riporti al mio Signore e sia esaudita.

Sia lodato e ringraziato ogni momento, il Santissimo e Divinissimo Sacramento!

Pater Ave Gloria. Una lode.