ORA SANTA CON GIUSEPPE TOMASELLI_5

UMILTA' EUCARISTICA

Abbassamento divino

Dal misterioso nascondimento, dal silenzio impenetrabile che mi avvolge nella Vita Eucaristica, vi parlo, o anime dilette, dell'umiltà. Questa virtù è base indispensabile, radice, fondamento di ogni altra virtù.

Fu certamente mistero di profondo abbassamento quello per cui io, Unigenito di Dio, eterno, immenso, onnipotente come il Padre e lo Spirito Santo, abbia nascosto i fulgori abbaglianti della mia Regalità Divina sotto le fragili apparenze della carne.

Al suono di queste parole: « il Verbo si fece carne », si commosse la terra, sussultarono i Cieli e tremò l'inferno.

Prima di comparire quaggiù, sulla terra, un Arcangelo mi annunziava ad una Vergine, per me preparata fin dal mattino dei secoli, capolavoro vivente dell'onnipotenza divina.

Nei brevi giorni della mia vita terrena, la mia Divinità traluceva attraverso lo splenflore (lei prodigi, che fiorivano sui miei passi; la bellezza del mio volto e la sublimità della mia dottrina affascinava le moltitudini. Ma nel Mistero Eucaristico, nulla di tutto ciò! In quest'abisso di umiltà, tutto appare nascosto ed annientato, perfino la mia adorabile umanità.

Re dell'eterna gloria, discendo sugli Altari. Ma spesso come vi rimango?... Nella squallida povertà di certi Tabernacoli e nello stato desolante di certe Chiese! Eppure, sebbene sia il Signore dei dominanti, il Dio d'infinita maestà, sempre vi rimango, tutto tollerando con inalterabile mitezza. Ed a coloro che, al par di Pietro, vilmente mi rinnegano, rivolgo dalla prigione d'amore uno sguardo di accorata compassione!

Ai novelli Giuda, a coloro che si apprestano a ricevermi sacrilegamente, disposti a stamparmi sulla fronte il bacio esecrando del tradimento, io dico piangendo: Amico, a che sei venuto?

Agli empi senza cuore, che, come i manigoldi del Getsemani, levan violenti le mani e fanno sacrilego scempio delle Sacre Specie con le più orribili profanazioni, io rispondo con l'antica implorazione: Padre, perdona ad essi, che non sanno quello che fanno! ...

è promessa un'eterna ricompensa a coloro che avranno praticata la misericordia verso il prossimo, perché io sono nella persona dei miserabili; ben più fortunati saranno quelli che avranno assistito me stesso nel mio abbandono e nella mia tristezza eucaristica! Un giorno dirò loro: Io ero dimenticato, misconosciuto, maltrattato, e voi vi siete ricordati di me; ero triste e voi mi avete consolato; ero irritato per il cumulo delle iniquità e mi avete calmato; io ero mal servito da tanti cuori e voi mi avete dato un compenso con il vostro fervore! Venite dunque, o benedetti del mio Cuore; a me ora il consolarvi ed il glorificarvi per tutta l'eternità!

Preghiera

O mio Gesù, miracolo vivente d'umiltà nei Tabernacoli, io mi getto in ispirito sul tuo Cuore e, mentre profondamente ti adoro, ti scongiuro di partecipare anche a me il profumo di quella virtù, senza della quale non potrò godere giammai delle carezze del tuo amore!

Pater Ave Gloria. Una lode.

 

Umiliatevi!

Piegate le ginocchia ed abbassate la fronte davanti alla piccola Ostia, che racchiude l'Immenso!

Io, che son tutto, qui mi mostro come un nulla; le mie creature, che son nulla, vogliono comparire come tutto!

Meditate spesso sul vostro nulla e pensate spesso che la superbia è un grande ostacolo al mio amore. Se il mondo torna al paganesimo, i miei seguaci tornino al principio del Cristianesimo, alla fede viva, alla vita pura ed umile dei primi Cristiani. Vigilate per salvarvi dall'insano spirito di superbia che pervade il mondo!

Cosa siete voi?... Fuscelli di paglia, ombre che passano, miseria e peccato, polvere e cenere! Tutto ciò che possedete, è frutto della mia grazia, è dono della mia liberalità, compresa la corrispondenza alla grazia. Tenete dunque bassa la fronte, perché io resisto ai superbi, mentre accordo agli umili di cuore i miei favori.

L'acqua mistica della grazia, irrompendo dal Cielo, flagella le cime altere dei monti e scorre invece benefica nel fondo umile delle valli.

Umiliatevi dunque davanti a voi stessi; non cercate la gloria vicendevole, come facevano i Farisei; evitate la vanità di comparire e di apparire più degli altri; non disprezzate chi ha meno talenti; servite i bisognosi; non trattate con alterigia i dipendenti!

Io, vostro Sovrano Padrone, Creatore dell'universo, ho annientato me stesso, nascondendo la mia Divinità sotto la forma del servo, facendomi uomo, e nascondendo nella Vita Eucaristica la mia stessa umanità. Vi ho preceduto con l'esempio e vi ammonisco con l'insegnamento: Se non diventerete come i pargoli, non entrerete nel Regno dei Cieli!

Preghiera

O Gesù, mio Maestro e modello incomparabile di umiltà, fa' ch'io affronti con serenità anche il disprezzo per tuo amore! So che ogni atto di umiltà ti arreca gioia e gloria; voglio perciò compiere molti atti di questa virtù; quando gli altri mi daranno qualche lode, frenerò il mio amor proprio, umiliandomi internamente, e dirò: Non a me, o Signore, non a me, ma al tuo nome dà gloria!

Non voglio più mendicare la gloria umana, che è vana, ma solo aspiro al Cielo, dov'è la vera gloria, che non vedrà più tramonto!

Gradisci ora, o Gesù, quest'umile preghiera! Vedendo il tuo Divin Cuore tutto pietà e dolcezza per i peccatori, mi sento pura ed umile dei primi Cristiani. Vigilate per salvarvi dall'insano spirito di superbia che pervade il mondo!

 

Cosa siete voi?... Fuscelli di paglia, ombre che passano, miseria e peccato, polvere e cenere! Tutto ciò che possedete, è frutto della mia grazia, è dono della mia liberalità, compresa la corrispondenza alla grazia. Tenete dunque bassa la fronte, perché io resisto ai superbi, mentre accordo agli umili di cuore i miei favori.

L'acqua mistica della grazia, irrompendo dal Cielo, flagella le cime altere dei monti e scorre invece benefica nel fondo umile delle valli.

Umiliatevi dunque davanti a voi stessi; non cercate la gloria vicendevole, come facevano i Farisei; evitate la vanità di comparire e di apparire più degli altri; non disprezzate chi ha meno talenti; servite i bisognosi; non trattate con alterigia i dipendenti!

Io, vostro Sovrano Padrone, Creatore dell'universo, ho annientato me stesso, nascondendo la mia Divinità sotto la forma del servo, facendomi uomo, e nascondendo nella Vita Eucaristica la mia stessa umanità. Vi ho preceduto con l'esempio e vi ammonisco con l'insegnamento: Se non diventerete come i pargoli, non entrerete nel Regno dei Cieli!

Preghiera

O Gesù, mio Maestro e modello incomparabile di umiltà, fa' ch'io affronti con serenità anche il disprezzo per tuo amore! So che ogni atto di umiltà ti arreca gioia e gloria; voglio perciò compiere molti atti di questa virtù; quando gli altri mi daranno qualche lode, frenerò il mio amor proprio, umiliandomi internamente, e dirò: Non a me, o Signore, non a me, ma al tuo nome dà gloria!

Non voglio più mendicare la gloria umana, che è vana, ma solo aspiro al Cielo, dov'è la vera gloria, che non vedrà più tramonto!

Gradisci ora, o Gesù, quest'umile preghiera! Vedendo il tuo Divin Cuore tutto pietà e dolcezza per i peccatori, mi sento rallegrare il cuore e colmare di fiducia. Ahimè, quanti peccati ho commesso e come dovrei essere umile! Dammi il perdono generale! Benedico, Gesù mio, il tuo umilissimo Cuore ed inorridisco del mio, tanto diverso dal tuo! Deh, perdonami tutte le infedeltà!

O Cuore di Gesù, infiammato d'amore per noi, infiamma i nostri cuori d'amore per te!

Dolce Cuore del mio Gesù, fa' ch'io t'ami sempre più!

Pater noster Cinque Gloria. Una lode.

 

Riparate!

Tutto il mondo è posto sotto il maligno! In mezzo a tante rovine morali e al diabolico concerto di bestemmie, che va ogni giorno più crescendo, in mezzo a tanti scandali, che gettano a migliaia le anime nell'inferno, l'opera della riparazione è divenuta più necessaria.

Anime da me redente, cuori a me fedeli, sforzatevi di far sparire, per mezzo delle opere soddisfattorie, il male che il peccato fa a me ed agli uomini ed adoperatevi altresì con ogni impegno per rendere a me, vostro Dio, ed agli uomini il bene che il peccato toglie.

Considerate le conseguenze della colpa! Il peccato, considerato sotto un punto di vista generale, toglie a me la gloria esterna. Rendetemela, con una raddoppiata applicazione a santificare tutte le vostre azioni, indirizzandole alla mia maggior gloria.

Il peccato, in quanto riveste un carattere d'ingratitudine, toglie a me la consolazione che volevo trovare nella riconoscenza umana per tante mie fatiche e sofferenze, con tanto amore sopportate.

Rendetemi questa mia consolazione, con una raddoppiata applicazione a compiere il dovere della riconoscenza, per voi e per gli altri.

Il peccato, in quanto mi oltraggia nel Sacramento del mio amore, mi priva delle delizie che dovrei trovare nello starmene coi figli degli uomini.

Deliziate voi il mio Cuore, con una raddolcita devozione al Santissimo Sacramento sotto le diverse sue forme: adorazione, Santa Messa, Comunione fervorosa, Comunioni spirituali... a nome vostro ed a nome degli altri.

Aiutati dalla mia grazia, camminerete, se siete umili, in senso opposto a Satana. Lo scopo di Satana, l'ideale delle sette, è di scacciare me dal mondo, di abolire persino la memoria della mia dottrina e di strapparmi le anime.

Bisogna dunque amarmi, vivere in unione con me, imitarmi, guadagnare anime, indirizzandole a me, vostro Dio, che sto umiliato nel Santissimo Sacramento.

Orazione

Accetta, o Gesù, una preghiera ed una supplica! Io non so quanto male abbiano potuto cagionare i miei scandali, i miei cattivi esempi, i difetti del mio carattere e quante anime, per colpa mia, vivano ora lontane da te, in pericolo di perdersi eternamente. Ci penso però spesso e con terrore! Se queste anime ci fossero, sàlvale! Te ne prego con tutto il cuore, sàlvale! Se è necessario un prodigio della tua grazia, compi questo prodigio, ma sàlvale! Se è necessario che io soffra molto per la loro salvezza, dammi maggiori sofferenze, ma sàlvale! Che nessun'anima si perda per colpa mia! Come posso riparare i peccati altrui, se penso che c'è chi si perde eternamente per i peccati miei?

Tu, o Signore, leggi nel mio cuore e vedi quali sono le anime che amo tanto. Sono unite a me da vincoli di sangue, dall'affetto più forte, ed io non le dimentico mai, specialmente nella preghiera. Purtroppo molte di esse vivono nel peccato, forse per abitudini cattive contratte inconsciamente, forse per ignoranza, per debolezza. Altre vivono in occasione continua di peccato, occasione involontaria che tanto le rattrista, ma che non possono evitare e che qualche volta le trascina al male. Si salveranno, o Gesù? ... La loro salute eterna così incerta mi preoccupa immensamente. Non posso pensare alla loro perdizione senza raccapriccio. Gesù, tu lo puoi; sàlvale! Per esse soffrirò, pregherò, riparerò; ma sàlvale! Dài questa consolazione al mio povero cuore; che anche in Paradìso possa continuare ad amare chi tanto ho amato in questo mondo! Mi pare che la mia felicità eterna sarebbe più completa. Te ne sarò grato per tutta l'eternità, o Gesù!

Uno sguardo pietoso, o Gesù, verso tutte le anime che hanno fiducia nelle mie preghiere, nella mia opera riparatrice. Uno sguardo pietoso anche per tutti coloro che mi hanno offeso e fatto del male. Benedici e salva tutti! E benedici anche l'anima mia, tanto bisognosa!

Ti supplico ancora, o Gesù, di suscitare tante anime riparatrici! Che siano tante quanti sono i peccatori che ti offendono, e ti arrechino continuamente consolazione e gloria! Sùscitale tra le schiere di giovanette e giovanetti, pii e devoti; Sùscitale tra gli Ordini ed Istituti di persone a te consacrate; fa' che queste sappiano ben comprendere la necessità e la bellezza della ripara zione al tuo Cuore Eucaristico! Infiammale del tuo amore, perché molte di esse ne diventino zelatrici generose e tutte riparatrici assidue e volenterose.

Suscita anime riparatrici tra i Sacerdoti, che ogni giorno consacrano e ricevono il tuo Corpo e il tuo Sangue! Fa' che la loro vita sia un continuo profumo di santità e di riparazione!

Suscita di tali anime tra i poveri infermi e tribolati; fa' che sappiano sopportare con pazienza e rassegnazione i loro mali e le loro pene in spirito di espiazione e di riparazione al tuo Cuore trafitto! Sùscitale in tutte le condizioni sociali! Siano molte, innumerevoli! Formino un'immensa associazione di cuori! Sappiano con filiale pietà ascoltare i tuoi paterni lamenti, con viva fede adorarti e fervorosamente riceverti nella SS. Eucaristia! Si nutrano spesso di te, Cibo dei forti e Pane di vita eterna, e possano con risolutezza allontanarsi da qualsiasi iniquità! Amen!

Pater Ave Gloria. Una lode.

 

Comunicatevi bene

L'atto di riparazione per eccellenza è la celebrazione della Santa Messa.

Il Sacerdote placa la collera divina offrendo al Padre Celeste le mie umiliazioni ed i miei meriti infiniti; ripara in tal modo i delitti dell'umanità.

Dopo la Santa Messa, l'atto che ripara di più è la Comunione riparatrice.

L'anima che mi riceve, racchiude nel suo cuore me, con tutti i miei meriti, i quali diventano in qualche modo sua proprietà e può disporne a piacimento. Offrendo al Divin Padre i miei meriti, l'anima che si comunica può prevalersi d'una santa audacia ed esclamare:

O Dio, le mie preghiere non hanno nessun valore; ma le preghiere del Vostro Figliuolo Gesù sono soavemente degne di essere ascoltate da Voi; esse sono mie ed io ve le offro! Perdonate a tutti i peccatori, in considerazione delle suppliche così perfette di Gesù! Le mie soddisfazioni, le mie espiazioni, le mie penitenze, non meritano un solo sguardo da parte vostra; ma le penitenze, le soddisfazioni, le espiazioni, le sofferenze e la morte del Redentore hanno un valore infinito; io ve le offro e perdonate ai colpevoli!

Quante poche sono le anime che usufruiscono di quest'offerta, quando mi ricevono nel loro cuore!

Dopo la Santa Comunione, i vostri atti si possono dire, in un certo senso, teandrici, cioè umanodivini, a causa dell'unione intima che esiste allora tra voi e me; voi gemete ed io mi lamento con voi; pregate ed io prego con voi il Padre mio; domandate grazia ed io chiedo grazia con voi.

Quanti mezzi per soddisfare la divina giustizia nella Comunione riparatrice!

In tanti cuori entro ogni giorno; in taluni trovo un Cielo, in altri lo squallore della grotta di Betlem. Desidero che ogni Comunione sia molto fruttuosa; d'ordinario il frutto è proporzionato alla preparazione al grande atto. Più che prossima, la preparazione sia remota, disponendo il cuore alla mia venuta con frequenti atti di amore, con ardenti desideri di ricevermi Sacramentato e con la pratica delle varie virtù.

La preparazione prossima si faccia consistere in un grande raccoglimento dello spirito, tenendo lontani i pensieri inutili. In tale stato è facile compiere gli atti preparatori alla Comunione, di cui il primo deve essere quello d'umiltà.

Umìliati, anima riparatrice, e ripeti di cuore con il Sacerdote, percuotendoti il petto: Signore, non sono degna che voi entriate Bell'anima mia!

Questi atti d'umiltà aprono la porta del tuo cuore, inondano il mio passaggio di mistico profumo ed entro in te per riposarmi, per dimenticare la freddezza di tanti miei figli.

O voi, che mi ricevete con frequenza, ravvivate la fede in quei momenti, che sono i più preziosi della nostra vita! Appena vi comunicate, voi divenite Tabernacoli viventi, perché albergate nel cuore il Re d'amore!

Sappiatemi parlare, ma con il linguaggio del cuore! Non occorrono molte parole per farvi intendere da me. Riparate gli oltraggi che si fanno a me e alla mia Madre Maria; concepite magnanimi propositi di vita migliore!

Non trattatemi da Ospite importuno, lasciandomi in un cantuccio del cuore! Portate con voi lungo il giorno il frutto della Santa Comunione, in modo che chi vi avvicina abbia ad accorgersi che avete ricevuto me Sacramentato e dimostratelo col contegno mite ed umile!

Voi ringraziate chi vi fa un favore. Quale favore non è mai quello che riceve la creatura, allorché si unisce intimamente al Creatore! Gradisco tanto la condotta di quelle anime riconoscenti, che lungo il giorno mi ripetono: O Gesù, ti ringrazio che oggi sei venuto nel mio povero cuore!

Pater Ave Gloria. Una lode.