L'ORA SANTA ossia UN'ORA DI PREGHIERE

con GESU' AGONIZZANTE NEL GETSEMANI

La Serva di Dio SUOR MARIA DELLA PASSIONE delle Crocifisse Adoratrici di Gesù Sacramentato VITTIMA RIPARATRICE

Esclamazioni

La Serva di Dio, considerando Gesù nell'Orto, esclamò: Oh! Croce Santa, quanto mi sei cara e preziosa. Tu sei la mia gioia, il mio gaudio, tu quella guida che mi fa giungere all'eterna felicità. Tu, o Croce Santa, sei la mia eredità. Io ti adoro, genuflessa ai tuoi piedi, ti bacio e ti stringo al mio cuore. Felice me, mio Gesù, se seguirò le tue orme con la Croce per la via dolorosa del Calvario, per poi salire sul monte Tabor e godere le gioie della felicità eterna.

 

Con approvazione dell'Autorità Ecclesiastica

 

Perché questo libretto?

Il pio esercizio dell'Ora Santa ebbe origine nel monastero della Visitazione in Paray le Monial. Apparve Gesù a Santa Margherita Maria Alacoque negli anni 16731674, e mostrandole l'afflitto suo Cuore, le disse: "Io mi aspetto da te, che passi in orazione la notte del Giovedì dalle undici alla mezzanotte, per partecipare ai dolori della mia agonia nell'Orto degli Ulivi e per placare la mia collera contro i peccatori".

Lo scopo, dunque, è di passare questa ora uniti in ispirito con Gesù nel Getsemani nell'esercizio d'orazione mentale, o di preghiere vocali; ed ha per oggetto l'agonia di Gesù nel Getsemani, ovvero qualunque altra circostanza della Passione.

Questa pia pratica si fa nel Giovedì prima della mezzanotte in Chiesa o altrove. Facendola nel tempo designato da Gesù, vi è certamente maggior merito; tuttavia si può fare nelle ore pomeridiane, ma non prima delle tre ore innanzi l'Ave Maria vespertina. Ciascuno, secondo la propria devozione, è libero di praticare l'Ora Santa tutte le volte che vuole, lucrando l'indulgenza plenaria applicabile alle anime Sante del Purgatorio, concessa dalla s.m. di Gregorio XVI il 28 luglio 1831, ma è bene essere ascritto nel Registro dell'Associazione, comunicarsi e pregare secondo l'intenzione del Sommo Pontefice. La Serva di Dio Suor Maria della Passione, che ardentemente desiderava la conversione dei poveri peccatori, per consolare l'afflitto Cuore di Gesù, esercitava questa pia pratica ogni giorno, senza l'aiuto di alcun libro, ma seguendo le divine ispirazioni e gli impulsi del suo cuore. Costei non aveva istruzione, come si può rilevare dai suoi scritti, ma tuttavia per obbedienza compose questo libretto, da me riveduto e ritoccato. Per appagare il desiderio delle anime ammiratrici della vita di. questa Serva di Dio, lo pubblicai con la stampa, in diverse migliaia di copie, fiducioso della benedizione del Cielo, per la salute spirituale di coloro che metteranno in pratica questo pio esercizio. Il santo intento fu raggiunto ed ora diamo alla stampa il XXI e XXII migliaio.

Come si osserva, non vi è la divisione di tempo, come in altri libretti dell'Ora Santa, ma leggendosi attentamente e con le dovute pause, vi si troverà materia abbondante per pasare fervorosa un'ora con Gesù.

Qui è r appresentata un'anima, che contempla il mistero doloroso del Getsemani, che prega il Divin Redentore e, desiderando di penetrare il tragico mistero, fa alcune domande ed a queste seguono le risposte dell'amorosissimo Cuore di Gesù.

Anime devote, recatevi dinanzi a Gesù Sacramentato, ovvero, non potendo far ciò, entrate nella solitudine dell'Oratorio domestico, sole o in compagnia, meditate quanto Gesù ha fatto e patito per noi, pregando per il trionfo della S. Chiesa, per il sommo Pontefice, per i Vescovi, Sacerdoti, per le vocazioni al Sacerdozio e per la conversione dei poveri peccatori.

Sarete compensate con gioie spirituali in vita ed aumento di gloria in Cielo.

Napoli, 27 luglio 1928 (XVI anniversario della morte della Serva di Dio).

P. D. LUIGI M. FONTANA B. Postulatore della Causa

 

 

Atto di Contrizione e Preghiera

Mio Gesù, mio Dio, mi addoloro e mi pento dei miei peccati, ne cerco perdono e come la pentita Maddalena ai Tuoi piedi li piango e detesto. Qui prostrata, mio Sacramentato Signore, Ti raccomando la S. Chiesa Tua sposa, il Tuo Vicario con tutti i Sacerdoti. Accendili del Tuo santo amore e fa' che combattino vigorosamente per la Santa Religione. Oh! mio Dio, abbatti i nemici che tanto la perseguitano e fa' che la Tua Croce trionfi. Essa è la nostra spada per combattere e con essa porteremo certa vittoria.

Ti raccomando i miei cari, il mondo, i poveri peccatori ed in particolar modo me. Fa' che il mio cuore si accenda sempre più di quel fuoco del Tuo amor divino e si consumi solo per Te, e solo sospiri a Te, mio Sommo Bene, mio dolce Gesù, caro Sposo dell'anima mia. Benedicimi e fa' che la tua benedizione scenda su di me e su tutto il mondo.

 

Orazione

O Divino Gesù, che per amor mio volesti venire al mondo, nascere in una grotta, e condurre vita di stenti e di patimenti. Oh! amabile Gesù, che nell'Orto volesti soffrire pene e tristezze mortali con sudore di Sangue, rassegnato bevesti l'amaro calice e Ti addossasti volentieri tutti i miei peccati, volesti morire sul tronco della Croce, sborsando tutto il Sangue per dare a me la vita eterna. Deh! Gesù mio, fa' che anch'io beva le poche gocce di amara mirra, battendo con Te la via del Calvario fra pene, dolori e sofferenze, affinché possa esser fatta degna di godere l'immensa felicità nel possesso del Paradiso. Così sia.

 

Introduzione

Mio Gesù, io vengo in quest'Orto a pregare per tutto il mondo e per tutti i poveri peccatori, per gli eretici, scismatici e per tutti coloro che non Ti conoscono.

Raccomando, Gesù mio, la Santa Chiesa ed il Tuo Vicario, affinché, come Capo e Pastore, guidi e mantenga nella retta via il gregge di tante anime affidategli. Gesù, dategli fortezza di spirito e coraggio. Assistilo con la Tua santa grazia, affinché possa sostenere tanti combattimenti e persecuzioni.

Raccomando, mio Gesù, tutti i Vescovi ed i Sacerdoti. Accresci loro lo spirito apostolico e fa' che si mantengano fedeli alla grazia, zelino il bene delle anime e la Tua gloria.

Gesù, Ti raccomando tutti gli Istituti Religiosi. Deh! Fate che queste anime a Te consacrate siano degne Tue spose. Mantienile nel primo fervore, aumenta in esse lo spirito di preghiera e fa' che corrispondano fedelmente a tante grazie ricevute. Richiama, Gesù mio, nella via del bene tanti cuori induriti, e convertili.

Ti raccomando tutti gli agonizzanti, confortali, dà loro la rassegnazione in quegli ultimi istanti, ed accetta quelle anime fra le Tue braccia.

Mio Gesù, dà uno sguardo pietoso a quelle benedette anime, che gemono nel carcere del Purgatorio, sollevale e fa' che presto vengano al possesso della Tua gloria.

Qual favore Tu mi fai, mio Gesù, col chiamarmi in Tua compagnia a pregare in questa ora santa!

Gesù mio, se Tu non mi assisti e non mi sorreggi con la Tua santa grazia non farò niente di bene, perché io sono molto più vile e debole dei Tuoi Apostoli, che Ti lasciarono solo ed abbandonato.

Gesù, eterno mio Dio, Tu mi vuoi spettatrice delle Tue pene ed affanni, mettendomi ancora a parte di ciò che il Tuo Cuore adorabile soffrì. Mio Dio, io non ho tale e tanta capacità da poter in tutto ben penetrare tali misteri profondi, deh! aiutami Tu.

 

Gesù risponde:

"Figlia, se vuoi partecipare alle mie pene, entra in questo mio Cuore".

 

Seguiamo Gesù

Ohimè! quale spettacolo mi si presenta allo sguardo!... Un uomo prostrato a terra in atto di preghiera, il suo volto è pallido e mesto, dal profondo del suo Cuore oppresso e triste, che pare vada in cerca di conforto, manda fuori un sospiro e dice: tristis est anima mea (l'anima mia è triste).

Mio Gesù, non sei Tu che poco prima senza avere il volto atteggiato a mestizia, sollecito hai preso con Te tre Apostoli e Ti sei recato in quest'Orto a pregare? Ed ora perché questo cambiamento? Non sei quel Dio forte e potente che sostiene l'universo tutto? E come mai, mio Divin Salvatore, cadi in questo abbattimento?

 

Gesù risponde:

"Figlia, io ho voluto assoggettarmi a tutte le tue umane debolezze per renderti forte, e darti coraggio nelle tue pene e sofferenze. Così vedrai se vi sono dolori che possano paragonarsi al mio".

 

Considerazioni

Vedo Gesù che prega, ma l'abbattimento, il timore, la tristezza ed un'angoscia mortale l'assale, e dal suo Cuore affannato erompono di nuovo queste parole: tristis est anima mea usque ad mortem (l'anima mia è triste sino alla morte). Padre mio, Padre mio!... Ohimè! Gesù non trova né sollievo, né un conforto, né dal Cielo, né dalla terra.

Mio caro Gesù, non sei Tu il consolatore degli afflitti, Colui che rende forti i deboli; non sei Tu Colui che li soccorre?! Ed ora invece vai Tu in cerca di chi Ti possa recare conforto? E come, il Tuo Padre ti ha lasciato senza porgerTi un aiuto, un conforto?...

 

Gesù risponde all'anima:

"Figlia, per insegnare a te come regolarti, quando nelle tue pene ed angosce sei oppressa, e nelle tue preghiere non sei prestamente esaudita. Allora in modo speciale sii costante e perseverante. Prolunga le tue preghiere ed aspetta con rassegnazione, perché solo dal Cielo ti verrà il conforto di cui avrai bisogno nei tuoi affanni".

 

L'anima:

Mio Gesù, perché questo spavento? Forse non sei più il Figliuolo diletto, che formate le compiacenze del Tuo Divin Genitore?

 

Gesù risponde:

"Figlia, io mi volli vestire dell'umana natura e volli addossarmi tutti i delitti e peccati dell'universo intero. Siccome ho preso l'aspetto e le forme del peccatore, e mi sono vestito di tutti i peccati, tale io debbo apparire innanzi al mio Divin Genitore. Ecco perché sono rigorosamente trattato, soddisfacendo così la Divina Giustizia, che ricade su di me. Per questo motivo Io sono guardato dal Divin Padre con occhio di severità.

"Io ho fatto cadere su di me tutte le maledizioni, che meritavasi l'uomo per le offese fatte alla Divinità".

 

L'anima:

Mio Dio! Tu cosi rigorosamente tratti il Tuo Divin Figlio per la sola apparenza di peccatore, e perché si è addossato tutti i nostri peccati!?... E che sarà di noi che veramente siamo rei e colpevoli con tutta la malizia!?... Tu, mio Gesù, per liberare noi da tanti castighi, che giustamente meritavamo per i nostri peccati, Tu Innocente Agnello, Ti sei fatto vittima per noi ed hai voluto attirarvi tutto il rigore della Divina Giustizia per espiare le nostre iniquità? Grazie infinite Ti rendo, amoroso mio Gesù!...

 

ESCLAMAZIONE DELL'ANIMA:

Ohimè! Ohimè! Io vedo Gesù col Cuore affannoso ed oppresso. Vedo che gli viene meno il respiro, e prega or con le mani elevate ed or le abbassa, e sembra un uomo che trovasi vicino alla morte spasimando atrocemente. La voce e le forze gli vengono meno e cade spossato a terra.

Io osservo che il suo corpo adorabile è immerso in una effusione di sudore, ma è un doloroso sudore sanguigno, perché le vene del Nazareno si aprono emettendo tante piccole gocce di Sangue, che gli bagnano tutta la veste scorrendo sino a terra...

Ohimè! Io sento che Gesù con lamentevole voce e come spirante esclama: Padre mio, Padre mio!... e per la gravità delle sue pene pare che agonizzi, non potendo pronunziare più altra parola.

A tal vista dolorosa io esclamo: Mio Gesù, chi mai Ti ha ridotto a tale stato?

Angeli del Cielo, venite voi a raccogliere tutto questo Sangue che il nostro Divin Redentore versa dal suo SS. Corpo!... Mio Gesù, chi mai ha potuto togliere dalle tue vene tutto questo Sangue?... Io non vedo nè chiodi, nè spine, nè lancia, né flagelli, e come tutto questo Sangue? Chi ha potuto farlo uscire?...

 

Gesù con languida voce dice:

"Figlia, l'amore mi ha ridotto a tale stato".

 

L'anima:

Ma come, mio Gesù, l'amore ha potuto far ciò?...

 

Gesù risponde:

"Sì, l'ardente amore del mio Cuore verso i poveri peccatori è stato quello che così mi ha ridotto. Io vedevo mio Padre oltremodo oltraggiato ed offeso dalle sue creature, e nel tempo stesso io sentivo un amore grande per l'uomo, opera delle nostre mani, ma lo vedevo ridotto ad uno stato infelice, schiavo del peccato e perduto con morte eterna. Conoscevo benissimo che le offese fatte al Padre mio erano infinite, e non avrebbero potuto dare degna soddisfazione, né tutte le creature, né tutti gli angeli ed i Santi del Cielo. Allora io feci l'offerta di me stesso e fu accettata dal Padre mio, quando dissi: manda me, che sarò quella vera vittima capace di dare giusta soddisfazione, e così l'uomo sarà liberato. Io vittima innocente andrò a sacrificarmi con una dolorosissima Passione, col prezzo del mio proprio Sangue e con la mia propria vita saprò redimere l'uomo e liberarlo da una infelicità eterna, che si merita pel suo peccato. Volli così addossarmi tutti i tormenti ed il rigore della giustizia del mio Padre, purché l'uomo sia liberato e riammesso all'eterna felicità perduta. Per questo venni sulla terra e mi son vestito della natura umana per essere il pacificatore tra l'uomo e Dio, riunire il Cielo con la terra, la creatura col Creatore, perché riacquistasse la perduta pace".

 

L'anima:

Mio Gesù, ma Tu sapevi tutto quello che dovevi soffrire?

 

Gesù risponde:

"Sì, figlia, sin dall'eternità tutto era noto e chiaro al mio sguardo, anzi dall'istante in cui m'incarnai nel seno purissimo della mia Santissima Madre vestendomi dell'umanità, tutto penetrai. Sin d'allora fu grande il desiderio di versare tutto il mio Sangue per redimere l'uomo; e, se mi fosse stato possibile, in quel medesimo istante io avrei voluto soffrire tutta la Passione. Così da quel momento e per tutto il tempo della mia vita fu per me un continuo patire ed agonizzare. lo desideravo che si affrettasse il momento della redenzione del genere umano. Sì, tutto era noto alla mia vista ed impresso nel mio Cuore".

 

L'anima:

Mio caro Divin Redentore, Tu dici che tutto Ti era noto e sapevi ciò che dovevi soffrire ed anzi desideravi con ansia che si affrettasse il tempo, ed ora perché tanto Ti abbatti?... Perché cadi in questa debolezza estrema?... Perché tanto soffri da sudare vivo Sangue?...

 

Gesù:

"Figlia, tale vista fu sempre fissa al mio sguardo, ma ora che si avvicina il tempo per compiere il sacrifizio, più chiaro e sensibile si presenta al mio sguardo ciò che dovrò soffrire con tutti i tormenti che mi sono preparati è la natura umana sente la sua debolezza".

 

L'anima:

Mio Gesù, e perché Tu vuoi anticipare le agonie nel Tuo spirito, soffrire tanto e perché non aspetti che vengano i carnefici?...

 

Gesù:

"Figlia, voglio questo per far comprendere che grande è il mio desiderio di patire, e perché voglio altresì che le creature abbiano ogni potere sulla mia divina persona".

 

L'anima:

E come, mio Gesù, Tu ti fai carnefice di Te stesso senza un aiuto ed un conforto?...

 

Gesù:

"Sì, figlia mia, ho voluto soffrire per rendere più copiosa la Redenzione, e soffrire come uomo per sentire tutte le debolezze umane, per confortare e fortificare l'uomo nelle sue pene".

 

L'anima:

Ora comprendo, mio Gesù, che solo l'amore Ti ha ridotto a questo stato. Tu per espiare i miei peccati hai voluto patire tanti tormenti e prendere tutta l'umana mia debolezza, per rendere me forte, ed affinché nelle mie pene io abbia un mezzo per trovare conforto essendo Tu il mio consolatore. Tu, Gesù mio, alla sola vista dei miei peccati senti tale orrore, spavento, terrore e tristezza da giungere a sudar Sangue; ed io, miserabile peccatrice qual sono, non temo, non mi spavento, nè mi rattristo e non sento alcun dolore, ma sono tanto insensibile, ho il cuore indurito, non verso una lacrima, mentre Tu sudi Sangue!...

Deh! Occhi miei versate, sì versate lacrime di dolore e di pentimento, perché tanti miei peccati fecero sudare Sangue abbondante al Corpo adorabile del mio Gesù. Tu, Divino Agnello, ammollisci questo indurito mio cuore, e fa' che ne concepisca grande dolore per piangere amaramente tutti i miei peccati.

 

ESCLAMAZIONE DELL'ANIMA:

Ohimè! che vedo?!... Gesù più si rattrista ed in quell'angoscia estrema esclama: Padre mio, Padre mio!... ed affranto dal dolore, indebolito di forze si alza e si avvicina ai suoi discepoli, che trova addormentati, e dice loro: voi dormite placidamente? E come! non vedete in quali angosce e tristezze io mi trovo? Ma perché non poteste vegliare con me e pregare per un'ora sola?... Gli Apostoli si svegliano, ma poi di nuovo cadono in sonno profondo. Allora l'anima rivolge loro la parola in questi termini:

 

L'anima ai discepoli di Gesù:

E non siete voi quelli che poco prima stando uniti al vostro Divino Maestro vi protestaste forti suoi seguaci, mentre Gesù vi ammaestrava e vi parlava di queste cose che dovevano succedere?... E Tu, o Pietro, che dicesti di avere grande amore per Gesù, ora così lo lasci solo? E Tu, Giovanni, che poco prima appoggiavi il Tuo capo su quel Divin Cuore, e fosti messo a parte dei più intimi e reconditi segreti, che fai ora?...

 

Preghiera

Ah! Gesù mio, quante e quante volte Tu vieni a picchiare alla porta del mio cuore, ora con le Tue ispirazioni, ora con dolci parole e con tanti e tanti impulsi dolcemente mi chiami, ed io me ne dormo e non ascolto la Tua voce divina! Quante volte Tu, Gesù, mi comunichi i Tuoi segreti ed io li rifiuto ascoltando la voce del nemico e quindi mi abbatto e cado nelle mie debolezze e passioni! Così quasi me ne dormo placidamente nel mio peccato senza prendermene alcun pensiero. Sveglia, mio Gesù, sveglia questo mio cuore dal sonno del peccato e fà che io ascolti la Tua voce e la dolce parola, che ora si fa sentire al mio cuore.

Perché, Gesù mio, fra tanti Apostoli Ti sei scelti questi soli tre?

 

Gesù risponde:

"Senti, figlia mia, siccome sul Tabor a questi tre soli feci manifesta un raggio della mia divinità ed essi presero parte a tale godimento, essendo testimoni della mia trasfigurazione, adesso in questo luogo di tristezza devono conoscere la mia reale umanità, e così faranno testimonianza che io soffro come uomo e non come Dio".

 

L'anima:

Mio Gesù, quanti insegnamenti mi dai: ma dimmi ancora: perché Te ne stai dal cenacolo mentre eri unito con tutti i discepoli, dopo avere eseguito quell'atto umiliante di lavar loro i piedi, e poi Ti sei recato in questo luogo così solitario?

 

Gesù:

"Figlia, io volli fare quell'atto solenne ed umiliante per confondere l'uomo superbo; e mi sono recato in questo luogo più remoto per pregare, dare principio alla mia Passione e lasciare più liberi i miei persecutori, affinché mi trovassero più facilmente solo, e potere così con la mia morte dare la vita all'uomo. Siccome in un orto di delizie e di godimenti il primo uomo peccò e portò la morte a tutta la povera umanità, privandola di tutti i godimenti nei quali fu posta, così in quest'orto di tristezza ed angosce mortali, io, novello Adamo, vengo a dare la vita di grazia e l'uomo viene a godere dei dolci frutti di Paradiso".

 

L'ANIMA CHE CONTEMPLA

Gesù nuovamente si mette a pregare, cade in profondo abbattimento e si rattrista. Sta con la faccia a terra mentre il Sangue più abbondantemente esce dalle sue vene. Gesù par che non dia più alcun segno di vita e non respiri...

Ohimè! Gesù, io esclamo, Gesù... ed Egli appena può proferire le parole: Padre mio, se è possibile, allontanate da me questo calice; e subito riprende: ma se questa non è la Tua volontà, Fiat, perché desidero sia fatta la Tua volontà e non la mia; e di nuovo cade in abbattimento.

 

L'anima

Mio Gesù, che sarà di noi poveri figliuoli di Adamo, se tu respingi e non bevi questo calice? Qual sarebbe la nostra sventura? No, non è possibile che lo respingi, giacché poco prima mi hai detto di anelare il momento che si affretti la Tua Passione.

Ma perché vorresti rifiutarlo, qual è la ragione, mio amabilissimo Gesù?

Dimmi, perché tanto Ti rattristi?... Comunicami la Tua pena.

 

Gesù risponde:

"Ah! Figlia, io già mi vedo presenti tutti gli strumenti che sono preparati, e tutti i tormenti che dovrò sostenere. Già io vedo il mio discepolo che viene a tradirmi, già sento le catene con le quali debbo esser legato come un malfattore. Già vedo il mio Corpo trascinato, e già sento i colpi che gli saranno scagliati sopra, i calci, pugni, schiaffi, sputi nel volto con tutti gli strapazzi che dovrò subire per esser condotto da un tribunale all'altro. Già mi vedo legato alla colonna e vedo tutto il furore dei carnefici, che, come tanti demoni stanno per flagellare il mio Corpo, che diverrà una sola piaga dal capo ai piedi. Già mi vedo vestito di bianco qual Re di burla e pazzo, con la corona formata da un fascio di spine lunghissime, che sarà fatta penetrare con atroci colpi fino al cranio, ed il mio volto già ricoperto di Sangue. Vedo l'odio di tutti, la fuga dei miei apostoli, le tre negazioni di Pietro; ma più che mi rattrista si è la vista della mia afflitta Madre, la quale vedrà tutti gli strazi che mi faranno, e questo è ciò che mi accresce le pene. Vengo posposto a Barabba malfattore, che dovrebbe andare al supplizio, e sento un popolo ingrato che grida: togli costui dal nostro cospetto, crocifiggilo e sia salvo Barabba. Vedo una lunga e grossa Croce, che dovrò portare sulle spalle, ma che le mie forze non potranno sostenere, ed affranto cadrò sotto il suo peso, ma tuttavia dovrò trascinarla sul Monte Calvario. Vedo il mio Sangue sparso per quelle strade che dovrò attraversare, e che giunto sul Golgota, brutalmente mi si toglierà la veste e che mi saranno squarciate tutte le Piaghe.

Già mi vedo stendere su quella Croce; vedo i chiodi ed i martelli, sento i dolorosi colpi, che faranno nel penetrare quegli acuti chiodi nelle mani e nei piedi, ed osservo che le vene mi si squarceranno!...

Vedo e sento che la Croce s'innalza e già sono sollevato in mezzo a due ladroni, dei quali uno mi bestemmia, si arrabbia, impreca e maledice; l'altro che si raccomanda e mi dichiara suo Signore. Ma non ancora si sono saziati, perché il popolo crudele grida, bestemmia, urla, impreca, fischia e burla!...

In mezzo a questo popolo vedo ai piedi della Croce l'afflitta e desolata Madre mia! Questo è il dolore che più mi rattrista e mi fa penare, perché vedo che l'afflitto suo Cuore soffre. Vedo le altre donne unite che piangono; vedo solo Giovanni, il mio prediletto discepolo, mentre tutti gli altri mi hanno abbandonato. Anche il medesimo mio Divin Genitore si è ritirato. Così triste e desolato sono immerso negli spasimi e tormenti con una morte dolorosissima.

Ma ciò che ancora maggiormente rattrista l'anima mia, si è che in mezzo a tanti tormenti vedo che tuttavia il mio Divin Genitore è offeso ed oltraggiato; vedo ancora tanti miei figli ed apostoli, che come Giuda mi tradiscono. Vedo la mia Chiesa perseguitata e combattuta, il S. Tempio profanato, la mia santa legge disprezzata con oltraggi, sacrilegi, bestemmie, scandali ed eresie. Vedo ancora tante anime che non prendono parte alla mia Passione, e che altresì il mio Sangue è sparso inutilmente per esse. Il mio Cuore per tanto amore non riceve che ingratitudini ed indifferenze. Ora sento la sete ardente che mi divorerà e vedo presentarmi su di una canna la spugna bagnata con aceto e fiele. E dopo tutta questa sete d'amore, dopo la mia morte, una lancia crudele, squarciando il mio Costato, trapasserà da parte a parte il Cuore mio".

 

L'anima:

Mio caro Gesù, giustamente Ti lamenti di tante crudeltà ed ingratitudini, ed il mio cuore non può più resistere; già sento che mi si divide in mille pezzi, già mi sento venire meno; la tristezza invade l'anima mia e non posso più sostenere tali ricordi. Mio Dio! Eterno Padre, e come mai Tu lasci il Tuo Unigenito in mezzo a tante pene e non gli porgi un conforto? Eterno Dio, Tu per l'infinità Tua carità per l'uomo, lasci morire di morte sì dolorosa e straziante l'Unigenito Figlio Tuo?...

Lo so, io sono la causa di tanto patire!...

E voi, Angeli del Cielo, come ve ne state così insensibili alla vista del vostro Signore, e non venite a sostenere l'umanità sua santissima?... Nella notte della nascita del Verbo Incarnato, voi a schiere veniste dal Cielo ad adorarlo in quella grotta, cantando inni di lode, dando gloria a quel Dio Bambino, ed ora che lo vedete così agonizzare in tante angosce, non vi prostrate in adorazione, ma lo lasciate patire come un semplice uomo e senza porgergli un conforto?... Apritevi, Cieli, e guardate il vostro Creatore in che stato si trova! Ma il Cielo sembra divenuto di bronzo a tante pene e sospiri, e Dio Padre inflessibile.

Ah! mio Gesù, potessi io almeno sollevarTi da tanti affanni, ma il mio cuore ancora è già triste e non ha parole che possano essere di conforto, vedendo Tu Dio Eterno, che per le nostre colpe Ti sei ridotto in tale stato.

Dimmi Gesù, che cosa dovrò fare? Io già mi sento finire la vita.

 

Gesù risponde:

"Figlia mia, in mezzo a tante pene ed angosce mi conforta un sol pensiero, ed è la vista di un numero di anime che prenderanno parte alle mie pene, ma tuttavia anche questo pensiero e questa vista mi affligge, perché vedo soffrire queste mie dilette. A te, mia figlia, a te che ho fatto penetrare le mie pene e vi partecipi, quando ti troverai nelle angosce, pene e tristezze affrettati e vieni a me. Unisciti a questo mio Cuore, fatti coraggio e non temere, chè non ti lascerò priva del mio aiuto e senza porgerti qualche conforto. Io ho voluto addossarmi tutte le tue debolezze umane, affinché tu abbia conforto quando la tua umanità soffre e si abbatte".

 

L'anima:

Mio Gesù, e come dovrò e potrò dimostrarTi la mia riconoscenza ed amore, per tanta Tua bontà e carità verso di noi povere ed ingrate creature?

 

Gesù:

"Figlia, se vuoi amarmi, imitami. come io ti ho amata col patire pene e dolori, così dovranno esserti care tutte le pene e croci che ti verranno. Compatisci le mie pene, ed anche quando ti metterò a parte di queste e ti farò bere poche gocce dell'amaro mio calice, non temere, ma vieni a questo Cuore e troverai conforto".

 

L'anima:

Mio Dio, qual degnazione mi fai! Tu vuoi rendermi partecipe delle Tue pene. Mio Gesù, e chi mai può comprendere e penetrare la profondità e l'intensità delle pene del Tuo Cuore? Ah! Gesù, Tu solo puoi misurare la grandezza infinita del Tuo amore, ma come potrò comprenderlo io povera creatura?

 

Gesù:

"Figlia mia, un cuore che veramente ama, tutto può comprendere, e se tu mi ami, lo conoscerai. Amami come io ti ho amata con amor penante ed amor di compassione per la povera umanità, non attristarti se la natura si abbatte e sente la debolezza, ma basta che lo spirito sia pronto, ed anche tu diverrai forte abbastanza per riportare vittoria. Non temere, vieni a me e la mia grazia non ti verrà meno, io ho voluto soffrire con tutto il rigore per dare conforto all'umanità".

 

L'anima:

Mio Gesù, quale confusione per me che al primo incontro d'ogni piccola sofferenza mi lamento e vado in cerca di sollievo e conforto! E che posso io fare senza la Tua grazia?

Oh! Dio eterno! Quanto è grande l'amore del Tuo Cuore per i poveri peccatori. Tu hai voluto soffrire con tanto rigore e senza conforto alcuno, nè dal Cielo nè dalla terra. Mio Gesù, vuoi esser privo anche del conforto di avere con Te la Tua SS. Madre? Ah! Se fosse qui la Vergine qual sollievo Ti darebbe! Sì, Essa sola può comprendere e penetrare col suo Cuore materno le Tue acerbe pene! Quel Cuore fu ripieno d'allegrezze e giubilo quando nella grotta Ti vedeva adorato dagli Angeli, dai pastori e dai Re Magi, essendo allora Tu Bambinello, e che proverebbe ora di spasimi e pene il suo Cuore, vedendo ridotto in sì misero stato l'umanità Tua santissima?

Ah! Madre mia, dove te ne stai? Vieni a consolar col Tuo materno Cuore questo Dio che si è fatto uomo.

 

Gesù addolorato dice:

"Figlia, sappi che la mia SS. Madre è triste al pari di me e desolata, perché tutto è presente e noto all'anima sua santissima, già siamo uniti, e perciò lo spirito mio maggiormente soffre. La Madre mia, unita a me, berrà il calice, rassegnata al volere del mio Divin Genitore. Essa accetta quanto Egli dispone che sia eseguito su di me, ne fa l'offerta ed il suo Cuore è divenuto un fascetto di mirra. Minore sarebbe il suo patire se Essa pure potesse con me consumare la vita e se in luogo mio potesse andare al patibolo, ma è volontà del Padre mio che Essa debba sostenere tutte le pene nel suo Cuore, essendo la Corredentrice di tutto il genere umano. Siccome una donna per la disobbedienza portò la morte nel mondo, così un'altra donna doveva fare germogliare un altro frutto nel suo grembo e doveva così dare la vita della grazia all'uomo, rimasto schiavo del peccato, meritandosi una morte eterna".

 

L'anima:

Caro Gesù mio, già sono compenetrata dei dolori della Madre Santissima, ed ora non posso più resistere nel vederla tanto soffrire.

Ohimè! io vedo Gesù che agonizza insieme a Maria! Vedo da una parte il Figlio adorabile e dall'altra la Madre, che di due Cuori formano un solo... Dio mio! Tu per salvare l'uomo dalla morte eterna mandasti l'Unigenito Tuo Figliuolo, Verbo Eterno che forma la Tua compiacenza, ed ora lo vedi così mal ridotto senza porgergli un conforto?

O carità, o amore! Madre mia Santissima, Tu pure permetti che, per amor di noi poveri figli di Adamo, vada a morte l'Unigenito Tuo Figliuolo, frutto delle Tue viscere, carne della Tua carne, e Tu pure lo segui? Oh! mio Dio, mio Dio, io non resisto. Angeli, venite voi a confortare questi due Cuori afflitti ed agonizzanti. Felice grotta di Betlemme, che alla nascita del Verbo fosti cambiata in un Paradiso, dove non si udivano che cantici armoniosi. Ma purtroppo adesso in questo luogo di pene non si odono che inni di mestizia e di tristezza, senza che apparisca allo sguardo un'ombra della divinità del Verbo Eterno. E Tu, Arcangelo S. Gabriele, che andasti ad annunziare alla SS. Vergine il grande mistero dell'Incarnazione del Verbo, perché non vieni qui a consolare questo stesso Unigenito di Dio?

Mentre io qui contemplo le pene atroci di questi due Cuóri, di Gesù e della Santissima Madre, il mio cuore non può più resistere, ed in questo frattempo che vedo?! Vedo un messaggere celeste, che porta fra le mani un calice, e prostrandosi alla presenza del Verbo Incarnato, in atto di adorazione, con umiltà profonda pronunzia queste parole: io vengo a nome del Tuo Divin Genitore per annunziarTi che devi bere tutto questo calice per la salute del genere umano.

A queste parole Gesù sollevò alquanto la persona e con le ginocchia sempre a terra piegate, alzando gli occhi al Cielo e con le mani in atto supplichevole, esclama: Padre mio, Padre mio, se è possibile, allontana da me questo calice, ma però non si faccia la mia, ma la tua santissima volontà: verumtamen non mea voluntas sed tua fiat; e di nuovo cade a terra quasi agonizzante. L'Angelo, proseguendo, dice: è volontà del Tuo Divin Genitore che Tu beva questo calice sino all'ultima goccia. Allora il Redentore Divino si alza, prende nelle sue mani il calice, ed elevando gli occhi al Cielo, dice: Padre mio, io accetto questo calice da Te mandatomi; la Tua divina volontà sia fatta e non la mia; quindi, appressandolo alle benedette sue labbra, lo beve sino all'ultima goccia, e poi tutto rinvigorito nelle forze, va frettolosamente ai suoi Apostoli e dice loro: e come non avete potuto vegliare con me neppure un'ora sola pregando?... Così dunque vi siete fatti vincere dalla tentazione ed avete dormito?... Suvvia, svegliatevi ed alzatevi, perché il nemico che tutta questa notte ha vegliato, già si avvicina e si sente nel bosco il calpestio... Coraggio, dunque, ed andiamogli incontro, perché è giunto il tempo che io debba essere nelle mani dei miei nemici e carnefici.

 

L'anima:

"Mio Gesù, Tu poco fa eri l'uomo di tutti i dolori, oppresso, triste, mesto e timoroso, ed ora come è avvenuto che sei così rinvigorito? Dove hai preso tutto questo coraggio e fortezza?... Tu t'incammini incontro a coloro che verranno per scagliare su di Te tutta la loro rabbia e furore?... E come Tu, Dio Eterno, Creatore dell'Universo, che hai ogni potere in Cielo ed in terra, Ti sei lasciato confortare da un Angelo, e alla sua presenza hai voluto bere il calice amaro ed ora tutto sollecito vuoi partire?...

 

Gesù risponde:

"Figlia, tutto ho eseguito per insegnare alle anime come debbono regolarsi quando si sentono deboli nelle lotte della vita. Tu poi, figlia, per vie segrete, per ispirazioni e per impulso della divina grazia, conoscerai quello che Dio vorrà da te. Procura di sottostare obbediente alla voce del mio Ministro che ti ho dato per guida, e quando egli ti avrà fatto conoscere qual sia la mia volontà, ancorché ti sembri troppo atroce e dolorosa, accetta con coraggio e rassegnata alzando gli occhi al Cielo, dirai: Mio Dio, così vuoi, così sia.

In tal guisa coraggiosamente e con fortezza del tuo spirito rinvigorito e con tutta generosità va' sollecita incontro e supererai ogni ostacolo e difficoltà della debole natura. Quando questa sarà vacillante e presa dal timore, dalla noia e dall'abbattimento, e tu sarai assalita dalla tentazione, ricorri alla preghiera e sarai fortificata.

Abbi fiducia, perché sebbene abbandonata da tutti e senza soccorso umano, allora non ti mancherà una forza segreta del Cielo".

 

Orazione

Amabilissimo Gesù mio, Ti ringrazio di tante e sì belle istruzioni e del coraggio che mi dai a soffrire. Eccomi ai Tuoi piedi prostrata, pregandoTi di accettare l'umile mia supplica, che parte dal profondo del mio povero cuore.

Mio Gesù, io parto da quest'orto penetrata dal dolore dei miei peccati e di quelli di tutto il mondo. Io voglio vivere unita al Tuo Sacratissimo Cuore per tutto il tempo della mia vita, e finché starò in questa terra, occuperò tutti i miei pensieri solo per Te. Accetterò dalle Tue mani quanto la Tua divina volontà disporrà per me, sia questa apportatrice di pene, dolori, tormenti, tristezze, croci, sofferenze, abbandono, privazioni, umiliazioni, contradizioni, persecuzioni, disprezzi e quant'altro la Tua Divina Provvidenza disporrà per il mio bene.

Sì, tutto io soffrirò rassegnatamente unita al Tuo Sacratissimo Cuore, e con tale unione tutto otterrò dal Tuo Divin Genitore, che nulla mi negherà sì per me, che per tutti i miei fratelli, i poveri peccatori. Ripiena, dunque, di fiducia, io vengo ai Tuoi piedi, e Tu, Gesù mio, accendi il mio cuore di amore, di carità e di zelo, perché io possa essere vera imitatrice del Tuo Divin Cuore. Così sia.

 

Comunione spirituale

Vorrei, Gesù mio, riceverTi Sacramentato, in questo momento, ma giacché non mi è concesso, vieni spiritualmente nell'anima mia e non permettere che io mai sia separata da Te. Così sia.

 

RISOLUZIONI da farsi terminando l'Ora Santa

1°. Procurare di non far passare un giorno senza aver considerato un poco la passione di Gesù Cristo.

2°. Essere risoluti nel manifestarci pubblicamente veri cristiani, correggendo i peccatori e difendendo i diritti della santa madre Chiesa cattolica, apostolica, romana.

3°. Imitare Gesù Cristo nell'amore grande verso di noi, con la pratica quotidiana delle opere di misericordia verso i nostri fratelli.

Prima di concludere l'orazione, pregare:

Per il Vicario di Gesù Cristo e per la santa Chiesa. Padre nostro...

Per le anime che soffrono in Purgatorio. Ave Maria...

Per i propri bisogni. Gloria al Padre...

 

Preghiera per domandare una grazia per l'intercessione della Serva di Dio Suor Maria della Passione

Eterno Divin Padre, eccomi prostrato ai piedi del Tuo Trono, umiliato e pentito di tutti i miei

peccati; propongo di non più commetterli per l'avvenire; ne imploro perdono, e, come il Figliuol Prodigo, ritorno tra le Tue braccia. Deh! consolami Padre amorosissimo, e per mezzo della Tua Serva Suor Maria della Passione, che in vita procurò di rendersi simile a Gesù Crocefisso, Ti supplico di concedermi la grazia... che in questo momento Ti domando sicuro di essere esaudito. Padre nostro... Ave Maria... Gloria al Padre...

Amabilissimo Divin Figlio, Gesù, Redentore delle anime nostre, Tu promettesti di premiare qualsiasi opera fatta alla gloria Tua, nella persona del nostro prossimo; ebbene guarda la fedele Tua Sposa Suor Maria della Passione, che, con tanto zelo, si dedicò all'aiuto delle anime, per salvarle dai pericoli del peccato, col consiglio, con le preghiere, con aspre penitenze e lottando col nemico infernale; deh! per la sua intercessione concedimi la grazia... che con ferma speranza Ti chiedo. Padre nostro... Ave Maria... Gloria al Padre...

Eterno Spirito Santo, consolatore degli afflitti, Tu che di tante grazie e carismi arricchiste l'anima cara di Suor Maria della Passione, dà uno sguardo amoroso a me qui prostrato alla divina Tua presenza, e per la grande fedeltà con la quale la Tua Serva corrispose a tanti doni, esaudiscimi accordandomi, per la tua intercessione, la grazia... che, fiducioso di essere consolato, con ardente amore e con fede Ti domando. Padre nostro... Ave Maria... Gloria al Padre...

Per eventuali richieste rivolgersi a: PERUZZO SABRINA Altichiero (PD) Tel. 049 8654191