L'ORA SANTA PER LA PACE

Don Giuseppe Tomaselli

GESù

Tanto grande è il bene della pace, che fra tutte le cose terrene e mortali, nulla di più gradito si sente esaltare, nulla di più desiderabile è invocato, nulla infine può essere trovato di meglio che la pace!

Questa affermazione del mio fedele servo Agostino trova oggi più che mai una viva risonanza nel cuore di tutte quelle anime che in questi tempi m'invocano, implorando per tutta l'umana famiglia il dono sublime della mia pace.

Il mondo ha promesso e promette tante cose belle e liete ai suoi seguaci, ma non promette mai la pace. Perché? Non è forse perché troppo bene egli sa che non è in suo potere il donare la pace?

La pace hanno augurato gli Angeli, annunziandola sul mio Presepio per tutti gli uomini di buona volontà; era l'offerta prima dei doni celesti, che io arrecavo a voi sulla terra, miseri sofferenti, al primo apparire della mia Luce di eterna salvezza. Io l'ho offerta questa pace alle anime ed è d'incommensurabile valore. Ma molti, come hanno rifiutato me, così hanno rifiutato il dono di questa pace vera e perfetta che io offrivo; e così l'umanità ha continuato ad essere di quando in quando sconvolta terribilmente da lampeggiare di odi e di guerre, al punto che venti secoli dopo l'avvenuta mia Redenzione, la famiglia umana ancora è divisa e dilaniata da rancori e lotte sanguinose.

O anime riparatrici, offritemi questa supplica affinché la promessa contenuta nell'annuncio di Betlem si avveri presto per tutti i popoli. Voi, sebbene con indegnità, presentatevi a me ed invocate la mia misericordia ed il mio soccorso, perché, come vi ricorda il mio Vicario in terra, nulla è perduto fin quando si salva la pace; tutto può essere perduto senza di essa!  

Il peccato primo nemico della pace

« O Signore, che hai detto ai tuoi Apostoli: Vi lascio la pace; della mia pace io vi faccio dono! non guardare alle mie colpe, ma alla fede della tua Chiesa! ». Così prega il mio Ministro nel Divin Sacrificio, allorché, avendo sotto gli occhi l'Ostia candida, transustanziata nel mio Corpo vivo, si dispone ad unirsi mediante la Comunione Sacramentale a me, Vittima Divina.

Non è causale quell'accenno alla colpa dopo aver richiamato la mia promessa di voler lasciare agli Apostoli ed alla mia Chiesa il dono della mia pace; perché, infatti, la pace non dovrebbe per diritto essere concessa se non alle anime che sono libere da colpa grave, o per non averne mai commessa alcuna o per averne efficacemente implorato il perdono.

All'inizio di quest'Ora Santa ripetete anche voi: O Gesù, non guardare alle nostre colpe, poiché esse sono tali che ci pongono nella condizione di non meritare affatto il dono squisitamente delizioso della tua pace!

Risalite su su, sino alle stesse origini dell'umanità, e trovate che con l'avvento del primo peccato la pace è stata bandita dai primi uomini. Perché fuggirono, tentando di sottrarsi alla mia presenza, i vostri progenitori, quando andavano raminghi lungo le regioni del paradiso terrestre, se non perché il timore e lo spavento erano subentrati in loro, al posto della serena pace, che fioriva nel loro cuore prima della colpa?

Quale grave disordine è il peccato! La creatura quando pecca gravemente, si ribella di fatto al suo Creatore e Signore e pretende di usurpare quella autorità ed indipendenza assoluta, che appartiene a Dio solo.

Come ha detto un mio servo fedele, la pace è la tranquillità dell'ordine. Questa tranquillità può dunque trovarsi là solo, ove regna l'ordine nelle cose dello spirito. Spesso nel peccato non solo c'è un atto di ribellione della creatura verso di me, ma anche una rivolta della carne contro lo spirito, della creatura contro se stessa.

Talvolta ammirate un prato per la moltitudine dei fiori i più variopinti, che la mia mano vi ha disseminati; ammirate la moltitudine delle stelle luminose, che solcano le vie dei cieli, in un incrociarsi di direzioni e di movimenti i più vari; voi vi fermate, con l'aiuto degli strumenti che la scienza ha costruiti, ad ammirare il mondo delle cose estremamente piccole così come di quelle estremamente grandi, e vi sentite costretti a concludere che un ordine meraviglioso regna sovrano là, dove io, onnipotente Dio, ho lasciato l'impronta della mia sapienza creatrice.

Un ordine non meno armonioso doveva risplendere anche nel piccolo mondo interiore di ogni anima e voi l'avreste pure ammirato, se la colpa non fosse arrivata sino alle prime sorgenti della vita umana a guastare le meraviglie della natura e della grazia.

Spogliato Adamo di quella soprannaturale ricchezza, che gli era stata donata perché la trasmettesse alla sua posterità e ferito nelle stesse facoltà naturali del suo spirito, l'umanità fu aggredita in lui da una forza dissolvitrice che, penetrando nelle più intime profondità delle anime, vi produsse una lacrimevole inclinazione al male. Non più quell'armonia di linee, di colori e di luci che formavano nell'animo umano un quadro sì delizioso agli occhi miei divini! Non più il limpido riflesso dell'increata bellezza nell'anima, creata e fatta a mia somiglianza ed immagine! Ribellione, disordine, ombre e macchie di colpe incominciarono da allora a turbare l'ordine primitivo e la pace del cuore, senza della quale nulla può appagare le aspirazioni umane; la pace del cuore svanì.

è tanto vera la profonda espressione del mio servo Aurelio Agostino: Il nostro cuore hai fatto per possedere te e non può essere acquietato se non col riposare in te!

Se rivolgete la vostra memoria verso il passato, quante infedeltà voi trovate, quanta ingratitudine da parte vostra verso di me! E dovete pure sinceramente riconoscere ogni qualvolta mi avete offeso, da quello stesso momento avete perduto la mia pace. Non occorre che andiate a cercare le esperienze altrui, quando già la storia dell'anima vostra v'insegna chiaramente che il peccato è il primo e inconciliabile nemico della vera pace!

Fate vostra la preghiera della mia Chiesa che implora il perdono delle colpe e la remissione dei peccati: Esaudisci, o Signore, le preghiere di noi che ti supplichiamo e perdona i peccati nostri, che umilmente davanti a te confessiamo; sicché col perdono delle nostre mancanze tu ci abbia ad elargire altresì il dono della pace!

Immensa è la moltitudine delle colpe, con le quali la vostra generazione mi ha rinnegato e vilipeso; ma la mia misericordia è immensamente più grande. Nell'ara triste in cui attualmente vivete, io voglio essere l'avvocato ed il difensore vostro presso l'infallibile ed eterna giustizia del Padre mio Celeste. Le mie Piaghe Divine mostro a Lui, implorando quella clemenza che tempera i rigori della giustizia, e quella misericordiosa tenerezza, che indulge al colpevole che si pente!

Dovete riconoscere di esservi ormai resi indegni di tanta pietà dopo di essere troppe volte ricaduti nel peccato; tuttavia confidate nell'amore mio misericordioso, il quale non ha negato il perdono alla peccatrice di Magdala ed ha promesso il Cielo degli eletti al ladrone pentito!

Schiere senza numero di anime candide d'innocenza e ardenti di carità, mi rivolgono suppliche per quanti furono degni dei miei castighi; anime predilette e vittime riparatrici implorano con sospiri e gemiti la mia misericordia. Sì; la preghiera è potente! Innalzatemi la preghiera, che pone sulle vostre labbra il mio Vicario in terra: O Dio, che sei offeso dalla colpa, ma vieni placato dalla penitenza, ascolta propizio le preghiere del tuo popolo supplicante ed allontana da noi quei flagelli dell'ira tua, che per i nostri peccati abbiamo troppo meritato!

Vi ho ricordato, o anime, quel prodigio vivente della mia misericordia, che fu la penitente Maria Maddalena; io le affermai: Molto ti è stato perdonato, perché molto hai amato! Ciò significa che per ottenere il perdono mio, è necessario amarmi. Amatemi, amatemi senza misura ed il mio amore misericordioso tutto perdona! 

ORAZIONE

O Gesù, permetti che nella nostra indegnità abbiamo ad osare di chiederti qualche cosa di più ancora che il tuo perdono! Noi ti chiediamo un grande amore, affettivo ed operoso! Anche Maria di Magdala un tempo t'ignorava e non ti amava; e tu forse un giorno, sedendo a mensa nella casa ospitale di Betania, avevi trovato un posto vuoto accanto a Lazzaro ed alla sorella di lui, Marta; i loro occhi erano gonfi di pianto ed il volto velato di profonda amarezza. E tu devi allora aver pronunziata una parola che invitava alla fiducia ed alla speranza. Più tardi bastò un tuo sguardo, forse un raggio della luce divina dei tuoi occhi, un lieve tocco della onnipotente tua grazia, e quel cuore che appariva inaridito dagli obbrobri della colpa, si apri, come per incanto, a ricevere la rugiada benefica del tuo amore misericordioso! ...

Da quel giorno la peccatrice, tristemente nota per i suoi disordini, incominciò ad essere divorata dal desiderio di amarti; e l'amore le meritò dalla tua immensurabile indulgenza di essere ammessa tra i confidenti del tuo Cuore!

Ti ripeteremo, o Gesù, col Santo Dottore d'Ippona: Troppo tardi ti abbiamo conosciuto; troppo tardi ti abbiamo amato!

Concedi almeno di riparare d'ora innanzi con un amore generoso e fedele sino alla morte!

O Dio, che volgi in bene ogni cosa, a vantaggio di coloro che ti amano, infondi nel nostro cuore l'affetto inviolabile della tua carità, affinché i desideri concepiti per tua ispirazione, non abbiano ad essere vinti da alcuna forza di tentazione. Pater, Ave, Gloria.Una lode. 

Non c'è pace senza giustizia

Spesso i miei Profeti hanno usato il termine « Giustizia » per indicare quel complesso di virtù, che rendono un'anima piacevole al mio sguardo divino. Così il mio Padre Putativo, Giuseppe, si dice nel Vangelo che era un uomo giusto.

Se voi, o anime, considerate la giustizia, intesa nel senso suo proprio, trovate che essa è strettamente legata con la pace, sì che non può e non potrà mai essere vera la pace là, dove non regni la giustizia.

Il mio servo Isidoro, illuminato dalla grazia del mio Spirito, vi avverte che la pace se è congiunta con la giustizia, è qualche cosa di divino; ma l'una senza l'altra non può avere la bellezza e la perfezione della vera virtù. E continua lo stesso Santo Isidoro, facendo notare che anche i ladroni sembrano talvolta possedere la pace tra di loro ed anche i lupi gli uni per aggredire gli uomini e gli altri per menare strage tra le greggi di pecorelle; ma non si può chiamare vera pace questa, perché non è ornata dallo splendore della giustizia.

La giustizia! Che sa ancora oggi il mondo di questa sovrana virtù?

Il Pretore Romano, davanti alla mia affermazione: Sono venuto a rendere testimonianza alla verità! mi chiedeva con cinico scetticismo: E che cosa è la verità?

Oggi molti sono nel mondo che, dominati dall'egoismo proprio, di cui si son fatti un idolo, ai frequenti richiami delle coscienze oneste vanno domandandosi: Che cosa è la giustizia? ...

Si deve dire che il rapido diffondersi della colpa in tutte le manifestazioni della vita moderna, ha trascinato molte anime di questo tempo al punto da non sapere più neppure comprendere ciò che la stessa coscienza più primitiva potrebbe insegnare intorno alla nozione di giustizia.

Terribile castigo questo, per cui l'uomo che si lascia dominare dal proprio egoismo, si abbassa al livello mentale di un bruto, cui naturalmente manca il lume della ragione.

è l'egoismo che spinge a calpestare ogni diritto umano e divino; è l'egoismo che accieca l'intelletto e lo priva della luce delle verità eterne; è l'egoismo che fa dell'uomo un lupo verso il proprio fratello!

Ecco perché, mentre nell'azzuffarsi di individui e di nazioni in sanguinosa lotta fratricida, la voce del mio Vicario, il Papa, si eleva teneramente paterna, invitando alla giustizia ed alla pace; neppure la visione immediata dei castighi divini che incombono, basta più a disarmare gli uomini.

In mezzo a tanto disastro, tra le grida angosciose di tanti sofferenti, a chi potete ricorrere voi implorando la pace, se non a me, che solo posso essere chiamato il Principe della pace?

Io soltanto posso porgere un salutare rimedio, che guarisca l'umana famiglia dalle piaghe di tanti egoismi; io soltanto, perché il mio Cuore è fornace di ardente carità. Io solo posso riscaldare tanti cuori agghiacciati con l'ardente soffio del mio onnipotente amore.

Bisogna credere; chi crede, ama; e chi ama me, che sono il Sommo Bene, il Redentore, sente il bisogno ed il dovere di adorarmi. Da me solamente può aversi salute e speranza; non c'è salute in alcun altro.

Se la società presente soffre nel suo organismo e nelle sue funzioni sociali, ciò avviene per il suo allontanamento da me.

Bisogna ritornare a me, fonte di salute e di grazia, Autore della vita individuale e sociale. I credenti devono adoperarsi con grande amore, con preghiere e sofferenze, per ottenere la pace duratura, perché io stabilisca il mio regno in mezzo al popolo, affermi il mio dominio sopra tutti i poteri della terra, rifaccia credente e cristiana la famiglia della Russia, il mondo rivivisca, riconoscendosi opera di Dio e l'incredulo si convinca che la sua incredulità è causa del suo pervertimento e delle sue sofferenze.

Io posso tutto a favore della povera umanità, ma voglio qualche cosa da voi, o fedeli; voglio che mi amiate, che mi adoriate, che il delitto dell'apostasia abbia la sua riparazione e che il vizio venga compensato dalla virtù, l'odio dall'amore, l'ingiustizia e l'egoismo dalla giustizia e dalla carità.

Perciò, se una parte dei miei figli mi voltò le spalle, compito dei pochi buoni miei seguaci è di placare la Divina Giustizia e mostrare tanto più di gratitudine

e riconoscenza verso di me, quanto più gl'increduli e traviati si mostrano ingrati verso Colui dal quale ebbero l'esistenza.  

ORAZIONE

O Signore, osiamo pregarti insieme con la tua Chiesa, tutta spiritualmente unita al Padre e Maestro di tutti i fedeli, e supplicarti per i dolori della tua sanguinosa Passione e per la tua morte redentrice: Tu, per cui santi sono i desideri, retti i consigli e giuste le opere, concedi a noi servi quella pace che il mondo non sa e non vuole dare, affinché i nostri cuori siano fedeli ai tuoi precetti e liberati dal terrore dei nemici, i nostri giorni, merce la tua protezione, si facciano tranquilli!

Il Salmista e Profeta tuo Davide, contemplando gli splendori del tuo regno sulla terra, ha annunziato che per virtù. della tua Redenzione la giustizia e la pace si daranno l'abbraccio ed il bacio d'amore. Fa', o Signore, che si affretti quest'ora per tutta l'umanità, la quale ardentemente sospira l'avvento e la piena giustizia, per ritrovare in essa il ristoro di una vera e duratura pace.

Davanti alle ingiustizie, che si commettevano durante l'impero della Legge Antica, dapprima ti limitavi, o Signore, ad offrire sapienti richiami per mezzo della voce dei tuoi Profeti. Più tardi, quando questa voce non trovava più eco nel cuore del popolo d'Israele, allora tu fosti costretto a far piovere dall'alto tuo Trono di giustizia il fuoco dei tuoi terribili castighi.

Nel Nuovo Testamento tu ci parli ancora per mezzo dell'Apostolo tuo e ci ammonisci: Badate di non resistere a Colui che parla, perché se non scamparono quelli che ricusarono di ascoltare chi parlava loro sulla terra, molto meno scamperemo noi se voltiamo le spalle a Colui che parla dal Cielo.

O Signore, noi ti preghiamo per tante anime infelici, che non hanno ascoltato la tua voce! Apri nei loro cuori un varco alla tua parola ammonitrice con la forza irresistibile della tua grazia!

Come un giorno, o Dio, hai cavato dall'arida pietra una fonte limpida al tuo popolo assetato, così oggi da tanti cuori induriti ed increduli fa' che sgorghino le lacrime del pentimento, cosicché, piangendo sinceramente su tante ingiustizie, tutti possiamo meritare la grazia del tuo perdono e della tua pace! Pater, Ave, Gloria. Una lode. 

La carità e la pace

Troppo spesso voi sentite il trasporto della vostra fragilità a difendere con eccessivo zelo i diritti che vi provengono dalle leggi della giustizia, per dimenticare poi deplorevolmente i doveri che vi sono imposti dalla carità. Poiché, se la carità è un dovere per tutti, essa può dirsi necessità indispensabile per ogni anima cristiana.

Vi ammonisce il mio Apostolo che la carità è paziente; e la mia pazienza spegne le fiamme dell'orgoglio e raffrena i moti della cupidigia.

Quante volte, dovete pur riconoscerlo, voi perdete la vostra pace precisamente perché non sapete caritatevolmente sopportare i difetti di carattere e l'insufficiente educazione di qualcuno di coloro, che in me vi sono fratelli! Ciò avviene anche nelle anime, che vorrebbero essere fedeli al mio Vangelo; questo si verifica perché è troppo debole in esse la fiamma della carità.

Agostino, che aveva conosciuto il tormento intimo delle anime cui manca il conforto della pace, ha scritto che questa pace sospirata non è soltanto serenità di mente e tranquillità di spirito e semplicità di cuore, ma anche è il vincolo dell'amore, l'inseparabile compagna della carità. Infatti essa spiana le divergenze, spegne le ire, toglie le rivalità, impedisce le guerre ... ama gli umili, unisce i discordi, riconcilia i nemici. E' tanto intimamente legata la pace con la carità che, sotto alcuni aspetti, ciò che si afferma dell'una si può ripetere anche dell'altra. Infatti dice ancora il mio Apostolo Paolo che la carità non è solo paziente, ma è dolce e benefica, per nulla invidiosa, non temeraria né avventata, non superba o disdegnosa, non egoista, non si irrita, non pensa male, non gode dell'ingiustizia ... tutto soffre, tutto crede, tutto spera, tutto tollera.

Non è forse questo elogio della regina delle virtù un ritratto di tutto quanto arreca di bene nell'anima la vera pace?

Sappiatelo bene, o anime, che senza la carità non potrete mai godere una vera pace, né con me, né con il vostro prossimo. Vi ho insegnato che chi mi ama, osserva i miei comandamenti e fa la volontà del Padre mio Celeste; costui è per me più che amico e padre e madre e fratello.

Ciò vuol dire, per conseguenza, che non è mio amico se non colui che, appunto perché sinceramente mi ama, osserva i miei precetti. La pace, condizione prima dell'amicizia, non può dunque sussistere in un'anima che non sia da una carità sincera ed operosa portata all'osservanza fedele dei miei comandamenti.

La carità verso di me, vostro Dio, non può disgiungersi dall'amore verso il prossimo. è questa divina carità che ha colmato l'abisso, scavato dalla colpa, tra Dio e l'uomo, e mentre inclina il cuore dei veri miei discepoli a volere il vero bene dei propri fratelli, li rende anche pronti e volenterosi alla rinunzia ed al sacrificio: rinunzia alla soddisfazione del proprio orgoglio, ferito dall'offesa, nel perdono; e rinunzia ad un gusto anche legittimo, nella mortificazione. Tutto questo è l'espressione genuina della vera carità.

Ora, quante volte la pace è distrutta proprio perché l'animo è tormentato dalla sete di vendetta ed il corpo è tiranno nell'esigere violentemente le sue soddisfazioni!

Se l'egoismo è il primo ed inconciliabile nemico della pace, potete giustamente ritenere che la carità verso il prossimo, dopo l'amore verso Dio, ne è il più sicuro mezzo di difesa.

La cupidigia, che tanto spesso suscita sanguinosi conflitti tra gl'individui e tra le nazioni, è soggiogata e quasi immobilizzata dalla carità, mentre là dove la carità si raffredda, la cupidigia, e quindi l'odio, presto invade i cuori e li spinge ad ogni sorta d'iniquità.

è ancora il Vescovo d'Ippona che ve lo ricorda, quando afferma: Cresciuta la cupidigia, scomparve la carità; tornata che fu la carità, scomparve l'iniquità!

Il mio Divino Spirito è essenzialmente Spirito di carità. Questo soffio di vita, questo fuoco che io venni ad accendere in terra, fate che sia nuovamente diffuso nelle anime vostre dall'opera prodigiosa del mio Spirito Santificatore! 

ORAZIONE

O Salvatore Divino, manda in una nuova effusione di carità, il tuo Spirito; sarà rinnovata la faccia della terra!

O Gesù, che hai salvato le anime nostre nel lavacro della rigenerazione per la virtù dello Spirito, salvaci dal male che affligge e tormenta l'umanità, con un secondo Battesimo universale, con una « Pentecoste » rinnovatrice di tutte le coscienze e di tutti i cuori!

O Dio, che hai mandato ai tuoi Apostoli il tuo Spirito Santificatore, concedi al tuo popolo che sia esaudita l'umile e fiduciosa sua domanda; sicché a quei medesimi, ai quali hai concesso il dono della fede, tu abbia ad elargire altresì il dono della pace!

Ai nostri cuori infondi la carità del tuo Spirito, con tale abbondanza, sì che ogni odio sia soffocato, ogni rancore represso ed ogni egoismo dominato. Non guardare alla moltitudine delle nostre colpe, né alla nullità dei nostri meriti, ma piuttosto

alla sete di carità e di pace, con la quale noi con la Chiesa, tua Sposa diletta, ti invochiamo: La grazia dello Spirito Santo o Signore, illumini i nostri cuori e ci ristori abbondantemente col dolce conforto di una perfetta carità! Pater, Ave, Gloria. Una lode. 

Gesù agnello che togli i peccati del mondo, donaci la pace

L'Apostolo Paolo sapeva bene quanto dolce e soave è al cuore che crede il frutto delizioso della mia pace. Ripetutamente nelle sue Lettere, nella più tenera effusione della sua carità ardente, quale dono il più squisito alle anime cristiane, egli offre l'augurio della mia pace: La pace di Gesù Cristo nei vostri cuori!

Il Profeta Michea aveva preannunziato che io sarei stato nel mondo quasi la personificazione della pace: Costui sarà la Pace!

Salomone ed Isaia mi salutarono qual Re e Principe della pace; e lo stesso Apostolo delle genti spiegava, quasi ad illustrare il linguaggio dei Profeti: Giustificati per la fede, noi abbiamo la pace con Dio per mezzo del Signore Nostro Gesù Cristo; per Lui, in virtù della fede, abbiamo accesso a questa grazia (della pace), nella quale siamo stabiliti e ci rallegriamo nella speranza della gloria dei figli di Dio!

Io sono veramente il Re della pace, perché io, Agnello senza macchia, vi ho riconciliato col Padre, versando il mio Sangue preziosissimo in remissione dei vostri peccati.

Io sono il Re della pace, io che ho vinto la violenza delle tempeste ed imposto il silenzio alle procelle.

Io sono il Re della pace, vincitore e trionfatore della morte, che alla vedova lacrimante presso l'unico figlioletto morto, ho ridonato con la vita di colui ch'era morto il sorriso e la gioia.

Io sono il Re della pace! E il mondo che, inebriato dei suoi effimeri trionfi, ha voluto rinnegare i diritti della mia Sovranità, ora venga a prostrarsi ai piedi del mio Trono di pietà e di misericordia, con le lacrime del pentimento ed il sollievo di una dolce speranza! 

ORAZIONE

O Gesù, per tanti innocenti che t'invocano, per tante madri che soffrono, per tanti cuori che in te solo confidano, per tante vittime di amore che

al tuo amore infinitamente misericordioso si offrono, o Gesù, Agnello Divino che cancelli i peccati del mondo, abbi pietà di noi e donaci la tua pace! ... Agnus Dei, qui tollis peccata mundi, miserere nobis! ... Dona nobis pacem! Cinque Pater, Ave, Gloria. Una lode. 

MESSA RIPARATRICE

Moltissimi peccano e pochissimi riparano. Chi può contare i peccati che si commettono ogni giorno in un paese o in una città? A Dio piace essere riparato là, ove viene offeso. L'atto più eccellente di riparazione è la S. Messa.

Pratica: Fare celebrare qualche S. Messa, mensile o settimanale, per riparare i peccati della propria città. Trovare alcune persone zelanti, disposte a cooperare alla celebrazione della Messa.

Chi coopera e specialmente chi organizza la pratica della Messa Riparatrice, dà a Dio una gloria immensa. 

DONO A GESU'

Diceva Gesù ad un'anima: "Chi si pente del suo peccato e lo ripara sovente, mi dà prove grandi di amore. Essa mi diviene così cara, che la unisco a me. Tu offrimi spesso i tuoi peccati, "con pentimento", e io ti regalo le mie carezze spirituali".

Pratica: Offrire spesso a Gesù i propri peccati e anche quelli del mondo. Fare questa offerta, baciando possibilmente le Piaghe del Crocifisso.

Giaculatoria: Gesù, metto nelle tue Piaghe i miei peccati e quelli degli altri! Distruggili!