ANTOLOGIA DI MEDITAZIONI2 –1a serie- SUL VIVERE NELLA DIVINA VOLONTA’

seguendo gli “Scritti” della Serva di Dio Luisa  Piccarreta

Un grande ‘Dono’ per i nostri tempi

C’è, in questi tempi, chi ha la grandissima grazia di trovarsi tra le mani libri dal contenuto del tutto particolare:  ‘Libro di Cielo’, si legge fra l’altro, nel lungo titolo che si trova sul frontespizio di ogni volumetto di questa collana.   Si tratta di inimmaginabili ‘rivelazioni’ su verità riguardanti la Vita della stessa Volontà Unica che è nelle Tre Divine Persone, la Vita della  Divina Volontà.

Seguendo queste nuove conoscenze che ci vengono date da Gesù attraverso la sua piccola - ma grandissima agli occhi di chi, per dono di Dio, può captarne almeno qualche raggio della straordinaria esperienza interiore in cui si trova coinvolta quest’anima eletta, nella realizzazione del compito a Lei affidato dalla Trinità SS. a beneficio di tutta quanta l’umanità - sposa e vittima, Luisa Piccarreta, nasce spontaneo nel cuore il bisogno di ringraziare Dio per questo inaspettato ‘dono’;  e si tratta veramente del dono più grande che Dio abbia mai fatto all’Umanità!

Ringraziamo quindi Dio, sì!   Ma,  ora il Signore ci fa capire che Egli si attende da noi ringraziamenti  divini,  non più soltanto riconoscenza  umana  come è stato per tutti questi millenni!   Lui ci aveva - in Adamo, capostipite di tutta l’umanità - creati  divini,  dandoci come dono  ( dono che è assolutamente al di sopra della sola nostra natura umana )  la Sua stessa Volontà Divina come sostegno alla nostra volontà umana.   Ed  è con questa Volontà Divina da noi accolta come principio e vita di ogni nostro atto che il Creatore avrebbe avuto dalla sua creatura-uomo un continuo ricambio d’amore divino, degno di Lui che è Dio.   Purtroppo però il primo uomo rifiutò questo Dono, questa Volontà Divina come vita propria, e colui che prima era il ‘gioiello’  del suo Creatore,  la sua ‘bella statua’ (come Dio stesso definisce questa sua creatura), divenne per Lui motivo di grande dolore.

Vivendo l’uomo, dal primo peccato in poi, solo più di volontà umana,  ne vediamo attorno a noi ed in noi le conseguenze catastrofiche…   La stessa natura che nei suoi infiniti e meravigliosi elementi circonda l’uomo - natura creata in funzione dell’uomo e della quale era stato costituito ‘re’ -  ora si ribella al suo re, perché, vivendo lei ancora nella Volontà Divina, non può obbedire ad un uomo che vive solo più di volontà umana in opposizione alla Volontà Divina.   Ed eccone le conseguenze:  terremoti, inondazioni…

Pensiamo al grande dolore di questa Volontà Divina che, pur creando e mantenendo continuamente in vita ogni volontà umana, è da esse disconosciuta e combattuta!

Però, Dio è Dio, ed i suoi progetti li porta a compimento!   Ecco quindi che, dopo millenni (che per Lui sono come un punto solo!), ha ristabilito, in Maria - questa splendida creatura che fin dal primo istante del suo concepimento è sempre vissuta di Volontà Divina legando la sua volontà umana ai piedi del trono divino! -, questo primo anello di congiunzione tra Volontà Divina ed umana.   E questa Celeste Regina in questi tempi, con la sua continua, materna presenza in ogni parte del mondo, sta riportando i suoi figli a riconoscere in Dio il Creatore, che è Padre che ci ama, è Padre che ha messo in tutte le cose create il suo Amore per noi, il suo ‘ti amo’  per me, per ognuno di noi (come dice Gesù a Luisa Piccarreta) e che quindi attende da noi il nostro ‘Ti amo’  in risposta al suo ‘ti amo’.

La Regina Madre con i suoi numerosi inviti ci sta premurosamente preparando ad accogliere l’avvento del Regno di suo Figlio, il Regno del Padre in mezzo a noi, come regnava all’inizio della Creazione, con la Sua Volontà Divina.

Negli Scritti di Luisa Piccarreta, Gesù ci porta, passo passo, a conoscere ed a vivere nuovamente in questa Volontà Divina;  ci insegna a richiamare  in noi, in ogni nostro atto ( interno ed esterno, volontario ed involontario )  la Sua Volontà, perché i nostri atti non siano più fatti da volontà umana, ma compiuti in noi dalla Volontà Divina,  e quindi ridonino al Padre gloria divina, amore divino, ringraziamenti divini, adorazioni, benedizioni, lodi divine:  tutti atti divini che Gli diano perciò soddisfazione divina,  per tutto e per tutti.

Solo un atto divino,  compiuto cioè dalla Volontà Divina chiamata in noi in quell’atto, è un atto completo, che darà perciò soddisfazione divina alla Maestà Suprema,  per tutto  e per tutte le creature.

I primi passi in questa vita  divina  saranno quindi:

“Vieni, Divina Volontà, a pensare in me…  

Vieni, D.V., a parlare in me…

Vieni, D.V., a respirare in me… 

Vieni a camminare in me…

Vieni a guardare in me…

Vieni, D. V., ad operare nelle mie mani… 

Vieni, D. V., a pregare, a riposare in me… 

Vieni, ad adorare, ad amare, a riparare… in me”.

E poi, come ci ricorda anche il Catechismo della Chiesa Cattolica al n. 521:  “Tutto ciò che Cristo ha vissuto, Egli fa sì che noi possiamo viverlo in Lui e che Egli lo viva in noi”;   e  gli Scritti di Luisa  ci riportano proprio a questo, a ripetere in noi la vita di Gesù e quindi:

1.  Ci fanno conoscere ciò che Gesù ha vissuto nel suo interiore ( finora, dal Vangelo, conoscevamo solo la vita esteriore di Gesù:  predicazione, miracoli, guarigioni… ).

2.  Ci fanno conoscere ciò che operava la sua Volontà Divina con la sua volontà umana ( vero Dio e vero uomo ).

3.  Ci fanno conoscere come in Lui tutto rimaneva fatto, vissuto nella D.V.;  la Quale, operando insieme con la sua volontà umana, si faceva depositaria di tutti i suoi atti, e tutto in Lui rimaneva nella sua D.V.,  in attesa che

4.  vivendo noi nella D.V. prendiamo tutti gli atti della vita di Gesù,  li ‘facciamo nostri’  perché diventino vita di ciascuno dei nostri atti.

E tutto questo è possibile perché, come sappiamo, Dio è Atto Unico ed Eterno, e quindi tutto è presente nella sua Divina Volontà;  la Creazione quindi è in atto,  e la Redenzione e la Santificazione sono in atto:  perciò, tutto ciò che Gesù ha fatto nella sua vita terrena (dentro e fuori di Sé), essendo, Gesù, sempre vissuto con la sua volontà umana perfettamente fusa  nella sua Volontà Divina, tutti i suoi atti sono sempre in atto,  sono sempre presenti,  e sono sempre a disposizione di chi li vuole  prendere.

E noi vogliamo certamente prendere possesso di questo grande patrimonio degli atti divini di Gesù, di questa grande eredità lasciataci in dono dal nostro Redentore!  Ed ecco che quindi:

Prendiamo, nella D.V., tutti gli atti di Gesù e ‘facciamoli nostri’,  per  ridare a Dio atti divini  ( era questo lo scopo per cui aveva dato all’uomo, nel crearlo, la sua Volontà Divina come vita dei suoi atti ).

Mettiamo i nostri pensieri nei pensieri di Gesù e prendiamo per noi, facendoli nostri, i pensieri di Gesù, per ridare al Padre pensieri divini, che Gli diano gloria, amore, adorazione, ringraziamento, riparazione, lodi… divine, per ogni pensiero di creatura.

Mettiamo le nostre parole, i nostri passi, le nostre opere, i palpiti del nostro cuore, i nostri sentimenti… nelle parole, nei passi, nelle opere, nei palpiti, nei sentimenti… di Gesù,  prendendo e facendo nostri le parole, i passi, le opere, i palpiti del Cuore, i sentimenti… di Gesù,  per dare a Lui ed alla Maestà Suprema tutti atti divini, atti completi, gli stessi atti di Gesù, Verbo Divino del Padre.

E poi,  avendo fatti nostri gli atti della SS. Umanità di Gesù,  stando nella Divina Volontà - nella Quale tutto e tutti sono presenti - entriamo in ogni pensiero, parola, passo, opera, palpito, sentimento… di tutte le creature, ed a tutte diamo questi stessi atti di Gesù (pensieri, parole, passi, opere…)  e poi portiamoli tutti al Padre, perché il Padre abbia la gioia di avere dinanzi a Sé tanti Gesù   ( perché sappiamo che il Padre ci riconosce come figli suoi solo se siamo altrettanti Gesù,  se siamo cioè rivestiti  degli atti dell’Umanità SS. del suo Figlio Divino,  se abbiamo quindi in noi, come vita nostra, i pensieri, le parole, i passi, i sentimenti…  tutti gli atti di Gesù ).

Vivendo noi - come Adamo ed Eva innocenti - ogni nostro atto nella D.V.,  con gli stessi atti ed intenzioni di Gesù, in Lui e con Lui, fusi in Lui, riporteremo l’Umanità al Padre, e Dio riconoscerà nuovamente nella sua creatura (nell’uomo) il suo ‘gioiello’, la sua ‘bella statua’, con la quale si profonderà nuovamente, come ai primi tempi, in continui ‘trastulli divini’.   Ritorneremo ad essere la gioia del Cuore del Padre  e ritornerà così nel suo ordine il disegno iniziale di Dio sull’uomo  ( cfr. il titolo che Gesù stesso ha voluto dare a questi Scritti sulla D.V.:  Il Regno del FIAT in mezzo alle creature – Libro di Cielo – Il richiamo della creatura nell’ordine, al suo posto e nello scopo per cui fu creata da Dio”).

Queste sono cose semplici e, nello stesso tempo, infinitamente grandi, quanto è grande Dio nei suoi progetti, nei suoi piani!

Quando un giorno Luisa Piccarreta chiede a Gesù perché queste verità non le ha rivelate quando Lui e la Madre erano sulla terra, Gesù le risponde che non ha potuto farlo perché  “la creatura era ancora troppo bambina nelle cose di Dio,  e non avrebbe potuto capirle”.   D’altra parte, come dice Gesù a Nicodemo (quando si reca da Lui di notte):  “…Se vi ho parlato di cose della terra e non credete, come crederete se vi parlerò di cose del Cielo?  (Gv. 3,12).

Appaiono ora anche più chiare le altre parole di Gesù:  “Mio cibo è fare la Volontà di Colui che mi ha mandato e portare a compimento l’opera sua” (Gv. 4,34).   Cioè, Gesù, rifacendo, nei suoi atti vissuti sempre tutti nella V.D., rifacendo in modo divino tutti gli atti delle creature - da Adamo decaduto fino all’ultimo uomo che sarà sulla terra -, ha, in Sé, riportato l’uomo a vivere nel progetto iniziale di Dio, a dare a Dio cioè, in ogni suo moto di vita, in ogni suo atto,  una continua risposta divina d’amore all’Amore divino di Dio.   Ed ora Gesù si attende che noi  prendiamo  questi atti che Lui ha già rifatti  in modo divino per ognuno di noi e,  facendoli nostri,  diamo al Padre lo stesso amore e la stessa gloria divina  che Lui, suo Unigenito Figlio Divino, Gli dà.

Ed è questa  l’acqua  che ci disseta fino a diventare in noi sorgente di acqua che zampilla fino alla vita eterna”  (Gv. 4,14) :   questa vita vissuta nella D.V., questi atti vissuti in modo divino con l’unico scopo di dare a Dio gloria divina!    E’ questo veramente il vero “dono di Dio”,  la vera “acqua viva”  (Gv. 4,10)  che ora il Signore attende che Gli chiediamo.

E solo ora, con questo “Dono”,  si possono realizzare in pienezza le parole di Gesù:  “Chi crede in me, compirà le opere che io compio e ne farà di più grandi… Qualunque cosa chiederete nel nome mio la farò, perché il Padre sia glorificato nel Figlio” (Gv. 14, 12-13) :  mettendo i nostri atti in quelli di Gesù, prendendo per noi facendoli nostri, gli atti della SS. Umanità di Gesù, nella D.V. potremo moltiplicare all’infinito le nostre opere divine,  moltiplicheremo all’infinito le vite divine, dando al Padre infinita gloria divina, negli atti divini del Figlio (che abbiamo fatti nostri), nell’Unica Volontà Divina che è nelle Tre Divine Persone.

Ed è proprio la Terza Divina Persona, lo Spirito Santo, che il Padre ci manda nel nome del Figlio (cfr. Gv. 14, 25),  che ci insegnerà ogni cosa e ci ricorderà e farà comprendere le parole di Gesù.

Questa vita nella D.V. ci dà la vera pace (interna ed esterna) promessa da Gesù, la vera comunione con la Trinità.

Nella vita vissuta versando ogni nostro atto nell’unità della Luce del Divino Volere, vivremo di quella pace divina  che ci dà Gesù,  e che  invece il mondo (il vivere nella volontà umana) non può dare (cfr. Gv. 4,27).

Vivendo nella  Divina Volontà, facendo nostri  gli atti di Gesù, vedremo  veramente il Padre, vivremo della sua Vita, ed il Padre compirà in noi le sue opere divine: “Filippo, chi ha visto Me, ha visto il Padre… Non credi che Io sono nel Padre e il Padre è in Me?…  Il Padre che è in Me compie le sue opere” (Gv. 14,9-10).   Sono gli atti di Gesù,  fatti nostri,  che compiono con il Padre le opere del Padre.

Alla luce di queste Verità sulla Vita vissuta nella V. D.  -  come ci viene insegnato in modo mirabile in questi Scritti della Serva di Dio Luisa Piccarreta  -  risulta ora pure più chiaro ciò che Gesù intende quando dice:  “Chi rimane in Me ed Io in lui, fa molto frutto, perché senza di Me non potete far nulla”  (Gv. 15,5) :   con la vita di Gesù in noi, che abbiamo fatta nostra, diamo al Padre gli stessi frutti datiGli da Gesù;  ed il Padre compirà in noi - perché fusi  in Gesù, quindi altrettanti  Gesù  -  le stesse opere che compie nel Figlio suo umanato.

San Paolo, nella sua lettera ai cristiani di Colossi, scrive:  “Non cessiamo di pregare per voi e di chiedere che abbiate una piena conoscenza della sua Volontà, con ogni sapienza e intelligenza spirituale”  (Col. 1,9). E nella lettera agli Efesini: “Egli (Dio) ci ha fatto conoscere il mistero della sua Volontà… il disegno cioè di ricapitolare in Cristo tutte le cose, quelle del Cielo e quelle della terra”  (Ef. 1,9-10).  Dunque,  la D.V. è oggetto di conoscenza, la più sublime, ed è anche un mistero “nascosto da secoli eterni nella mente di Dio” (cfr. Rom. 16,25; Ef. 3,1-5. 9-12; ecc.).

Vogliamo quindi, nella D.V., facendo  nostra  la preghiera di Gesù, chiedere, in Lui, al Padre, l’effusione abbondante dello Spirito Santo sulla Chiesa e su tutta l’Umanità  (in questa attesa seconda Pentecoste della quale anche il Santo Padre, il papa, più volte ci ha parlato);  perché, Gesù ci ha detto:  “Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso.  Quando però verrà lo Spirito di Verità, Egli vi guiderà alla Verità tutta intera,  perché non parlerà da Sé, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annunzierà le cose future.  Egli mi glorificherà, perché  prenderà del mio e ve l’annunzierà.  Tutto quello che il Padre possiede è mio;  per questo ho detto che prenderà del mio e ve l’annunzierà”  (Gv. 16 12-15). Vivendo noi fusi parte per parte in Gesù, ogni nostro atto negli  atti di Gesù, parteciperemo di ciò che Gesù possiede.

“Io ho fatto conoscere loro il tuo Nome e lo farò conoscere, perché l’amore con il quale mi hai amato sia in essi e Io in loro”  (Gv. 17,26).   “Questa è la vita eterna:  che conoscano Te, l’unico vero Dio, e Colui che hai mandato, Gesù Cristo” (Gv. 17,3) :   queste conoscenze che Gesù ci sta disvelando riguardo ad una vita vissuta nell’unità della Luce dell’Unica Volontà che è nelle Tre Divine Persone, ci fanno fare comunione con la vera  Vita di Dio,  ci mettono nella eternità di Dio, nella vita eterna.   La nostra vita sarà allora veramente una  in Dio,  una  nella Vita stessa di Dio;  i nostri atti saranno ‘uno’  nell’Atto Unico ed Eterno di Dio: “Tutti siano una sola cosa.  Come Tu, Padre, sei in Me ed Io in Te,  siano anch’essi in Noi una cosa sola”  (Gv. 17,21).

Il  vivere nella V.D.  ci mette nella più vera comunione con Dio;  è quindi per ognuno di noi la massima  grazia,  è il vero dono futuro  che dobbiamo attendere;  un dono vincolato alla futura  Rivelazione o Parusia di Cristo:  “Dopo aver preparato la vostra mente all’azione, siate vigilanti,  fissate ogni speranza in quella grazia che vi sarà data quando Gesù Cristo si rivelerà”,  scrive l’apostolo Pietro (1Pt. 1,13).   

E  S. Giovanni, nella sua prima lettera:  “Carissimi,  noi fin d’ora siamo figli di Dio, ma ciò che saremo non è stato ancora rivelato.  Sappiamo però che  quando Egli si sarà manifestato, noi saremo simili a Lui,  perché Lo vedremo così come Egli E’”  (1Gv. 3,2).   Secondo S. Giovanni quindi esiste una rivelazione futura che riguarda Gesù e che riguarda noi, la quale ci porterà alla perduta somiglianza  divina.

Dio ha creato l’uomo a sua immagine  e somiglianza, ci dice la Bibbia.   Le tre facoltà di cui Dio aveva dotato la natura umana (memoria, intelletto, volontà) erano ad immagine di Dio:   la volontà, immagine del Padre;  l’intelletto, immagine del Figlio;  la memoria, immagine dello Spirito Santo.    Ma   Dio ci aveva anche dato, come puro dono al di sopra della nostra natura umana, anche la sua Volontà Divina come vita di ogni nostro atto (interno, esterno, volontario, involontario).   Questa Volontà Divina ci rendeva divini,  somiglianti a Dio,  figli che somigliavano al Padre in tutto:  eravamo la sua gioia e la sua gloria. Ma per nostra somma sventura abbiamo rifiutato questo dono (nel peccato di Adamo e nei nostri peccati),  opponendo la nostra piccola volontà umana a questa infinita Volontà Divina. Ed è solo per sua somma misericordia che Dio vuole ripristinare, in questi tempi, il suo progetto iniziale sull’uomo: 

“Ciò che ti dico sul  Mio Volere  non è altro che lo svolgimento del nostro decreto fatto  ‘ab aeterno’  nel Concistoro della Nostra Trinità Sacrosanta,  che  Esso deve tenere il suo Regno sulla terra;   ed i Nostri Decreti sono infallibili, nessuno Ce li può impedire, che non vengano effettuati.  Come fu il decreto della Creazione e della Redenzione,  è decreto Nostro il Regno della Nostra Volontà sulla terra!”,  dice Gesù a Luisa Piccarreta il 2 ottobre 1938.

Ed ancora:  “Vengo in mezzo a voi col Cuore soffocato nelle mie fiamme d’Amore,  vengo come Padre in mezzo ai figli teneramente amati;  per stare con voi,  per vivere con voi mediante una sola Volontà, un solo Amore; …  Guardatemi, ogni goccia del mio Sangue, ogni pena, tutte le mie opere, i miei passi, fanno a gara per darvi la mia Divina Volontà …  Nella mia Umanità tutto vi ho preparato, vi ho impetrato:  vi ho impetrato grazie, aiuti, luce, forza per ricevere un dono sì grande.  Per parte mia tutto ho compiuto, ora aspetto la parte vostra…

Figli miei, perché non venite al Padre vostro?  Perché andaste lontani da Me, raminghi, poveri, pieni di tutte le miserie?  I vostri mali sono ferite al mio Cuore ed Io sono già stanco di aspettarvi.   Perciò,  non potendo più contenere l’amore che Mi brucia,  vengo Io stesso a cercarvi, ed a portarvi il gran dono della Mia Volontà … 

Io vengo pure come Re in mezzo al suo popolo, non per chiedere imposte e tributi, ma  per domandare la vostra volontà, le vostre miserie, le vostre debolezze, tutti i vostri mali.  La mia Sovranità vuole per Sé tutto ciò che vi rende infelici, inquieti, tormentati, per nasconderlo e per bruciarlo nel mio Amore;  qual Re benefico, pacifico, magnanimo, Io vi accorderò in cambio la mia Volontà, il mio Amore più tenero, le mie ricchezze e felicità, con la pace e con la gioia più pura.   Se mi cederete la vostra volontà umana per far regnare in mezzo a voi la Mia Divina, vi accerto che sarete felici appieno.  Il Cielo e la terra vi sorrideranno, la mia Mamma Celeste vi farà da Madre e da Regina.  Per appagare i miei desideri ardenti e per rendervi felici Ella, conoscendo il gran bene che vi porterà il Regno del mio Volere, ed amandovi quali miei veri figli, sta già accingendosi con premura tutta materna a disporre le nazioni e i popoli a ricevere il dominio del Regno della mia Volontà.   Fu Lei che preparò le genti per farmi discendere dal Cielo sulla terra:  e a Lei ora affido l’alto e santo incarico di disporre l’umanità,  con la forza del suo materno amore, a ricevere un Dono sì grande.  

Perciò,  ascoltatemi figli miei, meditate con attenzione e passione queste pagine e sentirete il bisogno di vivere della mia Volontà”.

Commuove questo tenero e pressante invito che ci rivolge il nostro Celeste Padre a  ritornare a vivere da veri figli suoi,  da figli che vivono della sua stessa Vita Divina,  della sua Volontà Divina!

E risultano ora anche più chiare al nostro intelletto ed al nostro cuore le parole di Gesù, quando afferma:  “Vado e tornerò a voi”  (Gv. 14,28) :   Lui sta ritornando a regnare in mezzo a noi;  sta ritornando come Re, tra i figli teneramente amati, a regnare con la Vita della sua stessa Volontà Divina!

Come per duemila anni ha fatto chiedere dalla sua Chiesa,  nella preghiera al Padre:

Lui sta ritornando a regnare ‘sulla terra come regna in Cielo’!

Stando allora alla scuola di Gesù,  anche noi come Luisa,  imprimiamo,  stando nella D.V.,  il nostro ‘Ti amo’  nel ‘ti amo’  di Dio per ogni creatura e, facendo nostre  le benedizioni ed i saluti che si scambiavano Gesù e la dolce Madre, li doniamo ad ogni fratello,  per dare al Padre gloria divina,  per noi e per tutti,  impetrando, con la stessa voce del suo FIAT, il Regno suo, tra i figli suoi amati.

 

 

Auguri Natalizi nel Divin Volere

FIAT !

Santo  NATALE  20… !

Carissimo Fratello nostro …,

          GRAZIE!  col Grazie del Divin Volere,  per la tua sempre caritatevole disponibilità nei nostri riguardi, nonostante per te questo significhi a volte grandi difficoltà, per i tuoi numerosi impegni e per la troppa distanza tra la nostra e la tua abitazione.

In questi giorni che ci avvicinano al S. Natale
desideriamo
porgere a Te ed a tutti i tuoi cari, parenti ed amici, 

gli  AUGURI!

per una buona continuazione del Tempo di Avvento  ed un  Santo NATALE!

Invochiamo su di Te e su tutti

 le benedizioni di Gesù, Verbo Divino Incarnato per noi, 

e della sua e nostra Immacolata Regina Madre Maria

-che abbiamo festeggiata liturgicamente nei giorni scorsi-.

Il nostro augurio è che  queste festività della nostra Redenzione, attraverso il Cuore santissimo della Madre, segnino - anche grazie alla tua disponibilità - nella vita di ognuno di noi una ulteriore scoperta dell’infinito amore che si sprigiona dal Cuore del Padre verso ciascun suo figlio, e suscitino in ognuno un conseguente irresistibile bisogno di ricambiare in modo divino - quindi con lo stesso Amore del suo Divin Volere - l’amore che Lui dona a ciascuno di noi.

 

Carissimo Fratello,  ancora nell’eco della passata festa liturgica di Tutti i Santi e fissando lo sguardo in Maria - la Immacolata Madre e Regina di ogni santità - e nel suo Bimbo, che è il Santo dei Santi,  vogliamo chiedere al Padre Celeste di concedere a tutte le creature di vivere nella Santità divina della sua Volontà Divina, per la sua gloria; gloria che traspare attorno a noi da tutta la Creazione;  gloria  muta, alla quale noi diamo voce per ricambiare l’amore che Dio ha sparso per noi da ogni parte.

Per ridare a Dio il suo stesso amore divino,  per darGli la sua stessa gloria divina,  per darGli benedizioni, ringraziamenti, lodi divine, degne di Lui che è Dio, ci immergiamo - come gocce d’acqua che si tuffano nell’immensità del mare acquistando tutte le caratteristiche di esso:  la sua grandezza, la sua forza ed impetuosa potenza, la sua stessa multiforme vita  -  e la goccia d’acqua non viene per questo annullata ma, anzi, acquista le stesse proprietà dell’oceano diventando potente ed infinita quanto l’oceano stesso!  -  ci immergiamo in Dio stesso, unendo volontariamente la nostra volontà alla sua Volontà Divina, che è vita di ogni cosa.   E la nostra volontà umana, limitata - della limitatezza di tutto ciò che, creato, non ha vita per se stesso ma prende vita dal suo Creatore nell’ordine da Lui stabilito - fusa nell’Unità della Luce dell’Unica Volontà Eterna, Divina, che è Vita nelle Tre Divine Persone, verrà sublimata essa stessa in divina,  vivendo della stessa Vita dell’Eterna Divina Volontà, diventando compartecipe, per grazia, per dono, delle sue stesse caratteristiche divine.

Caro Fratello nostro,  questa ‘vita nella Divina Volontà’  è il ‘dono’  più grande che Dio, nostro Creatore, poteva farci!…   Che altro di più grande possiamo attenderci da Lui, nostro Padre Divino ?  Vivere della sua stessa Vita!  Vivere dei riflessi dei suoi Attributi divini,  della sua Potenza, della sua Sapienza, del suo Amore, divini  -  questo per partecipazione certo, per puro dono gratuito, dono da Lui creato ad extra di Sé, per la sua creatura amata e dalla quale si attende in ricambio il suo stesso Amore divino fuso con l’amore umano sublimato, nella creatura, dalla sua stessa Volontà Divina partecipatale come dono -!   Fare con il Padre ciò che il Padre fa, con la sua stessa Volontà - che facciamo nostra  per puro dono della sua magnanimità -;  accompagnare il Padre nelle sue stesse opere ad extra, nel Fiat della Creazione, Redenzione, Santificazione, per darGli, per tutto e per tutti,  nella  sua Volontà Divina, riconoscenza, ricambio d’amore divino, per il Dono infinito della sua Volontà offertaci come Vita della nostra vita, Vita di ogni nostro atto!

Questa vita sublimata nel divino è stata la vita - per dono - di Adamo prima del suo rifiuto di vivere in questa unità del Divino Volere.   E questa è stata la Vita riproposta in modo eccellente da Gesù, il Verbo Divino del Padre, che ha preso umana carne proprio nella realizzazione del suo compito di Riparatore divino, di Redentore, di Santificatore, di Rideificatore dell’uomo in ogni suo moto di vita, in ogni suo atto - come divino era l’uomo all’inizio della sua esistenza, secondo il progetto di Dio Creatore -, compito realizzato da Gesù, nella sua Umanità SS., in modo pieno e completo.

Ecco perché allora, sull’esempio di Gesù, ed in Gesù,  anche noi vogliamo, caro Fratello,  mettere ogni nostro atto nell’Unità della Luce dell’Atto Unico ed Eterno di Dio,  prendendo,  come nostri,  tutti i singoli Atti dell’Umanità Santissima di Gesù stesso, per vivere - fusi in Lui - con le motivazioni della sua stessa vita,  che erano di dare al Padre tutta quella gloria che tutte le creature di tutti i tempi avrebbero dovuto darGli e che invece si sono rifiutate di dare sottraendosi alla vita della sua Volontà Divina;  erano darGli tutta quella riparazione, amore, adorazione, lode, ringraziamento, benedizioni… divine,  per tutti gli uomini di tutti i tempi.

Mettendo ogni nostro atto interno, esterno, volontario, involontario, negli atti che Gesù, nella sua Umanità - e Maria unita con Lui -,  ha già rifatto per noi (nella sua Divina Volontà) in modo divino,  purificandoli, riparandoli, deificandoli - come divini erano gli atti di Adamo ed Eva all’inizio della loro Creazione -,  e prendendo per noi, facendoli nostri,  i suoi atti,  per darli  poi, nella Volontà Divina, a tutti i fratelli di tutti i tempi, ci presenteremo tutti al Padre Celeste, attraverso il Cuore dell’Immacolata Madre, tanti Gesù, in Gesù, per darGli riparazioni divine, gloria divina, amore divino, benedizioni divine  tutti atti divini degni d’un Dio;  Gli daremo, per tutto e per tutti, ricambio divino completo,  per riempire tutto quel vuoto di ricambio d’amore che c’è stato dal primo peccato di Adamo ed ancora sarà fino a che un uomo vivrà con la propria volontà umana in opposizione alla Volontà Divina del suo Creatore.   E tutto questo, sapendo che il Padre dinanzi a Sé ci riconosce come figli solo se siamo trasformati in Gesù, solo se abbiamo assunto in noi gli atti divini del suo Gesù,  se siamo rivestiti, smaltati  degli atti dell’Unigenito suo Figlio Incarnato.

Noi siamo convinti, caro Fratello, che siano giunti i tempi in cui dobbiamo impegnare tutte le nostre forze nello scoprire e diffondere le sublimi verità celate in queste nuove conoscenze sulla storia della Divina Volontà nel progetto iniziale di Dio sull’uomo, dateci da Gesù attraverso Luisa,  e crediamo nell’assoluta necessità di approfondire ora  questi Scritti,  perché, nell’interiorità d’una vita vissuta nel Divin Volere, l’umanità ritorni al più presto in quell’ordine stabilito da Dio nella Creazione.   Com’era all’inizio, dobbiamo fare in modo che niente più in noi scaturisca da volontà puramente umana, ma ogni atto nostro (interno, esterno, volontario, involontario) dovrebbe risultare solo più frutto di Volere Divino.

Carissimo,  implora con noi dal Padre Celeste questo Dono, ed a questo scopo, uniti, fondiamo insieme la nostra preghiera in quella di Gesù e, prendendo e facendo nostra la sua preghiera, chiediamoGli – fusi in Lui, nell’Unità del suo Volere - che al più presto venga il suo Regno e sia fatta la sua Volontà  come in Cielo così in terra.   Il Padre non potrà dire di no a ciò che Gesù - e noi in Lui - Gli chiede con quella stessa Unica Volontà Divina che è nelle Tre Divine Persone, e ci concederà al più presto di poterGli dare nuovamente, in modo definitivo e completo, senza ombra d’umano distaccato dal Divino, tutti atti divini, degni di Lui che è Dio.  Ed il Padre ritroverà in noi tanti figli (nel Figlio) che, rivestiti dell’Umanità SS. di Gesù, ad ogni atto, ad ogni passo, ad ogni respiro, ad ogni sguardo, ad ogni parola, ad ogni pensiero, Gli dicono: 

“Ti amo col Ti amo del tuo Volere, col Ti amo di Gesù che faccio mio, col tuo stesso ti amo che hai messo per me in ogni atto del tuo FIAT della Creazione, della Redenzione e della Santificazione.  

Nel tuo Volere, o Padre, voglio ricambiarti tutto l’amore che hai sparso per me, e per tutte le creature, da ogni parte, dentro e fuori di noi.  Ma solo nel tuo Volere trovo tutto questo infinito amore, perciò, nel tuo Volere moltiplico il mio Ti amo per Te, in ogni cinguettio d’uccello che rallegra il mio udito, in ogni raggio di luce di sole che mi illumina e riscalda, in ogni goccia d’acqua che mi purifica e disseta e che, nell’oceano immenso mi parla della tua immensità.

Nel tuo Volere, Maestà Suprema, moltiplico il mio Ti amo per Te in ogni pensiero di creatura;  Ti amo in ogni palpito di cuore umano; Ti amo in ogni parola che purifico immergendola nel Sangue di Gesù e smaltandola con le parole che Gesù, nelle parole della sua Umanità pronunciate nel suo Volere Divino, ha già rifatto in modo divino per tutte le parole umane di tutti i tempi, in modo che Tu, Padre Divino, senta da ogni lingua di creatura risuonare solo lodi divine, benedizioni divine, gloria divina, ringraziamenti divini …”

Carissimo Fratello,  alla luce della passata festività della nostra dolce Madre Immacolata,  Colei che, come dice Gesù a Luisa Piccarreta, è la Madre e Regina del Divin Volere  - Lei che ha vissuti tutti i suoi atti, fin dal suo concepimento nel grembo della madre, nella Divina Volontà, preparandoli come cibo, per crescere i suoi figli con l’alimento della Volontà Divina -, ricordiamo che Gesù stesso, nell’Appello del Re dei re…,  afferma che Maria ‘fu Lei che Mi preparò i popoli a farmi scendere dal Cielo in terra’.

Ed in questi Scritti sulla Divina Volontà ci viene rivelato come la rideificazione dell’uomo (il riportare l’uomo allo stato di santità divina secondo il progetto iniziale del suo Creatore) da parte del Redentore Gesù e della Corredentrice Maria, è stato tutto un continuo lavorio da Loro vissuto dal di dentro. 

 Questa è stata anche la vita di Luisa Piccarreta – la prima creatura, dopo la Vergine Madre, a ritornare a vivere di Volontà Divina - e così sarà per i piccoli figli del Divin Volere d’oggi:  tutto un lavorio interiore, nascosto agli occhi di chi guarda  dal di fuori.  Agli occhi esterni la loro risulterà solo una comune vita di buoni cristiani...   Ma, d’altra parte, Fratello nostro, sai dirci tu che cosa appariva di straordinario dal di fuori  nella vita di Maria, la Divina Madre di Gesù, Verbo del Padre Celeste?   E dello stesso vissuto della SS. Umanità di Gesù in Palestina, che cosa conosciamo?  Solo i pochi fatti riportati dal S. Vangelo, i suoi miracoli, la sua predicazione, la Passione cruenta, dolorosissima…  Ma di tutto il suo lavorio interiore, che già dal grembo della Madre Lui faceva - che era poi lo scopo primario della sua Incarnazione, per riportare il Regno della Volontà Divina sulla terra, nella creatura uomo, secondo l’ordine iniziale stabilito da Dio nella Creazione! -, di tutto il lavorio interiore di Gesù per  rifare  tutti gli atti di tutte le creature di tutti i tempi,  purificarli,  ripararli,  smaltarli  di atti divini, per presentarli al Padre divinizzati, in modo da far gioire nuovamente in modo divino il suo Divin Cuore ed indurlo a riversare nuovamente sulla terra grazie divine abbondanti e ripristinare così il suo iniziale rapporto da Padre Divino a figlio divino - divino per dono - che aveva nei primi tempi dell’Eden, tutto questo lavoro, dicevamo, che Gesù ha fatto nel suo interiore, insieme alla Divina Madre nella quale riversava e depositava tutti i suoi atti perché li tenesse a disposizione per tutti i suoi figli, tutto questo non era finora conosciuto. 

Questo immenso lavorio interiore dell’Umanità di Gesù, finora velato ai nostri occhi, ci viene ora disvelato con questi Scritti, con queste rivelazioni fatte da Gesù alla più piccola delle sue creature:  la piccola figlia, la neonata della Divina Volontà.  

Ma perché Gesù ci parla solo ora, caro Fratello, di queste cose che ci toccano così da vicino?  Perché solo ora, dopo tanti secoli e millenni dalla caduta del genere umano nella colpa, Gesù ci disvela queste Verità così importanti per la vita dell’umanità?   Perché  questi sono i tempi stabiliti da Dio!   Questi sono i tempi in cui Lui vuole finalmente rimarginare la piaga che il suo gioiello ha procurato al suo Divin Cuore, al Cuore del Padre;  questi sono i tempi nei quali il Divino Creatore vuole asciugare il pianto dai suoi occhi,  pianto nel vedere la sua bella statua  lontana da Sé, raminga nella miseria della volontà umana separata volontariamente dalla Sua Divina - Volontà Divina che era ed è per l’uomo Vita! - e vuole riportarlo nuovamente a vivere con Lui, nella sua Casa, per vivere nelle infinite gioie della Sua stessa Unica Divina Volontà.

Allora noi, facendo nostri (prendendoli come nostra proprietà, come fatti da noi) gli stessi atti di adorazione divina  che Gesù ha già fatto nel suo Voler Divino per tutti noi nella sua SS. Umanità, adoriamo riconoscenti - sempre nel Divino Volere - le disposizioni della Maestà Suprema;  adoriamo il decreto divino del nostro Creatore che, nella sua infinita bontà, vuole, per grazia, per dono, farci partecipi della sua stessa Divinità rendendoci nuovamente divini, perché vuole avere infiniti Ti amo divini da tanti altri figli, nel Ti amo divino dell’Unico suo Divin Figlio.  Quel Figlio che, assunta umana carne, contempliamo nuovamente in questi giorni, Bimbo, per noi, nella grotta di Betlemme.

E del Bimbo Redentore vogliamo riportarti più sotto, caro Fratello nostro, alcune parole con le quali il nostro piccolo Divino Maestro, desidera farci comprendere quale valore abbia agli occhi di Dio non solo il fare ciò che Dio vuole da noi - come d’altra parte tutti i Santi hanno fatto finora, altrimenti non potremmo considerarli santi al cospetto di Dio! -,  ma quanto per Lui sia importante che noi ora

ritorniamo a vivere tutti i nostri atti in modo divino, chiamando continuamente in noi la sua Volontà Divina:

 “Vieni, Divina Volontà, a camminare in me; 

vieni Divina Volontà a parlare nella mia voce; 

vieni D.V. a guardare nei miei occhi;  

vieni D.V. ad operare nelle mie mani; 

vieni, D.V. a pensare nella mia mente, 

vieni D.V. ad amare nel mio cuore; 

vieni D.V. a pregare e ad adorare in me;

vieni, vieni, Divina Volontà …”. 

 

Dal Diario della Serva di Dio Luisa Piccarreta, in data 25 dicembre 1938, leggiamo insieme le parole con le quali Gesù spiega a Luisa  come sia facile anche per noi il farlo nascere, farlo nascere in noi, nei nostri atti:  purché si viva nel Suo Volere.

Gesù dice:

   Il farMi nascere è la cosa più facile; molto più che Noi (la SS. Trinità) non sappiamo fare cose difficili.  La nostra Potenza facilita tutto;  purché la creatura viva nel Nostro Volere, tutto è fatto.  Come vuol vivere di Esso, già forma l’abitazione al tuo Piccolo Gesù;  come vuol dar principio a fare i suoi atti, così Mi concepisce,  e come compie il suo atto, Mi fa nascere;  come ama nel Mio Volere, così Mi veste di Luce e Mi riscalda dalle tante freddezze delle creature.  Ed ogniqualvolta Mi dà la sua volontà e prende la Mia, Io Mi trastullo e formo il mio gioco e canto vittoria di aver vinto l’umano volere, Mi sento il piccolo Re Vincitore.
    Vedi, dunque, figlia mia, (continua ancora Gesù a Luisa)  com’è facile da parte del tuo Piccolo Gesù?  Perché quando troviamo la Nostra Volontà  (la Volontà delle Tre Divine Persone, la Volontà di Dio)  nella creatura possiamo far tutto.  Essa Ci somministra tutto ciò che si vuole e vogliamo per formare la nostra Vita e le nostre opere più belle.  Invece, quando non vi è il Nostro Volere, restiamo inceppati:  dove Ci manca l’amore, dove la santità, dove la potenza, dove la purezza e tutto ciò che occorre per rinascere e formare la nostra Vita in loro.  Perciò il tutto sta da parte delle creature, ché da parte nostra Ci mettiamo a loro disposizione …

Il 26 dicembre 1923, Gesù chiarisce come  per chi vive nella Divina Volontà  è sempre Natale:

          “Figlia mia,  per chi fa la Mia Volontà è sempre Natale.   Come l’anima entra nel Mio Volere, Io resto concepito nel suo atto;  come va compiendo il suo atto, Io svolgo la mia Vita;  come lo finisce, Io risorgo, e l’anima resta concepita in Me, svolge la sua vita nella Mia e risorge negli stessi Atti Miei.   Vedi dunque che le feste natalizie sono per chi una volta all’anno si prepara e si mette in Grazia mia, quindi sente in sé qualche cosa di nuovo della mia Nascita.   Ma  per chi fa la Mia Volontà è sempre Natale:  rinasco in ogni suo atto …;  per chi fa la Mia Volontà, la mia Nascita, la mia Vita, la mia Morte e la mia Risurrezione devono essere un atto continuato, non mai interrotto;  altrimenti quale sarebbe la diversità, la smisurata distanza dalle altre santità?”

 

Ogni atto vissuto nella Volontà Divina, vissuto dalla Volontà Divina chiamata in noi, nel nostro singolo atto, caro Fratello, come pure ogni atto preso dalla Santissima Umanità di Gesù e fatto nostro,  farà nascere realmente Gesù, la sua Vita, in noi;  sarà una mistica, ma reale consacrazione che Gesù farà di Se stesso in quel nostro atto:  ed ogni volta

sarà allora un nuovo Natale, sarà un continuo Natale!

Non sappiamo se hai avuto la bontà ed il tempo di giungere a leggere fin qui questa nostra lettera augurale, caro Fratello.   Riconosciamo di esserci forse dilungati troppo, ma abbiamo voluto condividere con te il nostro Grazie al Padre Celeste per quanto ci donerà di approfondire - grazie anche alla tua caritatevole disponibilità – e ci regalerà di vivere sempre più in noi, per quanto è possibile a creatura umana, le profondità della vita interiore della SS. Umanità del suo Gesù;  nella certezza che questo segnerà l’inizio dell’avvento e dell’instaurazione del  Regno della sua Volontà sulla Terra come in Cielo  ( come Gesù da duemila anni sta facendo chiedere dalla sua Chiesa, nella sua preghiera:  il Padre nostro ).

E con il GRAZIE!  del Divin Volere  che, facendolo nostro,  porgiamo a Te,  per dare gloria  divina  al Divin Padre e gioia sempre nuova al suo paterno Cuore a nome di tutte le creature di tutti i tempi,  ci scambiamo, attraverso il Cuore dell’Immacolata Madre - nella Divina Volontà  e con lo stesso atteggiamento interiore di Gesù e Maria  ( che facciamo nostro ) -,  le benedizioni ed i saluti che si scambiavano il Redentore Gesù e la dolce Regina, Madre e Vergine.

Ancora riconoscenti,   nel D. V. a Te il nostro augurio:

SANTO  NATALE !

ma della Santità della Divina Volontà !

          I tuoi affezionatissimi   ……

 

 

Come partecipo, nella Divina Volontà, al Santo Sacrificio Eucaristico

Ha colpito la mente ed il cuore di tutti i circostanti il ‘ringraziamento’  alla S. Comunione fatto da un sacerdote celebrante, ad alta voce, dopo aver terminato la distribuzione della SS. Eucaristia, durante la S. Messa.

Si trattava di un ‘ringraziamento’ fatto  ‘nella Divina Volontà’.

Per qualcuno, forse nuovo a questo stile di pregare, il linguaggio di quel sacerdote può essere parso diverso dalle solite formule: una preghiera forse un po’ strana; ma quel che è certo è che la maggioranza dei partecipanti a quel Sacrificio Eucaristico si è felicemente trovata a proprio agio, seguendo interiormente, con rinnovato amore verso Gesù Eucaristia, quel nuovo stile di ‘ringraziare’ Dio per il Pane Eucaristico donatoci.

Questa  nuova  forma di pregare, di adorare, di ringraziare Gesù Eucaristia, consiste nel  mettere  ogni parte di noi (pensieri, parole, sguardi, opere, passi, respiri, affetti, adorazioni, sentimenti, palpiti del cuore, benedizioni, ringraziamenti…)  mettere, dicevamo, ogni nostro atto in  Gesù,  prendendo  e facendo nostro  ogni suo atto per,  con Lui,  adorare, amare, ringraziare, riparare, benedire, lodare…  il Padre ( e Gesù stesso )  in modo  divino  -  perché Dio è Dio e quindi degno di atti divini!  -,  per poi,  con gli atti della SS. Umanità di Gesù fatti  nostri,  andare in ogni atto di creatura per dare a tutti  gli atti divini di Gesù, in modo che in ogni creatura, rivestita degli atti di Gesù, sia solo più come la scorza, la pelle esterna di un corpo, ma nell’interiore si riconosca la vita, l’immagine di Gesù.

Portiamo  poi tutti a Gesù e al Padre,  perché il Padre abbia dinanzi a Sé tanti Gesù,  che Gli diano soddisfazione divina. Solo gli atti fatti  nella Divina Volontà  sono atti divini  e quindi atti completi,  che danno perciò a Dio gloria divina,  soddisfazione divina.

Questa nuovo modo di pregare, di ringraziare ed adorare Dio alla divina, molte persone la stanno imparando ora, tenendo sovente, come sussidio, fra le mani, alcuni particolari ‘libri di preghiera’,  le cui formule sono improntate sullo stile or ora citato. Si tratta di libri che si ispirano a rivelazioni raccolte negli Scritti  -  che possiamo veramente definire divini  -  riguardanti la Vita  nella Divina Volontà,  fatte da Gesù ad una sua sposa e vittima, nascosta, ma quanto mai grande, la ormai Serva di Dio, Luisa Piccarreta.

Molti, dicevamo, sono ormai coloro che, nel loro rapportarsi con Dio, nel vivere nella sua Divina Volontà, nel pregare ed anche nel partecipare al Santo Sacrificio della Messa, come aiuto pratico usano alcuni testi improntati al particolare stile che viene insegnato in questi Scritti divini. Seguendo le preghiere formulate in questi nuovi libri di preghiera  si impara  a  partecipare ad ogni atto del Sacrificio di Cristo in modo divino,  per dare al Padre  (facendo nostro ogni atto di Gesù)  tutto ciò che Gli dà Gesù stesso,  per essere - con Gesù ed in Gesù - immolati ostie viventi  in ogni nostro atto interno ed esterno, per la gloria del Padre e per la santificazione universale.

Questo modo di unirci e fonderci  con il Divino Agnello che s’immola sull’altare, risulta certamente un linguaggio nuovo, che realizza però una disposizione interiore infinitamente più profonda, completa e divina di stare con Gesù sull’altare, in una reale, piena partecipazione al suo Divin Sacrificio.

Si tratta di  mettere  le nostre preghiere nelle preghiere che Gesù elevava  - ed eleva, nell’Atto Unico della sua Volontà in cui tutto è presente - al Padre,  prendendo  per noi e facendole nostre  le sue stesse preghiere, per darle, nella Divina Volontà, a tutti i fratelli presenti al Santo Sacrificio (e ad ogni creatura di ogni tempo), sigillando tutti nel Divin Volere, per poi raccogliere tutti e tutti portare sull’altare, su ogni altare dove Gesù si immola, portare tutti in ogni tabernacolo,  raccogliere e portare tutte le creature ai piedi del Trono Divino, perché tutti presentino alla Maestà Suprema le stesse preghiere del Verbo Divino immolato; ed il Padre riconoscendo in quelle preghiere le preghiere del Figlio suo Divino, le accoglierà e, rimanendone soddisfatto, riverserà sulla terra una pioggia copiosa di grazie divine.

Metteremo poi le nostre adorazioni al Padre, le nostre lodi, i ringraziamenti, le benedizioni, le riparazioni… nelle stesse adorazioni, lodi, ringraziamenti, benedizioni, riparazioni… che Gesù ha dato e dà al Padre, prendendo per noi e facendoli nostri  tutti questi atti di Gesù. Li daremo – nella Divina Volontà – a tutti i fratelli presenti ed assenti, sigillandoli nel Divin Volere e portando poi tutti ai piedi del Padre, perché tutti Gli facciano, così rivestiti degli atti di Gesù, tutte quelle funzioni divine che Lui Gli fa, a nome di tutte le creature di tutti i tempi.

Ed ancora,  prenderemo, nel Divino Volere - dove tutto e tutti sono presenti - ogni particella del nostro corpo ed ogni particella del corpo di ogni creatura che con noi partecipa al Santo Sacrificio (come pure di tutte le creature di tutti i tempi passati, presenti e fututi) e le uniremo ad ogni particella del Corpo Divino della SS. Umanità di Gesù. Prenderemo tutte le gocce del nostro sangue (e di ogni creatura) e le uniremo, le fonderermo, con ogni goccia del Preziosissimo Sangue che continuamente, attraverso i suoi sacerdoti, Gesù offre, in modo ora incruento, ma reale, al Padre. Facendo nostre le sue stesse intenzioni, le stesse sue riparazioni, adorazioni, lodi, ringraziamenti, che Gesù dà al Padre per tutte le creature di tutti i tempi, saremo, nella Divina Volontà, immolati con Lui su ogni altare del mondo, per fare insieme a Lui, fusi  in Lui, le stesse funzioni che Lui, Agnello Immolato, fa davanti al Trono del Padre per tutti noi.

Ancor prima che il sacerdote iniziasse la celebrazione, avevamo messo nel Divin Volere la nostra partecipazione al Sacrificio Eucaristico, per poter restituire al Padre, in Gesù, tutta la riparazione e la gloria divine, che Lui gli dà a nome di tutte le creature, e poter contemporaneamente riversare su tutti gli uomini di ogni tempo tutta la pienezza dei frutti che l’Umanità SS. di Gesù ha loro acquistato dinanzi al Padre.  

A questo scopo ci eravamo rivolti al Padre con la preghiera tratta dal libro Vieni, Divina Volontà, a pregare nel mio pregare,  che così è formulata:

“Gesù,  partecipo a questa Santa Messa nella tua adorabile e Divina Volontà; e siccome la tua adorabile e Divina Volontà moltiplica gli atti all’infinito, intendo darti tutta la soddisfazione come se tutti partecipassero al Divin Sacrificio, e ottenere per tutti frutti di perdono e di salvezza”.

Vivere nella Divina Volontà il Sacrificio di Cristo è la vera missionarietà, è l’opera più grande, l’apostolato più vero e del tutto divino che possiamo svolgere a beneficio di tutta quanta l’umanità. Fusi in Gesù, daremo al Padre Celeste riparazioni divine, soddisfazione divina per tutte le creature di ogni tempo; riporteremo davanti al Padre, con Gesù, in Gesù, l’umanità intera, ogni singolo uomo, rinnovato in ogni suo atto, purificato, divinizzato, come divino era, per dono, per grazia, all’inizio della sua creazione.

E’ vero che questo nuovo modo di vivere nella Divina Volontà  la Santa Messa, non è ancora conosciuto dalla maggioranza dei liturgisti, per cui si continuano a stabilire regole e norme di pratiche esteriori di partecipazione al culto ufficiale della Chiesa, quali, ad esempio, il partecipare alla Santa Messa seguendo solo il dire del Sacerdote senza tenere libri in mano,  e quindi in qualcuno creerà stupore il libro di preghiere della Divina Volontà che vedrà nelle nostre mani. D’altro canto però, se ci guardiamo attorno nelle nostre chiese, può capitarci di ascoltare da sacerdoti o da membri dei vari ‘gruppi liturgici’ parrocchiali, l’invito ad usare particolari messalini da loro proposti, o foglietti riportanti i testi liturgici del giorno, per seguire meglio,  vien detto, le letture e le altre parti della Santa Messa. Le norme liturgiche, anche se al momento della loro formulazione sembrano le più adatte a quel determinato momento sacro per il quale vengono stabilite, sappiamo però che cambiano velocemente, seguendo l’evolversi delle civiltà e delle culture. Apparentemente belle e ricche di simbolismo esteriore, troppe volte queste norme sono però, per il credente, di ostacolo per un suo vero e profondo intimo rapporto con il suo Dio  e,  creando il vuoto nel cuore, rendono arido il dialogo d’amore con il Signore  (l’Unico, al quale dovrebbe invece essere tesa tutta l’attenzione del cuore umano!).

Con gli  Scritti  sulla Divina Volontà  -  e quindi anche con i ‘libri di preghiera’ che sono stati formulati seguendo questi  Scritti  -  Gesù stesso insegna alle sue creature come, finalmente, ritornare a darGli un culto in Spirito e Verità; ci insegna a non essere più  noi  gli attori, ma, fusi  in Lui,  prendendo  e  facendo nostri  gli atti suoi, ci insegna a darGli, ora,  le cose sue ,  perché il culto che Gli rendiamo diventi veramente  un  culto  divino, che Gli dia gloria, adorazione, riparazioni tutte divine. E questo potrà avvenire solo se il nostro culto a Lui sarà vissuto non più con la sola nostra piccola volontà umana - che, sia pur con tutta la nostra attenzione sarà sempre una volontà fragile, come fragile risulta ogni cosa creata -  ma se sarà un culto offerto nella Volontà Divina, la stessa Volontà del nostro Creatore!

Vogliamo allora lasciarci portare per mano da Gesù, dove Lui vuole, come piccoli bambini,  per ritornare a vivere da figli  nel Figlio, per ridonare al Padre, a Gesù stesso ed allo Spirito Santo, amore divino  – sapendo con semplicità far profitto anche dei mezzi pratici, dei sussidi che Lui, Dio,  in questi nuovi tempi, ci fa trovare tra le mani - e, come attenti discepoli del Maestro Divino, vogliamo – sempre nella Divina Volontà  - unirci a Lui che senza sosta si offre al Padre su tutti gli altari del mondo e, facendo nostri i suoi stessi ringraziamenti diamo, con Lui ed in Lui, alla Maestà Suprema un Grazie divino per quanto ci sta donando, nuovamente, per grazia, di vivere in quella Unità della Luce del suo Divino Volere, che è la stessa Vita che è il Lui, Tre Divine Persone, Unico e solo Dio – vita che ci viene partecipata, creata per noi come puro dono assolutamente al di sopra della nostra natura umana -. 

Ed è ancora con il Grazie di Gesù che ci rivolgiamo al Padre, riconoscenti per la sua continua, vigile presenza in mezzo ai figli suoi teneramente amati e che, facendo nostre le benedizioni divine della Celeste Madre, a Lui vogliamo donare, per tutto e per tutti, perché da ogni dove la Maestà Divina senta rimbalzare, riecheggiare a Sé, le sue stesse benedizioni divine,  per la sua gloria!

 

IV  meditazione

Necessità della promulgazione e della conoscenza, data per mezzo di Luisa Piccarreta, del Dono della Divina Volontà

 “Io, fratelli, sinora non ho potuto parlare a voi come a uomini spirituali, ma come ad esseri carnali, come a neonati in Cristo. Vi ho dato da bere latte, non un nutrimento solido, perché non ne eravate capaci. E neanche ora lo siete; perché siete ancora carnali:dal momento che c’è tra voi invidia e discordia, non siete forse carnali e non vi comportate in maniera tutta umana?”  (1 Cor 3, 1-3).

 

Il valore dei nostri atti dipende da ogni nuova conoscenza della Divina Volontà: “Quanto più conoscerai la mia Volontà, tanto più il tuo atto acquisterà il suo valore”. (Vol. XIII, 25-8-1921)

Man mano che Gesù fa conoscere la sua Volontà all’anima, allarga la sua capacità e la prepara ad una conoscenza maggiore. Dice Gesù a Luisa Piccarreta: “Avendoti scelto in modo speciale a vivere nell’altezza della mia Volontà, a poco a poco ti ho ammaestrata nel fartela conoscere, e come te la facevo conoscere allargavo la tua capacità e ti preparavo ad un’altra conoscenza maggiore; e ogni qual volta ti manifesto un valore, un effetto del mio Volere, Io ne sento un contento maggiore ed insieme col Cielo ne faccio festa. Ora, come escono fuori queste mie verità, tu raddoppi i miei contenti e le mie feste;perciò lascia fare a Me e tu sprofondati di più nel mio Volere.” (Vol. XIII, 2-9-1921)

“La conoscenza è l’occhio dell’anima. L’anima che non conosce è come cieca a quel bene, a quelle verità. Nella mia Volontà non ci sono anime cieche, anzi ogni conoscenza porta loro una lunghezza maggiore di vista”. (Vol. XV, 2-4-1923)

 

Nella misura che conosciamo una cosa la amiamo, e amandola la apprezziamo, la desideriamo, la chiediamo, ci prepariamo e la riceviamo. “La Santità del mio Volere vuol essere conosciuta... Ma se non viene conosciuto, come potranno amare e volere un vivere sì santo?” (Vol. XIV, 16-7-1922)

Nella misura che amiamo una cosa e ci interessa, ne parliamo: “Dov’è il tuo tesoro, là è anche il tuo cuore” (Mt 6,21) e “dalla pienezza del cuore parla la bocca” (Mt 12,34), ha detto il Signore. Se la bocca non parla della Divina Volontà nel modo nuovo come Gesù ha parlato a Luisa (e in nessun’altra parte si trova), è perché non la si conosce in questo modo e non è ancora quel tesoro che si ama e che riempie la vita.

“Il regno dei cieli è simile a un tesoro nascosto in un campo; un uomo lo trova e lo nasconde di nuovo, poi va, pieno di gioia, e vende tutti i suoi averi e compra quel campo. Il regno dei cieli è simile a un mercante che va in cerca di perle preziose; trovata una perla di grande valore, va, vende tutti i suoi averi e la compra”(Mt 13,44-46).“Chiedete e vi sarà dato; cercate e troverete; bussate e vi sarà aperto” (Mt 7,7).

Il tesoro del Regno della Divina Volontà è innanzitutto un dono di Dio, farlo conoscere è iniziativa sua, ma è necessario – una volta che arriva la prima notizia di esso – chiederlo al Signore e cercarlo. E se davvero lo si trova, questa immensa gioia si dimostra col correre a “vendere tutto quello che uno ha”, a lasciare tutto per poter avere tutto, il vero Tutto. È ciò che ha fatto San Paolo, e lo dice dopo aver confrontato la varietà dei carismi (che a tanti fanno gola!) con la Carità (che è lo stesso Amore Divino, come sgorga dalla sua Volontà): “La carità non avrà mai fine. Le profezie scompariranno; il dono delle lingue cesserà e la scienza svanirà. La nostra conoscenza è imperfetta e imperfetta la nostra profezia. Ma quando verrà ciò che è perfetto, quello che è imperfetto scomparirà. Quand’ero bambino, parlavo da bambino, pensavo da bambino, ragionavo da bambino. Ma, divenuto uomo, ciò che era da bambino l’ho abbandonato” (1 Cor 13,8-11).

Non solo ciò che è imperfetto deve lasciare il posto a quello che è perfetto; non solo si abbandonano le cose proprie dell’età infantile quando si cresce come Gesù “in età, sapienza e grazia”; non solo le stelle scompaiono assorbite nell’unità della luce del sole, quando esso sorge dando vita al nuovo giorno. Addirittura quelle cose di prima (che allora erano utili e buone) risultano dopo inutili, anzi sono “perdita” e ostacolo per avere il meglio: “Quello che poteva essere per me un guadagno, l’ho considerato una perdita a motivo di Cristo. Anzi, tutto ormai io reputo una perdita di fronte alla sublimità della conoscenza di Cristo Gesù, mio Signore, per il quale ho lasciato perdere tutte queste cose e le considero come spazzatura, al fine di guadagnare Cristo e di essere trovato in lui, non con una mia giustizia derivante dalla legge, ma con quella che deriva dalla fede in Cristo, cioè con la giustizia che deriva da Dio, basata sulla fede” (Fil 3,7-9).

Possedere è lo stesso di essere posseduti. E non è possibile servire a due padroni. Lasciare perciò qualunque cosa che si possiede e si ama è come lasciare un po’ di sé stesso. È morire un po’. È morire ad un attaccamento. Questo è “rinnegare sé stesso”, condizione necessaria per seguire il Signore. 

“Chi dunque ti ha dato questo privilegio? Che cosa mai possiedi che tu non abbia ricevuto? E se l’hai ricevuto, perché te ne vanti come non l’avessi ricevuto?” (1 Cor 4,7). C’è qualcosa, che il Signore potrebbe chiedermi, che io sinceramente Gli rifiuterei, dopo che ho avuto da Lui tutto quello che sono e che possiedo? Perché – lo abbiamo già ricordato – “dov’è il tuo tesoro, là è anche il tuo cuore”. S’impone una scelta: con parole di San Francesco d’Assisi: “... per tutto possedere, nulla al mondo bisogna avere”. O con quelle di San Giovanni il Battista: “Bisogna che Egli cresca ed io diminuisca” (Gv 3,30).

Se vogliamo riempire d’acqua una bottiglia, non è sufficiente metterla sotto una cascata; occorre levarle il tappo. Se vogliamo che la luce, il gusto e la vita del vivere nel Volere Divino entri nella nostra mente e nel nostro cuore, non basta “aver letto” gli Scritti meravigliosi di Luisa; è necessario togliere il tappo del nostro volere umano, del nostro “ego” che si vuole riservare qualcosa per sé, che si va attaccando persino ai doni di Dio anziché al Dio dei doni, e lo sa fare mimetizzandosi sotto l’aspetto di fare del bene, di virtù, di apostolato, persino di santità…

 

 

Il dovere sacrosanto e l’urgenza di conoscere questo Dono e di farlo conoscere

Dice Gesù a Luisa:

“Senti, figlia mia, voglio che lasci tutto da parte; la tua missione è grandissima, e più che il dire è il fare ciò che attendo da te. Voglio che tutto ti sia in continuo atto nel mio Volere”   (Vol. XIII, 20- 1-1922)

“La Santità del vivere nel mio Volere, gli effetti, il valore che contiene, l’ultima pennellata che darà la mia mano creatrice alla creatura per renderla simile a Me, non è conosciuta ancora. Ecco perciò tutta la mia premura che si metta fuori ciò che ti ho detto; e se ciò tu non facessi, verresti come a restringere il mio Volere, ad imprigionare in Me le fiamme che Mi divorano e a farmi ritardare la completa gloria che Mi deve la Creazione”   (Vol. XIV, 16-7-1922)

“Sicché avrò l’esercito delle anime che vivranno nel mio Volere, ed in loro avrò la Creazione reintegrata, tutta bella e speciosa come uscì dalle mie mani. Altrimenti, non avrei tanto interesse di far conoscere questa Scienza del mio Divin Volere”  (Vol. XIV, 11-9-1922)

Gesù vuole assolutamente che la Divina Volontà sia conosciuta: “Oh, quante cose sepolte vi sono, che ho manifestato alle anime, per mancanza di chi si interessi delle opere mie. Ma se ho tollerato il silenzio sulle altre, questo sulla mia Volontà non lo tollero. Darò tanta grazia a chi si metterà all’opera, da non potermi resistere, ma la parte più interessante ed essenziale la voglio da te”   (Vol. XIV, 15-9-1922)

 

 

Le verità sulla Divina Volontà Gesù ha voluto rivelarle al tempo opportuno per mezzo di Luisa

Era da due anni che Gesù parlava in continuazione a Luisa del suo Volere, e le dice, “che a nessuno finora ho manifestato. Sfoglia quanti libri vuoi e vedrai che in nessuno troverai quello che ho detto a te della mia Volontà”.  (Vol. XI, 12-9-1913)

“Quanto dovresti ringraziarmi di averti ammesso ai segreti del mio Volere!”   (Vol. XI, 29-9-1912)

“Quel parlarti sempre del mio Volere, quel farti capire i mirabili effetti, ciò che non ho fatto con nessuno finora...”   (Vol. XII, 17-3-1921)

Gesù, quando venne sulla terra, appena parlò della Divina Volontà, perché prima doveva preparare le creature, e si riservò di manifestarla per mezzo di Luisa:  “Ciò che dovevo fare allora, gli insegnamenti che dovevo dare a tutti sulla mia Volontà, li ho dati a te;  sicché il farli conoscere non è altro che supplire a ciò che dovevo fare Io stando in terra, come compimento della mia Venuta”.   (Vol. XIII, 2-6-1921)

“La mia Volontà è il portento dei portenti, è il segreto per trovare la luce, la santità, le ricchezze;  è il segreto di tutti i beni, non conosciuto intimamente e quindi non apprezzato né amato come si merita!”.   (Vol. XI, 8-3-1914)

Gesù non può trattenersi dal manifestare, sebbene sia a poco a poco, il suo Amore, le grazie e i beni che va dando a chi fa la sua Volontà. Egli non esagera.   (Vol. XI, 21-3-1914)

Il vivere nel Volere Divino “è la Santità ancora non conosciuta e che farò conoscere, che metterà l’ultimo ornamento e il più bello e più fulgido di tutte le altre santità”.   (Vol. XII, 8-4-1918)

“Spesso ti parlo, non solo della mia Volontà, ma del vivere nel mio Volere, perché avendolo cattivato voglio che ne conosca i pregi e il modo come vivere nel mio Volere, per poter fare insieme con Me vita comune e inseparabile e rivelarti i segreti del mio Volere”.   (Vol. XII, 25-4-1918)

“Ecco perché ti parlo spesso del vivere nel mio Volere, che finora non ho manifestato a nessuno.  Al più hanno conosciuto l’ombra della mia Volontà, la grazia e la dolcezza che contiene il farla; ma penetrarvi dentro, abbracciare l’immensità, moltiplicarsi con Me e penetrare ovunque – anche stando in terra –, e in Cielo e nei cuori, questo non è conosciuto ancora, tanto che a non pochi sembrerà strano e chi non tiene aperta la mente alla luce della Verità non ne comprenderà nulla”...

Esclama Luisa:  “Amor mio, se tanto bene c’è in questo vivere nel Volere Divino, perché non lo hai manifestato prima?”   (Vol. XII, 29-1-1919)

“Ah, se tutti capissero il gran bene del vivere nel mio Volere, farebbero a gara! Ma, ahimè, quanti pochi lo capiscono e vivono più in sé stessi che in Me!”  (Vol. XII, 4-5-1919)

“Come Esso si conoscerà, anime amanti e disinteressate entreranno a far vita nel mio «Fiat», saranno come arcobaleni, come iridi di pace che rappacificheranno il Cielo e la terra e fugheranno il diluvio di tante colpe che inondano la terra. Queste iridi di pace avranno per vita il terzo «Fiat», sicché il mio «Fiat Voluntas tua» avrà compimento in loro; e come il secondo «Fiat» mi chiamò sulla terra a vivere in mezzo agli uomini, così il terzo «Fiat» chiamerà la mia Volontà nelle anime e vi regnerà come in Cielo così in terra”.  (Vol. XII, 2-3-1921)

 

Gesù, ancora rivolto a Luisa:  “… È vero che il tuo principio fu il mare della mia Passione, perché non c’è santità che non passi per il porto della mia Umanità, anzi ci sono santi che restano nel porto della mia Umanità e altri vi passano oltre; ma poi innestai subito il mare della mia Volontà, e quando ti vidi disposta e mi cedesti il tuo volere, il Mio prese vita in te e il mare scorreva e cresceva sempre, ogni tuo atto in più nel mio Volere era una crescita maggiore. Io poco ti parlai al riguardo, i nostri voleri erano congiunti, insieme, e s’intendevano senza parlarsi, e poi col solo vederci ci comprendevamo. Io mi felicitavo in te e sentivo le delizie del Cielo, niente dissimili da quelle che mi danno i santi che, mentre felicito loro, loro felicitano Me; essendo immersi nel mio Volere non possono fare a meno di darmi gioie e delizie. Ma la mia felicità non era completa, volevo gli altri miei figli a parte di sì gran bene; perciò incominciai a parlarti del mio Volere in modo sorprendente e [per] quante verità, effetti e valori ti dicevo, tanti canali aprivo dal mare a pro degli altri, affinché questi canali dessero acqua abbondante a tutta la terra. Il mio operato è comunicativo e sempre in atto, senza mai fermarsi, ma questi canali molte volte vengono infangati dalle creature, altre vi gettano le pietre e l’acqua non scorre, scorre a stento;  non è il mare che non vuole dare l’acqua, né perché non sia limpida non può penetrare ovunque, ma è la parte delle creature che si oppone a sì gran bene.

Se leggeranno queste verità e sono indisposti, non capiranno un’acca; resteranno confusi ed abbagliati dalla luce delle mie Verità. [ma] per i disposti sarà luce che li rischiarerà e acqua che li disseterà, e non vorranno distaccarsi giammai da questi canali per il gran bene che sentiranno e per la nuova vita che scorrerà in loro. Perciò, anche tu dovresti essere contenta di aprire questi canali a pro dei tuoi fratelli, non trascurando nulla delle mie verità, anche la più piccola, perché, per quanto piccola, può servire ad un tuo fratello per attingere acqua. Onde sii attenta ad aprire questi canali e a contentare il tuo Gesù che ha fatto tanto per te”   (Vol. XIII, 23-10-1921)

 

“Quanta avarizia hanno con Me, quante restrizioni, quante cose non manifestano di ciò che dico e comprendono di Me!...  Ogni conoscenza in più che si fa di Me è una gloria, è un amore di più che riscuoto dalle creature”.   (Vol. XIII, 29-10-1921)

 

“La Santità nel mio Volere non è ancora conosciuta; ecco perciò le meraviglie che si fanno, perché quando una cosa è stata conosciuta le meraviglie cessano... Quale grazia per te conoscerla!  Essere la prima ad uscire, come raggio solare, dal centro dalla mia santità senza mai distaccarti!  Grazia più grande non potrei farti, miracolo più portentoso non potrei operare in te. Sii attenta, figlia mia, raggio mio, perché ogni qual volta tu entri nel mio Volere ed operi, succede come quando il sole batte sui vetri, [che] tanti soli si formano in essi, così tante volte ripeti la mia Vita, la moltiplichi, dai nuova vita al mio amore”   (Vol. XIII, 12-11-1921)

“Ho tante altre cose da dirti ancora, tante altre verità che tu non conosci, e tutte portano la felicità che ciascuna possiede; quante verità l’anima conosce, tante diverse felicità acquista”.   (Vol. XIII, 5-1-1922)

“Perciò ho tanta premura che si conosca il mio Volere, il suo valore ed effetti”. (Vol. XIV, 21-3-1922)

“Tutto il mio interesse è che il tuo volere faccia vita nel Mio e che capisca bene che significa vivere in Esso, per quanto a creatura è possibile”.  (Vol. XIV, 15-6-1922)

“Ecco perché tante grazie, tante manifestazioni sulla mia Volontà:  è la Santità del mio Volere che lo esige, che prima di essere deposta nell’anima sia conosciuta, amata e riverita, che possa svolgere in essa tutta la sua virtù e potenza e sia corteggiata dalle nostre stesse grazie”.   (Vol. XIV, 14-7-1922)

 

 

Le verità conosciute in terra sono semi di felicità e gloria in Cielo e di nuovi vincoli di unione con Dio

“Le verità conosciute in terra, essendo semi divini che germogliano beatitudine, gioia, ecc. in Cielo, quando l’anima sarà nella sua patria, saranno fili elettrici di comunicazione, per cui la Divinità sprigionerà dal suo seno tanti atti di beatitudine per quante verità essa ha conosciuto... Credi tu che tutto il Cielo sia a giorno di tutti i miei beni? No, no! Oh, quanto gli resta da godere, che oggi non gode! Ogni creatura che entra in Cielo, che ha conosciuto una verità in più degli altri, non conosciuta, porterà in sé il seme per fare sprigionare da Me nuovi contenti, nuove gioie e nuova bellezza, di cui quelle anime ne saranno come causa e fonte e gli altri ne prenderanno parte. Non verrà l’ultimo dei giorni, se non trovo anime disposte per rivelare tutte le mie verità, per fare che la Celeste Gerusalemme risuoni della mia completa Gloria e tutti i Beati prendano parte a tutte le mie beatitudini, chi come causa diretta, per aver conosciuto la verità, e chi come causa indiretta, per mezzo di colei che l’ha conosciuto”   (Vol. XIII, 25-1-1922)

“Quando manifesto una mia verità non conosciuta, è una nuova Creazione che faccio”. (Vol. XV, 1-7-1923)

“La mia parola è creatrice e quando parlo facendo conoscere una verità che Mi appartiene, non è altro che nuove Creazioni divine che faccio nell’anima”   (Vol. XIII, 30-1-1922)

“Figlia mia, tu non sai che significa manifestare le mie verità e perciò ti meravigli del mio piacere e della forza irresistibile che sento di manifestarmi alla creatura, e chi si presta ad ascoltarmi forma la mia gioia e le mie delizie di conversare con lei. Tu devi sapere che quando manifesto una mia verità non conosciuta, è una nuova creazione che faccio, ed Io amo tanto sprigionare da Me i tanti beni e segreti che contengo, che, per quanto dico, essendo Io quell’atto sempre nuovo che mai si ripete, ho perciò sempre voglia di dire, ma mentre dico mi restano sempre altre nuove cose che vorrei dire, perché quel nuovo non si esaurisce mai in Me; sono sempre nuovo nell’amore, nuovo nella bellezza, nuovo nei contenti, nelle armonie, nuovo in tutto e sempre nuovo, e perciò non stanco nessuno, sempre cose nuove ho da dare e da dire, e la forza irresistibile che mi spinge a manifestarmi è il mio immenso amore”   (Vol. XV, 1-7-1923)

Gesù prova una grande gioia nel manifestare le Verità sulla sua Volontà: ogni Verità manifestata è un nuovo vincolo d’unione che forma con Luisa e con tutta l’umanità:  “Finora ho fatto conoscere ciò che fece la mia Umanità, le sue virtù, le sue pene, per costituire l’umana famiglia erede dei beni della mia Umanità. Ora voglio passare oltre e voglio far conoscere ciò che faceva la mia Volontà nella mia Umanità per costituire le nuove generazioni eredi della mia Volontà, degli effetti, del valore che Essa contiene. Perciò sii attenta nell’ascoltarmi e non perdere nulla degli effetti e del valore di questa mia Volontà, per poter essere fedele riportatrice di questi beni e primo vincolo di unione col mio Volere e di comunicazione per le altre creature.”   (Vol. XIII, 6-9-1921)

Quanto più si conosce del Volere Divino, tanto più si riceve da Esso. “Degli atti interni che fece la mia Umanità nella Divina Volontà per amor di tutti, poco o nulla si sa... La conoscenza porta con sé il valore, gli effetti, la vita di quel bene... Quando Io faccio conoscere è perché voglio dare”.   (Vol. XIV, 19-10-1922)

“Vedi dunque quanto è necessario che il mio Volere sia conosciuto in tutti i rapporti, nei prodigi, negli effetti, nel valore, ciò che feci Io in questo Volere per le creature, ciò che devono far loro.  Questa conoscenza sarà una calamita potente per attirare le creature e far loro ricevere l’eredità del mio Volere, e per far uscire in campo la generazione dei figli della Luce, i figli del mio Volere”.   (Vol. XIV, 27-10-1922)

La Divina Volontà è posseduta per quanto Essa si manifesta ed è conosciuta.   (Vol. XIV, 6-11-1922)

“...È il mio Volere, che voglio che tutti conoscano e tutti additino come nuovo Cielo e mezzo di nuova rigenerazione”.   (Vol. XV, 5-1-1923)

“Quando Io parlo della mia Volontà per farla conoscere alla creatura, Io voglio infonderle la mia Divinità e perciò un altro Me stesso... Mentre parlo del mio Volere, il mio Amore sembra come se straripasse dai suoi confini, per formare la sede della mia Volontà nel cuore della creatura”.   (Vol. XV, 16-2-1923)

 

Che dobbiamo fare per accogliere questo Dono?

Affinché risulti facile e gustoso il Volere Divino e per amarlo sempre di più, l’anima deve sempre più conoscerlo, mettendosi “nel circolo” della Divina Volontà e soffermandosi a contemplare le sue sublimi verità, i suoi interminabili pregi e attributi. (Vol. IV, 23-12-1900)

L’anima deve guardare e fissarsi tanto in Gesù, da attirarlo tutto in sé; in questo modo Gesù non sentirà tanto quello che Gli fanno gli altri.   (Vol. IV, 6-2-1901)

Per trovare Gesù occorre andare appresso alla Mamma. La Madonna insegna il segreto della felicità: stare solo con Gesù, facendo conto che niente altro esiste al mondo. (Vol. IV, 21-8-1901)

È necessario coraggio, fedeltà e somma attenzione nel seguire ciò che la Divinità opera nell’anima.   (Vol. VI, 6-6-1904)

Il martirio dell’attenzione continua: chi ha dato la propria volontà al Signore, deve dargli sempre la libertà di fare quello che vuole.   (Vol. VI, 13-9-1904)

Occorre fare tutte le cose, anche le più indifferenti, con l’intenzione di attingere da Gesù la loro vita e di fare tutto nella sua Umanità, essendo per Lui come un velo che Lo copre.   (Vol. VII, 28-11-1906)

Il tutto sta nel darsi a Gesù e fare in tutto il suo Volere.   (Vol. XI, 20-3-1912)

Nella Divina Volontà l’anima deve morire a tutto, come in una tomba, chiusa dall’Amore, per risorgere a Vita Divina.   (Vol. XI, 4-7-1912)

Gesù insegna il modo pratico e reale di consumare il proprio essere umano nell’Essere Divino. (Vol. XI, 21-5-1912)

Chi veramente ama Gesù e in tutto fa il suo Volere forma con Lui un solo palpito: ma per questo ci vuole uno spogliamento perfetto. “Deve essere più vita di Cielo che di terra, più Divina che umana” (Vol. XI, 1-4-1916). Questo spogliamento dell’anima e la convinzione del proprio nulla permettono a Gesù di agire in lei. (Vol. XII, 14-6-1917)

Condizioni e passi che occorrono per vivere nel Divin Volere: “Voglio il ‘sì’ della creatura e prestarsi come una molle cera a ciò che voglio fare di lei”   (Vol. XII, 6-3-1919)

“Ma pochi sono quelli che si dispongono a questo, perché nella stessa santità le anime vogliono qualcosa di proprio bene; invece, la santità del vivere nel mio Volere nulla ha di proprio, ma tutto di Dio. E per disporsi a ciò le anime, spogliarsi dei beni propri, troppo ci vuole; perciò non saranno molti”   (Vol. XII, 15-4-1919)

Per entrare nel Divin Volere basta togliere l’ostacolo – la volontà umana –, basta volerlo, e tutto è fatto.   (Vol. XII, 16-2-1921). “Siccome la Volontà nostra ha modi infiniti, purché trovi un’anima che si presti a fare agire il nostro Volere, subito viene a rifarsi dal fallimento di tutte le altre volontà umane”.   (Vol. XIII, 27-12-1921)

“Apritevi, o porte eterne, ed entri il Re della gloria!” (Salmo 23):  “Per fare che l’anima possa aprire le porte e rendersi disposta per conoscere le Verità che la mia Volontà contiene, è necessario per primo voler vivere del mio Volere, secondo è volerlo conoscere, terzo è apprezzarlo”.   (Vol. XIII, 25-1-1922)

“Chi non è vuoto del tutto del suo volere, non può avere una certa conoscenza del Mio, perché il volere umano forma la nuvola tra il Mio e il suo e impedisce la conoscenza del valore ed effetti che il Mio contiene”   (Vol. XIV, 23-6-1922)

“Solo che lo vogliano e che mettano da banda il volere umano, il Volere Divino si farà respirare dall’anima e le darà la vita, gli effetti, il valore della Vita del mio Volere. Ma se non viene conosciuto, come potranno amare e volere un vivere sì santo?” (Vol. XIV, 16-7-1922)

 

V  meditazione

Camminando sui passi della Madre, verso il Regno della Divina Volontà

          “… Vi  invito a dare gloria a Dio Creatore nei colori della natura. Attraverso il più piccolo fiore vi parla della sua bellezza e della profondità dell’amore con cui vi ha creati.

          … Che la preghiera sgorghi dal vostro cuore come acqua fresca da una sorgente;  che i campi di grano vi parlino della misericordia di Dio verso ogni creatura. Perciò,  rinnovate la preghiera di ringraziamento per tutto quello che vi dà …” ( Medjugorje  -  25 Agosto 1999 )

La nostra Celeste Madre, la Vergine Maria, con i numerosi ‘messaggi’ che ci invia dal Cielo,  ci sta delicatamente riportando a vivere in quell’ordine iniziale e per quello scopo per cui siamo stati creati: ‘dare Gloria a Dio’ in ogni cosa creata e ringraziarLo, non solo per la vita, ma per tutto quanto ci dà. Dio ci ha di fatto creati per la ‘sua Gloria’ ed attende da noi, sue creature, un ‘ricambio d’amore al suo Amore’.

Nella Bibbia leggiamo che Dio creò per primo l’universo e poi creò l’uomo e lo mise come dominatore, come re di tutta la creazione, infondendogli anche una conoscenza divina, tanto che Adamo conosceva le cose dal di dentro di loro stesse e poteva dar loro il giusto nome.  Nelle rivelazioni alla serva di Dio Luisa Piccarreta Dio definisce l’uomo ‘il suo gioiello, la sua bella statua’; e la Bibbia ci dice pure che il Creatore amava essere  ‘accompagnato’  dalla sua creatura: Dio passeggiava con Adamo nel giardino dell’Eden.

La dolce e premurosa Madre Maria ci ricorda con delicatezza come: “attraverso il più piccolo fiore, Dio vi parla della profondità dell’amore con cui vi ha creati”.

In ogni più piccola cosa, che Dio ha creato per l’uomo e quindi per ognuno di noi, per me, c’è il suo infinito amore, c’è il suo ‘ti amo’ per me. Ma a questo suo ‘ti amo’, Egli si attende in risposta il  mio ‘Ti amo’  per Lui.

La nostra vita deve perciò diventare un continuo ‘Ti amo’  al nostro Creatore,  ma un ‘Ti amo’  detto  nella sua Divina Volontà,  un ‘Ti amo’ detto invocando in noi, a pronunziarlo, la sua stessa Volontà Divina, perché sia un ‘Ti amo’ divino, degno di Lui che è Dio:  poiché un Dio sarà soddisfatto solo da atti divini. Così era all’inizio della creazione, prima del peccato.   Atti divini dava Adamo al suo Creatore, atti pronunziati nella  stessa Divina Volontà, che Dio gli aveva donata - come vita di ogni suo atto - all’atto della creazione,  e  atti divini, atti pronunciati nella sua Divina Volontà, dobbiamo ricominciare a donarGli noi,  per noi e per tutte le creature, per riempire tutto quel vuoto d’amore che c’è stato tra l’uomo e Dio in tutti questi secoli e millenni - vuoto da parte della creatura, non certo da parte di Dio! che, anzi, con premura, senza sosta non cessa d’invitare l’uomo ad accogliere il suo insaziabile Divino Amore che instancabilmente riversa su di lui, desideroso di ricevere dalla sua creatura una risposta d’amore al suo infinito Amore! -  e che purtroppo ancora ci sarà.

E’ giunto il tempo per l’uomo di ritornare a vivere in quello stato iniziale e per quello scopo per cui fu creato da Dio. Come Adamo nell’Eden, dobbiamo ritornare ad accompagnare Dio in tutto ciò che fa la sua Volontà Divina nel suo Atto Unico ed Eterno, per darGli Gloria e ricambio d’amore divini (dobbiamo ‘girare’ con la Divina Volontà): per questo Dio ci ha creati a sua immagine (dotandoci di intelletto, memoria e volontà umana) e somiglianza  (donandoci la sua stessa Volontà Divina  come  vita  di ogni nostro atto che, in questo modo, risulterà divino, del tutto simigliante all’Atto Unico del Padre col quale farà una cosa sola).

Questi sono i giorni nei quali dobbiamo finalmente dare a Gesù la possibilità di realizzare ciò che per duemila anni ha fatto invocare dalla sua Chiesa:  “Padre, venga il Tuo Regno, sia fatta la Tua Volontà come in Cielo così in terra”.

E la nostra Celeste Madre tanto sta facendo perché finalmente il nostro Creatore e Padre ritorni a  regnare  nel cuore dei suoi figli! Quanto desidera la nostra Mamma che finalmente ritorniamo a vivere nella Volontà Divina come Lei che, fin dal primo istante del suo concepimento, è sempre vissuta nella Divina Volontà! Seguendo i suoi insegnamenti, inizieremo perciò con gioia ad invocare in ogni nostro atto la vita della Volontà Divina;  chiameremo continuamente la Volontà Divina ad agire in noi: ‘Vieni, Divina Volontà, a respirare in me, vieni a pensare nella mia mente. Vieni a parlare in me, Divina Volontà;  vieni a guardare nei miei occhi,  a camminare nei miei passi,  ad operare nelle mie mani …  Vieni, Volontà Divina, a muovere la mia mano nel mio scrivere, vieni nel mio leggere, vieni nel mio realizzare...  Vieni nel mio progettare…  Divina Volontà, prendi possesso del mio comunicare con i fratelli… Prendi possesso di ogni palpito del mio cuore… Vieni, Volontà Divina, a regnare nei miei sentimenti… Vieni, nei miei saluti, nei miei abbracci, nei miei baci…  Vieni nel mio riposo, nel mio dormire, nel mio pregare, nel mio vestirmi, nel mio lavarmi…  Vieni, Divina Volontà, nel mio lavoro…

Signore, entro nel mare immenso della tua Divina Volontà e fisso la mia Volontà nella Tua.  E con la tua stessa Volontà che faccio mia, Ti chiedo che ogni mio atto, interno ed esterno, volontario ed involontario, prenda sempre solo vita nell’Unità della Luce del tuo Divino Volere;  per la tua maggior gloria e per la santificazione universale.

Ti adoro, Signore, con le adorazioni del tuo Volere.  Ti ringrazio, con il grazie del tuo Volere.  Ti benedico e Ti amo con il Ti bendico ed il Ti amo del tuo Volere…  Ti bacio col bacio del tuo Volere, per me e per tutti….

Verso ogni mio atto, Gesù, in ogni atto della tua Santissima Umanità. Gesù, sperdi la mia volontà nella Tua e dammi la Tua per vivere! Vieni Volontà Divina ad abbracciare in me tutto quello che vuoi che oggi io faccia. Signore, che tutto sia nella Tua Divina Volontà, per darTi il ricambio di amore, adorazione, gloria, come se tutte le creature, aprendo gli occhi, ti avessero dato questo contraccambio completo’.

Rileggendo nel  Catechismo della Chiesa Cattolica - al n° 521 - come: ‘Tutto ciò che Cristo ha vissuto, Egli fa sì che noi possiamo viverlo in Lui e che Egli lo viva in noi’  e,  sapendo che Gesù, nella sua SS. Umanità sempre ha dato al Padre ricambio d’amore divino  – nella Volontà Divina, che era la sua vita – a tutto l’Amore che il Padre ha sparso per le sue creature in tutto il creato, presi per mano da Maria, ‘fonderemo’ allora ogni nostro atto negli atti dell’Umanità di Gesù, ogni parte di noi in ogni parte di Gesù; ‘uniremo’  i nostri occhi, la nostra mente, il cuore, i sentimenti, le intenzioni nostre, le nostre mani, i piedi …  a quelli di Gesù, per dare alla Trinità, in modo divino, fusi in Gesù, tutto l’amore, l’adorazione, la gloria, la riparazione, i ringraziamenti, …  che Gesù Gli ha dato per tutte le creature di tutti i tempi, e che anche noi dobbiamo darGli.

Sarà allora la nostra dolce Madre, Maria, a realizzare sulla terra le parole del  Padre Nostro’,  per la Gloria di Dio!

Fiat !