ANTOLOGIA DI MEDITAZIONI10 SUL VIVERE NELLA DIVINA VOLONTA'

seguendo gli "Scritti" della Serva di Dio Luisa  Piccarreta

 

Meditazioni sul Volume 1 del Diario di Luisa

        Applicazioni per l'anima = un RosarioGiro

                            + il Sacramento della Riconciliazione

                            + Aneliti di Santità

 

La Serva di Dio Luisa Piccarreta scrive le sue Memorie dell'Infanzia ed il Diario contemplando il Divin Sposo Crocifisso

 

Sul Volume Uno Degli Scritti di Luisa Piccarreta La Piccola Figlia della Divina Volontà

 

Una Applicazione per l'Anima

 

INDICE DEI CONTENUTI

Volume 1 degli Scritti di Luisa Schema dello Sviluppo dei Temi
L'inizio dell'Opera di Gesù in Luisa Passi di Purificazione e Preparazione Graduali e Progressivi

Il Volume 1 dell'anima Una Applicazione

Un RosarioGiro per vivere e rivivere il principio continuo del cammino dell'anima verso la Divina Volontà e nella Divina Volontà

La Confessione dell'anima

Meditazione e Preparazione per il Sacramento della Riconciliazione dal Volume 1

Aneliti di Santità

Preghiera dettate da Luisa all'inizio della sua vita mistica per ogni anima che desidera la santità nella Volontà di Dio

 

VOLUME 1 Schema dello Sviluppo dei Temi

L'inizio dell'Opera  di Gesù in Luisa Passi di Purificazione e Preparazione Graduali e Progressivi

 

Nota Introduttiva:  Il Volume 1 di Luisa, da lei scritto solo per obbedienza, come tutti gli altri Volumi, si presenta diverso dagli altri in quanto pare consistere principalmente in una narrazione autobiografica dell'inizio della sua vita mistica e del lavoro di Gesù nella sua anima, in preparazione alla sua missione, che allora le era sconosciuta.  E' diverso anche nella forma, in quanto non é diviso in passi, sezioni o capitoli con diverse date e titoli, ma é un flusso continuo di narrazione di eventi, situazioni e esperienze mistiche, che ebbero luogo diversi anni prima del momento in cui ella le scrisse, e in un ordine cronologico che non sempre, e non necessariamente, corrisponde alla sequenza presentata nel Volume. Il semplice schema che viene qui riportato ha lo scopo di individuare e presentare lo sviluppo dei temi presenti nel Volume 1 non é un indice, ma un prospetto pratico che può essere utile per la applicazione personale del Volume all'anima che desidera viverlo, come un cammino continuo di purificazione, preparazione e disposizione al vivere nella Divina Volontà.  

 

*  *  *

Preghiera A Gesù, suo Sposo Santo (per ottenere luce e consumazione del suo essere in                                    Lui)

A Maria, Vergine Santissima e Tenera Madre  (per ottenere forza e fedeltà all'obbedienza)

A San Giuseppe (per protezione e assistenza)

All' Arcangelo San Michele  (per la sua difesa contro il nemico)

All'Arcangelo San Raffaele e al suo Angelo Custode  (per guida)

I e II Eccessi d'Amore nella Incarnazione del Verbo

 

L'INIZIO DELL'OPERA DI GESU' IN: Passi Graduali e Progressivi: 12345

 

DISTACCO DALLE CREATURE E DAL MONDO ESTERNO

Spoglia il suo cuore e la sua mente del 'piccolo mondo'

Apprende come amare le creature in Gesù

 

PURIFICAZIONE DEL SUO INTERNO

Annichilimento di se stessa.  Umiltà.

Non più pensare al passato

Retto operare (sguardo fisso a Gesù)

Carità sopra ogni cosa

Mortificazione

 

IMITAZIONE DELLA VITA DI GESU'

Il Mare della Sua Passione

"Anima, aiutami!"

 

Prove di privazione (lezioni)

spirito di pace con le sue pene, consolare Gesù, che soffrì tanto di più moltiplicazione degli 'atti immediati'

 

La grande prova di fedeltà armi per la battaglia:  preghiera, obbedienza, coraggio lunga battaglia contro il nemico (tre anni) Gesù le insegna come sconfiggerlo (il protesto)

 

Lo stato di vittima (spronata da Maria SS., in Torre Disperata) tre graduali accettazioni le reazioni della famiglia sofferenze da parte delle creature

 

LA VITTIMA LUISA VIENE MESSA A LETTO

Necessità del sacerdote.  Opposizione da parte di alcuni di loro (34 anni)

Epidemia del colera.  Viene placata per le sofferenze di of Luisa

Luisa comincia a manifestare il suo interno (con il suo secondo confessore, p. Michele De Benedictis)

Gesù le chiede di soffrire continuamente a letto per un 'certo tempo' (40 giorni?) Novembre 1887

 

Tema a latere

 

I modi con cui Gesù parla a Luisa:

 

Parlare intellettuale

1a.  Il suo spirito esce dal corpo;

1b.  Il suo spirito rimane nel corpo, il quale resta insensibile;

Alto e sublime; meno adattabile all'umana natura

Parlare di tipo umano  (con il suo spirito fuori dal corpo)

Più agevole da manifestare per la natura umana

 

Parlare sostanziale

Gesù comunica all'anima la sostanza della Sua parola  (es. purità, bellezza)

 

Parlare naturale (lo spirito é presente nel corpo)

4a   Locuzione interiore

4b   Parola udibile all'orecchio del corpo

 

V LA VITTIMA LUISA VIENE MESSA A LETTO (Cont.)

La promessa di Gesù di visitarla ogni giorno

 

NUOVO METODO DI VITA SPOSALIZIO MISTICO; SPOSALIZIO DELLA CROCE

Il confessore si persuade attraverso un segno:  la Guerra tra Italia e Africa.  Luisa é a letto in modo permanente (Inizio del 1888)

Cure e attenzioni di Gesù in preparazione allo Sposalizio Mistico

 

Digressioni

 

Descrizione dell'aspetto e bellezza di Gesù

 

Per la prima volta lo spirito di Luisa esce dal corpo per girare e passeggiare assieme a Gesù in Paradiso, tra i peccatori, nelle chiese, nella la Santa Messa

 

Il significato della Santa Messa

 

La più grande consolazione e il mistero più alto per un cristiano:

La Santissima Eucarestia

La resurrezione dei corpi

 

Sposalizio Mistico (Ottobre 16, 1888)

Partecipazione di Maria SS. e di S. Caterina da Siena

Le visite di Luisa in Cielo come novella sposa.  Diletto dei Beati.  Comunione dei Santi.

Ardente desiderio del Cielo.  Gesù scherzo con Luisa, 'fingendo' di portarla in Cielo diverse volte.  Luisa rinuncia ad entrare in Cielo per obbedienza e per salvare un peccatore

Preparazione al Rinnovo dello Sposalizio Mistico

Gesù parla e le infonde la Fede, la Speranza e la Carità

 

Rinnovo dello Sposalizio Mistico alla presenza della Santissima Trinità (Settembre 1889)

Alcuni giorni dopo la Santissima Trinità discende in Luisa per formare la Sua residenza nel suo cuore presenza reale, avvertita sensibilmente da Luisa

Il DONO DELLA DIVINA VOLONTA' (Re:  Vol. 13  Dic. 5, 1921)

 

Preparazione allo Sposalizio della Croce

Dolore per i peccati ('Se passo il mare, nel mare Tu sei, e pure non ti vedo; calpesto la terra, stai sotto dei miei piedi, peccai.'... "E pur Ti amai, e nello stesso tempo ti conservai.")

Desiderio della crocifissione

 

Miracolo di della resurrezione, per le sofferenze di Luisa, di un peccatore di Corato che era stato ucciso a colpi di pistola.

 

Sposalizio della Croce

 

CROCIFISSIONE

Esaltazione della Croce ("Vuoi essere bella?... Vuoi essere ricca?...")

Finalmente, la completa crocifissione su di una nuova croce più grande che discende dal Cielo in cambio della vecchia e più piccola

Partecipazione di Maria SS., S. Giovanni Evangelista e degli Angeli

Liberazione di molte anime dal Purgatorio, conversione di molti peccatori ("Un giorno di grazie"  Maria SS.).  Comunione di beni.

Seguono altre crocifissioni.  Diversi misteri della Passione

Gesù chiede a Luisa di pregare anche per la sua crocifissione corporale (stimmate).  ('Io mi presento innanzi al trono supremo di Dio, bagnata nel sangue di Gesù Cristo, pregandolo che per il merito delle sue preclarissime virtù e della sua divinità di concedermi la grazia di crocifiggermi.") Avversione di Luisa per i segni esteriori

DOLORE PER I PECCATI CONFESSIONE

Gesù svolge l'ufficio del Confessore

Comprensione della bruttezza del peccato, specialmente quello della superbia, e del dolore causato al Cuore di Gesù  (esempio del re e del verme)

Confessione di circa sette ore

Gesù, da Padre amorosissimo, applica i meriti del Suo dolore nell'orto del Getsemani per disporre Luisa a ricevere l'assoluzione

RISOLUZIONE

Promessa di non peccare più

ASSOLUZIONE

Gesù la perdona applicando i meriti della Sua Passione (parole di assoluzione identiche a quelle pronunciate dal sacerdote)

PENITENZA

Gesù la chiama a fare penitenza baciando le Sue piaghe

GRAZIA SPECIALE

Le dà la grande grazia di non cadere più nel peccato veniale volontario.  ("Sii attenta...")

 

Una nuova Guerra tra l'Italia e i Paesi africani

Superbia e 'satanismo' tra i deputati del Parlamento  

Lacrime e ammonimenti di Gesù

 

Dal III  al XIII Eccesso di Amore nella Incarnazione del Verbo

 

 

IL VOLUME UNO DELL'ANIMA

Una Applicazione

 

RosarioGiro per vivere e rivivere il continuo inizio del percorso dell'anima  verso la Divina Volontà e nella Divina Volontà

 

Il RosarioGiro qui proposto é estrapolato dallo sviluppo dei temi presenti nel Volume 1 degli Scritti di Luisa, i quali caratterizzano la preparazione e l'inizio del suo percorso spirituale verso la Divina Volontà come sua propria vita, secondo l'opera che Nostro Signore dispone e compie nell'anima sua. 

Sappiamo bene che Luisa é assolutamente unica, in quanto la sua missione é unica, ed unico é l'operato di Dio nella sua anima.  Tuttavia, allo stesso tempo, é importante considerare come il Volume 1 dei suoi Scritti non narri semplicemente la 'storia di Luisa', ma, dietro le circostanze storiche e contestuali della sua esistenza e dell'inizio della sua missione, esso riveli un cammino, un percorso di preparazione, purificazione e trasformazione, che ogni anima, nella sua unicità, é chiamata a seguire, nella misura in cui ella desideri abbracciare la Divina Volontà come sua propria vita.

Pertanto, lungi dal presentare un modello generale o un programma comune poiché ogni anima é unica e il suo cammino spirituale verso la Divina Volontà e nella Divina Volontà si dispiega in una relazione intima col suo Signore é tutta via possibile ed utile identificare alcune pietre miliari, alcuni passi necessari, alcuni punti chiave, e il loro ordine e sequenza naturale che Luisa visse nel suo speciale cammino, presentato così vividamente e drammaticamente, ma anche con semplicità infantile, nel suo Volume  e, con essi, invitare Nostro Signore e permettergli di scrivere e svolgere il Volume 1 di ogni anima.

Come diventa reale, pratico, istruttivo, profondamente personale, il Volume 1 di Luisa può diventare il fondamento de Il Volume 1 dell'Anima, da essere vissuto e scritto nel suo interno; e non solo una volta, ma continuamente e sempre più profondamente.  Ebbene, da qui il RosarioGiro del Volume 1 dell'Anima.

Perché 'Rosario'?  Semplicemente perché può essere pregato e recitato usando la tradizionale corona del rosario.  Inoltre, esso nasce come un piccolo figlio del Santo Rosario di Maria Vergine SS., in quanto la Mamma Celeste guida e accompagna l'anima dalla meditazione dei misteri della vita del Figlio Suo, ad una applicazione dei frutti di purificazione e trasformazione che da essa derivano.  

Perché 'Giro'?  Semplicemente perché, come ogni preghiera fatta nella Divina Volontà, si tratta di un giro, un viaggio, negli atti della stessa Divina Volontà.  E' pur vero che é una preghiera di preparazione e disposizione al vivere nel Divin Volere; ma non é questa preparazione e disposizione Volontà di Dio e effetto di Essa?  Certamente si.  Pertanto, sebbene sempre imperfetta, e un 'nulla' pieno di tanti difetti di fronte alla Santità di Dio, l'anima che desidera sinceramente vivere nella Volontà di Dio, e lasciarsi purificare e trasformare da Essa, può iniziare subito, nella Divina Volontà, non solo a desiderare di ricevere I suoi effetti di purificazione, ma ad unirsi subito con la fonte di questi effetti gli atti purificanti e santificanti della Divina Volontà, per il suo proprio bene, e anche, cosa fondamentale, per il bene individuale e universale di tutte le anime.  Non diviene, dunque, un Giro dell'Anima negli Atti di Purificazione e Santificazione della Divina Volontà?    

Questo RosarioGiro, i cui diversi momenti segnano i passi della vita reale dell'anima, è diviso in cinque parti, con cinque decadi ciascuna un totale di venticinque decadi che si possono pregare e vivere in tanti modi diversi:  possono essere una preghiera concentrate in una giornata, o un giro più profondo e più lungo durante il corso di cinque giorni consecutive, come pure un viaggio prolungato, un 'ritiro' di venticinque o cinquanta giorni, in cui ogni granello, or giorno, diviene una esperienza attualizzata e una formazione di vita verso la Divina Volontà e nella Divina Volontà. 

Quanta dolce libertà nella Adorabile Volontà di Dio!  Quante opportunità, quanti modi, per poter vivere e rivivere, in un inizio continuo, il cammino unico che Luisa ha preparato per ogni anima che desidera abbracciare la Divina Volontà come sua propria vita.

 

Dalle ultime parole di Luisa sulla terra: 

"Vedo ora una lunga, bella e spaziosa Via, illuminata da infiniti e splendenti Soli;

...Oh! si, li conosco: sono i Soli dei miei atti fatti nella Divina Volontà.

E' la Via che ora devo battere;

E' la Via preparata per me dal Divin Volere;

E' la Via del mio trionfo;

E' la Via della mia gloria, per congiungermi nell'immensa felicità della Divina Volontà;... 

...E' la Via che farò riservare per tutte quelle anime che vorranno vivere nella Divina Volontà."

 

Sommario delle Cinque Parti e Venticinque Decadi:

Prima Parte: Vuoto e Purificazione

I Decade Distacco dalle creature e dal mondo

II Decade Annichilimento di sé stessi.  Umiltà

III Decade Non più pensare al passato

IV Decade Retto operare

V Decade Carità sopra ogni cosa

 

Seconda Parte: Mortificazione and Imitazione di Cristo

VI Decade Mortificazione

VII Decade Il Mare della Sua Passione ("Anima, aiutami!")

VIII Decade Spirito di pace

IX Decade Consolare Gesù 

X Decade Moltiplicazione di 'atti immediati'

 

Terza Parte: La Prova e la Fortezza

XI Decade Prova di fedeltà

XII Decade Armi sante per la battaglia: (a) Preghiera

XIII Decade Armi sante per la battaglia: (b) Obbedienza

XIV Decade Armi sante per la battaglia: (c) Coraggio

XV Decade Vittoria sul nemico

 

Quarta Parte: Imparando la Via della Croce

XVI Decade Accettazione della croce:  Rassegnazione

XVII Decade Abbracciare la croce:  Abbandono in Gesù

XVIII Decade Trovare contento nella croce

XIX Decade Comprendere il valore della croce

XX Decade Riconoscere la propria 'vera croce' e il suo scopo

 

Quinta Parte: Luce e Unione con Gesù

XXI Decade Contemplando Gesù e ascoltando la sua parola

XXII Decade Ricevendo la sostanza della Sua parola:  (a) Fede

XXIII Decade Ricevendo la sostanza della Sua parola:  (b) Speranza

XXIV Decade Ricevendo la sostanza della Sua parola:  (c) Carità

XXV Decade Vincolo di inseparabilità con Dio:  la Divina Volontà come vita

 

RosarioGiro
nel Volume Uno dell'Anima

Prima Parte: Vuoto e Purificazione

I Decade Distacco dalle creature e dal mondo

II Decade Annichilimento di sé stessi.  Umiltà

III Decade Non più pensare al passato

IV Decade Retto operare

V Decade Carità sopra ogni cosa


I Decade Distacco dalle creature e dal mondo

Onde il Divin Maestro dà principio, posa mano a spogliare il mio cuore da tutte le creature, e con voce interna mi diceva:  "Io sono tutto il bello che merito d'essere amato, vedi, se tu non togli questo piccolo mondo che ti circonda d'intorno, cioè, pensieri di creature, immaginazione, Io non posso liberamente entrare nel tuo cuore, questo mormorio nella tua mente è d'impedimento a farti sentire più chiara la mia voce, a versare le mie grazie, ad innamorarti veramente di Me.  Promettimi d'essere tutta mia, ed Io stesso metterò mano all'opera.  Tu hai ragione che non puoi niente, non temere, farò Io il tutto, dammi la tua volontà e ciò mi basta."

...Per esempio se mi lasciavo trasportare nel discorrere un po' troppo con la famiglia di cose anche indifferente, non necessarie, la voce interna mi diceva:  "Questi discorsi ti riempiono la mente di cose che a Me non appartengono, ti circondano il cuore d'una polvere in modo da farti sentire debole la mia grazia, non più viva.  Deh! imita Me quando stavo nella casa di Nazareth, la mia mente non si occupava d'altro che della gloria del Padre e della salvezza delle anime, la mia bocca non diceva altro che discorsi santi, con le mie parole cercavo di riparare le offese del Padre, di saettare i cuori e tirarli al mio amore e primariamente la mia Madre e S. Giuseppe, in una parola, tutto chiamava Dio, tutto si operava per Dio e tutto a Lui si riferiva.  Perché non potresti tu altrettanto?"

...Specialmente una mattina, dopo la comunione mi diede un lume tanto chiaro sul amore grande che Lui mi portava, e sulla volubilità ed incostanza delle creature, che il mio cuore ne restò tanto convinto, che d'allora in poi non è stato più capace d'amare persona alcuna.  M'insegno il modo come amare le persone senza discostarmi da Lui, cioè, col mirare le creature come immagine di Dio, in modo che se ricevevo il bene dalle creature, dovevo pensare che solo Iddio era il primo autore di quel bene e che se ne era servito per mezzo della creatura di mandarmelo, quindi il mio cuore più a Dio si legava.  Se poi ricevevo delle mortificazione, dovevo guardarle pure come strumenti nelle mani di Dio per la mia santificazione, onde il mio cuore non restava ombrato col mio prossimo.  Onde da questo modo avveniva che io miravo le creature tutte in Dio, per qualunque mancanze vedevo in loro, mai non perdevo la stima se mi motteggiavano, mi sentivo obbligata pensando che mi facevano fare nuovi acquisti per l'anima mia; se mi lodavano, ricevevo con disprezzo queste lodi, dicendo:"Oggi questo, domani possono odiarmi, pensando alla loro incostanza."  Insomma il mio cuore acquistò tale una libertà che io stessa non so esprimerlo.

Quando il Divin Maestro mi liberò dal mondo esterno, allora vi pose mano a purificare l'interno, e con voce interna mi diceva:"Adesso siamo rimasti soli, non c'è più nessuno che ci disturbi; non sei adesso più contenta che prima che dovevi contentare tanti e tanti?  Vedi, uno solo è più facile contentarlo, devi fare conto che Io e tu siamo soli nel mondo, promettimi d'essere fedele, ed Io verserò in te tali e tanti grazie da restarne tu stessa meravigliata." (Volume 1)


II Decade Annichilimento di sé stessi.  Umiltà.

Mi pare che la prima cosa che mi diceva essere necessario per purificare l'interno del mio cuore, era l'annichilimento di me stessa, cioè l'umiltà.  E proseguiva a dirmi: "Vedi, per  fare che nel tuo cuore versassi le mie grazie, voglio proprio farti capire che da te niente puoi.  Io mi guardo assai bene di quelle anime che attribuiscono a loro stesse ciò che fanno, volendomi fare tanti furti delle mie grazie.  Invece a quelle tale che conoscono se stesse, Io sono largo di versare a torrenti le grazie mie, sapendo benissimo che niente riferiscono a loro stesse, me ne sono grati, ne fanno quella stima che si conviene, vivono con continuo timore, che se non mi corrispondono posso togliere ciò che ho dato, sapendo che non è cosa loro.  Tutto all'opposto nei cuori che puzzano di superbia, già neppure posso entrare nel loro cuore, perché gonfio di loro stessi non c'è luogo dove potermi mettere; le misere non fanno nessun conto delle mie grazie e vanno di cadute in cadute fino alla rovina. Perciò voglio che in questo giorno faccia continui atti d'umiltà, voglio che tu stia come un bambino legato in fasce che non può muovere né un piede per dare un passo, né una mano per operare, ma tutto aspettando dalla madre, così tu ti starai vicina a Me come un bambino, pregandomi sempre che ti assisti, che ti aiuti, confessami sempre il tuo nulla, in somma, aspettando tutto da Me."  (Volume 1)


III Decade Non più pensare al passato

Avevo tale timore d'allontanarmi e di fare peggio che prima, che io stessa non so esprimerlo.  Non facevo altro quando mi trovavo con Lui che dirle la pena che sentivo per averlo offeso, gli chiedevo sempre perdono, lo ringraziavo ch'era stato tanto buono con me, gli dicevo di cuore:  "Vedi oh Signore il tempo che ho perduto, mentre potevo amarvi."  Onde non sapevo dire altro il male grave che avevo fatto. 

Finalmente, un giorno, riprendendomi mi disse:  "Non voglio che ci pensi.  Quando un'anima si è umiliata convinta d'avere fatto male ed ha lavato l'anima sua nel sacramento della confessione, ed è pronta a morire anziché offendermi, è un affronto alla mia misericordia, è un impedimento a stringerla all'amore mio, perché sempre cerca la sua mente d'involgersi nel fango passato, m'impedisce ancora farle prendere voli verso il cielo, perché sempre con quelle idee racchiuse in se stessa se cerchi di pensarvi. E poi, vedi, Io non ricordo più niente, me ne sono perfettamente dimenticato.  Ci vedi tu qualche rancore od ombra da parte mia?"

Ed io gli dicevo: "No Signore, sei tanto buono." Ma mi sentivo spezzare il cuore per tenerezza.

"Ebbene, vorrai portare tu innanzi queste cose?"

Ed io: "No, no, non voglio."

E Lui: "Pensiamo ad amarci a vicenda ed a contentarci."  (Volume 1)


IV Decade Retto operare

"Non temere, a poco a poco faremo tutto, conosco Io stesso quanto sei debole, ma è da Me che devi prendere forza."  E soggiungeva:  "Voglio che sii sempre retta nel tuo operare, un occhio guarda a Me, e l'altro occhio quello che stai facendo; voglio che le creature ti scompariscono affatto.  Se sei comandata non guardare le persone, no, ma devi pensare che Io stesso voglio che tu faccia quel che ti viene comandato, quindi coll'occhio fisso in Me, non giudicherai nessuno, non guarderai se la cosa è penosa o gustosa, se puoi o non puoi farle, chiudendo gli occhi a tutto questo li aprirai per guardare Me solo, mi porterai teco insieme pensando che ti sto fisso guardando, mi dirai:  "Signore solo per te lo faccio, per te solo voglio operare, non più schiava delle creature."  Onde se cammini, se operi, se parli, in qualunque cose che farai, il solo tuo fine dev'essere di piacere a Me solo.  Oh! quanti difetti eviterai se farai così."

Altre volte mi diceva: "Voglio pure che se le persone ti mortificano, t'ingiuriano, ti contraddicono, lo sguardo ancora fisso in Me, pensando che di propria bocca ti sto dicendo:  "Figlia, sono proprio Io che voglio che soffri questo, non le creature; allontana da loro lo sguardo, ma Io e tu sempre, tutte le altre distruggile.  Vedi, voglio renderti bella per mezzo di queste sofferenze, ti voglio arricchire di meriti, lavorare l'anima tua, renderti simile a Me.  Tu me ne farai un presente, mi ringrazierai affettuosamente, sarai grata a quelle persone che ti danno occasione di soffrire, ricompensandole di qualche benefizio. Così facendo camminerai retta innanzi a Me, tutte le cose non ti daranno più inquietudine e godrai sempre pace."  (Volume 1)


V Decade La carità sopra ogni cosa

Mi soggiungeva sempre che tutto doveva essere fatto per amore suo, e che le virtù più belle, i sacrifizi più grandi, si rendevano insipidi se non avevano principio dall'amore. "La carità", mi diceva, "è una virtù che dà vita e splendore a tutte le altre, in modo che senza di essa sono tutte morte; l'occhio mio non riceve nessun attrattivo, e sopra il mio cuore non hanno nessuna forza; stati dunque attenta, e fa che le tue opere, anche le minime, siano investite dalla carità, cioè, in Me, con Me e per Me".  (Volume 1)

 

Seconda Parte: Mortificazione e Imitazione di Cristo

VI Decade Mortificazione

VII Decade Il Mare della Sua Passione ("Anima, aiutami!")

VIII Decade Spirito di pace

IX Decade Consolare Gesù 

X Decade Moltiplicazione di 'atti immediati'


VI Decade Mortificazione

Mi parlò e mi fece capire la necessità dello spirito di mortificazione... "Voglio", mi diceva, "che in tutte le cose tue, anche necessarie siano fatte per spirito di sacrifizio.  Vedi, le tue opere non possono essere riconosciute da Me come mie, se non hanno l'impronta della mortificazione.  Come la moneta non è riconosciuta dai popoli se non contiene in se stessa l'immagine del loro re, anzi viene disprezzata e non curata.  Così è delle tue opere, se non hanno l'innesto con la mia croce non possono avere nessun valore.  Vedi, adesso non si tratta di distruggere le creature, ma te stessa, di farti morire per vivere in Me solamente e della mia stessa vita.  E' vero che ti costerà di più di quello che hai fatto, ma fatti coraggio, non temere, non tu farai, ma Io che opererò in te."

Quindi ricevevo altri lumi sull'annichilazione di me stessa e mi diceva:  "Tu non sei altro che un ombra, che mentre vai per prenderla ti sfugge, tu sei niente."

Mi sentivo tanto annientata, che avrei voluto nascondermi nei più cupi abissi, ma mi vedevo impossibilitata a farlo, provavo tale rossore che ne restavo muta.  Mentre stavo in questo disfamento del mio nulla, Egli mi diceva:  "Fatti vicino a Me, appoggiati al mio braccio, Io ti sosterrò con le mie mani e tu riceverai fortezza.  Tu sei cieca, ma la mia luce ti servirà di guida.  Vedi, mi metterò innanzi, e tu non farai altro che guardarmi per imitarmi."

Poi mi diceva:  "La prima cosa che voglio che mortifichi è la tua volontà, quel io si deve distruggere in te, voglio che la tieni sacrificata come vittima innanzi a Me, per fare che la tua volontà e la mia si forma una sola.  Non ne sei tu contenta?"

Si Signore, ma dammi la grazia, che da me, veggo che niente posso.  E Lui che continuava a dirmi:  "Si, Io stesso ti contraddirò in tutto, e quando per mezzo delle creature."  E succedeva così.  (Volume 1)


VII Decade Il Mare della Sua Passione ("Anima, aiutami!")

Mi disse: "Diletta mia, le cose passate non sono state altro che un preparativo, adesso voglio venire ai fatti, e per disporre il tuo cuore a fare quello che voglio da te, cioè, l'imitazione della mia vita, voglio che ti interni nel mare immenso della mia Passione, e tu quando avrai bene capito l'acerbità delle mie pene, l'amore con cui le soffri, chi sono Io che tanto soffri, e chi sei tu vilissima creatura, ahi! il tuo cuore non ardirà di opporsi ai colpi, alla croce, che Io per solo tuo bene le tengo preparata.  Ma anzi il solo pensare  che Io, tu maestro, ho sofferto tanto, le tue pene ti parranno ombre confrontate con le mie, ti sarà dolce il patire e giungerai a non poter stare senza patimenti."

La natura tremava al solo pensare ai patimenti, lo pregavo che Lui stesso mi desse la forza, che senza di Lui  mi avrei servito dei suoi stessi doni per offendere il donatore.  Onde mi diede tutta a meditare la Passione, e mi fece tanto bene all'anima mia, che credo, tutto il bene mi sia venuto da quella fonte.  Mi vedevo la Passione di Gesù Cristo come un mare immenso di luce, che coi sui innumerevoli raggi mi ferivano tutta, cioè, raggi di pazienza, d'umiltà, d'ubbidienza e di tante altre virtù; mi vedevo tutta circondata da questa luce, e ne restavo annichilita nel vedermi così diversa da Lui.  Quei raggi che m'inondavano, erano tanti rimproveri per me, mi sentivo dire:  "Un Dio paziente, e tu?  Un Dio umile e sottomesso anche a suoi stessi nemici, e tu?  Un Dio che soffre tanto per amore tuo, e le tue sofferenze, dove sono per amore suo? (Volume 1)


VIII Decade Spirito di pace

"Tu hai fatto male nello starti così disturbata, non sai tu che Io sono spirito di pace e la prima cosa che ti raccomando è di non funestare la pace del cuore?  Quando nell'orazione non puoi raccoglierti, non voglio che pensi a questo o quell'altro, com'è e come non è, facendo così tu stessa chiami la distrazione.  Ma invece quando ti trovi in quel stato la prima cosa é che ti umili, confessandoti meritevole di quelle pene, mettendoti come un umile agnellino nelle braccia del carnefice, che mentre l'uccide le lambisce la mano; così tu, mentre ti vedrai percossa, abbattuta, sola, ti rassegnerai alle mie sante disposizioni, mi ringrazierai di tutto cuore, mi bacerai quella mano che ti percuote, riconoscendoti indegna di quelle pene, poi mi offrirai quelle amarezze, angustie, tedii, pregandomi che li accettassi come un sacrifizio di lode, di soddisfazione delle tue colpe, di riparazione dell'offese che mi fanno.  Facendo così, la tua orazione salirà innanzi al mio trono come un incenso odorosissimo, ferirà il mio cuore, ti attirerai nuove grazie e nuovi  carismi; il demonio vedendoti umile e rassegnata, tutta inabissata nel tuo nulla, non avrà forza di avvicinarsi.  Eccoti che dove tu credevi di perdere, farai grandi acquisti".  (Volume 1)


IX Decade Consolare Gesù 

"...In riguardo alla comunione, non voglio che ti affligge che non sai stare, sappi che è un ombra delle pene che soffri nel Getsemani, che sarà quando ti farò partecipe dei flagelli, delle spine e dei chiodi?  Il pensiero delle pene maggiori ti farà soffrire con più coraggio le pene minore; quindi, quando nella comunione ti troverai sola, agonizzante, pensi che ti voglio un poco in compagnia nella agonia dell'orto.  Dunque mettiti vicino a Me e fa un confronto tra le tue e le mie pene, vedi, tu sola e priva di Me, ed Io anche solo, abbandonato dai più fedeli amici che addormentati se ne stanno, fin dal mio Divino Padre lasciato solo, poi in mezzo a pene acerbissime, circondato da serpi, da vipere, da cani arrabbiati, quali erano i peccati degli uomini e dove erano anche i tuoi che facevano la loro parte, che mi parevano che mi volevano divorare vivo, il mio cuore fu preso di tale strettezze che me lo sentivo come se stesse sotto d'un torchio, tanto che sudai vivo sangue.  Dimmi, quando tu hai giunto a soffrire tanto?  Dunque, quando ti trovi priva di Me, afflitta, vuota d'ogni consolazione, ripiena di tristezze, d'affanni, di pene, vieni vicino a Me, asciugami quel sangue, offrimi quelle pene in sollievo della mia  amarissima agonia.  Così facendo troverai il modo come poterti trattenere con Me dopo la comunione; non che non soffrirai, perché la pena più amara che possa dare alle anime mie care, è il privarle di Me, ma tu pensando che con quel tuo penare darai sollievo a Me, sarai anche contenta." (Volume 1)


X Decade Moltiplicazione di 'atti immediati'[1]

"...Per le visite ed atti di riparazioni, tu devi sapere che tutto ciò che feci nel corso dei trentatre anni, dacché nacqui finché morì, lo sto continuando nel Sacramento dell'altare, perciò voglio che mi visiti 33 volte al giorno, onorando i miei anni ed insiememente unendoti con Me nel Sacramento con le mie stesse intenzioni, cioè di riparazione, di adorazione... Questo lo farai in tutti i tempi:  Il primo pensiero della mattina subito vola innanzi alla custodia dove sono per amore tuo e mi visiti, l'ultimo pensiero della sera, mentre dormirai la notte, prima e dopo il pasto, in principio d'ogni tua azione, camminando, lavorando." (Volume 1)

 

Terza Parte: La Prova e la Fortezza

XI Decade Prova di fedeltà

XII Decade Armi sante per la battaglia: (a) Preghiera

XIII Decade Armi sante per la battaglia: (b) Obbedienza

XIV Decade Armi sante per la battaglia: (c) Coraggio

XV Decade Vittoria sul nemico


XI Decade Prova di fedeltà

Mi ripeteva: "Veramente che sei pronta a tutto ciò che voglio?" Io mi vedevo più confusa, annientata, e dicevo: "Si, sono pronta." Ma quasi tremante, e Lui compassionandomi seguiva a dirmi: "Non temere, sarò tua forza, non tu soffrirai, ma Io che soffrirò e combatterò in te.  Vedi, voglio purificare l'anima tua da ogni minimo neo che potrebbe impedire l'amore mio in te, voglio provare la tua fedeltà, ma come posso vedere se ciò è vero, se non col metterti in mezzo alla battaglia?  Sappi dunque che voglio metterti in mezzo ai demoni, darò loro libertà di tormentarti e di tentarti, affinché quando avrai combattute le virtù coi vizi opposti, già tu ti trova in possesso di quelle stesse virtù che crederai di perdere, e dopo l'anima tua purgata, abbellita, arricchita, sarà come un re che viene vincitore da una fierissima guerra, che mentre credeva di perdere quello che teneva, se ne ritorna invece più glorioso e ripieno di immense ricchezze. Ed allora verrò Io, formerò in te la mia dimora, e staremo sempre insieme.  E' vero che sarà doloroso il tuo stato, i demoni non ti daranno più pace, né giorno, né notte, staranno sempre in atto di muoverti fierissima guerra, ma tu abbi sempre la mira a quello che voglio fare di te, cioè di farti simile a me, e che a ciò non potrai giungere, che per mezzo di molte e grandi tribolazione, che così starai con più coraggio a sostenerne le pene."  (Volume 1)


XII Decade Armi sante per la battaglia: (a) Preghiera

"Non t'affliggere tanto, sappi che mai permetterò che ti tentano sopra le tue forze, se ciò permetto è per tuo bene.  Non mai metto le anime nelle battaglie per fare che periscono, primo misuro le loro forze, dono loro la mia grazia, e poi le introduco, e se qualche anima precipita, è perché non si tenga unita a Me con la preghiera, non provando più la sensibilità del mio amore vanno mendicando amore dalle creature, mentre Io solo posso saziare il cuore umano, non si lasciano guidare dalla via sicura dell'obbedienza, credendo più al giudizio proprio, che a chi li guida invece mia.  Dunque, qual meraviglia se precipitano?  Quindi quel che ti raccomando è la preghiera, ancorché dovessi soffrire  pene di morte, mai devi tralasciare quel che sei solito di fare, anzi quanto più ti vedrai nel precipizio, tanto più invocherai l'aiuto di chi può liberarti.  (Volume 1)


XIII Decade Armi sante per la battaglia: (b) Obbedienza

"L'ubbidienza ti sarà di guida e di sostegno per farti giungere a porto sicuro." 

...Oh! prodigio della santa ubbidienza, tu sei stata tutto per me.  Quante volte mi son trovata in contrasto con la morte, tanto erano la forza dei dolori, e l'ubbidienza mi ha quasi restituito la vita.  Sia sempre benedetto il Signore, sia tutto a gloria sua.  (Volume 1)

...Nel mio interno vado dicendo:  "Ma che cosa è quest'obbedienza?  Di che è formata?  Qual è l'alimento che la sostiene?" E Gesù che mi fa sentire la sua armoniosa voce al mio udito, che dice: "Vuoi sapere che cosa è l'ubbidienza? L'ubbidienza è la quintessenza dell'amore; l'ubbidienza è l'amore più fino, più puro, più perfetto, estratto dal sacrifizio più doloroso, qual è il distruggere sé medesimo per rivivere di Dio. L'ubbidienza, essendo nobilissima e divina, non ammette nell'anima niente d'umano e che non fosse suo, perciò tutta la sua attenzione è distruggere nell'anima tutto ciò che non appartiene alla sua nobiltà divina, qual è l'amor proprio, e fatto questo, poco si cura, che essa sola stenta, fatica ciò che appartiene all'anima, e l'anima la fa tranquillamente riposare. Finalmente, l'ubbidienza sono Io medesimo."  (Vol. 2  Ottobre 3, 1899)

 "...Figlia mia, l'ubbidienza è un muro irremovibile, e tale rende l'anima; non solo, ma per essere irremovibile è necessario essere forte, robusto, e l'ubbidienza comunica la fortezza divina, in modo che tutte le cose innanzi alla fortezza divina che lei tiene, restano deboli in modo che essa può smuovere tutto, e ad essa non la può smuovere nessuno." (Vol. 7  Novembre 20, 1906)


XIV Decade Armi sante per la battaglia: (c) Coraggio

"L'ultima cosa che ti raccomando è il coraggio, voglio che con intrepidezza entri nella battaglia, la cosa che fa più temere un esercito nemico è il vedere il coraggio, la fortezza, il modo con cui disfidano i più pericolosi combattimenti, senza nulla temere. Così sono i demoni, nulla più temono che un'anima coraggiosa, tutta appoggiata a Me, con animo forte va in mezzo a loro non per essere ferita, ma con risoluzione di ferirli e di sterminarli; i demoni restano spaventati, atterriti e vorrebbero fuggire, ma non possono, perché legati dalla mia Volontà, e sono costretti a starvi per loro maggior tormento. Dunque non temere di loro, che niente possono farti senza il mio Volere. E poi, quando ti vedrò che non puoi più resistere e starai per venir meno, se tu mi sarai fedele, subito verrò e metterò tutti in fuga e ti darò grazia e fortezza. Coraggio, dunque coraggio."  (Volume 1)


XV Decade Vittoria sul nemico

M'insegno Gesù Cristo che il mezzo più efficace per fare che l'anima restasse libera da ogni vana apprensione, d'ogni dubbi, d'ogni timore, era il protestare innanzi al Cielo, alla terra ed ai stessi demoni, di non voler offendere Dio, anche a costo della propria vita, di non voler consentire a qualunque tentazioni del demonio, e questo appena che l'anima avverte che viene la tentazione, se può nell'atto della battaglia, ed appena che s'incomincia a sentire libera, ed anche tra il corso del giorno. Facendo così, l'anima non perderà tempo a pensare se sia o no acconsentito, che il solo ricordarsi della protesta, già le restituirà la calma, e se il demonio cercherà d'inquietarla, potrà rispondergli che se aveva intenzione d'offendere Iddio, non si protestavo il contrario, e così resterà salva d'ogni timore. (Volume 1)

 

Quarta Parte: Imparando la Via della Croce

XVI Decade Accettazione della croce:  Rassegnazione

XVII Decade Abbracciare la croce:  Abbandono in Gesù

XVIII Decade Trovare contento nella croce

XIX Decade Comprendere il valore della croce

XX Decade Riconoscere la propria 'vera croce' e il suo scopo


XVI Decade Accettazione della croce:  Rassegnazione

la Vergine Santissima se lo prese fra le braccia, si avvicinò a me, e piangendo mi disse:  "Figlia, vedi come il mio Figlio è trattato dagli uomini, le orribile offese che commettono che non gli danno mai tregua, guardalo come soffre." Ed io cercavo di guardarlo, e lo vedevo tutto sangue, tutto piaghe e quasi trinciato, ridotto ad uno stato mortale, sentivo tale pene che avrei voluto mille volte morire anziché vedere tanto soffrire il mio Signore, mi vergognavo delle mie piccole sofferenze La Santissima Vergine soggiunse, ma sempre piangendo:  "Avvicinati a baciare le piaghe del mio Figlio, Lui ti sceglie come vittima, e se tanti l'offendono, tu coll'offrirti a soffrire ciò che Lui soffre le darai un ristoro in tanto penare.  Non l'accetti tu?"

Gesù:  "...Deh! dammi un sollievo a tanti acerbi spasimi ed una riparazione a tanti torti che mi si fanno." Ed in così dire si tolse la corona, che non pareva corona ma tutto un pezzo, in modo che neppure una minima particella della testa restava libera, ma tutta veniva trapassata da quelle spine. Mentre si tolse la corona si avvicinò a me e mi domandò se l'accettavo. Io mi sentivo tanto annichilita, provavo tale pene delle offese che si fanno che mi sentivo spezzare il cuore, gli dissi: "Signore, fa di me ciò che vuoi."

..."La tua fiducia dev'essere solo in Me, statti rassegnata, che la rassegnazione rende l'anima luminosa, fa stare a posto tutte le altre passioni, in modo che Io tirato da quei raggi di luce ci vado nell'anima e la informo tutta in Me, e la faccio vivere della mia stessa Vita."

...l'anima mia pronta a fare l'ubbidienza e pronta a stare nel letto se il Signore così volesse, perché avevo incominciato a sperimentare quanto era stato buono con me è che la vera rassegnazione sa cambiare la natura alle cose, e l'amaro lo converte in dolce.  (Volume 1)


XVII Decade Abbracciare la croce:  Abbandono in Gesù

 "Non volerti affliggere per questo, quello che voglio da te è che ti abbandoni come morta fra le mie braccia. Fino a tanto che tu hai aperti gli occhi per guardare ciò che fo Io, e ciò che fanno e dicono le creature, Io non posso liberamente operare su di te. Non vuoi fidarti di Me?  Non sai tu il bene che ti voglio e che tutto ciò che permetto, o per mezzo delle creature, o per parte dei demoni, o direttamente da Me, è per tuo vero bene e non serve ad altro che a condurre l'anima a quello stato a cui Io l'ho eletta. Perciò voglio che ad occhi chiusi ti stia fra le mie braccia senza guardare ed investigare questo o quell'altro, fidandoti interamente di Me, e lasciandomi liberamente operare. Se poi vuoi fare l'opposto, ci perderai tempo e verrai ad opposti a ciò che voglio fare di te. In riguardo alle creature usa profondo silenzio, sii benigna e sottomessa con tutti, fa che la tua vita, il tuo respiro, i tuoi pensieri ed affetti, siano continui atti di riparazione, che placano la mia giustizia...".  (Volume 1)


XVIII Decade Trovare contento nella croce

Gli dicevo: 'Signore fatemi parte delle vostre pene. Deh! potessi sollevarvi, e liberarvi.'  Mentre ciò dicevo, quei nemici come se avessero inteso, se ne venivano contro di me, ma tanti arrabbiati, ed incominciarono a percuotermi, a tirarmi i capelli, a calpestarmi, io avevo tale timore, soffrivo, si, ma dentro di me ero contenta che vedevo dare al Signore un po' di tregua. 

... La parola "povera" che Gesù mi aveva detto non mi faceva ardire di chiedere niente, ed io stessa avevo vergogna di chiedere; pensavo tra me: "Che dirà la famiglia: ma ha vomitato ed ora vuole mangiare? Se me la danno qualche cosa la prendo, se no il Signore ci penserà."  Così me la passavo contenta di poter offrire qualche cosa al mio caro Gesù.  (Volume 1)


XIX Decade Comprendere il valore della croce

Gesù: "Non sai tu che i più bei regali che posso dare alle anime che amo sono le croci e le pene? Tu sei bambinella ancora nella via della croce, per ciò ti senti troppo debole, quando ti sarai fatto grande ed avrai conosciuto quanto è prezioso il patire, allora ti sentirai più forte.  Per ciò appoggiati a Me, riposati che così acquisterai fortezza."

 "...Se tu sapessi che bene contiene in sé la croce, come rende l'anima preziosa, che gemma d'inestimabile valore acquista chi ha il bene di possedere le sofferenze, basta dirti solamente che venendo sulla terra non scelsi le ricchezze, i piaceri, ma mi ebbi a care ed intime sorelle la croce, la povertà, le sofferenze, ignominie."  (Volume 1)


XX Decade Riconoscere la propria 'vera croce' e il suo scopo

 "Anche la croce tanto di bene può operare, per quanto connesso tiene con la mia Volontà, non solo ciò, la croce santifica, crocifigge parte della persona, ma la mia Volontà non risparmia nulla, santifica tutto e crocifigge i pensieri, i desideri, la volontà, gli affetti, il cuore, tutto, ed essendo luce, la mia Volontà fa vedere all'anima la necessità di questa santificazione e crocifissione completa, in modo che essa stessa m'incita a voler compiere il lavorio della mia Volontà su di lei. Sicché la croce, le altre virtù, purché abbiano qualche cosa si contentano, e se possono inchiodare la creatura con tre chiodi, ne menano trionfi; invece la mia Volontà, non sapendo fare opere incomplete, non si contenta di tre chiodi, ma di tanti chiodi per quanti atti di mia Volontà dispongo sulla creatura."  (Vol. 11  Novembre 18, 1913)

"...Nella mia Volontà aspetto le anime, per darle il vero dominio e la gloria completa d'ogni atto e pena che possano soffrire. Fuori della mia Volontà, l'operare ed il patire Io non lo riconosco, potrei dire:  'Non ho che darti, qual è la volontà che ti ha animato nel far e soffrire ciò? Da quella fatti ricompensare.' Molte volte il fare il bene, il patire, senza che la mia Volontà entri in mezzo, possono essere misere schiavitù che degenerano in passioni, mentre solo il mio Volere dà il vero dominio, le vere virtù, la vera gloria da trasmutare l'umano in divino."  (Vol. 15  Marzo 23, 1923)

"...Non sarà solamente per bene delle creature che voglio queste sofferenze continue, ma anche per tuo bene, in questo stato di sofferenze purificherò ben bene l'animo tuo, in modo da disporti a formare con Me un mistico sposalizio, e dopo questo darò l'ultima trasformazione in modo che diventeremo tutti e due, come due ceri che messi sul fuoco, uno si trasforma nell'altro e se ne forma un solo, così trasformerò Me in te, e tu vi resterai crocifissa con Me.  Ah! non saresti tu contenta se potessi dire; Lo Sposo crocifisso ma anche la sposa crocifissa?  Ah! si non c'è nessuna cosa che da Lui mi rende dissimile.'  (Volume 1)

 

Quinta Parte: Luce e Unione con Gesù

XXI Decade Contemplando Gesù e ascoltando la sua parola

XXII Decade Ricevendo la sostanza della Sua parola:  (a) Fede

XXIII Decade Ricevendo la sostanza della Sua parola:  (b) Speranza

XXIV Decade Ricevendo la sostanza della Sua parola:  (c) Carità

XXV Decade Vincolo di inseparabilità con Dio:  la Divina Volontà come vita


XXI Decade Contemplando Gesù e ascoltando la sua parola

Oh! quanto era bello, con la sua chioma dorata e tutta inanellata, pareva che incatenava i pensieri, i affetti, il cuore. La sua fronte serena e spaziosa, cui si rimirava come da dentro un cristallo l'interno della sua mente, e si scopriva la sua infinita sapienza, la sua pace imperturbabile. Oh! come mi sentivo rasserenare la mia mente, il mio cuore, anzi le stesse mie passioni, innanzi a Gesù si atterrano e non ardiscono darmi la minima molestia. Io credo, non so se sbaglio, che non si può vedere questo Gesù sì bello se non si sta nella calma più profonda, tanto che il minimo alito di sturbo impedisce di ricevere una sì bella vista. Ah! si, al solo vedere la serenità della sua fronte adorabile è tanta l'infusione della pace che si riceve nell'interno, che credo che non ci sia disastro, guerra più fiera che innanzi a Gesù non s'acquieta. Oh! mio tutto e bello Gesù, se per pochi momenti che vi manifestate in questa vita, comunicate tanta pace, in modo che si possono soffrire i più dolorosi martiri, le pene più umilianti con la più perfetta tranquillità, mi sembra un misto di pace e di dolore, che sarà in Paradiso? 

...Ah! si, quel volto santo, mentre è così maestoso, poi è così amabile, e quella amabilità vi attira tanto, in modo che l'anima non ha minimo dubbio d'essere accolta da Gesù, per quanto brutta e peccatrice si vedesse.

...La voce del mio Gesù è potentissima, è operante,  e già nello stesso atto che parla opera ciò che dice.

...Oh! quanto è maestro ingegnosissimo Gesù, che in un semplice istante insegna molte cose, che ad un altro ci vorrebbero anni interi, se pure vi riesce, perché il maestro terreno non ha potenza di poter tirare la volontà del discepolo, né di poterle infondere nella mente senza sforzo e fatica, ma in Gesù no, tanta è la sua dolcezza, l'amabilità del suo tratto, la soavità del suo parlare, e poi è tanto bello, che l'anima appena lo vede si sente tanto tirata, che delle volte è tanta la velocità con cui corre appresso a Gesù, che senza quasi avvedersi, si trova trasformata nell'oggetto amato, in modo che l'anima no sa discernere più il suo essere terreno, tanto resta immedesimata col Essere Divino.

...Oh! quanto è buono Gesù, si adatta coi dotti e parla loro in modo altissimo, in modo che per capirlo devono studiare ben bene ciò che gli dice,  si adatta cogli ignoranti e si finge Lui anche ignorantello e parla in modo basso, in modo che nessuno può restare digiuno delle lezione di questo Divin Maestro.

...Oh! quanto è desiderabile questo parlare di Gesù, io per me darei tutto ciò che sta sulla terra se potessi essere padrona, per avere una sola di queste parole di Gesù.  (Volume 1)

 

XXII Decade Ricevendo la sostanza della Sua parola:  (a) Fede

Ed ora mi parlava della fede e mi lasciava, ed io mi sentivo infondere nell'anima una vita di fede, l'anima mia, grossolana qual me la sentivo prima, ora dietro il parlare di Gesù me la sentivo leggerissima, in modo da penetrare in Dio, ed or miravo la potenza, ora la santità, ora la bontà ed altro, e l'anima mia restava stupefatta, in un mare di stupore, dicevo: "Potente Iddio, qual potenza innanzi a Te non resta disfatta? Santità immensa di Dio, quall'altra santità per quanto sublime ella fosse, ardirà comparire al tuo cospetto?" Poi mi sentivo scendere in me stessa e vedevo il mio nulla, la nullità delle cose terrene, come tutto è niente innanzi a Dio. Io mi vedevo come un piccolo verme tutto pieno di polvere che mi arrampicavo per dare qualche passo, e che per distruggermi non ci voleva altro che uno mi mettesse il piede sopra, e già ero disfatta. Quindi, vedendomi così brutta, quasi non ardivo d'andare a Dio, ma si faceva innanzi alla mia mente la bontà, e mi sentivo tirare come da una calamita d'andare a Lui e dicevo tra me: "Se è santo, è pure misericordioso; se è potente, contiene anche in Sé piena e somma bontà. " Mi pareva che la bontà lo circondava da fuori, l'inondava da dentro.  Quando miravo la bontà di Dio mi pareva che sorpassava tutti gli altri attributi, ma poi, mirando gli altri, li vedevo tutti eguali in sé stessi, immensi, immensurabili ed incomprensibili all'umana natura.  Mentre l'anima mia stava in questo stato, Gesù ritornava e parlava della speranza.

... ritornando alla fede: "Per ottenere bisogna credere. Come al capo senza la vista degli occhi, tutto è tenebre, tutto è confusione, tanto che se vorrebbe camminare, or cadrebbe ad un punto, ora ad un altro, e finirebbe col precipitare del tutto, così all'anima senza fede, non fa altro che andare di precipizio in precipizio, ma la fede serve di vista all'anima e come luce che la guida a la vita eterna. Or, da che viene alimentata questa luce della fede?...  (Volume 1)


XXIII Decade Ricevendo la sostanza della Sua parola:  (b) Speranza

..."Della speranza. ...Difatti, che giova all'uomo credere le immense ricchezze della fede se non le spera per sé? Le guarderà, si, ma con occhio indifferente perché sa che non sono sue, ma la speranza somministra le ali alla luce della fede, e sperando nei meriti di Gesù Cristo, le guarda come sue e viene ad amarle."

"La speranza",  diceva Gesù,  "somministra all'anima una veste di fortezza, quasi di ferro, in modo che tutti i nemici coi loro strali non possono ferirla, non solo, ma neppure apportare il minimo disturbo. Tutto è tranquillità in lei, tutto è pace. Oh! è bello vedere quest'anima investita della bella speranza, tutta appoggiata al suo diletto, tutta diffidente di sé, e tutta confidente in Dio; disfida i nemici più fieri, è regina delle sue passioni, regola tutto il suo interno, le sue inclinazioni, i desideri, i palpiti, i pensieri con una maestria tale, che Gesù stesso ne resta innamorato perché vede che quest'anima opera con tale coraggio e fortezza; ma questa l'attinge e lo spera tutto da Lui, tanto che Gesù vedendo questa ferma speranza niente sa negare a quest'anima.

Ora, mentre Gesù parlava della speranza, si ritirava un poco, lasciandomi una luce nell'intelletto. Chi può dire ciò che comprendevo sulla speranza?  Se le altre virtù, tutte servono ad abbellire l'anima, ma ci possono far vacillare e renderci incostanti, invece la speranza rende l'anima ferma e stabile, come quei monti alti che non si possono muovere un tantino. A me sembra che l'anima investita dalla speranza, succede come a certi monti altissimi, che tutte le intemperie dell'aria non le possono recare nessun nocumento sopra di questi monti, non penetra né neve, né venti, né caldo, qualunque cose vi si potrebbe mettere sopra, si può star sicuro ancorché passassero cent'anni, che là dove si mette, là si trova. Tale è appunto l'anima vestita dalla speranza, nessuna cosa la può nuocere, né la tribolazione, né la povertà, né tutti i vari accidenti della vita, la sgomentano un istante, dice fra sé: "Io tutto posso operare, tutto posso sopportare, tutto soffrire sperando in Gesù che forma l'oggetto di tutte le mie speranze."

La speranza rende l'anima quasi onnipotente, invincibile e somministra all'anima la perseveranza finale, tanto che allora cessa di sperare e di perseverare quando ha preso possesso del regno del Cielo, allora depone la speranza e tutta si tuffa nell'oceano immenso dell'amore divino.  (Volume 1)


XXIV Decade Ricevendo la sostanza della Sua parola:  (c) Carità

...Or, di quale sostanza è questa  luce della fede e questo alimento della speranza?  La carità.  Tutte e tre queste virtù sono innestate tra loro, in modo che una non può stare senza dell'altra.

...Mentre l'anima mia si perdeva nel mare immenso della speranza, il mio diletto Gesù ritornava e parlava della carità dicendomi: "Alla fede ed alla speranza sottentra la carità, e questa congiunge tutto il resto insieme delle altre due, in modo da formare una sola mentre sono tre. Eccoti, oh sposa mia, adombrata nelle tre virtù teologali, la Trinità delle Divine Persone."

Poi proseguì: "Se la fede fa credere, la speranza fa sperare, la carità fa amare. Se la fede è luce e serve di vista all'anima, la speranza che è l'alimento della fede somministra all'anima il coraggio, la pace, la perseveranza e tutto il resto; la carità che è la sostanza di questa luce e di questo alimento, è come quell'unguento dolcissimo e odorosissimo che penetrando da per tutto, lenisce, raddolcisce le pene della vita. La carità rende dolce il patire e fa giungere anche a desiderarlo. L'anima che possiede la carità spande odore da per tutto, le sue opere fatte tutte per amore, danno un odore gratissimo, e qual'è questo odore? E' l'odore di Dio stesso. Le altre virtù rendono l'anima solitaria e quasi rustica con le creature; la carità invece, essendo sostanza che unisce, unisce i cuori, ma dove?In Dio. La carità essendo unguento odorosissimo si spande da per tutto e con tutti.La carità fa soffrire con gioia i più spietati tormenti, e giunge a non saper stare senza il patire, e quando se ne vede priva dice al suo sposo Gesù:  "Sostenetemi coi frutti, qual'è il patire, perché languisco d'amore, e dove altro posso mostrarti il mio amore che nel patire per Te?"  La carità brucia, consuma tutte le altre cose, ed anche le stesse virtù, e converte tutte in sé. Insomma, è qual regina che vuol regnare da per tutto, e che non vuol cederla a nessuno." (Volume 1)

 

XXV Decade Vincolo di inseparabilità con Dio:  la Divina Volontà come vita

La Santissima Trinità: "Non temere, fatti coraggio, siamo venuti per confermarti per nostra, e prendere possesso del tuo cuore." Mentre così diceva questa voce, vidi che la Santissima Trinità scese nel mio cuore e si impossessarono, e lì formarono la loro sede. Chi può dire il cambiamento che successe in me? Mi sentivo divinizzata, non più io vivevo, ma loro vivevano in me. A me pareva che il mio corpo fosse come una abitazione e che dentro abitasse il Dio vivente, perché io mi sentivo la presenza reale sensibilmente nel mio interno...  (Volume 1)

 

(Dal Volume 13,  Dic. 5, 1921)

...Ed io ho soggiunto: "Dimmi vita mia, e la mia famiglia chi è?  Quale la mia e la tua dote?"  E sorridendo ha ripreso: "La tua famiglia è la Trinità. Non ti ricordi nei primi anni di letto che ti condussi in Cielo, e dinanzi alla Trinità Sacrosanta facemmo la nostra unione? Ed Essa ti dotò di tali doni che tu stessa non li hai conosciuti ancora, e come ti parlo del mio Volere, degli effetti e valore, sono scoperti i doni che fin d'allora fosti dotata. Della mia dote non ti parlo perché ciò che è mio è tuo. E poi, dopo pochi giorni scendemmo dal Cielo, e tutte e tre le Divine Persone prendemmo possesso del tuo cuore e formammo la nostra perpetua dimora; Noi prendemmo le redini della tua intelligenza, del tuo cuore, di tutta te, ed ogni cosa che tu facevi era uno sbocco della nostra Volontà Creatrice su di te, erano conferme che il tuo volere fosse animato d'un Volere Eterno. 

Il lavoro è già fatto, non resta altro che farlo conoscere, per fare che non solo tu, ma anche altri possano prendere parte a questi grandi beni...". 


LA CONFESSIONE DELL'ANIMA

Meditazione e Preparazione per il Sacramento della Riconciliazione Dal Volume 1

 

Nota Introduttiva: Nelle pagine finali del Volume 1 degli Scritti di Luisa, troviamo la narrazione della sua confessione, che ella fece, misticamente, di fronte alla Persona stessa di Nostro Signore Gesù, che fa da suo Confessore. Per l'anima che legge queste pagine e desidera metterle in pratica, lungi dal presentare una sorta di 'sostituto spirituale' al Sacramento della Riconciliazione, esse offrono, al contrario, una opportunità estremamente reale, pratica e profonda per meditare l'importanza, la grandezza, la necessità e la sacralità del Sacramento della Penitenza.  Al fine di facilitare e incoraggiare questa meditazione e la sua applicazione, sono stati presi alcuni passi dal Volume, ordinati in sette momenti, atti e passi. Possono essere utilizzati come preghiera nella forma di una coroncina, o come una meditazione più lenta e stesa nel corso di una giornata, o come un percorso di sette giorni di preparazione per ricevere e tesaurizzare la grazia del Sacramento.     

 

Sette Momenti, Atti e Passi:

Esaltazione della Croce

Dolore per i peccati

Confessione

Risoluzione

Assoluzione

Penitenza

Grazia speciale e Attenzione


Esaltazione della Croce

Gesù: "Diletta mia, vuoi tu essere bella? La croce ti darà i lineamenti più belli che trovar si possa e nel Cielo e nella terra, tanto da innamorare Iddio che contiene in Sé tutte le bellezze."

..."Vuoi tu essere ripiena d'immense ricchezze, non per breve tempo ma per tutta l'eternità?  Ebbene, la croce ti somministrerà tutte le specie di ricchezze, dai centesimi più piccoli, qual sono le piccole croci, alle somme più grandi, quale sono le croci più pesanti."

..."Diletta mia, la croce fa distinguere i reprobi dai predestinati. Come nel giorno del giudizio i buoni si rallegreranno al vedere la croce, così fin d'ora si può vedere se uno dev'essere salvo o perduto, se al presentarsi della croce l'anima l'abbraccia, se la porta con rassegnazione, con pazienza e bacia e ringrazia quella mano che l'invia, eccoti il segno che è salvo. Se al contrario al presentarsi della croce s'irritano, la disprezzano e giungono fino ad offendermi, puoi dire, un segno che è anima che s'incammina per la via dell'inferno; tale faranno i reprobi nel giorno del giudizio, che al veder della croce si affliggeranno e bestemmieranno. Tutto dice la croce, la croce è un libro che senza inganno ed a chiare note ti dice e fa distinguere il santo dal peccatore, il perfetto dall'imperfetto, il fervoroso dal tiepido. La croce comunica tale una luce all'anima, che fin d'ora non solo fa distinguere il buono dal reo, ma si può conoscere ancora chi dev'essere più o meno glorioso nel Cielo, chi deve occupare un posto più superiore e un posto minore. Tutte le altre virtù stanno umili e riverenti innanzi alla virtù della croce, ed innestandosi con essa ne ricevono maggior lustro e splendore."  (Volume 1)

 

Dolore per i peccati

Caro, mio diletto, dammi il dolore dei miei peccati, così i miei peccati consumati dal dolore, dal pentimento d'averti offeso, possono essere cancellati dall'anima mia ed anche dalla vostra memoria, si, tanto dolore datemi per quanto ho ardito d'offendervi. Anzi fate che il dolore superi questo, così potrò stringermi più intimamente con Voi."

Ricordo che una volta mentre stavo ciò dicendo, il mio sempre benigno Gesù mi disse:  "Giacché tanto ti dispiace d'avermi offeso, voglio Io stesso disporti a farti sentire il dolore dei tuoi peccati, così vedi quanto è brutto il peccato, e che acerbo dolore soffrì il mio cuore.  Perciò di' insieme con Me: "Se passi il mare, nel mare Tu sei, e pure non ti vedo; calpesto la terra, stai sotto dei miei piedi, peccai." E poi, Gesù sotto voce soggiunse quasi piangendo: "E pur Ti amai, e nello stesso tempo ti conservai." Mentre ciò Gesù diceva ed io insieme con Lui, fui sorpresa da tale dolore dell'offese fatte, che caddi boccone a terra, e Gesù mi scomparve.

Poche sono le parole, ma io capii tante cose che è impossibile dire tutto ciò che io compresi.  Nelle prime parole compresi l'immensità, la grandezza, la presenza di Dio in ogni cosa presente, senza che può sfuggire da Lui neppure l'ombra del nostro pensiero, compresi pure il mio nulla a confronto d'una maestà sì grande e santa. Nella parola "peccai", comprendevo la bruttezza del peccato, la malizia, l'ardire che io avevo avuto nell'offenderlo. Ora mentre l'anima stava considerando questo, nel sentire dire da Gesù Cristo. "E pur ti amai, e nello stesso tempo ti conservai." Fu presso da tal dolore il mio cuore, che mi sentivo morire, perché comprendevo l'amore immenso che il Signore mi portava nell'atto stesso che io cercavo d'offenderlo, ed anche d'ucciderlo. Ah Signore quanto sei stato buono con me, ed io sempre ingrata, e così cattiva ancora! (Volume 1)

 

Confessione

Delle volte giungevo a dirle che allora sarei contenta quando dalla sua propria bocca mi dicesse che: "Ti rimetto tutti i tuoi peccati." E Gesù benedetto, che niente sa negare quando è per nostro bene, una mattina vi si fece vedere e mi disse: "Questa volta voglio fare Io stesso l'uffizio di confessore, e tu confesserai a Me tutte le tue colpe e nell'atto che ciò farai, ti farò comprendere uno per uno i dolori che hai dato al cuor mio nell'offendermi, acciocché comprendendo tu, per quanto può una creatura, che cosa è il peccato, prendi risoluzione che piuttosto morire che offendermi. Tu intanto entra nel tuo nulla e recita il confiteor."

Io, entrando in me stessa, vi scorgevo tutta la mia miseria e le mie scellerataggini ed innanzi alla sua presenza tremavo a verga a verga, e mi mancava la forza di pronunziare le parole del confiteor, e se il Signore non avesse infuso in me nuova forza col dirmi: "Non temere, se sono Giudice, sono ancora tuo Padre, coraggio, andiamo avanti." Lì sarei rimasta senza dire neppure una parola. 

Onde dissi il confiteor tutta piena di confusione e d'umiliazione, e siccome mi vedevo tutta coperta dalle mie colpe, dando una occhiata, la più che vi scorsi, che aveva fatto affronto a Nostro Signore era la superbia, perciò dissi: "Signore, mi accuso innanzi a la vostra presenza che ho peccato di superbia." E Lui: "Avvicinati al mio cuore e metti l'orecchia e sentirai lo strazio crudele che hai fatto al mio cuore con questo peccato." Tutta tremando vi misi l'orecchia sopra del suo cuore adorabile, ma chi può dire ciò che sentì e compresi in quel istante? Specialmente dopo tanto tempo dirò solo qualche cosa in confuso. Ricordo che il suo cuore batteva tanto forte che pareva che si volesse rompere il petto, poi mi parve che si facesse a brani a brani, e per il dolore restava quasi distrutto. Ah! se avessi potuto, giungerei a distruggere l'Essere Divino con la superbia. 

Vi do una similitudine per farmi capire, altrimenti non ho parole come manifestarmi:  Immaginate un re e ai piedi di detto re un verme, che sollevandosi e gonfiandosi s'incomincia a credere qualche cosa e che giunge a tale audacia, che sollevandosi a poco a poco giunge a la testa del re e le vuol togliere la corona per mettersela sopra della sua testa, poi lo spoglia delle sue vestimenta regali, dopo lo caccia dal trono ed infine cerca d'ucciderlo. Ma quello che è più di questo verme, che lui stesso non conosce il suo essere, tanto s'illude, e che per disfare lui non ci vuole altro che il re se lo metta sotto dei piedi e lo schiacci, e così finisce i suoi giorni. Cosa in vero che muove a sdegno ed a compassione, ed insieme a ridicolaggine l'orgoglio di questo verme, se ciò si potesse fare. Tale mi vedevo io innanzi a Dio, cosa che mi riempì di tale confusione e dolore che mi sentivo rinnovare nel mio cuore lo strazio che soffriva il benedetto Gesù.

Dopo ciò mi lasciò, ed io mi sentivo tal pena e comprendevo tanto brutto  questo peccato di superbia, ch'è impossibile descriverlo. Quando ebbi ruminato ben ben tutto ciò in me stessa, il mio buon Gesù ritornò e mi disse che seguitasse la confessione delle mie colpe, ed io tutta tremando seguitai a fare l'accusa dei pensieri, parole, opere, cause ed omissioni, e quando mi vedeva che non potevo seguitare a fare la confessione per la pena che sentivo d'averlo tanto offeso, perché avevo una chiarezza sì viva innanzi a quel Sol divino, specialmente che vi scorgeva la piccolezza, la nullità dell'essere mio e restavo stupita come avevo avuto tanto ardire, da dove avevo preso quel coraggio d'offendere un Dio sì buono che nell'atto stesso che l'offendevo, Lui mi assisteva, mi conservava, mi alimentava, e se ci aveva qualche rancore con me, era al peccato che facevo, che odiava sommamente, che a me mi amava immensamente, mi scusava innanzi alla divina giustizia, e tutto s'occupava per togliere quel muro di divisione che aveva prodotto il peccato tra l'anima e Dio. Oh! se tutti potessero vedere chi è Dio e chi è l'anima nell'atto che si pecca, tutti morrebbero di dolore e credo che il peccato doveva essere esiliato dalla terra. Quindi, quando Gesù benedetto vedeva che per la pena non ne potevo più, si ritirava e mi lasciava, ben ben farmi comprendere il male che avevo fatto, e dopo ritornava di nuovo e continuavo l'accusa delle mie colpe.

Ma chi può dire tutto ciò che compresi e spiegare uno per uno i diversi affronti ed i speciali dolori che con le mie colpe avevo recato a Nostro Signore?  (Volume 1)

 

Risoluzione

...Onde quando ebbi finito l'accusa che durò circa sette ore, l'amabile Gesù prese l'aspetto di padre amorosissimo e siccome io mi trovavo sfinita di forze per il dolore e molto più che vedevo che non era dolore bastante per dolermi come si conveniva delle mie colpe, Lui per rincorarmi mi disse: "Voglio supplire Io per te, ed applico all'anima tua il merito del dolore che ebbi nell'orto del Getsemani. Questo solo può soddisfare alla divina giustizia." Dopo che applicò all'anima mia il suo dolore, allora mi parve d'essere disposta per ricevere l'assoluzione.

Tutta umiliata e confusa com'ero e prostrata ai piedi del buon padre Gesù, coi raggi che tramandava nella mia mente, cercavo d'eccitarmi maggiormente al dolore col dire, sebbene non ricordo tutto: "Grande, sommo è stato il male che ho fatto verso di Voi.  Queste potenze mie e questi sensi del corpo dovevano essere tante lingue come lodarvi. Ah! invece sono state come tante vipere velenose che vi mordevano e cercavano anche d'uccidervi. Ma, padre santo, perdonami, non vogliate discacciarmi per il gran torto che ti ho fatto peccando."

E Gesù: "E tu, prometti di non più peccare, di sbandire dal tuo cuore ogni ombra di male che potrebbe offendere il tuo Creatore?"

Ed io: "Ah! si, con tutto il cuore ve lo prometto. Voglio piuttosto mille volte morire che mai più peccare, mai più, mai più." (Volume 1)

 

Assoluzione

...E Gesù: "Ed Io ti perdono ed applico all'anima tua i meriti della mia passione e voglio lavarla nel mio sangue."

E mentre così diceva, alzò la benedetta destra e pronunziò le parole dell'assoluzione, precise alle parole che dice il sacerdote quando dà l'assoluzione, e nell'atto che ciò faceva, dalla sua mano scorreva un fiume di sangue e l'anima mia ne restava tutta inondata. (Volume 1)


(Dal Volume 14,  Novembre 16, 1922)

Effetti della assoluzione nella Divina Volontà. 

...Onde dopo stavo ricevendo l'assoluzione, ed io dicevo in me: "Mio Gesù, nel tuo Volere voglio riceverla." E Gesù, subito, senza darmi tempo ha soggiunto: "Ed Io nella mia Volontà ti assolvo, e mentre assolvo te, il mio Volere mette in via le parole dell'assoluzione per assolvere chi vuol essere assolto e per perdonare chi vuole il perdono. Il mio Volere prende tutto, non prende uno solo, ma chi è disposto prende più che tutti."

 

Penitenza

...Dopo ciò mi disse: "Vieni, oh figlia, vieni a fare penitenza dei tuoi peccati col baciarmi le mie piaghe." (Volume 1)


(Dal Volume 17,  Febbraio 8, 1925)

Questa mattina il mio dolce Gesù si faceva vedere tanto sofferente, che la povera anima mia si sentiva struggere di compassione. Teneva tutte le membra slogate; piaghe profonde e tanto inasprite, che Gesù gemeva e si contorceva sotto l'acerbità dello spasimo. Si è messo a me vicino come se volesse farmi parte delle sue pene; già solo a guardarlo mi sentivo riflettere in me le sue pene, e Gesù tutto bontà mi ha detto: "Figlia mia, non ne posso più; tocca le mie piaghe inasprite per raddolcirle, scocca il tuo bacio d'amore su di esse, affinché il tuo amore mi mitighi lo spasimo che sento. Questo mio stato sì doloroso è il vero ritratto in cui si trova la mia Volontà in mezzo alle creature: sta in mezzo a loro, ma come divisa, perché facendo la loro volontà, non la mia, resta slogata ed impiagata dalle creature, perciò unisci la tua volontà alla mia e dammi un ristoro al mio slogamento."

Io me l'ho stretto, l'ho baciato le piaghe delle mani; oh! come erano inasprite per tante opere, anche sante, ma che non avevano il loro principio dalla Volontà di Dio; per raddolcirle lo spasimo le stringevo nelle mie mani, e Gesù tutto si faceva fare, anzi lo voleva, e così ho fatto alle altre piaghe, tanto che quasi tutta la mattina si è stato sempre con me  Finalmente, prima di lasciarmi mi ha detto: "Figlia mia, mi hai raddolcito, mi sento le ossa al posto, ma sai tu chi può raddolcirmi e riunire le mie ossa slogate? Chi fa regnare in sé la mia Volontà..."

 

Grazia speciale e Attenzione

...Tutta tremando mi alzai e le baciai le sue sacratissime piaghe e poi mi disse: "Figlia mia, sii più vigilante ed attenta, che oggi ti do la grazia di non cadere più nel peccato veniale volontario." (Volume 1)


(Dal Volume 15,  Gennaio 5, 1923)

Gesù prega che la sua Volontà sia una con la volontà dell'anima. La Divina Volontà dev'essere come l'aria che si respira.  l'attenzione è la via della conoscenza.

Continuando il mio solito stato, sentivo che il mio adorabile Gesù nel mio interno pregava, dicendo:"Padre mio, ti prego che la nostra Volontà sia una con la volontà di questa piccola figlia del nostro Volere; essa è parto legittimo del nostro Volere; deh! fa che per onore e decoro della nostra Volontà Eterna, nulla esca da lei che non sia parto del nostro Volere, e che nulla conosca che la nostra sola Volontà; e per ottenere ciò ti offro tutti gli atti della mia Umanità fatti nella nostra adorabile Volontà."

Dopo ha fatto profondo silenzio; ed io, non so come, mi sentivo tanto trasfusa negli atti che il mio Gesù aveva fatto nella Volontà Divina, che li andavo seguendo uno per uno, facendo il mio unito al suo. Questo assorbiva in me tante luce, che Gesù ed io restavamo immersi in un mare di luce, e Gesù, uscendo da dentro il mio interno, alzandosi in piedi poggiava le sue piante sulla parte del mio cuore, e agitando la mano, che più che sole mandava luce, gridava forte: "Venite, venite tutti, angeli, santi, viatori, generazioni tutte, venite a vedere i portenti ed il più grande miracolo non mai visto, il mio Volere operante nella creatura." Alla voce sonora, melodiosa e forte di Gesù, che riempiva Cielo e terra, i Cieli si sono aperti e tutti sono corsi intorno a Gesù, e guardavano in me per vedere come operava la Divina Volontà; tutti restavano rapiti e ringraziavano Gesù di tanto eccesso della sua bontà. Io sono restata confusa ed umiliata al sommo, e gli ho detto: "Amor mio, che fai?  Mi pare che vuoi mostrarmi a tutti, per farmi additare da tutti; che ripugnanza che sento." E Gesù: "Ah! figlia mia, è il mio Volere che voglio che tutti conoscano e tutti additino come nuovo Cielo e mezzo di nuova rigenerazione, e tu resterai come sepolta nella mia Volontà. 

La mia Volontà dev'essere come l'aria che si respira, che mentre non si vede si sente; non si vede, e dà la vita; penetra ovunque, anche nelle più intime fibre per dar vita ad ogni palpito del cuore; dovunque essa entra, nell'oscurità, nelle profondità, nei ripostigli più segreti, si costituisce vita di tutto, così la mia Volontà sarà più che aria in te, che uscendo da te si costituirà come vita di tutto, perciò sii più attenta e segui il Volere del tuo Gesù, perché l'attenzione ti farà conoscere dove stai, e che cosa fai; la conoscenza ti farà più apprezzare e stimare la divina reggia della mia Volontà. Supponi che una tale persona si trovi nella reggia d'un re, e che essa non sappia che quell'abitazione sia appartenente al re, essa non ne farà nessun apprezzamento, se occorre andrà distratta, parlando, ridendo, né si disporrà a ricevere i doni del re; ma se sapesse che quella è la reggia del re, guarderebbe con attenzione le cose e le apprezzerebbe, andrebbe in punta di piedi, parlerebbe sottovoce, starebbe tutt'occhi per vedere se il re uscisse da qualche stanza, e si metterebbe come in aspettativa di ricevere grandi doni dal re.

Vedi, l'attenzione è la via della conoscenza, la conoscenza cambia la persona e le cose, e la dispone a ricevere grandi doni, sicché conoscendo tu che stai nella reggia della mia Volontà, riceverai sempre, e prenderai tanto da poter dare a tutti i tuoi fratelli."


Dagli ANELITI DI SANTITA' di Luisa Piccarreta, la Piccola Figlia della Divina Volontà All'inizio della sua vita mistica

 

Nota Introduttiva: Questi "Aneliti", preghiera ardente colma di desiderio e di fiducia, furono dettati da Luisa ad un'anima di nome Rosa, che andava a casa di Luisa per imparare l'arte del tombolo, ed era una piccolo discepola di Luisa. Ciascun'anima che anela a vivere di Volontà Divina, la Santità delle santità, é una piccola Rosa, che anela l'Acqua Viva   la Santità nella Volontà del suo Gesù.   

 

Dolcissimo mio Gesù, mia delizia e mia vita, deh! Per la Vostra Misericordia fatemi santa! Ve ne prego, o Gesù per ogni palpito del Vostro Cuore adorato, fatemi santa... Si tratta proprio della Vostra Gloria, dello scopo amorevole della Vostra Passione, della Vostra brama più ardente. Se io mi salvo, non vi sarà forse in Cielo un'anima di più che canti in eterno le Vostri lodi? Oh! Dunque fatemi santa! O mio Gesù fatemi santa!

Sono io un membro di quella Vostra sposa, la Chiesa, che Voi acquistaste col Vostro Sangue Divino, deh, non soffrite in Essa una figlia cattiva come me poverella, ma per amore della Vostra Chiesa, fatemi santa, o mio Dio...

Io vengo spesso ad unirmi a Voi ineffabilmente in quel Vostro Divino Sacramento, che è detto il Pane degli Angeli e il testamento della Vostra dedizione; deh, non soffrite in me alcuna macchia o tepore, ma per amore delle Vostre Carni e del Vostro Sangue Divino, fatemi santa, o mio Dio.

O Gesù, per la vostra infinita Misericordia, fatemi santa!

 

Voi mi imponete di edificare la mia famiglia, il mio prossimo, le mie amiche; mi chiedete che io faccia amare la virtù, che io tiri anime a Voi, e come potrò mai riuscire così poverella come sono, così poco fervente, umile e paziente? Deh, per amore, almeno, delle anime che costano sangue al Vostro Cuore, fatemi santa, o mio Dio, fatemi santa.

Ma che bisogno ho io di rappresentarVi tanti motivi? Non siete Voi la bontà e liberalità infinita? Potreste Voi, o diletto dell'anima mia, far rimanere prostrata dinanzi a Voi e non esaudire una Vostra figlia che Vi apre il cuore, Ve ne affida gli aneliti, Vi chiede solo di essere santa? Non l'ascoltereste Voi nella grandezza della Vostra Misericordia?

E quando anche per mia costante ingratitudine vorreste rigettarmi, potreste Voi negare questa grazia alla Vostra e mia Benedetta Madre Maria, che Ve la chiede per me, rappresentando tutta la Sua compassione ai Vostri dolori?... Potreste Voi negarla al mio Angelo Custode, che di continuo Vi offre le Sue Celesti adorazioni, per ottenermela?

O Gesù, per la vostra infinita Misericordia, fatemi santa!

 

O mio Gesù, io mi confesso indegna di ogni favore, ma quando Vi chiedo di essere santa che altro infine Vi domando, se non che si compiano in me i disegni della Vostra Redenzione e che la Vostra bontà trionfi nella mia malizia, nei miei rifiuti e nella mia ritrosia?

O Amore mio, Voi siete Onnipotente; bruciatemi, inceneritemi, consumatemi nelle Vostre fiamme, fate che io non vi offenda mai più! Che io muoia a me stessa, che io faccia di quest'altro poco della mia vita un solo atto di espiazione, di gratitudine, di adorazione e di apostolato, un solo atto di immolazione e di purissimo amore. O Gesù, che io viva tutta in Voi assorbita, attratta e genuflessa con lo spirito, sempre dinanzi alla Vostra Maestà Sacramentale; anzi che io viva, o Gesù, proprio della Vostra stessa vita Sacramentale, Eucaristica, che è tutta un ineffabile mistero di nascondimento, di operosità e di amore.

O Gesù, per la vostra infinita Misericordia, fatemi santa!

 

Lo so... bisogna farmi violenza in molti moti del mio spirito e vincermi in mille modi, in mille occasioni...

Bisognerà amare la preghiera, il silenzio, il lavoro, la mortificazione.

Bisognerà operare sempre e in tutto con vivo spirito di Fede e di santo timor di Dio.

Bisognerà fare il vuoto di ogni creatura attorno e dentro di me.

Bisognerà tenere il cuore sempre in alto, custodirlo immacolato, infiorarlo di gigli, di rose, di viole e di giacinti...

Ma che cosa mai è impossibile all'amore? Deh! Fatemi Voi comprendere, o Signore, quanto facilmente io possa diventare santa, sol che io mi abbracci con amore a quella Croce del giorno che il vostro amore mi dona; sol che io compia il meglio che possa le azioni del giorno che il dovere o la carità mi comandano.

Oh, com'è sublime inebriarsi del dolore per amore... Come torna perfetto compiersi tutto con purissima intenzione, sotto lo sguardo SS.mo del mio Dio ed in unione col mio Angelo Custode, come se dovessi fare solo quell'azione, come se dopo di quella dovessi subito comparire dinanzi al Giudizio Divino! Come se da essa soltanto dipendesse la mia eterna salvezza.

O Gesù, per la vostra infinita Misericordia, fatemi santa!

 

Istruitemi Voi stesso, o mio Gesù, come paziente Maestro, in questa patria. Riducetemi, Vi prego, con S. Tommaso, ad essere senza ripugnanze nella mia umiltà, senza dissipazione nelle mie gioie, senza abbattimenti nelle mie tristezze, senza incostanza nella mia pietà, senza asprezza nel mio conversare, senza lamenti nelle mie sofferenze, senza esitazione nella mia obbedienza, senza preferenze nella mia carità, senza artificio nella mia virtù.

Insegnatevi, Vi dirò con Sant'Ignazio, ad essere generosa fino all'eroismo, a servire fino al sacrificio, a dare senza contare, a combattere senza spaventarmi delle ferite, a consumarmi senza dolermi.

O Gesù, per la vostra infinita Misericordia, fatemi santa!

 

O Amore mio, chi mi darà di compensarvi e di appagarvi se non Voi stesso? Deh, regnate Voi solo in questo mio cuore così meschino. Che io ami solamente Voi, o Gesù, e Vi ami ugualmente quando il Vostro Amore mi carezza e quando mi flagella. Che il mio spirito riposi solamente in Voi, o Gesù. Anche allora, quando il turbine delle mie passioni o il soffio delle Vostre prove porranno in agitazione l'anima mia, fate che ogni palpito del mio cuore sia sempre, o Gesù, una lode, un ringraziamento, una adorazione per il Vostro Cuore Divino; fate che, rotto ogni legame, io spicchi, una buona volta, uno slancio generoso e mi inabissi nel Vostro Crocifisso Cuore, centro Divino di carità, di zelo, di purità, d'annientamento a di perfettissima abnegazione...

O Gesù, per la vostra infinita Misericordia, fatemi santa!

 

O Maria, Madre della dolce speranza e del bell'Amore, io mi nascondo all'ombra pia del Vostro manto.

San Giuseppe, mio caro esemplare perfettissimo della più alta santità, siate voi il mio singolare protettore e siatemi modello nell'intima vita del santo dolore e del santo amore...

Tra i vostri Cuore, o Gesù, o Maria, o Giuseppe, io mi tengo sicura e non temerò più nel mio cammino.

O Gesù, o Maria, o Giuseppe, fatemi santa, vi scongiuro, deh, fatemi santa!

O Gesù, per la vostra infinita Misericordia, fatemi santa!

Fiat!



[1] 'Atti immediati' o 'atti attuali' (Vedi anche  Vol. 14  Maggio 27, 1922).  Gesù:  "...E sai quando l'anima si attira un mio ti amo?  Quando fondendosi in Me prende l'attitudine divina, e sperdendosi in Me fa tutto ciò che faccio Io."  Ed io:  "Amor mio, molte volte riesce difficile tener sempre quest'attitudine divina."  E Gesù:  "Figlia mia, ciò che l'anima non può fare sempre coi suoi atti immediati in Me, può supplire con l'attitudine della sua buona volontà, ed Io la gradirò tanto, che mi farò vigile sentinella d'ogni pensiero, d'ogni parola, d'ogni palpito, ecc., e me li metterò in corteggio dentro e fuori di Me, guardandoli con tale amore, come frutto del buon volere della creatura.  Quando poi l'anima fondendosi fa i suoi atti immediati con Me, allora mi sento tanto tirato verso di essa, che faccio insieme ciò che essa fa, e trasmuto in divino l'operato della creatura; Io faccio conto di tutto e premio tutto, anche le più piccole cose, ed anche un atto buono solo di volontà non resta defraudato nella creatura."  (Vol. 12  Marzo 28, 1917)