ANTOLOGIA DI MEDITAZIONI12 SUL VIVERE NELLA DIVINA VOLONTA'

seguendo gli "Scritti" della Serva di Dio Luisa  Piccarreta

 

1.    Il Giro dell'Anima nella Creazione Meditazione

2.    2. Il Giro dell'anima nella Creazione Selezione di capitoli

 

Meditazione: Il Giro dell'Anima nella Creazione

 

Linee Guida

Cos'é la Creazione? 

Atti 'ad intra' vs atti 'ad extra' della Santissima Trinità

Creazione Naturale ("Creazione") opera di Dio muta, finita. Atto creante e atto preservante.

Creazione Spirituale ("Redenzione e Santificazione) opera e vita di Dio parlante infinita.  Atto creante, atto preservante, e atto crescente.

Noi qui ci focalizziamo sulla Creazione Naturale gli atti che la Divina Volontà fa in Essa

Perché é stata creata?

Qual é il suo scopo?  Perché ci é 'necessaria' nella nostra relazione con Dio?

Cosa contiene e cosa fa per compiere lo scopo per cui fu creata?

Creazione la "grande sconosciuta": Riflesso e rivelazione, in natura, della vita e realtà spirituale, e del modo di operare di Dio.  Es.  Anche il Suo modo di comunicare con il popolo d'Israele nell'Antico Testamento, e nell'utilizzo da parte di Gesù di parabole naturali nel Nuovo Testamento.  La Creazione Naturale permea di segni visibili e tangibili il modo di comunicare di Dio e del Suo manifestarsi al Suo popolo.  San Paolo dice:  "Mentre i Giudei chiedono miracoli e i Greci cercano la sapienza, noi predichiamo Cristo crocifisso, scandalo per i Giudei, stoltezza per i pagani" (1 Co 1, 2223).

Creazione la "grande inutilizzata": Essa infatti é stata sottomessa alla caducità (per il peccato di Adamo), e nutre la speranza di essere lei pure liberate dalla schiavitù della corruzione, per entrare nella gloria dei figli di Dio. Sappiamo bene infatti che tutta la Creazione geme e soffre fino ad oggi nelle doglie del parto" (Ref.:  Ro 8, 2022).

Sviluppo del nostro viaggio nella Divina Volontà non una meditazione "sulla" Creazione, ma un effettivo giro IN Essa:  (FIGURA 2)

Asse Y:  varietà delle cose create; considerazioni sui differenti attributi e qualità della Divina Volontà racchiuse e pennellate in Esse; atti fatti dalla Divina Volontà in esse; diverse lezioni nella Divina Volontà per l'anima. (FIGURA 3)

Asse X: varietà di atti che l'anima può fare in ogni cosa creata (doveri, opportunità, usi creativi...) (FIGURA 4)

 

Volume 12  Febbraio 20, 1919  [Il primo capitolo in tutti i Volumi sul tema specifico della Creazione, dopo il Feb. 10]

In ogni cosa creata, Iddio metteva una relazione, un canale di grazie, un amore speciale tra la Maestà Suprema e la creatura.

Continuando il mio solito stato me l'ho passato insieme col mio dolce Gesù, ed ora si faceva vedere bambino, ora crocifisso, e trasformandomi in Lui mi ha detto: "Figlia mia, entra in Me, nella mia Divinità, e corri nell'eterna mia Volontà, e vi troverai la potenza creatrice come in atto di mettere fuori la macchina di tutto l'universo.  In ogni cosa che creavo mettevo una relazione, un canale di grazie, un amore speciale tra la Maestà Suprema e la creatura; ma la creatura non doveva far conto di queste relazioni, di queste grazie, di questo amore, sicché avrebbe sospeso la Creazione non riconosciuta ed apprezzata, ma nel vedere la mia Umanità che tanto bene doveva apprezzare, e che per ogni cosa creata doveva aver avuto le sue relazioni con l'Eterno, riconoscerlo, amarlo, non solo per Sé ma per tutta l'umana famiglia, non guardò al torto degli altri figli, e con sommo contento distese il cielo, tapezzandolo di stelle, sapendo che quelle stelle dovevano essere tante e svariate relazioni, grazie senza numero, fiumi d'amore che dovevano correre tra la mia Umanità e l'Ente Supremo.  L'Eterno mirò il cielo e ne restò contento nel vedere le immense armonie, le comunicazioni d'amore che aprì tra il cielo e la terra, perciò passò più inoltre, e con una sola parola creatrice vi creò il sole come relatore continuo del suo Essere Supremo, dotandolo di luce, di calore, mettendolo sospeso tra il cielo e la terra in atto di reggere tutto, di fecondare, riscaldare, illuminare tutto; col suo occhio di luce indagatore pare che dice a tutti:  "Io sono il più perfetto predicatore dell'Essere Divino; specchiatevi in me e lo riconoscerete, è luce immensa, è amore interminabile, dà vita a tutto, non ha bisogno di nulla, nessuno lo può toccare; guardatemi bene e lo riconoscerete, io sono la sua ombra, il riverbero della sua Maestà, il relatore continuo". 

Oh! quali oceani d'amore, di relazioni si aprirono tra la mia Umanità e la Maestà Suprema, sicché ogni cosa che tu vedi, fino al più piccolo fiorellino del campo, era una relazione di più tra la creatura e il Creatore, perciò era giusto che ne voleva una riconoscenza, un amore di più da parte delle creature. Io sottentrai a tutto, lo riconobbi ed adorai per tutti la potenza creatrice. Ma il mio amore verso tanta bontà non è contento, vorrei che altre creature riconoscessero, amassero ed adorassero questa potenza creatrice, e per quanto a creatura è possibile prendessero parte a queste relazioni che l'Eterno ha sparso in tutto il mondo, e a nome di tutti rendessero omaggio a quest'atto di creazione dell'Eterno; ma sai tu chi può rendere quest'omaggio? Le anime che vivono nel mio Volere, ché come entrano in Esso trovano come in atto tutti gli atti della Maestà Suprema, e trovandosi questa Volontà in tutto ed in tutti, restano moltiplicate in tutto e possono rendere onore, gloria, adorazione, amore per tutti, perciò vieni nel mio Volere, vieni insieme con Me innanzi all'Altezza Divina, a rendere per prima gli omaggi come a Creatore di tutto".

Io non so dire come sono entrata in questo Divin Volere, ma sempre insieme col mio dolce Gesù, e vedevo questa Suprema Maestà in atto di mettere fuori tutto il creato.  Oh! Dio, che amore, ogni cosa creata riceveva l'impronta dell'amore, la chiave di comunicazione, il muto linguaggio di parlare eloquentemente di Dio; ma a chi? Alla creatura ingrata, ma io non so andare avanti nel dire, la mia piccola intelligenza si perdeva nel vedere le tante aperture di comunicazione, l'amore immenso che usciva da esse, la creatura che rendeva come estranei tutti questi beni. Onde insieme con Gesù, come moltiplicandoci in tutti, abbiamo adorato, ringraziato e riconosciuto a nome di tutti la potenza creatrice, e l'Eterno riceveva la gloria della Creazione.  Gesù è scomparso, ed io sono ritornata in me stessa.

 

Volume 18  Agosto 9, 1925

Come il ricambiare Iddio in amore per tutte le cose create, entra nel primo dovere della creatura. La Divina Volontà fu data come vita primaria della creatura.

Mio Gesù, dammi la forza, Tu che vedi le grandi ripugnanze che sento nello scrivere, che se non fosse per la benedetta ubbidienza ed il timore di dispiacerti, non avrei vergato mai più una sola parola. Le tue lunghe privazioni m'intontiscono e mi rendono incapace di tutto, perciò ho bisogno di aiuto maggiore per mettere su carta ciò che il tuo Santo Volere mi suggerisce.  Perciò dammi la mano e sii Tu sempre insieme con me.

Ora, mentre mi stavo fondendo nel Santo Voler Divino, per ricambiare in amore tutto ciò che Iddio aveva fatto nella Creazione per amore delle creature, il pensiero mi diceva che non era necessario il fare ciò, né era gradito al mio Gesù questo modo di pregare, queste sono invenzioni della mia testa.  Ed il mio sempre amabile Gesù, muovendosi nel mio interno mi ha detto:  "Figlia mia, tu devi sapere che questo modo di pregare, cioè di ricambiare Iddio in amore per tutte le cose da Lui create, è un diritto divino ed entra nel primo dovere della creatura.  La Creazione fu fatta per amore dell'uomo, anzi, fu tanto il nostro amore che, se fosse necessario avremmo creato tanti cieli, tanti soli, stelle, mari, terre, piante, e tutto il resto, per quante creature dovevano venire alla luce di questo mondo, affinché ognuna avesse una Creazione per sé, un universo tutto suo, come difatti quando il tutto fu creato, solo Adamo fu lo spettatore di tutto il creato, egli poteva godere tutto il bene che voleva.  E se ciò non facemmo, fu perché l'uomo poteva godere lo stesso tutto come se fosse suo, ad onta che gli altri ne godano.  Difatti, chi non può dire: il sole è mio e godere della luce del sole per quanta ne vuole?  Che l'acqua è mia, e dissetarsi e servirsene dove la necessita?  Che il mare, la terra, il fuoco, l'aria, sono cose mie?  E tante altre cose da Me create, e se in qualche cosa l'uomo pare che difetta, che stenta la vita, è il peccato che sbarrando il passo ai miei benefizi, impedisce alle cose da Me create d'essere larghe per la creatura ingrata.

Quindi, stando tutto ciò, che in tutte le cose create Iddio vincolava il suo amore verso ciascuna creatura, in essa entrava il dovere di ricambiare Iddio con il suo piccolo amore, con la sua gratitudine, con il suo grazie verso chi tanto aveva fatto per lei.  Questo non ricambiare Iddio in amore per tutto ciò che ha fatto nella Creazione per l'uomo, è la prima frode che fa la creatura a Dio, è un usurpare i suoi doni senza neppure riconoscerli, da dove vengono, e chi tanto l'ha amato.  Perciò è il primo dovere della creatura, ed è tanto indispensabile questo dovere ed importante, che Colei che prese a petto tutta la nostra gloria, la nostra difesa, il nostro interesse, non faceva altro che girare per tutte le sfere, dalla più piccola alla più grande delle cose da Dio create, per imprimere il suo ricambio d'amore, di gloria, di ringraziamento per tutti, e a nome di tutte le umane generazioni.  Ah! sì, fu proprio la mia Mamma Celeste che riempì Cieli e terra del ricambio a tutto ciò che Dio aveva fatto nella Creazione.  Dopo di Lei fu la mia Umanità che compì questo dovere sì sacrosanto, a cui tanto tanto la creatura aveva mancato, e che mi rese propizio il mio Padre Celeste verso l'uomo colpevole; sicché furono le mie preghiere e quelle della mia inseparabile Mamma.  Non vuoi tu dunque ripetere le mie stesse preghiere?  Anzi, perciò ti ho chiamato nel mio Volere, affinché ti associ con Noi e segua e ripeta gli atti nostri".

Ond'io cercavo per quanto potevo di girare per tutte le cose create, per dare al mio Dio il ricambio dell'amore, della gloria, della gratitudine per tutto ciò che aveva fatto nella Creazione.  Mi pareva di vedere in tutte le cose il ricambio dell'amore della mia Imperatrice Mamma, e del mio amato Gesù.  Questo ricambio formava la più bella armonia tra il Cielo e la terra, e vincolava il Creatore con la creatura. Ogni ricambio d'amore era un tasto, una sonatina di musica celeste che rapiva...".

 

(Y)

Seguendo la progressione della Creazione secondo la Genesi

Dalle cose minori a quelle maggiori  (Vedi Volume 12  Gennaio 19, 1919  Volume 12)

Gradi crescenti di perfezione

Ogni grado di perfezione é stabilito secondo lo scopo fissato da Dio per ciascuna cosa create

Gradi più elevati di perfezione contengono e sorpassano i gradi inferiori (l'uomo include tutte le perfezioni della Creazione (regno minerale, regno vegetale, regno animale) ed é il compendio, la summa della Creazione)

Iniziamo il nostro viaggio ('Giro'), ascoltando la Divina Volontà che ci parla con l'atto continuo, velato in ogni cosa creata. Tra gli innumerevoli sentieri e rotte che potremmo seguire, cercheremo di usare quello del parallelo tra la Creazione naturale e la Creazione spirituale che la Divina Volontà desidera formare nelle nostre anime, (es.  Cfr.: Vol. 28 Agosto 24, 1930) con il suo Fiat unito al nostro facendo combaciare la progressione dell'opera della Creazione naturale con quella nelle nostre anime. E' importante essere consapevoli del fatto che questa non é una semplice comparazione, un simbolismo, ma un modello attivo con girare nella Divina Volontà in questo modo, noi  consentiamo all'opera effettiva della Divina Volontà di svolgersi in noi, in quanto riceviamo e attualizziamo nelle nostre anime gli atti di Divina Volontà compiuti nelle cose create, ed essi ci trasformano divenendo la nostra stessa vita (esempio di Adamo che usava il pennello della sua volontà per pennellare e formare una Creazione vivente dentro di sé con l'inchiostro e i colori dei suoi atti).  Si scopre così come i Libri di Cielo (vol. 1 fino al vol. 36) sono scritti nella Creazione davanti ai nostri occhi...! 

 

CIELO (FIGURA 5) 

L'inizio dell' opera divina nell'anima:  il distacco.

Dal Volume 1 

"...Onde il Divin Maestro dà principio, posa mano a spogliare il mio cuore da tutte le creature, e con voce interna mi diceva: "Io sono tutto il bello che merito d'essere amato, vedi, se tu non togli questo piccolo mondo che ti circonda d'intorno, cioè, pensieri di creature, immaginazione, Io non posso liberamente entrare nel tuo cuore, questo mormorio nella tua mente è d'impedimento a farti sentire più chiara la mia voce, a versare le mie grazie, ad innamorarti veramente di Me. Promettimi d'essere tutta mia, ed Io stesso metterò mano all'opera. Tu hai ragione che non puoi niente, non temere, farò Io il tutto, dammi la tua volontà e ciò mi basta". 

...Quindi tutto il giorno me lo sentivo sopra, mi riprendeva di tutto, come per esempio se mi lasciavo trasportare nel discorrere un po' troppo con la famiglia di cose anche indifferente, non necessarie, la voce interna mi diceva: "Questi discorsi ti riempiono la mente di cose che a Me non appartengono, ti circondano il cuore d'una polvere in modo da farti sentire debole la mia grazia, non più viva. Deh! imita Me quando stavo nella casa di Nazareth, la mia mente non si occupava d'altro che della gloria del Padre e della salvezza delle anime, la mia bocca non diceva altro che discorsi santi, con le mie parole cercavo di riparare le offese del Padre, di saettare i cuori e tirarli al mio amore e primariamente la mia Madre e S. Giuseppe, in una parola, tutto chiamava Dio, tutto si operava per Dio e tutto a Lui si riferiva. Perché non potresti tu altrettanto?"

...Se fra il giorno la mia mente si occupava di pensare a persone a cui io volevo bene, subito mi riprendeva dicendomi: "Questo è il bene che mi vuoi? Chi mai ti ha amato come Me?  Vedi, se tu non la finisce, Io ti lascio". Alle volte mi sentivo dare tali e tanti rimproveri amari che non facevo altro che piangere.

...M'insegnò il modo come amare le persone senza discostarmi da Lui, cioè, col mirare le creature come immaggine di Dio, in modo che se ricevevo il bene dalle creature, dovevo pensare che solo Iddio era il primo autore di quel bene e che se ne era servito per mezzo della creatura di mandarmelo, quindi il mio cuore più a Dio si legava. Se poi ricevevo delle mortificazione, dovevo guardarle pure come strumenti nelle mani di Dio per la mia santificazione, onde il mio cuore non restava ombrato col mio prossimo. Onde da questo modo avveniva che io miravo le creature tutte in Dio, per qualunque mancanze vedevo in loro, mai non perdevo la stima se mi mottegiavano, mi sentivo obbligata pensando che mi facevano fare nuovi acquisti per l'anima mia; se mi lodavano, ricevevo con disprezo queste lodi, dicendo: "Oggi questo, domani possono odiarmi, pensando alla loro incostanza".  Insomma il mio cuore acquistò tale una libertà che io stessa non so esprimerlo.

Quando il Divin Maestro mi liberò dal mondo esterno, allora vi pose mano a purificare l'interno, e con voce interna mi diceva: "Adesso siamo rimasti soli, non c'è più nessuno che ci disturbi; non sei adesso più contenta che prima che dovevi contentare tanti e tanti? Vedi, uno solo è più facile contentarlo, devi fare conto che Io e tu siamo soli nel mondo, promettemi d'essere fedele, ed Io verserò in te tali e tanti grazie da restarne tu stessa meravigliata".....  

 

STELLE (FIGURA 6)

Ora si tempesta e si adorna il cielo dell'anima, vuoto, sgombro, con le stelle splendenti delle virtù (FIGURA 6)  

Diverse costellazioni di stelle/virtù all'interno dell'anima/cielo (FIGURA 7)

'La Teologica' Cfr.:  Volume 2 = Ottobre 29, 1899.

'Il Passaporto Celeste' Cfr.:  Vol. 3 Aprile 16, 1900 (le 3 firme sul passaporto per la beatitudine terrena); e poi, Vol. 16 Marzo 19, 1924 (attributo della Divina Volontà:  onniveggenza = passaporto per giungere ovunque); Vol. 35  Ottobre 31, 1937 (atti nella Divina Volontà = passaporto per le altre creature per poter entrare nel Regno). 

'Porta Templi' Cfr.:  La Vergine Maria nel Regno della Divina Volontà, Giorno 14.

Le stelle, modello di armonia, ordine (santa distanza), comunione, unità e carità perfetta tra i veri figli di Dio (FIGURA 8):

Volume 18  Dicembre 6, 1925

"...In questo mentre, vedevo il cielo stellato, ed il mio amabile Gesù ha ripreso il suo dire:  "Figlia mia, guarda il Cielo, che ordine, che armonia tra le stelle; una stella non può stare senza dell'altra, sono tanto vincolate insieme, che una sostiene l'altra, una è forza dell'altra; se, mai sia, una sola stella si spostasse dal suo posto, ci sarebbe tale scompiglio e disordine nell'atmosfera, che passerebbe pericolo che tutto andasse in rovina, sicché tutta la bellezza del cielo sta riposta nello stare ognuna al suo posto, nell'unione comune e nella forza comunicativa e attrattiva che hanno tra loro, che più che elettricità le tiene sospese ed avvinte tra di loro.  L'uomo è il nuovo cielo, anzi più che cielo sulla terra; ogni creatura si può dire che è una stella animata. 

Ciò che fece il primo uomo Adamo, fino all'ultimo che verrà, tutto doveva essere in comune tra di loro; sicché non doveva possedere la sola sua forza, ma la forza di tutti; tutti i beni dovevano essere in comune tra di loro. La mia Volontà più che elettricità doveva portare il vincolo tra loro e la comunicazione di tutto ciò che è buono e santo, e ad onta che ogni uomo doveva fare il suo ufficio e occuparsi in azioni diverse, siccome tutti dovevano partire dal punto primo della mia Volontà, tutti dovevano convertirsi in luce, e quindi uno doveva essere luce per l'altro. Perciò il mio dolore nel veder scompigliato questo cielo delle creature fu tanto grande, che è incomprensibile ad umana creatura! Tolta la mia Volontà, che avvince tutti e vincola tutto, vi entrò il disordine, lo scompiglio, la disunione, la debolezza, le tenebre.  Povero cielo delle creature, non si riconosce più, ed il solo vivere nel mio Volere riordinerà di nuovo questo cielo, lo farà risplendere di nuova luce. Perciò ti dico che in te, tutti e tutto voglio trovare. La mia Volontà, atto primo di tutte le creature celesti e terrestri, ti porterà la comunicazione di tutti gli atti loro, e tu resterai avvinta a loro e loro a te.  Perciò il vivere nel mio Volere racchiude tutto e tutti.  Quindi, sii attenta, che voglio darti la cosa più grande che esiste; ma voglio da te cose grandi e somma attenzione; chi molto dona, molto vuol ricevere".

 

LUNA (FIGURA 9)

L'atto della Divina Volontà chiamato 'luna' é amore di offerernza, amore vigile, amore di abnegazione, amore paziente, che attende il sorgere del sole per dissolversi in esso, indicando a tutti i pellegrini (gli uomini) nella notte della vita la via al sole...)

L'atto della Divina Volontà chiamato 'luna' é Dolcezza e Pace (le caratteristiche del temperamento dell'Umanità di Gesù)

L'atto della Divina Volontà chiamato 'luna' é amore materno (amore disinteressato, amore costante, amore di sacrificio, amore nascosto... come in Maria Santissima, la Dolce Luna Splendente, nel Cielo del Paradiso)

 

SOLE (FIGURA 10)

Ecco che il Sole della Divina Volontà sorge nell'anima:  

L'atto preventivo. Volume 14  Maggio 27, 1922   "...quando l'anima, dal primo sorgere del giorno, fissa la sua volontà nella mia, e si decide e si conferma di voler vivere ed operare solo nel mio Volere, previene tutti i suoi atti e li fa scorrere tutti nel mio Volere.  Con la volontà preventiva il mio Sole sorge, la mia Vita resta duplicata in tutti i tuoi atti come dentro d'un solo atto, e questo supplisce all'atto attuale....".

Ogni atto fatto nella Divina Volontà espande la circonferenza e i raggi di questo Sole: 

Volume 12  Aprile 18, 1917  "Figlia mia, come ti riversi nella mia Volontà e ti fondi in Me, così in te si forma un sole; come vai pensando, amando, riparando, ecc., si formano i raggi, e la mia Volontà come fondo, si forma corona di questi raggi e si forma il sole, il quale, innalzandosi in aria, si scioglie in rugiada benefica su tutte le creature, sicché, quante più volte ti fondi in Me, tanti soli di più vai formando.  Oh! com'è bello vedere questi soli, che innalzandosi, innalzandosi, restano circonfusi nel mio stesso Sole e piovono rugiada benefica su tutti. Quante grazie non ricevono le creature?  Io ne son tanto preso, che come loro si fondono, Io piovo su di loro rugiada abbondante di tutte le specie di grazie, in modo che loro possono formare soli più grandi, da poter più abbondante, su tutti, versare la benefica rugiada".

Volume 17  Settembre 17, 1924  "Il miracolo dei miracoli:  Il Sole della Divina Volontà, trasformando in Sole la volontà umana, agisce in essa come nel suo proprio centro". 

Volume 18  Ottobre 1, 1925  "Il Sole della Divina Volontà ha il suo centro nell'Umanita' di Nostro Signore, e chi vive in Essa vive in questo centro".

Volume 20 Ottobre 9, 1926  "Figlia mia, quanto più spesso giri nella mia Volontà per ripetere i tuoi atti, tanto più grande si forma la rotondità del globo di luce e quanta più forza di luce possiede, tanto più si possono stendere i suoi raggi che devono illuminare il regno del Fiat eterno. I tuoi atti fusi, sperduti nel mio Volere, formeranno il sole speciale che deve illuminare un regno sì santo, questo sole possederà la forza creatrice e come stenderà i suoi raggi, così resterà l'impronta della sua santità, della bontà, della luce, della bellezza e della somiglianza Divina. Chi si farà illuminare dalla sua luce sentirà la forza d'una nuova creazione continua di gioia, di contenti e di beni senza fine. Perciò il regno della mia Volontà, dominando Essa tutti gli atti di coloro che vivono in Essa sarà continua creazione, sicché la creatura starà sotto un atto nuovo continuato di questo Supremo Volere, che la terrà tanto assorbita, da fargli mancare il campo d'azione al proprio io....". 

Volume 20  Ottobre 13, 1926  "Figlia mia, ogni atto, preghiera e pena che l'anima fa entrare nella luce della mia Volontà, diventano luce e forma un raggio di più nel sole dell'eterno Volere; questi raggi formano la gloria più bella che la creatura può dare al Fiat Divino, in modo che vedendosi così glorificato dalla sua stessa luce, investe questi raggi di nuove sue conoscenze, che convertendosi in voci, manifestano all'anima altre sorprese della mia volontà, ma sai tu che cosa formano queste mie conoscenze alla creatura?  Formano l'ecclisse alla volontà umana, quanto più forte è la luce, quanti più raggi ci sono, tanto più forte la volontà umana resta abbagliata ed ecclissata dalla luce delle mie conoscenze ...". 

Volume 20  Ottobre 19, 1926  "Trovandomi nel solito mio stato, il mio adorabile Gesù si faceva vedere nel mio interno e un sole che scendeva dal cielo accentrato nel suo petto ed io, come pregavo, respiravo, mi movevo, facevo i miei atti nel suo Volere, così prendevo luce e Gesù si allargava di più nell'anima mia e prendeva più posto, io son rimasta meravigliata nel vedere che ogni cosa che facevo, prendeva luce dal petto di Gesù e Gesù si faceva più grande e si distendeva più in me, ed io restavo più riempita di Lui....".

Anche, Volume 20  Novembre 23, 1926  Il vivere nella Divina Volontà forma il vero sole tra Cielo e terra....; Volume 19 Maggio 19, 1926  Le innumerevoli bilocazioni del Sole della Divina Volontà....

L'Unità della luce della Divina Volontà: 

Volume 19 Maggio 27, 1926 [Proprietà/prerogative della luce] "Il sole che sta nell'atmosfera tiene questa prerogativa e possiede l'unità della luce, è tanto compatta insieme la luce nella sua sfera, che non ne perde un atomo, e ad onta che scende nel basso riempiendo di luce tutta la terra, la luce non si divide mai, è tanto compatta in sé stessa, unita, inseparabile, che nulla mai perde della sua luce solare, tanto vero, che tutto insieme spande i suoi raggi, fugando da per tutto dalla terra le tenebre, e tutta insieme ritira la sua luce, non lasciando neppure le tracce dei suoi atomi. Se la luce del sole fosse divisibile, da quanto tempo si sarebbe impoverito di luce e non avrebbe più forza d'illuminare tutta la terra, e si potrebbe dire: "Luce divisa, terra desolata". Sicché il sole può cantare vittoria e possiede tutta la sua forza e tutti i suoi effetti nell'unità della sua luce, e se la terra riceve tanti mirabili ed innumerevoli effetti, che si può chiamare vita della terra il sole, tutto ne avviene dall'unità della luce che possiede, che da tanti secoli non ha sperduto neppure un atomo di luce da Dio affidatogli, e perciò è sempre trionfante, maestoso e fisso, e sempre stabile a decantare nella sua luce il trionfo e la gloria della luce eterna del suo Creatore.

Ora figlia mia, il sole è il simbolo del mio Eterno Volere, e se questo simbolo possiede l'unità della luce, molto più la mia Volontà che non è simbolo, ma la realtà della luce e il sole si può chiamare la sfioritura della luce inaccessibile della mia Volontà, e tu hai visto la sua immensità, e che non si vede un globo di luce come il sole, ma vastità immensa, cui l'occhio umano non può giungere a guardare né dove finisce, né dove incomincia, eppure tutta questa (1) interminabilità di luce è (2) un atto solo dell'Eterno Volere. E' tanto compatta insieme tutta questa luce increata, che si rende (3) inseparabile, indivisibile, sicché più che sole possiede l'unità eterna, in cui viene fondato il trionfo di Dio e di tutte le nostre opere. Ora, questo trionfo dell'unità del Supremo Volere, il centro della sua sede, del suo trono, è il centro della Trinità Sacrosanta, da questo centro divino partono i suoi raggi fulgidissimi ed investono tutta la patria celeste, e tutti i santi e angeli sono investiti dall'unità del mio Volere e tutti ricevono gli effetti innumerevoli, che rapendoli tutti a sé, forma di loro una sola unità con l'unità suprema della mia Volontà; questi raggi investono la Creazione tutta e formano la sua unità con l'anima che vive nella mia Volontà. Guarda, l'unità di questa luce della mia Volontà che sta nel centro delle Tre Divine Persone, è già affissata in te, sicché una è la luce e l'atto, una è la Volontà. Ora, mentre stai facendo i tuoi atti in questa unità, sono già incorporati a quell'atto solo del centro, e la Divinità è già con te a fare ciò che fai tu, la Mamma Celeste, i santi e angeli e tutta la Creazione, tutti in coro ripetono il tuo atto, e sentono gli effetti della Volontà Suprema. Guarda, ascolta il prodigio non mai visto di quell'atto solo che riempie Cielo e terra, e che la stessa Trinità, unificandosi con la creatura, si mette come primo atto dell'atto della creatura".

[Proprietà degli atti fatti in questa unità di luce] In questo mentre vedevo la luce eterna affissata in me, e sentivo il coro di tutto il Cielo e di tutta la Creazione nel suo muto linguaggio, ma chi può dire tutto, e ciò che comprendevo dell'unità della luce del Supremo Volere? E Gesù ha soggiunto:  "Figlia mia, ogni atto per essere buono e santo, il suo principio deve venire da Dio, ed ecco che l'anima che vive nel mio Volere, nell'unità di questa luce, la sua adorazione, il suo amore, il suo moto e tutto ciò che può fare incomincia dalla Trinità Divina, sicché (a) riceve il principio dei suoi atti da Dio stesso, ed ecco che la sua adorazione, il suo amore, il suo moto, è la stessa adorazione che hanno tra loro le Tre Divine Persone, e lo stesso amore reciproco che regna tra il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo, il suo moto è quel (b) moto eterno che mai cessa e che dà moto a tutti.  (c) L'unità di questa luce mette tutto in comune, e ciò che fa Dio fa l'anima, e ciò che fa l'anima fa Dio, Dio per virtù propria, l'anima in virtù dell'unità della luce che l'involge; perciò il prodigio del vivere nel mio Volere è il prodigio di Dio stesso, è prodigio primario, tutti gli altri prodigi, tutte le altre opere, anche buone e sante, restano eclissate, scompariscono innanzi agli atti fatti nell'unità di questa luce....".

Il Sole della Divina Volontà forma l'eclisse alla volontà umana.  Cfr.:  Volume 20 Ottobre 13, 1926;  Volume 24  Giugno 12, 1928.

 

VENTO (FIGURA 11)

Diversi effetti nell'anima del vento della Divina Volontà, quando l'anima compie i suoi atti attuali  in Essa:

Volume 14  Maggio 27, 1922  "...Ma però, l'atto preventivo può essere ombrato, oscurato dai modi umani, dalla volontà propria, dalla stima, dalla trascuratezza ed altro, che sono come nubi innanzi al sole, che rendono meno vivida la sua luce sulla faccia della terra. Invece l'atto attuale non è soggetto a nubi, ma ha virtù di diradare le nubi se ci sono, e fa sorgere tant'altri soli in cui resta duplicata la mia Vita, con tale vivezza di luce e calore, da formare altrettanti nuovi soli, l'uno più bello dell'altro.  Però tutti e due sono necessari, il preventivo dà la mano, dispone e forma il piano all'attuale; l'attuale conserva ed allarga il piano del preventivo".

Volume 19  Aprile 18, 1926  Mi sentivo tutta impicciolita in me stessa e cercavo di fondermi nel Santo Voler Divino, per correre presso di Esso per tenergli compagnia nel suo operato e ricambiarlo almeno col mio piccolo ti amo. Ora, mentre ciò facevo, il mio dolce Gesù uscendo da dentro il mio interno mi ha detto: "Figlia mia, coraggio, non badare alla tua piccolezza, quello che deve starti a cuore è il tenere la tua piccolezza nella mia Volontà, perché stando in Essa resterai sperduta in Essa, e la mia Volontà, qual vento, porterà nel tuo atto la freschezza che possiede come refrigerio a tutte le creature, porterà il vento caldo per infiammarli del mio amore, porterà il vento freddo per smorzare il fuoco delle passioni, ed infine porterà il vento umido come vegetazione del germe della mia Volontà. Non hai mai tu sentito gli effetti del vento, come sa cambiare l'aria quasi istantaneamente dal caldo al freddo, dall'umido ad un'aria freschissima e refrigerante? La mia Volontà è più che vento, ed i tuoi atti in Essa, agitandola, muovono i venti che contiene e producono mirabili effetti, poi, tutti questi venti, uniti insieme, investono il trono divino e portano al loro Creatore la gloria della sua Volontà operante nella creatura. Oh! se da tutti si sapesse che significa operare nel Fiat Supremo, i prodigi che contiene, tutti farebbero a gara per operare in Esso. 

Il venticello rinfrescante del giro continuo nella Divina Volontà:

Volume 16  Gennaio 20, 1924  "...se ti opprimi perderai l'attenzione del giro, ed il mare del mio Volere, non sentendosi agitato dai veloci giri della mia piccola barchetta, ti brucerà di più e spasimerai di più per la mia privazione; invece se giri sempre, sarai come quel dolce venticello, che mentre porterai refrigerio al nostro fuoco, ti servirà per raddolcire lo spasimo che soffri per la mia privazione".

 

MARE (FIGURA 12)

Cosa fa la Divina Volontà nel mare?:

Volume 20  Novembre 1, 1926  "...E ora figlia mia, scendiamo nella parte bassa della terra, portiamoci nel mare dove sono ammantate masse di acque cristalline, simbolo della purità divina, queste acque camminano sempre, non si fermano mai, sono senza voce e mormorano, sono senza vita e forte, in modo da formare tant'alte le loro onde, da travolgere e mettere in frantumi nave, gente e cose e poi scendere nel loro lido dopo che hanno atterrate le cose che hanno investite, pacifiche come se nulla avessero fatto, continuando il loro solito mormorio.  Oh! come la mia Volontà nel mare decanta, ama e glorifica la nostra Potenza, la nostra Fortezza, il nostro moto eterno che mai si ferma e se la nostra Giustizia forma le sue giuste onde fragorose da atterrare città e gente, come mare pacifico dopo la tempesta la nostra pace mai è perturbata e la mia Volontà velata dalle acque del mare dice all'uomo:  "Sii puro come queste acque cristalline, ma se vuoi essere puro cammina sempre verso del Cielo, altrimenti t'imputridiresti come s'imputridirebbero queste acque così pure se non camminassero sempre; il mormorio della tua preghiera sia continuo se vuoi essere forte e potente al par di me, se vuoi atterrare i più forti nemici e la sua volontà ribelle che m'impedisce di svelarmi e uscire da questo mare per venire a regnare in te e stendere in te il mare pacifico della mia grazia; possibile che vuoi essere al disotto di questo mare che tanto mi glorifica?'

Il mare della Divina Volontà nell'anima:

Volume 25  Novembre 10, 1928  "...Oh! com'è bello il mio ed il tuo mare, oh! come resta dietro il mare della terra, perché esso mormora ma non racchiude nel suo mormorio il cielo, il sole, il vento e tutto, ma solo i pesci, invece il mare del mio Volere ed il mormorio della tua preghiera in Esso, racchiude tutte le opere mie, perché la mia Volontà Divina, il cielo, il sole, le stelle, il mare e altro le tiene tutte in sé, come nel suo proprio pugno, e mormorando con la tua preghiera in Essa le trovi tutte".

 

TERRA (FIGURA 13)

Cosa fa la Divina Volontà nella terra?:

Volume 20  Novembre 4, 1926:  "Guarda figlia mia, l'amore sviscerato di questa nobile Regina. Essa giunge a velarsi di terra per renderla ferma, affinché l'uomo possa sicuro camminarvi di sopra e mentre cammina sopra il velo di terra che la nasconde, gli prende le piante dei piedi fra le sue manine nobili e regali, perché l'uomo non vacilli, per dargli il passo fermo, e mentre si stringe al suo nobile seno per mezzo della madre terra le piante dell'uomo, Essa vorrebbe uscire, vorrebbe svelarsi dal velo di terra che la copre, ma l'uomo gli cammina sopra senza farle neppure attenzione per vedere chi gli sostiene il passo, chi gli mantiene quella gran massa di terra così ferma per fare che lui non vacilli.  E la nobile Regina continua a starsi velata di terra e aspetta con una pazienza indicibile, che solo una Volontà Divina può possedere, che fosse riconosciuta, per farsi amare e dirle la sua lunga storia, che cosa ha fatto per amore dell'uomo velata da questa terra.  Ed è tanto il suo Amore, che molte volte sente la necessità di rompere quel velo di terra che la copre e facendo uso del suo dominio scuote la terra e nasconde nel suo seno, col suo impero, città e genti, affinché l'uomo conosca che dentro di quella terra, sotto dei suoi piedi, c'è una Volontà imperante e dominante, che ama e non è amata e dolente si scuote per farsi conoscere. Nel Vangelo si legge con meraviglia quand'Io prostrato ai piedi dei miei apostoli gli lavai i piedi e non passai avanti neppure il perfido Giuda, quest'atto, certo molto umile ed indicibile tenerezza, che la Chiesa ne fa memoria, ma fu una sol volta che Io feci quest'atto. Invece la mia Volontà scende più nel basso, si mette sotto dei piedi con un atto continuato per sostenerli, per rendere la terra ferma, affinché non precipitino nell'abisso, eppure nessuna attenzione. E la nobile Regina aspetta con pazienza invitta, velata per tanti secoli in tutte le cose create, che la sua Volontà sia conosciuta e quando sarà conosciuta romperà i tanti veli che la nascondono e farà conoscere che cosa ha fatto per tanti secoli per amor dell'uomo, dirà cose inaudite, eccessi d'amore non mai pensati da nessuno. Ecco perciò parlandoti della mia Volontà ti parlo spesso della Creazione, perché Essa è vita di tutte le cose create e per mezzo di esse da vita a tutti e questa vita vuol essere conosciuta per venire il regno dell'Eterno Fiat....".

La natura umana così come fu create da Dio:  terra fresca, pura, santa, feconda necessaria per fornire la materia prima e innumerevoli opportunità per fare nuovi atti nella Divina Volontà  (ref. Volume 30)

 

PIANTE (FIGURA 14)

Il Giardino dell'Eden:  Era tutta La Creazione intorno all'uomo, ma anche l'uomo stesso lui era il giardino delle delizie di Dio. Un fiume scorreva nell'Eden (la Divina Volontà), che irrigava il giardino (l'uomo) rendendolo fertile (nuova creazione spirituale di atti divini).  Questo fiume si divideva in quattro fiumi, I quali irrigavano I quattro punti cardinali (la totalita' dell'uomo).  Sicché, la Divina Volontà non solo "irrigava" l'uomo per farlo "crescere e moltiplicare", ma lo "circondava" anche cioé, lo proteggeva, preservandolo sempre fresco e bello così come era stato creato.

Nell'Eden c'era l'albero della vita e l'albero della conoscenza del bene e del male.  L'Albero della Vita é Gesù Cristo, il Verbo Incarnato. Prima del peccato originale, Adamo aveva libero accesso ad Esso (piena conoscenza di Lui) e poteva mangiare i Suoi frutti (nutrirsi della vita divina con l'innestarsi nella Umanità di Cristo). Dopo il peccato, non poté più avvicinarvisi; Dio mise gli Angeli e la spada ardente che roteava in tutte le direzioni. (Genesi 3, 2224).

Ma quando il Regno della Divina Volontà viene stabilito nell'uomo... (Apocalisse 22,15) l'Angelo mostra all'uomo, nuovamente, la fonte d'acqua viva della Divina Volontà e l'Albero della Vita, il quale produce frutti ed é ora nuovamente accesibile all'uomo cioé, la Vita stessa di Gesù Cristo e tutti i Suoi atti come vita dell'uomo. Come dicono le Scritture, questi frutti vengono prodotti "dodici volte all'anno, una volta al mese" vale a dire, sempre, costantemente, ad ogni atto fatto nella Divina Volontà. 

 

ANIMALI (FIGURA 15)

La Divina Volontà, nobile Regina che serve l'uomo o meglio, Sé Stessa nell'uomo in ogni creatura vivente.

Questo é il vero dominio su tutta la Creazione:  far sì che tutte le cose e esseri create servano allo scopo per cui Dio le creò; e questo, affinché l'uomo e Dio potessero amarsi continuamente, e l'uomo crescesse in amore,  in conoscenza, in atti divini, in vita divina, crescendo nella somiglianza di Dio. In questo modo, nulla sfuggiva al suo dominio e azione, dalla stella più lontana che l'occhio umano non può neppure scorgere, fino alla cosa più piccolo, come un granello di sabbia o un moscerino; l'uomo faceva uso (dominava) di tutto al fine di ricevere l'amore del Padre suo, e a sua volta darGli corrispondenza d'amore, lodarLo e glorificarLo. L'uomo faceva uso di tutte le creature, incluse quelle spirituali, quali gli Angeli.     

Solo dall'uomo dipende il compimento da parte sua e da parte di tutta la Creazione dello scopo per cui tutto fu creato.  (Cfr.: Volume 18  Gennaio 10, 1926)  (FIGURA 16)

 

(X)

Quello che l'anima può fare nel girare nella Creazione (FIGURA 17

Progressione di atti che l'anima fa man mano che continua a girare negli atti della Creazione

 

TI RICONOSCO (FIGURA 18)

Dal Volume 1:  '...Pareva che da lontano gli baciavo la mano che mi aveva benedetta, dicendogli: "Addio, oh Sposo Santo, addio". Mi vedevo che tutto per me era finito mentre Lui solo tenevo, e che mancandomi Lui, non mi restava nessuna altra consolazione, ma tutto si convertiva in amarissime pene. Anzi le stesse creature mi stuzzicavano la pena, in modo che tutte le cose che guardavo, pareva che mi dicevano: "Vedi, siamo opere del tuo Amato, e Lui, dov'è?" Se guardavo acqua, fuoco, fiori, anzi le stesse pietre, subito il pensiero diceva:  "Ah! queste sono opere del tuo Sposo. Ah! loro hanno il bene di vederlo e tu non lo vedi. Deh! opere del mio Signore, datemi notizie, ditemi, dove si trova? Mi disse presto che sarebbe venuto, ma chi sa quando.'

 

TI AMO   (FIGURA 19)

Che gran ché é il 'Ti amo'.  Volume 17  August 2, 1925   Stavo pregando e fondendomi nel Santo Voler Divino; volevo girare dappertutto, fin nell'empireo per trovare quel ti amo supremo, che non è soggetto a nessuna interruzione, vorrei farlo mio affinché, anch'io avessi un ti amo non mai interrotto che potesse far eco al ti amo eterno, e possedendo in me la sorgente del vero ti amo, potessi avere un ti amo per tutti, per ciascuno, per ogni moto, per ogni atto, per ogni respiro, per ogni palpito e per ogni ti amo dello stesso Gesù.  E mentre mi pareva di giungere nel seno dell'Eterno, facendo mio il loro ti amo, andavo ripetendo dappertutto e sopra ciascuna cosa una cantilena di ti amo per il mio Supremo Signore.  Ora, mentre ciò facevo, il mio pensiero ha interrotto il mio ti amo dicendomi: "Che fai?  Potresti fare altro, e poi, che cosa, che gran che è questo ti amo?"  Ed il mio dolce Gesù muovendosi come in fretta nel mio interno mi ha detto: "Che cosa, che gran che è il ti amo per Me?  Figlia mia, il ti amo è tutto! Il ti amo è amore, è venerazione, è stima, è eroismo, è sacrifizio, è fiducia verso a chi è diretto il ti amo. Il ti amo è possedere Colui che racchiude il ti amo. Ti amo è una parola piccola, ma pesa quanto pesa tutta l'eternità! Il ti amo racchiude tutto, coinvolge tutti, si diffonde, si stringe, si eleva in alto, scende fin nel basso, s'imprime ovunque, ma mai si arresta. Come figlia mia, che gran che è il ti amo? La sua origine è eterna, nel ti amo il Padre Celeste mi generò, e nel ti amo procedette lo Spirito Santo. Nel ti amo il Fiat eterno uscì la Creazione tutta, e nel ti amo perdonò l'uomo colpevole e lo redense; sicché, nel ti amo l'anima trova tutto in Dio, e Dio trova tutto nell'anima, perciò il valore del ti amo è infinito, è pieno di vita, di energia, non si stanca mai, supera tutto e trionfa di tutto, quindi voglio vederlo questo ti amo per Me sul tuo labbro, nel tuo cuore, nel volo dei tuoi pensieri, nelle gocce del tuo sangue, nelle pene e nelle gioie, nel cibo che prendi, in tutto.  La vita del mio ti amo dev'essere lunga, lunga in te, ed il mio Fiat che regna in te vi metterà il suggello del ti amo Divino"....

Il  'Ti amo' dà il diritto di possesso (dell'amato e di ciò che appartiene all'amato).

Volume 18  Febbraio 7, 1926  ... "Figlia mia, com'è bello il ti amo di chi vive nella mia Volontà, sento l'eco del mio insieme al suo su tutte le cose create, perciò sento il ricambio dell'amore della creatura per tutto ciò che ho fatto; e poi, amare significa possedere ciò che si ama, o voler possedere la cosa amata; sicché tu ami la Creazione tutta perché è mia, ed Io te la faccio amare perché voglio farla tua. Il tuo ripetuto ti amo per Me sopra d'ogni cosa creata, é la via ed il diritto del possesso, di possederle. La Creazione tutta nel sentirsi amata, riconoscono la loro padrona, perciò fanno festa al sentirsi ripetere su di loro il tuo ti amo; l'amore fa riconoscere ciò che è suo, e si donano solo a coloro dai quali sono amate, e la mia Volontà regnante nell'anima è la conferma che ciò che è mio è suo. Ora, quando una cosa è fra due persone insieme, ci vuole sommo accordo, l'una non può fare senza dell'altra, ed ecco la necessità della loro inseparabile unione, delle comunicazioni continue sul da fare di ciò che posseggono. Oh! come la mia Volontà regnante nell'anima la eleva sopra tutto, e amando coll'amore d'un Dio, sa amare tutte le cose col suo stesso amore, e viene costituita possessora e regina di tutto il creato...".

Vedi anche, Cfr.: Volume 12  Febbraio 20, 1919 (Il 'Ti amo' di Gesù in tutte le cose verso il Padre; l'ufficio della sua Umanità);  Volume 12  Gennaio 9, 1920  (Il 'Ti amo' dell'anima, ripetendo l'ufficio dell'Umanità di Gesù); Volume 17  Maggio 17, 1925 (Esempio di giro nella Creazione... imprimendo il 'Ti amo' in ogni cosa creata); Volume 31  Agosto 21, 1932  (Desiderio e bisogno di Gesù del 'Ti amo' della creatura);

 

TI FACCIO COMPAGNIA (FIGURA 20)

Iddio creò l'uomo perché Gli facesse compagnia.

Volume 12 Gennaio 24, 1920 Continuando il mio solito stato, stavo unendomi con Gesù, pregandolo di non lasciarmi sola, e che venisse a tenermi compagnia, e Lui, muovendosi nel mio interno, mi ha dettoche se nel creare l'uomo dissi: "Non è buono che l'uomo sia solo, facciamo un'altra creatura che lo rassomigli e gli tenga compagnia, affinché l'uno formi la delizia dell'altro". Queste stesse parole, prima di creare l'uomo, dissi al mio amore: "Non voglio essere solo, ma voglio la creatura in mia compagnia, voglio crearla per trastullarmi con lei, per dividere con lei tutti i miei contenti, con la sua compagnia mi sfogherò nell'amore".  Perciò la feci a mia somiglianza, e come la sua intelligenza pensa a Me, si occupa di Me, così tiene compagnia alla mia sapienza, ed i miei pensieri facendo compagnia ai suoi, ci trastulliamo insieme; se il suo sguardo guarda Me e le cose create per amarmi, sento la compagnia del suo sguardo; se la lingua prega, insegna il bene, sento la compagnia della sua voce; se il cuore mi ama, sento la compagnia nel mio amore; e così di tutto il resto. Ma se invece fa il contrario, Io mi sento solo e come re derelitto, ma ahi! quanti mi lasciano solo e mi disconoscono".

Dal momento in cui Gesù si incarnò nel seno di Maria SS., Egli cerca la compaglia della creatura.  Il Quinto Eccesso d'Amore nella Incarnazione: "Figlia mia, non ti scostare da Me, non mi lasciare solo, il mio amore vuole la compagnia, un altro eccesso del mio amore che non vuole essere solo. Ma sai tu con chi vuol essere in compagnia? Della creatura. Vedi, nel seno della mia Mamma, insieme con Me ci sono tutte le creature, concepite insieme con Me.  Io sto con loro tutto amore, voglio dirle quanto le ami, voglio parlare con loro per dirle le mie gioie ed i miei dolori, che sono venuto in mezzo a loro per renderle felice, per consolarle, che starò in mezzo a loro come un loro fratellino dando a ciascuna tutti i miei beni, il mio regno a costo della mia morte. Voglio darle i miei baci, le mie carezze; voglio trastullarmi con loro, ma, ahi quanti dolori mi danno! chi mi fugge, chi fa il sordo e mi riduce al silenzio, chi disprezza i miei beni e non si curano del mio regno e ricambiano i miei baci e carezze con la non curanza e dimenticanza di Me, ed il mio trastullo lo convertono in amaro pianto. Oh! come son solo, eppure in mezzo a tanti. Oh! come mi pesa la mia solitudine, non ho a chi dire una parola, con chi fare uno sfogo, neppure d'amore; sono sempre mesto e taciturno, perché se parlo non sono ascoltato. Ah! figlia mia, ti prego, ti supplico non mi lasciare solo in tanta solitudine, dammi il bene di farmi parlare coll'ascoltarmi, presta orecchio a miei insegnamenti, Io sono il maestro dei maestri. Quante cose voglio insegnarti! Se tu mi darai ascolto mi farai cessare da piangere e mi trastullerò con te. Non vuoi tu trastullarti con Me?"...

Compagnia, non solo a Gesù, ma anche alle sue opere, che sono inseparabili da Lui...   Volume 17 Maggio 21, 1925  "...La mia Volontà non vuole restare sola nel suo atto, ma vuole la compagnia del tuo atto, vuole il tuo ricambio, perciò ti ho messo nella mia Volontà, affinché faccia compagnia agli atti miei, ed insieme con la mia Volontà tu vorrai ciò che voglio Io, che le stelle luccichino, che il sole riempia di luce la terra, che le piante fioriscano, che i campi biondeggino, che l'uccello gorgheggi, che il mare mormori, che il pesce guizzi, insomma, vorrai ciò che voglio Io; la mia Volontà non si sentirà più sola nelle cose create, ma sentirà la compagnia dei tuoi atti, perciò gira per ogni cosa creata, e costituisciti atto per ogni atto della mia Volontà. E' questo il vivere nel mio Volere, non lasciare mai solo il suo Creatore, ammirare tutte le sue opere, e dargli ai suoi atti grandi, i piccoli atti di creatura".

...per arricchire la creatura, istruirla e darle il possesso del bene che le fa conoscere. 

Volume 18  Novembre 19, 1925  ..."Figlia del mio Santo Volere, chi è figlia deve conoscere ciò che fa il padre, deve sapere ciò che possiede e deve poter dire al padre: ciò che è tuo è mio, e se ciò non fosse significa che non c'è sommo accordo tra padre e figlia, o forse non è figlia legittima di questo padre. Così è chi è vera figlia della mia Volontà, deve conoscere ciò che fa e gli immensi beni che possiede; è proprio questo il vivere nel mio Volere, far compagnia a tutti gli atti che fa la mia Volontà. Essa non vuol vivere isolata in mezzo alla Creazione, ma vuole la compagnia della creatura per causa della quale, perché l'ama tanto, mantiene l'ordine di tutta la Creazione e si fa vita di ciascuna cosa; e quando trova l'anima che le fa compagnia in questa vita che mantiene in tutto l'universo, la mia Volontà gioisce, fa festa e si sente felice, trova colei che ama e da cui viene riamata, trova a chi può farsi conoscere, ciò che possiede, e nella sua felicità narra all'anima gli arcani del suo Volere, il suo valore ed i suoi effetti sorprendenti, ma ciò è nulla, come narra le sue conoscenze, ciò che fa, e ciò che è, cosi le fa donazione di ciò che le manifesta, e più che valida scrittura è la stessa conoscenza, che a caratteri di luce ha impresso nell'anima il possesso dei beni che la sua conoscenza contiene. Oh! com'è bello vedere la santità, la potenza, l'immensità del mio Volere, trattenersi con la piccolezza della volontà umana nell'atto che le fa compagnia; Esso vuol sempre dare, non si arresta mai, vuol vedere la piccolezza bella, ricca, potente; la vuol tenere sempre vicino, per poterle sempre dare. Non c'è cosa più bella, più graziosa, più sorprendente a vedersi, di un'anima che cerca di seguire gli atti della Volontà del suo Creatore. C'è una gara continua tra loro, un amore reciproco, un dare e un ricevere continuo.  Oh! se tu sapessi come sei ricca; quante cose conosci della mia Volontà, tanti beni possiedi; se tu li enumeri ti sperderai e resterai affogata in essi. Perciò sii attenta nel seguire gli atti del mio Volere, se vuoi fargli continua compagnia".

 

TI POSSEGGO E TI RACCHIUDO (FIGURA 21)

Volume 20  Ottobre 24, 1926  "...Tu devi sapere che, tu per aver dominio e farle dire ciò che vuoi tu, in tutte le cose che sono uscite e racchiudono la mia Volontà, dovevi prima conoscerle e poi amarle affinché l'amore ti desse il diritto di possederle e di farle fare e dire ciò che vuoi tu.  Ecco la causa perché prima, girando in tutte le opere mie, imprimevi il tuo ti amo, ti adoro, ti ringrazio, erano le conoscenze delle opere mie che tu facevi ed il possesso che prendevi...". 

Also, Volume 18, Febbraio 7, 1925.

 

Chie vive nella Divina Volontà deve racchiudere tutto. 

Volume 17  Giugno 10, 1925  "Figlia mia, la mia Volontà contiene tutto, e a chi vive in Essa non deve nulla sfuggirgli di tutto ciò che a Me appartiene, anzi basta che gli sfugga una sola cosa per dire che non mi dà tutto l'onore e la gloria che la mia Volontà contiene, quindi non si può dire che la sua vita sia completa in Essa, né mi dà il ricambio di tutto ciò che il mio Volere gli ha dato, perché tutto ho dato a chi vive nella mia Volontà, ed Io vado a loro come in trionfo sulle ali delle opere mie, per darli il nuovo ricambio del mio amore, e loro devono venire sulla mia stessa via per darmi il nuovo ricambio del loro. Non sarebbe dilettevole per te se avessi fatto tante belle e svariate opere, ed una persona da te amata, per farti piacere te le mettesse intorno, e ad una ad una facendole vedere ti dicesse: "Vedi, queste sono opere tue, quanto è bella questa, come è artistica quest'altra? E nella terza quanta maestria? E nella quarta quanta varietà di colori? Qual incanto in quest'altra? Qual gioia non ne proveresti, qual gloria per te! Così è per Me, molto più che chi vive nella mia Volontà, dovendo tutto accentrare in lei, dev'essere come il palpito di tutta la Creazione, che palpitando tutte le cose in lei in virtù del mio Volere, deve formare un solo palpito, per ridarmi in quel palpito i palpiti di tutti e di tutto, e ricondurmi la gloria e l'amore di tutte le cose uscite da Me. Io devo trovare nell'anima in cui regna la mia Volontà tutti, affinché lei, contenendo tutto, possa darmi tutto ciò che gli altri dovrebbero darmi...". 

Anche, Volume 18  Dicembre 6, 1925; Volume 20  Novembre 4 e 10, 1926; La Vergine Maria nel Regno della Divina Volontà Giorno 31.

 

VENGA IL TUO REGNO (FIGURA 22)

Volume 20  Ottobre 24, 1926  "...Ora dopo il possesso, che altro più grande, più santo, più bello, più portatore di tutte le felicità alle umane generazioni puoi chiedere in mezzo alle opere mie ed insieme con esse, che venga il regno della mia Volontà?  Molto più che tanto nella Creazione era il regno del Fiat che voleva stabilire in mezzo alle creature...".

Also, Volume 20  Febbraio 11, 13, 16, 1927.

 

...E CREO PER IL MIO CREATORE (FIGURA 23)

Cfr.:  Volume 27  Ottobre 18, 1929  'Vi do il mio cielo, il mio sole e tutto...'; Anche, Cfr.:  Vol. 20 Febbraio 3, 1927; Vol. 21 Maggio 24, 1927; Vol. 25 Dicembre. 21, 1918; Vol. 24 Luglio. 23 e Agosto 12 1928.   Fiat!!!


RICAPITOLANDO... (FIGURA 24)

Selezione di Capitoli Il Giro dell'anima nella Creazione

I.  Gesù chiama l'anima a seguire gli atti della Divina Volontà fatti nella Creazione, per ripetere l'ufficio della Sua Umanità nel riceve e ricambiare l'amore contenuto in ciascuna cosa create in nome di tutte le creature

 
Febbraio 20, 1919  Volume 12

In ogni cosa creata, Iddio metteva una relazione, un canale di grazie, un amore speciale tra la Maestà Suprema e la creatura.

Continuando il mio solito stato me l'ho passato insieme col mio dolce Gesù, ed ora si faceva vedere bambino, ora crocifisso, e trasformandomi in Lui mi ha detto: "Figlia mia, entra in Me, nella mia Divinità, e corri nell'eterna mia Volontà, e vi troverai la potenza creatrice come in atto di mettere fuori la macchina di tutto l'universo. In ogni cosa che creavo mettevo una relazione, un canale di grazie, un amore speciale tra la Maestà Suprema e la creatura; ma la creatura non doveva far conto di queste relazioni, di queste grazie, di questo amore, sicché avrebbe sospeso la Creazione non riconosciuta ed apprezzata, ma nel vedere la mia Umanità che tanto bene doveva apprezzare, e che per ogni cosa creata doveva aver avuto le sue relazioni con l'Eterno, riconoscerlo, amarlo, non solo per Sé ma per tutta l'umana famiglia, non guardò al torto degli altri figli, e con sommo contento distese il cielo, tapezzandolo di stelle, sapendo che quelle stelle dovevano essere tante e svariate relazioni, grazie senza numero, fiumi d'amore che dovevano correre tra la mia Umanità e l'Ente Supremo. L'Eterno mirò il cielo e ne restò contento nel vedere le immense armonie, le comunicazioni d'amore che aprì tra il cielo e la terra, perciò passò più inoltre, e con una sola parola creatrice vi creò il sole come relatore continuo del suo Essere Supremo, dotandolo di luce, di calore, mettendolo sospeso tra il cielo e la terra in atto di reggere tutto, di fecondare, riscaldare, illuminare tutto; col suo occhio di luce indagatore pare che dice a tutti: "Io sono il più perfetto predicatore dell'Essere Divino; specchiatevi in me e lo riconoscerete, è luce immensa, è amore interminabile, dà vita a tutto, non ha bisogno di nulla, nessuno lo può toccare; guardatemi bene e lo riconoscerete, io sono la sua ombra, il riverbero della sua Maestà, il relatore continuo." 

Oh! quali oceani d'amore, di relazioni si aprirono tra la mia Umanità e la Maestà Suprema, sicché ogni cosa che tu vedi, fino al più piccolo fiorellino del campo, era una relazione di più tra la creatura e il Creatore, perciò era giusto che ne voleva una riconoscenza, un amore di più da parte delle creature. Io sottentrai a tutto, lo riconobbi ed adorai per tutti la potenza creatrice. Ma il mio amore verso tanta bontà non è contento, vorrei che altre creature riconoscessero, amassero ed adorassero questa potenza creatrice, e per quanto a creatura è possibile prendessero parte a queste relazioni che l'Eterno ha sparso in tutto il mondo, e a nome di tutti rendessero omaggio a quest'atto di creazione dell'Eterno; ma sai tu chi può rendere quest'omaggio? Le anime che vivono nel mio Volere, ché come entrano in Esso trovano come in atto tutti gli atti della Maestà Suprema, e trovandosi questa Volontà in tutto ed in tutti, restano moltiplicate in tutto e possono rendere onore, gloria, adorazione, amore per tutti, perciò vieni nel mio Volere, vieni insieme con Me innanzi all'Altezza Divina, a rendere per prima gli omaggi come a Creatore di tutto."

Io non so dire come sono entrata in questo Divin Volere, ma sempre insieme col mio dolce Gesù, e vedevo questa Suprema Maestà in atto di mettere fuori tutto il creato. Oh! Dio, che amore, ogni cosa creata riceveva l'impronta dell'amore, la chiave di comunicazione, il muto linguaggio di parlare eloquentemente di Dio; ma a chi? Alla creatura ingrata, ma io non so andare avanti nel dire, la mia piccola intelligenza si perdeva nel vedere le tante aperture di comunicazione, l'amore immenso che usciva da esse, la creatura che rendeva come estranei tutti questi beni. Onde insieme con Gesù, come moltiplicandoci in tutti, abbiamo adorato, ringraziato e riconosciuto a nome di tutti la potenza creatrice, e l'Eterno riceveva la gloria della Creazione. Gesù è scomparso, ed io sono ritornata in me stessa.


Gennaio 9, 1920  Volume 12

Tutte le cose create porgono l'amore di Dio all'uomo.

Stavo pregando, e col mio pensiero mi fondevo nel Voler Eterno, e portandomi innanzi alla Maestà Suprema dicevo: "Eterna Maestà, vengo ai tuoi piedi a nome di tutta l'umana famiglia, dal primo fino all'ultimo uomo delle future generazioni, ad adorarti profondamente, ai tuoi piedi santissimi voglio suggellare le adorazioni di tutti, vengo a riconoscerti a nome di tutti:  Creatore e dominatore assoluto di tutto, vengo ad amarti per tutti e per ciascuno, vengo a ricambiarti in amore per tutti, per ciascuna cosa creata, cui tanto amore ci hai messo dentro, che mai la creatura troverà amore sufficiente per ricambiarti in amore, ma io nel tuo Volere trovo questo amore, e volendo che il mio amore, come gli altri atti, siano completi, pieni e per tutti, perciò sono venuta nel tuo Volere, dove tutto è immenso ed eterno, e trovo amore per poterti amare per tutti, quindi ti amo per ogni stella che hai creato, ti amo per quante goccie di luce ed intensità di calore che hai messo nel sole."

Ma chi può dire tutto ciò che la mia povera mente diceva? Andrei troppo per le lunghe; perciò faccio punto. Ora, mentre ciò facevo, un pensiero mi ha detto: "Come va, ed in che modo Nostro Signore ha messo in ogni cosa creata fiumi d'amore verso la creatura?"  Ed una luce ha risposto al mio pensiero: "Certo figlia mia che in ogni cosa creata il mio amore si riversava a torrenti verso la creatura, te lo dissi altrove, te lo confermo ora, che mentre il mio amore increato creava il sole, ci metteva oceani d'amore, ed in ogni goccia di luce che doveva inondare l'occhio, il passo, la mano, e tutto della creatura, correva il mio amore, e quasi ripercuotendole dolcemente l'occhio, la mano, il passo, la bocca, le dà il mio bacio eterno e le porge il mio amore; alla luce corre insieme il calore, e ripercuotendolo un po' più forte e quasi impaziente dell'amore della creatura, fino a dardeggiarla, le ripeto più forte il mio ti amo eterno, e se il sole con la sua luce e calore feconda le piante, è il mio amore che corre alla nutrizione dell'uomo; e se ho disteso un cielo sul capo dell'uomo, tempestandolo di stelle, era il mio amore che volendo allietare l'occhio dell'uomo, anche la notte, gli diceva in ogni scintillio di stella il mio ti amo, sicché ogni cosa creata porge il mio amore all'uomo, e se ciò non fosse, non aveva nessuno scopo la Creazione, ed Io non faccio nulla senza scopo, tutto è stato fatto per l'uomo, ma l'uomo non lo riconosce, e si è cambiato per Me in dolore.  Perciò figlia mia, se vuoi lenire il mio dolore vieni spesso nel mio Volere, ed a nome di tutti dammi adorazione, amore, riconoscenza e ringraziamento per tutti."


Agosto 9, 1925  Volume 18

Come il ricambiare Iddio in amore per tutte le cose create, entra nel primo dovere della creatura. La Divina Volontà fu data come vita primaria della creatura.

Mio Gesù, dammi la forza, Tu che vedi le grandi ripugnanze che sento nello scrivere, che se non fosse per la benedetta ubbidienza ed il timore di dispiacerti, non avrei vergato mai più una sola parola. Le tue lunghe privazioni m'intontiscono e mi rendono incapace di tutto, perciò ho bisogno di aiuto maggiore per mettere su carta ciò che il tuo Santo Volere mi suggerisce.  Perciò dammi la mano e sii Tu sempre insieme con me.

Ora, mentre mi stavo fondendo nel Santo Voler Divino, per ricambiare in amore tutto ciò che Iddio aveva fatto nella Creazione per amore delle creature, il pensiero mi diceva che non era necessario il fare ciò, né era gradito al mio Gesù questo modo di pregare, queste sono invenzioni della mia testa.  Ed il mio sempre amabile Gesù, muovendosi nel mio interno mi ha detto: "Figlia mia, tu devi sapere che questo modo di pregare, cioè di ricambiare Iddio in amore per tutte le cose da Lui create, è un diritto divino ed entra nel primo dovere della creatura. La Creazione fu fatta per amore dell'uomo, anzi, fu tanto il nostro amore che, se fosse necessario avremmo creato tanti cieli, tanti soli, stelle, mari, terre, piante, e tutto il resto, per quante creature dovevano venire alla luce di questo mondo, affinché ognuna avesse una Creazione per sé, un universo tutto suo, come difatti quando il tutto fu creato, solo Adamo fu lo spettatore di tutto il creato, egli poteva godere tutto il bene che voleva. E se ciò non facemmo, fu perché l'uomo poteva godere lo stesso tutto come se fosse suo, ad onta che gli altri ne godano  Difatti, chi non può dire: il sole è mio e godere della luce del sole per quanta ne vuole? Che l'acqua è mia, e dissetarsi e servirsene dove la necessita?  Che il mare, la terra, il fuoco, l'aria, sono cose mie?  E tante altre cose da Me create, e se in qualche cosa l'uomo pare che difetta, che stenta la vita, è il peccato che sbarrando il passo ai miei benefizi, impedisce alle cose da Me create d'essere larghe per la creatura ingrata.

Quindi, stando tutto ciò, che in tutte le cose create Iddio vincolava il suo amore verso ciascuna creatura, in essa entrava il dovere di ricambiare Iddio con il suo piccolo amore, con la sua gratitudine, con il suo grazie verso chi tanto aveva fatto per lei.  Questo non ricambiare Iddio in amore per tutto ciò che ha fatto nella Creazione per l'uomo, è la prima frode che fa la creatura a Dio, è un usurpare i suoi doni senza neppure riconoscerli, da dove vengono, e chi tanto l'ha amato. Perciò è il primo dovere della creatura, ed è tanto indispensabile questo dovere ed importante, che Colei che prese a petto tutta la nostra gloria, la nostra difesa, il nostro interesse, non faceva altro che girare per tutte le sfere, dalla più piccola alla più grande delle cose da Dio create, per imprimere il suo ricambio d'amore, di gloria, di ringraziamento per tutti, e a nome di tutte le umane generazioni. Ah! si, fu proprio la mia Mamma Celeste che riempì Cieli e terra del ricambio a tutto ciò che Dio aveva fatto nella Creazione.  Dopo di Lei fu la mia Umanità che compì questo dovere sì sacrosanto, a cui tanto tanto la creatura aveva mancato, e che mi rese propizio il mio Padre Celeste verso l'uomo colpevole; sicché furono le mie preghiere e quelle della mia inseparabile Mamma.  Non vuoi tu dunque ripetere le mie stesse preghiere? Anzi, perciò ti ho chiamato nel mio Volere, affinché ti associ con Noi e segua e ripeta gli atti nostri."

Ond'io cercavo per quanto potevo di girare per tutte le cose create, per dare al mio Dio il ricambio dell'amore, della gloria, della gratitudine per tutto ciò che aveva fatto nella Creazione. Mi pareva di vedere in tutte le cose il ricambio dell'amore della mia Imperatrice Mamma, e del mio amato Gesù.  Questo ricambio formava la più bella armonia tra il Cielo e la terra, e vincolava il Creatore con la creatura. Ogni ricambio d'amore era un tasto, una sonatina di musica celeste che rapiva, ed il mio dolce Gesù ha soggiunto: "Figlia mia, tutte le cose create non furono altro che un atto della nostra Volontà che le mise fuori, né esse possono spostarsi, né cambiare effetti, né posizione, né l'ufficio che ciascuna ricevette dal suo Creatore; esse non sono altro che specchi dove l'uomo doveva mirare i riflessi delle qualità del suo Creatore: Dove la potenza, dove la bellezza, in altre cose create la bontà, l'immensità, la luce, ecc., insomma, ogni cosa creata predica all'uomo le qualità del suo Creatore, e con voci mute le dicono quanto lo amo. Invece nel creare l'uomo, non fu la nostra sola Volontà, ma una emanazione che uscì dal nostro seno, una parte di Noi stessi che infondemmo in lui, e perciò lo creammo libero di volontà, acciò crescesse sempre in bellezza, in sapienza, in virtù; a somiglianza nostra lui poteva moltiplicare i suoi beni, le sue grazie. 

Oh! se un sole fosse libero di volontà e potesse fare da uno, due soli; da due, quattro soli, quale gloria, quale onore non darebbe al suo Creatore, e quanta gloria anche a sé stesso?  Eppure, ciò che non possono fare le cose create, perché prive di libero arbitrio e perché furono create perché dovevano servire l'uomo, lo può fare l'uomo, perché doveva servire a Dio, sicché tutto il nostro amore era accentrato nell'uomo, e perciò mettemmo tutto il creato a sua disposizione, tutto ordinato intorno a lui, perché l'uomo se ne servisse delle opere nostre come tante scale e vie per venire a Noi, per conoscerci e amarci.  Ma qual è il nostro dolore nel vedere l'uomo al disotto delle nostre cose create, anzi, trasformata dal peccato in bruttezza la sua bell'anima data da Noi, non solo non cresciuto nel bene, ma orrido a vedersi?  Eppure, come se tutto ciò che fu creato per lui non bastasse al nostro amore, per custodire questo libero arbitrio le facemmo il dono più grande, che superò tutti gli altri doni, cioè, gli demmo la nostra Volontà per preservativo, come antidoto, come preventivo ed aiuto alla sua libera volontà. Sicché la nostra Volontà si mise a sua disposizione per dargli tutti quegli aiuti di cui l'uomo avesse bisogno. Sicché la nostra Volontà le fu data come vita primaria ed atto primo di tutte le sue opere. Dovendo lui crescere in grazia ed in bellezza, aveva bisogno d'una Volontà Suprema che non solo facesse compagnia alla sua umana volontà, ma che si sostituisse all'operato della creatura; ma anche questo gran dono disprezzò e non lo volle conoscere. Vedi dunque come la nostra Volontà entra nella vita primaria della creatura, e fino a tanto che tiene il suo atto primo, la sua vita, la creatura cresce sempre in grazia, in luce, in bellezza, conserva il vincolo dell'atto primo della sua creazione, e Noi riceviamo la gloria di tutte le cose create, perché servono alla nostra Volontà operante nella creatura, scopo unico di tutta la Creazione. Perciò ti raccomando che la nostra Volontà sia per te più che vita, e l'atto primo di tutte le tue azioni."

 

II. Lo scopo, il valore e gli effetti di questa attività interiore dell'anima negli atti della Creazione


Maggio 21, 1925  Volume 17

Questo é il vivere nel mio Volere, non lasciare mai solo il Creatore, ammirare tutte le sue opere, e dare ai suoi atti grandi, i piccoli atti di creatura.

...Poi, come si me volesse sollevare e raffermare nella sua Santissima Volontà, mi ha preso la mano nella sua e mi ha detto: "Figlia mia, vieni a fare il tuo giro nella mia Volontà, vedi, la mia Volontà è una, ma scorre come divisa in tutte le cose create, ma senza dividersi.  Guarda le stelle, l'azzurro cielo, il sole, la luna, le piante, i fiori, i frutti, i campi, la terra, il mare, tutto e tutti, in ogni cosa c'è un atto della mia Volontà, e non solo c'è un atto, ma si è rimasta come conservatrice del mio stesso atto in ogni cosa creata. La mia Volontà non vuole restare sola nel suo atto, ma vuole la compagnia del tuo atto, vuole il tuo ricambio, perciò ti ho messo nella mia Volontà, affinché faccia compagnia agli atti miei, ed insieme con la mia Volontà tu vorrai ciò che voglio Io, che le stelle luccichino, che il sole riempia di luce la terra, che le piante fioriscano, che i campi biondeggino, che l'uccello gorgheggi, che il mare mormori, che il pesce guizzi, insomma, vorrai ciò che voglio Io; la mia Volontà non si sentirà più sola nelle cose create, ma sentirà la compagnia dei tuoi atti, perciò gira per ogni cosa creata, e costituisciti atto per ogni atto della mia Volontà. E' questo il vivere nel mio Volere, non lasciare mai solo il suo Creatore, ammirare tutte le sue opere, e dargli ai suoi atti grandi, i piccoli atti di creatura." Io, non so come mi son trovata in quel vuoto immenso di luce, per trovare tutti quegli atti usciti dalla Volontà di Dio, per mettervi il mio contraccambio, d'atto di adorazione, di lode, d'amore, e di ringraziamento, e poi mi son trovata in me stessa.

 

Novembre 19, 1925  Volume 18

Il Divin Volere vuole la compagnia della creatura per poter arricchirla, istruirla e darle il possesso del bene che le fa conoscere.

Mi sentivo come immersa nel mare immenso della Suprema Volontà e avrei voluto, come mi dice il mio amabile Gesù: Nulla farmi sfuggire di tutti gli atti che ha fatto, fa e farà, che per Gesù sono un atto solo; che io sempre ci fosse insieme con questa Divina Volontà per darle il mio piccolo ricambio d'amore e di ringraziamento; avrei voluto almeno fare una lunga nota di tutti gli atti di questa Volontà Suprema, per ammirare, lodare ciò che Essa sa fare, ed essere sempre insieme con Essa, mai lasciarla sola. Ma, ahimè! la mia piccolezza è tanta che mi sperdo e non so da dove prenderla per seguirla, perché dovunque la trovo e sempre in atto d'operare cose sorprendenti, sia nelle cose grandi come nelle più piccole. Ma mentre ciò pensavo, il mio dolce Gesù uscendo dal mio interno mi ha detto: "Figlia del mio Santo Volere, chi è figlia deve conoscere ciò che fa il padre, deve sapere ciò che possiede e deve poter dire al padre: ciò che è tuo è mio, e se ciò non fosse significa che non c'è sommo accordo tra padre e figlia, o forse non è figlia legittima di questo padre. 

Così è chi è vera figlia della mia Volontà, deve conoscere ciò che fa e gli immensi beni che possiede; è proprio questo il vivere nel mio Volere, far compagnia a tutti gli atti che fa la mia Volontà.  Essa non vuol vivere isolata in mezzo alla Creazione, ma vuole la compagnia della creatura per causa della quale, perché l'ama tanto, mantiene l'ordine di tutta la Creazione e si fa vita di ciascuna cosa; e quando trova l'anima che le fa compagnia in questa vita che mantiene in tutto l'universo, la mia Volontà gioisce, fa festa e si sente felice, trova colei che ama e da cui viene riamata, trova a chi può farsi conoscere, ciò che possiede, e nella sua felicità narra all'anima gli arcani del suo Volere, il suo valore ed i suoi effetti sorprendenti, ma ciò è nulla, come narra le sue conoscenze, ciò che fa, e ciò che è, cosi le fa donazione di ciò che le manifesta, e più che valida scrittura è la stessa conoscenza, che a caratteri di luce ha impresso nell'anima il possesso dei beni che la sua conoscenza contiene. Oh! com'è bello vedere la santità, la potenza, l'immensità del mio Volere, trattenersi con la piccolezza della volontà umana nell'atto che le fa compagnia; Esso vuol sempre dare, non si arresta mai, vuol vedere la piccolezza bella, ricca, potente; la vuol tenere sempre vicino, per poterle sempre dare. Non c'è cosa più bella, più graziosa, più sorprendente a vedersi, di un'anima che cerca di seguire gli atti della Volontà del suo Creatore. C'è una gara continua tra loro, un amore reciproco, un dare e un ricevere continuo. Oh! se tu sapessi come sei ricca; quante cose conosci della mia Volontà, tanti beni possiedi; se tu li enumeri ti sperderai e resterai affogata in essi. Perciò sii attenta nel seguire gli atti del mio Volere, se vuoi fargli continua compagnia."

 

Novembre 22, 1925  Volume 18

[Cosa riceve l'anima...]Il gran bene che l'anima riceve col vivere nel Voler Supremo. 

Stavo secondo il mio solito fondendomi nel Santo Voler Divino, cercando per quanto a me è possibile d'abbracciare tutto nel mio piccolo grembo, per poter mettere il mio piccolo ti amo su tutte le cose, il mio grazie, la mia adorazione, il mio ti benedico, con la potenza del Fiat Supremo, per poter tenere compagnia a questa Suprema Volontà sparsa con tanto amore nella Creazione. Ma mentre ciò facevo pensavo tra me: "Che cosa riceve l'anima vivendo in quest'atmosfera celeste della Suprema Volontà?" In questo mentre, il mio amabile Gesù è uscito da dentro il mio interno, e stringendomi tutta a Sé mi ha detto: "Figlia mia, vuoi tu sapere che riceve l'anima vivendo nella mia Volontà? Riceve l'unione della Volontà Suprema con la sua, ed in questa unione la mia Volontà assume il compito di dare la parità della sua con la volontà dell'anima. Sicché la mia Volontà è santa, è pura, è luce, e vuol far pari l'anima, nella sua santità, purità e luce, e se il compito dell'anima è di vivere nella mia Volontà, il compito della mia è di dare in modo perfetto la mia somiglianza alla volontà dell'anima, e perciò ti voglio sempre in Essa, per fare che non solo ti tenga in sua compagnia, ma che ti faccia crescere a sua somiglianza, e perciò t'imbocco il cibo delle sue conoscenze, per farti crescere a modo divino e con la sua perfetta somiglianza; ed è per questo che ti vuole insieme dovunque opera la mia Volontà, affinché ti possa dare l'atto del suo operare, il valore che contiene l'operato d'una Volontà Divina, e tu riceverla."...


Dicembre 6, 1925  Volume 18

[...e cosa riceve Dio]  Il vero vivere nella Volontà Suprema è proprio questo: Che Gesù deve trovare tutto e tutti nel fondo dell'anima, e tutto dev'essere, col suo amore, vincolato nell'anima. Comunione di beni nella Divina Volontà. Esempio del cielo stellato.

Stavo facendo nel mio interno i miei soliti atti nel Voler Supremo, abbracciando la Creazione tutta e tutte le creature per poter fare miei tutti i loro atti, e ricambiare il mio Dio col mio piccolo amore di tutto ciò che ha fatto nella Creazione e di quello che dovrebbero fare tutte le creature. Ma mentre ciò facevo, il pensiero mi ha detto: "Impiego tanto tempo nel fare ciò, e qual è il bene che tu fai? Qual è la gloria che dai al tuo Dio?" In questo mentre, il mio dolce Gesù si è mosso nel mio interno, e allargando le braccia sembrava che voleva abbracciare tutti e tutto, e poi, elevandoli in alto offriva tutto al suo Padre Celeste, e dopo mi ha detto:  "Figlia mia, il vero vivere nella Volontà Suprema è proprio questo, che Io devo trovare tutto e tutti nel fondo dell'anima; tutto ciò che la mia Volontà è uscito fuori per il bene delle creature nella Creazione, dev'essere, col suo amore, vincolato nell'anima. Col vivere nel mio Volere e col suo ricambio d'amore resta già vincolata ed in possesso di tutto ciò che la mia Volontà ha fatto e farà, e ama come ama e sa amare la mia Volontà. Onde, stando tutto ciò col vivere davvero in Essa e avendo vincolato tutto a sé, Io trovo nell'anima il cielo stellato, il sole folgorante, la vastità dei mari, le praterie di fiori, tutto trovo in essa; quindi, non è giusto che l'anima, saltellando di cosa in cosa su tutto ciò che è mio e suo, lo riconosca e scherzando su tutte le cose create vi imprima il suo bacio ed il suo piccolo ti amo sopra ogni cosa, per Colui che ha creato tante cose per farne dono alle creature, mostrandogli con ciò una svarietà d'amore per quante cose ha creato, e come ama che l'uomo sia felice dandogli non solo il necessario, ma anche il superfluo?"

Ma questo non è tutto, non solo devo trovare la Creazione tutta, ma il vero vivere nella mia Volontà vincola tutti, e quindi debbo trovare nell'anima come in atto, Adamo santo come uscì dalle mani creatrici e Adamo colpevole, umiliato e piangente, affinché si vincoli con lui nello stato di santità e prendendo parte ai suoi atti innocenti e santi mi dà la gloria e fa sorridere di nuovo tutta la Creazione; e prendendo parte alle sue lacrime, sospira con lui quel Fiat respinto che aveva causato tanta rovina. Devo trovar in essa i profeti, i patriarchi, i santi padri, con tutti i loro atti, e se quelli sospiravano il Redentore, tu sospirerai il mio Fiat Supremo come trionfo e compimento dei loro sospiri. Voglio trovare la mia inseparabile Mamma con tutti gli atti suoi, dove il mio Volere operò tanti portenti, avendone pieno dominio. Voglio trovare tutto Me stesso e tutti gli atti miei. Insomma, voglio trovare tutte le cose mie, tutto ciò che mi appartiene, tutto quello che ha fatto e farà la mia Suprema Volontà, perché sono cose tutte inseparabili da Me, e per chi vive nel mio Volere è giusto e necessario che si rendano inseparabili da essa. Sicché, se non trovo tutto, non si può dire che vive completamente nel mio Volere, ed Io, guardandola, non trovo tutte le cose mie in essa, anzi le guardo sparse fuori dell'anima e non posso ricevere il suo ricambio d'amore per tutto ciò che mi appartiene.  Non ho creato forse la creatura ché fosse un piccolo mondo e un piccolo dio? 

Perciò ti dico sempre che il vivere nel mio Volere non è conosciuto ancora, ed Io ti vado insegnando ora una cosa, ora un'altra, e allargo la tua capacità per fare che entrino in te tutte le cose mie e tutto ciò che di bene ha messo fuori la mia Volontà. Voglio sentirmi ripetere da te il tuo ricambio d'amore su tutto ciò che mi appartiene. Non tollero per chi vive nel mio Volere che non conosca tutte le cose mie, che non le ami e possieda; altrimenti quale sarebbe il grande prodigio del vivere nel mio Volere?"

Onde, dopo ciò il mio dolce Gesù ha fatto silenzio, ed io mi sperdevo nel Divin Volere. Oh! come avrei voluto mettere su tutte le cose create il mio bacio amoroso e riconoscente, il mio piccolo ti amo su tutti gli atti supremi del Divin Volere, per restare io legata ad essi ed essi legati a me, per poter circondare il mio Gesù in me di tutti gli atti dell'Eterno Volere. In questo mentre, vedevo il cielo stellato, ed il mio amabile Gesù ha ripreso il suo dire: "Figlia mia, guarda il Cielo, che ordine, che armonia tra le stelle; una stella non può stare senza dell'altra, sono tanto vincolate insieme, che una sostiene l'altra, una è forza dell'altra; se, mai sia, una sola stella si spostasse dal suo posto, ci sarebbe tale scompiglio e disordine nell'atmosfera, che passerebbe pericolo che tutto andasse in rovina, sicché tutta la bellezza del cielo sta riposta nello stare ognuna al suo posto, nell'unione comune e nella forza comunicativa e attrattiva che hanno tra loro, che più che elettricità le tiene sospese ed avvinte tra di loro. L'uomo è il nuovo cielo, anzi più che cielo sulla terra; ogni creatura si può dire che è una stella animata. 

Ciò che fece il primo uomo Adamo, fino all'ultimo che verrà, tutto doveva essere in comune tra di loro; sicché non doveva possedere la sola sua forza, ma la forza di tutti; tutti i beni dovevano essere in comune tra di loro. La mia Volontà più che elettricità doveva portare il vincolo tra loro e la comunicazione di tutto ciò che è buono e santo, e ad onta che ogni uomo doveva fare il suo ufficio e occuparsi in azioni diverse, siccome tutti dovevano partire dal punto primo della mia Volontà, tutti dovevano convertirsi in luce, e quindi uno doveva essere luce per l'altro. Perciò il mio dolore nel veder scompigliato questo cielo delle creature fu tanto grande, che è incomprensibile ad umana creatura! Tolta la mia Volontà, che avvince tutti e vincola tutto, vi entrò il disordine, lo scompiglio, la disunione, la debolezza, le tenebre.  Povero cielo delle creature, non si riconosce più, ed il solo vivere nel mio Volere riordinerà di nuovo questo cielo, lo farà risplendere di nuova luce. Perciò ti dico che in te, tutti e tutto voglio trovare. La mia Volontà, atto primo di tutte le creature celesti e terrestri, ti porterà la comunicazione di tutti gli atti loro, e tu resterai avvinta a loro e loro a te. Perciò il vivere nel mio Volere racchiude tutto e tutti. Quindi, sii attenta, che voglio darti la cosa più grande che esiste; ma voglio da te cose grandi e somma attenzione; chi molto dona, molto vuol ricevere.


Febbraio 7, 1926  Volume 18

La Divina Volontà regnante nell'anima la eleva sopra tutto, la mette alla sua origine, e l'anima amando coll'amore d'un Dio, ama tutte le cose col suo stesso amore e viene costituita possessora e regina di tutto il creato.

Stavo secondo il mio solito fondendomi nel Santo Voler Divino, e prendendo l'eterno ti amo del mio dolce Gesù, e facendolo mio giravo per tutta la Creazione per imprimerlo sopra d'ogni cosa, affinché tutto e tutti avessero una sola nota, un solo suono, una sola armonia: ti amo, ti amo, ti amo, per me, per tutti verso il mio Creatore che tanto mi ha amato. Ora, mentre ciò facevo, il mio amabile Gesù è uscito da dentro il mio interno, e stringendomi al suo cuore, tutto tenerezza mi ha detto: "Figlia mia, com'è bello il Ti amo di chi vive nella mia Volontà, sento l'eco del mio insieme al suo su tutte le cose create, perciò sento il ricambio dell'amore della creatura per tutto ciò che ho fatto; e poi, amare significa possedere ciò che si ama, o voler possedere la cosa amata; sicché tu ami la Creazione tutta perché è mia, ed Io te la faccio amare perché voglio farla tua. Il tuo ripetuto Ti amo per Me sopra d'ogni cosa creata, é la via ed il diritto del possesso, di possederle. La Creazione tutta nel sentirsi amata, riconoscono la loro padrona, perciò fanno festa al sentirsi ripetere su di loro il tuo Ti amo; l'amore fa riconoscere ciò che è suo, e si donano solo a coloro dai quali sono amate, e la mia Volontà regnante nell'anima è la conferma che ciò che è mio è suo. Ora, quando una cosa è fra due persone insieme, ci vuole sommo accordo, l'una non può fare senza dell'altra, ed ecco la necessità della loro inseparabile unione, delle comunicazioni continue sul da fare di ciò che posseggono. Oh! come la mia Volontà regnante nell'anima la eleva sopra tutto, e amando coll'amore d'un Dio, sa amare tutte le cose col suo stesso amore, e viene costituita possessora e regina di tutto il creato.

Figlia mia, in questo stato felice creai l'uomo, la mia Volontà doveva supplire a tutto ciò che mancava in lui ed elevarlo alla somiglianza del suo Creatore.  Ed è proprio questa la mia mira su di te, farti ritornare all'origine come creammo l'uomo, perciò non voglio divisione tra Me e te, né che ciò che è mio non sia tuo; ma per darti i diritti voglio che riconosca ciò che è mio, affinché amando tutto e scorrendo su tutte le cose il tuo ti amo, tutta la Creazione ti riconosca; sentiranno in te l'eco del principio della creazione dell'uomo, e felicitandosi ambiranno di farsi possedere da te...."


Ottobre 17, 1926  Volume 20

Come l'anima gira in tutta la Creazione e Redenzione, facendo compagnia alla Divina Volontà in tutti i suoi atti, e chiedendo il Regno in ciascuno di essi. 

Mi sembra che non posso fare a meno di seguire il mio giro nella Volontà Suprema, sento ch'è la vera casa mia e allora son contenta quando giro in Essa, perché trovo tutto ciò che appartiene al mio dolce Gesù, che in virtù della sua Volontà tutto ciò ch'è suo è anche mio.  Quindi ho molto da dare al mio amato Bene, anzi c'è tale e tanto da dargli, che non finisco mai di dargli tutto. Onde mi rimane sempre il desiderio di ritornare a seguire il mio giro, per potergli dare tutto ciò che appartiene alla sua adorabile Volontà e pensando al gran bene che porta all'anima il Voler Supremo, mentre giravo pregavo Gesù che subito lo facesse conoscere a tutti, affinché potessero prendere parte a sì gran bene e per ottenere ciò gli dicevo come giungevo a ciascuna cosa creata: "Vengo nel sole a fare compagnia alla tua Volontà regnante e dominante in esso, in tutto lo splendore della sua maestà, ma mentre ti faccio compagnia nel sole, ti prego che il tuo Fiat eterno sia conosciuto e come regna nel sole trionfante venga a regnare trionfante in mezzo alle creature, vedi, anche il sole ti prega, tutta la sua luce si converte in preghiera e come si stende sulla terra ed investe con la sua luce piante e fiori, monti e pianure, mari e fiumi, così prega che il tuo Fiat sia uno sulla terra che si armonizza con tutte le creature. Sicché non sono io sola che prego, ma è la Potenza della tua stessa Volontà che regna nel sole che prega, prega la luce, pregano i suoi innumerevoli effetti, i beni, i colori che contiene, tutti pregano che il tuo Fiat regni su tutti.  Puoi tu resistere ad una massa di luce sì grande, che prega con la Potenza del tuo stesso Volere?  Ed io piccola qual sono mentre ti faccio compagnia in questo sole, benedico, adoro, glorifico, la tua Volontà adorabile, con quella magnificenza e gloria che la tua stessa Volontà si glorifica nelle opere sue.  Sicché solo nelle creature non deve trovare la tua Volontà la perfetta gloria delle opere sue?  Perciò venga, venga il tuo Fiat."  Ma mentre ciò faccio, sento che tutta la luce del sole prega che venga il Fiat eterno, cioè la sua stessa adorabile Volontà che investendo la luce prega ed io lasciandola a pregare passo nelle altre cose create a fare la mia piccola visitina, per tenere un poco di compagnia all'adorabile Volontà in ciascun atto suo che esercita in ciascuna cosa creata.  Perciò passo il cielo, le stelle, il mare, affinché il cielo pregi, le stelle pregino, il mare col suo mormorio pregi che il Fiat supremo sia conosciuto e regni trionfante su tutte le creature come regna in loro. Onde dopo aver girato su tutte le cose create per tenere compagnia al Fiat Divino e chiedere in ciascuna cosa che venga a regnare sulla terra, come è bello vedere, sentire che tutta la Creazione prega che venga il suo regno in mezzo alle creature, poi scendo in  tutto ciò che fece il mio Gesù nella Redenzione, nelle sue lacrime, nei suoi gemiti infantili, nelle sue opere passi e parole, nelle sue pene, nelle sue piaghe, nel suo sangue fin nella sua morte affinché le sue lacrime pregino che venga il suo Fiat; i suoi gemiti e tutto ciò che fece supplicano tutti in coro che il suo Fiat sia conosciuto e che la sua stessa morte faccia risorgere la Vita della sua Volontà Divina nelle creature. 

Onde mentre ciò facevo e altro, perché sarei troppo lunga se io volessi dir tutto, il mio dolce Gesù stringendomi a Sé mi ha detto: "Piccola figlia del mio Volere, tu devi sapere che la mia Volontà si lasciò regnante in tutta la Creazione per dare il campo alle creature di farle tante visite per quante cose creò. Voleva la compagnia della creatura nel muto linguaggio di tutto l'universo. Com'è duro l'isolamento di questa Volontà sì santa, che vuole santificare e non trova a chi partecipare la sua Santità; sì ricca, che vuole dare e non trova a chi dare; sì bella e non trova chi abbellire; sì felice e non trova a chi felicitare.  Poter dare, voler dare e non avere a chi dare è sempre un dolore e una pena inenarrabile e per maggior dolore essere lasciata sola. Onde nel vederle uscire nel campo della Creazione per tenerle compagnia si sente felicitare e compiere lo scopo perché si lasciò regnante in ciascuna cosa creata. Ma quello che la rende più felice, più glorificata, è che tu come giungi in ciascuna cosa creata gli chiedi che il suo Fiat sia conosciuto e regni su tutto e muovi la mia stessa Volontà nel sole, nel cielo, nel mare, in tutto a pregare che venga il regno del mio Volere, perché stando in te il mio Fiat si può dire che è Essa stessa che prega e che muove tutte le opere mie, fin le mie lacrime e sospiri che venga il regno della mia Volontà. 

Tu non puoi capire qual contento mi dai, qual breccia al mio cuore e alla mia stessa Volontà, sentire tutte le opere nostre che pregano che vogliono il nostro Fiat. Vedi dunque il mio contento che non ti veggo chiedere nulla per te, né gloria, né amore, né grazie, e vedendo la tua piccolezza che non puoi ottenere un regno sì grande, giri in tutte le opere mie, dovunque si trova un atto della mia Volontà facendo il suo ufficio e fai dire al mio Fiat stesso: "Venga il tuo regno." Deh! fa che sia conosciuto e amato e posseduto dalle umane generazioni. Una volontà Divina che prega insieme con le opere nostre, insieme con la piccola figlia sua è il più grande portento, è una potenza pari alla nostra che prega e il non esaudirla ci riesce impossibile. Com'è santo, com'è puro, nobile e tutto divino, senza ombra d'umano il regno della nostra Volontà, la sua base, il suo fondamento e la profondità di essa sarà lo stesso Fiat nostro che stendendosi sotto, in mezzo, e sopra a questi figli della famiglia celeste, renderà fermo il passo ed incrollabile per loro il regno della mia Volontà."


Ottobre 24, 1926  Volume 20

Dal "Ti amo" in ogni cosa creata alla preghiera per la venuta del Regno. 

Stavo facendo il mio solito giro nel Voler Divino ed in ogni cosa mettevo il mio ti amo e chiedevo che il regno del Fiat venga e sia conosciuto sulla terra e giungendo a tutti gli atti che fece il mio dolce Gesù nella Redenzione, chiedendo in ciascun atto che venga il tuo regno pensavo tra me: "Prima come giravo tanto in tutta la Creazione quanto nella Redenzione, mettevo solo il mio ti amo, la mia adorazione, il mio grazie e ora perché non posso farne a meno di chiedere il regno del Fiat? Mi sento che vorrei travolgere tutto, la cosa più piccola e la più grande, cielo e terra, gli atti dello stesso Gesù e anche Gesù stesso e forzarli affinché tutto e tutti dicono insieme con me: "Vogliamo il regno del Fiat Supremo, lo vogliamo regnante, dominante in mezzo a noi." Molto più che tutti lo vogliono, gli stessi atti di Gesù, la sua vita, le sue lacrime, il suo sangue, le sue piaghe, dentro dicono: "Venga il regno nostro sulla terra." Ed io entro nell'atto di Gesù e ripete insieme: "Venga subito il regno del Fiat Divino." Ora mentre ciò pensavo il mio amato Gesù è uscito da dentro il mio interno e con una tenerezza indicibile mi ha detto: "Figlia mia, chi è nata nel mio Volere, sente la sua Vita scorrere in lei, e come connaturale vuole per tutti ciò che essa possiede. E siccome la mia Volontà è immensa che racchiude tutto e tutti, perciò chi la possiede gira per tutte le cose che essa racchiude, per pregarla e vincerla a scendere sulla terra a formare il suo regno. Ma tu devi sapere che, tu per aver dominio e farle dire ciò che vuoi tu, in tutte le cose che sono uscite e racchiudono la mia Volontà, dovevi prima conoscerle e poi amarle affinché l'amore ti desse il diritto di possederle e di farle fare e dire ciò che vuoi tu.  Ecco la causa perché prima, girando in tutte le opere mie, imprimevi il tuo ti amo, ti adoro, ti ringrazio, erano le conoscenze delle opere mie che tu facevi ed il possesso che prendevi. Ora dopo il possesso, che altro più grande, più santo, più bello, più portatore di tutte le felicità alle umane generazioni puoi chiedere in mezzo alle opere mie ed insieme con esse, che venga il regno della mia Volontà? Molto più che tanto nella Creazione era il regno del Fiat che voleva stabilire in mezzo alle creature, come nel regno della Redenzione, tutti gli atti miei, la mia stessa Vita, il principio, la sostanza, nell'intimo di essi era il Fiat che chiedevano e per il Fiat erano fatti. Se tu potessi vedere dentro d'ogni mia lacrima, in ogni goccia del mio sangue, in ogni pena ed in tutto il mio operato, troveresti dentro il Fiat che chiedevano e per il regno del mio Volere erano dirette e sebbene apparentemente parevano che erano dirette a redimere e a salvare l'uomo, erano la via che facevano per giungere al regno della mia Volontà. 

Ciò succede anche alle creature quando si decidono che vogliono prendere possesso d'un regno, d'una casa, d'un terreno, non si trovano subito, in un attimo dentro ed in possesso, ma devono far la via. Chi sa quanto soffrire, combattere, salire le scale per trovarsi dentro e dopo prenderne il possesso. Figlia mia, se in tutti gli atti e pene che soffrì la mia Umanità non avessero per principio, per sostanza, per vita il ripristinamento del regno del mio Fiat sulla terra, mi sarei allontanato e perduto lo scopo della Creazione, ciò che non può essere, perché in Dio quando si è messo uno scopo, deve e può ottenere l'intento.  E se tu in tutto ciò che fai, soffri e dici non chiedi il mio Fiat, non hai per principio, per sostanza la mia Volontà, ti allontani e non adempi la tua missione ed è necessario che giri tante e tante volte nella mia Volontà in mezzo alle opere mie per chiedere tutti in coro che venga il regno del Fiat Supremo, affinché insieme con tutta la Creazione e con tutte le opere mie che feci nella Redenzione sia riempita fino all'orlo di tutti quei atti che ci vogliono innanzi al Padre Celeste per far conoscere ed impetrare il regno del mio Volere sulla terra. 

Ora tu devi sapere che tutta la Creazione e tutte le opere mie fatte nella Redenzione, sono come stanche d'aspettare e si trovano nella condizione d'una famiglia nobile e ricca, tutti i figli di essa sono di giusta statura, belli nell'aspetto, d'ingegno non comune, vanno sempre ben vestiti, con una nitidezza meravigliosa. Sono sempre loro che fanno la più bella figura in mezzo a tutti gli altri, ora a questa famiglia, a tanta fortuna, l'è toccata una sventura, che uno di questi figli, degradandosi, scende dalla sua nobiltà e va sempre sporco, fa atti indegni e vili che disonorano la nobiltà della famiglia e per quanto fanno per fare che figurasse insieme con gli altri fratelli, non gli riesce, anzi va sempre peggiorando fino a diventare lo scherno ed il zimbello di tutti. Tutta la famiglia ha sempre un dolore e per quanto sentono il disonore di questo figlio, non possono distruggere e dire che non l'appartiene e che non sia uscito da quello stesso padre che loro appartengono. Tale è la condizione in cui si trova tutta la Creazione e tutte le opere della mia Redenzione, sono esse tutte una famiglia celeste, la loro origine è la nobiltà divina, tutte hanno per divisa, per dominio e per vita la Volontà del loro Padre Celeste e perciò si mantengono tutte nella loro nobiltà, belli, decorosi, puri, d'una beltà incantevole, degni di quelle volontà che le possiede. A tanta gloria e onore di questa famiglia celeste, l'ha toccato la sventura che uno solo, qual'è l'uomo, che è uscito dallo stesso loro Padre, si è degradato ed in mezzo a tanta loro gloria e bellezza è sempre sporco, fa azioni da stolto, indegne e vili; non possono negare che l'appartiene, ma non lo vogliono in mezzo a loro così sporco e stolto, perciò, come stanchi, tutti pregano che venga il regno della mia Volontà in mezzo alle creature, affinché a questa famiglia una sia la nobiltà, l'onore e la gloria. E nel vedere la piccola figlia della mia Volontà, che va in mezzo a loro e animandole chiede e fa chiedere a tutti, che il regno del Fiat Supremo venga in mezzo alle creature, si sentono tutte felicitare che il loro dolore è vicino a finire."

 

III.  La pratica del giro dell'anima negli atti della Creazione


Septembre 21, 1923  Volume 16

L'importante é incominciare... 

Gesù:  "...Ma anche il mio Volere non ha voluto essere meno del mio amore, della mia croce, e per esserne sicuro, geloso si è sottratto, facendoti giustizia, per vedere se continuavi i voli nel mio Volere senza di Me." Ed io nel sentire ciò ho detto: "Ahi! come potevo seguirli senza di Te? Mi mancava la luce, e se incominciavo non finivo, perché non era meco Colui che, facendomi tutto presente, mi faceva fare per tutti, facendomi vincolare tutti i rapporti tra il Creatore e la Creazione tutta, la mia mente nuotava nel vuoto senza scorgere nessuno; come potevo farli?" E Gesù: "Il tuo incominciare era fare, ed il dolore di non poter finire era compiere. Perciò, coraggio e fedeltà ci vogliono; con un po' di prova si è sempre più certo e sicuro, e poi, se non fu risparmiata neppure la mia Regina Mamma, vorresti tu andare esente?"...


Agosto 4, 1926  Volume 19

Chi sta nella Divina Volontà, dovunque si trova sta al sicuro, perchè in Essa ci sono quattro piani.

I miei giorni, le mie ore sono sempre sotto l'incubo di durissime privazioni del mio dolce Gesù.  Oh! com'è doloroso passare dalla luce alle tenebre, e mentre si crede di dover godere la luce, come lampo fugge e si resta più all'oscuro di prima. Ora, mentre mi trovavo sotto il torchio della privazione della luce del mio dolce Gesù, e sentendomi che non ne potevo più, la mia cara vita, il mio sommo bene si è mosso nel mio interno, ed io, sentendolo, gli ho detto:  "Gesù, come mi lasci!  Senza di Te io non so dove mi trovo."  E Lui tutto bontà mi ha detto:  "Figlia mia, come? Non sai dove ti trovi? Non stai nella mia Volontà? La casa della mia Volontà è grande, se non stai a un piano starai all'altro, perché Essa contiene quattro piani:  Il primo è il basso della terra, cioè: il mare, la terra, le piante, i fiori, i monti e tutto il resto che esiste nel basso dell'universo; Essa dovunque domina e regge; il suo posto è sempre di Regina e tutto tiene nel proprio pugno. Il secondo piano è il sole, le stelle, le sfere.  Il terzo è il cielo azzurro. Il quarto è la patria mia e dei santi. In tutti questi piani la mia Volontà e Regina, occupa il primo posto d'onore, sicché in qualunque di questi piani ti troverai, sii sicura che starai sempre nella mia Volontà. Se giri nel basso dell'universo, la troverai che ti aspetta nel mare, affinché ti unisca insieme per fare ciò che Essa fa; come svolge il suo amore, la sua gloria, la sua potenza, ti aspetta sui monti, nel basso delle valli, nei prati fioriti, in tutte le cose ti aspetta, affinché le faccia compagnia, per fare che nulla omettessi; anzi, sarai la ripetitrice dei suoi atti; e quando avrai girato il primo piano passa al secondo, e la troverai che ti aspetta con maestà nel sole, affinché la sua luce, il suo calore ti trasformino, ti facciano perdere il tuo essere e sappia amar e glorificare come sa amar e glorificare una Volontà Divina. 

Perciò gira in casa nostra, nelle opere del tuo Creatore, perché dovunque ti aspetta, affinché tu impari i suoi modi, ripeta ciò che fa la mia Volontà in tutte le cose create. Così sarai sicura di trovarti sempre nel Supremo Volere; non solo, ma ti troverai sempre insieme con Me, e sebbene non sempre mi vedi, tu devi sapere che sono inseparabile dalla mia Volontà e dalle opere mie, perciò, stando in Essa, Io starò con te e tu starai con Me."...


Settembre 26, 1926  Volume 20

La sola parola 'Volontà di Dio' contiene un prodigio eterno e come tutto si converte in amore e preghiera. Non é la forma delle parole che forma la preghiera.

Mi sentivo tutta immersa nel Volere Supremo e la mia povera mente pensava ai tanti mirabili effetti che Esso produce ed il mio sempre amabile Gesù mi ha detto: "Figlia mia, la sola parola Volontà di Dio contiene un portento eterno che non c'è chi lo può eguagliare; è una parola che abbraccia tutto, Cielo e terra. Questo Fiat contiene la sorgente creatrice e non c'è cosa di bene che non può uscire. Sicché, chi possiede la mia Volontà, in virtù di Essa acquista con diritto tutti i beni che questo Fiat possiede. Perciò acquista il diritto alla somiglianza del suo Creatore, acquista il diritto alla Santità Divina, alla sua Bontà, al suo Amore, con diritto cielo e terra è suo, perché tutti ebbero esistenza da questo Fiat, con ragione i suoi diritti si stendono su tutto. Sicché il più gran dono, la grazia più grande che posso dare alla creatura è dargli la mia Volontà, perché con Essa vengono legati tutti i beni possibili ed immaginabili e con diritto perché tutto ad Essa appartiene".

Onde dopo il mio dolce Gesù si faceva vedere che usciva da dentro il mio interno e mi guardava, ma tanto fissava i suoi sguardi sopra di me, come se si volesse dipingersi, imprimersi dentro della povera anima mia ed io nel veder ciò gli ho detto:  "Amor mio Gesù, abbi pietà di me, non vedi come son brutta, la tua privazione in questi giorni mi ha resa più brutta ancora, mi sento che non sono buona a far nulla, gli stessi giri nel tuo Volere mi riescono stentati. Oh! come mi sento male, la tua privazione è per me come fuoco consumatore, che bruciandomi tutto mi toglie la vita d'operare il bene, mi lascia solo la tua Volontà adorabile che legandomi tutta a Sé, non mi fa volere altro che il tuo Fiat, né vedere, né toccare altro che la tua Santissima Volontà." 

E Gesù riprendendo il suo dire ha soggiunto: "Figlia mia, dove sta la mia Volontà tutto è santità, tutto è amore, tutto è preghiera. Sicché stando la sua sorgente, i tuoi pensieri, i tuoi sguardi, le tue parole, il tuo palpito e anche i tuoi moti, tutti sono amore e preghiere, non è la forma delle parole che forma la preghiera, no, è la mia Volontà operante che, dominando tutto l'essere tuo forma dei tuoi pensieri, parole, sguardi, palpiti e moti, tante fontanine che sorgono dalla Volontà Suprema ed elevandosi fino al Cielo, nel loro muto linguaggio, chi prega, chi ama, chi adora, chi benedice, insomma Essa la fa fare ciò ch'è santo, ciò che appartiene all'Essere Divino. Perciò l'anima che possiede come vita il Voler Supremo, è il vero cielo, che, ancorché fosse muto narra la gloria di Dio e si annunzia come opera delle sue mani creatrici. Com'è bello vedere l'anima dove regna il mio Volere! Com'essa pensa, guarda, parla, palpita, respira, si muove, così forma le stelle per ornare il suo cielo, per più narrare la gloria di Colui che l'ha creata. La mia Volontà abbraccia come d'un sol fiato tutto e nulla fa sfuggire all'anima di tutto ciò ch'è buono e santo."


Novembre 14, 1926  Volume 20

Come col non seguire il Voler Divino nella Creazione, mancherebbe il riflesso delle opere sue. 

Stavo facendo i miei soliti atti nel Voler Divino e pensavo tra me: "Se io passassi un giorno senza fare questi atti, quale sarebbe il bene che perderei ed il male che farei? Ed il mio sempre amabile Gesù mi ha detto: "Figlia mia, sai che faresti?  Non facendo i tuoi atti nella mia Volontà, ti mancherebbe il riflesso di tutta la Creazione e mancandoti il riflesso, quel giorno non si stenderebbe in te il cielo, né sorgerebbe il sole, né scorrerebbe in te il mare, né la terra tua sboccerebbe la nuova fioritura, né si sentirebbe in te la gioia, la musica, il canto degli abitatori dell'aria, la dolce sinfonia delle sfere. La mia Volontà non troverebbe l'eco suo in te, quindi sentirebbe il dolore che la piccola figlia del suo Volere, quel giorno non gli ha dato il ricambio d'un cielo per suo amore perché mancava il riflesso del suo, non gli ha fatto sorgere il sole per ricambio della sua luce eterna, non gli ha fatto sentire scorrere il mare, né sentire il dolce mormorio, né il guizzare dei muti abitatori delle onde. La mia Volontà si sentirebbe mancare tutti gli atti suoi in te, il riflesso delle sue opere, né potrebbe formare il suo eco in te e nel suo dolore direbbe: Ah! la piccola figlia mia, oggi non mi ha dato un cielo come ce l'ho dato Io, né sole, né mare, né fiori, né canto, né musica, né gioia come ce l'ho dato Io, sicché è uscita dalla mia somiglianza, le sue note non hanno armonizzato con le mie, Io la ho amato con tante manifestazioni e con Amore incessante, essa no. Vedi che faresti!  La mia Volontà non tollererebbe, in te, nella piccola sua figlia il vuoto delle opere sue."

Ed io nel sentire ciò gli ho detto:  "Mio Gesù, amor mio, non mai sia che io dia questo dolore alla tua Adorabile Volontà, tu mi aiuterai, mi darai più grazia ed io starò più attenta per ricevere questo riflesso, questo eco che fa la tua Santa Volontà in tutta la Creazione, per corrispondere col mio"...


Dicembre 15, 1926  Volume 20

Nel giro si guadagna il tempo eterno..

Stavo seguendo il mio giro nella Creazione per seguire la Volontà Suprema in tutte le cose create, ma mentre ciò facevo nella mia mente pensavo: "Qual bene faccio, qual gloria do a questo Fiat adorabile col ripasare come a rassegna tutte le cose create, per mettervi anche un mio piccolo ti amo? Chi sa che non sia una perdita di tempo che faccio. Ora mentre ciò pensavo, il mio dolce Gesù si è mosso nel mio interno e mi ha detto: "Figlia mia, che dici?  Con la mia Volontà non si perde mai tempo, anzi seguendola si guadagna il tempo eterno.  Ora tu devi sapere che ciascuna cosa creata contiene un diletto, distinto l'uno dall'altro e questi diletti furono messi da Noi, che dovevano servirci per dilettare Noi e la creatura.  Ora in ciascuna cosa creata corre il nostro Amore e come tu passi in esse, così fai correre la noticina del tuo, non vuoi tu dunque a tanto amore nostro, mettere le tue piccole note, i tuoi punti, le tue virgole, le tue cordicelle che dicano amore, che armonizzando col nostro formano il diletto da Noi voluto a Noi e a te? Un diletto allora si gusta di più quando c'è compagnia, l'isolamento fa morire il gusto, sicché la tua compagnia che fai col girare nella Creazione, ci fa ricordare i tanti nostri diletti che furono messi da Noi in ciascuna cosa creata; ci fa rivivere i nostri gusti e mentre tu diletti Noi, Noi dilettiamo te. E poi, vuoi forse anche tu lasciare isolata la nostra Volontà? No, no, la figlia piccola conviene che non lasci mai sola la sua Madre, che si stia sempre nelle sue ginocchia per seguirla in tutti gli atti suoi."...

 

Pro Manuscripto a cura del Gruppo di Preghiera ' Divino Volere e Divino Amore ' Tel.  06 77201536