ANTOLOGIA4 DI MEDITAZIONI SUL VIVERE NELLA DIVINA VOLONTA'

seguendo gli "Scritti" della Serva di Dio Luisa  Piccarreta

 1. Gli atti fatti nella Divina Volontà I frutti che portano in Cielo ed in terra La gloria che essi danno al Padre.

2. La Volontà 'Una' delle Tre Divine Persone, agente in Loro, è tutto il loro bene Pensare, parlare, operare, amare:   tutto sempre nel Divino Volere. 

La Volontà 'Una' delle Tre Divine Persone, agente in Loro, è tutto il loro bene.

Padre, venga il Tuo Regno, sia fatta la Tua Volontà come in Cielo così in terra! Fiat !

Roma, 25.9.1999 Giornata di Preghiera e Meditazione nella Divina Volontà

Commento ad alcuni brani tratti dal Diario della Serva di Dio Luisa Piccarreta. 

Relatori :  R. e C.

 

I  Meditazione 

Tema: Gli atti fatti nella Divina Volontà I frutti che portano in Cielo ed in terra La gloria che essi danno al Padre Volume 12 28.9.1917; Volume 12 25.7.1917; Volume 12 28.12.1917.

 

II  Meditazione 

Tema:  La Volontà Una delle Tre Divine Persone, agente in Loro, è tutto il loro bene Non uscire mai dalla Santissima Volontà; pensare, parlare, operare, amare:  tutto sempre nel Divino Volere Volume 15 24.1.1923; Volume 15 9.4.1923.

 

III  Meditazione 

Completamento della prima e della seconda Meditazione Volume 15 2.4.1923; Volume 15 5.5.1923.

 

I  Meditazione

Relatori :  R. e C.

 

(R.:)   All'inizio di questo incontro ci rivolgiamo alla nostra Mamma Immacolata perché venga Lei a parlare e ad ascoltare in noi;  Lei che è Madre e Regina della Divina Volontà insegni, come Mamma affettuosa, a noi suoi figli, a vivere in questo Regno sì santo. Ave, Maria ...     
Maria, Madre e Regina della Divina Volontà, prega per no!

Luisa, piccola figlia della Divina Volontà, prega per no!    
Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.       Amen!

 

(C.:)   ... In questa prima meditazione rifletteremo su alcuni Scritti di Luisa riguardanti gli atti fatti nella Divina Volontà  e i frutti che essi portano nel Cielo e sulla terra  e la Gloria che essi danno al Padre.  Ci serviremo di brani tratti dal 12° e dal 15° Volume.

 

Il primo brano è preso dal  12° Volume:  28 settembre 1917. 

Inizia con una visuale abbastanza drammatica di quello che accade nella terra, ed è in realtà molto reale:  se, soprattutto in questi tempi, ci guardiamo intorno, vediamo quello che sta succedendo di drammatico e di doloroso! ... Gesù, ovviamente, nel suo infinito amore per noi, tutto quello che permette che accada, o che vuole che accada, non è mai perché noi ci perdiamo, ma perché noi ci salviamo.  Allora, proprio in quest'ottica stiamo vedendo questo brano, per comprendere come vivere tutto quello che sta succedendo nel mondo, con quale disposizione del cuore,  in quale modo...  Molte volte siamo presi da paura, oppure da sfiducia verso Dio, da mancanza di fede e diciamo:  "Ma, Signore, come puoi permettere che accada questo!?..."  Anzitutto, non sta a noi chiedere a Dio il  perché?, perché Lui sa quello che fa e fa sicuramente tutto per il meglio e per il bene!  Comunque, Lui dà una spiegazione a tutto.  E a quest'anima (Luisa Piccarreta) veramente ha dato una spiegazione ad ogni cosa che, per quanto già detta, finora restava comunque celata nel significato.

In questo brano Luisa scrive: 

"Continuando il mio solito stato, il mio dolce Gesù mi ha detto:  <<Figlia mia, le tenebre sono fitte e le creature precipitano di più, anzi in queste tenebre si vanno scavando il precipizio dove periranno.  La mente dell'uomo è rimasta cieca, non ha più luce per guardare il bene, ma solo il male, ed il male lo inonderà e lo farà perire, sicché dove credevano di
trovare scampo troveranno la morte. Ah, figlia mia!  Ah, figlia mia!...>>"

Sentiamoci da Gesù chiamare così:  'Figlia mia...'.  E' un suo appello accorato.  Spesso, quando le cose che accadono non ci interessano personalmente, noi non siamo altrettanto colpiti come se invece capitassero a noi;  ma in realtà, quello che sta succedendo a livello di calamità naturali, a livello di persecuzioni, di martirii, di sangue sparso, non ci può lasciare indifferenti, assolutamente;  perché è come se capitasse a noi, se veramente crediamo che siamo uni, che siamo un unico corpo mistico, che siamo un'unica famiglia.  E Gesù, con questo appello accorato, così come Si rivolgeva a Luisa Si sta rivolgendo a noi e ci dice:  "Guardate, guardate quello che succede!  E' a causa delle tenebre in cui l'uomo è caduto!" 

Il Signore ci ha creati nella sua Luce, ci ha creati come un atto della sua Volontà, ci ha creati come atto d'amore.  Lui ci ha creati nella Luce, siamo quindi stati creati per vivere nella Luce, ed invece noi ci siamo distaccati da questa Luce e siamo diventati tenebra.  Siamo tenebra perché l'abbiamo scelto noi, noi uomini!  L'umanità ha scelto di distaccarsi da questa Luce ed è piombata nell'abisso, è piombata nelle tenebre.  E la conseguenza di questo, è il male che sta succedendo...  Ma, Gesù Si serve di questo male per riportare la creatura nella Luce.  Finché noi non raggiungiamo l'abisso più profondo non ci rendiamo conto della nostra situazione, della nostra cecità.  Però, Dio si serve anche di questo per dirci:  "Vi rendete conto dove state?!  Risollevate a Me il vostro sguardo, ritornate a Me con la vostra vita, con i vostri pensieri, con le vostre parole ...  Risollevatevi, vogliate ritornare nella Luce!"

Di fronte a questa situazione ognuno di noi può riflettere e dire:  "Signore, che cosa posso fare di fronte a questo disastro epocale che sta accadendo, oltre al rammaricarmi e all'unire il mio dolore al tuo?  Che cosa posso fare?"  E Gesù qui dice chiaramente:  "Solo gli atti fatti nella Mia Volontà salveranno il mondo!"

Questo che Gesù dice, se vogliamo comprenderlo solo con la ragione è una cosa incomprensibile, quindi dobbiamo avere fede in ciò che Lui dice.  Da parte di ognuno di noi ci deve essere la disposizione a leggere questi Libri ed a credere a tutto quanto Gesù dice in questi Scritti.  E poi, comunque, possiamo riscontrare che è Verità;  la Verità si vede quando è veramente Verità, come invece si distingue quando è menzogna! 

Quindi, da parte della creatura ci vuole una grande fede ed una grande purezza di intenzione:  tutto quello che facciamo sia fatto con il desiderio di piacere a Lui, con il desiderio di dar gloria a Lui, con il desiderio di portare anime a Lui, di chiedere salvezza per queste anime. Ci vuole fede nell'azione della Volontà di Dio, nella misura in cui noi vogliamo agire in questa Volontà e nella misura in cui noi vogliamo che questa Volontà di Dio agisca in noi.  Dobbiamo sapere che è Lei che opera, perché noi, umani, finiti, incapaci, non possiamo raggiungere l'Infinito, l'Eterno senza un Dono di Dio Dono infinito ed eterno agente in noi e senza la nostra vita operante in questo Dono.

Con questa fede, con questa purezza d'intenzione, con questo desiderio continuo di vivere nella sua Volontà, unendoci alla sua Volontà in ogni momento, anche nelle cose più piccole, come:  in ogni pensiero, in ogni parola detta, anche nello 'spicciare' la casa, nel fare le 'faccende', nello studiare, nell'andare a scuola, in qualsiasi cosa, dobbiamo ritrovare, in quel momento della nostra vita, un analogo momento della vita di Gesù ed unirci a Lui, immedesimarci a Lui;  perché, avendo Gesù già fatto tutti i nostri atti, Lui li ha già tutti divinizzati, li ha già tutti riofferti al Padre per darGli la gloria che ognuno di noi avrebbe dovuto darGli. Unendoci così a Lui viene ripetuto quell'atto che Gesù ha fatto per tutti e vengono ridate al mondo le grazie che Lui ci ha ottenute e al Padre la Gloria che Lui Gli ha dato.

 

Gesù continua a parlare: <<Gli atti fatti nella Mia Volontà sono come soli che illuminano tutti>>.

Pensiamo a quanto è meraviglioso questo!  Il sole non vuole fare cose grandi:  lui è sole in quanto è stato creato sole da Dio;  però lui sta lassù in alto e quindi non si sporca con le cose della terra:  il suo unico interesse è fare l'ufficio per il quale è stato creato, cioè dare luce alle creature.  Oggi l'abbiamo visto nelle Preghiere del mattino:  'Tu, SS.ma Trinità, sei adombrata nel sole'.  Quindi il sole è una manifestazione nella realtà di quello che è la Trinità con la sua luce, il suo calore, che illumina nella mente, riscalda nei cuori, ci dona amore ...  Ed allora, Gesù dice:  "Un atto fatto nella Divina Volontà è come un sole".  Perché?  Perché

un atto fatto nella Divina Volontà è un atto divino. 

Quando la creatura ha l'intenzione di offrire il suo piccolo atto umano facendolo nella Divina Volontà, quest'atto viene assorbito dall'Atto di Gesù e trasformato nel suo stesso Atto.  Per cui, quest'Atto non può che fare l'ufficio di un Atto di Dio:  illuminare, riscaldare...  E questo, senza che la creatura voglia fare grandi cose, ma facendo semplicemente l'ufficio per il quale è stata creata;  come il sole che fa soltanto l'ufficio per il quale è stato creato, non vuol far parlare di sé:  lui è semplicemente lì ad emanare la luce, in quanto rimane nell'ordine di quella Volontà Divina in cui è stato creato.

Quindi: <<Gli atti fatti nella Mia Volontà sono come soli che illuminano tutti. Finché dura l'atto della creatura nella mia Volontà, un sole di più splende nelle menti cieche>>. 

Che vuol dire Gesù con:  "Finché dura l'atto della creatura nella Mia Volontà..."?  Vuol dire che finché noi non abbiamo questo Dono come possesso, come 'cosa nostra', come nostra vita, Gesù ci chiede di fare atti successivi, con l'intenzione di voler ripetere, rinnovare i nostri atti nella sua Volontà. 

Ci chiede quindi semplicemente l'attenzione, in ogni cosa che facciamo, come ripetiamo spesso nelle preghiere seguendo l'insegnamento di Gesù a Luisa:  "Vieni, Divina Volontà, a pregare in me...  Vieni, Divina Volontà, a parlare in me...  Vieni, Divina Volontà a cucinare in me..".   Ovviamente, da parte mia, pronunciando queste parole devo poi cercare di fare quell'atto come l'avrebbero fatto Gesù e Maria SS.ma;  perché non posso dire:  "Vieni, Divina Volontà, a fare questo in me"  e poi, fare o un peccato o una cosa con disattenzione!  Non dico imperfetta, perché sicuramente sarà imperfetta, perché, come uomo, la farò imperfetta;  ma supplirà Gesù a quell'imperfezione.  Ci deve però essere da parte mia l'intenzione e l'attenzione a uniformarmi il più possibile all'operato di Gesù e di Maria SS.ma sulla terra. 

Ogni volta che noi chiameremo la Divina Volontà ad agire in noi, ogni volta che noi avremo l'intenzione di entrare in questa Volontà di Dio per agire, ecco che allora quest'atto nella Divina Volontà spanderà i suoi raggi di luce sulla terra e darà a Dio quella gloria che tutte le creature avrebbero dovuto darGli se non avessero peccato.   E Gesù ci chiede ripetutamente, sia di richiamare all'inizio della giornata la Divina Volontà nelle nostre azioni, con l'atto preventivo: "Tutto quello che faremo oggi vogliamo che sia la tua Divina Volontà a farlo in noi e noi lo faremo in Te";  ma poi, anche momento per momento Gesù desidera che Glielo ricordiamo, perché Lui in questo modo vede il nostro reale interesse ad avere questo Dono.  

E siccome questo è un Dono di Dio immenso, Lui non può darlo a creature che potrebbero sprecarlo, sciuparlo o metterlo in un cantuccio.  Lui vuole vedere il nostro amore per il suo Dono e, di fronte a questo nostro amore, ci farà questo suo Dono, prima come in prestito e poi come dono per sempre.  Per questo, esercitiamoci, proprio come fosse una scuola;  esercitiamoci nel chiedere questa sua Volontà ad operare in noi, esercitiamoci nel volerci unire a Gesù per operare in questa sua Volontà.

 

Continua Gesù:  <<Chi ha un poco di buona volontà troverà luce per scampare dal precipizio; 
gli altri, tutti periranno>>.  

Che cosa significa questo?  Il Signore ci ha creati con una volontà libera, quindi, Lui non ci forza.  Sarà l'uomo a scegliere se lasciar agire in sé Dio o satana.  Ci ha creati liberi e ci lascia perciò scegliere.  Questi atti fatti nella Divina Volontà, entrando nello stesso Atto di Dio e circolando quindi a bene di tutti, porteranno alle creature il bene a seconda delle disposizioni delle creature ad accogliere quel bene, a seconda dello stato di Grazia nel quale si trovano.  Quindi, da parte nostra avremo fede che certamente questi atti circoleranno a bene di tutti e faranno bene a tutte le creature.  Però, anche non stanchiamoci né nella nostra vita di farlo e né di dirlo più con l'esempio che con le parole di vivere in Grazia di Dio, di cercare di vivere in uno stato di umiltà, di purità, di semplicità ...  Ed in questo chiediamo aiuto a Maria SS.ma, a Lei che è la perfetta umile, la perfetta pura e che con la sua umiltà ha attirato tutte le grazie, si può dire che, proprio per la sua umiltà e per la sua continua unione con il Signore, ha quasi strappato a Dio le grazie.  E quindi, quanto più noi staremo attenti a stare uniti con Gesù nello stato di Grazia, tanto più, non solo i nostri atti entreranno a far parte degli Atti di Gesù, ma anche riceveremo luce da questi atti e potremo diffonderla.

 

<<In questi tempi di fitte tenebre, quanto bene fanno gli atti della creatura fatti nella Mia Volontà!  Chi scamperà, sarà in virtù solo di questi atti!>>. 

Come dicevo all'inizio, questo, se vogliamo, dobbiamo crederlo.  Non viene chiesto di fare operazioni umanitarie:  quelle servono certamente ed è bene che siano fatte, ma qui Gesù ci sta chiamando ad un gradino un po' più su, ad essere con Lui uniti per poter chiedere salvezza con la Sua stessa Voce, con la Sua stessa Preghiera, con la Sua stessa Vita per queste creature.  Sono diversi i compiti che il Signore affida alle creature.  A volte ci si chiede:  "Dio mi chiama a vivere questo Dono o no?".  Se il Signore ci fa conoscere queste Verità è perché ci chiama a viverlo.  Lui non ci chiama inutilmente a conoscere una Verità;  Lui non è interessato a soddisfare le nostre curiosità;  e quindi, se Lui ci fa conoscere una cosa è perché vuole donarcela.  Siamo quindi certi che se Lui ci fa conoscere queste cose è perché ci chiede di vivere, pian piano, in questo modo, di pregare in questo modo, di lasciarci illuminare da queste Verità. 

 

Vediamo un altro piccolo brano sempre del 12° Volume:  25 luglio 1917.

Gesù nuovamente qui dice a Luisa: <<Figlia mia, vieni nella Mia Volontà per fare ciò che faccio Io>>. 

Questo è importante: solo nella Sua Volontà possiamo fare ciò che ha fatto Lui, perché la sua Umanità e la sua Divinità hanno sempre agito in una Volontà Eterna, e se noi ci uniamo a questa sua Umanità, Gesù farà circolare i nostri atti in questa Volontà Eterna nella quale Lui ha sempre fatto circolare gli atti suoi.

<<Nel Mio Volere potrai correre a bene di tutte le creature e, da dentro il sangue dove nuotano, potrai salvarle con la Potenza del mio Volere, in modo che Me le porterai lavate dal proprio sangue, col tocco della mia Volontà>>. 

Pensiamo al Sangue che Gesù ha versato per noi;  e il Sangue di Gesù era il sangue di tutti i martiri.  Il sangue che viene versato adesso è il Sangue di Gesù che è già stato versato per noi e che ancora, ancora è versato!  Se noi crediamo che quello è il Sangue di Gesù e che il Sangue di Gesù è stato versato per purificarci e per rivestirci della sua veste di santità e di luce,  andiamo ora con la mente da queste creature che si trovano in queste situazioni non solo tristi ma drammatiche e pensiamo che se il Signore permette una cosa del genere è perché vuole salve le loro anime.  A Dio interessa la nostra anima!  A Lui non interessa il nostro corpo, non interessano i nostri beni, non interessano le nostre ricchezze.  A Lui interessa la nostra anima, perché lì c'è la sua Immagine, lì c'è la sua Somiglianza e, quindi, è quella che deve ritornare a Lui, perfetta, pura, così come l'ha creata.  Vuole che ritorni immacolata, e con questo Dono è possibile.  Ed allora, trovandoci in mezzo a queste creature
abbracciamo questo sangue, uniamolo a quello di Gesù per battezzare queste creature con il Sangue di Gesù. 

Dobbiamo credere che il Signore opererà questo battesimo, le purificherà con il battesimo di sangue.  E questa sarà l'opera più efficace che potremo fare per queste creature, più di ogni altra cosa, perché sarà il Sangue di Gesù versato su di loro a purificarle, a battezzarle.

E Gesù: <<Tu devi sapere che l'atto più nobile, più sublime, più grande, più eroico, è fare la Mia Volontà ed operare nel Mio Volere>>. 

Penso che sappiate che il 'fare la Volontà di Dio' non è la stessa cosa che 'vivere nella Volontà di Dio' o 'avere la Volontà di Dio agente in sé'. 

Però il 'vivere' nella Volontà di Dio e l''avere' la Volontà di Dio agente in sé richiede comunque come presupposto il 'fare' la Volontà di Dio, perché se noi non 'facciamo' neppure la Volontà di Dio e neppure la riconosciamo e non abbiamo neppure il desiderio di 'farla', come potremo 'vivere' in Essa!?  Ecco quindi la necessità che ci sia in noi al primo posto il desiderio di mettere da parte la nostra volontà per amare Quella di Dio.  

Naturalmente sentiremo in noi la sofferenza creata dal contrasto delle due volontà;  sentiremo che Dio ci chiede una cosa diversa da quello che la nostra volontà vorrebbe...  Ma superando, noi, questo contrasto tra le due volontà  'facendo' atti nella Divina Volontà, il Signore ci porterà a 'vivere' nella sua Volontà.

<< Questo atto che da nessun altro può essere uguagliato, Io lo celebro con tutto il mio
Amore e con tutta la mia generosità >>. 

Gesù questo atto fatto nella Sua Volontà lo ama sopra ogni cosa, e questo noi dobbiamo crederlo.  Gesù ci dice:  'Io vi do tutto il Mio Amore solo per un atto fatto nella Mia Volontà, perché voi state ripetendo la Mia Vita'.

<<Non appena l'anima decide di fare questo 'atto', Io, per darle l'onore di restare nel Mio Volere, allorché i due voleri si incontrano per fondersi uno nell'altro e per essere 'uno solo',
se l'anima è macchiata, la purifico e se le spine della natura umana l'avvolgono, le frantumo; 
e se qualche chiodo, cioè il peccato, la trafigge, Io lo polverizzo, perché niente può entrare
di male nella mia Volontà>>.   

Ecco il passaggio!  Che cosa dice Gesù?  "Non appena l'anima decide di fare questo atto...", quindi è necessaria la decisione, da parte della creatura;  dire: "Sì!", dire:  "Non voglio fare una cosa con i miei modi, secondo la mia volontà, secondo il mio pensiero umano che si è distaccato dal Tuo". Perché tutto, anche il pensiero umano, è dono suo, ma dal momento che si è distaccato dalla Volontà Eterna, dalla Vita Divina, è diventato tenebra . 

Ecco perciò la decisione a voler tornare ad agire nell'ordine e quindi a riconoscere la Volontà di Dio come tale, amarla e desiderare di fonderci in Essa.  Quando due cose si fondono, non si può dire che non esistano più.  Quelle due materie esistono, ma sono fuse e, quindi, formando un'unica materia non si distingue più l'una dall'altra. 

Il Signore ci dice:  "Se voi unite la vostra volontà alla Mia, in modo così stretto, Io le fondo e formo un'unica Volontà;  quindi, la vostra diventa mia e la Mia diventa vostra, una sola cosa".  Lui, naturalmente, non ci toglie quello che ci aveva dato, ma lo santifica, lo divinizza nel Suo, lo rende uno con il Suo, come dice qui:  "... allorché s'incontrano per fondersi una nell'altra", perché niente può entrare in Dio di impuro.  Come se, ad esempio, vogliamo la fusione di due materie, devono essere due materie pure, perché se una delle due è impura la fusione non avviene.  E Gesù sa che noi non abbiamo una tale purità da poterci fondere in Lui;  però, basta che noi lo vogliamo, che Lui interviene e ci toglie tutte le impurità.  Lui lo dice:  'Io vi tolgo tutte le impurità, vi tolgo ciò che è umano e che impedirebbe questa fusione, tolgo le spine, tolgo la parte macchiata della vostra natura;  mettete solo il vostro desiderio, la vostra decisione, la vostra intenzione, poi ci penso Io, unisco Io, faccio Io tutto'.  Ci chiede così poco! ...  Cosa ha chiesto Dio a Maria Santissima?  Ha chiesto un 'Fiat', ha chiesto un 'Sì'.  Quel costa, sicuramente, perché al momento in cui ce lo chiede dobbiamo dire 'sì'  a Lui e 'no' a noi;  ma appena dato quel 'sì', subentra Lui con la sua presenza di amore, con le sue grazie ed opera Lui, il miracolo di amore lo opera Lui, lo fa Lui,  noi non ne saremmo mai capaci.  Ci chiede poi ripetuti 'sì' nella nostra vita, ma noi troviamo continuamente forza nel Suo 'Sì', nel 'Sì' di Maria SS.ma, sapendo che ogni piccolo 'sì' è una ulteriore grazia che Lui ci dà, per la quale Gli presenteremo il nostro rendimento di grazie per quello che Lui ci ha dato, e sapendo che Lui vuole in questo modo aver l'occasione di arricchirci di altri suoi doni.

Allora, proprio con questa fede, con questo abbandono e con questo rendimento di grazie, cerchiamo di rinnovare la nostra mente, come dice anche S. Paolo:  'Rinnovate il vostro pensiero, la vostra mente'.  Ancora Gesù ci ripete:  "Le vostre vie non sono le mie vie, i vostri pensieri non sono i miei pensieri".  Sulla base di quanto Gesù ci sta disvelando rinnoviamo la nostra mente, i nostri pensieri.

<< Anzi, tutti i miei Attributi investono tale anima e cambiano la debolezza in fortezza,
l'ignoranza in sapienza, la miseria in ricchezza e così di tutto il resto.  Negli altri atti, nell'anima rimane sempre qualche cosa di sé, ma negli atti fatti nella Mia Volontà l'anima rimane spogliata completamente di sé ed Io la riempio tutta di Me>>.

Ecco la santità del vivere nella Divina Volontà:  è la stessa santità di Dio.

Gesù dice:  'Nella vostra santità, quella che avete vissuto fino adesso con sforzo, cercando di imitare la Mia Umanità, spesso vi è stato messo del 'vostro', anche nel modo, anche nei sacrifici:  voi vi sentivate di fare quel sacrificio e lo facevate, voi vi sentivate di far questo o quest'altro ...  era più basato sul sentimento.  Adesso sono Io che vi chiedo, momento per momento, a seconda degli eventi (escludiamo ovviamente sempre il peccato, perché là non rientra il Signore!), negli eventi della vita, nelle persone che vi metto accanto, sono Io che vi chiedo quella unificazione della vostra volontà alla Mia, quella ripetizione del Mio Atto;  sono Io che vi voglio dare la Mia Santità'.  Nella  Consacrazione alla Divina Volontà  ad un certo punto si dice:  '... Con Essa (Divina Volontà) avrò una forza unica, una santità che tutto santifica e tutto porta a Dio'.  Come possiamo noi uomini santificare tutto e portare tutto a Dio?!  Non è possibile.  Ed allora crediamo che con questo 'Dono' Dio prende totalmente possesso della nostra anima, Lui è il protagonista, Lui è l'Attore, crediamo che è Lui che prende tutto ciò che noi vogliamo vivere in Lui e lo trasforma, lo santifica e lo riporta a Dio;  e questo poi è lo scopo per cui Lui ci ha creati:  che noi ritornassimo puri nel Suo Seno, puri, santi, immacolati, come ci ha creati!

 

 

(R.:)  C... ha parlato dell'importanza degli atti fatti  nella Divina Volontà e di quanto sta a cuore a Gesù che si facciano e si ripetano questi atti.

Ora cerchiamo, con l'aiuto di Dio, di vedere che cosa sono questi atti, perché molte volte se ne parla, molte volte si cerca di farli, però forse manca quella conoscenza di base e quel percorso che Gesù delinea in questi Scritti per poter arrivare a comprendere questi atti e a farli, seppur piccoli non importa se sono piccoli o grandi, basta che siano fatti nella Sua Volontà , a farli come Lui ci chiede,  cioè secondo il Suo Pensiero. 

Molte volte questi atti noi possiamo farli col cuore, sì, ma dicendo parole sbagliate e, tuttavia, sicuramente Dio li calcola comunque come buoni, come giusti e Maria SS.ma li prende nel Suo Cuore, li trasforma e li presenta a Dio in atti modellati secondo i Suoi, per cui saranno modellati secondo una perfezione divina.  Però, sia Gesù, come Maestro nostro, sia Maria SS.ma, come Mamma nostra, desidererebbero proprio che non soltanto questo sia un lavoro che fanno Loro, ma che anche noi impariamo ad operare nella Divina Volontà come
Loro ci insegnano e cioè con i loro modi, con le loro prerogative, con tutta la base dei loro insegnamenti.

Leggerò due brani (tratti dagli Scritti di Luisa) intervallandoli da commenti.  I commenti che cercheremo di fare saranno presi da altri brani, per cui cerchiamo di seguire proprio la pedagogia di Gesù, cioè il modo che usa Gesù per portare l'anima in queste Vie del Volere Eterno, per insegnarle ad operare nella Volontà Divina, dall'A,B,C, fino a ciò che Lui desidera nella nostra vita.  Tenendo comunque conto che  l'ascesi nella Divina Volontà è infinita;  anche in Cielo, quello che avremo fatto sulla terra, sarà un seme che continuerà a germogliare per l'eternità;  questo albero della Divina Volontà, nel nostro cuore cresce all'infinito, perché Dio è infinito.  Ciò che Dio ci dona di vivere sulla terra, ciò che Dio ci dona di capire, è semplicemente un seme che poi in Cielo produrrà rami, frutti meravigliosi, che cresceranno all'infinito.  E' come se Dio allargasse la nostra capacità di contenerLo, e la Divina Volontà stessa in Cielo continuerà il suo operato;  però ha bisogno che noi, in terra, incominciamo ad operare in Essa, a mettere quel nostro piccolo   nel Suo Fiat affinché Lui, Gesù, crei in noi la Sua Volontà, perché possa poi contenere la Volontà Eterna nel Cielo.

 

Vediamo un brano, sempre del 12° Volume, del 28 dicembre 1917.

"Continuando il mio solito stato scrive Luisa ed essendo un poco sofferente, pensavo tra me come mai non mi sia dato trovare riposo, né di notte né di giorno, anzi, quanto più sono debole e sofferente, tanto più la mia mente è desta ed impossibilitata a prendere riposo".

Ecco, questa è una condizione un po' comune, che può capitare a tutti gli uomini;  però molte volte il Signore Si serve delle cose più comuni, di ogni giorno, per chiamarci a Lui ed operare cose sorprendenti nel nostro quotidiano.

"Il  Mio dolce Gesù mi ha detto: <<Figlia mia, tu non sai la ragione ed Io la so; ora te la dico.  La Mia Umanità non ebbe riposo e persino nel mio sonno Io non ebbi tregua, ma incessantemente lavoravo.  Ciò perché dovendo dare vita a tutto ed a tutti, e rifare in Me tutto,
era utile che Io lavorassi senza smettere un istante.  Chi deve dare vita deve avere un
continuo moto, fare atti continui;  perciò Io ero in continua azione per far uscire da Me vite di creature e per accoglierle>>".

In queste righe, Gesù ci fa capire che Lui doveva assumere ogni nostro atto fatto fuori dalla Divina Volontà ed ogni atto fatto fuori della Divina Volontà è in sé morte, è statico, è fermo e Lui doveva trasformarlo in vita, in Vita Divina e, quindi, in un atto dinamico, in un moto, perché Dio è Moto Eterno, non è fermo. 

Noi uomini pensiamo di fare, di sbrigare, di agitarci in tante cose dalla mattina alla sera, però, divinamente siamo fermi, non produciamo altro che tenebre, che morte, che stasi.  Dio invece è in movimento eterno, ed anche un mio piccolo battito di ciglia dato nella Divina Volontà, dà più gloria a Dio che se io percorressi tutta la terra nella mia volontà umana, pur forse aiutando persone, ma dicendo:  'voglio fare questo':  cioè, lo voglio fare io, invece di capire che

è Dio che lo vuole fare in me, è Dio che mi chiede che vada a portare la Sua Parola od a fare qualche altra cosa;  se lo faccio invece per me stesso, se lo faccio con la mia volontà, quel mio girare la terra non produce nient'altro che morte.

Continua Gesù: <<Se Io avessi voluto riposare, quante vite non sarebbero uscite, quante
creature, non ricevendo il mio agire continuo, non si sarebbero sviluppate e si sarebbero
appassite, quanti non sarebbero entrati? 

Ciò, se in Me fosse mancato l'Atto di Vita di Chi soltanto può dare vita.  Figlia mia, volendoti insieme con Me e nel Mio Volere, voglio il tuo atto continuo>>. 

Qui,  Gesù si rivolge a Luisa, la quale non dormiva quasi mai, e che in questo particolare momento trovava strano questo suo non riuscire a dormire pur desiderando dormire;  i movimenti interni di Luisa, il suo modo di vivere, erano un pochino scombussolati in questo momento.  Se però rivolgiamo a noi questo parlare di Gesù, lo vediamo come un richiamarci a non dormire nella nostra volontà;  è un volerci risvegliare dal nostro torpore spirituale, un richiamo a non essere addormentati nel nostro rapporto con Dio, ma essere sempre in veglia con Lui, come ha chiesto ai suoi discepoli, nel Getsemani:  "Vegliate e pregate, per non cadere in tentazione".  Ora dice:  "Vegliate e pregate per vivere nella Mia Volontà".   Perché molte volte noi ci addormentiamo nel rapporto con Dio;  noi pensiamo di abituarci a dire le nostre preghiere, le nostre orazioni, ma quell'abbandonarci in noi stessi e non in Dio, abbandonarci nelle nostre abitudini, diventa poi un rilassarsi tale per cui la nostra mente, la nostra memoria, la nostra volontà si addormentano.  Invece, Gesù vuole svegliarci da questo torpore ed inizia a guidarci per farci capire che cosa sono gli atti nella Divina Volontà  e come si opera in Essa.

Ed è bellissimo quindi vedere come Gesù, da buon Maestro, incomincia con l' A,B,C, e ci dice che cosa sono gli atti  e gli atti nella Sua Volontà.   Dice: <<Figlia mia, volendoti insieme con Me e nel Mio Volere, voglio il tuo atto continuo. 

La tua mente desta, è atto;  il mormorio della tua preghiera, è atto;  i movimenti delle tue mani, i palpiti del tuo cuore, il rivolgere i tuoi sguardi, sono atti.  Questi atti sono piccoli, ma cosa importa?  Dato che c'è il moto, cioè il germe, Io li unisco ai miei, li faccio grandi e
do loro capacità di produrre vita>>. 

Ognuno di noi può riconoscersi in questa affermazione di Gesù, perché ognuno di noi possiede una mente, ognuno di noi possiede la capacità di pregare, ognuno di noi può muovere le mani, può far palpitare il cuore, può rivolgere i suoi sguardi dove vuole ...  e tutto ciò che riguarda l'umana natura;  per cui queste parole Gesù le rivolge non solo a Luisa, ma a ciascuno di noi, per dirci:  "Siete tutti chiamati a vivere nella Mia Volontà, perché questi atti che voi fate giornalmente sono la terra in cui Io posso far sviluppare i semi divini dati dal Sole della Mia Volontà, e sono la base su cui Io posso costruire il mio castello".  Quindi, anche le nostre miserie, i nostri atti naturali (escluso naturalmente il peccato!), sono base su cui Dio può operare meraviglie perché, fatti nella Divina Volontà, possono diventare atti divini.

<<Anche i Miei Atti   dice Gesù non furono tutti apparentemente grandi, specialmente quando Io, piccino, gemevo, succhiavo il latte della mia Mamma, Mi trastullavo baciandola e accarezzandola, intrecciavo le mie manine con le sue;  da più grande coglievo i fiori,
prendevo l'acqua ed altro.  Questi erano tutti piccoli atti, ma erano uniti nel mio Volere, nella
mia Divinità, e ciò bastava;  essi diventavano tanto grandi da poter creare milioni e miliardi
di vite.  Perciò, mentre gemevo, dai miei gemiti uscivano creature;  mentre succhiavo, baciavo, carezzavo, erano tante le vite che uscivano; nelle mie dita intrecciate con le mani della Mamma scorrevano le anime;  mentre coglievo i fiori e prendevo l'acqua, uscivano anime dal palpito del mio increato Amore>>. 

 

Qui, Gesù ci fa intendere che ogni Suo Atto era una vita, una creatura che usciva da Lui;  era una creazione il suo operato, una creazione continua.

Anche ognuno di noi può entrare a far parte di questo Suo operato, perché, come abbiamo già detto, ognuno di noi ha la radice, cioè il germe da sviluppare, i suoi atti, cioè le sue preghiere, le sue azioni, il respiro, i pensieri, i palpiti del cuore, gli sguardi, ecc. 

E qui possiamo fare anche una meditazione sulle parole di Gesù, il Quale ci parla di vita  e di moto, cioè, ogni nostro più piccolo atto contiene in sé la vita e il moto.  Sapendo che noi siamo stati creati ad immagine della Trinità Divina, che cosa saranno questa vita e questo moto?!  Se noi prendiamo i nostri atti dalla Divina Volontà, se noi li facciamo in Essa, questa vita in noi, che diventa Vita Divina, e questo moto che si sviluppa, non possono essere nient'altro che la Divina Volontà ed il Divino Amore. 

Facciamo un esempio: Nel nostro respiro esiste la vita del respiro ed il moto del respiro, per cui, nella vita di questo respiro Dio vuole porre l'immagine del Suo respiro eterno, del suo palpito eterno, della Vita della Trinità Divina.  La Vita della Trinità Divina è la Volontà Eterna che in un solo Atto Eterno ha un Moto Eterno, e questo Moto Eterno è la continua generazione del Figlio dal Padre, è il continuo procedere dello Spirito Santo dal Padre e dal Figlio, che è lo stesso Divino Amore.  E questa Vita la Divina Volontà e questo Amore Eterno questo Palpito fanno un'unica cosa.  Per cui, è bellissimo sapere che in ogni nostro piccolo atto fatto nella Divina Volontà, questa Vita Divina della Trinità Santissima si riflette in noi, quasi quasi si incarna in noi e produce una vita divina nella nostra piccolezza.

 

 (C.:)   A proposito di questo discorso, fino adesso noi abbiamo avuto una certa mentalità, una certa conoscenza, un certo modo di agire, di pregare, ecc.  Ora Gesù ci sta disvelando un nuovo modo.  Allora, da parte nostra è necessaria l'elasticità mentale, il desiderio, che ci fa dire:  "Se Tu mi dai queste conoscenze, io tutto quello che ho fatto finora in un certo modo, posso farlo in un modo differente, grazie a quello che Tu mi dici".  E' molto significativo il fatto che R. abbia appena finito di leggere un brano nel quale Gesù diceva che 'nell'intrecciare le sue manine con le manine della Mamma, nel cogliere i fiori, nel prendere ...':  ci ha fatto cioè l'esempio di atti piccoli, semplici, che tutti noi facciamo all'ordine del giorno.  Gesù  quindi ci dice:  "Vedete, voi Mi potete dare una gloria divina anche facendo atti umani semplicissimi".  Come avviene questo?!  Riflettiamo sulla Vita di Gesù quand'era su questa terra.  Tutto quello che Gesù faceva, ad esempio quando, come Figlio di un falegname, scolpiva, lavorava... in quel momento, dentro di Sé che cosa pensava?!:  "Con Te, o Padre, in questo momento formiamo anime, creiamo anime alla Grazia".  Anche Maria SS.ma, ad esempio, nel pulire, nello spazzare:  "Io Ti chiedo, o Padre, con quest'atto, di purificare i cuori dal peccato nel quale sono avvolti"...

Allora, quando prima dicevamo:  'unirci a Gesù',  'unirci a Maria SS.ma', questo cerchiamo di farlo non solo il meglio possibile, ma anche porre un'intenzione spirituale che è intrinseca in quell'atto.  Gesù vuole che noi porgiamo quest'attenzione.  Dobbiamo perciò forzare il nostro pensiero, perché molte volte abbiamo una pigrizia intellettuale che ci spinge a fare  perché sentiamo.  Ma Gesù ci sta dicendo:  "Quando voi lavate, quando cucinate ...  pensate in quel momento che state facendo quel lavoro per le anime;  quindi, nel pulire in terra, chiedetevi la motivazione per cui lavorate, unendo il vostro atto al Mio".

 

(R.:)   A questo punto ci chiediamo:  "Come fare gli atti nella Divina Volontà?"  Gesù, in questi Scritti, ci spiega come farli  partendo proprio dalla base di cui abbiamo parlato ora e costruendo pian piano questo castello interiore nella nostra anima.

Una cosa importante che Gesù ci dice è che tutto quello che l'anima fa, che la creatura fa
e che le è più necessario, deve farlo come se Gesù volesse farlo in lei (esclusi, naturalmente, i peccati;  se vi saranno errori, fatti in 'buona fede', Gesù li 'aggiusta' Lui;  ma, esclusi i peccati!).  Per cui: quando io scopo:  è Gesù che vuole scopare in me; quando io lavo per terra:  è Gesù che vuole lavare per terra in me.

Io prego?:  è Gesù che vuole pregare in me ...  E così via.

 

(C.:)    Quindi, Gesù ci chiede di fare i nostri atti  non soltanto più nella sua Grazia, ma con e nella Sua Volontà Divina.  La Grazia procede dalla Volontà Divina, ma la Volontà Divina è la Vita della Grazia.  Ora il Signore ci sta porgendo la Vita della Grazia, non solo più la Grazia!

 

(R.:)   Parlando di atti fatti nella Divina Volontà  è bene forse chiarire prima che cosa è la Divina Volontà.

In questi Scritti  Gesù ci fa capire e la Chiesa stessa lo insegna nel Catechismo che le Tre Divine Persone, Padre, Figlio e Spirito Santo, hanno un'Unica Volontà;  e questa Unica Volontà che è nella SS.ma Trinità, è la DIVINA VOLONTA'.  La Grazia è una Figlia della Divina Volontà, è ciò che promana dalla Divina Volontà per farci diventare figli di Dio (perché con il peccato abbiamo perso la Vita della Volontà Divina).  Gesù, in questi Scritti, ci spiega come, in questi tempi Lui non soltanto ci vuole fare vivere nella Sua Grazia, ma ci vuole fare il Dono della Sua Divina Volontà, che è la fonte stessa della Grazia, cioè, è la stessa Volontà delle Tre Divine Persone comunicata, per grazia, alla creatura.

Qui parliamo non solo più del fare la Divina Volontà,  qui parliamo del vivere nella Divina Volontà.

Ricordandoci che la Bibbia dice che Dio creando l'uomo lo ha creato a sua immagine  ed a sua somiglianza, Gesù, ci spiega che l'immagine sono le tre potenze dell'anima, memoria intelletto e volontà che ogni uomo ha in sé nella sua anima;  ed esse sono create:  la volontà ad immagine del Padre, l'intelletto ad immagine del Figlio, e la memoria ad immagine dello Spirito Santo.

 La somiglianza  è stata data all'uomo, prima del peccato originale, con il Dono della Divina Volontà;  cioè, io assomiglio ad un altro quando faccio ciò che fa lui:  la Divina Volontà, la Vita Divina, dava all'uomo la capacità di agire come Dio.  L'uomo, avendo rifiutato la Volontà Divina, volendo fare la sua volontà, ha perso questa somiglianza divina, ed ha perso anche la sua immagine divina. 

Con il Battesimo ci viene ridata l'immagine divina e la Vita Divina in germe, cioè la Divina Volontà in germe, nel nostro cuore, nella nostra anima. 

Con le conoscenze della Divina Volontà e con il Dono della Divina Volontà, che il Signore vuole farci, l'uomo riacquista la sua piena somiglianza con l'Essere Divino, cioè come all'inizio l'uomo era stato creato, con:  corpo, anima, volontà umana e Volontà Divina.  Queste sono le quattro componenti dell'uomo prima del peccato originale e Dio vuole riportarci a questo stato.

Il Signore vuole farci ora il Dono della Sua Volontà mediante le conoscenze e mediante i nostri atti fatti nella Divina Volontà, perché non più soltanto facciamo la Sua Volontà, come i Santi della Redenzione che, avendo acquistato di nuovo, in grazia del Battesimo, l'immagine divina, non hanno però più potuto agire nella Vita della Divina Volontà e quindi i loro atti, pur fatti nell'ordine della Grazia, non erano atti divini perché mancava la sorgente della Vita Divina qual è la Divina Volontà, ma, ora, con questo Dono del VOLERE DIVINO, il Signore ci vuole far diventare altri Lui, altri Gesù, che, mediante gli atti nella Divina Volontà, mediante atti fatti nel Volere Divino, possiamo darGli gloria divina, non soltanto gloria umana, finita, ma gloria divina,come Lui ha dato al Padre. 

Ecco, questo è, a grandi linee, il Dono  della  Divina Volontà, che Dio vuole fare.

Continuiamo a riflettere su questo concetto degli atti fatti nella Divina Volontà.  Abbiamo detto che la radice di essi sono gli atti umani che ciascuno ha, e stavamo dicendo che per incominciare ad agire nella Divina Volontà l'uomo deve pensare che tutto ciò che gli è necessario (cioè il dovermi lavare, vestire, mangiare, lavorare, ecc.) e tutto ciò che fa, escluso il peccato, lo deve fare come se Gesù volesse farlo in lui. 

Quindi: Devo pregare?  E' Gesù che vuole pregare in me.  Devo mangiare?  E' Gesù che vuole mangiare in me.  Devo camminare:  Gesù vuole camminare in me ...  

Incominciamo, così, pian piano, a scomparire noi e incomincia a comparire Gesù, per cui non siamo più noi i protagonisti, ma diventa Gesù il protagonista della nostra vita.  E' un esercizio, non è una cosa che succede da un momento all'altro;  è però un modo che il Signore ci insegna per farci entrare pian piano in questo suo ordine di idee.

Gesù dice che quando pensiamo che 'è Gesù che vuole farlo in me',  sono necessarie due cose.  Una è la purità nell'intenzione.  Cioè, dobbiamo chiederci:  "Gesù la farebbe questa cosa?".  E poi:  "La faccio per me o per Gesù?". 

Qui non parliamo perciò di egoismo o non egoismo, di cose grandi o di cose piccole;  qui si tratta della purità di intenzione nel nostro cuore.  Esempio: Devo pregare?  Sì!  Prego per un mio piacere di pregare, o prego perché Gesù vuole amore da me e perché gli altri hanno bisogno della mia preghiera? 

Oppure:  Gesù vuole mangiare in me?  Sì!  Ma mangio da far paura anche a me stesso, o solo ciò che mi è necessario per il mio sostentamento e ciò che Gesù, in me, necessita per vivere?

Dopo la purità di intenzione, devo cercare di agire in conformità all'operato di Gesù.  Dovrò chiedermi:  "Come farebbe, Gesù, questo?" 

Avendo purificata la nostra intenzione, sapendo che Gesù vuole fare o non fare quella determinata cosa, diremo: 

"Come farebbe Gesù questo?"  Nel vestirmi:  "Come si vestirebbe Gesù?  Come si vestirebbe Maria SS.ma?"  Nel mangiare:  "Come mangerebbe Gesù?  Come mangerebbe Maria SS.ma?"  Nel pregare:  "Come pregherebbe Gesù?  Che posizione assumerebbe?  Che intenzioni avrebbe?  Pregherebbe per Sé Stesso o pregherebbe per le anime?" 

Ecco,  questo esercizio inizierà pian piano a svuotarci di noi stessi e, senza che quasi ce ne rendiamo conto, Gesù ci riempie di Sé, del Suo Pensiero.

Gesù ha già fatto tutti questi atti e quindi noi, nel fare gli atti nella Divina Volontà, dobbiamo sapere che non facciamo nulla di nuovo, ma, semplicemente, togliendo noi stessi, permettiamo a Lui di venire in noi a fare gli atti che già sulla terra Lui aveva fatto.  Questi atti fatti nella Sua Volontà sono tutti sospesi nel Suo Volere Eterno, perché la Sua Umanità li aveva tutti assunti in Sé e li aveva fatti tutti.  Tutti questi atti, anche i più piccoli ed insignificanti, Gesù li ha fatti per fare scorrere le sue azioni nelle nostre azioni ed assumere le nostre azioni, i nostri atti nei suoi.  Cioè:  noi diciamo a Gesù:  "Vieni a fare questo in me...  Vieni, Divina Volontà, a fare questa cosa in me".  E Gesù viene a farla in me ed in quel venire in noi a fare quella determinata azione, ci assume in Lui per fare ciò che ha fatto Lui.

E Gesù, a Luisa che Lo chiamava a lavorare in sé, fa un esempio importantissimo.  Luisa cuciva, ricamava, e diceva:  "Vieni, Gesù, nelle mie mani a fare questo lavoro".  E Gesù le insegna che mentre l'anima chiama Dio a fare questo lavoro in sé, Gesù la assume nel Suo operato.  Gesù dice: "Quando Io lavoravo il legno, facevo i miei lavori fabbrili, le mie mani che piallavano, che inchiodavano, che modellavano il legno, in quel medesimo istante nella Mia Volontà creavano i mondi, modellavano i cuori, correggevano le anime, accarezzavano i cuori, ecc..." 

Questo che Gesù dice è tutto lavoro delle azioni divine, quindi le sue mani umane facevano un lavoro che era il riflesso del suo lavoro divino.  Quindi, Gesù dice a Luisa:  "Anche se tu non te ne accorgi, se tu Mi chiami in te a fare questo lavoro, nel contempo Io ti assumo nel mio lavoro e tu, con Me, modelli i cuori, con Me correggi le anime, con Me accarezzi le azioni umane, con Me modelli tutto ciò che deve essere modellato, ecc."  Tutto questo avviene per esclusiva potenza della Divina Volontà, che racchiude ed abbraccia tutto l'operato umano e divino.

Continua  Gesù a Luisa: <<Il mio moto fu sempre continuo, ecco la ragione della tua veglia.  Quando vedo il tuo moto, i tuoi atti nel mio Volere, ora si mettono al mio fianco, ora scorrono nelle mie mani, ora nella mia voce, ora nella mia Mente, ora nel mio Cuore>>. 

E' la Divina Volontà che dà valore perfetto e completo ad un semplice atto, perché viene a compierlo in noi con la potenza della stessa Divina Volontà.  In tal modo si può dare a Dio lode, riparazione, ringraziamento, gloria completa e perfetta, perché è Gesù stesso che viene in noi a compiere quell'atto;  ed in quell'atto la Divina Volontà racchiude persino Gesù stesso.  Quindi, Dio può operare in noi ciò che ha operato in Gesù stesso, perché è la Divina Volontà che è in noi che crea la Vita di Gesù, e Gesù stesso viene a fare quella determinata azione in noi dandole un valore divino.

Possiamo far l'esempio dell'Atto d'Amore, quando Gesù dice a Luisa:  "Vuoi amarmi davvero, figlia mia?  Dì:  'Gesù, Ti amo con la Tua Volontà'".

L'anima, unita a Gesù nella Divina Volontà, dicendo: "Gesù, Ti amo con la Tua Volontà",

oppure: "Nel Tuo Volere, Gesù Ti amo", in quel medesimo istante in cui Gesù viene ad amare Sé Stesso in noi, con la Sua Volontà fa scorrere questo Suo Amore in tutte le cose create, in tutti gli atti della Redenzione, in tutti gli Atti di Grazia dello Spirito Santo, in tutte le opere divine;  per cui Dio si sente ripetere quest'atto non soltanto da noi, ma da tutti i cuori delle creature, da tutte le menti, da tutte le volontà, da tutti i passi delle creature, da tutte le foglie degli alberi, da tutto il vento, da tutte le onde del mare:  non c'è cosa che non ami Dio in quel momento! 

Pensate la grandezza della potenza della Volontà di Dio!  Dinnanzi a questo dobbiamo solo fare un atto di fede e credere che Dio può fare questo perché è la Divina Volontà che lo fa in noi.  Noi non vediamo niente, ma è la stessa Divina Volontà che compie quell'azione in noi.

<<Io produco moto da tutti i tuoi atti  dice Gesù ed a ciascuno di essi do vita nel mio Volere dando loro la virtù dei miei; Io li faccio circolare per la salvezza di tutti>>. 

Quindi, la Divina Volontà, contenendo la virtù creatrice, ha la potenza di moltiplicare un atto in tanti atti.  Quindi, se un atto fatto nella Divina Volontà  è un sole che splende sulle creature, quel sole si moltiplica come luce nei nostri sguardi, si moltiplica come colore nelle foglie, si moltiplica come effetti di vita nelle piante, nello sviluppo dei semi, nei fiori, si moltiplica nello scintillio della neve, si moltiplica negli uomini che con il sorgere del sole iniziano a lavorare ...  Quindi, quel solo atto dello splendere del sole si moltiplica in tutti questi atti prodotti da questo sole. 

Questo è un esempio di come un atto nella Divina Volontà circola a bene di tutti, perché è un sole che splende su tutti e le creature ne traggono i benefici a seconda delle loro disposizioni.  Se una creatura non vuole approfittare della luce del sole e quindi di un atto fatto nella Divina Volontà e si chiude nella sua stanza al buio, questo non toglie nulla al sole, difatti lui è sempre fuori a splendere e chiunque voglia può godere dei suoi effetti e della sua luce.

E Gesù ha fatto tutti questi atti nella Divina Volontà non una sola volta, ma tante volte per quanti atti avremmo dovuto fare noi creature, quindi, l'uomo, che è stato creato ad immagine e somiglianza di Dio, giunge ad assomigliarGli con la ripetizione degli atti fatti con Gesù e nella Sua Volontà, pensando che Gesù vuole farli in me e, quindi, facendoli nella Sua Volontà, con le sue intenzioni. 

E' come il fanciullo che giunge ad assomigliare al maestro ripetendo di volta in volta ciò che il maestro fa;  per questo è importante ripetere gli atti. 

Anche se un atto fatto nella Divina Volontà è comunque sempre un sole, il ripeterlo è un assimilare pian piano in sé questa vita della Divina Volontà, è un creare nuovi soli nell'universo della nostra anima, affinché poco a poco Dio ci modelli secondo quanto aveva stabilito fin dall'inizio per noi. 

L'anima, con la ripetizione degli atti fatti nella Divina Volontà, giungerà ad assomigliare
a Dio, ad acquistare quell'originale somiglianza che l'uomo, nel Paradiso terrestre,
aveva con il suo Creatore. 

Comprendiamo quindi l'importanza del ripetere continuamente questi atti affinché, diventando poco a poco vita nostra, diamo a Gesù la possibilità di operare cose meravigliose in noi.

 

(C.:)   Mettiamoci con umiltà davanti a Dio.

Ringraziamo il Signore attraverso il Cuore della Regina Mamma:  Ave, Maria ...

 

 

II  Meditazione

(C.:)   Proseguiamo con il Volume 15°:  24 gennaio 1923.   Il titolo è:  La Volontà Una delle Tre Divine Persone, agente in Loro, è tutto il loro bene.

 

Continua Luisa: "... Onde, dopo ciò, ho compreso che Gesù voleva che io entrassi nel mare immenso della Sua Volontà, per essere rinfrancato dal mare delle colpe delle creature". 

Ecco l'importanza della disposizione della creatura che si mette in atto di comprendere quello che Gesù desidera, per farLo contento:  "Ho compreso dice Luisa che Gesù voleva questo da me".  Poi, deve seguire il 'sì' della creatura;  un 'sì' che non potrà essere pronunciato senza la Grazia di Dio, ma che comunque richiede che la creatura lo voglia pronunciare.  Ecco perciò l'importanza di essere attenti per chiedere a Gesù in ogni momento: 

"Gesù, che cosa mi chiedi in questo momento?!  Cosa desideri ora da me?! In che modo posso darti gloria?!" 

Ricordavamo prima l'importanza del comportarci come Gesù e Maria SS.ma:  Dobbiamo avere quest'attitudine di vedere Gesù in ogni evento (escluso il peccato), in ogni creatura:  sempre c'è Lui, quindi io devo rispondere a Lui!   Esempio: Mi stanno calunniando?  Io devo rispondere a Lui, non alla persona che mi sta calunniando! 

E' a Lui che devo ridare quella gloria che Gli è stata tolta con la calunnia, data a Lui!, perché
non stanno calunniando me, stanno calunniando Lui! 

Oppure, prenderò questo evento dalle sue mani, pensando che è Lui che vuole darmi una umiliazione per perfezionarmi, per togliermi tutta quella parte umana che come terra soffoca il seme divino che Lui ha posto in me. 

Rispondiamo perciò sempre a Lui ed in questo modo tutto sarà sereno:  sia che siamo nella gioia, sia che siamo nel dolore, tutto vivremo come sua grazia, come sua presenza.

Dobbiamo dare la nostra risposta di amore a Gesù, anziché prendercela con il fratello che ci ha offeso;  dobbiamo ringraziare Gesù anche per quell'offesa che ci viene fatta;  riparare per tutte le offese che sono fatte a Lui;  darGli amore per chi non glieLo ha dato, per chi l'ha offeso ...  Poi potrò anche riprendere il fratello che sta peccando;  ma prima di riprenderlo, devo anzitutto togliere, o almeno voler togliere, in me quel difetto, se ce l'ho anch'io;  devo poi pregare per quel fratello, e la preghiera per quel fratello mi darà l'amore per dirgli le parole giuste nel modo giusto;  devo avere in me un sentimento di amore, non di stizza, di nervosismo ...   E poi, guardiamo a Gesù che Si è fatto crocifiggere ed ha detto:  "Padre, perdona loro".  Lui ci ha perdonati col suo Sangue, non giudicandoci!  E anche dopo che Lui ha versato tutto il Suo Sangue, saremo giudicati solo se noi rifiutiamo questo Suo Sangue;  ma Lui ci ha perdonati con il Suo Sangue!

Dicendo che dobbiamo 'rispondere a Gesù', vogliamo dire:  cerchiamo nella Sua Vita, come Lui Si è comportato in ogni evento, i più gioiosi, ma soprattutto i più dolorosi, perché è lì il più difficile per noi e, cerchiamo di fare come Lui ha fatto.

 

(R.:) Quello che la  Chiesa ci insegna come opera di misericordia spirituale:  'ammonire il peccatore', non significa dire:  "Tu mi hai fatto questo;  vergogna!".  No!  Ma dirgli:  "Tu hai offeso Dio in questa cosa, hai offeso il fratello in questa cosa".  Nel momento in cui noi scompariamo non difendendo noi stessi, ma Dio, allora il Signore ci dà la grazia per toccare quel cuore.  Mentre, quando difendiamo noi stessi, diventando noi i protagonisti, Dio scompare.

 Ecco, allora, come fare l'atto nella Divina Volontà: Quando veniamo offesi: è Gesù che viene offeso in me. 

Allora, io riparo Gesù, accogliendo questa offesa che mi viene fatta sapendo che non viene fatta a me ma viene fatta a Gesù.  Se però in quell'offesa c'è un qualcosa che va contro la Verità di Dio, va contro il suo Amore, allora io devo riprendere il fratello, ma lo riprenderò per quanto riguarda l'offesa fatta a Dio, non per l'offesa fatta a me.

 

(C.:)  Continua Luisa: "Ed io, stringendomi più forte a Lui, ho detto: <<Mio amato Bene, insieme con Te voglio seguire tutti gli atti che fece la Tua Umanità nella Volontà Divina>>".

In queste parole vediamo che Gesù ci sta disvelando qualcosa di nuovo.

Finora Gesù ci ha manifestato quello che ha operato la Sua Umanità ad extra, cioè gli atti esteriori che lui ha fatto per noi, ma non ci ha disvelato, se non in pochi passi che si trovano soprattutto nel Vangelo di S. Giovanni , l'intimo rapporto esistente tra Lui ed il Padre, tra quello che operava la sua Umanità nella Sua Volontà Divina.  Adesso Lui ce lo sta disvelando, perché vuole parteciparci quell'operato umanodivino, quel rapporto intimo che Lui ha avuto con il Suo Padre vuole parteciparlo anche a noi, vuole renderci 'uni'.  Come dice nel Vangelo di S. Giovanni:  "Padre, che siano uni in Noi.  Come Tu sei in Me ed Io sono in Te, siano anch'essi in Noi una cosa sola".  E se Gesù ha detto 'che siano', vuol dire che può essere così.

Gesù ci sta perciò dicendo: "Se voi partecipate agli atti della Mia Umanità, a quello che Io ho operato nella Volontà di Dio, in intima unione con il Padre, nell'Amore dello Spirito Santo, voi sarete uni  in Noi". 

Però noi dobbiamo avere la conoscenza di quanto il Signore ci sta disvelando, perché altrimenti come facciamo a ripetere questo Suo operato, a volerci fondere con Lui, a voler ripetere i suoi atti di amore al Padre, senza queste conoscenze?!

Questo è il Tempo nel quale Gesù sta disvelando l'operato della Sua Umanità nella Sua Divina Volontà.

 

Luisa, a Gesù: <<Dove giungesti Tu voglio giungere anche io, per fare che in tutti i tuoi atti, Tu trovi anche i miei>>.  

Luisa, unendosi a Gesù Gli dice:   "Come la Tua Umanità ha sempre operato in una Volontà Eterna e quindi ha abbracciato gli atti di tutti, ha circolato a bene di tutti ed ha dato gloria al Padre a nome di tutti, così, se io mi fondo con Te so che anch'io potrò trovarmi nella Tua Volontà Divina a bene di tutti, per dare al Padre la gloria a nome di tutti".

Continua Luisa nel suo dialogo con Gesù del 24.1.1923.:  "Sicché, come la Tua Intelligenza nella Volontà Suprema percorse tutte le intelligenze delle creature, per dare al Padre Celeste la gloria, l'onore, la riparazione, per ciascun pensiero di creatura, in modo divino, e suggellare, con la luce e con la grazia della Tua Volontà, ciascun pensiero di esse, così anch'io voglio percorrere ciascun pensiero, dal primo all'ultimo che avrà vita nelle menti umane, per ripetere ciò che è fatto da Te;  anzi, voglio unire tutti i pensieri con quelli della nostra Celeste Mamma, che mai restò dietro, ma sempre corse insieme con Te,
e con i pensieri che hanno fatto i tuoi Santi".

 

Abbiamo parlato delle tre potenze che Dio ha posto nelle nostre anime nel crearci:  memoria, intelletto, volontà e, di come ci ha dato il Dono  della Divina Volontà, della Sua somiglianza nel far scorrere la Sua Vita Divina in queste nostre facoltà.  Questo significa che l'uomo pensava in ordine al Pensiero di Dio, ricordava in ordine alla Memoria di Dio e
comprendeva in ordine all'Intelletto di Dio.

Avendo noi, con il peccato originale, rifiutato questo dono soprannaturale della Sua Divina Volontà, della Sua Vita Divina agente in noi, ci siamo, di conseguenza, anche distaccati con le nostre facoltà dalle facoltà di Dio se così si possono chiamare , dagli Attributi divini.  Come possiamo ora ritornare a vivere in essi?

Gesù, venendo sulla terra ha vissuto pienamente in Sé questo Regno della Divina Volontà.  Questo Regno era compiuto in Lui ed in Maria SS.ma.  Per noi non era ancora compiuto, perché, come vedremo, Gesù aspetta il 'sì'  di una creatura per poter dare questo Regno a tutti i suoi figli.

Vediamo come vive Gesù la Sua Umanità: Quando Lui pensa, pensando in Dio, pensando nella Volontà di Dio Lui trova i pensieri di tutte le creature, li abbraccia, e per tutti fa un pensiero divino da offrire al Padre, e suggella quei pensieri in modo divino.  Quindi, le sue intenzioni sono:  la gloria del Padre e la salvezza e santificazione delle anime.  Questo dovrebbe essere anche il motore primo di ogni nostra azione, pensiero e parola:  la
gloria del Padre e la santificazione delle anime.

Per quanto riguarda noi, quando diciamo: "Sperdo il mio pensiero in quello di Gesù",

diciamolo con le stesse intenzioni di Gesù, e con fede, sapendo che il Signore può operare questo miracolo di far scorrere il nostro pensiero con il Suo.  Da parte nostra però dobbiamo anche cercare di avere i pensieri sempre rivolti a Lui.  Chiediamoci:  "Il nostro intelletto per che cosa lo usiamo?!  Per comprendere Dio, oppure per rivolgerci a conoscere e a capire cose vane, sciocche ed inutili, che ci allontanano dal rapporto intimo con il Signore?!" 

Dobbiamo perciò avere questa attenzione ad usare le nostre facoltà, gli attributi che ci sono dati, le potenze che Lui ci ha donato, esclusivamente rivolte a conoscere, amare, glorificare Lui.  Avere quindi questa attenzione a porgere, a portargli, ad offrirgli uniti, fusi negli atti di Gesù, nella Sua Volontà tutto quello che il Signore ci ha donato, per dare gloria a Lui e per salvare le anime.  Potrò quindi come Luisa dire: "Sperdo il mio pensiero nel Tuo, il mio sguardo nei Tuoi, la mia parola nella Tua, perché possa circolare con la Tua a bene di tutti, nella Tua Volontà e per la gloria di Dio".

Per fonderci dobbiamo prima unirci, come dicevamo;  dobbiamo cercare di comprendere ed uniformarci ai Suoi modi, e poi unirci e fonderci con Lui.

"Voglio unire tutti i pensieri con quelli della nostra Celeste Mamma", dice Luisa.

Maria SS.ma è anello unico con Gesù, forma con Lui un anello inseparabile:  dove è Gesù è Lei, dove è Lei è Gesù.  Ed è in questo senso che dobbiamo cercare di avere Lei come modello di vita.  Maria è piena di Grazia  non in quanto ha in Sé la Grazia, ma in quanto ha in Sé la fonte della Grazia, in quanto ha in Sé la Vita della Divina Volontà, in quanto ha legato la sua volontà ai piedi del trono dell'Eterno per vivere solo di Volontà Divina.  Allora, noi unendoci a Maria SS.ma nel Suo Cuore Immacolato riceviamo questa vita della Divina Volontà, se lo vogliamo, riceviamo questa Luce, questa Grazia.  E ricordiamoci che Lei è nostra Madre come la Divina Volontà è nostra Madre perché noi siamo stati generati per Volontà di Dio . 

Porgiamo perciò attenzione a Lei e ricordiamo la sua umiltà ed il suo meditare, contemplare le cose nel suo interno.  Maria SS.ma ha dato a Dio un '' certamente consapevole, perché Lei conosceva le scritture e sapeva quello che sarebbe accaduto;  ma man mano che Le si presentavano le situazioni, Lei doveva rinnovare questo 'sì'  e doveva darne sempre di nuovi;  e nel dare questo 'sì'  Lei viveva quel dolore, quella vita che Le veniva porta in quel momento.  Ed allora,

in Maria SS.ma impariamo a dire questo 'sì'  e soprattutto a meditare le cose nel nostro cuore, in un intimo rapporto con Dio.  Formiamo cioè sì unità fra noi, ma prima unità con la SS.ma Trinità.  Maria SS.ma e la SS.ma Trinità sono inscindibili.  ChiediamoLe di comprendere che cosa vuol dire vivere quest'intimità di rapporto con la SS.ma Trinità;  chiediamoglielo e poi ascoltiamolo in noi;  e sarà anche più vera, più reale la realizzazione nell'unità del Corpo mistico di Cristo.

 

E Luisa continua: "A quest'ultima parola Gesù mi ha guardata e, tutto tenerezza, mi ha detto:  <<Figlia mia, nella mia Volontà Eterna troverai tutti gli atti miei come pure quelli della mia Mamma, che coinvolgevano tutti gli atti delle creature, dalla prima all'ultima che dovrà esistere, come dentro un manto;  e di questo manto, come formato da due parti, una parte si levava al Cielo per ridare al Padre Mio, con una Volontà Divina, tutto ciò che le creature Gli dovevano:  amore, gloria, riparazione e soddisfazione;  l'altra parte rimaneva a difesa ed aiuto delle creature>>".

Ecco che cosa vuol dire, anzitutto, 'fare compagnia a Gesù':  fare proprio come Lui ha agito;  agire fuori dalla nostra volontà:  non abbiamo più un interesse personale, abbiamo solo più interesse per Dio e per le creature, non ci interessa altro.

 

<<Nessun altro è entrato nella Mia Volontà Divina per fare tutto ciò che fece la mia Umanità. 
I miei Santi hanno fatto la mia Volontà, ma non vi sono entrati dentro per fare tutto ciò che fa
la mia Volontà e prendere, come in un batter d'occhio, tutti gli atti, dal primo fino all'ultimo
uomo, e rendersi attori, spettatori e divinizzatori.  Col fare la mia Volontà, non si giunge a fare tutto ciò che il mio Eterno Volere contiene, poiché Esso scende nella creatura limitato,
per quanto la creatura ne può contenere>>. 

Ecco la differenza tra ricevere in sé la Grazia e ricevere in sé il Dono della Divina Volontà  e il vivere in questa Volontà.

Quando noi ci disponiamo a fare la Volontà di Dio, è sicuramente la Grazia che ci aiuta fare quella Volontà di Dio, in misura della nostra apertura, della nostra purità, del nostro desiderio di accoglienza di Dio, l'inabitazione (chiamiamola così) dello Spirito Santo in noi, della Grazia di Dio in noi.  Ma è limitata questa inabitazione, questa presenza, perché è in misura degli eventi, del del momento, della nostra capienza per accogliere (ovviamente è Dio che allarga gli spazi in noi, con la sofferenza soprattutto!).  Questo, per quanto riguarda il fare la Sua Volontà;  per cui è una Grazia agente in una creatura, cioè, la creatura che vuole fare, aiutata dalla Grazia.

Per quanto riguarda il vivere nella Volontà di Dio, Gesù cosa dice?!:  "Dopo il peccato originale Io questo Dono l'ho ritirato in Me Stesso, ma non per non ridarvelo più, ma per ridarvelo al momento giusto, dopo la Redenzione, dopo la Pentecoste, dopo la purificazione (che adesso si sta ripetendo) ..."

Il Signore adesso ha deciso di ridarci questo Dono. 

E' quindi importante, da parte nostra, quando Gesù ci parla e Lui ci parla attraverso la Sacra Scrittura, il Vangelo e anche attraverso questi Scritti non dire:  "Questo già lo conoscevo;  ho capito!", ma saper dire:  "Gesù, Ti ringrazio perché mi stai disvelando una nuova Verità.  Io, forse, non capisco che è nuova, fammi capire dove è nuova;  fammi vivere la novità di questo che mi stai dicendo, perché altrimenti io non potrò godere e meravigliarmi delle tue meraviglie, dei tuoi continui doni, delle tue continue invenzioni di amore per noi".

E con il dirci:  "Unite i vostri atti ai Miei e presentateli, uniti ai miei, al Padre, perché nella Volontà di Dio possa...", Gesù ci chiede di unire i nostri atti ai Suoi perché Lui li possa consacrare in atti divini, esattamente come avviene per l'Ostia consacrata. 

Noi Gli offriamo il terreno dei nostri atti umani uniti ai suoi, su cui Lui non solo possa deporre i Suoi Atti Divini, ma possa prendere questi atti e renderli divini; e questi atti, resi divini da Gesù, avranno in sé le qualità di un Dio, quindi avranno la virtù di moltiplicarsi, di creare, di santificare, di redimere, di divinizzare, là dove saranno accolti come luce di Dio. 

Su quanto stiamo dicendo non possiamo fermarci troppo a ragionare;  Dio non ci chiede di giungere a comprendere con la ragione quanto ci dice, ma comprenderemo queste Verità con la conoscenza, con la disposizione e con l'amore a queste stesse Verità.  Quando io conosco che una cosa esiste, allora la desidero, la chiedo, la ricevo, la condivido e la ridono a Lui in rendimento di grazie.

 

Ma quale fu la funzione specifica di Luisa Piccarreta in questo piano di Dio?

Gesù e Maria SS.ma avevano già aperto le porte del Regno della Divina Volontà per tutte le creature, ma lo avevano fatto in Loro stessi;  il tempo non era ancora giunto perché fosse a tutti disvelato e da tutti conosciuto;  era ancora il tempo della Redenzione, che doveva essere disvelata ed accolta ...

La funzione di Luisa era di aprire le porte del Regno della Divina Volontà a tutta l'umanità.

Per fare questo, Dio aveva bisogno di una creatura che con il suo 'Sì', con Gesù e con Maria SS.ma, abbracciasse gli atti di tutti, li ridesse al Padre in rendimento di grazie dandoGli la gloria che non Gli era stata data, dandoGli l'amore che non Gli era stato dato, ed impetrando per le creature la luce e la grazia di poter accogliere nuovamente in loro il Dono della Divina Volontà.

Quindi Luisa ha dovuto, con Gesù e con Maria SS.ma, rifare per tutti noi quello che Gesù e Maria SS.ma hanno fatto.

 

<<Col fare la mia Volontà, continua Gesù non si giunge a fare tutto ciò che il mio Eterno Volere contiene, poiché Esso scende nella creatura limitato, per quanto la creatura ne può contenere>>.

In un altro brano Gesù spiega questo dicendo che i Sacramenti contengono la Grazia santificante, ed ognuno li può ricevere quando vuole e come vuole.  E sappiamo quanto, nella realtà, Gesù stia nell'Ostia indifeso ed ognuno può andare a riceverLo anche compiendo sacrilegio, senza che alcuno impedisca alla creatura di riceverLo!  Anche riguardo alla Confessione:  chi vuole, può andare liberamente a confessarsi ...  Però, ci ricorda Gesù, che la Grazia contenuta nei Sacramenti agisce nella creatura a seconda della disposizione dell'anima a ricevere quella Grazia, quindi a seconda di uno stato di non peccato, di apertura, di umiltà, ecc.

Il vivere nella Divina Volontà, in un certo senso supera questo discorso che si è fatto riguardo ai Sacramenti, perché la Divina Volontà, come Dono, non si comunica alla creatura finché la creatura non ha deciso di unire e di fondere la sua volontà con Quella di Dio; perché la Divina Volontà non può entrare dove non trova un ambiente suo;  come Gesù, se non avesse trovato in Maria SS.ma il suo Paradiso, non sarebbe venuto sulla terra, o avrebbe dovuto cercare un altro modo per venire.  Così, la Divina Volontà, per ritornare a vivere nelle
nostre anime, cerca un Paradiso sulla terra o, comunque, che ci sia almeno, da parte nostra,
il desiderio di unirci e di fonderci con Lei e di riconoscere che vogliamo essere proprio uni
con questa Volontà e quindi vogliamo rinunciare alle nostre umanità, ai nostri peccati, ai nostri errori, ecc.

Mentre con il Sacramento c'è una Grazia che agisce in misura delle nostre disposizioni, perché tutti possono ricevere il Sacramento quando vogliono, per quanto riguarda la Divina Volontà noi la possiamo ricevere solo nel momento in cui abbiamo deciso di unirci con Lei;  ed a quel punto Lei entra in noi, ci assorbe in Sé e ci fa partecipi dell'operato di un Dio.

 

<<Solo chi entra nella mia Volontà, si allarga, si diffonde come luce solare negli eterni voli del mio Volere e, trovando i miei Atti e quelli della mia Mamma, vi mette il suo>>.

Ecco l'importanza del mettere il nostro atto nel Loro!  Ricordiamo che tutto quello che noi dobbiamo fare, Loro lo hanno già fatto per noi.  Noi dobbiamo dire:  "Sì, voglio, in Te, rifare quello che Tu hai fatto", sapendo che Loro lo hanno già fatto e, quindi, i frutti, le grazie, saranno quelli del loro operato.

 

<<Guarda nella Mia Volontà: ci sono forse altri atti di creatura moltiplicati nei Miei, che giungono fino all'ultimo atto che deve compiersi su questa terra?>>

        E qui veniamo alla missione di Luisa! <<Guarda bene, non ne troverai alcuno.  Ciò
significa che nessuno è entrato nel mio Volere. 

        Era riservata l'apertura delle porte del mio Eterno Volere soltanto alla piccola figlia mia, perché unificasse i suoi atti ai miei ed a quelli della mia Mamma, e rendesse tutti gli Atti Nostri triplici, innanzi alla Maestà Suprema, a bene delle creature>>. 

Qui si ripete una formula trinitaria.  Come c'è il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo, Gesù dice:  "Adesso voglio la Madre, il Figlio, la sposa".  E Luisa fa la parte della sposa.  E sapendo che anche la Chiesa è la sposa, Luisa sarà perciò tutta la Chiesa, perché a lei è affidata questa missione.  In questo modo sappiamo che con ognuno di noi Egli vuole nuovamente ripetere questa formula trinitaria, facendoci operare nell'ambito dei Loro atti.

<<Ora, avendo tu aperto le porte, possono entrare altri, purché si dispongano ad un tanto bene>>.

"Tu hai dovuto aprire le porte di questo Regno dice Gesù a Luisa , ho avuto bisogno del di una creatura".  E questo perché Lui ci ha creati con libera volontà, con libero arbitrio e quindi non ci può imporre neanche le sue Grazie.  Ed ecco che Gesù spiega:  "In  Me e nella Mia Mamma questo Regno era pieno;  ma il   l'abbiamo dato Mia Madre ed Io.  Ma Io avevo bisogno di una creatura della vostra stirpe umana".  (Perché Maria SS.ma è comunque straordinaria rispetto a noi, divina per grazia;  e noi diventiamo divini per grazia con questo Dono, altrimenti non lo siamo.  Ed allora, dice Gesù:)  "Avevo bisogno del di una creatura della vostra stirpe umana per aprire le porte di questo Regno a tutta l'umanità". 

Ed adesso, a noi chiede nuovamente il perché possiamo entrare a far parte di questo Regno, per poter continuare ad abbracciare gli atti di tutte le creature. 

Gesù dice:  "C'è, nell'operato divino, il vuoto dell'operato umano.  Io ho fatto tutto per voi, ma voi, sul mio esempio non avete fatto quello che Io avevo già fatto per voi;  aspetto che voi veniate a ripetere con Me quello che Io ho fatto per voi".

Più concretamente:  quando, ad esempio, penso e, mi dico:  "Devo pensare nella Tua Volontà", so che Dio, quando mi ha creata, ha creato tutto di me:  anima, corpo ... ed anche i miei pensieri e, mi ha lasciata libera di prendere quei pensieri che Lui aveva creati per me o prendere gli atti del male; io potevo scegliere.  Ma Lui, per me gli atti perfetti già li aveva creati:  Lui aveva già fatto ogni più piccolo pensiero, ogni più piccola parola ...  Allora

Gesù ora ci chiede:  "Forma nella tua mente un vuoto, togli tutto ciò che è umano, ciò che non mi permette spazio, ed accogli in te quel pensiero che Io avevo pensato per te, quel pensiero che Io ho fatto per te nella  Mia Vita".

 

"Onde  dice Luisa   ho continuato insieme con Gesù a girare nella Sua Volontà, per fare ciò che era fatto da Lui".

 

Quindi, cerchiamo pian piano di chiedere Luce sul significato di quanto abbiamo letto.  C'è poi anche un libricino sui Giri della Divina Volontà, sull'Operato dell'anima nella Divina Volontà, con la spiegazione di ciò che significa girare nella Divina Volontà;  si tratta di una vita divina sulla terra, più che di una vita umana.  E soltanto Lui ci può dare questa Luce;  non possiamo volerci arrivare con la nostra ragione, ma solo con il viverlo, con l'esercitarci.

 

Più avanti,  Gesù dice a Luisa: <<Figlia mia, la mia Volontà nel Cielo contiene il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo;  'Una' è la Volontà delle Tre Divine Persone; mentre Esse sono distinte tra Loro, la Volontà è 'Una', ed Essa, essendo la sola che agisce in Noi, forma tutta la Nostra felicità, eguaglianza d'Amore, di Potenza, di Bellezza, ecc.>>

Qui comprendiamo che l'Ut unum sint senza il Dono della Divina Volontà non ci può raggiungere;  perché, nella SS.ma Trinità, che sono Tre Persone perfette, tutta la Loro uguaglianza d'Amore, di Potenza ...  è formata da Una Volontà Divina agente in Loro.  In Gesù l'Ut unum sint è realizzato, ma sarà possibile vederlo manifestato sulla terra solo con il Dono della Divina Volontà.

Prosegue Gesù:  <<Se invece di una Volontà, ce ne fossero tre, Noi non potremmo essere felici e, tantomeno, rendere felici gli altri;  saremmo ineguali nella Potenza, nella Sapienza, nella Santità, ecc.>>. 

Pensiamo, ad esempio, a ciò che accade nelle famiglie:  Quand'è che comincia ad esserci contrasto?  Quando uno vuole una cosa, uno ne vuole un'altra e un altro ancora un'altra.  E questo inizia con una mancanza di obbedienza dei figli ai genitori e prosegue con una mancanza di obbedienza a Dio, da parte di ciascun membro.  Quando ognuno vuole una cosa differente non ci può essere armonia, non ci può essere amore, non ci può essere unità.

<<Sicché, la Nostra Volontà 'Una', agente in Noi, è tutto il nostro bene, da cui scaturiscono tanti mari di felicità, che nessuno può penetrare fino in fondo.

Ora, la Nostra Volontà, vedendo il gran bene dell'agire, sola, in Tre Persone distinte, vuole
agire, sola, in tre persone distinte in terra, e queste sono:  la Madre, il Figlio, la sposa. 

( Ciascuno di noi è chiamato ad essere sposa, però dobbiamo prima unirci sempre alla Madre ed al Figlio )

Da queste vuol far scaturire altri mari di felicità, che porteranno beni immensi a tutti i viatori>>. 

Prosegue Luisa: "Io, tutta meravigliata, ho detto: <<Amor mio, chi saranno questa Madre fortunata, questo Figlio e questa sposa che adombreranno la Trinità sulla terra, e nei Quali la Tua Volontà sarà 'Una' in Loro?>>

E Gesù: <<Come?!  Non l'hai capito?  Due sono già al posto d'onore:  la mia Mamma divina ed Io, Verbo Eterno, Figlio del Padre Celeste e Figlio della Madre Celeste;  con l'incarnarmi nel seno di Lei, fui il suo proprio Figlio>>. 

Questo termine usato da Gesù:  Mamma divina  è bellissimo, ma va capito in modo giusto.  Maria SS.ma è divina per grazia, non tanto perché è stata creata Immacolata anche se questa è già una grazia immensa! , ma quanto perché ha avuto in Sé il Dono della Divina Volontà e perché ha sempre vissuto in questa Volontà Divina.  Per questo Maria SS.ma è divina per grazia e, per questo, vuole i suoi figli divini per grazia.  Quindi, ricordiamoci che se non passiamo per Lei, non andiamo da nessuna parte! 

<<La sposa prosegue Gesù è la piccola figlia del Mio Volere.  Io sono nel mezzo, la mia Mamma a destra e la sposa a sinistra;  come la mia Volontà agisce in Me, fa l'eco a destra ed
a sinistra, e forma una sola Volontà>>.

Questo è un concetto bellissimo!  Che cos'è il vivere nella Divina Volontà?  E' essere l'eco della Vita di Gesù e di Maria SS.ma, sulla terra!  Allora, in coscienza, ognuno di noi si può confrontare e dire:  "Gesù, sono eco della Tua Vita?  Maria SS.ma, sono eco della Tua vita?"

<<Perciò ho versato tante grazie in te, prosegue Gesù a Luisa ti ho aperto le porte del mio Volere, ti ho svelato i segreti, i prodigi che Esso contiene:  per aprire tante vie per farti giungere l'eco del mio Volere, affinché, disperdendo il tuo, tu possa vivere con la sola mia Volontà;  ne sei contenta?>> 

Ed io:  <<Grazie, o Gesù;  e fa', Ti prego, che io segua il tuo Volere>>".

 

(R.:)  E'  bello ora commentare un  brano, tratto sempre dal Volume 15°, del 9 aprile 1923. 

Dice Luisa: "Mi sentivo tutta immersa nel Divin Volere e dicevo al mio Gesù:  <<Ah, Ti prego di non farmi uscire mai dalla Tua Santissima Volontà; fa' che io pensi, che parli, che operi, che ami sempre in questo Tuo amabile Volere!>>"

Vediamo come Luisa stessa che, nonostante fosse a letto dal 1923 erano praticamente una quarantina d'anni! inchiodata come vittima, per cui, più di lei chi poteva dire di vivere nella Divina Volontà?!, eppure, lei stessa vediamo quanto sentiva il desiderio di essere sempre in questa Vita del Divino Volere e di non uscirne mai;  tanto è vero che prega Gesù perché continuamente lei possa pensare, parlare, operare, amare in questo Suo amabile Volere.  Questo ci fa comprendere come  non si è mai arrivati in Dio, non si è mai arrivati nella SS.ma Volontà;  Dio mette in noi un continuo desiderio di entrare sempre più nella Vita del Suo Volere.  E più si va avanti e più si comprende la grandezza di Dio e la nostra nullità;  e questo abisso tra il nulla  ed il Tutto  diventa sempre più grande, a tal punto che il nulla comprende sempre più che senza il Tutto non può fare niente. 

Allora, nella nostra quotidianità, pur nella superficialità di questo mondo nel quale viviamo, noi, nel nostro nulla, riusciamo tuttavia a comprendere, per dono di Dio, che

 soltanto nella Divina Volontà c'è Vita, soltanto nel Volere Divino c'è la forza, la santità, la felicità, e che quindi, anche soltanto un attimo, un palpito, fuori da questa Divina Volontà, è tenebra. 

E questo desiderio di vivere nella Volontà Divina non viene da noi, ma viene messo in noi dallo Spirito Santo, con le sue luci;  ed è Gesù stesso che ci fa comprendere, almeno intellettualmente, questo abisso tra Lui e noi, questo abisso tra l'operare nella nostra volontà umana e l'operare nel Suo Volere.  Questo dovrebbe portarci a chiederGli, in ogni istante, di non farci mai uscire dalla Sua Santissima Volontà. 

Luisa, nelle sue preghiere, non chiedeva mai niente per sé;  l'unica cosa che chiedeva era:  "Non farmi uscire dal Tuo Volere, ma fammi sempre vivere in Esso";  chiedeva cioè non qualcosa per sé, ma per Gesù;  perché è Gesù stesso che vuole corrispondenza da noi, e quindi siamo noi che dobbiamo vivere in ogni momento in questo Volere.  Ecco quindi il desiderio dell'anima di stare sempre abbracciata a Gesù come un figlio tra le braccia del Padre, senza distaccarsi un attimo;  perché se si distacca un attimo si trova dispersa, incapace di far nulla. 

Come è già stato detto, è importante iniziare, poco a poco, ad unire tutti i nostri atti a quelli di Gesù. 

Nella Volontà Divina, l'unione diventa poi, poco a poco, fusione;  cioè: 

"Io unisco i miei atti ai Tuoi, Signore, prendendo in me i Tuoi atti;  voglio unificare i miei atti ai Tuoi perché diventino una sola cosa". 

In questo unificare, Dio opera una fusione tale, per cui non si discerne più quali sono gli atti miei da quelli di Gesù.  E questo avviene tutto per opera della Divina Volontà, che lega il filo della volontà umana attorno al filo della Volontà Divina, tanto che i due fili alla fine risultano fusi  non confusi: noi non scompariamo, noi rimaniamo sempre noi, ma la nostra volontà sarà talmente annodata alla Volontà Divina che non si discerneranno più l'una dall'altra .

Di fronte a questa differenza enorme tra il nulla della creatura ed il Tutto di Dio, la creatura non può offrire a Dio atti divini ed infiniti;  ed allora Gesù ci chiede di versare i nostri atti nella Sua Umanità. 

La Sua Divina Volontà è come fosse un oceano e noi versiamo il nostro piccolo atto, come goccia, nell'oceano divino.  Quindi non si discerne più il nostro atto dall'oceano;  cioè, ciò che fa il mare fa la nostra goccia d'acqua; se il mare solleva un'onda, la nostra goccia d'acqua circola in quell'onda.  Naturalmente è impossibile sapere dove è andata a finire la nostra goccia, se è qua o se è là;  sappiamo però che versandola nel mare divino partecipa a tutte le qualità di quest'oceano, per cui, se Dio, nella Sua Volontà, col suo mare forma un'onda d'amore, la nostra goccia d'acqua partecipa a quell'onda d'amore;  se questo mare è placido, calmo, nel brillio del sole, la nostra goccia d'acqua è lì che riflette il sole...  E' una meraviglia sapere che noi siamo spersi in Dio e che Dio opera tutto in noi!

Per fare questo che ci chiede, Gesù ci insegna a dire: "Gesù, verso ciò in Te, per poter fare non la mia, ma la Tua Volontà". 

In ogni atto che facciamo possiamo entrare nella Volontà Divina in diversi modi.  Esempio: 

"Vieni, Divina Volontà, vieni a fare questo in me ...  Signore, vieni Tu, con la Tua Volontà, a fare in me questa azione...  Gesù, unisco questa mia azione alla Tua, nella Tua Volontà".

 

Un altro modo bello di pregare, che ci insegna il Signore, è: "Verso, Signore, questo mio pregare nel Tuo, perché abbia lo stesso valore del Tuo pregare" 

e la mia preghiera, dispersa nella preghiera divina, acquista lo stesso valore della preghiera di Gesù.  Quindi, se io verso la mia preghiera nella preghiera di Gesù, quella piccola goccia del mio pregare, acquista il valore dello stesso mare della preghiera di Gesù.  Per cui, che cosa ci può essere di più grande che sapere che la nostra preghiera acquista il valore della preghiera divina di Gesù, che raggiunge tutti, e tutti i tempi, e tutti i luoghi?!  Quel mio pregare, che umanamente rimarrebbe chiuso nel mio ambito e raggiungerebbe solo le persone che mi stanno attorno e il tempo in cui vivo, ed è una piccola cosa che il Signore può cogliere ed utilizzare come vuole, rimane sempre una cosa finita. 

Ma nella potenza del Volere Divino questa mia preghiere viene moltiplicata all'infinito e partecipa a tutte le preghiere delle creature, passate, presenti e future, le racchiude tutte in sé, tocca tutti i cuori, ogni creatura riceve una luce, una particolare effusione di grazia, in virtù di quella piccola preghiera che ho versato nella preghiera di Gesù, perché non è più la mia preghiera, ma è la stessa preghiera di Gesù che agisce nella mia.Anche per quanto riguarda la Comunione Sacramentale: "Gesù, vieni in me a ricevere Te Stesso". 

Come il Sacerdote, durante la S. Messa, prima di dare la Comunione ai fedeli si comunica, così, Gesù stesso prima di comunicare i suoi Apostoli Si è comunicato ed in quella  Comunione ha racchiuso tutte le Comunioni di tutti i tempi e di tutti i luoghi, erano presenti tutte le Ostie consacrate, ha riparato per tutti gli oltraggi commessi contro la SS.ma Eucarestia, tutte le cose cattive che vengono fatte contro il SS.mo Sacramento, tutti gli abusi, tutte le creature che avrebbero partecipato a questa Comunione in modo santo, ma umano, limitato.  Anche la Comunione fatta nella Divina Volontà acquista un valore immenso:  è la stessa Comunione di Gesù che agisce nella mia Comunione e racchiude tutto.

 

Continua Luisa: "Ora, mentre ciò dicevo, mi son sentita circondata da una luce purissima
e poi ho visto il mio sommo ed unico Bene, che mi ha detto:  <<Figlia diletta mia, amo tanto questi atti fatti nel mio Volere, che appena l'anima entra in Esso per agire, l'ombra della mia Luce la circonda ed Io corro, per fare che il mio Atto ed il suo siano uno solo>>. 

Gesù qui mette insieme delle parole che poi usa in questi Scritti ed acquistano, ognuna, un significato infinito.  Per esempio, quando dice:  "Non appena l'anima entra in Esso per agire ..."  Che cosa significa questo?  Gesù dice che non ci sono porte, né chiavi, né modi prestabiliti per entrare nella Divina Volontà;  Lui dice: "Basta che l'anima voglia e tutto è fatto!" 

Allora, ogni occasione che non sia naturalmente il peccato! diviene porta, diviene chiave, per entrare nella Divina Volontà;  per cui, ogni nostro piccolo atto, ogni nostra piccola azione, ogni cosa che ci accade, ogni piccola croce che il Signore ci partecipa, ogni vicenda della nostra vita ed anche in un momento in cui non sto facendo niente, però respiro, in quel momento, l'aria che respiro è occasione per entrare nella Divina Volontà, e dirò quindi: 

"Gesù, vieni a respirare in me ... 

Signore, voglio respirare nella Tua Volontà; e questo respiro che fondo nel Tuo Volere,
che verso nella Tua Volontà, che verso nel Tuo stesso respiro, può raggiungere i respiri di
tutte le creature, passate, presenti e future, perché tutte, nel respirare respirino l'aria della Tua Volontà e tutte si sentano toccate dal Tuo respiro che si comunica loro, ed esse, nel respirare sentiranno l'aria della Tua Volontà che in qualche modo toccherà il loro cuore e farà sentire loro il Tuo Amore in quell'aria che respirano".

Ogni cosa è occasione per entrare nella Divina Volontà!  L'unica cosa che il Signore chiede per entrare è la decisione. 

Il Signore cioè mi dice:  "Vuoi entrare nella Mia Volontà?"  Se io Gli rispondo:  "Sì, voglio!"  Lui mi dirà:  "Decidi!  Bene:  entra!" 

E' importante questo che stiamo dicendo!  Ed anche Gesù spiega:  "Come ad Adamo ed Eva era stata data una prova, cioè di non uscire dalla Divina Volontà, ora la prova per i figli del Divin Volere è quella di entrare nella Divina Volontà";  cioè non dare mai un palpito di vita alla propria volontà, entrando continuamente in questo Volere Divino, per fare la propria dimora in Esso. 

E noi siamo più facilitati di Adamo ed Eva,  perché abbiamo già tutte le opere di Gesù prestabilite, abbiamo già a nostra disposizione tutti gli atti che Lui ha fatto per noi;  abbiamo le sue sofferenze, i suoi meriti, le sue piaghe, la sua Croce, per non cadere, per non commettere peccato ancora peggiore di quello di Adamo.  Anche per questo il Dono non lo riceviamo subito, ma lo riceviamo nel momento in cui Dio vede che si può fidare di noi e che neanche un solo palpito facciamo fuori dalla Divina Volontà.  A questo punto, Lui ce lo conferma come Dono.  Ma, prima, l'uomo è in continuazione nello stato di entrare e di uscire, entrare ed uscire dalla Divina Volontà ... 

Esempio:  Io voglio fare quest'atto nella Divina Volontà.  Allora:  vi entro.  Finito l'atto:  vi esco e, non vi rientro finché non ne faccio un altro.  Si tratta di un entrare ed uscire da questo ambiente divino a seconda che l'uomo corrisponda agli inviti della Grazia che sente in sé ad entrare nel Regno della Divina Volontà, per operare in Esso.

 

Continua Gesù:  <<E siccome Io sono l'Atto Primo di tutta la Creazione, senza il mio primo moto tutte le cose create resterebbero paralizzate, senza forza ed impotenti al minimo moto>>. 

Qui ritorna l'argomento del moto di cui si parlava in precedenza, cioè questo palpito divino che si ripercuote in tutte le cose create.  

<<La vita sta nel 'moto';  senza di esso tutto è morto.  Quindi, Io sono il Primo Moto e do vita ed atto a tutti gli altri moti;  sicché al mio primo moto la creatura si mette in 'giro'>>. 

Basta quindi che l'anima entri nella Divina Volontà perché Gesù le faccia percorrere come dice Lui la grande ruota dell'eternità.  E cioè, nel momento in cui l'anima fa un piccolissimo atto nella Divina Volontà, ad esempio, fa un respiro nella Divina Volontà, quel respiro si ripercuote in tutte le cose create, si ripercuote in tutti i respiri delle creature. 

Non siamo noi a farlo, ma è la Divina Volontà in noi a farlo;  è come mettere una rotella in una macchina che la fa girare all'infinito;  però è necessario mettere la rotella.  E quella rotella è il nostro piccolo atto;  e la Divina Volontà, che mette questa rotella nel suo atto primo, la fa girare in tutti gli atti delle creature, in tutti gli atti della Divina Volontà.

 

<<Succede come ad una macchina: dal moto primo della prima ruota, tutte le altre rotelle si mettono in giro.  Vedi dunque come è quasi naturale che chi opera nella mia Volontà si muova nel mio Primo Moto e, operando nel mio, venga a trovarsi ed operi nel moto di
tutte le creature?  Ed Io vedo la creatura, la sento che scorrendo nel mio stesso moto
ed in tutti i moti delle creature, Mi dà tanti atti divini per quanti atti umani offensivi
fanno le altre creature;  questo, solo perché ella ha operato nel mio Primo Moto>>. 

Ecco cos'è, per Gesù, la vera riparazione:  non è soltanto l'offerta del nostro piccolo atto, delle nostre piccole azioni che, per sua bontà Lui accetta e Maria SS.ma per sua bontà le mette nel Suo Cuore e come dice san Luigi Maria Grignon de' Montfort prende un frutto non molto bello e lo mette su di un vassoio d'argento, in modo tale che diventa una meraviglia!  Ecco, d'ora in poi il Signore vuole mettere frutti meravigliosi su vassoi d'argento, perché siano perfetti, come Lui desidera.  Quindi, la vera riparazione è questa: 

Prendere gli atti di Gesù, farli nostri e con i Suoi stessi atti, ripararlo divinamente, per tutto e per tutti. 

Perché solo Lui è il Divino Riparatore, e noi, soltanto se prendiamo, nella Sua Volontà, ciò che Lui ha fatto per riparare il Padre, possiamo riparare come Lui ha riparato;  in questo modo la nostra riparazione non sarà più umana, ma divina, immensa, eterna, che raggiunge tutto e tutti.

<<Perciò dico che chi vive nel mio Volere Mi ricambia per tutti, Mi difende da tutti e mette
in salvo il mio Moto, cioè la mia stessa Vita. 

Ecco perché l'operare nel mio Volere è il prodigio dei prodigi, ma senza strepito, senza acclamazioni umane>>. 

Questo è importante perché, per come siamo fatti noi uomini, cerchiamo in continuazione il sensazionale, cerchiamo il miracolistico, cerchiamo il segno, cerchiamo l'esteriore anche nelle cose sante, perché soddisfa quella parte di umanità che è in noi e che vuole queste cose, ma che poi lascia il vuoto.  Il Signore dà i segni, fa i miracoli, opera i prodigi, ma non è quello il vero prodigio che Lui ama, non è quello il vero miracolo che Lui desidera, non è quella la vera bellezza che Lui aspira che noi amiamo.  Lui ama l'unione delle volontà, Lui ama che noi siamo con Lui come Gesù era con il Padre, cioè un'unica cosa;  in ogni atto vivere con Lui, nel Suo Divino Volere, nella stessa Volontà che Gesù ha vissuto:  la Volontà del Padre Suo.  Se noi quindi cerchiamo lo strepito, le acclamazioni umane, vuol dire che non abbiamo compreso questo;  siamo ancora come bambini che il Signore deve attirare a Lui con dei giochetti.  Noi certo rispettiamo queste cose;  però sappiamo che sono cose esterne che non entrano in quel rapporto tra Dio e l'anima che Gesù desidera avere con noi.  Il vero miracolo è il rapporto continuo con Dio;  la vera unione, la vera adorazione è l'unione delle volontà, umana e Divina.  Esternamente non vedremo forse nessun effetto, ma divinamente ne vedremo i prodigi, ma solo in Cielo, perché sulla terra ci è impossibile capirli.

<<E' il vero mio trionfo su tutta la Creazione, continua Gesù ed essendo il trionfo tutto divino, l'umano tace e non ha vocaboli equivalenti sul come acclamare il trionfo della mia Suprema Volontà>>.

Ringraziamo il Signore per queste meraviglie che ci sta disvelando.

Fiat  

 

III  Meditazione

(C.:)    Continuiamo la  meditazione dello scritto di Luisa del  2 aprile 1923  ( Volume 15° ).

 

Scrive Luisa:  "Onde, dopo, stavo dicendo al mio dolce Gesù:  <<Fammi pregare nel Tuo Volere, affinché la mia parola, moltiplicandosi in Esso, abbia per ogni parola di ciascuna creatura una parola di preghiera, di lode, di benedizione, d'amore, di riparazione;  vorrei che la mia voce, innalzandosi tra il Cielo e la terra, assorbisse in sé tutte le voci umane, per ridonarle a Te, in omaggio e gloria, secondo come Tu vorresti che la creatura si servisse della parola>>".  

Guardate in che modo, differente dal nostro modo di pregare, prega Luisa.  Noi spesso chiediamo al Signore grazie, aiuti, cose che possono servirci, cose materiali o anche, spesso, cose spirituali, ma le chiediamo per noi.  Invece, Luisa vuole sempre donare qualche cosa a Dio.  Certo, Luisa dona a Dio ciò che Lui stesso le ha dato, perché tutto ciò che abbiamo ce lo ha donato Dio e se non ci avesse dato tutto Lui non avremmo niente da ridonarGli!  Però, Luisa, riconoscendo le meraviglie che Dio opera in lei, in rendimento di grazie vuole ridarGli tutto.  Questa è la preghiera di Luisa:  il desiderio di donare.  E questa è la cosa che tra tante altre la rende così simile a Gesù ed a Maria SS.ma:  questo donare.  E se lei chiede, non chiede mai per sé stessa finalizzata a sé stessa, ma chiede perché avendo, ricevendo, possa dare a Dio;  o chiede perché le creature possano ridare a Dio la Gloria che a Lui è dovuta.  Quindi, il suo sguardo è sempre a Lui rivolto: è un amore che si dona.    E forse qualcuno l'avrà sperimentato che, nella misura in cui noi desideriamo donare al Signore, Lui fa scorrere in noi le sue grazie, senza termine, perché sa che quella grazia data alla creatura tornerà a Lui, non andrà dispersa;  tornerà a Lui abbracciando anche le altre creature .

Leggendo questi Scritti, stiamo attenti a questo nuovo modo di rapportarsi, di comportarsi della creatura verso Dio.

Un'altra cosa da mettere in rilievo in questo brano di  Luisa è quando lei dice:

"... affinché la mia parola, moltiplicandosi in Esso, ..."  Cioè, essendo noi creature finite, umanamente non potremmo moltiplicare ogni nostro atto, ogni nostra parola, all'infinito;  ci sarebbe impossibile.  Soltanto in un Volere Eterno, Divino, è possibile questo miracolo della moltiplicazione.  In questo modo ritorna al Padre la gloria, non solo per le creature di adesso, ma anche per quelle passate e future;  e possiamo ridare al Padre la gloria anche per le creature che si sono perdute:  Lui non le può più salvare, ma facendo questi atti nella Divina Volontà, Lui può ricevere la gloria che non Gli è stata data dalle creature che ormai hanno detto di  no  al Suo Amore.

Prosegue Luisa: "Ora, mentre ciò dicevo, il mio amabile Gesù ha messo la sua bocca vicino alla mia e, col suo alito, soffiando, assorbiva il mio alito, la mia voce, il mio respiro, nel suo alito e, mettendoli come in via nel Suo Volere, percorreva ciascuna parola umana e combinava le parole, le voci, a seconda di quanto io avevo detto;  e come le percorreva, così si elevava in alto per fare l'ufficio presso Dio, a nome di tutti, di tutte le voci umane". 

E' bello vedere come Gesù si china fino a noi per farci anche fisicamente comprendere come avviene che questi nostri atti nella Divina Volontà possano circolare, possano moltiplicarsi.  Qui viene detto che Gesù assorbe l'alito di Luisa nel suo, prende nella sua voce la voce di Luisa, assume la parola di Luisa nella sua. 

Gesù, per prendere in Sé il nostro operato deve come abbiamo detto prima

trovarlo fatto il più possibile con purezza di intenzione, con il desiderio di farlo solo per Lui,
solo per piacere a Lui, ecc. 

Allora, Lui lo assorbirà nella Sua Umanità e, avendo sempre Lui vissuto nella Divina Volontà, lo metterà in circolo nella Divina Volontà. 

Questo è un miracolo del Suo Amore;  a noi spetta solo credere ed adorare quest'operato nella Divina Volontà!

"Io ne sono restata meravigliata continua Luisa e, ricordandomi che Gesù non mi parla più così spesso del Suo Volere, Gli ho detto:  <<Dimmi, Amor mio, perché non mi parli così spesso del Tuo Volere?  Forse non sono stata attenta alle tue lezioni e fedele nel mettere in pratica i tuoi insegnamenti?>>"

Vedete che insegnamento ci dà Luisa!  Che cosa chiede a Gesù?:  "Insegnami;  parlami delle tue meraviglie!"  Lei non vuole soddisfare i suoi dubbi, le sue domande (che poi non servono per dar gloria a Dio!):  lei vuole solo sapere quello che serve per dar gloria a Dio, quello che serve per poter salvare le anime.  Allora, dovremmo anche noi dire spesso a Gesù: 

"Parlaci, parlaci del tuo Amore, parlaci della Tua Volontà, parlaci di Te!" 

Perché più Lo conosciamo più Lo amiamo, più vogliamo vivere con Lui, per Lui, in Lui, e diventa un continuo crescendo.  Molte volte invece noi ci disperdiamo con il nostro pensiero, con le nostre parole, in cose umane e ci riempiamo di vuoto.  Nella nostra vita, quante parole inutili diciamo, quanti atti insignificanti facciamo!  Ci riempiamo di vuoto ed allora Dio non può più deporre in noi le sue Verità, la sua Luce, il suo Amore.  Svuotiamoci allora di questo umano inutile e facciamo spazio a questa Luce di Dio, a questa Sua Volontà.

"E Gesù:  <<Figlia mia, nella mia Volontà c'è il vuoto dell'operato umano nel divino, e
questo vuoto deve essere riempito da chi vive nel mio Volere;  quanto più starai attenta a vivere nel mio Volere ed a farlo conoscere agli altri, tanto più presto sarà riempito questo vuoto, in modo che il mio Volere, vedendo aleggiare in Sé il volere umano, che ritorna al principio donde uscì, si sentirà soddisfatto e vedrà compite le sue brame sulla generazione umana, fossero pochi, ed anche uno solo, perché il mio Volere con la sua Potenza può rifarsi di tutto, anche con uno solo quando non trova altri, ma è sempre una volontà umana che deve venire nella Mia a riempire tutto ciò che gli altri non fanno>>.

In un altro passo Luisa, rivolgendosi a Gesù, Gli dice:  "Gesù, Tu e la Tua Mamma avete rifatto tutto quello che noi dovevamo fare, avete già ridato al Padre la gloria per tutti, perché vuoi altre creature che lo facciano?"  E Gesù dice:  "C'è il vuoto dell'operato umano nel Divino.  Sì, Noi abbiamo operato in modo Divino, ma qual è la creatura che ha dato il suo per porre la sua opera nella Nostra, per volere operare nel Nostro modo, con la Nostra Volontà?".  Pensiamo alla Redenzione:  Gesù è morto per la salvezza di tutti, ma in realtà la salvezza è di molti, non è di tutti;  perché chi non dice "Sì", non può prendere i frutti di quella Redenzione.  Ora si tratta di una situazione identica: 

per quanto Gesù abbia vissuto pienamente in Sé questo Regno della Sua Volontà ed abbia, quindi, ristabilito le basi perché potesse essere ridonato all'uomo questo Dono, se l'uomo non dà il suo a Dio, se non dice il suo Fiat e non vuole vivere nella stessa Vita di Gesù, unito con Lui, non potrà prenderne i frutti e questo Dono rimarrà per aria, sospeso, perché la creatura non vuole dare quel   umano che serve a riempire quel vuoto formato da una creatura umana con un No.

Luisa è quindi la prima creatura a dare questo .  Ed ora viene chiesto anche a noi di fare la stessa cosa. 

     E quanto più noi conosceremo questi Libri, questi Scritti, e quanto più noi cercheremo di vivere queste Verità, tanto più gli atti fatti nella Divina Volontà saranno Luce per altre creature. 

Ed allora, anche là dove non arriveranno questi libri sempre a seconda della disposizione della creatura ad accogliere la Grazia di Dio arriveranno queste Luci che Gesù ha disvelato a questa creatura, ed allora si realizzerà pian piano questo rinnovamento nella terra.  Questo rinnovamento, che noi non dobbiamo aspettare come un qualche cosa di immediato e di esteriore, è un lento lavorio che il Signore fa nel cuore di ciascuno.  Certo, poi si vedranno i suoi frutti anche esternamente, perché se abbiamo in noi pace, amore, santità, comunicheremo pace, amore, santità;  se invece in noi vi è odio, comunichiamo odio.

Quindi è un lento lavorio nell'interiore di ognuno;  è un Regno di Dio che deve stabilirsi nel cuore di ognuno e che deve estendersi fino a cambiare la faccia della terra.  Ed anche se molti dicono No a questo Dono, i pochi che dicono possono ridare al Padre la Gloria anche per coloro che Gli dicono di No. 

La cosa più importante per noi, il nostro amore, il nostro anelito, deve essere quindi di preoccuparci di ridare al Padre quella Gloria che non Gli è stata data. 

Quando, leggendo in preghiera gli 'Scritti' di Luisa, diciamo: "Anime! Amore!", ricordiamoci che questa deve essere la nostra unica finalità.

Continua Gesù:

<<Questo Mi sarà tanto accetto, da squarciare i Cieli per far scendere il mio Volere e far conoscere il bene ed i prodigi che contiene.  Ogni entrata che fai in più nel mio Volere, Mi dà la spinta a darti nuove conoscenze su di Esso, a narrarti altri prodigi, perché voglio che tu conosca il bene che fai, affinché l'apprezzi ed ami di possederlo, ed Io, vedendo che lo ami e lo apprezzi, te ne darò il possesso>>.

Qui, Gesù mette in rilievo l'importanza delle conoscenze e l'importanza degli atti nella Divina Volontà:  l'uno chiama l'altro.  Più noi abbiamo questa intenzione di unirci, di fonderci in Gesù per agire nella Sua Volontà, e più Dio ci fa conoscere che cosa è contenuto in quell'operato;  e più noi conosciamo questi Scritti direttamente per Luce divina o tramite questi stessi Scritti, leggendoli, e più desideriamo agire nella Divina Volontà. 

E' allora importante, con il nostro pensiero, con le nostre forze, dedicare la nostra vita, dedicare tutto il tempo che abbiamo a queste conoscenze;  e più conosceremo, più desidereremo, più apprezzeremo, più chiederemo, più ameremo.  Allora il Signore vedrà il nostro reale desiderio e potrà darci questo Dono;  ma, ricordiamoci, non per noi stessi, ma perché Lui riceva quella Gloria che Gli è dovuta da sempre.

Prosegue Gesù:

<<La conoscenza è l'occhio dell'anima. 

L'anima che non conosce è come cieca a quel bene, a quelle Verità.  Nella mia Volontà non ci sono anime cieche, anzi, ogni conoscenza porta loro una lunghezza maggiore di vista.  Perciò, entra spesso nel mio Volere, allarga i tuoi confini nella mia Volontà ed Io, come vedrò ciò, ritornerò a dirti cose più sorprendenti della mia Volontà>>.

Gesù parla spesso a Luisa della Sua Volontà e qualche volta tace.  E le dà questa spiegazione:  "Quando taccio è perché voglio riposare in quell'anima in cui ho seminato la Mia Parola".  Che cosa vuol dire Gesù?:  "Quando Io vi ho detto qualche cosa, desidero che voi Mi corrispondiate mettendo in pratica quello che vi ho detto".  Non s'intende quindi conoscenza come studio, ma come vita, come restituzione di amore e di gloria a Dio.  Ecco perché Gesù dice:  "Riposo in quella creatura e quindi taccio, aspettando il lavorio di quella creatura, aspettando che lei venga a rispondermi per quello che Io le ho detto, facendolo suo, cominciando a farlo".

Ognuno di noi prenda quindi l'impegno di leggere questi Libri e di corrispondere a Lui, dicendoGli:  "Desidero vivere, almeno un pochino, quello che Tu mi dici".

Leggeremo un pezzetto e cercheremo di vivere quello che Lui ci insegna, perché Lui ce lo doni come possesso, come vita.  Poi, leggeremo un altro pezzetto ancora e cercheremo di viverlo, perché Lui, a sua volta, ce lo doni come possesso e vita;  ma non per possedere noi,  ma per ridare a Lui e per portarGli anime.  Allora, Lui ritornerà e ci darà altre Luci;  e poi Si riposerà aspettando il nostro operato...  e ci darà ancora altre Luci ...

Vivendo così, le angosce ed i dolori, che potranno ancora esistere nella nostra vita, verranno vissuti in un'altra ottica, cioè come grazia di Dio, verranno vissuti come partecipazione della Sua Passione, come desiderio di Gesù di trovare riposo in un'anima che Lo ama e quindi di ricevere quell'amore che gli altri non Gli danno ovviamente, in quel caso Lui ci parteciperà le sue freddezze! ;  tutto, sia sofferenze, sia dolore, sarà vissuto in un'ottica di luce.   Facciamo quindi questo sforzo e cerchiamo di avere questo desiderio di donare a Gesù, e Lui ci ricolmerà sicuramente di Sé.

 

(R.:) Vediamo ancora qualcosa riguardo ad altri modi di operare nel Volere Divino, ampliando ciò che è stato detto, e qualcosa riguardo altri effetti che sorgono in quest'ambito di questi atti fatti nella Divina Volontà.

 

La creatura, in Gesù, prendendo gli atti di Gesù e facendoli propri, può come insegna Gesù sostituirsi a tutte le creature, presenti, passate e future, per portare a Dio tutti gli atti umani, o cattivi, ed anche tutti gli atti fatti dagli stessi Santi ma fatti umanamente, restituendoli come atti divini. 

Possiamo fare questo, perché è la Divina Volontà che crea in noi quegli stessi atti che dall'eternità Gesù aveva pensato che noi dovessimo fare.  Mediante i nostri atti fusi in quelli di Gesù, noi possiamo sostituirci a tutte le creature, moltiplicandoci in loro.

Nella Divina Volontà, un respiro fatto in unione con Gesù e nel suo respiro, entra nel suo respiro e, contenendo il respiro di Gesù tutti i respiri di tutte le creature, passate presenti e future, io, in quel respiro che do a Dio come terreno perché la Sua Volontà crei in me il respiro di Gesù, raggiungo tutti i respiri delle creature e mi sostituisco a tutti nel respirare in modo divino per Dio. 

Per cui, per la potenza creatrice della Divina Volontà si può amare e riparare, con la potenza degli stessi respiri di Gesù, anche per tutti i respiri fatti umanamente, fatti senza pensarci, fatti senza sapere che sono un qualcosa che si può offrire a Dio, o sospiri d'insoddisfazione, o sospiri fatti comunque fuori dal Volere di Dio:  per tutti si può amare e riparare, nella Divina Volontà, con la potenza degli stessi respiri di Gesù.

Quanto abbiamo ora detto vale non solo per quanto riguarda i respiri, ma per tutto:  per gli affetti, per i desideri, per le parole ...:  ogni cosa può essere motivo per entrare nella Divina Volontà e sostituirci a tutti in tutto ciò che dovrebbero fare nei confronti di Dio. 

Questo è un desiderio che tutti i Santi, i mistici, quelli che amavano di più Dio, hanno sempre avuto in maniera fortissima, ma non sapevano di poterlo realizzare;  loro pensavano di realizzarlo poi in Cielo.  Ed in effetti, in Cielo, vivendo nella Divina Volontà, potevano amare Dio divinamente, perché la Divina Volontà in loro Si comunica direttamente e vivono in questo ambiente divino.  Però, in Cielo non è più una Volontà conquistante, che dà gloria a Dio dal basso;  è una Volontà gaudente.  Per questo Gesù dice che la Divina Volontà vissuta con sofferenza sulla terra ci darà la capacità di godere la Volontà gaudente in Cielo.  I Beati, i Santi del Cielo, che non hanno conosciuto questo Dono della Divina Volontà, non possono godere la pienezza del Volere Divino, in quanto non hanno avuto le conoscenze in terra.  Ecco perché anche gli stessi Santi aspettano che noi prendiamo i loro atti e, nella Divina Volontà, li sostituiamo con gli Atti di Gesù e tutti gli Atti fatti da Gesù erano fatti divinamente e quindi, davano al Padre riparazione per tutti e Gli davano tutta quella gloria, adorazione, amore che avrebbero dovuto darGli tutte le creature di tutti i tempi!   Questa è una cosa incredibile, perché, se ognuno di noi si paragona ad un qualsiasi Santo, 'c'è da disperarsi'!...  Ma questo è un Dono che il Signore fa a noi, in questi tempi, per puro suo amore. 

In questo non entra affatto la nostra miseria o la nostra incapacità:  è un puro Dono che Dio fa a chi lo desidera.  Si tratta un po' come nella parabola degli operai dell'ultima ora che ricevono la stessa paga di quelli che hanno lavorato dalla prima ora:  "Non sono Io libero di fare quello che voglio?", dice Gesù.  E' così anche per quanto riguarda questo Dono:  Lui è libero di fare quello che vuole e di dare a chi vuole. 

Ora, in questi tempi, Lui vuole finalmente avere Gloria completa e divina da tutte le creature!

 

(C.:)   Gesù, in un altro punto, spiega a Luisa:  "Ogni anima, in Cielo, risplenderà di una particolare luce, di una particolare gloria, ognuna diversa dall'altra.  Nei Cieli, ognuno avrà quella gloria della capienza che ha avuto sulla terra per contenere Me".  Allora, se noi avremo conosciuto un certo tipo di disegno, se avremo detto "Sì" ad un certo piano di Dio, noi avremo quel tipo di gloria.  Ma, riprendendo l'esempio fatto da un Santo, possiamo dire:  Se abbiamo diversi bicchieri di diversa grandezza, quando tutti sono pieni, dal più piccolo al più grande, tutti sono soddisfatti;  però, sono di diversa grandezza!  Quindi, la  Gloria  che danno a Dio è diversa.  La Gloria che danno a Dio i Santi che hanno vissuto nella Divina Volontà, è superiore a qualsiasi altro tipo di gloria.   Però, non dobbiamo fermarci a pensare che facendo noi i nostri atti nella Divina Volontà, noi siamo più grandi degli altri.  No! 

La nostra preoccupazione deve essere quella di dare al Padre la maggior Gloria possibile!

 

(R.:)   Stiamo vivendo un tempo diverso da quello dei Santi vissuti nei secoli che ci hanno preceduto.  E' come il passaggio dall'Antico Testamento al Nuovo.  Con questi Scritti, con questo Dono della Divina Volontà, Gesù fa passare dal Regno della Redenzione al Regno della Sua Volontà.

La Santità di questi tempi è diversa da quella dei secoli passati, è la Santità della Divina Volontà, la Santità delle santità;  è la stessa Santità di Gesù che viene comunicata a chi la desidera e la chiede. 

E Gesù dice che chi fa le Ore della Passione (scritte da Luisa in obbedienza ai suoi Confessori;  questa pratica Luisa la viveva concretamente, ogni giorno, nel modo più pieno), Lui si prende cura di purgarlo da tutto;  quindi, può darsi che nell'ultimo momento della vita Lui ci purgherà di tutto, ci farà soffrire per tutto quello che ci manca, per poter entrare in Cielo.  Le Ore della Passione sono, praticamente, la Sua stessa Passione sulla terra;  e Lui dice:  "L'anima che fa la Mia Volontà come in Cielo così in terra, è come se Io stessi in lei, per cui, Io non posso giudicare Me stesso".  L'anima quindi sarà esente da giudizio.  (Questo, certamente, è un discorso che ognuno di noi farà direttamente, personalmente con Dio, ben sapendo quanto ognuno di noi sia ancora molto distante da questo traguardo! ...)

 

(R.:)   Leggiamo ora un brano, tratto sempre dal Volume 15°, del  5 maggio 1923.

 "Trovandomi nel solito mio stato, mi sentii tirata fuori da me stessa, ma non vedevo il cielo azzurro, né il sole del nostro orizzonte, ma un altro cielo, tutto d'oro, tempestato di stelle di vari colori, fulgidissimo più che sole.  Io mi sentivo tirata verso l'alto e, aprendosi innanzi a me questo Cielo, mi son trovata davanti ad una Luce purissima, innanzi alla quale, profondandomi, ho chiamato nella mia intelligenza tutte le intelligenze umane, da dove Adamo aveva incominciato a spezzare l'unione della sua intelligenza con quella del suo Creatore, col sottrarsi alla Volontà Divina, fino all'ultimo uomo che esisterà sulla terra, e cercavo di dare al mio Dio tutto l'onore, la gloria, la sottomissione, ecc., di tutte le intelligenze create;  così facevo di tutti gli altri miei sensi, richiamando in essi tutti quelli delle altre creature;  sempre, tutto ciò, nel Suo amabile Volere, dove tutto si trova, niente sfugge, ad onta che al presente non esista, e tutto si può fare " .

 

Che meraviglia queste parole!  Gesù spiega che questo Cielo in cui si trova Luisa, è il Cielo della Sua Volontà.

Il sole che splende nel nostro orizzonte è il riflesso della Luce eterna di Dio;  però è ristretto nel suo cerchio, e da lì dà luce a tutto.  Invece il Sole della sua Luce non è ristretto in un cerchio, ma è una Luce di cui non si scorgono i confini;  per cui è tanto immensa ed è tanto infinita, che dovunque si possa guardare o andare, non si può scorgere nient'altro che Luce.  Questa Luce increata, che è la Luce della Divina Volontà, è una Luce che raggiunge e tocca tutti, ed abbraccia tutti i secoli, (passato presente e futuro) e tutto racchiude in Sé.  Se noi, con la nostra volontà fusa in quella Divina entriamo in questa Luce, questa nostra volontà viene spersa in Essa e la Divina Volontà Si occupa di far circolare il nostro volere in questa vastità di Luce senza confini.  Ed anche se al presente non esiste niente, in questa Luce increata si può fare ciò che si vuole, perché questa Divina Volontà abbraccia tutto e raggiunge tutti. 

Se io non ho la mia volontà fusa in quella Divina, in questa Luce non posso entrarvi e quindi non posso fare quello che voglio;  ma se la mia volontà è una con quella di Dio, io posso fare tutto quello che voglio.

 

Seguendo questi insegnamenti di Gesù, come si è comportata Luisa ?

Luisa, nella sua intelligenza ha preso, dalla Divina Volontà, tutte le intelligenze umane. 
Nell'Umanità di Gesù che racchiudeva in Sé tutte le intelligenze Luisa ha preso tutte le intelligenze, dalla prima di Adamo fino a quella dell'ultimo uomo che dovrà esistere sulla terra, ed ha cercato di dare a Dio la Gloria che tutte le intelligenze Gli avrebbero dato se non fossero uscite dalla Divina Volontà con il peccato.

La nostra intelligenza molte volte non dà a Dio onore, gloria, sottomissione, ed allora Luisa dava onore, gloria, sottomissione, amore a Dio, per tutti noi.  Questo Luisa lo poteva fare perché nella Divina Volontà esiste tutto ciò che la creatura avrebbe dovuto fare nei confronti di Dio;  e nella Divina Volontà Gesù faceva presenti a Luisa tutti questi atti che erano stati fatti umanamente e che sarebbero dovuti invece essere stati fatti divinamente, per farli come Gesù li avrebbe fatti.

Questa riparazione Luisa la faceva anche a riguardo di tutti gli altri sensi.

Anche noi quindi possiamo fare la stessa cosa con i nostri pensieri, con le nostre mani, con le nostre azioni, con i nostri sguardi, con il nostro udito:  in tutti questi noi possiamo racchiudere tutti i sensi di tutte le creature, per dare al Padre la Gloria che tutti i sensi Gli avrebbero dato se fossero stati usati nella Divina Volontà.  Quindi ad esempio nel mio udito io posso dare al Padre la Gloria che tutti gli uditi delle creature Gli avrebbero dato
se avessero ascoltato le voci della Grazia, le voci di Dio che le chiamava, le voci della Divina Volontà in tutte le cose create.

Questo è un Dono immenso che ci fa il Signore.  Si trova l'equivalente nell'Ostia:  in un'Ostia c'è Gesù tutto intero come in diecimila Ostie c'è Gesù tutto intero;  ma in un'Ostia è racchiuso quello stesso Gesù che è Vita di tutti gli altri Gesù, per cui non c'è differenza tra il Gesù che c'è nell'Ostia ed il Gesù che sta in Cielo:  è lo stesso Gesù, racchiuso nell'Ostia.  Così, il Signore ci dà la possibilità, nella nostra volontà umana, nel nostro corpo, nella nostra anima, di racchiudere Gesù stesso per darLo a Lui.  Ed è un Dono splendido, questo!  Quindi,

se la creatura desidera amare Dio per tutti, nel momento in cui, entrando attraverso l'Umanità di Gesù nella Divina Volontà, vuole amarlo per tutti, può prendere e fare suo l'Amore Divino, l'Amore di Dio per tutti e, restituirglielo in ciascuno.

Gesù ci dice che questo suo Amore è tanto immenso che è presente in ciascuna cosa creata.  La Bibbia ci dice che Dio prima di creare l'uomo ha fatto tutta la Creazione, perché questa servisse all'uomo in tutto ciò che doveva sostenerlo come cibo, alimento, aria, luce, calore. 

Avendo quindi Dio creato tutto per l'uomo, è attraverso tutte le cose create che Dio dirige all'uomo il suo Amore, il suo ti amo per lui.  Quindi, Gesù ci dice "ti amo", nel sole, nel mare, nei fiori, nel cibo...  Sapendo questo, l'anima che è chiamata da Dio a vivere nella
Divina Volontà, può restituire a Dio tutto l'amore che Lui ha messo per lei nel cibo, nel sole, nel mare, nel vento ...  e quindi ricambiarLo con il suo "Ti amo", in ogni cosa creata. 

E questo è un altro operato dell'anima nella Divina Volontà insegnatoci da Gesù ed al quale Lui tiene tanto.  Tutte le cose create che sono state fatte per l'uomo sono come tante vie che Dio ha voluto per arrivare all'uomo;  ma con il peccato queste vie sono interrotte.  Il Signore ci dice che se, stando nella Volontà Divina, noi mettiamo il nostro Ti amo per Lui nelle cose create, queste cose create ricominciano la loro funzione di canale e di via per noi per arrivare a Dio, e per Dio per giungere all'uomo.

Diventa allora uno scambio d'amore continuo;  ed anche le altre creature possono percepire questo amore che per causa del peccato non può più giungere loro.  Ed ecco che allora si spiegano le parole di S. Paolo:  "La Creazione geme nelle doglie del parto aspettando la liberazione dei figli di Dio"!  Perché, nel momento in cui i figli di Dio, i figli della Divina Volontà, si rivelano agendo nel Volere Divino, facendo i propri atti nella Volontà Divina, mettendo il proprio Ti amo per Dio nelle cose create, la Creazione sente nuova forza, nuovo vigore, sente che la stessa Volontà che le conserva, in una creatura le rianima per dare Gloria a Dio.  Perché, loro sono state create dalla Volontà Divina ed è la Divina Volontà che le conserva all'esistenza, altrimenti cadrebbero nel nulla;  però la loro funzione è bloccata a causa dell'uomo.  Nel momento in cui la creatura, nella Divina Volontà dice: "Gesù, Ti amo in tutte le cose create;  Ti amo nel sole, Ti amo nel vento, Ti amo nel mare",  il mare, il vento, il sole, si sentono come rinati a nuova vita, cioè sentono una creatura che vive della stessa Volontà di cui vivono loro.  Allora, la stessa Volontà Divina che è presente nelle cose create, si anima per dire a Dio:  "Ti amo".

E' in questo modo che noi possiamo avere in nostro potere la Creazione intera per amare Dio!

 

Ma quanto abbiamo ora esposto seguendo gli insegnamenti di Gesù a Luisa possiamo comprenderlo solo se desideriamo veramente amare Dio e, di fronte alla nostra incapacità ad amarLo, riconosciamo che mai potremo amare Dio per quanto Lui merita.  Questo che Gesù ci ha spiegato ci dà allora una gioia immensa perché è come se finalmente possiamo amare una persona che non sapevamo come amare! ...  E l'amore è realmente la chiave per poter entrare nel Regno della Divina Volontà:  senza l'amore non possiamo entrare in questo Regno.

Dobbiamo naturalmente ricordare che la prova del nostro amore per Dio, è l'amore al prossimo.  E, sapendo che  ciò che Dio ci comunica Lui desidera che noi lo partecipiamo agli altri, possiamo allora rivolgerci al Signore dicendoGli:  "Signore, Io voglio donare agli altri tutto ciò che Tu mi doni.  Come posso fare?  Come posso far sì che io sia la tua mano, la tua voce, il tuo pensiero, per arrivare agli altri?"

Considereremo allora tutte le persone che il Signore ci porrà di fianco o ci porrà davanti, come persone che Lui ci fa avvicinare perché le portiamo a Lui.  La nostra intenzione sarà quindi sempre quella di portarGli anime.  Come dice in una Ora della Passione, l'ultima Ora del Getsemani,  Gesù non vuole il mare, non vuole uccelli, non vuole fiori, non vuole piante:  Lui vuole anime!  Quindi, amiamoLo per portarGli anime.

 

Prosegue Luisa nel suo scritto del 5 maggio 1923:

"Onde, mentre ciò facevo, una voce è uscita da dentro l'immensità di quella Luce, dicendo: 
<<Quante volte l'anima entra nel Divino Volere, per pregare, per operare, per amare ed altro,
tante vie apre tra il Creatore e le creature, e la Divinità, vedendo che la creatura si fa via per andare a Lei, apre le Sue vie per incontrarsi con la sua creatura>>". 

E' il discorso che abbiamo fatto sopra riguardo ai miliardi di canali che Dio ha stabilito per arrivare a noi e che con la nostra volontà abbiamo bloccato.  Ebbene, ogni volta che noi entriamo nella Divina Volontà, ogni volta che facciamo atti nel Divino Volere, è una nuova via che apriamo per le altre creature, è un nuovo sole che Dio fa sorgere nelle altre creature,
è una nuova luce che Dio dà agli altri. 

Ecco allora come si manifesta il nostro amore di Dio, il nostro amore per Dio nell'amare anche gli altri in questo modo da Lui insegnatoci;  perché sappiamo che questi atti fatti nella Divina Volontà non servono per nostra soddisfazione, ma servono a Dio per la sua Gloria e servono agli altri per arrivare a Lui ed a Lui perché possa arrivare agli altri.

 

<< In questo incontro, Continua Gesù la creatura copia le virtù del suo Creatore,
assorbe in sé sempre nuova vita divina, si addentra di più negli eterni segreti del Volere Supremo, e tutto ciò che fa non è più umano in lei, ma divino, e questo operato divino in lei, forma un Cielo d'oro, dove la Divinità, dilettandosi di trovare il proprio operato nella creatura, passeggia, aspettando la creatura per ricevere i suoi atti divini e, quindi, aprirle altre vie nella propria Divinità e va ripetendo con tanto amore:  'Ecco, ecco come nel mio Volere la creatura si avvicina alla mia somiglianza, come realizza i miei disegni, come compie lo scopo della Creazione!'>>.  Mentre ciò sentivo, mi son trovata in me stessa " .

 

Queste ultime frasi di Gesù sono splendide!  Gesù dice che nell'anima che fa i suoi atti nel Divino Volere, in lei non si forma più niente di umano, ma tutto diventa divino.  Il Signore ci ha creati umani, però questa nostra umanità l'aveva creata per rivestirla della Luce della Sua Divinità, della veste di Luce della Sua SS.ma Volontà.  Gesù stesso dice che Adamo ed Eva, nel Paradiso terrestre,  non erano nudi, ma avevano una veste di Luce;  avevano cioè la veste di Luce della Divina Volontà che li copriva e li rendeva luce:  luce erano i loro atti, luce erano i loro sguardi, luce era il loro cogliere i fiori, le loro minime azioni erano luce, perché loro erano rivestiti di luce.  Avendo perso questa veste di luce con il peccato originale, avendola rifiutata, è successo che l'uomo è diventato solo umano, a livello di animale;  per cui abbiamo bisogno di vestiti per coprirci, abbiamo bisogno di essere sostentati altrimenti moriamo di fame, abbiamo bisogno di calore altrimenti moriamo di freddo.  Invece Adamo ed Eva, con questa veste di Luce, non sentivano il caldo, non sentivano il freddo ...  e questo solo dal punto di vista fisico!  Pensiamo a ciò che poteva essere dal punto di vista divino!  Erano in continuo contatto con Dio;  infatti in questo passo Gesù dice che "la Divinità passeggia nella creatura", ma aspettando la creatura per ricevere i suoi atti divini e quindi aprirle altre vie".  Quando leggiamo nella Genesi che "Dio passeggiava nell'Eden, sulla brezza della sera",  sicuramente passeggiava anche nell'Eden, però lì era soprattutto l'Eden del cuore umano in cui Dio si dilettava di dimorare!...  Lui passeggiava nelle vie dell'anima, passeggiava negli atti della creatura uniformati ai Suoi, che prendevano vita dagli atti della Divinità e quindi erano atti divini, non erano atti umani.  Ed il Signore quindi desidera che pian piano ci trasformiamo e diventiamo divini;  certo, sempre restando quello che siamo, però con una luce diversa.

Luisa scriveva in una lettera, ad una persona che le chiedeva che cosa doveva fare per vivere nella Divina Volontà:  "Per vivere nella Divina Volontà basta che lei faccia le stesse cose che fa adesso, ma in un altro modo, cioè in modo divino;  prendendo i nostri atti non dalla nostra volontà umana, ma dalla stessa Divina Volontà". 

Quindi, si deve cambiare niente, ma nello stesso tempo cambia tutto!  Quanto stiamo dicendo si può comprendere solo vivendolo.  Coloro però che staranno vicino a queste persone si renderanno conto di questo nuovo modo di vivere, perché si tratta di un cambiamento totale di vita, di una vera conversione, di una reale trasmutazione della vita:  non sarà più vita umana, ma vita divina.  Naturalmente, noi saremo sempre creature, saremo sempre uomini che fanno atti umani, ma nella Volontà di Dio Gesù questi nostri atti li trasforma in atti divini:  Gesù trasformerà, consacrerà i nostri atti nei Suoi stessi Atti.

Quest'operare nella Divina Volontà, questi atti fatti nel Volere Divino hanno anche l'effetto di servire da calamita potentissima per attirare il Regno di Dio sulla terra.

Gesù stesso dice che gli atti fatti nella Divina Volontà, recando in sé la potenza creatrice, saranno la nuova guerra che Lui farà all'uomo, saranno una guerra d'amore con armi divine.  Si tratta di armi per vincere la creatura e per vincere il Creatore a mandare il Suo Regno sulla terra.  Pensiamo a Maria SS.ma:  perché ha ottenuto l'Incarnazione del Verbo nel suo Cuore, sulla terra?  Perché viveva nella Divina Volontà;  perché facendo i suoi atti nella Divina Volontà, aveva racchiuso in Sé tutti gli atti delle creature passate, presenti e future, chiedendo il Redentore a nome di tutti.  Vedendo allora, Dio, la Sua Volontà agente in una creatura sulla terra (in Maria SS.ma) e nelle sue preghiere scorrere le preghiere di tutti, anzi, scorrere le Sue stesse preghiere, è stato vinto da Maria SS.ma a scendere sulla terra ed a venire ad operare la Redenzione.  Nello stesso modo, ora, Dio ci chiede: "Fate atti nella Divina Volontà, perché mediante questi stessi atti, che abbracciano tutto e racchiudono tutti, vincerete Dio a concedere il Regno del Fiat Divino in mezzo alle Creature". 

 

Diciamo insieme un Padre nostro proprio con l'intenzione di fondere la nostra voce in quella di Gesù e ripetere, con lo stesso desiderio di Gesù, che venga questo Regno Suo.  Lui ha chiesto l'avvento del Suo Regno quando era sulla terra e questo ci fa capire che per noi uomini, come manifestazione esteriore, questo Regno non si è ancora realizzato in Lui, sì! ;  ma è invece in questo tempo che vuole realizzarsi!   Uniamoci quindi a Gesù e, proprio con quell'intenzione che Lui aveva nel pregare il Padre nostro, chiediamo il compimento di questo Regno sulla terra.

Nella Volontà di Dio!  Sempre!

 

Brani tratti dai Volumi sulla Divina Volontà commentati nelle precedenti meditazioni

dal VOLUME 12° Settembre 28, 1917

Gli atti fatti nella Divina Volontà sono soli che illuminano tutti e, serviranno per far scampare
chi tiene un poco di buona volontà.

Continuando il mio solito stato, il mio dolce Gesù mi ha detto:  "Figlia mia, le tenebre sono fitte, e le creature precipitano di più, anzi in queste tenebre si vanno scavando il precipizio dove periranno.  La mente dell'uomo è rimasta cieca, non ha più luce per guardare il bene, ma solo il male, ed il male lo inonderà e lo farà perire, sicché dove credevano di trovare scampo troveranno la morte.  Ah, figlia mia!  Ah, figlia mia!"

Poi ha soggiunto: "Gli atti fatti nella mia Volontà sono come soli che illuminano tutti, e finché dura l'atto della creatura nella mia Volontà, un sole di più splende nelle menti cieche.  E chi tiene un poco di buona volontà troverà luce per scampare dal precipizio;  gli altri, tutti periranno.  Perciò in questi tempi di fitte tenebre, quanto bene fanno gli atti della creatura fatti nella mia Volontà!  Chi scamperà, sarà in virtù solo di questi atti".

Detto ciò si è ritirato.  Dopo è ritornato di nuovo ed ha soggiunto:

"L'anima che fa la mia Volontà e vive in Essa, posso dire, è la mia carrozza, ed Io tengo le briglie di tutto:  tengo la briglia della mente, degli affetti, dei desideri, e neppure uno [ne] lascio in suo potere.  E sedendomi sul suo cuore per starmi più comodo, il mio dominio è completo e faccio ciò che voglio:  ora la faccio correre, la carrozza, ora volare, ora Mi porta al Cielo, ora giro tutta la terra, ora Mi fermo.  Oh, come sono glorioso, vittorioso e domino ed impero!  Se poi l'anima non fa la mia Volontà e vive del volere umano, la carrozza si sfascia, Mi toglie le briglie, ed Io resto senza dominio, come povero re cacciato dal suo regno;  ed il nemico prende il mio posto e le briglie restano in balia delle proprie passioni".

 

Luglio 25, 1917

Flagelli.  
"Vieni nella mia Volontà per fare ciò che faccio Io.

L'atto più sublime, più grande, più eroico, è fare la mia Volontà ed operare nel mio Volere".  
Gesù purifica l'anima per ammetterla a vivere nella sua Volontà.

Continuando il mio solito stato mi lamentavo con Gesù ed insieme lo pregavo che facesse fine ai tanti castighi, e Gesù mi ha detto:  "Figlia mia, ti lamenti?  Eppure è nulla ancora.  Verranno i grandi castighi.  La creatura si è resa insoffribile, sotto i colpi si ribella di più, anzi non vuole conoscere la mia mano che colpisce.  Non ho che altri mezzi da usare che sterminarla, così potrò togliere tante vite che appestano la terra e Mi uccidono la crescente generazione.  Quindi non aspettare fine per ora, ma piuttosto altri mali peggiori:  non ci sarà parte della terra che non sarà inzuppata di sangue".

Io nel sentire ciò mi sentivo lacerare il cuore, e Gesù volendomi sollevare mi ha detto:

"Figlia mia,  vieni nella mia Volontà per fare ciò che faccio Io;  e nel mio Volere potrai correre a bene di tutte le creature e, da dentro il sangue dove nuotano, potrai salvarle con la potenza del mio Volere, in modo che Me le porterai lavate dal proprio sangue, col tocco della mia Volontà".

Ed io:  "Vita mia, sono tanto cattiva, come posso fare ciò?"

E Gesù:  "Tu devi sapere che l'atto più nobile, più sublime, più grande, più eroico, è fare la mia Volontà ed operare nel mio Volere.  Quindi, a quest'atto che nessun altro potrà eguagliare, Io faccio pompa di tutto il mio amore e generosità;  e non appena l'anima si decide a farlo, Io, per darle l'onore di tenerla nel mio Volere, nell'atto che i due voleri s'incontrano per fondersi l'uno nell'altro e farne uno solo, se è macchiata la purifico e se le spine della natura umana la involgono, le frantumo;  e se qualche chiodo la trafiggesse, cioè il peccato, Io lo spolverizzo, perché niente può entrare di male nella mia Volontà;  anzi, tutti i miei attributi la investono e cambiano la debolezza in fortezza, l'ignoranza in sapienza, la miseria in ricchezza, e così di tutto il resto.  Negli altri atti rimane sempre qualche cosa di sé, ma in questi rimane spogliata di tutta se stessa ed Io la riempio tutta di Me".

 

Dicembre 28, 1917

Come il moto e l'atto di Gesù fu continuo, così Egli vuole gli atti continui della creatura; 
siano pur piccoli, non importa, purché c'è il moto, il germe, Lui li unisce ai suoi e li fa grandi.

Continuando il mio solito stato e stando un poco sofferente, pensavo tra me:  "Come sarà che non mi è dato di trovare riposo né notte né giorno;  anzi, quanto più debole e sofferente, tanto più la mia mente è desta, ed impossibilitata a prendere riposo".  

Ed il mio dolce Gesù mi ha detto:  "Figlia mia, tu non ne sai la ragione, ed Io la so, ed ora te la dico a te.  La mia Umanità non ebbe riposo, e nel mio stesso sonno Io non ebbi tregua, ma intensamente lavoravo, e questo perché, dovendo dar vita a tutti ed a tutto e rifare in Me tutto, Mi conveniva lavorare senza smettere un istante, e chi deve dar vita dev'essere un continuo moto ed un atto non interrotto;  sicché Io stavo in continuo atto di far uscire da Me vite di creature e di riceverle.  Se Io avessi voluto riposare, quante vite non uscirebbero, quante non avendo il mio atto continuo non svilupperebbero e resterebbero appassite, quante non entrerebbero in Me, mancando l'atto di vita di chi solo può dar vita?

Ora, figlia mia, volendoti insieme con Me nel mio Volere, voglio il tuo atto continuo, sicché la tua mente desta è atto, il mormorio della tua preghiera è atto, i movimenti delle tue mani, i palpiti del tuo cuore, il muovere del tuo sguardo, sono atti;  saranno piccoli, ma che M'importa?  Purché c'è il moto, il germe, Io lo unisco ai miei e li faccio grandi, e do loro virtù di produrre vite. 

Anche i miei atti non furono atti tutti apparentemente grandi, specie quando Io, piccino, gemevo, succhiavo il latte dalla mia Mamma, Mi trastullavo col baciarla, carezzarla, intrecciare le mie manine alle sue;  più grandetto coglievo i fiori, prendevo l'acqua ed altro.  Questi erano tutti atti piccoli, ma erano uniti nel mio Volere, nella mia Divinità, e ciò bastava;  ed erano tanto grandi da poter creare milioni e miliardi di vite.  Sicché, mentre gemevo, dai miei gemiti uscivano vite di creature;  succhiavo, baciavo, carezzavo, ma erano vite che uscivano;  nelle mie dita intrecciate con le mani della Mamma scorrevano le anime e, mentre coglievo i fiori e prendevo l'acqua, erano anime che uscivano dal palpito del mio increato Cuore ed [anime che] entravano. 

Il mio moto fu continuo, ecco la ragione della tua veglia.  Quando veggo il tuo moto, i tuoi atti nel mio Volere, ed ora si mettono al mio fianco, ora Mi scorrono nelle mie mani, ora nella mia voce, nella mia mente, nel mio Cuore, Io ne faccio moto di tutti ed a ciascuno do vita nel mio Volere, dando loro la virtù dei miei atti, e li faccio correre a salvezza e a bene di tutti".

 

dal VOLUME 15° Gennaio 24, 1923

La Santissima Trinità riflessa nella terra.  Gli atti triplici.  Come era riserbato d'aprire le porte dell'Eterno Volere a Luisa.

Tutti questi giorni li ho passati in un mare d'amarezza, perché spesso spesso il benedetto Gesù mi priva della sua amabile presenza e, se Si fa vedere, Lo veggo nel mio interno immerso in un mare, di cui le onde s'innalzano sopra di Lui in atto di sommergerlo, e Gesù, per non restare sommerso e soffogato, muove il suo braccio, respinge l'onda e, con occhio pietoso, mi guarda, mi chiede aiuto e mi dice:  "Figlia mia, vedi come le colpe sono tante che Mi vogliono sommergere!  Non vedi le onde che Mi mandano, che se non agitassi il mio braccio resterei affogato?  Che tempi tristi, che porteranno tristi conseguenze!"

E mentre ciò dice Si nasconde di più nel mio interno.  Che pena nel vedere Gesù in questo stato!  Sono pene che straziano l'anima e la fanno a brandelli.  Oh, come si vorrebbe soffrire qualunque martirio per alleviare il dolce Gesù!  Onde, questa mattina mi pareva che il mio amabile Gesù non ne poteva più e, facendo uso della sua Potenza, è uscito da dentro quel mare pieno di tutte quelle armi atte a ferire ed anche ad uccidere, che metteva terrore solo a guardarlo, e, poggiando la testa sul mio petto, tutto afflitto e pallido, ma bello e d'una bellezza che rapiva mi ha detto:  "Figlia diletta mia, non ne potevo più, e se la Giustizia vuole il suo corso, anche il mio Amore vuole il suo sfogo e fare il suo cammino, perciò sono uscito da dentro quel mare orribile che le colpe delle creature Mi formano, per dare il campo al mio Amore, per venire a sfogarmi con la mia piccola figlia della mia Volontà.  Anche tu non ne potevi più;  ho sentito il rantolo della tua agonia in quel mare orribile, per la mia privazione, ed avendo messo come da parte tutti, sono corso a te per sfogarmi e farti sfogare in amore con Me, per ridarti la vita".  E mentre ciò diceva, mi stringeva forte a Lui, mi baciava, mi metteva la sua mano alla gola, quasi per rinfrancarmi della pena che Lui stesso mi aveva dato, [poi]ché giorni innanzi avendomi tirato forte i nervi della parte del cuore, che corrispondono alla gola, restai come soffocata.  Era tutto amore il mio Gesù, e voleva che io Gli rendessi i baci, le carezze, le strette che Lui mi faceva. 

Onde, dopo ciò, ho capito che voleva che entrassi nel mare immenso della sua Volontà, per essere rinfrancato dal mare delle colpe delle creature.  Ed io, stringendomi più forte a Lui, ho detto:  "Mio amato Bene, insieme con te voglio seguire tutti gli atti che fece la tua Umanità nella Volontà Divina;  dove giungesti Tu, voglio giungere anch'io, per fare che in tutti i tuoi atti [Tu] trovi anche il mio.  Sicché, come la tua Intelligenza nella Volontà Suprema percorse tutte le intelligenze delle creature, per dare al Padre Celeste la gloria, l'onore, la riparazione per ciascun pensiero di creatura, in modo divino, e suggellare con la luce, con la grazia della tua Volontà ciascun pensiero di esse, così anch'io voglio percorrere ciascun pensiero, dal primo all'ultimo che avrà vita nelle menti umane, per ripetere ciò che sta fatto da Te;  anzi, voglio unirmi con quelli della nostra Celeste Mamma, che mai lasciò[1] dietro, ma sempre corse insieme con Te, e con quelli che hanno fatto i tuoi Santi".

A quest'ultima parola, Gesù mi ha guardata, e tutto tenerezza, mi ha detto: 

"Figlia mia, nella mia Volontà Eterna troverai tutti gli atti miei, come pure quelli della mia Mamma, che coinvolgevano tutti gli atti delle creature, dal primo all'ultimo che dovrà esistere, come dentro d'un manto, e questo manto come formato in due, uno si elevava al Cielo per ridare al Padre mio, con una Volontà Divina, tutto ciò che le creature Gli dovevano:  amore, gloria, riparazione e soddisfazione;  l'altro rimaneva a difesa ed aiuto delle creature.  Nessun altro è entrato nella mia Volontà Divina per fare tutto ciò che fece la mia Umanità.  I miei Santi hanno fatto la mia Volontà, ma non sono entrati dentro per fare tutto ciò che fa la mia Volontà, e prendere, come dentro d'un colpo d'occhio, tutti gli atti, dal primo all'ultimo uomo, e rendersi attori, spettatori e divinizzatori.  Col fare la mia Volontà non si giunge a fare tutto ciò che il mio Eterno Volere contiene, ma [Esso] scende nella creatura limitato, quanto la creatura ne può contenere.  Solo chi entra dentro [la mia Volontà] si allarga, si diffonde come luce solare negli eterni voli del mio Volere e, trovando i miei atti e quelli della mia Mamma, vi mette il suo.  Guarda nella mia Volontà:  ci sono forse altri atti di creatura moltiplicati nei miei, che giungono fino all'ultimo atto che deve compiersi su questa terra?  Guarda bene, non ne troverai nessuno;  ciò significa che nessuno è entrato [nel mio Volere].  Solo era riserbato d'aprire le porte del mio Eterno Volere alla piccola figlia mia, per unificare i suoi atti ai miei ed a quelli della mia Mamma, e rendere tutti gli atti nostri triplici innanzi alla Maestà Suprema ed a bene delle creature.  Ora, avendo aperto le porte, possono entrare altri, purché si dispongano ad un tanto bene".

Onde ho [pro]seguito insieme con Gesù a girare nella sua Volontà per fare ciò che stava fatto da Lui.  Poi abbiamo guardato insieme la terra:  quante cose orribili si vedevano, e come [pro]seguono i preparativi di guerra, che fanno raccapricciare!  Tutta tremante, mi son trovata in me stessa.  Onde, dopo poco [Gesù] è ritornato ed ha [pro]seguito a parlare della sua Santissima Volontà, dicendomi: "Figlia mia, la mia Volontà nel Cielo conteneva il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo;  una era la Volontà delle Tre Divine Persone, mentre erano distinte tra loro, ma la Volontà era una;  [e] Questa, essendo [la] sola che agiva in Noi, formava tutta la nostra felicità, eguaglianza d'Amore, di Potenza, di Bellezza, ecc.  Se invece d'una Volontà ci fossero tre Volontà, non potevamo essere felici, molto meno rendere felici gli altri;  saremmo stati ineguali nella Potenza, nella Sapienza, nella Santità, ecc..  Sicché, la nostra Volontà una, agente in Noi, è tutto il nostro Bene, da cui scaturiscono tanti mari di felicità, che nessuno può penetrare fino al fondo.  Ora, la nostra Volontà, vedendo il gran bene dell'agire, sola, in Tre Persone distinte, vuole agire, sola, in tre persone distinte in terra, e queste sono:  la Madre, il Figlio, la Sposa.  Da queste vuol fare scaturire altri mari di felicità che porteranno beni immensi a tutti i viatori".

Ed io, tutta meravigliata, ho detto:  "Amor mio, chi sarà questa Madre fortunata, Figlio e Sposa, che adombreranno la Trinità sulla terra, e che la tua Volontà sarà una in loro?" 

E Gesù:  "Come!  Non l'hai capito?  Due già sono al loro posto d'onore:  la mia Mamma Divina ed Io, Verbo Eterno, Figlio del Padre Celeste e Figlio della Madre Celeste;  con l'incarnarmi nel seno di Lei fui suo proprio Figlio.  La Sposa è la piccola figlia del mio Volere.  Io ci sono nel mezzo, la mia Mamma a destra e la Sposa a sinistra;  come la mia Volontà agisce in Me, fa l'eco a destra ed a sinistra, e ne forma una sola Volontà.  Perciò ho versato tante grazie in te, ho aperto le porte del mio Volere, ti ho svelato i segreti, i prodigi che Esso contiene:  per aprire tante vie per farti giungere l'eco del mio Volere, [affin]ché sperdendo il tuo potessi vivere con la sola mia Volontà;  non ne sei contenta?"

Ed io:  "Grazie, o Gesù!  E fa', Ti prego, che [io] segua il tuo Volere".

 

Aprile 9, 1923

Iddio è il Primo Moto di tutta la Creazione, e chi opera nel Divin Volere opera nel Primo Moto.

Mi sentivo tutta immersa nel Divin Volere e dicevo al mio dolce Gesù:  "Ah, Ti prego di non farmi uscire mai dalla tua Santissima Volontà:  fa' che [io] pensi, che parli, che operi, che ami sempre in questo tuo amabile Volere!"  Ora, mentre ciò dicevo mi son sentita circondata da una luce purissima, e poi ho visto il mio sommo ed unico Bene e mi ha detto: 

"Figlia diletta mia, amo tanto questi atti fatti nel mio Volere, che non appena l'anima entra in Esso per agire, l'ombra della mia luce la circonda, ed Io corro per fare che il mio atto ed il suo fosse un solo;  e siccome Io sono l'Atto Primo di tutta la Creazione, onde senza del mio primo moto tutte le cose create resterebbero paralizzate, senza forza ed impotenti al minimo moto.  La vita sta nel moto;  senza di esso tutto è morto.  Quindi, Io sono il primo moto, che do vita ed attitudine a tutti gli altri moti;  sicché al mio primo moto la Creazione si mette in giro.  Succede come ad una macchina:  al tocco del moto primo della prima ruota, tutte le altre rotelle si mettono in giro. 

Vedi dunque come quasi è naturale che chi opera nella mia Volontà si muove nel mio primo moto, ed operando nel mio, viene a trovarsi ed opera nel moto di tutte le creature.  Ed Io veggo la creatura, la sento, che scorrendo nel mio stesso moto, in tutti i moti di esse Mi dà tanti atti divini per quanti atti umani offensivi fanno tutte le altre;  e questo, solo perché ha operato nel mio primo moto.  Perciò dico che chi vive nel mio Volere Mi sostituisce per tutti, mi difende da tutti e mette in salvo il mio moto, cioè la mia stessa Vita.  Ecco perciò che l'operare nel mio Volere è il prodigio dei prodigi, ma senza strepito, senza acclamazioni umane;  ma è il mio vero trionfo su tutta la Creazione, ed essendo il trionfo tutto divino, l'umano tace e non ha vocaboli equivalenti come acclamare il trionfo della mia Suprema Volontà".

 

Aprile 2, 1923

La Divina Volontà è germe di risurrezione alla Grazia, alla Santità ed alla Gloria. 
Nella Divina Volontà c'è il vuoto dell'operato umano nel divino e questo vuoto deve essere riempito da chi vive nel Divino Volere. 
La conoscenza è gli occhi dell'anima.

Trovandomi nel solito mio stato, il mio sempre amabile Gesù Si faceva vedere tutto amabile e maestoso e come coinvolto dentro d'una rete di luce:  luce mandava dai suoi occhi, luce sprigionava dalla sua bocca e ad ogni sua parola, ad ogni suo palpito, ad ogni suo moto e passo;  insomma, la sua Umanità era un abisso di luce.  E Gesù, guardandomi, mi concatenava con questa luce, dicendomi:  "Figlia mia, quanta luce, quanta gloria ebbe la mia Umanità nella mia Risurrezione, perché nel corso della mia Vita su questa terra non fece altro che racchiudere in ogni mio atto, respiro, sguardo, in tutto, la Volontà Suprema!  E come la racchiudevo, così il Divin Volere Mi preparava la gloria, la luce nella mia Risurrezione;  e contenendo in Me il mare immenso della luce della mia Volontà, non è meraviglia che se guardo, se parlo, se Mi muovo, esca tanta luce da Me da poter dare luce a tutti.  Onde voglio incatenarti e travolgerti in questa luce, per gettare in te tanti germi di risurrezione per quanti atti vai facendo nella mia Volontà.  Essa è la sola che fa risorgere l'anima ed il corpo alla gloria;  Essa è germe di risurrezione alla grazia, germe di risurrezione alla più alta e perfetta santità, germe di risurrezione alla gloria.  Sicché come l'anima emette i suoi atti nel mio Volere, così va incatenando nuova luce divina, perché il mio Volere di sua natura è luce, e chi in Esso vive ha virtù di trasmutare i pensieri, le parole, le opere, e tutto ciò che fa, in luce".

Onde, dopo, stavo dicendo al mio dolce Gesù:  "Prego nel tuo Volere affinché la mia parola, moltiplicandosi in Esso, abbia per ogni parola di ciascuna creatura una parola di preghiera, di lode, di benedizione, d'amore, di riparazione;  vorrei che la mia voce, innalzandosi tra il Cielo e la terra, assorbisse in sé tutte le voci umane per ridonarle a Te in omaggio e gloria, secondo che vorresti che la creatura se ne servisse della parola".

Ora, mentre ciò dicevo, il mio amabile Gesù ha messo la sua bocca vicino alla mia e, col suo alito, soffiando, assorbiva il mio alito, la mia voce, il mio respiro nel suo, e mettendolo come in via nel suo Volere percorreva ciascuna parola umana, e cambiava le parole, le voci, a seconda che io avevo detto;  e come le percorreva, così si elevano in alto per fare l'ufficio presso Dio, a nome di tutti, di tutte le voci umane.  Io ne sono restata meravigliata, e ricordandomi che Gesù non mi parla più così spesso del suo Volere, Gli ho detto:  "Dimmi Amor mio, perché non mi parli così spesso del tuo Volere?  Forse non sono stata attenta alle tue lezioni e fedele nel mettere in pratica i tuoi insegnamenti?"

E Gesù:  "Figlia mia, nella mia Volontà c'è il vuoto dell'operato umano nel divino, e questo vuoto dev'essere riempito da chi vive nel mio Volere;  quanto più starai attenta a vivere nel mio Volere e nel farlo conoscere agli altri, tanto più subito sarà riempito questo vuoto, in modo che il mio Volere, vedendosi aleggiare nel Suo il volere umano, come ritornando al principio donde ne uscì, si sentirà soddisfatto e vedrà compiute le sue brame sulla generazione umana, fossero pochi ed anche uno solo, perché il mio Volere con la sua potenza può rifarsi di tutto, anche [per mezzo] d'uno solo, quando non trova altri, ma è sempre una volontà umana che deve venire nella Mia a riempire tutto ciò che gli altri non fanno.  Questo Mi sarà tanto accetto, da squarciare i Cieli per far scendere il mio Volere e far conoscere il bene ed i prodigi che contiene.  Ogni entrata che fai in più nel mio Volere, Mi dà la spinta a darti nuove conoscenze su di Esso, [a] narrarti altri prodigi, perché voglio che conosca il bene che fai, perché l'apprezzi ed ami di possederlo, ed Io, vedendo che l'ami e l'apprezzi, te ne do il possesso.  La conoscenza è gli occhi dell'anima;  l'anima che non conosce è come cieca a quel bene, a quelle Verità.  Nella mia Volontà non ci sono anime cieche, anzi ogni conoscenza le porta una lunghezza di vista maggiore, perciò entra spesso nel mio Volere, allarga i tuoi confini nella Mia, ed Io, come vedrò ciò, ritornerò a dirti cose più sorprendenti della mia Volontà".

Ora, mentre ciò diceva, abbiamo girato insieme un poco la terra, ma, oh, spavento!  Molti volevano ferire il mio amato Gesù, chi con coltelli, chi con spade, e tra questi c'erano vescovi, sacerdoti, religiosi, che Lo ferivano fin nel Cuore, ma con tale strazio che metteva spavento.  Oh, come soffriva e Si gettava nelle mie braccia per essere difeso!  Io me L'ho stretto e L'ho pregato che mi facesse parte delle sue pene.  Lui mi ha contentata col trapassarmi il cuore con tale veemenza, da sentirmi tutto il giorno una piaga profonda, e Gesù ripetute volte tornava a ferirmi.

Ora, la seguente mattina, sentendo forte il dolore, il mio dolce Gesù è ritornato dicendomi:  "Lasciami vedere il tuo cuore".  E mentre lo guardava, mi ha detto:  "Vuoi che ti risani per alleviarti il dolore che soffri?"  Ed io:  "Mio sommo Bene, perché vuoi sanarmi?  Non sono io degna di soffrire per Te?  Il tuo Cuore è tutto ferito ed il mio, a confronto del tuo, oh, come è scarso il mio patire!  Piuttosto, se a Te piace, dammi più pene".  E Lui, stringendomi tutta a Sé, ha continuato a trapassarmi il cuore con più dolore, e mi ha lasciata.  Sia tutto a gloria sua.

 

Maggio 5, 1923

Quante volte l'anima entra nel Voler Divino, tante vie apre tra il Creatore e le creature, che servono per incontrarsi con Lui, ed in questo incontro lei copia le Virtù del suo Creatore, assorbe in sé nuova Vita Divina, e tutto ciò che fa non è più umano, ma divino.

Trovandomi nel mio solito stato, mi sentii tirata fuori di me stessa, ma non vedevo il cielo azzurro né il sole del nostro orizzonte, ma un altro cielo, tutto d'oro, tempestato di stelle di vari colori, fulgidissimo più che sole.  Io mi sentivo tirata verso su, ed aprendosi innanzi a me questo cielo, mi son trovata davanti ad una Luce purissima, innanzi alla quale, sprofondandomi, ho richiamato nelle mia intelligenza tutte le intelligenze umane, da dove Adamo aveva incominciato, col sottrarsi dalla Volontà Divina, a spezzare l'unione della sua intelligenza con quella del suo Creatore, fino all'ultimo che esisterà sulla terra, e cercavo di dare al mio Dio tutto l'onore, la gloria, la sottomissione, eccetera, di tutte le intelligenze create;  e così facevo di tutti gli altri miei sensi, richiamando, nei miei, tutti quelli delle altre creature;  sempre, tutto ciò, nel suo amabile Volere, dove tutto si trova, niente sfugge ad onta che al presente non esistano e tutto si può fare.

Onde, mentre ciò facevo, una voce è uscita da dentro l'immensità di quella Luce, dicendo: 

"Quante volte l'anima entra nel Voler Divino per pregare, operare, amare ed altro, tante vie apre tra il Creatore e le creature e, la Divinità, vedendo che la creatura si fa via per andare a Lui, apre le sue vie per incontrarsi con la sua creatura.  In questo incontro lei copia le virtù del suo Creatore, assorbe in sé sempre nuova Vita Divina, s'addentra più dentro negli eterni segreti del Voler Supremo, e tutto ciò che fa non è più umano in lei, ma divino, e questo operato divino in lei forma un cielo d'oro, dove la Divinità, dilettandosi di trovare l'operato suo nella creatura, passeggia su questo cielo, aspettando la creatura per ricevere i suoi atti divini e, quindi, aprirle altre vie nella sua Divinità, e va ripetendo con tanto amore:  'Ecco, ecco come nel mio Volere la creatura si avvicina alla mia somiglianza, come realizza i miei disegni, come compie lo scopo della Creazione!'". 

E mentre ciò sentivo, mi son trovata in me stessa.

 

Per la Gloria di Dio e  per l'avvento del Regno della Sua Divina Volontà sulla terra come in Cielo!

 

Pro Manuscripto a cura del Gruppo di Preghiera Divino Volere e Divino Amore '

Tel.  06 77201536