ANTOLOGIA DI MEDITAZIONI_5 SUL VIVERE NELLA "DIVINA VOLONTA'"

seguendo gli "Scritti" della Serva di Dio Luisa  Piccarreta

 

La 24a Ora della Passione di N. S. Gesù Cristo

 

Padre, venga il Tuo Regno, sia fatta la Tua Volontà come in Cielo così in terra! Fiat!

Roma 19/1/2002

Relatore:  R.

 

Chiamiamo la Divina Volontà a nutrirci con le sue conoscenze  per farci vivere nella sua luce: Siamo niente, Dio è tutto.  Padre, Ti amiamo.  Continua, Divina Volontà, a vivere in noi e nutrici con il tuo cibo.

  Maria, Madre e Regina della Divina Volontà, prega per noi.

  Luisa, Piccola Figlia della Divina Volontà, prega per noi.

 

Con l'aiuto di Gesù vedremo insieme un'Ora della Passione e la mediteremo, come di solito meditiamo tutti i brani che Luisa riporta nei suoi Scritti.  Non si tratta di cose tra loro tanto separate le Ore della Passione ed i Volumi, in quanto, i Volumi sono contenuti nelle Ore della Passione e le Ore della Passione sono contenute nei Volumi;  cioè, sono delle conoscenze che il Signore dona a Luisa e che in lei sono vita e, che Gesù, poi, man mano, spiega nei Volumi;  e le Ore della Passione, alla luce dei Volumi scritti sulla Divina Volontà, acquistano un valore meraviglioso!  D'altro canto, anche le Ore della Passione lette dopo aver letto i Volumi danno luce su ciò che Gesù spiega poi, nel corso della vita di Luisa, sul vivere nella Volontà di Dio ;  anche perché Gesù dice che: la porta per entrare nel Regno della Divina Volontà è la sua Passione. 

E allora non possiamo tralasciare queste Ore che il Signore ci ha donato, ma siamo chiamati a conoscerle e a viverle, queste Ore della Passione, proprio per entrare nel mare della Divina Volontà.

Vorrei leggere insieme a voi l'ultima Ora, la ventiquattresima, dalle 4 alle 5 del pomeriggio.  è l'ora in cui si medita la sepoltura di Gesù e, Maria SS., desolata, Lo lascia nel sepolcro e si dirige al Cenacolo per attenderlo, nella sua Resurrezione.

Inizialmente pensavo di meditare con voi i dolori di Maria SS. attraverso alcuni brani tratti dai Volumi, ma poi mi è parso più bello vedere insieme quest'Ora della Passione, in cui si nota veramente il dolore della Mamma Celeste in tutta la sua profondità.  Ed è meraviglioso poter comprendere queste sue sofferenze anche alla luce dei Volumi, per viverle in noi e per trasformare, nella nostra vita, i dolori di Maria SS. in un suo trionfo d'amore; ricordando che ogni dolore che la Vergine Immacolata ha vissuto sulla terra è ora un sole che risplende eternamente in Cielo;  e questi soli sono tutti canali di grazia che Dio ha decretato per noi creature, per cui ogni dolore che Maria SS. ha sofferto è diventato un canale di Grazia divina attraverso cui il Signore si riversa su di noi.  Ed allora, più approfondiamo e viviamo questi dolori della nostra Mamma Celeste, più il Signore può riversare in noi quell'amore che ci vuol comunicare affinché noi Lo possiamo glorificare come la nostra Mamma Celeste ha fatto.

Seguiamo il tracciato che Luisa ci dona in queste Ore per poter comprendere e vivere quello che il Signore ci vuole comunicare in questa Ora, dalle 4 alle 5 del pomeriggio: << Dolente Mamma mia, vedo che ti disponi all'ultimo sacrificio di dover dare sepoltura al tuo morto Figlio Gesù.  Rassegnatissima al Volere del Cielo, Lo accompagni e, con le tue stesse mani, Lo deponi nel sepolcro.  Ma mentre componi quelle membra e fai per dargli l'ultimo addio e l'ultimo bacio, per il dolore ti senti strappare il Cuore dal petto.  L'amore t'inchioda su quelle membra e, per forza d'amore e di dolore, la tua vita sta per spegnersi insieme col tuo estinto Figlio >>.

Luisa dice che la nostra Mamma Celeste in questo momento si dispone all'ultimo sacrificio di dover dare sepoltura al suo morto Figlio Gesù, per cui Lei si sottopone al sacrificio della separazione fisica.  Gesù, negli scritti di Luisa fa una chiara distinzione fra quella che è la separazione e quella che è la privazione.  La separazione da Gesù avviene soltanto quando l'anima si trova in stato di peccato, perché Gesù si deve allontanare da quell'anima, non potendo stare Lui insieme al peccato, nell'anima;  mentre invece la privazione avviene quando Gesù priva l'anima della sua presenza sensibile, della sensibile devozione, di una grazia particolare, del fervore;  però non è separazione.  Noi, molte volte siamo abituati a vedere le cose a seconda di come le sentiamo:  non sento trasporto, non sento amore, non sento la fiamma viva nel mio cuore che mi dice di amare Gesù ...  Ma, allora devo pensare:  la mia volontà dov'è?  Contro Dio o per Dio?  Io voglio amarlo o voglio offenderlo?   E' la nostra volontà che decide se noi siamo in unione con Gesù o in disunione con Lui.  Lui, forse, può privarci della sua presenza sensibile, può privarci del suo tocco che ci fa ravvivare...;  però se noi con la nostra volontà siamo fusi in Lui, siamo uniti a Lui, quella non è separazione, ma è soltanto privazione che il Signore permette che noi abbiamo affinché Lo possiamo maggiormente ritrovare e possiamo maggiormente riunirci a Lui, nel momento in cui accogliamo questa privazione con amore;  ed ecco che allora troviamo Gesù più profondamente di quanto lo avevamo prima nel momento in cui sentivamo un grande trasporto.

La privazione avviene quando la Volontà Divina desidera maggiormente comunicarci Gesù ;  allora ci fa sentire questa privazione della presenza di Gesù affinché noi, nel momento in cui riconosciamo la Volontà Divina in quella stessa privazione, la viviamo non come privazione nostra, ma come la privazione della Mamma SS. verso Gesù che tante volte Lei ha dovuto vivere durante la sua vita terrena ed anche, la viviamo come il dolore che Gesù ci comunica per le anime che si allontanano da Lui.  Molte volte, come sensazione, la privazione può essere uguale alla separazione .  Gesù soffre perché tante anime si separano da Lui con il peccato: ci comunica allora questa privazione divina affinché noi, unendoci di più a Lui, possiamo ripararlo per questo dolore che Lui sente  e  portargli anime. 

Ed allora, un momento di difficoltà, di buio, può diventare un momento di luce, luce per tante anime, milioni di anime, per miliardi di anime, se noi viviamo questo momento nella Volontà di Dio.

In questa 24 a Ora della Passione di N.S.G.C.  vedremo come ci sono due potenze infinite che vivono in Maria SS., che Le fanno vivere una tensione divina nel suo Cuore, tanto da squarciarlo.  Da una parte c'è la Volontà Divina che Le impone di separarsi fisicamente da Gesù, dall'altra parte l'Amore Divino che La unisce a Lui.  In Lei la Volontà Divina e l'Amore si equilibrano nel dolore;  cioè, Maria SS., con il dolore che vive, mette in equilibrio in tutta l'umanità questo Amore e Volontà Divina. 

Quindi la volontà nostra e la Divina Volontà sono riordinate, nelle creature, tramite questi dolori che Maria SS. soffre in quest' Ora;  cioè, tutti i dolori che Lei ha vissuto per Volontà Divina, riequilibrano la vita dell'amore in noi.  Il nostro amore è un amore falso se non è guidato, sorretto, ristretto, ampliato dalla Volontà Divina.  Se Maria SS., per amore, fosse voluta andare con Gesù nel Getzemani, ed avesse detto:  " Io, per amore, vengo con Te a soffrire ".  No!  La Volontà Divina voleva che Lei stesse in quel momento nel Cenacolo a pregare!  Quindi, Lei era più  unita a Gesù restando nel Cenacolo a pregare, che se fosse stata presente nel Getzemani a fargli compagnia.  In questo sacrificio a cui Lei si assoggettava per adempiere la Divina Volontà, l'amore veniva equilibrato;  e grazie a questo suo sacrificio, anche noi possiamo equilibrare il nostro amore nella Divina Volontà;  cioè, saper rinunciare anche alle cose sante, per Volontà Divina. 

Il nostro amore diventa perfetto nel momento in cui è assoggettato alla Volontà di Dio.

 

<<Povera Mamma, come farai senza Gesù?  E' la tua Vita il tuo Tutto!  Eppure, è il Volere
dell'Eterno che così vuole.  Dovrai combattere con due potenze insormontabili:  l'amore e il Volere Divino.  L'amore ti inchioda, in modo da non poter separarti; il Volere Divino si impone e vuole il sacrificio.  Povera Mamma, come farai?   Quanto ti compatisco! Deh, Angeli del Cielo, venite a sollevarla dalle membra irrigidite di Gesù, altrimenti morirà>>.

Luisa qui spiega ciò che dicevamo prima.  Ci sono l'Amore Divino e la Divina Volontà, che sono due potenze insormontabili con le quali Maria SS. deve combattere e che, poi, trovano equilibrio in Lei.  La Divina Volontà è quella che perfeziona, allarga, restringe l'amore.  Soltanto nella Divina Volontà l'amore umano è reso Amore Divino;  se noi vogliamo amare come Gesù ci ha amato e quindi adempiere al comandamento che Lui ci ha dato:  ' amatevi gli uni gli altri, come Io ho amato voi ', dobbiamo entrare nella Divina Volontà.  Il nostro amore è reso perfetto, divino, è reso Amore stesso di Dio, soltanto nel momento in cui l'attingiamo dalla Volontà Divina.  Infatti Gesù dice che se vogliamo amarlo davvero dobbiamo entrare nella sua Volontà e attingere dalla sua Volontà tutta la pienezza dell'Amor suo.  Soltanto nella Divina Volontà troviamo la figlia primogenita della Divina Volontà che è il Divino Amore come lo chiama Gesù .

 

<< Oh, portento!  Mentre pareva estinta insieme con Gesù, sento la sua voce tremante ed interrotta dai singhiozzi, che dice:  " Figlio, amato Figlio! Era questo l'unico sollievo che mi restava e che dimezzava le mie pene:  la tua Santissima Umanità, sfogarmi su queste piaghe, adorarle, baciarle.  Ora anche questo mi viene tolto, perché il Voler Divino così vuole, ed io mi rassegno!  Ma sappi, o Figlio, che lo voglio e non posso;  al solo pensiero di farlo mi mancano le forze e la vita mi sfugge.  Deh, permettimi, o Figlio, per poter avere vita e forza
di separarmi, che rimanga sepolta tutta in Te e che prenda per me la tua vita, le tue pene, le tue riparazioni e tutto ciò che sei Tu.  Ah, solo uno scambio di vita tra Te e me può darmi forza per compiere il sacrificio di separarmi da Te! " >>

Quello di cui molte volte si parla riguardo al vivere della Divina Volontà è proprio lo scambio di vita tra noi e Gesù, che il Signore ci chiede di vivere in ogni momento.

La prima creatura a fare uno scambio di vita con Gesù è stata Maria Santissima.  Lei, non potendo vivere senza di Lui, ha preso in Sé tutto quello che era Gesù, tutto Gesù, per poterlo far vivere in Lei. 

Quindi dice:  " Permetti che rimanga sepolta tutta in Te e che prenda per me la tua  vita, le tue pene, le tue riparazioni e tutto ciò che sei Tu ".  Queste due potenze insormontabili, Amore Divino e Volontà Divina, che combattevano in Lei, trovano l'equilibrio nel momento in cui la sua anima fa uno scambio di vita con quella di Gesù.

Anche noi siamo chiamati a fare questo scambio di vita tra noi e Gesù.  Facendo noi questo scambio di vita con Gesù, Egli, che contiene in Sé Volontà Divina e Divino Amore, ci dà la forza di fare qualunque sacrificio, perché allora è Lui stesso che, in noi, vive la sua Volontà ed il suo Divino Amore.

Se pensiamo di fare in ogni momento questo scambio, cioè, se pensiamo che tutto quello che viviamo è Gesù che vuole viverlo in noi naturalmente, escluso il peccato! , allora potremo vivere tutto come, vita, sofferenze, gioia, pene di Gesù. 

Siamo chiamati quindi anche noi ad essere seppelliti in Gesù perché Gesù viva in noi.  E questo vuol dire: riconoscere la vita di Gesù in noi, in ogni istante. 

è necessario comprendere che la nostra vita è resa vita divina soltanto nel momento in cui riconosciamo questa vita di Gesù palpitante in noi.  E questo lo possiamo fare in ogni momento;  non è una cosa che possiamo vivere soltanto nella preghiera o nelle cose sante, no! 

Qualsiasi atto che facciamo, dal più piccolo, dal più materiale al più spirituale, possiamo viverlo come vita di Gesù, perché Gesù l'ha fatto, Lui ha vissuto tutto quello che noi avremmo dovuto vivere escluso il peccato, perché quello non rientra nella vita divina .

Se noi cerchiamo di fare questo in ogni piccolo atto, vedremo che, pian piano, la vita nostra da una vita umana verrà resa vita soprannaturale.  Ed allora Gesù continuerà realmente la sua vita sulla terra, ci consacrerà, in ogni atto, in ostie sue, in ostie viventi;  perché il suo desiderio è quello di consacrare il nostro essere, ogni minima particella del nostro corpo, ogni potenza della nostra anima in un altro Se stesso;  Lui desidera poter consacrare ogni nostro atto in un'ostia divina altrimenti questo scambio di vita sarebbe incompleto se ci fosse qualche parte di noi che non potesse essere trasformata in Gesù .

 

Ora vedremo come Maria SS. ci dà un esempio di come fare questo scambio di vita, di come fonderci  in Gesù parte per parte.  Lei, avendolo fatto per prima, questo scambio l'ha fatto nel dolore, perché soltanto con il suo dolore noi avessimo la forza e la grazia di fare questo scambio di vita tra noi e Gesù, di fonderci in Lui.  Quindi, se vogliamo fonderci realmente in Gesù appoggiamoci alla nostra Mamma Celeste, facciamo nostri i suoi dolori e  nei suoi dolori potremo operare questo scambio di vita che Gesù ci chiede. 

La fusione con Gesù, parte per parte: mente con mente, cuore con cuore, anima con anima,
mani con mani, ecc.,   la possiamo fare perché Gesù ha trovato in Maria SS. una creatura che,
per prima, ha realmente fuso la propria vita nella Sua.

E Lei, dovendo essere Madre dei dolori per redimerci, con i suoi dolori interiori ci ha anche dato la grazia di poterci fondere in Gesù;  altrimenti noi non avremmo potuto fonderci in Lui, perché sarebbe mancata una creatura che, vivendo nella Divina Volontà, fosse intermediaria tra Gesù UomoDio e noi.

 

<< Così decisa, afflitta Mamma mia, vedo che di nuovo passi su quelle membra e deponi nella testa di Gesù la tua.  Baciandola racchiudi in essa i tuoi pensieri e prendi per te le sue spine, i suoi afflitti ed offesi pensieri e tutto ciò che ha sofferto nella sua santissima testa.  Oh, come vorresti animare l'intelligenza di Gesù con la tua, per poter dare vita per vita!  Già ti senti incominciare a rivivere con l'aver preso nella tua mente i pensieri e le spine di Gesù >>.

Maria SS. inizia questo operato, inizia a fondersi in Gesù, incominciando proprio dalla testa, dai pensieri.  Nel momento in cui Lei ha operato questo scambio di pensiero tra Lei e Gesù ed ha lasciato il suo pensiero, la sua testa in quella di Gesù prendendo i pensieri di Gesù per Sé, ha cominciato a sentire che cosa viveva Gesù nei suoi pensieri.  Dovendo Lui redimerci, conteneva in Sé tutti quei pensieri cattivi che ciascun uomo ha compiuto, compie e compirà fino alla fine del mondo;  per cui, sentendo Maria SS. in Lei i pensieri di Gesù, ha sentito le spine che ciascun pensiero umano avrebbero provocato ai pensieri divini, a quella testa adorabile del nostro Redentore;  ha sentito ciascuna offesa che con la mente le creature avrebbero fatto a quel Dio tanto amabile.  E perciò in questo scambio di vita certamente Lei non ha trovato un gran conforto!  Facendo noi questo scambio di pensieri con i pensieri di Gesù, verrebbe forse da dire:  'Ho i pensieri di Gesù;  che bello, adesso mi beo in questi pensieri!'.  Ma, nel momento in cui noi operiamo questo scambio, in Maria SS., se ci capita poi di avere un pensiero cattivo, se ci capita di avere in mente qualcosa di brutto al quale però, con la nostra volontà, noi non vogliamo aderire, questo pensiero dobbiamo riconoscerlo come un pensiero che ci comunica Gesù,  cioè come un pensiero che le creature vivono e che, sentendolo Gesù in Sé, Egli vuole trovare un appoggio sulla terra per potere comunicare quel pensiero affinché la creatura lo ripari col pensiero opposto, condivida con Lui quella sofferenza per potere donare a Lui un pensiero buono in sostituzione di un pensiero cattivo. 

   Quindi, nel momento in cui ci viene un pensiero che può offendere Gesù, possiamo, sì, dire una giaculatoria per farlo passare e metterci nel Cuore di Maria SS., però se noi riconosciamo che quel pensiero ce lo comunica Gesù e, sapendo che Lui ci chiede di sostituirlo con il pensiero divino affinché vivendolo nella Volontà Divina Lui possa sostituire quel pensiero cattivo in tutte le creature con un pensiero santo, allora non sarà più una cosa della quale disperarci, ma sarà un dono che il Signore ci fa.

Vedete come anche la stessa tentazione, vissuta nella Volontà Divina, non è una cosa che ci può far allontanare da Dio, ma e un mezzo che il Signore ci dona affinché noi, vivendo quella tentazione con Lui, nella sua Volontà, possiamo dare la forza a tante creature, nel mondo, di superare quella tentazione e di acquisire il bene opposto a quella tentazione. 

   Facciamo un esempio: 

Mi viene un pensiero cattivo?  Allora dirò: Gesù, voglio vivere questo pensiero nella tua Volontà. 

Io voglio distruggere con Te questo pensiero e distruggerlo in tutte le creature; Tu comunicami la vita del pensiero tuo divino; insieme andiamo da tutte le creature a dare la vita del tuo pensiero, affinché tutte risorgano dal pensiero umano al pensiero divino.

Si può fare in tanti modi questo, però è necessario pensare di volerlo fare proprio con Gesù;  cioè, non si tratta di un pensiero nostro, di una sofferenza nostra, ma è una sofferenza di Gesù.  E allora non è più una vita umana, ma una vita divina che noi viviamo in quel momento.

 

<< Addolorata Mamma, ti vedo baciare gli occhi spenti di Gesù e mi sento trafitta nel
vedere che Gesù più non ti guarda.  Quante volte quegli sguardi divini guardandoti ti imparadisavano e ti facevano risorgere da morte a vita!  Ed ora, non vedendoti guardata, ti senti morire.  Perciò negli occhi di Gesù deponi i tuoi  e  prendi per Te i suoi, le sue lacrime ed amarezze nel vedere le offese delle creature, i tanti insulti e disprezzi >>.

Dopo il pensiero, la Mamma Celeste passa allo sguardo, quindi depone in Gesù i suoi occhi e prende per Sé gli occhi di Gesù.  Cosa succede allora?  Succede che Lei, nel momento in cui sente in Sé gli occhi di Gesù, sente le sue lacrime, per cui le sue lacrime non sono più le lacrime di Maria ma sono le lacrime di Gesù;  la vista che ha acquisito in quel momento non è più una vista sua, ma è Gesù che Le dona di vedere le offese come Lui le vede, che Le dona di guardare gli insulti, i disprezzi che riceve come Lui li riceve realmente.

Anche noi, nel momento in cui operiamo uno scambio di vita tra il nostro sguardo e quello di Gesù, per cui mettiamo i nostri occhi in quelli di Gesù e prendiamo i suoi occhi nei nostri, allora siamo chiamati poi a guardare realmente con gli occhi di Gesù.

E questo vuol dire che, nel momento in cui vediamo qualcosa, nel momento in cui siamo portati a guardare forse anche per nostra debolezza un qualcosa che a Gesù dispiace o che a Lui non appartiene, Gesù ci chiede di vivere, in quel momento, la consumazione del nostro sguardo;  cioè: ' Consuma quello sguardo nel mio, cioè sostituisci quello sguardo umano o cattivo o peccaminoso con uno sguardo divino e santo '  ci dice Gesù . 

Quando allora io sarò portato a guardare qualcosa di brutto, volgerò lo sguardo verso qualcosa di santo, verso il Volto di Gesù, verso la Creazione pura, verso il sole, verso la natura così immacolata come il Signore l'ha fatta. 

Nel momento in cui consumo il mio sguardo nello sguardo di Gesù, il mio sguardo umano viene consumato nello sguardo divino, viene sostituito con uno sguardo soprannaturale, con uno sguardo santo.  In quel momento, trovandomi io negli occhi di Gesù ed avendo quindi gli occhi di Gesù nei miei, mi trovo nella Volontà di Dio negli occhi di tutte le creature. Pensate come anche soltanto con lo sguardo il nostro operato può diventare qualcosa di meraviglioso!  Io faccio niente, sì, faccio niente, però guardo con lo sguardo di Gesù!  E cosa c'è di più grande di questo?

Guardando con gli occhi di Gesù io mi trovo negli occhi di tutte le creature per poter consumare lo sguardo umano, lo sguardo del peccato, con lo sguardo santo. 

Ed allora: se piango:  le mie lacrime sono le lacrime di Gesù; se sento male agli occhi:   è Gesù che mi dona il suo male agli occhi per le tante offese che le creature fanno con i loro occhi alla sua immacolatezza; se mi viene da guardare qualcosa di brutto: sostituisco subito quello sguardo con uno sguardo dato a Lui;  e,  trovandomi in tutte le creature io partecipo all'operato di Gesù di poter cambiare lo sguardo delle creature con il suo sguardo.

 

 " L'anima che vive nella Divina Volontà sembra che faccia niente, ma fa tutto ", dice Gesù;  perché, fa niente, guarda, però guarda con lo sguardo di Gesù, pensa con la mente di Gesù:  ed ecco quindi già due cose piccolissime che tutti noi possiamo fare, che diventano qualcosa di grandissimo.

 

E vediamo come continua la nostra Mamma Celeste.

<< Ma vedo, trafitta Mamma mia, che baci le sue santissime orecchie e Lo chiami e richiami, dicendo:  " Figlio mio, possibile che più non mi ascolti, Tu che ad ogni mio piccolo cenno mi sentivi?  Ed ora piango, ti chiamo e non mi ascolti?  Ah, l'amore è il più crudele tiranno!  Tu eri per Me più che la mia stessa vita, ed ora dovrò sopravvivere a tanto dolore?  
Perciò, o Figlio, lascio il mio udito nel tuo e prendo per Me ciò che ha sofferto il tuo udito santissimo, l'eco di tutte le offese che in esso risuonavano. 

Solo questo mi può dare vita:  le tue pene, i tuoi dolori "  E mentre dici così, è tanto il dolore e le strette al Cuore, che perdi la voce e resti senza moto. 

Povera Mamma mia, povera Mamma mia, quanto ti compatisco!  Quante morti crudeli non subisci ! >>

Maria SS. passa ora all'udito.  Lei non potendo più vivere senza sentire la voce di Gesù, senza poter ascoltare le sue dolci parole, cosa fa?  Scambia il suo udito con quello divino, con quello di Gesù.  Lascia le sue orecchie nelle sue e prende le orecchie di Gesù in Lei, lascia il suo udito in quello di Gesù e prende l'udito di Gesù nel suo.  Ed avviene che Lei incomincia a sentire anche le offese che Gesù riceve;  perché, oltre a vedere le offese, Gesù le ascolta anche, ed il suo udito è assordato da tante voci cattive che le creature Gli mandano pensiamo al chiasso che c'è nel mondo, oggi!;  tante parole  inutili e tante parole contro la verità, contro la vita!  E ascoltiamo anche il chiasso dei pensieri che c'è nel cuore di ciascuno di noi, tanto che io non so come faccia Gesù ad ascoltarlo!:  chiasso di ciascuno, moltiplicato per miliardi e miliardi di persone! .

Nel momento in cui anche noi operiamo questo scambio di udito tra il nostro e quello di Gesù, incominciamo anche noi, le cose che sentiamo, a volerle sentire  come le sente Gesù.  Un piccolo accorgimento per poter vivere questo, io penso stia nell' evitare le curiosità perché tante volte noi siamo curiosi di sentire notizie, cose che ci possono stuzzicare internamente .  Nel momento in cui evitiamo le curiosità e desideriamo ascoltare solo quello che Gesù ci pone davanti ed ascoltare soltanto le sue verità, allora in noi avviene un reale abbandono, verso Dio perché molte volte la curiosità nostra è anche mancanza di abbandono e, la mancanza di abbandono in Gesù ci porta a voler gestire la situazione noi,  ed allora incominciamo a sentire una cosa, a sentirne un'altra, a desiderare di conoscere varie cose, che sì, ci possono dare qualche soddisfazione, ma in quel momento perdiamo il rapporto con Gesù .  Se noi evitiamo le curiosità, è questo già un passo molto importante per poter vivere con l'udito di Gesù nel nostro;  e nel momento poi in cui sentiremo delle offese fatte a Dio, o delle parole delle creature, le sentiremo come le sente Gesù,  per cui ripareremo con le riparazioni di Gesù.

Con le nostre orecchie possiamo vivere ogni momento in unione a Dio, nella sua Volontà, se ascoltiamo con le orecchie di Gesù.  E nessuno può dire:  " Questo io non posso farlo " ;  basta metterci l'intenzione di volerlo fare e l'attenzione, poi, a riconoscerlo nel momento in cui vogliamo vivere in questo modo.

 

<< Dolente Mamma, il Volere Divino si impone e ti mette in moto. 

Tu guardi il suo SS. Volto, lo baci ed esclami: " Adorato Figlio come sei sfigurato!  Ah, se l'amore non mi dicesse che sei il Figlio mio, la mia Vita, il mio Tutto, non più Ti riconoscerei tanto sei irriconoscibile! 

La tua natia bellezza si è trasformata in deformità, le tue purpuree gote sono cambiate in lividure; la luce e la grazia che emanava il tuo bel Volto, che vederti e rimanere beatificata era lo stesso, si è convertito in pallore di morte, o Figlio amato. 

Figlio, come sei ridotto!  Che brutto lavorio ha fatto il peccato sulle tue santissime membra! 

Ah, come la tua indivisibile Mamma vorrebbe restituirti la tua primiera bellezza! 

Voglio fondere il mio volto nel tuo e prendere per me il tuo, e gli schiaffi, gli sputi, i disprezzi e tutto ciò che hai sofferto nel tuo Volto santissimo. 

Ah, Figlio, se mi vuoi viva, dammi le tue pene, altrimenti io muoio! " >>

Gesù dice, nei Volumi, che non è la sofferenza che crea l'infelicità, ma è quando manca a noi l'amore che siamo infelici.  La nostra Mamma fa vedere che Lei, per trovare la felicità perduta in quel momento, vuole in Sé le pene di Gesù, perché sentendo in Sé le pene di Gesù allora è veramente felice, perché trova Gesù in Lei. 

Anche noi allora, quando molte volte pensiamo:  ' Soffro!  So che dovrei essere felice, però, come faccio?! '  Effettivamente è difficile;  ma, se noi cominciamo a fare questo esercizio nelle piccole cose, ogni volta, ogni giorno: riconoscere le pene di Gesù in noi, riconoscere la sua vita in noi, allora  quelle stesse sofferenze che, forse, ci mettevano in agitazione o in turbamento, o che ci potevano far allontanare da un rapporto sereno con Gesù, saranno proprio quelle che ci uniranno più profondamente a Lui, perché noi dovremo riconoscerle come sofferenze di Gesù, in noi.  E questo, Gesù non si stanca di dirlo nel corso di questi Volumi, cioè:  dobbiamo solo riconoscere la sua Volontà in noi;  e quella sua Volontà, in noi ci comunica i dolori di Gesù.  Diversamente possiamo offrire, sì, il nostro dolore a Dio:  " Signore, te lo offro! ", ed il Signore lo accetta;  però, che differenza di gloria il Signore riceve nel momento in cui io offro le mie sofferenze, oppure offro le sofferenze di Gesù in me!?  Una differenza infinita!  Le sofferenze mie, il Signore, nella sua bontà, le accetta, Maria SS. le modella, le fa tutte belle, le presenta a Gesù nel migliore dei modi...  Ma un altro conto è riconoscere quella Volontà Divina che in noi vive e che ci comunica, momento per momento, tutti gli atti di Gesù!  

Perciò, se io offro a Dio Dio stesso nelle sue sofferenze, ha un valore infinitamente più grande rispetto a quello che posso offrire di mio!

Vivere nella Divina Volontà è:  dare Dio a Dio! 

   Allora  ogni momento nel quale noi possiamo vivere su questa terra è un momento che possiamo dare a Dio di gloria infinita, divina, se offriamo Dio a Dio stesso. 

Quindi: se gioisco, riconosco che è una gioia di Gesù, in me.  Allora  dirò: " Gesù, questa è una gioia tua, è per Te, Te la offro! " 

Ed offro al Padre la stessa gioia di Gesù, in me. 

 

Se soffro, riconosco che è la sofferenza di Gesù;  per cui: " Signore, è tua, la voglio vivere in Te, nella tua Volontà " 

   E questo, capite, è una cosa infinita, rispetto all'offrire qualcosa  di mio!  Certo, se io non parto comunque da una purità di intenzione, nel senso di voler offrire la mia vita a Dio, di voler far tutto per Lui, certo, poi, non posso, ad esempio, andare tutti i giorni al banchetto regale, dicendo al Signore:  " Signore, divoriamo tutto insieme questo mondo e quell'altro, tanto è vita tua ".  E no!  Non è vita sua quella!  Però se noi partiamo dalla purità di cuore, dalla purità di intenzione di piacere a Lui, allora tutto quello che vivremo sarà Lui stesso che lo vivrà in noi e potremo, quindi, darlo a Lui come cosa sua.

E qui, in modo particolare riferito al Volto di Gesù, Maria SS ci invita a ' fondere ' anche noi il nostro volto nel suo.  Che significa ciò?  Significa essere manifestazione del Volto di Gesù.  Però, noi mettiamo il nostro volto nel Volto di Gesù e chiamiamo il Volto di Gesù in noi, ma poi, guardandoci allo specchio vediamo che siamo sempre uguali, vediamo che non c'è un grande cambiamento!  Allora, che significa  prendere il Volto di Gesù in noi? 

Vuol dire che Gesù ci chiama, in quel momento, ad essere manifestazione della sua gloria;   cioè, quel Volto che Lui mette in noi prendendo il nostro volto nel suo, è un Volto che Lui ci dona affinché noi siamo manifestazione del suo amore per gli altri. 

   Ma se io penso di avere in me il Volto di Gesù, perché allora molte volte mi incupisco?  Perché molte volte mi rattristo?  Perché molte volte mi arrabbio?  Certo, Gesù non si rattristerebbe per cose del genere!  Gesù, sì, era triste, ma per altri motivi, non per i miei!  Gesù non si arrabbierebbe;  Gesù, certo, non mostrerebbe un Volto di ira, di noia, di fastidio, di tedio, no!  Avrebbe un altro Volto!  Allora, pensando di avere in me il Volto di Gesù, sono chiamato poi a manifestarlo agli altri.

   Nel momento in cui sono chiamato a riconoscere, a comunicare Gesù agli altri attraverso il suo Volto nel mio, poi sono chiamato anche a riconoscerlo nel volto del fratello.  Certo, se ci guardiamo tra di noi, non è tanto facile riconoscere Gesù nel nostro volto!  Però, se noi facciamo questo sforzo e riconosciamo Gesù nel fratello, e quindi

riconosciamo un Volto di Gesù sofferente nel fratello peccatore, riconosciamo il Volto di Gesù gioioso nel fratello che è in grazia, riconosciamo il Volto di Gesù nel fratello che ci chiede una mano, Ecco che allora possiamo vivere anche con gli altri quel rapporto intimo che il Signore vive in noi, per cui il nostro rapporto non sarà con le creature, ma il nostro rapporto sarà con quel Gesù che c'è in quelle creature. 

Ed allora il mio Gesù, che ho in me, si incontrerà ed amerà quel Gesù che è in quell'altra creatura. 

   Ed allora, vedete l'unità?  L'unità vera ha vita soltanto nella Volontà di Dio!  Questa è la settimana dell'unità dei cristiani;  la Chiesa ci offre l'opportunità di pregare per questa causa.  Se noi cominciamo ad esercitare l'unità in questo modo, essendo uni in Dio e poi trovando l'unità nel fratello, allora sarà il germe più bello che potremo vivere, affinché si sviluppi nella Chiesa e porti l'unità vera in tutta la terra.

Un'altra cosa bella del Volto di Gesù nel nostro è che, nel momento in cui Gesù ci comunica il suo Volto, ci dona in quel Volto la conoscenza di noi stessi e la conoscenza sua. 

Cioè quando Gesù manifesta il suo Volto ad un'anima, alla sua Chiesa, è in quel momento che l'anima, vedendo Dio, ha la chiara nozione di quello che lei è, cioè nulla;  si sente nulla, ma vedendo quel Volto così amabile, quel Volto che ha tanto sofferto per noi, non si lascia schiacciare da quel nulla, anzi, l'uomo viene chiamato a gettarsi nel Volto di Gesù, in quel Dio tanto buono e tanto grande, che ci ha amato di un amore così immenso.  Allora, nel momento in cui chiediamo a Gesù di comunicarci il suo Volto e di manifestare il suo Volto agli altri, chiediamo a Lui di donarci uno dei doni più grandi per vivere nel Volere Divino cioè, la conoscenza di noi stessi e la conoscenza di Lui.  Se non c'è questa duplice conoscenza la nostra vita è una vita un po' falsa perché ci crediamo qualcosa noi e crediamo che Lui è qualcosa di meno di quello che è;  mentre invece, se noi realmente capiamo che noi siamo niente e che Lui è tutto, allora la nostra vita nella Volontà Divina sarà reale, vera e nessuno ci potrà allontanare dall'amore di Dio.

 

<< Ed è tanto il tuo dolore, che ti soffoca, ti tronca le parole e resti come estinta sul Volto
di Gesù.  Povera Mamma mia, quanto ti compatisco!  Angeli miei, venite a sollevare la Mamma mia;  il suo dolore è immenso, la inonda, la soffoca e non le resta più vita né forza.  Ma il Volere Divino, infrangendo queste onde, Le ridà la vita. 

Già sei sulla sua bocca e, baciandola, ti senti amareggiare le labbra per l'amarezza del fiele, che tanto ha amareggiato la bocca di Gesù.  

Singhiozzando, continui: " Figlio mio, dì un'ultima parola alla tua Mamma.  Possibile che non dovrò più ascoltare la tua voce?  Tutte le parole che mi hai detto in vita, come tante frecce, mi feriscono il Cuore di dolore e di amore. 

Ed ora, vedendoti muto, si rimettono in moto nel mio lacerato Cuore, dandomi innumerevoli morti.  
Ed a viva forza vorrebbero strappare un'ultima tua parola, ma non avendola, mi straziano e mi dicono:  ' Sicché non più lo ascolterai, non sentirai più il suo dolce accento, la melodia della sua parola creatrice, che tanti paradisi creava in Te per quante parole diceva '.  Ah!  Il mio paradiso è finito e non  avrò altro che amarezze.  Ah, Figlio! 

Voglio darti la mia lingua per animare la tua.  Dammi ciò che Tu hai sofferto nella tua
santissima bocca: l'amarezza del fiele, la tua sete ardente, le tue riparazioni e preghiere, così, sentendo la tua voce per mezzo di queste, il mio dolore sarà più sopportabile e la tua Mamma potrà vivere mediante le tue pene " >>. 

Ed ecco che Maria SS. passa alla bocca di Gesù e: " Non potendo io parlare dice Lei perché non ho più Te, almeno vieni Tu a parlare in me, dammi la tua lingua per animare la mia ".

Anche noi siamo chiamati ad avere la bocca di Gesù nella nostra, fondendo la nostra bocca nella sua. 

   E questo ci chiede poi di comportarci di conseguenza; cioè: se noi vogliamo parlare con la bocca di Gesù siamo poi chiamati a dire le sue parole.

Noi non possiamo fondere la nostra bocca nella sua e poi ...  parlare male degli altri, dire parole inutili, ... cose che ci capitano tutti i giorni, purtroppo!   Ma, nel momento in cui mettiamo questa intenzione di voler parlare con la lingua di Gesù, con le parole di Gesù, fermiamoci prima un attimo a pensare:  Gesù come parlerebbe, cosa direbbe in questo caso?:  " Gesù, che cosa Tu diresti con la tua lingua divina? " 

Perché in quel momento sono chiamato a non più parlare con le mie parole umane, ma devo pensare a che cosa Gesù diceva, come Gesù parlava ...  E nel Vangelo abbiamo una chiara manifestazione della parola di Dio, per cui anche il più piccolo atto, la più piccola parola che possiamo dire, possiamo trovare nel Vangelo la risposta al come Gesù direbbe quella determinata cosa ?  Come Gesù parlerebbe in quella determinata situazione ?

   Nel momento quindi in cui noi fondiamo la nostra bocca in quella di Gesù, Lui desidera che noi parliamo con la sua bocca, parliamo con le sue parole, diciamo quello che Lui dice. 

   Quando vogliamo parlare con la lingua di Gesù, siamo poi anche chiamati ad

usare quella sua lingua, quelle sue labbra, quella sua bocca, per  pregare con la preghiera di Gesù.

   Nel momento in cui Gesù ci dona la sua bocca per parlare, ci dona anche la sua bocca per pregare.  Se vogliamo quindi fare quello che faceva Gesù, siamo chiamati anche a pregare con la preghiera di Gesù;  e cosa vuol dire ciò?  Tanti di noi abbiamo sentito ripetutamente dire cosa significa pregare nel Volere Divino;  vediamo però ora di metterci in Gesù, per capire che cosa era la sua preghiera. 

   Molte volte Lui dice a Luisa: " Prega, ma come prego Io " 

   La preghiera di Gesù in che cosa differisce dalla nostra?  Differisce dal fatto che la sua è la preghiera di un Dio e la nostra, invece, è la preghiera di un uomo.  Ma, perché la sua preghiera ha un valore infinito?  è vero che Lui era UomoDio, ma, in quanto Uomo la sua preghiera era come la nostra ed in quanto Dio non aveva bisogno di pregare perché possedeva tutto.  La differenza sta nel fatto che, in quanto Uomo la sua preghiera Lui la faceva nella Volontà del Padre;  ogni sua preghiera era emessa nella Volontà di Dio, era fatta nella Volontà di Dio, suo Padre, per cui ogni sua preghiera aveva un valore universale.

   La preghiera di Gesù in che cosa consisteva? 

Lui, nel Volere Divino, stendeva ogni suo atto, pensiero, parola, azione e palpito, ecc.  negli atti, pensieri, parole di tutti; la sua preghiera non soltanto era la preghiera sua, ma,

contenendo la sua preghiera la preghiera di tutti, era una preghiera che raggiungeva tutti; 

e li raggiungeva realmente, perché tutte le creature erano contenute in Gesù, quindi la sua preghiera abbracciava tutte le creature.  Ed è questa la preghiera di cui Gesù parla nel Vangelo, la preghiera in Spirito e Verità.  è la preghiera di adorazione.  ' ... Il Padre cerca tali adoratori ... '  Che cosa vuol dire ciò?  Vuol dire che il Signore desidera che anche noi, pregando con Lui, nella sua Volontà, diventiamo adoratori di quella Volontà Divina che si manifesta a noi in mille modi, in ogni momento si manifesta attraverso la Creazione, si manifesta attraverso le creature che incontriamo, si manifesta attraverso gli stati di animo che proviamo, attraverso i nostri dolori, le nostre gioie, tutto .  Se noi incominciamo a riconoscere la Volontà Divina e ad adorarla in quelle manifestazioni che momento per momento ci offre, allora inizieremo ad essere adoratori in Spirito e Verità ed incominceremo a fare vita quella preghiera di Gesù, in noi.

   Gesù ci chiede di pregare in questo modo per portare nei nostri atti gli atti di tutti. 

   Questo cosa vuol dire?  Facciamo un esempio: Io mangio:  devo pensare che, nel mio mangiare, essendo il mio mangiare non il mio, ma il mangiare di Gesù in me, in questo mangiare viene racchiuso il mangiare di tutti. 

Perciò  nel momento in cui io mangio nella Volontà Divina, io raggiungo tutte le creature mentre mangiano; per cui, mangiando in Gesù, nella sua Volontà, in quel momento succederà forse che:  il cinese che sta mangiando il suo riso cotto sentirà un qualcosa nel suo cuore che lo invita a rivolgersi a Dio;  l'americano che si mangia il suo hamburger sentirà un qualcosa che gli dirà:  non fermarti all'hamburger, ma cerca di capire Chi è che ti dà questo dono;  l'africano che muore di fame, che mangia la formica, dirà:  ' Mamma mia!  Io mangio la formica,  però c'è un Creatore che aspetta che io Lo adori e che io richieda questo cibo che io non ho, perché è Lui stesso, che è il datore della vita, che mi darà questo cibo e non soltanto questa formica;  Lui aspetta che io Gli chieda il pane quotidiano ' ;  e così di seguito ...

Ogni creatura, nel momento in cui io faccio un atto nella Divina Volontà, sente diversi effetti a seconda del suo diverso stato.

   Vediamo come Gesù operava nella Divina Volontà:Gesù, nella Divina Volontà trovava tutti i pensieri delle creature abbiamo detto prima che il suo pensiero conteneva il pensiero di tutti per cui, Lui per ciascun pensiero si portava innanzi alla Maestà Divina per riparare quel pensiero e questo lo faceva realmente, non è un modo di dire! . 

   Quindi,  devo  ricordare che quando c'è in me un pensiero cattivo: In quel pensiero Gesù metteva a disposizione la propria vita per riparare quel pensiero e portava a Dio, suo Padre, il pensiero così come Lui lo aveva pensato per me. 

Perciò quando io faccio un pensiero cattivo,  Gesù questo pensiero lo sente, lo vive  e
dà al Padre la gloria che io Gli avrei dato se io avessi fatto un pensiero santo, un pensiero buono.

   Facendo questo, cioè riportando tutto a Dio, Gesù scendeva poi nel pensiero di ogni creatura, per dare il bene che aveva impetrato per ogni intelligenza; per cui, riportando tutto a Dio, questo operato ripioveva come pioggia di luce su tutte le creature. 

   E questo lo faceva per i pensieri, per le parole, per le azioni, per ciascun atto:  interno, esterno, volontario e involontario, per tutto.

   Anche noi siamo chiamati ad operare in questo modo, anche noi siamo chiamati a pregare come pregava Gesù, cioè una preghiera che è vita non è parola soltanto, ma è parola creatrice;  è parola di vita quella che Gesù ci comunica nella preghiera.  Mettiamoci allora in attitudine di pregare in questo modo, sapendo che è meraviglioso potere operare con la preghiera di Gesù, poter pregare con le sue preghiere!  Quindi: Voglio io pregare con la bocca di Gesù?:

Con la sua bocca io prendo nella mia bocca la bocca di tutti, mi porto innanzi al Padre  e
Gli restituisco la gloria che tutte le creature Gli avrebbero dato se avessero parlato santamente,  se avessero baciato con i baci puri, se avessero mangiato senza golosità ma
per dare gloria a Dio,  se avessero ...  insomma, se avessero  fatto in modo santo tutto quello
che la bocca può fare.

E con questo ridare a Dio la gloria infinita, completa, da parte di tutti, mi trovo poi, come di conseguenza, nelle bocche di tutti a riparare, adorare, glorificare la Maestà Suprema . 

Questo significa ricongiungere l'umanità alla Divinità:è questo il reale anello di congiunzione tra Dio e l'uomo: è la Divina Volontà regnante nell'anima, che è la Volontà di Dio.

   E questo forma l'unità, l'unità tra uomo e Dio e, poi, si manifesterà come unità nella Chiesa, unità nell'umanità;  per questo l'unità dei cristiani, per la quale siamo chiamati a pregare, è importantissima, ma dobbiamo tener presente che non c'è unità vera senza Volontà Divina!  Altrimenti si tratterà di una unità fatta di cose scritte, di vogliamoci bene, ma, alla fine, al primo momento di difficoltà siamo di nuovo tutti disuniti;  e questo vale per le cose piccole come per le grandi.

Entriamo quindi nell'Unità Divina con la Volontà Divina e allora porteremo tutte le creature nell'unità con il nostro Creatore.

 

Continua Luisa: << Mamma straziata, vedo che ti affretti perché quelli che ti stanno intorno
vogliono chiudere il sepolcro e, quasi di volata, prendi le mani di Gesù tra le tue, le baci,
te le stringi al Cuore e, deponendo le tue mani nelle sue, prendi per te i dolori e le trafitture di quelle mani santissime. 

Poi sorvoli sui i piedi di Gesù, guardando lo strazio crudele che i chiodi hanno fatto in essi; 
e mentre vi deponi i tuoi, prendi per te quelle piaghe e ti offri a correre al posto di Gesù
presso i peccatori, per strapparli all'inferno >>.

Nel momento in cui chiamiamo le mani di Gesù nelle nostre deponendo le nostre mani nelle mani di Gesù, siamo chiamati ad operare con le mani di Gesù, a fare quello che le sue mani facevano.  E che cosa facevano le mani di Gesù? 

Le mani di Gesù operavano per la gloria di Dio; cioè, ogni atto che quelle mani compivano era esclusivamente per la gloria del Padre suo e  per la salvezza delle anime. 

   Se noi pensiamo di avere le mani di Gesù nelle nostre, noi prima di tutto siamo chiamati a fare, quelle azioni che le nostre mani fanno, per dargli amore, per dargli gloria e, di conseguenza, poi pensiamo di trovarci nelle mani di Gesù. 

   Gesù diceva una volta a Luisa mentre lei cuciva : " Realmente le mie mani scorrono nelle tue  e realmente le tue mani insieme alle mie lavorano.  Mentre Io lavoravo il legno, mentre Io facevo i miei lavori di fabbro, con quelle stesse mani nello stesso tempo modellavo le anime, altre ne creavo, altre ne chiamavo a giudizio, altre le correggevo, altre le sanavo, ecc. ".

Nel momento in cui noi operiamo con l'operato delle mani di Gesù, nella sua Volontà, partecipiamo anche all'operato della sua Divinità, con quelle sue mani santissime, divine che, essendo luce, si sono manifestate a noi tramite le mani di Gesù operaio perché altrimenti noi non potremmo immaginarci le mani di Dio!  Le mani di Gesù sono le mani invisibili di Dio che si rendono visibili a noi .  

   Noi, scorrendo in quelle mani divine, ci troviamo a fare, non solo quello che Gesù faceva,
ma anche quello che la sua Umanità faceva unita alla sua Divinità;
perché, per natura, sono inseparabili GesùUomo da GesùDio, da GesùVerbo .  Per cui, nel momento in cui noi operiamo nella Volontà di Dio, con le mani di Gesù, siamo chiamati anche a partecipare al suo operato divino;  quindi insieme con Lui siamo chiamati a creare le anime, insieme con Lui siamo chiamati a correggerne altre, a modellarle, a chiamarle a giudizio ...  Ma questo, perché?  Perché Gesù vuole la compagnia delle sue creature in tutto.  Questo non significa che noi possiamo dire: ' Adesso mi metto a creare le anime ', oppure :  ' Mi metto a giudicare '.  No! per carità!  Siamo niente noi!  Ma è  per fare compagnia a quell'operato divino  che, altrimenti, non ha un contraccambio di amore in questo suo operato e che vuole, invece, una volontà umana che faccia compagnia alla sua Volontà Divina, affinché in tutte le sue opere abbia sempre un ricambio di amore, un Ti amo, un Ti benedico, un Ti adoro, un Ti ringrazio, e così possa effondere tutte le Qualità divine che Lui esercita in ogni suo atto.

 

<< Angosciata Mamma, ti vedo dare l'ultimo addio al Cuore trafitto di Gesù.  Qui fai sosta;  è l'ultimo assalto al tuo Cuore materno. Te lo senti strappare dal petto per la veemenza dell'amore e del dolore e, da solo, fugge a deporsi nel Cuore Sacratissimo di Gesù. 
E Tu, vedendoti senza Cuore, ti affretti a prendere nel tuo il suo Cuore Sacratissimo,
il suo amore respinto da tante creature, i tanti suoi desideri ardenti non compiuti per le loro ingratitudini e i dolori e le trafitture di quel Cuore Sacratissimo, che ti terranno crocifissa per tutta la vita.  E guardando la larga ferita, la baci, ne lambisci il Sangue e, sentendoti la vita di Gesù, senti la forza di fare l'amara separazione.  Quindi Lo abbracci e permetti che la pietra sepolcrale Lo rinserri >>.

Ora Maria SS. passa al Cuore, quindi al centro della vita di Gesù:  lascia il suo Cuore nel Cuore di Gesù e prende il Cuore di Gesù in Sé, come vita.

Se anche noi prendiamo il Cuore di Gesù in noi e quindi vogliamo metterci nell'intenzione di amare come amava Gesù e di amare, quindi, con il suo amore, di amare con il suo Cuore divino, dobbiamo imparare a conoscere il Cuore di Gesù. 

Gesù con il suo Cuore amava Dio e le anime. 

Con il suo Cuore divino, Gesù amava totalmente la Divinità, rendendo a Dio tutta quella gloria che le creature Gli avrebbero dovuto dare se fossero vissute nella Volontà Divina, da Adamo fino all'ultimo uomo che esisterà. 

E poi, ha amato le anime con un amore tale che il suo Cuore, alla fine, è rimasto squarciato da questo amore per noi.

   Anche noi siamo chiamati a consumare il nostro amore nell'amore di Gesù e quindi:  amare come Lui ci ha amato; Amare Dio  e  amare gli uomini, ma  con il suo amore. 

Innanzitutto  dobbiamo lasciare che questo Cuore di Gesù bruci, con le sue fiamme, tutto quello che non Gli appartiene. 

Ed allora, quando il Signore mi chiede di fare un piccolo sacrificio per amore suo, quando, forse, voglio fare una cosa e non mi è dato di farla fosse anche una cosa bella! :  se il Signore non me la vuole far fare, ricorderò che:  è indifferente che io faccia una cosa o un'altra, è indifferente che io vada a costruire ospedali o che zappi la terra;  perché ha più valore zappare la terra per amore di Gesù, che costruire ospedali col desiderio, forse, di vedere poi scritto il mio nome sulla targhetta all'entrata!...  Allora, lasciamo che Gesù consumi con il suo operato tutto quello che non Gli appartiene;  sarà poi Lui a bruciare i nostri peccati, le nostre miserie.  Dobbiamo però richiamare in noi quell'amore di Dio, per poter essere consumati in quell'amore suo santissimo.

Guardiamo il Cuore Immacolato di Maria.  Che cosa fa?  Va, da solo, a deporsi nel Cuore di Gesù.  Infatti dice:  " Da solo fugge a deporsi nel Cuore sacratissimo di Gesù " :  da solo ci va, come un'esigenza.  In noi invece, che amiamo e soffriamo di meno di Maria SS., il nostro cuore non va per forza, per natura sua, verso il Cuore di Gesù, anzi, dobbiamo un po' spingerlo;  però  se ci mettiamo nel Cuore Immacolato di Maria, sarà Lei stessa che opererà poi questo scambio di cuore tra noi e il Cuore di Gesù.

   Possiamo quindi fare questo: deporre il nostro cuore nel Cuore di Gesù  e richiamare in noi il suo Cuore Santissimo col  non dare mai vita in noi alle cose che Gesù non ama. 

Sapendo quindi che Gesù non ama che noi facciamo il nostro volere, cerchiamo allora di non fare mai, per quanto ci è possibile, per quanto ce ne ricordiamo, un atto di volontà nostra.  Chiamiamo sempre la Volontà Divina ad operare in noi.  Sarà quel nostro sforzo di fare la Volontà di Dio vivendo nella sua Volontà, a fondere il nostro cuore in quello di Gesù;  e quindi la Mamma Celeste, di corsa, farà questo operato di richiamare in noi il Cuore di Gesù, mettendo il nostro cuore nel Suo.

Nel momento in cui non daremo vita alle cose che Gesù non ama, dobbiamo poi subito sostituirle con quelle che Gesù ama perché noi non possiamo rimanere senza cuore , 
dobbiamo sostituire l'umano con il divino
. 

   Nel momento in cui io sono chiamato a distruggere quello che a Gesù non appartiene, perché so che a Gesù non piace, allora sono chiamato a sostituirlo con il bene opposto che il Signore mi suggerisce in quel momento.  E questa divina sostituzione attirerà in noi il Cuore Sacratissimo di Gesù;  per cui mediante la consumazione in Lui, il Signore sostituirà il suo Cuore divino al nostro cuore umano.

 

<< Dolente Mamma mia, piangendo, ti prego di non permettere per adesso che Gesù sia tolto al nostro sguardo;  aspetta che prima mi chiuda in Gesù, per prendere in me la sua vita.  Se Tu che sei la Senza macchia, la Tutta Santa, la Piena di Grazia, non puoi vivere senza Gesù, molto meno io, che sono la debolezza, la miseria, la piena di peccati, come posso vivere senza Gesù? 
Mamma dolente, non mi lasciare sola, portami con Te, ma prima deponimi tutta in Gesù, svuotami di tutto per poter mettere tutto Gesù in me, come Lo hai messo in te. 
Incomincia da me l'ufficio materno che Gesù ti ha dato sulla croce e, facendo breccia sul tuo Cuore materno la mia povertà estrema, con le tue stesse mani chiudimi tutta, tutta in Gesù. 
Chiudi nella mia mente i pensieri di Gesù, affinché nessun altro pensiero entri in me. 
Chiudi gli occhi di Gesù nei miei, affinché mai possa sfuggire dal mio sguardo; il suo udito nel mio, onde  sempre lo ascolti e in tutto compia il suo Santissimo Volere. 
Deponi il suo Volto nel mio, affinché mirandolo così sfigurato per amor mio, lo ami, lo compatisca e ripari; la sua lingua nella mia, onde  parli, preghi ed insegni con la lingua di Gesù; le sue mani nelle mie, affinché ogni movimento che faccio ed ogni opera che
compio abbia vita dalle opere e dalle azioni di Gesù. 

Metti i suoi piedi nei miei, affinché  ogni mio passo sia per le altre creature una vita di salvezza, di forza, di zelo >>.

Dopo aver visto quello che Maria SS. ha operato in quest'Ora, cioè ha sostituito parte per parte la vita di Gesù con la sua, ecco che Luisa dice :  " Adesso, quello che hai fatto Tu, ripetilo in me ".  Cioè, prima i pensieri, poi gli occhi, le orecchie, il Volto, la lingua, le mani, i piedi, ecc. tutto quello che Maria SS. ha operato con il suo scambio di vita tra Gesù e Lei, adesso Luisa lo chiede per lei, chiede di fare lo stesso in lei.

Anche noi quindi, nel momento in cui facciamo queste Ore, preghiamo la Mamma Celeste che operi in noi la stessa cosa.

Questo compito di sostituire la vita di Gesù e la nostra, Dio lo ha affidato a Maria SS; e solo nel suo Fiat possiamo fare questo. 

Soltanto nel sì, libero, spontaneo, alla Volontà Divina, noi possiamo chiedere questa divina sostituzione in noi;  cioè, ogni che il Signore ci chiede momento per momento, giorno per giorno, noi possiamo avere la forza di dirlo soltanto se lo diciamo nel della nostra Mamma Celeste.  Soltanto se noi diciamo Fiat  nel suo Fiat questo nostro ha un valore, altrimenti non è un vero e cadrà al primo colpo;  mentre invece avendo Lei detto questo sì nella Volontà del Padre e, racchiudendo ogni suo atto gli atti di tutti, racchiudeva anche i nostri sì, per cui, se Lei li ha racchiusi prima, noi non possiamo dire sì fuori dal suo, perché i nostri sì sono già contenuti nel suo sì; e se vogliamo pronunciare il nostro sì fuori dal suo Fiat, sarà un qualcosa che non ha vita, non ha sostanza.

Quindi, quando ci sentiamo in difficoltà, quando non capiamo alcune cose, quando non riusciamo ad andare avanti e non riusciamo ad avere quella forza di progredire nella Volontà Divina camminando con i passi di Gesù, mettiamo allora il nostro 'sì' nel 'sì' di Maria SS., chiamiamo il suo Cuore in noi, chiamiamo il suo 'Fiat' ad avere vita in noi. 

Ed ecco che allora Lei veramente ci farà da Mamma, vedendo in noi quel Gesù che Lei vuole generare in ciascuno di noi;  e Lo genererà realmente, perché il suo più grande trionfo è di vedere Gesù nei suoi figli di vederlo realmente, non soltanto simbolicamente , riprodurre tutta la vita di Gesù in ciascuno di noi.

 

<< Ed ora, afflitta Mamma mia, permettimi di baciare il suo Cuore e di lambire il suo preziosissimo Sangue e, chiudendo Tu il suo Cuore nel mio, fa' che io possa vivere del suo amore, dei suoi desideri, delle sue pene.  Ed ora, prendi la destra irrigidita di Gesù, affinché mi dia l'ultima benedizione.

Ora permetti che la pietra lo rinserri. 

E Tu, straziata, baci il sepolcro e, piangendo, Gli dai l'ultimo addio e parti dal sepolcro. 
Ma è tanto il tuo dolore che ora resti impietrita, ora agghiacciata. 

Trafitta Mamma mia, insieme con Te dico 'addio' a Gesù e, piangendo, voglio compatirti ed accompagnarti nella tua amara desolazione. 

Voglio mettermi al tuo fianco, per darti ad ogni tuo sospiro, affanno e dolore, una parola di conforto, uno sguardo di compassione.  Raccoglierò le tue lacrime e ti sosterrò nelle mie braccia, se ti vedrò venir meno >>.

   Luisa vuole fare compagnia al dolore della nostra Mamma Celeste e tante volte troviamo, in quest'Ora: " Mamma santa ti compatisco " .  Cosa vuole dire compatire?  Vuol dire soffrire insieme, soffrire insieme a Maria SS.  Non si tratta della compassione che noi possiamo provare umanamente che è un sentimento che lascia il tempo che trova!  

Se noi vogliamo compatire Maria SS. siamo chiamati a patire con Lei, a soffrire i suoi dolori. 

E perché i dolori di Maria SS. sono così grandi, così sublimi ed hanno un valore così infinito?  Perché erano i dolori di Gesù;  cioè, Lei, in tutta la sua vita specialmente nella Passione di Gesù ha sofferto i dolori di suo Figlio. 

Lei non pensava che quei dolori erano i suoi, Lei non piangeva su Se stessa dicendo:  " Oh, misera me!, mi tolgono un Figlio! "  Lei soffriva così tanto, perché soffriva i dolori di Gesù. 

Noi, meditando i dolori della nostra Mamma Celeste e soffrendo insieme con Lei questi dolori, entriamo nell'intimo dei dolori di Gesù ed è, quindi, Lei che ci fa vivere i dolori di Gesù e tutti i beni, gli effetti ed i valori che questi dolori contengono. 

Ed allora, per soffrire così, santamente, la Mamma Santa ancora una volta ci fa vedere come bisogna fare: bisogna riconoscere in noi i dolori di Gesù. 

è questo che dobbiamo fare è una cosa che ripetiamo spesso, però non è mai detta abbastanza, perché alla prima sofferenza ce ne dimentichiamo! .  Cominciamo, pian piano, a riconoscere la vita di Gesù.  Facciamo un esempio:  ho un piccolo mal di unghie, ho un'unghia incarnita:  riconoscerò allora in me la vita di Gesù  e, quindi riconoscerò che: 

è Gesù in quel momento che mi sta facendo vedere come il dito della sua Chiesa, ad esempio i suoi teologi, scrivono cose che fanno dispiacere a Lui, per cui, quell'unghia di Dio che doveva segnare le verità nei cuori, duole e fa male;  e Gesù, in quel momento, mi sta facendo riparare con il mio mal di unghia per tutti i teologi che scrivono falsità che a Dio non sono gradite.

Per cui, ecco che un piccolo mal di unghia, diventa una piccola sofferenza di un valore infinito, vissuta in questo senso, perché:  non è il mio male al dito, ma è il male al dito di Gesù e, quindi, nel suo Corpo Mistico, sto riparando per quella parte di Chiesa che l'offende col scrivere eresie.

Ed allora, come poter confortare la Mamma Celeste nel momento in cui vediamo le sue sofferenze? 

L'unico modo per confortare Maria SS. è quello di darle Gesù. 

Se noi vogliamo fare felice la Vergine SS., sollevandola dai suoi dolori, siamo chiamati a 
riconoscere la vita di Gesù in noi, a vivere la vita di Gesù in noi  ed a  darla a Lei per confortarla; ed allora le sue lacrime saranno addolcite, asciugheremo le sue lacrime e non La faremo più piangere, non saremo più, per Lei, una spina nel Cuore, ma saremo un fiore, saremo Gesù stesso. 

Quindi, se vogliamo sollevare Maria SS. dai suoi dolori prendiamo la vita di Gesù in noi: 
prendiamo i suoi pensieri, le sue parole, tutte le sue tenerezze di Figlio, tutto il suo esserle soggetto  e, il suo esserle Figlio, ma nello stesso tempo Padre, Amico, Sposo; tutto quello che Gesù era e che faceva verso di Lei, tutta la gloria che Le ha dato, tutto l'amore che aveva verso sua Madre, facciamolo nostro  e diamolo alla nostra Mamma Santissima come nostro.

Ecco che allora Lei troverà conforto nelle sue pene e questo dolore sarà addolcito perché vedrà finalmente il suo trionfo in noi, cioè la vita di Gesù nei suoi figli.

 

<< Ma vedo che sei costretta a ritornare a Gerusalemme dalla via donde venisti. 
Appena pochi passi e già ti si fa innanzi la croce, sulla quale Gesù tanto ha sofferto ed è poi morto. 
Tu corri, l'abbracci e, vedendola tinta di Sangue, uno per uno si rinnovano nel tuo Cuore i dolori che Gesù ha sofferto su di essa.  Ma non potendo contenere il dolore, singhiozzando, esclami: " O croce, come?!  Così crudele con mio Figlio?  Ah, in nulla Lo hai risparmiato!  Che male ti aveva fatto? 

Non hai permesso a me, dolente Mamma, di dargli neppure un sorso d'acqua mentre lo chiedeva, e alla bocca riarsa hai dato fiele ed aceto. 

Il mio Cuore trafitto me lo son sentito liquefare ed avrei voluto apprestare a quelle labbra
il mio Cuore liquefatto per dissetarlo, ma ebbi il dolore di vedermi respinta. 
O croce, crudele sì, ma santa, perché divinizzata e santificata dal contatto del mio Figlio! 
Quella crudeltà che usasti con Lui ricambiala in compassione per i miseri mortali; e per le pene che ha sofferto su di te, impetra grazia e forza alle anime che soffrono, affinché nessuna si perda  per causa di tribolazioni e croci.  Troppo mi costano le anime:  mi costano la vita d'un FiglioDio;  ed io, come Corredentrice e Madre, le lego a te, o croce " >>.

Maria SS. si rivolge alla croce.  Questo ci ricorda anche come Gesù si è rivolto alla croce prima di essere inchiodato sulla stessa;  e, come Gesù, anche Maria SS. affida le anime alla croce.  Cosa vuol dire ciò?  Ecco:  Gesù guarda la croce e stabilisce la porzione per ciascun'anima ed affida alla croce queste anime, tutte le anime, perché la croce le santifichi.  Maria SS. fa la stessa cosa:  dopo la morte di Gesù, lega alla croce tutte le anime.  E questo vuol dire che, se Gesù e sua Mamma ci hanno affidato alla croce, noi non possiamo sfuggire la croce. 

Questo è un discorso che, a volte, ci terrorizza, ci mette un pochino di ribrezzo, perché, sicuramente ciascuno di noi vorrebbe soffrire il meno che sia possibile!  Però, se il Signore ha avuto così tanto amore per la croce, che la desiderava come il letto più prezioso;  se ha affidato le anime alla croce e, Maria SS., dopo la morte di Gesù, Lei stessa ha legato le anime nostre alla croce di Gesù, noi siamo chiamati a vivere in unione con la croce! 

Noi non amiamo la croce, perché non la conosciamo.  Per noi, la croce è il dolore fine a se stesso, per cui:  soffriamo, speriamo che finisca il prima possibile, speriamo di essere schiodati il più presto possibile ...  E invece, se noi ci mettiamo in Gesù, in Maria,
vedremo che la croce è preziosa. 

Se i primi cristiani desideravano morire e, anzi, consideravano un vanto morire per Gesù, nel Colosseo, in tutte le arene, in mezzo ai tormenti vari, noi, dopo duemila anni, siamo tornati a concepire la croce come veniva concepita prima dei primi cristiani, siamo tornati veramente ai pagani, nella maniera più assoluta, perché noi, cristiani, siamo quelli che più di tutti rifiutiamo la croce!  Non so perché, ma, purtroppo, Gesù ha questo dolore:  proprio i suoi figli sono quelli che rifiutano la croce! 

Se noi invece vediamo la croce non come croce nostra, ma come croce di Gesù, allora la vediamo in un altro modo: non è la mia croce che io devo portarmi, ma è la croce di Gesù; ed è in quella croce che io trovo Gesù. 

Gesù lo possiamo trovare soltanto nel momento in cui riconosciamo nella sofferenza la sua presenza.

Gesù dice che:  Lui dona le croci alle anime e, se le anime riescono a scoprire l'involucro che copre questa croce, trovano Lui dentro la croce.  Lui si comunica a noi ad ogni istante di sofferenza per poter donare a noi tutti i beni.  Ma se noi rimaniamo alla scorza di questa croce e non togliamo l'involucro che la copre, noi continueremo a vedere una croce di legno e non avremo nessuna voglia di esserci sopra.  Invece se riconosciamo Gesù in quella croce, allora siamo più portati ad amarla, perché quella croce è quella che ci unisce più profondamente a Gesù.

In questo tempo la croce che Gesù ci offre con il dono della Divina Volontà, è immensamente
più grande della croce di come la conoscevamo prima, perché è una croce che racchiude tutte le croci insieme: è la croce che è formata da due aste infinite che racchiudono tutte le volontà umane che si rifiutano di combaciarsi con la Volontà Divina e racchiude tutti gli atti di Divina Volontà che gli uomini hanno rifiutato volendo fare la propria. 

Se noi ci rendiamo conto che possiamo partecipare a questa crocifissione divina in ogni nostro atto, se l'atto lo facciamo nella Volontà Suprema, allora questa non è più una croce di legno, ma diventa una croce di luce, ed i chiodi con cui il Signore ci inchioda sono chiodi di luce.

   Lui ci dice: " Nel momento in cui l'anima scopre la preziosità della croce nella mia Volontà, inizia a considerare per lei un vanto essere crocifissa su questa croce;  anzi, la desidera come la cosa più bella che possa esistere, perché è una croce di luce, con i chiodi di luce! "

   Questo però dobbiamo vederlo con gli occhi di Gesù, perché se lo vediamo con i nostri occhi vediamo semplicemente il dolore e non riusciamo a capire oltre;  mentre invece se la croce l'accogliamo come dono di Dio e, in quel dono che il Signore ci offre noi scopriamo una Divina Volontà che ci comunica beni infiniti per poter dare a Dio una gloria infinita,  allora ogni nostro atto nel quale il nostro volere umano viene crocifisso dal Volere Divino perché il nostro volere umano, come è adesso, non può combaciare con il Volere Divino, per cui per forza il Signore ci chiede di rinunciare a noi stessi, anche nelle cose sante, per poter riceve l'atto di Divina Volontà che da sempre Lui ha preparato per noi! perciò, se noi in ogni nostro atto chiamiamo il Volere Divino a spogliarci del nostro volere umano, quindi  a
crocifiggere il volere umano per dare vita al Volere Divino, quella è una crocifissione di luce,
nella quale noi perdiamo la nostra volontà, misera, ma acquistiamo una Volontà Divina, eterna, infinita, posseditrice di tutti i beni. 

   Ed allora, quale crocifissione più desiderabile di questa?  Si crocifigge ciò che è nulla per acquistare ciò che è tutto!  è allora una croce di luce, con chiodi di luce!  Io crocifiggo ciò che è niente, per acquistare un bene infinito!  Tanto vale, allora, farci crocifiggere il più possibile!  Parliamo così, ma poi, il viverlo è un po' più difficile!  Però, se cominciamo già a capire il concetto, allora sarà più facile poi, per Gesù, comunicarci i beni della sua Volontà, in ogni nostro atto.  Perché poi noi siamo invitati a chiamare la Volontà Divina in noi, in ogni nostro atto; e sarà Lei stessa che ci crocifiggerà, senza che noi dobbiamo poi fare grandi sforzi.

   Come Gesù e Maria SS., anche noi siamo chiamati a non dare vita al nostro volere, per fare vivere in noi solo il Volere Divino; ed allora la croce raggiungerà il suo scopo, cioè quello di  fonderci in Gesù. 

   Allora non sarà più una croce di legno, di sofferenza sterile, ma sarà una croce di fecondità, una croce d'amore, una croce gloriosa.  Ed ecco la Croce gloriosa di cui tanto si parla oggi:  è la Croce della Divina Volontà che il Signore vuole piantare in ogni cuore, per poterci rendere luce, per poterci trasformare in Lui e nella Mamma sua!

 

<< E baciandola e ribaciandola, parti. 

Povera Mamma, quanto ti compatisco!  Ad ogni passo ed incontro sorgono nuovi dolori che, crescendo nella loro immensità e rendendosi più amari, t'inondano, ti affogano e ad ogni istante ti senti morire.  Altri passi ancora e già sei a quel posto dove stamattina Lo incontrasti sotto il peso enorme della croce, sfinito, grondante Sangue, con un fascio di spine sulla testa, le quali, urtando con la croce, penetravano dentro dentro, dandogli ad ogni urto dolori di morte.  Gli sguardi di Gesù, incrociandosi con i tuoi, cercavano pietà, ma i soldati, per impedirvi questo sollievo, Lo spinsero e Lo fecero cadere, facendogli versare nuovo Sangue.  Ora Tu ne vedi il terreno inzuppato, ti getti a terra e, mentre baci quel Sangue, ti sento dire:  " Angeli miei, venite a mettervi a guardia di questo Sangue, affinché non sia calpestata e profanata nessuna goccia ! ".

Dolente Mamma, lascia che ti dia la mano per alzarti e sollevarti, perché vedo che agonizzi sul Sangue di Gesù >>.

Solo una parola sul Sangue di Gesù.  Il Sangue di Gesù è un dono immenso che Lui ha fatto e del quale nessuno di noi si avvale, perché noi non lo conosciamo, non sappiamo neanche che è nostro.  Mentre invece Gesù l'ha versato tutto per noi, perché noi, usando di quel Sangue, possiamo, insieme a Lui, andare a: mettere una goccia del suo Sangue sui peccatori per convertirli; una goccia sulla fronte degli eretici per convincerli dei loro errori; 
una goccia su quelli che offendono Gesù e che non Lo vogliono sentire, perché sentano il tocco di quel Sangue; una goccia su coloro che non sanno della sua esistenza, per rivelargli la sua esistenza; una goccia sulle anime purganti, per ... 

Quindi: operiamo, con fiducia, in Gesù,utilizziamo questo suo Sangue che ha un valore infinito,ma non può produrre il bene che contiene perché noi non ne conosciamo il valore,
non sappiamo che questo Sangue è nostro e non abbiamo fiducia in Gesù  che ci dona questo Sangue per la sua gloria e per portargli anime!

 

<< Come cammini, nuovi dolori trovi; dovunque vedi tracce di Sangue, ricordi i dolori di Gesù, quindi affretti il passo e ti chiudi nel Cenacolo.  Anch'io mi chiudo nel Cenacolo, ma il mio Cenacolo è il Cuore Santissimo di Gesù, e da lì voglio venire da Te per tenerti compagnia in quest'ora di amara desolazione.  Non mi regge il cuore di lasciarti sola in tanto dolore. 
Desolata Mamma, guarda questa piccola figlia tua; sono troppo piccina, da sola né posso,
né voglio vivere.  Perciò prendimi sulle tue ginocchia, stringimi fra le tue braccia e
fammi da mamma, perché ho bisogno di guida, di aiuto e di sostegno. 
Guarda la mia miseria, versa una lacrima sulle mie piaghe e, quando mi vedrai distratta, stringimi al tuo Cuore materno e richiama in me la vita di Gesù >>.

Solo un accenno a questo:  " Quando mi vedrai distratta stringimi al tuo Cuore materno e richiama in me la vita di Gesù ".  

Nel pensiero di Dio, la distrazione è: il non riconoscere la vita di Gesù in noi. 

Quindi, quando siamo preoccupati e pensiamo:  " Chissà se faccio bene?...  Chissà se faccio male?... "  Questo, Gesù lo considera distrazione, perché anche se si tratta di cose sante noi non guardiamo Lui, ma guardiamo altro.  Guardando Lui, avremo tutto, avremo insieme tutte le cose sante, avremo tutti i beni;  guardando noi stessi arriveremo, purtroppo, anche nelle cose sante, a tutti i mali:  io guardo la mia santità, guardo il mio interesse, guardo la mia salvezza, guardo i miei meriti ...  e, che cosa ottengo?  Niente!  Arriverò al momento della mia morte con un sacco di miseria sulle spalle e potrò appena salvarmi, se Dio mi aiuta!  Invece

Gesù dice: " Guarda solo Me, guarda la mia vita, riconosci la mia vita in te e tutti i beni ti verranno di conseguenza ". 

La distrazione vera la possiamo combattere con l'attenzione a riconoscere Gesù, sempre, in noi.

 

Mancano pochi minuti, per cui dobbiamo finire.  Passiamo perciò al punto dove si dice :

<< Ora ti prego di ridare la compagnia che ti ho fatto oggi a tutti gli agonizzanti.  Fa' a tutti da mamma. 

Sono momenti estremi e ci vogliono grandi aiuti, perciò non negare a nessuno il tuo ufficio materno >>.

Quando noi preghiamo l'Ave Maria, diciamo:  " Prega per noi peccatori adesso e nell'ora della nostra morte ".  C'è una grande battaglia per le anime, nel momento in cui muoiono:  l'inferno le vuole guadagnare, il Paradiso le vuole per sé. 

Soltanto con l'aiuto di Maria SS. le anime, nel momento del trapasso, possono volgersi a Gesù con fiducia, con abbandono; senza l'intervento della Mamma tanti figli si perderebbero. 

   Ed anche noi, nelle nostre sofferenze, nei nostri abbattimenti, ricordiamoci:  quante anime in quei momenti stanno morendo e non c'è nessuno che preghi per loro perché si salvino! 

Quando abbiamo un momento di tristezza, un momento di pianto, un momento di abbandono, un momento di dubbio, pensiamo agli altri in quel momento, più che pensare a noi stessi, pensiamo a quante anime in quel momento stanno morendo nel mondo e non c'è nessuno che stia accanto a loro per salvarle. Allora, viviamo quei momenti come momenti che Gesù ci comunica del suo dolore che ha per queste anime che stanno per piombare nell'inferno. 

Noi, forse non lo riconosciamo questo momento, per cui pensiamo che sia una cosa nostra, pensiamo che sia una sofferenza nostra, una tristezza nostra; ed invece è Gesù che ci comunica, in quel momento, la sua sofferenza per tante anime che stanno piombando nell'abisso.  Ed allora anche quei momenti potremo viverli con gioia, perché sappiamo che facciamo compagnia a Gesù nel salvare le anime.

 E poi: ' Ora e nel momento della nostra morte ' . 

Quando preghiamo con le parole:  ' nell'ora della nostra morte ',  penso che questo voglia anche significare:  nel momento in cui Gesù ci chiama a morire a noi stessi.  Molte volte noi siamo chiamati a morire a noi stessi, ma non moriamo, ed allora è una continua agonia;   molte volte noi rimaniamo in uno stato di infelicità perché, Gesù ci chiede di morire, ma noi non vogliamo morire e allora Lui non può risorgere;  mentre invece se noi ci lasciassimo morire veramente, allora Gesù risorgerebbe in noi. 

Per cui chiediamo l'aiuto di Maria SS. anche nell'ora della nostra morte a noi stessi, 
 cosa che può avvenire sempre: può avvenire
nei momenti un cui siamo chiamati a
morire alla nostra volontà, ai nostri desideri, ai nostri pensieri, ed a tutto, per
risorgere nella Volontà, nei pensieri divini.

   Chiediamo allora alla nostra Mamma Celeste di aiutarci anche in questo, cioè, a

morire a noi stessi per risorgere in Gesù e fare risorgere Gesù in noi; ed allora i suoi dolori avranno raggiunto il frutto che Lei desidera da ciascuno di noi.

Gloria al Padre ...