Antologia di meditazioni6 sul " Vivere nella Divina Volontà "

seguendo gli "Scritti" della Serva di Dio LUISA  PICCARRETA

1 Il 'fondersi' nella Divina Volontà

2 La preghiera 'nella Divina Volontà'

     I 'Giri' nella Divina Volontà

6 a Meditazione

Padre,  venga il Tuo Regno,  sia fatta la Tua Volontà come in Cielo così in terra !

Roma, 20 gennaio 2000 Giornata di Preghiera e Meditazione ' nella Divina Volontà '

 

Temi: 1)  il ' Fondersi nella Divina Volontà ' 2)  la Preghiera ' nella Divina Volontà '

 

INTRODUZIONE  e  I  MEDITAZIONE

Relatrici :  C.  e  G.

(G.:)  Nel nome del Padre... Ave, Maria...  Madre e Regina della Divina Volontà, prega per noi!

 

(C.:) Ringraziamo Dio che ci fa ritrovare insieme e particolarmente perché ci fa ritrovare qui insieme nel periodo in cui la Chiesa ci fa pregare per l'unità dei cristiani.  Se noi vivremo questo incontro, ma anche ogni momento della nostra vita, cercando questa unità, non umanamente, ma veramente in Dio, sarà questo il piccolo 'sì' che il Signore chiede ad ognuno di noi perché questa unità dei cristiani si realizzi prima possibile. 

Oggi faremo a Gesù questa piccola offerta:  quando ci verrà il desiderio di voler capire in modo umano, seguendo la nostra ragione, cercheremo di ascoltare invece con fede ciò che Lui ci dirà, chiedendoGli di saperci lasciare rinnovare dalla sua Parola.  Più che ascoltare quello che è il nostro pensiero e porci tanti 'perché?' , ascoltiamo Lui con fede e poi cerchiamo di seguire con amore ciò che Lui oggi ci sta presentando.  Al Signore basta un piccolo nostro 'sì' per darci poi la luce che ci permetterà di comprendere quello che Lui ci vuole comunicare, e per renderlo vita in noi, e per comunicarlo poi anche ai nostri fratelli.

Facciamo perciò questo piccolo sforzo:  insieme ascoltiamo Gesù che ci parla, perché sia Lui stesso a rinnovare la nostra mente, il nostro cuore, il nostro modo di pensare, e questo :  sempre solo 'per la sua Gloria '.

 

(G.:)    Oggi possiamo meditare un pochino su due argomenti, che in effetti sono poi un unico argomento:

 

il 'fondersi nella Divina Volontà' la preghiera ' nella Divina Volontà ' .  I ' Giri '  nella Divina Volontà .

 

Molte volte noi diciamo: 'mi fondo nella Divina Volontà' e Luisa Piccarreta scrive: 'Mi stavo fondendo nel Santo Volere Divino', ecc.... chiediamo allora luce a Gesù per poter comprendere sempre più profondamente che cosa significhi questo 'fondersi', sia nella nostra preghiera che nella vita pratica.

Leggiamo un brano degli 'Scritti'  di Luisa Piccarreta su questo argomento, del  Maggio 10, 1925 (dal Volume 17) :

<< Scrivo solo per obbedire e vi fo un misto di cose passate e di cose presenti .  Molte volte nei miei scritti dico:  " Mi stavo fondendo nel Santo Volere Divino ",  e non mi spiego più...  Ora, costretta dall'ubbidienza,  dico quello che mi succede in questa fusione nel Divino Volere. Mentre in Questo  ( Divino Volere )  mi fondo,  innanzi alla mia mente si fa presente un vuoto immenso, tutto di luce,  di cui non si trova né dove arriva l'altezza, né dove giunge la profondità, né i confini di destra, né di sinistra, né quello dinanzi, né quello opposto... >>.

Luisa dice che vede questa luce dinanzi alla sua mente, però sappiamo che tutto quanto è stato scritto in questi volumi ci è stato manifestato perché anche noi possiamo viverlo in modo semplice nella nostra vita quotidiana.

Il Signore, in qualche modo, ci comunica un raggio di questa luce quando, per esempio, leggendo una Sua Verità, ci accorgiamo che Lui dà una Luce particolare al nostro cuore, dandoci una speciale comprensione di quella Sua Verità, che con nessuna parola umana sappiamo spiegare.  Ma quando il Signore ci dona questa Luce desidera che da parte nostra ci sia il desiderio di viverla, di trasmetterla agli altri  per condividere la gioia di questa sua Luce;  sarà allora che Lui la renderà vita in noi.   Quando cioè noi conosciamo una cosa che riguarda il Signore, se noi desideriamo trasmetterla agli altri, Lui ce la dona come vita;  se noi desideriamo viverla, Lui ci dona che questa trasmissione che noi desideriamo fare al nostro prossimo comunichi al prossimo la vita di quella Verità e non siano solo parole, ( perché quando parliamo di cose che non cerchiamo di vivere, queste parole sono come un fuoco spento che non donano luce al prossimo ).

E  questo dono di Luce che il Signore ci fa unito alla nostra corrispondenza fanno sì che la Luce della Divina Volontà sia il centro della nostra anima, sia la nostra vita.   Sono necessari quindi il nostro ascolto e la nostra corrispondenza  a questo dono di Luce.

Continua Luisa:

 

<< In mezzo a questa immensità, in un punto altissimo mi sembra di vedere la Divinità, oppure le Tre Divine Persone che mi aspettano;  ma questo sempre mentalmente.  Ed io non so come, una piccola bambina esce da me, ma sono io stessa;  forse è la piccola anima mia... >>.

Le parole di Luisa : ' è la piccola anima mia '  ci ricordano l'importanza di ritornare bambini.  "Se non ritornerete come bambini non entrerete nel Regno dei Cieli"  dice Gesù. Essere bambini vuol dire avere una fede immensa, tanto da non guardare più a se stessi, da non voler più conoscere il nostro io.   Come disse Maria SS.ma: "Non conosco uomo" .  Oltre alla sua purezza, vediamo che in Lei non c'era per niente la conoscenza dell'io, cioè quella parte umana distaccata dalla Volontà di Dio, il volere umano operante fuori da Dio.  Per questo può dire: "Non conosco uomo", cioè, non conosco il modo umano, non conosco quello che purtroppo ognuno di noi conosce...  L'importante però è tener presente che nella luce della Verità di Dio dobbiamo, piano piano, voler ritornare a Lui.  E questo si può realizzare se noi desideriamo accogliere sempre la Luce, che è Verità.  Cioè, nella nostra vita per poter vivere, nella Divina Volontà, tutto deve essere verità, non ci deve essere menzogna, non ci deve essere inganno;  tutto deve essere il riflesso della vita di Gesù che ci viene manifestata nel Vangelo, tramite la S. Chiesa:  i Comandamenti, le Beatitudini e tutto ciò che Gesù ci ha manifestato di Se stesso.  Tutto ciò che, nella nostra vita, si discosta da questo, non è verità di Dio in noi e quindi deve cambiare, almeno nell'intenzione e nel proposito, ed il Signore ci aiuterà.

 

<< ... Ma è commovente vedere questa piccola bambina mettersi in via in questo vuoto immenso, tutta sola, cammina timida, in punta di piedi, con gli occhi sempre rivolti dove scorge le Tre Divine Persone, perché teme che, se abbassa lo sguardo in quel vuoto immenso, non sa a qual punto deve andare a finire.  Tutta la sua forza è in quello sguardo fisso in alto,  ché essendo ricambiata con lo sguardo dell'Altezza Suprema,   prende forza nel cammino... >>

Questa frase di Luisa dovremmo ricordarla sempre, in ogni momento della nostra giornata:  " Tutta la sua forza è in quello sguardo fisso in alto, ché essendo ricambiata con lo sguardo dell'Altezza Suprema, prende forza nel cammino ".

Finché noi guardiamo al Signore, noi abbiamo forza per camminare e per vivere nella Sua Divina Volontà; appena rivolgiamo lo sguardo a noi stessi, anche nelle cose che a noi sembrano sante, anche per preoccuparci delle cose che ci sembrano veri problemi, o per preoccuparci di noi, noi cadiamo!   Come san Pietro, quando camminava sulle acque:  quando invece di guardare fisso Gesù ha iniziato ad avere paura della tempesta, ha iniziato ad affondare, finché non ha detto:  "Signore, salvami!"

Chiediamo allora a Gesù: " Signore, salvami!  Aiutami a guardare a Te, perché io possa vivere nella Luce della Tua Divina Volontà ".

Quando in noi nasce un po' di tristezza vuol dire che si è insinuata un po' di ingratitudine.  Abbiamo detto 'tristezza', non 'dolore', perché il 'dolore' lo ha avuto anche Gesù;  ma parliamo di tristezza intesa come 'fine della gioia', 'fine della gratitudine verso Dio', che è segno che noi non stiamo prendendo tutto come dono di Gesù, come dono di amore.  Allora, chiediamo perdono a Gesù e cominciamo a ringraziarLo.   Per quelle cose per cui siamo forse anche risentiti verso il prossimo e quindi anche verso Dio diciamo:  "Signore, per questo, Ti ringrazio,  perché questo è un tuo dono che Tu hai preparato per me con tanto amore, con tanta attenzione, con tanta dedizione", come una mamma prepara un dono per un suo bambino e pensa: "Che cosa potrà essere meglio per lui?".  Quale non sarebbe il suo dolore se il bimbo le dicesse "non mi piace!"  dopo che lei ha preparato con tanto amore la cosa migliore per il figlio!... Così ci comportiamo noi con il Signore, senza gratitudine, specialmente nelle croci, nelle contraddizioni, od anche magari nelle offese che ci vengono da parte del prossimo... Dobbiamo invece ricordare che queste difficoltà sono 'doni' di Gesù, che ci vuole rendere simili a Sé, ci vuole rendere corredentori insieme a Lui.  Se rivolgiamo il nostro sguardo all'amore di Dio, ritorna in noi la pace

 

<< Ora, mentre la piccola giunge innanzi a Loro, si sprofonda con la faccia nel vuoto per adorare la Maestà Divina;  ma  una mano delle Divine Persone rialza la piccola bambina, e le dicono:  "La figlia nostra, la piccola figlia della Nostra Volontà: vieni nelle nostre braccia..."  Ed essa, nel sentir ciò, si mette in festa, e mette in festa le Tre Divine Persone, che compiacendosi di lei, aspettano il disimpegno del suo ufficio, da Loro affidatole;  ed essa, con una grazia propria di bambina, dice: " Vengo ad adorarVi, a benedirVi, a ringraziarVi per tutti; vengo a legarVi al Vostro Trono tutte le volontà umane di tutte le generazioni,  dal primo all'ultimo uomo,  affinché tutti riconoscano la Vostra Volontà Suprema, l'adorino, la amino, e le diano vita nelle anime loro " >>.

Sulla strada di questo cammino di questa piccola bambina noi incontriamo Maria SS.ma che ci conduce, incontriamo la Croce, incontriamo la Risurrezione.  Cioè  questo cammino verso Dio è Croce e, nello stesso tempo, è Risurrezione.  "Chi perde la propria vita per Me, la troverà" , dice Gesù.

Allora,  in ogni passo che facciamo verso il Signore, proprio là dove muore il nostro io, dove c'è il dolore, lì noi sappiamo che c'è la risurrezione, in Dio.

' Una mano delle Divine Persone rialza la piccola bambina' scrive Luisa :  davanti alla luce di Dio, noi vediamo la nostra miseria, i nostri attaccamenti, vediamo quanto siamo distanti dal Signore;  ma Gesù Cristo, Uomo Dio, il Verbo Incarnato, 'Ponte'  tra Dio e noi per portarci a Dio, ci rialza, ci dona la speranza,  ci dice:  " Nella Mia Umanità voi potete trovare l'incontro con il Padre ". Gesù ha preso su di Sé le nostre miserie perché noi, se vogliamo, possiamo ritrovare in Lui la vita della Sua Volontà, quindi la comunione piena con il Padre. Cosa che non potremmo fare da soli, sia perché Lui è il Creatore e noi siamo piccole creaturine umane, e sia per le nostre miserie, per le quali meriteremmo tutti l'inferno.  Ma, confidando in Gesù, anche nei momenti di sconforto troviamo in Lui, specialmente guardandolo nella sua Passione nel momento in cui nel Getsemani Lui ha sentito l'abbandono del Padre (perché aveva preso su di Sé i nostri peccati),  entrando nella Sua Umanità, che già ha preparato per noi tante piccole stanzette che ci attendono, noi ritroviamo il perdono e l'abbraccio del Padre.  Certamente, noi dobbiamo poi chiedere perdono a Dio anche con il Sacramento della Penitenza e fare il proposito di non voler più peccare.

In Gesù ritroviamo la pace anche in quei momenti dove vediamo di più il nostro nulla e ci sentiamo forse sconfortati.

' Una mano delle Divine Persone rialza la piccola bambina ' .  Il Signore ci manda questa mano tramite tante circostanze.  Ad esempio, se consideriamo il sole:  non è per caso che il Signore oggi ci ha dato il sole, ma è perché ci vuole dire, tramite il sole, 'ti amo' .  Allora, è un sorriso di Dio per noi.

Se noi crediamo che Lui ogni cosa la fa proprio pensando di farci un dono di amore tramite quella cosa, vediamo allora in tante cose ' una sua mano che ci rialza' :  quando un fratello ci dice una parola, non è il fratello, ma è Gesù nel fratello;  un uccellino che canta, ... una cosa che leggiamo su di un libro, sulla Sacra Scrittura... : se mettiamo un po' di attenzione ci accorgiamo che è sempre il Signore che ci dà una mano per rialzarci.

Luisa dice poi anche:  " Vengo ad adorarVi, a benedirVi, a ringraziarVi per tutti " .  Cioè, in questo suo bellissimo rapporto con il Signore, che era fonte di gioia infinita anche per lei oltre che per Dio,  la sua intenzione è sempre: ' rendere amore a Dio' .   Allora,  nei momenti di gioia, quando il Signore ci fa un dono, ad esempio quando vediamo una cosa molto bella che ci fa gioire, ricordiamo che è un dono che noi dobbiamo ' rendere' a Dio, cioè da usare ' per la sua gloria'.   A volte succede che il dono ci piace tanto e ce lo teniamo per noi, anche per quanto riguarda cose spirituali.  Dobbiamo invece, in quel momento, ricordare che se Dio ci ha amato tanto, desidera ricevere il 'rendimento' di questo amore; altrimenti sarebbe ingratitudine da parte nostra!   Gli diremo allora:  "Come sei buono, Tu che me l'hai donato!  Ti ringrazio per questo dono" .  Tutto l'amore che esce da Dio, deve ritornare a Lui.   Questo è un po' difficile per noi, perché, siamo abituati, tante volte a non mettere al centro Dio e la sua Gloria e dimentichiamo che  noi dobbiamo rendere a Lui tutto quello che riceviamo, e pensiamo di essere più contenti se teniamo qualche cosa per noi;  e diciamo ad esempio : " In questo momento felice proprio non facciamo entrare la Croce, altrimenti mi rovina tutto questo momento di gioia ! "   Invece,  proprio nel 'rendere' a Lui tutto quello che ci dona, anche nella condivisione con i fratelli cosa che a volte comporta un po' di croce è lì che possiamo dare al Signore vera Gloria e noi possiamo trovare la vera felicità.

Quando poi anche noi come Luisa diciamo al Signore :  " Vengo a legarVi al Vostro Trono tutte le volontà umane di tutte le generazioni, affinché tutti riconoscano la Vostra Volontà Suprema ...",  ricordiamo che questa preghiera, molto bella, il Signore poi ce le fa vivere durante la giornata;  e se la nostra intenzione davanti al Signore è pura e retta, e ci succede qualche cosa, una contrarietà, un mal di testa, un dolore, questo significa che il Signore ha ascoltata la nostra preghiera e si sta appoggiando un pochino su di noi per compiere quello che Gli abbiamo chiesto nella preghiera Noi dobbiamo guardare sempre a Lui, dobbiamo stare attenti che la nostra volontà sia fissa nella Sua, senza spostarla mai.  Tutto possiamo vivere in Lui.

Oggi ci sono tante correnti e sette in tutto il mondo, come la New Age, che porgono una falsa felicità; falsa perché senza croce:  "Io ti tolgo la croce e vedrai come starai bene! Segui me, e ti darò un vivere senza croce!"  dicono.  Questo modo di pensare uccide l'anima, uccide la felicità di Dio, nell'anima.   Il vero cammino cristiano è quello che ci dona di poter vivere la croce in Gesù, nella Sua Volontà ;  anzi, addirittura come Gesù, come piccoli Gesù; piccoli, ma altrettanti Gesù.  Allora, per noi questo è un mezzo di discernimento per capire dove è la verità:  siccome Dio non prende mai ' in giro'  nessuno,  allora  è chi dice che si può fare qualcosa senza croce che ci sta prendendo 'in giro'!

La Divina Volontà non toglie la Croce, ma la rende gloriosa.  Come per Gesù, la Croce è stata la sua Gloria;  cioè, nella Croce c'era già la sua Risurrezione.  Non si deve quindi mai pensare che 'vivere nella gioia in Dio' significhi togliere da noi la Croce.  In noi rimane sempre questo contrasto;  ma quanto più abbracciamo la croce in Lui, tanto più troviamo la vera pace, la vera gioia.

Luisa continua il racconto della sua esperienza mistica :

 

<< Poi ha soggiunto:  " O Maestà Suprema:  in questo vuoto immenso ci sono tutte le creature,  ed io voglio prenderle tutte per metterle nel Vostro Santo Volere, affinché tutte ritornino al principio da dove sono uscite, cioè dalla Vostra Volontà. Perciò sono venuta nelle vostre braccia paterne, per portarVi tutti i vostri figli e miei fratelli, e legarli tutti con la Vostra Volontà; ed io a nome di tutti e per tutti voglio ripararVi e darVi l'omaggio, la gloria, come se tutti avessero fatta la Vostra Santissima Volontà. Ma, deh, Vi prego che non più ci sia separazione tra Volontà Divina ed umana!  E' una piccola bambina che ciò Vi chiede, ed ai piccoli so che Voi non sapete negar nulla " >>.

Anche nel libro: 'La Regina del Cielo...', Maria SS.ma dice come quando Lei, stando ancora nel seno di sant'Anna, la sua anima andava dalla SS.ma Trinità per glorificare Dio, per amarLo, ecc. ,  ed in quelle feste Lei si ricordava di noi che eravamo caduti nel nostro volere umano, del nostro dolore, della nostra sventura; ed è tanto il suo amore che addirittura convertiva quelle feste in pianto, e pregava con tutte le sue lacrime, così da poter attirare il Verbo sulla terra, che il Verbo si incarnasse. Questo ci insegna come, anche nei momenti di gioia noi possiamo e dobbiamo ricordare il dolore dei nostri fratelli, specialmente dei fratelli che ancora non conoscono la Volontà di Dio, non conoscono Gesù, non conoscono questo 'Dono', perché questa gioia sia donata anche a loro.  Forse poi, durante la giornata il Signore ci farà sentire qualche 'peso'..., ma noi lo accetteremo volentieri pensando con gioia che, questo nostro modo di pregare e di accettare ciò che il Signore dispone, fa sì che ora siamo più numerosi a conoscere la Divina Volontà.

Ogni volta che noi viviamo una gioia in questo modo, il Signore la dona anche agli altri rendendoli partecipi della nostra gioia. Lui non ci ha fatto questo 'dono' perché ce lo teniamo per noi, ma perché come nella parabola dei talenti lo mettiamo a frutto, perché molti altri lo possano avere. Questa deve essere allora la nostra continua intenzione, e ci chiederemo:  "Quale dono spirituale posso portare ai miei fratelli?" Possiamo, ad esempio, fare nostre queste preghiere alla Divina Volontà proprio per questi fratelli di questo cenacolo che Dio ha unito.  Se poi, in questa settimana il Signore mi ha fatto comprendere una cosa nuova e vedo che può essere il momento giusto per comunicarla a qualcuno, cercherò di condividerla, perché non è un 'dono' per me, ma da portare agli altri. Inizieremo quindi prima la condivisione tra di noi e questo formerà la vera 'unità', perché non c'è vera unità senza la condivisione dei doni di Dio

Questo vivere 'nella Divina Volontà', innanzitutto con un operato interno, come l' 'abbracciare' gli atti dei nostri fratelli per inserirli in Gesù, nella Sua Umanità e nella Sua Volontà, per offrirli al Padre, per fare riparazione e soddisfazione per tutti gli atti dei nostri fratelli,  per offrire gli atti che i nostri fratelli hanno già fatto nella Divina Volontà : questo, forma la vera 'unità'.

Ci sarà quindi prima in noi, questo operato interno, e poi anche condivideremo esternamente i doni, innanzitutto spirituali, che Dio ci ha fatto. Il Signore ci tiene tanto a questa 'unità':  l'unità tra i figli di Dio è il termometro della loro unità con Dio.  Se noi veramente viviamo nella Divina Volontà, siamo 'uni', tanto che abbiamo un solo pensiero, una sola parola, un solo agire, un solo cuore... Sapendo che Gesù vuole questo da noi, ci chiederemo allora: "Quali passi posso cominciare a fare perché poi il Signore conceda come dono, questa unità?"   Ed i passi che faremo li presenteremo a Lui per dimostrarGli che veramente desideriamo accogliere questo dono ma solo per suo amore, non per noi .

 

<< Ma chi può dire tutto ciò che feci e dissi? Sarei troppo lunga, oltre che mi mancano i vocaboli di ciò che dico innanzi all'Altezza Suprema...  Mi sembra che qui nel basso mondo non si usa quel linguaggio di quel vuoto immenso. Altre volte, poi,  mentre mi fondo nel Divin Volere  e quel vuoto immenso si fa davanti alla mia mente, giro per tutte le cose create e vi imprimo un 'Ti amo' per quella Maestà Suprema,  come se io volessi empire tutta l'atmosfera di tanti 'Ti amo', per ricambiare l'Amore Supremo di tanto amore verso le creature; anzi, giro per ogni pensiero di creatura e v'imprimo il mio 'Ti amo';  per ogni sguardo e vi lascio il mio 'Ti amo';  per ogni palpito, opera e passo, e li copro col mio 'Ti amo', che dirigo al mio Dio...; scendo fin laggiù nel mare,  nel fondo dell'oceano,  e ogni guizzo di pesce, ogni goccia d'acqua, li voglio riempire del mio 'Ti amo' >>.

Quando noi riconosciamo nelle opere del creato (nel sole, negli uccellini...),  nei nostri fratelli (cosa che a volte è per noi un po' più difficile)  e nelle circostanze (anche questo può essere più difficile), riconosciamo la manifestazione dell'amore di Dio, Dio crea in noi, ci comunica, la vita di quel suo attributo specifico che Lui ha manifestato tramite quella creatura.  Esempio: se nell'uccellino che canta noi riconosciamo la gioia di Dio  e lo ringraziamo, e mettiamo, nella Sua Volontà, il nostro 'Ti amo'  unito al suo che ci sta manifestando tramite quell'uccellino, Lui crea in noi la sua gioia, ci comunica la vita di quella gioia.

Questo è bello, e ci fa vedere come  possiamo ricevere la vita della Divina Volontà continuamente;  è come un gioco con Gesù;  basta come dice Luisa nel suo scritto tenere sempre lo sguardo fisso in alto.

Quindi,  se io sto soffrendo, forse per una certa situazione, od a causa di un fratello,  lì è il Signore che mi sta comunicando il suo amore.  Come il Padre ha amato il Figlio?  Mettendolo in Croce. Ma è nella Croce che Gesù ha riportato al Padre la Gloria a nome di tutti, ha salvato tutti quelli che poi vogliono essere salvi, che vogliono unirsi alla sua Passione, alla sua Croce, tramite la sua Chiesa, i Sacramenti, ecc.

Noi, molte volte nella Croce non vediamo l'amore di Dio;  ma se noi vediamo nella Croce Gesù che ci sta rendendo più simile a Sé, Gesù che ci sta rendendo addirittura partecipi dei frutti della sua Passione, e cioè corredentori, in Maria SS.ma, per la sua Gloria,  il Signore comunica a noi la manifestazione del suo amore che Lui ci sta donando tramite la Croce. Abbiamo cioè la possibilità di una comunione continua con la Divina Volontà;  basta volerla riconoscere ed il Signore ci darà luce, perché da soli non sapremmo riconoscerla , basta volerla riconoscere, per amarla.

E' un continuo 'ti amo' che viene da Dio e deve ritornare a Dio.  Come tra il Padre e il Figlio l'amore è continuo ('Ti amo', 'Ti amo', 'Ti amo'...), così deve essere tra Dio e noi, perché Gesù vuole renderci piccoli Se stesso. Dobbiamo quindi avere questo continuo rapporto d'amore con il Padre;  in ogni azione, in ogni cosa, prima di agire, prima di parlare, prima di pensare perché a volte facciamo più guai solo pensando, che non operando mettiamoci un minuto in comunione con il Signore, per riconoscere la manifestazione del suo amore in quella circostanza, e vedremo quale atto Lui ha creato per noi perché noi lo vivessimo in quel momento:  " Tu, Signore, mi stai manifestando questo. Che cosa vuoi che io viva in questo momento?  Quale atto Tu hai già preparato per me per donarmelo, in questo momento, come atto di amore mio verso di Te? " .  Diventa una comunione continua.

Il modello di questa vita è la vita di Gesù: nella vita di Gesù c'è la risposta a tutto, specialmente nella sua Passione. E' quindi importante conoscere il Santo Vangelo, dedicare tempo al Signore nella preghiera e voler conoscere anche gli 'Scritti'  sulla Divina Volontà, 'Le Ore della Passione' per vivere questo rapporto con il Padre, nella Divina Volontà, cioè come il Signore ce lo sta manifestando adesso, in una luce tutta nuova, che noi non potremmo capire senza l'aiuto di queste nuove disvelazioni, disvelazioni che ci portano a conoscere il Vangelo in questa nuova luce.

 

<< Onde dopo che dappertutto ha operato, come se avesse seminato il suo 'Ti amo', la piccola bambina si porta innanzi alla Maestà Divina,  e come se volesse farLe una grata sorpresa, Le dice: " Mio Creatore e Padre mio, mio Gesù e mio Eterno Amore,  guardate tutte le cose, e da parte di tutte le creature sentite che Vi dicono che Vi amano. Dovunque c'è il mio 'Ti amo' per Voi;  Cielo e terra ne sono pieni: e dunque Voi ora non concederete alla piccola piccina che la Vostra Volontà scenda in mezzo alle creature, si faccia conoscere, faccia pace con la volontà umana,  e prendendo il suo giusto dominio, il suo posto d'onore, nessuna creatura faccia più la sua volontà, ma sempre la Vostra? " >>.

Molte volte noi ci domandiamo: "Quando verrà il Regno di Dio?": lo aspettiamo come se il Signore venisse a cambiare in buone tutte le cose brutte da un momento all'altro;  oppure ci chiediamo: "Cosa succederà? Come succederanno questi cambiamenti?". Ebbene, come già ci ha insegnato Maria SS.ma con la sua vita e con il suo pregare per la venuta del Verbo,  qui attraverso Luisa Gesù ci insegna come l'unico nostro interesse deve essere la venuta del Regno di Dio. Dobbiamo cioè chiederLo, anticiparLo con le nostre preghiere. Non è importante il chiederci 'come', 'quando', 'dove' verrà il Regno di Dio;  perché il Signore procede per 'atti', non per 'tempo'. Lui non viene fra tre minuti o fra quattro minuti, ma verrà quando saranno compiuti un certo numero di passi che Lui ha stabilito per l'umanità, perché appunto l'umanità sia un po' disposta, almeno alcuni siano disposti, e che il tempo sia maturo per far scendere il Suo Regno più in pienezza. Ma siccome già ha iniziato a darlo, Lui vuole da noi che, innanzitutto, 'l'accogliamo' tramite le 'conoscenze' e tramite il 'volerlo vivere e condividere' con i fratelli, e vuole che lo 'chiediamo';  è per questo 'chiamare' il Regno di Dio, 'per la sua Gloria' non per un nostro benessere, per un vivere meglio... è per questo 'chiederglielo', per questo 'chiamarlo', che il Signore anticipa la venuta del Suo Regno. L'importante è avere lo sguardo attento che questo sia sempre ' per la sua Gloria' ,  non tanto per vedere un cambiamento più esteso. Sappiamo difatti che il Signore inizia le sue opere piano piano, prima con una singola creatura, poi le estende un pochino, poi di più...  Allora, dinanzi alla domanda: "Signore, quando verrai? quando verrà il Tuo Regno?", possiamo immaginare la sua controdomanda: "Quando vi decidete ad accoglierlo?";  perché non è tanto Lui che aspetta a darcelo, quanto piuttosto noi che siamo lenti nel prepararci ad accoglierlo!

 

<< Altre volte, poi, mentre mi fondo nel Divin Volere,  voglio dolermi di tutte le offese fatte al mio Dio,  e riprendo il mio 'giro' in quel vuoto immenso, per trovare tutto il dolore che il mio Gesù ebbe per tutti i peccati;   lo faccio mio e 'giro' ovunque, nei luoghi più reconditi e segreti,  nei luoghi pubblici,  su tutti gli atti cattivi,  per dolermi per tutte le offese...;  e per ciascun peccato mi sento che vorrei gridare in ogni moto di tutto il creato,  raccogliendo in me tutto il dolore di tutte le colpe:  "Perdono, perdono!" >>.

Se il ripetere questa preghiera: " In unione alla Tua Divina Volontà raccolgo in me tutto il dolore di tutte le colpe..."  è molto forte per noi,  pensiamo allora che il Signore si appoggia su di noi secondo le nostre piccole possibilità, perché anche 'pregando in Lui', siamo tuttavia, anche nella 'vita in Lui' siamo ancora molto piccolini, molto deboli, ma Lui sa che cosa vuole e può fare. Vuole però che da parte nostra, tutte le difficoltà, tutti i dolori della giornata li vediamo in questa intenzione.

Dopo questa preghiera, non possiamo più pensare a noi stessi, anche fossimo in una difficoltà spirituale. E questo potrà avvenire solo se la nostra volontà sarà unita alla Sua, perché se ci dividiamo dalla Sua, dobbiamo prima 'cambiare', in noi stessi, quel nostro 'no' con: " Perdonami, Gesù. Adesso, 'in Te' desidero dire 'sì', in Maria SS.ma " (sempre: 'in Te',  perché da soli possiamo dire neanche 'sì'),  e poi, per il resto, guardare sempre a Lui. Se però perdiamo la pace, quello no, non è 'dono'  suo; perché Gesù ci insegna che quando l'anima perde la pace è perché, anche se sta cercando Dio, non Lo cerca per Dio, ma per se stessa, per qualche fine umano. Allora Gesù ci dice che se perdiamo la pace, dobbiamo rientrare in noi stessi, vedere che cosa ci turba, distruggerlo, perché, se perdiamo la pace significa che la nostra volontà si è discostata in qualche cosa dalla Volontà di Dio,  e 'distruggerlo'  significa mettere al posto di quel 'no'  un 'sì',  sempre 'in Lui', attingendo da Lui la forza, sapendo che in noi stessi possiamo fare niente. Distruggendo ciò che ci disturba, ciò che ci ha distaccato dalla Volontà di Dio, noi troveremo nuovamente la pace. Al di fuori di questo caso, ogni dolore può essere vissuto come 'dono' del Signore, come manifestazione del suo Amore;  anche una freddezza... certo che se siamo freddi perché, ad esempio, siamo stati tutto il giorno dinanzi al televisore, è logico che, se poi ci mettiamo a pregare, non ci riusciamo!  Però, se noi diciamo: "Signore, desidero fare quello che Tu desideri; in ciò che mi sono discostata da Te, Ti chiedo perdono", e poi, ricominciamo,  se certe nostre debolezze attuali sono state causate da un nostro sbagliato modo di vivere della nostra vita passata,  se ora noi non vogliamo più offendere il Signore in queste cose, anche la debolezza presente la possiamo vivere nella sua Passione senza ripiegarci a pensare agli sbagli del tempo passato ,  basta che la nostra volontà adesso sia unita alla Sua: dobbiamo vivere tutto, tutto in Lui, senza mai guardare a noi stessi, perché il guardare a noi stessi uccide la vita della Divina Volontà nella nostra anima .

 

<< Non c'è offesa a Dio, sia pure la più lieve, di cui io non mi dolga e chieda perdono.  E per fare che tutti sentano questo mio implorare perdono per tutti i peccati, lo imprimo nel rumoreggiare del tuono, affinché tuoni in tutti i cuori il dolore di aver offeso il mio Dio;  'perdono', nello scoppio della folgore; doloroso pentimento, nel sibilo del vento, che gridasse a tutti 'pentimento e invocazione di perdono!'; e nel tintinnio delle campane, 'dolore e perdono!'; insomma, così in tutto. E poi porto al mio Dio il dolore di tutti ed imploro perdono per tutti, e dico: " Gran Dio, fate scendere la Vostra Volontà sulla terra, affinché il peccato non abbia più luogo! E' la sola volontà umana che produce tante offese, che pare che allaga la terra di peccati; la Vostra Volontà sarà la distruggitrice di tutti i mali. Perciò, Vi prego, contentate la piccola figlia della Vostra Volontà, che non vuole altro che la Vostra Volontà sia conosciuta ed amata e regni in tutti i cuori">>.

Sempre ' tutto per la Gloria di Dio' !   E questo è molto bello!

Scrive ancora Luisa:

 

<< Ricordo che un giorno stavo fondendomi nel Santo Volere Divino, ed io guardavo il cielo, che pioveva a dirotto, e sentivo un piacere nel vedere scendere l'acqua sulla terra...>>.

Quando in tutto desideriamo riconoscere la manifestazione dell'amore di Dio, tutto è motivo di gioia.  Ed è questa la gioia della Croce:  anche nelle cose che prima ci davano pesantezza, tristezza, diventano motivo di gioia;  è un 'ti amo' continuo che si riversa su di noi per essere riamato.

 

<< Ed il mio dolce Gesù, muovendosi nel mio interno, con amore e tenerezza indicibile mi diceva: " Figlia mia, in quelle gocce d'acqua che vedi scendere dal cielo c'è la Mia Volontà.  Essa corre rapidamente insieme con l'acqua; si parte per dissetare le creature, per scendere nelle viscere umane, nelle loro vene, per rinfrescarle  e costituirsi vita delle creature, e portar loro il mio bacio,  il mio amore...  Si parte per annaffiare la terra,  per fecondarla  e  preparare il cibo alle mie creature;  si parte per tanti altri bisogni delle stesse... La Mia Volontà vuole aver vita in tutte le cose create, per dar vita celeste e naturale a tutte le creature. Ma Essa, mentre va come in festa, piena d'amore verso tutti, non riceve l'adeguato ricambio, e resta come digiuna da parte delle creature " >>.

Meditando queste parole del Signore, ogni dolore che si presenta nella nostra vita lo possiamo allora vivere come 'presenza del Signore sofferente che ci chiede compagnia nel suo dolore';  che cioè ci sta manifestando quale dolere noi creature infliggiamo alla Sua Volontà. Nel nostro dolore noi possiamo allora dirci: " Adesso io posso consolare Gesù "; e questo lo posso fare realmente consolandoLo ' nella Sua Divina Volontà ' .

Se, ad esempio, una persona, con amore, cercando il momento giusto e con attenzione, cerca di porgere una verità, una 'luce' che ha ricevuto da Gesù, accertandosi che a quell'anima alla quale si rivolge possa essere utile in quel momento, e, nonostante tutto, viene rifiutata,  questa persona, nella sofferenza che prova per questo rifiuto,  invece di lamentarsi può vedere questo fatto ' in Dio', e quindi accorgersi che è la Divina Volontà che le sta chiedendo compagnia in questo suo dolore. Quante volte la Divina Volontà cerca di comunicarsi a noi 'come vita' tramite tutto quello che ci circonda e tramite la nostra stessa vita che ci viene donata continuamente (il palpito del cuore...), e quante volte noi la respingiamo!

Abituiamoci a  vedere nei piccoli dolori della nostra vita le sofferenze della Divina Volontà  e la compagnia che noi possiamo fare al Signore in tutto.

Vivere nella Divina Volontà è fare compagnia a Gesù in tutto, ma per fare questo è necessario dimenticare noi stessi.

 

<< " Figlia mia, la tua volontà fusa nella Mia, corre pure in quell'acqua che piove dal cielo, come insieme a Me, dovunque Essa va; non la lasciare sola,  e dalle il ricambio del tuo amore e della tua gratitudine per tutti ".

Ma mentre ciò diceva, sono rimaste come incantate le mie pupille:  non le potevo spostare da dentro quell'acqua che scorreva; la mia volontà correva insieme, e  vedevo in quell'acqua le mani del mio Gesù moltiplicate in tante,  per portare con le sue stesse mani l'acqua a tutti...  Onde, chi può dire quello che provavo in me? Lo può dire solo Gesù, che ne è l'autore. Ma  chi può dire i tanti modi, nel fondersi nel Suo Santissimo Volere? Per ora basta il dire. Se Gesù vorrà che seguiti altra volta, mi darà i vocaboli e la grazia di dire altro, ed io riprenderò il mio dire.

Oltre di ciò, stavo dicendo al mio Gesù:  "Dimmi, Amor mio,  che cosa è questo vuoto che mi si presenta davanti alla mia mente quando mi fondo nella Tua Santissima Volontà? Chi è questa bambina che esce da me, e perché sente una forza irresistibile di venire al Tuo Trono, per venire a deporre i suoi piccoli atti nel grembo divino, quasi per farGli una festa?".

Il mio dolce Gesù, tutto bontà, mi ha detto: " Figlia mia, il vuoto è la Mia Volontà non corrisposta, messo a tua disposizione, che vorrebbe riempirsi di tanti atti per quanti le creature ne avrebbero fatti, se avessero tutte adempita la Nostra Volontà.

Questo vuoto immenso che tu vedi, rappresentante la Nostra Volontà, uscì dalla nostra Divinità a bene di tutti nella Creazione, per felicitare tutto e tutti; quindi era come di conseguenza che tutte le creature dovevano riempire questo vuoto coi ricambi dei loro atti e con la donazione della loro volontà al loro Creatore; e non avendolo fatto, Ci hanno contristati con l'offesa più grave che immaginar si possa. Perciò chiamammo te con missione speciale, per essere (questo vuoto) ricambiato e ricolmo di ciò che gli altri Ci dovevano: ed ecco la causa per cui prima ti disponemmo con una lunga catena di grazie, e poi ti domandammo se volevi far vita nella Nostra Volontà, e tu accettasti con un 'sì', fermo e irretrattabile, legando la tua volontà al Nostro Trono, senza volerla più riconoscere,  perché  volontà umana e Divina non si riconciliano,  né possono vivere insieme..." >>.

Proprio come Gesù dice nel Vangelo: " Non si può servire a due padroni:  o si amerà uno e si odierà l'altro... ".

Quando Gesù dice a Luisa: " Perciò chiamammo te con missione speciale per essere (questo vuoto) ricambiato e ricolmo di ciò che gli altri Ci dovevano",  queste parole sono rivolte a Luisa, ma valgono anche per noi.

A parte Maria SS.ma, che è sempre la prima,  Luisa è stata la prima creatura nata con il peccato originale a 'vivere in'  questo 'Dono'  della Divina Volontà dopo la caduta di Adamo ed Eva.  Ora però Gesù chiama anche noi.

Il primo nostro compito è 'vivere' questo 'Dono' e condividerlo con il nostro prossimo, sia con la preghiera che con l'esempio, con la parola, ecc., come il Signore ci mostra passo passo.

Dobbiamo perciò tener sempre presente che questo 'Dono' che il Signore ci fa è per noi anche una 'missione';  ed è la 'prima' missione che abbiamo, perché questo è il primo scopo per cui Dio ci ha creati,  e che ora ci sta facendo conoscere piano piano.

Nella vita pratica poi il Signore manifesta ad ognuno il 'come'  vivere 'nella Divina Volontà, 'come' vivere questa missione, ognuno nel proprio ambiente.

Lui ci manda come missionari nelle nostre famiglie, nel nostro lavoro, nei nostri ambienti, per portare la vita della Divina Volontà; innanzitutto 'vivendo il lavoro', 'vivendo la vita di famiglia', 'nella Sua Volontà', quindi come una 'presenza' di Divina Volontà in quell'ambiente, tra quelle persone;  e poi, dove è possibile, 'manifestando' ai nostri fratelli questo 'Dono' che il Signore sta facendo conoscere a noi.

E vediamo anche come il Signore, durante la nostra vita, ci ha predisposti, ci ha formati, perché potessimo accogliere queste conoscenze, questa Vita e donarle agli altri. Forse noi non capivamo che Lui, tramite il dolore, stava formando il vuoto (di tutto ciò che non è Lui) nelle nostre anime, ed anziché ringraziarLo, Gli chiedevamo: "perché questo dolore?" e sappiamo che il 'perché?' viene dal demonio! ;  ma oggi vediamo come Dio ci ha preservato da tante cose, ci ha predisposto in tanti modi, e quindi oggi lo ringraziamo. Questo ci dice che  tutto quello che il Signore vuole, o permette, che ci accada è tutto finalizzato a compiere il suo disegno su di noi, se noi siamo docili nelle sue mani.

Prosegue Gesù a Luisa :

 

<< " Onde quel 'sì', cioè la tua volontà, esiste fortemente legata al Nostro Trono. Ecco perciò l'anima tua, come piccola bambina rinata nel Nostro Divino Volere, è tirata innanzi alla Maestà Suprema, perché salendo innanzi a Noi, il tuo volere, che è già il Nostro, ti precede, e senti  il Nostro Volere che come potente calamita ti attira;  e  tu, invece di guardare la tua volontà, ti occupi solo di portare in grembo a Noi tutto ciò che hai potuto fare nella Nostra Volontà  e deponi nel Nostro seno la Nostra stessa Volontà,  come l'omaggio più grande che a Noi si conviene e il ricambio a Noi più gradito" >>.

Ricordando quindi che è questo ' l'omaggio più grande che si conviene a Dio ed il ricambio che più Gli è gradito', rinunceremo ad altre cose belle che noi vorremmo fare, anche per il Signore ma a volte forse pensiamo di farlo per il Signore ed invece lo facciamo per noi stessi... ,  con la fede di un bambino. Gesù nel Vangelo dice che Maria (di Betania)  ' ha scelto la parte migliore che non le sarà tolta'. Eppure, Marta stava servendo Gesù, preparando il pranzo... faceva una cosa molto bella, umanamente parlando;  ma  davanti a Dio 'Maria ha scelto la parte migliore! ' .

Quindi,  la vita che Gesù ci insegna, attraverso Luisa, si tratta di una ' vita nella fede', di una vita nascosta;  ma sarà: ' vivere ogni momento nella Divina Volontà' .

Riguardo poi alle cose esteriori, se facciamo quello che il Signore desidera da noi, non possiamo dire che facciamo di più se facciamo una cosa piuttosto che un'altra, ma facciamo di più se facciamo quello che Lui ci chiede. Questa considerazione ci aiuta a mettere un po' di ordine nella nostra vita, a discernere, per non seguire tutte le idee che ci vengono in mente, siano pur belle in se stesse, ma che il Signore non ci sta chiedendo in quel momento.

 

<< Onde,  la noncuranza della tua volontà, che già hai perduta di vista, e  il solo Volere Nostro, che vive in te, Ci mette in festa; i tuoi piccoli atti fatti nel Nostro Volere Ci portano la gioia di tutta la Creazione, sicché pare che tutto Ci sorrida e tutte le cose create ci facciano festa >> .

Se noi guardiamo ai frutti di un momento che desideriamo vivere  ' nella Divina Volontà' ,  questo ci dà la gioia e la forza di vivere ogni situazione, perché è addirittura un ' portare festa a Dio', ' consolarLo' di tutte le amarezze che riceve dall'umanità (quante cose brutte succedono nel mondo!) e che ha ricevuto anche da noi, e che purtroppo tante volte ancora riceve, anche da noi. Vivere ' nella Divina Volontà ' consola Dio da questi dolori.

 

<< E nel vederti scendere dal Nostro Trono, senza neppure una attenzione alla tua volontà, come perduta nella Nostra, e vedendoti ritornare sulla terra portandovi la Nostra Volontà, ciò è per Noi una gioia infinita ... >>.

" E vedendoti ritornare sulla terra...":  sul Tabor, gli Apostoli sarebbero voluti rimanere là, ma Gesù li ha invitati a scendere, ad 'andare'. Nei momenti di preghiera e quando il Signore forse ci dona nuove 'luci', dobbiamo ricordare che, dopo, quelle 'luci' dobbiamo andare a portarle. Quindi, dopo una giornata di 'Ritiro'  si va in 'missione',  bisogna 'portare'  quello che il Signore ci ha donato; poi si ritorna con il rapporto con il Signore per riportarGli il 'grazie', la 'gloria', l''amore' e tutto quello che Lui, tramite noi, ha voluto donare;  ma questo è per ricevere nuove cose da portare agli altri. Sempre ci deve essere questa intenzione e questo lavorio, altrimenti non possiamo dire di vivere in Dio.

 

<< " Perciò ti dico sempre: sii attenta al Nostro Volere, perché in Esso c'è molto da fare;  e quanto più farai, tanta più festa Ci apporterai, e il Nostro Volere si verserà a torrenti in te e fuori di te " >>.

Nella vita nella Divina Volontà possiamo trovare la vera gioia; non andiamola a cercare in altre cose. E non andiamo a cercare risposte da altre fonti fuori della Verità di Dio; non cerchiamo risposte dal mondo, da consigli umani, perché troppe volte si ricevono solo risposte umane. Cerchiamo le nostre risposte sempre nel Santo Vangelo, negli esempi di Gesù e di Maria SS.ma, e in questi 'Scritti' che il Signore ci sta facendo conoscere. E poi, possiamo avere aiuto dai fratelli con i quali il Signore ci ha uniti. Sarà quindi bello iniziare a condividere tra di noi le gioie, ma anche i dolori;  e vedremo che, se abbiamo il desiderio di porgere qualcosa 'in Dio',  vedremo come il Signore, anche tramite ognuno di noi aiuterà il nostro fratello, anche se noi non siamo capaci di parlare, non sappiamo dare consigli... E questo formerà tra noi una vera amicizia, una vera condivisione;  come in una famiglia dove tutti devono portare la stessa gioia e la stessa croce. Ed il Signore ci darà  la vera 'unità'  'nella Sua Volontà'.

 

(C.:) Perché nei nostri incontri, nei nostri 'stare insieme' per meditare sulla ' vita  nella Divina Volontà' ,  ci sia una impronta divina, non umana,  proviamo a rimanere in ascolto di quello che Gesù ci vuole comunicare, anche quando non leggiamo questi 'Scritti', anche quando umanamente e fisicamente non ci stiamo comunicando ma nello spirito, sì, siamo in comunione . Quando vogliamo fare domande su queste Verità, facciamole prima a Gesù, continuando ad ascoltare ed a meditare quello che Lui ci sta dando, e, nel nostro desiderio di essere 'uni' con Lui, Lui ci renderà 'uni', ' in Lui ' anche con i nostri fratelli; Lui ci renderà canali di grazia, di amore, di luce, di pace; ci renderà 'sostegno'. Altrimenti, quello che Lui ci comunica viene disperso, se lo viviamo subito umanamente.

Quello che stiamo vivendo nel nostro cuore, custodiamolo, conserviamolo, porgiamolo a Gesù perché Lui lo faccia crescere. In ogni nostra domanda andiamo da Lui, proprio come figli al Padre: "Padre, non ho capito questa cosa. Aiutami". Non ci arriverà subito la risposta?  Poco per volta. Poi, comunicheremo anche fra di noi, condivideremo...  Però, proviamo a fare in questo modo, dicendo a Gesù: " Gesù, vogliamo che i nostri incontri abbiano veramente una impronta divina, nel Tuo Amore e nella Tua Volontà " .

Ed ognuno, con la propria vita, può aiutare l'altro nel vivere questo desiderio di rapporto con Dio,  perché sia poi allargato a tutti.

... ... In ogni cosa dobbiamo sempre vedere che cosa Gesù ha vissuto, che cosa ci ha manifestato con la sua vita.

Gesù, sulla Croce, ed in tutta la sua vita, si è caricato del nostro peccato, perché noi, non solo non eravamo nella Divina Volontà, ma eravamo fuori della Redenzione, e quindi Lui ha dovuto fare tutto un lavorio, per dare al Padre riparazione per tutte queste offese che il Padre riceveva e continua a ricevere dai suoi figli.

In Gesù,  noi possiamo continuare ad abbracciare gli atti dei nostri fratelli, e, ' in Lui', per ogni atto cattivo fare un atto buono, un atto di riparazione;  ma prendendoli sempre da quelli della vita di Gesù,  perché, essendo anche noi esseri umani, fuori di Lui non possiamo farlo;  invece Lui, nella Sua Umanità, ci introdurrà a vivere nella Divina Volontà. Dobbiamo sempre comunque passare per la Sua Umanità.

   Su queste realtà non si possono fare ragionamenti per cercare di capirle mentalmente. Qui si tratta di un operato interiore che, facendolo, ci darà la possibilità di crescere anche nella comprensione delle Verità che stiamo vivendo.

Allora, ogni volta, noi: ' in Gesù',  'uniamo' i nostri pensieri ai pensieri di Gesù, le nostre parole alle parole di Gesù... E nei pensieri di Gesù noi troviamo i pensieri di tutte le creature, anche i pensieri che hanno offeso Dio, anche i pensieri di superbia. Diamo allora per ogni pensiero cattivo un pensiero di riparazione, un pensiero di amore, un pensiero di umiltà (nel dire: "Signore, fammi comprendere") .

In questo modo, ' in Gesù', il Padre riceverà riparazione per tutti i pensieri delle creature, e sarà ricostituito quel rapporto che il nostro fratello ha interrotto od anche noi stessi abbiamo interrotto a causa di quel pensiero 'fuori' da Dio, di quel pensiero di peccato...

A quel punto, Dio riverserà luce, grazie, su questo nostro fratello. Poi, sta al fratello dire: sì;  ma a noi tocca, 'nell'operato di Gesù', 'nell'Umanità di Gesù',  di nuovo unire il fratello al Padre il fratello che si è discostato , perché il Padre non veda più un operato cattivo o anche solo un operato umano ma veda l'operato di Suo Figlio, e riversi luce e grazia.

Noi pregheremo così: " Signore, io voglio mettere il mio ' sì '  nel Tuo Atto,  per tutte le creature " ...  Sapendo però che quando Dio poi busserà al cuore della creatura, ogni creatura dovrà poi comunque dire il proprio ' sì ' personale, perché Dio ci ha creati liberi nella volontà.

 

Seguono stralci di brevi risposte ad alcune domande

 ( G. : )

... Gesù dice: " La Croce salda ogni debito. Dopo aver saldato tutti i debiti, forma all'anima il trono più sfolgorante... ".

Tramite la Croce, Gesù ci purifica. Ma poi c'è un'altra 'Croce di corredenzione', vissuta in Lui, che è una Croce 'per la Gloria del Padre' e 'per la salvezza delle anime';  ed è la Croce che ha vissuto Gesù: Gesù non aveva bisogno di purificazione. Però, non sta a noi decidere se dobbiamo ancora vivere la croce di purificazione oppure la croce di corredenzione. Noi dobbiamo, in ogni Croce, vedere che la nostra volontà sia unita alla Volontà di Dio, e se in qualche cosa ci siamo discostati, chiedere perdono e rimetterla nella Sua Volontà; e poi vivere ogni Croce nella Passione di Gesù senza pensare se il Signore me la sta dando per purificare me o per aiutare la salvezza delle anime:  io la vivrò ' per me, e per tutti, nella Sua Volontà ' .

... ... Gesù, nella sua vita ha glorificato il Padre a nome di tutti, ma non tutti si salvano, perché solo chi 'accoglie' la salvezza si può salvare. Ma Gesù, con il suo operato ha reso al Padre la 'Gloria' come se tutti avessero corrisposto all'amore del Padre; ed ha ottenuto le grazie perché ognuno potesse convertirsi ed essere salvato. Lui ci porge continuamente queste infinite grazie che ci ha ottenuto, però da parte nostra ci vuole il nostro ' sì ' , perché il Signore ci ha creati liberi e vuole un amore libero, un amore di figli, non vuole dei servi.  Gesù ' rende la Gloria al Padre' come se tutti avessero corrisposto ed ottiene per tutti sempre maggiori grazie per poter corrispondere; ognuno poi, però, è libero di rispondere.

... Gesù dice:  " Gli atti fatti ' nella Mia Volontà' , sono la nuova salvezza del mondo " .

 

( C. : )

... Noi vorremmo che il Signore stabilisse subito il Regno della Sua Volontà sulla terra. Ma guardiamo a Gesù, con quanta pazienza sta attendendo l'avvento del Regno della Divina Volontà! Lui, che viveva nella Divina Volontà; Lui, che viveva, nel suo interno, e nel suo rapporto con Sua Madre, nel Paradiso Celeste sulla terra! Lui ha sacrificato questo suo Paradiso perché noi non eravamo pronti ad accoglierLo, perché prima ci voleva la Redenzione. Lui ha atteso! Anche noi quindi dobbiamo saper attendere, per 'riparare'  questa sua pazienza,  per 'riportarGli' quella Gloria...

Gesù ci spiega, in diversi passi di questi 'Scritti', che è vero che c'è tanto male nelle creature, male più o meno visibile; però, Gesù è presente in tutti i suoi figli. Io quindi non devo vedere Gesù solo in quel fratello che mi comunica amore, luce e pace;  ma devo sapere che Gesù è anche in quel fratello che sta uccidendo Gesù nell'interno di se stesso. Ed io devo fare compagnia a Gesù Crocifisso in quell'anima, a Gesù morto o moribondo. Quindi, quando io faccio compagnia a Gesù in quell'anima, non posso odiare quell'anima, perché dentro quel fratello c'è Gesù che viene martirizzato. Con questo mio atteggiamento di riconoscere ed amare Gesù in quel fratello, Gesù comincia a risorgere in quell'anima. Ma quanti fanno questo?  E' un discorso sostanzialmente di fede e di amore.

In questo modo, Gesù comincia a risorgere in coloro che Lo stanno uccidendo    a partire da noi; perché siamo noi poi i primi ad ucciderLo in piccole o grandi occasioni che ci si presentano nella vita .

Gesù comincia a risorgere quando qualcuno Lo sta riconoscendo nel fratello che Lo uccide,  quando qualcuno Gli vuole dare risurrezione prendendo su di sé quelle morti che Gli dà il fratello, dandoGli pensieri di amore, di riparazione, offrendoGli i palpiti del proprio cuore.

Continuamente dobbiamo fare questi atti:  in famiglia, al lavoro, sull'autobus; con qualunque fratello, anche se non lo conosciamo.  Continuamente dobbiamo chiedere a Gesù di risorgere.

Gesù dice ancora: " Mentre satana ha avuto accesso nell'Eden terrestre, satana non avrà accesso nel Regno della Divina Volontà " .

Allora,  sta a noi voler vivere in questo Regno della Divina Volontà. E quanto più noi vorremo e cercheremo di vivere in Esso, ' fondendoci con Gesù ', facendo questi atti,  tanto più questo Regno si estenderà.

E Gesù dice che: " La porta del Regno della Divina Volontà è aperta, perché Io, con Luisa l'ho aperta per tutti. Mia Mamma ed Io l'abbiamo vissuta in pienezza, ma ancora non avevamo aperto le porte, perché ci voleva prima la Redenzione. Con Luisa, Io ho aperto la porta, sulla terra, per tutte le generazioni, per entrare a vivere in questo Regno della Divina Volontà. E tutti vi possono accedere.  Ed una volta che la creatura  ha deciso di entrarne, non ne potrà più uscire; non perché Io non la lasci libera, ma perché lei stessa non vorrà più uscirne ".

Ed a quel punto, satana non entrerà, perché dove lui sente la sola parola: 'Volontà di Dio',  non si avvicina;  perché il primo atto che lui ha fatto, è stato un atto di disubbidienza contro la Volontà di Dio;  e quindi, non si avvicina dove c'è la Volontà di Dio .

Conoscendo queste cose, noi ci preoccuperemo di fare della nostra vita un atto perenne ' nella Divina Volontà' ,  una preghiera perenne ' nella Divina Volontà' ,  perché si estenda questo Regno,  e perché satana non abbia accesso.  Dove c'è la Divina Volontà, satana non c'è.

Se noi crediamo questo, anche nei nostri fratelli che non vogliono accogliere il Signore, pian piano Gesù avrà risurrezione attraverso anche questo nostro ' farGli compagnia'.

E' vero che ad ognuno rimarrà poi comunque sempre il libero arbitrio... Ma, noi occupiamoci di 'ridare al Padre la Gloria che Gli viene tolta' ;  sarà poi Lui a dare la luce a quelle anime, se sarà necessario.

... Gesù dice anche: " Il mio modo di patire fu nel non guardare le sofferenze, né da chi Mi venivano le sofferenze  dai nemici e poi da ognuno di noi , ma nel guardare la 'Gloria' che intendevo dare al Padre ed il bene che stavo ottenendo per le anime ":  quindi, nel guardare i ' frutti ' della Croce.

Come ci comporteremo allora dinanzi ad una sofferenza? Se, ad esempio, ad uno di noi fa male un braccio: non ci lamenteremo, non ci irriteremo con chi forse può essere stato la causa di questo nostro male al braccio, ma vedremo i frutti che potranno derivarne da questa sofferenza.  Diremo:  " Signore, questo dolore del braccio lo inserisco nella Tua Passione, e quando vediamo Lui Crocifisso, il nostro dolore diventa piccolo piccolo, perché è niente davanti al suo! ed  intendo riparare il Padre per tutte le azioni cattive che noi uomini facciamo con le braccia; intendo ringraziarLo per il dono del moto nelle braccia e ringraziarLo per ogni dolore che ci concede...": e questo 'ringraziare', 'ringraziare', 'ringraziare', ci porta la gioia !

Poi, chiederemo che tutti abbiano la luce di usare le proprie braccia 'per la Gloria di Dio' e 'per il bene dei fratelli', e 'ripareremo'  per tutti e per tutto...

   Facendo tutto questo lavorio interiore, pensando ai 'frutti',  con fede e certezza che il Signore li attua anche perché Lui ha dato il pegno della Croce ,  non si guarderà più allora alla croce come una cosa nera, brutta, ma la si vedrà come croce gloriosa;  ed una croce luminosa è bella perché, guardandola, è luce !

E' importante che nel nostro cuore ci sia la gioia, ' per la Gloria di Dio ' , ovviamente.

 (C.:)    Nella Volontà di Dio!   Sempre!

 

 (C.:)    Chiediamo a Gesù di continuare, in noi, ad ascoltare il suo infinito amore, le sue infinite verità, per la sua Gloria e per la santificazione di tutte le creature.  Gloria al Padre, al Figlio, allo Spirito Santo,  come era nel principio, ora e sempre, neisecoli dei secoli,  nel Tuo Eterno Volere.

         

Continuando ciò che finora è stato detto e letto, vediamo un po' più l'aspetto della  preghiera ' nella Divina Volontà' .

Leggiamo due brani abbastanza brevi, e poi vediamo, nel corso di questi brani, le ' luci'  che Gesù ci dona.

 

Dal Volume 11, Giugno 15, 1916: << Continuando il mio solito stato, il mio sempre amabile Gesù è venuto e mi ha trasformata tutta in Lui e poi, mi ha detto: " Figlia mia,  riversati nel Mio Volere  per farMi riparazioni complete " >> .

Dobbiamo dire che veramente ogni parola che Gesù ci sta comunicando attraverso questi 'Scritti'  benedetti contiene una vita divina, contiene una immensità di Grazia.

Quando qui leggiamo che Luisa dice: "Mi ha trasformata tutta in Lui", noi ci rivolgiamo allora a Gesù: " Com'è possibile, Gesù, che Tu possa trasformarci tutti in Te? " .

Ma pensando alla materia, come la cera che si fonde al fuoco, od a due materiali fusi che si uniscono e si fondono insieme, dobbiamo allora dirGli: " Sì, purificami con il fuoco, ma consumami a tal punto da essere così fusa in Te da essere con Te una cosa sola " .

Lui allora ci dona l'aiuto dicendoci: " Abbiate in voi un'attitudine a voler far vivere sempre la Divina Volontà. Ogni atto che fate, ogni pensiero, ogni parola, ogni opera, ogni passo;  i palpiti, i respiri,... tutto, versatelo sempre in ciò che Io ho operato, versatelo sempre nella Mia Umanità, perché Io lo possa poi versare nella Divina Volontà " .

A quel punto, vedremo che i nostri atti umani quasi perderanno la loro forma ed acquisteranno la forma degli Atti di Gesù;  proprio come un liquido che noi versiamo in un recipiente, prende la forma di quel recipiente. Ma per fare questo, bisogna che Gesù ci consumi tutti con il fuoco del suo amore, e quindi bruci in noi tutto ciò che non è suo amore, tutto ciò che non è Sua Volontà.

Questo comporta un po' di sofferenza, ma, in cambio di quel piccolo sacrificio che ci viene richiesto, avremo una grande gioia. Gesù lo dice a Luisa: " Il difficile, nelle creature, non sarà tanto il ' sacrificarsi' quando avranno conosciuto le meraviglie che Io sto operando e che voglio operare in voi,  ma sarà piuttosto il 'conoscerle', queste meraviglie ". DiamoGli allora questo Fiat  del 'Sì'. Perché, se io non conosco Gesù, se io non conosco questa sua vita divina che vuole operare in continuazione in noi, come posso innamorarmene, come posso volere 'sacrificarmi' lo dico tra virgolette perché, di fronte a tanta grazia il sacrificio diventa gioia, diventa amore... .

Impegniamoci allora in queste 'conoscenze' ed in questo sempre ' versare' ogni nostro operato nel Suo .

Poi, Gesù dice: " Riversati nel Mio Volere per farMi riparazioni complete ". Quale è l'interesse di Gesù?  E' ' ricevere riparazioni complete da parte della creatura '; che è esattamente quello che Lui faceva per il Padre.

Il chiedere a Gesù la propria santità individuale, ' per la Sua Gloria ',  può essere già una cosa buona;  ma non è ciò che Gesù faceva. Lui voleva ' riportare al Padre la santità di tutti, la 'Gloria' di tutti, l'amore di tutti ' . E Lui ci sta chiedendo questo;  e ci dice:  " Adesso lo potete fare, in ogni momento della vostra vita, ' vivendo nella Mia Volontà ' , 'circolando', in questa Mia Volontà, in tutti ed in ognuno, nei pensieri di tutti e di ognuno, portandoMi riparazione, portandoMi ringraziamento, portandoMi amore, per l'operato di tutte le creature " .

Si tratta di un Dio che vuole un qualche cosa che sia divino, che prenda 'tutti', non soltanto noi.  E questo 'tutti' , non si riferisce solo a coloro che vivono in questo tempo, ma, 'in Gesù', abbraccia tutte le generazioni, passate, presenti e future;  perché Gesù questo lo ha già fatto.

Gesù, questo lo ha fatto, per il Padre;  ma perché l'uomo viva quello che Lui ha vissuto, ha bisogno del nostro ' ' . Se noi diciamo:  " Sì, ' in Te' , lo voglio vivere " , Lui continua in noi a  portare al Padre la Gloria  a nome di tutti.

 

Continua Gesù:

<< " Il mio amore ne sente un irresistibile bisogno; a tante offese delle creature vuole una almeno che, frapponendosi tra Me e loro, Mi dia riparazioni complete, amore per tutti, e strappi a Me grazie per tutti; e questo lo puoi fare solo nel Mio Volere, dove troverai Me e tutte le creature" >> .

 " Il mio amore ne sente un irresistibile bisogno...": Gesù, che è Dio, che è Tutto, non ha bisogno di nulla, ma si comunica alla nostra umanità usando vocaboli che noi possiamo comprendere.

Di fronte al ' bisogno di amore ' di un Dio, posso io guardare a me stessa? O non sono chiamata a guardare esclusivamente a Colui che è Amore,  e che mi dà tutto il suo Amore,  per ridarGlielo?

E quando il Signore dice: " Voglio una creatura che si frapponga tra Me e i miei figli,  tra  Me e coloro che Mi stanno ancora uccidendo, ancora offendendo " ,  è chiaro che non si sta rivolgendo solo a Luisa !

Pensiamo che, per una creatura, per Maria SS.ma, Dio ha anticipato il tempo della Redenzione. Perché Maria SS.ma  era una creatura che viveva pienamente nella Divina Volontà e che aveva pienamente la Divina Volontà operante ed agente in Se stessa, sempre;  perché Lei non ha dato un palpito di vita alla sua volontà umana, ma sempre solo è vissuta nella Volontà di Dio.

Gesù dice: " Voi, popolo di adesso, che avete già ricevuto il dono della Redenzione, e che siete di numero più grande rispetto a Maria SS.ma che era una sola persona,  potete insieme vivere ed impetrare questo ' Dono ' , per tutti, ed ottenerLo,  ed allargare ed estendere questo Regno ".

Questo Regno, nella sua manifestazione sulla terra è iniziato, con Gesù e Maria SS.ma , ma, come per la Redenzione Gesù ha inviato i discepoli: " Andate a portare il Vangelo fino agli estremi confini della terra ",  ora chiede la stessa cosa per il ' Dono ' della Divina Volontà :  " Andate e portateLo fino agli estremi confini della terra. Altrimenti non ritornerà questo ordine  anche se a Dio, sì, la Gloria Gli è già ritornata ,  non ritornerà nel creato l'ordine nel quale Io l'avevo pensato e creato " .

Gesù non usa vocaboli 'a caso'  nei suoi insegnamenti. Quando Lui ci invita a dire:  " Grazie, per me, e grazie per tutti " ,  è come se Gli dicessimo:  " Gesù,  guarda questi tuoi figli nella tua luce, nel tuo amore,  perché io Ti voglio riparare per loro;  nella Tua Croce, voglio farmi carico del loro operato. E se ci deve essere equilibrio con la Tua Giustizia, Tu guarda me, non guardare loro, ma da' grazie a loro " .

Questo è lo stesso operato che ha fatto e fa Gesù; quindi non potrà dirci di no. Con questo nostro modo di agire, Gli strapperemo grazie per quelle anime; sarà quindi più difficile a quelle creature dire di no ad un Dio che riversa loro grazie con una potenza incredibile!    Però, Gesù ci dice:   Questo lo puoi fare solo ' nel Mio Volere' ,  dove troverai Me e tutte le creature ". E Gesù stesso spiega:  " Io, come Dio, avendo umanamente sempre agito in modo perfetto, ho dovuto sempre agire in una Volontà Divina, per trovare tutte le creature, e riportare a Dio la 'Gloria' di tutte le creature.  Come ho fatto Io, così fate anche voi ".

Questo modo di vivere significa: 'Croce' , Croce ' in Gesù', ma è Croce gloriosa, è Croce vissuta ' nella Sua Umanità ' , come piccoli altri Gesù.

Allora, quando noi usiamo la parola ' amore',  chiediamoci:  " E' amore che dona,  o è amore che vuole ricevere? ". Quando in noi c'è amore che ' vuole donare' , non possiamo dimenticare che il 'dono' è vero solo quando è nel sacrificio e nel dolore.

Se vivremo ogni cosa ' nella Umanità di Gesù' , ' nella Sua Croce' , capiremo allora, ' in Gesù' ,  se stiamo vivendo per Lui e per portare salvezza alle anime,  o se stiamo vivendo per noi stessi.

 

Continua a dirci Gesù:

<< " Oh, con quali ansie sto aspettando che entri nel Mio Volere,  per potere trovare in te i compiacimenti e le riparazioni di tutti;  e solo nel Mio Volere troverai tutte le cose in atto, perché Io sono motore, attore e spettatore di tutto " >> .

 " Solo nel Mio Volere troverai tutte le cose in atto " .

Gesù dice molto chiaramente che  tutto quello che Lui ha vissuto nella sua vita terrena, è in continuo atto di donazione per tutti i suoi figli  ovviamente, dobbiamo ' volerlo'  accogliere . Quindi,  le preghiere di Gesù, i suoi patimenti, i suoi insegnamenti, le sue parole di verità, i suoi miracoli: tutto è in continuo atto di donazione; proprio perché è tutto fatto in una Volontà Divina, che ha potere di moltiplicare all'infinito, di creare all'infinito, e di continuare i suoi atti che Gesù ha fatto sulla terra;  e che Lui però vuole continuare nelle creature che dicono:  "Sì, voglio vivere in Te, nella Tua Volontà! Continua questo Tuo operato" , atti che andranno a beneficio di quanti li sapranno accogliere. Ovviamente, qui entra la disposizione della creatura:  più la creatura sarà disposta,  più Gesù entrerà in lei con il Suo operato.

Gesù dice: " La conoscenza del Dono della Mia Volontà, si estenderà tanto di più quanto più voi farete atti ' nella Divina Volontà' ".

Però questa non è una cosa che noi vediamo o che possiamo umanamente misurare. Ma noi facciamo, con fede, atti ' nella Divina Volontà', sapendo che questi atti ' nella Divina Volontà' porteranno luce alle menti delle creature, amore al loro cuore; porteranno loro il desiderio di conoscere una cosa di cui forse a livello di scritto  non ne conoscono ancora l'esistenza.

E Gesù dice ancora:  " Questi ' Scritti', queste Verità, che Io vi disvelo,  contengono una tale luce, che la luce di queste Verità che è la stessa luce della Mia Divina Volontà eclisserà le umane volontà ". E' questo un Sole che eclissa tutto ciò che è più piccolo del Sole, ma perché vuole trasformare tutto in Sole, vuole avvolgere tutto in Sé! Ed è a questo punto, che la creatura vive nel Sole di Dio!

Rispettando però, il Signore, il libero arbitrio della creatura, forse alcuni non sapranno riconoscere nell'operato del Signore l'amore che Lui ha verso di loro e non daranno il loro 'sì',  non lasciandosi quindi eclissare da questo Sole;  e questo, nonostante le nostre preghiere ' nella Divina Volontà', nonostante il nostro offrire le preghiere di Gesù, i suoi patimenti, i suoi insegnamenti... Noi non dobbiamo però perdere la pace dinanzi a questo 'no'; a noi spetta solo cercare di vivere ' nella Divina Volontà'  e trasmettere agli altri questo 'Dono' che il Signore ci fa conoscere;  poi, affidiamoci al Signore ed affidiamo gli altri a Lui. Saprà Lui lavorare piano piano nei cuori    come d'altra parte sta facendo con noi  .

 

Continua ancora a scrivere Luisa:

<< Ora, mentre ciò diceva, mi son riversata nel Suo Volere; >>

Ecco la bellezza e la semplicità di quest'anima! Come Gesù le manifesta ciò che per Lui è gioia, ciò che Lui desidera dalla creatura, lei immediatamente lo fa, lei immediatamente segue l'operato di Dio, segue le sue parole, segue il suo amore. E' il ricambio dell'amore che ognuno di noi deve dare al Signore per tutto quello che ci dona. Appena conosciamo ciò che fa piacere al Signore, ridoniamoGlielo subito, senza aspettare un secondo, perché è un dono che Lui ci ha fatto. E questo va vissuto sempre nella condivisione con i fratelli, perché il Signore vuole che il suo dono possa circolare fra tutti, per poi ritornare a Lui.

 

<< Ma chi può dire ciò che vedevo? Mi trovavo a contatto d'ogni pensiero di creatura, la cui vita veniva da Dio; (a contatto) di ciascun pensiero;  ed io,  nel Suo Volere, mi moltiplicavo in ciascun pensiero,  e con la santità del Suo Volere  riparavo tutto, avevo un 'grazie' per tutti,  un 'amore' per tutti; e così mi moltiplicavo negli sguardo, nelle parole ed in tutto il resto;  ma chi può dire come ciò succedeva?  Mi mancano i vocaboli,  e forse le stesse lingue angeliche sarebbero balbuzienti; perciò faccio punto >> .

Appena Luisa si riversa nell' Umanità di Gesù, e quindi nella Santissima Volontà, si trova realmente a contatto di ogni pensiero, parola, sguardo, ecc., di creatura;  perché nella Divina Volontà è tutto presente.

Quando noi pensiamo, è perché Dio ci dà la vita di quel pensiero; se parliamo, è perché Dio ci dà la vita di quella parola;  se il nostro cuore palpita, è perché Dio ci dà la vita del palpito;  e così, per tutto il resto. Cioè, tutto quello che noi possiamo fare è perché Dio ci comunica la vita di quello che stiamo facendo. Ognuno di noi è poi libero di usare la vita che Dio ci dà,  per Lui, o contro di Lui. Esempio: il 'pensiero' può essere usato per conoscere Dio  o, invece, per voler conoscere cose umane e voler offendere Dio;  una 'parola' può essere data per dare 'gloria' a Dio, oppure per bestemmiare Dio... E' sempre però quella vita che Dio ci ha comunicato nel pensiero e nella parola a rendere possibile quell'atto, quel pensiero, quella parola.  Noi stiamo usando la vita che Dio ci dà  o per Lui, o contro di Lui.

Considerando questo Luisa allora dice: " Siccome sei Tu, Signore, che comunichi la vita, il pensiero, la parola a tutte le creature, io voglio trovarmi in ogni pensiero a fare compagnia alla tua vita, che forse non è riconosciuta da quel pensiero e non è usata per Te,  e voglio darTi un pensiero di amore, di ringraziamento e di riparazione (se è contro di Te) " .  E così, per la parola, per gli sguardi, e per tutto il resto del corpo delle creature e dei loro atti: di tutto.

Gesù, venendo sulla terra ha voluto soffrire in ogni parte, esteriore ed anche interiore del suo Corpo Lui ha preso su di Sé anche le pene morali ,  proprio per poter riparare e rifare l'uomo in tutto il suo essere, in tutta la sua completezza.

Ecco allora cosa ci chiede il Signore:  all'inizio del giorno, e poi man mano che ci troviamo davanti alle creature che Lui ci pone dinanzi,  versiamo i nostri pensieri nei Suoi,  uniamoli con i suoi, fondiamoli con i Suoi, e troviamoci con Lui nei pensieri di tutte le creature a darGli un pensiero di amore, di riparazione...

E questo facciamolo per ogni parte di creatura:  con gli occhi, con la bocca, con l'ascolto, con il cuore..., con tutto ciò che è atto volontario o involontario (come il palpitare, il respirare).    Fermerò il mio pensiero a considerare che anche gli atti involontari sono una vita che Dio mi dà vita che mi dà la possibilità di palpitare, di respirare per rimanere in vita ma sono una vita che Dio mi dà per dare 'gloria' a Lui, non per usarla per me o per peccare contro di Lui.

Gesù quindi mi chiede incessantemente: "Fa' tutto unita con Me, immedesimata con Me,  e ti troverai in tutte le creature, ed incontrerai il mio operato presente in tutte le creature,  e Mi darai un ricambio d'amore a nome di tutti e di ognuno".

E' questa la ' nuova  evangelizzazione ': è una evangelizzazione senza parole,  ma con la vita, vita che è preghiera.

Tutto quello che Gesù ha fatto nei suoi trent'anni di vita nascosta,  solo Dio Padre, lo Spirito Santo e Maria SS.ma e S. Giuseppe lo conoscevano, nessun altro. La sua vita nascosta è stata una continua preghiera che Lui elevava al Padre, per riportarGli riparazione e gloria a nome di tutti, e per riportare grazie sulla terra a nome di tutti; ma questo, tramite tutti questi atti umani, semplici. Anche lo scopare, l'accendere il fuoco, il preparare il pranzo, il rifare il letto: tutto era una preghiera continuata, in Maria e Gesù. E la nostra vita deve diventare una preghiera continuata, in questo rapporto intimo e continuo con il Padre, in Gesù, perché sia poi grazia e luce per tutti.

Quando in un ambiente sono presenti dei figli del Divin Volere,  anche senza che essi parlino si notano, nelle creature che stanno loro vicine, grazie spirituali, che sono la conseguenza di una presenza di Dio operante in quelle anime e tramite quelle anime. L'anima che si getta nel mare immenso della Divina Volontà estende le grazie a coloro che le stanno intorno; e la possiamo paragonare al sassolino che, gettato nell'acqua, moltiplica attorno a sé continui cerchi sempre più ampi.

 

<< Onde, ho passata tutta la notte con Gesù nel Suo Volere. Dopo mi son sentita la Regina Mamma vicina, e mi ha detto: " Figlia mia, prega". Ed io: " Mamma mia, preghiamo insieme, che da sola non so pregare" >> .

Sia quando vi è in noi il desiderio di pregare, e sia quando preghiamo perché sappiamo che questo è bene ed è gradito a Gesù, noi dovremmo dire:  " Gesù, Mamma, non so pregare, ma voglio pregare con Voi ".

Se io sento questa necessità di pregare, se io in questo momento vado a pregare, so che lo faccio perché ' è Gesù che vuole pregare'. Così come in tutte le altre cose tranne che nel peccato so che ' è Gesù, in me, che vuole fare quella cosa', ed allora io Gli faccio compagnia.

Quindi, nel pregare chiederò: " Tu, Gesù, insegnami; Mamma, insegnami il modo, così come Voi pregate il Padre, perché io possa seguire questa vostra preghiera;  e piano piano rendete vita in me questa preghiera ". Questo modo di pregare però, non possiamo neppure definirlo 'umiltà', perché si tratta semplicemente della creatura che, dinanzi ad un Dio immenso ed infinito che, pur non avendo bisogno di nulla chiede la nostra preghiera, vuole che Gli chiediamo ciò di cui noi abbiamo bisogno, ciò che Lui vuole donarci, la creatura allora, riconoscendo il suo 'nulla', si rivolge a Lui:  " Io non sono in grado di pregare, voglio seguire la Tua preghiera;  insegnami Tu a pregare "

 

Dunque, la  Madre Celeste continua a parlare a Luisa, e  Luisa scrive:

<< E lei ha soggiunto: " Le preghiere più potenti sul Cuore di Mio Figlio e che più Lo inteneriscono,  è vestirsi la creatura di tutto ciò che operò e patì Lui stesso, avendone fatto dono di tutto alla creatura " >> .

 " Avendone fatto dono di tutto alla creatura ". Il dono più grande che ci ha fatto Gesù, è il dono dei suoi patimenti; il dono più grande che Lui ha ricevuto dal Padre, è il dono della Croce.

Riconosciamo in questo brano degli 'Scritti' di Luisa che Gesù sta dandoci la grazia, sta chiamando ognuno di noi, sta chiamando me, ad essere ' altro Lui ', ad essere partecipe dei suoi stessi patimenti, a vestirmi delle sue stesse divise. Io non posso dirGli altro che: "Ti ringrazio per questo tuo privilegio di amore. Non posso dirTi altro che ' sì '. Io non sono in grado di farlo, però, ' in Te' , voglio vivere questo che Tu mi dici".

Sarà Gesù stesso, in noi, a vivere non solo i patimenti, ma anche tutto ciò che è derivato da questi patimenti.

Gesù nel patire non ha guardato da chi veniva la sofferenza, ma ha guardato il frutto che portava il suo patimento, perché Lui ha sempre guardato alla Gloria del Padre ed alla salvezza delle anime:  non ha mai avuto uno sguardo per Se stesso, in niente;  solo la Gloria di Dio e la santificazione delle anime. Sempre in questa circolazione d'Amore dello Spirito Santo.

E' sempre la Trinità SS.ma che vuole vivere nelle creature, in terra, chiedendoci di formare questa ' unità ', ' in Gesù ' ,  con Gesù nel Padre e nell'Amore dello Spirito Santo.

 

La Madonna continua il suo insegnamento a Luisa:

<<"Quindi, figlia mia, cingi la tua testa delle spine di Gesù, imperla i tuoi occhi delle sue lacrime, impregna la tua lingua della sua amarezza, vesti la tua anima del Suo Sangue,  adornati delle sue piaghe, trafiggi le tue mai ed i tuoi piedi dei suoi chiodi, e come un altro Cristo, presentati innanzi alla Sua Divina Maestà">> .

Maria SS.ma, che ha vissuto pienamente la Passione di Gesù anche se esternamente non si è visto il sangue, non si sono visti i chiodi, non si sono viste le spine in queste parole Lei ci sta dicendo:  " Così come Io mi sono rivestita della Passione di Gesù, fate voi;  perché allora vi presenterete quali altri piccoli Gesù al Padre, e Lui concederà ogni grazia, per le anime " .   Certo è ' per le anime';  ma sappiamo che quando noi faremo questo per le anime, allora il Signore sarà Lui a prendersi cura di noi.

Meditando la Passione di Gesù seguendo ' Le ventiquattro Ore della Passione di N.S.G.C.'  scritte da Luisa è importante soffermarsi sulla ' sepoltura di Gesù ' (dalle quattro alle cinque del pomeriggio), dove ad un certo punto Maria SS.ma si sente togliere la vita  (nel vero senso della parola), perché Le viene tolto il Figlio morto anche dalla vista. Maria dice: "Gesù deve essere chiuso nel sepolcro.Come posso io separarmene? Non posso. Però, una Volontà Divina lo vuole, ed io dico ''".  Ed allora, che cosa fa la Vergine SS. ?

Lei dice: " Io, per prendere in me la vita di Gesù e continuare a vivere,  chiudo i miei pensieri nei suoi e prendo i suoi nella mia mente; chiudo le mie parole nelle sue e prendo le sue nelle mie labbra; chiudo il mio palpito nel suo e prendo il suo nel mio cuore...". E Lei sa che prendendo in Sé i pensieri di Gesù, Lei prende i pensieri ' offesi ' di Gesù,  prende le spine di Gesù, prende tutto ciò che Gesù ha patito nel suo Corpo.

Maria SS.ma continua quindi in Sé la vita di Gesù tramite la Passione di Gesù, tramite i patimenti di Gesù.

Anche per noi dovrebbe essere questa, la nostra continua attitudine, il nostro desiderio, la nostra preghiera: " Rinchiudo i miei pensieri nei tuoi e prendo per me gli afflitti ed offesi tuoi pensieri; rinchiudo il mio palpito nel tuo Cuore e prendo per me i palpito del tuo Cuore che è stato offeso, che non è stato amato, che non è stato riconosciuto; metto i miei passi nei tuoi piedi e prendo per me i tuoi passi che sono sempre andati in cerca di anime; e il dolore dei tuoi piedi, dolore che è stato crocifisso, perché in quella crocifissione Tu volevi anche crocifiggere il peccato e volevi farci ..." .

   E quando ci verrà partecipato in parte qualcosa dei patimenti di Gesù, abituiamoci a riconoscere che è proprio lì, in quella situazione concreta di sofferenza, di difficoltà, di dolore, che Gesù ci sta dicendo:  " Vi voglio rivestire di Me,  vi voglio rendere il più possibile simili a Me, perché,' in Me ', voi possiate presentarvi al Padre quali altri Gesù ".

Facciamo anche noi come Maria SS.ma: tutto ciò che Gesù ha patito prendiamolo in noi, riviviamolo in noi, perché possa continuare in noi la Vita di Gesù come avveniva per Maria SS.ma ;  ma perché Lui risorga!

Diremo allora: " Prendo in me tutti i tuoi patimenti, ma perché voglio che Tu risorga in me ed in tutte le anime " .

E' bello avere questo tipo di rapporto con Gesù, questo tipo di preghiera, anche quando si va a ricevere il Signore nella Santa Comunione. Perché nell'Ostia c'è Gesù realmente presente;  quindi lì Lui rivive la sua Passione, Morte e Risurrezione. Ma perché Lui venendo in noi non trovi un sepolcro, ma un luogo dove poter risorgere, facciamo quello che ha fatto Maria SS.ma quand'era nel sepolcro con Gesù, e diciamo a Gesù: " Risorgi nella mia anima e nelle anime di tutti " .

D'altra parte, ricevere la Santa Comunione ' nella Divina Volontà', vuol dire riceverLa a nome di tutti, e trovarsi con Gesù in tutte le creature che ricevono Lui nell'Ostia; vuol dire essere in ogni Ostia a farGli questa compagnia, a farGli questa adorazione... Pensiamo a quante offese Lui riceve nelle Ostie sacramentali e in tanti cuori che lo ricevono nell'Ostia !...

 

Continua Maria SS.ma a Luisa:

<< " Questo spettacolo Lo commuoverà in modo che non saprà rifiutare nulla all'anima vestita delle sue stesse divise. Ma, ho, quanto le creature sanno poco servirsi dei doni che Mio Figlio ha loro dato! Queste erano le mie preghiere sulla terra, e queste sono nel Cielo " >>.

Quando abbiamo qualche sofferenza,' versiamola' in quella di Gesù, sapendo che, in quel momento, è davanti al Padre preghiera vivente, la stessa preghiera del Figlio; è la preghiera dell'anima e del il Figlio, perché lì non si tratta di labbra che parlano, ma di una vita che è ' una ' che parla ' nella Volontà del Padre'.

 

<<Onde, insieme ci siamo vestite delle divise di Gesù, scrive Luisa ed insieme ci siamo presentate innanzi al Trono Divino, cosa che commuoveva tutti; gli angeli ci facevano largo e restavano come sorpresi. Io ho ringraziato la Mamma, e mi sono trovata in me stessa >>.

E' bello questo rapporto di Luisa con Maria SS.ma! Lei ascolta quello che la Mamma le chiede dicendoLe: "Insegnami Tu; facciamolo insieme "; prega insieme a Lei; la ringrazia .  Ha cioè un continuo rapporto, che è lo stesso rapporto che è tra Gesù e Maria SS.ma .

Pensando a Maria SS.ma che ha sempre fatto tutto il suo operato unito a quello di Gesù, ' versandolo' sempre in quello di Gesù, diciamoLe: " Il nostro ' ' lo vogliamo ' versare' nel tuo, perché Tu lo possa portare al Padre trasformato nel tuo stesso ' ', perché possa chiedere per tutti noi il compimento del FIAT Supremo ".

Ed a Maria SS.ma, che tramite il suo ' ' ha dato un corpo a Gesù, chiediamo di accogliere il nostro ' ' nel suo ', da presentare al Padre, perché in Lei possiamo continuare a donare a Gesù il nostro corpo, perché Gesù, che vive col suo Corpo Glorioso in Cielo, ha bisogno di corpi che vivano sulla terra; e perché, in Lei, possiamo essere ' mamme' di Gesù, come Lei vuole    e questo vale sia per le donne che per gli uomini .

 

Vediamo ora brevemente, sempre dal Diario di Luisa, un altro piccolo brano, ma che è però molto intenso nel suo contenuto.

Dal Volume 12 Dicembre 10, 1918: << Stavo dicendo al mio dolce Gesù: " Vedi, io non so far nulla, né tengo nulla da darTi, ma però voglio darTi anche i miei nulla, unisco questi miei nulla al Tutto quale sei Tu e Ti chiedo anime; sicché, come respiro i miei respiri Ti chiedono anime, il palpito del mio cuore con grido incessante Ti chiede anime, il moto delle mie braccia, il sangue che mi circola, il battere delle mie palpebre, il muovere delle labbra sono anime che chiedono,  e questo lo chiedo  unita con Te,  col Tuo Amore,  e  nel Tuo Volere,  affinché tutti possano sentire il mio grido incessante che, ' in Te ',  sempre chiede le anime " >>.

Vediamo la semplicità di quest'anima:  " Non so far nulla, né ho nulla da darTi ". Ed in realtà, se noi viviamo è perché Dio ci ha chiamati all'esistenza, e se Lui per un attimo togliesse da noi la sua vita,  e per un attimo togliesse questa Divina Volontà che ci mantiene in vita, e nella quale noi viviamo, volenti o nolenti,  perché è Lei che ci mantiene in vita,  noi ritorneremmo nel nulla. Quindi, realmente siamo nulla, dinanzi al Tutto  che ci dona la vita e ci dona ogni cosa.

Per questo Luisa dice giustamente:  " Sono nulla  e non ho nulla da darTi ". Ma lei continua:  " Però,  in Te, posso ridarTi tutto ". E' questo anche un riconoscere che Lui mi dona tutto; quindi: " Se Tu mi doni tutto,  allora io Te lo ridò " .

Gesù difatti dice che il primo dovere da parte della creatura è ridare a Dio il ricambio dell'amore che Dio mette in tutte le cose create, in ogni circostanza, nella nostra stessa vita.

Questo è il primo diritto di Dio, di ricevere questo ricambio d'amore, ma è anche il primo dovere della creatura. 

Come possiamo parlare di 'diritti dell'uomo' ?!  E' Dio che ha dei ' diritti '! L'uomo deve ritornare nell'ordine di Dio.

Il ' diritto ' dell'uomo può essere solo quello di volere vedere Dio glorificato, sempre, in ogni cosa, e da tutti. Questo è il nostro diritto; le altre sono cose umane alle quali noi siamo scesi perché siamo usciti dall'ordine divino.

In questo dire: " Non posso darTi niente ", Luisa continua: " Ma siccome io voglio darTi amore e portarTi le anime,  allora Te le chiedo,  e se Tu me le dai, io Te le posso ridare " .

Allora, quando noi stiamo davanti al Signore a chiedere grazie, a chiedere aiuti, anche spirituali, domandiamoci: glieli chiediamo per una nostra personale pace interiore, per una nostra crescita, o perché noi vogliamo ridare a Dio tutto quello che Lui ci dà?  Rivolgiamoci allora a Gesù: " Non ho niente da darTi. Voglio amarTi, ma se non mi dai il Tuo Amore, io non ho da dartelo. Dammelo, perché io possa ridonartelo ".

Questo dovrebbe essere il nostro continuo modo di porgerci in rapporto con Dio: " DammiTi, perché io possa ridarTi "

E riguardo alle anime: " Tu vuoi le anime, Signore. Allora intervieni e dammi le anime    nel senso di: salvale  , ed io così Ti riporto la Gloria che Ti devono dare le anime ".

Anche quando preghiamo per le anime, chiediamoci: " Preghiamo per le anime perché abbiamo un attaccamento? perché vogliamo bene a quella persona? perché, ' poverina! ',  soffre ...  o  perché in loro c'è impressa l'Immagine di Dio,  e quindi devono ritornare a Dio ?   e perché Dio le ama, e quindi io devo ridarGli ciò che è testimone dell'amore delle sue Mani Creatrici e che in qualche modo deve ritornare a Lui ? ".

Se noi facciamo tutto per Dio ed in funzione di Dio, Lui non ci farà mancare niente. Tutto sta nella purità di intenzione della creatura. E quindi, anche negli atti più piccoli Gesù ci dice: "Ogni cosa che voi vivete nella Mia Volontà, ogni respiro, ogni palpito in cui riconoscete la mia vita, il mio amore, Me lo potete ridonare, per darMi, nella Divina Volontà, Gloria divina".

Seguendo questo insegnamento di Gesù, noi possiamo, sin dall'inizio della nostra giornata, vivere ogni nostro atto anche il riposo per dare Gloria a Dio, per rimettere l'ordine, da parte di tutte le creature.

 

Continua a scrivere Luisa: << Ora, mentre ciò dicevo ed altro ancora, il mio Gesù si è mosso nel mio interno e mi ha detto: " Figlia mia, come Mi è dolce e gradita la preghiera delle anime intime con Me! Come Mi sento ripetere la mia vita nascosta di Nazareth, senza alcuna esteriorità, senza circolo di gente, senza suono di campane, tutto negletto, solo, tanto appena ero conosciuto! Io Mi elevavo tra il Cielo e la terra e chiedevo anime,  e neppure un respiro, né un palpito Mi sfuggiva che non chiedeva anime,  e come ciò facevo il mio squillo suonava nel Cielo che attirava l'amore del Padre a cederMi le anime,  e questo suono ripetendosi nei cuori gridava con voce sonora 'anime'; quante meraviglie non operai nella mia vita nascosta, solo conosciuta dal Mio Padre in Cielo e dalla mia Mamma in terra ! " >> .

Ecco lo spirito di continua preghiera che l'anima deve avere con il suo Signore! Dobbiamo saper dire:  " Io, con il pensiero, con l'intenzione, con le parole, comunico sempre con Te " .  Ci deve essere sempre questo rapporto dell'anima con Dio.

Ma Gesù ci dice:  " Non era una cosa manifesta esternamente:  era un rapporto intimo che Io avevo con il Padre;  e tutto quello che Io facevo nella mia vita, soprattutto nella mia vita nascosta, era manifestazione di quella continua preghiera, di quel continuo rapporto che c'era tra il Padre e Me, e lo Spirito Santo ". Ed è questo che Gesù chiede a noi di ripetere. Non importa se nessuno lo conoscerà, se nessuno lo vedrà: ' in Cielo suoneranno le campane, non sulla terra ', dice Gesù. E quando in Cielo suonano le campane,  noi non abbiamo nemmeno l'idea delle grazie che scendono sulla terra ! ...

Gesù ci sta portando pian piano ad innamorarci di Lui. E quando la creatura ama, fa tutto per amore! E se  questo vale umanamente parlando, figuriamoci ciò che sarà amare un Dio,  con il Suo Amore ! Quindi  chiediamo a Dio che arrivi il Regno del Suo Amore; chiediamoGli di manifestarcelo, di donarcelo sempre di più.

Gesù ci dice: " E' un Cielo stesso che si muove, perché sono le mie stesse preghiere che vengono ripetute, le preghiere della mia vita nascosta "

Gesù in tutta la sua vita nascosta ha voluto rifare, riparare, divinizzare tutti gli atti delle creature; per riparare gli atti cattivi e divinizzare quelli buoni, per ridarli al Padre, e per stendere nuovamente quel substrato necessario perché la creatura potesse operare in unione alla Divina Volontà. Lui ha rifatto tutto nella sua vita nascosta

Cerchiamo allora, senza esteriorità, senza squillo di campane esterne come dice Gesù , di interiorizzare veramente questo rapporto di preghiera, cerchiamo di vivere immersi in questo oceano di luce, di pace e di amore, ' nella Divina Volontà ';  credendo che Gesù, da questo nostro intimo rapporto che avremo con Lui, potrà poi divulgare, dare, propagare grazie e luce a tutta l'umanità.

E poi,  andiamo. Stando in Lui, prendiamo da Lui tutto ciò che Lui ha vissuto, e portiamolo alle creature, e riportiamo a Lui la Gloria di tutti, l'amore di tutti. E tutto questo però, rimanendo sempre dentro di Lui, non uscendo mai da Lui

 

<< " Così l'anima nascosta, intima con Me prega; se nessun suono si sente in terra le sue preghiere come campane suonano più vibranti in Cielo da chiamare tutto il Cielo ad unirsi con lui e far scendere misericordie sulla terra, che suonando non all'udito ma ai cuori delle creature li dispongono a convertirsi " >>.

Gesù dice: " Non suonando all'udito, ma ai cuori delle creature "! Crediamo allora, con fede nelle parole di Gesù, che questo operato ' nella Divina Volontà ' suona ai cuori delle creature, richiamandole a Dio, portando loro l'amore di Dio, strappando al Padre grazie per loro, e ridando al Padre gloria a nome loro. C'è un po' di sofferenza? : è soltanto gioia  e  grazia di Dio !

Ringraziamo allora il Signore  e  cerchiamo di vivere sempre in questa attitudine di voler chiamare  questa Divina Volontà ad agire in noi,  e di voler noi agire e vivere in questa Divina Volontà,  a gloria  del Padre  ed a salvezza di tutti.

*  Fiat ! *

 

III  MEDITAZIONE  ( I parte )

(G.:)    Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo, come era nel principio, ora e sempre, nei secoli dei secoli,  nel Tuo Eterno Volere.

 

Vediamo il  brano del  Settembre 3, 1919 (Volume 12)

Luisa scrive: << Stavo lamentandomi con il mio dolce Gesù del mio povero stato e di essere rimasta un essere inutile, che non fa alcun bene >>.

In queste parole vediamo come Luisa apriva continuamente il suo cuore a Gesù, ed anche nelle difficoltà si rivolgeva a Gesù. Se anche noi cerchiamo di ricorrere a Gesù in ogni circostanza, Lui ci dà sempre la risposta; specialmente se ci riportiamo ad un punto della sua vita, dove possiamo trovare la risposta della nostra vita.

 

<< Allora, a cosa serve la mia vita?  Il mio amabile Gesù mi ha detto:  " Figlia mia, l'utilità della tua vita la so Io;  non spetta a te investigare " >>.

Molte volte noi non vediamo nella nostra vita cose particolari,  oppure non capiamo il perché di sofferenze e sacrifici, o non ne vediamo i frutti, in famiglia, nel nostro ambiente... Ma Gesù ci insegna che l'utilità della nostra vita consiste semplicemente nel vivere tutto ' per la gloria di Dio',  cioè,  ogni nostro pensiero, ogni nostra parola, ogni palpito, tutto, deve essere rivolto alla ' gloria  di Dio' .

A volte ci chiediamo: "Qual è la Volontà di Dio per me?". La Volontà di Dio per noi è vivere ogni pensiero, ogni atto, ogni parola  per la sua Gloria, per suo amore. Quindi, prima di intraprendere ogni azione ci sia in noi un attimo di discernimento: " Signore, sto facendo questa cosa per la Tua Gloria, o la sto facendo per me? "; e ci sia pure in noi una intenzione di amore, che si esplicita nel chiedere al Signore di darci il suo Amore perché, pur avendone l'intenzione, da soli non siamo capaci di amarLo . Il Signore, vedendo in noi questa nostra continua richiesta:  " Voglio fare questo per tuo amore ...   Voglio fare questo per tuo amore...",  il Signore piano piano ci dona il Suo Amore Divino,  e nel Suo Amore ci dona pure la luce per guidarci passo passo.

Quando desideriamo vivere ogni momento per la Sua Gloria, il Signore può condurci nel disegno specifico che ha su di noi; ma se, pur conoscendo il suo disegno su di noi, non c'è in noi il desiderio di vivere ogni azione per la Sua Gloria,  non ci sarà possibile ' vivere'  quel disegno specifico. Ed anche se esternamente iniziamo a fare qualcosa di diverso, di bello ed importante, questo non sarà tuttavia ' vivere il suo disegno su di noi';  e se non siamo nel suo disegno, noi non viviamo ' per la Sua Gloria '   e ' nella Sua Volontà '  .

 

Continua Gesù, a Luisa: << " Sappi, comunque,  che  il solo fonderti in Me ,  tutti i giorni  e parecchie volte al giorno, serve a mantenere l'equilibrio di tutte le riparazioni " >>.

Qui il Signore ci sta dando un programma di vita: ' Fondersi '  in Gesù, all'inizio del giorno,  prima di fare le varie azioni che comporta il nostro stato di vita;  lasciare i nostri pensieri, la nostra mente, nella mente di Gesù,  per chiedere la Sua mente come vita;  lasciare la nostra bocca nella Sua, per chiedere la vita della Sua parola;  lasciare il nostro cuore nel Suo, per chiedere che il Suo Amore Divino animi il nostro cuore, in modo che il nostro cuore non sia animato dagli affetti umani, dalle tendenze umane, dalle cattiverie umane, ecc. E così via per quanto riguarda le azioni, i passi, tutto ... parte per parte:  come Gesù ha riparato per noi, per tutte le nostre azioni, soffrendo in tutto il Suo Corpo e nella Sua Anima, parte per parte:  ha sofferto nella mente, ha sofferto nelle mani, nei piedi, nelle spalle...

Così, anche noi, parte per parte dobbiamo voler ritornare in Gesù, già dall'inizio della giornata, riservando un momento a questa ' fusione ', con Gesù.  E questa fusione  non è solo 'dire parole',  ma è fermarsi un momento alla presenza di Gesù, per 'lasciarci'  in Lui e 'ricevere ed accogliere in noi' la Sua vita.

Un chiaro esempio di quanto stiamo dicendo lo abbiamo nell'ultima delle ventiquattro ' Ore della Passione di N.S.G.C.' dove, Maria SS.ma, prima di lasciar rinchiudere Gesù nel sepolcro ' si lascia ', parte per parte, in Lui,  e ' prende in Sé ', parte per parte, la vita di Gesù.

Questo ' fonderci '  in Gesù e prendere in noi la sua vita non deve però tanto essere legato alle parole, alle formule, quanto piuttosto venire dal cuore, deve essere una intenzione del cuore: quando amiamo una persona, le parole escono dalla pienezza del cuore !

E Gesù dice ancora:  " Il solo fondersi in Me, tutti i giorni e parecchie volte al giorno, serve a mantenere l'equilibrio di tutte le riparazioni ".

Gesù e Maria SS.ma hanno ' preso su di Loro'  ed hanno 'riparato '  per tutti i nostri atti,  hanno 'glorificato' il Padre a nome nostro.

Anche Luisa, 'in Gesù '  ed 'in Maria SS.ma ' , ha ripercorso tutto il Loro operato.

Adesso Loro vogliono che anche noi, ' in Loro ', ripercorriamo queste Loro riparazioni, questo Loro operato, ecc.... Loro si sono presi carico di tutte le anime, da Adamo fino all'ultimo uomo; noi, magari solo di alcune anime,  ma il Signore vuole appoggiarsi su di noi almeno per alcune anime. Saprà poi Lui come estendere... e sappiamo che ogni preghiera fatta ' nella Divina Volontà ', si estende su tutti .

Il Signore ci affida tuttavia in particolare anche alcuni figli spirituali, che possono essere persone che sono a contatto con noi, nella nostra vita, o che a volte noi neppure conosciamo.   E' bello perciò vivere ogni rapporto con le persone od anche notizie di cui veniamo a conoscenza, che riguardano persone in questo modo: 'abbracciare '  le loro opere, 'in Gesù ', 'inserirle ' nell'operato della Sua Umanità,  ecc. ...

E' questa la vera carità, è questa la vera missionarietà, il vero apostolato !

Se noi vogliamo vivere in questo spirito, il Signore ci mostrerà giorno per giorno che cosa dobbiamo fare praticamente; l'importante però è vivere tutto questo nello spirito, l'essenza sta nello spirito.

 

Continua Gesù a Luisa: << " Infatti,   soltanto chi entra in Me  e prende origine da Me per tutto ciò che fa, può rimettere in equilibrio le riparazioni di tutti e di tutto,  può rimettere in equilibrio da parte delle creature la gloria del Padre " >>.

 " Soltanto chi entra in Me e prende origine da Me per tutto ciò che fa ..." :

Il Padre già ha pensato ed ha già creato per noi gli atti che Lui vuole che noi facciamo momento per momento: sta a noi accoglierli. Quando noi facciamo una cosa buona, quella cosa non l'abbiamo inventata noi, ma è un atto che il Padre ha creato e ci sta dando: se noi lo accogliamo, se lo facciamo nostro e lo vogliamo vivere, in quel momento diventa anche un atto nostro;  se noi lo respingiamo, è un respingere una vita divina che ci viene porta.

In ogni momento della nostra vita allora possiamo chiederci:  " Che cosa il Padre ha pensato per me in questo momento? ". La risposta la troviamo nella vita di Gesù, perché Gesù ha preso tutti i nostri atti, tutti gli atti che il Padre aveva creato per noi, e li ha vissuti nella Sua vita, a nome nostro, per dare al Padre la Gloria anche a nome nostro. In Gesù quindi troviamo la risposta ad ogni domanda della nostra vita, come:  " Cosa vuole il Signore da me ? " ,  ecc.

 

<< " Essendo in Me un principio eterno ed una Volontà eterna,  potetti rimettere in equilibrio tutto: soddisfazione, riparazione e gloria completa del Padre Celeste, da parte di tutti.  Perciò,  quando tu entri in Me,  vieni a rinnovare l'equilibrio di tutte le riparazioni  e della gloria della Maestà Eterna.  Ti pare poco ciò? " >>.

 " Ti pare poco ciò? ": Gesù dice anche: " Chi deve fare il più, non è necessario che faccia il meno ". Queste parole di Gesù possono acquistare luce ad esempio dinanzi al lamento di Marta: "Dì a mia sorella che mi aiuti!"; oppure dinanzi alla vita di Maria SS.ma, vita nascosta, fatta di cose semplici e quotidiane, e che, per chi non ha gli occhi della fede, non sa riconoscerne in Lei la sua reale grandezza    Maria  SS.ma ha vissuto tutto in questo spirito, in questa fede ...

Questo ci dà la gioia di comprendere qual è la nostra missione e di cominciarla a vivere.  Questo dà il vero senso alla vita. A volte cerchiamo la nostra realizzazione in qualcosa di esterno,  cerchiamo qualcosa che ci soddisfi,  ma non troviamo niente  perché cerchiamo fuori di noi. Solo quando rientriamo in noi stessi e vediamo qual è il fine per cui siamo stati creati,  ed iniziamo a vivere in quell'ordine in ogni circostanza della nostra vita, anche nelle cose semplici, quotidiane, nelle sofferenze ripetute di ogni giorno (a volte sono piccole croci, ma proprio perché sono di ogni giorno si fanno più pesanti!), tenendo l'occhio fisso a questa intenzione, tutta la vita assume un significato diverso, anche di gioia, anche le cose che facciamo tutti i giorni e che quindi ci stancano diventano per noi cose nuove e motivo di gioia,  perché tutte diventano Gloria del Signore, più che se facessimo cose nuove inventate da noi.

 

<< " Tu stessa senti che non ne puoi fare a meno. Io non ti lascio, se prima non ti vedo fondere in tutte le singole mie parti, per ricevere da te l'equilibrio di tutte le riparazioni.   Sostituendoti a tutta l'umana famiglia,  cerca, per quanto puoi, di riparare per tutti. Sapessi quanto bene riceve il mondo, quando un'anima, senza ombra di interesse personale, ma soltanto per mio amore, si eleva tra il Cielo e la terra ed,  unita con Me,  rimette in equilibrio le riparazioni di tutti! " >>.

" ... Senza ombra di interesse personale, ma soltanto per mio amore ... " .  Anche nelle nostre preghiere dobbiamo avere solo una intenzione: " per la Gloria  di Dio ". A volte preghiamo per una persona 'cara',  ma perché ci è cara 'a noi';  oppure preghiamo per noi stessi, perché vediamo che abbiamo bisogno di una cosa... Dobbiamo allora rettificare l'intenzione della nostra preghiera: l'intenzione primaria sarà: " per la Gloria del Signore",  e poi, per l'amore agli uomini ma sempre ' in Lui ' .

Gesù dice:  " La mia santità non ebbe l'ombra dell'interesse personale ". Gesù non ha mai fatto una sola cosa per Se Stesso, ma sempre solo per il Padre e per i fratelli; ha sempre guardato, in tutto, alla Gloria del Padre e alla salvezza delle anime. E questa è una somiglianza che Gesù sta donando, e finché noi non viviamo così, noi non siamo simili a Gesù.

 

(C.:) Gesù dice: "L'anima che vive 'nella Divina Volontà', si dimentica di se stessa  per pensare solo a Me ed ai miei figli"

 (G.:) E poi qui Gesù dice:  "... si eleva tra il Cielo e la terra ..."  come già aveva detto un giorno:  " Quando sarò elevato da terra, attirerò tutti a Me " .Nella nostra vita pratica, questo 'elevarsi tra il Cielo e la terra' significa un distacco da tutto: da noi stessi, dalla terra, dal nostro io, dai nostri interessi umani ed, innanzitutto, distacco dal peccato.

Solo così potremo vivere le parole dette da Gesù a Luisa: " l'anima si eleva tra il Cielo e la terra ed, unita con Me, rimette in equilibrio le riparazioni di tutti "

Noi dobbiamo voler fare tutto solo per amore di Gesù, ed allora  Gesù ci riempirà del suo amore. Ma amore inteso non come sensibilità, ma come donazione. Se oggi, per esempio, non ho voglia di pregare e mi metto a letto dicendo: " Pregherò domani, se avrò voglia di pregare!", questo non è amore; ma se invece dico: " Gesù, non mi va di pregare, ma prego per tuo amore! ", questo è amore vero, perché non guarda a ciò che io posso ricevere, ad una gioia spirituale, ad un momento di intimità sensibile ...  no, ma guarda proprio solo all'amore per Gesù. Certo che se questa sera, per esempio,  non mi va di pregare perché oggi mi son distratta tutto il giorno, la prossima volta cercherò di non distrarmi più tanto ! .

Amare, significa donare, senza mai guardare a ciò che noi stessi possiamo ricevere, anche nelle cose spirituali;  come quando, nel rapporto con il prossimo può trattarsi a volte anche di una persona santa ed illuminata dalla quale forse noi ci attendiamo di ricevere qualcosa   noi riceviamo delusione;  perché quello era un rapporto umano. Il Signore allora lì permette la sofferenza per purificarci da questo rapporto umano e farci capire che noi dobbiamo sempre voler ' ricevere da Lui ' , per ' dare a Lui ' ,  anche nel rapporto con il prossimo. Quando il prossimo mi porge qualcosa, lo prenderò ' dalle mani di Gesù ',  però per ' rendere tutto a Lui '. Ed anche nel donare al prossimo ci deve essere sempre questo circolo di amore: ' da Gesù, a Gesù '.

 

III  MEDITAZIONE  ( II parte )

(C.:) Scrive Luisa nel suo Diario  il  17 Ottobre 1926 (Volume 20):

<< Mi sembra che non posso fare a meno di seguire il mio giro nella Volontà Suprema,  sento che è la vera casa mia,  ed allora sono contenta quando giro in Essa;  perché trovo tutto ciò che appartiene al mio dolce Gesù, che in virtù della Sua Volontà  tutto ciò che è suo è anche mio >>.

Qui, l'anima è arrivata ad un tale grado di unione con il Signore da dire: " 'Girare' nella Divina Volontà, è diventato per me necessità, come l'aria che respiro; mi sembra che non posso più farne a meno ". E questo avviene proprio per questo amore che ha verso il suo Dio.

Nel corso di questo brano vedremo il significato delle parole di Luisa: ' Girare nella Divina Volontà '. Inizialmente diciamo solo che si tratta di un modo di pregare un po' diverso dal modo che abbiamo usato finora; ma pregando e conoscendo come Gesù disvela a questa creatura che cosa vuol dire questo modo di pregare e come si fa, pian piano il Signore ce lo rende quasi connaturale e ci viene spontaneo il pregare in questo modo, il 'girare'  nella Divina Volontà. Vedremo comunque meglio questo nel corso di questa lettura.

Si tratta di ritornare nella casa nella quale siamo stati creati, ritornare a vivere in Dio, in Lui che ci ha dato l'esistenza, ci ha comunicata la sua vita divina, ci ha dato il Dono della Sua Volontà; si tratta di ritornare in questa casa della quale Luisa dice: " Sento che è la vera casa mia ".

Ed in quest'anno giubilare, nel quale la Santa Madre Chiesa ci dona la grazia dell'indulgenza plenaria quotidiana per tutto l'anno per chi vuole riceverla, è come se ci venisse detto:  purificatevi da tutte quelle incrostazioni, purificatevi da tutto ciò che c'è stato finora che vi ha portato fuori dalla vostra casa e la nostra casa è 'vivere in Dio' , perché possiate accogliere questo dono, perché possiate tornare a vivere in Lui. Sappiamo vedere in ogni circostanza un disegno divino che prepara le cose in modo da poterci donare ciò che Lui vuole.

" Nella Divina Volontà trovo tutto ciò che appartiene al mio Gesù "    dice Luisa  .

Nella Divina Volontà troviamo tutto: tutte le creature, tutto l'operato di Gesù, ecc. ...  Quindi l'anima vuole stare nella Divina Volontà, non per se stessa, o perché così ' si sente come Dio', ma perché trovandovi tutto ciò che appartiene al suo dolce Gesù, lei lo può abbracciare, può ' farlo suo '  e ' ridarlo a Gesù come cosa sua '  cosa che in realtà è di Gesù .  E questo, per dare a Gesù quel contento che Lui desidera ricevere  e  quella stessa Gloria che Lui ha dato al Padre.

L'anima che vive nella Divina Volontà è sempre spinta solo dall'amore: dall'amore per Dio e dall'amore per tutte le anime.

 

Continua Luisa:

<<Quindi ho molto da dare al mio amato Bene, anzi c'è tale e tanto da darGli che non finisco mai di darGli tutto>>.

Pensiamo a come può una creatura soddisfare un Dio infinito! Ma  nella Divina Volontà  io non finisco mai di darGli tutto, perché essendoci tutto il Suo operato, essendoci la vita della Sua Divina Volontà in atto in tutte le cose, che le conserva, lì trovo tutto quello che Lui ha fatto, tutto quello che Lui ci ha donato, e Glielo ridò.

<< Onde mi rimane il desiderio di ritornare a seguire il mio giro per poterGli dare tutto ciò che appartiene alla Sua adorabile Volontà, e pensando al gran bene che porta all'anima il Voler Supremo, mentre giravo pregavo Gesù che subito Lo facesse conoscere a tutti, affinché possano prendere parte a sì gran bene >>.

Luisa pensa subito alla Gloria di Dio ed alla salvezza di tutte le anime. E queste sono le stesse intenzioni della vita di Gesù, della preghiera di Gesù, di ogni atto di Gesù: la Gloria del Padre e la salvezza e santificazione di tutte le anime. L'anima che vive nella Divina Volontà  segue passo passo l'operato di Gesù.

Il desiderio che Luisa sente di continuare a seguire la Divina Volontà, è anche la conseguenza del suo corrispondere immediatamente al desiderio di Gesù che lei faccia questi
' giri '.

Forse per noi non è facile comprendere subito, con la nostra razionalità, che cosa voglia dire Gesù quando chiede questo ' girare'  nella Sua Volontà Divina; ciononostante noi diamogli subito il nostro ' ', con semplicità, senza troppo pensare, accogliendo la luce che Lui ci dona e seguendo quello che Lui ci chiede di vivere,  nell'amore,  ed in seguito Lui ce ne darà la comprensione. Il Signore chiede prima il nostro ' ', il nostro seguire quello che Lui ci chiede, il nostro farlo, qualche volta, forse a pappagallo  dicendo:  " Io so che Ti fa piacere; Tu me lo chiedi, ed io Ti prego così come Tu mi chiedi di pregare, anche se io che sono creatura finita non capisco bene quello che Tu mi stai chiedendo! ...". Piano piano poi il Signore ci darà la luce, la comprensione di quello che ci chiede di vivere. Più accogliamo queste sue luci, queste sue verità e più le viviamo,  e più Lui le rende vita in noi,  e più, tramite noi, le comunica agli altri  Questo operato è di Dio, però vuole il piccolo nostro 'sì'.

 

<<Per ottenere ciò Gli dicevo come giungevo a ciascuna cosa creata: "Vengo nel sole a fare compagnia alla Tua Volontà regnante e dominante in esso, in tutto lo splendore della sua maestà, ma mentre Ti faccio compagnia nel sole Ti prego che il Suo FIAT Eterno sia conosciuto  e come regna nel sole trionfante venga a regnare trionfante in mezzo alle creature, vedi anche il sole Ti prega, tutta la sua luce si converte in preghiera e come si stende sulla terra ed investe con la sua luce piante e fiori, monti e pianure, mari e fiumi, così prega che il Tuo FIAT sia uno sulla terra,  che si armonizzi con tutte le creature. Sicché non sono io sola che prego, ma è la potenza della Tua stessa Volontà che regna nel sole che prega,  prega la luce,  pregano i suoi innumerevoli effetti, i beni, i colori che contiene,  tutti pregano che il Tuo FIAT regni su tutti. Puoi Tu resistere ad una massa di luce sì grande, che prega con la potenza del Tuo stesso Volere?">>.

Queste parole di Luisa incominciano a dare una immagine di che cosa sono questi ' giri'.

Per la creatura fare i suoi ' giri', significa: andare con il pensiero, con l'intenzione, in tutto ciò che Dio ha creato e questo che abbiamo letto è un esempio di ' giro'  nella Creazione.

Nel cielo, nel sole, nelle stelle, nel mare, nei monti, in tutto il creato noi troviamo la vita della Divina Volontà che conserva quello che Dio ha creato,  per cui il creato fa l'ufficio per il quale è stato creato:  il sole dà luce,  la terra è sostegno ai passi delle creature,  il cielo è una volta che protegge... Ogni cosa ha il suo significato ed è lì, stabile, a fare l'ufficio per il quale è stata creata e quindi rimane nell'ordine di Dio.

Sappiamo dalla Bibbia che il Signore ha creato tutte queste cose per amore dell'uomo, mettendo poi l'uomo a capo di tutta la creazione. E siccome il creato, pur dando Gloria a Dio facendo l'ufficio per cui è stato creato non è però dotato di una ragione intelligente, né di una volontà,  e non può quindi dire a Dio: ' io Ti do la Gloria della luce che Tu mi dai ',  ecco che allora è la creatura uomo che deve far questo per le cose create. E questo perché l'uomo è capo della Creazione si può considerare la creatura uomo come il capo e la creazione il corpo della creatura.

Il Signore allora ci dice:  " Tu, creatura, riconosci che c'è la vita della Mia Volontà in ogni cosa: nel sole a darti luce, nelle stelle a rischiarare la notte, nel cielo a fare volta al tuo capo ed a proteggerti... Riconosci questo mio amore per te, e metti il tuo ' Ti amo', per Me, in questa luce,  metti in ogni cosa il tuo ' Ti amo', ' Ti ringrazio',  per Me ".

In questo riconoscere il Suo Amore per me in ogni cosa creata dandoGli il mio ' Ti amo' ,  Dio imprime in me quella luce, quell'immensità del cielo, quella vastità del mare ...  perché in tutto  io possa riferirmi a Dio, e possa pregare Dio con quegli stessi attributi che sono presenti in tutte le cose create.

Ecco che in questo modo la Creazione diventa parlante, ma per mezzo dell'uomo che, avendo in sé la vita della Divina Volontà, e riconoscendo la vita della Divina Volontà in queste cose create,  le fa ' sue' , le ' ridona' al Padre , e lo glorifica.

Inoltre, questo modo di rapportarsi della creatura nei confronti del suo Creatore riporta tutto in quell'ordine stabilito da Dio all'inizio della creazione.

In questi tempi, nonostante che la vita della Divina Volontà sia conservante, noi vediamo tuttavia accadere anche a livello naturale terremoti, tempeste, disastri ...  E questo succede perché la Creazione, non trovando più nella creatura la Volontà di Dio a cui obbedire, geme e soffre, perché la volontà umana ha contrastato quella Volontà Divina che le dà vita e la conserva in vita. Ecco allora che la Creazione manifesta questa sua sofferenza attraverso questi disastri naturali che stanno succedendo.

Quindi, il riconoscere questa vita della Volontà di Dio nelle cose create  e l'adorare Dio con i suoi stessi attributi presenti in esse,  riporta l'ordine in tutte le cose create,  e ridà a Dio quella Gloria che Gli è dovuta da tutta la Creazione:  riporta l'equilibrio! Ricordiamo ciò che dice S. Paolo:  " La natura geme e soffre nelle doglie del parto  attendendo la vera rivelazione dei figli di Dio ... ".

Adesso Dio sta rivelando il suo Volto, sta rivelando Se stesso come ha fatto con Gesù in coloro che accoglieranno il Dono della Divina Volontà.

 

Continua Luisa :

<< Ed io piccola qual sono  mentre Ti faccio compagnia in questo sole, benedico, adoro, glorifico la Tua Volontà adorabile  con quella magnificenza e gloria con cui la Tua stessa Volontà si glorifica nelle opere sue. Sicché solo nelle creature non deve trovare la Tua Volontà la perfetta Gloria delle opere sue? >>.

E qui  Gesù ci dice: " Io, con il Mio FIAT, ho messo tutto nel creato  ed ho dato vita a tutto;  ed alla creatura ho anche dato la mia vita divina  ed ho impressa in lei la mia somiglianza;  eppure, la creatura, che doveva corrisponderMi, perché elevata ad un grado tanto superiore, è stata l'unica a contrapporsi, ad opporsi, a ribellarsi alla Mia Volontà; cosa che non ha fatto la Creazione, che invece fa l'ufficio per cui è stata creata ".

 

(G.:)  La Bibbia dice:  " Tutto è stato fatto per mezzo di Lui ed in vista di Lui  ( di Gesù ) " .   Il Padre ha fatto tutto per amore al Figlio,  poi, in Lui, per amore a noi, perché noi siamo stati fatti ad immagine e somiglianza del Figlio.

Il Signore attende ora dalla sua creatura il ricambio dell'amore che Lui le dà. Allora, nella nostra vita, ricordiamo tra l'altro che quando ci sentiamo tutti gioiosi, è Lui che dona a noi;  ma quando noi, pur non sentendo gioia continuiamo ad esserGli fedeli, si tratta allora di un dono ancora più grande che Lui ci fa perché è una possibilità che Lui ci dona di donare a Lui.

(C.:)  Ogni cosa che c'è nel mondo ci porta l'amore di Dio, ma è come un velo.

Prendendo come esempio il sole: il sole ha dentro di sé tutto l'amore della luce e del calore di Dio;  difatti lui con la luce illumina, col calore feconda ... Così è per ogni altra cosa creata .   Ma, riguardo al sole, io non dico che amo il sole,  ma io amo la luce ed il calore di Dio manifestati nel sole.

Il mio amore deve essere ordinato, in ordine a Dio; altrimenti rischio di attaccarmi ad una creatura o, ad esempio, mi attacco ad un cane, mi attacco a ...  Nelle creature devo saper riconoscere le varie manifestazioni degli attributi di Dio, devo saper riconoscere Chi è il Donatore che ha messo quel suo dono particolare per me.

 

<< Perciò venga, venga il Tuo FIAT. Ma mentre ciò faccio sento che tutta la luce del sole prega che venga il FIAT Eterno, cioè la Sua stessa adorabile Volontà che investendo la luce prega, ed io, lasciandola a pregare, passo nelle altre cose create a fare la mia ' visitina '  per tenere un poco di compagnia all'adorabile Volontà in ciascun atto suo che esercita in ciascuna cosa creata >>.

Luisa ci dice come questa Vita della Divina Volontà, che continua a svolgere e conservare la vita nelle cose create, desidera essere da  noi riconosciuta ed abbracciata in quello che ci sta manifestando, desidera che le diciamo ' Ti amo ' ,  che le chiediamo il Regno del Suo ' FIAT '  per  noi,  per tutta la Creazione, a nome di tutte le creature di tutti i tempi. E la stessa Divina Volontà, che in noi prega,  continuerà l'eco di questa sua preghiera, di questo ' Ti amo ',  di questo ' Venga il Regno del FIAT Divino ',  in tutte le sue manifestazioni nelle cose create,  anche quando noi passiamo a tenerle compagnia negli altri Atti che lei esercita nelle cose create.

Queste meraviglie che il Signore ci sta disvelando ce le vuole donare, perché quando Lui disvela qualche cosa è perché la vuole donare.

Nella loro vita Gesù e Maria avevano già vissute queste verità.  " Ora dice Gesù è giunto il tempo che Io ve ne faccia dono e che anche voi le viviate ".

 

<< Perciò passo il cielo, le stelle, il mare, affinché il cielo preghi, le stelle preghino, il mare con il suo mormorio preghi che il FIAT Supremo sia conosciuto e regni trionfante in tutte le cose create come regna in loro >>.

All'inizio della giornata, Luisa faceva sempre questi ' giri ': prima nella Creazione, poi nella Redenzione, e poi nell'opera dello Spirito Santo ed in tutti i Sacramenti ... Più lei diceva:  " Gesù, voglio ' girare '  nel cielo e riconoscere la Tua Divina Volontà... " , e più Gesù le  manifestava le meraviglie che Lui aveva messo in quelle cose create: perché appena l'anima vuole trovare Dio, Lui si fa trovare, perché Gli sia resa Gloria.

Quindi, ora spetta a noi fare ciò che Gesù ha insegnato a Luisa; sapendo che in Luisa abbiamo già una grande guida, un grande aiuto, e sapendo che lei ha già fatto tutto questo operato per tutti noi, e per noi ha ricevuto questo Dono di questi benedetti Scritti  perché potessimo avere queste conoscenze.

Ma ancor prima di penetrare in queste conoscenze diciamo a Gesù:  " Gesù voglio trovarmi nel mare;  e che cosa Tu vuoi manifestarmi ? La tua immensità! Allora, accolgo in me la tua immensità, e con la tua stessa immensità Ti prego ".

Se noi facciamo così riguardo a tutte le cose, Lui, man mano che vedrà questo nostro amore, si disvelerà in tutte le cose create.

Ci si apre sempre più a questa vita della Divina Volontà facendo i ' giri ' ,  ci si apre con la conoscenza e, soprattutto, con la sofferenza. In altri passi il Signore dice: " Io allargo lo spazio nelle vostre anime con la sofferenza ": con la sofferenza ci toglie tutto ciò che è umano, tutto ciò che è incrostazione,  e poco a poco fa il vuoto in noi per riversarvi grazie e conversione.

 

(G.:)   Tuttavia, in questo vivere nella Divina Volontà, il Signore ci lascia sempre la nostra volontà umana, perché vuole sempre, costantemente, quel ' sì '  che viene dalla nostra volontà, un ' sì '  libero    anche se dovrà sempre essere un ' sì '  appoggiato al ' sì '  di Maria SS.ma e trarre sempre forza dal ' sì '  di Gesù!  .

 

(C.:)    Continua Luisa:

<< Dopo d'aver girato su tutte le cose create per tener compagnia al FIAT Divino  e chiedere in ciascuna cosa che venga a regnare sulla terra,  come è bello vedere, sentire che tutta la creazione prega che venga il suo regno in mezzo alle creature >>.

Nel passo che abbiamo ora letto, Gesù fa dire a Luisa: "'Girare' ... per tenere compagnia al FIAT Divino". Questa vita del FIAT che è presente in tutte le cose create vive nell'isolamento,  perché noi non la riconosciamo;  e sta aspettando la nostra visitina.  Allora, come andiamo davanti al SS.mo Sacramento per adorare Gesù che ivi è presente in Corpo, Sangue, Anima e Divinità,  così,  adoriamo in tutte le cose create questa presenza della vita della Divina Volontà che le mantiene in vita;  adoriamo l'Amore di Dio, gli Attributi di Dio che si manifestano nelle cose create. Questo non è da confondersi con il  panteismo  che invece è adorare le cose create come Dio! .

 

<< Scendo poi in tutto ciò che fece il mio dolce Gesù nella Redenzione, nelle sue lacrime, nei suoi gemiti infantili, nelle sue opere, passi e parole, nelle sue pene, nelle sue piaghe, nel suo sangue, fin nella sua morte, affinché le sue lacrime preghino che venga il suo FIAT,  i suoi gemiti e tutto ciò che fece supplichino tutti in coro che il suo FIAT  sia conosciuto e che la sua stessa morte faccia risorgere la vita della Sua Volontà Divina nelle creature >>.

Questo è un esempio di come Luisa ' gira '  nella Redenzione,  e quindi ' gira '  nella vita di Gesù, dal momento del suo concepimento fino alla sua morte e risurrezione.  Si tratta di avere il pensiero fisso su Gesù che, dal momento in cui è stato concepito fino alla sua morte e risurrezione, tutto ha fatto per amore nostro. E quindi cercare ogni sua opera per farGli compagnia;  e dirGli: " Faccio mie le tue lacrime ".  E, se siamo noi a piangere, Gli diciamo allora: " Verso le mie lacrime nelle tue,  perché Tu le possa consacrare e trasformare nelle tue stesse lacrime,  perché siano ancora le tue lacrime che continuano a scorrere per purificare i cuori e le anime delle creature ".

Quando noi abbracciamo tutto l'operato di Gesù, e particolarmente tutto ciò che Lui ha patito: il suo Sangue, il suo dolore, e lo offriamo a Dio, si tratta allora nuovamente di un operato divino: noi stiamo offrendo di nuovo un Sangue divino, per chiedere purificazione, per chiedere grazia, per riportarGli la Gloria. Pensando allora all'immensità del sangue che continuamente viene versato nella storia degli uomini, ' Facciamolo nostro'  e ' versiamolo'  nel Sangue di Gesù, ' uniamolo al Suo' , ' battezziamo'  tutte le creature:  continua così sulla terra l'operato dell'UomoDio, ed è Lui, in questo suo stesso operato, che continua a pregare il Padre per la salvezza di tutte le creature.

 

<< Onde mentre ciò facevo ed altro sarei troppo lunga se volessi dir tutto il mio dolce Gesù stringendomi a Sé mi ha detto: " Piccola figlia del Mio Volere, tu devi sapere che la Mia Volontà si lascia regnante in tutta la creazione per dare il campo alle creature di farle tante visite per quante cose creò. Voleva la compagnia della creatura nel muto linguaggio di tutto l'universo. Come è duro l'isolamento di questa Volontà sì santa che vuole santificare e non trova a chi partecipare questa santità, sì ricca che vuole dare e non trova a chi dare, sì bella e non trova chi abbellire, sì felice e non trova chi felicitare. Poter dare, voler dare e non avere a chi dare è sempre un dolore ed una pena inenarrabile, e per maggior dolore essere lasciata sola " >>.

La Volontà di Dio vuole donare  a noi, e per poterlo fare aspetta nient'altro che il nostro ' sì '.

 

<< " Onde, nel vederla uscire  ( è la Volontà di Dio che vede uscire Luisa )  nel campo della creazione per tenerLe compagnia, si sente felicitare e compiere lo scopo per il quale si lasciò regnante in ciascuna cosa creata. Ma quello che rende più felice, più glorificati, è che tu, come giungi in ciascuna cosa creata, le chiedi che il Tuo FIAT sia conosciuto e regni su tutto " >>.

 " Le chiedi che il Tuo FIAT sia conosciuto "  dice Gesù parlando a Luisa;  perché il FIAT è uno, ed il FIAT che regna nella Creazione, una volta che Luisa lo ha accolto in sé, è lo stesso FIAT che ha Luisa,  è l'unico FIAT. Quindi, non è strano che Gesù dica a Luisa:  " Le chiedi che il Tuo FIAT ... ".

 

Continua Gesù a Luisa :

<< " E muovi la Mia stessa Volontà nel sole, nel cielo, nel mare, in tutto, a pregare che venga il regno del Mio Volere, perché stando in te il Mio FIAT si può dire che è Essa stessa  ( cioè la Divina Volontà )  che prega e che muove tutte le opere mie, fin le mie lacrime e sospiri che venga il regno della Mia Volontà. Tu non puoi capire che contento Mi dai, qual breccia al Mio Cuore ed alla Mia stessa Volontà, sentire tutte le opere nostre che pregano che vogliono il nostro FIAT. Vedi dunque il mio contento che non ti vedo chiedere nulla per te, né gloria, né amore, né grazie, e vedendo la tua piccolezza che non puoi ottenere un regno sì grande, giri in tutte le opere mie, dovunque si trova un atto della Mia Volontà facendo il suo ufficio, e fai dire al Mio FIAT stesso: venga il Tuo Regno. Deh! Fa' che sia conosciuto, amato e posseduto dalle umane generazioni " >>.

Gesù dice: " Non chiede nulla per sé ... ,  anzi,  poiché Mi vuoi dar tutto,  Mi chiedi tutto,  per ridarMi tutto " !

 

<< " Una Volontà Divina che prega insieme con le opere nostre, insieme alla piccola figlia sua  è il più grande portento,  è una potenza pari alla nostra che prega, ed il non esaudirla ci riesce impossibile. Come è santo, come è puro, nobile e tutto divino senza ombra di umano il regno della nostra Volontà, la sua base, il suo fondamento e la profondità di esso, sarà lo stesso FIAT nostro che stendendosi sotto, in mezzo e sopra a questi figli della famiglia celeste renderà fermo il passo ed incrollabile per loro il regno della mia Volontà " >>.

A queste parole chiarissime del Signore non si può aggiungere altro commento di parole umane!

 

Ringraziamo Dio per questo incontro pregando insieme il Padre nostro, proprio con la consapevolezza e l'intenzione di chiedere veramente l'avvento di questo Suo Regno e di questa Sua Volontà  come in Cielo così in terra!

 

Padre Nostro ...

Nella Volontà di Dio !   Sempre !

 

Brani dai Volumi, svolti nelle precedenti Meditazioni

Dal Volume 17 Maggio 10, 1925

Diversi modi di fondersi nel Divin Volere. Nella Divina Volontà c'è il vuoto degli atti umani che si devono fare in Essa.  'Giro per tutte le cose create e vi imprimo un 'Ti amo'...

Scrivo solo per obbedire e vi fo un misto di cose passate e di cose presenti. Molte volte nei miei scritti dico:  "Mi stavo fondendo nel Santo Voler Divino", e non mi spiego di più.  Ora, costretta dall'ubbidienza, dico quello che mi succede nel fondermi.  Mentre mi fondo, innanzi alla mia mente si fa presente un vuoto immenso, tutto di luce, che non si trova né dove giunge l'altezza né dove arriva la profondità, né i confini di destra né di sinistra, né quello d'avanti né quello di dietro.  In mezzo a questa immensità, ad un punto altissimo mi sembra di vedere la Divinità, oppure le tre Divine Persone che mi aspettano, ma questo sempre mentalmente, ed io, non so come, una piccola bambina esce da me, ma sono io stessa, forse è la piccola anima mia, ma è commovente vedere questa piccola bambina mettersi in via in questo vuoto immenso, tutta sola, cammina timida in punta di piedi, con gli occhi sempre rivolti dove scorge le Tre Divine Persone, perché teme che se abbassa lo sguardo in quel vuoto immenso, non sa a qual punto deve andare a finire. Tutta la sua forza è in quello sguardo fisso in alto, che essendo ricambiato con lo sguardo dell'Altezza Suprema, prende forza nel cammino.  Ora, mentre giunge innanzi a loro, si sprofonda con la faccia nel vuoto per adorare la Maestà Divina, ma una mano delle Divine Persone rialza la piccola bambina, e le dicono:  "La figlia nostra, la piccola figlia della nostra Volontà, vieni nelle nostre braccia".  Ed essa, nel sentire ciò si mette in festa e mette in festa le Tre Divine Persone, che aspettano il disimpegno del suo ufficio da Loro affidatole, ed essa con una grazia propria di bambina dice:  "Vengo ad adorarvi, a benedirvi, a ringraziarvi per tutti, vengo a legarvi al vostro trono tutte le volontà umane di tutte le generazioni, dal primo all'ultimo uomo, affinché tutti riconoscano la vostra Volontà Suprema, l'adorino, l'amino e le diano vita nelle anime loro.  Maestà Suprema, in questo vuoto immenso ci sono tutte le creature, ed io voglio prenderle tutte per metterle nel vostro Santo Volere, affinché tutte ritornino al principio da dove sono uscite, cioè dalla vostra Volontà, perciò sono venuta nelle vostre braccia paterne, per portarvi tutti i vostri figli e miei fratelli, e legarli tutti con la vostra Volontà, ed io a nome di tutti e per tutti, voglio ripararvi e darvi l'omaggio, la gloria, come se tutti avessero fatto la vostra Santissima Volontà.  Ma, deh! Vi prego che non più ci sia separazione tra Volontà Divina e umana, è una piccola bambina che ciò vi chiede, e ai piccoli so che Voi non sapete negar nulla".  Ma chi può dire tutto? Sarei troppo lunga. Oltre che mi mancano i vocaboli di ciò che dico innanzi all'Altezza Suprema;  mi sembra che qui nel basso mondo non si usa quel linguaggio di quel vuoto immenso.

Altre volte, poi, mentre mi fondo nel Divin Volere e quel vuoto immenso si fa davanti alla mia mente, giro per tutte le cose create e vi imprimo un Ti amo per quella Maestà Suprema, come se io volessi empire tutta l'atmosfera di tanti Ti amo per ricambiare l'Amore Supremo di tanto amore verso le creature.  Anzi, giro per ogni pensiero di creatura e v'imprimo il mio Ti amo, per ogni sguardo e vi lascio il mio Ti amo, per ogni bocca e ad ogni parola vi suggello il mio Ti amo, per ogni palpito, opera e passo e li copro col mio Ti amo al mio Dio, scendo fin laggiù, nel mare, nel fondo dell'oceano, e in ogni guizzo di pesce, in ogni goccia d'acqua, li voglio riempire del mio Ti amo.  Onde, dopo che dappertutto, come se seminasse il mio Ti amo, la piccola bambina si porta innanzi alla Maestà Divina, e dice, come se volesse fargli una sorpresa:  "Mio Creatore e Padre mio, mio Gesù e mio Eterno Amore, guardate:  tutte le cose da parte di tutte le creature Vi dicono che Vi amano;  dovunque c'è il Ti amo per Voi, cielo e terra ne sono pieni.  E Voi, non concederete alla piccola piccina che la vostra Volontà scenda in mezzo alle creature, si faccia conoscere, faccia pace con la volontà umana e, prendendo il suo giusto dominio, il suo posto d'onore, nessuna creatura faccia più la sua volontà, ma sempre la Vostra?"

Altre volte, poi, mentre mi fondo nel Divin Volere, voglio dolermi di tutte le offese fatte al mio Dio, e riprendo il mio giro in quel vuoto immenso per trovare tutto il dolore che il mio Gesù ebbe per tutti i peccati, lo faccio mio e giro ovunque, nei luoghi più reconditi e segreti, nei luoghi pubblici, su tutti gli atti umani cattivi per dolermi per tutte le offese e per ciascun peccato, mi sento che vorrei gridare ad ogni moto della creatura:  "Dolore!  Perdono!".  E per fare che tutti lo sentissero lo imprimo nel rumoreggiare del tuono, affinché tuoni in tutti i cuori:  "Dolore di aver offeso il mio Dio!";  perdono nello scoppio della folgore;  dolore nel sibilo del vento;  dolore, perdono nel tintinnio delle campane;  dolore e perdono, insomma, in tutto.  E poi porto al mio Dio il dolore di tutti ed imploro perdono per tutti e dico:  "Gran Dio, fate scendere la vostra Volontà sulla terra, affinché il peccato non abbia più luogo.  E' la sola volontà umana che produce tante offese che pare che allaga la terra di peccati;  la vostra Volontà sarà la distruggitrice di tutti i mali.  Perciò, Vi prego, contentate la piccola figlia della vostra Volontà, che non vuole altro che la vostra Volontà sia conosciuta ed amata e regni in tutti i cuori".

Ricordo che un giorno stavo fondendomi nel Santo Voler Divino, ed io guardavo il cielo che pioveva a dirotto, e sentivo un piacere nel vedere scendere l'acqua sulla terra;  ed il mio dolce Gesù, muovendosi nel mio interno, con amore e tenerezza indicibile, mi diceva: 

"Figlia mia, in quelle gocce d'acqua che vedi scendere dal cielo c'è la mia Volontà.  Essa corre rapidamente insieme con l'acqua, si parte per dissetare le creature, scendere nelle viscere umane, nelle loro vene, per rinfrescarle e costituirsi vita delle creature e portar loro il mio bacio, il mio amore;  parte per innaffiare la terra, per fecondarla e prepararle il cibo;  parte per tant'altri bisogni delle creature.  La mia Volontà vuole aver vita in tutte le cose create per dar vita celeste e naturale a tutte le creature.  Ma Essa, mentre va come in festa, piena d'amore verso tutti, non riceve l'adeguato ricambio, e resta come digiuna da parte delle creature.  Figlia mia, la tua volontà fusa nella Mia, corre pure in quell'acqua che piove dal cielo, corre insieme dovunque Essa va, non la lasciare sola e dalle il ricambio del tuo amore, e per tutti".  Ma mentre ciò diceva, sono restate incantate le mie pupille, non le potevo spostare da dentro quell'acqua che scorreva, la mia volontà correva insieme, vedevo in quell'acqua le mani del mio Gesù moltiplicate in tante, per portare con le sue mani l'acqua a tutti.  Onde, chi può dire quello che provavo in me?  Lo può dire solo Gesù, che ne è l'Autore. 

Ma chi può dire i tanti modi nel fondermi nel suo Santissimo Volere?  Per ora basta il dire, se Gesù vorrà darà i vocaboli e la grazia di dire altro, ed io riprenderò il mio dire.

Oltre di ciò, stavo dicendo al mio Gesù:  "Dimmi Amor mio, che cosa è questo vuoto che mi si presenta davanti alla mia mente quando mi fondo nella tua Santissima Volontà?  Chi è questa bambina che esce da me, e perché sente una forza irresistibile di venire al tuo Trono per venire a deporre i suoi piccoli atti nel grembo divino, quasi per fargli una festa?"  Ed il mio dolce Gesù, tutto bontà mi ha detto:  "Figlia mia, il vuoto è la mia Volontà, messo a tua disposizione, che dovrebbe riempirsi di tant'atti per quanti le creature ne avrebbero fatti se avessero compito la nostra Volontà.  Questo vuoto immenso che tu vedi, rappresentante della nostra Volontà, uscì dalla nostra Divinità a bene di tutti nella Creazione per felicitare tutto e tutti, quindi era come di conseguenza che tutte le creature dovevano riempire questo vuoto col ricambio dei loro atti e donazione della loro volontà al loro Creatore e, non avendolo fatto, facendoci l'offesa più grave, perciò chiamammo te con missione speciale, per essere rifatto e ricambiato di ciò che gli altri Ci dovevano.  Ed ecco la causa per cui prima ti disponemmo con una lunga catena di grazie, e poi ti domandammo se volevi far vita nella nostra Volontà, e tu accettasti con un sì, legando la tua volontà al nostro Trono senza volerla più conoscere perché volontà umana e Divina non si riconciliano né possono vivere insieme. Onde, quel sì, cioè la tua volontà, esiste fortemente legata al nostro Trono;  ecco, perciò l'anima tua, come piccola bambina, è come tirata innanzi alla Maestà Suprema, perché c'è il tuo volere innanzi a Noi, che come calamita ti attira, e tu, invece di guardare la tua volontà, ti occupi solo di portare in grembo a Noi tutto ciò che hai potuto fare nella nostra Volontà, e deponi nel nostro Seno la nostra stessa Volontà come l'omaggio più grande che a Noi conviene, ed il ricambio a Noi più gradito.  Onde, la noncuranza della tua volontà ed il solo Volere nostro che vive in te, Ci mette in festa;  i tuoi piccoli atti fatti nel nostro Volere Ci portano le gioie di tutta la Creazione, sicché pare che tutto Ci sorrida e Ci fanno festa.  E nel vederti scendere dal nostro Trono, senza neppure guardare la tua volontà, portandoti [con te] la Nostra, è per Noi la gioia più grande.  Perciò ti dico sempre:  'Sii attenta nel nostro Volere!', perché in Esso c'è molto da fare, e quanto più farai, tanta più festa Ci farai ed il nostro Volere si verserà a torrenti in te e fuori di te".

Dal Volume 11 Giugno 15, 1916

"Riversati nel mio Volere per farmi riparazioni complete... amore per tutti".   Le preghiere più potenti sul Cuore di Gesù è vestirsi di tutto ciò che operò e patì Lui stesso:  "Cingi la tua testa delle spine di Gesù, imperla i tuoi occhi delle sue lacrime, impregna la tua lingua della sua amarezza, vesti la tua anima del suo Sangue, adornati delle sue piaghe, trafiggi le tue mani e piedi coi suoi chiodi, e come un altro Cristo presentati innanzi alla sua Maestà".

Continuando il mio solito stato, il mio sempre amabile Gesù è venuto, mi ha trasformata tutta in Lui e poi mi ha detto: "Figlia, riversati nel mio Volere per farmi riparazioni complete, il mio Amore ne sente un irresistibile bisogno;  a tante offese delle creature vuole una almeno che, frapponendosi tra Me e loro, Mi dia riparazioni complete, amore per tutti e strappi da Me grazie per tutti.  E questo lo puoi fare solo nel mio Volere, dove troverai Me e tutte le creature.  Oh, con quali ansie sto aspettando che entri nel mio Volere, per poter trovare in te i compiacimenti e le riparazioni di tutti!  E solo nel mio Volere troverai tutte le cose in atto, perché Io sono motore, attore e spettatore di tutto".

Ora, mentre ciò diceva, mi sono riversata nel suo Volere;  ma chi può dire ciò che vedevo?  Mi trovavo a contatto d'ogni pensiero di creatura, la cui vita veniva da Dio, di ciascun pensiero, ed io, nel suo Volere, mi moltiplicavo in ciascun pensiero, e con la Santità del suo Volere riparavo tutto, avevo un grazie per tutti, un amore per tutti;  e così mi moltiplicavo negli sguardi, nelle parole ed in tutto il resto, ma chi può dire come ciò succedeva?  Mi mancano i vocaboli, e forse le stesse lingue angeliche sarebbero balbuzienti;  perciò faccio punto.

Onde, me la sono passata tutta la notte con Gesù nel suo Volere, dopo mi son sentita la Regina Mamma vicina e mi ha detto:

"Figlia mia, prega".

Ed io:  "Mamma mia, preghiamo insieme, ché da sola non so pregare".

E Lei ha soggiunto:  "Le preghiere più potenti sul Cuore di mio Figlio e che più Lo inteneriscono, è vestirsi la creatura di tutto ciò che operò e patì Lui stesso, avendone fatto dono di tutto alla creatura.  Quindi, figlia mia, cingi la tua testa delle spine di Gesù, imperla i tuoi occhi delle sue lacrime, impregna la tua lingua della sua amarezza, vesti la tua anima del suo Sangue, adornati delle sue piaghe, trafiggi le tue mani e piedi coi suoi chiodi e, come un'altro Cristo, presentati innanzi alla sua Divina Maestà.  Questo spettacolo Lo commoverà in modo che non saprà rifiutare nulla all'anima vestita delle sue stesse divise.  Ma oh, quanto le creature sanno poco servirsi dei doni che mio Figlio ha dato loro!  Queste erano le mie preghiere sulla terra, e queste sono nel Cielo".

Onde, insieme ci siamo vestite delle divise di Gesù ed insieme ci siamo presentate innanzi al Trono Divino, cosa che commoveva tutti;  gli Angeli ci facevano largo e restavano come sorpresi".

Io ho ringraziato la Mamma e mi sono trovata in me stessa.

Dal Volume 12 Dicembre 10, 1918

Effetti delle preghiere delle anime intime con Gesù.

Stavo dicendo al mio dolce Gesù:  "Vedi, io non so far nulla né tengo nulla da darti, ma però voglio darti anche i miei nonnulli. Unisco questi miei nonnulli al Tutto, quale sei Tu, e ti chiedo anime.  Sicché, come respiro, i miei respiri ti chiedono anime;  il palpito del mio cuore con grido incessante ti chiede anime;  il moto delle mie braccia, il sangue che mi circola, il battere delle mie palpebre, il muovere delle labbra, sono anime che chiedono;  e questo lo chiedo unita con Te, col tuo amore e nel tuo Volere, affinché tutti possano sentire il mio grido incessante che in Te sempre chiede le anime".

Ora, mentre ciò dicevo ed altro ancora, il mio Gesù Si è mosso nel mio interno e mi ha detto: 

"Figlia mia,  come Mi è dolce e gradita la preghiera delle anime intime con Me!  Come Mi sento ripetere la mia Vita nascosta di Nazareth, senza alcuna esteriorità, senza circolo di gente, senza suono di campane, tutto negletto, solo, tanto che appena ero conosciuto!  Io Mi elevavo tra il Cielo e la terra e chiedevo anime, e neppure un respiro, né un palpito Mi sfuggiva che non chiedeva anime.  E come ciò facevo, il mio squillo suonava nel Cielo e attirava l'amore del Padre a cedermi le anime;  e questo suono, ripercuotendosi nei cuori, gridava con voce sonora:  'Anime!'  Quante meraviglie non operai nella mia Vita nascosta, solo conosciute dal mio Padre in Cielo e dalla mia Mamma in terra!  Così l'anima nascosta, intima con Me, come prega, se nessun suono si sente in terra, le sue preghiere come campane, suonano più vibranti in Cielo, da chiamare tutto il Cielo ad unirsi con lei e far scendere misericordie sopra la terra, che suonando non all'udito ma ai cuori delle creature, le dispongano a convertirsi".

Dal Volume 12 Settembre 3, 1919

"Il solo fonderti in Me, tutti i giorni e parecchie volte al giorno, serve a mantenere l'equilibrio di tutte le riparazioni, perché solo chi entra in Me e prende il principio da Me
di tutto ciò che fa, può equilibrare le riparazioni di tutti ... può equilibrare da parte delle creature la gloria del Padre".

Stavo lamentandomi col mio dolce Gesù del mio povero stato e come sono rimasta un essere inutile che non faccio nessun bene;  quindi, a che pro la mia vita?  Ed il mio amabile Gesù mi ha detto:  "Figlia mia, il pro della tua vita lo so Io, né spetta a te investigarlo.  Ma sappi però che il solo fonderti in Me, tutti i giorni e parecchie volte al giorno, serve a mantenere l'equilibrio di tutte le riparazioni, perché solo chi entra in Me e prende il principio da Me di tutto ciò che fa, può equilibrare le riparazioni di tutti e di tutto, può equilibrare da parte delle creature la gloria del Padre, perché stando in Me un principio eterno, una Volontà eterna, potetti equilibrare tutto:  soddisfazione, riparazione e gloria completa del Padre Celeste da parte di tutti. 

Sicché, come tu entri in Me vieni a rinnovare l'equilibrio di tutte le riparazioni e della gloria della Maestà Eterna.  E ti par poco ciò?  Non senti tu stessa che non ne puoi fare a meno, e che Io non ti lascio se prima non ti veggo fonderti in tutte le mie singole parti, per ricevere da te l'equilibrio di tutte le riparazioni sostituendoti a nome di tutta l'umana famiglia?  Cerca, per quanto è da te, ripararmi per tutto.  Se sapessi quanto bene ne riceve il mondo quando un'anima, senza l'ombra dell'interesse personale, ma solo per mio amore, si eleva tra il Cielo e la terra ed unita con Me equilibra le riparazioni di tutti!"

Dal Volume 20 Ottobre 17, 1926

Come l'anima gira in tutta la Creazione e Redenzione e chiede il Fiat, e come Esso è base.

Mi sembra che non posso fare a meno di seguire il mio giro nella Volontà Suprema, sento ch'è la vera casa mia ed allora son contenta quando giro in Essa. Perché trovo tutto ciò che appartiene al mio dolce Gesù, ché in virtù della sua Volontà tutto ciò che è suo è anche mio.  Quindi ho molto da dare al mio amato Bene, anzi c'è tale e tanto da dargli, che non finisco mai di dargli tutto.  Onde mi rimane il desiderio di ritornare a seguire il mio giro per potergli dare tutto ciò che appartiene alla sua adorabile Volontà;  e pensando al gran bene che porta all'anima il Voler Supremo, mentre giravo pregavo Gesù che subito lo facesse conoscere a tutti affinché potessero prendere parte a sì gran bene,  e per ottenere ciò Gli dicevo come giungevo a ciascuna cosa creata: "Vengo nel sole a fare compagnia alla tua Volontà regnante e dominante in esso, in tutto lo splendore della sua maestà, ma mentre Ti faccio compagnia nel sole Ti prego, che il tuo Fiat Eterno sia conosciuto e come regna nel sole trionfante, venga a regnare trionfante in mezzo alle creature;  vedi anche il sole Ti prega, tutta la sua luce si converte in preghiera, e come si stende sulla terra ed investe colla sua luce piante e fiori, monti e pianure, mari e fiumi, così prega che il tuo Fiat sia uno sulla terra, che si armonizzi con tutte le creature.  Sicché non sono io sola che prego, ma è la potenza della tua stessa Volontà che regna nel sole che prega:  prega la luce, pregano i suoi innumerevoli effetti, i beni, i colori che contiene; tutti pregano che il tuo Fiat regni su tutti.  Puoi tu resistere ad una massa di luce sì grande, che prega colla potenza del tuo stesso Volere?  Ed io piccola qual sono mentre ti faccio compagnia in questo sole, benedico, adoro, glorifico, la tua Volontà adorabile, con quella magnificenza e gloria che la tua stessa Volontà si glorifica nelle opere sue.  Sicché solo nelle creature non deve trovare, la tua Volontà, la perfetta gloria delle opere sue?  Perciò venga, venga il tuo Fiat".

Ma mentre ciò faccio, sento che tutta la luce del sole prega che venga il Fiat Eterno, cioè la sua stessa adorabile Volontà che investendo la luce prega, ed io lasciandola a pregare passo nelle altre cose create a fare la mia piccola visitina, per tenere un poco di compagnia all'adorabile Volontà in ciascun atto suo che esercita in ciascuna cosa creata.  Perciò passo il cielo, le stelle, il mare finché il cielo prega, le stelle pregano, il mare col suo mormorio prega che il Fiat Supremo sia conosciuto e regni trionfante in tutte le cose create, come regna in loro.

Dopo d'aver girato su tutte le cose create per tenere compagnia al Fiat Divino e chiedere in ciascuna cosa che venga a regnare sulla terra come è bello vedere, sentire che tutta la Creazione prega che venga il suo Regno in mezzo alle creature!, poi scendo in tutto ciò che fece il mio Gesù nella Redenzione:  nelle sue lacrime, nei suoi gemiti infantili, nelle sue opere passi e parole, nelle sue pene, nelle sue piaghe, nel suo Sangue fin nella sua morte affinché le sue lacrime pregano che venga il suo Fiat.  I suoi gemiti e tutto ciò che fece supplicano tutti in coro che il suo Fiat sia conosciuto e che la sua stessa morte faccia risorgere la vita della sua Volontà Divina nelle creature.

Onde mentre ciò facevo ed altro, [che tralascio] perché sarei troppo lunga se volessi dir tutto, il mio dolce Gesù stringendomi a Sé mi ha detto: "Piccola figlia del mio Volere,  tu devi sapere che la mia Volontà si lascia regnante in tutta la Creazione per dare il campo alle creature di farle tante visite per quante cose creò.  Voleva la compagnia della creatura nel muto linguaggio di tutto l'universo.  Com'è duro l'isolamento di questa Volontà sì santa che vuole santificare e non trova a chi partecipare questa Santità, sì ricca che vuole dare e non trova a chi dare, sì bella e non trova chi abbellire, sì felice e non trova chi felicitare.  Poter dare, voler dare, e non avere a chi dare è sempre un dolore ed una pena inenarrabile, e per maggior dolore essere lasciata sola. Onde [la Divina Volontà] nel vederle uscire nel campo della Creazione per tenerle compagnia si sente felicitare e compiere lo scopo [del] perché si lasciò regnante in ciascuna cosa creata. Ma quello che rende più felice, più glorificati è che tu come giungi in ciascuna cosa creata Gli chiedi che il tuo Fiat sia conosciuto e regni su tutto e muovi la mia stessa Volontà nel sole, nel cielo, nel mare, in tutto a pregare che venga il Regno del mio Volere,  perché stando in te il mio Fiat si può dire che è Essa stessa che prega e che muove tutte le opere mie fin le mie lacrime e sospiri ché venga il Regno della mia Volontà. Tu non puoi capire qual contento Mi dai, qual breccia al mio Cuore ed alla mia stessa Volontà, sentire tutte le opere nostre che pregano che vogliono il nostro Fiat;  vedi dunque il mio contento che non ti vedo chiedere nulla per te, né gloria, né amore, né grazie, e vedendo la tua piccolezza che non puoi ottenere un regno sì grande giri in tutte le opere mie, dovunque si trova un atto della mia Volontà facendo il suo ufficio e fai dire al mio Fiat stesso:  'Venga il tuo Regno! Deh! Fa' che sia conosciuto ed amato e posseduto dalle umane generazioni'.  Una Volontà Divina che prega insieme colle opere nostre insieme alla piccola figlia sua è il più grande portento, è una potenza pari alla nostra che prega e il non esaudirla Ci riesce impossibile. Com'è santo, come è puro, nobile e tutto divino senza ombra d'umano il Regno della nostra Volontà;  la sua base, il suo fondamento è la profondità di Essa.  Sarà lo stesso Fiat nostro che, stendendosi sotto, in mezzo, e sopra a questi figli della Famiglia Celeste, renderà fermo il passo ed incrollabile per loro il Regno della mia Volontà".

 
Gruppo di Preghiera  Divino Volere e Divino Amore'  tel. 06 77201536

 

 

" Riscontra quante vite di Santi vuoi, o libri di dottrine:  in nessuno troverai i prodigi del Mio Volere operante nella creatura e la creatura operante nel Mio.

Al più, troverai la rassegnazione, l'unione dei voleri, ma il Volere Divino operante in essa ed essa nel Mio, in nessuno lo troverai. Ciò significa che non era giunto il tempo in cui la mia Bontà doveva chiamare la creatura a vivere in questo stato sublime.
Anche lo stesso modo come ti faccio pregare non si riscontra in nessun altro ".

( GESU' alla Serva di Dio LUISA  PICCARRETA, vol. 14° 6.10.1922 )

 

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... Stavo dicendo al Mio amato Gesù: " Non disdegnare le mie preghiere;  sono le tue stesse parole che ripeto, le stesse intenzioni, le anime che voglio come le vuoi Tu e col Tuo stesso Volere " . E il benedetto Gesù mi ha detto: " Figlia mia,  quando ti sento ripetere le mie parole, le mie preghiere, volere come voglio Io, Mi sento tirare verso di te come da tante calamite;  e come ti sento ripetere le mie parole, tante gioie distinte sente il Mio Cuore e posso dire che è una festa per Me.  E mentre godo,  Mi sento debilitato dall'amore dell'anima tua e non ho forza di colpire le creature. Sento in te le stesse catene che Io mettevo al Padre per riconciliare il genere umano. Ah, sì, ripeti ciò che feci Io, ripetilo sempre, se vuoi che il tuo Gesù in tante amarezze trovi una gioia da parte delle creature ". (dal Diario di Luisa Piccarreta vol. 12° 4.6.1918 )