ANTOLOGIA DI MEDITAZIONI8 sul  Vivere nella Divina Volontà

seguendo gli "Scritti" della Serva di Dio Luisa  Piccarreta

 

1.    La Preghiera nella Divina Volontà 

2.    Il Padre Nostro : ' Dacci il nostro Pane... '

 

Commento a due brani tratti dal Diario della Serva di Dio Luisa Piccarreta: dal  Volume 11 : 

maggio 1916  Tema:  La Preghiera nella Divina Volontà

dal  Volume 15:  2 maggio 1923 Tema:  Il Padre Nostro: ' Dacci il nostro Pane quotidiano '

 

Roma, 8.6.2002

Relatore :  R.

 

Il brano che ora vedremo è tratto dal Volume undicesimo e sviluppa il tema della preghiera nella Divina Volontà. Tema che poi continueremo, se Dio vuole, con la meditazione successiva, leggendo il brano del 2 maggio 1923 dal Volume 15 in cui Gesù parla della realizzazione del Padre Nostro, per quanto riguarda specialmente la seconda parte del Padre Nostro .

Questo primo brano è molto bello ed è molto utile per capire la dinamica della preghiera nella Divina Volontà, ci dice cioè come Gesù insegna a Luisa Piccarreta a pregare.  Perché ogni brano che Gesù ci dona, ogni verità che Lui dona a Luisa e, quindi, a tutta la sua Chiesa, è, in pratica, un catechismo da attuare;  cioè, ciascuno di noi può trovarvi il modo, la modalità per poter amare il Signore e applicare queste Verità durante la giornata.  Sentite quindi ora come Gesù porta Luisa e quindi tutti noi alla scuola di preghiera nella Divina Volontà.  Non c'è nessuna scuola di preghiera più alta di quella che possiamo trovare in queste pagine.

Questo brano, dal Volume 11, è del 3 maggio 1916 : 

L'anima, nella Divina Volontà prega come Gesù, soddisfa il Padre e ripara per tutti come lo fece Lui.

Scrive  Luisa: " Mentre stavo pregando il mio amabile Gesù Si è messo vicino  e  sentivo che anche Lui pregava  ed io mi sono messa a sentire.  E Gesù mi ha detto..."

E' importante notare ciò che fa Luisa in questo frangente.  Lei dice:  "Gesù si è messo a pregare e allora io mi sono messa a sentirlo".  Cosa vuol dire?  Vuol dire che   Gesù svolge nel nostro cuore una vita divina. In tutti i cuori umani Lui Si è moltiplicato per poter glorificare il Padre per tutti e quindi dare per ciascuno di noi un tributo di gloria, di riconoscenza, di amore alla Divina Maestà. 

Però, la sua Vita possiamo lasciarla correre da sola, oppure ascoltare quello che Lui fa e
partecipare al suo operato interiore nel nostro cuore e nel cuore delle creature.

Ma  cosa vuol dire ascoltare Gesù? 

Vuol dire sentire che cosa Lui svolge nel nostro cuore, negli eventi che ci capitano, nelle
sofferenze, nelle creature che ci vengono incontro... 

Lui svolge la sua vita in ciascuno di noi, in ciascun cuore di creatura e, desidera essere ascoltato da noi,  perché noi, ascoltandolo, ripetiamo quello che Lui svolge in quel cuore,
in quell'evento, in quella creatura, nella nostra giornata, per poterlo amare con il suo stesso amore, per poter pregare con la sua stessa preghiera, per poter glorificare il Padre con la stessa gloria che Lui Gli dà.

Ecco che quindi noi siamo chiamati ad ascoltare questa sua preghiera e, facendola nostra,
siamo chiamati a ripeterla. 

Facciamo un esempio. 

Riflettiamo:  che cosa fa Gesù nell'Ostia?  Iniziamo quindi a non più solo guardare l'Ostia ed a lasciarci illuminare da Essa, ma incominciamo a capire che cosa Gesù svolge in quella Santissima Eucaristia, a capire qual è la sua preghiera, che Lui rivolge al Padre.  Se noi facciamo nostra la preghiera di Gesù nell'Ostia, Lui renderà noi altre ostie ed allora i raggi che partiranno dalla SS. Eucaristia si rifletteranno e si baceranno con i raggi che partiranno dalla sua Vita reale in noi e, sarà uno scambio di amore, sarà un fondersi continuamente la luce di Gesù Eucaristico con la luce di Gesù nel nostro cuore. 

 

 " Figlia mia, prega, ma prega come prego Io. Cioè, riversati tutta nella mia Volontà ed in questa troverai Dio e tutte le creature e, facendo tue tutte le cose delle creature, le darai a Dio, come se fosse una sola creatura perché il Divin Volere è il padrone di tutti e deporrai ai piedi della Divinità gli atti buoni per dargli onore,  i cattivi per ripararli con la santità, potenza ed immensità della Divina Volontà a cui niente sfugge ".

E' questo un condensato di un operato divino che richiederebbe moltissimo tempo anche solo per parlarne di una sola riga.  Vediamone insieme alcuni punti. 

Gesù dice: " Prega, ma prega come prego Io ".

Gesù desidera che incominciamo a pregare con la sua stessa preghiera.  Lui desidera che non più Lo preghiamo con una preghiera umana, con una preghiera di persone che sono uscite dalla sua Divina Volontà e che, se pur vivono nella Grazia, hanno tuttavia sempre bisogno di qualche cosa e, quindi, devono sempre chiedere.  Vivendo gli uomini senza la vita di questo Divino Volere, Gesù non riceve mai doni da loro, ma deve sempre solo dare, dare. 

Gesù vuole ora ricevere quello che Lui ha donato, vuole che finalmente questo flusso di amore ritorni a Lui. 

Gesù vuole che non soltanto esca sempre da Lui la Grazia, ma che questa Grazia in noi diventi sorgente di acqua viva che zampilla per la vita eterna.  Cioè, questo flusso che esce dal suo Cuore Divino Lui vuole che sgorghi anche da noi, per poter essere amato da noi con il suo stesso amore, con la sua stessa acqua viva. 

Gesù dice: " Riversati tutta nella mia Volontà " ecco cosa vuol dire riversarsi nella Volontà di Dio :  vuol dire fondersi nella Divina Volontà.

Ed ogni occasione è buona per fondersi nella Volontà di Dio.

Esempio: Piove?  Allora io mi fondo in quella pioggia che cade sulla terra, metto la mia volontà in quella stessa Volontà Divina che corre verso noi in tutte le gocce d'acqua che cadono. 

C'è il sole?  Io mi fondo in quella Volontà Divina che brilla nel sole e che in ogni raggio spande la sua luce il suo calore alla terra. 

Guardo il mare?  Io mi fondo in quella Volontà Divina presente nel mare, in quelle onde, in ogni bolla di schiuma delle onde, nell'infrangersi di queste onde.  E come questo amore che Gesù mi dona nel mare è continuo, perché le onde del mare non cessano mai per quanto possano essere piccole, tuttavia ci sono sempre così io metto il mio stesso amore in quelle onde del mare per poter amare Dio con la stessa continuità con cui Lui mi ama.

Se riconosciamo la Divina Volontà nelle cose create e, quindi, la sua specialità di amore in esse, noi ci uniamo a quella Volontà Divina presente nelle cose create e La adoriamo, cioè fondiamo la nostra volontà in quella Volontà Divina, ecco che allora noi preghiamo con la  preghiera di Gesù; perché la sua preghiera non era altro che un
fondersi continuamente in quella Divina Volontà presente in tutte le creature, in tutte le cose create, per ricambiarla in amore, in gloria, in riconoscenza da parte di tutte le creature. 

E questo può avvenire e, deve avvenire, anche nelle sofferenze, nelle croci.  In ogni croce che io vivo devo riconoscere quella Divina Volontà che mi si comunica attraverso quella sofferenza  e ricevere quel Volere Divino dalle mani del Padre così come Gesù lo ha ricevuto.  Gesù non guardava i carnefici, ma guardava la Volontà del Padre in coloro che Lo offendevano, in coloro che Lo maltrattavano;  perché per mezzo di quelle sofferenze Lui ci riscattava dal peccato e per mezzo di quelle sofferenze salvava le nostre anime, la nostra vita e metteva in salvo una Divina Volontà presente in ciascuno di noi che veniva crocifissa dal nostro volere umano.

Riversiamoci allora tutti nella Divina Volontà, fondiamoci continuamente nel Volere Divino, per poter pregare come pregava Gesù.

Gesù continua: " In Questa troverai Dio e tutte le creature ".

Vuol dire che una è la Volontà Divina che anima ogni uomo.  Cioè, la Volontà Divina che regna tra le Tre Divine Persone è una sola;  e Questa costituisce tutta la felicità di Dio.  Ma quella stessa Volontà Divina che regna in Dio, che è tutta la Loro beatitudine, tutta la felicità di Dio e, che beatifica tutti i Santi, i Beati, gli Angeli del Cielo, è quella stessa Divina Volontà che circola in tutti noi. 

Tutti gli uomini vivono nella Divina Volontà, anche se non lo sanno;  vivono in Essa, ma non sono consapevoli di questa Vita.  E la differenza tra il vivere nella Divina Volontà consapevolmente e il viverci non consapevolmente è immensa:  è tanto grande quanta distanza c'è tra cielo e terra. 

Noi siamo chiamati ad essere consapevoli di questa Vita divina che si svolge in noi e che anima tutte le creature. 

Se noi respiriamo, è la Divina Volontà che ci dona il respiro;  se parliamo, è la Divina Volontà che dà il suono alle nostre voci e che anima le nostre parole;  se ci muoviamo, è la Divina Volontà che dà moto al nostro corpo;  se pensiamo, è la Divina volontà che alimenta il nostro pensiero...  Ed ecco quindi che se noi  riconosciamo la Divina Volontà in questa
Vita che svolge in noi,  diventiamo consapevoli di questo suo Amore che continuamente ci dona e che continuamente vuole essere ricambiato. 

Se come dice Gesù nella Divina Volontà si trovano Dio e tutte le creature, allora noi possiamo trovarci, nel Volere Divino, in tutte le creature ad adorare Dio, ad amare Dio. 

Siamo quindi chiamati ad essere, come Gesù e Maria Santissima, anello di congiunzione tra Dio e l'uomo. 

Luisa ha avuto il compito di essere il secondo anello di congiunzione tra l'umanità e Dio perché il primo anello è formato da Gesù e Maria Santissima, in quanto sono un unico anello, un'unica cosa .  Noi siamo chiamati ad attaccare il nostro piccolo anellino a questa catena che si sta formando, per poter collegare Dio e l'uomo.  Infatti, che cosa è la preghiera che Gesù insegna a Luisa? 

Un ricollegare i rapporti spezzati tra Dio e l'uomo a causa dell'umano volere. 

Quindi, se la nostra volontà la mettiamo nella Volontà di Dio tramite l'Umanità di Gesù, tramite il Cuore Immacolato di Maria, tramite queste conoscenze che Luisa ci ha donato, ecco che questo anello di congiunzione che Gesù formerà in noi sarà: la nostra volontà fusa nella Volontà Divina, per poter ricollegare tutta questa distanza immensa che l'umano volere ha formato fra Dio e l'uomo. 

Potremo allora, in questo modo, fare l'altra cosa alla quale Gesù chiama Luisa e, cioè:  fare nostre le cose delle creature.

Quindi: Riversiamoci nella Volontà di Dio,  in Questa troviamo Dio e tutte le creature,

facciamo nostre le cose delle creature.

Pensando che ogni atto fatto nella Divina Volontà è un atto di Gesù stesso, comprendiamo che quell'atto di Gesù contiene gli atti di tutti.  Perché, se prendiamo, ad esempio, il respiro di Gesù: il respiro di Gesù non era un respiro umano, ma era un respiro divino, per cui nel suo respiro Gesù conteneva i respiri di tutte le creature e glorificava il Padre dandogli la gloria di
ciascun respiro di creatura, fatto per amor suo, fatto nella sua Divina Volontà. 

E così con il palpito del cuore, così con i movimenti, così con i nostri pensieri, ecc. 

Se noi pensiamo che ogni atto nostro è un atto di Gesù e riconosciamo quell'atto di Gesù in noi chiamando la Divina Volontà in noi a farlo, a esercitarlo, ecco che le sofferenze, le gioie dei fratelli, diventano le nostre, perché noi in quel momento conteniamo quell'operato di tutte le creature. 

Allora, se io riconosco nel mio dolore il dolore di tutti, nella mia sofferenza la sofferenza di tutti, nel mio operato l'operato di tutti perché è l'operato di Gesù, perché voglio operare con l'operato di Gesù ecco che tutto quello che appartiene alle altre creature, noi lo vivremo in modo divino e quindi rifaremo, in realtà, gli atti delle creature. 

E' questo di cui molte volte si parla dicendo:  'Rifare gli atti delle creature'.  Cosa vuol dire?  Vuol dire: riconoscere nel nostro operato l'operato di Gesù e, poiché l'operato di Gesù contiene l'operato di tutti, in Gesù noi ' rifaremo' tutto l'operato delle altre creature;  quindi ' abbracceremo' e ' faremo nostri' gli atti delle creature nell'Umanità di Gesù. 

E ricordiamo qui quando Luisa voleva rintracciare tutti gli atti della Divina Volontà per mettervi il suo Ti amo.  Quando voleva rintracciare tutti gli atti delle creature, molti di questi le sfuggivano;  allora ha chiesto aiuto a Gesù e Lui le ha detto:  " Figlia mia, ti voglio dire un segreto:  tutti questi atti che ti sfuggono è in virtù del libero arbitrio delle creature, per cui se la creatura non li vuole fare per amore mio non partecipano a questo tuo rintracciare gli atti di Divina Volontà perché non sono più atti di Divina Volontà, ma sono atti di volontà umana .  Entra, allora, nella mia Umanità e qui troverai tutti questi atti come in deposito ".  Cioè, Lui ha preso tutti gli atti nostri e li ha rifatti tutti nel Volere Divino. 

Se quindi io voglio rifare un atto cattivo di una creatura, io entro nell'Umanità di Gesù e
prendo quell'atto che Lui ha già rifatto per quella creatura e per il quale Egli aspetta che io ripercorra il suo operato facendo mio l'atto di quella creatura e, con Lui, rifacendolo nella Divina Volontà; e quindi:  sostituendolo con un atto buono se è un atto cattivo;  smaltandolo di Volontà Divina se è un atto, forse anche buono, ma fatto nell'ordine umano. 

Lui aspetta che noi seguiamo questo suo operato interiore, facendo quello che Lui faceva,
cioè, entrando in Lui, nella sua Umanità e, operando con i suoi stessi modi. 

Ci riverseremo quindi nel Volere Divino, agiremo nella Volontà Divina e, trovandovi tutte le creature, le ricollegheremo in un unico abbraccio d'amore con il Padre.

Allora, a questo punto possiamo fare l'altra cosa chiesta da Gesù: " Le darai a Dio
come se fossero una sola creatura ".

Avendo fatto questo operato interiore di Gesù, cioè avendo rifatto tutti gli atti delle creature,
saremo quindi chiamati ad offrirli al Padre.  Perché noi non possiamo offrire al Padre cose umane, ma possiamo offrire soltanto come dice San Paolo l'Unico Sacrificio fatto una volta per tutte, cioè quello di Gesù. 

Se noi prenderemo tutti questi atti delle creature rifatti nell'Umanità di Gesù e, quindi, diventati, in Lui, atti divini potremo offrire al Padre gli atti di Gesù in una Santa Messa continua. 

Ecco che allora quell'Unico Sacrificio di Gesù, 'fatto una volta per tutte', noi lo riprenderemo
nella Volontà Divina e potremo offrirlo al Padre in ogni nostro atto;  cioè, ogni atto nostro
sarà un'offerta di Gesù al Padre. 

E allora succederà in quel momento che il mondo sarà ricoperto da un manto di luce;  cioè stenderemo il manto di luce della Divina Volontà su tutte le creature, perché il Padre vedrà tutti coperti dall'operato di Gesù ed allora farà piovere di nuovo un diluvio di grazie sull'umanità.  Certo, tutti riceveranno a seconda delle loro disposizioni:  se uno vuole chiudere l'ombrello alla pioggia può chiuderlo, però questo non vuol dire che la pioggia non continui a cadere!, anzi può comunque bagnargli i piedi! 

Cerchiamo di imparare questo operato che il Signore ci insegna. All'inizio forse ci può sembrare difficile, però se noi incominciamo ad applicarlo piano piano, ecco che diventerà in noi una vita.  E sappiamo che molte volte Gesù dice varie cose, però da noi Lui chiede l'intenzione, il desiderio di applicarle e, là dove noi non vi arriviamo con la nostra povera capacità, vi arriva Lui: supplisce Lui a tutto; noi siamo soltanto chiamati a mettere l'intenzione di fare questi atti nella Divina Volontà.

Ed ecco che succede poi quello che Gesù dice: "Le darai a Dio come se fosse una sola creatura" Ecco qui la preghiera di Gesù al Padre: "Ut unum sint": "Che siamo tutti una sola cosa".  E' questa l'unificazione, l'unificazione vera: l'unità nella Divina Volontà. 

Cioè, se noi riconosciamo quel Gesù che è presente in tutti, se riconosciamo che ci troviamo nella Divina Volontà insieme a quel Gesù che è presente in tutti e che ama Dio per tutti ed in tutti, allora, ecco che l'umanità sarà ricongiunta in un unico Uomo, in un unico Gesù che è presente in tutti. 

Per cui, come noi ci troveremo con Gesù in tutti, Gesù ci farà trovare tutti in Sé ed allora
l'unità, l'unità vera, si sarà realizzata. 

Anche perché Gesù molte volte dice a Luisa che noi siamo ai suoi occhi non come tante creature sì, ci ama tutti particolarmente! ma Lui vede l'umanità come un unico corpo, come un unico uomo, che prima era bambino, poi, pian piano cresce fino a raggiungere la statura di uomo maturo, fino a diventare un altro Gesù. 

Ecco quello che Gesù desidera: che l'umanità diventi Gesù.

   Poi Gesù dice: " Deporrai ai piedi della Divinità gli atti buoni per darle onore "

Quindi, gli atti buoni delle creature sono comunque fatti perché è la Divina Volontà che li ha animati.  Cioè, noi non possiamo fare un bene senza che la Divina Volontà vi corra di mezzo;  però c'è sempre imperfezione da parte nostra:  o per la nostra non consapevolezza di quella Vita divina che si svolge in quel bene, o perché manca la conoscenza di questo Volere Divino, o perché, anche conoscendola, vi abbiamo comunque messo del nostro... 

In quell'atto buono Gesù chiede di mettere lo smalto come fosse una vernice della sua Divina Volontà una vernice di luce per poterla presentare al Padre. 

" e gli atti cattivi per ripararli con la Santità, Potenza ed Immensità della Divina Volontà ".

 Quindi, per gli atti cattivi come abbiamo detto prima dobbiamo entrare nell'Umanità di Gesù, prendere quell'atto che Lui ha rifatto nella Volontà di Dio e sostituire quell'atto cattivo con un atto buono fatto nella Volontà del Padre. 

Se, ad esempio, Dio ha pensato per una creatura, verso un suo fratello, un atto di zelo e quella creatura fa invece un atto di violenza uccidendo un uomo, io sono chiamato ad entrare in Gesù  ed a prendere quell'atto di zelo che invece Lui ha fatto per sostituire quell'atto cattivo di creatura. 

Allora: io prendo quell'atto di Gesù, lo faccio mio  e lo offro al Padre  per sostituire quell'atto cattivo che quella creatura ha fatto. 

E allora quell'atto di zelo che Dio dall'eternità aveva pensato per questo mio fratello e che non ha potuto trovare compimento in questo mio fratello, io lo faccio per lui, nella Volontà del Padre, prendendolo dall'Umanità di Gesù. 

Ed ecco che allora la gloria che Dio doveva ricevere per quest'atto, Lui la ritrova in me, per grazia sua, in grazia dell'operato di Gesù fatto nella sua Volontà.

E' questa la vera riparazione che Gesù chiede da noi.  Abbiamo parlato prima, per esempio, della riparazione ai peccati commessi contro il Cuore Immacolato di Maria ed anche della riparazione Eucaristica ... 

Se noi vogliamo adorare Gesù nella Sua Volontà, riparandolo con le sue stesse adorazioni e con quelle della sua Mamma, cosa dobbiamo fare? 

Dobbiamo unire la nostra volontà a Quella di Gesù Sacramentato, unire la nostra volontà a quella di Maria Santissima, alle riparazioni che riceve nelle sue immagini, che riceve nei cuori, nei cuori innocenti, ecc., e, quindi, fare quello che fa Gesù, fare quello che fa Maria Santissima. 

Gesù, per esempio, nel Sacramento cosa fa? 

Lo dice Gesù nell'Ora della Passione: 1) glorifica il Padre; 2) chiede, impetra la salvezza delle anime; 3) chiede il Regno della Divina Volontà sulla terra. Se noi facciamo nostre queste tre intenzioni di Gesù e quindi: 1) vogliamo glorificare il Padre, 2) vogliamo impetrare la salvezza delle anima e  3) vogliamo chiedere il Regno del Voler Divino sulla terra, ecco che faremo nostra la Vita Eucaristica di Gesù e quindi sarà una vera adorazione.  Non sarà una adorazione circoscritta all'ambito del nostro stare inginocchiati davanti a Gesù Sacramentato e poi, finita l'adorazione, finisce tutto, no!, se attingiamo da Gesù Sacramentato la sua stessa Volontà che Lo anima, i suoi stessi sentimenti come dice San Paolo:  "Rivestitevi dei sentimenti di Cristo" , la sua stessa intenzione!  Ve la ripeto:  1) glorificare il Padre,  2) impetrare la salvezza delle anime,  3) chiedere il Regno della Divina Volontà sulla terra.

   A questo punto Gesù comunque dice: " A cui niente sfugge "

Molte volte noi ci facciamo scrupoli perché, ad esempio, mettendo il nostro Ti amo in tutte le cose create non riusciamo a raggiungere quella pianta equatoriale di cui non capiamo il nome ed allora sembra che manchi qualcosa al nostro operato!  Oppure, mettendo il nostro Ti amo in tutti i cereali ed elencandone tutti i nomi, ci sfugge quello del grano saraceno, ed allora ne facciamo un dramma:  "Non ho messo il mio Ti amo sul grano saraceno!"  Noi, il nostro Ti amo al Padre Celeste mettiamolo in tutti i cereali, mettiamolo nel grano, nel malto, ecc., pur sapendo tuttavia che non riusciremo mai a seguire tutto l'operato divino!  Sarà Lui a supplire a quello che a noi manca! 

A noi chiede l'intenzione di essere con la sua Volontà in tutte le cose create per farGli compagnia            e poi, Lui farà il resto.

  

Vedendo insieme questo brano del Volume 11 del 3 maggio 1916 in cui Gesù insegna a pregare nella Volontà Divina, alcuni di voi hanno chiesto un esempio pratico.  Siccome la maggioranza delle persone qui presenti sono donne, per immedesimarci un po' nelle loro concrete situazioni di vita facciamo l'esempio del marito che non crede.  Facciamo l'esempio come se questa sorella ed io fossimo moglie e marito.  Questa sorella si trova questa croce di questo marito che non crede, marito che chiameremo Giorgio che non vuole assolutamente seguire quello che fa la moglie, che dice che sono tutte invenzioni, non vuole seguire Gesù, vuol farsi la sua vita.   E Gesù cosa dice? 

" Prega come prego Io;  cioè, riversati nella mia Volontà ed in Questa troverai Dio e tutte le creature "

Allora, questa moglie cosa fa? 

Si riversa nella Volontà Divina, cioè si fonde in questo Volere Divino nel quale trova Dio e tutte le creature e quindi trova anche questo suo marito Giorgio.

" E facendo tue tutte le cose delle creature, le darai a Dio come se fosse una sola creatura ". 

Quindi, lei prende nell'Umanità di Gesù tutti quegli atti che Gesù ha fatto per me Giorgio quando Lui era sulla terra e che sono tutti in deposito nella sua Divina Volontà. 

Questa moglie entra in Gesù, prende nell'Umanità di Gesù tutti gli atti che Gesù ha fatto per suo marito e, li fa suoi. 

Immaginiamoci proprio di entrare in Gesù, prendere tutti quegli atti di questo marito che sono in deposito nel Sacratissimo Cuore di Gesù, nella sua Umanità adorabile farli nostri;  e dice Gesù "li darai a Dio come se fosse una sola creatura". 

In questi casi vediamo allora non soltanto questa donna con questo determinato marito che non crede, ma tutte le creature della terra che hanno il marito che non crede.  Noi molte volte ci chiudiamo nel nostro piccolo ambito che, sì, è una croce sicuramente, ce ne rendiamo conto che è una croce pesante! ;  pensiamo però a quante creature sono in quello stesso stato, vivono la nostra stessa situazione e, quante creature sono mariti che non seguono Dio, per cui fanno soffrire le loro mogli.  Allora questa moglie nel prendere gli atti di suo marito Giorgio, in Gesù, prende anche tutti quegli atti di tutti quei mariti che non seguono Dio, che non fanno una vita sana, una vita retta e li offre a Dio come se fosse una sola creatura; per cui tutti compaiono al Padre come altri Gesù in quei momenti, perché Dio vede non più me, Giorgio, ma vede GesùGiorgio;  cioè tutti quegli atti miei che Gesù ha fatto suoi e ha rifatto nel Volere Divino, in modo tale che davanti al Padre io compaio come un altro Gesù, perché il Volere Divino è padrone di tutti.  

" E deporrai ai piedi della Divinità gli atti buoni per darLe onore "

Quindi, questa moglie presenta a Dio gli atti buoni che può aver fatto il marito per dare a Dio onore e, quindi, questi atti buoni li smalta con la vita del Volere Divino  e " e i cattivi,  per ripararli con la Santità, Potenza ed Immensità della Divina Volontà " per cui, quegli atti cattivi che io ho fatto lei li sostituisce con atti buoni che Gesù ha fatto al posto mio;  cioè, tutti quegli atti di Divina Volontà che io avrei dovuto fare e non ho fatto, Gesù li ha sostituiti con altrettanti atti santi fatti nella sua Volontà adorabile e, mia moglie prende quegli atti e li offre a Dio.

Adesso facciamo una domanda: "Secondo voi, quegli atti cattivi che io ho fatto, sono trasformati in atti buoni?" No!  In me rimangono con quel germe cattivo col quale sono stati fatti.  Non è che i miei atti sono trasformati in atti buoni, no!  Vengono sostituiti con altri atti ;  per cui quella gloria che quei miei atti dovevano dare a Dio, la trovano in mia moglie :  è mia moglie che restituisce a Dio quella gloria che io dovevo darGli ;  però in me quegli atti rimangono con il loro germe con il quale sono stati fatti;  davanti a Dio, tuttavia, quegli atti vengono come coperti da questa coltre di luce.

   ( Domanda:)"E'come quando ci confessiamo e Gesù, misericordioso, ci cancella i peccati?" 

( Risponde R :) Sì, Gesù ci cancella i peccati, però, purtroppo, rimane quel germe;  non può essere cancellato. 

( Risponde  B:) Però il caso riportato prima del marito che non crede non è ancora al livello del Sacramento della Confessione, perché quest'uomo potrebbe anche non convertirsi per niente;  è soltanto un esempio di come restituire a Dio la gloria.  Sì, quest'operato della moglie lo aiuterà a convertirsi, però, a questo livello si tratta ancora soltanto di restituire a Dio la gloria per tutti quei vuoti lasciati.

( Risponde R.:) Anche il marito che non crede anche Giorgio può essere convertito, perché davanti al Padre quegli atti miei, quegli atti di Giorgio, compaiono come atti di Gesù ed allora il Padre riversa grazie, riversa amore, riversa nuova effusione dei suoi meriti... A questo punto io sempre posso dire il mio no!, però ecco, per me sarà più difficile, perché Lui mi inonderà di grazie;  io posso aprire l'ombrello del mio no!,  però un po' di acqua mi può bagnare, mi può schizzare i piedi in qualche modo. Rimane comunque sempre il sì!  della creatura.

( Domanda:)"A che serve che io mi prenda i peccati di quella persona se poi non posso aiutarla?"

( Risponde B. : )   Tu non puoi prendere i peccati di quella persona su di te.  Tu puoi andare in Gesù; in Gesù trovi gli atti che Lui ha già rifatto e insieme a Gesù rifai quegli atti. 

Se tu ti prendi i peccati di quella persona, che puoi fare?  Puoi chiedere perdono per quei peccati, però non puoi prenderteli tu.  Tu chiedi a Gesù di riparare tu per quei peccati che lui ha fatto, non prenderli su di te.

( Risponde R. : ) Tu puoi prendere su di te la Giustizia di Dio a causa di quei peccati;  allora tu ripari quei peccati, presa su di te la Giustizia di Dio che quei peccati hanno provocato;  ma i peccati non possiamo prenderli su di noi, perché gli atti di una creatura sono di quella creatura.

Comunque, tutti questi dubbi vengono risolti nel momento in cui noi guardiamo Dio e non le creature: quando guardiamo le creature troviamo dubbi, difficoltà, disperazione...  quando guardiamo Dio, questi dubbi vengono dissolti.

Allora: possiamo prendere su di noi gli effetti di quegli atti; possiamo prendere in noi la Giustizia che quegli atti hanno determinato; possiamo prendere su di noi tutta quella
riparazione che a quegli atti è dovuta; ma quegli atti rimangono di quella creatura.

( Risponde B. : )  Noi possiamo restituire al Padre la Gloria che quelle creature non hanno dato; quello che Gesù ha fatto. 

Ma, noi tutti sappiamo che Gesù ha pregato per tutti, ma non ha potuto salvare tutti;  perché quelli che non vogliono salvarsi, Lui non può costringerli.  Noi possiamo pregare, restituire al Padre la Gloria;  poi, non prenderci i loro atti, ma chiedere al Padre, se vuole mettere su di noi qualche cosa di loro... Poi, però, quando ce la prendiamo su di noi, diciamo: "Oh, Signore, cosa mi è capitato!..." Ma anche così quell'anima si deve comunque poi convertire.  Dio magari non riverserà tutta la sua Giustizia, come avrebbe fatto;  sarà un po' più...  Però, se un papà deve punire il figlio perché infila il dito dentro la presa della corrente e non lo punisce mai, quello muore alla fine!  Allora, qualche cosa Lui deve fare!...

 

( Riprende la Meditazione di R. : ) Siamo al primo punto del discorso di Gesù: "Questa fu la vita della mia Umanità sulla terra. 

Per quanta santa Ella fosse ebbe bisogno di questo Divin Volere per dare completa soddisfazione al Padre e redimere l'umana generazione;  perché solo in questo Divin Volere Io trovavo tutte le generazioni passate, presenti e future e tutti i loro atti, pensieri, parole, ecc., come in atto".

 Gesù dice tante volte a Luisa che la sua Umanità, per quanto santa e perfetta, era limitata rispetto alla sua Divinità. Allora Lui dovette fare tutto con l'ausilio della sua Divina Volontà;  tutto il suo operato lo immergeva nella Volontà Divina. 

Gesù dice:"Io lanciavo ogni atto nel Volere Divino". Con questo:  'lanciare ogni atto nel Volere Divino',il Volere Divino estendeva quest'atto dell'Umanità di Gesù a tutte le generazioni e quindi raggiungeva tutti. 

Se anche noi ogni nostro atto lo lanciamo nel Volere Divino, lo facciamo nella Divina Volontà, anche noi raggiungeremo tutti.  Altrimenti saremo limitati, cioè la nostra preghiera, i nostri atti, saranno circoscritti ai tempi ed ai luoghi in cui li facciamo, ma non saranno come soli che si innalzano ed i cui raggi illuminano tutti e raggiungono tutti.

 Questo passaggio dal considerare l'Umanità di Gesù al considerare la sua Divina Volontà, Luisa l'ha vissuto nella sua anima ed anche nel suo corpo;  perché molte volte Gesù Si nascondeva a lei e lei cominciava si vede pure nel corso dei Volumi questa ricerca di Gesù, che a volte diventava affannata;  a volte diceva:  "Le privazioni di Gesù mi stordiscono, non so neanche più dove mi trovo!" e, quando poi lei non ne poteva più, allora Gesù finalmente usciva e Si rivelava a lei. Però ad un certo punto Luisa incomincia a dire:  "Questa privazione di Gesù è un dolore divino, un dolore immenso, però accanto a questo mare estesissimo della sua privazione sento che sorge un altro mare che è di una felicità imperturbabile;  e questi due mari si compensano, non possono stare l'uno senza l'altro, per cui io a volte vorrei dolermi, ma non posso dolermi perché la felicità della Divina Volontà mi impedisce di dolermi". 

Questa privazione di Gesù che Luisa viveva faceva in modo che lei continuasse il suo corso degli atti nella Divina Volontà, seguisse l'operato del Volere Divino e, ad una morte che subiva ed era una morte divina quella che lei subiva:  la privazione di Gesù! veniva sostituita, nell'anima sua, una vita nuova, che era una vita del Volere Divino. 

Se Gesù faceva vivere a Luisa tutto questo, vuol dire che voleva comunicarcelo anche a noi, in qualche modo.  Cioè, se noi prendiamo ogni privazione di Gesù che noi possiamo provare, come:  privazione di grazia sensibile, privazione di sensibile devozione, di fervore...,  se tutto questo lo viviamo come Gesù insegna a Luisa, cioè, come una privazione divina, allora il Signore eserciterà il suo corso su di noi, la sua Divina Volontà continuerà a prendere piede nell'anima nostra e, se noi manteniamo i nostri atti, la nostra corsa nel Voler Divino, nonostante non sentiamo niente, ecco che in quel momento veramente facciamo vita di Volontà Divina. 

Perché, finché siamo accompagnati da fervore, da grande fuoco interiore, c'è sempre qualche cosa di umano in mezzo, c'è la nostra soddisfazione, c'è il nostro gusto;  mentre invece, in quel morire al nostro gusto, ecco che acquistiamo un gusto divino. Ed allora la Divina Volontà può stendere il suo Regno, realmente, in tutti gli atti nostri. Per cui, da  vivere nell'Umanità di Gesù, diventiamo  noi Umanità di Gesù; Gesù si nasconde talmente in noi
da renderci una sua Umanità.

Per esempio, Elisabetta della Trinità diceva: "Fa' di me una aggiunta di Umanità",  cioè:  un'altra Umanità tua sulla terra. 

Quello che questi Santi hanno sempre desiderato, si compie proprio in questo Divino Volere. 
Gesù fa vita reale in noi fino a nascondersi talmente in noi che sembra che scompaia, ma in realtà Lui si trova veramente in noi più di prima, più di quanto poteva esserci mentre lo sentivamo, mentre potevamo scorgere le sue manifestazioni. 

" Ed in questo Santo Volere, senza che nulla Mi sfuggisse, Io prendevo tutti i pensieri nella mia Mente e, per ciascuno in particolare Io Mi portavo innanzi alla Maestà Suprema e li riparavo;  ed in questa stessa Volontà scendevo in ciascuna mente di creatura  dandole il bene che avevo impetrato alle loro intelligenze ".

Questo era l'operato di Gesù nella sua Divina Volontà e noi siamo chiamati a ripeterlo.  Se Gesù agiva in questo modo, anche noi siamo chiamati a seguire questo suo operato.  

Allora: nei nostri pensieri, siamo chiamati a riconoscere i pensieri di tutti, perché Gesù dice:  "Senza che nulla Mi sfuggisse, Io prendevo tutti i pensieri nella mia Mente e per ciascuno in particolare Io Mi portavo innanzi alla Maestà Suprema e li riparavo".

Lui aveva la consapevolezza piena di fare questo per ciascun pensiero. 

Ora, come vivere questo?  Ecco che subentra quello che Gesù chiama: la consumazione in Lui. 

Esempio:  Mi viene un pensiero che non è per Lui?  Che non Lo glorifica?  Che Lo offende?  Allora, io sono chiamato a sostituire quel pensiero che offende Dio con un pensiero santo.

Allora avrò consumato il mio pensiero umano nel Pensiero divino;  cioè, Gesù mi potrà donare la vita del suo Pensiero divino. 

Ma questo è ancora più bello se noi pensiamo che, quel pensiero che ci può turbare non è un pensiero nostro, ma, visto che noi i nostri pensieri li abbiamo messi nei Pensieri di Gesù  e  abbiamo chiamato i suoi Pensieri a vivere nei nostri, Lui nei nostri pensieri ci comunica tutti i pensieri cattivi delle creature che Lo offendono. 

Ed allora, in quel pensiero brutto che mi può venire, invece di soffermarmi a pensare:  "Oh, che pensiero che ho!...", devo saper riconoscere che è Gesù che mi sta comunicando i pensieri cattivi delle creature e, con la mia sostituzione di pensieri buoni nel Volere Divino,
Gesù sta dando la forza a tante creature, nel mondo, per poter abbandonare i loro pensieri
cattivi, per poter seguire i suoi Pensieri santi. 

Per cui, in quel momento Gesù comunicherà tante vite di pensieri santi a tante creature che in quel momento non hanno un pensiero per Lui. Allora: forse li illuminerà con della luce spirituale;  forse le cose create magari chiameranno qualcuno a dire:  "Ma allora Dio esiste!" Quante persone hanno incominciato un'opera di conversione guardando le cose create e, lì, il Signore ha incominciato ad agire!  Ma non era perché loro hanno messo attenzione in quelle cose, ma perché in quelle cose create Dio comunicava loro una luce, che loro, per grazia loro, hanno accolto . 

Se noi sostituiremo i pensieri nostri con i Pensieri di Gesù,  potremo allora comunicare a tutte le creature tutti i Pensieri divini e, quindi, scendere nei pensieri di tutte le creature per
amare Gesù nei pensieri di ogni creatura. 

Pensate che bello! Io mi trovo, così, nel Volere Divino, in ogni creatura che pensa ad amare Gesù! 
Lo glorifico per tutti i pensieri delle creature! 

Questo è possibile solo nel Volere Divino.

Aggiungo, a questo discorso che, a volte possiamo avere un pensiero che ci tormenta e che non riusciamo a sfuggire.  Innanzitutto, vediamo allora se c'è stata una colpa nostra. 

Esempio:  io ho un pensiero che mi tormenta perché sono rimasto a guardare cose che turbano per un'ora!       
Ebbene, vai allora intanto a confessarti, chiedi perdono per quelle cose che hai guardato  e poi, incomincia poi a sostituire quel pensiero cattivo che ti viene, con la forza della Grazia di Dio che ti è stata restituita. 

" Nei miei sguardi prendevo tutti gli sguardi delle creature, nella mia voce le loro parole, nei miei movimenti i loro, nelle mie mani le loro opere, nel mio Cuore gli affetti, i desideri; nei miei piedi i passi e, facendoli come miei, in questo Divin Volere, la mia Umanità soddisfaceva il Padre  e  mettevo in salvo le povere creature;  e il Divin Padre ne restava soddisfatto, né poteva rigettarmi, essendo il Santo Volere Lui stesso." 

Avrebbe forse rigettato Lui stesso?  No, certo! 

Molto più che in questi atti trovava Santità perfetta, Bellezza inarrivabile e rapitrice, Amore sommo, atti immensi ed eterni, Potenza invincibile ".

 

Quello che Gesù ha detto riguardo ai pensieri, lo dice ora riguardo agli sguardi, alle parole, ai movimenti, alle opere, agli affetti, ai desideri, ai passi, ecc.; per cui, tutta la vita nostra diventa preghiera. 

Ecco cosa vuol dire la preghiera continua, la preghiera costante! Non vuol dire avere in continuazione soltanto l'attitudine interna di pregare, ma vuol dire che ogni nostro atto si fa preghiera perché diventa un atto di Gesù;  e non soltanto diventa un atto di Gesù a parole, ma veramente coi fatti, perché agiremo con la sua stessa Volontà, per cui, agiremo come agiva Lui. 

Gesù dice: " Nei miei sguardi prendevo tutti gli occhi delle creature, "

Allora, se mi viene da guardare qualcosa che al Signore non piace, ecco che io sostituisco
quello sguardo umano, quello sguardo peccaminoso,con uno sguardo santo
, dato alle sue immagini, dato all'Eucaristia, dato al sole, alle cose create, alla purezza della natura... 

E in quel momento Lui mi dona la vita del suo Sguardo divino e allora comunicherò il suo
sguardo a tante creature che Lo offendono con gli sguardi cattivi;  ed allora il Signore
potrà dare la forza a queste creature di volgere gli occhi da un'altra parte.

 

Prosegue Gesù: " ... Nella mia voce le loro parole, "

 Quante volte noi diciamo parole inutili o parole che offendono Dio. Queste parole sostituiamole con parole che Gesù direbbe, con parole che Gesù userebbe per trascinare i cuori a Sé, per convertire le anime. 

Poi non dobbiamo aspettarci il risultato; sarà Lui che farà. Noi dobbiamo però avere l'attitudine di operare per amore suo. 

Posso usare forse parole sbagliate, però se ho l'intenzione pura di avvicinare un'anima a Dio
e chiamo Gesù a parlare in me, allora sarà Lui a parlare, ad agire.

 

"...Nei movimenti miei i loro,  nelle mie mani le loro opere, nel mio Cuore gli affetti, i desideri di tutti... "

Ed ecco che tutta la nostra vita può diventare una            preghiera continua.

E questo è il miglior modo per salvare le anime.

Ci chiediamo:  "Come salvare le anime?"  Con le croci, le sofferenze..., sì, però, come Gesù ha salvato tutti noi.  E Gesù ci ha salvati tutti non soltanto nella totalità del nostro essere, ma proprio nella particolarità di ciascuno di noi; per cui: Gesù ha salvato i nostri sguardi, ha salvato i nostri pensieri, ha salvato le nostre parole, ha salvato i nostri movimenti, ha salvato i nostri moti interiori ed esteriori;  ha salvato quella Vita divina che voleva scorrere in noi e alla quale noi mettevamo un intoppo con la nostra volontà umana. 

Se il nostro desiderio sarà di glorificare il Padre prendendo quegli atti di Divina Volontà che Lui vuole esercitare nelle creature e che invece le creature non La fanno esercitare, allora
daremo al Padre quella Gloria che a Lui spetta ed il Padre, ricevendo la Gloria, sarà Lui che si occuperà poi di salvare le anime con la pienezza della sua Grazia, con la pienezza del suo Amore misericordioso. 

E qui si riconferma l'affermazione che chi vive nella Divina Volontà fa niente e, fa tutto. 

Fa niente perché fa cose che fanno tutti e, fa tutto perché, pur facendo niente, fa l'operato di Gesù.

E questo ci ricorda quello che Gesù diceva nel Santo Vangelo: "Tutto quello che chiederete al Padre mio nel mio nome, Egli ve lo concederà". 

Cosa vuol dire:  chiedere al Padre nel nome di Gesù ? 

Vuol dire: chiedere nella sua Volontà; cioè, chiedere come Lui lo chiedeva, pregare con la preghiera di Gesù, operare con l'operato di Gesù, amare con l'Amore di Gesù. 

E' questo il vero chiedere nel nome del Figlio: cioè, essere, in Gesù, un altro Gesù e
presentarsi al Padre come un altro Gesù. 

E diceva Maria Santissima a Luisa che queste sono le preghiere più potenti sul Cuore di Dio  e che più lo commuovono; cioè, l'anima che si riveste di tutto quello che ha fatto Gesù,
si cinge con la corona di spine di Gesù,s'imperla con le sue lacrime, si adorna con le sue piaghe e, come un altro Cristo, si presenta innanzi alla Maestà Divina. 

E questo lo possiamo vivere nel momento in cui abbiamo la nostra piccola croce;  per cui: nel mio mal di testa riconosco la coronazione di Gesù; nei miei dolori riconosco le sue piaghe; nelle mie sofferenze riconosco la sua Passione... Ed allora ecco che sarò veramente un altro Cristo che si presenta davanti a Dio per ottenere rescritti di grazia, di salvezza per l'umanità.

E questa è la preghiera di Maria Santissima; infatti dice: "Queste erano le mie preghiere in terra e sono le mie preghiere in Cielo",  cioè: rivestirsi di Gesù e pregare come un altro Gesù.

" Questa fu tutta la vita della mia Umanità sulla terra, dal primo istante del mio concepimento fino all'ultimo respiro, per continuarla in Cielo e nel Santissimo Sacramento.  Ora, perché non puoi farlo anche tu? "

Gesù dice che questa fu la vita della sua Umanità sulla terra e che continua ancora oggi nel Santissimo Sacramento. 

Il Catechismo della Chiesa Cattolica dice, insiste in parecchi punti, che  noi siamo chiamati a rivivere, a ripetere la vita di Gesù sulla terra. 

Tutta la Chiesa, nella sua totalità, è chiamata a ripetere la vita di Gesù, con la sua vita nascosta, la sua vita pubblica, con la sua Passione, la sua Morte, la sua Resurrezione;  e questo, come Corpo Mistico di Gesù. 

Ma anche ciascuno di noi è chiamato a ripercorrere, nel suo interiore, quell'operato interiore
che Gesù ha fatto. 

E questo, è diventare veramente ostie viventi;  perché, se Gesù questo operato l'ha fatto sulla terra e lo continua nel Santissimo Sacramento, quanta più gloria non riceverà dal ricevere questo suo operato dai nostri cuori!? 

Lui ci vuole trasmutare in specie viventi, in specie non mute come il pane e il vino consacrato, prima della consacrazione, che non possono ricambiare Dio in amore, non hanno un Ti amo, un palpito d'amore per Gesù! 

I nostri atti invece, le nostre preghiere, le nostre parole, possono diventare delle specie consacrate da Lui, che ricambiano Gesù con amore. 

Lui vuole consacrarci, vuole renderci ostie viventi, ma questo lo fa se trova in noi il suo stesso operato. 

Allora, se noi  facciamo nostro l'operato di Gesù  e: amiamo con il suo stesso amore,
camminiamo con i suoi stessi passi, operiamo con le sue stesse intenzioni, parliamo con le sue parole, preghiamo con la sua preghiera, allora succede che ogni nostro atto viene consacrato da Lui in un'ostia di cui Lui si ciba;  e così finalmente Lui trova quel cibo che Lo sfamava sulla terra: " Il mio cibo è fare la Volontà del Padre mio e compiere l'opera che Lui Mi ha affidato ". 

Quindi, se vogliamo sfamare il nostro Gesù, ricambiarlo in amore, facciamogli trovare il cibo
della Divina Volontà nei nostri atti.

" Per chi Mi ama tutto è possibile, unito con Me, nella mia Volontà. 

Tu, prendi  e  porta innanzi alla Maestà Divina: nei tuoi pensieri i pensieri di tutti, nei tuoi occhi gli sguardi di tutti, nelle tue parole, nei movimenti, negli affetti, nei desideri, quelli dei tuoi fratelli, per ripararli, per impetrare loro luce, grazia, amore. 

Nel mio Volere ti troverai in Me ed in tutti; farai la mia vita, pregherai come Me; ed il Divin Padre ne sarà contento e tutto il Cielo ti dirà: 'Chi ci chiama sulla terra? Chi è che vuole stringere questo Santo Volere in sé, racchiudendo tutti noi insieme?' E quanto bene può ottenere la terra facendo scendere il Cielo in terra! "

 

Gesù dice: " Per chi Mi ama, tutto è possibile, unito con Me e nella mia Volontà ". 

Tante volte Gesù riguardo alle Ore della Passione dice: " Queste Ore della Passione hanno valore per quanto l'anima è unita con Me, per quanto le fa nella mia Volontà ".  Sebbene hanno comunque sempre valore, ma gli effetti sono maggiori o minori a seconda di quanto l'anima è unita, immedesimata con Gesù. 

Che cosa vuol dire:  essere unito con Gesù?  Che cosa vuol dire:  essere uniti  e  fare questo operato nella Divina Volontà ?  Vuol dire: uniti a Lui, con l'intenzione di fargli compagnia, con l'intenzione di amarlo, con l'intenzione di non lasciarlo solo. 

Vuol dire: seguire quell'operato di Gesù con il nostro Ti amo, con il nostro Ti benedico,
Ti adoro, Ti lodo, Ti ringrazio
  e, facendo nostro questo operato;  e quindi farlo nella Sua Volontà, cioè con le sue stesse intenzioni, con lo stesso desiderio suo di dare gloria al Padre  e di salvare le anime, con
la sua stessa intensità di amore. 

Se quindi noi faremo tutto quello che facciamo uniti a Lui, nella sua Volontà, allora potremo impetrare veramente il Regno di Dio sulla terra, perché sarà la stessa preghiera di Gesù e Lui non rifiuterà nulla a Se stesso.

 E, come poter fare questo?  Come poter assumere le sue stesse intenzioni?  Come poter fare ciò nella sua Volontà ?  Ritorniamo qui sull' importanza delle conoscenze.

 Le conoscenze che Gesù ci dona in questi Scritti ci fanno capire qual è la Sua Volontà, ci fanno conoscere qual è il Suo Divin Volere e, di conseguenza, possiamo conoscere l'operato Divino che Lui svolge  nella Santissima Eucaristia, nei cuori, nelle cose create, in tutto ciò in cui la Sua Volontà è vita, per poter seguire questo operato e, conoscendolo, potremo amarlo e quindi potremo farlo anche noi. 

Gesù dice: "Prendi  e porta innanzi alla Maestà Divina nei tuoi pensieri i pensieri di tutti, nei tuoi occhi gli sguardi di tutti, nelle tue parole, nei movimenti, negli affetti, nei desideri, quelli dei tuoi fratelli, per ripararli, per impetrare luce, grazia, amore". 

Ma noi possiamo portare nei nostri atti gli atti di tutti soltanto se siamo uniti con Gesù; 

perché: io non posso portare nel mio cuore i palpiti di tutte le creature se non ho nel mio cuore il palpito di Gesù;           non posso portare nei miei pensieri i pensieri di tutte le creature se non ho nei miei pensieri i pensieri di Gesù; e così per tutte le altre mie attività. 

Ed è questa la carità perfetta;  perché io porto nel mio cuore tutti i miei fratelli.  E come dice Gesù quale amore è più grande di dare la vita per gli altri?  E se il dare la vita per gli altri può avvenire forse con il martirio, ma avviene una volta, Gesù, invece, dà all'anima che vive nella Divina Volontà il merito del martirio ad ogni atto che l'anima fa nel Volere Divino;  perché ogni atto veramente fatto nel Volere Divino è una morte che riceve l'umano volere ed una vita divina che sorge. 

Allora questa è la vera carità, questo è il vero amore:  morire a noi stessi per dare la vita ad altri. 

Facciamo un esempio: Sono attaccato ad un mio pensiero?  Chiamo Gesù in me e dico: "Signore, voglio morire a questo mio pensiero, voglio sostituirlo con un altro". 

So che questo mi costa perché, forse, sono attaccato a questo mio pensiero;  però so che questa morte produrrà una vita di salvezza, di santità, di grazia per tutte le creature.  
In quei miei pensieri che sostituisco con pensieri divini, tutte le creature riceveranno vita, grazia, luce, forza, amore. 

Ed ecco quindi che come dice Gesù la carità raggiungerà la sua perfezione quando la Divina Volontà regnerà sulla terra;  perché uno sarà vita dell'altro, cioè ogni creatura troverà nell'altro la stessa vita di Dio;  allora uno sarà sorretto dall'altro così come lo sorregge, lo aiuta lo stesso Dio. Pensate che meraviglia: uno sarà vita nell'altro e ognuno sarà sorretto nell'altro come lo aiuta e sorregge lo stesso Dio!  Ma questo può avvenire soltanto quando Gesù è in noi.

Questo è l'operato più forte per chiamare il Regno della Divina Volontà sulla terra; è fare scendere come dice Gesù il Cielo in terra, cioè Dio viene ad abitare nell'anima, Gesù viene a vivere in quest'anima. E non soltanto Dio, ma tutta la Corte Celeste accompagna la Santissima Trinità che viene ad abitare in un'anima;  perché, Gesù dice che è indifferente per i Beati del Cielo stare su, intorno al Trono Divino, oppure in terra, vicino a quest'anima fortunata, perché quella stessa Divina Volontà che li beatifica in Cielo loro la trovano nell'anima che vive nel Volere Divino. Per cui, come la Divina Volontà in Cielo è fonte di felicità per tutti i Santi e gli Angeli, così la Divina Volontà operante, dominante, in terra in un'anima è fonte di felicità e di gioia per tutti gli Angeli ed i Santi che sono vicino a lei. 

Anche noi siamo chiamati a far scendere il Cielo in terra coi nostri atti nella Divina Volontà, vivendo nel Volere Divino. 

A questo punto il Signore opera in noi un miracolo enorme!  Racchiudere in noi il Volere Divino è un miracolo incredibile!  E' simile al miracolo della consacrazione sacramentale;  perché, come Gesù crea Se stesso in quel pane e in quel vino, senza lasciare Se stesso, così la Divina Volontà vuole creare Se stessa in noi, senza lasciare la sua sede, che è il centro
della Trinità Santissima. 

Pensate:  una creatura ristretta e limitata, che racchiude in sé un Volere Infinito ed Eterno! 

E' questo il miracolo che Dio vuole operare in noi, per poter generare Se stesso in noi, per poter, la sua Trinità Santissima, abitare in noi, sulla terra e poter generare Se stesso in ogni nostro atto. 

Ed a quel punto, anche in noi il Padre dirà: "Questo è il mio figlio prediletto nel quale Mi sono compiaciuto". Cioè, nel momento in cui anche noi siamo altri Gesù, il Padre Si compiacerà in noi, cioè vedrà Se stesso in noi, vedrà in noi l'Immagine del suo Figlio anche perché noi siamo stati creati ad immagine e somiglianza di Dio, sì, ma ad immagine di Gesù, Dio umanato, che dall'eternità ha in Sé la natura umana e che poi, nel tempo, l'ha manifestata con l'Incarnazione;  noi siamo stati creati ad immagine e somiglianza di Dio fatto Uomo, quindi di Gesù Cristo .

 

Vediamo ora un altro brano tratto dal Volume 15, del 2 maggio 1923: 

" Padre Nostro, a nome di tutti tre specie di pane ogni giorno Ti chiedo".

"La mia povera mente la sentivo come sperduta nell'immensità dell'Eterno Volere
ed il mio dolce Gesù, ritornando al suo dire sulla Santissima Volontà di Dio, mi ha detto.... "

Questo brano continua un po' il tema della preghiera, in special modo per quanto riguarda il Padre Nostro. 

Luisa, dice:  "La mia mente la sentivo come sperduta nell'immensità dell'Eterno Volere". 

Nel quarto Volume Gesù invita Luisa a pensare alla Divina Volontà.  Questo, penso sia utile anche per noi. 

Lui dice: " Affinché ti riesca più gustoso e più dolce il mio Volere, mettiti nel circolo della mia Volontà ed ammirane i diversi pregi, fermandoti ora alla Santità del mio Volere, ora alla Bontà, ora nell'Umiltà, ora nella Bellezza, ora nel pacifico soggiorno prodotto dal mio Volere; acquisterai sempre più nuove e inaudite notizie sul mio Santo Volere e resterai tanto legata ed innamorata ad Essa che non ne uscirai più; così le tue passioni dolcemente moriranno".

Ecco, Luisa pensava alla Volontà Divina, cioè, la sua mente rimaneva sempre nel circolo della Divina Volontà. 

Può essere utile per noi pensare alla Divina Volontà come un qualcosa al quale Gesù la paragona.  Per esempio, molte volte Gesù dice: "La mia Volontà è come un sole, la mia Volontà è come il mare, come il vento". 

Immaginandocela questa Divina Volontà e pensando di permanere in questo soggiorno del Divin Volere, ecco che noi incominceremo ad innamorarci della Divina Volontà. 

E questo sarà il miglior modo per far morire le nostre passioni;  cioè, non cercare di combattere le tentazioni e stare lì a soffermarci per ore ed ore nelle nostre tentazioni e fare calcoli su queste, ma:  "Il bene dice Gesù possiede la virtù feritrice del male", per cui quando io penso al bene, è il bene stesso che uccide il male sostituendolo con il bene.  Allora, pensiamo al Volere Divino, pensiamo alle sue caratteristiche e sarà la Divina Volontà stessa, in noi, a far morire le nostre passioni.

" Figlia mia, oh come armonizzano bene i tuoi atti fatti nel mio Volere!  Armonizzano con i miei, con quelli della mia diletta Mamma;  e  gli uni scompaiono negli altri e formano un atto solo; sembra il Cielo in terra e la terra in Cielo;  e l'eco dell'Uno nei Tre e dei Tre in Uno della Trinità Sacrosanta  oh, come risuona dolce al nostro udito, come Ci rapisce, ma tanto da rapire la nostra Volontà dal Cielo in terra! "

Come Luisa, ciascuno di noi è chiamato a formare una trinità in terra con Gesù e Maria Santissima; cioè, in Luisa anche noi possiamo essere una trinità con Gesù e la nostra Mamma, se i nostri atti li facciamo nella Divina Volontà;  perché allora anche i nostri atti scompariranno nei loro e i loro armonizzeranno coi nostri, per cui la nostra vita sarà la ripetizione e la continuazione della vita di Gesù e di Maria Santissima sulla terra;  e quindi la Trinità in Cielo troverà un'altra trinità in terra, troverà le nostre anime nelle quale vivono Gesù e la Mamma Celeste per potersi riversare in noi. 

" E quando il mio 'FIAT Voluntas Tua' avrà il suo compimento 'come in Cielo cosi in terra',
allora verrà il pieno compimento della seconda parte del 'Pater Noster', cioè: 
'dacci oggi il nostro pane quotidiano' ". 

Gesù dice nel Vangelo: "Chiedete prima di tutto il Regno di Dio e la sua Giustizia ed il resto vi verrà dato in sovrappiù". 

Cosa vuol dire? Chiediamo il Regno di Dio, poi: dacci oggi il nostro pane quotidiano, il perdono dei peccati, la liberazione dal male, vincere le tentazioni..., tutto verrà di conseguenza, perché avremo chiesto il Regno di Dio e la sua Giustizia, il che significa:  restituire al Padre quella Gloria che a Lui si deve, quindi, risarcire Dio dei diritti di giustizia che Gli convengono;  allora tutto verrà di conseguenza e la seconda parte del Padre Nostro si realizzerà, perché la prima parte ha avuto compimento. 

" Io dicevo: 'Padre nostro, a nome di tutti tre specie di pane ogni giorno Ti chiedo: il Pane della tua Volontà anzi, più che pane, perché se il pane è necessario due o tre volte al giorno, quello della tua Volontà invece è necessario ogni momento ed in tutte le circostanze, anzi deve essere non solo Pane, ma come aria balsamica che porta la Vita, la circolazione della Vita divina nella creatura ' ". 

Gesù diceva: "Mio cibo è fare la Volontà di Colui che Mi ha mandato", "Io ho un cibo che voi non conoscete".  

E' questo il Pane del Fiat, il Pane della sua Divina Volontà. 

In un altro brano Gesù dice che noi possiamo decidere se prendere la Divina Volontà come medicina per guarire dai nostri mali, come cibo di cui nutrirci, oppure come vita.  Però, se la vogliamo prendere come vita non possiamo esimerci dal fare questi passaggi:  prenderla come medicina al momento in cui cadiamo perché siamo ancora soggetti alle nostre passioni e debolezze, quindi prenderla come rimedio ai nostri mali ;  prenderla come cibo quindi cibarci del cibo della Divina Volontà che Lui ci porge in tutti gli atti della nostra vita, in tutte le cose create, prendere quel cibo che è 'la manna discesa dal Cielo', quel cibo che 'noi non conosciamo', che Lui ci porge in ogni cosa creata:  nel sole che ci illumina, nell'acqua che beviamo, nel cibo che ci sfama...  accogliere quel cibo . 

Quando Gesù vedrà che noi non faremo niente senza chiedere di quel cibo, per cui quel cibo diventerà per noi più necessario del cibo materiale, più necessario dell'aria che respiriamo, allora ci renderà quel cibo come vita, allora la Divina Volontà in noi verrà come vita.

" Padre, se non dai questo Pane della tua Volontà, Io non potrò mai ricevere tutti i frutti della mia Vita Sacramentale, che è il secondo Pane che tutti i giorni Ti chiedo.  Oh, come si trova male la mia Vita Sacramentale, perché il Pane della tua Volontà non alimenta le creature, anzi trova in loro il pane corrotto della volontà umana! 

Oh, come Mi fa schifo, come lo rifuggo!  Sebbene Io vada dalle creature, i frutti, i beni, gli effetti, la santità non posso darli perché non trovo il nostro Pane;  e se qualche cosa do, è in piccola porzione, a seconda delle loro disposizioni, ma non do tutti i beni che contengo e la mia Vita Sacramentale aspetta paziente finché l'uomo prenda il Pane della Volontà Suprema per potergli dare tutto il bene della mia Vita Sacramentale ". 

Il secondo pane che Gesù chiedeva al Padre era il Pane Eucaristico, il Pane Vivo disceso dal Cielo, di cui parla Lui stesso.  Ma questo Pane come dice Lui non può avere gli effetti completi in noi se Gesù che si comunica a noi Sacramentato non trova in noi Se stesso vivente nella sua Divina Volontà.  Lui vuole riversare tutti i beni che l'Eucaristia contiene:  di santificazione, di gusti divini, di santità, ma non può riversarsi in noi, perché quella Vita Eucaristica che noi riceviamo, la riceviamo in un contenitore che è la nostra volontà umana che è bucato da tutti i lati, nel quale il Signore non si può fidare, perché un momento facciamo il bene, un momento facciamo il male. Invece se Gesù trova in noi quella Divina Volontà che regna in Lui stesso, sarà la Volontà Divina stessa a ricevere Gesù Sacramentato in noi e, tutti quei frutti che Lui vuole produrre nell'Eucaristia li potrà finalmente riversare in noi. 

E non sarà più costretto dopo un quarto d'ora che le specie si sono consumate a tornarsene al Padre lasciando la sua Grazia in noi, ma rimarrà in noi imprigionato in prigioni più nobili degli stessi accidenti sacramentali, cioè nei nostri atti fatti nella Divina Volontà;  cioè i nostri atti serviranno come accidenti affinché il Signore si sprigioni dall'Ostia e venga a vivere nei nostri atti. 

E quella Vita Eucaristica che noi riceveremo non sarà più soltanto una medicina per guarire dalle nostre infermità, un sostegno per non cadere, una fortificazione della nostra volontà corrotta e cattiva, ma sarà un dare gloria a Dio come Gesù l'ha data quando ha comunicato Se stesso durante l'ultima cena; la nostra Comunione Eucaristica sarà non più un prendere l'Eucaristia soltanto come medicina, un prendere un cibo da malati, ma sarà prendere un cibo da sani, da sani che ricevono un cibo che dà loro pieno vigore, piena forza. 

Ecco allora l'importanza del primo Pane, il Pane della Divina Volontà;  con Esso il Pane Eucaristico potrà produrre i suoi effetti.

"Vedi dunque che il Sacramento dell'Eucaristia e non solo, ma tutti i Sacramenti lasciati alla mia Chiesa ed istituiti da Me, daranno tutti i frutti che contengono ed avranno pieno compimento quando il Pane nostro, cioè la Volontà di Dio, si farà come in Cielo così in terra.

Dopo, chiedevo il terzo pane, cioè il materiale". 

Gesù dice:  " il pane nostro, cioè la Volontà di Dio, si farà come in Cielo così in terra ".  E' bella questa espressione il pane nostro.  Nel Vangelo di Giovanni Gesù parla del pane di Dio.  Prima dice:  " Io sono il Pane Vivo disceso dal Cielo"  e parla della manna vera, che è Lui stesso;  però ad un certo punto dice:  " Il pane vero è il Pane di Dio".  Quest'espressione di Gesù:  Pane di Dio,  ci dice che c'è un cibo di cui si nutre Lui stesso ed è la sua Divina Volontà, che produce l'amore più grande. 

Se Lui trova in noi il Pane della sua Divina Volontà, se trova in noi il suo stesso Pane, allora
anche noi potremo sfamare Dio come Lui desidera:  cioè,   Dio troverà in noi quell'alimento attraverso il quale continuare la sua Vita in noi,  la sua Vita reale, vera.

 " Come potevo dire:  'Dacci oggi il nostro Pane'?  In vista del fatto che l'uomo, dovendo fare la nostra Volontà, avrebbe fatto suo ciò che è nostro e il Padre non avrebbe dovuto dare più il Pane della Sua Volontà, il Pane della mia Vita Sacramentale ed il pane giornaliero della vita naturale a figli illegittimi, usurpatori, cattivi, ma a figli legittimi, buoni, che avranno in comune i beni del Padre. 

Perciò dicevo:  'Dacci il nostro Pane'. 

Allora le creature mangeranno il Pane benedetto, tutto sorriderà a loro l'intorno e la terra ed il cielo porteranno l'impronta dell'armonia del loro Creatore ".

Nella Bibbia, tutte le volte che Gesù ci accomuna a Sé è sempre nei momenti particolari, come, ad esempio, quando dice:  " Io vado al Padre mio e Padre vostro, al Dio mio e Dio vostro" .  E  qui Gesù dice:  " Il  nostro Pane",  cioè, accomuna il pane delle creature a Lui, al suo Pane, per cui quando dice:  " Il nostro Pane",  c'è anche Lui di mezzo;  quando dice:  " Dacci oggi il nostro Pane quotidiano"  è Lui che prega;  e noi ripetiamo la sua preghiera.   Per cui, nel momento in cui noi riceveremo questo Pane della Divina Volontà, il Pane Eucaristico e il pane quotidiano della vita materiale come veri figli della Divina Volontà, allora Gesù veramente potrà accomunarci a Sé ed il Pane che riceveremo sarà allora il nostro
Pane
potremo dirlo anche noi come Gesù . 

Fino adesso noi abbiamo ricevuto, in pratica, soltanto il pane materiale, nel quale non abbiamo neanche riconosciuto quel Pane della Divina Volontà che è contenuto nel pane nostro materiale e, quindi, abbiamo preso sempre le scorie, la scorza dei beni di Dio. Ma ora il Signore ci chiama a riconoscere la sostanza dei beni suoi, che è la sua stessa Divina Volontà;  e riconoscendo Questa e ricevendo Questa, allora riceveremo Dio in ogni nostro istante, in ogni nostro atto.

 

(Non avendo più tempo a nostra disposizione, vi invito a continuare poi da soli la lettura di questo brano, perché può dare luce, sicuramente, su tante cose ).

Nella Divina Volontà Maria Santissima ci benedica, ci preservi da ogni male e pronunci in noi il suo:  'Fiat!'

 

( Ed ecco la continuazione del parlare di Gesù a Luisa: )

 " Onde, dopo soggiunsi: ' Rimetti a noi i nostri debiti, come noi li rimettiamo ai nostri debitori '. Sicché anche la carità sarà perfetta;  allora sarà perfetto il perdono, avrà l'impronta dell'eroismo come lo ebbi Io sulla croce, quando l'uomo avrà mangiato il Pane della mia Volontà come lo mangiava la mia Umanità;  allora le virtù saranno assorbite nella mia Volontà e riceveranno l'impronta del vero eroismo e di virtù divine:  saranno come tanti fiumicelli che sbucheranno dal seno del gran mare della mia Volontà.  

E se soggiunsi: ' E non c'indurre in tentazione '...  come mai Iddio lo poteva indurre in tentazione?  Era perché l'uomo è sempre uomo, libero da se stesso perché Io non gli tolgo mai i diritti che nel crearlo gli ho dato e lui, spaventato e temendo di sé, grida tacitamente, prega senza esprimersi in parole: 'Dacci il Pane della tua Volontà, affinché possiamo respingere tutte le tentazioni;  ed in virtù di questo Pane liberaci da ogni male. Così sia '.

Vedi dunque che tutti i beni dell'uomo ritrovano il loro rannodamento, il vincolo stretto
del  ' facciamo l'uomo a nostra immagine e somiglianza '; (gli uomini trovano) la validità d'ogni loro atto, la restituzione dei beni perduti, la firma ed assicurazione che gli viene ridata la loro perduta felicità terrestre e celeste.  

Onde era tanto necessario che la mia Volontà si faccia ' come in Cielo così in terra ', che Io non ebbi altro interesse né insegnai altra preghiera, se non il Pater Noster ;  e la Chiesa fedele esecutrice e depositaria dei miei insegnamenti l'ha sempre in bocca ed in ogni circostanza e, tutti, dotti ed ignoranti, piccoli e grandi, sacerdoti e secolari, re e sudditi, tutti Mi pregano che la mia Volontà si faccia ' come in Cielo così in terra ' ".

 

Pro Manuscripto a cura del Gruppo di Preghiera ' Divino Volere e Divino Amore ' Tel.  06 77201536