ANTOLOGIA DI MEDITAZIONI_9 SUL VIVERE NELLA DIVINA VOLONTA'

Seguendo gli Scritti di Luisa Piccarreta

 

Tema: RICONOSCERE E CREDERE Credere significa riconoscere il proprio nulla davanti a Dio e lasciarsi colmare dalla sua Grazia.

 

Roma, 10.0.2004   

relatore:  F.  F.D.V.

 

Questa meditazione è tratta dal Volume 24 brano del 12061928

Il tema di questo brano è:  'Cosa vuol dire riconoscere Dio ?'. 'Cosa vuol dire riconoscere la Volontà di Dio ?'  Cioè:  'Cosa vuol dire RICONOSCERE ?

Riconoscere l'Amore di Dio!  Perché Gesù insiste con Luisa continuamente su questo punto del "RICONOSCERE":

 

Continuo il mio giro negli atti che fece nella Creazione il Fiat Divino e che tuttora conserva nel suo proprio pugno con tale potenza e sapienza come se in ogni atto ripetesse l'atto già fatto, mentre non è altro che la continuazione d'un solo atto.

Vedete come Dio opera in un atto unico ed eterno noi viviamo nel tempo quindi nell'atto nel quale Dio crea un solo atto in un solo Fiat.  Lui ha creato tutto fin dall'eternità cioè la Creazione esiste già in Dio fin dall'eternità.

Questo è un tema un po' delicato affrontandolo in maniera senza attenzione si rischia di fare delle conclusioni sbagliate.

Però pensare questo: ognuno di noi esiste in Dio sin dall'eternità, noi veniamo da questo atto unico di Dio che è eterno e quindi nel tempo, questa è la nostra vita.  Ma entrare nella Volontà di Dio vuol dire essere riportati in questo mistero di Dio che è la nostra esistenza fin dall'eternità.

      Questo è un punto su cui con Padre Gary ultimamente ne stavamo parlando, capendo che è un punto importante, però non sappiamo bene perché, però è importante pensare questo.

Questo rientrare nella Volontà di Dio vuol dire rientrare in quell'ordine nel quale la creatura esiste già in Dio fin da tutta l'eternità.

Allora possiamo cogliere la Volontà di Dio solo nel tempo, allora se noi vediamo per esempio un fiore, quel fiore è stato creato cresce, ha vita ecc. oppure il sole che è molto più semplice come esempio;  è  stato creato quando ha detto FIAT LUX e ha creato il sole, ma adesso il sole è sempre lì che splende nel cielo che manda i suoi raggi che scalda, che manda luce, ma questo atto del sole che continua è quell'unico atto nel quale Dio pronunciò il FIAT creando il sole;  questa conservazione del sole che continua a splendere è il riflesso di quell'unico atto nel quale Dio creò il sole e creò ogni cosa, quindi nel momento in cui noi contempliamo le cose create in quel momento Dio le sta creando.

Quel nostro trovarle davanti a noi quel nostro vedere che il sole esiste, quel nostro vedere quel fiorellino davanti a noi, è essere presenti nel momento in cui Dio crea, perché quell'atto nel quale Dio conserva tutte le cose create fa parte di quel solo atto nel quale le creò.

Quindi ci rende partecipi di questa attenzione e rende partecipe la creatura a partecipare di quell'atto nel quale Dio con il suo Fiat creò tutte  le cose.

Vedete allora la differenza di vedere un fiorellino e dire :"Che bello!", dal pensare che in quel momento in cui tu contempli in quella cosa creata la " PRESENZA DI DIO" (da specificare che non è la cosa creata DIO, ma Dio è presente).

Ecco contemplando in quella cosa creata la presenza di Dio e la potenza del FIAT Divino che la mantiene in vita questo è partecipare di quel solo atto nel quale Dio ha creato tutte le cose;

quindi Dio (lo dice sempre nei volumi) è sempre in atto di creare questo, questo conservare le cose è sempre quell'atto nel quale Dio crea e vuol renderci partecipi di questo. Perché entrare nella Volontà di Dio vuol dire partecipare dell'operato divino.

Queste cose che sto dicendo ora non sono cose per fare dei ragionamenti razionali, ma per cominciare a cogliere che c'è un mistero in tutto quello che ci circonda;  è un mistero  nel quale Dio ci sta chiamando ad entrare con la nostra vita.  Il mistero  per esempio di un atto d'amore di Dio che è sempre presente, non è che Lui ha creato 2000 anni fa, il sole e adesso lo sta conservando;  questo conservarlo fa sempre parte di quel primo atto e Dio attraverso questo dono della Volontà di Dio vuole portarci a partecipare di quel primo atto, infatti in tutti i volumi parla di un atto unico, un atto Incessante, un atto eterno;  in Dio non c'è futuro, non c'è passato, ma tutto è atto presente tutto è come un attimo tutto è come un punto certo.  Questa è la dimensione divina, quindi noi facciamo difficoltà a coglierla, però è bene cominciare a capire che la  Volontà di Dio ci sta portando a vivere in questa dimensione, che cioè Dio ci vuole fare partecipi di quel suo atto nel quale Dio ha creato tutte le cose, cioè Dio ci vuole fare COCREATORI, certo può sembrare una grandissima eresia, perché solo Dio è il creatore, l'uomo è una creatura.

 Ma è tanto grande l'amore di Dio che vuole portare la creatura in quel suo atto per renderla partecipe dell'opera della Creazione cosicché la creatura insieme a Dio per potenza della Volontà di Dio crea.  Crea, il sole, il cielo, la luna;  crea amore da restituire a Dio in ogni cosa creata...;  quindi, è un dono grande!

Questo vuol dire che, attraverso questo dono la creatura già vive l'eternità, qui nel tempo già vive il paradiso, perché Dio ci ha creati per renderci partecipi di tutta la sua VITA DIVINA, quindi Dio ama e come ama fuori di se crea, come ama in se genera e così rendendoci parte di questo atto della VOLONTA' DI DIO ci rende parte di questo amore ad EXTRA.

E' come dire che ogni nostro atto di amore nella Volontà di Dio, chiamando questa vita della Volontà di Dio in noi, ogni atto di amore verso una persona, verso un fratello, verso il Signore stesso è una creazione, è partecipare della creazione che Dio ha compiuto con il suo FIAT.

Quindi, mentre amo penso:  do a Dio un sole di amore, perché la Volontà di Dio crea il sole mentre amo;  do a Dio un cielo di adorazione, perché la Volontà di Dio viene in me a operare questo.

 

<<Ora, mentre la mia mente mi portava nell'Eden, il mio dolce Gesù mi ha detto: "Figlia mia quando fai il tuo giro nella mia Volontà per rintracciare tutti i suoi atti per corteggiarli, amarli, per farli uno coi tuoi e giungi nell'Eden, Io Mi sento ripetere le gioie, le feste, la felicità che la Nostra Divinità provò nella Creazione">>.

Vedete Dio si sente ripetere la felicità che provò nella creazione perché è come se Lui trovasse fuori di sé un altro piccolo Dio che sta facendo quello che Lui ha fatto quindi è pienamente glorificato, perché Dio non ha bisogno dell'uomo;  questo l'abbiamo detto tante volte, ma questo non è un discorso egoistico perché Dio basta a Se stesso, non ha necessità Dio, se no non sarebbe Dio, se potessimo introdurre in Dio una necessità anche una necessità di amore verso una creatura non sarebbe Dio.  Però, nello stesso tempo è così tanto Dio da inserire questa nostra vita nel suo stesso Amore, così da farci  parte di quello stesso Amore che è amore per se stesso.  Quindi, quello che intendo dire è che, in fondo, quello che glorifica Dio è trovare Se stesso nella creatura, perché solo Dio può glorificare Se stesso e quando trova Se stesso nella creatura è un Se stesso in atto di operare nella creatura così come Dio opera in Se stesso, allora Dio è pienamente glorificato.  Cioè, Gesù dice:  "Per me è indifferente operare nella Volontà di Dio che è nelle tre Divine Persone, quanto nella Volontà di Dio che è presente nell'anima".

      Quindi, Lui ci rende partecipi di questa sua Volontà Divina.  Questa sua Vita Divina non è fatta di grandi cose, è fatta dei nostri respiri, è fatta dei nostri pensieri, dei nostri palpiti, dei nostri sguardi..., cioè tutto di noi deve diventare (e ci deve essere questo desiderio in noi!), un atto incessante di Volontà di Dio, cioè un atto incessante di amore, perché allora a quel punto la creatura partecipa pienamente della Vita Divina e questa partecipazione alla vita divina è l'operare come opera Dio, Dio ama e crea la creatura nella Volontà di Dio ama e crea.

     Allora qui Gesù dice:  "Quando fai il tuo giro nella mia Volontà per rintracciare tutti i suoi atti per corteggiarli, amarli e poi farli uno con i tuoi, Io mi sento ripetere le gioie, le feste, la felicità che la Nostra Divinità provò nella Creazione..."  "Quando tu fai il tuo giro nella mia Volontà per rintracciare i suoi atti...", cosa vuol dire questo? Cosa vuol dire rintracciare gli atti della Volontà di Dio?  Può voler dire:  mettermi in  preghiera e girare con il pensiero nella Volontà di Dio, pensare di andare nel sole, nel mare, nelle pene di Gesù, in ogni cosa creata e pensare che lì c'è una Volontà di Dio, che etc., ect.,; questo come esercizio più che altro come esercizio, ma non solo come esercizio, perché comunque la Volontà di Dio assicura che quando l'anima prega così lei prende la nostra anima e la porta in ogni cosa creata, pregare così vuol dire abbandonarsi nelle braccia della Volontà di Dio e lasciare che questa vita prenda la nostra anima e la porti ad adorare, la vita della Volontà di Dio, nel sole , nel mare, nel cielo, veramente l'anima è presente lì dove la Volontà di Dio opera cioè non è una fantasia, non è una preghiera di parole, è una preghiera nella quale la Volontà di Dio prende l'anima e la rende partecipe di questo suo operato divino, come facendo si che la creatura possa accompagnare la Volontà di Dio; accompagnarla con un TI AMO, TI ADORO, ma accompagnarla veramente, essere lì presente dove in quel momento la Volontà di Dio è presente; la Volontà di Dio è presente ovunque, è presente nel sole perché lo conserva, perché se non ci fosse una Volontà di Dio a dare vita al sole, al mare, all'uccellino che canta, a noi , tutto dice Gesù a Luisa, sarebbe come un bel dipinto, ma tutto sarebbe morto, come qualcosa di morto non sarebbe vivo, questo soffio che da Vita che poi è il soffio che Dio emise nelle narici di Adamo; questo che da Vita è il FIAT della Volontà di Dio che infonde la Vita dell'amore e così tutto riceve Vita da questa Volontà di Dio e quello che dicevo, questo ricevere la vita fa sempre parte di quel solo atto unico nel quale Dio ha creato tutte quante le cose e ci chiama ad accompagnarla, ci chiama ad essere presente con Lei non in qualche momento della nostra vita,anche se per adesso non so neanche  se riusciamo un secondo al giorno ad essere in questa attitudine, ma non dovrebbe essere in qualche  momento dovrebbe essere incessantemente (cioè) la nostra dovrebbe scorrere in questo atto continuamente che la Volontà di Dio ha preparato per l'uomo e dona all'uomo perché l'uomo deve fare suo questo  atto e restituirlo a Dio.

     Oggi nella Lettera di San Giovanni che abbiamo letto  durante la S. Messa dice: " non siete stati voi che mi avete amati per primi, sono stato Io che ho amato per primo voi potete amarmi perché darmi l'amore che Io ho dato a voi, perché voi non avreste amore da darmi, voi avete solo il mio amore da poter  dare a me, quindi per forza è Lui che ci ha amati per primo, perché altrimenti chi avrebbe potuto riamare DIO? e come avrebbe potuto Dio essere glorificato se non dal suo stesso amore?.

Allora la creatura riceve l'amore di Dio prende questo amore e lo restituisce a Dio, ma sempre quell'amore di Dio che da Dio si comunica a noi e che ritorna a Lui allora questo è il nostro giro, così durante i momenti di preghiera, i momenti si silenzio, così .... E dice  tu giri nella mia volontà per rintracciare tutti i suoi atti poi in un altro brano sempre del volume 24 dice tu passi da una nostra opera all'altra per riconoscere il nostro amore in esse;

vedete è una frase parallela rispetto a quello che abbiamo detto, tu fai il tuo giro nella mia Volontà per rintracciare tutti i suoi atti  appunto in un altro brano, in un'altra data tu passi da un'opera all'altra per riconoscere il nostro amore in esse.

Ecco qui vorrei un attimino  parlare cosa vuol dire "riconoscere" l'amore di Dio, in fondo riconoscere l'amore di Dio non è tanto uno sforzo... può essere anche quello inizialmente come attenzione ad andare incontro a Dio però in fondo altro non è che "ricevere" da Dio il suo amore, cioè riconoscere l'amore di Dio e girare nella Volontà di Dio, non siamo noi che facciamo qualcosa e diamo qualcosa a Lui, cioè io penso adesso giro nella Volontà di Dio prendo il suo amore... vedete anche qui sono io che faccio perché le parole devono essere accompagnate dalla preghiera che è vita di quelle parole,  ma bisogna capire quale è la preghiera che è vita di quelle parole, perché io posso dire la stessa preghiera che dici tu, ma tu puoi dirla secondo la vita vera che Dio ha messo in quella preghiera, io la posso dire secondo (invece) una vita che attinge Vita dalla mia volontà non dalla Volontà di Dio. Quindi posso dire giro li faccio questo, quest'altro etc....., però pensando che sono io che sto facendo, è vero è la Volontà di Dio in me, se però sono io che in questo mio sforzo in questa mia attitudine, questa mia attenzione vado a riconoscere Dio e gli dico ti amo.

Invece questo "riconoscere" la Volontà di Dio è "un'accogliere" quella vita che Lui mi sta porgendo cioè praticamente è lasciare che la volontà di Dio "VIVA" in noi.

Non so se riuscirò a spiegarmi c'è  una cosa che in testa ce l'ho comunque praticamente noi a volte non so, pensiamo di aver fatto un atto nella Volontà di Dio, perché l'abbiamo chiamata, l'abbiamo invitata a venire non so, l'abbiamo invocata, ecco.... E pensiamo di aver fatto un atto nella Volontà di Dio, bisogna vedere se quello averla invocata, chiamata ecco... se quell'atto li parte da una iniziativa della mia volontà o parte dall'aver ricevuto una Vita dalla Volontà di Dio in me che muove in me quella preghiera.

Perché vedete, bisogna arrivare a spogliarsi di tutto, bisogna arrivare a spogliarsi di tutto...

Bisogna stare attenti a capire, che questa vita qui deve essere vissuta soltanto per LUI "riconoscere la Volontà di Dio è un'accoglienza " cioè io vi parlo di questo perché questo entra nel mistero trinitario, io vi sto parlando di qualcosa che rientra in quello che accade nelle tre Divine Persone, stavo dicendo "riconoscere" la Volontà di Dio è un accogliere una vita che la Volontà di Dio  mi sta donando quindi non è un "FARE" è un "LASCIARSI FARE" .

E questo è quello che succede tra il Padre ed il Figlio. (il Padre)  che hanno una sola Volontà Divina, perché il Figlio ha anche una Volontà umana però il Padre fa, opera, genera e il Figlio...

Perché la Volontà Divina è la Volontà del Padre e del Figlio. Il Padre genera il Figlio non  riceve passivamente, il Figlio liberamente decide di lasciarsi fare, ma anche in quel lasciarsi fare rientra una volontà umana, per quanto riguarda noi, che si spoglia di sé; allora lì è semplice sono io che sto facendo o io mi sto lasciando fare perché io posso fare quella stessa preghiera facendo io, invocare la Volontà di Dio, chiamarla, entrare, i miei atti ect.... Posso dire quella preghiera facendo io prendendo quell'atto di vita dalla mia Volontà ma io posso fare quella stessa preghiera lasciandomi fare, allora noi dobbiamo passare da questo fare a questo LASCIARSI FARE come nelle cose di ogni giorno, imparare nelle cose di ogni giorno a non fare, ma a LASCIARSI FARE, perché altrimenti facciamo quello che è stato sempre fatto.

E' sottile la cosa, pensiamo di fare una cosa diversa, ma in fondo facciamo quello che è stato sempre fatto e non lo facciamo neanche bene come è stato fatto fino a questo momento, perché ci mischiamo anche una cosa in più che non ci fa  fare neanche bene quello che è stato fatto.

Allora, quello che voglio dire, la grandezza di questo dono è che la Volontà Divina finalmente guarda in faccia la volontà umana, ecco il faccia a faccia di cui parla S. Paolo, contemplare Dio Vederlo faccia a faccia si è nella visione beatifica, che sarà tutta una visione particolare quella, ma già adesso quelle parole di S. Paolo si compie perché Gesù parla in questo brano proprio la Volontà di Dio ha deciso di vincere la volontà umana.

Cioè ha deciso di avvicinarsi a lei, dice di guardarla a faccia a faccia come uno sguardo che la Volontà di Dio, ecco rivolge verso la volontà umana in una maniera molto più intima, molto più profonda ( un sacerdote ci ha detto qualche giorno fa che la volontà umana cioè la volontà entra in  rapporto con il suo oggetto, comunque diciamo così: la volontà umana entra in rapporto senza nessuna mediazione. Esempio: come due creature che si abbracciano, c'è un contatto diretto; vedete noi possiamo parlare... però è ben diverso.

Mi viene sempre questa immagine: fra due innamorati, magari che non si vedono da tanti anni, una sta dalla parte di un vetro e quello sta da quell'altra, stanno vicinissimi, possono anche parlare magari, però non si possono abbracciare cioè manca quel rapporto diretto.

Ecco la Volontà di Dio, oggi ci dona di poter entrare in rapporto con Lei, così come due innamorati entrano in rapporto abbracciandosi e baciandosi.

Il Cantico dei Cantici descrive questo rapporto tra l'anima e Dio e perché lo descrive anche sensibilmente molte persone rimangono, perché con i tuoi baci della tua bocca ... e molte persone rimangono scandalizzate, ma perché lì vuole farci capire come questo rapporto con Dio è un rapporto senza nessuna mediazione, non c'è nessun vetro che ci separa è un abbraccio, è un bacio.

La Volontà  di Dio viene con la sua luce a innamorare la volontà umana di sé.

Allora quello che voglio dire la novità di questo vivere nella Volontà di Dio è si che c'è una Volontà di Dio che opera in te ma c'è anche il fatto che non c'è più una volontà umana che attinge vita da sé.

Allora dobbiamo considerarle tutte e due le cose; io chiamo la Volontà di DIO ad operare in me se però non sono la prima cosa, so che c'è una volontà di Dio  che vuole venire ad operare in me, allora la chiamo: vieni Divina Volontà ad operare in me, e so che Lei per quello che mi ha promesso viene, ma non posso dimenticarmi anche la seconda parte, che non ci deve essere una volontà umana, che attinge vita da se stessa.

Perché io lasciando ancora libera la mia volontà umana di continuare ad attingere vita da se penso di poter chiamare una Volontà di Dio a vivere in me, ma non può non ci può venire, quindi se non ci viene quello che stiamo facendo alla fine non è né nuovo né vecchio, ma tutto un miscuglio che davanti a Dio non ha nessun valore.

Ma cosa vuol dire questo? Non che dobbiamo aspettare di essere dei santi per poter vivere nella Volontà di Dio, ma che dobbiamo porgere l'attenzione nelle nostra vita di ogni giorno  a lasciarci fare da Dio .

Questo vuol dire "riconoscere Dio" riconoscere Dio non vuol dire fare uno sforzo di vedere che lì  c'è, no!!!

Vuol dire io mi lascio fare da come Lui mi si comunica e mi si manifesta durante il giorno, mi si manifesta attraverso uno schiaffo che mi da un fratello? Mi lascio fare, cioè riconosco la Volontà di Dio perché riconoscere in fondo è ricevere in se qualcosa .

è un termine divino questo qui riconosco che qui c'è la Volontà di Dio vuol dire io ne accolgo la sua vita e ricevo la sua vita, in me. Così io riconosco che c'è una Volontà di Dio in quella creatura, in quel fiore, in quella sofferenza, così lo riconosco.

Infatti la prova del nove è questa noi possiamo girare per tutte le cose create, riconoscere  che c'è l'amore di Dio, però siccome siamo anche molto sentimentalisti: oh!  Riconosco l'amore di Dio, come mi sento infuocato, in questo fiorellino, che bello!! Poi il sole quando il tempo è bello siamo tutti più di buon umore, è più facile riconoscere Dio quando c'è il sole che ti accarezza col suo calore, così poi dopo arrivi a casa oppure non so dove vai quella sofferenza, quell'insulto, quella difficoltà e perdiamo la pace questo vuol dire che  quel mio riconoscere l'amore di Dio, quando ero in quella preghiera là non era vero riconoscere, perché riconoscere vuol dire accogliere in se una vita invece nell'altro modo sono io che ecco dalla mia volontà attingo, il riconoscere che Dio mi sta  amando in quel fiore ect. ect., ma non sto ricevendo la sua vita, cioè anche nel voler amare Dio, non lo lasciamo fare; lo vogliamo amare come diciamo noi, ecco questo per dire che in fondo non sono tanto le parole che dicono quanto noi viviamo nella Volontà di Dio, ma è l'abbandono e prima parlavamo con una di voi e diceva che l'abbandono in fondo è la croce, perché chi più abbandonato di Gesù sulla croce?

Tanto abbandonato da non poter muovere neanche un dito, una mano, tanto abbandonato da rimettere tutto nella Volontà del Padre: "Padre nelle tue mani Io rimetto il mio Spirito", e questa frase la dice quando è crocifisso, quando sta per morire un uomo finito proprio abbandonato nella Volontà di Dio.

La croce è il segno di quell'abbandono e abbandono vuol dire lasciar fare, lasciare che Dio faccia, cioè ricevere la vita di Dio che fa e che continuamente mi si comunica, cioè ogni momento della nostra vita  è così  ricco, da potersi affermare che in ogni momento della mia vita Dio mi comunica la vita del suo amore.

Adesso che stiamo insieme, dopo quando ognuno andrà per i fatti suoi, quando sono stanco, quando devo ubbidire, in ogni momento mi comunica la vita del suo amore, ma me lo comunica solo se non trova una volontà umana che impedisce a questa vita di formare il suo Regno dentro di me, allora c'è questo esempio bello delle Sacre Scritture, perché noi possiamo vivere nella Volontà di Dio, soltanto con Gesù, ecco non possiamo pensare di cominciare una vita di questo tipo senza di Lui " Gesù dice senza di me non potete far niente, tanto più oggi direbbe, senza di me non potete vivere nella Volontà di Dio e allora vorrei un attimo fare un paio di esempi nel Vangelo, come per esempio nel capitolo sei di Giovanni, dove la prima parte è il capitolo Eucaristico dedicato alla moltiplicazione dei pani e dei pesci, la secondo parte  è il discorso Eucaristico di Gesù "chi non mangia la mia carne e non beve il mio sangue...." .

Ecco nella prima parte è interessante vedere il rapporto tra Lui e i suoi discepoli, loro salgono sul monte insieme, salgono sul monte dove poi Gesù farà il grande miracolo della moltiplicazione dei pani e dei pesci. Il Vangelo specifica che soltanto Gesù sale; insieme a Lui salgono anche gli altri, ma questo salire degli altri resta nascosto nel salire di Gesù su questo monte, e non è che il Vangelo usa parole tanto per usarle, perché se dice Gesù sale, è segno di un'elevazione dell'anima verso Dio.

Cioè in Gesù noi scopriamo tutto il mistero del nostro rapporto con il Padre e Gesù ci ha fatto vedere come salire in questo rapporto.

Però avrebbe potuto dire l'evangelista": Gesù sale e insieme a Lui salgono anche i suoi discepoli e invece no! Dice solo Gesù sale e il fatto che anche i suoi discepoli sono saliti con Lui lo fa capire perché dice "Gesù sale e poi si misero a sedere Lui e i suoi discepoli.

Ecco questo primo punto vedete come tutto l'operato della creatura resta così nascosto in Dio che appare che la cosa la fa Gesù, se i discepoli salgono su quel monte, è perché è salito Gesù.

Guai quando un giorno qualcuno può dire di noi: Anna ha fatto questo, guai, perché vuol dire che io ho visto che l'ha fatto  lei e non ho visto che l'ha fatto Gesù, fino al punto che tutto ciò che l'anima fa dovrebbe restare così nascosto in Gesù da apparire soltanto che è Lui che sta operando quello, poi dopo succede tutto il miracolo, per cui Lui chiede come si può fare per dare da mangiare a tutta quanta quella gente lì e allora arriva Filippo e dice": abbiamo solo cinque pani e due pesci ect..." poi dopo finito questo momento il Vangelo di Giovanni dice: venuta intanto la sera i suoi discepoli scesero al mare, quando la creatura comincia a fare da se stessa, quando non sei più disposta a stare a sedere...., perché il Vangelo dice: i discepoli si misero a sedere, ma che motivo c'era siccome quella lì è Parola di Dio ci sarà qualcosa no? Quella era la situazione ideale Gesù che sale e nel suo salire saliamo anche noi, in questo rapporto con Dio, ma come? Nel lasciar fare a Lui noi stiamo a sedere lasciamo che sia Lui che operi che ci chieda di dargli quei cinque pani e due pesci, che sia Lui a benedire, a spezzare il pane, a moltiplicarlo, a dare da mangiare a tutti loro, altro non fanno che stare a sedere.

Quando si comincia a uscire da questo lasciarsi fare, da questo riconoscere, allora vedete è venuta intanto la sera incomincia a farsi sera, da quella luce nella quale si viveva, cominciano a sorgere le tenebre  e così l'anima comincia ad operare da sola, comincia a scendere, scendere verso il mare.

Il  mare è segno della vita, delle tempeste della vita, delle difficoltà della vita e si avventurano da soli, prendono una barca e poi specifica il Vangelo: " Gesù non era ancora venuto da loro, pensano  di poter fare... salgono sulla barca, se la barca è segno della Chiesa, loro salgono sulla barca, desiderano di attraversare loro la vita, il mare della vita con le sue tempeste, perché pensano di poter fare.

E' tutto santo, è tutto meraviglioso ma da quando hanno deciso di non restare a sedere lì lasciando che sia Gesù a fare, hanno cominciato a scendere e lì comincia la tempesta il mare in  tempesta, si spaventano, e poi non solo così tanto pensavano di poter fare loro da soli, che proprio non immaginavano, lontanamente che avrebbero avuto bisogno dell'aiuto di Gesù.

Tanto che quando Lui  comincia a camminare sulle acque si spaventano tutti, perché non ci pensano proprio a Lui, ecco questo siamo noi sediamo sulle nostre belle barchette anche sulle belle barchette della Volontà di Dio sono belle quelle barchette e cominciamo a remare a fare attraversare, andiamo a Cafarnao, ma Lui dov'è? Gesù dov'è? Allora dobbiamo rincontrare Gesù, io penso che prima di tutto noi dobbiamo ricominciare da Gesù, dobbiamo far apparire Lui, far parlare Lui, far pensare Lui, andargli dietro nascosti stare a sedere  ai suoi piedi non fare niente, lasciarsi fare, perché lì per quello io dicevo che riconoscere è il ricevere qualcosa perché  nel momento in cui tu lo riconosci lo lasci fare, perché riconoscere Lui e Dio, ma io dico se Gesù fosse presente in ogni momento accanto a noi, secondo voi noi continueremo a fare le tremila cose che facciamo pensando di risolvere problemi.....,

Io penso meno male ci stai Tu, fai Tu, quindi questo lasciarsi fare non un qualcosa, è un testimoniare che tu lo stai riconoscendo, perché quando lo riconosci non puoi che lasciarti fare perché sai che Lui è Dio. Hai riconosciuto che Lui è Dio.

E così riconoscere la Volontà di Dio in tutte le cose create così riconoscere la Volontà di Dio  nei nostri fratelli nelle nostre sorelle, negli eventi, nelle sofferenze, vuol dire ricevere questa vita che la Volontà Di Dio ci sta porgendo senza chiederci perché, senza lamentarci, ma così ricevere questa vita che è il nostro tutto e in fondo questo abbandono è una parola tanto usata ma poco vissuta, questo abbandono in fondo è l'entrare in una dimensione, entrando nella quale dobbiamo spogliarci di tutto ciò che ci appartiene, questo è l'abbandono, perché non è solo l'abbandono nelle mani di Dio, ma è anche l'abbandono di noi stessi: entrare nella Volontà di Dio...

Dovremmo cercare di interiorizzare tutte queste cose che sono alla base, prima di tutto, del cammino cristiano, ma soprattutto alla base, ma non solo alla base, perché l'atto nella Volontà di Dio è un atto di abbandono, ma non è solo alla base del cammino nella Volontà di Dio, ma anche la sostanza nel cammino nella Volontà di Dio, perché comunque è un atto di abbandono.

Che poi ci sia una Volontà di Dio che prende quell'atto lo consacra lì è la novità del dono, prende quell'atto lo consacra.

Nel volume 35 c'è un brano bellissimo dove dice: lo prende, lo plasma, lo cura..., adesso io dico parole così non mi ricordo, però il concetto era questo qua ecco "posa il suo sguardo su quell'atto lo prende, lo plasma, lo fa tutto bello e poi quando è pronto come potrebbe essere pronta un'ostia dopo la cottura, perché l'ostia deve essere fatta  in quel modo ect..., quanto è tutto purificato, quando è pronto, la Volontà di Dio, consacra se stessa e crea se stessa nell'atto di quella creatura.

Non lo facciamo noi il dono, è questo il dono, è questa la Volontà di Dio che crea la sua vita in noi ecco crea se stesso nell'atto della creatura; è questa abbraccio di cui vi parlavo prima..

La Volontà di Dio che guarda in faccia la volontà umana e la volontà umana si innamora della Volontà di Dio perché con i suoi occhi vede qualcosa che non ha visto mai, sperimenta un abbraccio di Dio in un modo che non aveva sperimentato mai.

In fondo è come vedere Dio e ti innamori di quella Volontà e poi fa l'esempio: come una creatura che guarda il sole, rivolge lo sguardo verso il sole e voi sapete che quando si guarda il sole le pupille mi pare si stringono tutte, perché c'è tanta luce; la pupilla a difesa dell'occhio si stringe quindi quando poi vai a guardare il resto non vedi più niente e vedi tutta luce, però mentre all'occhio umano dà fastidio fissare il sole quando è nel suo pieno meriggio ect...., all'occhio spirituale della Volontà di Dio guardare la Volontà di Dio in quel guardare la Volontà di Dio scoprirà tutta la felicità e non riuscirà a vedere altro.

Così come nell'occhio umano che fissa la luce del sole e poi non vede che luce, non riuscirà a vedere altro, vedrà sempre dovunque la Volontà di Dio, non c'è sforzo nell'andare a ricercare e a riconoscere la Volontà di Dio, ma è un ricevere quella luce che la Volontà di Dio mi dà, come qualcosa che mi appartiene.

Con questo io non voglio dire che comunque noi non dobbiamo cercare di fare un esercizio ogni giorno nell'entrare in questo rapporto con Dio, non è che questo dico: Va bene, qui adesso lasciamo stare non c'è più bisogno di chiamare, di fare, possiamo fare quello che ci pare.... No!!! Però dico facciamolo tutto, ma sempre interrogandoci, ma sempre cercando di guardare dentro di noi, in quello che sta operando Gesù, anche per cercare di scoprire che cosa mettere....

La chiave è quella perché l'amore, comunque è sacrificio, nel sacrificio la Volontà umana si spoglia di se e quando la volontà umana spogliata di se, la Volontà di Dio consacra quell'atto. Alla fine tutto questo discorso qua si può riassumere cosi: ma noi tutto quello che facciamo, lo facciamo per amore? O lo facciamo per noi stessi,  diciamo che è solo quello il segno che fa comprendere.

Dicevamo che questa mattina di cosa vuol dire riconoscere di cosa vuol dire lasciar fare a Dio questo abbandonarsi questo chiamare  la volontà di Dio non tanto in quello che noi facciamo ma chiamare  la Volontà di Dio in quello che la Volontà di Dio vuole fare in noi.

Vedi quanto è diverso non "fare" e chiamare la Volontà di Dio, ma chiamare la Volontà di Dio nel suo "fare" in noi e poi dopo dovremmo pensare su questo, ma qual è la creatura che più proprio... Ecco fino ad arrivare ad essere un atto perfetto di volontà di Dio perché la creatura glorificherà Dio, quando sarà un atto perfetto di Volontà Divina.

Allora dobbiamo avere un esempio: MARIA

Ecco, Lei è quella che ha incarnato in pienezza questa realtà di rapporto di amore tra l'anima e Dio e allora cerchiamo di capire, di guardarla un po', Lei innanzi tutto è la Madre di Dio, poi è figlia di Dio, poi  è la sposa di Dio, quindi Lei è l'immagine perfetta della SS. Trinità. Compiuta, tutta ordinata e Dio in Lei glorificato pienamente, perché il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo vivono in Lei tutti e tre le Divine Persone, inabitato in Lei la sua persona umana e la divinizzano.

Ritorniamo  comunque a Maria SS. Allora, ecco l'immagine perfetta di colei che lascia fare a Dio.

Se ci fate caso, Gesù  ci dice quando avrete fatto tutto dite siamo servi inutili, quindi quando avrete fatto tutto quello che vi è stato ordinato, ecco c'è un ordine che viene ricevuto e la creatura che fa quello che Dio le dice di fare come l'esempio che fa Luisa sul volume dodici : qual è la differenza tra il fare La Volontà di Dio e Vivere nella Volontà di Dio?

Fare la Volontà di Dio è come quel figlio che deve partire per un lungo viaggio perché il padre gli ha detto vai, fai questo, questo e questo. Il figlio parte fa quello che il padre gli dice di fare però mette in pratica degli ordini che gli  ha dato il padre e ci saranno dei momenti in cui lui dovrà operare secondo la propria volontà, perché il padre non sta vicino a lui quindi dovrà in alcune situazioni sbrigarsela, capire che cosa fare perché il padre non è che gli ha detto in ogni istante quello che deve fare; ecco lì il figlio fa tutto quello che gli è stato ordinato di fare lo fa, però Gesù dice:  "Quando avete fatto tutto dite:  siamo servi inutili";  allora, il servo è colui che fa, invece il figlio è colui che accompagna la Volontà di Dio, è colui che non fa, ma lascia che sia la Volontà di Dio a fare.

Ecco allora tutta la sua vita è stato questo, è stato questo quando era nella casetta di Nazareth, a cucire, o pregare, a cucinare, ect... E si è presentato l'Angelo e le ha detto: vuoi Tu? E Lei ha detto fai, non ha cominciato ad agitarsi, a fare, a capire come era degno rispondere.....fai, sia fatto di me secondo la tua parola.

Quello è il primo punto, il primo momento quel SI', quel SI' che è lasciar fare a Dio.

Ecco è stato il grande miracolo del Verbo che si è incarnato in Lei;  ecco Maria SS. è un atto perfetto di Volontà Divina, perché in Lei si compie l'atto dell'incarnazione del Verbo.

Poi ancora di più ci tocca la sua presenza sotto la croce anche lì Maria SS. Si lascia fare, Lei è la Madre; sulla croce è appeso il Figlio e Lei anche Lei tanto lascia fare Dio da volere quello che vuole Dio, cioè che il figlio sia crocifisso, cioè si lascia fare da Dio.

Da non fare nulla nel momento in cui viene crocifisso, non fa niente, perché lascia che Dio faccia in Lei, però non è un fare niente, come potrebbe essere, un far niente di una persona oziosa, è un fare niente di quello che si unisce a Dio, nel suo operato e che  muore in quel momento. Maria SS. moriva con Gesù lì sulla croce, non ha potuto impedire che il Figlio morisse, perché avrebbe impedito a Gesù di fare quello che la Volontà di Dio doveva compiere in Lui, cioè avrebbe impedito a Gesù di amare, invece no Lei lascia che la Volontà di Dio si compia, la accoglie, la riceve, la riconosce; la riconosce a tal punto da unirsi Lei alla Volontà di Dio e dire nel momento della condanna, anche Lei: sia crocifisso.

Vedete fino a che punto riconosce Dio? fino a che punto accoglie la Volontà di Dio? fino a che punto del sacrificio della persona più amata e fino al punto di dire anche Lei "SIA CROCIFISSO", ma quel sia crocifisso voleva dire per Lei che moriva insieme a suo Figlio.

Ecco tutto questo vedete si passa da " quando avrete fatto tutto quello che vi è stato ordinato dite siamo servi inutili".

Abbiamo fatto tutto quanto dovevamo fare, invece di Maria SS. ai piedi della croce ha detto STABAT MATER,  MARIA SS. STAVA: Stavamo ai piedi della croce Maria ect..., Maria S.: stava, era lì infissa nella Volontà Divina questa stava da l'idea non di una passività, ma di un ricevere in se tutto l'essere, tutta la vita Divina. Lei era atto di Volontà Divina e questo permette a Gesù di fare quel passaggio dell'essere servi all'essere figli perché Gesù vedendo la Madre e lì accanto a Lei, il discepolo che egli amava, vedendo la madre che era lì pronta a riconoscere la Volontà di Dio.

 Il  riconoscere la Volontà di Dio arriva fino a questo supremo sacrificio di amore, quindi nel nostro riconoscerla presente nei fratelli, nelle cose create, nel cibo, nel sonno, deve essere sempre diciamo la base di questo. Deve sempre essere questo supremo sacrificio di amore.

Questo è il fondamento del riconoscere la Volontà di Dio e questo è quello  che a Gesù permette di dire quando vede che c'è qualcuno che è pronto ad accoglierla, la Volontà di Dio, a riconoscerla nel senso d'accoglierla e quindi accoglierla nel senso di aderire, accompagnandola.

Gesù dice: Donna ecco il tuo Figlio,cioè Maria SS. è Madre di Dio il Figlio di Maria è Gesù, quasi che Gesù stesse dicendo nel coronare questo abbandono nel coronare questo abbandonarsi alla Volontà di Dio.

Questo entrare riceverà la vita della Volontà di Dio, ecco la corona con il farci altri se stesso perché a quel punto si passa dall'essere servi nel nostro fare all'essere figli.

Però in quello stare ai piedi della croce dove finalmente Gesù può dire ecco il tuo figlio, Lei è Madre perché questo accompagnare la Volontà di Dio, questo essere atto della Volontà Divina la fa Madre e Giovanni che stava insieme a Lei diventa il figlio tuo cioè quasi che Gesù consegni a Giovanni l'essere Gesù come se Gesù avesse detto ecco il figlio tuo come dire ecco me stesso; Madre donna, ecco me stesso, quindi è anche bello perché Gesù attraverso questo SI' di Maria è libero di morire con la benedizione della Madre.

Infatti non è un caso che nella prima ora delle Ore della Passione, dalle cinque alle sei del pomeriggio, Lui chiede la benedizione, prima di andare a morire; quella benedizione era quasi..., chiedeva a Maria SS. che anche Lei pronunciasse quel FIAT, affinché Lui potesse andare a morire.  Lui vuole che Maria SS. Gli dia la sua benedizione per poter essere libero di morire.

Quella libertà che viene dalla comunione tra questa Madre e questo Figlio che, uniti in una Volontà unica, compiono insieme questo sacrificio.  E così lo chiede a noi.  Cioè chiede di poter essere libero di continuare ad offrirsi attraverso di noi, ci chiede di ricevere questo atto di Volontà Divina che è un atto d'amore nel quale Gesù muore per dare la vita, però in questo essere libero di morire attraverso il SI' di Maria; anche Maria muore insieme a Gesù e questo è il bene che Gesù e Maria SS. ci hanno donato e adesso vogliamo che anche noi possiamo vivere di questo amore.

Vogliono che anche noi impariamo a riconoscere questa Volontà di Dio nella nostra vita.

Quindi, Lei è la Madre, Lei è la Figlia, Lei è la Sposa.

E qua vedete anche nel suo atteggiamento proprio di colei che riceve da Dio, perché Lei è il modello di chi vive nella Volontà di Dio.

Ora se io in Lei non riconosco questo modello la perfezione di questa vita nella Volontà di Dio, un atto compiuto di Volontà Divina, se io in Lei non riconosco questo modello e noi sappiamo e tutta la Chiesa sa, che Maria SS. è la creatura più perfetta, colei che ha rispettato l'ordine, ma se non riusciamo a riconoscere il modello di chi vive nella Volontà di Dio.

Se non abbiamo capito quanto è grande nonostante che abbiamo capito che è la creatura più perfetta, mai potrò io accettare che questa Volontà di Dio può compiere prodigi, tanto grandi in me, perché se non riconosco neanche che è Lei, non potrò mai accettare io di poter vivere una cosa tanto grande che per me neanche Lei vive.

Allora cerchiamo di fare conoscere questa figura di Maria SS., siate manifestazione di questa presenza, testimoniate la sua maternità; cominciate ad avere con Lei un rapporto profondo intimo ad essere  manifestazione di Maria, ad avere  i suoi atteggiamenti, essere ordinati nei movimenti, come era Lei.

Cercate di essere raccolte, semplici, umili; vedete ha scelto Luisa, ha scelto Maria per essere Lei nel quale si incarnasse il Verbo ed a scelto Luisa per essere colei attraverso cui aprire le porte di questo Regno.

Un donna Maria, una donna Luisa e questo dovrebbe farci riflettere molto.

E adesso passiamo all'ultimo punto:

LA SPOSA Ecco Maria SS. sposa di Dio.

Lei è il prototipo della Sposa di Dio Lei è la Sposa e in lui ognuno di noi che aderisce a questo appartenere completamente a Dio, diventa l'anima sposa a Dio.

Ognuno di noi è chiamato ad essere sposa di Dio, sposarsi vuol dire che noi condividiamo quello che noi siamo con tante persone, tante situazioni, con tutti, con tutto, tranne con Dio.

Eppure noi siamo stati creati per essere sposi di Dio e anche il vostro matrimonio è sacramento di Cristo e della Chiesa sposi,  non ha valore nessun matrimonio al di fuori dell'essere questo sacramento nel nostro matrimonio; io dovrei vivere con Dio in maniera  molto più intensa, se sono chiamata al matrimonio, se non sono chiamata al matrimonio il mio sposarmi con Dio lo devo vivere in quello  con cui sono chiamato, ma tutto perché possiamo arrivare a sposarci con Lui, come Lei sposa.

La sposa dello Spirito Santo, figlia del Padre, Madre del Figlio, colei nella quale la Trinità ha il suo atto incessante e continuo, in Gesù è scritto da S. Paolo che è colui nel quale Abita in pienezza corporalmente la Divinità.

Io direi che per grazia anche Lei è colei nella quale corporalmente abita tutta la Trinità, in Gesù per natura, in Lei per grazia c'è questa presenza reale, non mistica, come Gesù fa distinzione nel volume 16, parlando di questo, ma una presenza reale, un movimento di Dio in Lei come Luisa, non come Luisa, ma per farvi capire quello che intendo dire.

Luisa spesso dice sentivo Gesù respirare in me, muoversi in me, lo sentivo che soffriva, lo sentivo tirare fuori una mano dal mio cuore, Gesù era presente c'era una presenza reale, di quella realtà che noi sperimentiamo nella SS. Eucaristia dove è presente realmente, Corpo, Sangue, Anima e Divinità.

Continua il Brano:

<< Essendo la festa del Corpus Domini, stavo pensando tra me, quel giorno era la festa dello sposalizio che Gesù benedetto faceva con le anime nel SS. Sacramento d'amore e il mio amato Gesù movendosi nel mio interno mi ha detto: "Figlia mia, il vero sposalizio con l'umanità fu nella creazione. Nulla mancò né all'anima né al corpo, tutto fu fatto con sontuosità regale, alla natura umana fu preparato un palazzo grandissimo che nessun re né imperatore ne può avere uno simile.

Qual'era tutto l'universo un cielo stellato nella sua volta, un sole che non si doveva mai estinguere per luce, ameni giardini dove la coppia felice, Dio e l'uomo, doveva passeggiare ricrearsi e mantenere la festa continua, non mai interrotta del nostro sposalizio" >>.

La coppia felice:  Dio e l'uomo!  Gesù dice di questi scritti che sono l'ultimo testamento di amore, l'ultimo testamento "vesti non tessute di materie, ma formata dalla nostra Potenza di purissima luce, quale si conveniva a persone regali" quindi Adamo ed Eva vestiti di questa luce di Volontà Divina segno di questo Gesù che si manifesta sul Tabor.

(Le sue vesti divennero splendenti lucentissime che nessun lavandaio sulla terra potrebbe renderle tanto bianche è descritto nella sua trasfigurazione dagli evangelisti) e i suoi non capirono Pietro, Giacomo e Giovanni, perché Lui stava manifestando la condizione dell'uomo che vive nella Volontà di Dio cioè stava manifestando la sua umanità divinizzata quello che aveva sempre nascosto fino a quel momento, prima di morire lo manifesta ai suoi  perché non si dicesse poi duemila anni dopo, oggi, che non era stato detto che Gesù non ci avesse parlato di questa veste di luce  che Gesù già ha annunciato alla Chiesa lì sul Tabor.

Gesù alla Chiesa che era in quei tre apostoli chiama sempre loro nei momenti di particolare manifestazione di... aveva manifestato il dono della Volontà di Dio nella sua umanità trasfigurata divinizzata, ma loro non compresero perché non era il tempo della conoscenza di questo dono, ma l'aveva manifestata. Nel Vangelo è manifestato questo, si è manifestato come colui che vive nella Volontà di Dio.

"eccole qua queste vesti, vesti tessute di materia, non tessute di materia, ma formate dalla nostra Potenza di purissima luce quali si conveniva a Persone regali. Tutto era beltà nell'uomo, anima e corpo perché colui che preparava lo sposalizio e lo formava era di una bellezza inarrivabile, sicchè dalla sontuosità esterna delle tante bellezze incantevoli, che ci sono in  tutta la creazione.

Puoi immaginare i mari interni di santità, di bellezze di luce, di scienza che possedeva l'interno dell'uomo; tutti gli atti dell'uomo interni ed esterni erano tanti tasti musicali che formavano le più belle musiche dolci, melodiose, armoniose che mantenevano l'allegria allo sposalizio ed ogni atto in più che si disponeva a fare  era una nuova suonatina  che preparava per chiamare lo sposo per ricrearsi con Lui la Mia Volontà Divina che dominava l'umanità le portava l'atto nuovo continuato e la somiglianza di colui che l'aveva creato e sposato",

Bello è Dio crea l'uomo lo plasma e poi lo sposo lo sposa quando soffia nelle sue  narici con l'alito di vita.

Lo sposalizio è sempre segno... direi lo sposalizio con Dio nella nostra realtà umana.... Sacramento di questo è quello sposalizio tra l'uomo e la donna dove l'uomo e la donna diventano una sola carne, ecco allora Dio crea l'uomo e poi lo sposa cioè diventa con  l'uomo una sola cosa "ma a tanta festa l'uomo ruppe l'anello più forte in cui stava tutta la validità e per cui aveva avuto vigore il nostro sposalizio che fu il sottrarsi dalla nostra volontà".

Non vale la pena di sprecare la nostra vita in tutto ciò che non è la Volontà di Dio; noi dobbiamo ritornare lì, Dio ci sta chiamando siamo così fortunati da essere più di duemila anni, anzi da quando è stato creato il mondo, fino adesso; la generazione più perversa è quella nostra, eppure proprio questa generazione ha avuto il dono di ritornare in questo ambiente di amore attraverso questo testamento di amore.

Dio vuole sposarsi con l'uomo come quando camminava con lui nel giardino nei primi tempi della creazione, l'uomo ha rotto lo sposalizio quando si è sottratto dalla Volontà Divina, dobbiamo ritornare lì dentro; quella è la nostra patria così noi siamo schiavi, siamo in un carcere e Lui ci sta chiamando a ritornare lì dentro lì è la nostra gioia lì è la nostra vita, la nostra felicità e non si tratta come diceva il Papa qualche giorno fa in un discorso.

E l'uomo scopre come la gioia e la croce si conciliano cioè tu la gioia la scopri nella croce, perché quando Dio ti sposa siete una sola persona tu e Dio; tu sei nascosto in Lui, tu vivi in Lui riposi in Lui, Lui vive in te  " e perduti tutti i diritti restò il solo ricordo dello sposalizio, e la sostanza e la vita e gli effetti non esistevano più"; l'uomo ha nel cuore questo ricordo e ringraziamo Dio che è restato questo ricordo, la sua anima ricorda ancora di quel giorno in cui Dio lo sposò e allora ecco perché troverete sulla vostra strada sempre persone disperate, persone che si interrogano, persone che non hanno pace e noi stessi siamo così perché c'e' quest'ansia di ritrovare Dio.

E' il ricordo di Dio che è in noi ringraziamo Dio, e quando qualcuno si suicida chissà che il ricordo è arrivato a tal punto per cui quell'anima non è stata capace di accoglierlo, ma questo contrasto tra il suo io e questo ricordo magari l'ha portata  a un atto di disperazione per dire...

Però  anche lì chissà che non abbia lavorato Dio in quel momento in cui quella persona si è tolta la vita.

Quanta sofferenza oggi, e non si può alleviarla la sofferenza come stiamo cercando di farlo oggi noi.

Oggi facciamo tutto andiamo, facciamo opere di beneficenza, portiamo il cibo lì dove non c'è però abbiamo dimenticato che l'uomo ha bisogno di Dio, non porta più Dio portiamo il pane in Africa, ma poi non predichiamo che Gesù Cristo è il pane della vita, è una persona e allora non risolveremo mai niente. Se non lo fa la Chiesa questo chi lo fa? " Ora nel sacramento dell'Eucarestia, in cui sovrabbondo il mio amore, in tutti i modi possibili e immaginabili, non si può chiamare, né il primo sposalizio della creazione, né il vero ed io non faccio altro nell'Eucarestia che la continuazione di ciò che feci stando sulla terra  secondo i bisogni che ci sono nelle anime.

A chi mi faccio medico pietoso per guarirle, a chi Maestro per istruirle, a chi Padre per perdonarle, per chi luce per dargli la vista, do la forza ai deboli, il coraggio ai timidi, la pace agli inquieti, insomma continuo la mia vita e virtù redentrice.

 Però tutte queste miserie escludono il vero sposalizio, nessun giovane, sposa una giovane malata al più aspetta che si guarisce,    una giovane debole che spesso l'offende e se lo sposo è un re e l'ama al più aspetta che la sposa guarisca, che l'ami e che le condizioni di lei soddisfacenti e non tanto inferiori a lui, ora le condizioni in cui si trova l'umanità è ancora la povera malata, e il re aspetta, " qui è tutto il segreto, il re aspetta che la mia Volontà sia conosciuta e regni in mezzo alle creature per poterci sposare, Lui aspetta questo.

Questa Volontà Divina regnando in noi guarirà ogni nostro male e così questo rapporto di amore con Dio sarà pieno totale perfetto; " e regni in mezzo alle creature, la quale Volontà di Dio darà alle creature la vera santità, le vesti regali la bellezza degna di Lui ed allora formerà il vero e primiero sposalizio" .

Gesù dice che tutto era beltà nell'uomo anima e corpo cioè Dio si sposa con tutto l'uomo, si sposa con la nostra anima e con il nostro corpo e ricordiamo del nostro corpo di curarlo, no nel senso della vanità di curarlo, nel rispetto.

Questo corpo deve essere rispettato tempio di Dio, Dio si sposa con la nostra anima e con il nostro corpo, così come ha sposato il corpo di Cristo, trasfigurato, divinizzato e manifestato in questo lì sul Tabor.

Lui sposa tutto di noi, noi dobbiamo curare il nostro corpo e far si che questo sia protetto, pulito, puro, perché S.Paolo dice questo, è il vostro culto spirituale, offrite i vostri corpi come sacrificio vivente, questo corpo appartiene a Dio, l'anima appartiene a Dio tutto l'uomo, anima e corpo, deve ritornare a sposarsi con Dio.

 

MEDITAZIONI DI FABRIZIO F.D.V. VOLUME 24 DEL 12.06.1928

cco dobbiamo meditare su queste cose, in maniera semplice..., perché questa è una chiamata, il SIGNORE ci sta chiamando dobbiamo capire se rispondere o no!  Ci sono persone che se sono state portate fino a questo punto con segni chiari, (sogni, incontri, eventi ect...), non chiudiamo la porta in faccia al Signore;  è una chiamata seria, importante, la più grande, la più bella..., perché è per tutta l'umanità è per tutta la Chiesa.

      E chiediamo a lei che ci aiuti a compiere questo progetto di Dio in noi; non si tratta  tanto di cercare di essere santi bisogna lasciarsi portare in questo cammino dove piano piano Gesù lascia che noi scopriamo tutto ciò che c'è nel nostro cuore, e non deve neanche essere un guardare a se stessi, perché ci sono quelli che si preoccupano, con questo o quello... No, deve essere molto semplice la cosa, un abbandono anche in questo;però certo vedere come in tutto c'è sempre...(la nostra umanità) perché non siamo purificati è quello il punto; allora la Volontà di Dio vuole comunicarci il suo germe purificato da qualsiasi debolezza e lo vuole fare.

Lui chiede a noi di essere perfetti e lei che ci vuole fare perfetti, proprio per questo è tanto vero che quello che dicevo prima, che proprio perché è Lei (Volontà di Dio) che ci vuole purificare, a noi non ci resta altro che accoglierla, accoglierla in quell'atto che la Volontà  di Dio ci dona, come dicevamo, vuol dire anche appunto lasciare che la nostra volontà muoia in quell'atto che vorrebbe fare, quindi accogliere un persona, vuol dire lasciare che quella persona faccia; e questo permette alla Volontà di Dio di lavorare dentro di noi, di entrare in noi; Lei può entrare in noi se trova lo spazio per poter entrare, noi dobbiamo dirgli SI!

Non c'è "si" più grande di accettare di vivere senza vita, non c'è "si" più grande di accettare..., non c'è un atto di volontà più grande di accettare di attingere non più vita da me stesso, ma vita da un altro; quest'altro sarebbe Dio, e poi questo ha il suo riflesso nei nostri rapporti; l'obbedienza... cos'è? E' questo... l'ubbidienza non è una norma che devo seguire perché 'mi è stato detto che lo devo fare, non è un atto moralista, non ha niente a che vedere con il moralismo, l'ubbidienza se penso che abbia a che fare con il moralismo, meglio che non obbedisco, meglio essere disubbidienti.

L'ubbidienza è questo 'lasciarsi fare', lasciarsi fare da  un uomo? No... lasciarsi fare da Dio in quella creatura, e quella è una vera morte, perché lasciarsi fare da Gesù se lo vedessimo, è già più semplice, ma lasciarsi fare da un'altra persona, piena di difetti, piena di... magari neanche tanto santa..., ma lasciarsi fare... l'ubbidienza io ricevo, l'ubbidienza da quella creatura che sia un vescovo, una madre, una sorella, questo permette, mi permette di vivere veramente il riconoscere.

E' facile dire si la volontà di Dio è presente lì.là,là.... ma poi  siccome la devo riconoscere sempre, la volontà di Dio, perché è sempre in atto, la riconosco anche in quell'ubbidienza, ? oppure se non la riconosco in quell'ubbidienza vuol dire che non era vero il mio averla riconosciuta  in tante altre cose...perché se la riconosco la devo lasciare fare. Se mi lascio fare anche dalla Volontà di Dio attraverso l'altro, la mia volontà piano piano  comincia a lasciare i propri diritti, acquista i diritti divini  e riceve la vita divina.

Perché la volontà umana soltanto quando riposa nella volontà di Dio trova la propria pace.

Il nostro io ha vita nell'atto che la nostra volontà determina, allora   lì il nostro io ha vita,

il nostro io muore a se stesso quando non riceve più vita dalla propria volontà, cioè quando la volontà vorrebbe dar vita all'io facendo questo e dice no!

Non lo faccio, faccio questo; quindi in fondo è sempre un'ubbidienza, anche perché c'è una sfumatura....

Io posso davanti ad un figlio, un genitore  che dice di fare una cosa  forse neanche troppo giusta, non che sia un offesa a Dio, ma che in fondo si potrebbe..., allora il figlio potrebbe dire: io muoio a me stesso, facendolo, facendo quello che mi viene detto e per grazia della Volontà di Dio riparo per..., questo può essere un modo.

L'altro modo è che in fondo io riconosco in quella cosa che mi sta dicendo, per quanto non sia giusta, lì  c'è una volontà Dio  pensata per me!!

Per esempio se io sono un sacerdote e il mio vescovo mi dice: "Tu non predichi piu' nella mia diocesi", io potrei dire: "Va bene. Ti ringrazio di questa sofferenza" nella Volontà di Dio, ma Io posso anche riconoscere in quel momento che è proprio la Volontà di Dio che mi sta chiedendo questo.