ATTO PREVENTIVO E L'ATTO ATTUALE

Maggio 27, 1922

Stavo pensando tra me: "Se è così grande un atto fatto nel suo Volere, quanti, ahimè, me ne faccio sfuggire!" Ed il mio dolce Gesù muovendosi nel mio interno mi ha detto: "Figlia mia, c'è l'atto preventivo e l'atto attuale. Il preventivo è quello quando l'anima dal primo sorgere del giorno fissa la sua volontà nella mia, e si decide e si conferma di voler vivere ed operare solo nel mio Volere; previene tutti i suoi atti e li fa scorrere tutti nel mio Volere. Con la volontà preventiva il mio sole sorge, la mia vita resta duplicata in tutti i tuoi atti come dentro d'un solo atto, e questo supplisce all'atto attuale [mancato]. Ma però l'atto preventivo può essere ombrato, oscurato dai modi umani, dalla volontà propria, dalla stima, dalla trascuratezza ed altro, che sono come nubi innanzi al sole, che rendono meno vivida la sua luce sulla faccia della terra. Invece l'atto attuale non è soggetto a nubi, ma ha virtù di diradare le nubi se ci sono, e fa sorgere tant'altri soli in cui resta duplicata la mia vita con tale vivezza di luce e calore da formare altrettanti nuovi soli, l'uno più bello dell'altro. Però tutti e due sono necessari: il preventivo dà la mano, dispone e forma il piano all'attuale; l'attuale conserva ed allarga il piano del preventivo".

Settembre 5, 1938

 ... "Mia piccola figlia del mio Volere, è tanto il mio interesse, il mio sospiro continuo che voglio che la creatura viva nel mio Volere, che quando abbiamo preso l'accordo io ed essa, con decisione ferma, che deve vivere nel mio Fiat, essendo mia Volontà, il primo a fare il sacrifizio son io. Per ottenere l'intento che possa vivere in essa, mi metto a sua disposizione, le do tutte le grazie, luce, amore, conoscenza della mia stessa Volontà, in modo che lei stessa deve sentire il bisogno di vivere in essa. Quando io voglio una cosa ed essa con prontezza accetta di fare ciò che io voglio, sono io che ci penso a tutto; e quando [non lo fa] per debolezza, per circostanza, non per volontà, per trascuratezza, io giungo a supplire e faccio ciò che lei dovea fare, e cedo a lei ciò che ho fatto come se l'avesse fatto essa.

Figlia mia, il vivere nel mio Volere è vita che devo formare, non è virtù, e la vita ha bisogno di moto ed atti continui; se ciò non fosse non sarebbe più vita, potrebbe essere al più opera che non ha bisogno di atti continui, ma non vita. Quindi quando per indisposizioni involontarie, per debolezze, [la creatura non fa ciò che io voglio], io la vita non la spezzo, la continuo, e forse in quelle stesse indisposizioni c'è pure la mia Volontà che permette quelle debolezze, quindi la volontà della creatura corre già nella mia.

E poi tra tutto guardo l'accordo preso insieme, la ferma decisione fatta, del quale non vi è stata nessun'altra decisione in contrario; ed in vista di questo seguito l'impegno di supplirla in ciò che manca. Anzi raddoppio le grazie, la circondo di nuovo amore, di nuovi stratagemmi amorosi per farla stare più attenta, le suscito nel cuore un bisogno estremo di vivere nella mia Volontà; questo bisogno le serve, che come sente le debolezze, così si slancia nelle braccia della mia Volontà e la prega di tenerla tanto stretta, affinché potesse vivere sempre insieme con essa".

Febbraio 22, 1921

... "Gesù, amor mio, io non so fare come fate voi né come voi m'insegnaste, e quasi ho paura dei vostri rimproveri nel non fare bene ciò che volete da me".

E lui tutto bontà: "Lo so anch'io che tu non puoi fare perfettamente ciò che ti dico, e dove tu non giungi ti supplisco io; ma è necessario che ti alletti e che comprenda ciò che devi fare, affinché se non fai il tutto faccia quello che puoi. Ma mentre ti parlo, la tua volontà resta incatenata con la mia e vorresti fare quello che ti dico, ed io ritengo come se tutto tu facessi".

Marzo 18, 1937

... "Tu devi sapere ch'è tanto l'amore del mio Fiat verso chi vive in esso, che se la creatura non per volontà, ma per debolezza ed impotenza, non segue tutti gli atti del mio Volere, o pure per necessità di sofferenze o di altro non scorre la sua vita in esso, è tanto il suo amore, che fa essa ciò che dovrebbe fare la creatura: la supplisce in tutto, richiama la sua attitudine, l'ordine suo, il suo amore, affinché l'anima si scuote e riprende la sua vita insieme, e questo per fare che la vita umana non restasse né divisa né separata dalla sua. Se ciò non farebbe, resterebbe il vuoto divino, ma il suo amore non lo tollera e fa da supplitrice a ciò che manca alla creatura, perché vuole che la sua vita divina non deve mai mancare in essa, ma dev'essere continua. Si può dare amore più grande?, che giunge a dire: 'Coraggio, non temere, vieni con tutta fiducia a vivere con me, fidati di me. E se tu avessi a mancare di scorrere sempre nel mio Fiat, io ti compatirò e prenderò io la parte operante che tu non puoi fare, e ti supplirò in tutto. Il Regno del mio Volere è regno d'amore, di fiducia, d'accordo d'ambo le parti".