LUISA  PICCARRETA

cenni storici mistica missione

Relazione di  Sr. Assunta Marigliano 
S. Giovanni Rotondo 5.10.1997

'Scendi, o Volere Supremo! E vieni ad abitare sulla terra!'

 

Diciamo prima che, per reggere i luoghi sacri che ricordano la vita di Luisa  (per far questo serve una struttura organizzativa giuridica)  e per conquistare e diffonderne la spiritualità, è sorta una associazione:  l'Associazione Luisa Piccarreta.

Ma, chi è Luisa? ...  Possiamo leggere i piccoli cenni storici stampati sul retro della figurina:  ...

Luisa Piccarreta nacque a Corato (BA) Italia il 23 Aprile 1865.  Battezzata nella Chiesa Madre, nella stessa ricevette la prima Comunione e la Cresima (1874).  A 11 anni, 'Figlia di Maria' e, in seguito, Terziaria Domenicana.  'Vittima' fin dall'età di 16 anni.  Titolo di studio: 1a elementare.  Il 28 Febbraio 1899, per obbedienza al Padre Spirituale inizia il suo 'Diario'.  Nel 1926 scrive:  'Memorie d'Infanzia',  per ordine del suo direttore spirituale e Censore degli Scritti, il Beato (ora Santo) Annibale Maria Di Francia.

Ebbe come cappella:  la sua stanzetta;  come Croce:  il letto;  come motto:  il FIAT. 

Il suo parlare breve e saggio, il suo esempio luminoso ed il suo corpo crocifisso, con le stimmate invisibili, fecero di lei una vittima per circa settant'anni di letto ma esente da mali fisici e come nutrimento solo l'Eucaristia per quasi tutta la sua vita.

Luisa, la Piccola Figlia della Divina Volontà, è scelta da Dio per la Missione del FIAT VOLUNTAS TUA come in Cielo così in terra.

Lascia la terra per il Cielo il 4 Marzo 1947.

 

Troviamo altri accenni riguardo alla vita di Luisa nel quaderno autobiografico scritto da lei per ordine del Beato Annibale Di Francia. (Ora Santo...). Già nel 1899,  per ordine di un sacerdote di nome Gennaro Di Gennari, lei aveva iniziato a scrivere questa autobiografia; ma avendo omesso di scrivere i fatti personali riguardanti la sua infanzia,  il Beato Annibale nel 1926,  poco prima di morire, le ordinò di riscrivere la sua piccola autobiografia completandola con i ricordi dell'infanzia; e lei obbedì.  Questo scritto è chiamato:  'Memorie d'infanzia'.

Il Beato Annibale Di Francia, alla ricerca delle anime mistiche del suo tempo, trovò nella spiritualità di Luisa grande appagamento per il suo spirito, per questo la seguì fino a che il Signore lo chiamò al Cielo.  Nelle sue lettere il Padre Annibale esprime la sua approvazione per la spiritualità di Luisa e considera la spiritualità del Divin Volere una spiritualità 'dottrinale e celeste'.

Nella Prefazione ad un piccolo Trattato il padre Annibale definisce l'esistenza di Luisa:  'Una vita più celeste che terrena'.  Con tutte le sue vicende spirituali e con i suoi doni mistici Luisa è vissuta più in Cielo che in terra;  la sua vita fu preparata da Dio per la realizzazione dei progetti divini.

Ma per conoscere Luisa non è sufficiente leggere il suo quaderno autobiografico o le lettere del Beato Annibale Di Francia;  e non è neppure sufficiente conoscere Corato, i luoghi dove è vissuta, la sua stanza, la sua tomba...;  e neppure è sufficiente l'averla conosciuta in vita nei suoi settant'anni di letto,  dove viveva crocifissa,  stimmatizzata (le sue stimmate erano interne, perché lei aveva espresso a Gesù il desiderio che fossero nascoste:  'Gesù, che sia una cosa tra me e Te!';   più avanti, per obbedienza ai confessori, dovette scrivere anche questo fatto delle stimmate;  ma chissà quante altre cose non conosciamo delle sue esperienze spirituali!).

Per conoscere veramente Luisa, dobbiamo entrare nel suo interno.   Non basta sapere che è una donna di Corato, vissuta settant'anni in un letto facendo la Volontà di Dio.  Conoscere Luisa dall'esterno significherebbe conoscerne soltanto l'abito, soltanto l'umanità che copre la sua anima.  Bisogna invece andare in profondità, per comprendere il lavoro che Gesù ha fatto in lei:  l'ha svuotata completamente di quello che era l' umano, perché doveva depositare in lei  un dono troppo grande: il DONO della DIVINA VOLONTA'.

 

Il suo ultimo confessore, don Benedetto Calvi,  testimoniava di lei dicendo che era un'anima prodigiosa, un'anima che dava tutto a Dio e che, avvicinata, trasformava le anime:  nessuno usciva da quella stanza senza esserne convertito e trasformato.  Lei infondeva nelle anime quello che aveva dentro di sé. 

Però, per arrivare a questo Gesù l'aveva preparata fin dalla sua fanciullezza.   L'aveva esclusa dal mondo:  in casa sua era come se non ci fosse;  non si poteva neppure spostare, non poteva neppure andare in un'altra camera per chiedere ciò che le occorreva.  Ecco un esempio di come veniva sacrificata dal Cielo questa ragazza:  Luisa ha avuto sempre l'hobbi del lavoro all'uncinetto e lavorava il tombolo.  Diceva a Gesù:  "Gesù, Tu dici che io devo essere impegnata con la preghiera, ma io ho bisogno di andare tra i miei familiari a prendere il filo che è finito!...".  E Gesù:  "Hai fede?".  "Sì!", rispondeva Luisa.  E Gesù: "Continua!".  Lei continuava, e il filo non finiva mai!  Questo accadeva perché Luisa doveva lasciare tutto lo spazio a Gesù, doveva pregare con una intensità di preghiera che l'avrebbe portata all'unione completa con Gesù, in una trasformazione crescente.

Luisa è stata quindi fin da piccola una fanciulla che si è immolata volontariamente, una mistica crescente, di santità robusta;  é stata capace di dare a Dio la sua disponibilità totale, completa.

Noi sappiamo però che per compiere le opere che ha fatte in Luisa il Signore ha bisogno di spazio;  e così, per mettere dentro di noi i suoi Doni divini deve eliminare i doni naturali che Lui stesso ci aveva dati.  Con la rottura avvenuta col primo peccato l'uomo è rimasto debole,  con i soli doni naturali e con la sola volontà umana;  e per quanto ora si sforzi non riuscirà mai a conquistare i Doni divini;  per questo è necessario che venga Dio dentro di noi.

 

Per vivere in noi la spiritualità e la santità di Luisa è necessaria una fede pura che ci porti al disinteresse personale;  che ci faccia accettare, credere e mettere in pratica quello che la stessa fede ci dà.  La fede ci fa camminare sulla strada della speranza dandoci sicurezza e ci introduce alla carità.  Luisa è stata aperta a tutto questo lavoro divino, grazie al deposito della Fede che ci viene donato nel santo Battesimo, quando diventiamo Tempio dello Spirito Santo.  Purtroppo però, nonostante Dio si doni a noi in modo completo, noi col passar del tempo perdiamo e soffochiamo il grande deposito della Fede ricevuto...  E' per la fede che noi obbediamo al magistero della Chiesa, al Papa, ai Vescovi, e Luisa è l'esempio dell'obbedienza;  questa fanciulla fin dalla sua prima infanzia ha detto sempre:  'Sì!'.

Il suo direttore spirituale nei primi tempi della sua vita mistica è stato solo Gesù;  Lui l'ha guidata;  Lui l'ha corretta;  Lui l'ha portata per sentieri misteriosi, sentieri di rinunce, di distacco completo, distacco totale, distacco da tutto, da tutte le cose della terra.  Tutto questo, naturalmente, avveniva gradatamente. 

Purificazione, quindi!  Una purificazione che la portava addirittura a rinunciare alle cose più sante, come per esempio la Santa Comunione.  Quante volte lei la notte si preparava con intensità e con lacrime attendendo l'Ospite divino e poi, la mattina, giunta in chiesa, il sacerdote le diceva:  "Oggi non farai la Comunione".  Immaginate!  Questo significava toglierle la vita, perché Gesù era tutto per lei!  Basta vedere le due preghiere che lei ha scritte:  L'addio a Gesù (che pregava la sera quando si staccava dal Tabernacolo) ed il Buondì a Gesù (che faceva il mattino)!  Ma questa purificazione serviva, perché il Signore quando purifica l'anima entra in profondità distaccandoci da tutto;  i nostri sensi prendono allora un altro orientamento;  le nostre potenze, l'intelligenza, la memoria e la volontà si incamminano verso una oscurità che ha però come obiettivo la Luce.

Luisa non è stata capita né dai familiari né dai sacerdoti, perché viveva in uno stato si può dire astratto;  è stata anche perseguitata e combattuta dai demoni.  Lei una volta ha chiesto a Gesù:  "Signore, perché i demoni erano molto interessati a combattermi?"  Gesù le ha risposto (era il 1929):  "Figlia mia, il nemico intravedeva qualche mio progetto su di te, che Io mi potessi servire di te per qualcosa che fosse a mia grande gloria, mentre per lui sarebbe stata la più grande sconfitta mai ricevuta fino allora;  tanto più che vedeva che, per quanto si sforzasse, non poteva fare penetrare in te nessun atto e nessun pensiero meno puro;  perché Io gli tenevo chiuse le porte e lui non sapeva da dove entrare".

Quando in noi c'è l'unico obiettivo di fare la Volontà di Dio, di cercare Dio, di voler vivere la Sua Volontà, il demonio non può entrare in noi.  E' stato proprio questo l'impatto del peccato nell'Eden:  l'uomo contro la Volontà di Dio.  Il demonio combatte per far deviare l'anima dalla Volontà di Dio, ma quando essa è in questo cammino di purificazione allora lui si trova di fronte a Dio e non può tentare Dio, può tentare la creatura ma non Dio;   per questo Gesù dice che girava intorno.   Il nemico sapeva di perdere il regno se non riusciva ad entrare in Luisa per farla cadere;  quel regno che è iniziato nell'Eden con il primo peccato.  Quando l'uomo si è staccato da Dio ha perso il regno ed il demonio ha preso il sopravvento su di lui.  Non dobbiamo comunque avere paura della tentazione.  Luisa non aveva paura della tentazione.  Gesù le aveva insegnato:  "Non dargli ascolto";  non dobbiamo pensarci, non dobbiamo metterci in ansia, altrimenti il nemico intensifica la tentazione e gli permettiamo di vincere, come nell'Eden.  Ma il Signore è misericordioso e desidera ridarci i suoi doni primordiali;  ed anche se noi andiamo per una nostra strada, Lui ci viene incontro per un'altra  sua  strada.

Luisa, come abbiamo detto, è stata sottoposta ad una purificazione crescente.  Nel 1929 Gesù le dice (Volume 26):  "Io volevo scendere nel basso della tua volontà umana per svuotarla, purificarla e poi abbellirla e riordinarla in tutto".  E questo, Gesù può farlo se l'anima si apre. 

Noi siamo stati creati per essere tutti ordinati;  i nostri sensi, le nostre facoltà, le nostre azioni, la Creazione, tutto doveva essere mezzo di comunicazione tra il Creatore e noi.  Ma dal momento della caduta di Adamo nel peccato noi tutti siamo caduti nel disordine completo.  Noi dobbiamo essere tutti riordinati da Gesù. 

La Creazione deve ritornare ad essere per noi come un telefono che ci mette in comunicazione con Dio.  Ad esempio, guardando il sole penso a Colui dal quale prende origine e gli dico:  "Signore, Ti amo;  hai creato il sole per me;  questo calore che mi arriva è per me:  Ti ringrazio, Ti benedico!".  Purtroppo abbiamo perso l'abitudine di usare questo telefono.  Ecco perché  Gesù dice:  "Dovevo fare scomparire l'antica terra disordinata della tua volontà umana per richiamare l'ordine del mio FIAT;  ma questo volevo farlo nel tuo interno, nel fondo dell'anima tua, che facendo scomparire questa antica terra doveva far risorgere l'Eden fiorito".  Anche in noi deve scomparire la terra arida, incolta;  dobbiamo lasciarci assorbire dalla grazia di Dio.

Uniamo tutte le nostre volontà umane nella Volontà di Dio e formiamo così un esercito.  Quando il Signore ha chiamato Luisa: "Anima, aiutami!", lei ha pensato di doverlo aiutare a portare la Croce e gli ha risposto:  "Eccomi, Signore, fa' quello che vuoi".  Ma il Signore non voleva solo questo da lei, e lei, pur non sapendo dove Gesù voleva condurla, tuttavia è andata avanti.

E nel suo rapporto con il Signore Luisa non era passiva;  lei chiedeva a Gesù:  "Ma Gesù, come mai succede questo?...  E come mai io volevo essere sola e tu non l'hai permesso?...  Come mai io devo aspettare il confessore perché mi liberi, la mattina?...  Perché devo stare sempre in un letto?...".   Anche la Madonna ha detto all'Angelo: "Come avverrà questo?", ma non perché esigesse delle spiegazioni, ma per dirgli:  "Come avverrà questo?  Sono a tua disposizione!".  Così era anche per Luisa. 

Il Signore allora le dice:  "Guarda, figlia mia, il mio amore per te è stato esuberante e per condurti dove il mio Volere Divino ti voleva ho dovuto agire in diversi modi nel periodo della tua vita.  Nel primo periodo, il mio amore, il mio agire fu per te tanto tenero (Gesù non l'ha mai lasciata;  quand'era piccina, nell'età della fanciullezza, anche quando la correggeva e la purificava, le rimaneva ugualmente vicino;  anche quando la crocifiggeva e lei arrivava al punto che non ce la faceva più, Gesù la sosteneva con la sua grazia), il mio agire fu soave, però anche duro.  Volevo che nessuno sapesse ciò che facevo in te.  Era tanta la mia gelosia che ti mettevo nell'impotenza di aprirti, perché Io ti dovevo fare da guida e non ti ho perciò permesso di parlarne con il tuo confessore".  Nel primo periodo della sua vita, Luisa non poteva parlare con nessuno, non poteva dire a nessuno cosa le accadeva dentro ripensiamo all'esempio del filo che non finiva mai...   Quando si fu invece radicato in lei il desiderio che nessuno sapesse ciò che le succedeva, Gesù ha permesso che il confessore venisse a conoscenza delle sue esperienze mistiche, ed ecco giungerle l'obbedienza di scrivere tutto ciò che il Signore le aveva detto. 

Sappiamo che quando le anime sono in uno stato di misticità crescente il Signore è presente in loro con opere belle e grandi, opere che noi non possiamo capire.  Il nostro vescovo ribadisce sempre che, come per tutti i mistici, se vogliamo capire Luisa dobbiamo metterci dentro di lei, altrimenti rischiamo di farle dire quello che non ha detto.  Il Signore percorreva con lei questa strada di oscurità:  "Io e tu;  sei contenta?  Ora siamo soli in questa piccola celletta;  questa è la celletta più piccola del mondo. Tu volevi essere suora, suora di clausura:  ma che cos'è la clausura?!  Questa è la clausura!"  (dopo che le era stata data la S. Comunione venivano chiuse le tendine attorno al suo letto e lei faceva tre ore di ringraziamento in quella che era la 'celletta più piccola del mondo').

Le prime volte che successe a Luisa di non riprendersi più dalle estasi, la famiglia chiamò i medici, ma dopo inutili tentativi i medici risposero:  "Non è di nostra competenza:  rivolgetevi ai sacerdoti!  Secondo noi è un fatto mistico".  Fu chiamato un sacerdote e per la prima volta, quando il sacerdote le ha detto:  "Luisa, in obbedienza:  vieni!", Luisa ha aperto gli occhi.  "Ah, questo sacerdote è santo! ha detto Luisa ;  quello che non hanno potuto fare i medici, l'ha fatto questo sacerdote santo!".  Ma Gesù le ha risposto:  "Non è la santità del sacerdote, ma è l'autorità sacerdotale che ti ha sciolta".

Ma perché Gesù ha messo un sacerdote accanto a Luisa?  Perché questa dottrina passasse alla Chiesa attraverso l'autorità sacerdotale.

Noi vediamo che questo distacco completo di Luisa Gesù lo spiega dicendo:  "Io non dovevo formare opere in te, ma dovevo formare una vita".  Guardiamo ad esempio l'Opera della Creazione:  se noi attraverso l'opera della Creazione non ci mettiamo interiormente in contatto con Dio, l'opera della Creazione rimane passiva per noi, un qualche cosa di esteriore, senza motivo diretto per noi.  Invece la Creazione può produrre pace dentro di me, serenità;  mi può dare riposo sempre, ogni momento.  Così, per far conoscere Luisa non furono sufficienti tutti i suoi anni di letto, ma fu necessario entrare dentro di lei.  Oggi il mondo è pieno di iniziative, di opere umanitarie, di associazioni, gruppi, istituti religiosi dediti ad opere umane, lodevoli, tutte cose buonissime;  basta considerare il pioniere in questo campo:  madre Teresa, con la sua opera così brillante!...  Ma... Luisa va oltre!  Gesù stesso l'ha detto. 

Luisa non fa parte di queste opere esterne, brillanti:  Luisa fa parte delle opere interne.  La Creazione compreso l'uomo è stata creata perché rendesse gloria a Dio, una gloria da raccogliere però dal di dentro;  fuori di noi c'è l'universo creato, ma dentro noi Dio ha messo i suoi doni, tra i quali la partecipazione della Divina Volontà, che è increata:  questo è un Dono che Dio ha fatto a noi come figli.  La nostra origine è divina, per questo Dio dentro noi voleva trovare l'opera  divina.

Chi dunque vuole vivere il Divin Volere, chi vuole seguire Luisa, deve imparare a fare opere interne, delle quali la prima è mettersi in contatto con Dio, attraverso tutti i mezzi a disposizione:  l'obbedienza, il riordinamento del nostro interiore...

Ma per riordinare una casa è necessario scombussolarla, mettere tutto fuori:  e questo è ciò che Dio deve fare con noi.  Se vogliamo che Dio ci faccia iniziare un cammino di purificazione dobbiamo permettergli di svuotarci.  E' necessario ordinare verso Dio tutto ciò che è in noi:  i pensieri, lo sguardo, la volontà, l'intelligenza;  tutto deve avere come riferimento l'obiettivo finale, che è Dio.  Noi siamo stati creati per Lui, dobbiamo raggiungere Lui;  ma prima di raggiungerlo in Paradiso dobbiamo raggiungerlo qui sulla terra attraverso tutte queste infinite vie che Lui ci dona.

L'umanità ha finora raggiunto Dio attraverso tutte le lodevoli opere esteriori;  ora dobbiamo
raggiungerlo attraverso le opere interiori.

Per questo guardiamo a Luisa, che è la figlia primogenita della Divina Volontà, la pioniera della Divina Volontà.  Lei è stata la prima copia, ora è necessario che ci sia chi la segue.  Luisa è stata la copia del nascondimento, della rinuncia, della mortificazione, della sofferenza, la copia della crocifissione;  e in tutto questo l'unico suo scopo fu di dare gloria a Dio. 

Noi invece a volte ci crocifiggiamo da noi stessi col non mettere la nostra natura al suo giusto posto.  Noi dobbiamo intraprendere la strada della purificazione, della corrispondenza a Dio, del lasciarlo operare in noi.  La vita di Luisa è stata un cammino di abbandono gioioso a Dio.  "FIAT!", aveva risposto a Gesù che l'aveva interpellata:  "Anima, aiutami!...". 

Noi nasciamo con un progetto divino su di noi;  dobbiamo lasciarci condurre docilmente.  Come Luisa, non dobbiamo fare domande a Dio.  La parola:  Perché?  è nata nell'Eden con la tentazione del demonio;   e questa parola ci ha tolto il Regno, quel Regno che però Dio ha conservato come Dono per le umane generazioni.  Il Dio grande, infinito, sapiente, onnisciente quando parla all'uomo si rivolge a lui con parole tanto semplici da essere accessibile a tutti:  "Figlia mia, la parola 'perché?'  ha creato l'inferno".  L'uomo non fa altro che dire:  'Perché mi succede questo?...  Perché quel tale mi ha fatto questo?...' 

Gesù a Luisa, fanciulla, aveva insegnato a considerare le carezze, le attenzioni buone, le approvazioni per le sue attitudini spiccate (Luisa non era colta, ma era molto intelligente)  in questo modo:  "Le devi prendere come una mia carezza;  ricordando che anche nelle contrarietà o nelle stesse condanne sono sempre Io, Io che ti voglio simile a Me, per questo permetto queste cose".  Noi invece analizziamo tutto ciò che succede:  "Perché oggi c'è il sole?...  perché oggi fa freddo?...  perché oggi è venuto il terremoto?...".  ... E, con il terremoto noi abbiamo dovuto anche cambiare la sede di questi nostri incontri, da Assisi dove era tutto perfettamente organizzato a S. Giovanni Rotondo.  Però noi sappiamo che ci troviamo qui per Volontà di Dio, perché Dio ha voluto così.  Sappiamo pure che la conoscenza del Divin Volere si è diffusa partendo proprio da San Giovanni Rotondo, per volontà di padre Pio.   Quando veniva chiesto a padre Pio:  "Chi è Luisa?",  rispondeva:  "E' un angelo che vive a Corato".  Ed è proprio dietro consiglio di padre Pio che si è formato il piccolo gruppo che a Milano si è poi costituito in Associazione impegnata a diffondere gli Scritti di Luisa.  Molti affluirono alle conferenze sul Divino Volere tenute da Federico Abresch, figlio spirituale di padre Pio e di Luisa.  Anche la Casa di preghiera per il Regno della Divina Volontà che è qui a S. Giovanni Rotondo, di proprietà della signorina Adriana, fu voluta da padre Pio.  E Adriana parla continuamente e con tutti di Luisa e della Divina Volontà.  Era perciò giusto che questo primo Seminario Nazionale sulla Divina Volontà si svolgesse qui a S. Giovanni Rotondo, perché è da qui che è partito il Divin Volere.  Accettiamo questa chiara manifestazione della Volontà di Dio.  Tra Corato e S. Giovanni Rotondo c'è un legame molto stretto.  Padre Pio invitava:  "Andate a Corato a vedere la santità vivente".  E padre Pio e Luisa sono stati anche uniti in bilocazione.

Noi dobbiamo perciò vedere in tutto la Volontà di Dio.  Gesù ha insegnato a Luisa a vedere qualsiasi cosa succeda, prospera od avversa, come cosa che viene da Lui. 

Noi a volte fatichiamo a fare la Volontà di Dio perché vediamo solo l'umano;  vediamo la persona, il carattere, la circostanza, dimenticando che tutto questo è solo il velo che ricopre ciò che è dentro la persona:  Dio, l'abitazione di Dio.  Ed in noi, anche se soffocata, vi è la Volontà di Dio.  Alzando questo velo scopriamo Dio che ci chiede:  "Vuoi accettare una goccia del mio calice?... Vuoi questa contrarietà?...  Vuoi questo sacrificio?...  Vuoi questa croce?... Oggi te la do piccola;  domani te la darò più grande!". 

In Luisa si sono susseguite varie crocifissioni, in un crescendo di intensità, fino a farla giungere al matrimonio della Croce:  prima il matrimonio mistico sulla terra, poi il matrimonio mistico in Cielo e poi, per completare questi matrimoni, c'è stato il matrimonio della Croce:  ed ecco la perfetta crocefissa.  "Questa croce che hai è troppo piccola! Lasciala!"  E, sceso un Angelo, la portò in Paradiso e la mise su di una croce più grande.  "Quella croce è lunga quanto sono lunghi i secoli, ed è larga quanto sono larghe le generazioni", disse la signora Daria in una conferenza qui a S. Giovanni Rotondo.  E padre Pio affermò essere vera questa affermazione.

In un'altra occasione padre Pio disse:  "E' meglio vivere il Divin Volere sulla terra che in Cielo".   Qui sta il segreto del Padre Nostro:  "Sia fatta la Tua Volontà come in Cielo, così in terra".  Ma come può avvenire questo?  Come posso essere io perfetto come il Padre mio che è nei Cieli?  Deve essere il Padre a venire in me, ad abitare in me, perché le mie azioni diventino perfette. 

Il Divin Volere è questa Croce lunga quanto le umane generazioni;  la Croce che ha avuto inizio con il peccato nell'Eden, quando il Signore Dio ha promesso il Redentore.  C'è stata la preparazione con il popolo eletto, Abramo, i profeti, i giudici;  poi è venuta Maria, ed in Lei è iniziato questo Eden nuovo, Eden fiorito.  Maria è la perfetta Crocifissa;  Maria è la Donna del 'Sì', la Donna del FIAT incondizionato. 

Maria, preservata dal peccato originale, è vissuta fin dai suoi primi istanti nei mari immensi della Divina Volontà.  In Luisa invece c'è stato tutto il lavorio necessario per eliminare, per soffocare, per trasformare, per abbellire l'umano;  l'umano si trasforma gradatamente, per questo non possiamo avvilirci e dire:  "E' impossibile fare ciò che Dio vuole".  Dio non ci dà mai una croce superiore alle nostre forze.  Il Signore, se ci vede deboli, andrà gradatamente;  se ci vede di spirito forte, ci farà avanzare più velocemente. 

A noi, spetta deciderci di accettare questo cammino, il cammino del TERZO FIAT.

Dio vuole farci ritornare al suo progetto iniziale su di noi.  Leggiamo in un Prefazio della S. Messa:  'Signore, Ti preghiamo perché Tu faccia ritornare l'uomo alla santità della prima origine'.  E noi siamo fortunati di essere nati in questi tempi nei quali l'uomo è in cammino verso la realizzazione di questo disegno di Dio;  ma forse saranno ancora più fortunati coloro che verranno dopo di noi, perché troveranno già preparato il cammino che permetterà loro di vedere questo Dono grandissimo che verrà fatto all'umanità.  Con questo Dono Dio vuole completare l'opera della Creazione e della Redenzione:  il Dono del FIAT Voluntas Tua. 

Noi desideriamo abbracciare e continuare la missione di Luisa, perché la preghiera del Padre Nostro, il Fiat Voluntas Tua, deve avere il suo esaudimento, il Regno di Dio si deve portare a compimento.  "Il Regno di Dio è dentro di voi", ha detto Gesù.  Ma veramente la Divina Volontà ha pieno dominio dentro di noi?  Sappiamo pronunciare il nostro Fiat in ogni circostanza, anche se non capiamo o ci sentiamo deboli?  Ricordiamo san Paolo:  "Quando sono debole, è allora che sono forte", perché dentro di noi c'è la Fortezza di Dio, c'è la Luce di Dio, c'è l'Immensità di Dio.  Noi vediamo la grandezza di Dio in ogni cosa creata.

Ogni volta che noi pronunciamo il Fiat entriamo nell'Atto Unico di Dio, 

in quell'Atto del quale non vediamo né l'inizio né il termine.  I nostri atti possono diventare atti grandissimi se noi li buttiamo nella grandezza dell'Atto di Dio.  

Luisa ha compiuto piano piano questo cammino;  come un'agnellina che si conduce al macello, si è lasciata portare per mano da Gesù, senza dire una parola, si è lasciata correggere, purificare, trasportare:  e Gesù l'ha trasportata nella Vita della sua Divina Volontà.  Un giorno, mentre lei pregava nella sua stanzetta, Gesù le chiese:  "Luisa, Mi dai la tua volontà?  Io ti do la mia!"  Lei rimase sbalordita:  "Gesù, vuoi la mia volontà?!  Ma lo sai che è umana!"  "E sì che lo so:  te l'ho data Io!" rispose Gesù.  "Ma che regalo può essere per Te questa mia volontà umana, limitata...?!"  "Proprio perché è umana e limitata Io la voglio trasformare!"  Con questo Gesù chiedeva il permesso a Luisa di poter entrare nella sua volontà per potervi fare ciò che voleva.  "Prendila subito! rispose Luisa Non ne voglio più sapere, non la voglio più sentire!" 

Anche noi dobbiamo aprire il cuore ed invocare: "Signore, metti ordine nel mio disordine; metti ordine nei miei pensieri..."

Una preghiera di Luisa dice: "Vieni, Gesù, a guardare nei miei occhi, a pensare nella mia mente, a circolare nel mio sangue, a camminare nei miei passi..."

l'azione è esterna, ma l'atto è interno;  è l'atto che trasforma l'azione.  Per questo Gesù dice a Luisa:  "Io in te non voglio compiere un'opera, ma voglio mettere in te la vita!"  Lui vuole instaurare in noi una continua vita di spiritualità, di ascesi, di divinità...  Lui vuole riedificare il nostro interno portandolo a quello che era il suo possesso primitivo.  L'Adamo uscito dalle mani del Creatore non era distaccato da Dio:  Adamo era figlio di Dio, Adamo possedeva il Regno di Dio.  Quando noi facciamo la Volontà di Dio è allora che noi viviamo da figli di Dio e non da servi.

 

Mettiamoci allora nelle mani di Maria SS. e di Luisa:  loro ci guideranno sulla via della Divina Volontà.

 

Gesù, Ti amo con la Tua Volontà! 
Gesù, sperdi la mia volontà nella Tua e dammi la Tua per vivere.