CONOSCERE ED AMARE LA DIVINA VOLONTA'

di Paola Dai  2013   (una preghiera per lei)

Presentazione

Un giorno dell'anno 2013, chiesi a Paola che sarebbe stato ottimo, lo scrivere, con parole e concetti semplici e spiegare alle anime che intendono avvicinarsi e capire l'incommensurabile Dono della Divina Volontà che Dio, nostro Padre vuole ridare a tutte le sue creature in questi tempi. Ebbene, lei, ci pensò un po' su e... trasse dal più profondo del suo cuore, nella Divina Volontà questi 9 capitoli che ci danno, subito, un'idea dell'inestimabile Dono che il Signore ci vuole fare per farci vivere felicemente, già su questa terra, la felicità Divina che vive Lui.

La nostra amatissima Paola, piccola figliolina della Divina Volontà, essendo malata con più tumori, dopo grande sofferenze, si spense e si unì per sempre nella Divna Volontà al suo Signore, subito dopo la mezzanotte del Giobedì Santo il 17 aprile 2014: aveva appena 39 anni. E' graditissima una preghiera per lei.

Milano 2742014 (Festa della Divina Misericordia)

pino

 

CAPITOLO I

IL PROGETTO PIU' CARO AL CUORE DI DIO PER LE SUE CREATURE

Ogni uomo, essere vivente dotato di scienza e coscienza, realizza guardando dentro e fuori di sé di non essere una vita a sé stante, frutto del  calcolo di una probabilità e alla mercé del caso, ma comprende per la luce interiore di cui Dio l'ha dotato, che il suo esserci con tutto ciò che lo circonda, fa parte di un quadro più ampio, di un progetto così grandioso che solo Dio può svelare in tutto il suo mistero e in ogni sua meraviglia.

Noi e quanto ci circonda, mare, cielo, stelle, pianeti, piante, fiori, luci, colori, suoni, animali, montagne e ambienti, siamo frutto di un desiderio di Dio, diventato realtà subito attraverso il Suo: FIAT!

Dio cioè dice: LO VOGLIO, e qualsiasi cosa viene dal nulla all'esistenza. Questo desiderio divino che attraverso il FIAT DA LUI PRONUNCIATO DIVENTA ESECUTIVO, è UN ATTO DELLA DIVINA VOLONTA', un imperio divino che chiama all'esistenza ogni cosa e ogni creatura, dal nulla in cui stavano. La Divina Volontà è la Vita di Dio stesso, e non si è esaurita nel FIAT CREANTE del Padre Celeste al momento in cui Egli fece la creazione e l'uomo. Sarebbe limitativo, trattandosi di Dio se fosse così. Essendo vita di Dio stesso, è sempre viva, operante, creante, rinnovatrice, generante, in una molteplicità e perfezione di atti che fanno esistere e sussistere tutte le opere delle Sue Mani. Così se l'uomo esiste per l'esigenza di Dio di moltiplicare il Suo Amore ed esserne riamato, tutti gli elementi della natura esistono perché l'uomo senta in ciascuno di essi il: TI AMO di Dio in ogni momento della sua vita. Dio ci dice il Suo TI AMO FIGLIO! nel raggio del sole che ci scalda e che ci illumina, nella brezza che ci accarezza la pelle, nel canto dell'usignolo, nei colori dei fiori e nei loro profumi, nello splendore della luna che illumina le notti e scandisce col sole i ritmi della vita dell'uomo in una perfezione tale da regolarne tutte le funzioni vitali e sociali. Insomma basta guardarsi intorno e in ogni cosa possiamo dire essere circondati dall'amore di Dio per noi. Se ci soffermiamo solo sulla Creazione, possiamo capire l'intento di Dio sull'uomo, creatura tanto amata da volerLa a Sua immagine, e cioè: dargli tutto l'amore divino e la felicità della sua figliolanza regale, per farne il centro del Suo privilegiato amore genitoriale. E dall'altra parte avendo dotato il figlio della capacità Sua stessa di amare è naturale che Dio si attenda di esserne riamato, perché l'amore porta all'esigenza del reciproco scambio, in un rapporto di fiducia e mutuo abbandono, di gratitudine, di affetto, di servizio, di dono e di offerta, sempre creativo in ogni sua espressione e manifestazione.  Questo era l'Eden in cui vivevano i progenitori, quando se ne stavano immersi totalmente nell'amore di Dio senza desiderare di uscirne. Questo è il desiderio profondo che si cela intimamente in ognuno di noi e a cui aneliamo nella nostra anima. Cosa accadde allora all'umanità nel corso della sua storia per passare da figlia privilegiata nell'amore, beata e felice, a un complesso di persone disordinate nelle azioni e nei pensieri, capaci di commettere i delitti e le iniquità più grandi? Accadde che Dio avendo fatto la creatura simile a Sé e volendone rispettare la libertà, non imponendole di essere riamato, ma rivelandole che solo Lui poteva dare gioia e senso al suo vivere, le avesse chiesto di non uscirsene mai di propria volontà dalle Sue braccia amorose e di starsene come i bambini abbandonati alle Sue cure, fidandosi di tutto quanto nel Suo Amore la provvedesse. Ma il serpente antico, che già se n'era uscito dalla DIVINA VOLONTA' con un atto di ribellione che costò la caduta di un terzo degli angeli, diventati demoni, con la conseguente formazione dell'inferno, invidiava questo status beato in cui prima Egli dimorava principe di luce ed ora era l'uomo la creatura luminosa di Dio, il Suo trastullo e la Sua gioia. L'invidia del maligno vedeva la gioia di Dio nel rimirare Sé stesso nella Sua creatura meravigliosa, e la regalità dell'uomo e della donna rispetto alla sua condizione infernale e di ignominia. Perciò il nemico antico si è prodigato per togliere al Creatore e alla creatura la reciproca gioia. Quindi possiamo dire che tutto il male che è venuto al genere umano è stato l'atto della volontà umana dei progenitori di uscire dall'abbraccio della Volontà di Dio, reputando se stessi capaci di essere come Dio, autosufficienti da Dio,  esattamente come aveva fatto loro intendere il nemico.

Dal cattivo uso del libero arbitrio dell'uomo è venuta tutta la rovina delle umane generazioni. Questo preambolo ci serve per capire:

COS' E' LA DIVINA VOLONTA';

PERCHE' SIAMO;

LA CAUSA DELLA NOSTRA INFELICITA';

e porre così le basi per il progetto a cui Dio vuole ricondurci: IL RITORNO DELLA CREATURA NEL REGNO DELLA DIVINA VOLONTA' (RENDERLA DI NUOVO PARTECIPE DELLA SUA VITA DIVINA, RIVESTITA DELLA DIGNITA' REGALE PERSA COL PECCATO E FARLA RIENTRARE NELLA FELICITA' DELLO STATO PRIMIERO DELLA CREAZIONE.) Vedremo poi in concreto l'ultimo stadio della comprensione di questo immenso dono: COME ACCOGLIERLO E  IN CONCRETO E REALIZZARLO IN NOI.

Insomma Dio ci vuole di nuovo rendere a Lui somiglianti non perché Egli ne abbia bisogno, ma perché è l'uomo infelice a causa del vivere ed agire di propria umana volontà. Questo è il progetto finale di Dio: salvare l'uomo da se stesso e farlo ritornare a vivere di DIVINA VOLONTA'. Torniamo per un attimo indietro a quando si faceva chiarezza sul perché Dio ci ha donato la creazione: era ed è un Suo atto di generazione e di manifestazione continua di amore verso di noi. In questo e in tutto quanto il Creatore ci donava si manifestava l'amore immenso di Dio in e per noi, ma in cosa consisteva l'amore che l'uomo dava al Signore? Nella sua semplicità e perfezione, data alla creatura per effetto dello starsene sempre immersa nella luce della DIVINA VOLONTA', tutto ciò che apparteneva a Dio apparteneva anche alla creatura, non per capacità propria, ma per partecipazione alla vita divina, Dio si faceva tutto nella Sua creatura e la Sua creatura era tutta per Lui, viveva di Lui, si riempiva di Lui e in Lui gioiva ed amava in uno scambio di amore continuo e sempre nuovo. Perciò nulla sfuggiva alla conoscenza dell'uomo, Dio lo faceva partecipe di una sapienza innata, di lumi particolarissimi, tale per cui quando Dio chiese alla sua creatura di dare i nomi alle altre cose create, l'uomo lo fece come espressione della scienza e sapienza di Dio stesso. Se l'uomo non avesse dato quei nomi agli animali ad es. lo avrebbe fatto Dio allo stesso modo. La volontà della creatura veniva a coincidere con quella del Creatore in tutto, per cui se Dio voleva, anche l'uomo voleva allo stesso modo, e se la creatura desiderava, quel desiderio diventava per Dio un dolce imperio, perché originava direttamente dal Suo stesso Cuore. Quindi l'uomo riamava il Creatore accogliendo da Lui tutto ciò che gli veniva in dono per amore, lo faceva suo, lo personalizzava e poi glielo rendeva nuovamente dando a Dio nulla di più perfetto e degno del Suo stesso operato ed amore divino. L'uomo dava a Dio personalizzandoli col suo amore creaturale i Suoi stessi atti divini, perciò dava continuamente gloria a Dio perché nulla di suo dava, ma solo rendeva a Dio ciò che era Suo. Cosa si può dare di più al Signore per amarLo se non il TUTTO che è Lui stesso? Ecco perché per amare davvero Dio occorre in piena libertà mettersi alla scuola della DIVINA VOLONTA', perché il nostro amore di creature è povero, malato, deforme, misero, egoistico, bacato, ed è colpa del nostro vivere ed agire di nostra volontà, seguendo vie che sono di uomini e perciò sempre sbagliate, devianti, tenebrose. In più la nostra volontà è discontinua e se magari la grazia sacramentale ci aiuta in tante situazioni ad evitarci di peccare e perdere la bussola, facendoci scegliere cose buone e bene agire, quando per nostra colpa ne saremo privi torneremo nella nebbia della nostra volontà umana per sbagliare di nuovo e ancora, mettendo da noi stessi il freno nella nostra crescita spirituale e soffrendo la privazione della vita divina in noi. Solo stando in questa consapevolezza, realizziamo che la DIVINA VOLONTA' è TUTTO CIO' PER CUI DOBBIAMO COMBATTERE NELLA NOSTRA VITA, perché è davvero l'amore a cui dobbiamo tendere per entrare nella Vita eterna, nella Casa del Padre, come Figli del Suo Amore. Questo amare come Dio ci sarà reso possibile proprio dal vivere nel DV, facendo nostro un amore che è Suo, SANTO, PERFETTO, SUBLIME, COSTANTE, SENZA TENTENNAMENTI E SENZA DIFFERENZE, MISERICORDIOSO, TENERO, DISINTERESSATO, PURO, OFFERENTE. E questa è la Santità delle Santità: VIVERE DI VITA DIVINA.

 

 

CAPITOLO II

COME SI COMPONE LA DIVINA VOLONTA'

La Divina Volontà è espressione dell'Onnipotenza di Dio, e sappiamo che si traduce nel FIAT cioè in quel "Lo Voglio" che Dio pronuncia quando chiama qualcosa o qualcuno all'esistenza e che diventa subito impero.

Abbiamo detto che il primo Fiat pronunciato da Dio riguarda la creazione, quel progetto divino in cui il Creatore chiama tutto e tutti all'esistenza, dando Sé stesso come moto e Vita delle creature. Questo primo Fiat divino è detto CREANTE, perché opera del Volere del Padre Celeste che dal nulla trasse le creature alla vita. Da questo Fiat del Padre sono usciti miliardi di stelle, la luce, il sole, il calore, il mare e i fiumi, i monti e le valli, la luna e i pianeti, le piante, fiori e frutti, gli animali terrestri, acquatici e volatili, i vulcani, i ghiacci, i laghi, la neve, la pioggia, il vento e....l'uomo, il capolavoro del Fiat creante perché fatto a Immagine del Cristo, un portento di amore, di grazia e di bellezza in cui Dio ha posto il Suo Spirito per renderlo un Figlio Suo, dotato di tutte le caratteristiche divine come la volontà, la scienza, la capacità di amare, l'intelletto e la memoria. L'uomo per grazia, cioè per dono, era reso da Dio partecipe della vita divina e come erede di quel Padre Creatore tutto Amore, tutto era suo e su tutto era il Re. Ciò che l'uomo non poteva fare per capacità  propria, lo faceva per partecipazione alla Vita della Ss. Trinità. E' tale l'evidenza del Fiat creante in tutto ciò che ci circonda che solo una volontaria cecità al vero impedisce di prenderne atto. Quell'equilibrio straordinario che tiene in piedi l'universo con regole di fisica perfette e regolari, sono il frutto di un Genio Creatore e di una Scienza perfetta che nessun caos, nessuna casualità possono governare. Di fatti l'ordine non può essere frutto del caos, né la casualità per sua natura può portare perfezioni e cicli regolari di leggi fisiche. Le stesse leggi fisiche sono frutto di calcoli matematici straordinariamente ordinati e regolari, sviluppati in precisione ed esattezza. Qualsiasi mente sana non può negare l'esistenza del Fiat Creante di Dio.  Se Dio Padre ha voluto e pensato la creazione, questa si è tradotta concretamente dopo la pronuncia del Fiat del Suo Verbo, cioè di Gesù. Quello cioè che la mente del Padre desidera e vuole, la Parola del Figlio rende subito esecutiva e questo per effetto dell'Amore tra Padre e Figlio che è lo Spirito Santo, che fa sì che il Verbo traduca immediatamente la Volontà del Padre. Anche per l'uomo, non è forse la parola espressione del pensiero? Ciò che il Padre vuole e desidera è volontà del Figlio, che inscindibile dal Lui e uguale nella sostanza e nella natura, riconosce come suo tutto ciò che appartiene al Padre e nell'Amore che Li lega, tutto viene a generare nuovamente nuovo amore, sicché essendo Dio eterno e infinito, possiamo dire che la Divina Volontà è sempre attiva, sempre nuova, sempre creatrice di vita. Gesù spiega a Luisa Piccarreta in Libro di Cielo:

"Figlia mia, il Fiat è tutto pieno di vita, anzi la stessa vita, e perciò da dentro il Fiat escono tutte le vite e tutte le cose. Dal mio Fiat uscì la Creazione, perciò in ogni cosa creata si vede l'impronta del Fiat."

Il secondo Fiat fu quello della Redenzione. Il Padre desiderava salvare l'umanità dalla propria corruzione e distruzione, perciò dopo i vani tentativi di farla rientrare in sé con l'invio dei profeti, che oltre che inascoltati furono perseguitati e uccisi, decise di andare Egli stesso nella speranza di farsi comprendere e accettare, ed è qui che Gesù si offre al Padre per realizzare questo progetto salvifico, che aveva bisogno di un Sì di umana creatura per farsi Diouomo tra i suoi figli. Il loro Amore, lo Spirito Santo andò allora tramite l'arcangelo Gabriele a chiedere alla Ss Vergine Maria, da sempre concepita nel seno della Ss trinità come vaso eletto del redentore, il Sì al Divin Volere. Maria da sempre Figlia, Madre e Sposa Eletta di Dio, concepita e nutrita dalla Divina Volontà, preservata pura dal peccato per essere degno grembo di Cristo, fu subito pronta e pronunciò il Secondo Fiat: "Fiat mihi secundum Verbum Tuum" e cioè "Dio mio, sia fatto di me secondo la Tua Parola" e meglio ancora "Si compia in me la Volontà espressa dal Tuo Verbo Divino, perché ciò che vuoi Tu, lo voglio anch' io!". Vediamo come la Gesù spiega il Fiat Mihi di Maria Ss e poi come Maria Ss stessa ne parla a Luisa:

"Dal Fiat Mihi della mia cara Mamma, detto nel mio Volere, cui ebbe la stessa potenza del mio Fiat Creatore, uscì la Redenzione, sicché non c'è cosa della Redenzione che non contenga l'impronta del Fiat Mihi della mia Mamma. Anche la mia stessa Umanità, i mie passi, le opere, le parole, erano suggellate dal Fiat Mihi di Lei; le mie pene, le piaghe, le spine, la croce, il mio sangue, il suo Fiat Mihi ne teneva l'impronta perché le cose portano l'impronta dall'origine donde sono uscite. La mia origine nel tempo fu dal Fiat Mihi dell'Immacolata Mamma, perciò tutto il mio operato porta il segno del suo Fiat Mihi. Sicché in ogni ostia sacramentale c'è il suo Fiat Mihi; se l'uomo sorge dalla colpa, se il neonato è battezzato, se il Cielo si apre per riceverne le anime, è il Fiat Mihi della mia Mamma che segna, che segue e procede tutto. Oh! potenza del Fiat, Lui sorge ad ogni istante, si moltiplica e si fa vita di tutti i beni." (da Libro di Cielo)

 

La Mamma Celeste ( da:La Vergine Maria nel Regno della D.V 19° gg)

"Ora, figlia, mia ascoltami. Io continuavo la mia vita in Nazareth.  Il Fiat Divino continuava ad allargare in me il suo Regno;  se ne serviva dei più piccoli atti miei, anche dei più indifferenti, qual era il mantenere l'ordine nella piccola casetta, accendere il fuoco, scopare, e tutti quei servizi che si usano nelle famiglie, per farmi sentire la sua vita palpitante nel fuoco, nell'acqua, nel cibo, nell'aria che respiravo, in tutto;  ed investendoli, formava sopra dei miei piccoli atti mari di luce, di grazia, di santità, perché dove regna il Divin Volere, tiene la potenza di formare, dai piccoli nonnulla, nuovi cieli di bellezza incantevole, perché Esso, essendo Immenso, non sa fare cose piccole, ma con la sua Potenza avvalora i nonnulla e ne forma le cose più grandi, da far strabiliare Cieli e terra.  Tutto è santo, tutto è sacro, per chi vive di Volontà Divina.

Ora, figlia del mio Cuore, prestami attenzione ed ascoltami:  alquanti giorni prima della discesa del Verbo sulla terra, io vedevo il Cielo aperto ed il Sole del Verbo Divino alle sue porte, come per guardare sopra di chi doveva prendere il suo volo, per rendersi Celeste Prigioniero di una creatura.  Oh, come era bello vederlo alle porte del Cielo, come alla vedetta ed a spiare la fortunata creatura che doveva albergare il suo Creatore!  [Le Divine Persone del]la Trinità Sacrosanta guardavano la terra non più [come] estranea a loro, perché c'era la piccola Maria, che possedendo la Divina Volontà aveva formato il Regno divino, dove [il Verbo] poteva scendere sicuro, come nella sua propria abitazione, nella quale trovava il Cielo ed i tanti soli dei tanti atti di Volontà Divina fatti nell'anima mia.  La Divinità rigurgitò d'amore e, togliendosi il manto di Giustizia che da tanti secoli aveva tenuto con la creatura, [le Divine Persone] si coprirono col manto di misericordia infinita e decretarono tra Loro la discesa del Verbo.  E stanno in atto di suonare l'ora del compimento.  A questo suono, Cieli e terra stupiscono e si mettono tutti sull'attenti, per essere spettatori d'un eccesso d'amore sì grande e di un prodigio sì inaudito.

La Mamma tua si sentiva incendiata d'amore e, facendo eco all'Amore del mio Creatore, volevo formare un solo mare d'Amore, affinché scendesse in esso il Verbo sulla terra.  Le mie preghiere erano incessanti e, mentre pregavo nella mia stanzetta, un Angelo venne spedito dal Cielo come messaggero del gran Re;  mi si fece davanti, ed inchinandosi mi salutò:  "Ave, o Maria, Regina nostra;  il Fiat Divino ti ha riempita di Grazia.  Già ha pronunziato il Fiat che vuol scendere;  già è dietro delle mie spalle;  ma vuole il tuo Fiat per formare il compimento del suo Fiat".

Ad un annuncio sì grande, da me tanto desiderato, ma che non avevo mai pensato di essere io la eletta, io restai stupita ed esitai un istante;  ma l'Angelo del Signore mi disse:  "Non temere, Regina nostra, tu hai trovato grazia presso Dio.  Tu hai vinto il tuo Creatore;  perciò, per compiere la vittoria, pronunzia il tuo Fiat".

Io pronunciai il Fiat, ed oh, meraviglia!  I due Fiat si fusero insieme, ed il Verbo Divino scese in Me.  Il mio Fiat, che era avvalorato dallo stesso valore del Fiat Divino, formò dal germe della mia umanità, la piccina piccina Umanità che doveva racchiudere il Verbo e [così] fu compiuto il gran prodigio dell'Incarnazione.

Oh potenza del Fiat Supremo!  Tu mi innalzasti tanto da rendermi potente, fino a poter creare io in me quell'Umanità che doveva racchiudere il Verbo Eterno, che cieli e terra non potevano contenere!  I cieli si scossero e tutta la Creazione si atteggiò a festa e, tripudiando di gioia, echeggiavano intorno la casetta di Nazareth, per dare gli omaggi ed ossequi al Creatore umanato, e nel loro muto linguaggio dicevano:

"Oh prodigio dei prodigi, che solo un Dio poteva fare!  L'Immensità si è impicciolita, la Potenza si è resa impotente, la sua Altezza inarrivabile si è abbassata fino nell'abisso del seno d'una Vergine, e nel medesimo tempo è restato Piccolo ed Immenso, Potente ed Impotente, Forte e Debole!"

Figlia mia cara, tu non puoi comprendere ciò che provò la Mamma tua nell'atto dell'Incarnazione del Verbo.  Tutti mi premuravano ed aspettavano il mio Fiat, potrei dire onnipotente.

Ora, figlia cara, ascoltami:  quanto ti deve stare a cuore il fare ed il vivere di Volontà Divina!  La mia potenza esiste ancora:  fammi pronunziare il mio Fiat sull'anima tua.  Ma per fare ciò, voglio il tuo;  da soli non si può fare il vero bene, ma sempre fra due si fanno le opere più grandi.  Dio stesso non voleva fare da solo, ma volle me insieme, per formare il gran prodigio dell'Incarnazione e nel mio Fiat e nel loro si formò la vita dell'Uomo Dio, si aggiustarono le sorti dell'umano genere, il Cielo non fu più chiuso [e] tutti i beni vennero racchiusi in mezzo ai due Fiat.  Perciò pronunciamoli insieme:  "Fiat! Fiat!", e nel mio amore materno chiuderò in te la vita della Divina Volontà."

   Il terzo fiat è quello che Dio agogna e sospira con deliri d'amore, con sete ardente, con brama indicibile. E' il Fiat Santificante, quello che ancora si deve realizzare. Questo fiat santificante è frutto dell'accoglienza della creatura a rientrare nell'Amore (nello Spirito Santo) di Dio attraverso il vivere nella Divina Volontà per fare un percorso a ritroso che la porti a svuotarsi del suo male, la volontà umana, per riempirsi del suo bene unico, la Divina Volontà, che è la sola che può restituire all'uomo la regalità divina e la felicità perduta e farlo tornare ad essere bello e santo come al principio della creazione, prima che il peccato lo condannasse all'esilio e lo defraudasse di tutti i suoi beni: Dio, la pace, la gioia, la salute, l'amore, la felicità, il senso di appagamento della propria esistenza, la luce della verità, la vera scienza e sapienza. Questo terzo fiat si realizzerà, perché ciò che Dio vuole diventa realtà, non tutti lo accoglieranno perdendo così il dono più grande che Dio abbia fatto all'umanità: la Sua stessa vita partecipata, ma comunque Gesù avrà soddisfazione dalla piccola schiera dei figli del Divin Volere di cui Luisa Piccarreta fu depositaria primogenita. Il Padre ce lo spiega bene:

"Cari ed amati figli miei,

vengo in mezzo a voi col Cuore affogato nelle mie fiamme d'amore.  Vengo come Padre in mezzo ai figli che amo assai, ed è tanto il mio amore che vengo a rimanere con voi per far vita insieme e vivere con una sola Volontà, con un solo amore.  Vengo col corteggio delle mie pene, del mio Sangue, delle mie opere e della mia stessa morte.  Guardatemi:  ogni goccia del mio Sangue, ogni pena, tutte le mie opere, i miei passi, fanno a gara ché vogliono darvi la mia Divina Volontà;  fin la mia morte vuol darvi il risorgimento della vita in essa.  Nella mia Umanità tutto vi ho preparato ed impetrato:  grazie, aiuti, luce, forza, per ricevere un dono sì grande;  da parte mia tutto ho fatto, ora aspetto la parte vostra.

Chi, ingrato, non vorrà ricevere Me ed il dono che gli porto?  Sappiate che è tanto il mio amore che metterò da parte la vostra vita passata, le stesse vostre colpe, tutti i vostri mali;  li seppellirò nel mare del mio amore, affinché siano tutti bruciati, ed incominceremo insieme la novella vita, tutta di Volontà mia.  Chi avrà cuore di farmi un rifiuto e di mettermi alla porta, senza accettare la mia visita tutta paterna?  E se Mi accetterete, Io rimarrò con voi come Padre in mezzo ai figli miei, ma dobbiamo stare con sommo accordo e vivere con una sola Volontà.

Oh, quanto lo sospiro, gemo e deliro, e giungo fino a piangere, ché voglio che i miei cari figli stiano insieme con Me e vivano della mia stessa Volontà!  Sono circa seimila anni di lunghi sospiri e di lacrime amare della mia santa Umanità, che reclamo e voglio i miei figli intorno a Me per renderli felici e santi.  Giungo a chiamarli piangendo;  chissà se si muovono a compassione delle mie lacrime, del mio amore, che giunge fino a soffocarmi ed a farmi spasimare!  E tra i singhiozzi e gli spasimi vo ripetendo:  "Figli miei, figli miei, dove siete?  Perché non venite al Padre vostro?  Perché andate lontani da Me, raminghi, poveri, pieni di tutte le miserie?  I vostri mali sono ferite al mio Cuore;  sono già stanco di aspettarvi, e giacché non venite, non potendo più contenere il mio amore che Mi brucia, vengo Io a cercarvi e vi porto il gran dono della mia Volontà.  Deh, vi prego, vi supplico, vi scongiuro, ascoltatemi, muovetevi a compassione delle mie lacrime, dei miei sospiri ardenti!"

E non solo vengo come Padre, ma vengo come Maestro in mezzo ai discepoli;  ma voglio essere ascoltato;  vi insegnerò cose sorprendenti, lezioni di Cielo, le quali vi porteranno luce che mai si spegne, amore che sempre arde;  le mie lezioni vi daranno forza divina, coraggio intrepido, santità che sempre cresce;  vi straderanno la via ad ogni passo;  saranno le conducenti alla Patria Celeste.

Vengo come Re in mezzo ai popoli, ma non per esigere imposte e tributi, no, no;  vengo ché voglio la vostra volontà, le vostre miserie, le vostre debolezze, tutti i vostri mali.  La mia sovranità è proprio questa;  voglio tutto ciò che vi rende infelici, inquieti, tormentati, per nasconderlo e bruciarlo tutto col mio amore, e da Re benefico, pacifico, magnanimo, qual sono, ricambiarvi con la mia Volontà, col mio amore più tenero, con le mie ricchezze e felicità, con la pace e gioia più pura.

Se Mi darete la vostra volontà, tutto è fatto;  Mi renderete felice e sarete felici.  Non altro sospiro che la mia [Volontà] regni in mezzo a voi.  Il Cielo e la terra vi sorrideranno, la mia Mamma Celeste vi farà da Madre e da Regina;  già Essa, conoscendo il gran bene che vi riporterà il Regno del mio Volere, per appagare i miei desideri ardenti e per farmi cessare di piangere, ed amandovi da veri suoi figli, va girando in mezzo ai popoli nelle nazioni per disporli e prepararli a ricevere il dominio del Regno della mia Volontà.  Fu lei che Mi preparò i popoli a farmi scendere dal Cielo in terra, ed a Lei affido, al suo amore materno, che Mi disponga le anime, i popoli, per ricevere un dono sì grande.

Perciò ascoltatemi, e vi prego figli miei, di leggere con attenzione queste pagine che vi metto sott'occhio, e sentirete il bisogno di vivere della mia Volontà;  Io Mi metterò vicino quando leggerete, vi toccherò la mente, il cuore, affinché comprendiate e risolviate di voler il dono del mio Fiat Divino"

 

 

CAPITOLO III

DIFFERENZA TRA FARE E VIVERE  LA DIVINA VOLONTA'

Fin qui abbiamo capito cosa è la Divina Volontà. Molte anime, che nel corso della loro vita hanno abbracciato il percorso di fede per mettersi alla sequela di Gesù, avendo compreso che in Lui vi è  il senso e la verità dell'esistenza, si domandano a un certo punto: "Quale è la Volontà di Dio su di me? Che cosa vuole il Signore da me? Cosa devo fare affinchè Gesù sia contento di me?" Queste domande sono il frutto della grazia e dell'amore di Dio in un'anima che si è accostata a Lui e che con sincerità vuole vivere nel Suo Amore, facendo ciò che Gli è gradito. Questo è il percorso della Santità: fare la Volontà di Dio su di sé stessi. E se viviamo in grazia e se con cuore semplice e sincero cerchiamo il Signore, Egli ci dà sempre dei segnali interiori o esteriori per comprendere cosa desidera che noi facciamo. Tante volte attraverso il Suo Spirito, Egli ci manda sante ispirazioni, facendo luce su tanti nostri dubbi o levandoci da uno stato di confusione, parlandoci anche nell'intimo della preghiera. Altre volte mette sulla nostra strada le persone che in quel momento ci sono di aiuto per fare ciò che Egli ci chiama a fare o per metterci a conoscenza di cose di fede di cui siamo digiuni e di cui abbiamo bisogno per crescere e per nutrire la nostra anima. Tutto comunque è da Dio disposto per offrirci tutti gli strumenti per farci santi e quindi per assomigliarGli nell'Amore ogni giorno di più.

Questa ricerca della Volontà di Dio su di noi può però talvolta indurci su sentieri sbagliati per avere male interpretato i segnali divini o per il desiderio inconscio di piegare la Sua Volontà alla nostra.

Taluni percorrono la strada della santità nel fare la Volontà di Dio, mettendosi di impegno per tutta la vita nella pratica di una virtù. E così esistono tante santità: chi spicca per la sua umiltà, chi per lo zelo apostolico, chi per il consiglio nella sapienza, chi per la povertà estrema, chi per la verginità, chi per il servizio ai poveri  o agli ammalati, chi per la preghiera incessante, chi per l'infanzia evangelica, chi per l'adorazione al Ss Sacramento, chi per l'Amore fedele a Maria Ss che lo forgia sul suo modello nell'amare Gesù, chi si distingue per l'amore e l'educazione ai fanciulli, chi per il martirio. Tanti santi poi hanno abbracciato tutte queste virtù, distinguendosi in vita e certamente in Paradiso per una virtù in particolare portata all'eroismo. Insomma l'Amore di Dio crea anime speciali che tali sono rese per amore ai fratelli per i quali sono esempi e astri da seguire e per testimoniare il Cristo dando Gloria a Dio, Queste anime rimangono speciali per lo sforzo continuo nel rinnegarsi a una data passione praticando al sommo del loro potere la virtù. In questo tipo di santità l'uomo si sforza di assomigliare a Dio con un atto di umana volontà volta a rinnegarsi, ma essendo la volontà umana fragile e debole, l'anima compie in tutta la vita enormi sforzi tra cadute e risalite perché deve fare i conti con l'incostanza della propria volontà, che per quanto santa e supportata dalla grazia, è incapace di essere costante nel fare il bene e nell'amare. Nella storia della Chiesa abbiamo fior di santi e tutti si sono distinti proprio nello sforzo di fare la volontà di Dio sulle proprie vite. Hanno cioè adeguato la loro vita a seconda di ciò che Dio domandava loro, accettando tutto quanto il Signore disponeva per la loro santità, rassegnandosi nelle prove e nelle difficoltà a vivere la croce per amore di Dio che la porgeva loro o accettando strade o progetti diversi che Dio metteva loro innanzi rispetto a quanto invece l'umana natura li portava a voler fare o desiderare. Questo tipo di santità consiste nell'adeguare la propria umana volontà alla Divina Volontà. Si fa cioè la Volontà di Dio quando anche non capendo, di buon grado viviamo cristianamente e con fiducia i fatti del nostro quotidiano come disposti dalla Divina Provvidenza, con la fiducia semplice di chi amando Dio sa che nulla accade se Egli non lo vuole o permette. Se Dio è amore Egli dispone sempre tutto per nostro bene, traendo dal male con cui veniamo in contatto ogni giorno, un bene più grande per la nostra santità e per i nostri fratelli. Col dire di sì a Dio a quanto Egli ci chiede per la nostra vita abbiamo l'incontro tra l'umana volontà e la Divina Volontà. Questo incontro dura però fintanto che l'umana volontà non si inceppa per incostanza ed è in quel momento che usciamo dal Suo Amore per seguire noi stessi e ciò che a vista umana ci pare buono per noi. La nostra volontà ci porterà sempre per effetto del peccato a distaccarci dal progetto di santità che esiste per ciascuno di noi e a renderci nuovamente esuli dal raggio d'azione di Dio. Ed in questo caso solo la grazia sacramentale, cioè il legame che noi ristabiliamo con Dio attraverso i sacramenti, ci fa ritornare a desiderare di fare la Volontà di Dio per riprendere il nostro cammino da dove l'abbiamo interrotto facendo la nostra volontà. Il Signore attraverso Luisa ha deciso di dare all'umanità la Santità delle Santità: il VIVERE LA DIVINA VOLONTA', cioè entrare nella Volontà di Dio e operare con Lui le Sue Stesse opere, amare col Suo Amore, guardare coi Suoi Occhi, parlare e pregare con la Sua Voce, soffrire con la Sua Sofferenza, lavorare con le Sue Mani, desiderare con le Sue Intenzioni, camminare con i Suoi Passi, pensare con la Sua Mente, insomma partecipare alla Sua Vita Divina che sempre è in atto di operare, perché la Volontà di Dio è eterna, incessante, non è soggetta a inciampi, né ad incostanze, sempre crea, sempre rinnova, sempre rigenera, sempre ama, sempre è motore di vita perché è la Sorgente prima della vita stessa. Niente è mai uguale nella Divina Volontà, né statico, perché essendo amore è sempre creatore di nuova vita. Non più quindi noi viviamo secondo il nostro agire umano prodotto della nostra umana volontà con tutte le conseguenze che abbiamo sotto ai nostri occhi, ma viviamo nell'azione di Dio, in tutto ciò che Egli fa ed opera, siamo immersi nel Suo Essere perché le due volontà umana e divina non più si limitano per scelta dell'uomo al solo incontro (momentaneo) ma si fondono, si fanno una nell'altra, coincidono e più non si distingue dove vuole Dio e dove la creatura, perché partecipando in tutto della Sua Vita, questa ama in Dio, vuole COME, QUANDO, SE, DOVE E PERCHE' Dio vuole e così volendo in Dio fa con Lui le Stesse Sue Opere. E questa prerogativa non per capacità umana, l'uomo non può creare mondi e vita, può però fare ciò che Dio fa se non per natura, per partecipazione, e questo è desiderio divino fin da quando il Padre ci creò, simili a Lui per fare Vita con Lui. Gesù ci spiega la differenza tra il fare e il vivere nel Suo Divino Volere: "Figlia mia, questa è l'unità della luce della mia Volontà, e affinché tu l'ami sempre più e ti confermi maggiormente in Essa, voglio farti conoscere la gran differenza che c'è tra chi vive nel mio Volere, nell'unità di questa luce, e tra chi si rassegna e si sottopone alla mia Volontà, e per farti ben comprendere ti darò, nel sole che sta nell' orizzonte una similitudine:  Il sole, stando nella volta dei cieli spande i suoi raggi sulla superficie della terra; guarda, tra terra e sole c'è una specie d'accordo, il sole nel toccare la terra e la terra nel ricevere la luce ed il tocco del sole.  Or, la terra col ricevere il tocco della luce sottoponendosi al sole, riceve gli effetti che contiene la luce e questi effetti trasmutano la faccia della terra, la fanno rinverdire, la fioriscono, si sviluppano le piante, maturano i frutti, e tant'altre meraviglie che si veggono sulla faccia della terra, prodotte sempre dagli effetti che contiene la luce solare.  Ma il sole, col dare i suoi effetti non dà la sua luce, anzi, geloso ne conserva la sua unità, e gli effetti non sono duraturi, e perciò si vede la povera terra ora tutta fiorita, ora tutta spogliata, quasi ad ogni stagione si cambia, subisce continue mutazioni; se il sole desse alla terra effetti e luce, la terra si cambierebbe in sole e non avrebbe più bisogno di mendicare gli effetti, perché contenendo in sé la luce diveniva padrona della sorgente degli effetti che il sole contiene. 

Ora, tale è l'anima che si rassegna e si sottopone alla mia Volontà, vive degli effetti che ci sono in Essa, e non possedendo la luce non possiede la sorgente degli effetti che nel Sole dell'Eterno Volere ci sono, e perciò si veggono quasi come terra, ora ricche di virtù, ora povere, e si mutano ad ogni circostanza, molto più che se non sono sempre rassegnate e sottoposte alla mia Volontà, sarebbero come terra che non si vorrebbe far toccare dalla luce del sole, perché se riceve gli effetti è perché si fa toccare dalla sua luce, altrimenti resterebbe squallida, senza produrre un filo d'erba.  Tale restò Adamo dopo il peccato, lui perdette l'unità della luce e quindi la sorgente dei beni ed effetti che il Sole della mia Volontà contiene, non sentiva più in sé stesso la pienezza del Sole Divino, non scorgeva più in lui quell'unità della luce che il suo Creatore gli aveva affissato nel fondo dell'anima sua, che comunicandole la sua somiglianza faceva di lui una sua copia fedele.  Prima di peccare, possedendo la sorgente dell'unità della luce col suo Creatore, ogni suo piccolo atto era raggio di luce, che invadendo la Creazione tutta andava ad affissarsi nel centro del suo Creatore, portandogli l'amore ed il contraccambio di tutto ciò che era stato fatto per lui in tutta la Creazione; era lui che armonizzava tutto e formava la nota d'accordo tra il Cielo e la terra, ma come si sottrasse dalla mia Volontà, non più i suoi atti come raggi invadevano Cielo e terra, ma si restrinsero quasi come piante e fiori nel piccolo circuito del suo terreno, sicché perdendo l'armonia con tutta la Creazione, diventò la nota scordante di tutto il creato, oh! come scese nel basso e pianse amaramente l'unità della luce perduta, che elevandolo sopra a tutte le cose create faceva di Adamo il piccolo dio della terra.

Ora figlia mia, da quello che ti ho detto puoi comprendere che il vivere nella mia Volontà è possedere la sorgente dell'unità della luce della mia Volontà, con tutta la pienezza degli effetti che in Essa ci sono, sicché sorge in ogni suo atto la luce, l'amore, l'adorazione, eccetera, che costituendosi atto per ogni atto, amore per ogni amore, come luce solare invade tutto, armonizza tutto, accentra tutto in sé, e come fulgido raggio porta al suo Creatore il contraccambio di tutto ciò che ha fatto per tutte le creature e la vera nota d'accordo tra il Cielo e la terra.  Qual differenza tra chi possiede la sorgente dei beni che contiene il Sole della mia Volontà, e tra chi vive degli effetti di Essa?  Ci sarebbe la differenza che c'è tra il sole e la terra; il sole possiede sempre la pienezza della luce e degli effetti, è sempre sfolgorante e maestoso nella volta dei cieli, né fa bisogno della terra, e mentre tocca tutto, esso è intangibile, non si fa toccare da nessuno, e se qualcuno ardisse anche di fissarlo, con la sua luce lo ecclissa, lo accieca e l'atterra.  Invece la terra ha bisogno di tutto, si fa toccare, spogliare, e se non fosse per la luce del sole e dei suoi effetti, sarebbe una tetra prigione piena di squallida miseria.  Perciò non c'è paragone che regga tra chi vive nella mia Volontà e tra chi si sottopone ad Essa.  Sicché l'unità della luce la possedeva Adamo prima di peccare, e non potette più ricuperarla stando in vita; di lui successe come terra che gira intorno al sole, che non essendo fissa, mentre gira si oppone al sole e forma la notte." 

   La Divina Volontà operò infatti così nella Sacratissima Umanità di Gesù, che sebbene fosse parte della Trinità e perciò uno col Padre e lo Spirito nell'amore, nella sostanza e nella Volontà, come uomo ci lasciava l'esempio di come dovesse farsi santo il figliol prodigo di Dio, col rientrare cioè in se stesso e ritornare a vivere per lo scopo con cui fu pensato e creato allo stato primiero, desiderando col desiderio del Padre, amandoLo col Suo stesso Amore, volendo fare esattamente ciò che vedeva fare al Genitore per esigenza di figliolanza, che sentendosi amato dal Padre desidera assomigliarGli orgoglioso di esserne figlio, riconoscendo in Lui le proprie origini e fattezze ed essendo erede per partecipazione di tutto ciò che è del Padre e come Lui Re di ogni Suo bene. Nella Sua umanità sacratissima Gesù nulla faceva se il Padre non Lo Voleva. Il Vangelo ci dice chiaramente: "Mio cibo è fare la Volontà del Padre mio", ma questo "fare" nel caso di Gesù era un incarnare in sé il Volere del Padre, essendo Una e Indissolubile la Loro Volontà. Gesù si inabissava nel Volere del Padre e facendoLo Suo tornava a fare ciò che la creatura per superbia smise di fare: amarLo con le stesse Sue opere e con il Suo Amore! Gesù rendeva al Padre la Gloria negataGli da Adamo in poi, vivendo da figlio perfetto, e la Sua perfezione umana stava nel vivere con e nella Volontà del Padre. Gesù ci ha svelato nella Sua umanità com'era Adamo prima del peccato di superbia, con cui tentato dal nemico reputò vero l'essere la propria volontà onnipotente e superiore a quella del Creatore, fino al punto di pensare di poterNe vivere senza. L'uomo da sé si è reso responsabile della sua rovina, scegliendo volontariamente di stare fuori da Dio per vivere in sé stesso, come egli fosse Dio. Fu l'uscita dal Divin Volere la CAUSA DELLA MORTE DELL'UOMO ALLA VITA. Così facendo Gesù nella Sua SS Umanità creò una stanza per ogni uomo, avendo con la Sua Vita incarnato il Volere Divino Egli espiò per ogni uomo e riparò con i suoi atti a ogni atto fatto dalle creature, ridando al Padre per ogni creatura la gioia di vederla ricreata in sé e la Gloria dell'opera delle Sue Mani. Gesù amò per TUTTI E PER CIASCUNO DIO PADRE, e così lo adorò, lo benedisse, lo ringraziò, lo glorificò, riparando le offese fatte alla Divina Giustizia con la Sua Santa umanità e rifacendo in sè l'umanità corrotta,  ristabilendo l'ordine nella creatura e facendosi ponte tra la creatura e il Creatore. TUTTI GLI UOMINI DA ADAMO FINO ALL'ULTIMO UOMO CHE VIVRA' SULLA TERRA, sono contenuti e racchiusi nell'umanità di Gesù, e quindi ogni nostro atto, respiro, parola, passo, palpito, pensiero, opera, tutto è contenuto in Cristo,  rifatto e riparato dalla Sua umanità. Gesù conferma dicendo a Luisa: "Figlia mia, la mia Umanità viveva come nel centro del Sole Eterno della mia Volontà Divina, e siccome da questo centro partivano raggi che portando con loro la mia immensità coinvolgevano tutto e tutti, ed il mio operato, partendo da questo centro si trovava come in atto per ogni atto di creatura, ogni parola come in atto per ciascuna parola, ogni pensiero come in atto per ciascun pensiero, e così di tutto il resto, e come scendeva, come un atto solo risaliva di nuovo nel suo centro, portando con sé tutti gli atti umani per rifarli, per riordinarli a seconda che voleva mio Padre, sicché solo perché la mia Umanità viveva nel centro del Volere Eterno potetti abbracciare tutti come un atto solo, per compiere con decoro e degna di Me l'opera della Redenzione, altrimenti sarebbe stata un'opera incompleta e non degna di Me. E siccome la rottura della volontà umana con la Divina fu tutto il male dell'uomo, così l'unione stabile della volontà della mia Umanità con la Divina, doveva formare tutto il suo bene; e questo succedeva in Me come connaturale."

Allo stesso modo nel progetto di Dio, Maria Ss, fu chiamata a riscattare la dignità perduta e la sorte di Eva, restituendo al Padre la gloria che la donna Gli aveva tolto, arrecando a Lui e ad Adamo il sommo dolore della separazione. Vivendo NELLA DIVINA VOLONTA' torniamo ad essere innocenti e santi come uscimmo dal Seno divino, e questo è lo scopo che Gesù vuole realizzare nel nostro tempo attraverso gli scritti di Luisa. Perché Gesù non ha manifestato prima questo progetto? Perché prima di adesso, ha lasciato che ci fosse una forma di santità buona e giusta ma pur sempre umanamente? Perché il Signore è Padrone della Storia, Egli vede tutte le fasi di evoluzione (anche se dovremmo dire di involuzione) dell'umana civiltà e al momento giusto, nel momento in cui il mondo ha raggiunto la capacità del male e il massimo del disordine, Egli giudica esser giunto il momento dell'INVERSIONE DEFINITIVA DI TENDENZA. L'Uomo è giunto allo stadio in cui basta un niente per autodistruggersi, si è perfezionato nel male, rendendosi sempre più incapace di fare il bene e se Dio non torna a regnare come RE VERO, UNICO E INDISCUSSO, l'umanità non ha più speranza, non sarà più capace di tornare indietro. Oggi è il tempo di conoscere, amare e vivere la Divina Volontà per salvare l'uomo da se stesso, è necessariamente fare un percorso a ritroso che lo svuoti della sua umana volontà così perversa, malata e protesa alla morte, per riempirlo nuovamente della volontà divina, che sola può riportare l'uomo all'ordine e ristabilirlo nella sua dignità, nella sua verità di figlio di Dio, nella felicità per cui fu creato. Ecco perché da sempre l'uomo sente in sé ripugnanza della morte e della sofferenza, perché lo scopo per cui Dio lo creò è quello di parteciparlo come figlio della Sua Vita Eterna e della Gioia che viene dall'essere da Lui amato, vegliato, provveduto e benedetto. Al di fuori di Lui la nostra vita non ha senso e per quanto ci sforzeremo non troveremo mai né la pace né la felicità a cui per natura aneliamo e per le quali siamo destinati. Questo capitolo possiamo quindi chiuderlo dicendo che: chi vive accettando e rassegnandosi a quanto Dio permette nel suo vivere, FA LA VOLONTA' DI DIO fin tanto che la volontà umana inevitabilmente per incostanza non lo farà cadere per poi farlo rialzare con fatica e dolorosi strappi dall'Amore di Dio; in tal caso la creatura si configura rispetto a Dio come un servo, talora fedele e talora infedele, vivendo il peso dell'incontro delle due volontà più come una necessaria imposizione che come un atto di amore. A questo proposito Gesù rivela a Luisa: "riscontra quante vite di santi vuoi, o libri di dottrine, in nessuno troverai i prodigi del mio Volere operante nella creatura, e la creatura operante nel mio, al più troverai la rassegnazione, l'unione dei voleri, ma il Voler Divino operante in essa ed essa nel mio, in nessuno lo troverai, ciò significa che non era giunto il tempo che la mia bontà doveva chiamare la creatura a vivere in questo stato sublime. Anche lo stesso modo come ti faccio pregare non si riscontra in nessun altro. Perciò sii attenta, la mia giustizia lo vuole esigere, il mio amore delira, perciò la mia sapienza dispone tutto per ottenere l'intento, sono i diritti, la gloria della Creazione che vogliamo da te."

Chi vive invece immergendosi nella Volontà di Dio per sperderne la propria e farne motore di ogni proprio atto, perderà carattere di servo per acquistare quello di figlio, e da santo umanamente si farà santo con la maggiore delle santità possibili quella divina. Dio stesso compirà in lui/lei ogni atto della vita umana, trovando casa in quella creatura che chiamerà la Sua Volontà a fare vita perenne in lei. Esattamente come avvenne per la Ss. Vergine Maria, in cui Dio trovò casa, non per tutte le virtù eccelse della Mamma Celeste come si è soliti pensare, ma per avere in tutto e in ogni cosa trovato in Lei la Sua Volontà viva e operante! Quali virtù tutte sommate insieme possono essere di più della santità che è Dio stesso? Gesù stesso infatti riguardo a questo ci dice che: "Figlia mia, tu devi sapere che la mia Mamma Celeste potette concepire Me, Verbo Eterno, nel suo seno purissimo, perché fece la Volontà di Dio come la faceva Dio, tutte le altre prerogative che possedeva, cioè, verginità, concepimento senza macchia originale, santità, mari di grazia che possedeva, non erano mezzi sufficienti per poter concepire un Dio, perché tutte queste prerogative non le davano né l'immensità, né l'onniveggenza per poter concepire un Dio immenso e che tutto vede, molto meno la fecondità di poterlo concepire; insomma, avrebbe mancato il germe per la fecondità divina.  Invece col possedere il Supremo Volere come vita propria, e col fare la Volontà di Dio come la faceva Dio, ricevette il germe della fecondità divina, e con esso l'immensità, l'onniveggenza, e perciò in modo connaturale potetti concepire in Lei, non mi mancava né l'immensità, né tutto ciò che all'Essere mio appartiene."

Finita la premessa sulle differenze tra il fare e il vivere la Dv, vediamo come passare dal trasformare il desiderio di dire il nostro Fiat a incarnarlo nella pratica e nella realtà.

 

 

CAPITOLO IV

COME VIVERE IL DIVIN VOLERE

Abbiamo visto come è diverso il FARE O IL VIVERE LA DIVINA VOLONTA' e abbiamo altresì realizzato che sebbene fare la volontà di Dio sia cosa pregevolissima e santa, tuttavia il progetto finale di Dio non sia questo, ma il portare ogni anima al suo stato primiero, quando la creatura non solo somigliava al Suo Creatore, ma aveva in sé la Vita di Dio come suo motore, come sua felicità e suo fine.

Quindi è indispensabile ritornare a vivere da veri figli di Dio come prima del peccato, perché è così che riacquisteremo il vero senso della nostra vita e la felicità perduta.

Vivere nel Divin Volere è entrare nella Volontà di Dio e seguire l'operato di Dio girando nei Suoi Atti. L'anima cioè si porta al momento in cui Dio pronuncia il Fiat della Creazione e della Redenzione e scorgendo in essi tutto l'amore di Dio per lei, fa suo tutto l'amore ricevuto e lo dà a Dio in ricambio di adorazione e gloria, come se originasse da lei. L'anima infatti vedendosi piccola comprende che, per quanto voglia ricambiare Dio per tutto l'amore con cui Egli l'inonda in ogni istante e in tutte le cose create, non ha nulla di abbastanza grande e degno di Lui, perciò fa suo l'amore divino che riceve e con esso dà a Dio il contraccambio. E questo atto lo fa non solo per sé ma per tutte le creature che furono, sono e saranno dando gloria a Dio per tutti e in tutta la Creazione. Questo modo di Dio di investire la creatura d'amore e di esserne ricambiato costituiva la realtà della vita di Adamo innocente, prima dell'infelice uscita dalla Divina Volontà per suo volere umano. Dio lo provvedeva di tutto e in ogni cosa che aveva creato per lui, vi aveva impresso il Suo Eterno "Ti Amo!". Così Adamo poteva scorgere il "Ti Amo!" di Dio nello splendore del cielo azzurro, nel calore e nella luce del Sole, nello scintillio di ogni stella, nella luce soffusa della luna che lo accompagnava nel riposo notturno, nel soffiare del vento e delle brezze che lo accarezzavano, nelle acque del mare e nello scorrere dei fiumi, nei monti e nelle valli, nelle piante e in ogni singola foglia o filo d'erba, nella straripante varietà di fiori, di colori, di frutti deliziosi, nei diversi animali che animavano cieli, acque e terre e che facevano corona d'intorno come sudditi al piccolo Re della Creazione! In tutto la creatura scorgeva l'amore di Dio per lei e anche lei glorificava il suo Padre e Creatore amandolo e ringraziandolo per le Sue paterne tenerezze e ovunque stava la creatura, il Creatore stava in sua compagnia gareggiando nell'amarsi a vicenda. Per Dio questo scambio di amore era la Sua delizia, e vedere Adamo felice lo portava sempre a donarGli di più. Ma questo amore di Dio per lei, la creatura poteva vederlo anche specchiandosi in Dio, guardando a quale dignità lo aveva posto Iddio, da metterlo come Suo Erede a capo di tutti i Suoi beni, perciò non vi era bene in Dio che non ne fosse partecipata e beata la creatura. Adamo fu fatto come un prodigio, tanto simile a Dio da essere capace di fare ciò che Egli faceva, non per natura, ma per partecipazione. Dio infuse in lui con il Suo Spirito, la Sua scienza,  la Sua conoscenza, la Sua capacità di amare e di ricevere amore, e gli diede intelletto, memoria e volontà. Ma tra queste tre caratteristiche quella che più lo avvicinava al Suo Creatore era la volontà, che faceva di lui un figlio a tutti gli effetti. Con l'uscirsene dal Divin Volere, Adamo perse tutti i diritti, la sua regalità sulla creazione, il suo carattere divino e da sé si defraudò di tutto, preferendo la sua piccolezza e povertà umana all'Immensità e alla Ricchezza di Dio, costruendosi con la propria volontà un regno fatto di povertà, di malattia e di morte.

Al di fuori di Dio che è Vita e Sorgente della vita di tutti e tutto, non vi è che la morte, e privandosi di Lui che è il Tutto, l'uomo volle tenersi il suo nonnulla. Ora Gesù vuole rendere al Padre ciò che è Suo di diritto e porre termine ai Suoi dolorosi sospiri per la creatura Sua, ecco perché vuole tramite Luisa richiamare tutte le creature a vivere nel Regno della Divina Volontà donde se ne uscirono, per riportare l'uomo allo stato primiero per cui Dio lo creò: parteciparlo della Sua Vita per amarlo ed esserne riamato. Gesù non solo vuole restaurare i diritti Paterni, ma vuole di nuovo vedere la creatura felice e ridarle la corona e lo scettro che le appartenevano come figlia Sua e rivestirla nuovamente di Sé.

Per poter fare questo però la creatura dev'essere di nuovo in grado di accogliere l'immensità dell'Amore divino. Ed è qui che subentra la necessità di tornare in grazia di Dio con i sacramenti e poi entrare a fare vita nella Divina Volontà. Con la sua volontà limitata, deforme e malata, la creatura non avrebbe dove mettere la Volontà di Dio, né Dio troverebbe dove depositarLa e quindi ella non potrebbe amare Dio come Egli vuole e merita di essere amato. Vivere la Divina Volontà è il modo come realizzare questo progetto definitivo di Dio sull'umanità. L'uomo deve desiderare questo per imparare a farlo. La Divina Volontà è un dono, Dio lascia liberi oggi come lasciò libero Adamo di accogliere questo dono e viverlo, ma ci rende consapevoli che senza questa scelta di tornare alla nostra Sorgente, non saremo mai più felici, né troveremo pace.

Girando nella Divina Volontà, l'anima torna ad essere spettatrice ed attrice dell'amore di Dio facendo vita in Lui come faceva Adamo innocente, e dopo avere ricambiato Dio in amore e gloria per sé e per tutti chiede per ogni Atto compiuto dal Fiat divino, che venga il Regno della DV sulla terra!

Ma procediamo con ordine e prepariamoci prima ad entrare nella DV!

Vediamo alcuni esempi come poter entrare al mattino nel Dv:

"Mio Gesù entro nel mare infinito della Tua Volontà, fisso la mia volontà nella Tua per sperdermi ed annullarmi in Te, e nuotando in Essa che TUTTO E TUTTI CONTIENE COME IN UN PUNTO SOLO, prendo tutto e tutti perché tutto e tutti voglio amare e per tutto e per tutti voglio amarti, adorarti, benedirti, ringraziarti, glorificarti, ripararti come se tutti al loro risveglio, Ti avessero dato il contraccambio completo nella Tua Volontà per dare al Padre la gloria che dovrebbero darGli tutte le Sue creature!"

"Mio Gesù fisso la mia volontà nella Tua  e prendo la Tua come vita mia, come vita di ogni mio atto interno, esterno, volontario ed involontario! Che tutto sia nella Tua Divina Volontà oh Signore, per darti il contraccambio dell'amore come se tutti avessero compiuto quest'atto nel Tuo Volere."

"Gesù prenditi la mia volontà e dammi la Tua per vivere! Vieni tu Gesù oggi a compiere in me ciò tutto ciò che tu vuoi ch'io faccia, anzi faccio miei proprio quegli atti che tu oggi hai già preparato per me!"

Questo atto di ingresso nel DV che l'anima fa al risveglio Gesù lo chiama:

Atto preventivo;

ed è cioè un atto con cui l'anima domanda al DV di compiere in lei ogni atto compirà in quel dato giorno.

Ma Gesù spiega a Luisa che occorre vivere sempre nel Dv e per evitare che l'anima viva a singhiozzo nel DV e per abituarla a fare vita perenne in Lei, occorre chiamare la DIVINA VOLONTA' anche nel momento stesso in cui si sta per compiere qualcosa attraverso quello che Lui definisce Atto attuale!

Così nel risvegliarci al mattino diremo: Vieni DV a svegliarmi nel mio risveglio!

Nel lavarci: Vieni DV a lavarmi nel mio lavarmi e lava l'anima mia da ogni macchia di peccato!

Nel vestirci: Vieni DV a vestirmi nel mio vestirmi e rivestimi della Tua Volontà in ogni azione!

Nel leggere: vieni DV a leggere in me e imprimi la Tua Parola come vita nell'anima mia!

Nello scrivere: vieni DV a scrivere in me e incidi  la Tua legge nell'anima mia!

Nel fare colazione: vieni DV in me a fare colazione e nutrimi di Te!

Non saremo più noi a fare quella data cosa, ma la Volontà di Dio guiderà come e dove vuole il nostro agire, facendo dei nostri atti umani, atti fatti in ordine divino e perciò immensi, infiniti, eterni, luminosi, gloriosi, ordinati!

Gesù vuole che sia la creatura a chiamare nel suo agire il Suo Volere perché questo è espressione del libero arbitrio e del desiderio di accogliere il Suo dono! E stiamo certi che Egli non aspetta altro per venirsene a stare subito nel capolavoro del suo Cuore: l'uomo!

Questi sono solo esempi che il nostro amore ci porterà pian piano con confidenza a fare nostri ogni giorno. Ad amare si impara amando così come a pregare si impara pregando!

Ecco un chiamare la DV nella nostra umanità:

"Oh Gesù ti amo con la Tua Volontà, con quell'amore con cui Tu ti ami col Padre e con lo Spirito Santo!, ti prego vieni DV:

a palpitare nel mio cuore, a respirare nel mio respiro, a circolare nel mio sangue, a guardare nei miei occhi, a camminare nei miei passi e nei miei piedi, ad operare nelle mie mani, a muoverti nel mio moto, a pensare nella mia mente, ad ascoltare nelle mie orecchie, a parlare nella mia voce, a pregare nel mio pregare, a soffrire nel mio soffrire, a gioire nel mio gioire, ad offrire nel mio offrire!, ad amare Te e tutti con la tua Volontà!"

Più vorremo fare vita nel DV più il Signore ci accompagnerà e aiuterà in questo cammino di santità!

Per iniziare ad entrare in confidenza con la DV possiamo fare nostre le preghiere che Luisa faceva a inizio e a fine giorno, con le quali allo stesso tempo si consacrava alla Divina Volontà e alla Sua Regina, affidando a Gesù e Maria questo desiderio di vita nel DV. Queste preghiere si possono trovare al sito:

http://www.preghiereagesuemaria.it/preghiere/preghiere%20di%20consacrazione%20di%20inizio%20e%20fine%20di%20giornata%20nel%20dv.htm

 

 

CAPITOLO V

I GIRI DELL'ANIMA NELL'OPERATO DELLA DIVINA VOLONTA'

Fino ad ora abbiamo spiegato il concetto di Divina Volontà, siamo passati a comprendere i 3 Fiat che La compongono, abbiamo distinto tra il "fare" la Volontà di Dio così come normalmente si pensa e il "Viverla" dal di dentro, facendo cioè nostra la Vita stessa di Dio. Abbiamo quindi fatto un passo in avanti col nostro desiderio di vivere il DV e siamo entrati in Essa, invocandoLa in ogni nostro atto sia in modo preventivo, cioè all'inizio della nostra giornata, sia in modo attuale, cioè chiamandoLa nel momento stesso in cui ci troviamo a iniziare qualcosa. Ora dopo essere entrati nel DV, dobbiamo fare vita in esso e per farlo, Gesù ci chiama a girare nella Sua Volontà per accompagnarLa nelle opere Sue. L'anima si eleva al Suo Creatore e si porta all'inizio della Creazione, nell'atto stesso in cui Egli crea tutte le cose e le creature, riceve come in deposito tutto l'Amore che sprigiona dal Fiat onnipotente di Dio e gli offre in cambio a nome di tutti, il medesimo Amore, Gloria e Adorazione.

L'anima cioè fa Suo l'Amore che Dio le dona creando per lei tutte le cose, e non avendo la capacità creatrice di Dio con cui poterLo ricambiare in Amore, Gli dona in ricambio il Suo stesso Amore e lo fa a nome di tutte le creature e in ogni cosa creata.

Così ad es. l'anima portandosi nell'atto in cui Dio crea il Sole, prende l'amore contenuto in questo atto e lo offre personalizzato a Dio, come se fosse suo:

"Padre, voglio fare compagnia all'Opera Tua creatrice e Ti seguo mentre crei il Sole: desidero farTi trovare nell'Atto Tuo, il mio piccolo atto in ricambio, perciò metto il mio Ti amo in ogni raggio di luce, nel Suo calore, nel Suo moto, nel Suo sorgere e nel Suo tramontare, in omaggio di lode e di adorazione, così che ogni volta che Tu guardi il Sole, possa vederci sempre impresso il mio Ti amo, che stando nel Tuo Ti amo vive eternamente nell'onnipotenza del Tuo Fiat! e intendo compiere questo atto per ogni creatura uscita dalle Vostre Mani, per darvi l'Amore e la Gloria che come a nostro Padre Creatore tutti Vi dobbiamo!"

Ognuno lo personalizzerà secondo il suo cuore, ma quello che è certo è che Dio gradirà tantissimo che ogni Suo piccolo figlio faccia suo, rielaborandolo e offrendoglielo in dono, l'Immensità del Suo stesso amore! Maria faceva esattamente così, per ogni cosa che Dio le donava, gliel'offriva rielaborata dal Suo amore di creatura in rendimento di grazie per tutto l'amore ricevuto. Quale gara di amore tra Maria e il Creatore, Egli la inondava d'amore e in tutto Maria glielo ricambiava personalizzandolo e attirando così Dio a darLe di più, così nuovamente Maria lo ridava a Dio ingrandito dal suo amore di creatura e questo gioco mandava Dio in estasi! Questo stesso amore esisteva tra Dio e Adamo innocente! E questo Dio vuole che si torni a fare, accogliere il Suo amore e amarLo, che è lo scopo per cui siamo stati creati!

Questo ricambio d'amore da parte della creatura, Luisa lo faceva per ogni cosa creata: stella, luna, mare, monti, fiori, frutti, colori, animali, profumi, perché in ogni più piccola parte dei doni di Dio, Dio le faceva scorgere tutto l'amore che riceveva attraverso di esse, per cui tutto conteneva il Ti Amo eterno di Dio per la creatura.

Allora ecco per girando nel fiat creante, Luisa ricambiava Dio nel Suo Amore in ogni cosa creata e lo faceva a nome di tutte le creature per rifare in sé il dovere di amare Dio in tutti, rendendo a Dio ciò che tutti i suoi figli gli dovevano di amore e gratitudine.

Poi l'anima si eleva ancora nel Fiat divino per ricevere l'alito che Dio infondeva in Adamo e che sempre genera e rigenera e scorrendo tutti i secoli, abbraccia tutti gli uomini e supplisce per tutti. Poi passa in rassegna la Vita di Maria Ss, dal suo concepimento immacolato fino a tutti gli atti suoi, e prendendoli per sé li offre a Dio come se le appartenessero.

E ancora considera il Concepimento del Verbo, tutti gli atti che Gesù compie nella sua vita di uomo, e ad ogni atto della redenzione, fa corrispondere il proprio atto di amore, di ringraziamento e di domanda per l'Avvento del Regno del Divin Volere. E così fa accompagnando passo passo il Fiat redimente fino alla morte, scendendo nel Limbo, aspettandoLo al sepolcro per domandarGli in virtù della Resurrezione, il Trionfo del Fiat, supplicandolo fin nella Sua ascensione al Cielo.

Ecco ad esempio come girava Luisa nel fiat redimente quando seguiva Gesù al Calvario:

"Amor mio, il mio cuore non mi regge!...  Appena vedi presentarti la Croce Tu l'abbracci e Te la carichi sopra le spalle.  O Gesù, voglio coprire tutta la tua Croce coi miei Ti amo, Ti adoro, Ti benedico e chiederti che, in virtù di essa, tutte le tue pene portino alle creature la virtù del tuo FIAT e le dispongano a ricevere il suo dominio.  Voglio gridare in ogni pena che soffri, in ogni goccia del tuo Sangue, in ogni caduta, in ogni strappo dei tuoi insanguinati capelli, in ogni spinta che ricevi:  "Venga, venga il Regno del Tuo Volere!".

Mio spasimante Gesù, Tu giungi calpestato e trascinato sino al monte Calvario.  Già Ti spogliano delle tue vesti, Ti stendono sulla Croce e con spasimi inauditi Ti crocifiggono.  Il mio Ti amo scorre sopra le tue membra straziate, nelle tue ossa slogate, nelle trafitture dei tuoi chiodi;  imprimendo il mio Ti amo in tutte le tue pene, Ti chiedo, o Amor mio, di spogliarci di tutto ciò che impedisce alla tua Divina Volontà di regnare nei nostri cuori.

Mio crocifisso Gesù, Tu spasimi, agonizzi sulla Croce.  Il mio Ti amo suggelli i tuoi spasimi, le strette dolorose del tuo Cuore, le fiamme che lo divorano;  esso Ti sia di refrigerio, smorzi la tua sete ardente e suggelli tutte le parole che pronunziasti sulla Croce. 

Ricevendo nel mio Ti amo l'ultimo tuo respiro, Ti supplico, per le pene strazianti che soffristi sulla Croce, di darci un ardente desiderio di vivere nella tua Divina Volontà.  

Con la tua morte dona la morte al nostro volere e vita al tuo FIAT in tutti i cuori, affinché Esso trionfante e vittorioso si stenda su tutto il genere umano e regni come in Cielo così in terra!"

Vediamo come Gesù parla a Luisa della necessità dell'anima di compiere questi giri nella Sua Volontà per vivere in essa:

Le anime che vivono nella Divina Volontà prendono parte della attività eterna della Divina Volontà. (da Libro di Cielo)

"Continuando il mio solito stato, il mio dolce Gesù nel venire mi ha detto: "Figlia mia, le anime che vivono nella mia Volontà sono le piccole rotelle che girano nella gran ruota dell'eternità. La mia Volontà è il moto e la vita della ruota dell'eternità interminabile; come esse entrano nel mio Volere per pregare, per amare, per operare, ecc., la ruota dell'eternità le fa girare nella sua circonferenza interminabile, ed esse, siccome in quella ruota trovano tutto ciò che si è fatto e si deve fare, tutto ciò che dovrebbe farsi e non si fa, sicché come girano così gettano luce ed ondate divine in ciò che si è fatto e si deve fare, dando a nome di tutti l'onore divino al loro Creatore, e rifanno ciò che dalle creature non è stato fatto. Oh! com'è bello vedere entrare un'anima nel mio Volere, come entra, la gran ruota dell'eternità le dà la corda per farla girare nella sua gran mole, e la piccola rotella fa dei giri eterni; la corda della gran ruota la mette in comunicazione con tutte le corde divine, e mentre gira fa ciò che fa il suo stesso Creatore, perciò esse sono come le prime da Me create, e come le ultime, perché nel girare si trovano al principio, nel mezzo ed alla fine; onde saranno la corona di tutta l'umana famiglia, la gloria, l'onore ed il supplimento di tutto, ed il ritorno a Dio di tutto l'ordine delle cose da Lui create. Perciò i tuoi giri siano continui nel mio Volere, Io ti darò la corda e tu ti presterai a riceverla, non è vero?"

Dopo ha soggiunto: "Non hai detto tutte le girate che fa la rotella della tua volontà nella gran ruota dell'eternità."

Ed io: "Come potevo dirle se non lo so?"

E Lui: "Come l'anima entra nella mia Volontà, ed anche una semplice adesione, un abbandono, Io le do la corda per farla girare, e sai quante volte gira? Gira per quante intelligenze pensano, quanti sguardi danno le creature, quante parole dicono, quante opere e quanti passi si fanno, girano ad ogni atto divino, ad ogni moto, ad ogni grazia che dal Cielo scende, insomma, in ciò che si fa in Cielo e in terra loro formano il giro, il girare di queste rotelle sono veloci, rapidi, sicché sono incalcolabili a loro stesse, ma Io li numero tutti, prima per prendermi la gloria, l'amore eterno che mi danno, e poi per fondere tutto il bene eterno, per dar loro la capacità di farli sorpassare tutto per poter abbracciare tutti e farsi corona di tutto."

Per fare vita nel nostro Creatore, dobbiamo fare ciò che Egli fa, solo così gli daremo l'onore, la gloria e il gran bene della Sua Volontà, come possiamo vivere in Lui se non concorriamo a fare vita in Lui? Come possiamo vivere in Lui con cose ed opere che non gli appartengono? Come possiamo dire di esserne figli sul modello di Gesù, se vogliamo vivere diversamente, anzi, al di fuori di ciò che Egli vuole ed opera?

Per fare nostra la Sua Vita, dobbiamo fondere la nostra volontà in quella divina, sperderla in essa, farla coincidere, dobbiamo vivere la Divina Volontà, e per viverla bisogna con Dio operare in tutti gli atti Suoi, cioè fare vita nel Suo Fiat!

Quindi girare nel Dv è il modo per farlo.

Un metodo efficacissimo che non solo ci permette di girare nella Redenzione, seguendo Gesù nei Suoi dolori, ma anche di fonderci nell'umanità di Gesù, amandoLo per tutti e per tutti impetrando perdono e salvezza è quello di praticare le 24 ore della Passione. Gesù ha promesso un'immensità di grazie legate a questo modo di vivere il Divin Volere, che a differenza di una semplice devozione, porta frutti infiniti come infinito è l'atto di girare nel DV nelle Sue sofferenze e infiniti sono i meriti del Suo Sangue e delle Sue piaghe che ce le ottengono.

Per chi vuole girare nella DIVINA VOLONTA'  e anche praticare le 24 ore della Passione di Nostro Signore Gesù Cristo, attinga pure rispettivamente a questi due link al sito:

http://www.preghiereagesuemaria.it/preghiere/preghiere2%20voglio%20girare%20nella%20tua%20volonta%20per%20accompagnarla.htm

http://www.ladivinavolonta.it/le24oredellapassionedinostrosignoreges%C3%B9cristooorologiodellapassione/

 

 

CAPITOLO VI

LA FUSIONE DELL'ANIMA NELLA SANTISSIMA UMANITA' DI GESU'

Luisa, la piccola figlia della Divina Volontà, era solita nel suo vivere il DV, fondere la sua anima in Gesù.

Ma cosa significa fondersi in Gesù? Gesù le dice:

"Figlia mia, il pro della tua vita lo so Io, né spetta a te investigarlo, ma sappi però che il solo fonderti in Me tutti i giorni e parecchie volte al giorno, serve a mantenere l'equilibrio di tutte le riparazioni, perché solo chi entra in Me e prende il principio da Me di tutto ciò che fa, può equilibrare le riparazioni di tutti e di tutto, può equilibrare da parte delle creature la gloria del Padre, perché stando in Me un principio eterno, una Volontà eterna, potetti equilibrare tutto: soddisfazione, riparazione e gloria completa del Padre celeste da parte di tutti, sicché, come tu entri in Me vieni a rinnovare l'equilibrio di tutte le riparazioni e della gloria della Maestà Eterna. E ti par poco ciò? Non senti tu stessa che non ne puoi fare a meno, e che Io non ti lascio se prima non ti veggo fonderti in tutte le mie singole parti, per ricevere da te l'equilibrio di tutte le riparazioni sostituendoti a nome di tutta l'umana famiglia? Cerca, per quanto è da te, ripararmi per tutto. Se sapessi quanto bene ne riceve il mondo quando un'anima, senza l'ombra dell'interesse personale ma solo per mio amore, si eleva tra il Cielo e la terra, ed unita con Me equilibra le riparazioni di tutti."

E ancora mentre Luisa si domandava come dovesse stare insieme a Gesù, il Signore la istruiva dicendole: "Voglio insegnarti il modo come devi stare con Me: Primo, devi entrare dentro di Me e trasformarti in Me, e prendervi ciò che trovi in Me.

 Secondo, quando ti sei riempita tutta di Me, esci fuori ed opera insieme con Me, come se Io e tu fossimo una cosa sola, in modo che se mi muovo Io, muoviti tu; se penso, pensa tu alla stessa cosa pensata da Me, insomma, qualunque cosa che faccio Io farai tu.

Terzo, con questo operato insieme che abbiamo fatto, allontanati per un istante da Me e va in mezzo alle creature, dando a tutti ed a ciascuno tutto ciò che abbiamo operato insieme, cioè dando a ciascuno la mia vita divina, ritornando subito in Me per darmi a nome di tutti tutta quella gloria che dovrebbero darmi, pregando, scusandoli, riparando, amando; ah! sì, amami per tutti, saziami d'amore, in Me non ci sono passioni, ma se ci potesse stare passione, quest'unica e sola ci sarebbe l'amore. Ma l'amore in Me è più che passione, anzi è mia vita, e se le passioni si possono distruggere, la vita no. Vedi a quale necessità mi trovo d'essere amato, perciò amami, amami."

Nella fusione dell'anima nella Santissima Umanità di Cristo, ella entra in Gesù e si trasforma in Lui.

Trasformandosi in Gesù l'anima opera con Lui le stesse cose che Egli compie: se Gesù dà un passo anche l'anima lo fa, se il Signore respira, l'anima dà il suo respiro, se Egli parla anche lei e così via....l'anima fa vita con Gesù operando con la Sua Volontà ciò che Egli vuole e compie.

E stando in Gesù può attingere tutto ciò che in Lui è contenuto, riempiendo se stessa, facendo cioè da depositaria: la Sua Vita, tutto il Suo operato dall'incarnazione fino all'ascensione gloriosa in cielo. L'anima entrando nel DV può arricchirsi del tesoro del vissuto di Gesù, in quanto è il Signore stesso che vuole essere il principio di tutto quanto fa l'anima, quindi fa suoi tutti gli Atti di Gesù, i Suoi pensieri, parole, passi, i Suoi sguardi, il Suo lavoro, le Sue fatiche, i Suoi dolori, le Sue lacrime, le piaghe, il Suo preziosissimo sangue, le Sue preghiere, le riparazioni, le intenzioni, i Suoi miracoli, i Suoi meriti, la Sua Vita e Morte, la Sua Risurrezione e Ascensione....tutto ciò che è di Gesù appartiene così all'anima. Ed ella dopo essersi rivestita delle stesse divise del Redentore, se ne esce un momento da Lui per portare tutto ciò che ha operato con Gesù, alle anime, dando a tutte e a ciascuna la Sua vita divina. Sicché non c'è cosa che Gesù fa e merita, che non faccia e non meriti l'anima pure con Lui. Gesù stesso grazie al fondersi dell'anima nella Sua Umanità, rivive con la Sua Volontà il Suo operato nella creatura e questa così fusa  a Lui diventa un altro Gesù che impetra salvezza ed elargisce grazie dinnanzi al Padre per l'umanità intera. E il Padre esaudirà certamente la creatura, riconoscendo in lei il Suo Figlio, la Sua opera e i Suoi infiniti meriti.

La novella Gesù quindi va a portare ad ogni anima la vita divina degli atti compiuti da Gesù, rivestendo e rifacendo con i Suoi, tutti gli atti umani compiuti dalle creature. Gli atti santi divengono da santi umanamente a santi divinamente, quelli buoni ma compiuti per interesse divengono veri atti d'amore divino, quelli cattivi vengono sostituiti da quelli buoni. Quindi l'operato di Gesù va a santificare, riequilibrare e riparare tutti gli atti umani, svuotandoli dell'umana volontà e dando loro natura divina.

Dopo aver portato la Vita di Gesù in tutti, l'anima rientra in Gesù e Gli porta innanzi tutte le anime, pregando per loro, scusandole, amandoLo e ringraziandoLo per lei e per tutte, riparando per loro davanti alla Giustizia Divina tanto offesa, oltraggiata e amareggiata. L'anima dà amore a Gesù per tutti, saziandoLo di quell'amore che essi Gli negano per colpa del peccato e dell'ingratitudine, compiendo i loro stessi doveri nei confronti del loro Padre e Creatore di tutto. Quali doveri l'anima compie per le sue sorelle ingrate innanzi al Signore? Ella, che ha depositato in ciascuno la vita di Gesù, prende da tutti il loro Ti amo, Ti adoro, Ti benedico, Ti ringrazio per tutto l'amore ricevuto nella Creazione e a nome di tutte porta a Dio l'omaggio di adorazione e gloria che Gli è dovuto, ricambiandoLo in Amore.

L'anima a questo punto domanda a Dio che avvenga in ogni creatura il Trionfo del Regno della Sua Divina Volontà.

Vediamo l'esempio di questa fusione semplice che Luisa era solita fare:

Gesù, io entro in Te e mi trasformo in Te: voglio riempirmi tutto di Te e prendere tutto ciò che in Te vi trovo, per operare con Te il tuo stesso operato. 

Voglio andare da tutte le creature ed a ciascuna dare tutto ciò che insieme abbiamo operato; 
voglio dare a ciascun uomo la tua Vita divina. 

E poi ritorno subito in Te, perché per tutti Ti voglio pregare; tutti vengo a scusare e per tutti vengo a riparare e ad amare. 

Per tutti io voglio saziarti d'amore, o Amor mio, e, a nome di ogni creatura voglio io darti tutta la gloria che tutte dovrebbero darti. (Cfr. Vol. 8 9.2.1908)

La fusione in Gesù ci permette quindi di avere in nostro potere la Sua Umanità e il Suo operato per Amarlo e GlorificarLo in tutti e tutto. Ascoltiamo ancora il Signore mentre quasi supplica amorevolmente Luisa a questa fusione in Lui: " Figlia carissima del Mio Volere, Io sto con ansia aspettando queste tue fusioni nella Mia Volontà.  Tu devi sapere che come Io pensavo nella Mia Volontà, così venivo informando i tuoi pensieri nella Mia Volontà, preparandone il posto;  come operavo, venivo informando le tue opere nel Mio Volere, e così di tutto il resto.   Ora, ciò che facevo non lo facevo per Me, ché non avevo bisogno, ma per te;   perciò ti aspetto nella Mia Volontà, che venga a prendere i posti che ti preparò la Mia Umanità, e sopra le mie informazioni venga a fare le tue;  allora sono contento e ne ricevo completa gloria:  quando ti vedo fare ciò che feci Io " ( Vol. 13° 16.9.1921 )

Luisa ci insegna a familiarizzare con questo atto che Gesù aspetta dai Suoi Figli per riequilibrare il disordine portato  nella Creazione dal peccato dell'uomo:

http://www.preghiereagesuemaria.it/preghiere/preghiere3.fusione%20dell%27anima%20nella%20volonta%20di%20dio.htm

 

 

CAPITOLO VII

L'IMPORTANZA DI VIVERE I SACRAMENTI DELLA CHIESA NEL DIVIN VOLERE. LA SANTIFICAZIONE DELLA CREATURA NEL VIVERE I SACRAMENTI NELLA DIVINA VOLONTA'

Essendoci calati nella comprensione di questo grande dono che è vivere la Divina Volontà, abbiamo realizzato che il fine ultimo nel progetto divino è quello di riportare la creatura al suo stato primiero, come prima che il peccato le togliesse la dignità della divina figliolanza e povera di tutti i beni Paterni. Dio sa che solo rifacendo la creatura in Sé stesso potrà riportarla nell'ordine per cui la creò e ridarle tutto ciò a cui anela per natura. L'umanità dopo essere venuta a conoscenza del DONO DEI DONI, deve accogliere questa MANO INFINITAMENTE MISERICORDIOSA DI DIO,  mai si stanca di protendersi verso i figli, che col trascorrere dei secoli sono sempre più malati, avendo affinato nelle loro vite le molteplici forme del peccato, con la conseguenza di essere l'unica nota stonata all'interno della Perfezione e dell'Ordine della Creazione. Abbiamo anche visto come Gesù per farci capire il gran male dell'umanità abbia descritto a Luisa che l'uomo è rispetto alla Creazione l'unica creatura che vaga a testa in giù e coi piedi per aria, al contrario, strisciando, mentre Egli lo costituì Re sulla Creazione. Ma in Gesù tutto cambia e può cambiare, solo che noi lo vogliamo. Gesù si è offerto vittima sulla Croce come unico ponte tra cielo e terra, tra la Maestà di Dio Padre oltraggiata, vilipesa e offesa dall'ingratitudine e dal male del cuore umano e la povera umanità esule dal suo unico bene, privata della sua regalità e felicità d'origine e schiava dei suo mali. Gesù si è offerto e si  offre al Padre, nel Sacramento dell'Eucaristia, vittima di espiazione per  tutto il male operato e operante nei suoi figli, veleno che li rende lebbrosi ai Suoi occhi, dandoGli un'infinita riparazione. Al contempo il Signore offre ai peccatori la giustificazione davanti al Padre, che vede nei suoi figli rinati alla grazia sacramentale, non più dei lebbrosi, ma le sembianze del Suo stesso Figlio Divino. Gesù rivela a Luisa che senza di Lui, l'uomo non può ritornare al Padre, perché niente in lui glielo farebbe riconoscere come Suo figlio. Perciò Gesù è l'unica porta attraverso cui accedere alla Vita Eterna. Sappiamo però che la Redenzione che è una tappa cruciale nel progetto della Divina Volontà, non è il fine ultimo. Manca l'ultimo fiat affinché il progetto sia terminato: manca il Fiat Santificante, quello che è l'uomo a dover pronunciare!

Questo si realizzerà quando Dio riuscirà a portare la Divina Volontà a regnare nel mondo, ossia quando l'uomo ritornerà a volere come Dio.

Questo Sì che manca è quindi il nostro fiat al Creatore, al Redentore e allo Spirito Santo che ci porta a dire:"Santissima Trinità, Voglio avere la Vostra vita in me per essere in Voi, attraverso Gesù, un uomo nuovo, un figlio innocente, portatore ed emanante luce, capace di ricevere e dare amore, incapace di viverne senza! "Desidero che la mia vita sia Vostra, che nulla in me Vi offenda, che tutto Vi appartenga, che riconosciate in me Voi stessi, che io ami e desideri come Voi. Perciò voglio per me ciò che è vostro, perché non più io viva in me, ma Voi o mio Dio uno e trino! E così non sarò più un esule, non più un figliol prodigo, ma un figlio che nasce, vive e si muove solo in Voi, nello stesso moto eterno e infinito!"

Gesù ci ha mostrato  e continua a farlo, con la Sua Parola e la Sua Vita qual è  e come fare la Volontà Paterna sull'uomo. Ora è tempo, dice il Signore di non limitarsi più solo a farla, un po' sì e un po' no, secondo la nostra fragilità e incostanza umana, ma ad imparare ad invocarla e a viverLa, incarnandola nella nostra vita come Gesù ha fatto.

Bisogna giungere a questo terzo fiat: quello della Santificazione.

Solo vivendo nella grazia sacramentale, nell'Amore dello Spirito Santo, riusciremo a restare fermi nel desiderare di essere di Gesù e di vivere la Divina Volontà. Senza l'Amore di Dio che in Gesù ci comunica Sé stesso, in Corpo, Sangue, Anima e Divinità, non saremo in grado di fare questo cammino verso il Fiat ultimo che Dio desidera, non avremo sufficiente luce, né forza, né capacità, né perseveranza di donarci a Dio e di restare fedeli nella buona battaglia della Fede. Saremmo sballottati dai venti del mondo e facili prede e vittime della nostra fragilità verso il peccato e verso ogni tentazione che ci si porrà innanzi, per sbarrarci la strada della salvezza. Del resto come può la Divina Volontà entrare in un cuore non suo? Non dimentichiamo che se Gesù ha giustificato tutti, pagando con la Sua Vita sulla Croce, espiando e riparando per tutti, ciò non significa che l'uomo si possa astenere dalla ricerca della Salvezza, pensando tra sé che tanto ha già fatto tutto il Signore. Occorre desiderare di salvarsi, Gesù non può salvarci senza di noi.  Dio ci ha donato questa possibilità in Lui, ma sta a ciascuno decidere di volerla o meno. Nessuno può esimersi dal pronunciare quel sì, che è espressione del libero arbitrio che Dio ha donato ai Suoi figli.

Egli vuole salvarci, ma se noi non lo vogliamo, allora non può né vuole obbligarci, poiché noi soli possiamo scegliere per noi stessi.

In questa parte che ci accingiamo a conoscere, vediamo come Gesù desidera essere vissuto nel Sacramento del Suo Amore: l'Eucaristia!

Gesù dice a Luisa che desidera che le Sue creature Lo ricevano degnamente, perciò le insegna come prepararsi al Sacramento della penitenza con la Divina Volontà,  come vivere bene nel Divin Volere la Santa Messa, come disporsi a riceverLo e cosa desidera che si faccia durante la Comunione, ed infine come adorarLo nell'Eucaristia.

Ciò che dobbiamo comprendere è che ogni Santa Messa ben partecipata ha un grande valore per noi, per la Chiesa e per tutte le anime, ma una Messa offerta, vissuta e partecipata nel Divin Volere è un dare a Dio Sé stesso infinitamente, da parte di ogni creatura che in Gesù è contenuta, come se tutta l'umanità partecipasse del banchetto di Cristo riparando in Lui infinite volte i peccati dell'uomo, dando quindi infinite volte un'infinita soddisfazione al Padre, e facendo piovere sul mondo infinite grazie che produrranno frutti infiniti proprio in virtù del Divin Volere, che essendo Vita di Dio è eterna. In questo modo si rimedierà al gran male della diserzione vile e oltraggiosa dai Sacramenti, dalle Grazie che Dio non ha potuto concedere perché in troppo pochi le hanno chieste o desiderate, dai mancati frutti della Redenzione per colpa dell'incapacità dell'uomo di ritornare a Dio e sfruttare i meriti di Cristo. Facciamo un esempio per comprendere quanto sia diverso partecipare a una Santa Messa nel Dv oppure limitarci ad una partecipazione fatta nell'umana volontà.

"Gesù sto nel Tuo Volere, perciò faccio mia la Tua intenzione per l'umanità, per tutti e per ciascuno, faccio mie la tua voce, il tuo amore, i tuoi desideri, i tuoi progetti, i tuoi rendimenti di grazie, le tue profonde adorazioni al Padre, e mi rivesto dei tuoi meriti, dei tuoi dolori interni ed esterni, delle tue penitenze, del tuo sangue preziosissimo,  e rivestita delle tue divise e sperdendo la mia preghiera e la mia voce nella Tua, ti offro la Tua stessa preghiera come fosse mia, per soddisfarti delle preghiere di tutti e per dare al Padre la Gloria, l'Amore e la Lode che tutti Gli dobbiamo come nostro Creatore e per impetrare il Regno della DV nelle anime!"

In questo es. di preghiera che noi possiamo fare all'Elevazione del Calice, l'anima fa sua la preghiera che Gesù innalzava al Padre quando era nel mondo, una preghiera che di più degna e alta non esiste, poiché fatta da Dio stesso, come tale la sola degna di un Dio, una preghiera che in sé contiene tutte le perfezioni dell'Amore, che sale al Cielo e lo penetra, la sola preghiera capace di portarsi davanti al Trono del Padre, un'orazione che in sé racchiude ogni uomo creato, da Adamo fino all'ultimo uomo che ci sarà sulla terra, capace di impetrare per tutti e per ognuno tutti i beni possibili immaginabili, per l'Onnipotenza e la Forza che contiene, essendo essa stessa espressione di una Volontà Divina. Non solo abbiamo lasciato pregare in noi Gesù il Padre, ma ci siamo rivestiti di Lui e dei Suoi meriti, dando a questa preghiera lo splendore della vita di Cristo. Nella Sua preghiera ora divenuta nostra, Gli offriamo il Suo Cuore per ottenere il Suo Regno nel mondo!, non ci sono più né vizi, né lacune nell'orare, ma ogni preghiera viene rifatta e ricolmata dall'Amore di Gesù.

Se ci fossimo limitati a pregare con l'umana volontà, avremmo pregato certamente con amore, ma l'amore umano è tendenzialmente egoistico e se non lo è, contenendo in sé il germe dell'umanità, non solo puo' essere imperfetta nelle intenzioni, cioè non corrispondere alla Volontà di Dio, ma resta priva della forza e della dignità per salire all'Eterno. Oltretutto, la nostra preghiera fatta senza il DV, rimane il frutto di un momento, non ha eco eterna, poiché viene dalla limitatezza della volontà umana che non è imperitura. La nostra preghiera fatta così nel DV non ha scadenza, ma rimane fissa nel Sole Eterno della DV ad operare eternamente, anche se fatta solo una volta. La differenza è abissale. Se fossimo capaci di renderci conto di quanto la DV sia necessaria in questo tempo e mondo, dove pochi pregano, e tra questi troppo poco, frettolosamente, senza giusta disposizione di cuore  e con poco amore, allora prenderemmo in seria considerazione questo invito di Dio a vivere nella Sua Volontà ogni nostro atto.

Un altro esempio di come pregare nel DV sia importantissimo è che invitando Gesù a pregare in me, con la Sua Volontà, con la Sua Voce, Amore e Intenzione, se recito anche un rosario alla Mamma Celeste, questo rosario non resterà il singolo rosario detto da me, una singola anima tra le tante,  in quel giorno della mia vita, ma l'eco di quella preghiera è eterna ed infinita, poiché Gesù stesso la fa in me, per me e con me. Questo è anche un modo per offrire a Dio infinita preghiera. Pensiamo anche al solo gaudio di Maria di sentire in noi la voce del Suo Figlio, il dolce imperio per la Mamma di esaudirla, poiché non più noi, ma Gesù le chiede e le offre preghiera, e al gaudio di Cristo nel sentire la Sua Voce in noi, offerta alla Madre e come tale, degna, pura, santa, onnipotente sul Suo Cuore di Pastore e amabile al Cuore del Padre.

Possiamo pensare che una preghiera fatta così sia avara di grazie? Certamente no! Se potessimo vedere le grazie che la preghiera fatta nella DV ci ottiene dal Cuore di Dio, penso che piangenti di gioia ci prostreremmo grati di essere l'oggetto di misericordie indicibili e di un Amore di portata incomprensibile e che non abbandoneremmo mai più la DV non solo nel pregare, ma nel vivere i sacramenti e ogni nostro atto in Lei. Vediamo allora come viverLa nei Sacramenti.

 

 

CAPITOLO VIII

VIVERE I SACRAMENTI NEL DIVIN VOLERE

Sappiamo che Gesù attraverso la Chiesa cattolica, affidata a Pietro, ma da Lui voluta, istituita e guidata, vive unito al Padre e allo Spirito Santo, nei 7 Sacramenti. Questi sono il Battesimo, la Penitenza (confessione ed assoluzione delle colpe e riparazione di esse) l'Eucaristia (comunione), la Confermazione (cresima), il matrimonio, l'ordine (vita consacrata), l'unzione degli infermi. I Sacramenti sono sette fonti e sette canali attraverso cui Dio fa sgorgare la Sua Grazia santificante, dandoSi a tutti i Suoi figli battezzati, cioè a coloro i quali hanno espresso il desiderio di vivere come fratelli di Gesù, per essere da Lui rifatti a immagine e somiglianza del Padre Celeste, attraverso una vita vissuta nella fede della Verità, della Speranza e della Carità di Cristo.

Dio non esclude nessuno, le Sue braccia paterne sono aperte a tutti, Egli tutti attende con pazienza e amore infiniti e non smette mai di chiamare ogni figlio creato, al Battesimo.  Dio vuole tutti riadottare, desidera darSi nuovamente TUTTO a tutti, sapendo il fine per cui le Sue mani hanno plasmato l'uomo e per restituirgli tutta quella gioia a cui anela ma che non trova, andandosene ramingo e infelice in una vita di cui non comprende né la sorgente, né lo scopo, né la meta. L'umanità è in un tale disordine e caos, che solo i veri credenti vedono e sanno spiegarsi, poiché il Padre ha rivelato loro la verità del vivere e donato in Gesù la forza e la bellezza per farlo. I figli di Dio vivono la vita come un dono, e se sono giusti, avvertono il desiderio di renderne grazie a Lui, scegliendoLo come il proprio tesoro, come la speranza del proprio cuore, come lo scopo e il fine di ogni proprio atto. Il Padre ci ha donato e sacrificato il Suo figlio Gesù 2000 anni fa per togliere alla vista del nostro spirito, tutti gli offuscamenti che ci impedivano di conoscere e riconoscere la Verità sul Suo Amore e per sottrarci dalla schiavitù del male e del peccato attraverso un nuovo modo di vivere la nostra umanità. I Sacramenti ci fanno vivere da redenti, da risorti, da figli della Luce. Nessuno può dirsi veramente cristiano, cioè figlio di Dio Padre, prescindendo dai sacramenti, perché per fede sappiamo che Egli vive e opera in essi con l'Onnipotenza della Sua Grazia, e che quest'ultima è dono di Dio che si è fatto uomo, da uomo è vissuto, come uomo è morto su una croce, ed è risorto nella Sua umanità trasfigurata dalla Pienezza della Divina Volontà. Non esiste credente cristiano che possa definirsi tale vivendo lontano dai sacramenti. E' una pericolosa e perniciosa convinzione, frutto dell'io umano incapace di piegarsi persino davanti alla Misericordia della verità rivelata da Gesù nel Vangelo. Di fatto l'anima nega l'incarnazione di Gesù e vanifica l'opera della Redenzione, proprio in contrasto con la Volontà di Dio espressa da Gesù per la salvezza di tutti.

Quanto sono preziosi per le creature i sacramenti! Se volessimo fare dei paragoni, chi ne vive fuori, è come un cieco che porta gli occhiali, una persona sudicia che indossa vesti pulite e profumi, una persona sana che si alimenta di cibi putrefatti, uno stolto che fa discorsi da luminare, un inetto che vuole raccogliere non avendo arato e seminato prima i campi, un ignorante che pretende di insegnare, un pittore che dipinge senza tela. Tutti convinti di fare, dire, pensare, agire bene in cose buone, senza averne strumenti o capacità o essendo essi stessi portatori di tarli, di errori e di strambalate teorie. Sono solo creature disordinate, in balia delle mode, dei venti e degli eventi del momento, pronte a farsi sbattere a destra e a manca, che costruiscono montagne sulle proprie fragilità salvo poi, al primo terremoto, trovarsi addosso tutte le macerie senza disporre di un'adeguata corazza per fronteggiare la tragedia, la difficoltà, la disillusione e la disperazione che ne conseguono. Da sé stesse si costruiscono, presumendo di essere artefici e beneficiarie dell'opera della loro umanità, da sé stesse si distruggono, raccogliendo i frutti marci e avvelenati della propria volontà, che hanno amato e adorato come divinità.

Se la povera e malata umanità vuole smettere il marchio da bastarda, da figlia del caos o di N.N, che si è autoimposta bandendo Dio dalla vita e dalla società, i sacramenti sono IL MEZZO UNICO, INDISPENSABILE E IMPRESCINDIBILE per ritrovare l'adozione a figlia, figlia dell'armonia e dell'ordine, figlia di Dio e risplendere per dignità e grazia, con Cristo, per Cristo e in Cristo!

Questo preambolo utile per capire cosa è la creatura e cosa può se si astrae da Dio, cioè nulla, ci introduce alla consapevolezza che il Divin Volere ci permette di andare oltre alla pura comprensione dell'importanza dei sacramenti. Essa ci ottiene non solo di partecipare e godere dei frutti della Redenzione come Dono di Dio, ma di vivere i sacramenti insieme a Dio, cioè di fare vita con Lui in essi, facendo ciò che fanno Dio Padre, Gesù e lo Spirito Santo nella Chiesa! 

Ci rendiamo conto di quest'enormità? Con il Padre ad es. santifichiamo i doni della mensa eucaristica attraverso il Suo fiat! non come spettatori, ma dal di dentro, facendolo noi con Lui! E cosa stiamo desiderando se non ciò che vuole il Padre, cioè dare Gesù a tutti per santificare l'universo e salvare tutti? E cosa stiamo operando col Padre se non proprio trasformare pane e vino in Gesù Eucaristia?

Questo è il Gran Dono del Divin Volere, e Gesù lo ha espresso bene nel Suo Vangelo quando dice: "Siate santi come Santo è il Padre Vostro Celeste!" e per fare questo occorre desiderare, volere, agire, pensare, amare e sacrificarsi proprio come Gesù che in sé stesso ha incarnato la Volontà del Padre! Gesù è manifestazione concreta e visibile, viva e operante della VOLONTA' DI DIO sulle creature!

Gesù è l'uomo così come Dio Padre vuole tornare a fare di ciascuno di noi! Gesù è immagine di Dio Padre e l'uomo è stato fatto proprio per questo fine! A questo dobbiamo tendere anche nella vita sacramentale. Gesù è ostia? Anche noi in Lui e con Lui possiamo esserlo. Possiamo in Gesù offrirci sull'altare non solo unendo la nostra vita alla Sua, ma vivendo con Lui la Sua stessa vita, spersi e fusi in Lui, crocifiggendo noi stessi mani nelle mani con Gesù, piedi con i piedi di Gesù, lasciandoci aprire il petto con Gesù, supplicando, impetrando col nostro sangue nel sangue di Gesù, con la nostra preghiera nella  preghiera di Gesù....Per intenderci è come se Dio Padre avesse altri Gesù che fanno ciò che fa il Figlio! O come ne sarebbe benedetta la terra! O come le grazie pioverebbero dal cielo ininterrotte! O come i flagelli si muterebbero in rescritti di perdono! O quante anime sarebbero sottratte dalla dannazione! O quanti santi santi e santi sacerdoti in più nel mondo! Quante benedizioni strappate al Cielo! Quale pace non regnerebbe sovrana! Quanti errori, eresie, intenzioni bellicose non si annullerebbero! Quante anime ritornerebbero a Dio più velocemente e più facilmente! Come sarebbero suffragate e aiutate le anime del Purgatorio o a quante sarebbe evitato di finirci? Quanti delitti, aborti, eutanasie, morti improvvise, suicidi, vendette, sfruttamenti, quanta idolatria sarebbero evitati? Quante tentazioni non riuscirebbero ad attecchire? Quante ingiustizie svanirebbero e quante persecuzioni non avrebbero luogo! Quanti divorzi in meno nel mondo e quante più buone battaglie per la salvaguardia dei valori cristiani nella società non si porterebbero avanti! Quanti più malati in corpo e anima guarirebbero? Quanti meno poveri ci sarebbero sulla terra! Quanto più rispetto per la natura? Quanta meno corruzione e sensualità malata?

A tutti, specie a quanti riescono ad aprirsi alla preziosità del dono della DIVINA VOLONTA', il consiglio per imparare a vivere i sacramenti nel DV,  particolarmente quello della PENITENZA e dell'EUCARISTIA, è quello di viverli nell'ordine, cioè di partire col desiderare di essere puri nella grazia e prepararsi ad accogliere Gesù nella Comunione in modo adeguato, dando cioè grande importanza a una degna preparazione che porti Gesù a sentirsi maggiormente attratto dall'anima resa capace nella COMUNIONE di dare al Signore la stessa Gloria, lo stesso Amore, lo stesso Onore, che Egli donava al Padre quando comunicò se stesso a nome di tutte le creature! Gesù deve poter rivedere in noi se stesso che compie nel Sacrificio Eucaristico le stesse Sue opere, per le Stesse intenzioni e con gli stessi Suoi meriti! Deve scorgere in noi il Suo Fiat che vive! Lo stesso fiat che visto in Sua Madre, lo attrasse a farsi Verbo incarnato nel suo seno! Gesù scorgeva in Maria tutto ciò che era Suo, pertanto non fu per Lui un sacrificio l'atto di discendere dal Paradiso al Seno di Maria, poiché vi trovò la Sua stessa Volontà come casa! Dobbiamo pensare che è per questo che Maria fu donna tutta Eucaristica, il suo fiat mihi, fu talmente fuso nel Fiat di Dio, che mai ci fu separazione tra la sua anima e Dio, anche quando il Verbo era già nato. Stando così le cose, Ella potè essere dimora sempiterna di Dio, che mai si trovò costretto a fuggire da lei a causa della colpa e dell'umana volontà, ma anzi trovò sempre in lei le gioie e le delizie che aveva posto nelle creature all'origine nonché il compiacimento nella creazione dell'uomo.

Come Maria fu ostia vivente, cioè sempre portatrice di Gesù e come tale poteva donarLo a tutti quando voleva, anche noi nel DV POSSIAMO ARRIVARE A TANTO. A conferma di quanto detto cito da Mt 12,4650: «Chi è mia madre e chi sono i miei fratelli?». Poi, tendendo la mano verso i suoi discepoli, disse: «Ecco mia madre e i miei fratelli! Perché chiunque fa la volontà del Padre mio che è nei cieli, egli è per me fratello, sorella e madre». 

Qui Gesù usa l'espressione "fa" la volontà del Padre mio e non "vive" perché nel momento in cui parla il Maestro, ancora doveva realizzarsi il fiat della redenzione, ma ora che siamo stati redenti dobbiamo giungere alla meta finale del progetto di Dio su di noi e quindi passare dal "fare" al "vivere", come abbiamo già imparato a comprendere.

 

 

CAPITOLO IX

I SACRAMENTI VISSUTI NEL DIVIN VOLERE

1)Il Sacramento della Penitenza nel Divin Volere

Con la Divina Volontà abbiamo la unica e meravigliosa possibilità di vivere bene in Comunione con Gesù, disponendoci ad accoglierlo ad ogni incontro eucaristico con un cuore purificato dal Suo Fiat! E certamente questo modo di fare vita in Gesù Eucaristia è il PARADISO SU QUESTA TERRA! Gesù diventa il nostro Paradiso e noi il Suo! Meraviglia del Fiat Divino! Per amare il Ss Sacramento in pienezza, occorre prima "abituarsi", cioè crescere in confidenza con le visite a Gesù sacramentato o comunque passare più tempo davanti al Tabernacolo per adorare Dio e riempirci della Sua presenza. In questo modo inizieremo a considerare Gesù vivo e presente come amico con cui parlare o stare "normalmente", come reputiamo normale incontrarci con qualsiasi amico faccia parte della nostra vita. Questo amico è però speciale, perché è quello che dona un'AMICIZIA LEALE, PIENA E SINCERA. Vivendo nella Sua Amicizia, siamo pieni di GRAZIA!

Abbiamo in noi quindi sentimenti e attitudini che si svuotano di umanità per riempirsi pian piano dei caratteri della divinità. Questo è un dono che Gesù fa a coloro che Lo amano e che Lo fanno partecipe del loro quotidiano. Considerando Gesù come indispensabile per noi, e sapendo Chi è Colui che Ci attende per farci come Lui, parte di Lui, iniziamo a desiderare di accoglierlo in un certo modo, con quel riguardo, quelle attenzioni e quell'amore che Gli sono dovuti! Ecco che la Divina Volontà ci offre il modo come renderlo bello e fattibile.

Abbiamo a cuore questo incontro e come tale non ci faremo trovare impreparati...

Iniziamo quindi col fare un esame di coscienza nel DV ogni giorno.  Ad esempio sarebbe una gran cosa che ciascuno di noi,  prima di chiudere gli occhi alla giornata, facesse un bilancio del suo operato e chiedesse a Gesù: Divina Volontà, desidero che tu venga in mio aiuto e che sia tu a fare in me questo esame di coscienza affinché nella Verità della Tua Volontà, nulla mi sfugga di ogni caduta, errore e miseria che ho fatto e con sincerità di cuore, prenda atto di ogni cosa che mi ha allontanato da TE per poterti domandare perdono di ogni colpa con cui mi sono imbruttito oggi e con cui ti ho contristato!

Questo è solo un esempio a cui deve seguire però l'Atto di Dolore. Un ottimo modo per aver in noi un sincero pentimento del peccato commesso e quindi una contrizione perfetta è quello di attingere al dolore che Gesù provò nel Getsemani proprio guardando alla nostra personale colpa, che Lo portò ad agonizzare e sudar sangue, farlo nostro, come fosse nostra personale contrizione e con questa disposizione dire a Gesù: "Mio Gesù nel Tuo Volere che tutto mi dona e in cui tutto trovo, faccio mio il dolore che provasti nell'Orto degli ulivi, quando guardando ai miei peccati e allo stato della mia anima, agonizzasti fino a sudar sangue, e te l'offro come mia contrizione personale alle mie colpe e per me e per tutti ti dico: mio Dio, mi pento e dolgo con il Tuo dolore dei miei peccati, perché peccando ho offeso Te che sei infinitamente buono e degno di essere amato al di sopra di ogni cosa e propongo col Tuo Volere e il Tuo aiuto, di non offenderti mai più e di fuggire tutte le occasioni prossime di peccato! Signore, misericordia! Perdonami!"

Questo potrebbe diventare il nostro atto di dolore nella DIVINA VOLONTA'. Pensate che bello fare il nostro esame di coscienza così e chiedere perdono per noi e per tutti, come se tutti nel DV si fossero pentiti perfettamente davanti a Dio e umilmente essendosi riconosciuti peccatori, avessero domandato il Suo perdono! Dobbiamo credere che fare questo equivale all'atto con cui Gesù dalla Croce domandava al Padre Suo: "Padre perdonali, perché non sanno quello che fanno, ecco, guarda me, sono io il Tuo figlio che ti offro i miei dolori e me stesso per riparare ed espiare le loro colpe e le loro offese!"

Come Gesù riparava i peccatori sotto ai suoi dolori per giustificarli davanti al Padre, così noi facciamo per noi stessi e per tutti, facendo nostro il Suo dolore!

Fatto l'esame di coscienza e l'atto di dolore, dobbiamo apprestarci alla Confessione, meglio se frequente. Questo sacramento è un effluvio di misericordia, è un lavacro di anima talmente potente e talmente liberatorio, con cui Gesù ci ricopre del Suo Sangue preziosissimo, ripulendo e risanando le ferite inferte dal peccato per guarire l'anima, che ne esce beneficata e rafforzata, specialmente riguardo ai peccati verso i quali si è più fragili. Propongo una preghiera con cui Luisa era solita prepararsi alla Confessione e che Gesù le diede a beneficio di tutti: Gesù, Amor mio, Tu avesti un dolore speciale per ciascun peccato mio e dei miei fratelli, e sopra il tuo dolore pendeva il perdono a noi peccatori. Io voglio girare nella tua Volontà per far compagnia al tuo dolore ed al tuo perdono, che sono sospesi nella tua Volontà in attesa di creatura che voglia prenderli. Voglio prendere e far mio il tuo dolore e, unendolo al mio, voglio accogliere il perdono che Tu mi doni. E il tuo dolore e perdono li do anche a tutte le creature che si accostano a questo Sacramento di Penitenza, perché Tu possa trovare in tutti il tuo stesso dolore e perdono. (Cfr. Vol. 18 21.10.1925)

E con il tuo dolore, prendo il tuo Cuore, le tue intenzioni, i tuoi pensieri e la tua voce e le parole che Tu hai già preparate per me, per presentare al sacerdote le mie colpe nella chiarezza della tua Verità. Prendo pure, nella tua Volontà, le parole che Tu hai già preparate e che vuoi che il sacerdote mi rivolga e le metto nella sua mente e sulla sua bocca. Così pure metto la sua mano nella tua, perché sia la tua stessa mano ad assolvermi.

Mio Gesù, eccomi prostrato ai tuoi piedi; io provo il bisogno estremo di venire fra le tue braccia paterne, come figlio al Padre suo. Guardami ed abbi pietà di me! Mi sento coperto di molte colpe; piaghe profonde sfigurano la povera anima mia...

Mamma Celeste, vieni anche Tu in mio aiuto e vedi di quante piaghe si è coperta la povera anima mia; Tu che sei la Mamma mia, coprile col tuo manto e conducimi Tu stessa contrito e umiliato ai piedi del Sacerdote per confessare tutte le mie colpe, ed ottienimi da Gesù il perdono.

Fatta la confessione è doveroso restare un po' davanti a Gesù per ringraziarLo della GRAZIA di cui ci ha rivestito e poi soddisfare con una penitenza. Luisa era solita ringraziare Gesù chiedendo alla Mamma Celeste di venire lei stessa, col Suo Cuore Immacolato a ringraziare degnamente Gesù in lei, perché si sentiva inadeguata ad esprimere un ringraziamento degno della grazia ricevuta da Dio. Perciò lasciava alla Madonna di supplire per lei, facendo suo il Cuore di Maria nel ringraziare e lodare Iddio.

Credo che quando si inizia a prendere confidenza con la preghiera nella Dv, sgorga naturale trovare il modo in cui fare ogni cosa nel DV. Non dobbiamo dimenticare la potenza creatrice della DIVINA VOLONTA', per cui Luisa non aveva formule preconfezionate di preghiera, ma ogni volta la DV in lei pregava e quindi anche noi possiamo attingere dalla preghiera di Luisa per imparare a familiarizzare con la preghiera nel DV, ma sarà poi questa che col tempo ci insegnerà a pregare.

Il rendimento di grazie a Dio è qualcosa che il Signore ama, che giustamente si aspetta dai suoi figli e che premia, perché l'anima riconosce la bontà di cui Dio la fa oggetto, riversando su di lei le Sue misericordie. La riconoscenza filiale, caratteristica degli umili, induce Dio a concedere sempre nuovi doni e nuove grazie. Ma rendere grazie che è cosa giustissima e doverosa non basta, bisogna dare soddisfazione a Dio per il peccato commesso, sia per il danno che abbiamo arrecato a noi stessi e agli altri col nostro cattivo operato sia per prendere coscienza della malizia dello stesso e del male che ci arreca. Come per ogni veleno ci vuole il giusto antidoto, così per mettere una pezza al male e rimediare ci vuole un atto satisfattorio. Oltre alla penitenza che purtroppo pochi sacerdoti danno, la quale è utile per fare comunione con Gesù anche in questo ed educativa come abbiamo detto, c'è questo atto con cui Luisa chiedeva a Gesù di cederle l'esercizio degli atti della Sua umanità per riparare il male fatto e contemporaneamente soddisfare al bene omesso con quel peccato. Luisa faceva tesoro dell'umanità di Gesù contenuta nella DV, per riparare e soddisfare per sé e per tutti. Pensiamo che in questo modo, così come lei domandava il perdono per sé e per tutti addolorandosi come Gesù, in modo perfetto, allo stesso modo riparava il male col gran bene degli atti di Gesù, soddisfacendo per sé e per tutti, a significare che in questo modo attraverso Gesù, quegli atti umani con cui si sono commesse le colpe che si sono confessate, sono altresì statI rifattI in Lui e ricreati, come se le creature avessero agito nel DV e quindi non avessero mai peccato!

Ma quale dono più grande e quale tesoro più immenso Dio poteva donarci oltre questo?

Ecco l'atto con cui Luisa faceva penitenza dopo la confessione. Propongo di farlo nostro, data l'immensità di questo atto fatto nella DV: Gesù, mio Redentore, Ti prego di cedermi l'esercizio della tua santa mente per riparare, con le riparazioni dei tuoi pensieri, tutto il male che io e tutti i miei fratelli abbiamo fatto con i pensieri, e per soddisfare a tutto il bene che avremmo dovuto fare con i pensieri e non abbiamo fatto. Gesù mio, Ti chiedo l'esercizio dei tuoi santi occhi per riparare tutto il male che io e i miei fratelli abbiamo fatto con la vista e per soddisfare, con le soddisfazioni dei tuoi occhi, a tutto il bene che avremmo dovuto fare con gli occhi e non abbiamo fatto. Ti chiedo l'esercizio della tua bocca per riparare, con le riparazioni della tua lingua, a tutto il male che abbiamo fatto con le parole, e per soddisfare, con le tue soddisfazioni, a tutto il bene che avremmo dovuto fare con le parole e non abbiamo fatto. Ti chiedo l'esercizio delle tue mani per riparare con le riparazioni delle opere delle tue mani alle opere sbagliate mie e dei miei fratelli e per soddisfare a tutto il bene che avremmo dovuto fare con le mani e non abbiamo fatto... ( e così per ogni altro atto interno ed esterno:   piedi / passi...   Cuore / affetti, sentimenti...   preghiere...   intenzioni...)

 

2) Prepararsi alla Comunione prima di andare a ricevere Gesù alla Santa Messa

Luisa non mancava di domandare alla DV di venire a disporla a ricevere Gesù nel suo cuore con la S.ta Comunione, perché desiderava che Gesù trovasse in lei Se stesso per darGli tutta la gloria della Sua presenza divina, e tutta la gioia dell'Amore del Suo Cuore. Luisa voleva che il Signore fosse accolto e ricambiato in amore col Suo stesso amore, perché voleva darGli non un amore umano, ma soddisfarlo e adorarlo con un amore divino, che essendo Suo, era il solo a poter essere degno di Dio. Perciò così come siamo invitati a fare anche noi,  piccoli figli del DV, dobbiamo sempre avere nel cuore il desiderio di esaudire Gesù nel suo essere amato come Egli merita, vuole e attende da ogni creatura. E Gesù vuole essere amato nel DV, perché l'uomo possa tornare a ricevere il Suo Amore e a ricambiare con questo amore divino, il Suo Genitore, il Suo Creatore e Dio! Luisa quindi si rivolgeva dapprima alla Mamma Celeste che essendo Regina nell'accogliere l'amore, poteva darle il gran merito delle loro opere e delle loro pene, e poi chiedeva al Signore di venire Lui stesso a fare la comunione in lei e con lei, perché il suo cuore fosse pronto a dare degna ospitalità all'Eucaristia! Ecco le due più significative preghiere di Luisa a questo scopo:

PREPARAZIONE alla S. COMUNIONE insieme alla REGINA del CIELO

Mamma Celeste, il tuo povero figlio viene sulle tue ginocchia materne per chiederti aiuto e pietà.

Ascolta, Mamma dolcissima: oggi voglio andare a ricevere Gesù in Sacramento, ma mi vedo così indegno, così pieno di miserie e di freddezza, da sentirmi tremare. La mia piccola anima è ferita da tante colpe, folte tenebre mi investono... come potrò andare a Gesù?   Oh, Egli scendendo in me resterà inorridito nel vedere tanti miei peccati! E se tuttavia il suo Amore Lo costringerà a prendere possesso del mio povero cuore, Egli non sarà felice, né troverà in me le sue gioie divine, perché non si sentirà ricompensato della lunga attesa durante la quale Egli sospirò l'istante in cui potersi congiungere con la misera sua creatura.

Mamma diletta, chi mai potrà prepararmi a compiere una azione così santa, così grande, qual'è quella di ricevere Gesù mio Amore? A chi potrò affidarmi se non a Te che tanto mi ami e che tanto desideri che il mio Sovrano Gesù non trovi amarezze bensì delizie scendendo in cuor mio? Perciò, al tuo amore materno mi affido, guardami, Mamma mia, ed abbi compassione di me. Preparami Tu stessa a ricevere Gesù: prima che Egli scenda in me visita quest'anima mia, prendila fra le tue mani, col tocco delle tue dita materne sana le ferite delle mie colpe, stendi il Cielo del Volere Divino in me e col tuo sguardo sfolgorante luce, metti in fuga le tenebre. Non mi dire, Mamma che domando troppo, qui si tratta di ricevere Gesù il meno indegnamente possibile, di fargli piacere e soprattutto di non aggiungere altre amarezze a quelle che purtroppo già soffre. Perciò abbassa, Ti prego, le tue mani materne fin nel fondo delle mie miserie e della mia freddezza estrema, estirpa questi mali ed al loro posto imprimi l'ordine delle tue sante virtù e del tuo ardente amore.

Mamma dolcissima, Tu che sei la depositaria della vita del mio Sommo Bene Gesù, metti nel mio cuore i suoi ed i tuoi meriti, le sue pene ed i Tuoi dolori, insomma tutto ciò che Vi appartiene, così Egli scendendo in me e trovando il corteggio delle tue e delle sue opere, godrà di una più intensa gioia. Sentendosi felice Egli rimarrà per sempre in me ed io non resterò mai più privo di Lui.

Mamma Santa, affrettati a prepararmi e a portarmi a Gesù fra le tue braccia, non so andare senza di Te; perciò accompagnami subito poiché Gesù già mi aspetta e mi chiama.

Gesù eccomi a Te, sono qui con la tua e la mia Mamma, vieni, vieni!   Amen.

PREPARAZIONE alla S. COMUNIONE insieme a GESU'

Cuore mio, Gesù, vieni; il mio povero cuore non può vivere senza di Te; i miei palpiti si accelerano, le mie ansie si fanno più ardenti e Ti cercano con ripetuti sospiri. Vieni, o Gesù, a dar vita a questo mio povero cuore affamato di Te! Oh, come sospiro il momento di riceverti nel mio petto e di starmene con Te cuore a cuore, abbandonato nelle tue braccia in dolce riposo! Ah, sì, il mio cuore vicino al tuo si disseterà della sete che lo brucia, si sfamerà della fame che lo tormenta, e rinato a nuova vita, a torrenti gusterà tutti i tuoi contenti; e se Tu in quest'Ostia d'amore scenderai in me afflitto e contristato dalle offese delle creature, oh, allora ti darò le mie braccia per darti riposo, ed il mio cuore sazio di Te, starà a consolarti e rinfrancarti di tutte le offese.

Vita mia, Gesù, presto vieni, non farmi più aspettare!   Ma, mentre mi appresso, vedo la gran distanza che passa fra me e Te: il nulla si accinge ad abbracciare il Tutto; la miseria, la debolezza, la bruttezza: l'infinita Bellezza che racchiude ricchezze immense, fortezza, onnipotenza, perfezione incomparabile e rapitrice, l'Infinito, l'Immenso, l'Eterno.

Amor mio, io tremo, ma non indietreggio; Ti voglio e non mi spavento; il tuo amore mi fa ardito e mi spinge a Te. Sai, o Gesù, a qualunque costo Ti voglio. Tu devi supplire a tutto, perché Tu puoi tutto, ed io posso nulla, e chi può, deve supplire a chi non può. E poi, amabile mio Gesù, non ricordi forse che di tutto ciò che facesti e soffristi me ne facesti dono col ricevere Te stesso nell'istituire questo Sacramento d'amore? Fu proprio per me che tutto facesti. La tua SS. Umanità mi apriva le porte per poter ricevere un Dio: questa tua SS. Umanità Tu me la desti, e la faccio mia, mi trasformo in essa, mi verso in essa con la tua santità, faccio mie le sue pene, le sue opere, i suoi passi, tutte le sue riparazioni, il suo Amore.

O Gesù, da me solo non posso venire, Tu devi supplirmi in tutto; ma non sono pago ancora, mi vedo troppo stretto, perciò mi metto nella tua Divinità, ed immergendomi nell'immensità della tua Volontà, mi faccio ardito e Ti prego di vestirmi con la tua bellezza, per poterti rapire continuamente in me, e Tu, innamorato di me, renderai tuo felice soggiorno questo povero mio cuore. La tua Santità mi adombri, la tua Potenza mi investa, l'immensità del tuo Amore mi inabissi, in modo che non scorga altro che Te, non operi che in Te; con la tua Potenza sarò potente sul tuo Cuore per impetrare per tutti, e griderò col tuo Sitio continuamente: anime, anime! e Tu, alla tua Potenza non resisterai e col tuo potere conquisterò tutti i cuori per portarli a Te. Nuotando nel Tuo Volere, mi getterò ai piedi della tua Giustizia, Le strapperò i flagelli, smorzerò il fuoco che l'accende e La vincolerò alla Misericordia, onde si bacino scambievolmente e, rappacificate, bacino tutte le creature. Mio Gesù, nel tuo Volere trovo tutto, ed io voglio riceverti in Esso per ripetere la tua Comunione, per darti tutto: riparazione completa, amore immenso, soddisfazione infinita. Voglio, o mio Gesù, darti tutto il compenso che Ti diede la tua SS. Umanità, ripetere la tua Comunione e darti la soddisfazione come se un Dio ricevesse un altro Dio.

Regina Mamma, vieni ad assistermi in un'azione così grande quale è quella di ricever Gesù. Prendimi fra le tue braccia, stringimi al tuo Cuore materno, riscaldami col tuo amore, purificami coi tuoi affetti, umiliami colla tua umiltà, adombrami col velo della tua purità, imprestami i tuoi desideri ardenti e tutto ciò che facevi nel ricevere Gesù. Angeli e Santi, vestitemi con la vostra luce, fatemi corona, accompagnatemi a Gesù.

Gesù, Tu mi chiami, ed io a Te vengo!... Vieni, o Gesù mio!... Vieni!...

 

 

Ultima parte di questa bellissima e semplicissima Catechesi, scritta da Paola Dai ma... ahimé, non terminata: infatti è contemplato sono il Sacramento dell'Eucaristia...

Ricordiamo SEMPRE questa nostra sorella nelle nostre preghiere nella Divina Volontà, come pure lo stesso, con noi, farà lei.

 

Grazie Paola, non ti dimenticheremo mai,

Addio in Cielo nella Divina Volontà!