COS'E' VIVERE NELLA DIVINA VOLONTA'

6 Giugno, 1921 Volume 13

L'opera della redenzione supera di molto l'opera della creazione, ma sono ancora superate di molto dall'opera del compimento della Divina Volontà. Vivere in essa è il più grande miracolo che può fare l'onnipotenza di Dio.

Stavo sperdendomi nel Santo Volere di Gesù Benedetto, e pensavo tra me: "Quale sarà più grande, più variata, più molteplice: l'opera della Creazione e l'opera Redimente?"

Ed il mio sempre amabile Gesù mi ha detto: "Figlia mia, l'opera Redimente è più grande, più variata e molteplice dell'opera della Creazione, anzi è tanto più grande, che ogni atto dell'opera Redimente è mare immenso che circonda l'opera della Creazione, la quale, circondata dall'opera Redimente, non resta altro che piccoli fiumicelli circondati dai vastissimi mari dell'opera Redimente. Ora, chi vive nella mia Volontà, chi prende per vita il mio "Fiat Voluntas Tua", scorre in questi mari immensi dell'opera Redimente, si diffonde e si allarga insieme, in modo da superare la stessa opera della Creazione. Perciò la sola Vita del mio Fiat può dare vero onore e gloria all'opera della Creazione, perché il mio Fiat si moltiplica e si estende ovunque, non ha limiti; invece l'opera della Creazione ha i suoi limiti, né si può allargare di più di quel che è.

Figlia mia, il più grande miracolo che può operare la mia Onnipotenza è un'anima che viva nel mio Fiat. Ti pare poco che la mia Volontà Santa, Immensa, Eterna, scenda in una creatura, e mettendo insieme la mia Volontà con la sua, la sperda in Me e Mi faccia vita di tutto l'operato della creatura, anche delle più piccole cose? Sicché il suo palpito, la parola, il pensiero, il moto, il respiro, sono del Dio vivente nella creatura; nasconde in sé Cielo e terra, ed apparentemente si vede una creatura. Grazia più grande, prodigio più portentoso, santità più eroica, non poteri dare che il mio Fiat.

Vedi, l'opera della Creazione è grande, l'opera della Redenzione è più grande ancora; il mio Fiat, il far vivere la creatura nella mia Volontà, supera l'una e l'altra, perché nella Creazione il mio Fiat creò e mise fuori le opere mie, ma non restò come centro di vita nelle cose create; nella Redenzione, il mio Fiat restò come centro di vita nella mia Umanità, ma non restò come centro di vita nelle creature, anzi se la loro volontà non aderisce alla Mia, rendono vani i frutti della mia Redenzione; invece (col) mio "Fiat Voluntas Tua" sarà la vera gloria dell'opera della Creazione ed il compimento dei copiosi frutti dell'opera della Redenzione.

Ecco la causa perché non voglio altro da te che il mio Fiat, (che) Esso sia la tua vita e che non miri altro che il mio Volere, perché voglio essere come centro della tua vita."

 

7 Luglio, 1917 Volume 12

Per chi fa la Divina Volontà, tutte le opere della sua vita sono presenti ed in atto.

Stavo fondendomi nel mio dolce Gesù, ma mi vedevo tanto misera che non sapevo che dirgli; e il sempre amabile Gesù, per consolarmi, mi ha detto: "Figlia mia, per chi fa la mia Volontà non esiste passato né futuro, ma tutto è in atto presente. E siccome tutto ciò che feci e soffrii sta in atto presente sicché, se voglio dare soddisfazione al Padre o fare bene alle creature, posso farlo, come se in atto stessi soffrendo ed operando così ciò che la creatura può soffrire e fare nella mia Volontà s'immedesima con le mie pene e con le mie opere e se ne fa una sola cosa. E l'anima, quando vuole darmi un attestato d'amore con le sue pene, può prendere le pene sofferte altre volte, che stanno in atto, e darmele per replicare il suo amore e le sue soddisfazioni verso di Me; ed Io, nel vedere l'industria della creatura, che mette come al banco i suoi atti per moltiplicarli e riscuoterne l'interesse, per darmi amore e soddisfazione, per arricchirsi maggiormente e non farsi vincere in amore, le darò le mie pene e le mie opere, per darle amore e farmi amare."

 

9 Agosto, 1921 Volume 13

Attività dell'anima nel mare immenso della Divina Volontà. I suoi atti raggiungono tutte le creature e lo stesso Creatore.

Continuando il mio solito stato, mi son trovata fuori di me stessa, in mezzo ad un vastissimo mare, e vedevo una macchina, e come il motore si muoveva, così l'acqua zampillava da tutte le parti della macchina, (ed) elevandosi fino al Cielo queste ondate di acque, zampillavano su tutti i Santi ed Angeli; e giungendo fino al trono dell'Eterno, si riversavano con impeto ai suoi piedi e poi scendevano di nuovo nel fondo dello stesso mare. Io son restata meravigliata nel vedere ciò, e dicevo tra me: "Che sarà questa macchina?". Una luce che veniva dallo stesso mare mi ha detto: "Il mare è la mia Volontà; la macchina è l'anima che vive nel mio Volere; il motore è la volontà umana che opera nel Divin Volere. Ogniqualvolta l'anima fa le sue intenzioni speciali nel mio Volere, il motore mette in moto la macchina, e siccome la mia Volontà è vita dei Beati, come è pure della macchina, non è meraviglia che la mia Volontà, che zampilla da questa macchina, entri in Cielo e rifulga di luce e di gloria, zampillando su tutti, fino al mio trono, e poi scenda di nuovo nel mare della mia Volontà in terra, a bene dei viatori. La mia Volontà è dappertutto, e gli atti fatti nella mia Volontà corrono ovunque, in Cielo e in terra; corrono al passato, perché la mia Volontà esisteva; al presente, perché nulla ha perduto della sua attività; al futuro, perché eternamente esisterà. Come sono belli gli atti nella mia Volontà! E siccome la mia Volontà contiene sempre nuovi contenti, così questi atti sono i nuovi contenti degli stessi Beati; sono i (supplenti) degli atti dei Santi, che non sono stati fatti nel mio Volere; sono le nuove grazie di tutte le creature."

Onde dopo sono rimasta tutta afflitta, perché non avevo veduto il mio dolce Gesù; e Lui, movendosi nel mio interno, mi ha stretta nelle sue braccia dicendomi: "Figlia mia, perché sei così afflitta? Non sono Io stesso il mare?"

 

17 Aprile, 1922 Volume 14

Nella Luce della Divina Volontà la creatura riceve l'immagine delle Divine Persone, ed il loro Volere Divino si fa attore di tutto in Essa, costituendola Regina di tutto.

Continuando il mio solito stato, mi son trovata fuori di me stessa, ed ho trovato il mio dolce Gesù, la mia Vita, il mio Tutto. Da Lui uscivano innumerevoli soli di luce che Lo circondavano. Io son volata in mezzo a quella Luce, e gettandomi nelle sue braccia me l'ho stretto forte forte, dicendogli: "Finalmente Ti ho trovato; ora non Ti lascio più. Tu mi fai molto aspettare ed io resto senza vita, senza Te; ma senza vita non posso stare, perciò ora non più Ti lascio".

E me Lo stringevo più forte, per timore che sfuggisse, e Gesù, come se godesse delle mie strette, mi ha detto: "Figlia mia, non temere, neppure Io ti lascio più; se tu non sai stare senza di Me, neppure Io so stare senza di te, e per farti certa che non ti lascio voglio concatenarti con la mia stessa Luce".

Io restavo tanto immersa ed intrecciata nella Luce di Gesù, che mi sembrava che non avrei trovato più la via per uscirne. Come mi sentivo felice, e quante cose comprendevo in quella Luce! Mi mancano i vocaboli per esprimermi; appena ricordo che mi ha detto: "Figlia del mio Volere, questa Luce che tu vedi non è altro che la mia Volontà, che vuole consumare la tua volontà per darti la forma dell'Immagine nostra, cioè delle Tre Divine Persone, in modo che trasformandoti tutta in Noi, lasceremo in te il nostro volere come attore divino che Ci rende la pariglia di ciò che facciamo Noi, sicché usciranno da Noi le nostre Immagini, e il nostro Volere, agendo in te, ne prenderà altrettante. Oh, come lo scopo della Creazione sarà completato!

L'eco del nostro Volere sarà l'eco del nostro stesso Volere posseduto da te; gli scambi saranno a vicenda; l'Amore sarà reciproco; saremo in piena armonia, e la creatura scomparirà nel suo Creatore. Ed allora nulla più mancherà alla nostra gioia, alla nostra felicità, per cui facemmo uscire fuori la Creazione. Il "Facciamo l'uomo a nostra Immagine e Somiglianza" avrà il suo effetto, e solo il nostro Volere come attore nella creatura darà compimento a tutto, e la Creazione Ci porterà lo scopo divino e la riceveremo nel nostro grembo come Opera nostra, come la facemmo uscire.

E poi, se non può stare senza di Me, è l'eco del mio Amore che risuona nel tuo cuore, che non sapendo stare senza di te ripercuote, e tu, scossa, cerchi Colui che tanto ti ama; ed Io nel vedermi cercato sento l'eco del tuo amore nel Mio, e Mi sento tirato a mandarti nuova corrente d'amore, per fare che più Mi cerchi".

Ed io: "Ah, Amor mio, alle volte per quanto Ti cerco, Tu non vieni, e perciò ora che Ti ho trovato non Ti lascio più; non più ritornerò nel mio letto, non lo posso, troppo mi hai fatto aspettare, e temo che ritornando, Tu ripeterai le tue privazioni".

E me Lo stringevo più forte, ripetendo: "Non Ti lascio più, non Ti lascio più".

E Gesù, sebbene godeva delle mie strette, mi ha detto: "Figlia diletta mia, tu hai ragione che non puoi stare senza di Me, senza della tua Vita; e della mia Volontà che ne faremo? Mentre è la mia Volontà che vuole che tu ritorni nel tuo letto. Non temere, Io non ti lascio; lascerò tra te e me la corrente della Luce della mia Volontà e tu, quando Mi vuoi, toccherai la corrente della Luce del mio Volere, ed Io subito, sulle ali di Essa, sarò da te. Perciò ritorna, ma non per altro che per solo fare che il mio Volere compia i suoi disegni e la via che vuole fare in te. Ti accompagnerò Io stesso, per darti la forza di farti ritornare".

Ma, oh Bontà di Gesù, pareva che se non avesse il mio consentimento, neppure Lui si sentiva di farmi ritornare; e non appena ho detto: "Gesù, fa quello che Tu vuoi", mi son ritrovata in me stessa. Ora, tutto il giorno mi sentivo circondata di Luce, e quando Lo volevo, toccavo la Luce e Lui veniva.

Onde il giorno appresso mi ha trasportata fuori di me stessa, e mi faceva vedere tutte le cose create, di cui Gesù non solo era Creatore e Dominatore, ma da Lui usciva la vita della conservazione di tutte le cose; la corrente della Potenza Creatrice era in continui rapporti con loro, e se questa mancasse tutte si risolverebbero nel nulla. Onde il mio dolce Gesù mi ha detto: "Alla figlia del mio Volere voglio darle la supremazia su tutto; il mio dominio ed il suo devono essere uno solo. Se Io son Re, lei deve essere Regina; e se di tutto ti ha dato conoscenza, è perché voglio che non solo conosca i miei domini, ma insieme con Me domini e concorra alla conservazione di tutte le cose create. Il mio Volere, come si estende da Me su tutti, voglio che si estenda in te".

Poi mi ha fatto notare un punto del mondo da cui usciva un fumo nero, e Lui: "Vedi, là ci sono uomini di stato che vogliono decidere le sorti dei regni, ma fanno senza di Me, e dove non ci sono Io non ci può essere la luce; non hanno altro che il fumo delle loro passioni che li acceca maggiormente; perciò nulla concluderanno di buono, ma servirà per inasprirsi a vicenda e suscitare più gravi conseguenze...Poveri popoli, diretti da uomini ciechi ed interessati! Questi uomini saranno additati come la favola della Storia, buoni solo a portare rovina e scompiglio. Ma ritiriamoci, lasciamoli in balìa di loro stessi, affinché possano conoscere che significa fare senza di Me".

Onde Lui è scomparso, ed io mi son trovata in me stessa.

 

9 Ottobre, 1922 Volume 14

La volontà umana agente nel Volere Divino.

Continuando il mio solito stato, il mio sempre amabile Gesù viene tutto tenerezza, mi stringe fra le sue braccia, mi bacia e mi dice chi sa quante volte: "La figlia mia, la figlia della mia Volontà, come Mi sei cara! Senti, come il tuo volere entra in Me, si svuota di te, ed il Mio entra agente in te; e come agisce il Mio, il tuo riceve la forza della Potenza Creatrice e resta agente in Me. E siccome Io sono un punto solo, che contengo tutto, abbraccio tutto, faccio tutto, vedo il tuo volere agente in Me con la mia Potenza Creatrice, che vuol darmi tutto e ricambiarmi per tutti, e con sommo mio contento lo vedo innanzi a Me fin nel primo istante in cui feci uscire la Creazione tutta, e lasciando dietro tutti, si fa avanti, come se tu fossi la prima da Me creata, in cui nessuna rottura di volontà esiste tra Me e te, quale avrei voluto il primo uomo, e Mi dà l'onore, la gloria, l'amore, come se la Creazione non fosse uscita i (fuori) dalla mia Volontà. Che gusto, che contento sento! Tu non puoi capirlo. L'ordine della Creazione Mi viene ridonato; le armonie, le gioie, si avvicendano insieme. Vedo questa volontà umana agente in Me, nella luce del sole, nelle onde del mare, nel tremolio delle stelle in tutto, e Mi dà la gloria di tutti i beni che queste cose create danno all'uomo. Che felicità! Mi somiglia in tutto, con questa differenza, che Io sono un punto solo, e tu, a grado a grado, come operi, pensi, parli, ami nel mio Volere, così prendi più posto e vi formi dei posti divini".

 

9 Aprile, 1923 Volume 15

Dio è il Primo Moto di tutta la Creazione, e chi opera nel Voler Divino opera nel Primo Moto.

Mi sentivo tutta immersa nel Divin Volere, e dicevo al mio Gesù: "Ah, Ti prego di non farmi uscire mai dalla tua SS. Volontà; fa che pensi, che parli, che operi, che ami sempre, questo tuo amabile Volere!"

Ora, mentre ciò dicevo, mi son sentita circondata da una Luce purissima, e poi ho visto il mio Sommo ed unico Bene, e mi ha detto: "Figlia diletta mia, amo tanto questi atti fatti nel mio Volere, che non appena l'anima entra in Esso per agire, l'ombra della mia Luce la circonda, ed Io corro, per fare che il mio Atto ed il suo siano uno solo; e siccome Io sono l'Atto primo di tutta la Creazione, senza del mio primo moto tutte le cose create resterebbero paralizzate, senza forza ed impotenti al minimo moto. La vita sta nel moto; senza di esso, tutto è morto. Quindi Io sono il primo moto, che do vita ed atto a tutti gli altri moti, sicché al mio primo moto la creatura si mette in giro. Succede come ad una macchina: dal moto primo della prima ruota, tutte le altre rotelle si mettono in giro. Vedi dunque come è questi naturale che chi opera nella mia Volontà si muova nel mio primo moto, ed operando nel mio venga a trovarsi ed operi nel moto di tutte le creature. Ed Io veggo la creatura, la sento, che scorrendo nel mio stesso moto ed in tutti i moti delle creature, Mi dà tanti atti divini per quanti atti umani offensivi fanno le altre; e questo, solo perché ha operato nel mio primo moto. Perciò dico che chi vive nel mio Volere Mi sostituisce per tutti, Mi difende da tutti, e mette in salvo il mio moto, cioè la mia stessa Vita.

Ecco perciò, che l'operare nel mio Volere è il prodigio dei prodigi, ma senza strepito, senza acclamazioni umani; è il vero mio trionfo su tutta la Creazione, ed essendo il trionfo tutto divino, l'umano tace e non ha vocaboli equivalenti come acclamare il trionfo della mia Suprema Volontà."

 

20 Febbraio, 1924 Volume 16

Luisa è la prima nella Chiesa a vivere nella Divina Volontà. Gesù non lo ha manifestato a nessuno prima. E' far tornare a Gesù le pure gioie dello scopo della Creazione; è un continuo scambio di volontà umana e Divina.

Di tutto ciò che il mio dolce Gesù mi ha detto del suo SS. Volere, stavo pensando tra me: "Può essere mai possibile che non vi sia stata finora un'anima che non sia vissuta nel Divin Volere e che io sia la prima? Chi sa quante altre sono state prima di me ed in modo più perfetto, più attivo, che non io!"

Ma mentre ciò dicevo, il mio sempre amabile Gesù si è mosso nel mio interno e mi ha detto:

"Figlia mia, perché non vuoi riconoscere il dono, la grazia, la tua missione di essere stata chiamata in modo tutto speciale e nuovo a vivere nel mio Volere? Se altre anime ci fossero state nella mia Chiesa prima di te, essendo il vivere nel mio Volere la cosa più importante, quella che più M'interessa e che tanto Mi sta a cuore, ci sarebbero state le tracce, le norme, gli insegnamenti nella mia Chiesa di chi avrebbe avuto al sorte di far vita nella mia Volontà; ci sarebbero stati la conoscenza, gli allettamenti, gli effetti, i beni che contiene questo vivere nel mio Volere. Se ci fossero state tante altre manifestazioni, avrei fatto uso della mia Potenza, facendo tralucere fuori il modo sublime del vivere nel mio Volere. In vista del mio grande compiacimento e nel vedermi onorato dall'anima con la gloria della mia stessa Volontà, avrei messo tanto alle strette l'anima, da non potermi resistere a farla manifestare ciò che Io volevo. Come ci sono i detti e gli insegnamenti sul vivere rassegnato, paziente, ubbidiente, ecc., ci sarebbe stato anche questo. Sarebbe proprio bello e strano che la cosa che più amo avessi dovuto tenerla nascosta; anzi, quanto più si ama, più si vuole far conoscere; quanto più compiacimento e gloria Mi porta un modo di vivere, più voglio diffonderlo. Non è natura del vero amore nascondere ciò che può felicitare ed arricchire gli altri. Se tu sapessi come sospiravo questo tempo che fosse venuta alla luce la mia Piccola Neonata nella mia Volontà, per farti vivere nel mio Volere! Quale corteggio di Grazia preparavo per ottenere l'intento! Tu ne resteresti stordita e Mi saresti più grata e più attenta...

Ah, tu non sai che significa vivere nel mio Volere! Significa farmi ritornare le pure gioie dello scopo della Creazione, gli innocenti miei trastulli del perché creai l'uomo. Significa, togliermi tutta l'amarezza che la perfida volontà umana Mi diede quasi sul nascere della Creazione. Significa uno scambio continuo di volontà umana e Divina, e l'anima, temendo della sua, vive della Mia, e questa Mia va riempiendo l'anima di gioie, di amore e di beni infiniti. Oh, come Mi sento felice nel poter dare ciò che voglio a quest'anima, perché la mia Volontà contiene larghezza da poter tutto ricevere! Sicché tra Me e lei non ci sono più divisioni, ma stabile unione di operare, di pensare, di amare, perché la mia Volontà la supplisce in tutto, onde stiamo in accordo perfetto ed in comunanza di beni. Era stato questo lo scopo della Creazione dell'uomo: farlo vivere come nostro figlio e mettere in comune con lui i nostri beni, affinché lui fosse in tutto felice e Noi restassimo divertiti della sua felicità.

Ora, il vivere nel mio Volere è proprio questo: è il farci restituire lo scopo, le gioie, le feste della Creazione; e tu dici che dovevo tenerlo nascosto nella mia Chiesa, senza farlo uscire fuori? Avrei messo Cielo e terra sottosopra, avrei travolto gli animi da una forza irresistibile, per far conoscere ciò che sarà compimento della Creazione. Vedi quanto M'interessa questo vivere nel mio Volere, che mette il suggello a tutte le opere mie, affinché tutte siano complete? A te forse ti sembra nulla, oppure che ci siano cose simili nella mia Chiesa. No, no per Me invece è il tutto delle mie opere, e come tale devi apprezzarlo ed essere più attenta a compiere la missione che voglio da te."

 

9 Luglio, 1918 Volume 12

In Dio tutte le sue perfezioni sono amore, ma il suo Volere dirige e dà vita a tutto.

Continuando il mio solito stato, il mio dolce Gesù è venuto e mi ha detto: "Figlia mia, Io sono tutto Amore; sono come una fonte che non contiene altro che Amore, e tutto ciò che potrebbe entrare in questa fonte perde la sua qualità e diventa Amore. Sicché in Me la Giustizia, la Sapienza, la Bontà, la Fortezza, ecc. non sono altro che Amore. Ma chi dirige questa Fonte, questo Amore e tutto il resto? Il mio Volere. Il mio Volere domina, regge, ordina; sicché tutte le mie qualità portano l'impronta del mio Volere, la Vita della mia Volontà, e dove trovano il mio Volere fanno festa; dove no, corrucciati si ritirano.

Ora, figlia mia, chi si lascia dominare dalla mia Volontà e vive nel mio Volere fa vita nella mia stessa Fonte, essendo quasi inseparabile da Me, e tutto in lui si cambia in Amore. Sicché amore sono i pensieri, amore la parola, il palpito, l'azione, il passo, tutto; per lui è sempre giorno. Ma se si scosta dalla mia Volontà per lui è sempre notte, e tutto l'umano, le miserie, le passioni, le debolezze, escono in campo e vi fanno il loro lavorio, ma che specie di lavorio! Lavorio da piangere!"