COSA DESIDERA GESU' CHE FACCIAMO QUANDO LO RICEVIAMO NELL'EUCARISTIA

Seguendo gli Scritti della Serva di Dio Luisa Piccarreta la PFDV 

 

Scrive la Serva di Dio Luisa Piccarreta

il 9 febbraio 1908 (Volume 8 del LIBRO di CIELO):

Avendo fatto la Comunione, stavo dicendo:  "Signore, tenetemi sempre stretta con Te, ché sono troppo piccina, ché se non mi tenete stretta, essendo piccina posso smarrirmi".  E Lui: 

"Voglio insegnarti il modo come devi stare con Me: 

Primo, devi entrare dentro di Me e trasformarti in Me, e prendervi ciò che trovi in Me. 

Secondo, quando ti sei riempita tutta di Me, esci fuori ed opera insieme con Me, come se Io e tu fossimo una cosa sola, in modo che se Mi muovo Io, muoviti tu;  se penso, pensa tu alla stessa cosa pensata da Me, insomma, qualunque cosa che faccio Io farai tu. 

Terzo, con questo operato insieme che abbiamo fatto, allontanati per un istante da Me e va in mezzo alle creature, dando a tutti ed a ciascuno tutto ciò che abbiamo operato insieme, cioè dando a ciascuno la mia Vita divina;  ritornando subito in Me per darmi a nome di tutti tutta quella gloria che dovrebbero darmi, pregando, scusandoli, riparando, amando.  Ah, sì, amami per tutti, saziami d'amore!  In Me non ci sono passioni, ma se ci potesse stare passione, quest'unica e sola ci sarebbe:  l'amore!  Ma l'amore in Me è più che passione, anzi è mia vita, e se le passioni si possono distruggere, la vita no.  Vedi a quale necessità mi trovo d'essere amato, perciò amami, amami!"

 

Leggiamo ancora qualcosa di ciò che Luisa ha scritto sulla Comunione:

Scrivo per obbedire, ma mi sento crepare il cuore per lo sforzo che emetto;  ma viva l'ubbidienza, viva la Volontà di Dio!  Scrivo, ma tremo, e non so io stessa quel che dico;  l'ubbidienza vuole che scriva qualche cosa [sul] come mi preparo e ringrazio Gesù benedetto nella Comunione.  Io non so dirne niente, perché il mio dolce Gesù, vedendo la mia incapacità e che non sono buona a niente, fa tutto da Sé:  Lui prepara l'anima mia, e Lui stesso mi somministra il ringraziamento, ed io Lo seguo. 

Ora, il modo di Gesù è sempre immenso, ed io insieme con Gesù mi sento immensa, e come se sapessi fare qualche cosa;  Gesù si ritira, ed io rimango sempre la stupida che sono, l'ignorantella, la cattivella, ed è appunto per questo che Gesù mi vuol bene, perché ignorantella e che niente sono e niente posso.  Sapendo che a qualunque costo lo voglio ricevere, per non farsi un disonore nel venire in me, ma anzi sommo onore, prepara Lui stesso la mia povera anima, mi dà le sue stesse cose, i suoi meriti, i suoi abbigliamenti, le sue opere, i suoi desideri, insomma tutto Sé stesso;  se occorre, anche ciò che hanno fatto i Santi perché tutto è suo ;  se occorre, ciò che ha fatto la Mamma Santissima.  Ed anch'io dico a tutti:  "Gesù, fatti onore nel venire in me;  Mamma Regina mia, Santi, Angeli tutti, io sono povera povera, tutto ciò che è vostro mettetelo nel mio cuore, non per me, ma per onore di Gesù".  E mi sento che tutto il Cielo concorre a prepararmi.  E dopo Gesù discende in me.  Mi pare di vederlo tutto compiaciuto vedendosi onorato delle sue stesse cose, e delle volte mi dice:  "Brava, brava alla figlia mia, quanto ne sono contento, quanto Me ne compiaccio!  Dovunque guardo in te, trovo cose degne di Me;  tutto ciò che è mio è tuo.  Quante cose belle Mi hai fatto trovare!"

Io, sapendo che sono povera povera, che niente ho fatto e niente è mio, me la rido del contento di Gesù, e dico:  "Meno male che Gesù pensa in questo modo;  basta che sia venuto, e ciò mi basta.  Fa niente che mi sono servita delle sue stesse robe;  i poveri debbono ricevere dai ricchi". 

Ora, è vero che rimane in me qualche barlume di qua, un altro di là, del modo che Gesù tiene nella Comunione, ma questi barlumi non so riunirli insieme e formarne un preparamento ed un ringraziamento, mi manca la capacità, mi pare che mi preparo in Gesù stesso e Lo ringrazio con Gesù stesso.   (Volume 9, 10.04.1910).

 

Ed il 24 Febbraio 1917:

Avendo fatto la Comunione, mi tenevo stretto al mio cuore il mio dolce Gesù e dicevo:  "Vita mia, quanto vorrei fare ciò che facesti Tu stesso nel riceverti Sacramentato, affinché Tu potessi trovare in me i tuoi stessi contenti, le tue stesse preghiere, le tue riparazioni".  Ed il mio sempre amabile Gesù mi ha detto: "Figlia mia, in questo breve giro dell'Ostia Io racchiudo tutto, e perciò volli ricevere Me stesso, per fare atti compiuti che glorificavano il Padre degnamente, ché le creature ricevevano un Dio, e davo alle creature [il] frutto completo della mia Vita Sacramentale;  altrimenti [il frutto della mia Vita Sacramentale] sarebbe stato incompleto per la gloria del Padre e per il bene delle creature.  E perciò in ogni Ostia ci sono le mie preghiere, i ringraziamenti, e tutto il resto che ci voleva per glorificare il Padre e che la creatura doveva farmi.  Sicché, se la creatura manca, Io in ogni Ostia continuo il mio lavorio, come se per ciascun'anima ricevessi un'altra volta Me stesso. 

Onde l'anima deve trasformarsi in Me e fare una sola cosa con Me e far sua la mia Vita, le mie preghiere, i miei gemiti d'amore, le mie pene, i miei palpiti di fuoco, ché vorrei bruciare e non trovo chi si lasci in preda alle mie fiamme. 

Ed Io in quest'Ostia rinasco, vivo e muoio e Mi consumo, e non trovo chi si consuma per Me;  e se l'anima ripete ciò che faccio Io, Mi sento ripetere, come se un'altra volta avessi ricevuto Me stesso, e vi trovo gloria completa, contenti divini, sfoghi d'amore che Mi pareggiano, e do grazia all'anima di consumarsi della mia stessa consumazione".

 

RIFLESSIONE:  La Comunione deve essere reciproca;  perciò come il Signore entra nella creatura, così vuole che la creatura entri in Lui.

Come si entra?  Con la fiducia di un bimbo che sa che il suo papà tanto lo ama e lo desidera, e con la semplicità propria di Dio e di tutto ciò che Dio fa, come è respirare o aprire gli occhi per vedere, una cosa così semplice e facile, così logica e spontanea.  Dicendogli di cuore, per esempio: "O Signore, come Tu sei in me, nella mia anima e nel mio corpo, così voglio anch'io essere in Te, nella tua Umanità e nella tua Divinità.

Perciò, Gesù, prendi possesso del mio essere e della mia vita, prendi possesso della mia anima e del mio corpo, del mio intelletto, memoria e volontà, dei miei occhi e del mio udito, della mia lingua e del mio cuore, delle mie mani e dei miei piedi, di ogni pensiero, battito e respiro, dei miei sentimenti, delle mie gioie e delle mie pene, delle mie azioni e dei miei gusti, del mio passato, presente e futuro, della mia vita intera, della mia morte e della mia eternità...

Allo stesso modo, anch'io prendo possesso, Signore, di tutto ciò che è tuo, di ciò che Tu sei:  adesso, Gesù, mi appartiene la tua Incarnazione nel seno di tua Madre;  mi appartiene la tua Nascita e tutto ciò che Tu facesti nella tua Infanzia e nella tua vita occulta a Nazareth;  prendo possesso di tutta la tua vita pubblica, faccio mio ogni tuo miracolo, ogni tuo insegnamento, ogni conversione, ogni chiamata a seguirti, ogni Sacramento che istituisti...  Faccio mia tutta la tua preghiera al Padre, mia è la tua solitudine, mia è la tua stanchezza, mie sono le tue pene, mio è tutto il tuo Amore, il tuo Dolore e tutta la tua Passione...  Mi appartengono le tue lacrime, i tuoi sudori, tutto il tuo Sangue e le tue piaghe, mia è la tua Croce e la tua agonia, la tua ubbidienza al Padre, la tua Morte e la tua stessa Resurrezione...  Così come pure è per me la tua infinita umiltà, la tua purezza divina, la tua pazienza invitta, la tua fortezza e la tua sapienza, la tua Giustizia e Misericordia e il tuo eterno Amore...  Cioè, Tu sei tutto mio, come io sono tutto tuo, nella misura che io mi dono a Te tu Ti dai a me...  Grazie, Gesù, per questo cuore nuovo che mi dai:  il Tuo!  Per poter vivere Tu in me ed io in Te...

E adesso, Signore, andiamo  fare un giro, perché voglio portarti a tutti i miei fratelli e darti a tutti, imitando la nostra Mamma Celeste nella sua Visitazione.

Così voglio portarti a tutti i miei fratelli in questo mondo:  a tutti porto la tua Luce, il tuo Amore e la tua Vita.  Ai bambini che vengono al mondo e agli agonizzanti che stanno sul punto di morire, agli infermi e ai tribolati, a quelli che sono oppressi dal peso della loro croce, a quelli che Ti conoscono e a tutti quelli che ancora non Ti conoscono, a quanti vivono in Grazia e a quelli che sono morti nel peccato.  Ti porto a quelli che Ti amano e ai tiepidi e a quelli che non Ti amano, e se non Ti vogliono ricevere lo faccio io per essi.

Ti porto alle anime benedette del Purgatorio, per dare sollievo alle loro pene, per inondare con la tua Luce la loro oscurità, per spegnere con il Fuoco del tuo Amore le loro fiamme, per riempire con i tuoi meriti il vuoto dei loro debiti e così consolare il tuo Cuore, che tanto soffre per loro.

Ti porto a tutti i miei fratelli gloriosi del Cielo, agli Angeli e a tutti i Beati, per raddoppiare la loro felicità e la loro gloria, poiché stando in Cielo non possono fare nuove conquiste né guadagni, mentre lo può fare chi è ancora sulla terra...  Voglio fare ad ognuno il regalo di "un altro" Gesù, e innanzi tutto alla nostra benedetta Mamma e Regina, perché Lei Ti diede a noi ed è giusto che noi (qualcuno almeno) Ti diamo a Lei.  Quale maggior atto d'amore possiamo farle?

Ti porto fin da adesso a tutte quelle creature che ancora non sono venute al mondo, che ancora non esistono nel tempo, alle future generazioni, che il Padre tiene già presenti nell'Atto eterno della sua Volontà:  a tutti i miei futuri fratelli, fino all'ultimo uomo che vivrà, a tutti voglio dare anticipatamente la tua conoscenza, la tua Grazia, il tuo Amore e la tua Vita.

E dopo che Ti ho dato a tutti, chiedo loro che mi diano tutto ciò che Ti devono di gratitudine, di adorazione, di benedizioni, di lodi e di amore, per dare tutto a Te e portarti tutti e tutte le opere delle tue mani, e mettere tutti attorno a Te, per darti il ricambio d'amore da parte di tutti.  Per tanto, da parte di tutti Ti dico, o Gesù, che Ti lodiamo, Ti benediciamo, Ti adoriamo, Ti glorifichiamo, Ti rendiamo grazie e Ti amiamo per tutti ed a nome di tutti, nella tua eterna Divina Volontà.

E con la tua stessa Volontà infinita intendo farlo anche in riparazione per tutte le offese che ricevi ed in sostituzione per tutti gli ingrati e i malvagi che mai lo faranno, affinché il tuo Amore riceva la perfetta corrispondenza che per giustizia gli è dovuta.  In questo modo, non voglio che nulla di quanto è uscito con tanto amore dalla tua Volontà non ritorni a Te con altrettanto amore.

Grazie, per avermi chiamato a compiere questo ufficio e per avermi dato la grazia di farlo.  Grazie, o Gesù!

 

Seguendo Luisa continuiamo a ringraziare Gesù, nella Comunione che facciamo con Lui nell'Eucaristia :

Gesù, Vita mia, voglio unirmi alla tua Divinità e questo mio nulla lo sperdo in Essa e così Ti do il Tutto: Ti do il tuo Amore per ristorare le tue amarezze;  Ti do il tuo Cuore per ristorarti delle nostre freddezze, incorrispondenze, ingratitudini e poco amore delle creature.  Ti do le tue armonie per rinfrancarti l'udito dagli assordamenti che ricevi con le bestemmie.  Ti do la tua bellezza  per rinfrancarti delle bruttezze delle anime nostre quando ci infanghiamo nella colpa.  Ti do la tua purità per rinfrancarti delle mancanze di rettitudine d'intenzione e del fango e del marciume che vedi in tante anime.  Ti do la tua immensità per rinfrancarti delle volontarie strettezze in cui si mettono le anime.  Ti do il tuo ardore per bruciare tutti i peccati e tutti i cuori, affinché tutti Ti amino e nessuno più Ti offenda.  Insomma, Ti do tutto ciò che sei Tu per darti soddisfazione infinita, amore eterno, immenso ed infinito.

 

Nel tuo Volere, o Gesù, tutto è mio, perciò Ti amo con l'amore della mia e tua Mamma Regina, Ti bacio colle sue labbra, Ti abbraccio stretto stretto colle sue braccia e, prendo Te e mi rifugio nel suo Cuore per darti le sue gioie, le sue delizie, la sua maternità, affinché Tu trovi le dolcezze, la custodia che Ti sa fare la tua Mamma.  

(E Gesù:)  "In chi vive nella mia Volontà voglio trovare tutto.  Non solo voglio trovare in questa creatura, al suo posto d'onore, di Regina e di Madre, la Madre mia, ma voglio trovare il mio Celeste Padre e lo Spirito Santo;  e l'anima facendo suo il loro Amore Mi ama coll'immensità ed infinità del loro Amore.  Quindi, figlia mia, dammi il gusto di dirmi che Mi ami come Mi amo col Padre e con lo Spirito Santo". 

(L'anima:)  Amor mio, Gesù, Ti amo nella Potenza ed Amore immenso del Padre, coll'Amore interminabile dello Spirito Santo;  Ti amo coll'amore con cui Ti amano tutti, Angeli e Santi;  Ti amo con quell'amore con cui Ti amano o dovrebbero amarti tutte le creature presenti, passate e future;  Ti amo per tutte le cose create e con quell'amore con cui le creasti... (Vol. 35 10.4.1938)  

Mio Gesù, mi abbandono nel Fiat Divino per seguire tutti gli atti suoi, sia quelli della Creazione come quelli della Redenzione, per offrirli al mio Dio in omaggio di amore e di gloria.  

(Gesù:)  "Nella mia Divina Volontà l'anima ha tutto in suo potere, non vi è cosa che la nostra Divinità abbia fatto, tanto nella Creazione quanto nella Redenzione, che il nostro Fiat Divino non ne possieda la sorgente, perché Esso non sperde nulla dei nostri atti, anzi è la depositaria di tutto.  E chi possiede il nostro Voler Divino possiede la sorgente del mio Concepimento, della mia Nascita, delle mie lacrime, dei miei passi, delle mie opere, di tutto;  i nostri atti non esauriscono mai e, come fa memoria e vuole offrire il mio Concepimento, viene rinnovato il mio Concepimento come se di nuovo concepissi, risorgo a nuova Nascita, le mie lacrime, le mie pene, i miei passi ed opere risorgono a novella vita e ripetono il gran bene che Io feci nella Redenzione...  E chi vive nel nostro Fiat Divino, come va formando gli atti suoi, questi atti salgono al principio da donde uscì la creatura e salgono tanto in alto per cercare il Seno di Colui donde uscì il primo atto della sua esistenza e, questi atti, si schierano intorno al Principio, ch'è Dio, come atti divini.  Dio, nel vedere gli atti della creatura nella sua Divina Volontà li riconosce come atti suoi e si sente amato e glorificato come Lui vuole, col suo stesso amore e colla sua stessa gloria".  (Vol. 27 24.10.1929)

(Gesù:)   "Adamo nello stato della sua innocenza, possedendo la vita della mia Divina Volontà possedeva la vita e la virtù universale, perciò nel suo amore e negli atti suoi Io trovavo accentrato l'amore di tutto e di tutti, e tutti gli atti erano unificati tutti insieme, neppure il mio operato era escluso dall'atto suo.  Quindi Io trovavo tutto nell'operato d'Adamo, trovavo tutte le tinte delle bellezze, pienezza d'amore, maestà inarrivabile ed ammirabile, e poi tutto e tutti.  Ora, chi vive nel mio Volere risale nell'atto dell'Adamo innocente e, facendo sue la vita e virtù universale, fa suo proprio l'atto suo;  non solo, ma risale negli atti della Regina del Cielo, in quelli del suo stesso Creatore, e scorrendo in tutti gli atti, si accentra in essi e dice:  'Tutto è mio e tutto do al mio Dio;  com'è mia la sua Volontà Divina, così tutto è mio tutto ciò ch'è uscito da Essa, ed io non avendo nulla di me, col suo Fiat tengo tutto e posso dare Dio a Dio'".  (Vol. 24 12.8.1928)

Anch'io, come Adamo, voglio dare alla Maestà Suprema tutto e tutti.  Voglio quindi, Gesù mio, le tue mani nelle mie, per dare al nostro Padre Celeste quell'amore e quella gloria che Tu individualmente Gli desti colle tue opere stando sulla terra;  non solo, ma voglio unirmi con Te quando Tu, Verbo del Padre, fin dall'eternità operavi insieme con Lui con le stesse sue opere, amavi con Amore reciproco e con perfetta uguaglianza, e voglio glorificarvi in quella stessa Gloria con cui Vi glorificaste Voi stesso tra le Tre Divine Persone.  Ma non sono contento:  voglio mettere le mie mani nelle tue per scorrere insieme colle tue, nel tuo stesso Volere, nel sole per darti la gloria della luce, del calore, della fecondità del sole;  nel mare per darti la gloria delle sue onde, del suo mormorio continuo;  nell'aria per darti la gloria del canto degli uccelli;  nel cielo azzurro per darti la gloria dell'immensità e, nello scintillio delle stelle, nel loro tremolio fo scorrere la mia voce che Ti dice Ti amo;  voglio scorrere nei prati fioriti per darti la gloria e l'adorazione dei profumi.  Non c'è punto dove non voglio trovarmi, affinché dovunque Tu senta che il tuo piccolo figlio Ti adora, Ti ama e Ti glorifica.  (Vol. 21 24.5.1927)

 

Amor mio, nel tuo Volere ciò che è tuo è mio, tutte le cose create sono mie:  il sole è mio, ed io Te lo do in ricambio, affinché tutta la luce ed il calore del sole in ogni stilla di luce, di calore, Ti dica che io Ti amo, Ti adoro, Ti benedico, Ti prego per tutti.  Le stelle sono mie, ed in ogni tremolio di stelle suggello il mio Ti amo immenso ed infinito, per tutti.  Le piante, i fiori, l'acqua, il fuoco, l'aria, sono miei, ed io Te li do in ricambio, perché tutti Ti dicano, ed a nome di tutti:  'Ti amo con quell'Amore eterno con cui ci creasti!' 

(Gesù:)  "Quanto sono belle le preghiere e gli atti fatti nel mio Volere!  Come la creatura si trasforma nello stesso Dio Creatore e ridà il ricambio di ciò che Lui le ha dato!  Tutto creai per l'uomo e tutto a lui donai!  Nella mia Volontà la creatura s'innalza nel suo Dio Creatore e lo trova nell'atto in cui creò tutte le cose per fargliene dono, e lei, tremante alla molteplicità di tanti doni, e non avendo in sé la forza creatrice per poter creare tante cose per quante ne ha ricevute, offre le sue stesse cose per ricambiarlo in amore.  Sole, stelle, fiori, acqua, fuoco, aria, ti ho dato per darti amore, e tu riconoscente li hai accettati e, mettendo a traffico il mio amore Me ne hai dato il ricambio;  sicché sole ti diedi e sole Mi hai dato, stelle, fiori, acqua, ecc., ti diedi, e tu Me le hai ridonati.  Le note del mio Amore hanno risuonato di nuovo su tutte le cose create e ad unanime voce Mi hanno dato l'Amore che feci correre su tutta la Creazione.  Nella mia Volontà l'anima si mette al livello del suo Creatore, e nel suo stesso Volere riceve e dona.  Oh, che gara tra creatura e Creatore!"  (Vol. 14 6.4.1922)  

 

"Tutte le cose furono create per far correre continuo amore verso l'uomo, e l'uomo per giustizia dovrebbe dare per ogni cosa creata, omaggio, amore al suo Creatore.  Ora, chi supplisce a ciò? Chi fa suo quel Fiat per cui tutte le cose furono fatte, per diffondere su tutto un omaggio, un'adorazione, un amore divino al suo Creatore?  Chi vive nel mio Volere!  Quasi ad ogni sua parola fa suo quel Fiat onnipotente, l'eco del Fiat eterno fa eco nel suo Fiat Divino in cui vive, e si diffonde e corre, e vola, e ad ogni cosa creata v'imprime un altro Fiat, e ridona al suo Creatore l'omaggio, l'amore da Lui voluto.  Questo lo feci Io quando stetti sulla terra, non ci fu cosa per cui Io non ricambiai al mio Divin Padre da parte di tutte le creature, ora lo fa, lo voglio, lo aspetto, da chi vive nel mio Volere". (Vol. 14 28.3.1922)  

(Scrive Luisa:)    Ho fatto la santa Comunione, ed io, secondo il mio solito, stavo chiamando e mettendo tutte le cose create intorno a Gesù, acciocché tutte Gli facessero corona e Gli dessero il contraccambio dell'amore, degli omaggi al loro Creatore.  Tutte sono corse alla mia chiamata, e vedevo a chiare note tutto l'amore del mio Gesù per me in tutte le cose create;  e Gesù aspettava con tale tenerezza d'amore nel mio cuore il contraccambio di tanto amore, ed io, sorvolando su tutto e abbracciando tutto, mi portavo ai piedi di Gesù e Gli dicevo: 

Amor mio, mio Gesù, tutto hai creato per me e me lo hai donato, sicché tutto è mio, ed io lo dono a Te per amarti;  perciò Ti dico in ogni stilla di luce di sole:  "Ti amo";  nello scintillio delle stelle:  "Ti amo";  in ogni goccia d'acqua:  "Ti amo".  Il tuo Volere mi fa vedere fin nel fondo dell'oceano il tuo ti amo per me, ed io imprimo il mio Ti amo per Te in ogni pesce che guizza nel mare;  voglio imprimere il mio Ti amo sul volo d'ogni uccello.  Ti amo dovunque Amor mio.  Voglio imprimere il mio Ti amo sulle ali del vento, nel muoversi delle foglie, in ogni favilla di fuoco;  Ti amo per me e per tutti.

Tutta la Creazione era con me a dire:  "Ti amo".  Ma quando ho voluto abbracciare tutte le umane generazioni nel Voler Eterno, per far prostrare tutti innanzi a Gesù, perché tutti facessero il loro dovere di dire in ogni loro atto, parola, pensiero:  "Ti amo", a Gesù, queste mi sfuggivano, ed io mi sperdevo e non sapevo fare;  onde l'ho detto a Gesù, e Lui: 

"Figlia mia, eppure è proprio questo il vivere nel mio Volere:  il portarmi tutta la Creazione innanzi a Me, e a nome di tutti darmi il contraccambio dei loro doveri.  Nessuno deve sfuggirti, altrimenti la mia Volontà troverebbe dei vuoti nella Creazione e non resterebbe appagata.  Ma sai perché non trovi tutti e molti ti sfuggono?  E' la forza del libero arbitrio.  Ma però ti voglio insegnare il segreto dove tutti trovarli:  entra nella mia Umanità e vi troverai tutti gli atti loro come in custodia, per cui Io presi l'impegno di soddisfare per loro innanzi al mio Celeste Padre, e tu va' seguendo tutti gli atti miei, che erano gli atti di tutti, così troverai tutto e Mi darai il ricambio d'amore per tutti e per tutto.  Tutto c'è in Me;  avendo fatto per tutti c'è in Me il deposito di tutto e rendo al Divin Padre il dovere dell'amore di tutto, e chi vuole se ne serve per via di mezzo per salire al Cielo". 

Io sono entrata in Gesù e con facilità ho trovato tutto e tutti, e seguendo l'operato di Gesù dicevo:  In ogni pensiero di creatura Ti amo, sul volo d'ogni sguardo Ti amo, in ogni suono di parola Ti amo;  in ogni palpito, respiro, affetto, Ti amo;  in ogni goccia di sangue, in ogni opera e passo, Ti amo.   (Vol.16 29.12.1923)

 

Leggiamo nel Volume 34, il 6 Maggio 1937

Gesù non sa che farne di un'anima che non possiede la pace.  [A] chi vive nel Voler Divino Dio le fa dono di tutte le opere sue, ed anche della sua stessa Vita, per farle vedere quanto e come vuol essere amato.

Il mio abbandono nel Voler Divino continua;  la mia povera mente [è] oppressa per gli incidenti della vita, per me troppo dolorosi;  cerco il mio rifugio nel centro del Fiat, nel Quale mi sento rinascere a novella vita, ringiovanire, rifare dalle mie tappe dolorose, ma come mi scosto dal suo centro, le mie oppressioni risorgono, tanto da sentirmi i giusti rimproveri del mio caro Gesù, fino a dirmi: "Figlia mia, badaci, che Io non so che farne d'una anima che non è pacifica!  è la pace il mio celeste soggiorno;  il campanello che con suoni vibranti e dolci che chiama il mio Volere a regnare, è la pace.  La pace possiede voci sì potenti che chiama tutto il Cielo, lo mette in attenzioni per farlo essere spettatore delle belle conquiste dell'operato del Voler Divino nella creatura.  La pace mette in fuga le paurose tempeste e fa sorgere il celeste sorriso dei Santi, l'incanto più bello d'una primavera che mai finisce;  perciò non Mi dare questo dolore di non vederti in pace!"

Onde cercavo quanto più potevo di tuffarmi nel Voler Divino per non sentire più me stessa, seguendo i suoi atti, tanto della Creazione come quelli della Redenzione;  ed il mio amato Gesù, ha investito il mio intelletto e, colla sua voce creatrice, tutto amore, mi ha detto:

"Figlia mia benedetta, lascia te stessa, e vieni nella mia Volontà;  sentiamo l'estremo bisogno di far conoscere dove giunge il nostro amore per chi vive in Essa.  Ed è il tanto il nostro amore che con ansia aspettiamo che [la creatura] si unisca, si immedesimi alle nostre opere per darle il diritto come se fossero sue.  E siccome la nostra forza creatrice è sempre in atto, come [la creatura] si immedesima con Noi, come se rinnovassimo le nostre opere, le[1] facciamo dono e le diciamo:  'Sono opere tue, fanne quello che vuoi;  colle nostre opere in tuo potere puoi amarci quanto vuoi, puoi darci gloria in modo infinito, puoi fare bene a chi vuoi;  tu prendi diritto non solo delle opere nostre ma di Colui che il tutto ha creato e Noi prendiamo diritto su di te che già sei nostra'.  Come sono dolci questi diritti della piccolezza umana nel nostro Essere Divino!  Sono dolci ed amorose catene che Ci fanno amare con amore più intenso e forte la nostra opera creatrice, e nella nostra enfasi d'amore andiamo ripetendo:  'Com'è bella!  è nostra, tutta nostra e Noi siamo tutto di essa, non Ci resta altro da fare che amarci, l'ameremo con amore eterno ed essa Ci amerà con eterno amore'".

Io son rimasta sorpresa come se volessi mettere dubbio.  E Gesù ha soggiunto:

"Figlia, non ti meravigliare, è la pura verità che ti dice il tuo Gesù, ché volendo essere amato, vuol far conoscere dove può giungere la creatura e quanto l'ama;  come se non fosse contento delle nostre gioie interminabili, vogliamo il contento, che essa possieda ciò che possediamo e Ci ami come sappiamo Noi amare.

Vedi?  Per chi vive nel nostro Volere Divino è quasi connaturale:  essa trova il nostro Fiat in atto di creare il cielo, il sole, [ed] essa si unisce a quell'atto per fare ciò che fa Esso;  è tanta la nostra bontà, che coll'unione abbiamo formato il connubio insieme e, nel nostro Volere abbiamo formato l'atto deciso di dare il cielo, il sole come dono alla creatura.  Con questo dono essa Ci dà la gloria d'un cielo disteso, Ci ama in ogni punto di esso, fa il bene alle creature di farle possedere e godere un cielo;  e siccome tiene il sole in suo potere, Ci dà la gloria che il globo terrestre possieda la luce;  ogni uomo che resta investito dalla luce e calore del sole, è una gloria di più che Ci dà, è una sonatina d'amore che Ci fa, che rapisce il nostro amore ad amare di più;  ogni pianta, ogni frutto e fiore fecondato e riscaldato dal suo calore, è un grido di più di gloria ed amore che Ci dà;  l'uccellino che canta al sorgere del sole, l'agnellino che bela, sono tutti accenti di gloria e d'amore che Ci manda.  Ed il merito di tanti beni che fa il sole alla terra che sono incalcolabili! , di chi sono?  Di chi vive nel nostro Volere!  In Esso, ciò che è nostro è suo;  e siccome Noi non abbiamo bisogno di meriti, avendo[glie]ne fatto dono lasciamo a lui la parte meritoria e per contraccambio vogliamo il suo grido d'amore, sempre ed in ogni cosa;  e così del bene che fanno tutte le cose create:  il vento, l'aria, l'acqua e tutto".

Ond'io nel sentir ciò non solo son rimasta meravigliata, ma volevo fare molte difficoltà;  e passando agli atti della Redenzione mi son trovata immersa nelle sue pene, ed il mio sempre amabile Gesù, forse per convincermi, si faceva vedere nel mio interno in atto di soffrire la dolorosa Crocifissione;  io prendevo parte alle sue pene e morivo insieme con Lui, il suo Sangue divino scorreva, le sue piaghe erano aperte.  E Lui con un accento tenero e commovente da sentirmi spezzare il cuore, mi ha detto:

"Sto dentro di te, sono tuo, sono a tua disposizione;  le mie piaghe, il mio Sangue, tutte le mie pene sono tue, puoi fare di Me ciò che vuoi, anzi falla da magnanima, da prode, da amante, da vera mia imitatrice:  prendi il mio Sangue per darlo a chi vuoi, prendi le mie piaghe per sanare le piaghe dei peccatori;  prendi la mia Vita per dar vita di grazia, di santità, d'amore, di Volontà Divina a tutte le anime;  prendi la mia Morte per far risorgere tante anime morte nel peccato.  Ti do tutta la libertà, fai tu, sappi fare figlia mia;  Mi son donato e basta, penserai tu [a far sì] che tutto Mi ridondi a gloria e come farmi amare.  La mia Volontà ti darà il volo per farti portare il mio Sangue, le mie piaghe, i miei baci, le mie tenerezze paterne ai figli miei ed ai tuoi fratelli.

Perciò non ti meravigliare, è questo proprio l'operato divino:  tenere le sue opere in atto di ripeterle continuamente per darle, per far[ne] dono alle creature;  ognuno può dire:  'Tutto è mio, anche lo stesso Dio è mio!'  Ed oh, come godiamo nel vederle dotate delle opere nostre, posseditrici del loro Creatore!  Sono gli eccessi del nostro amore che, per essere amato vogliamo far toccare quanto l'amiamo ed i doni che le vogliamo dare.  Per chi vive poi nel nostro Volere, Ci sentiremmo come se defraudassimo la creatura se non le facciamo dono di tutto, e questo Noi non lo sappiamo fare! Quindi sii attenta, fa' che l'anima tua sia imbalsamata dalla nostra pace divina ché non conosciamo che cosa sia turbazione e tutte le cose ti porteranno il sorriso, la dolcezza, l'amore del tuo Creatore".

 

Rispondiamo a Gesù =

Gesù, Amor mio, per la Santa tua Divina Volontà Tu sei dentro di me, sei mio, sei a mia disposizione.  Le tue piaghe, il tuo Sangue, le tue pene sono tutte mie.  Posso fare di Te ciò che voglio. Tu vuoi che io agisca da magnanima, da prode, da amante, da vera tua imitatrice .....  Ecco allora che io prendo il tuo Sangue e lo dono a chi vedo che ne ha particolarmente bisogno;  prendo le tue Piaghe per sanare le piaghe dei peccatori, prendo la tua Vita per dar vita di grazie, di santità, d'amore, di Volontà Divina a tutte le anime, prendo la tua Morte per farti sorgere tante anime morte nel peccato.  O Gesù, tu mi dai tutta la libertà e mi chiedi di saper fare. Tu ti sei donato e basta. Ora devo pensarci io...  Che tutto ti ridondi a Gloria e a farti amare!  La tua Volontà mi darà il volo per farmi portare il tuo Sangue, le tue Piaghe, i tuoi baci, le tue tenerezze paterne ai tuoi figli e miei fratelli.  Perciò non mi meraviglio:  è proprio questo l'operato divino:  tenere le tue opere in atto di ripeterle continuamente per darle, per far dono alle creature.  Ognuna potrà dire <<tutto è mio, anche lo stesso Dio è mio>>, e Voi tanto godrete nel vederle dotate delle opere vostre, posseditrici del loro Creatore!  Sono gli eccessi del Vostro Amore, che per essere amati volete far toccare con mano quanto le amate e i doni che volete far loro.  Per chi vive nel Vostro Volere Vi sentireste come se defraudaste la creatura se non le faceste dono di tutto, e questo non sapete farlo.  Quindi sarò attenta, farò che la mia anima sia imbalsamata nella vostra pace divina perché non conosca cosa sia turbamento e così tutte le cose mi porteranno il sorriso, la dolcezza e l'amore del mio Creatore.

 

Ed il 4 luglio 1927, nel Volume 22, Luisa scrive:

Offerta della Comunione;  gli atti fatti nella Divina Volontà sono accidenti in cui si moltiplica Gesù.  L'anima contiene la sorgente dei Sacramenti.

Stavo facendo il ringraziamento dopo aver ricevuto la santa Comunione e pensavo tra me che volevo offrirla a tutti ed a ciascun abitatore del Cielo, a ciascun'anima del Purgatorio, a tutti i viventi che sono e saranno.  Non solo, ma vorrei dare al sole il mio Gesù Sacramentato, al cielo stellato, ai prati fioriti, insomma a ciascuna cosa creata per dargli la gloria ed il trionfo di tutte le opere sue.

Ma mentre ciò dicevo pensavo tra me:  "Sono le mie solite sciocchezze.  Come io posso formare tanti Gesù?  Ciò è impossibile!"

Ed il mio amato Gesù, muovendosi nel mio interno, mi ha detto: 

"Figlia mia, come nell'Ostia Sacramentale ci sono i piccoli accidenti del pane e dentro di essi si nasconde il tuo Gesù vivo e vero, e tanti Gesù per quante Ostie ci sono, così nell'anima ci sono gli accidenti della volontà umana non soggetti a consumarsi come gli accidenti della mia Vita Sacramentale, perciò più fortunati e più solidi.  E come la Vita Eucaristica si moltiplica nelle Ostie, così la mia Volontà Divina si moltiplica nella mia Vita in ogni atto di volontà umana, la quale più che accidente si presta alla moltiplicazione della mia Vita.  Come tu facevi scorrere la tua volontà nella Mia e volevi darmi a ciascuno, così la Mia formava la mia Vita nella tua e sprigionavo fuori della sua luce la mia Vita dandomi a ciascuno.  Ed Io, oh come Mi sentivo felice che la piccola figlia del mio Volere negli accidenti della sua volontà formava tante mie Vite per darmi non solo alle creature animate, ma a tutte le cose da Me create!

Onde Io Mi sentivo che come moltiplicavo la mia Vita Mi costituivo Re di tutti:  Re del sole, del mare, Re dei fiori, delle stelle, del cielo, insomma di tutto.  Figlia mia, chi vive nella mia Volontà tiene in sé la fonte della sorgente dei Sacramenti e può moltiplicarmi quanto vuole e come vuole".

Onde io sono rimasta in dubbio sull'ultima frase scritta sopra ed il mio amato Gesù ha soggiunto:  "Figlia mia, i Sacramenti uscirono dalla mia Volontà come tante fontanine, li misi fuori di Essa riserbandomi in Essa la sorgente da cui ricevono continuamente, ciascuna fontana, i beni ed i frutti che ciascuna contengono, ed agiscono a secondo delle disposizioni di chi li riceve.  Ma per mancanze di disposizioni da parte delle creature le fontanine dei Sacramenti non comunicano i beni grandi che contengono.  Molte volte gettano acque e le creature non restano lavate, altre volte consacrano imprimendo un carattere divino ed incancellabile, ma con tutto ciò non si vedono santificati.  Un'altra fontana partorisce la Vita del tuo Gesù continuamente, la ricevono questa Vita, ma non si vede né gli effetti, né la Vita del tuo Gesù in loro.  Quindi ogni Sacramento ha il suo dolore perché non vedono in tutte le creature i loro frutti ed i beni che contengono.

Ora, chi vive nella mia Volontà facendola regnare come nel suo proprio regno, possiede Essa, la sorgente dei Sacramenti.  Qual meraviglia che chi vive nel mio Volere possederà la sorgente di tutti i Sacramenti e sentirà in sé la natura dei Sacramenti con tutti gli effetti e beni che contengono?  E ricevendoli dalla Chiesa sentirà che è un cibo che lei possiede, ma che la prende per dargli quella gloria completa a quei Sacramenti di cui essa ne possiede la sorgente per glorificare quella stessa Volontà Divina che la istituì, perché solo in essa ci sarà perfetta gloria a tutte le nostre opere.  Perciò sospiro tanto il Regno del Fiat Supremo, perché Esso solo metterà l'equilibrio a tutto;  darà alle creature tutti i beni che vuole e riceverà la gloria che esse le devono".

 

Ed ancora, nel Volume 12, il 27 Novembre 1917 =

La santità del vivere nel Divino Volere è esente da interesse personale e perdimento di tempo.  Le anime che vivono nel Divin Volere saranno, per Gesù, sacerdoti, chiese, tabernacoli ed ostie e, Lo rifaranno di tutto quello che Gli dovevano le altre creature, passate, presenti e future.

Riprendo per ubbidire.  Il mio sempre amabile Gesù pare che ha voglia di parlare del vivere nel suo Santissimo Volere;  pare che mentre parla della sua Santissima Volontà dimentica tutto e fa dimenticare tutto;  l'anima non trova altra cosa che le necessita, altro bene, che vivere nel suo Volere.  Onde il dolce mio Gesù, dopo aver scritto il giorno 20 Novembre del suo Volere, dispiacendosi con me, mi ha detto:   "Figlia mia, non hai detto tutto, voglio che nessuna cosa trascuri di scrivere quando Io ti parlo del mio Volere, anche le più piccole cose, perché serviranno tutte per il bene dei posteri.  In tutte le santità ci sono stati sempre i Santi che per i primi hanno avuto l'inizio di una specie di santità;  sicché ci fu il santo che iniziò la santità dei penitenti, l'altro che iniziò la santità dell'ubbidienza, un altro dell'umiltà, e così di tutto il resto delle altre santità.  Ora, l'inizio della santità del vivere nel mio Volere voglio che sia tu.  Figlia mia, tutte le altre santità non sono escluse da perdimento di tempo e d'interesse personale;  come, per esempio, [per] un'anima che vive in tutto all'ubbidienza c'è molto perdimento di tempo:  quel dire e ridire continuato la distraggono da Me, scambiano la virtù in vece mia e, se non ha l'opportunità di prendere tutti gli ordini, vive inquieta.  Un'altra che soffre le tentazioni, oh, quanti perdimenti di tempo!  Non è mai stanca di dire tutti i suoi cimenti e scambia la virtù della sofferenza in vece mia;  e molte volte queste santità vanno a sfascio. 

Ma la santità del vivere nel mio Volere va esente d'interesse personale, da perdimento di tempo;  non c'è pericolo che scambino Me per la virtù, perché il vivere nel mio Volere sono Io stesso.  Questa fu la santità della mia Umanità sulla terra e perciò feci tutto e per tutti e senza l'ombra dell'interesse.  L'interesse proprio toglie l'impronta della santità divina, perciò mai [l'anima] può essere sole, al più, per quanto bella, può essere una stella.  Perciò voglio la santità del vivere nel mio Volere in questi tempi sì tristi;  la generazione ha bisogno di questi soli che la riscaldino, la illuminino, la fecondino.  Il disinteresse di questi angeli terrestri, tutto per loro bene, senza l'ombra del proprio, aprirà la via nei loro cuori a ricevere la mia grazia.

E poi, le chiese sono poche, molte ne verranno distrutte;  molte volte non trovo sacerdoti che Mi consacrino, altre volte permettono ad anime indegne di ricevermi e ad anime degne di non ricevermi, altre non possono ricevermi, sicché il mio amore si trova inceppato.  Perciò voglio fare la santità del vivere nel mio Volere:  in esse non avrò bisogno di sacerdoti per consacrarmi, né di chiese, né di tabernacoli, né di ostie, ma esse saranno tutto insieme:  sacerdoti, chiese, tabernacoli ed ostie.  Il mio amore sarà più libero;  ogniqualvolta vorrò consacrarmi lo potrò fare, in ogni momento di giorno, di notte, in qualunque luogo esse si trovino.  Oh, come il mio amore avrà sfogo completo!  Ah, figlia mia!  La generazione presente meritava d'essere distrutta del tutto, e se permetterò che qualche poco resti di essa, è per formare questi soli della santità del vivere nel mio Volere, che a mio esempio Mi rifaranno di tutto quello che Mi dovevano le altre creature, passate, presenti e future.  Allora la terra Mi darà vera gloria ed il mio Fiat Voluntas Tua come in Cielo così in terra avrà compimento ed esaudimento".

 

Fiat!

 

Vieni o Volere Supremo a Regnare sulla terra! Investi tutte le generazioni! Vinci e conquista tutti!

 

Pro Manuscripto

a cura del Gruppo di Preghiera "Divino Volere e Divino Amore" Tel. 06.77201536

 

"...Volli ricevere Me stesso, per fare atti compiuti che glorificavano il Padre degnamente...". GESù a LUISA PICCARRETA 24 Febbraio 1917 Vol.11

 



[1]  le =   gliene