GIRARE NELLA DIVINA VOLONTA' PER RICAMBIARE DIO IN AMORE

Selezione di brani tratti dal 'Libro di Cielo' della Serva di Dio Luisa Piccarreta la P.F.D.V.

J. M. J.

Dal Volume 11 Ottobre 2, 1913

'Gesù, Ti amo con la tua Volontà'.

(...) Avendo fatto la Comunione, stavo dicendo a Gesù: "Ti amo". E Lui mi ha detto:

"Figlia mia, vuoi amarmi davvero? Di': 'Gesù, Ti amo con la tua Volontà'. E siccome la mia Volontà riempie Cielo e terra, il tuo amore Mi circonderà ovunque, ed il tuo Ti amo si ripercuoterà lassù nei Cieli e fin nel profondo degli abissi. Così, se vuoi dire: 'Ti adoro, Ti benedico, Ti lodo', lo dirai unita con la mia Volontà e riempirai Cieli e terra di adorazioni, di benedizioni, di lodi, di ringraziamenti. Nella mia Volontà le cose sono semplici, facili ed immense. La mia Volontà è tutto, tanto, che gli stessi miei Attributi, che sono? Un atto semplice della mia Volontà. Sicché, se la Giustizia, la Bontà, la Sapienza, la Fortezza, fanno il loro corso, la mia Volontà le precede, le accompagna, le mette in attitudine di operare, insomma, non si spostano un punto dal mio Volere. Perciò, chi prende la mia Volontà prende tutto, anzi può dire che la sua vita è finita, finite le debolezze, le tentazioni, le passioni, le miserie, perché in chi fa il mio Volere tutte le cose perdono i loro diritti, perché il mio Volere tiene il primato su tutto e diritto a tutto".

 

Dal Volume 12 Gennaio 8, 1919

(...) "Grida forte nel mio Volere: Ti amo!"

(...) "Diletta mia, coraggio, entra in Me, vieni a nuotare nel mare immenso del mio Volere, del mio Amore, nasconditi nel Volere ed Amore increato del tuo Creatore. Il mio Volere tiene il poter di rendere infinito tutto ciò che entra nella mia Volontà e d'innalzare e trasformare gli atti delle creature come atti eterni, perché ciò che entra nella mia Volontà acquista l'eterno, l'infinito, l'immenso, perdendo il principio, il finito, la piccolezza; quale è il mio Volere, tali rende gli atti loro. Perciò dì, grida forte nel mio Volere: 'Ti amo!' Io sentirò la nota del mio Amore eterno, sentirò l'amore creato nascosto nell'Amore increato e Mi sentirò amato dalla creatura con amore eterno, infinito, immenso e quindi, un amore degno di Me, che Mi supplisce e può supplirmi all'amore di tutti".

Io son rimasta sorpresa ed incantata, dicendo: "Gesù, che dici?"

E Lui: "Cara mia, non ti meravigliare, tutto è eterno in Me, nessuna cosa tiene principio né avrà fine; tu stessa e tutte le creature eravate eterne nella mia mente; l'Amore con cui formai la Creazione, che si sprigionò da Me e che dotò ogni cuore, era eterno. Che meraviglia dunque che la creatura, lasciando il proprio volere, entra nel Mio ed unendosi all'Amore che la vagheggiava ed amava fin dalla eternità e concatenandosi con l'Amore eterno da cui uscì, fa i suoi atti, Mi ama, acquista il valore e potere eterno, infinito, immenso? Oh, come poco si conosce il mio Volere, perciò né amato né apprezzato! Ed è per ciò che la creatura si contenta di starsi basso ed opera come se non avesse un principio eterno, ma temporaneo". (...)

 

Dal Volume 11 Aprile 23, 1912

"'Ti amo, ti amo, ti amo' ti dico nella luce che riempie il tuo occhio, 'ti amo' nell'aria che respiri... E i tuoi 'Ti amo', quanti sono per Me?". La vera santità sta nel fare la Divina Volontà e nel riordinare tutte le cose in Gesù.

(...) "Figlia mia, il mio amore per la creatura è grande, vedi come la luce del sole invade la terra? Se tu potessi fare di quella luce tanti atomi, in quegli atomi di luce sentiresti la mia voce melodiosa che ti ripeterebbero uno presso l'altro: 'ti amo, ti amo, ti amo...', in modo che non ti darebbero tempo a numerarli; resteresti affogata nell'amore. E difatti: 'ti amo, ti amo, ti amo' [ti dico] nella luce che riempie il tuo occhio, 'ti amo' nell'aria che respiri, 'ti amo' nel sibilo del vento che percuote il tuo udito, 'ti amo' nel calore e nel freddo che sente il tuo tatto, 'ti amo' nel sangue che scorre nelle tue vene. 'Ti amo' nel palpito del tuo cuore ti dice il mio palpito; 'ti amo' ti ripeto in ogni pensiero della tua mente; 'ti amo' in ogni azione delle tue mani; 'ti amo' in ogni passo dei tuoi piedi; 'ti amo' in ogni parola. Perché niente succede, dentro e fuori di te, se non concorre un mio atto d'amore verso di te; sicché un mio ti amo non aspetta l'altro. E i tuoi Ti amo, quanti sono per Me?"

Io sono rimasta confusa. Mi sentivo assordata dentro e fuori ed a pieni cori dal ti amo del mio dolce Gesù... E i miei Ti amo erano così scarsi, così limitati, che ho detto: "Oh mio amante Gesù, chi mai può farvi fronte?" Ma di quello che ho detto, pare che non ho detto nulla di quello che Gesù mi faceva comprendere. (...)

 

Dal Volume 12 Gennaio 9, 1920

Ogni cosa creata porge l'Amore di Dio all'uomo e l'uomo risponde al suo Creatore: "Vengo ai tuoi piedi a nome di tutta l'umana famiglia... Vengo a ricambiarti in amore per tutti per ciascuna cosa creata... Quindi: Ti amo per ogni stella che hai creato, Ti amo per quante gocce di luce ed intensità di calore hai messo nel sole, Ti amo...".

Stavo pregando e col mio pensiero mi fondevo nel Voler Eterno e, portandomi innanzi alla Maestà Suprema, dicevo: "Eterna Maestà, vengo ai tuoi piedi a nome di tutta l'umana famiglia, dal primo fino all'ultimo uomo delle future, presenti e passate generazioni, ad adorarti profondamente; ai tuoi piedi santissimi voglio suggellare le adorazioni di tutti. Vengo a riconoscerti a nome di tutti Creatore e Dominatore assoluto di tutto; vengo ad amarti per tutti e per ciascuno. Vengo a ricambiarti in amore per tutti per ciascuna cosa creata [in] cui tanto amore ci hai messo dentro, che mai la creatura troverà amore sufficiente per ricambiarti in amore; ma io nel tuo Volere trovo questo amore e, volendo che il mio amore, come gli altri atti, siano completi, pieni e per tutti, perciò sono venuta nel tuo Volere dove tutto è immenso ed eterno e trovo amore per poterti amare per tutti. Quindi, Ti amo per ogni stella che hai creato, Ti amo per quante gocce di luce ed intensità di calore che hai messo nel sole".

Ma chi può dire tutto ciò che la mia povera mente diceva? Andrei troppo per le lunghe; perciò faccio punto. Ora, mentre ciò facevo, un pensiero mi ha detto: "Come va ed in che modo Nostro Signore ha messo in ogni cosa creata fiumi d'amore verso la creatura?" Ed una luce ha risposto al mio pensiero: "Certo, figlia mia, che in ogni cosa creata il mio Amore si riversava a torrenti verso la creatura! Te lo dissi altrove, te lo confermo ora che, mentre il mio Amore increato creava il sole ci metteva oceani d'amore; ed in ogni goccia di luce che doveva inondare l'occhio, il passo, la mano e tutto della creatura, correva il mio Amore e, quasi ripercuotendole dolcemente l'occhio, la mano, il passo, la bocca, le dà il mio bacio eterno e le porge il mio Amore. Alla luce corre insieme il calore e, ripercuotendola un po' più forte e quasi impaziente dell'amore della creatura, fino a dardeggiarla, le ripeto più forte il mio ti amo eterno. E se il sole con la sua luce e calore feconda le piante, è il mio Amore che corre alla nutrizione dell'uomo; e se ho disteso un cielo sul capo dell'uomo, tempestandolo di stelle, era il mio Amore che, volendo allietare l'occhio dell'uomo anche la notte, gli diceva in ogni scintillio di stella il mio ti amo.

Sicché ogni cosa creata porge il mio Amore all'uomo; e se ciò non fosse, non aveva nessuno scopo la Creazione, ed Io non faccio nulla senza scopo. Tutto è stato fatto per l'uomo, ma l'uomo non lo riconosce e si è cambiato per Me in dolore. Perciò figlia mia, se vuoi lenire il mio dolore vieni spesso nel mio Volere ed a nome di tutti dammi adorazione, amore, riconoscenza e ringraziamento per tutti".

 

Dal Volume 18 Agosto 9, 1925

Come il ricambiare Iddio in amore per tutte le cose create, entra nel primo dovere della creatura. La Divina Volontà fu data come vita primaria della creatura.

(...) Mentre mi stavo fondendo nel Santo Voler Divino, per ricambiare in amore tutto ciò che Iddio aveva fatto nella Creazione per amore delle creature, il pensiero mi diceva che non era necessario il fare ciò, né era gradito al mio Gesù questo modo di pregare, queste sono invenzioni della mia testa. Ed il mio sempre amabile Gesù, muovendosi nel mio interno mi ha detto: "Figlia mia, tu devi sapere che questo modo di pregare, cioè di ricambiare Iddio in amore per tutte le cose da Lui create, è un diritto divino ed entra nel primo dovere della creatura. La Creazione fu fatta per amore dell'uomo, anzi, fu tanto il nostro amore che, se fosse necessario avremmo creato tanti cieli, tanti soli, stelle, mari, terre, piante, e tutto il resto, per quante creature dovevano venire alla luce di questo mondo, affinché ognuna avesse una Creazione per sé, un universo tutto suo, come difatti quando il tutto fu creato, solo Adamo fu lo spettatore di tutto il creato, egli poteva godere tutto il bene che voleva. E se ciò non facemmo, fu perché l'uomo poteva godere lo stesso tutto come se fosse suo, ad onta che gli altri ne godano. Difatti, chi non può dire: 'Il sole è mio', e godere della luce del sole per quanta ne vuole? Che 'L'acqua è mia', e dissetarsi e servirsene dove la necessita? Che 'Il mare, la terra, il fuoco, l'aria, sono cose mie'?; e tante altre cose da Me create. E se in qualche cosa l'uomo pare che difetta, che stenta la vita, è il peccato che sbarrando il passo ai miei benefizi, impedisce alle cose da Me create d'essere larghe per la creatura ingrata.

Quindi, stando tutto ciò, che in tutte le cose create Iddio vincolava il suo amore verso ciascuna creatura, in essa entrava il dovere di ricambiare Iddio con il suo piccolo amore, con la sua gratitudine, con il suo grazie verso Chi tanto aveva fatto per lei. Questo non ricambiare Iddio in amore per tutto ciò che ha fatto nella Creazione per l'uomo, è la prima frode che fa la creatura a Dio, è un usurpare i suoi doni senza neppure riconoscerli, da dove vengono, e Chi tanto l'ha amato. Perciò è il primo dovere della creatura. Ed è tanto indispensabile questo dovere ed importante, che Colei che prese a petto tutta la nostra gloria, la nostra difesa, il nostro interesse, non faceva altro che girare per tutte le sfere, dalla più piccola alla più grande delle cose da Dio create, per imprimere il suo ricambio d'amore, di gloria, di ringraziamento per tutti, e a nome di tutte le umane generazioni. Ah, sì, fu proprio la mia Mamma Celeste che riempì Cieli e terra del ricambio a tutto ciò che Dio aveva fatto nella Creazione! Dopo di Lei fu la mia Umanità che compì questo dovere sì sacrosanto, a cui tanto tanto la creatura aveva mancato, e che Mi rese propizio il mio Padre Celeste verso l'uomo colpevole. Sicché furono le mie preghiere e quelle della mia inseparabile Mamma. Non vuoi tu dunque ripetere le mie stesse preghiere? Anzi, perciò ti ho chiamata nel mio Volere, affinché ti associ con Noi e segua e ripeta gli atti nostri".

Ond'io cercavo per quanto potevo di girare per tutte le cose create, per dare al mio Dio il ricambio dell'amore, della gloria, della gratitudine per tutto ciò che aveva fatto nella Creazione. Mi pareva di vedere in tutte le cose il ricambio dell'amore della mia Imperatrice Mamma, e del mio amato Gesù. Questo ricambio formava la più bella armonia tra il Cielo e la terra, e vincolava il Creatore con la creatura. Ogni ricambio d'amore era un tasto, una sonatina di musica celeste che rapiva, ed il mio dolce Gesù ha soggiunto: "Figlia mia, tutte le cose create non furono altro che un atto della nostra Volontà che le mise fuori, né esse possono spostarsi, né cambiare effetti, né posizione, né l'ufficio che ciascuna ricevette dal suo Creatore; esse non sono altro che specchi dove l'uomo doveva mirare i riflessi delle qualità del suo Creatore: dove la Potenza, dove la Bellezza, in altre cose create la Bontà, l'Immensità, la Luce, ecc., insomma, ogni cosa creata predica all'uomo le Qualità del suo Creatore, e con voci mute gli dicono quanto lo amo. Invece nel creare l'uomo, non fu la nostra sola Volontà, ma una emanazione che uscì dal nostro Seno, una parte di Noi stessi che infondemmo in lui, e perciò lo creammo libero di volontà, acciò crescesse sempre in bellezza, in sapienza, in virtù; a somiglianza nostra lui poteva moltiplicare i suoi beni, le sue grazie.

Oh, se un sole fosse libero di volontà e potesse fare da uno, due soli; da due, quattro soli! Quale gloria, quale onore non darebbe al suo Creatore, e quanta gloria anche a sé stesso? Eppure, ciò che non possono fare le cose create, perché prive di libero arbitrio e perché furono create perché dovevano servire l'uomo, lo può fare l'uomo, perché doveva servire a Dio. Sicché tutto il nostro amore era accentrato nell'uomo, e perciò mettemmo tutto il creato a sua disposizione, tutto ordinato intorno a lui, perché l'uomo se ne servisse delle opere nostre come tante scale e vie per venire a Noi, per conoscerci e amarci. Ma qual è il nostro dolore nel vedere l'uomo al disotto delle nostre cose create, anzi, trasformata dal peccato in bruttezza la sua bell'anima data da Noi; non solo non cresciuto nel bene, ma orrido a vedersi? Eppure, come se tutto ciò che fu creato per lui non bastasse al nostro amore, per custodire questo libero arbitrio gli facemmo il dono più grande, che superò tutti gli altri doni, cioè, gli demmo la nostra Volontà per preservativo, come antidoto, come preventivo ed aiuto alla sua libera volontà. Sicché la nostra Volontà si mise a sua disposizione per dargli tutti quegli aiuti di cui l'uomo avesse bisogno. Sicché la nostra Volontà gli fu data come vita primaria ed atto primo di tutte le sue opere. Dovendo lui crescere in grazia ed in bellezza, aveva bisogno d'una Volontà Suprema che non solo facesse compagnia alla sua umana volontà, ma che si sostituisse all'operato della creatura. Ma anche questo gran dono disprezzò e non lo volle conoscere.

Vedi, dunque, come la nostra Volontà entra nella vita primaria della creatura, e fino a tanto che tiene il suo atto primo, la sua vita, la creatura cresce sempre in grazia, in luce, in bellezza, conserva il vincolo dell'atto primo della sua creazione, e Noi riceviamo la gloria di tutte le cose create, perché servono alla nostra Volontà operante nella creatura, scopo unico di tutta la Creazione. Perciò ti raccomando che la nostra Volontà sia per te più che vita, e l'atto primo di tutte le tue azioni".

 

Dal Volume 18 Agosto 15, 1925

Tutte le cose create camminano verso l'uomo. Ricambiare Dio per tutto nella Creazione...

Continuavo a fondermi nel Santo Voler Divino, per ricambiare il mio Gesù col mio piccolo amore di tutto ciò che ha fatto per l'uman genere nella Creazione, ed il mio amato Gesù, muovendosi nel mio interno, per dare più valore al mio piccolo amore, faceva insieme con me ciò che io facevo; ed in questo mentre mi ha detto: "Figlia mia, tutte le cose create furono fatte per l'uomo, e tutte corrono verso dell'uomo; non hanno piedi, ma tutte camminano, tutte hanno un moto, o per trovarlo o per farsi trovare. La luce del sole si parte dall'altezza dei cieli per trovare la creatura, illuminarla e riscaldarla; l'acqua cammina per giungere fin nelle viscere umane per dissetarla e rinfrescarla; la pianta, il seme, cammina, squarcia la terra, forma il suo frutto per darsi all'uomo. Non c'è cosa creata che non abbia un passo, un moto, verso chi l'Eterno Fattore l'aveva diretta nella loro creazione. La mia Volontà mantiene l'ordine, l'armonia, e le tiene tutte in via verso le creature, sicché è la mia Volontà che cammina sempre nelle cose create verso la creatura, non si ferma mai, è tutta moto verso chi tanto ama. Eppure, chi dice un grazie alla mia Volontà che le porta la luce del sole, l'acqua da bere per dissetarlo, il pane per sfamarlo, il frutto, il fiore per ricrearlo, e tante altre cose che le porta per renderlo felice? Non è giusto che facendo tutto la mia Volontà per lui, l'uomo facesse tutto per compiere la mia Volontà?

Oh, se tu sapessi la festa che fa la mia Volontà nelle cose create quando cammina e serve a chi compie la mia Volontà! La mia Volontà operante e compita nella creatura e quella operante nelle cose create, mentre s'incontrano insieme si baciano, si armonizzano, si amano e formano l'inno, l'adorazione al loro Creatore ed il portento più grande di tutta la Creazione. Le cose create si sentono onorate quando servono alla creatura che è animata da quella stessa Volontà che forma la loro stessa vita. Invece, la mia Volontà si atteggia a dolore nelle stesse cose create quando deve servire a chi non compie la mia Volontà. Ecco perciò ne avviene che molte volte le cose create si mettono contro dell'uomo, lo colpiscono, lo castigano, perché loro si rendono superiori all'uomo, conservando integra in loro quella Volontà Divina di cui furono animate fin dal principio della loro creazione, e l'uomo è sceso nel basso, non conservando in lui la Volontà del suo Creatore"...

 

Dal Volume 16 Agosto 1, 1923

Tutta la Creazione contiene il ti amo di Gesù. L'anima nella Divina Volontà deve dare la corrispondenza col suo Ti amo in tutto. "Il mio Amore vuole assolutamente il ricambio dell'amore della creatura; quindi, nella mia Volontà troverai tutti i miei ti amo, e tu, seguendoli, imprimerai il tuo nel mio ti amo, per te e per tutti".

Mi sentivo molto afflitta perché quest'oggi il mio Sole, Gesù, non è spuntato alla povera anima mia. Oh, Dio, che pena, passare un giorno senza Sole, sempre notte! Ora, mentre mi sentivo trafitta nell'anima, ho avuto il bene di guardare il cielo stellato e tra me dicevo: "Come più nulla si ricorda il mio dolce Gesù? Io non so come la bontà del suo Cuore può tollerare a non far sorgere il Sole della sua amabile presenza, mentre mi diceva che non avrebbe potuto stare senza venire alla sua piccola figlia, perché i piccoli non possono stare a lungo senza del padre, sono tanti i loro bisogni, che il padre è costretto a stare con loro per sorvegliarli, custodirli e nutrirli! Ahi, non Si ricorda quando trasportandomi fuori di me stessa e portandomi fin sotto la volta dei cieli, in mezzo alle sfere celesti, e passeggiando insieme con Lui io imprimevo il mio Ti amo in ogni stella, in ogni sfera! Ahi, mi pare di vederlo in ogni stella il mio Ti amo! Ah, mi pare che quel scintillio di luce che si forma intorno alle stelle, risuonano tra loro il mio Ti amo, Gesù!; eppure Lui non lo ascolta, non viene, non fa spuntare il suo Sole, che eclissando tutte le stelle col mio Ti amo, [ne] formi uno solo col suo. Ed elevandomi di nuovo in mezzo alle sfere celesti imprimo un nuovo: "Ti amo, Gesù!" Deh, o stelle, gridate forte, fate risuonare il mio Ti amo, onde Gesù, colpito, venga alla sua piccola figlia, alla piccola esiliata! O Gesù, vieni, dammi la mano, fammi entrare nel tuo Santo Volere affinché riempia tutta l'atmosfera, l'azzurro cielo, la luce del sole, l'aria, il mare, tutto, tutto del mio Ti amo, dei miei baci, affinché dovunque Tu sia, se guardi, guardi il mio Ti amo ed i miei baci; se senti, senta il mio Ti amo e lo scocco dei miei baci; se parli e respiri, respiri i miei Ti amo ed i miei baci angosciosi; se operi, nelle tue mani scorrano i miei Ti amo; se cammini, calpesti il mio Ti amo e lo scroscio dei miei baci sotto i tuoi passi! Il mio Ti amo sia la catena che Ti tiri a me, e i miei baci siano calamita potente che, o vuoi o non vuoi, Ti forzino a visitare colei che non può vivere senza di Te". Ma chi può dire tutti i miei spropositi?

Ora, mentre ciò pensavo, il mio adorabile Gesù, tutto bontà, è venuto, e mostrandomi il suo Cuore aperto mi ha detto: "Figlia mia, poggia il tuo capo sul mio Cuore e riposati, ché sei molto stanca, e poi gireremo insieme per farti vedere il mio ti amo sparso su tutto il creato per te". Ond'io mi sono abbracciata a Lui, e poggiavo il mio capo sul suo Cuore per riposarmi, ché ne sentivo estremo bisogno.

Onde, dopo, trovandomi fuori di me stessa, ma sempre stretta al suo Cuore, ha soggiunto: "Figlia mia, tu che sei la figlia primogenita della mia Suprema Volontà, voglio che conosca come tutta la Creazione, sulle ali del mio Volere Eterno, porta il mio ti amo alle creature, e le creature, sulle stesse ali della mia Volontà, facendola loro, dovrebbero darmi il ricambio del loro Ti amo. Guarda l'azzurro cielo: non c'è punto di esso dove non ci sia suggellato un mio ti amo verso la creatura. Ogni stella ed il scintillio che le forma corona sono tempestati dei miei ti amo; il raggio del sole, come si allunga verso la terra per portare la luce, ogni goccia di luce porta il mio ti amo, e siccome la luce invade la terra e l'uomo la guarda, vi cammina sopra, il mio ti amo giunge negli occhi, nella bocca, nelle mani, e si estende sotto i piedi. Il mormorio del mare mormora: 'Ti amo, ti amo, ti amo', e ogni goccia di acqua sono tasti, che armonizzando tra loro formano le più belle armonie del mio infinito ti amo. Le piante, le foglie, i fiori, i frutti, hanno impresso il mio ti amo; sicché la Creazione tutta porta all'uomo i miei ripetuti ti amo. E l'uomo, quanti miei ti amo non tiene impressi in tutto il suo essere? I suoi pensieri sono suggellati dal mio ti amo; il palpito del suo cuore che gli batte in petto, con quel misterioso suono: tic, tic, tic, è un mio ti amo non mai interrotto che gli dice: 'Ti amo, ti amo'. Le sue parole sono seguite dal mio ti amo; i suoi moti, i suoi passi e tutto il resto contiene un mio ti amo; eppure, in mezzo a tante onde del mio Amore non sa elevarsi a darmi il contraccambio del mio Amore. Quale ingratitudine, e come il mio Amore ne resta dolente!

Perciò, figlia mia, ti ho scelta come figlia del mio Volere, affinché difenda i diritti, come figlia fedele, del Padre tuo. Il mio Amore vuole assolutamente il ricambio dell'amore della creatura; quindi, nella mia Volontà troverai tutti i miei ti amo, e tu, seguendoli, imprimerai il tuo nel mio ti amo, per te e per tutti. Oh, come sarò contento nel vedere l'amore della creatura fuso col mio! Perciò ti do il mio Voler in tuo potere, affinché quell'Amore che ho dato nella Creazione, una creatura, difendendo i dritti del mio Amore, Me lo ricambi".

 

Dal Volume 16 Dicembre 29, 1923

(...) Entrando nell'Umanità di Gesù trovo in deposito tutti gli atti delle creature fatti da Lui per tutti, e seguendo tutti i suoi atti, posso dare al Padre il ricambio per tutti e per tutto... 'Vengo a mettere il mio 'Ti amo'...'

(...) Dopo ho fatto la santa Comunione, ed io, secondo il mio solito, stavo chiamando e mettendo tutte le cose create intorno a Gesù, acciocché tutte Gli facessero corona e Gli dessero il contraccambio dell'amore, degli omaggi al loro Creatore. Tutte sono corse alla mia chiamata, e vedevo a chiare note tutto l'amore del mio Gesù per me in tutte le cose create; e Gesù aspettava con tale tenerezza d'amore nel mio cuore il contraccambio di tanto amore, ed io, sorvolando su tutto e abbracciando tutto, mi portavo ai piedi di Gesù e Gli dicevo: "Amor mio, mio Gesù, tutto hai creato per me e me lo hai donato, sicché tutto è mio, ed io lo dono a Te per amarti; perciò Ti dico in ogni stilla di luce di sole: "Ti amo"; nello scintillio delle stelle: "Ti amo"; in ogni goccia d'acqua: "Ti amo". Il tuo Volere mi fa vedere fin nel fondo dell'oceano il tuo ti amo per me, ed io imprimo il mio Ti amo per Te in ogni pesce che guizza nel mare; voglio imprimere il mio Ti amo sul volo d'ogni uccello. Ti amo dovunque Amor mio. Voglio imprimere il mio Ti amo sulle ali del vento, nel muoversi delle foglie, in ogni favilla di fuoco; Ti amo per me e per tutti."

Tutta la Creazione era con me a dire: "Ti amo". Ma quando ho voluto abbracciare tutte le umane generazioni nel Voler Eterno, per far prostrare tutti innanzi a Gesù, perché tutti facessero il loro dovere di dire in ogni loro atto, parola, pensiero: "Ti amo", a Gesù, queste mi sfuggivano, ed io mi sperdevo e non sapevo fare; onde l'ho detto a Gesù, e Lui: "Figlia mia, eppure è proprio questo il vivere nel mio Volere: il portarmi tutta la Creazione innanzi a Me, e a nome di tutti darmi il contraccambio dei loro doveri. Nessuno deve sfuggirti, altrimenti la mia Volontà troverebbe dei vuoti nella Creazione e non resterebbe appagata. Ma sai perché non trovi tutti e molti ti sfuggono? E' la forza del libero arbitrio. Ma però ti voglio insegnare il segreto dove tutti trovarli: entra nella mia Umanità e vi troverai tutti gli atti loro come in custodia, per cui Io presi l'impegno di soddisfare per loro innanzi al mio Celeste Padre, e tu va' seguendo tutti gli atti miei, che erano gli atti di tutti, così troverai tutto e Mi darai il ricambio d'amore per tutti e per tutto. Tutto c'è in Me; avendo fatto per tutti c'è in Me il deposito di tutto e rendo al Divin Padre il dovere dell'amore di tutto, e chi vuole se ne serve per via di mezzo per salire al Cielo".

Io sono entrata in Gesù e con facilità ho trovato tutto e tutti, e seguendo l'operato di Gesù dicevo: "In ogni pensiero di creatura Ti amo, sul volo d'ogni sguardo Ti amo, in ogni suono di parola Ti amo; in ogni palpito, respiro, affetto, Ti amo; in ogni goccia di sangue, in ogni opera e passo, Ti amo". Ma chi può dire tutto ciò che io facevo e dicevo? Molte cose non si sanno dire, anzi, quello che si dice, si dice molto male, da come si dicono quando si è insieme con Gesù. Onde, dicendo: "Ti amo", mi son trovata in me stessa.

 

Dal Volume 16 Marzo 2, 1924

Le anime che fanno la Volontà di Dio, daranno la giratina nella sua Luce, e saranno come i primi da Dio creati; conservando in loro lo scopo integro della Creazione saranno i suoi veri figli legittimi che daranno a Dio la gloria, l'onore dello scopo per cui tutte le cose furono create. Insieme all'Umanità di Gesù abbracciare tutti gli atti delle creature per ricambiare Dio in amore per ogni atto...

Stavo pensando come poteva succedere che il mio dolce Gesù, come pensava, parlava, operava, ecc., stendeva i suoi pensieri in ciascun pensiero di creatura, in ciascuna parola e opera. Ed il mio amato Gesù, muovendosi nel mio interno mi ha detto: "Figlia mia, nulla c'è da meravigliare di ciò. In Me c'era la Divinità con la Luce interminabile della sua Volontà Eterna. In questa Luce Io scorgevo in modo facilissimo ciascun pensiero, parola, palpito e atto delle creature; e come Io pensavo, la Luce che Io contenevo portava il mio pensiero a ciascun pensiero delle creature, e così la mia parola e tutto il resto che Io facessi e soffrissi. Vedi, anche il sole possiede questa virtù: la sua luce è una, eppure quanti non restano inondati da quella luce? Se si potesse vedere tutto l'interno dell'uomo, pensieri, palpiti, affetti, come il sole invade ciascuno con la sua luce, così farebbe scorrere la sua luce in ciascun pensiero, palpito e altro. Ora, se ciò può fare la luce del sole, senza che scenda dall'alto in basso per dare a ciascuno il suo calore e la sua luce, eppure non è altro che l'ombra della mia Luce, molto più lo posso fare Io, che contengo Luce immensa ed interminabile.

E poi, la mia Volontà Divina che contiene questa virtù, come l'anima entra nel mio Volere, così apre la corrente della Luce che la mia Volontà contiene, e la mia Luce, invadendo tutti, porta a ciascuno il pensiero, la parola, l'atto che è entrato nella corrente della sua Luce. Perciò non c'è cosa più sublime, più estesa, più divina, più santa del vivere nel mio Volere; le generazioni dei suoi atti sono incalcolabili.

Sicché l'anima, quando non è unita con la mia Volontà né entra in Essa, non dà la giratina né apre la corrente della sua Luce interminabile, quindi tutto ciò che fa resta personale od individuale; il suo bene, la sua preghiera è come quella piccola luce che si usa nelle stanze, che non tiene virtù di dar luce a tutti i ripostigli della casa, molto meno può dare luce al di fuori, e se manca l'olio, cioè la continuazione dei suoi atti, la piccola luce si smorza e resta all'oscuro".

Onde mi stavo fondendo nell'Eterno Divin Volere mettendomi avanti a tutti per poter portare, come [la] prima di tutti, tutti gli atti delle creature alla Divina Maestà, il ricambio di tutto, l'amore delle creature. Ma mentre ciò facevo, pensavo tra me: "Come può essere che io possa andare avanti a tutti, mentre sono nata dopo tante generazioni? Al più dovrei mettermi in mezzo, tra le passate e le future generazioni che verranno; anzi, per la mia indegnità [dovrei] mettermi all'ultimo e dietro a tutti".

Ed il mio amabile Gesù, muovendosi nel mio interno, mi ha detto: "Figlia mia, tutta la Creazione fu creata perché tutti facessero la mia Volontà. La vita delle creature doveva scorrere nel mio Volere come scorre il sangue nelle vene; dovevano vivere in Esso come miei veri figli, nulla li doveva [a loro] essere estraneo di tutto ciò che a Me apparteneva. Io dovevo essere il loro tenero e amante Padre, e loro dovevano essere i miei teneri e amanti figli. Ora, siccome lo scopo della Creazione fu questo, ad onta che altre generazioni siano state prima, questo dice nulla, saranno messe dopo, e la mia Volontà metterà per prima coloro che saranno e che sono stati fedeli nel mantenere integro lo scopo per cui furono creati; questi, siano venuti o prima o dopo, occuperanno il primo ordine innanzi alla Divinità. Con aver mantenuto lo scopo della Creazione, saranno distinti fra tutti e marcati come da fulgida gemma dall'aureola della nostra Volontà, e tutti le daranno [loro] il passo libero perché occupino il loro primo posto d'onore. Né c'è da meravigliare, anche in questo basso mondo succede così. Supponi un re in mezzo alla sua corte: ministri, deputati, eserciti; va il suo figlio principino: ad onta che tutti gli altri siano grandi, chi non dà libero il passaggio al piccolo principe, che prende il suo posto d'onore accanto al re, suo padre? Chi tratta col re con quella dimestichezza degna d'un figlio? Chi vorrebbe biasimare questo re e questo figlio, che ad onta che questo figlio sia più piccolo di tutti, si eleva su tutti e prende il suo posto primario e legittimo presso il re suo padre? Certo, nessuno; anzi, tutti rispetterebbero il diritto del piccolo principino.

Scendi più in basso ancora. Supponi una famiglia: un figlio è nato prima, ma non si è voluto occupare di far la volontà del padre, né ha voluto né studiare né lavorare, è rimasto quasi incretinito nel suo ozio formando il dolore del padre. Ne viene un altro figlio alla luce, e questo, sebbene più piccolo, fa la volontà di suo padre, studia, giunge ad essere un professore degno di occupare i più alti posti. Ora, chi è il primo in quella famiglia? Chi riceve il suo posto d'onore presso il padre? Non è forse l'ultimo venuto?

Sicché, figlia mia, solo coloro i quali avranno conservato in loro lo scopo integro della Creazione saranno i miei veri figli legittimi; col fare la mia Volontà hanno conservato in loro il sangue puro del loro Padre Celeste, il quale le ha dato tutti i lineamenti della sua somiglianza, per cui sarà tanto facile conoscerli per nostri legittimi figli. La nostra Volontà li conserverà nobili, puri, freschi, tutto amore per Colui che li ha creati; e come nostri figli che sempre sono stati nella nostra Volontà e che mai hanno dato vita alla loro, saranno come i primi da Noi creati, che Ci daranno la gloria, l'onore dello scopo per cui tutte le cose furono create.

Perciò il mondo non può finire, aspettiamo la generazione dei nostri figli, che vivendo nel nostro Volere Ci daranno la gloria delle opere nostre. Questi avranno per vita il solo mio Volere. Sarà tanto naturale in loro il fare la Volontà Divina, spontaneo, senza sforzo, come è naturale il palpito, il respiro, la circolazione del sangue; sicché per loro [la Volontà Divina] non la terranno come legge, perché le leggi sono per i ribelli, ma come vita, come onore, come principio e come fine.

Perciò, figlia mia, ti stia solo a cuore la mia Volontà, né volerti dar pensiero di altro, se vuoi che il tuo Gesù compia in te e racchiuda in te lo scopo di tutta la Creazione".

 

Dal Volume 12 Febbraio 2, 1921

Il terzo Fiat deve correre insieme cogli altri due Fiat; e questi tre Fiat hanno uno stesso valore e potere, perché contengono la Potenza Creatrice. "Mio Gesù, voglio amarti e voglio tanto amore da supplire all'amore di tutte le generazioni che sono state e che staranno... nel tuo Volere voglio io stessa creare tanto amore per supplire e sorpassare all'amore di tutti ed a tutto ciò che tutte le creature sono obbligate di dare a Dio come nostro Creatore".

Continuando il mio solito stato, stavo fondendomi tutta nel Voler Divino e dicevo tra me: "Mio Gesù, voglio amarti, e voglio tanto amore da supplire all'amore di tutte le generazioni che sono state e che staranno; ma chi può darmi tanto amore per poter amare per tutti? Amor mio, nel tuo Volere c'è la forza creatrice; quindi nel tuo Volere voglio io stessa creare tant'amore per supplire e sorpassare all'amore di tutti ed a tutto ciò che tutte le creature sono obbligate di dare a Dio come nostro Creatore".

Ma mentre ciò facevo, ho detto: "Quanti spropositi sto dicendo!" Ed il mio dolce Gesù, muovendosi nel mio interno, mi ha detto: "Figlia mia, certo! Nel mio Volere c'è la forza creatrice! Da dentro un solo mio Fiat uscirono miliardi e miliardi di stelle; dal Fiat Mihi della mia Mamma, da cui la mia Redenzione ebbe origine, escono miliardi e miliardi di atti di grazia che si comunicano alle anime. Questi atti di grazia sono più belli, più risplendenti, più multiformi delle stelle; e mentre le stelle sono fisse e non si moltiplicano, gli atti della grazia si moltiplicano all'infinito, in ogni istante corrono, allettano le creature, le felicitano, le fortificano e le danno vita. Ah, se le creature potessero vedere nell'ordine soprannaturale della grazia, sentirebbero tali armonie, vedrebbero tale spettacolo incantevole, da credere che fosse il loro Paradiso!

Ora, anche il terzo Fiat deve correre insieme cogli altri due Fiat, deve moltiplicarsi all'infinito ed in ogni istante deve dare tanti atti per quanti atti di grazia si sprigionano dal mio Seno, per quante stelle, per quante gocce d'acqua e per quante cose create sprigionò il Fiat della Creazione; deve confondersi insieme e dire: 'Quanti atti siete voi, tanti ne faccio anch'io'.

Questi tre Fiat hanno uno stesso valore e potere. Tu scomparisci, è il Fiat che agisce; e perciò, anche tu nel mio Fiat onnipotente puoi dire: 'Voglio creare tanto amore, tante adorazioni, tante benedizioni, tanta gloria al mio Dio, per supplire a tutti ed a tutto'.

I tuoi atti riempiranno Cielo e terra, si moltiplicheranno cogli atti della Creazione e Redenzione e se ne faranno uno solo. Parrà sorprendente ed incredibile a taluni tutto ciò, e allora dovrebbero mettere in dubbio la mia potenza creatrice. E poi, quando sono Io che lo voglio, che do questo potere, ogni dubbio cessa. Non sono forse libero di fare ciò che voglio e di dare a chi voglio? Tu sii attenta, Io starò con te, ti adombrerò con la mia forza creatrice e compirò ciò che voglio su di te".

 

Dal Volume 12 Febbraio 20, 1919

In ogni cosa creata, Iddio metteva una relazione, un canale di grazie, un amore speciale tra la Maestà Suprema e la creatura... L'Umanità SS. di Gesù ricambiò Dio in amore per tutti.

Continuando il mio solito stato me l'ho passato insieme col mio dolce Gesù, ed ora si faceva vedere Bambino, ora Crocifisso e, trasformandomi in Lui, mi ha detto: "Figlia mia, entra in Me, nella mia Divinità, e corri nell'eterna mia Volontà e vi troverai la potenza creatrice come in atto di mettere fuori la macchina di tutto l'universo. In ogni cosa che creavo mettevo una relazione, un canale di grazie, un amore speciale tra la Maestà Suprema e la creatura; ma la creatura non doveva far conto di queste relazioni, di queste grazie, di questo amore, sicché avrebbe sospeso la Creazione, non riconosciuta ed apprezzata. Ma [la Maestà Suprema], nel vedere la mia Umanità che tanto bene doveva apprezzare, e che per ogni cosa creata doveva aver avuto le sue relazioni con l'Eterno, riconoscerlo, amarlo, non solo per Sé, ma per tutta l'umana famiglia, non guardò al torto degli altri figli e, con sommo contento, distese il cielo tappezzandolo di stelle, sapendo che quelle stelle dovevano essere tante e svariate relazioni, grazie senza numero, fiumi d'amore che dovevano correre tra la mia Umanità e l'Ente Supremo. L'Eterno mirò il cielo e ne restò contento nel vedere le immense armonie, le comunicazioni d'amore che aprì tra il cielo e la terra, perciò passò più inoltre e con una sola parola creatrice vi creò il sole come relatore continuo del suo Essere Supremo, dotandolo di luce, di calore, mettendolo sospeso tra il cielo e la terra in atto di reggere tutto, di fecondare, riscaldare, illuminare tutto. Col suo occhio di luce indagatore [il sole] pare che dica a tutti: 'Io sono il più perfetto predicatore dell'Essere Divino; specchiatevi in me e Lo riconoscerete: è luce immensa, è amore interminabile, dà vita a tutto, non ha bisogno di nulla, nessuno Lo può toccare; guardatemi bene e Lo riconoscerete, io sono la sua ombra, il riverbero della sua Maestà, il relatore continuo'.

Oh, quali oceani d'amore, di relazioni si aprirono tra la mia Umanità e la Maestà Suprema! Sicché ogni cosa che tu vedi, fino al più piccolo fiorellino del campo, era una relazione di più tra la creatura e il Creatore, perciò era giusto che ne voleva una riconoscenza, un amore di più da parte delle creature. Io sottentrai a tutto, Lo riconobbi ed adorai per tutti la Potenza creatrice. Ma il mio amore verso tanta bontà non è contento; vorrei che altre creature riconoscessero, amassero ed adorassero questa Potenza creatrice e, per quanto a creatura è possibile, prendessero parte a queste relazioni che l'Eterno ha sparso in tutto il mondo e a nome di tutti rendessero omaggio a quest'atto di creazione dell'Eterno. Ma sai tu chi può rendere quest'omaggio? Le anime che vivono nel mio Volere; ché come entrano in Esso trovano come in atto tutti gli atti della Maestà Suprema e, trovandosi questa Volontà in tutto ed in tutti, restano moltiplicate in tutto e possono rendere onore, gloria, adorazione, amore per tutti. Perciò, vieni nel mio Volere, vieni insieme con Me innanzi all'Altezza Divina a rendere per prima gli omaggi come a Creatore di tutto".

Io, non so dire come, sono entrata in questo Divin Volere, ma sempre insieme col mio dolce Gesù, e vedevo questa Suprema Maestà in atto di mettere fuori tutto il creato. Oh, Dio, che amore! Ogni cosa creata riceveva l'impronta dell'amore, la chiave di comunicazione, il muto linguaggio di parlare eloquentemente di Dio; ma a chi? Alla creatura ingrata! Ma io non so andare avanti nel dire; la mia piccola intelligenza si perdeva nel vedere le tante aperture di comunicazione, l'amore immenso che usciva da esse, la creatura che rendeva come estranei tutti questi beni. Onde insieme con Gesù, come moltiplicandoci in tutti, abbiamo adorato, ringraziato e riconosciuto a nome di tutti la potenza creatrice, e l'Eterno riceveva la gloria della Creazione. Gesù è scomparso ed io sono ritornata in me stessa.

 

Dal Volume 17 Maggio 10, 1925

Diversi modi di fondersi nel Divin Volere. Nella Divina Volontà c'è il vuoto degli atti umani che si devono fare in Essa. 'Giro per tutte le cose create e vi imprimo un 'Ti amo'... 'dolore e perdono'...

Scrivo solo per obbedire e vi fo un misto di cose passate e di cose presenti. Molte volte nei miei scritti dico: "Mi stavo fondendo nel Santo Voler Divino", e non mi spiego di più. Ora, costretta dall'ubbidienza, dico quello che mi succede nel fondermi. Mentre mi fondo, innanzi alla mia mente si fa presente un vuoto immenso, tutto di luce, che non si trova né dove giunge l'altezza né dove arriva la profondità, né i confini di destra né di sinistra, né quello d'avanti né quello di dietro. In mezzo a questa immensità, ad un punto altissimo mi sembra di vedere la Divinità, oppure le tre Divine Persone che mi aspettano, ma questo sempre mentalmente, ed io, non so come, una piccola bambina esce da me, ma sono io stessa, forse è la piccola anima mia, ma è commovente vedere questa piccola bambina mettersi in via in questo vuoto immenso, tutta sola, cammina timida in punta di piedi, con gli occhi sempre rivolti dove scorge le Tre Divine Persone, perché teme che se abbassa lo sguardo in quel vuoto immenso, non sa a qual punto deve andare a finire. Tutta la sua forza è in quello sguardo fisso in alto, che essendo ricambiato con lo sguardo dell'Altezza Suprema, prende forza nel cammino. Ora, mentre giunge innanzi a loro, si sprofonda con la faccia nel vuoto per adorare la Maestà Divina, ma una mano delle Divine Persone rialza la piccola bambina, e le dicono: "La figlia nostra, la piccola figlia della nostra Volontà, vieni nelle nostre braccia". Ed essa, nel sentire ciò si mette in festa e mette in festa le Tre Divine Persone, che aspettano il disimpegno del suo ufficio da Loro affidatole, ed essa con una grazia propria di bambina dice: "Vengo ad adorarvi, a benedirvi, a ringraziarvi per tutti, vengo a legarvi al vostro trono tutte le volontà umane di tutte le generazioni, dal primo all'ultimo uomo, affinché tutti riconoscano la vostra Volontà Suprema, l'adorino, l'amino e le diano vita nelle anime loro. Maestà Suprema, in questo vuoto immenso ci sono tutte le creature, ed io voglio prenderle tutte per metterle nel vostro Santo Volere, affinché tutte ritornino al principio da dove sono uscite, cioè dalla vostra Volontà, perciò sono venuta nelle vostre braccia paterne, per portarvi tutti i vostri figli e miei fratelli, e legarli tutti con la vostra Volontà, ed io a nome di tutti e per tutti, voglio ripararvi e darvi l'omaggio, la gloria, come se tutti avessero fatto la vostra Santissima Volontà. Ma, deh! Vi prego che non più ci sia separazione tra Volontà Divina e umana, è una piccola bambina che ciò vi chiede, e ai piccoli so che Voi non sapete negar nulla". Ma chi può dire tutto? Sarei troppo lunga. Oltre che mi mancano i vocaboli di ciò che dico innanzi all'Altezza Suprema; mi sembra che qui nel basso mondo non si usa quel linguaggio di quel vuoto immenso.

Altre volte, poi, mentre mi fondo nel Divin Volere e quel vuoto immenso si fa davanti alla mia mente, giro per tutte le cose create e vi imprimo un Ti amo per quella Maestà Suprema, come se io volessi empire tutta l'atmosfera di tanti Ti amo per ricambiare l'Amore Supremo di tanto amore verso le creature. Anzi, giro per ogni pensiero di creatura e v'imprimo il mio Ti amo, per ogni sguardo e vi lascio il mio Ti amo, per ogni bocca e ad ogni parola vi suggello il mio Ti amo, per ogni palpito, opera e passo e li copro col mio Ti amo al mio Dio, scendo fin laggiù, nel mare, nel fondo dell'oceano, e in ogni guizzo di pesce, in ogni goccia d'acqua, li voglio riempire del mio Ti amo. Onde, dopo che dappertutto, come se seminasse il mio Ti amo, la piccola bambina si porta innanzi alla Maestà Divina, e dice, come se volesse fargli una sorpresa: "Mio Creatore e Padre mio, mio Gesù e mio Eterno Amore, guardate: tutte le cose da parte di tutte le creature Vi dicono che Vi amano; dovunque c'è il Ti amo per Voi, cielo e terra ne sono pieni. E Voi, non concederete alla piccola piccina che la vostra Volontà scenda in mezzo alle creature, si faccia conoscere, faccia pace con la volontà umana e, prendendo il suo giusto dominio, il suo posto d'onore, nessuna creatura faccia più la sua volontà, ma sempre la Vostra?"

Altre volte, poi, mentre mi fondo nel Divin Volere, voglio dolermi di tutte le offese fatte al mio Dio, e riprendo il mio giro in quel vuoto immenso per trovare tutto il dolore che il mio Gesù ebbe per tutti i peccati, lo faccio mio e giro ovunque, nei luoghi più reconditi e segreti, nei luoghi pubblici, su tutti gli atti umani cattivi per dolermi per tutte le offese e per ciascun peccato, mi sento che vorrei gridare ad ogni moto della creatura: "Dolore! Perdono!". E per fare che tutti lo sentissero lo imprimo nel rumoreggiare del tuono, affinché tuoni in tutti i cuori: "Dolore di aver offeso il mio Dio!"; perdono nello scoppio della folgore; dolore nel sibilo del vento; dolore, perdono nel tintinnio delle campane; dolore e perdono, insomma, in tutto. E poi porto al mio Dio il dolore di tutti ed imploro perdono per tutti e dico: "Gran Dio, fate scendere la vostra Volontà sulla terra, affinché il peccato non abbia più luogo. E' la sola volontà umana che produce tante offese che pare che allaga la terra di peccati; la vostra Volontà sarà la distruggitrice di tutti i mali. Perciò, Vi prego, contentate la piccola figlia della vostra Volontà, che non vuole altro che la vostra Volontà sia conosciuta ed amata e regni in tutti i cuori".

Ricordo che un giorno stavo fondendomi nel Santo Voler Divino, ed io guardavo il cielo che pioveva a dirotto, e sentivo un piacere nel vedere scendere l'acqua sulla terra; ed il mio dolce Gesù, muovendosi nel mio interno, con amore e tenerezza indicibile, mi diceva:

"Figlia mia, in quelle gocce d'acqua che vedi scendere dal cielo c'è la mia Volontà. Essa corre rapidamente insieme con l'acqua, si parte per dissetare le creature, scendere nelle viscere umane, nelle loro vene, per rinfrescarle e costituirsi vita delle creature e portar loro il mio bacio, il mio amore; parte per innaffiare la terra, per fecondarla e prepararle il cibo; parte per tant'altri bisogni delle creature. La mia Volontà vuole aver vita in tutte le cose create per dar vita celeste e naturale a tutte le creature. Ma Essa, mentre va come in festa, piena d'amore verso tutti, non riceve l'adeguato ricambio, e resta come digiuna da parte delle creature. Figlia mia, la tua volontà fusa nella Mia, corre pure in quell'acqua che piove dal cielo, corre insieme dovunque Essa va, non la lasciare sola e dalle il ricambio del tuo amore, e per tutti". Ma mentre ciò diceva, sono restate incantate le mie pupille, non le potevo spostare da dentro quell'acqua che scorreva, la mia volontà correva insieme, vedevo in quell'acqua le mani del mio Gesù moltiplicate in tante, per portare con le sue mani l'acqua a tutti. Onde, chi può dire quello che provavo in me? Lo può dire solo Gesù, che ne è l'Autore.

Ma chi può dire i tanti modi nel fondermi nel suo Santissimo Volere? Per ora basta il dire, se Gesù vorrà darà i vocaboli e la grazia di dire altro, ed io riprenderò il mio dire.

Oltre di ciò, stavo dicendo al mio Gesù: "Dimmi Amor mio, che cosa è questo vuoto che mi si presenta davanti alla mia mente quando mi fondo nella tua Santissima Volontà? Chi è questa bambina che esce da me, e perché sente una forza irresistibile di venire al tuo Trono per venire a deporre i suoi piccoli atti nel grembo divino, quasi per fargli una festa?" Ed il mio dolce Gesù, tutto bontà mi ha detto: "Figlia mia, il vuoto è la mia Volontà, messo a tua disposizione, che dovrebbe riempirsi di tant'atti per quanti le creature ne avrebbero fatti se avessero compito la nostra Volontà. Questo vuoto immenso che tu vedi, rappresentante della nostra Volontà, uscì dalla nostra Divinità a bene di tutti nella Creazione per felicitare tutto e tutti, quindi era come di conseguenza che tutte le creature dovevano riempire questo vuoto col ricambio dei loro atti e donazione della loro volontà al loro Creatore e, non avendolo fatto, facendoci l'offesa più grave, perciò chiamammo te con missione speciale, per essere rifatto e ricambiato di ciò che gli altri Ci dovevano. Ed ecco la causa per cui prima ti disponemmo con una lunga catena di grazie, e poi ti domandammo se volevi far vita nella nostra Volontà, e tu accettasti con un sì, legando la tua volontà al nostro Trono senza volerla più conoscere perché volontà umana e Divina non si riconciliano né possono vivere insieme . Onde, quel sì, cioè la tua volontà, esiste fortemente legata al nostro Trono; ecco, perciò l'anima tua, come piccola bambina, è come tirata innanzi alla Maestà Suprema, perché c'è il tuo volere innanzi a Noi, che come calamita ti attira, e tu, invece di guardare la tua volontà, ti occupi solo di portare in grembo a Noi tutto ciò che hai potuto fare nella nostra Volontà, e deponi nel nostro Seno la nostra stessa Volontà come l'omaggio più grande che a Noi conviene, ed il ricambio a Noi più gradito. Onde, la noncuranza della tua volontà ed il solo Volere nostro che vive in te, Ci mette in festa; i tuoi piccoli atti fatti nel nostro Volere Ci portano le gioie di tutta la Creazione, sicché pare che tutto Ci sorrida e Ci fanno festa. E nel vederti scendere dal nostro Trono, senza neppure guardare la tua volontà, portandoti [con te] la Nostra, è per Noi la gioia più grande. Perciò ti dico sempre: 'Sii attenta nel nostro Volere!', perché in Esso c'è molto da fare, e quanto più farai, tanta più festa Ci farai ed il nostro Volere si verserà a torrenti in te e fuori di te".

 

Dal Volume 17 Maggio 17, 1925

Continua a dire altri modi di fondersi nella Divina Volontà, per dare il ricambio a nome di tutti, d'amore e gloria per l'opera della Creazione, della Redenzione e della Santificazione.

Avendo fatto sentire al confessore ciò che sta scritto qui innanzi, in data del 10 Maggio, non è restato contento e mi ha imposto di riprendere a scrivere il modo di fondermi nel Santo Voler Divino; ed io, solo per ubbidire e per timore che il mio Gesù potesse menomamente dispiacersi, riprendo il mio dire. Ora aggiungo che mentre si presenta alla mia mente quel vuoto immenso nel fondermi nel Supremo Volere, la piccola bambina riprende il suo giro, ed elevandosi in alto vuole ricambiare il suo Dio di tutto l'amore che ebbe per tutte le creature nella Creazione, vuole onorarlo come Creatore di tutte le cose, perciò gira per le stelle, ed in ogni scintillio di luce imprime il mio Ti amo e gloria al mio Creatore; in ogni atomo di luce del sole che scende nel basso: Ti amo e gloria; in tutta l'estensione dei cieli, tra la distanza d'un passo all'altro il mio Ti amo e gloria; nel gorgheggio dell'uccello, nel battere delle sue ali: amore e gloria al mio Creatore; nel filo dell'erba che spunta dalla terra, nel fiore che sboccia, nel profumo che si eleva: amore e gloria; sull'altezza dei monti e nella profondità delle valli: amore e gloria. Giro per ogni cuore di creatura, come se mi volessi chiudere dentro e gridare dentro, ad ogni cuore, il mio Ti amo e gloria al mio Creatore; vorrei che uno fosse il grido, una la volontà, una l'armonia di tutte le cose: Gloria ed amore al mio Creatore. E dopo, come se avessi riunito tutto insieme, in modo che tutto dice ricambio d'amore ed attestato di gloria per tutto ciò che Iddio ha fatto nella Creazione, mi porto al suo Trono e Gli dico: "Maestà Suprema e Creatore di tutte le cose, questa piccola bambina viene nelle vostre braccia per dirvi che tutta la Creazione, a nome di tutte le creature, Vi dà non solo il ricambio dell'amore, ma della giusta gloria per tante cose da Voi create per amor nostro. Nella vostra Volontà, in questo vuoto immenso, ho girato dappertutto, affinché tutte le cose Vi glorifichino, Vi amino e Vi benedicano; e giacché Vi ho messo in rapporto l'amore tra Creatore e creatura, che la volontà umana aveva spezzato, e la gloria che tutti Vi dovevano, fate scendere la vostra Volontà sulla terra, affinché vincoli, raffermi tutti i rapporti tra Creatore e creatura; tutte le cose ritorneranno nell'ordine primiero, da Voi stabilito. Perciò fate presto, non più indugiate! Non vedete com'è piena di mali la terra? Solo la vostra Volontà può arrestare questa corrente, può metterla in salvo; ma la vostra Volontà conosciuta e dominatrice!"

Onde dopo ciò sento che il mio ufficio non è completo, perciò scendo nel basso di quel vuoto per ricambiare il mio Gesù dell'opera della Redenzione, e come se trovassi in atto tutto ciò che Lui fece, voglio dargli il mio ricambio di tutti gli atti che avrebbero dovuto fargli tutte le creature nell'aspettarlo e riceverlo sulla terra, e poi, come se mi volessi trasmutare tutta in amore per Gesù, ritorno al mio ritornello e dico: "Ti amo nell'atto di scendere dal Cielo; v'imprimo il mio Ti amo nell'atto che fosti concepito; Ti amo nella prima goccia di sangue che si formò nella tua Umanità; Ti amo nel primo palpito del tuo cuore, per segnare tutti i tuoi palpiti col mio Ti amo. Ti amo nel tuo primo respiro; Ti amo nelle tue prime pene; Ti amo nelle prime tue lacrime che versasti nel seno materno. Voglio ricambiare le tue preghiere, le tue riparazioni, le tue offerte col mio Ti amo. Ed ogni istante della tua vita voglio suggellare col mio Ti amo: Ti amo nel tuo nascere, Ti amo nel freddo che soffristi; Ti amo in ogni stilla di latte che succhiasti dalla tua Mamma. Intendo di riempire coi miei Ti amo le fasce con cui la tua Mamma Ti fasciò; stendo il mio Ti amo sopra di quella terra in cui la tua cara Madre Ti adagiò nella mangiatoia, e le tue tenerissime membra sentirono la durezza del fieno, ma più che fieno la durezza dei cuori. Il mio Ti amo in ogni tuo vagito, in tutte le tue lacrime e pene della tua infanzia. Faccio scorrere il mio Ti amo in tutti i rapporti, comunicazioni, amore che avesti con la tua Mamma. Ti amo in tutte le parole che dicesti, nel cibo che prendesti, nei passi che facesti, nell'acqua che bevesti. Ti amo nel lavoro che facesti con le tue mani; Ti amo in tutti gli atti che facesti nella tua vita nascosta. Suggello il mio Ti amo in ogni tuo atto interno e pene che soffristi. Stendo il mio Ti amo su quelle vie che percorresti, nell'aria che respirasti, in tutte le prediche che facesti nella tua vita pubblica. Il mio Ti amo scorre nella potenza dei miracoli che facesti, nei Sacramenti che istituisti. In tutto, o mio Gesù, anche nelle fibre più intime del tuo Cuore, imprimo il mio Ti amo, per me e per tutti. Il tuo Volere mi fa tutto presente, ed io nulla voglio lasciarti in cui non ci sia impresso il mio Ti amo; la tua piccola figlia del tuo Volere sente il dovere, che se altro non sa farti, almeno [Tu] abbia un mio piccolo Ti amo per tutto ciò che hai fatto per me e per tutti! E perciò il mio Ti amo Ti segue in tutte le pene della tua Passione, in tutti gli sputi, disprezzi ed insulti che Ti fecero; il mio Ti amo suggella ogni goccia del tuo Sangue che versasti, ogni colpo che ricevesti, in ogni piaga che si formò nel vostro corpo, in ogni spina che trafisse la vostra testa, nei dolori acerbi della crocifissione, nelle parole che pronunziasti sulla croce, fin nell'ultimo tuo respiro intendo d'imprimere il mio Ti amo. Voglio chiudere tutta la tua vita, tutti i tuoi atti, col mio Ti amo; dovunque voglio che Tu tocchi, che veda, che senta il mio continuo Ti amo. Il mio Ti amo non Ti lascerà mai: il tuo stesso Volere è la vita del mio Ti amo.

Ma sai che vuole questa piccola bambina? Che quel Divin Volere che tanto amasti e facesti in tutta la tua Vita sulla terra, si faccia conoscere a tutte le creature, affinché tutte lo amino e adempiano la tua Volontà come in Cielo così in terra. [Questa piccola bambina] vuole vincerti in amore, affinché doni la tua Volontà a tutte le creature. Deh! rendi felice questa povera piccina che non vuole altro che ciò che vuoi Tu: che la tua Volontà sia conosciuta e regni sulla terra".

Ora credo che l'ubbidienza ne sarà in qualche modo contenta... E' vero che in molte cose ho dovuto fare dei salti, altrimenti non la finirei più. Il fondermi nel Supremo Volere è per me come una fonte che sorge, e ogni piccola cosa che sento, che vedo, un'offesa fatta al mio Gesù, mi è occasione di nuovi modi e nuove fusioni nella sua Santissima Volontà.

Ora riprendo col dire che il mio dolce Gesù mi ha detto: "Figlia mia, a ciò che hai detto sul fonderti nel mio Volere ci vuole un altro appello, qual è quello di fonderti nell'ordine della Grazia, in tutto ciò che ha fatto e farà il Santificatore ai santificandi, qual è lo Spirito Santo. Molto più che se la Creazione si addice al Padre mentre siamo sempre unite le Tre Divine Persone nell'operare , la Redenzione al Figlio, il Fiat Voluntas Tua si additerà allo Spirito Santo, ed è proprio nel Fiat Voluntas Tua che il Divino Spirito farà sfoggio della sua opera. Tu lo fai quando, venendo innanzi alla Maestà Suprema, dici: 'Vengo a ricambiare in amore a tutto ciò che fa il Santificatore ai santificandi; vengo ad entrare nell'ordine della Grazia per potervi dare la gloria ed il ricambio dell'amore, come se tutti si fossero fatti santi, ed a ripararvi tutte le opposizioni, le incorrispondenze alla Grazia'. E, per quanto è da te, cerchi nella nostra Volontà gli atti della Grazia dello Spirito Santificatore, per fare tuo il suo dolore, i suoi gemiti segreti, i suoi sospiri angosciosi nel fondo dei cuori, nel vedersi sì male accolto; e siccome il primo atto che fa è portare la nostra Volontà come atto completo della loro santificazione, nel vedersi respinto geme con gemiti inenarrabili. E tu, nella tua infantile semplicità gli dici: 'Spirito Santificatore, fate presto, vi supplico, vi riprego, fate conoscere a tutti la vostra Volontà, affinché conoscendola l'amino e accolgano il vostro primo atto della loro santificazione completa, qual è la Santa vostra Volontà'. Figlia mia, le Tre Divine Persone siamo inseparabili e distinte, così vogliamo manifestare alle umane generazioni le nostre opere verso di loro, che mentre siamo uniti tra Noi, ognuno di Noi vuole manifestare distintamente il suo Amore e la sua opera verso le creature".

 

Dal Volume 23 Febbraio 2, 1928

L'anima (Luisa) deve supplire per chi non ha operato nell'Unità del Fiat Divino; per chi non Lo possiede è un linguaggio a lei estraneo. Ragione perché finora non hanno parlato della Divina Volontà. Chi non vive nell'Unità, riceve gli effetti dalla Volontà Divina, non la vita di Essa. Esempio del sole colla terra.

Stavo seguendo il mio giro nel Fiat Supremo, e giunto nell'Eden stavo dicendo tra me: "Mio Gesù, faccio mia l'Unità del tuo Volere per supplire a quell'Unità che perdette il mio padre Adamo quando si sottrò da Esso, e per supplire a tutti quegli atti che non hanno fatto nell'Unità di Esso tutti i suoi discendenti". Ma mentre ciò dicevo, pensavo tra me: "Ed io sto nell'Unità del Fiat Divino? Se non sto, come posso supplire per gli altri? Quindi il mio dire finisce in parole, ma non nei fatti". Ed il mio dolce Gesù movendosi nel mio interno mi ha detto: "Figlia mia, quando Adamo peccò, ci fu la ritirata dell'Unità della mia Volontà d'ambo le parti: l'uomo si ritirò da Essa, ed Essa si ritirò da lui, e col ritirarsi la Mia [Volontà], l'uomo perdette la mia Unità, tutti i suoi pregi ed i diritti che Dio gli aveva dato nel crearlo, perché lui fu il vero disertore dal Regno della mia Volontà, ed il disertore perde tutti i diritti ed il possesso dei suoi stessi beni. Ora, come la mia Volontà si ritirò dall'uomo, perché fu lui a ritirarsi per il primo, così può di nuovo darsi a chi, ritirandosi dall'umano volere, rientra nel suo Regno come nuova conquistatrice di quell'Unità del mio Fiat Divino. Molto più che tra te e la Divinità c'è stato un accordo insieme: il mio Volere a farti il gran dono della sua Unità, chiamandoti al primo atto della Creazione, e tu non solo a riceverlo, ma a fargli il dono della tua volontà. Sicché d'ambo le parti c'è stato lo scambio, ma non in semplici parole, ma coi fatti, tanto vero che la mia [Volontà] ti sta mettendo a giorno ciò che riguarda il dono grande che ti ha fatto, acciocché conosci ciò che possiedi, godi dei suoi beni, ed apprezzandolo lo impetri all'umana famiglia. E tu avendo fatto il dono della tua volontà, non vuoi più riconoscerla e senti terrore solo a ricordarla.

Ora è giusto che [tu] faccia il tuo dovere e supplisci a quell'Unità perduta dall'uomo, da che la Mia fece la sua ritirata ritirandosi nelle sue Regioni Celesti. Non è forse padrona la mia Volontà di darsi di nuovo, purché trova di nuovo chi non più vuol vivere della sua volontà umana? E poi tu devi sapere che se non ci fosse la mia Volontà in te, non avresti potuto comprendere il suo linguaggio celeste, sarebbe stata per te come un dialetto a te estraneo, come una luce senza calore, come un cibo senza sostanza, e ti sarebbe stato difficile di scriverle sulla carta, per trasmetterle ai tuoi fratelli. Tutto ciò è segno che la mia Volontà, padroneggiandoti in tutto, si fa pensiero nella tua mente, parola sulle tue labbra, palpito nel tuo cuore, maestro che sa che la sua alunna comprende le sue lezioni ed ama d'ascoltarlo. Perciò era necessario farti il dono della mia Volontà Divina, per darti grazia necessaria per farti conoscere e trascrivere tutte le più belle prerogative del Regno del mio Fiat Divino. Ed è anche questa la ragione perché nessuno finora ha parlato a lungo della mia Volontà, per far comprendere i mari immensi di bene che contiene e che vuol dare e può dare alle creature; al più se ne sono uscite con poche parole e con parole quasi mezzo spezzate, come se non avessero che dire del mio Fiat sì lungo ed esteso che contiene ed abbraccia tutta l'eternità. Non possedendolo come dono e cosa propria, per tutti era come estraneo il linguaggio di parlare dell'importanza e dei suoi pregi infiniti; se non la conoscevano a fondo, come potevano parlarne d'una Volontà Divina che contiene tanto, che non bastano tutti i secoli a parlarne di Essa? Perciò sii attenta, figlia mia, e mentre valichi il suo mare, prendi sempre qualche cosa di nuovo per farla conoscere alle umane generazioni".

Dopo di ciò stavo pensando sull'Unità del Fiat Divino e dicevo tra me: "Come, tutti quelli che hanno fatto il bene, tante opere grandi, come potevano farle se non possedevano la sua Unità?" E Gesù sempre benigno ha soggiunto: "Figlia mia, tutto il bene fatto finora dalle creature è stato fatto in virtù degli effetti della mia Volontà Divina, perché non c'è bene senza di Essa; ma che siano vissuti totalmente e pienamente nella sua Unità, nessuno finora, solo la mia Mamma Regina, e perciò attirò il gran prodigio dell'Incarnazione del Verbo; se ciò fosse, la terra sarebbe ritornata allo stato dell'Eden. E poi colui che l'avrebbe posseduta l'Unità del mio Volere, non avrebbe potuto né contenerla né resistere senza parlarne, sarebbe stato come se il sole si volesse racchiudere dentro un vaso di cristallo senza spandere i suoi raggi; non avrebbe piuttosto col suo calore crepato il vetro per essere libero nello spandere i suoi raggi? Possedere l'Unità del mio Fiat e non parlarne, e non spandere i suoi raggi, la bellezza delle sue conoscenze, [alla creatura] le sarebbe stato impossibile, le creperebbe il cuore se non desse sfogo a manifestare in parte la pienezza della sua luce e dei beni di Esso. Quindi il bene è stato fatto in virtù degli effetti di Esso.

Ciò succede, che il sole in virtù degli effetti che contiene la sua luce, fa germogliare le piante e fa produrre tanto bene alla terra; pare che la terra e gli effetti del sole lavorano insieme per produrre piante, frutti e fiori alle creature, ma la terra non si eleva nella sfera del sole, se ciò facesse, il sole avrebbe tanta forza di togliere la sua parte oscura, e tutti i suoi atomi di polvere li convertirebbe in luce, e la terra diventerebbe sole. Ma siccome la terra non si eleva né la sfera del sole scende nel basso, la terra rimane terra ed il sole non la trasforma in esso; pare che l'uno e l'altra si guardano da lontano, si aiutano e lavorano insieme per mezzo degli effetti della luce che dall'altezza della sua sfera spande sulla terra. E sebbene [la terra] riceve tanti mirabili effetti, produce le più belle fioriture, ma passa gran distanza tra la terra ed il sole, non si rassomigliano tra loro, né la vita dell'uno diventa vita dell'altra; e perciò la terra non sa parlare del sole né dire tutti gli effetti che contiene né quanto calore e luce possiede.

Tale si trova la creatura che non possiede l'Unità della mia Volontà: non si eleva nella sua sfera altissima per diventare sole, né il mio Sole divino scende per formare la vita di essa, ma volendo fare il bene si aggira intorno alla sua luce, ed essa comunica gli effetti per fare germogliare il bene che [le creature] vogliono. Perché il mio Fiat non si nega a nessuno, anzi colla sua luce risveglia la natura umana per farla rinverdire e farle produrre frutti d'opere buone".

 

Dal Volume 18 Novembre 5, 1925

I gemiti dello Spirito Santo nei Sacramenti. Ricambio d'amore dell'anima.

Stavo secondo il mio solito fondendomi nel Santo Voler Divino e mentre, per quanto era a me possibile, cercavo di ricambiare col mio piccolo amore il mio Gesù per tutto ciò che ha fatto nella Redenzione, il mio amabile e dolce amore Gesù, muovendosi nel mio interno mi ha detto: "Figlia mia, con il tuo volo nella mia Volontà giungi in tutti i Sacramenti da Me istituiti, scendi nel fondo di essi per darmi il tuo piccolo ricambio d'amore. Oh, quante mie lacrime segrete vi troverai! Quanti sospiri amari, quanti gemiti soffocati dello Spirito Santo! Il suo gemito è continuo alle tanti disillusioni del nostro Amore. I Sacramenti furono istituiti per continuare la mia Vita sulla terra in mezzo ai figli miei, ma ahimè, quanti dolori! Perciò sento la necessità del tuo piccolo amore; sarà piccolo, ma la mia Volontà me lo farà grande. Il mio Amore non tollera, per chi deve vivere nella mia Volontà, che non si associ ai miei dolori e che non Mi dia il suo piccolo ricambio d'amore per tutto ciò che ho fatto e soffro. Perciò, figlia mia, vedi come geme il mio Amore nei Sacramenti.

Se vedo battezzare il neonato, piango di dolore perché, mentre col Battesimo gli restituisco l'innocenza, ritrovo di nuovo il figlio mio, gli restituisco i diritti perduti sulla Creazione, gli sorrido d'amore e compiacenza, gli metto in fuga il nemico, affinché non abbia più diritto su di lui, lo affido agli Angeli, tutto il Cielo gli fa festa, ma subito il sorriso mi si cambia in dolore, la festa in lutto, vedo che quel battezzato sarà un mio nemico, un novello Adamo, forse pure un'anima perduta. Oh, come geme il mio Amore in ogni Battesimo! Specie poi se si aggiunge che il ministro che battezza non lo fa con quel rispetto, dignità e decoro che si conviene ad un Sacramento che contiene la nuova rigenerazione! Ahi! molte volte si sta più attento ad una bagatella, ad una scena qualsiasi che ad amministrare un Sacramento, sicché il mio Amore si sente pungere dal battezzante e dal battezzato e geme con gemiti inenarrabili. Non vorresti tu dunque darmi per ogni Battesimo un ricambio d'amore, un gemito amoroso per far compagnia ai miei gemiti dolenti?

Passa al Sacramento della Cresima. Ahi! quanti sospiri amari, mentre con la Cresima gli ridono il coraggio, gli restituisco le forze perdute rendendolo invincibile a tutti i nemici, alle sue passioni, viene ammesso nelle file delle milizie del suo Creatore affinché militi per l'acquisto della Patria Celeste, lo Spirito Santo gli ridona il suo bacio amoroso, gli prodiga mille carezze e si esibisce per compagno della sua carriera, ma molte volte si sente restituire il bacio del traditore, disprezzare le sue carezze e fuggire dalla sua compagnia. Quanti gemiti, quanti sospiri per il suo ritorno, quante voci segrete al cuore a chi fugge da Lui, fino a stancarsi per il suo dire. Macché, invano! Perciò, non vuoi tu mettere il tuo ricambio d'amore, il bacio amoroso, la tua compagnia allo Spirito Santo che geme per tanta sconoscenza?

Ma non ti fermare, vola ancora e sentirai i gemiti angosciosi dello Spirito Santo nel Sacramento della Penitenza. Quanta ingratitudine, quanti abusi e profanazioni da parte di chi lo amministra e da parte di chi lo riceve! In questo Sacramento il mio Sangue si mette in atto sopra il peccatore pentito per scendere sull'anima sua per lavarlo, per abbellirlo, sanarlo e fortificarlo, per restituirgli la grazia perduta, per mettergli nelle mani le chiavi del Cielo che il peccato gli aveva strappato, per suggellare sulla sua fronte il bacio pacifico del perdono. Ma, ahi, quanti gemiti strazianti nel vedere avvicinarsi le anime a questo Sacramento di Penitenza senza dolore, per abitudine, quasi per uno sfogo del cuore umano! Altri, orribile a dirsi, invece d'andare a trovare la vita dell'anima, della Grazia, vanno a trovare la morte, a sfogare le loro passioni. Sicché il Sacramento si riduce ad una burla, una buona chiacchierata, ed il mio Sangue, invece di scendere come lavacro, scende come fuoco che li sterilisce maggiormente. Sicché in ogni confessione il nostro Amore piange inconsolabilmente, e singhiozzando ripete: 'Ingratitudine umana, quanto sei grande! Dovunque cerchi d'offendermi! E mentre ti offro la vita tu ricambi in morte la stessa vita che ti offro!' Vedi, dunque, come i nostri gemiti aspettano il tuo ricambio d'amore nel Sacramento della Penitenza.

Il tuo amore non si arresti; percorri tutti i tabernacoli, ciascun'Ostia Sacramentale, ed in ogni Ostia sentirai gemere lo Spirito Santo con dolore inenarrabile. Il Sacramento dell'Eucaristia non è la sola vita loro che ricevono le anime, ma è la mia stessa Vita che si dà a loro, sicché il frutto di questo Sacramento è formare la mia Vita in loro, e ogni Comunione serve a far crescere la mia Vita, a svilupparla in modo da poter dire: 'Io sono un altro Cristo'. Ma, ahimè, che pochi profittano! Anzi, quante volte scendo nei cuori e Mi fanno trovare le armi per ferirmi, e Mi ripetono la tragedia della mia Passione, e come si consumano le specie sacramentali, invece di pressarmi a restare con loro sono costretto ad uscire bagnato di lacrime, piangendo la mia sorte sacramentale, e non trovo chi quieti il mio pianto ed i miei gemiti dolenti. Se tu potessi rompere quei veli dell'Ostia che Mi coprono, Mi troveresti bagnato di pianto conoscendo la sorte che Mi aspetta nello scendere nei cuori. Perciò il tuo ricambio d'amore per ogni Ostia sia continuo, per quietarmi il pianto, e rendere meno dolorosi i gemiti dello Spirito Santo.

Non ti fermare, altrimenti non ti troveremo sempre insieme nei nostri gemiti e nelle nostre lacrime segrete, sentiremo il vuoto del tuo ricambio d'amore. Scendi nel Sacramento dell'Ordine, qui sì, troverai i nostri più intimi dolori nascosti, le lacrime più amare, i gemiti più strazianti. L'Ordine costituisce l'uomo ad un'altezza suprema, d'un carattere divino, il ripetitore della mia Vita, l'amministratore dei Sacramenti, il rivelatore dei miei segreti, del mio Vangelo, della scienza più sacra, il paciero tra il Cielo e la terra, il portatore di Gesù alle anime; ma ahimè! quante volte vediamo nell'ordinato che sarà un nostro Giuda, un usurpatore del carattere che gli viene impresso. Oh, come lo Spirito Santo geme nel vedere nell'ordinato strapparsi le cose più sacre, il carattere più grande che esiste tra il Cielo e la terra! Quante profanazioni! Ogni atto di quest'ordinato fatto non secondo il carattere impresso, sarà un grido di dolore, un pianto amaro, un gemito straziante. L'Ordine è il Sacramento che racchiude tutti gli altri Sacramenti insieme, perciò se l'ordinato saprà conservare in sé integro il carattere ricevuto, metterà quasi in salvo tutti gli altri Sacramenti; sarà lui il difensore ed il salvatore dello stesso Gesù. Perciò, non vedendo questo nell'ordinato, i nostri dolori si accentrano di più, i nostri gemiti si rendono più continui e dolenti. Perciò, scorra il tuo ricambio d'amore in ogni atto sacerdotale per far compagnia all'amore gemente dello Spirito Santo.

Presta l'orecchio del tuo cuore e ascolta i nostri profondi gemiti nel Sacramento del Matrimonio. Quanti disordini in esso! Il Matrimonio fu elevato da Me come Sacramento per mettervi in esso un vincolo sacro, il simbolo della Trinità Sacrosanta, l'amore divino che Essa racchiude, sicché l'amore che doveva regnare nel padre, madre e figli, la concordia, la pace, doveva simboleggiare la Famiglia Celeste. Onde dovevo avere sulla terra tante altre famiglie simili alla Famiglia del Creatore, destinate a popolare la terra come altrettanti angeli terrestri, da ricondurli a popolare le Regioni Celesti. Ma, ahi! quanti gemiti nel vedere formare nel Matrimonio famiglie di peccato, che simboleggiano l'inferno con la discordia, col disamore, coll'odio, che popolano la terra come tanti angeli ribelli che serviranno a popolare l'inferno. Lo Spirito Santo geme con gemiti strazianti in ogni Matrimonio, nel veder formare sulla terra tanti covi infernali. Perciò, [metti] il tuo ricambio d'amore in ogni Matrimonio, in ogni creatura che viene alla luce, così il tuo gemito amoroso renderà meno dolenti i nostri gemiti continui.

I nostri gemiti non sono finiti ancora, perciò il tuo ricambio d'amore giunga sul letto del morente quando viene amministrato il Sacramento della Estrema Unzione. Ma ahi! quanti gemiti, quante nostre lacrime segrete! Questo Sacramento contiene la virtù di mettere in salvo a qualunque costo il peccatore morente, è la conferma della santità ai buoni e ai santi, è l'ultimo vincolo che mette, con la sua unzione, tra la creatura e Dio, è il suggello del Cielo che imprime nell'anima redenta, è l'infusione dei meriti del Redentore per arricchirla, purificarla e abbellirla, è l'ultima pennellata che dà lo Spirito Santo per disporla a partire dalla terra per farla comparire innanzi al suo Creatore. Insomma, coll'Estrema Unzione è l'ultimo sfoggio del nostro Amore e l'ultima rivestitura dell'anima, è l'assettamento di tutte le opere buone, perciò agisce in modo sorprendente nei vivi alla Grazia; con l'Estrema Unzione l'anima viene coperta come da una rugiada celeste che le smorza come d'un solo fiato le passioni, l'attacco alla terra e a tutto ciò che non appartiene al Cielo. Ma ahimè! quanti gemiti, quante lacrime amare, quante indisposizioni, quante trascuratezze, quante perdite di anime, quante poche santità trova da confermare, quante scarse opere buone da riordinare e rassettare. Oh, se si potesse sentire da tutti i nostri gemiti, il nostro pianto sul letto del morente nell'atto di amministrare il Sacramento dell'Estrema Unzione, tutti piangerebbero di dolore! Non vuoi tu dunque darci il tuo ricambio d'amore per ogni volta che viene amministrato questo Sacramento, che è l'ultimo sfoggio del nostro Amore verso la creatura? La nostra Volontà ovunque t'aspetta per avere il tuo ricambio d'amore e la compagnia ai nostri gemiti e sospiri".

 

Dal Volume 14 Aprile 6, 1922

Effetti degli atti fatti nel Divin Volere. Nella Divina Volontà l'anima si mette al livello del suo Creatore e Gli ridà in ricambio le stesse cose sue.

Trovandomi nel solito mio stato, il mio dolce Gesù mi ha trasportato fuori di me stessa, e mi faceva vedere masse di popoli piangenti, senza tetto, in preda alla più grande desolazione; paesi crollati, strade deserte ed inabitabili; non si vedeva altro che mucchi di pietre e macerie, solo un punto restava intatto dal flagello. Dio mio, che pena, vedere queste cose e vivere! Io guardavo il mio dolce Gesù, ma Lui non si benignava di guardarmi, anzi piangeva amaramente, e con voce rotta dal pianto ha detto: "Figlia mia, l'uomo per la terra ha dimenticato il Cielo, è giusto che gli venga tolto ciò che è terra e vada ramingo senza poter trovare dove rifugiarsi, affinché si ricordi che esiste il Cielo. L'uomo per il corpo ha dimenticato l'anima, sicché tutto al corpo: i piaceri, le comodità, le sontuosità, il lusso ed altro; l'anima: digiuna, priva di tutto, ed in molti morta come se non l'avessero. Ora è giusto che venga privato il corpo, affinché si ricordino che hanno un'anima; ma, oh, quanto è duro l'uomo! La sua durezza Mi costringe a colpirlo di più; chi sa [che] sotto dei colpi potesse rammollirsi!"

Io mi sentivo straziare il cuore, e Lui: "Tu soffri molto nel vedere come se il mondo volesse rotolare, e l'acqua ed il fuoco uscire dai loro confini ed avventarsi contro dell'uomo, perciò ritiriamoci nel tuo letto e preghiamo insieme per la sorte dell'uomo. Nel mio Volere sentirò il tuo cuore palpitante su tutta la faccia della terra che Mi darà un palpito per tutti, che Mi dice: amore; e mentre colpirò le creature, il tuo palpito si frapporrà per fare che i colpi siano meno duri, e portino, nel toccarli il balsamo del mio e del tuo amore".

Onde io son rimasta afflittissima, molto più che nel ritirarci il mio dolce Gesù Si nascondeva nel mio interno, tanto dentro, che quasi non Si faceva più sentire. Che pena! Che strazio! Il pensiero dei flagelli mi terrorizzava, la sua privazione mi dava pene mortali. Ora, in questo stato cercavo di fondermi nel Santo Voler di Dio, e dicevo: "Amor mio, nel tuo Volere ciò che è tuo è mio, tutte le cose create sono mie. Il sole è mio, ed io Te lo do in ricambio, affinché tutta la luce ed il calore del sole in ogni stilla di luce, di calore, Ti dica che io Ti amo, Ti adoro, Ti benedico, Ti prego per tutti. Le stelle sono mie, ed in ogni tremolio di stelle suggello il mio Ti amo immenso ed infinito, per tutti. Le piante, i fiori, l'acqua, il fuoco, l'aria, sono miei, ed io Te li do in ricambio, perché tutti Ti dicano, ed a nome di tutti: 'Ti amo con quell'Amore eterno con cui ci creasti'". Ma se volessi dire tutto andrei troppo per le lunghe. Onde Gesù, muovendosi nel mio interno, mi ha detto: "Figlia mia, quanto sono belle le preghiere e gli atti fatti nel mio Volere! Come la creatura si trasforma nello stesso Dio Creatore e [Gli] ridà il ricambio di ciò che Lui le ha dato! Tutto creai per l'uomo e tutto a lui donai. Nella mia Volontà la creatura s'innalza nel suo Dio Creatore e lo trova nell'atto in cui creò tutte le cose per fargliene dono, e lei, tremante [dinanzi] alla molteplicità di tanti doni, e non avendo in sé la forza creatrice per poter creare tante cose per quante ne ha ricevute, offre le sue stesse cose per ricambiarlo in amore. Sole, stelle, fiori, acqua, fuoco, aria, ti ho dato per darti amore, e tu riconoscente li hai accettati, e mettendo a traffico il mio Amore Me ne hai dato il ricambio; sicché sole ti diedi e sole Mi hai dato, stelle, fiori, acqua, eccetera, ti diedi, e tu Me le hai ridonate. Le note del mio Amore hanno risuonato di nuovo su tutte le cose create e ad unanime voce Mi hanno dato l'Amore che feci correre su tutta la Creazione. Nella mia Volontà l'anima si mette al livello del suo Creatore, e nel suo stesso Volere riceve e dona. Oh, che gara tra creatura e Creatore! Se tutti potessero vedere, ne resterebbero stupiti nel vedere che nella mia Volontà l'anima diventa un piccolo dio, ma tutto in virtù della potenza della mia Volontà".

 

Dal Volume 14 Marzo 28, 1922

Tutto ciò che Gesù fece sulla terra, sta in continua attitudine di darsi all'uomo. Chi vive nel Voler Divino intrecciandosi con l'operato dell'Umanità SS. di Gesù dà al Padre la gloria per ogni creatura e per ogni cosa creata.

Continuando il mio solito stato, stavo tutta fondendomi nel Santo Voler del mio amabile Gesù, e Lui mi ha detto: "Figlia del mio Volere, se sapessi i portenti, i prodigi che succedono quando ti fondi nel mio Volere, tu ne resteresti stupita. Senti un po'. Tutto ciò che Io feci sulla terra sta in continua attitudine di darsi all'uomo, facendogli corona: i miei pensieri formano corona intorno all'intelligenza della creatura, le mie parole, le mie opere, i miei passi, eccetera, formano corona intorno alle parole, alle opere e passi loro, affinché intrecciando le cose loro con le mie, possa dire al mio Celeste Padre che l'operato loro è come il mio. Ora, chi prende questa mia attitudine continua? Chi si fa intrecciare dal mio operato con cui coronai tutta l'umana famiglia? Chi vive nel mio Volere. Come tu fondevi i tuoi pensieri nel mio Volere, i miei pensieri che ti facevano corona sentivano l'eco dei miei nella tua mente, e immedesimandosi insieme coi tuoi, moltiplicavano i tuoi coi miei e formavo doppia corona intorno all'intelligenza umana, ed il mio Padre riceveva non solo da Me, ma anche da te, la gloria divina da parte di tutte le intelligenze create; e così delle parole e di tutto il resto. E non solo da parte delle creature [il Padre] riscuote questa gloria divina, ma da parte di tutte le altre cose create, perché tutte le cose furono create per far correre continuo amore verso l'uomo, e l'uomo per giustizia dovrebbe dare, per ogni cosa creata, omaggio, amore al suo Creatore. Ora, chi supplisce a ciò? Chi fa suo quel Fiat per cui tutte le cose furono fatte, per diffondere su tutto un omaggio, un'adorazione, un amore divino al suo Creatore? Chi vive nel mio Volere! Quasi ad ogni sua parola fa suo quel Fiat onnipotente, l'eco del Fiat Eterno fa eco nel suo Fiat Divino in cui vive, e si diffonde e corre, e vola, e ad ogni cosa creata v'imprime un altro Fiat, e ridona al suo Creatore l'omaggio, l'amore da Lui voluto. Questo lo feci Io quando stetti sulla terra, non ci fu cosa per cui Io non ricambiai al mio Divin Padre da parte di tutte le creature, ora lo fa, lo voglio, lo aspetto, da chi vive nel mio Volere.

Se tu vedessi com'è bello vedere in ogni tremolio di stelle, in ogni goccia di luce del sole la gloria mia, il mio amore, la mia profonda adorazione unita alla tua! Oh, come corre, vola sulle ali dei venti, riempiendo tutta l'atmosfera, percorre le acque del mare, si poggia in ogni pianta, in ogni fiore, si moltiplica ad ogni moto! E' una voce che fa eco su tutto e dice: "Amore, gloria, adorazione al mio Creatore". Perciò chi vive nella mia Volontà, è l'eco della mia voce, la ripetitrice della mia Vita, la perfetta gloria della mia Creazione. Come non devo amarla? Come non devo dare a lei tutto ciò che dovrei dare a tutte le altre creature insieme e farla primeggiare su tutto? Ah, il mio Amore si troverebbe alle strette se ciò non facessi!"

 

Dal Volume 17 Maggio 21, 1925

(...) Il vivere nel Divin Volere è: non lasciare mai solo il suo Creatore, ammirare tutte le sue opere e dargli ai suoi atti grandi, i piccoli atti di creatura. Giro nella Divina Volontà per far compagnia con il mio atto alla Divina Volontà: 'Vengo a costituirmi atto per ogni atto della tua Volontà' ...

(...) Poi, come se mi volesse sollevare e raffermare nella sua Santissima Volontà, mi ha preso la mano nella sua e mi ha detto: "Figlia mia, vieni a fare il tuo giro nella mia Volontà. Vedi, la mia Volontà è una, ma scorre come divisa in tutte le cose create, ma senza dividersi. Guarda le stelle, l'azzurro cielo, il sole, la luna, le piante, i fiori, i frutti, i campi, la terra, il mare, tutto e tutti, in ogni cosa c'è un atto della mia Volontà, e non solo c'è un atto, ma si è rimasta come conservatrice del mio stesso atto in ogni cosa creata. La mia Volontà non vuole restare sola nel suo atto, ma vuole la compagnia del tuo atto, vuole il tuo ricambio. Perciò ti ho messa nella mia Volontà, affinché faccia compagnia agli atti miei, ed insieme con la mia Volontà tu vorrai ciò che voglio Io: che le stelle luccichino, che il sole riempia di luce la terra, che le piante fioriscano, che i campi biondeggino, che l'uccello gorgheggi, che il mare mormori, che il pesce guizzi, insomma, vorrai ciò che voglio Io; la mia Volontà non si sentirà più sola nelle cose create, ma sentirà la compagnia dei tuoi atti. Perciò gira per ogni cosa creata e costituisciti atto per ogni atto della mia Volontà. E' questo il vivere nel mio Volere, non lasciare mai solo il suo Creatore, ammirare tutte le sue opere, e dargli ai suoi atti grandi, i piccoli atti di creatura".

Io, non so come, mi son trovata in quel vuoto immenso di luce, per trovare tutti quegli atti usciti dalla Volontà di Dio, per mettervi il mio contraccambio, d'atto di adorazione, di lode, d'amore, e di ringraziamento, e poi mi son trovata in me stessa.

 

Dal Volume 27 Ottobre 24, 1929

Nella Divina Volontà l'anima tiene tutto in suo potere perché trova la sorgente delle opere divine e le può ripetere quanto vuole per dare a Dio la Gloria delle stesse sue opere.

Mi sentivo tutta abbandonata nel Fiat Divino, seguendo ed offrendo tutti gli atti suoi, tanto della Creazione quanto quelli della Redenzione e, giungendo al Concepimento del Verbo, dicevo tra me: "Come vorrei nel Voler Divino far mio il Concepimento del Verbo per poter offrire all'Ente Supremo l'amore, la gloria, la soddisfazione, come se un'altra volta il Verbo [si] concepisse!" Ma mentre ciò dicevo, il mio dolce Gesù si è mosso nel mio interno mi ha detto: "Figlia mia, nella mia Divina Volontà l'anima tiene tutto in suo potere, non vi è cosa che la nostra Divinità abbia fatto, tanto nella Creazione quanto nella Redenzione, che il nostro Fiat Divino non ne possiede la sorgente, perché Esso non sperde nulla dei nostri atti, anzi è la depositaria di tutto. E chi possiede il nostro Voler Divino possiede la sorgente del mio concepimento, della mia nascita, delle mie lacrime, dei miei passi, delle mie opere, di tutto; i nostri atti non esauriscono mai, e come fa memoria e vuole offrire il mio concepimento, viene rinnovato il mio concepimento, come se di nuovo concepissi, risorgo a nuova nascita, le mie lacrime, le mie pene, i miei passi ed opere risorgono a novella vita e ripetono il gran bene che Io feci nella Redenzione.

Sicché chi vive nel nostro Voler Divino è la ripetitrice delle opere nostre, perché come della Creazione nulla si è sperduto di ciò che fu creato, così della Redenzione, tutto sta in atto di sorgere continuamente; ma chi Ci dà la spinta? chi Ci dà l'occasione di muovere le nostre sorgenti per rinnovare le opere nostre? Chi vive nel nostro Volere. In virtù di Esso, la creatura fa parte [partecipa] alla nostra forza creatrice, perciò tutto può far risorgere a novella vita; lei, coi suoi atti, colle sue offerte, colle sue suppliche, muove continuamente le nostre sorgenti, le quali, mosse come da un gradito venticello, formano le onde e straripando fuori, i nostri atti si moltiplicano e crescono all'infinito. Le nostre sorgenti sono simbolizzate dal mare: se il vento non lo agita, se non vengono formate le onde, le acque non straripano fuori e le città non restano bagnate. Così le nostre sorgenti di tante opere nostre, se il nostro Fiat Divino non le vuol muovere, o chi vive in Esso non si dà pensiero di formare nessun venticello cogli atti suoi, sebbene sono piene fino all'orlo, ma [tuttavia] non straripano fuori per moltiplicare i loro beni a pro delle creature.

Oltre di ciò, chi vive nel nostro Fiat Divino, come va formando gli atti suoi, questi atti salgono al principio da donde uscì la creatura; non restano nel basso, ma salgono tanto in alto, per cercare il seno di Colui donde uscì il primo atto della sua esistenza e, questi atti, si schierano intorno al Principio, ch'è Dio, come atti divini. Dio, nel vedere gli atti della creatura nella sua Divina Volontà li riconosce come atti suoi e si sente amato e glorificato come Lui vuole, col suo stesso amore e colla sua stessa gloria".

 

Dal Volume 23 Ottobre 6, 1927

Chi lavora nella Divina Volontà lavora nelle proprietà divine; forma il sole. La Divina Volontà vuole trovare l'anima in tutte le cose create. Girare in tutti gli Atti di Dio, nella Creazione e Redenzione, per far compagnia al Creatore e perché Lui possa trastullarsi con la sua creatura nei suoi possedimenti.

Stavo continuando i miei atti nel Fiat Divino, ed il mio dolce Gesù movendosi nel mio interno mi ha detto: "Figlia mia, chi opera nella mia Volontà lavora nelle mie proprietà divine, ed essa forma negli interminabili miei beni di luce, di santità, d'amore, di felicità senza fine, gli atti suoi, i quali si trasformano in tanti soli, riprodotti questi soli dalle mie stesse Qualità che si son prestate all'atto dell'anima per decoro di lei e per fare che fossero atti degni del suo Creatore, e per rimanere questi atti come atti perenni in Dio stesso, che Lo glorificano, Lo amano coi suoi stessi atti divini.

Onde Adamo prima di peccare formò tanti soli nel suo Creatore per quanti atti fece; ora chi vive ed opera nella mia Volontà trova questi soli fatti da lui. Quindi il tuo impegno di seguire i primi atti della Creazione, di prendere il tuo posto di lavoro vicino all'ultimo sole, o pure atto, che fece Adamo quando possedeva l'unità di volontà col suo Creatore, deve supplire a ciò che lui non continuò a fare, perché uscì da dentro le mie proprietà divine, ed i suoi atti non furono più soli, perché non teneva più in suo potere le mie Qualità divine che si prestavano a fargli formare i soli; al più si ridussero, i suoi atti, per quanto buoni, a piccole fiammelle, perché la volontà umana senza la Mia non tiene virtù di poter formare soli, le manca[no] le materie prime. Sarebbe come se tu volessi formare un oggetto d'oro senza che avessi in tuo potere il metallo dell'oro; per quanta buona volontà avessi, ti riuscirebbe impossibile. Solo la mia Volontà tiene luce sufficiente per fare formare i soli alla creatura e dà questa luce a chi vive in Essa, nelle sue proprietà, non a chi vive fuori di Essa. Onde devi supplire a tutte le altre creature che non hanno posseduto l'unità colla mia Volontà; il tuo lavoro è grande e lungo, hai da fare molto negli interminabili miei confini. Perciò sii attenta e fedele".

Quindi continuavo i miei atti nel suo Volere adorabile e, girando per tutta la Creazione, il mio sommo Bene Gesù ha soggiunto: "Figlia mia, come la mia Volontà Divina è sparsa in tutta la Creazione, così tu, unita con Essa, voglio trovarti in tutte le cose create, come sparsa in ciascuna di esse. Sarai il cuore della terra, per trovare la tua vita palpitante in essa che col suo palpito continuo Mi attesta l'amore di tutti i suoi abitatori. Sarai la bocca del mare, che Mi farai sentire la tua voce nelle sue onde altissime e nel suo mormorio continuo, che Mi lodi, Mi adori, Mi ringrazi e nel guizzo dei pesci Mi scocchi i tuoi baci affettuosi e puri, per te e per quelli che valicano il mare. Sarai le braccia del sole che, distendendoti ed allargandoti nella sua luce, dovunque [Io] senta le tue braccia che Mi abbracciano, Mi stringono forte per dirmi che solo Me cerchi, solo Me vuoi ed ami. Sarai i piedi del vento, per corrermi appresso e farmi sentire il dolce calpestio dei tuoi passi, che mai lascia di correre, ancorché non Mi trovi. Non sono contento se non trovo la piccola figlia mia in tutte le cose da Me create per amor suo. A tutta la Creazione Io domando: 'C'è la piccola figlia della mia Volontà? Perché voglio godermela e trattenermi con lei'. E se non ti trovo, Io perdo il mio godimento ed il mio dolce trastullo".

Dopo di ciò seguivo il mio amato Gesù negli atti che fece nella Redenzione. Cercavo di seguirlo parola per parola, opera per opera, passo per passo; non vorrei nulla che mi sfuggisse, per premurarlo e chiedergli a nome di tutti gli atti suoi, lacrime, preghiere e pene sue, il Regno della sua Volontà Divina in mezzo alle creature. Ed il mio adorato Gesù mi ha detto: "Figlia mia, quando Io stavo sulla terra, la mia Volontà Divina che per natura regnava in Me, e quella stessa Volontà Divina, che esisteva e regnava in tutte le cose create, ad ogni incontro si baciavano insieme e sospirando il loro incontro facevano festa, e le cose create facevano a gara per incontrarsi con Me e darmi gli omaggi che Mi convenivano. La terra, come sentiva i miei passi, per darmi omaggio rinverdiva e fioriva sotto i miei piedi, voleva uscire dal suo seno tutte le bellezze che possedeva, l'incanto delle fioriture più belle al mio passaggio, tanto che Io molte volte dovevo comandarle che non Mi facesse queste dimostrazioni, ed essa per darmi omaggio obbediva, come per farmi onore fioriva. Il sole cercava sempre d'incontrarsi con Me per darmi gli omaggi della sua luce, sprigionando tutte le varietà delle bellezze dei colori dal suo seno solare innanzi alla mia vista, per darmi gli onori che meritavo. Tutto e tutti cercavano d'incontrarmi per farmi la loro festa: il vento, l'acqua, fino l'uccellino per farmi gli onori dei suoi trilli, gorgheggi e canti; tutte le cose create Mi riconoscevano e si metteva[no] a gara a chi più potesse onorarmi e farmi festa. Chi possiede la mia Divina Volontà tiene la vista di conoscere ciò che appartiene alla mia stessa Volontà. Solo l'uomo non Mi conobbe, perché non possedeva la vista e l'odorato fino di Essa; dovetti dirglielo per farmi conoscere, e molti con tutto il mio dire neppure Mi credettero, perché chi non possiede il mio Volere Divino è cieco e sordo e senza odorato per conoscere ciò che ad Esso appartiene. Il non possederlo è l'infelicità più grande della creatura, è il povero cretino, cieco, sordo e muto che, non possedendo la luce del mio Fiat Divino, se ne serve delle stesse cose create di prendere gli escrementi che esse gettano, e lascia dentro di esse il vero bene che contengono. Che dolore vedere le creature senza la nobiltà della vita della mia Volontà Divina!"

Fiat!!!

Dal Volume 29 Giugno 23, 1931

La Creazione manifesta la Paternità Divina e Dio Si sente Padre di chi Lo riconosce nelle opere sue.

Stavo facendo il mio giro nella Creazione per seguire gli atti fatti in Essa dalla Divina Volontà. Mi pareva che in ciascuna cosa creata stava come nobile Regina, come centro di vita, la Volontà adorabile, per fare in ogni cosa il suo dolce incontro colle creature; ma riceveva questo incontro, chi La riconosceva in ciascuna cosa creata. In questo incontro felice si aprono le corrispondenze d'ambo le parti, si festeggia insieme, e la Divina Volontà dà e la creatura riceve. Ma mentre la mia mente si perdeva col girare nelle cose create, il mio Sommo Bene Gesù mi ha detto: "Figlia mia, tutta la Creazione manifesta la Paternità Divina, la potenza, l'amore, l'armonia di Colui che l'ha creata. Ma sai tu di chi Ci sentiamo Padre? [Di] chi ricorda e riconosce tutta la Creazione come proprietà del suo Creatore che, volendo manifestare la sua Paternità per le creature, ha create tante belle cose per amor loro; [e] quindi, chi le riconosce, per contraccambiarlo coll'amore e ringraziarlo, si stringe intorno al suo Padre Celeste come figlia che riconosce i beni suoi e [sa] che, se [il Padre] li ha creati significa che vuole che la figlia sua possieda i suoi possedimenti nei possedimenti del Padre suo. Se tu sapessi qual'è la nostra gioia e felicità nel sentirci Padre e nel vedere i nostri figli stretti a Noi d'intorno per mezzo delle nostre cose create! Sicché la creatura col ricordarsi e riconoscere ciò che Dio ha fatto per essa, Ci ama da [come] Padre [suo] e Noi l'amiamo da [come nostra] figlia: Ci sentiamo che la nostra Paternità non è Paternità sterile, ma feconda. Così [di] chi ricorda e riconosce ciò che feci e patii nella mia vita e Passione, Mi sento Redentore e [le] do a possedere i beni della Redenzione; sicché le mie pene, le mie opere, i miei passi, si schierano intorno alla felice creatura per aiutarla, santificarla, e farle sentire gli effetti, in essa, di tutta la mia Vita. E, [di] chi riconosce ciò che il nostro amore ha fatto e può fare nell'ordine della grazia Mi sento Amante Appassionato e gli do il possesso del mio amore, in modo che sentirà tal amore per Me da non poter vivere senza amarmi; e siccome il vero amore sta nel fare sempre la mia Volontà, Io ne faccio [di tale creatura] un prodigio del mio amore e del mio Volere. Qual dolore non sarebbe per un padre avere i figli e non vederli intorno per amarsi a vicenda [il padre ed i figli] e godere il frutto delle sue viscere? Tale è la nostra Divinità. Abbiamo distesa la nostra Paternità in modo infinito in tutta la Creazione; come Padre siamo tutt'occhio sui nostri figli affinché nulla loro manchi; le nostre braccia sentono l'estremo bisogno d'amore di stringerlo [il nostro figlio] al nostro seno, per dargli amore e ricevere amore e, quando vediamo la creatura che corre a Noi, vuole i nostri amplessi, oh, come Ci sentiamo felici che la nostra Paternità è riconosciuta e può svolgere l'ufficio di Padre per i nostri figli! La nostra generazione è quasi innumerevole, eppure pochi figli Ci circondano, tutti gli altri sono lontani da Noi, lontano col cuore, colla volontà, lontano dalla nostra somiglianza e, nel nostro dolore nel vedere i pochi figli intorno a Noi, diciamo: 'E gli altri figli nostri, dove sono? Come non sentono il bisogno di avere un Padre Celeste, di ricevere le nostre carezze Paterne, di possedere i nostri beni?' Perciò sii attenta, riconosci i nostri beni, le opere nostre, e sentirai la nostra Paternità nel cielo tempestato di stelle, che nel loro mite scintillio ti chiamano 'figlia' e ti attestano l'amore del Padre tuo; la nostra Paternità si stende nel sole, che colla sua luce vibrante ti chiama 'figlia' e ti dice: 'Riconosci nella mia luce il gran dono del Padre tuo che ti ama tanto, che vuole che [tu] sia la posseditrice di questa luce'. La nostra Paternità si stende ovunque: nell'acqua che bevi, nel cibo che prendi, nelle varietà delle bellezze di tutta la natura: [tutte] hanno una voce comune, che tutte ti chiamano 'figlia del gran Padre Celeste', e come figlia sua, [esse] vogliono essere possedute da te. Or, qual sarebbe il nostro contento se in tutte le cose da Noi create, alla nostra voce di chiamarti 'figlia', sentissimo la tua voce che Ci chiamasse: 'Padre', e Ci dicessi: 'Questo è dono del Padre mio; oh, come mi ama! Ed io voglio amarlo assai, assai!'"

 

Dal Volume 24 Luglio 23, 1928

L'anima che vive nel Fiat è il punto luminoso nel mondo. Tutto fu creato per l'anima. Voglio girare nel Divino Volere per portare tutte le cose create al nostro Creatore.

Continuando il mio solito abbandono nel Fiat Supremo, avrei voluto abbracciare tutti e tutto per fare che tutto diventasse Volontà Divina, ed il mio dolce Gesù uscendo da dentro il mio interno mi ha detto: Figlia mia, nell'anima in cui sta la mia Volontà è il punto luminoso nel mondo; e come si vede un sole sotto la volta del cielo che coi suoi raggi investe la terra e colla sua virtù di luce, penetrando ovunque, abbellisce, colorisce, feconda la terra tutta, così si vede un altro Sole più bello, più fulgido nel punto del mondo, cioè nell'anima dove regna il mio Volere Divino; ed i suoi raggi si allungano tanto e si allargano, che abbracciano tutto e tutti. Com'è bello vedere dal Cielo questi punti luminosi nel fondo della terra! Non sembra più terra, ma Cielo, perché c'è il Sole del mio Fiat. I suoi raggi abbelliscono, fecondano e gettano tal varietà di colori divini, da comunicare colla sua vita di luce le varietà delle bellezze del Creatore. Dove ci sono questi punti luminosi, viene arrestata la corrente del male, la stessa mia Giustizia si sente disarmare dalla forza di questa luce e cambia i flagelli in grazia. Questi punti sono il sorriso della terra, la sua [loro] luce è foriera e portatrice di pace, di bellezza, di santità, di vita che mai muore; si possono chiamare i punti fortunati della terra, perché c'è in mezzo a loro la luce che mai tramonta, la vita che sempre sorge. Invece dove non ci sono questi punti luminosi, la terra è oscura e, se qualche bene [le creature] fanno, sono come quelle piccole luci che non hanno raggi, perché manca in quel bene la sorgente della luce e perciò non tiene forza né virtù di allungarsi e di allargarsi e, mancando la sorgente, [le piccole luci] sono soggette a smorzarsi e la terra resta oscura come sepolta in fitte tenebre, perché la volontà umana è foriera e portatrice di mali, di turbazioni, di disordine e simile.

Sicché l'anima dove non regna il mio Volere sbuffa tenebre, ombra ed inquietudine e, se fa qualche bene è un bene investito di nebbia, la sua aria è sempre malsana, i suoi frutti immaturi, la sua bellezza scolorita. Tutto al contrario dove regna la mia Volontà: questa è la vera regina che domina tutto, dà pace a tutti, fa bene a tutti ed è la benvoluta da tutti e, mentre fa bene a tutti non fa bisogno di nessuno, perché la sorgente del mio Volere che possiede le fa sorgere tutti i beni".

Onde seguivo il mio giro nel Voler Divino per portare tutte le cose create al mio Creatore, cielo, sole e tutto, come adorazione profonda al mio Dio e potergli dire: "Cielo mi hai dato, stelle, sole, mare, ed io tutto Te lo ridò come contraccambio del mio amore". Ma mentre ciò pensavo, il mio dolce Gesù mi ha detto: "Figlia mia, ah, sì, tutto ho creato per te e tutto ti ho dato! Ogni cosa che creavo, pensavo prima a farti il dono e poi lo mettevo fuori; te ne feci tanti di questi doni, che non hai dove tenerli, ed il mio amore per non tenerti impacciata ti diede lo spazio dove tenerli, in modo che mentre te le godi, ora una cosa, or un'altra a tuo piacere, non sei ingombrata, tenendo ciascuno il loro posto per starsi a tua disposizione. Ora, se tu sapessi il nostro contento quando vediamo la piccola figlia nostra prendere il suo volo nella nostra Volontà, per portarci il cielo, le stelle, il sole e tutto il resto, per contraccambiarci cogli stessi doni che le abbiamo dato! Noi sentiamo la stessa gloria, il nostro amore, la ripetizione delle opere nostre e, conoscendo che se lei avesse potere di farle Ce le farebbe, per primeggiare sempre nel nostro amore verso chi vive nel nostro Fiat le diamo il merito come se la creatura avesse fatto il cielo per amor nostro, il sole, il mare, il vento, insomma tutto. La contraccambiamo come se essa Ci mantenesse tutta la Creazione per darci gloria e dirci che Ci ama. La mia Volontà ama tanto chi vive in Essa, che non c'è cosa che ha fatto o potesse fare che non dice all'anima: 'Facciamolo insieme', affinché possa dire: 'Ciò che ho fatto Io per amor suo, lei l'ha fatto per amor mio'".

 

Dal Volume 24 Aprile 29, 1928

Le virtù sono germi, piante, fiori e frutti; la Divina Volontà è vita. Le meraviglie del Ti amo. 'Voglio imperlare tutte le cose create col mio Ti amo, per Te'.

La mia povera mente è sempre in balia del Fiat Supremo, mi sembra che non so pensare ad altro né voglio occuparmi di altro; sento come una corrente in me, che ora mi ferma ad un punto ed ora ad un altro del Voler Divino, ma sempre in Esso vado a finire, senza prendere mai tutta la sua luce interminabile, perché ne sono incapace. Ed il mio amabile Gesù, movendosi nel mio interno, mi ha detto, facendomi una sorpresa: "Figlia mia, quando l'anima pratica una virtù, il primo atto che pratica forma il germe, e come pratica il secondo ed il terzo atto e così di seguito, così coltiva il germe, lo innaffia, cresce in pianta e porta i suoi frutti. Se poi si pratica una sol volta o qualche volta, il germe non viene né innaffiato né coltivato, muore e l'anima resta senza pianta e senza frutto, perché non forma mai una virtù un atto solo, ma ripetuti atti. Succede come alla terra, che non basta gettarle il seme nel suo seno, ma conviene spesso coltivare la terra, innaffiarla, se si vuole la pianta ed i frutti di quel seme, altrimenti la terra si fa dura sopra il seme e lo seppellisce senza dargli la vita. Ora, chi vuole la virtù della pazienza, dell'ubbidienza ed altro, deve gettare il primo germe e poi, con altri atti, innaffiarli [i germi] e coltivarli, così nell'anima sua formerà tante belle e diverse piante.

Invece la mia Volontà non è germe come le virtù, ma vita, e come l'anima incomincia a rassegnarsi, a guardarla in tutto ed a vivere in Essa, così viene formata in lei la piccola vita divina; e come [l'anima] si va inoltrando nella pratica di vivere nel mio Volere, così cresce e si va ingrandendo questa vita divina fino a riempire l'anima di tutta questa vita, in modo che non resta di lei che il solo velo che la copre e nasconde dentro di sé.

E come alle virtù, così per la mia Volontà: se la creatura non dà l'alimento continuo degli atti suoi in Essa alla piccola vita divina, questa non cresce e non la riempie tutta intera. Succede come ad un bambino nato che, se non si alimenta, muore sul nascere. Perché la mia Volontà essendo vita ha più bisogno delle virtù, che sono immagine delle piante, del continuo alimento per crescere e formarsi vita intera per quanto è capace una creatura. Ecco perciò la necessità che tu viva sempre in Essa, per prendere il suo cibo prelibato dallo stesso mio Volere per alimentare la sua vita divina in te. Vedi dunque che gran differenza c'è tra le virtù e la mia Volontà: le prime sono piante, fiori e frutti che abbelliscono la terra e dilettano le creature, invece il mio Fiat è cielo, sole, aria, calore, palpito, cose tutte che formano vita, e vita divina nella creatura. Quindi amala questa vita e dalle alimento continuo, affinché tutta ti riempia e nulla resti di te".

Dopo di ciò seguivo il mio giro nel Voler Divino, e ripetendo il mio ritornello del Ti amo stavo dicendo: "Gesù, Amor mio, voglio lasciare tutto l'essere mio nel tuo Fiat, per potermi trovare in tutte le cose create per imperlarle col mio Ti amo. Anzi voglio mettere il mio cuore nel centro della terra e, come palpito così voglio abbracciare tutti i suoi abitanti e seguendo tutti i loro palpiti col mio Ti amo, voglio darti l'amore di ciascuno di essi. E come si ripete il mio palpito da dentro il centro della terra, così voglio mettere il mio Ti amo a tutti i germi che racchiude nel suo seno; e come i germi spuntano e si formano le piante, le erbe, i fiori, così voglio mettere il mio Ti amo per poterli vedere racchiusi nel mio Ti amo per Gesù". Ma mentre ciò dicevo, il mio pensiero ha interrotto il mio ritornello del Ti amo, dicendomi: "Quante sciocchezze dici; Gesù stesso ne sarà stanco di sentire la tua lunga cantilena: 'Ti amo, Ti amo'". E Gesù, movendosi in fretta in fretta nel mio interno e guardando tutta la Creazione per vedere se in tutte le cose, piccole e grandi, c'era la vita del mio Ti amo, mi ha detto: "Figlia mia, che maraviglia, che incanto vedere tutte le cose imperlate col tuo Ti amo! Se si potesse[ro] vedere da tutte le creature, imperlate tutte le piante, gli atomi della terra, le pietre, le gocce dell'acqua, col tuo Ti amo; riempita la luce del sole, l'aria che respirano, il cielo che veggono, col tuo Ti amo; le stelle, che scintillano il tuo Ti amo; qual maraviglia non susciterebbero in loro? Qual dolce incanto non attirerebbe le loro pupille a guardare il tuo ritornello e lunga cantilena del tuo Ti amo? Direbbero: 'Possibile che non si è fatta sfuggire nulla!? Noi stessi ci sentiamo imperlati dal suo Ti amo!'; ed andrebbero curiosando ed indagando tutto per vedere se di fatto nulla ti fosse sfuggito, per godere l'incanto del tuo Ti amo.

Ora se questo incanto maraviglioso resta inosservato per le creature terrestri, non resta inosservato per il Cielo, e gli abitatori di lassù godono l'incanto e le meraviglie di vedere la Creazione tutta riempita ed imperlata dal tuo Ti amo; sentono armonizzare il loro Ti amo col tuo. Non si sentono distaccati dalla terra, perché l'amore li unisce insieme e forma le stesse note e le stesse armonie. E poi, tu devi sapere che Io non Mi stancai in tutte le cose piccole o grandi, quando furono create, d'imperlarle coi miei ripetuti ti amo per te; e come non Mi stancai nel metterli, così non Mi stanco a sentirli ripetere da te, anzi ne godo che il mio ti amo non resta isolato, ma tiene la compagnia del tuo che, facendo eco nel mio, si fondono insieme e fanno vita comune. E poi, l'amore non stanca mai, ma invece Mi è portatore di gioia e felicità..." (...)

 

Dal Volume 20 Ottobre 17, 1926

L'anima gira in tutta la Creazione e Redenzione e chiede il Fiat: 'Non posso fare a meno di sempre girare nella Volontà Suprema; sento che è la vera casa mia e trovo tutto ciò che Ti appartiene e quindi ho molto da darTi'.

Mi sembra che non posso fare a meno di seguire il mio giro nella Volontà Suprema, sento ch'è la vera casa mia ed allora son contenta quando giro in Essa. Perché trovo tutto ciò che appartiene al mio dolce Gesù, ché in virtù della sua Volontà tutto ciò che è suo è anche mio. Quindi ho molto da dare al mio amato Bene, anzi c'è tale e tanto da dargli, che non finisco mai di dargli tutto. Onde mi rimane il desiderio di ritornare a seguire il mio giro per potergli dare tutto ciò che appartiene alla sua adorabile Volontà; e pensando al gran bene che porta all'anima il Voler Supremo, mentre giravo pregavo Gesù che subito lo facesse conoscere a tutti affinché potessero prendere parte a sì gran bene, e per ottenere ciò Gli dicevo come giungevo a ciascuna cosa creata: "Vengo nel sole a fare compagnia alla tua Volontà regnante e dominante in esso, in tutto lo splendore della sua maestà, ma mentre Ti faccio compagnia nel sole Ti prego, che il tuo Fiat Eterno sia conosciuto e come regna nel sole trionfante, venga a regnare trionfante in mezzo alle creature; vedi anche il sole Ti prega, tutta la sua luce si converte in preghiera, e come si stende sulla terra ed investe colla sua luce piante e fiori, monti e pianure, mari e fiumi, così prega che il tuo Fiat sia uno sulla terra, che si armonizzi con tutte le creature. Sicché non sono io sola che prego, ma è la potenza della tua stessa Volontà che regna nel sole che prega: prega la luce, pregano i suoi innumerevoli effetti, i beni, i colori che contiene; tutti pregano che il tuo Fiat regni su tutti. Puoi tu resistere ad una massa di luce sì grande, che prega colla potenza del tuo stesso Volere? Ed io piccola qual sono mentre ti faccio compagnia in questo sole, benedico, adoro, glorifico, la tua Volontà adorabile, con quella magnificenza e gloria con cui la tua stessa Volontà si glorifica nelle opere sue. Sicché solo nelle creature non deve trovare, la tua Volontà, la perfetta gloria delle opere sue? Perciò venga, venga il tuo Fiat".

Ma mentre ciò faccio, sento che tutta la luce del sole prega che venga il Fiat Eterno, cioè la sua stessa adorabile Volontà che investendo la luce prega, ed io lasciandola a pregare passo nelle altre cose create a fare la mia piccola visitina, per tenere un poco di compagnia all'adorabile Volontà in ciascun atto suo che esercita in ciascuna cosa creata. Perciò passo il cielo, le stelle, il mare finché il cielo prega, le stelle pregano, il mare col suo mormorio prega che il Fiat Supremo sia conosciuto e regni trionfante in tutte le cose create, come regna in loro.

Dopo d'aver girato su tutte le cose create per tenere compagnia al Fiat Divino e chiedere in ciascuna cosa che venga a regnare sulla terra come è bello vedere, sentire che tutta la Creazione prega che venga il suo Regno in mezzo alle creature! , poi scendo in tutto ciò che fece il mio Gesù nella Redenzione: nelle sue lacrime, nei suoi gemiti infantili, nelle sue opere passi e parole, nelle sue pene, nelle sue piaghe, nel suo Sangue fin nella sua morte affinché le sue lacrime preghino che venga il suo Fiat. I suoi gemiti e tutto ciò che fece supplicano tutti in coro che il suo Fiat sia conosciuto e che la sua stessa morte faccia risorgere la vita della sua Volontà Divina nelle creature.

Onde mentre ciò facevo ed altro, [che tralascio] perché sarei troppo lunga se volessi dir tutto, il mio dolce Gesù stringendomi a Sé mi ha detto: "Piccola figlia del mio Volere, tu devi sapere che la mia Volontà si lascia regnante in tutta la Creazione per dare il campo alle creature di farle tante visite per quante cose creò. Voleva la compagnia della creatura nel muto linguaggio di tutto l'universo. Com'è duro l'isolamento di questa Volontà sì santa che vuole santificare e non trova a chi partecipare questa Santità, sì ricca che vuole dare e non trova a chi dare, sì bella e non trova chi abbellire, sì felice e non trova chi felicitare. Poter dare, voler dare, e non avere a chi dare è sempre un dolore ed una pena inenarrabile, e per maggior dolore essere lasciata sola. Onde [la Divina Volontà] nel vederle [le creature] uscire nel campo della Creazione per tenerle compagnia si sente felicitare e compiere lo scopo [del] perché si lasciò regnante in ciascuna cosa creata. Ma quello che rende più felice, più glorificati è che tu come giungi in ciascuna cosa creata Gli chiedi che il tuo Fiat sia conosciuto e regni su tutto e muovi la mia stessa Volontà nel sole, nel cielo, nel mare, in tutto a pregare che venga il Regno del mio Volere, perché stando in te il mio Fiat si può dire che è Essa stessa che prega e che muove tutte le opere mie fin le mie lacrime e sospiri ché venga il Regno della mia Volontà. Tu non puoi capire qual contento Mi dai, qual breccia al mio Cuore ed alla mia stessa Volontà, sentire tutte le opere nostre che pregano che vogliono il nostro Fiat; vedi dunque il mio contento che non ti vedo chiedere nulla per te, né gloria, né amore, né grazie, e vedendo la tua piccolezza che non puoi ottenere un regno sì grande giri in tutte le opere mie, dovunque si trova un atto della mia Volontà facendo il suo ufficio e fai dire al mio Fiat stesso: 'Venga il tuo Regno! Deh! Fa' che sia conosciuto ed amato e posseduto dalle umane generazioni'. Una Volontà Divina che prega insieme colle opere nostre insieme alla piccola figlia sua è il più grande portento, è una potenza pari alla nostra che prega e il non esaudirla Ci riesce impossibile. Com'è santo, come è puro, nobile e tutto divino senza ombra d'umano il Regno della nostra Volontà; la sua base, il suo fondamento è la profondità di Essa. Sarà lo stesso Fiat nostro che, stendendosi sotto, in mezzo, e sopra a questi figli della Famiglia Celeste, renderà fermo il passo ed incrollabile per loro il Regno della mia Volontà".

 

Dal Volume 20 Ottobre 15, 1926

'Passo in tutte le cose create a fare la mia visitina e far chiedere da tutte che il Fiat Supremo sia conosciuto e regni trionfante'. Tanta di felicità si avrà in Cielo per quanta Volontà Divina hanno racchiuso in terra.

Continuando il mio solito giro nella Volontà Suprema dicevo tra me: "Mio Gesù, la tua Volontà abbraccia e racchiude tutto, ed io a nome della prima creatura uscita dalle tue mani creatrici fino all'ultima che sarà creata intendo riparare tutte le opposizioni delle volontà umane fatte alla Tua, e di prendere in me tutti gli atti della tua adorabile Volontà che le creature hanno respinto, per ricambiarli tutti in amore, in adorazione, in modo che non ci sia atto tuo, che non corrisponda un atto mio, perché trovando in ogni tuo atto il piccolo atto mio, come bilocato nei tuoi, Tu resti soddisfatto e vieni a regnare come in trionfo sulla terra. Non è forse sopra degli atti umani che il tuo Fiat Eterno vuol trovare l'appoggio dove dominare? Perciò ti offro in ogni tuo atto il mio come terreno per farti distendere il tuo Regno".

Ora mentre ciò pensavo e dicevo, il mio sempre amabile Gesù si è mosso nel mio interno e mi ha detto: "Figlia piccola del mio Volere, è giusto, è necessario, è di diritto d'ambo le parti, tanto tuo quanto della mia Volontà, che, chi è figlia sua, essa segua la molteplicità degli atti del mio Volere ed Esso li riceve nei suoi. Un padre sarebbe infelice, se non si sentisse suo figlio al suo fianco per essere nei suoi atti seguito dal suo figlio; né il figlio si sentirebbe amato dal padre, se il padre mettendolo da parte, non si facesse seguire da suo figlio. Perciò, 'figlia della mia Volontà e neonata in Essa' significa proprio questo: seguire come figlia fedele tutti gli atti suoi. Perché tu devi sapere che la mia Volontà uscì in campo d'azione nella Creazione negli atti umani della creatura, ma per agire vuole l'atto della creatura nel Suo, per svolgere il suo operato e poter dire: 'Il mio Regno è in mezzo ai figli miei e proprio nell'intimo degli atti loro'; perché la creatura per quanto prende della mia Volontà Io stendo il mio Regno in essa, e lui stende il suo regno nella mia Volontà; ma a seconda che Mi fa dominare negli atti suoi, così allarga i suoi confini nel Regno mio, ed Io do, ed essa prende più gioia, più felicità, più beni, e più gloria. Perché è stabilito che nella Patria Celeste tanto di gloria, di beatitudine, di felicità, riceveranno per quanto della mia Volontà hanno racchiuso nelle anime loro in terra; sarà misurata la loro gloria da quella stessa mia Volontà che possederanno le anime loro, né più potranno ricevere, perché la loro capacità e larghezza viene formata da quella stessa Volontà Divina che hanno fatto e posseduta mentre vivevano sulla terra, ed ancorché la mia liberalità volesse darle di più, le mancherebbe il posto dove contenerle e strariperebbe fuori. Ora figlia mia, di tutto ciò che la mia Volontà ha stabilito di dare alle creature, di tutti gli atti suoi finora poco hanno preso, poco hanno conosciuto, perché il suo Regno non solo non è stato conosciuto, ma neppure posseduto, quindi in Cielo la mia Volontà non può dare tutta la sua gloria completa, né tutte le gioie e felicità che possiede, perché si trova in mezzo a figli incapaci e di piccola statura. E perciò aspetta con tanto amore ed ansia il tempo del Regno suo per avere il suo totale dominio e dare dal suo Fiat tutto ciò che aveva stabilito di dare alle creature, e così formarsi i figli capaci di potergli dare tutti i suoi beni. E solo questi figli nella Patria Celeste faranno completare la gloria a tutti i beati, ai figli del Regno del mio Volere, perché hanno racchiuso ciò che Essa voleva, dandole libero campo d'azione e di dominio; perciò avranno la gloria essenziale, perché ne terranno la capacità e lo spazio dove contenerla; agli altri, per mezzo di questi avranno la gloria accidentale e tutti goderanno insieme la gloria completa e la piena felicità della mia Volontà. Sicché sarà il pieno trionfo del Cielo e della terra, il Regno del Fiat Supremo".

Ora pensavo tra me: "Nostro Signore nel Pater Noster c'insegna a pregare 'Sia fatta la tua Volontà', ora perché dice che vuole che si viva in Essa?" E Gesù sempre benigno, muovendosi nel mio interno mi ha detto: "Figlia mia, 'Sia fatta la tua Volontà' che Io insegnai a pregare nel Pater Noster significa, che tutti dovevano pregare che almeno facessero la Volontà di Dio, e questo è di tutti i cristiani e di tutti i tempi, né si può dire cristiano se non si dispone a fare la Volontà del suo Padre Celeste. Ma tu non hai pensato all'altra postilla che viene immediatamente dopo: come in Cielo così in terra. Il come in Cielo così in terra, significa vivere nel Voler Divino, significa pregare che venga il Regno della mia Volontà sulla terra per vivere in Esso. Nel Cielo non solo fanno la mia Volontà, ma vivono in Essa, la posseggono come cosa e regno proprio, e se la facessero e non la possedessero non sarebbe piena la loro felicità, perché la vera felicità incomincia dal fondo dell'anima. Fare la Volontà di Dio non significa possederla, ma sottoporsi ai suoi comandi. Invece vivere in Essa è possesso. Quindi nel Pater Noster, sta la preghiera, nelle parole sia fatta la Volontà tua, che tutti facciano la Volontà Suprema, e nel come in Cielo così in terra che l'uomo ritorni in quella Volontà, da dove uscì, per riacquistare la sua felicità, i beni perduti ed il possesso del suo Regno".

 

Dal Volume 20 Ottobre 24, 1926

Non c'è cosa più santa e portatore d'ogni felicità che la Volontà Divina. Tutti gli atti della Creazione e Redenzione sono per stabilire il Regno del Fiat Supremo. 'E' necessario che giri in mezzo alle mie opere per chiedere tutte in coro il Regni del tuo Fiat!'

Stavo facendo il mio solito giro nel Volere Divino ed in ogni cosa mettevo il mio 'Ti amo' e chiedevo che 'il Regno del Fiat venga e sia conosciuto sulla terra' e giungendo a tutti gli atti che fece il mio dolce Gesù nella Redenzione, chiedendo in ciascun atto che venisse il suo Regno. Poi pensavo tra me: "Prima, come giravo, tanto in tutta la Creazione quanto nella Redenzione, mettevo solo il mio Ti amo, la mia adorazione, il mio grazie; ed ora perché non posso farne a meno di chiedere il Regno del Fiat? Mi sento che vorrei travolgere tutto, la cosa più piccola e la cosa più grande, Cielo e terra, gli atti dello stesso Gesù ed anche Gesù stesso e portarli [a Dio] affinché tutto e tutti dicano insieme con me: 'Vogliamo il Regno del Fiat Supremo, lo vogliamo regnante, dominante in mezzo a noi!' Molto più che tutti lo vogliono; gli stessi atti di Gesù, la sua vita, le sue lacrime, il suo Sangue, le sue piaghe, dentro dicono: 'Venga il Regno nostro sulla terra', ed io entro nell'atto di Gesù e ripeto insieme: 'Venga subito il Regno del Fiat Divino'". Ora, mentre ciò pensavo, il mio amato Gesù è uscito da dentro il mio interno e con una tenerezza indicibile mi ha detto: "Figlia mia, chi è nata nel mio Volere sente la sua vita scorrere in lei, e come connaturale vuole per tutti ciò che essa possiede. E siccome la mia Volontà è immensa e racchiude tutto e tutti perciò chi la possiede gira per tutte le cose che essa racchiude per pregarla e vincerla a scendere sulla terra, a formare il suo Regno. Ma tu devi sapere che tu per aver dominio e poter dire ciò che vuoi tu in tutte le cose che sono uscite e racchiudono la mia Volontà dovevi prima conoscerle e poi amarle affinché l'amore ti desse il diritto di possederle e di farle fare e dire ciò che vuoi tu. Ecco la causa per cui prima girando in tutte le opere mie imprimevi il tuo 'Ti amo, Ti adoro, Ti ringrazio': erano le conoscenze delle opere mie che tu facevi, ed il possesso che prendevi. Ora dopo il possesso che altro più grande, più santo, più bello, più portatore di tutte le felicità alle umane generazioni puoi chiedere in mezzo alle opere mie ed insieme con esse [se non] che venga il Regno della mia Volontà? Molto più che tanto nella Creazione era il Regno del Fiat che volevo stabilire in mezzo alle creature come nel Regno della Redenzione; tutti gli atti miei, la mia stessa vita, il principio, la sostanza dell'intimo di essi era il Fiat che chiedevano e per il Fiat erano fatti. Se tu potessi vedere dentro d'ogni mia lacrima, in ogni goccia del mio Sangue, in ogni pena ed in tutto il mio operato troveresti dentro il Fiat che chiedevano, per il Regno del mio Volere erano dirette; e sebbene apparentemente parevano che erano dirette a redimere ed a salvare l'uomo, erano la via che facevano per giungere al Regno della mia Volontà. Ciò succede anche alle creature quando si decidono che vogliono prendere possesso d'un regno, d'una casa, d'un terreno, non si trovano subito in un attimo dentro ed in possesso, ma devono far la via. Chissà quanto soffrire, combattere, salire le scale per trovarsi dentro e dopo prenderne il possesso. Figlia mia, se tutti gli atti e pene che soffrì la mia Umanità non avessero per principio, per sostanza, per vita il ripristinamento del Regno del mio Fiat sulla terra, Mi sarei allontanato e perduto lo scopo della Creazione, ciò che non può essere perché in Dio quando si è messo uno scopo deve e può ottenere l'intento. E se tu in tutto ciò che fai, soffri e dici non chiudi il mio Fiat non hai per principio, per sostanza la mia Volontà, ti allontani e non adempi la tua missione. Ed è necessario che giri tante e tante volte nella mia Volontà in mezzo alle opere mie per chiedere tutti in coro che venga il Regno del Fiat Supremo affinché insieme con tutta la Creazione e con tutte le opere mie che feci nella Redenzione [tu] sia riempita fino all'orlo di tutti quei atti che ci vogliono innanzi al Padre Celeste per far conoscere ed impetrare il Regno del mio Volere sulla terra. Ora tu devi sapere che tutta la Creazione, e tutte le opere mie fatte nella Redenzione sono come stanche d'aspettare e si trovano nella condizione d'una famiglia nobile e ricca: tutti i figli di essa sono di giusta statura, belli nell'aspetto, d'ingegno non comune, vanno sempre ben vestiti, con una nitidezza meravigliosa. Sono sempre loro che fanno la più bella figura in mezzo a tutti gli altri. Ora a questa famiglia, a tanta fortuna, l'è toccata una sventura, che uno di questi figli degradandosi scende dalla sua nobiltà e va sempre sporco, fa atti indegni e vili, che disonorano la nobiltà della famiglia e per quanto fanno, per fare che figurasse insieme agli altri fratelli, non gli riesce, anzi va sempre peggiorando fino a diventare lo scherno e il zimbello di tutti. Tutta la famiglia ha sempre un dolore e per quanto sentono il disonore di questo figlio non possono distruggere e dire che non l'appartiene e che non sia uscito da quello stesso padre che loro appartengono. Tale è la condizione in cui si trova tutta la Creazione e tutte le opere della mia Redenzione. La loro origine è la nobiltà divina, tutte hanno per divisa, per dominio e per vita la Volontà del loro Padre Celeste e perciò si mantengono tutte nella loro nobiltà, belli, decorosi, puri, di una beltà incantevole, degni di quelle volontà che le possiedono. A tanta gloria ed onore di questa Famiglia Celeste, l'ha toccata la sventura che uno solo, quale l'uomo che è uscito dallo stesso loro Padre, si è degradato ed in mezzo a tanta loro gloria e bellezza è sempre sporco, fa azioni da stolto, indegne e vili; non possono negare che l'appartiene, ma non lo vogliono in mezzo a loro così sporco e stolto, perciò come stanchi tutti pregano che venga il Regno della mia Volontà in mezzo alle creature affinché a questa famiglia una sia la nobiltà, l'onore e la gloria. E nel vedere la piccola figlia della mia Volontà che va in mezzo a loro ed ammirandole chiede e fa chiedere a tutti che il Regno del Fiat Supremo venga in mezzo alle creature, si sentono tutte felicitare ché il loro dolore è vicino a finire".

 

Dal Volume 20 Novembre 1, 1926

Girare in tutta la Creazione per raggiungere la Volontà Divina in tutti i suoi atti, tenerle compagnia, dargli un Ti amo, un Grazie, un Ti adoro... Ciò che fa il Fiat Supremo in ciascuna cosa creata e le lezioni che dà alle creature per venire a regnare in mezzo ad esse.

Stavo facendo il mio solito giro in tutta la Creazione per poter amare e glorificare come ama e glorifica lo stesso Fiat Divino in tutte le cose create, ma mentre ciò facevo pensavo tra me: "Il mio dolce Gesù mi fa girare per tutta la Creazione come per raggiungere la sua Volontà in tutti gli atti suoi, tenere la compagnia, dargli un mio Ti amo, un grazie ed un mio Ti adoro e chiedergli che presto venga il suo Regno; ma io non so tutto ciò che fa questo Voler Divino in ciascuna cosa creata, vorrei saperlo, affinché uno sia l'atto [mio] col suo". Ora mentre ciò pensavo il mio sempre amabile Gesù tutto bontà è uscito da dentro il mio interno e mi ha detto: "Alla piccola figlia del mio Volere è giusto che sappia ciò che fa Colui da donde è uscita la sua origine. Tu devi sapere che il mio Fiat Eterno non solo riempie tutta la Creazione ed è vita di ciascuna cosa creata, ma tiene sparso tutte le nostre qualità in tutto il creato perché la Creazione doveva servire di Paradiso terrestre all'umana famiglia, e quindi doveva essere l'eco delle beatitudini e felicità del Cielo; se non conteneva le gioie e contenti della Patria Celeste, come poteva formare la felicità della patria terrestre? Molto più che una era la Volontà, tanto quella che beatificava l'Empireo, quanto quella che doveva felicitare la terra.

Ora, se tu vuoi sapere cosa fa la mia Volontà nel cielo, in quell'azzurro che si vede sempre fermo e disteso sul capo di tutti, non c'è punto che non si vede cielo. Esso di notte e di giorno è sempre al suo posto. Sicché la nostra Volontà tiene sparsa la nostra Eternità, la nostra fermezza che mai si muta e sempre nel suo equilibrio perfetto né per qualunque circostanza si cambia mai e mentre ama glorifica la nostra eternità, il nostro essere incrollabile, felicita la terra e dice all'uomo: 'Guarda, prendi per modello il cielo ch'è sempre disteso sul tuo capo, sii sempre fermo nel bene, come lo sono io. Da qui [sono] sempre disteso a proteggerti affinché anche tu, come secondo cielo ch'è popolato di stelle, che all'occhio tuo ti sembrano tanto legate al cielo, che si può dire che le stelle sono figlie del cielo, così anche tu, se sarai ferma nel bene, il cielo dell'anima tua sarà popolato di stelle, come tanti parti e figlie tue'. Sicché facendo il tuo giro nella Creazione quando giungi al cielo, anche tu unita colla nostra Volontà ami e glorifichi la nostra eternità, il nostro Essere incrollabile che mai si muta e pregala che renda ferme le creature nel bene, affinché siano il riflesso del Cielo, e godano la felicità che porta un bene continuato e mai interrotto.

Onde seguendo il tuo giro nello spazio della Creazione, giungerai al sole, astro più vicino del Cielo alla terra per portare alle creature la sorgente delle felicità terrestri, e le similitudini delle beatitudini e gusti della felicità della Patria Celeste. Vuoi tu dunque sapere che cosa fa la mia Volontà nel sole? Glorifica la nostra luce interminabile, i nostri gusti innumerevoli, ama e glorifica le infinità delle nostre dolcezze, le indescrivibili tinte delle nostre bellezze e col suo calore fa eco al nostro immenso amore. Oh! Come Ci decanta il sole, ama e glorifica il nostro Essere Divino e come la nostra Divinità svelata beatifica con atti sempre nuovi, tutta la Patria Celeste, così il sole eco fedele del suo Creatore, portatore celeste della Maestà Suprema, velato dalla sua luce nella quale la mia Volontà domina e regna, porta alla Terra S. la felicità terrestre, porta la sua luce ed il suo calore, porta la dolcezza ed i gusti quasi innumerevoli alle piante, alle erbe, ai frutti, porta il calore ed il profumo ai fiori e tante varie tinte di bellezza da felicitare ed abbellire tutta la natura. Oh, come porge il sole, cioè la mia Volontà, nel sole per mezzo delle piante, dei frutti, dei fiori, alle umane generazioni, la vera felicità terrestre! E se non lo godono pienamente è perché si sono discostate da quella Volontà che regna nel sole, e la volontà umana mettendosi contro alla Divina, spezza la sua felicità. E' la mia Volontà velata nella luce del sole, [che] dice dall'altezza della sua sfera mentre ama e decanta le nostre qualità divine dice all'uomo: 'Sii sempre luce come lo sono io in tutto ciò che tu fai, affinché la luce ti converta tutto in calore e diventi come una sola fiamma d'amore per il tuo Creatore. Guardami, coll'essere io sempre luce e calore posseggo la dolcezza, tanto vero che la comunico alle piante e dalle piante a te; anche tu, se sarai sempre luce e calore possederai la dolcezza divina, non avrai più fiele ed ire nell'animo tuo, possederai i gusti e le varie tinte delle bellezze dell'Essere Supremo, sarai sole al par di me; molto più che Iddio mi ha fatto per te, e tu sei stata fatta per Lui, quindi è giusto che sei più sole di me'. Vedi figlia mia, quante cose tieni da fare unita colla mia Volontà in quella sfera del sole; tieni da decantare amore e glorificare la nostra luce, il nostro amore, le nostre infinite dolcezze, i nostri gusti innumerevoli e la nostra bellezza incomprensibile; e tieni da impetrare per le creature tutte le qualità divine che contiene il sole affinché la mia Volontà trovando le qualità divine in mezzo ad esse venga a regnare sveltamente col suo pieno trionfo in mezzo alle umane generazioni.

Ed ora figlia mia, scendiamo nella parte bassa della terra, portiamoci nel mare dove sono ammantate masse di acque cristalline, simbolo della purità divina; queste acque camminano sempre non si fermano mai, sono senza voce e mormorano, sono senza vita, e forte in modo da formare tant'alte le loro onde, da travolgere e mettere in frantumi nave, genti e cose, e poi scendere nel loro lido. Dopo che hanno ottenute le cose che hanno investite, pacifiche come se nulla avessero fatto, continuando il loro solito mormorio. Oh! Come la mia Volontà nel mare decanta, ama e glorifica la nostra Potenza, la nostra fortezza, il nostro moto eterno che mai si ferma! E se la nostra Giustizia forma le sue giuste onde fragorose, da atterrare città e genti come mare pacifico dopo la tempesta, la nostra pace mai è perturbata e la mia Volontà velata dalle acque del mare dice all'uomo: 'Sii puro come queste acque cristalline, ma se vuoi essere puro cammina sempre verso il Cielo, altrimenti t'imputridiresti come s'imputridirebbero queste acque così pure se non camminassero sempre; il mormorio della tua preghiera sia continuo se vuoi essere forte e potente al par di Me, se vuoi atterrare i più forti nemici, e la tua volontà ribelle, che M'impedisce di svelarmi ed uscire da questo mare per venire a regnare in te, e stendere in te il mare pacifico della mia grazia. Possibile che vuoi essere al disotto di questo mare che tanto Mi glorifica?' Anche tu decanta, ama e glorifica la nostra purità, la nostra Potenza, Fortezza e Giustizia e unita colla mia Volontà che ti aspetta nel mare come figlia sua, il nostro moto eterno verso le creature, per farle del bene, il mormorio continuo del nostro amore, per mezzo delle cose create che mentre mormora amore, vuole il contraccambio continuo del mormorio dell'amore continuo delle creature e preghi la mia Volontà che dia a loro le qualità divine che esercita nel mare affinché venga a regnare in mezzo a quelli che La tengono respinta in tutta la Creazione.

Perciò se vuoi sapere che cosa fa la mia Volontà in tutta la Creazione gira in essa, ed il mio Fiat, trovando la figlia sua in tutte le cose create, si svelerà e dirà a te, ciò che fa verso la Divina Maestà ed il richiamo e le lezioni che vuol dare alle creature".

 

Dal Volume 17 Agosto 2, 1925

Che cosa, e che gran che, è il 'Ti amo'. 'Vengo fin nel Seno dell'Eterno per far mio il Ti amo delle Tre Divine Persone per dar Loro un Ti amo infinito.

Stavo pregando e fondendomi nel Santo Voler Divino; volevo girare dappertutto, fin nell'empireo per trovare quel ti amo supremo, che non è soggetto a nessuna interruzione. Vorrei farlo mio affinché, anch'io avessi un Ti amo non mai interrotto che potesse far eco al ti amo eterno, e possedendo in me la sorgente del vero ti amo, potessi avere un Ti amo per tutti, per ciascuno, per ogni moto, per ogni atto, per ogni respiro, per ogni palpito e per ogni ti amo dello stesso Gesù. E mentre mi pareva di giungere nel seno dell'Eterno, facendo mio il loro ti amo, andavo ripetendo dappertutto e sopra ciascuna cosa una cantilena di Ti amo per il mio Supremo Signore. Ora, mentre ciò facevo, il mio pensiero ha interrotto il mio Ti amo dicendomi: "Che fai? Potresti fare altro, e poi, che cosa, che gran che è questo Ti amo?"

Ed il mio dolce Gesù, muovendosi come in fretta nel mio interno, mi ha detto: "Che cosa, che gran che è il Ti amo, per Me? Figlia mia, il Ti amo è tutto! Il Ti amo è amore, è venerazione, è stima, è eroismo, è sacrifizio, è fiducia verso a Chi è diretto il Ti amo. Il Ti amo è possedere Colui che racchiude il ti amo. Ti amo è una parola piccola, ma pesa quanto pesa tutta l'eternità! Il Ti amo racchiude tutto, coinvolge tutti, si diffonde, si stringe, si eleva in alto, scende fin nel basso, s'imprime ovunque, ma mai si arresta. Come, figlia mia, che gran che è il Ti amo? La sua origine è eterna. Nel ti amo il Padre Celeste Mi generò, e nel ti amo procedette lo Spirito Santo. Nel ti amo il Fiat Eterno uscì la Creazione tutta, e nel ti amo perdonò l'uomo colpevole e lo redense; sicché, nel Ti amo l'anima trova tutto in Dio, e Dio trova tutto nell'anima. Perciò il valore del Ti amo è infinito, è pieno di vita, di energia, non si stanca mai, supera tutto e trionfa di tutto. Quindi voglio vederlo questo Ti amo per Me sul tuo labbro, nel tuo cuore, nel volo dei tuoi pensieri, nelle gocce del tuo sangue, nelle pene e nelle gioie, nel cibo che prendi, in tutto. La vita del mio ti amo dev'essere lunga, lunga in te, ed il mio Fiat che regna in te vi metterà il suggello del ti amo Divino".

Dopo di ciò, innanzi alla mia mente si è presentato, ad un punto altissimo un sole, la sua luce era inaccessibile; dal centro di esso uscivano continue fiammelle contenendo ciascuna un ti amo, e come uscivano si mettevano come in ordine intorno a questa luce inaccessibile, però queste fiammelle restavano come legate da un filo di luce da quella luce inaccessibile che alimentava la vita di quelle fiammelle; queste fiammelle erano tante che riempivano Cielo e terra. Mi pareva di vedere il nostro Dio come principio ed origine di tutto, e le fiammelle, la Creazione tutta come parto divino e di puro amore; anch'io ero una piccola fiammella, ed il mio dolce Gesù mi spingeva a prendere il mio volo per ogni fiammella, per mettervi il doppio Ti amo. Io, non so come, mi son trovata fuori di me stessa, per girare in mezzo a quelle fiammelle ed imprimere il mio Ti amo su ciascuna di esse, ma erano tante che mi sperdevo; ma una forza suprema mi faceva riprendere l'ordine ed il giro del mio Ti amo. Onde, dopo mi son trovata in un vasto giardino, e con mia grande sorpresa ho trovato la mia Regina Mamma, la quale avvicinandosi a me mi ha detto: "Figlia mia, vieni insieme con Me a lavorare in questo giardino, dobbiamo piantarvi dei fiori e frutti celesti e divini. E' già quasi vuoto, e se qualche pianta c'è, è terrestre e umana, quindi ci conviene strapparla per fare che questo giardino sia del tutto gradito al mio Figlio Gesù. I semi che dobbiamo piantare sono tutte le mie virtù, le mie opere, le mie pene, che contengono il germe del Fiat Voluntas Tua; non ci fu cosa che Io feci che non conteneva questo germe della Volontà di Dio, mi sarei contentata di non fare piuttosto nulla, anziché operare, soffrire senza di questo germe. Tutta la mia gloria, la dignità di Madre, l'altezza di Regina, la supremazia su tutto, mi veniva da questo germe; la Creazione tutta, tutti gli esseri mi riconoscevano dominante su di loro, perché vedevano in Me regnante la Volontà Suprema. Perciò tutto ciò che feci Io, e tutto ciò che hai fatto tu con questo germe del Voler Supremo, lo uniremo insieme e pianteremo questo giardino".

Onde abbiamo fusi insieme i semi che teneva la mia Mamma Celeste, che erano assai, ed i pochi miei, che non so come me li ho trovati, e abbiamo incominciato a formare le fossette per mettervi il seme. Ma mentre ciò facevamo, dietro alle muraglie del giardino che erano altissime, si sentivano rumori di armi, di cannoni e si battevano in modo orribile. Sicché siamo state costrette a correre per prestare aiuto. Quivi giunte, si vedevano genti di varie razze, di diversi colori, e molte nazioni unite insieme che facevano battaglia e gettavano terrore e spavento. Ma mentre ciò vedevo mi son trovata in me stessa, ma con tale spavento, e poi col dolore di non aver detto neppure una parola alla mia Celeste Mamma del duro mio stato. Sia sempre benedetta la Santissima Volontà di Dio, e tutto a gloria sua. Fiat!!!

Dal Volume 32 Maggio 14, 1933

(...) Girare ed unirsi agli Atti di Dio, agli atti del Fiat Supremo.

Mi sentivo tutta immersa nel Fiat Supremo e, ripetendo il mio giro in Esso, come mi univo ai suoi atti così mi sentivo venire le sue ondate d'amore che, versandosi su di me, mi portavano l'amore del mio Creatore. Oh, come mi sentivo felice: sentirmi amata da Dio! Credo che non ci sia felicità maggiore, né in Cielo né in terra, che la creatura occupi un posto nel Seno del Padre Celeste, il quale fa sorgere le sue onde d'amore per amarla. Ma mentre mi sentivo sotto di queste onde, il mio dolce Gesù visitando la mia piccola anima mia, tutto bontà mi ha detto: "Figlia mia benedetta, il girare negli atti nostri che abbiamo fatto tanto nella Creazione quanto nella Redenzione per amore delle creature, fa sorgere nuovo amore da dentro il nostro Essere Divino ed investe colei che si unisce coi nostri atti divini; essa coll'unirsi colle nostre opere prepara il posticino dove ricevere le nostre onde d'amore, e come le riceve, anch'essa Ci ama di nuovo amore, e forma le sue onde d'amore al suo Creatore, in modo che lei tiene il suo posticino d'amore nel nostro Essere Divino e Noi teniamo il nostro posto nella creatura. Tu devi sapere che la vera santità viene formata dai gradi d'amore con cui siete amati da Dio, e questo amore allora prende possesso, quando la creatura ama; quando riceve il suo amore divino ed essa ama, Dio si dispone ad amarla di più con nuovo amore. Essere amata da Dio con nuovo amore è l'atto più grande che Dio fa verso la creatura, e tutta la santità, la gloria viene costituita per quante volte è stata amata da Dio e per quante volte essa lo ha amato. Perché tu devi sapere che il nostro Ente Supremo ama tutti e sempre, in modo universale e generale; a questo aggiunge un amore speciale e diretto verso chi, amandola, Ci dà il suo amore. Onde se la creatura è stata amata da Dio con amore speciale, una volta, tre, dieci, cento, a secondo il numero, tanti gradi di santità acquista, e quindi di gloria. Vedi dunque, il girare nella mia Volontà, unirti agli atti suoi, Ci chiama ad amarti con amore speciale e nuovo, e Dio chiama te per farsi amare col tuo amore nuovo e speciale; e Dio stesso sarà il tuo testimonio che dirà a tutto, al Cielo ed alla terra: 'è vero, l'ho amata, ma Mi ha amato; posso dire che il mio amore chiamava il suo ed il suo chiamava il mio ad amarci'. Perciò chi vive nella nostra Volontà mette al sicuro il nostro amore, né abbiamo il dolore che Ci può essere respinto, anzi in segno che l'ha ricevuto Ci risponde col darci il suo amore"....

 

Dal Volume 21 Marzo 26, 1927

'Quando tu giri nella Creazione e Redenzione tutte le cose ti parlano; sono gli atti della mia Volontà che ti parlano in Essa'. Chi possiede la Divina Volontà è il richiamo di tutti gli atti di Essa; tante volte risorge nella vita divina, quanti atti fa nella Divina Volontà.

Stavo pensando tra me: "Quando giro nella Suprema Volontà seguendo i suoi atti nella Creazione e nella Redenzione, come pare che tutte le cose parlano, tutte hanno che dire di questo ammirabile Volere, invece quando sto occupata in altro, tutte le cose si mettono in silenzio, pare che non hanno che dire". Ma mentre ciò pensavo, è penetrato il sole nella mia stanzetta e la sua luce batteva sul mio letto; io mi son sentita investire dalla sua luce e calore. In questo mentre è uscita una luce da dentro il mio interno e, tuffandosi nella luce del sole, ambedue si sono baciate; io son rimasta sorpresa ed il mio dolce Gesù mi ha detto: "Figlia mia, com'è bella la mia Divina Volontà bilocata in te e nel sole! Essa quando risiede nell'anima e fa dolce incontro con le opere sue, fa festa, ed immergendosi negli stessi atti suoi che esercita nelle cose create, [le due luci] si baciano a vicenda, ed una resta e l'altra luce ritorna trionfante al suo posto ad esercitare il suo ufficio della mia stessa Volontà voluta. Onde l'anima che possiede la mia Volontà è il richiamo di tutti gli atti di Essa, e come s'incontrano subito si riconoscono. E perciò quando tu giri nella Creazione e Redenzione tutte le cose ti parlano; sono gli atti della mia Volontà che ti parlano in Essa, perché è giusto che chi la possiede sappia la vita di Essa, che mentre sembra divisa in tante cose create, è distinta in tanti atti diversi, pure è un atto solo, e chi La possiede è necessario che stia a giorno di tutti gli atti suoi per formare un atto solo con tutti gli atti della mia Volontà".

Onde seguendo gli atti che il Fiat Supremo aveva fatto nella Redenzione, sono giunta [a] quando il mio dolce Gesù stava in atto di risorgere dalla morte; ed io stavo dicendo: "Mio Gesù, come il mio Ti amo Ti ha seguito nel Limbo e investendo tutti gli abitatori di quel luogo Ti abbiamo chiesto tutti insieme che affretti il Regno del tuo Fiat Supremo sulla terra, così voglio imprimere il mio Ti amo sulla tomba della tua Risurrezione, affinché come la tua Divina Volontà fece risorgere la tua Santissima Umanità come compimento della Redenzione e come nuovo contratto che restituivi il Regno della tua Volontà sulla terra, così il mio Ti amo incessante, seguendo tutti gli atti che facesti nella Risurrezione, Ti chiedo, Ti prego, Ti supplico che faccia risorgere le anime nella tua Volontà, affinché il tuo Regno sia stabilito in mezzo alle creature". Ora mentre ciò ed altro dicevo, il mio amato Gesù Si è mosso nel mio interno ed ha detto: "Figlia mia, [per] ogni atto fatto nella mia Volontà tante volte [l'anima] risorge nella Vita divina, e quanti più atti fa in Essa tanto più cresce la Vita divina e tanto più si completa la gloria della Risurrezione. Sicché la base, la sostanza, la luce, la bellezza, la gloria, viene formata dagli atti fatti nella mia Volontà. Essa tanto più può dare, tanto più abbellire ed ingrandire, tanto più contatto [l'anima] ha avuto con Essa. Anzi, chi è vissuta sempre nel mio Volere, siccome [Esso] ha tenuto il suo dominio su tutti gli atti della creatura, [l'anima] possederà l'atto sempre nuovo del mio Fiat. Sicché non solo lo riceverà da Dio, l'atto nuovo e continuo delle beatitudini, ma in virtù della mia Volontà che ha posseduto in terra, possederà in sé stessa l'atto nuovo delle beatitudini, che sprigionandolo da sé investirà tutta la Patria Celeste. Perciò ci sarà tale armonia tra l'atto nuovo di Dio e l'atto nuovo di chi ha posseduto il mio Volere, che formerà il più bell'incanto di quel Celeste Soggiorno. I prodigi del mio Volere sono eterni e sempre nuovi". (...)

 

Dal Volume 28 Marzo 5, 1930

Gesù vuol vedere il suo Fiat palpitante nelle creature. Il vivere in Esso è il richiamo a tutti gli atti nell'unità divina. Che significa unità.

(...) "Figlia mia, ... sto in te per dirigere tutti gli atti tuoi nella mia Divina Volontà, perché non voglio che nessun atto tuo, anche minimo, non sia nobile e divino e che non abbia il suggello del mio Fiat Divino; [il mio Fiat Divino] voglio vederlo palpitando in tutti gli atti tuoi. Questo è tutto il mio impegno, formare la prima copia dell'anima che deve vivere nel mio Voler Divino".

Detto ciò ha fatto silenzio, ed io seguivo il mio giro nel Fiat Divino, volevo raccogliere tutto ciò che hanno fatto le creature, per chiudere tutto nella Divina Volontà; ed il mio Sommo Bene Gesù ha soggiunto: "Figlia mia, il vivere nel mio Volere Divino è il richiamo di tutti gli atti delle creature nell'unità di Essa. Tutto è uscito da dentro la sua unità, dal solo atto nostro che dà vita a tutti gli atti, perch'è diritto nostro di giustizia che tutto Ci ritorni per riconoscere donde [tutti gli atti] sono usciti. Il riconoscere da dove viene un atto, Chi è che sprigiona la vita a tanti atti, in che modo e come, è il più bell'omaggio alla nostra Potenza e Sapienza che, con un solo atto è vita di tutti gli atti. E solo chi vive nel mio Fiat, abbracciando tutto insieme con Esso, prende come in pugno tutto e, rinchiudendo tutto in quel Volere in cui vive, sale nella nostra unità per portarci tutto e darci i veri omaggi di tutti gli effetti del nostro solo atto.

Ecco perciò che il girare nella nostra Volontà Divina non solo raccoglie tutto, ma comunica l'atto tuo a tutte le cose create, in modo che tutto il cielo si atteggia ad adorazioni insieme colle tue adorazioni, il sole ad amarci insieme col tuo amore, il vento a glorificarci insieme con te; insomma tutte le cose create, sentendo nella mia Volontà di cui sono tutte investite l'atto tuo che fai in Essa, tutte si atteggiano ad amarci, ad adorarci, a darci gloria e ringraziamenti, in modo che sentiamo che nel nostro Fiat Divino la creatura Ci dà la pienezza dell'amore, la totalità dell'adorazione, la gloria completa. Perciò segui il tuo volo nel mio Volere Divino e né ti occupare di altro, perché in Esso hai molto da fare".

Ond'io son rimasta a pensare all'unità del Voler Divino, ed il mio dolce Gesù ha soggiunto: "Figlia mia, sai tu che significa unità di Volontà Divina? Significa che da dentro quest'unica Volontà, non vi è cosa di bello, di buono e di santo che non esce da dentro di Essa. Quest'unica nostra Volontà Divina, una è la sua unità, uno è il suo atto; ma mentre è una, si stende ovunque la Volontà, l'unità e l'atto e, perché si stende ovunque come dentro d'un sol fiato, fa tutto, abbraccia tutto e dà vita a tutto. Onde, chi vive nel nostro Voler Divino si fonde nella nostra unità, e tutto ciò che fa non esce fuori di Noi, ma dentro di Noi. Invece [per] chi vive fuori di Essa sentiamo il dolore dello strappo che fa degli atti suoi da dentro la nostra Volontà, e mentre li strappa non Ce li ritorna, perché non forma una la nostra Volontà Divina colla sua. Perciò la gran differenza di chi vive fuori del nostro Fiat: tutti i suoi atti sono atti divisi e spezzati, non fusi insieme; quindi non avrà il bene di sentire in sé la pienezza della luce, della felicità e di tutti i beni, ma tutto sarà miseria, debolezza e scarsezza di luce". Fiat!!!

 

Dal Volume 36 Novembre 26, 1938

La disposizione chiama il lavoro divino. La Divina Volontà mette il moto divino in chi vive in Essa e, girando nelle opere di Dio l'anima può portare al suo Creatore la Creazione, le creature, tutto l'operato dell'Umanità di Gesù; quindi: dobbiamo girare negli atti del Fiat, amarli, farli nostri e riportarli a Dio come nostri, per amarlo, adorarlo, glorificarlo in tutte le sue opere e ricambiargli l'Amore che ha messo per noi in ogni sua opera.

Sono sotto le onde eterne del Volere Divino, il quale vuole darsi sempre alla creatura, ma vuole che anch'essa lo deve volere, non vuol essere un intruso che si fa trovare dentro senza che [la creatura] lo sappia affatto; vuol essere cercato, vuole darle il suo bacio d'amore e poi da trionfatore carico di doni entra in essa e la riempie dei suoi doni. Ma mentre ciò pensavo, il mio dolce Gesù, che sente il bisogno di affidare i suoi segreti alla sua creatura, mi ha detto: "Figlia mia benedetta, il mio Volere vuol dare, ma vuol trovare la disposizione della creatura per deporre i suoi doni. La disposizione è come la terra in mano all'agricoltore: per quanti semi avesse, e non tenesse una terra dove gettare i suoi semi, mai potrebbe seminare; e se la terra avesse ragione e non fosse disposta a ricevere i suoi semi, il povero agricoltore si sentirebbe gettare in faccia negli occhi i semi di cui vorrebbe arricchirla. Tale è la mia Volontà: vuol dare, ma se non trova l'anima disposta non troverebbe il posto dove mettere i suoi doni, se li sentirebbe gettare in faccia con sommo suo dolore, e se le vuole parlare la troverebbe senza udito per farsi ascoltare.

Perciò, la disposizione prepara l'anima, apre le porte divine, dà l'udito, si mette in comunicazione; se la sentono prima [su] ciò che il mio Volere vuol dare, in modo che [l'anima] ama, sospira ciò che deve ricevere; se non è disposta niente diamo, perché non vogliamo esporre i nostri doni alla inutilità. Invece la disposizione serve come la terra all'agricoltore, che si arrende a ciò che lui vuol fare, si fa lavorare, zappare, formare i solchi per mettere al sicuro il seme di cui vuole riempirla. Così il nostro Ente Supremo: se troviamo la disposizione facciamo i nostri lavori, la prepariamo, la purifichiamo colle nostre mani creatrici, prepariamo il posto dove mettere i nostri doni e formare le nostre opere più belle. Invece se [l'anima] non è disposta, con tutta la nostra potenza nulla possiamo fare, perché il suo interno è ingombrato da pietre, da spine, da vile passione, e siccome non è disposta non si presta a farcele togliere. Quante santità vanno in fumo per mancanza di disposizione! Molto più che se non è disposta non si adatta a vivere nel nostro Voler Divino, anzi pare che non è per essa: la sua Santità l'atterra, la sua Purezza le fa vergogna, la sua Luce l'acceca. Invece se è disposta si slancia nelle sue braccia e si fa fare ciò che le vogliamo fare, anzi se ne sta come una piccola piccina, ricevendo i nostri lavori con tale amore da sentirci rapire. Ed il nostro Volere che fa? Fa scorrere il suo moto divino. Con questo moto divino [l'anima] trova in atto tutte le opere nostre, se le bacia, le abbraccia, le investe col suo piccolo amore; trova il mio Concepimento, la mia Nascita in atto, e col suo amore vuole concepire e rinascere con Me, ed Io non solo la faccio fare, ma sento tale contento, che Mi sento ricambiato che nacqui sulla terra, perché trovo chi rinasce insieme con Me. Ma [l'anima] va più avanti ancora; il moto divino che possiede la fa correre ovunque e trova, come un esercito agguerrito, tutto ciò che fece la mia Umanità: le mie lacrime, le mie parole e preghiere, i miei passi, le mie pene; tutto prende, bacia, adora, non vi è cosa fatta da Me che non investe col suo amore. E poi che fa? Fa tutto suo, e con un modo e grazia infantile chiude tutto nel suo grembo, si eleva in alto, viene innanzi alla nostra Divinità, ce le schiera intorno e con enfasi d'amore Ci dice: 'Maestà adorabile, quante opere belle Vi porto! Tutto è mio e tutto Vi porto, perché tutte Ti amino, Ti adorino, Ti glorifichino e Ti ricambino del tanto amore che hai per me e per tutti'.

Questo moto divino che il mio Volere mette nella creatura che vive in Esso, è la nuova vita che [la creatura] riceve; con questo moto tiene diritto su tutto, ciò che è nostro è suo, perciò tutto Ci può dare; ed oh, quante sorprese Ci fa! Tiene sempre da darci. Con questo moto divino tiene virtù di correre ovunque, ed ora Ci porta la Creazione per amarci come l'abbiamo amata in tutte le cose create, ora Ci porta tutte le creature per amarci per tutti e con tutti, ora Ci porta tutto ciò che fec'Io stando sulla terra, per dirci: 'Vi amo come Voi Vi amaste'; non si arresta mai, pare che non sa stare se non Ci fa nuove sorprese d'amore; vuole l'intento di poter dire: 'L'amo, L'amo sempre'. E Noi la chiamiamo: la gioia nostra, la nostra felicità perenne, perché non vi è gioia più bella per Noi che l'amore continuo della creatura.

Perché tu devi sapere che un atto fatto nel nostro Volere è più che sole che sorge, il quale con la sua luce investe tutta la terra, il mare, le fonti, anche il più piccolo filo di erba non vengono messo da parte, tutti sono investiti di luce. Così un atto fatto in Esso corre, fruga, investe tutto, forma il suo manto d'argento fulgidissimo dentro e fuori delle creature, e così imperlate ce le porta innanzi alla nostra Maestà adorabile e Ci fa pregare dalla nostra stessa Volontà con voce di luce, d'amore parlante per tutti; e mettendo un dolce incanto alle nostre pupille divine, Ci fa vedere tutte le creature ammantate nella nostra luce divina, e Noi stessi esaltiamo la potenza del nostro Fiat, che colla potenza della sua luce sa nascondere le miserie umane e le converte anche in luce. Ad un atto suo non si nega nulla, perché tiene potere di darci tutto e supplire per tutti". (...) Fiat!!!

 

Dal Volume 36 Novembre 30, 1938

Chi gira nel Voler Divino e riconosce le sue opere, riceve la dote che Dio le ha dato, e forma le sue giornate che la renderanno ricca in Cielo e si fa messaggera di pace tra il Cielo e la terra. La generazione divina. La portatrice.

Stavo facendo il mio giro negli atti del Voler Divino fatti per amor nostro, e mi pareva che tutti volevano essere riconosciuti che cosa aveano fatto e quanto ci aveano amati e come ci amano, non essendo soggetti a finire il loro amore. Onde pensavo tra me: "Qual è il bene che faccio col ritornare sempre negli atti del Voler Divino?" Ed il mio sempre amabile Gesù, sorprendendomi, tutto bontà mi ha detto: "Figlia mia benedetta, tu devi sapere che tutto [ciò] che abbiamo fatto, tanto nella Creazione quanto nella Redenzione, non facevamo altro che formare la dote per dotare le creature degli stessi beni ed opere nostre. Ora, chi viene nel nostro Volere, viene a prendere possesso della sua dote, a riconoscerla, ad amarla; e come gira in Esso per conoscere la sua dote estesissima che le ha dato il suo Creatore, così forma la sua giornata nel tempo. Sicché quante volte gira, cammina, ama, conosce, tante giornate forma; ed Io, perciò le ho dato questa gran dote che può ricevere e conoscere nel tempo, perché faccia le sue giornate, le quali saranno le giornate che coroneranno il giorno eterno dell'eternità che mai finisce. Quindi quanto più gira in Esso, tante più giornate forma che la renderanno più ricca e gloriosa in Cielo. E se la creatura non si prendesse cura di riconoscere, di possedere, di amare questa gran dote, prima che sarebbe una povera infelice, che vive nelle miserie ed è costretta a morire di fame mentre possiede tanti beni. Succederebbe come ad un padre che dota il suo figlio delle sue proprietà estesissime, il quale non si cura né di riconoscerla [questa dote] né di andarci spesso per possedere, godere la dote che gli ha dato il proprio padre. Questo figlio con tutta la dote che potrebbe possedere, perché non la cura, non la riconosce, da ricco è povero, e si può dire che è disceso dalla nobiltà del padre, come se non fosse suo figlio legittimo. Qual dolore non sarebbe del povero padre, che mentre lui è tanto ricco vede il figlio povero, coperto di stracci, e mendica il pane dagli altri? Questo figlio, se avesse potere, farebbe morire il proprio padre di dolore.

In tale stato si trova il nostro Essere Supremo; tutto ciò che abbiamo creato era dote che davamo alla creatura, per renderlo felice e ricco e per farci conoscere Chi siamo, quanto l'abbiamo amato e fatto per lui. Quindi chi non gira nelle opere nostre, non le riconosce e né le possiede, né vi forma il merito delle sue giornate nel tempo. Non è per Noi questo un grande dolore? Perciò, vieni sempre nelle opere nostre; quanto più verrai più le riconoscerai, le amerai e con diritto ne terrai il possesso.

Oltre di ciò ogni atto fatto nella mia Volontà è un messaggero di pace che parte dalla terra e viene nel Cielo, e viene a mettere pace tra il Cielo e la terra; ogni parola detta sul mio Volere porta il vincolo della pace, e chi viene in Esso a vivere, il primo bene che riceve è il vincolo della pace tra essa e Noi; si sente come imbalsamata nella nostra pace divina. Con questo vincolo di pace sente in sé la virtù di fare da paciera tra il Cielo e la terra; tutto è pace in essa: pacifiche son le parole, gli sguardi, i moti. Oh, quante volte con una sola parola mette pace tra Noi e le creature! Un solo suo sguardo dolce e pacifico Ci ferisce e Ci fa cambiare i flagelli in grazie. Perciò tutti i suoi atti non sono altro che vincolo di pace, messaggeri pacifici che portano il bacio di pace delle creature a Dio, e di Dio alle creature.

Molto più che quanto più la creatura vive nella nostra Volontà, più si addentra nella nostra Famiglia Divina, acquista di più i nostri modi, viene messa a conoscenza dei nostri segreti, Ci somiglia di più, l'amiamo e Ci ama di più, e Ci mette in condizione di darle sempre nuove grazie, nuove sorprese d'amore. La teniamo in casa nostra appartenente alla famiglia nostra; possiamo dire: mangia alla nostra tavola, dorme sulle nostre ginocchia. Vivere senza di essa non lo possiamo, il nostro Volere se la vincola in modo, e Ce la rende amabile, attraente, che non possiamo stare senza di essa, né essa senza di Noi".

Dopo ciò ha soggiunto: "Figlia mia, il nostro desiderio è grande che le creature vivessero nel nostro Volere! Ci troviamo nelle condizioni d'una povera madre che sente il bisogno d'uscire il suo parto e non lo può, non ha dove metterlo né a chi affidarlo, né chi lo riceve. Povera madre, quanto soffre! Così si trova il nostro Essere Supremo: sentiamo il bisogno di generare Noi stessi, e dove metterci? Se la nostra Volontà non è vita della creatura, non c'è posto per Noi, non abbiamo a chi affidarci né chi Ci alimenta, né il corteggio che ci vuole alla nostra Maestà adorabile. E siccome la nostra Trinità Santissima sta sempre in atto di generare, questi nostri parti rimangono in Noi stessi repressi, mentre vogliamo generare la nostra Trinità Divina nelle creature; ma siccome non vivono nel nostro Volere, non vi è chi riceve la nostra generazione divina. Qual dolore vederci rintanare in Noi stessi, senza poter svolgere il gran bene che può fare la nostra generazione eterna nelle creature! La nostra Volontà abbraccia tutto, e chi vive in Essa, come forma i suoi atti, così si fa la portatrice di tutti: se ama Ci porta l'amore di tutti, se adora Ci porta l'adorazione di tutti, se soffre racchiude la soddisfazione di tutti. Un atto nel nostro Volere deve sorpassare, racchiudere, abbracciare tutti e tutto; e [la creatura] giunge fino a farsi portatrice del nostro Ente Supremo, perché non usciamo mai dal nostro Volere, e chi vive in Esso Ci può racchiudere in ogni suo atto per portarci dove vuole: alle creature per farci conoscere, alla Creazione tutta per dirci: 'Quanto son belle le opere tue!', a Noi stessi per dirci: 'Vedi quanto Vi amo, che giungo fino a portarvi Voi stessi?'

Noi Ci troviamo nelle condizioni in cui si trova la sfera del sole, che non esce mai da dentro il circolo dei suoi raggi e, se questi scendono fin nel basso della terra, investe tutto anche la piccola pianticella, la sua sfera dall'altezza dove si trova non si scosta mai dalla sua luce, cammina insieme e fa ciò che fanno i suoi raggi. Tale siamo Noi: siamo la portatrice della nostra Volontà, ed Essa è la portatrice nostra, siamo una sol vita; e chi vive in Essa si fa portatrice del nostro Essere Divino, e Noi Ci facciamo portatrice della piccola volontà umana, e l'amiamo tanto che forma la nostra vittoria e la gioia più bella di vedere compiuta in essa la nostra Volontà".

 

Dal Volume 24 Luglio 4, 1928

Necessità degli anticipi per acquistare il Regno della Divina Volontà. La Divina Volontà rende leggero tutto come se fosse una piuma, e perciò tutto possiamo abbracciare per portare tutto innanzi alla Maestà Suprema per chiederle il Regno del Fiat.

Continuando il mio giro nel Fiat Divino pensavo tra me: "A che servono queste ripetizioni continue di chiedere e richiedere il Regno della Divina Volontà e la ripetizione di girare in Essa per impegnarla a cedere il suo Regno affinché venga a dominare in mezzo alle creature?" In questo mentre il mio amato Gesù si è mosso nel mio interno e mi ha detto: "Figlia mia, quando si vuol fare una compra si danno gli anticipi e, quanto più anticipi si danno, tanto più resta assicurata la compra e meno resta da pagare quando si viene agli ultimi atti della compra definitiva. Ora, volendo tu il Regno della mia Volontà, è necessario che tu dai gli anticipi, ed ogni qualvolta tu giri in Essa e chiedi e richiedi il suo Regno ed emetti i tuoi atti per tutti, per lo stesso scopo, tanti anticipi aggiungi per metterti al sicuro l'acquisto del Regno del mio Fiat Divino; e siccome è il suo acquisto che vuoi fare, è necessario che i tuoi atti vengano fatti in Essa, ché [così] acquistano il valore di moneta coniata dalla mia Volontà Divina, altrimenti non sarebbe moneta valevole e che potrebbe correre per l'acquisto di Essa, sarebbe come una moneta fuori Regno. Perché, chi Volontà Divina vuole acquistare, deve dare atti di anticipi fatti in Essa, ed Essa si benignerà di coniarli col valore del suo Fiat, in modo che l'anima può dare gli anticipi necessari per il suo acquisto.

Ecco a che servono le tue giratine nel mio Fiat, gli atti che emetti in Esso, il chiedere e richiedere che venga il suo Regno: sono tutte cose necessarie e che ci vogliono per il suo grande acquisto. Non feci Io lo stesso per la Redenzione? Dovetti pagare l'anticipo degli atti miei innanzi al mio Celeste Padre, e dovetti pagare per tutti, per ottenere il Regno della Redenzione, e quando sborsai tutto il pagamento, allora Mi fu firmato dalla Divinità che il Regno era mio. Perciò continua a mettere i tuoi anticipi se vuoi che ti sia firmato che il Regno del mio Fiat è tuo".

Dopo di ciò stavo dicendo al mio Gesù: "Nella tua Volontà prendo nelle mie braccia la Creazione tutta, il cielo, il sole, le stelle e tutto, per portarli innanzi alla Maestà Suprema come adorazione e preghiera più bella, per chiederle il Regno del Fiat". Ma mentre ciò facevo pensavo tra me: "Come posso abbracciare tutto se la mia piccolezza è tanta che neppure una stella potrei abbracciare! Come potrò tutto? Quindi sono cose non effettuabili". Ed il mio amabile Gesù movendosi nel mio interno mi ha detto: "Figlia mia, chi tiene la mia Divina Volontà può prendere tutto. Essa ha virtù di rendere leggera qualunque cosa: rende leggeri come piuma, cieli, stelle, soli, tutto il creato, Angeli, Santi, la Vergine Regina e lo stesso Dio, perché scorrendo in tutto come vita primaria il mio Volere Divino, una è la vita, uno è il peso; sicché quanto pesano tutti insieme, tanto pesa ciascuna. Perciò solo chi tiene il mio Fiat può prendere tutto e darmi tutto, perché tenendo virtù di stendere cieli, di formare soli, eccetera, dove esso si trova tiene virtù di prendere tutto e di abbracciare tutto; ché questo è il gran prodigio del vivere nel mio Volere: che la piccolezza può portare ed abbracciare l'immensità, la debolezza può portare la fortezza, il nulla può possedere il Tutto, la creatura il Creatore.

Dove c'è la vita della mia Volontà Divina ci sono tutti i prodigi uniti insieme; l'Infinito, l'Eterno, si fa portare come in trionfo nelle piccole braccia di colei che vive in Essa, perché guardano in lei, non lei, ma la Divina Volontà che tiene diritto di tutto, può tutto ed abbraccia tutto e, tutto può dare, come suo, al suo Creatore. Difatti non fu forse il mio Fiat che distese il cielo, lo popolò di stelle? Se tenne virtù di farlo, tiene virtù di abbracciarlo e, come leggera piuma, farlo portare in trionfo dalla creatura che vive nel suo Volere Divino. Perciò segui il tuo volo in Esso e tutto farai, per darmi tutto e chiedermi tutto". Fiat!!!


Aprile 10, 1938

In chi vive nella Divina Volontà Gesù vuol trovare tutto in essa, la stessa sua Madre SS. ed il Padre e lo Spirito Santo; e vuol trovare la creatura in tutti. Dio vuol trovare nel nostro amore il poggio delle sue opere, il nascondiglio della sua vita.

La mia povera mente è sempre di ritorno nel Voler Divino, ed avendo fatto la Santa Comunione stavo dicendo al mio amabile Gesù: "Nel tuo Volere tutto è mio, perciò Ti amo coll'amore della mia e tua Mamma Regina, Ti bacio colle sue labbra, Ti abbraccio stretto stretto colle sue braccia, e prendo Te e mi rifugio nel suo Cuore per darti le sue gioie, le sue delizie, la sua maternità, affinché trovi le dolcezze, la custodia che ti sa fare la tua Mamma". Ma mentre mi chiudevo insieme con Gesù nella mia Mamma, il dolce Gesù tutto tenerezza mi ha detto: "Figlia mia e figlia della Madre mia, come son contento di trovare la figlia colla mia Madre e la Mamma colla figlia! Perché Lei vuole che le creature Mi amino col suo stesso amore e si servano della sua bocca per baciarmi e delle sue braccia per abbracciarmi; vuol dar loro la sua maternità per mettermi al sicuro e farmi fare da mamma. Trovare la Madre e la figlia che Mi amano con un solo amore è per Me il più gran contento, sento che ambedue Mi danno un nuovo Paradiso in terra. Ma ciò non Mi basta; in chi vive nella mia Volontà voglio trovare tutto, se manca qualche cosa non posso dire ch'è completa nella creatura. E non solo voglio trovare al suo posto d'onore, di Regina e di Madre, in essa, la Madre mia, ma voglio trovare il mio Celeste Padre e lo Spirito Santo; e [l'anima] facendo suo il loro amore Mi ama coll'immensità ed infinità del loro amore. Quindi, figlia mia, dammi il gusto di dirmi che Mi ami come Mi amo col Padre e collo Spirito Santo".

Gesù ha fatto silenzio per aspettare che Gli dicessi come Lui voleva; ed io, sebbene indegna, per contentarlo Gli ho detto: "Ti amo nella potenza ed amore immenso del Padre, coll'amore interminabile dello Spirito Santo; Ti amo coll'amore con cui Ti amano tutti, Angeli e Santi; Ti amo con quell'amore che Ti amano o dovrebbero amarti tutte le creature presenti, passate e future; Ti amo per tutte le cose create e con quell'amore con cui le creasti..."

Il caro Gesù ha tirato un lungo sospiro ed ha soggiunto: "Finalmente Mi sento appagate le mie brame di trovare tutto nella creatura: trovo i nostri mari d'amore che non finiscono mai; trovo le delizie della mia Mamma che Mi ama; trovo tutto e tutti. Sicché in chi vive nella mia Volontà devo trovare tutto e tutti, e la devo trovare in tutti. E poi, il mio Padre Celeste Mi generò nell'amore e chi Mi ama e non si fa sfuggire nulla del nostro amore, Me la sento con Me, in atto di darmi e di ricevere amore continuo".

Dopo ciò ha soggiunto: "Figlia mia, ecco, perciò sentiamo, nel nostro Amore, un bisogno estremo che le creature Ci conoscano e conoscano le nostre opere: se non Ci conoscono restiamo come appartati da loro, mentre viviamo dentro e fuori di loro e, mentre siamo a giorno di ciò che fanno e pensano, amandole in ogni atto loro, non solo non Ci amano, ma neppure Ci riconoscono. Che dolore! Se non Ci riconoscono l'amore non sorge, e se manca l'amore non abbiamo dove poggiare le nostre opere, né il nostro amore trova un rifugio dove sfogarsi e ricoverarsi; tutto resta come sospeso.

Perciò vogliamo trovare nelle nostre opere il Ti amo della creatura che, armandolo della nostra potenza, possiamo poggiare le nostre opere più grandi; ed oh, come restiamo contenti nel trovare il piccolo Ti amo di essa per appoggio delle nostre opere! (...) Fiat!!!

 

Dal Volume 35 Novembre 12, 1937

Un atto fatto nella Divina Volontà ama Dio per ciascuno e Gli dà ciò che la creatura è obbligata a fare verso Dio. "Chi vive nel mio Fiat Ci dà l'occasione di ripetere le nostre opere in atto". Dio vuole operare a tu per tu. Il Ti amo: gioiello di Dio.

Il Voler Divino continua ad innondarmi colla sua luce, la quale sprigiona tale potenza da formare tali prodigi negli atti della creatura, che si resta come rapiti; si vede la potenza creatrice che racchiude tutto e fa tutto nel piccolo atto umano. Oh, potenza ed amore della Divina Volontà, come sei insuperabile! La tua potenza vince tutto, il tuo amor dà dell'incredibile! Ed il mio amabile Gesù, che vuol far comprendere i prodigi inauditi che può fare il suo Fiat Divino nella creatura, visitando la piccola anima mia mi ha detto: "Figlia del mio Volere, le fiamme del mio amore son tante che Mi sento soffogare e, per dare un po' di sfogo al mio amore che Mi brucia, Mi dà le smanie, ritorno a dire ciò che può fare la mia Volontà nella creatura; per regnare deve conoscersi Chi sia, dove giunge il suo amore, qual è la sua potenza e che cosa può fare.

Ora ascoltami. Come la creatura Le dà la libertà di farla operare, essa chiama la sua immensità e potenza, racchiude tutto e tutti in quell'atto, e la nostra Divinità Santissima riceve in quell'atto l'amore di ciascuna creatura; sentiamo in quell'atto le voci, i palpiti di tutti i cuori che Ci dicono: 'Vi amiamo, Vi amiamo!'; Ci dà l'adorazione di ciascuno e ciò che sono obbligati [a fare] verso il loro Creatore. Essa anima tutto, e sentiamo in quell'atto che anche il sole, il cielo, le stelle e tutta la Creazione Ci dicono: 'Vi amiamo, Vi adoriamo, Vi glorifichiamo!'

Sicché da parte della nostra Volontà operante nella creatura riceviamo tutto, e per ciascuna il nostro amore resta contraccambiato, la nostra gloria completata. Essa tutto può darci, sebbene se ne serve dell'atto della creatura; e presa d'amore verso chi L'ha fatta operare nel suo atto dice: 'Tutto a te cedo, figlia mia; innanzi alla nostra Maestà Suprema ti faccio trovare che tu hai amato per tutti e per ciascuno, Ci hai dato la gloria, l'adorazione di tutti, che Ci hai fatto amare anche dal sole, dal cielo tutta la Creazione armonizzava, e dicevano tra loro: Amore, amore al nostro Creatore , perciò cedo a te il merito di tutto: tutto è tuo!'. La mia Volontà non sa né vuole operare, se non racchiude tutto e non fa tutto".

Onde io son rimasta sorpresa e dicevo tra me: "Possibile? Possibile tutto ciò?" Ed il mio caro Gesù ha soggiunto: "Figlia mia, non ti maravigliare. Un atto solo della mia Volontà è più grande del Cielo e della terra; la sua immensità non ha confini, la sua potenza non [ha] limiti, tiene nel suo proprio pugno tutto e tutti; quindi nel suo operare ha un atto d'amore infinito, che può dire per tutti: 'Amore'; e dopo che ha amato per tutti, oh, quanto ne avanza! E poi il nostro amore è perfetto: prima amiamo Noi stessi, mettiamo al sicuro i nostri interessi, la nostra gloria, il nostro amore, e poi scendiamo nelle creature ed amiamo in loro col nostro stesso amore; Ci glorifichiamo colle nostre opere. Chi è che non pensa prima a se stesso? Quindi la nostra Volontà, tanto se opera in Noi quanto nelle creature, prima di diritto deve darci ciò che a Noi spetta e conviene, per tutti e per ciascuno, e poi le creature avranno a seconda le loro disposizioni".

Dopo continuavo ad essere innondata dalle onde del Voler Divino, ma onde di luce, zeppe di Verità, d'amore, che vogliono far conoscere i suoi prodigi, la sua potenza e che cosa vuol dare alla creatura. Ond'io seguivo gli atti suoi che fece nella Creazione per farli miei, per poter dire: "Ciò ch'è di Gesù è mio". Ed il mio sempre amabile Gesù ritornando ha ripreso il suo dire e mi ha detto: "Figlia della mia Volontà, come la creatura ritorna nelle nostre opere per vagheggiarle, amarle e farle sue, così il nostro amore Ci fa correre per andarle incontro, per ammetterla insieme con Noi e rinnovar[l]e per essa sola, come se in atto ripetessimo le nostre opere solo per lei. Quindi accentriamo tutto il nostro amore in essa, la nostra potenza, le nostre gioie, gli stratagemmi, le follie d'amore che ebbimo nel creare e mettere fuori tutta la Creazione. E nella nostra enfasi d'amore la guardiamo e la troviamo cielo, e [troviamo] l'amore che ebbimo nel distendere la sua volta azzurra; ritorniamo a guardarla e troviamo la molteplicità delle stelle, che a ciascuna dà la sua voce per farci dire: 'Ti amo, Ti amo, Ti amo'. Queste voci di Ti amo formano la più bella delle musiche celesti, ed è tanta la loro armonia, il dolce suono che Ci forma, da sentirci inebriare; e nella nostra ebbrezza le diciamo: 'Figlia, quanto sei bella! Ci sei portatrice di gioie infinite!' Neppure quando il tutto fu creato ricevemmo queste musiche e gioie, perché mancava una creatura unita alla nostra Volontà che Ci faceva dire dalle opere nostre: 'Ti amo, Ti amo, Ti amo!'

A tale spettacolo d'amore rinnoviamo la creazione del sole, del vento, del mare, dell'aria, ed accentriamo in essa [creatura] tutto l'amore, la nostra armonia divina che ebbimo nel creare tutti questi elementi. Ed oh, la nostra gioia, il ricambio d'amore che Ci dà nel guardarla e trovarla sole che brucia per Noi d'amore, vento che Ci soffia e geme d'amore, che formando arcane voci d'amore Ci vorrebbe accerchiare col suo amore per dirci: 'Mi hai amato, e Ti amo; amore mi hai dato, amore Vi do'! E col suo mare Ci forma le onde impetuose, fino a giungere a darci aria d'amore per ogni respiro di creatura. Ci sentiamo ferire continuamente e venir meno dal suo amore.

Un'anima che vive nella nostra Volontà è tutta per Noi, Ci tiene sempre occupati, Ci ama sempre, ma col nostro amore, ed ogni qual volta fa i suoi atti nel nostro Fiat, Noi rinnoviamo le opere della Creazione, e per divertirci, amarla e farci amare, in ogni atto che fa Ce ne serviamo come materia per rinnovare le nostre diverse opere create. Anzi il nostro amore non si contenta, vuole aggiungere di più, e crea nuovi prodigi di grazia fino a creare la nostra stessa vita nell'amata creatura. A Noi Ci piace molto l'operare a tu per tu, come se per lei sola facessimo tutto; questo fa sorgere più amore verso di Noi, più stima, più apprezzamento verso di Noi che tanto l'amiamo.

Onde a seconda che la creatura si unisce, se si unisce nelle opere della Creazione, rinnoviamo le nostre opere della Creazione; se si unisce alle nostre opere della Redenzione, [le] rinnoviamo, e ripeto la mia nascita in atto e, guardandola, trovo in essa la mia nascita, l'amore per cui nacqui, e Mi ama con quello stesso amore con cui nacqui sulla terra. E ti pare poco che Io trovo il mio amore che Mi fece nascere, piangere, patire, camminare, operare? Ed insieme con essa a tu per tu ripeto la mia vita quaggiù, ed il mio Voler Divino Mi fa amare da essa con quello stesso amore come Io amai quando stando sulla terra svolgevo la mia vita redentrice. Perciò il vivere nel mio Voler Divino è tutto per la creatura e tutto per Noi".

Onde seguivo gli atti della Divina Volontà nelle opere sue e pensavo tra me: "Qual sarà di più gloria di Dio: seguire gli atti della Creazione o della Redenzione?" E Gesù ritornando ha soggiunto: "Figlia mia, l'una e l'altra mi è sommamente gradita, però con questa differenza: nelle opere della Creazione la creatura trova la nostra Maestà in festa, che se crea tante opere, il nostro scopo primario era che tutto dovea servire alla nostra Volontà regnante in essa [creatura], e tutte le cose create doveano servire come deposito del suo ricambio d'amore, d'adorazione, di gloria verso di Noi. Tutte le cose create dicono amor nostro verso le creature, ed essa per mezzo di esse dovea amare il suo Creatore.

Tu devi sapere che ogni tuo Ti amo che nascondi nel sole, nel cielo e nelle altre cose create, sono i nostri gioielli, e Noi li amiamo, li baciamo, li abbracciamo e Ci felicitiamo con essi; Ci sentiamo glorificati e contraccambiati per tutto ciò che abbiamo fatto. Credi tu che ai tanti tuoi Ti amo, di cui hai investita la Creazione, Noi siamo indifferenti? Affatto! Li guardiamo uno per uno, e come nostri gioielli Ci danno la gioia che ebbimo nella Creazione; perciò fai continuare la nostra festa. E se questi Ti amo non si veggono se non che da Noi soli, è perché la nostra Volontà essendo immensa anche nella Creazione, la sua luce eclissa i tuoi Ti amo e, gelosa, se li tiene nascosti nel suo Seno. Succede come al sole, che essendo più grande la sua luce e più intenso il suo calore, tutte le preziosità degli effetti che contiene non si veggono, ma è certo che li possiede; tanto vero che se la sua luce tocca il fiore, dà il colore e dipinge come se fosse pittore la varietà delle bellezze dei colori, da formare il più dolce incanto alle umane generazioni; se tocca piante e frutti, dà la molteplicità delle svariate dolcezze e sapori. Questo dice che [il sole] non è solo luce e calore, ma [che] altri beni nasconde nel suo seno di luce.

Tale è la creatura che vive nella nostra Volontà: come ama, adora, così Essa forma la bellezza dell'iride dell'amore di essa nelle sue opere, la varietà delle gioie e dolcezze dei suoi atti buoni che, gelosa, nasconde nel suo Seno. La mia Volontà è il nascondiglio dell'amore e [di] tutto ciò che la creatura fa in Essa, e forma il più bell'ornamento alle nostre opere divine ed il dolce incanto alle nostre pupille; ed è tanto il nostro compiacimento, che lo mostriamo a tutta la Corte Celeste per farla beare insieme con Noi.

Quindi è la gloria più grande non Ci può dare [che] seguendo i nostri atti della Creazione, perché si unisce al nostro stesso scopo, s'intreccia col nostro amore, sentiamo che bacia il nostro amore e Noi baciamo il suo e ne facciamo un solo. Che gioia, che felicità, avere la creatura insieme con Noi ad amarci e fare ciò che vogliamo far Noi!

Ora, nella Redenzione cambia lo scopo: è l'uomo colpevole di cui andiamo in cerca. Nella Creazione tutto era festa, le nostre opere Ci sorridevano di gioia, d'amore, di gloria; invece nella Redenzione: pene, amarezze, lacrime, rimedi, medicine per risanare l'uomo. E la creatura entrando nel nostro Volere può investire coi suoi teneri e compassionevoli Ti amo le mie pene, amarezze e lacrime, e nasconde i suoi gioielli del Ti amo in esse; ed Io baciando questi gioielli non Mi sentirò solo, ma confortato, sostenuto, accompagnato da chi vive nel mio Volere. Nei gioielli dei suoi Ti amo troverò chi Mi asciuga le lacrime, chi divide con Me le mie pene, chi Mi difende. Perciò sempre nella mia Volontà ti voglio, così o in festa o in pena ti terrò sempre con Me". Fiat

 

Dal Volume 35 Novembre 20, 1937

La Divina Volontà fa sorgere l'amore, in modo che dovunque e dappertutto Si sente amata dalla creatura.

La mia povera mente continua a nuotare nel mare del Voler Divino, e sono tali e tante le sorprese, le sue ansie che vuol far vita nella creatura, ed è tanto il suo dire a tal riguardo, che mi riesce impossibile poter dire tutto. Ed il mio amato Gesù, visitando la piccola anima mia, con amore indicibile mi ha detto: "Figlia mia benedetta, il parlare della mia Volontà è per Me la festa più grande, ed il Cielo si unisce con Me a festeggiare; e come [gli Abitatori Celesti] Mi veggono parlare del mio Volere, si mettono tutti sull'attenti ad ascoltarmi. Non vi è festa più bella che posso dare a tutta la Corte Celeste, che parlare della mia Divina Volontà; Essa fa sorgere l'amore operante nelle anime in terra, e beatificante in Cielo. Dove non vi è amore Io non Mi muovo né vado, né so che farne della creatura. E poi l'amore che fa sorgere la mia Volontà è immenso, e chi vive in Essa non vi è punto dove non si trova tutta investita e come impacciata dal mio amore: ha subìto la nostra stessa sorte, perché amiamo dovunque e da per tutto, amiamo tutti e sempre. Sicché sentiamo che Ci ama nei cuori di tutti; il suo amore corre ovunque e Ci ama nel sole, nel cielo, nello scintillio delle stelle, nei gemiti del vento, nel mormorio del mare, nel guizzo dei pesci, nel canto dell'uccellino; sentiamo che Ci ama anche nei cuori degli Angeli e Santi, fino nel nostro Seno divino. Tutti le dicono: 'Sii la benvenuta; oh, come ti aspettavamo! Vieni a prendere il tuo posto d'onore, vieni ad amare in Noi il nostro Creatore!' La mia Volontà se la tiene gelosa, stretta con Sé, ed innondandola sempre di nuovo amore Si fa fare i canti d'amore, le nenie d'amore, dolci incanti d'amore, [Si fa] ferire d'amore; pare che dica: 'Ho trovato chi Mi ama e voglio godermela; non Mi sentirei felice se non Mi dice sempre e da per tutto: Ti amo, Ti amo'. Sicché l'anima che vive nella nostra Volontà sarà il nostro trionfo, la nostra vittoria, la depositrice del nostro amore, la nostra gloria continua. Il mio amore sente il bisogno della compagnia di questa creatura, per sfogare il mio e avere il suo; perciò voglio respirare insieme con essa, palpitare ed operare insieme, l'unione sa produrre gioie più belle, contenti ineffabili, opere più grandi, amore più intenso.

Ora la mia Volontà darà tant'amore a questa creatura che vive in Essa, da potere innondare tutta la Creazione; [la creatura] stenderà un nuovo cielo d'amore su tutte le umane generazioni, in modo che [il Voler Supremo] Si sentirà abbracciato, amato dall'amore di questa, dato da Lui stesso, dovunque, in ciascuno e da per tutto; e mentre [la creatura] se Lo abbraccia ed ama Gli dirà: 'Vieni, o Voler Supremo, a regnare sulla terra, investi tutte le generazioni, vinci e conquidi tutti!' Non vedi com'è bello il vivere in Esso, avere il tuo amore in [tuo] potere, che contiene tale potenza e virtù che nessuno potrà resistere? Quindi quando questo amore sarà giunto ad investire tutto e tutti, siccome è amore di una creatura che ha vissuto nel nostro Fiat, che porta con sé il vincolo dell'umana famiglia, Ci faremo vincere, abbatteremo tutti gli ostacoli ed avremo il nostro Regno sulla faccia della terra. Perciò prega e serviti di tutte le cose per chiedermi che venga a regnare come in Cielo così in terra..." (...)

Fiat!