I TRE APPELLI

APPELLO DEL RE DIVINO NEL REGNO DELLA SUA VOLONTA'

Miei cari e amati figli, vengo in mezzo a voi col Cuore affogato nelle mie fiamme d'amore. Vengo come Padre in mezzo ai figli che amo assai, ed è tanto il mio amore, che vengo a rimanere con voi per far vita insieme e vivere con una sola volontà, con un solo amore. Vengo col corteggio delle mie pene, del mio sangue, delle mie opere e della mia stessa morte. Guardatemi: ogni goccia del mio sangue, ogni pena, tutte le mie opere, i miei passi, fanno a gara perché vogliono darvi la mia Divina Volontà; perfino la mia morte vuole darvi il risorgimento della vita in Essa. Nella mia Umanità tutto vi ho preparato ed impetrato: grazie, aiuti, luce, forza, per ricevere un dono sì grande. Da parte mia tutto ho fatto, ora aspetto la parte vostra.

Chi, ingrato, non vorrà ricevere Me e il dono che gli porto? Sappiate che è tanto il mio amore, che metterò da parte la vostra vita passata, le stesse vostre colpe, tutti i vostri mali; li seppellirò nel mare del mio amore, affinché siano tutti bruciati, ed incominceremo insieme la nuova vita, tutta di Volontà mia. Chi avrà cuore di farmi un rifiuto e di mettermi alla porta, senza accettare la mia visita tutta paterna? Se mi accetterete, Io rimarrò con voi, come Padre in mezzo ai figli miei; ma dobbiamo stare con sommo accordo e vivere con una sola Volontà.

Oh, quanto lo sospiro, gemo e deliro, e giungo fino a piangere, perché voglio che i miei cari figli stiano insieme con Me e vivano della mia stessa Volontà! Sono circa seimila anni di lunghi sospiri e di lacrime amare della mia Santa Umanità, che reclamo e voglio i miei figli intorno a me per renderli felici e santi. Giungo a chiamarli piangendo; chissà se si muovono a compassione delle mie lacrime, del mio amore, che giunge fino a soffocarmi e a farmi spasimare; e tra i singhiozzi e gli spasimi vado ripetendo: Figli miei, figli miei, dove siete? Perché non venite al Padre vostro? Perché andate lontani da Me, raminghi, poveri, pieni di tutte le miserie? I vostri mali sono ferite al mio Cuore; sono già stanco di aspettarvi, e giacché non venite, non potendo più contenere il mio amore che Mi brucia, vengo Io a cercarvi e vi porto il gran dono della mia Volontà. Deh, vi prego, vi supplico, vi scongiuro, ascoltatemi, movetevi a compassione delle mie lacrime, dei miei sospiri ardenti!

E non solo vengo come Padre, ma vengo come Maestro in mezzo ai discepoli, ma voglio essere ascoltato. Vi insegnerò cose sorprendenti, lezioni di Cielo, le quali vi porteranno luce che mai si spegne, amore che sempre arde. Le mie lezioni vi daranno forza divina, coraggio intrepido, santità che sempre cresce, vi indicheranno la via ad ogni passo, saranno le conducenti alla Patria celeste.

Vengo come Re in mezzo ai popoli, ma non per esigere imposte e tributi, no, no; vengo perché voglio la vostra volontà, le vostre miserie, le vostre debolezze, tutti i vostri mali. La mia sovranità è proprio questa: voglio tutto ciò che vi rende infelici, inquieti, tormentati, per nasconderlo e bruciare tutto col mio amore e, da Re benefico, pacifico, magnanimo qual sono, ricambiarvi con la mia Volontà, col mio amore più tenero, con le mie ricchezze e felicità, con la pace e la gioia più pura.

Se Mi darete la vostra volontà, tutto è fatto, mi renderete felice e sarete felici. Non altro sospiro, se non che la mia regni in mezzo a voi. Il Cielo e la terra vi sorrideranno, la mia Mamma Celeste vi farà da Madre e da Regina. Già essa, conoscendo il gran bene che vi riporterà il Regno del mio Volere, per appagare i miei desideri ardenti e farmi cessare di piangere, e amandovi da veri suoi figli, va girando in mezzo ai popoli, nelle nazioni, per disporli e prepararli a ricevere il dominio del Regno della mia Volontà. Fu lei che mi preparò i popoli per farmi scendere dal Cielo in terra, e a lei affido, al suo amore materno, che mi disponga le anime, i popoli, per ricevere un dono sì grande.

Perciò ascoltatemi; e vi prego, figli miei, di leggere con attenzione queste pagine che vi metto sott'occhio e sentirete il bisogno di vivere della mia Volontà. Io mi metterò vicino quando leggerete, vi toccherò la mente, il cuore, affinché comprendiate e risolviate di volere il dono del mio Fiat Divino.

 

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APPELLO MATERNO DELLA REGINA DEL CIELO

Figlia carissima, sento l'irresistibile bisogno di scendere dal cielo, per farti le mie visite materne; se tu mi assicurerai il tuo amore figliale, la tua fedeltà, io rimarrò sempre con te nell'anima tua, per esserti maestra, modello, esempio e Madre tenerissima.

Io vengo per invitarti ad entrare nel regno della tua Mamma, nel Regno cioè della Divina Volontà e busso alla porta del tuo cuore perché tu mi apra.

Sai? Con le mie stesse mani ti reco in dono questo libro (1): te lo offro con premura materna, perché tu a tua volta, leggendolo, impari a vivere di cielo e non di terra.

Questo libro è d'oro, figlia mia; esso formerà le tua fortuna spirituale e la tua felicità anche terrena. In esso troverai la sorgente di tutti i beni: se sei debole acquisterai la forza; se sei tentata acquisterai la vittoria; se sei caduta nella colpa, incontrerai la mano pietosa e potente che ti rialzerà; se ti senti afflitta, troverai il conforto; se fredda, il mezzo sicuro per riscaldarti; se affamata, gusterai il cibo prelibato della Divina Volontà. Con esso non ti mancherà nulla; non sarai più sola, poiché la tua Mamma ti farà dolce compagnia e con ogni sua cura materna prenderà l'impegno di farti felice. Io, l'Imperatrice celeste, penserò a tutti i tuoi bisogni, purché tu acconsenta di vivere unita a me.

Se tu conoscessi le mie ansie, i miei sospiri ardenti e anche le lacrime che verso per i figli miei! Se tu sapessi come io ardo dal desiderio che tu ascolti le mie lezioni tutte di cielo ed impari a vivere di Volontà Divina!

In questo libro tu vedrai meraviglie; troverai una mamma che ti ama talmente, da sacrificare il suo diletto Figlio per te, onde poterti far vivere di quella medesima Vita di cui ella stessa visse sulla terra.

Non darmi questo dolore, non respingermi; accetta questo dono del cielo che ti reco; accogli la mia visita, le mie lezioni. Sappi che io percorrerò tutto il mondo, andrò da ciascun individuo, in tutte le famiglie, nelle comunità religiose, in ogni nazione, presso tutti i popoli e, se occorrerà, girerò per secoli interi, sino a quando non avrò formato come Regina il mio popolo e come Madre, i figli miei, i quali conoscano e facciano regnare ovunque la Divina Volontà.

Eccoti spiegato lo scopo di questo libro. Coloro che lo accoglieranno con amore saranno i primi fortunati figli che apparterranno al Regno del Fiat Divino, ed io a caratteri d'oro scriverò i loro nomi nel mio materno cuore.

Vedi, figlia mia? Quello stesso amore infinito di Dio, che nella Redenzione volle servirsi di me per far scendere il Verbo Eterno sulla terra, mi chiama un'altra volta in campo e mi affida l'arduo compito, il sublime mandato di formare sulla terra i figli del Regno della sua Divina Volontà. Maternamente premurosa mi metto quindi all'opera e ti preparo la via che ti dovrà condurre a questo felice Regno.

A tale scopo ti darò sublimi e celesti lezioni, ed infine ti insegnerò speciali e nuove preghiere, mediante le quali impegnerai il cielo, il sole, la creazione, la mia stessa Vita e quella del Figlio mio, e tutti gli atti dei Santi, affinché a nome tuo essi impetrino il Regno adorabile del Voler Divino. Queste preghiere sono le più potenti, perché compromettono lo stesso operato divino. Per mezzo di loro Dio si sentirà disarmato e vinto dalla creatura; forte di questo sussidio tu affretterai l'avvento del suo Regno felicissimo, e con me otterrai che la Divina Volontà si faccia come in Cielo così in terra, secondo il desiderio del Maestro divino.

Coraggio, figlia mia; fammi contenta e io ti benedirò'.  

Nota: (1) la Regina della Divina Volontà, si riferisce al libro: "La Vergine Maria nel Regno della Divina Volontà".

 

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APPELLO DI LUISA, LA PICCOLA FIGLIA DELLA DIVINA VOLONTA'

 

Fiat! Mio dolce Gesù, son qui nelle tue braccia per chiederti aiuto. Ah, Tu conosci lo strazio dell'anima mia, come mi sanguina il cuore, la mia grande ripugnanza nel far uscire tutto ciò che mi hai detto sul tuo Santissimo Volere! L'ubbidienza s'impone! Tu lo vuoi, ed io, ancorché ne restassi stritolata, sono costretta da una forza suprema a compierne il sacrificio. Ma ricordati, o mio Gesù, che Tu stesso mi hai chiamata la piccola neonata della tua Santissima Volontà. La neonata sa appena balbettare, quindi che farò io? Balbetterò appena del tuo Volere; Tu farai tutto il resto, non è vero, o mio Gesù?

Anzi, fa' che io scompaia del tutto e il tuo Volere sia quello che con caratteri divini ed incancellabili intinga la penna in quel Sole eterno e con caratteri d'oro scriva i concetti, gli effetti, il valore, la potenza della Volontà Suprema, e come l'anima che vive in Essa, vivendo come nel suo centro, si nobilita, si divinizza, depone le sue spoglie naturali, ritorna al suo principio e, trionfante su tutte le sue miserie, riacquista lo stato d'origine, bella, pura, tutta in ordine al suo Creatore, come uscì dalle sue mani creatrici.

Verga Tu su questa carta la lunga storia della tua Volontà, il tuo dolore nel vederti respinto dalle creature nelle regioni celesti. Tu, che stando in alto come sole, sebbene respinto, dardeggi i tuoi raggi su tutte le umane generazioni, vuoi scendere per venire a regnare in mezzo ad esse, e perciò mandi i raggi dei tuoi sospiri, dei tuoi gemiti, delle tue lacrime, del tuo intenso ed eterno dolore nel vederti esiliato e come spezzata la tua Volontà con la volontà delle umane creature. Perciò Tu aspetti che ti chiamino in mezzo a loro, che ti ricevano come Re trionfante e ti facciano regnare come in Cielo così in terra.

Scendi, o Volere Supremo! Sono io quella che per prima ti chiama; vieni a regnare sulla terra! Tu che creasti l'uomo solo perché facesse il tuo Volere, che lui ingrato spezzò col ribellarsi a te, vieni a riannodare di nuovo questa volontà umana a Te, affinché Cielo e terra e tutto resti riordinato in Te!

Oh, come vorrei mettere la mia vita perché il tuo Volere sia conosciuto! Vorrei spiccare il volo negli interminabili confini di Esso, per portare ad ogni creatura il suo bacio eterno, la sua conoscenza, i suoi beni, il suo valore, i tuoi gemiti inenarrabili di voler venire a regnare sulla terra, affinché conoscendoti ti ricevano con amore e facendoti festa ti facciano regnare.

O Volere Santo, coi tuoi raggi luminosi sprigiona le frecce della tua conoscenza; fa' conoscere a tutti che Tu vieni a noi per renderci felici, ma non di una felicità umana, ma divina, per darci il dominio di noi stessi, perduto, e quella luce che fa conoscere il vero bene per possederlo e il vero male per fuggirlo, che ci rende stabili e forti, ma di una fortezza e stabilità divina!

Apri la corrente tra la Volontà Divina e l'umana e dipingi col pennello della tua mano creatrice tutti quei lineamenti divini sulle nostre anime, da noi perduti col sottrarci ad Essa. Il tuo Volere ci dipingerà quella freschezza che mai invecchia, quella bellezza che mai scolorisce, quella luce che mai si ottenebra, quella grazia che sempre cresce, quell'amore che sempre arde e mai si estingue.

O Volere Santo, fatti strada, fa' Tu la via per farti conoscere! Manifesta a tutti chi sei Tu e il gran bene che vuoi fare a tutti, affinché attratti, rapiti da un tanto bene, possano farsi tutti preda della tua Volontà e così liberamente potrai regnare come in Cielo così in terra. Perciò ti prego che verghi Tu stesso tutte le conoscenze che mi hai manifestato su di Essa; ed ogni parola, ogni detto, ogni effetto e conoscenza di Essa siano, per quelli che leggeranno, dardi, frecce, strali, che ferendoli, li facciano cadere ai tuoi piedi e riceverti a braccia aperte per farti regnare nei loro cuori.

Ai tanti prodigi del tuo Volere, opera anche questo: che come ti conoscano non ti facciano passare oltre, no, ma ti aprano le porte per riceverti e farti regnare. Questo ti chiede la piccola neonata della tua Volontà. Se da me hai voluto il sacrificio, e con tanta insistenza, di mettere fuori i segreti che mi hai comunicato sul tuo Volere, io ne voglio un altro da Te: che come si conosca faccia questo prodigio, che vi prenda il suo posto di trionfo e regni nei cuori che lo conoscano. Questo solo ti chiedo, o mio Gesù, non ti chiedo altro; null'altro voglio che il ricambio del mio sacrificio, che il tuo Volere sia conosciuto e vi regni col suo pieno dominio.

Tu sai, Amor mio, quanto grande è stato il mio sacrificio, le mie lotte interne, fino a sentirmi morire; ma per amore tuo e per ubbidire al tuo rappresentante in terra, a tutto mi sono sottoposta. Perciò grande ne voglio il prodigio: che come si conoscano i tuoi detti sul tuo Volere, le anime restino rapite, incatenate, attratte più che da calamita potente, e facciano regnare quel Fiat Divino che Tu con tanto amore vuoi che regni sulla terra.

E se a Te piace, vita mia, prima che questi scritti escano alla luce del giorno e vadano per le mani dei tuoi e miei fratelli e sorelle, deh, porta la tua piccola neonata della tua Volontà nella Patria celeste! Deh, non darmi questo dolore, che io sia spettatrice, che i nostri segreti si conoscano dalle altre creature! Se mi hai dato il primo, risparmiami il secondo, ma sempre non mea voluntas sed tua fiat. Ed ora una parola a tutti voi che leggerete questi scritti: vi prego, vi supplico che riceviate con amore ciò che Gesù vuol darvi, cioè la sua Volontà. Ma per darvi la Sua, vuole la vostra, altrimenti non potrà essa regnare. Se sapeste con quanto amore il mio Gesù vuol darvi il più gran dono che esiste e in Cielo e in terra, qual è la sua Volontà!

Oh, quante amare lacrime Lui versa, perché vi vede che vivendo col vostro volere strisciate la terra, infermicci, immiseriti. Non siete buoni a mantenere un buon proposito, e sapete perché? Perché il suo Volere non regna in voi.

Oh, come piange Gesù e sospira sulla vostra sorte, e singhiozzando vi prega che facciate regnare il suo Volere in voi! Vuole farvi cambiare fortuna: da infermi sani, da poveri ricchi, da deboli forti, da volubili immutabili, da schiavi re. Non sono le grandi penitenze che vuole, non lunghe preghiere né altro, ma che vi regni il suo Volere e che la vostra volontà non abbia più vita. Deh, ascoltatelo! Io sono pronta a dar la vita per ciascuno di voi, a soffrire qualunque pena, purché apriate le porte dell'anima vostra per fare che il Volere del mio Gesù regni e trionfi sulle umane generazioni.

Ed ora invito tutti: venite con me nell'Eden, dove ebbe il principio la nostra origine, dove l'Ente Supremo  creò  l'uomo,  e  facendolo  re  gli  dava  un  regno  da  dominare.  Questo  regno  era  tutto l'universo, però il suo scettro, la sua corona, il suo comando venivano dal fondo dell'anima sua, in cui risiedeva il Fiat Divino come Re dominante, il quale costituiva la vera regalità nell'uomo. Le sue vesti erano regali, fulgide più che sole; i suoi atti erano nobili, la sua bellezza era rapitrice. Dio lo amava tanto, si trastullava con lui, lo chiamava "il mio piccolo re e figlio". Tutto era felicità, ordine ed armonia. Quest'uomo, primo padre nostro, tradì se stesso, tradì il suo regno, e facendo la sua volontà amareggiò il suo Creatore, che tanto lo aveva esaltato ed amato, e perdette il suo regno, il regno della Divina Volontà, nella quale tutto gli era stato dato. Le porte del regno gli furono chiuse e Dio ritirò a sé il regno dato all'uomo.

Ora vi debbo dire un segreto: Dio, nel ritirare a il regno della Divina Volontà, non disse: "Non lo darò più all'uomo", ma lo tenne a riserbo aspettando le future generazioni per assalirle con grazie sorprendenti, con luce abbagliante, da eclissare l'umano volere che ci fece perdere un regno santo, e con tali attrattive di mirabili e prodigiose conoscenze della Divina Volontà, da farci sentire la necessità, il desiderio di mettere da banda il nostro volere che ci rende infelici e slanciarci nella Divina Volontà come nostro regno permanente.

Quindi il regno è nostro, coraggio! Il Fiat Supremo ci aspetta, ci chiama, ci pressa a prenderne il possesso. Chi avrà il cuore, chi sarà così perfido da non ascoltare la sua chiamata e da non accettare tanta felicità? Solo che dobbiamo lasciare i miseri cenci della nostra volontà, la veste di lutto della nostra schiavitù in cui essa ci ha gettati, per vestirci da regine e ornarci con fregi divini.

Perciò faccio appello a tutti; non credo che non vogliate ascoltarmi. Sapete? Sono una piccola piccina, la più piccola di tutte le creature; ed io, bilocandomi nel Divin Volere insieme con Gesù, verrò come piccola nel vostro grembo e con gemiti e pianti busserò ai vostri cuori per chiedervi, come piccola mendicante, i vostri cenci, le vesti di lutto, il vostro infelice volere, per darlo a Gesù, affinché vi bruci tutto e, ridandovi il suo Volere, vi renda il suo regno, la sua felicità, la candidezza delle sue vesti regali.

Se sapeste che significa Volontà di Dio! Essa racchiude Cielo e terra. Se siamo con Essa tutto è nostro, tutto pende da noi; invece se non siamo con Essa tutto è contro di noi, e se abbiamo qualche cosa siamo i veri ladri del nostro Creatore e ci manteniamo a via di frode e di rapina.

Perciò, se volete conoscerla, leggete queste pagine: in esse troverete il balsamo alle ferite che crudelmente ci ha fatto l'umano volere, la nuova aria tutta divina, la nuova vita tutta celeste; sentirete il Cielo nell'anima vostra, vedrete nuovi orizzonti, nuovi soli, e spesso troverete Gesù col volto bagnato di pianto, ché vuole darvi il suo Volere. Egli piange perché vi vuole vedere felici, e vedendovi infelici singhiozza, sospira, prega per la felicità dei suoi figli e, chiedendovi il vostro volere per strapparvi l'infelicità, vi porge il Suo come conferma del dono del suo Regno.

Perciò faccio appello a tutti, e faccio questo appello insieme con Gesù, con le sue stesse lacrime, coi suoi sospiri ardenti, col suo Cuore che brucia, ché vuol dare il suo Fiat. Da dentro il Fiat siamo usciti, ci ha dato la vita; è giusto, è obbligo e dovere che ritorniamo in esso, nella nostra cara ed interminabile eredità.

E per primo faccio appello al Sommo Gerarca, al Romano Pontefice, a Sua Santità, al rappresentante della Santa Chiesa e quindi rappresentante del Regno della Divina Volontà. Ai suoi santi piedi questa piccola piccina depone questo Regno, affinché lo domini, lo faccia conoscere e con la sua voce paterna e autorevole chiami i suoi figli a vivere in questo Regno santo. Il sole del Fiat Supremo lo investa e formi il primo sole del Volere Divino nel suo rappresentante in terra. Formando la sua vita primaria in colui che è il capo di tutti, spanda i suoi raggi interminabili in tutto il mondo, ed eclissando tutti con la sua luce formi un solo ovile ed un solo pastore.

Il secondo appello lo faccio a tutti i sacerdoti. Prostrata ai piedi di ciascuno prego, imploro, che si interessino di conoscere la Divina Volontà. Il primo moto, il primo atto, prendetelo da Essa, anzi chiudetevi nel Fiat e sentirete quanto dolce e cara è la sua vita, attingete da Essa tutto il vostro operato, sentirete in voi una forza divina, una voce che sempre parla, che vi di cose mirabili che mai avete ascoltato; sentirete una luce che vi eclisserà tutti i mali ed eclissando i popoli vi darà il dominio sopra di loro. Quante fatiche fate senza frutto, perché manca la vita della Divina Volontà! Avete spezzato ai popoli un pane senza il lievito del Fiat, e perciò essi mangiandolo lo hanno trovato duro, quasi indigeribile, e non sentendo la vita in loro, non si arrendono ai vostri insegnamenti. Perciò, mangiatelo voi questo pane del Fiat Divino! Così avrete pane sufficiente da dare ai popoli, così formerete con tutti una sola vita ed una sola volontà.

Il terzo appello lo faccio a tutti, al mondo intero, ché siete tutti miei fratelli, sorelle e figli miei. Sapete perc chiamo tutti? Perché voglio dare a tutti la vita della Divina Volontà. Essa è più che aria che tutti possiamo respirare, è come sole da cui tutti possiamo ricevere il bene della luce, è come palpito di cuore che in tutti vuole palpitare; ed io, come piccola bambina, voglio, sospiro che tutti prendiate la vita del Fiat. Oh, se sapeste quanti beni riceverete, mettereste la vita per farla regnare in voi tutti!

Questa piccola piccina vuole dirvi un altro segreto che le ha confidato Gesù, e ve lo dico affinché mi diate la vostra volontà e in ricambio riceverete Quella di Dio, che vi renderà felici nell'anima e nel corpo. Volete sapere perché la terra non produce? Perché in vari punti del mondo la terra coi terremoti spesso si apre e seppellisce nel suo seno città e persone? Perché il vento, l'acqua, formano tempeste e devastano tutto, e tanti altri mali che tutti sapete?

Perché le cose create posseggono una Volontà Divina che le domina e perciò sono potenti ed imperanti, sono più nobili di noi. Noi invece siamo dominati da una volontà umana, degradati, e perciò siamo deboli ed impotenti. Se per nostra sorte metteremo da banda l'umana volontà e prenderemo la vita del Volere Divino, anche noi saremo forti, imperanti, saremo fratelli con tutte le cose create, le quali non solo non ci molesteranno più, ma ci daranno il dominio sopra di loro, e saremo felici nel tempo e nell'eternità.

Non ne siete contenti? Perciò fate presto, ascoltate questa povera piccina che vi vuole bene; ed io allora sarò contenta, quando potrò dire che tutti i miei fratelli e sorelle sono re e regine, perché tutti posseggono la vita della Divina Volontà.

Coraggio dunque, rispondetemi tutti all'appello!

E molto più sospiro che tutti a coro mi rispondiate all'appello, perché non sono io sola che vi chiamo, che vi prego, ma unito con me vi chiama con voce tenera e commovente il mio dolce Gesù, e molte volte anche piangendo vi dice: "Prendete per vita vostra la mia Volontà; venite nel Regno di Essa". Anzi, dovete sapere che il primo a pregare il Celeste Padre che venga il suo Regno e che si faccia la sua Volontà come in Cielo così in terra, fu Nostro Signore nel Pater Noster; e trasmettendo a noi la sua preghiera, faceva appello e pregava tutti che chiedessero il Fiat Voluntas tua come in Cielo così in terra. Ed ogni qual volta recitate il Pater Noster, è tanto l'amore Gesù, che vuole darvi il suo regno, il suo Fiat, che corre per dire insieme con voi: "Padre mio, sono Io che te lo chiedo per i figli miei, fai presto!"  Sicché il primo a pregare è Gesù stesso, e poi anche voi lo chiedete nel Pater. Non volete dunque un tanto bene?

Ora vi dico un'ultima parola. Dovete sapere che, nel vedere questa piccola bambina le smanie, i deliri, le lacrime di Gesù, che vuole darvi il suo Regno, il suo Fiat, è tanta la sua smania, i sospiri, le ansie di vedervi tutti nel Regno della Divina Volontà per vedervi tutti felici, per far sorridere Gesù, che se non riesce con le preghiere, con le lacrime, vuole riuscire coi capricci, tanto presso Gesù quanto presso di voi.

Quindi ascoltate tutti questa piccola piccina, non fatela più sospirare! Ditemi, di grazia: "Così sia, così sia; tutti vogliamo il Regno della Divina Volontà".

Corato, anno 1924

Luisa, la piccola figlia della Divina Volontà