Il   DONO  Della  DIVINA VOLONTà

di padre Mike Adams

Per parlare della < DIVINA VOLONTA' > in modo sistematico, è necessario parlare prima di LUISA PICCARRETA, perché se abbiamo un concetto giusto di Luisa, capiremo il resto.

Chi è Luisa?  Le cose che diremo sono talmente incredibili, sono al di là di qualsiasi cosa che si possa immaginare...  mai abbiamo visto nella storia un'anima nella quale Dio sia stato così potente come in Luisa!  E' così chiara la presenza e la mano di Dio in Luisa, che pare Egli abbia voluto mettere in lei la sua firma!  Questa fu la vita di Luisa!  Nonostante non facesse cose strepitose, nessuno ha il dubbio che vi sia stata fortemente presente su di lei, come potenza, la mano di Dio, in tutta la sua vita.  Tanto è vero che a Corato tuttora è conosciuta come "Luisa, la santa".  E' stato più volte raccontato da pellegrini venuti a far visita alla casa di 'Luisa la santa', come, chiedendo:  "Dov'è la casa di Luisa Piccarreta?"  è' stato risposto loro:  "Chi?!... ah... 'Luisa, la santa'!  Bene:  dovete andare in Via Nazario Sauro, 25 e troverete la casa di Luisa la santa".  Perciò, così è conosciuta tuttora.

Gesù ha detto chiaramente, riguardo agli scritti di Luisa ed a tutto quello che lei ha fatto:  "Voglio che sia ben chiaro che sono Io l'autore lei aveva frequentato la scuola solo fino alla seconda elementare .  Tutto quello che hai scritto e che hai fatto, è opera mia".

Mons. Resta, uno dei due teologi che stanno esaminando gli scritti di Luisa (lui ha finito il lavoro e ha dato il suo giudizio, mentre l'altro non ha ancora terminato), ha dato questa testimonianza:  "Non ho trovato nulla che sia contro la fede e la morale e sono rimasto edificato nel vedere come lei senza fare errori parla dei concetti più alti della teologia, come ad esempio del concetto della 'SS. Trinità';  e dove i nostri cari santi hanno riempito stanze di libri su certi argomenti, lei con la semplicità di una bambina descrive senza errare questi concetti".  Mons. Resta ne è rimasto edificato.  Anche a me viene la pelle d'oca  nel ripensare a questo fatto, ma è la realtà.

E' importante conoscere quest'altro dettaglio della sua vita:  questi suoi scritti non sono stati dettati.  L'unico scritto dettato è: ' La Vergine Maria nel Regno della Divina Volontà ', dettatole dalla Madonna, per obbedienza al confessore. Tutti gli altri scritti sono stati scritti giorno per giorno, la sera seguente;  ad esempio:  oggi, 6 ottobre, verso le 10 o le 11 di questa sera lei scriverebbe ciò che ha visto, sentito o fatto con Gesù ieri, 5 ottobre.  Dunque, scriveva sempre 24 ore dopo, con l'aiuto di Dio, indubbiamente!

Di che cosa parla Gesù in questi 36 volumi?  In forma di diario, iniziando da cose piccole, Gesù arriva, nel volume 36, a dei concetti altissimi sulla DIVINA VOLONTA' e sul suo desiderio che l'uomo ritorni all' unione originale, a quella unione con Dio che avevano Adamo ed Eva prima del peccato originale;  e questa unione deve realizzarsi sulla terra.  E' riassunto in questa frase il concetto centrale di tutti i suoi scritti.  Ripeto:  si tratta del ritorno della creatura a quella unione originale che avevano Adamo ed Eva con Dio prima del peccato originale.  Questo è il desiderio di Dio;  ed è un desiderio talmente ardente che vi sono, negli scritti, pagine che fanno piangere di commozione nel sentire l'ansia che dimostra Dio nel vedere come si stia avvicinando la meta, il giorno della realizzazione di questo suo desiderio, di questo nostro arrivare finalmente a Lui.  Vi sono parole forti al riguardo.

Questo, è il contenuto di tutti gli scritti di Luisa.

Si tratta, naturalmente, di una unione interiore.  Ricordate le parole di Gesù:  "Il Regno di Dio è dentro di voi".  Certamente, il giorno nel quale la Volontà di Dio regnerà in ogni anima come regna in Cielo, sarà anche il Paradiso sulla terra;  si instaurerà il Regno di Dio sulla terra quando il Regno sarà instaurato nel cuore di ogni uomo.

E' giunto intanto il tempo del Regno di Dio nei nostri cuori.  E Gesù, da vero Maestro, usa la Parola di Dio per spiegare a Luisa vari passi in diversi brani, ai quali anche noi, come Chiesa, ora ci allacciamo per vedere dove si trovano le fondamenta di tutti questi scritti.  La rivelazione privata aiuta la Rivelazione pubblica (cioè la Bibbia, la Parola di Dio) e le dà luce;  si tratta di una intensificazione di luce;  le dà maggiori chiarimenti.  Quando c'è una rivelazione privata, la Chiesa cerca sempre dove, nella Sacra Scrittura, Dio abbia aperta questa porta.

Noi sappiamo che non è tutto contenuto nella Bibbia e tutto quello che si può dire di Dio non è tutto contenuto nella Parola di Dio.  La Parola di Dio unita alla Tradizione ed al magistero vivo della Chiesa fanno il fondamento sul quale si basa tutto il resto.  Se dunque il teologo mons. Resta ha detto che leggendo questi scritti di Luisa non ha trovato niente che contraddica o sia contrario al fondamento (che è la Parola di Dio ed il magistero della Chiesa) vuol dire che possiamo procedere alla loro lettura ed alla meditazione.  L'unico pericolo è che si potrebbero interpretare privatamente questi scritti, col pericolo di cadere in una interpretazione errata, come è successo varie volte anche nei confronti del Santo Vangelo e della Sacra Scrittura.  Bisogna perciò camminare come i 'piccoli' e lasciarsi guidare dalla interpretazione che ne dà la Chiesa ufficiale;  ai 'piccoli' il Signore svela il significato di ogni parola;  quante persone potranno un giorno dire:  "Signore, conosco i 36 Volumi a memoria!"  e Gesù risponderà:  "Non ti conosco!"  Constatando quante volte sono state interpretate male le parole di Gesù, è importante avere l'umiltà e la conoscenza della nostra piccolezza.

Ecco allora alcuni di questi passi.

Spiegando a Luisa il 'Padre nostro' Gesù le dice che, quando Lui ha pregato il 'Padre nostro'  ed ha detto:  "venga il tuo Regno;  sia fatta la tua Volontà come in Cielo così in terra", il significato di queste sue parole era diverso da quello che a volte noi diamo.  Gesù dice:  "Quando Io per primo pregavo questa preghiera, era perché il Regno non era ancora venuto;  perché se il Regno fosse già stato presente con la mia presenza di 'Cristo Re dell'universo', allora avrei detto:  'Padre, Ti ringrazio perché il Regno è giunto con la mia venuta';  ed invece Io ho detto:  'venga'".  Questo, perché il Regno si trova dove ci sono tutte le componenti: il re, i sudditi, il palazzo, la regina...

Era necessario quindi passasse qualche secolo.

"Per questo ho istituito la Chiesa dice Gesù per preparare il mio Regno, giorno per giorno", con i grandi Santi che hanno spianato ogni cosa, che hanno illustrato sempre maggiormente questo suo desiderio.  Ed in questo desiderio di Gesù vediamo chiaramente l'unione della quale parlavamo prima:  'Venga il tuo Regno;  sia fatta la tua Volontà come in Cielo così in terra';  cioè, la Volontà di Dio deve diventare la nostra vita, si deve fare sulla terra come si fa in Cielo.  Ma, come si fa la Volontà di Dio in Cielo?  Non si fa, si vive!  Gesù in un altro brano dice: "Ciò che l'acqua è per il pesce, così dovrebbe essere la Volontà di Dio per noi".  L'acqua per il pesce è tutto:  è la sua abitazione, è il luogo dove si muove, è dove trova il cibo, è dove respira, è dove dorme...  l'acqua è tutto per il pesce;  così dovrebbe essere la Divina Volontà per noi.

Un altro esempio lo troviamo nel 17° capitolo di Giovanni quando Gesù, durante l'ultima cena, dice:  "Padre, che essi siano una cosa sola con Me come Io sono con Te, affinché il mondo creda che Tu Mi hai mandato".  Il significato dato finora a queste parole è che Gesù desidera che tutto il mondo sia una sola famiglia, che siamo una sola famiglia nella Chiesa cattolica.  Ma Gesù ha spiegato chiaramente che con queste parole Lui voleva dire che pregava il Padre perché le creature ritornassero a quella unione di prima (a quella unione che era nel progetto originale di Dio sull'umanità), cioè che diventassimo una sola cosa con Lui come Lui è con il Padre una sola cosa.  Ma come sono uno  Gesù e il Padre?  Sono uno di Natura, Natura Divina, un solo Dio. Noi dobbiamo diventare uno  nel desiderio, uno  nell'operato, nella volontà, nella vita, nel palpito. Come in una bella famiglia tutti i figli fanno una sola cosa con quella famiglia;  ad esempio il padre dice:  "Ci alziamo per ..." e tutti continuano: "per andare a lavare i piatti".  Se facessero veramente così, si direbbe che quella famiglia ha una sola volontà:  basta che uno inizi e, tutti gli altri finiscono la frase.  Gesù ha detto che questa è l'unione che Lui desidera e che ora possiamo avere nuovamente con Lui, con Dio, come era per l'umanità prima del peccato originale.

Spiegheremo, con l'aiuto di Dio, come avviene tutto questo.

La parola chiave in questi scritti è : 'Dono del Divin Volere' o 'della Divina Volontà';  la volontà gioca un ruolo indispensabile in tutti questi scritti.

La volontà è la cosa più importante in noi, come lo è in Dio.  La Chiesa ha sempre messo in risalto l'importanza della volontà soprattutto nella valutazione morale degli atti umani:  senza volontà, non c'è peccato (questo per quanto riguarda il Sacramento della Confessione).  Anche padre Pio chiedeva sempre ai suoi penitenti se vi avevano messo volontà o no nei peccati che accusavano, perché solo così si può capire se l'atto compiuto è meritevole o peccaminoso.  Un altro esempio:  un bel pensiero avuto di notte, in sogno, non può essere meritevole, perché non implica la volontà della persona;  come pure non si può valutare negativamente un pensiero cattivo avuto in sogno.  Solo se mi sveglio allora la volontà si metterà in azione e darà valore positivo o negativo agli atti.  La volontà è ciò che conta.  E così è anche per Dio.  Ma mentre la nostra volontà è limitata, in Dio la Volontà è infinita e onnipotente.   Se Dio dicesse: "Voglio un bicchiere di acqua", gli apparirebbe subito in mano, come quando ha detto:  "Fiat lux",  e la luce fu.  Ogni 'FIAT' di Dio è creativo, è un fatto;  tutto quello che Dio vuole diventa una creazione, una realtà.  Se io voglio un bicchiere di acqua e non mi appare qui, è semplicemente perché la mia volontà non è infinita, non è onnipotente.

Quando S. Giovanni nella Sacra Scrittura dice che Dio è Amore, dice una realtà, perché noi, contemplando tutto ciò che ci circonda possiamo constatare che Dio è Amore;  tutto è opera di Dio, ed è opera che mi dice:  'Ti amo'.

San Tommaso D'Aquino, riportando le cinque prove dell'esistenza di Dio ha parlato del 'motore immobile'.  Anche Gesù ripete questa verità parlando (negli Scritti di Luisa) della Sua Volontà, affermando che la Sua Volontà è il primo moto, il motore di tutto;  tutto quanto esiste prende il moto dalla Divina Volontà.  Gesù spiega questa verità dicendo: "La mia Volontà è la ruota che dà moto a tutte le altre rotelle, a tutte le altre cose che ho create".  Tutta la Creazione:  le stelle, le piante, gli animali, sono come rotelle poggiate sulla ruota della mia Divina Volontà.  La Volontà Divina, girando come una ruota, fa girare tutte le altre rotelle poggiate su di Lei.  Con questo esempio molto semplice Gesù ha spiegato a Luisa questo concetto difficile:  Dio è moto eterno e tutto ciò che Lui ha fatto (che è quindi poggiato su di Lui) si muove con Lui, prende moto da Lui.  Perciò, col movimento della prima ruota che è Dio, le stelle scintillano, la pianta cresce e profuma, il cane abbaia e salta:  tutto prende movimento da questa grande ruota che è Dio.

Riferendoci ora all'uomo, vediamo come anche lui prende moto dalla prima ruota (da Dio), però, tra la ruota grande (Dio) e la rotella (uomo) si trova un altro meccanismo che è la nostra libera volontà, il nostro libero arbitrio, il dono che Dio ci ha dato perché fossimo simili a Lui, a sua immagine.  E come Dio può fare ciò che vuole, liberamente, così anche noi possiamo agire liberamente, perché siamo creati a sua immagine e somiglianza.  La rotellina della nostra libera volontà prende il movimento dalla grande ruota (sulla quale poggia:  Dio) e trasmette il movimento all'uomo, ma questo movimento può essere usato in modi diversi, per cose buone, neutre o cattive.  Ad esempio:  stando a casa mia e alzandomi il mattino alle ore 7, posso andare alla S. Messa delle 8, se non ho qualche impedimento, ma potrei invece fermarmi a guardare la televisione;  con il movimento che Dio mi dà posso fare queste cose, ma qual'è la migliore delle due?  Certamente l'andare a Messa!  Esistono poi azioni di valore indifferente, come prendere una tazza di caffè od una tazza di thè (naturalmente, se so che il caffè mi fa male, devo scegliere il thè, perché Dio mi parla anche attraverso la mia salute).  L'uomo prendendo il moto da Dio potrebbe anche compiere un atto brutto.  Ora, con il 'Dono' della Divina Volontà Dio sta offrendo a noi la possibilità di far sì che la nostra rotella e la sua diventino una sola cosa.  La nostra volontà non potrà mai scomparire, distruggersi, fondersi, annientarsi, perché il giorno che succedesse questo non saremmo più uomini:  fa parte della nostra natura avere una volontà umana.  Gesù aveva una volontà umana, ma la sua volontà umana da sempre, fin dal suo concepimento nel seno di Maria SS., ha sempre 'girato' con il 'giro' della sua Divina Volontà.  Anche la Madonna è grande perché fin dal primo istante del suo concepimento Lei ha sempre 'girato' con il moto eterno di Dio.

Gesù ha detto:  "Cosa succederebbe se sentendo questo mio invito a entrare in unione con Me come era per Adamo ed Eva uno dicesse: 'Io non potrò mai meritarlo, io non ne sarò mai degno;  Gesù e la Madonna vivevano questa unione perché l'Uno è Dio per natura e l'Altra è Immacolata; ed anche Adamo ed Eva, creati direttamente da Dio, erano pure loro immacolatissimi;  come potrò io mai pensare di entrare in quella unione iniziale!...' ?".  E Gesù dice a Luisa:  "Per questo ho cercato per il mondo intero, ho cercato per secoli, fino al giorno in cui ho trovato l'anima più piccola! sono molto importanti la piccolezza e l'umiltà Ho cercato la più piccola (Luisa) e, trovandola, ho cominciato a prepararti per fare di te una copia di Me stesso", cioè, un altro Gesù.  Luisa doveva essere quello che noi non saremo mai:  lei, per missione, doveva diventare la porta che avrebbe permesso anche a noi di entrare;  lei doveva diventare l'anello dove noi saremmo stati agganciati;  lei è la più vicina a noi, a questo riguardo;  lei è come fosse l'originale fatto da Gesù e noi ne fossimo le copie.  Le copie, anche se richiedono lavoro, confrontandole però con l'originale, sono sempre meno difficili da fare.  Per questo Luisa ha una grande importanza per noi, perché lei è l'anello di congiunzione, lei è il nostro punto d'aggancio alla Divina Volontà.

Faccio ora un esempio che ci aiuti a comprendere quanto Dio sta consumandosi nell'amore per realizzare presto in noi il suo desiderio.

Pensiamo ad un bimbo piccolino che dicesse al papà:  "Papà, voglio guidare la macchina".  "Oh... che guaio!..", direbbe il papà;  ma poi gli viene un'idea.  "Entriamo nella macchina dice e ti siedi nel mio grembo, dietro lo sterzo e metti le manine sul volante".  Naturalmente il papà mette le sue mani con forza sulle manine del bambino.  Il bimbo non ha la scienza per guidare e non può arrivare con il piede al pedale;  ma il papà gli dice:  "Dove vuoi andare, figlio mio?  Vuoi andare diritto? ... indietro? ... avanti? ...  giri qui? ... fermi qua!? ... parcheggiamo!".  Tutto quello che il piccolino desidera fare, forma per il papà il più grande piacere, felice di poter stare insieme al figlio e divertirsi con lui.  Prendendo in considerazione questo esempio, è chiaro che il figlio non ha guidato la macchina perché troppo piccolo e quindi incapace di farlo;  per natura solo il papà è in grado di far questo, perché solo lui arriva fisicamente al pedale, solo lui ha la forza fisica di girare e solo lui ha la scienza necessaria per guidare la macchina.  Ma, nello stesso tempo, non possiamo negare che il figlio abbia guidato la macchina.  Possiamo affermare che il figlio ha guidato la macchina, non per natura, ma per partecipazione;  perché era volontà del padre che il figlio non si sentisse incapace a guidare, ma che si sentisse anch'egli autista, anzi che si sentisse addirittura come avesse fatto tutto lui.  Tanto è vero che il piccolo, appena sceso dalla macchina andrà dalla mamma a dirle:  "Mamma, ho guidato la macchina!";  non le dirà 'abbiamo', ma 'ho guidato'!  Hanno dunque guidato insieme la macchina perché era Volontà di Dio che il figlio non si sentisse di meno, che non si sentisse non pienamente autista;  tanto è vero che ha lasciato al bimbo la decisione di tutti i movimenti che dovevano fare e se il figlio non avesse dato tutte le indicazioni, non sarebbero andati da nessuna parte.

Questo esempio spiega ciò che Dio desidera ardentemente fare con noi.

Spiegheremo più avanti come usare questo dono di Dio;  ora desidero solo che comprendiate il grande desiderio di Dio nei nostri riguardi, il grande progetto che Dio ha su di noi:  vengono calde lacrime di commozione solo a pensarvi!  

In un brano tratto da uno degli ultimi volumi (scritti da Luisa per ordine di Gesù e del confessore)  Gesù spiega a Luisa perché Dio ci ha creati e dice che per comprendere questo dobbiamo risalire alla SS. Trinità, entrare nella processione interna delle Tre Divine Persone.  Prima abbiamo ricordato che Dio è Amore, che Dio è potente nella sua Volontà (se vuole un bicchiere d'acqua, subito ce l'ha);  ora cercherò di spiegare meglio, anche se sappiamo che nel parlare di Dio, noi che siamo imperfetti e finiti faremo sempre qualche errore, faremo sempre degli esempi incompleti, perché Dio è un Atto Unico, Eterno, senza successione di atti, onnipotente, onnipresente, onnisciente.  E' quindi per noi impossibile afferrare Dio, tutto ciò che Lui è, con un solo sguardo.  Ed è anche molto importante ricordare che il vero amore ha l'esigenza interna di darsi tutto alla persona amata, senza ritenere niente per sé.  Gesù ha spiegato a Luisa che è come se da tutta l'eternità il Padre contemplandosi tutto Amore avesse detto:  'Voglio amare!'  Con questa sua affermazione esce da Lui tutto ciò che Lui è:  ed ecco la Seconda Persona della  SS. Trinità. (Nel ' Credo' noi diciamo che 'il Figlio procede dal Padre'  e non si potrà mai dire il contrario).  Il Figlio, vedendosi tutto Amore e possedendo Egli pure la stessa Divina Volontà onnipotente, dice:  'Voglio amare',  ed ecco che tutto quello che Lui è, uscendo da Lui si riversa nel Padre;  si completa così il cerchio.  L'Amore che dal Padre passa al Figlio e dal Figlio ritorna al Padre è lo Spirito Santo.  Questa processione nelle Tre Divine Persone avviene da tutta l'eternità;  ma in Dio tutto è sempre nuovo, in Dio non si ripetono le cose sempre uguali, non ci sono 'le solite cose' (non è come per noi che, ripetendo sempre le solite cose, ci stanchiamo).  Gesù spiega a Luisa:  "E' come se nel Nostro traboccare di Amore avessimo detto: 'Vogliamo creare altre persone alle quali partecipare tutto ciò che siamo'".  'Tutto ciò che siamo!':  è certamente solo una grazia speciale di Dio che ci impedisce di comprendere tutta la portata di queste parole, altrimenti ne moriremmo all'istante di stupore, di gioia, di gratitudine! 

Dio, dunque, non ci ha creati per essere sacerdoti, o sposi, o per studiare o fare altre attività, ma  ci ha creati per partecipare, sulla terra e poi per sempre nell'eternità, alla vita intima della SS. Trinità. 

Ma voi direte:  "Come può l'Infinito essere racchiuso nel finito?".  Pensate a ciò che succede ogni giorno quando, durante la S. Messa, pronuncio le parole della consacrazione:  tutto Dio scende nell'Ostia Santa (perché dove c'è il Figlio c'è anche il Padre e lo Spirito Santo);  sia nella particola piccola che nell'Ostia grande è sempre limitato, Lui, l'Immenso, e si nasconde dietro quei veli!  Per Dio non ci sono problemi irrisolvibili.

Chiediamo perciò a Gesù che ci aiuti ad approfondire questi Scritti.

Ciò che abbiamo detto fin qui sono riflessioni tratte dai primi 19 Volumi...  

(Tratto da:  Antologia di Meditazioni su Il grande 'Dono' del "Vivere nella Divina Volontà" 1a Serie)