IL PERDONO DI DIO

Cenacoli di vita mariana per il Regno di Cristo Villagio famiglia mariana 12062 Fabrosa Soprana CN

"Ti ho amato di amore eterno, per questo ti conservo ancora pietà" (Gr 31, 3).

Dio è amore che perdona

Il Padre misericordioso non tiene conto dei peccati dei quali ci siamo veramente pentiti. Egli, ora, compie una cosa nuova e nell'amore che perdona anticipa i cieli nuovi e la terra nuova. Si rinfranchi, dunque, la fede, cresca la speranza, diventi sempre più operosa la carità, in vista di un rinnovato impegno di testimonianza cristiana nel mondo del prossimo millennio. Giovanni Paolo II, Incarnationis Mysterium.

 

PARTE PRIMA

DIO PERDONA PERCHé MI AMA

"Dio e amore" (1 Gv 4, 8)

1. Dio mi ama

Insegna la Bibbia (Sp 11)

Signore dell'universo, tu ami tutte le cose esistenti e nulla disprezzi di quanto hai creato; se avessi odiato qualcosa, non l'avresti neppure creata. Come potrebbe sussistere una cosa, se tu non la vuoi? Tu risparmi tutte le cose, perché tutte sono tue, Signore, amante della vita, poiché il tuo spirito incorruttibile è in tutte le cose.

Riflessione

"Dio non crea per un suo bisogno, ma per amore gratuito, per donare, per arricchire, per rendere felici altri esseri fuori di sè. Non per avere a sè di bene acquisto ch'esser non può...

s'aperse in nuovi amor l'eterno amore. (Dante, Paradiso, XXIX, 13 18). "Provenendo dall'eterno Amore (Dio), ogni creatura è, nel suo essere più profondo, fatta d'amore e trova la sua perfezione nell'atto d'amore" (Bussi, Il mistero cristiano). Comprendiamo quindi perché Dio rivolga a noi questo paterno invito: "Il Signore è nostro Dio, il Signore è uno solo. Tu amerai il Signore tuo Dio con tutto il cuore, con tutta l'anima e con tutte le forze" (Dt 6, 4). Facciamo nostro il profondo sentimento di questo autore: "Mi presenterò a Dio e gli dirò: non ho altro titolo che d'aver creduto nella Tua bontà. Qui infatti sta tutta la mia forza. Se io cessassi di credere, se la mia totale fiducia nel Tuo amore mi abbandonasse, tutto sarebbe finito. Più avanzo nel cammino, più mi accorgo di aver ragione nel raffigurarmi il Padre mio come l'indulgenza infinita... Non ho paura di Dio, io; ma non tanto perché lo amo, quanto perché so che Lui ama me. Padre mio, grazie per il tuo amore" (P. A. Valensin).

Preghiera dell'anima fiduciosa

Dal Salmo 102

Benedici il Signore, anima mia, quanto è in me benedica il suo santo nome.

Buono e pietoso è in Signore, lento all'ira e grande nell'amore.

Non ci tratta secondo i nostri peccati, non ci paga secondo le nostre colpe.

Come il cielo è alto sulla terra, così è grande la sua misericordia su quanti lo temono; come dista l'oriente dall'occidente, così allontana da noi le nostre colpe.

Come un padre ha pietà dei suoi figli, così il Signore ha pietà di quanti lo temono.

Il Signore ha stabilito nel cielo il suo trono e il suo regno abbraccia l'universo.

 Benedite il Signore, voi tutte opere sue, in ogni luogo del suo dominio.

Benedici il Signore, anima mia.

Mio Dio. credo al tuo amore "Si dimentica forse una donna del suo bambino, così da non commuoversi per il figlio del suo seno?

Anche se queste donne si dimenticassero, io invece non ti dimenticherò mai" (Isaia 49, 15).

 

2. Dio mi ama, anche se sono peccatore

Insegna la Bibbia (Salmo 3; Sir 18)

Buono è il Signore con chi spera in lui, con l'anima che lo cerca.

Poiché il Signore, non rigetta mai...

Se affligge, avrà anche pietà secondo la sua grande misericordia.

Le misericordie del Signore non sono finite, non è esaurita la sua compassione;

esse sono rinnovate ogni mattina, grande è la sua fedeltà.

Il Signore è paziente con gli uomini e riversa su di essi la sua misericordia.

Vede e conosce che la loro sorte è misera, per questo moltiplica il perdono.

Riflessione

Dio mi ama anche se sono peccatore, perché Egli è Bontà infinita, una bontà quindi che supera immensamente la nostra piccolezza e miseria. Altro motivo che lo muove al perdono totale delle nostre colpe è la nostra fragilità umana. Il peccato originale ha intaccato profondamente l'uomo per cui siamo inclini più al male che al bene (cfr Rm 7, 14).

Vedremo al capitolo seguente perché Dio abbia permesso il peccato alle sue creature.

Per intanto sappiamo che, come un padre ha pietà dei suoi figli, così (Egli) ha pietà di quanti lo temono, perché sa di che siamo plasmati, ricorda che noi siamo polvere (Salmo 102, 1314).

La bontà misericordiosa di Dio non deve però essere un motivo per continuare ad offenderlo; così pure la nostra fragilità un pretesto per vivere nel peccato. Non imitiamo il popolo ebreo che liberato dalla schiavitù d'Egitto e favorito da tanti miracoli (basti ricordare l'acqua scaturita dalla roccia e la manna caduta per quarant'anni dal cielo), non sapeva essergli riconoscente e fedele e ritornava con tanta facilità ad offenderlo, come ci ricorda il Salmo 78:

Quante volte si ribellarono a Lui nel deserto, lo contristarono in quelle solitudini! Quando li faceva perire, lo cercavano, ritornavano e ancora si volgevano a Dio; lo lusingavano con la bocca e gli mentivano con la lingua; il loro cuore non era sincero con lui e non erano fedeli alla sua alleanza. Siamo fragili, è vero, siamo inclini al male, Dio però ci offre con il suo perdono anche gli aiuti, non solo per liberarci dal peccato, ma anche per essere perseveranti nella via del bene: ritorniamo alla preghiera, alla Confessione e Comunione frequente; evitiamo le occasioni di peccare: ci sentiremo liberi dalla schiavitù di satana e gioiosi nell'amore di Dio.

Preghiera dell'anima pentita

Dal Salmo 50

Pietà di me, o Dio, secondo la tua misericordia; nella tua grande bontà cancella il mio peccato.

Lavami da tutte le mie colpe, mondami dal mio peccato.

Riconosco la mia colpa, il mio peccato mi sta sempre dinanzi.

Contro di te, contro te solo ho peccato, quello che è male ai tuoi occhi, io l'ho fatto; perciò sei giusto quando parli, retto nel tuo giudizio.

Ecco nella colpa sono stato generato, peccatore mi ha concepito mia madre.

Ma tu vuoi la sincerità del cuore e nell'intimo mi insegni la sapienza.

Crea in me, o Dio un cuore puro, rinnova in me uno spirito saldo.

Rendimi la gioia di essere salvato, sostieni in me un animo generoso.

Mio Dio credo al tuo amore "L'empio abbandoni la sua via e l'uomo iniquo i suoi pensieri; ritorni al Signore che avrà pietà di lui e al nostro Dio che largamente perdona" (Isaia 55, 7).

 

3. Dio mi ama di più... perché sono peccatore

Insegna la Bibbia (Ez 18)

Se il malvagio si ritrae da tutti i peccati che ha commessi e osserva tutti i miei decreti e agisce con giustizia e rettitudine, egli vivrà, non morirà.

Nessuna delle colpe commesse sarà ricordata, ma vivrà per la giustizia che ha praticata.

Forse che io ho piacere della morte del malvagio dice il Signore o non piuttosto che desista dalla sua condotta e viva?

Riflessione

Il Vangelo di S. Giovanni al capitolo 11 ci parla della risurrezione di Lazzaro, il fratello di Maria. Gesù era stato avvertito della sua malattia, ma aveva voluto attenderne la morte perché, risuscitandolo, avrebbe dato a quella famiglia una prova più grande del suo amore.

Arrivò infatti alla casa ospitale di Betania quando Lazzaro era morto da quattro giorni e già sepolto.

Alcuni dei presenti dissero: costui che ha aperto gli occhi al cieco, non poteva anche far sì che questi non morisse? Ma Gesù aveva detto in precedenza agli apostoli: "Questa malattia non è per la morte, ma per la gloria di Dio"; gloria che Gli sarebbe stata data con il grande miracolo della risurrezione.

Dio è amore infinito. Questo amore lo ha rivelato nella creazione dell'uomo di cui non aveva affatto bisogno, ma ancora di più lo rivela nell'amare l'uomo peccatore, mandandogli il proprio Figlio a redimerlo con la morte in croce (cfr Gv 3, 16).

Con la misericordia Dio tocca il fondo del suo amore infinito: e ne gioisce!

"Dio, nel suo unico e semplice essere, è tutte le virtù e tutte le grandezze dei suoi attributi: è onnipotente, sapiente, buono, misericordioso, giusto, forte, amoroso, ecc con gli altri attributi infiniti che noi non conosciamo" (S. Giovanni della Croce).

Di questi infiniti attributi il più grande è la Misericordia: " Il Mio Cuore gioisce del titolo di Misericordia. Annuncia che la Misericordia è il più grande attributo di Dio. Tutte le opere delle Mie mani sono coronate dalla Misericordia" (Gesù a Santa Suor Faustina).

"Dio, ci dice S. Paolo, ha rinchiuso tutti nella disobbedienza (ha permesso cioè il peccato), per usare a tutti misericordia!" (Rm 11, 32): voleva mostrare a tutti il suo amore infinito, col perdonare i peccati; ma anche dare all'uomo una possibilità di una felicità più grande nel Cielo. Infatti santificando il dolore con l'aiuto divino, noi accresciamo immensamente il nostro amore e quindi la felicità del Paradiso che sarà paragonata al grado d'amore acquistato sulla terra. Il dolore finisce, la felicità no; il dolore è umano, la felicità divina.

"Dove ha abbondato il peccato, insegna ancora S. Paolo, ha sovrabbondato la grazia" (Rm 5, 20). Ed egli aggiunge: "Continuiamo, dunque, a restare nel peccato perché abbondi la grazia?". "è assurdo!" risponde (Rm 5, 20; 6, 12). Infatti, ogni peccato è offesa a Dio e privazione del suo amore. Credere nella misericordia divina è salvezza; abusarne è ingratitudine destabile che può condurre al castigo eterno.

Preghiera dell'anima riconoscente

Dal Salmo 137

Ti rendo grazie, Signore, con tutto il cuore: hai ascoltato le parole della mia bocca.

A te voglio cantare davanti agli angeli, mi prostro verso il tuo tempio santo.

Rendo grazie al tuo nome per la tua fedeltà e la tua misericordia: hai reso la tua promessa più grande di ogni fama.

Nel giorno in cui t'ho invocato, hai risposto, hai accresciuto in me la forza.

Il Signore completerà per me l'opera sua. Signore, la tua bontà dura sempre: non abbandonare l'opera delle tue mani.

Mio Dio. credo al tuo amore "è per la vostra correzione che voi soffrite! Dio vi tratta come figli; e quale è il figlio che non è corretto dal padre? Dio lo fa per il nostro bene allo scopo di renderci partecipi della sua santità" (Ebrei 12, 910).

 

PARTE SECONDA

DIO PERDONA PER FARMI CONOSCERE IL SUO AMORE

"L'amore e da Dio" (1 Gv 4, 7).

4. Dio mi ama e mi cerca

Insegna la Bibbia (Ez 34)

Dice il Signore Dio: ecco, Io stesso cercherò le mie pecore e ne avrò cura. Io stesso condurrò le mie pecore al pascolo e io le farò riposare. Andrò in cerca della pecora perduta e ricondurrò all'ovile quella smarrita; fascerò quella ferita e curerò quella malata. Voi, mie pecore, siete il gregge del mio pascolo e io sono il vostro Dio.

Parabola della pecora perduta

Gesù disse loro questa parabola: "Chi di voi se ha cento pecore e ne perde una, non lascia le novantanove nel deserto e va dietro a quella perduta finché non la ritrova? Ritrovatala se la mette in spalla tutto contento, va a casa, chiama gli amici e i vicini dicendo: Rallegratevi con me, perché ho trovato la mia pecora che era perduta. Così, vi dico, ci sarà più gioia in cielo per un peccatore convertito, che per novantanove giusti che non hanno bisogno di conversione" (Luca 15, 4 7).

Riflessione

Gesù, il nostro Salvatore, non solo guarì le nostre malattie con la potenza dei miracoli, ma prese anche su di sé l'infermità delle nostre passioni; pagò il debito dei nostri peccati con il supplizio della croce; come se fosse colpevole, Lui innocente. Pastore buono, andò in cerca della pecorella che si era allontanata dall'ovile e, dopo averla trovata che vagava sui monti, non la riconduce all'ovile a forza di spintoni e urla minacciose, ma se la pone sulle spalle, e la restituisce sana al resto del gregge con tenerezza e amore.

Quale vantaggio può avere un'anima allontanandosi da Gesù, Buon Pastore, che l'ama di amore divino, la guida con la sua luce celeste, la conduce sulla via delle virtù evangeliche, la nutre di Se stesso nell'Eucarestia, la difende dai predoni e dai lupi divoratori?

Quale desolazione non deve provare nel deserto assetato, senza acqua e pascoli erbosi, irto di sassi taglienti e di spine che penetrano nel cuore e lo dissanguano senza pietà!

Anima cristiana, nella desolazione che ti avvilisce, nel timore che ti spaventa, nel rimorso che ti toglie la pace, senti ed accogli la voce di Gesù, il Buon Pastore, che amorosamente e con tanta pena ti cerca. Lasciati trovare da Lui, vagli anzi incontro con la tua preghiera e serena fiducia. Ritorna con Lui al suo ovile, la Chiesa: Egli sarà pieno di gioia e la sua gioia sarà anche la tua.

Preghiera dell'anima liberata

Salmo 22

Il Signore è il mio pastore: non manco di nulla;

su pascoli erbosi mi fa riposare, ad acque tranquille mi conduce.

Mi rinfranca, mi guida per il giusto cammino, per amore del suo nome.

Se dovessi camminare in una valle oscura, non temerei alcun male, perché tu sei con me.

Il tuo bastone e il tuo vincastro mi danno sicurezza.

Davanti a me tu prepari una mensa sotto gli occhi dei miei nemici;

cospargi di olio il mio capo.

Il mio calice trabocca.

Felicità e grazia saranno compagne tutti i giorni della mia vita, e abiterò nella casa del Signore per lunghissimi anni.

 

Mio Dio, io spero nel tuo amore "Non sono i sani che hanno bisogno dei medici, ma i malati. Andate dunque e imparate che cosa significhi: Misericordia io voglio e non sacrificio. Infatti non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori" (Matteo 9, 1213).

 

5. Dio mi ama e difende

Dal Salmo 85

Porgi l'orecchio, Signore, alla mia preghiera e sii attento alla voce della mia supplica.

Nel giorno dell'angoscia alzo a te il mio grido.

Mio Dio, mi assalgono gli arroganti, una schiera di violenti attenta alla mia vita, non pongono te davanti ai loro occhi.

Ma tu, Signore, Dio di pietà, compassionevole, lento all'ira e pieno d'amore, Dio fedele, volgiti a me ed abbi misericordia: dona al tuo servo la tua forza, salva il figlio della tua ancella.

Dammi un segno di benevolenza; vedano e siano confusi i miei nemici, perché tu, Signore, mi hai soccorso e consolato.

La donna adultera

"All'alba Gesù si recò di nuovo al tempio e tutto il popolo andava da lui ed egli, sedutosi, li ammaestrava. Allora gli scribi e i farisei gli conducono una donna sorpresa in adulterio e, postala nel mezzo, gli dicono: "Maestro, questa donna è stata sorpresa in flagrante adulterio. Tu che ne dici?". Questo dicevano per metterlo alla prova e per avere di che accusarlo.

Nota. Se Gesù l'avesse assolta, l'avrebbero accusato di trasgressione alla Legge di Mosé; se l'avesse condannata l'accusa sarebbe stata di crudeltà davanti al popolo e di ribellione all'autorità romana, che governava la Palestina e si riservava la condanna a morte.

 

"Ma Gesù, chinatosi si mise a scrivere col dito per terra.

Nota. Gesto a cui ricorrevano i rabbini e che significava non voler intromettersi nella questione: c'erano per essa i tribunali competenti.

"E siccome insistevano nell'interrogarlo, alzò il capo e disse loro: "Chi di voi è senza peccato, scagli per primo la pietra contro di lei". E chinatosi di nuovo, scriveva per terra. Ma quelli, udito ciò, se ne andarono uno per uno, cominciando dai più anziani imo agli ultimi.

Rimase solo Gesù con la donna là in mezzo. Alzatosi allora Gesù le disse: "Donna, dove sono? Nessuno ti ha condannata?". Ed essa rispose; "Nessuno, Signore". E Gesù le disse: "Neanch'io ti condanno; va' e d'ora in poi non peccare più".

Riflessione

Gesù Cristo non è venuto dal Cielo per condannare, ma per salvare. "Va' e d'ora in poi non peccare più". Non condannando la donna adultera, Egli non approvava il suo peccato, ma voleva insegnare a tutti ad essere misericordiosi ed anche ad evitare con orrore il peccato, soprattutto impuro, che offende grandemente Dio, priva l'anima della grazia divina e l'avvilisce miseramente.

Preghiera dell'anima perdonata

Dal Salmo 33

Gustate e vedete quant'è buono il Signore; beato l'uomo che in lui si rifugia.

Temete il Signore, suoi santi, nulla manca a coloro che lo temono.

Gridano e il Signore li ascolta, li salva da tutte le loro angosce.

Il Signore è vicino a chi ha il cuore ferito, egli salva gli spiriti affranti.

Il Signore riscatta la vita dei suoi servi, chi in lui si rifugia non sarà condannato.

Benedirò il Signore in ogni tempo, sulla mia bocca sempre la sua lode.

Io mi glorio nel Signore, esaltiamo insieme il suo nome.

 

Mio Dio, io spero nel tuo amore "Dio ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non muoia, ma abbia la vita eterna. Chi crede in lui non è condannato" (Giovanni, 3,16.18).

 

6. Dio mi ama e mi aspetta

Insegna la Bibbia (Is 12, 3)

Attingerete acqua con gioia alle sorgenti della salvezza.

 

Dal Salmo 35

Signore la tua grazia è nel cielo, la tua fedeltà fino alle nubi;

la tua grazia è come i monti più alti. Quanto è preziosa la tua grazia, o Dio! Si rifugiano gli uomini all'ombra delle tue ali, si saziano all'abbondanza della tua casa

e li dissenti al torrente delle tue delizie. f in te la sorgente della vita,

alla tua luce vediamo la luce.

La donna samaritana

"Giunse Gesù ad una città della Samaria chiamata Sicàr dove c'era il pozzo di Giacobbe. Stanco del viaggio, sedeva presso il pozzo. Era verso mezzogiorno.

Arrivò intanto una donna di Samaria ad attingere acqua. Le disse Gesù: "Dammi da bere". I suoi discepoli infatti erano andati in città a far provvista di cibi. Ma la Samaritana gli disse: "Come mai tu, che sei Giudeo, chiedi da bere a me che sono una donna samaritana?". I Giudei infatti non mantengono buone relazioni con i Samaritani.

Gesù le rispose: "Se tu conoscessi il dono di Dio e chi è colui che ti dice: "Dammi da bere!", tu stessa gliene avresti chiesto ed egli ti avrebbe dato acqua viva" (acqua cioé che sgorga direttamente dalla sorgente; Gesù intende l'acqua divina della grazia). Gli disse la donna: "Signore, tu non hai un mezzo per attingere e il pozzo è profondo; da dove hai dunque quest'acqua viva?". Rispose Gesù "Chiunque beve di quest'acqua avrà di nuovo sete; ma chi beve dell'acqua che io gli darò, non avrà mai più sete, anzi, l'acqua che io gli darò diventerà in lui sorgente di acqua che zampilla per la vita eterna".

"Signore, gli disse la donna, dammi di quest'acqua, perché non abbi più sete e non continui a venire qui ad attingere acqua".

Si noti come gradatamente Gesù porti questa povera anima a sentire bisogno del suo aiuto divino.

Gesù le disse: "Va' a chiamare tuo marito e poi ritorna qui".

Gesù nella pienezza della sua scienza conosceva perfettamente la miseria morale della donna samaritana, ma le chiede questo per aver occasione di portarla a riconoscere il suo peccato e così potersi manifestare a lei come Salvatore e convertirla.

Rispose la donna: "Non ho marito". Le disse Gesù: "Hai detto bene "non ho marito"; infatti hai avuto cinque mariti e quello che hai ora non è tuo marito; in questo hai detto il vero".

Gesù non la rimprovera, non l'umilia, ma si mostra con lei pieno di bontà e di misericordia. Dalle parole di Gesù si può capire che la donna avesse legittimamente contratti cinque matrimoni, che erano poi stati sciolti o per la morte del marito, o per ripudio, da lei forse provocato con la sua vita immorale. Infatti la Legge di Mosé permetteva in questo caso l'allontanamento della donna.

Gli replicò la donna: "Signore, vedo che sei un profeta. I nostri padri hanno adorato Dio sopra questo monte e voi dite che è Gerusalemme il luogo in cui bisogna adorare".

La Samaritana piena di vergogna per le vicende della sua vita, temendo forse nuove rivelazioni, cerca di far deviare il discorso e, riconoscendo la sua scienza, gli propone una questione religiosa.

Gesù le dice: "Credimi, donna, è giunto il momento in cui né su questo monte, né in Gerusalemme adorerete il Padre... Dio è spirito, e quelli che l'adorano devono adorarlo in spirito e verità". Gli rispose la donna: "So che deve venire il Messia (cioé il Cristo): quando egli verrà ci annunzierà ogni cosa". Le disse Gesù: "Sono io, che ti parlo".

Riflessione

Dio mi ama e mi aspetta. Non a caso Gesù si è fermato al pozzo dove è giunta la Samaritana ad attingere acqua: Gesù che ci conosce e sa tutto di noi, l'attendeva per convertirla. Gesù mi conosce, Gesù mi ama, Gesù mi pensa, mi cerca e mi aspetta. "Stanco", fa notare il Vangelo, del suo cammino di viandante, in cerca di anime, Gesù ci aspetta: andiamogli incontro, apriamogli il cuore, apriamogli con fiducia la nostra anima, assetata di Dio, perché la inondi dell'acqua del suo amore.

Preghiera dell'anima che cerca la luce

Dal Salmo 118

Signore, lampada per i miei passi è la tua parola, luce sul mio cammino.

Ho giurato, e lo confermo, di custodire i tuoi precetti di giustizia.

Sono stanco di soffrire, Signore, dammi vita secondo la tua parola.

Signore, gradisci le offerte delle mie labbra, insegnami i tuoi giudizi.

La mia vita è sempre in pericolo, ma non dimentico la tua legge.

Gli empi mi hanno teso i loro lacci, ma non ho deviato dai tuoi precetti.

Mia eredità per sempre sono i tuoi insegnamenti, sono essi la gioia del mio cuore.

 

Mio Dio io spero nel tuo amore "Ecco, sto alla porta e busso. Se qualcuno ascolta la mia voce e mi apre la porta, io verrò da lui, cenerò con lui ed egli con me. Il vincitore lo farò sedere presso di me, sul mio trono" (Apocalisse 3, 20 21).

 

7. Dio mi ama sempre

Dal Salmo 24

A te, Signore, elevo l'anima mia, Dio mio, in te confido: non sia confuso!

Fammi conoscere, Signore, le tue vie, insegnami i tuoi sentieri.

Guidami nella tua verità e istruiscimi, perché sei tu il Dio della mia salvezza, in te ho sempre sperato.

Ricordati, Signore, del tuo amore, della tua fedeltà che è da sempre.

Non ricordare i peccati della mia giovinezza; ricordati di me nella tua misericordia, per la tua bontà, Signore.

Buono e retto è il Signore, la via giusta addita ai peccatori;

guida gli umili secondo giustizia, insegna ai poveri le sue vie.

Il figlio prodigo

Il peccato

Disse ancora Gesù: "Un uomo aveva due figli. Il più giovane disse al padre: Padre, dammi la parte del patrimonio che mi spetta. E il padre divise tra loro le sostanze. Dopo non molti giorni il figlio più giovane, raccolte le sue cose, partì per un paese lontano e là sperperò le sue sostanze vivendo da dissoluto. Quando ebbe speso tutto, in quel paese venne una grande carestia ed egli cominciò a trovarsi nel bisogno.

Dolore e pentimento

Allora andò e si mise a servizio di uno degli abitanti di quella regione, che lo mandò nei campi a pascolare i porci; avrebbe voluto saziarsi con le ghiande che mangiavano i porci; ma nessuno gliene dava. Allora rientrò in se stesso e disse: Quanti salariati in casa di mio padre hanno pane in abbondanza e io qui muoio di fame!

Ritorno alla casa del padre

"Mi leverò e andrò da mio padre e gli dirò: Padre, ho peccato contro il Cielo e contro di te; non sono più degno di essere chiamato tuo figlio. Trattami come uno dei tuoi garzoni. Partì e si incamminò verso suo padre.

Accoglienza amorosa

"Quando era ancora lontano il padre lo vide e commosso gli corse incontro, gli si gettò al collo e lo baciò. Il figlio gli disse: Padre, ho peccato contro il Cielo e contro di te; non sono più degno di essere chiamato tuo figlio. Ma il padre disse ai servi: Presto, portate qui il vestito più bello e rivestitelo, mettetegli l'anello al dito e i calzari ai piedi. Portate il vitello grasso, ammazzatelo, mangiamo e facciamo festa, perché questo mio figlio era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato".

Riflessione

La condizione umiliante e penosa in cui viene a trovarsi il figlio prodigo aiuta a capire lo stato compassionevole dell'anima che si allontana da Dio col peccato.

Essa sciupa tutto il suo tesoro divino di grazia, di virtù e doni celesti che l'arricchiva come figlia di Dio. Il peccato la priva della sua dignità e libertà soprannaturale, la rende schiava del demonio, padrone tirannico che la costringe alla più umiliante schiavitù, beffandosi così di Dio, padre infinitamente buono che piange sulla sorte del figlio peccatore.

Come può un figlio cristiano non lasciarsi commuovere dalla bontà infinita di Dio che l'attende nel dolore, lieto di ristabilirlo nella sua dignità filiale e divina, rivestendolo del vestito più bello, simbolo della grazia e cioé della sua vita e della sua amicizia? Un padre pronto al perdono, il quale non solo dimentica l'offesa, ma ne fa occasione di un amore più grande, di una festa gioiosa di famiglia?

Preghiera dell'anima commossa

Dal Salmo 114

Amo il Signore perché ascolta il grido della mia preghiera.

Verso di me ha teso l'orecchio nel giorno in cui lo invocavo.

Mi opprimevano tristezza e angoscia e ho invocato il nome del Signore: "Ti prego, Signore, salvami".

Buono e giusto è il Signore, il nostro Dio è misericordioso.

Il Signore protegge gli umili: ero misero ed egli mi ha salvato.

Ritorna anima mia alla tua pace, perché il Signore ti ha beneficato; egli mi ha sottratto alla morte, ha liberato i miei occhi dalle lacrime.

Camminerò alla presenza del Signore sulla terra dei viventi.

 

Mio Dio io spero nel tuo amore "Se riconosciamo i nostri peccati, egli che è fedele e giusto ci perdonerà i peccati e ci purificherà da ogni colpa" (1 Giovanni 1, 9).

 

8. Dio mi ama perché lo ami

Dal Salmo 41

Come la cerva anela ai corsi d'acqua, così l'anima mia anela a te, o Dio.

L'anima mia ha sete di Dio, del Dio vivente: quando verrò e vedrò il volto di Dio?

Perché ti rattristi, anima mia, perché su di me gemi?

Spera in Dio: ancora potrò lodarlo, lui, salvezza del mio volto e mio Dio.

Di giorno il Signore mi dona la sua grazia, di notte per lui innalzo il mio canto: la mia preghiera al Dio vivente.

Maria Maddalena una grande anima in cerca di Dio

La peccatrice pentita

Uno dei farisei invitò Gesù a mangiare da lui. Egli entrò nella casa del fariseo e si mise a tavola. Ed ecco una donna, una peccatrice di quella città, saputo che si trovava nella casa del fariseo, venne con un vasetto d'olio profumato; e fermatasi dietro si rannicchiò piangendo ai piedi di lui e cominciò a bagnarli di lacrime, poi li asciugava con i suoi capelli e li cospargeva di olio profumato.

A quella vista il fariseo che l'aveva invitato pensò tra sè: "Se costui fosse un profeta, saprebbe chi è e che specie di donna è colei che lo tocca". Gesù allora gli disse: "Simone, ho una cosa da dirti". Ed egli: "Maestro, di' pure". "Un creditore aveva due debitori: l'uno gli doveva cinquecento denari, l'altro cinquanta.

Non avendo essi da restituire, condonò il debito a tutti e due. Chi dunque di loro lo amerà di più?". Simone rispose: "Suppongo quello a cui ha condonato di più".

Gli disse Gesù: "Hai giudicato bene". E volgendosi verso la donna, disse a Simone: "Vedi questa donna? Sono entrato nella tua casa e tu non m'hai dato l'acqua per i miei piedi; lei invece mi ha bagnato i piedi con le lacrime e li ha asciugati con i suoi capelli. Tu non mi hai dato un bacio, lei invece da quando sono entrato non ha cessato di baciarmi i piedi. Tu non mi hai cosparso il capo di olio profumato, ma lei mi ha cosparso di profumo i piedi. Per questo ti dico: le sono perdonati i suoi peccati, poiché ha molto amato. Invece quello a cui si perdona poco, ama poco".

Poi disse a lei: "Ti sono perdonati i tuoi peccati". Allora i commensali cominciarono a dire tra sé: "Chi è quest'uomo che perdona anche i peccati )'. Ma egli disse alla donna: "La tua fede ti ha salvata; va' in pace!" (Luca 7, 36 50).

Da peccatrice a discepola di Gesù

Luca 8, 1 3 "In seguito Gesù se ne andava per le città e i villaggi, predicando e annunziando la buona novella del regno di Dio.

C'erano con lui i Dodici e alcune donne che erano state guarite da spiriti cattivi e da infermità: Maria di Magdala, dalla quale erano usciti sette demoni, Giovanna, moglie di Cusa, amministratore di Erode, Susanna e molte altre, che li assistevano con i loro beni.

Nota. Maria Maddalena della quale si parla più volte nel Vangelo è la sorella di Marta e di Lazzaro. I sette demoni indicano una ossessione diabolica fortissima dalla quale l'aveva liberata Gesù: nulla è impossibile a Dio.

Riflessione

Maria Maddalena che ha trovato in Gesù il vero, divino amore di cui la sua grande anima era assetata, più non lo lascerà.

Il Vangelo ce la ricorda ancora a Betania, nella sua casa ospitale, seduta ai piedi di Gesù, avida di ascoltare le parole divine che uscivano dalla sua bocca (cfr Lc 10, 38 42). E poi sul Calvario, presente alla morte del Salvatore, fra le poche anime rimastegli fedeli fino alla fine: "Stavano presso la croce di Gesù, sua Madre, la sorella di sua Madre, Maria di Cleofa, e Maria di Magdala" (Giovanni 19, 25).

Messaggera di Gesù risorto

Maria Maddalena, con il suo fedelissimo amore a Cristo, meritò di essere la prima a vederlo risorto e di essere da Lui incaricata di annunciare la sua risurrezione agli apostoli. Ascoltiamo ancora il Vangelo: "Nel giorno dopo il sabato, Maria di Magdala si recò al sepolcro di buon mattino, quand'era ancora buio, e vide che la pietra era stata ribaltata dal sepolcro. Corse allora e andò da Simon Pietro e dall'altro discepolo, quello che Gesù amava, e disse loro: "Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l'hanno posto!".

Usci allora Simon Pietro insieme all'altro discepolo, e si recarono al sepolcro ... Essi infatti non avevano ancora compreso la Scrittura, che Gesù doveva risuscitare dai morti. I discepoli intanto se ne ritornarono di nuovo a casa.

Maria invece stava all'esterno vicino al sepolcro e piangeva. Mentre piangeva, si chinò verso il sepolcro e vide due angeli in bianche vesti, seduti l'uno dalla parte del capo e l'altro dei piedi, dove era stato posto il corpo di Gesù.

Ed essi le dissero: "Donna perché piangi?". Rispose loro: "Hanno portato via il mio Signore e non so dove lo hanno posto". Detto questo, si voltò indietro e vide Gesù che stava li in piedi; ma non sapeva che era Gesù. Le disse Gesù: "Donna perché piangi? Chi cerchi?". Essa, pensando che fosse il custode del giardino, gli disse: "Signore, se l'hai portato via tu, dimmi dove lo hai posto e io andrò a prenderlo".

Evidentemente Gesù, per evitarle una emozione troppo grande, si dà a conoscere gradatamente, preparandola alla rivelazione di sé con una fede più viva e un amore crescente.

Gesù le disse: "Maria!". Essa allora voltatasi verso di lui, gli disse in ebraico: "Rabbunì!", che significa: Maestro! Gesù le disse: "Non mi trattenere, perché non sono ancora salito al Padre; ma va' dai miei fratelli e di'loro: Io salgo al Padre mio e Padre vostro, Dio mio e Dio vostro".

Maria di Magdala andò subito ad annunziare ai discepoli: "Ho visto il Signore" e anche ciò che le aveva detto" (Gv 20, 1 18).

Riflessione

Il Vangelo fa notare che i discepoli, dopo aver visto il sepolcro vuoto, se ne tornano di nuovo a casa, mentre Maria Maddalena vi rimase in cerca di Gesù.

"In questo fatto dobbiamo considerare quanta forza d'amore aveva invaso l'anima di questa donna che non si staccava dal sepolcro del Signore, anche dopo che i discepoli se ne erano allontanati. Cercava colui che non aveva trovato, piangeva in questa ricerca e, accesa di vivo amore per lui, ardeva di desiderio, pensando che fosse stato trafugato.

Accadde perciò che poté vederlo essa sola che era rimasta per cercarlo. Cercò dunque una prima volta, ma non trovò; perseverò nel cercare, e le fu dato di trovare. I santi desideri crescono col protrarsi.

"Gesù le disse:"Maria!": la chiama per nome, come se volesse dire: Riconosci colui dal quale sei riconosciuta. Io ti conosco non come si conosce una persona qualunque, ma in modo del tutto speciale". Maria, dunque, chiamata per nome, riconosce il Creatore e subito grida: "Rabbum, cioé "Maestro"; era lui che ella cercava all'esterno, ed era ancora lui che la guidava interiormente nella ricerca". (S. Gregorio Magno, papa).

La preghiera dell'anima assetata di Dio

Dal Salmo 62

O Dio, tu sei il mio Dio, all'aurora ti cerco, di te ha sete l'anima mia, a te anela la mia carne, come terra assetata, arida, senz'acqua.

Così nel santuario ti ho cercato, per contemplare la tua potenza e la tua gloria.

oiché la tua grazia vale più della vita, le mie labbra diranno la tua lode.

Così ti benedirò finché io viva, nel tuo nome alzerò le mie mani, mi sazierò come a lauto convito, e con voci di gioia ti loderà la mia bocca.

 

Mio Dio io spero nel tuo amore "Colui che viene a me, non lo respingerò, perché sono disceso dal cielo non per fare la mia volontà, ma la volontà di colui che mi ha mandato. E questa è la volontà di colui che mi ha mandato, che io non perda nulla di quanto egli mi ha dato, ma lo risusciti nell'ultimo giorno" (Giovanni 6,3839).

 

9. Dio mi ama per farmi eternamente felice

Dal Salmo 26

Il Signore è mia luce e mia salvezza, di chi avrò paura?

Il Signore è difesa della mia vita, di chi avrò timore?

Ascolta, Signore, la mia voce.

Io grido: abbi pietà di me! Rispondimi.

Di te ha detto il mio cuore: "Cercate il suo volto "; il tuo volto, Signore, io cerco.

Una cosa ho chiesto al Signore, questa sola io cerco: abitare nella casa del Signore tutti i giorni della mia vita, per gustare la dolcezza del Signore ed ammirare il suo santuario.

Sono certo di contemplare la bontà del Signore nella terra dei viventi.

Spera nel Signore, sii forte, si rinfranchi il tuo cuore e spera nel Signore.

Il "buon ladrone"

"Venivano condotti al Calvario insieme con Gesù due malfattori per essere giustiziati. Quando giunsero al luogo detto Cranio, là crocifissero lui e i due malfattori, uno a destra e l'altro a sinistra. Il popolo stava a vedere, i capi invece lo schernivano dicendo: "Ha salvato gli altri, salvi se stesso, se è il Cristo di Dio, il suo eletto".

Uno dei malfattori appesi alla croce lo insultava: "Non sei tu il Cristo? Salva te stesso e anche noi!". Ma l'altro lo rimproverava: "Neanche tu hai timore di Dio e sei dannato alla stessa pena? Noi giustamente, perché riceviamo il giusto per le nostre azioni, egli invece non ha fatto nulla di male". E aggiunse: "Gesù, ricordati di me quando entrerai nel tuo regno". Gli rispose: "In verità ti dico, oggi sarai con me nel paradiso" (Luca 23, 33 43).

Riflessione

"Oggi sarai con me nel paradiso". Che cos'è il Paradiso? è la partecipazione eterna (senza fine!!) alla vita trinitaria di Dio, quindi alla sua stessa felicità, nella conoscenza, nell'amore, nel possesso di tutto. Il Vangelo ci insegna che avremo questa felicità nella misura dell'amore che abbiamo dato a Dio sulla terra, obbedendo ai suoi dieci comandamenti e imitando la vita di Gesù. Assicuriamoci il Paradiso! Anche se ci restasse come al buon ladrone , una sola ora di vita, diamola a Lui nella confidenza e nell'amore; procuriamoci un bel Paradiso, per poter dare a Dio una lode più grande e maggiormente godere del suo amore; aiutiamo tanti fratelli a raggiungere la felicità del Paradiso, con la nostra preghiera e i nostri sacrifici: ne avremo la riconoscenza e l'amore eterno. Sono queste le vere conquiste, divine ed eterne!

Preghiera dell'anima salvata

Dal Salmo 144

O Dio, mio re, voglio esaltarti e benedire il tuo nome in eterno e per sempre.

Grande è il Signore e degno di ogni lode, la sua grandezza non si può misurare.

Paziente e misericordioso è il Signore, lento all'ira e ricco di grazia.

Buono è il Signore verso tutti, la sua tenerezza si espande su tutte le creature.

Il Signore sostiene quelli che vacillano e rialza chiunque è caduto.

Il Signore è vicino a quanti lo invocano, a quanti lo cercano con cuore sincero.

Appaga il desiderio di quelli che lo temono, ascolta il loro grido e li salva.

Il Signore protegge quanti lo amano. Canti la mia bocca la lode del Signore, in eterno e per sempre.

 

Mio Dio, io spero nel tuo amore "Noi ci vantiamo anche nelle tribolazioni, ben sapendo che la tribolazione produce pazienza, la pazienza una virtù provata e la virtù provata la speranza. La speranza poi non delude, perché l'amore di Dio è riservato nei nostri cuori" (Rm 5, 3 5).

 

10. Dio mi ama perché io imiti il suo amore

Dal Salmo 29

Ti esalterò, Signore, perché mi hai liberato e su di me non hai lasciato esultare i nemici.

Cantate inni al Signore, o suoi fedeli, rendete grazie al suo santo nome, perché la sua collera dura un istante, la sua bontà per tutta la vita.

Alla sera sopraggiunge il pianto e al mattino ecco la gioia.

Nella mia prosperità ho detto: "Nulla mi farà vacillare!".

Nella tua bontà, Signore, mi hai posto su un monte sicuro; ma quando hai nascosto il tuo volto, io sono stato turbato.

Pietro, il primo vicario di Gesù misericordioso

Il prescelto di Cristo

Fin dal primo incontro con Gesù si evidenzia la sua futura elezione a primo Papa: "Tu sei Simone, figlio di Giovanni, gli dice il Signore: ti chiamerai Cefa che vuol dire Pietro" (Gv 1, 41 42). Gesù vuol fare di lui la pietra fondamentale della sua Chiesa.

Al terzo anno della vita pubblica, Gesù manifesterà apertamente la sua volontà nei pressi della città di Cesarea: Pietro ha riconosciuto in Gesù il Figlio di Dio, e Gesù lo proclama capo della sua Chiesa: "Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa. A te darò le chiavi del regno dei cieli... tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli" (cfr Mt 16, 13 20).

La prova durissima dell'apostolo

Nell'ultima Cena, prima di incominciare la sua passione, Gesù preannunzia il tradimento di Giuda e l'abbandono degli apostoli. Pietro non può e non vuole credere che lui, tanto amato dal Maestro divino, l'abbia ad abbandonare vilmente... e protesta decisamente: "Anche se tutti dovessero abbandonarti, io non lo farò!". E Gesù a lui: "Proprio tu, in questa stessa notte, prima che il gallo canti due volte, mi rinnegherai tre volte" (Mc 14, 27 31). Gesù ancora gli conferma la caduta e gliene assicura il perdono: "Ho pregato per te, che non venga meno la tua fede; e tu, una volta ravveduto, conferma i tuoi fratelli" (Lc 22, 32). Dopo una notte d'agonia dolorosissima nel Getzémani, Gesù catturato dai suoi nemici capeggiati da Giuda, è condotto al tribunale giudaico. Pietro smarrito, lo segue da lontano e messo alla prova lo rinnega per tre volte, imprecando e giurando: "Non conosco quell'uomo!". Canta il gallo, Gesù si volge e guarda il suo apostolo. Pietro rientra in sé, ricorda le parole del Signore; scoppia in pianto ed esce dal Sinedrio. (cfr Lc 22, 54 62).

Pietro perdonato e ministro di perdono

Siamo al lago di Genezaret; Gesù risorto appare per la terza volta ai suoi apostoli che stanno pescando; con un miracolo procura loro una pesca prodigiosa: cento cinquanta tre grossi pesci! Mangiano insieme il pesce arrostito, poi Gesù si rivolge per tre volte all'apostolo pieno di confusione per il suo triplice rinnegamento, e gli domanda: "Simone di Giovanni, mi vuoi bene più di costoro?". (Notiamo la bontà del Signore che lo chiama ancora con il suo primo nome,come nel primo incontro). Pietro ricorda con dolore il suo peccato ed umilmente, con tutta la sincerità del suo cuore, gli risponde: "Signore, tu sai tutto, tu sai che ti voglio bene" (Gv 21); Gesù con divina benevolenza gli riconferma definitivamente il suo primato su tutta la Chiesa: "Pasci le mie pecorelle e pasci i miei agnelli". La Chiesa ha così il suo primo Papa, Vicario di Cristo, il Buon Pastore, venuto dal Cielo a portarci il perdono di Dio.

"Perdona settanta volte sette"

Gesù aveva insegnato come comportarsi con chi cade nel peccato e Pietro desideroso di praticare il perdono come piace alla misericordia divina, gli domandò: "Signore, quante volte dovrò perdonare al mio fratello, se pecca contro di me? Fino a sette volte? Gesù gli rispose: "Non ti dico fino a sette volte, ma fino a settanta volte sette" (cfr. Mt 18, 15 22). Espressione che significa: perdona sempre, imitando il tuo Salvatore che per lavare le vostre anime dal peccato ha versato il suo sangue divino fino all'ultima goccia del cuore. Gesù nella sua prima apparizione di risorto, ha dato agli apostoli lo Spirito Santo, il suo amore, che nel perdono all'uomo peccatore ha toccato il suo fondo divino. Crediamo al suo amore!

Preghiera dell'anima che ha sperimentato la misericordia

Dal Salmo 144

O Dio, mio re, voglio esaltarti, e benedire il tuo nome in eterno e per sempre.

Grande è il Signore e degno d'ogni lode, la sua grandezza non si può misurare.

Paziente e misericordioso è il Signore, lento all'ira e ricco di grazia.

Buono è il Signore verso tutti, la sua tenerezza si spande su tutte le creature.

Il Signore sostiene quelli che vacillano e rialza chiunque è caduto.

Canti la mia bocca la lode del Signore e ogni vivente benedica il suo nome santo, in eterno e per sempre.

 

Mio Dio, io spero nel tuo amore "Siate misericordiosi, come è misericordioso il Padre vostro. Perdonate e vi sarà perdonato, date e vi sarà dato; una buona misura, pigiata, scossa e traboccante vi sarà versata nel grembo, perché con la misura con cui misurate, sarà misurato a voi in cambio" (Luca 6, 36 38).

Riflessione

La malizia del peccato

Nessuno mai sarà capace di comprenderla. è un'offesa fatta a Dio, al suo amore infinito! "Se vogliamo sapere ciò che Dio pensa del peccato, guardiamo Gesù nella sua passione. Quando vediamo Dio colpire il Figlio suo, che ama infinitamente, con la morte sulla croce, noi possiamo comprendere che cosa sia il peccato agli occhi di Dio. Oh! se potessimo comprendere, nella preghiera, che durante tre ore Gesù ha gridato a suo Padre: "Se è possibile, Padre, che questo calice si allontani da me", e che la risposta del Padre è stata "No!"; e se potessimo comprendere che Gesù ha dovuto pagare il suo debito fino all'ultima goccia del suo sangue, e che, "malgrado le sue grida e lacrime" (Ebrei, 5, 7), Dio non l'ha risparmiato; se potessimo capire questo, noi avremmo un santo orrore del peccato. Quale rivelazione del peccato è questo cumulo di obbrobri, di oltraggi e di umiliazioni, da cui Gesù è stato sopraffatto! Come doveva essere necessariamente potente l'odio di Dio per il peccato perché colpisse così Gesù senza misura, perché lo schiacciasse sotto la sofferenza e l'ignominia!

"L'anima che commette deliberatamente il peccato, porta la sua parte ai dolori e agli oltraggi che pesano terribilmente su Cristo. Essa ha versato e versa la sua amarezza nel calice presentato a Gesù durante l'agonia" (C. Marmion).

O Gesù, inchiodato alla croce, tu sei il pontefice santo, immacolato, la vittima innocente e senza macchia: con che coraggio potrò io continuare a farti soffrire? No, Gesù!

Impariamo da Gesù a perdonare

"Maltrattato si lasciò umiliare e non apri la sua bocca; era come un agnello condotto al macello, come pecora muta di fronte ai suoi tosatori, e non aprì la sua bocca" (Isaia 53, 7).

"Chi al sentire quella voce meravigliosa piena di dolcezza, piena di carità, piena di inalterabile pacatezza: "Padre, perdonali" non abbraccerebbe subito i suoi nemici con tutto l'affetto? "Padre, dice, perdonali".

"Che cosa si poteva aggiungere di dolcezza, di carità ad una sifatta preghiera? Tuttavia egli aggiunse qualcosa. Gli sembrò poco pregare, volle anche scusare. "Padre, disse, perdonali, perché non sanno quello che fanno". E invero sono grandi peccatori, ma poveri conoscitori. Perciò: "Padre, perdonali" (S. Aelredo, abate).

Preghiera dell'anima che desidera il perdono

Dal Vangelo di Matteo 6, 9 13

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome; venga il tuo regno; sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano, e rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori, e non ci indurre in tentazione, ma liberaci dal male.

Mio Dio io spero nel tuo amore "Egli portò i nostri peccati nel suo corpo sul legno della croce, perché non vivendo più per il peccato, vivessimo per la giustizia; dalle sue piaghe siete stati guariti. Eravate erranti come pecore, ma ora siete tornati al pastore e guardiano delle nostre anime" 0 Pietro 2, 24 25).

 

PARTE TERZA

DIO PERDONA

PERCHE IO CREDA AL SUO AMORE

"Noi abbiamo creduto all'amore che Dio ha per noi" (1 Giovanni 4, 16).

12. Dio ama l'anima sincera

Ascoltiamo la Bibbia (ITm 1, 13 16)

Mi è stata usata misericordia, perché agivo senza saperlo, lontano dalla fede;

così la grazia del Signore nostro ha sovrabbondato insieme alla fede e alla carità che è Cristo Gesù. Cristo è venuto nel mondo per salvare i peccatori e di questi il primo sono io.

Ma appunto per questo ho ottenuto misericordia, perché Gesù Cristo ha voluto dimostrare in me, per primo, tutta la sua magnanimità, a esempio di quanti avrebbero creduto in lui, per avere la vita eterna.

San Paolo il più grande convertito

L'ora di Dio

Saulo, ebreo di religione, accanito sostenitore del giudaismo e per questo, violento persecutore dei primi cristiani, era partito da Gerusalemme alla volta di Damasco per imprigionarne quanti poteva e condurli davanti al tribunale ebraico.

Mentre era in viaggio e si avvicinava a Damasco all'improvviso lo avvolse una luce dal cielo e cadendo a terra udii una voce che gli diceva: "Saulo, Saulo, perché mi perseguiti?". Rispose: "Chi sei, o Signore?". E la voce: "Io sono Gesù, che tu perseguiti! Orsù, alzati ed entra nella città e ti sarà detto ciò che devi fare". Gli uomini che facevano il cammino con lui si erano fermati ammutoliti, sentendo la voce ma non vedendo nessuno.

Saulo si alzò da terra ma, aperti gli occhi, non vedeva nulla. Così, guidandolo per mano, lo condussero a Damasco, dove rimase tre giorni senza vedere e senza prendere né cibo né bevanda.

Il Signore, in una visione, fece conoscere l'accaduto ad un suo discepolo di nome Anania e lo inviò a Saulo, perché gli imponesse le mani e potesse ricuperare la vista ed anche a Saulo mandò la stessa visione.

Anania andò, entrò nella casa dove era stato ospitato, gli impose le mani e gli disse: "Saulo, fratello mio, mi ha mandato a te il Signore Gesù, che ti è apparso sulla via per la quale venivi, perché tu riacquisti la vista e sia colmo di Spirito Santo". E improvvisamente gli cadderò dagli occhi come delle squame e ricuperò la vista; fu subito battezzato, poi prese cibo e le forze gli ritornarono (cfr. At 17).

Da persecutore ad apostolo

Con la vista Saulo acquista la fede in Cristo: una luce divina, straordinaria, con la quale penetra profondamente nel suo mistero e fa di lui il maestro e l'apostolo dei popoli pagani. "Le Lettere e gli Atti ci tracciano un ritratto impressionante della personalità dell'apostolo.

Paolo è un appassionato, un'anima di fuoco che si consacra senza riserve a un ideale. E tale ideale è essenzialmente religioso. Per lui Dio è tutto ed egli lo serve con una lealtà assoluta, predicando Cristo non appena ha compreso che solo in lui c'è salvezza.

Questo zelo incondizionato si traduce in una vita di totale abnegazione al servizio di Colui che ama. Travagli, fatiche, sofferenze, privazioni, pericoli di morte, nulla conta ai suoi occhi dal momento che adempie la missione di cui si sente responsabile. Nulla di tutto questo potrebbe separarlo dall'amore di Dio e di Cristo; o piuttosto tutto questo è prezioso perché lo conforma alla passione e alla croce del suo Signore.

Il sentimento della sua singolare elezione fa sorgere in lui ambizioni immense. Quando si attribuisce la preoccupazione di tutte le chiese, quando dichiara d'aver lavorato più degli altri, quando domanda ai suoi fedeli di imitarlo, questo non è orgoglio, ma la fierezza legittima e profondamentale umile di un santo: egli si riconosce l'ultimo di tutti lui il persecutore e attribuisce unicamente alla grazia di Dio le grandi cose che si compiono per mezzo suo" (Bibbia di Gerusalemme).

San Paolo termina la sua vita con il martirio, decapitato a Roma, nella persecuzione di Nerone, l'anno 67.

Preghiera dell'anima che ha conosciuto Gesù (S. Agostino)

Tu sei il Cristo, il mio padre santo, il mio Dio misericordioso, il mio grande re.

Sei il mio buon pastore, il mio unico maestro, il mio migliore aiuto.

Sei il mio amore bellissimo, il mio pane vivo, il mio sacerdote per sempre.

Sei la mia guida alla patria, la mia luce vera, la mia dolcezza santa.

Sei la mia strada diritta, la mia fulgida sapienza, la mia limpida semplicità.

Sei la mia concordia pacifica, la mia sicura protezione, la mia preziosa eredità, la mia salvezza eterna...

Cristo Gesù, amabile Signore! Perché ho amato, perché ho bramato in tutta la mia vita altra cosa fuori di te, Gesù mio Dio?

Dov'ero quando non pensavo a te?

O voi tutti miei desideri, da questo momento ardete e confluite nel Signore Gesù.

Correte, già troppo indugiaste!

Affrettatevi verso il traguardo cui tendete, cercate davvero colui che cercate!

O Gesù! Chi non ti ama sia anàtema!

Chi non ti ama sia saziato di amarezze...

Gesù dolce, ogni cuore buono e incline alle tue lodi ti ami, in te si diletti, di te si stupisca!

Dio del mio cuore e mia eredità, Cristo Gesù! Venga meno il mio cuore dentro di me e sii tu a vivere in me.

Si accenda nel mio spirito la fiamma viva del tuo amore, e divampi in un incendio!

Arda sempre sull'altare del mio cuore, bruci nel mio intimo, avvampi le fibre più nascoste della mia anima.

Nel giorno della mia morte sia trovato consumato dall'amore verso di te. Amen.

 

Mio Dio, ti voglio amare "Chi ci separerà dall'amore di Cristo? Forse la tribolazione, l'angoscia, la persecuzione, la fame, la nudità, il pericolo, la spada? In tutte queste cose noi siamo più che vincitori per virtù di colui che ci ha amati" (Romani 8, 35 37).

 

13. Dio ama l'anima che ha sete di verità

Ascoltiamo la Bibbia (Gv 8, 12; 3, 17 21)

Dice Gesù: "Io sono la luce del mondo; chi segue me non cammina nelle tenebre, ma avrà la luce della vita.

Dio ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non muoia, ma abbia la vita eterna. Chi crede in lui non sarà condannato; ma chi non crede è già stato condannato. E il giudizio è questo: la luce è venuta nel mondo, ma gli uomini hanno preferito le tenebre alla luce, perché le loro opere erano malvage. Chiunque infatti fa il male, odia la luce e non viene alla luce, perché non siano svelate le sue opere. Ma chi opera la verità viene alla luce, perché appaia chiaramente che le sue opere sono state fatte in Dio".

Sant'Agostino: da eretico a vescovo e dottore della Chiesa

Sant'Agostino è uno dei più grandi pensatori dell'umanità. Nato a Tagaste nell'attuale Tunisia, l'anno 354, da un padre tutto pagano e da una madre profondamente cristiana, Santa Monica, esperimenta in se stesso in modo radicale la lotta fra la natura corrotta dal peccato e la vita divina portata a noi da Gesù Cristo.

Vittima della sensualità e dell'eresia manichea (questa eresia si fondava su due princìpi, il bene e il male, come se fossero ugualmente divini), il Santo percorre un lungo cammino di lotta che si conclude a Milano alla scuola del grande S. Ambrogio e con la lettura delle Lettere di S. Paolo.

Nel libro "Le Confessioni" Agostino ci parla della sua lotta interiore": "Inutilmente mi compiacevo, Signore della tua legge secondo l'uomo interiore, quando un'altra legge nelle mie membra lottava contro la legge del mio spirito e mi riportava prigioniero sotto la legge del peccato nelle mie membra... Chi mi avrebbe potuto liberare nella mia miseria da questo corpo mortale se non la tua grazia per mezzo di Gesù Cristo, nostro Signore?".

Convertito e battezzato a trentadue anni da S. Ambrogio, Agostino ritorna in veste di penitente in Africa, dov'è consacrato sacerdote e poi vescovo di Ippona, e trova nella sincera adesione alla verità cristiana e nella intensa attività pastorale la pace del cuore alla quale anelava il suo spirito tormentato dagli affetti terreni e dalla sete di verità: "Ci hai fatti per te, o Signore, e il nostro cuore non ha pace, finché non riposa in te".

Una conversione frutto di tante lacrime

La santità di Agostino è inseparabile dalla santità di Monica, sua madre: "Ella , scrive il Santo mi ha generato sia con la sua carne perché venissi alla luce del tempo, sia con il suo cuore, perché nascessi alla luce dell'eternità". Con le sue sublimi virtù cristiane converte a Dio prima il marito pagano e poi il figlio ribelle alla grazia.

Per lui pregò e pianse. Gli fu costantemente accanto, dolce e discreta, e per non perderlo di vista lo segui nelle varie peregrinazioni in Italia, a Roma e a Milano. "Non può essere che il figlio di tante lacrime si perda", le disse in sogno una misteriosa visione.

Morì ad Ostia, di ritorno da Milano. Nel suo libro "Le Confessioni" S. Agostino, ci fa conoscere il loro ultimo colloquio: "Avvenne che io e lei ci trovammo soli, appoggiati al davanzale della finestra, che dava sul giardino interno della casa dove alloggiavamo, a Ostia. Si parlava tra noi, con infinita dolcezza, dimenticando le cose passate e protendendoci verso le future, e si cercava insieme, in presenza della verità quale sarebbe stata l'eterna vita dei santi, vita che né occhio vide né orecchio udì, e che mai penetrò in cuore d'uomo".

"Figlio mio, per quanto mi riguarda, non c'è nulla che mi attragga in questa vita. Non so nemmeno che cosa faccia quaggiù, e perché ci sia ancora. Una sola cosa mi faceva desiderare di vivere ancora un poco: vederti cristiano prima di morire. Dio mi ha concesso più e meglio: vederti cioé disprezzare le gioie terrene e servire lui solo. Che cosa faccio qui ancora?".

Preghiera dell'anima che ha trovato Dio (S. Agostino)

Tardi ti ho amato, bellezza così antica e così nuova, tardi ti ho amato! Sì, perché tu eri dentro di me ed io fuori e là ti cercavo. Deforme, mi gettavo sulla bellezza delle creature. Eri con me, e io non ero con te. Mi tenevano lontano da te le tue creature, inesistenti se non esistessero in te.

Mi chiamasti, e il tuo grido sfondò la mia sordità. Balenasti, e il tuo splendore dissipò la mia cecità. Diffondesti la tua fragranza, e respirai e anelo verso di te. Guastai, e ho fame e sete. Mi toccasti, e arsi di desiderio della tua pace.

O Dio, padre della verità, padre della sapienza, padre della vera e somma vita, padre della beatitudine, padre del bene e del bello, padre della luce intelligibile, padre del nostro risveglio e della nostra illuminazione, padre della caparra mediante la quale siamo ammoniti di ritornare a te. Ti invoco.

Dio delle misericordie, aiuta chi studia e, in chi cerca la verità, accendi la luce interiore. lo ti cerco, o Padre, non affermo. Ma tu, o Dio, vigila sui miei passi e guidami.

Ma come ti cerco, o Signore? Cercando te, Dio mio, io cerco la felicità della mia vita. Ti cercherò dunque perché l'anima mia viva, poiché l'anima mia vive di te.

 

14. Dio ama l'anima che fa di lui il suo tesoro

Ascoltiamo la Bibbia (Mt 13, 43 46)

Il regno dei cieli è simile a un tesoro nascosto in un campo; un uomo lo trova e lo nasconde di nuovo, poi va, pieno di gioia, e vende tutti i suoi averi e compra quel campo.

Il regno dei cieli è simile a un mercante che va in cerca di perle preziose; trovata una perla di grande valore, va, vende tutti i suoi averi e la compra ".

"Chiunque di voi non rinunzia a tutti i suoi averi, non può essere mio discepolo ".

S. Francesco D'Assisi: da mercante di stoffe a seguace di Cristo

Prima conversione

Nato nel 1182 ad Assisi, città mercantile, da un padre mercante, Francesco amava insieme al denaro le allegre compagnie e spendeva con una certa prodigalità le ricchezze paterne.

Il Signore lo provò con lunghe malattie e, trovandosi una volta in fin di vita, comprese quanto poco aveva fatto per la vita eterna, alla quale Dio stava per chiamarlo...

Conversione perfetta

Si diede quindi ad una vita più intensa di preghiera e di carità ed entrato un giorno nella chiesa di S. Damiano, sentì una voce che proveniva dal crocifisso: "Francesco, va e ripara la mia Chiesa che va in rovina". Credendo si trattasse di quella chiesa che stava andando in sfacelo, si procurò una forte somma di denaro con la vendita di stoffe e anche del cavallo e la portò al parroco. Questo fatto lo fece entrare in forte conflitto col padre, il quale non esitò a condurlo davanti al vescovo perché rinunciasse pubblicamente a tutti i beni paterni.

Francesco, senza esitare un istante si spogliò di tutte le sue vesti e le restituì al padre. Si scoprì allora che il giovane, sotto gli abiti delicati, portava il cilicio attorno alla carne; diede gli abiti al padre dicendo: "Fino ad ora ho chiamato te padre sulla terra, ma da adesso posso dire in tutta sincerità: Padre nostro, che sei nei cieli, presso il quale ho riposto ogni tesoro e ho collocato ogni fiducia ed ogni speranza".

Povertà estrema

Vestito di un saio offertogli da un amico, diede inizio alla sua predicazione evangelica, per imitare fedelmente Gesù Cristo che volle nascere povero in una stalla e non volle possedere neppure una pietra su cui posare il capo.

Considerando la povertà caratteristica del Figlio di Dio e ormai sconosciuta da quasi tutti gli uomini, il Poverello d'Assisi propose di aderire ad essa con indissolubile amore, come ad una sposa ideale "Madonna (signora) Povertà", rinunciando letteralmente ad ogni creatura per trovare nel Creatore tutto il suo bene: MIO DIO, MIO TUTTO, è stato l'ideale della vita, dal quale deriva il saluto "pace e bene" proprio della grande Famiglia francescana.

La sua vita di imitazione di Gesù povero, tutta protesa a compiere la volontà di Dio, lo conduce ad una conformazione e trasformazione tale che "da Cristo prese l'ultimo sigillo", come dice Dante (Paradiso, 11, v; 107): "portare le stimmate della Passione nel suo corpo" (cfr. Ga 6, 17).

Pochi uomini hanno avuto tanto influsso nella società del loro tempo e oltre, come Francesco. La sua visione ottimistica della creazione, espressa nel Cantico di frate sole, il suo amore per "Madonna Povertà", il suo spirito evangelico profondamente innovatore e riformatore in piena adesione alla Chiesa, sono messaggi vivi anche per il mondo attuale.

Preghiera dell'anima che ha conosciuto Dio (dal Cantico delle creature)

Altissimo, onnipotente, bon Signore, tue so' le laude, la gloria et l'honore et onne benedictione.

A te solo, Altissimo, se konfanno et nullo homo ene digno te mentovare.

Laudato sì, mi' Signore, per sora nostra matre terra, la quale ne sustenta et governa, et produce diversi fructi con coloriti fiori et herba. Laudato si', mi' Signore,

per quelli ke perdonano per lo tuo amore, et sostengon infirmitate et tribulatione. Beati quelli ke le sosterranno in pace ka da te, Altissimo, saranno incoronati. Laudato si', mi' Signore, per sora nostra morte corporale, da la quale nullo homo vivente pò skappare. Guai a quelli ke morranno ne le peccata mortali; beati quelli ke trovarà ne le tue sanctissime voluntati, ka la morte secunda (l'inferno) nol farà male. Laudate et benedicete mi' Signore et rengratiate

et servitelo cum grande humilitate.

 

"Mio Dio. ti voglio amare Tutto ormai reputo una perdita di fronte alla sublimità della conoscenza di Cristo Gesù, mio Signore, per il quale ho lasciato perdere tutte queste cose e le considero come spazzatura, al fine di guadagnare Cristo e di essere trovato in lui" (Filippesi, 3, 8 9).

 

15. Dio ama l'anima che si abbassa

Ascoltiamo la Bibbia (Mt 18, 1 4)

I discepoli si avvicinarono a Gesù e gli dissero: "Chi dunque è il più grande nel regno dei cieli?". Allora Gesù chiamò a sé un bambino, lo pose nel mezzo a loro e disse: "In verità vi dico: se non vi convertirete e non diventerete come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli. Perciò chiunque diventerà piccolo come questo bambino, sarà il più grande nel regno dei cieli".

Carlo de Foucauld: la mia vocazione è "discendere"

L'ufficiale gaudente

Figlio di nobile e ricchissima famiglia francese, Carlo rimane orfano di padre e di madre fin dall'infanzia; il tutore a cui è affidato non ha su di lui alcuna autorità. Ha a sua disposizione una gran quantità di denaro che sperpera egoisticamente.

Dopo gli studi liceali entra nella scuola militare, ma la vita dissipata continua come prima. Assegnato come sotto tenente al 4° reggimento Ussari è destinato in Algeria da dove viene licenziato per condotta sregolata.

Vi sono però in lui possibilità meravigliose di intelligenza e di cuore: bisogna che qualcosa di eccezionale le risvegli; più nessuno allora potrà fermarlo. Una sua cugina, madame Bondy, ha questa fiducia e gli è vicina con la preghiera.

Alla scuola del deserto e dell'Islam

Mentre sta oziando in Francia, il suo reggimento è impegnato in Africa per domare una ribellione di indigeni. Il senso del dovere lo fa reagire. Ritornato in Algeria, rivela insospettate capacità di soldato e di comandante. Nasce in lui "la vocazione

sahariana". Lascia l'esercito e diviene esploratore: vestito da mercante ebreo, con la guida di un rabbino, percorre il Marocco, affrontando disagi e pericoli di ogni genere, redige un importante volume "Esplorazione nel Marocco" che ottiene un premio dall'Accademia di Francia.

Il deserto ha lasciato in lui un'impressione salutare, profonda, una vera rivelazione di Dio: "E là, scriverà più tardi, che si fa il vuoto in se stessi, che si caccia da sé tutto ciò che non è Dio, per lasciare tutto il posto a Dio solo".

Ugualmente decisiva è per lui la religiosità dell' Islam: la continua invocazione ad Allah; quegli uomini cinque volte al giorno prostrati verso oriente... lo gettarono in una profonda inquietudine: 'E io non ho religione! Mio Dio, se esisti fa' che io ti conosca!". Ritorna in Francia, l'incontro con l'abate Huvelin, esperto conoscitore di anime, lo mette decisamente sulla via di Dio: "La mia vocazione religiosa data dallo stesso istante in cui riacquistai la fede".

Entra in una Trappa, è inviato a Roma per gli studi teologici, a quarantadue anni è sacerdote in cerca delle anime più abbandonate, più dimenticate, nel Sahara.

Vive in una povertà totale, tra i più poveri, offrendo loro i più umili servizi. Ha scelto a imitazione di Cristo, l'ultimo posto e vi rimane fedele. Ha una corrispondenza epistolare attivissima; prega e scrive e ciò che più l'assilla è dare alla sua vita di fratello universale una continuità evangelica, universale, per la quale ha elaborato una "Regola", modellata sulla sua vita. Viene ucciso a tradimento con una fucilata e sepolto nella nuda terra.

I frutti del chicco evangelico

Fatto unico negli annali della chiesa, questo solitario, venti anni dopo la sua morte, è diventato il fondatore di un nuovo ordine religioso. Oggi, almeno cinque congregazioni, che raggruppano all'incirca duemila persone tra uomini e donne, vivono già la vita dei piccoli fratelli e delle piccole sorelle nei cinque continenti. Le "fraternità" di padre de Foucauld, presenti e operanti nel mondo, sono alla ricerca dei più poveri. Di ogni ambiente, senza distinzione di colore, di religione, di classe sociale. Con tutta evidenza egli è stato un pioniere nella Chiesa di Cristo che si trova oggi ad affrontare il problema della evangelizzazione in una società sempre più senza frontiere, bisognosa in cerca di pane, ma anche e soprattutto della verità e dell'amore che Cristo solo può dare.

Preghiera dell'anima che ha scoperto la paternità di Dio (Padre de Foucauld)

Padre mio, io mi abbandono a Te, fa' di me ciò che più ti piacerà. Qualunque cosa Tu disponga di me, io ti ringrazio. Sono disposto a tutto; accetto tutto, purché la Tua volontà si faccia in me e in tutte le Tue creature; mio Dio, non desidero altro. Metto la mia anima nelle Tue mani, Te la do con tutto l'amore di cui è capace il mio cuore, perché io Ti amo, e l'amore mi spinge a donarmi, a mettermi nelle Tue mani senza riserva alcuna, con una fiducia sconfinata, perché Tu sei il mio Padre. Amen.

 

Mio Dio. ti voglio amare "Chi è più grande tra voi diventi come il più piccolo e chi governa come colui che serve. Infatti chi è più grande, chi sta a tavola o chi serve? Non è forse colui che sta a tavola? Eppure io sono in mezzo a voi come colui che serve" (Luca 22, 2627).

 

16. Dio ama l'anima che crede alla sua misericordia

Ascoltiamo la Bibbia (Mt 11, 25 30)

Gesù disse: "Ti benedico, o Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai tenute nascoste queste cose ai sapienti e agli intelligenti e le hai rilevate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così è piaciuto a te. Tutto mi è stato dato dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio lo voglia rivelare.

Venite a me, voi tutti, che siete affaticati e oppressi, e io vi ristorerò. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me che sono mite ed umile di cuore, e troverete ristoro per le vostre anime. Il mio giogo infatti è dolce e il mio carico leggero ".

Suor Faustina l'apostola di Gesù Misericordioso

Il 22 febbraio 1931, Gesù le appare per indicarle la sua missione nella Chiesa. Racconta Suor Faustina: "Di sera, mentre stavo nella mia cella, vidi il Signore con una veste bianca: teneva una mano alzata per benedire e con l'altra toccava il vestito all'altezza del cuore. Dalla veste socchiusa sul petto uscivano due grandi raggi, uno rosso e l'altro bianco.

Fissavo in silenzio gli occhi del Signore. Dopo un istante mi disse: "Dipingi un quadro secondo l'immagine che vedi, con la scritta, GESù, IO CONFIDO IN TE. Desidero che questo quadro prima venga onorato nella vostra cappella e poi nel mondo intero. Prometto che l'anima che tributerà culto a questo quadro non perirà. Le prometto, pure, qui in terra, la vittoria sui suoi nemici, ma specialmente nel punto di morte. lo, il Signore, la proteggerò con la mia gloria".

Un pittore dipinge l'immagine, così come la voleva Gesù che ne spiegò il significato: "Questi raggi significano l'acqua e il sangue (usciti dal Cuore di Gesù, aperto dalla lanciata sulla croce): l'acqua che giustifica le anime, il sangue che è vita dell'anima (sono i doni del Battesimo e della Eucaristia, i doni della grazia, vita divina, e dello Spirito Santo).

Felice l'anima che vive alla sua ombra: la giustizia non la raggiungerà".

Chi è Suor Faustina?

Nata in Polonia l'anno 1903 e battezzata col nome di Elena, è la terza di dieci figli di una famiglia contadina. A nove anni e mezzo deve lasciare la scuola per seguire le mucche al pascolo. A quattordici anni presta i suoi servizi ad una famiglia vicina, desiderosa di procurarsi un abito decente per la Messa festiva. Manifesta ai suoi genitori l'intenzione di farsi suora: impossibile, non hanno modo di procurarle il corredo. Seguendo la voce di Gesù che la chiama, essa va a Varsavia, dove, aiutata da un sacerdote, è accolta in una famiglia come domestica e si prepara la dote per essere accolta nel convento delle suore della Misericordia dove entra a vent'anni.

Gesù che ha per questa piccola anima una grande predilezione divina fin dai suoi primi anni, prende possesso del suo cuore coltivandolo divinamente.

Come tutte le anime predilette da Dio, Suor Faustina passa per la via evangelica del dolore e diviene insieme a Teresina di Lisieux ed Elisabetta della Trinità una delle Sante più grandi del nostro secolo, vere pioniere dell' era dello Spirito Santo. Muore a soli trentatre anni malata di tubercolosi; il suo povero corpo è in decomposizione ed ella ne sente l'odore cadaverico... Da questo piccolo chicco di frumento evangelico nasce la Congregazione di Gesù Misericordioso, per la grande era dello Spirito Santo .

Giovanni Paolo II l'ha proclamata la prima Santa del duemila.

La preghiera dell'anima misericordiosa (Suor Faustina)

Dio buono, non respingere la preghiera degli esuli su questa terra.

Tu conosci fino in fondo la nostra miseria e sai che con le nostre proprie forze non siamo capaci di innalzarci fino a te... Previenici con la tua grazia, affinché compiamo fedelmente la tua volontà durante la nostra vita e nell'ora della morte. Ci protegga l'onnipotenza della tua misericordia, di modo che, come tuoi figli, attendiamo con fiducia l'ultima tua venuta nel giorno che tu solo conosci. Malgrado la nostra miseria, speriamo di ottenere tutto quello che Gesù ci ha promesso, perché in lui è la nostra fiducia: è passando attraverso il suo cuore misericordioso, come da una porta sempre aperta, che noi entriamo in paradiso.

 

Mio Dio. ti voglio amare "Accostiamoci dunque con piena fiducia al trono della grazia, per ricevere misericordia e trovare grazia ed essere aiutati al momento opportuno" (Ebrei 4, 16).

 

17. Dio ama l'anima che canta la sua misericordiosa

Ascoltiamo la Bibbia (Lc 6, 36 38)

Siate misericordiosi, come è misericordioso il Padre vostro. Non giudicate e non sarete giudicati; non condannate e non sarete condannati; perdonate e vi sarà perdonato; date e vi sarà dato; una buona misura, pigiata, scossa e traboccante vi sarà versata nel grembo, perché con la misura con cui misurate, sarà misurato a voi in cambio.

La Madre della Misericordia

Tanti sono gli attributi e cioé le perfezioni divine; e tutti sono infiniti. Proprio all'inizio di questa nuova Era dell'umanità, lo Spirito Santo, ha voluto dirci, per mezzo di un'anima piccolissima, Suor Faustina, che la misericordia è l'attributo più grande di Dio, quello cioé che più ci rivela il suo amore verso i figli peccatori.

Dio è misericordia infinita; e chi fra le pure creature maggiormente gli rassomiglia è, senza dubbio, Maria, la Madre della Misericordia. Oh, quanto ci riempie di fiducia e di gioia pensare che Ella è anche la nostra Madre!

Scrive il Card. Suenens: "In Maria, Dio ci ama di un amore che sembra entrare nell'ordine delle cose sensibili al cuore. Maria non è soltanto l'immagine dello Spirito Santo, ma una " introduzione" impareggiabile all'intelligenza stessa dell'amore di Dio.

Dio ha scelto Maria perché pensiamo di Lui in una maniera appropriata alla nostra debolezza, proporzionata ai nostri bisogni. 1 peccatori lo sentono per istinto: nella loro miseria e sven

tura, afferrano la sua mano materna come l'ultima speranza di salvezza. L'esperienza lo prova: nulla è perduto finché rimane la possibilità di un'Ave Maria, finché ci si può aggrappare al mantello della Vergine: le frange di questo mantello di madre sono le ultime pieghe dell'amore che ci avvolge".

La Madre della misericordia nella mia vita

"Maria è buona, è tenera. è così caritatevole, da non respingere mai nessuno che invochi la sua intercessione, per quanto peccatore sia. Infatti non si è mai sentito dire da che mondo è mondo affermano i Santi che alcuno sia ricorso con fiducia e perseveranza alla Vergine e sia stato respinto.

L'anima può quindi rivolgersi alla sua bontà misericordiosa in tutte le necessità come ad una mamma, in ogni tempo, in ogni luogo e in ogni cosa: nei dubbi per essere illuminata, nei traviamenti per ritrovare il cammino, nelle tentazioni per essere sostenuta, nelle debolezze per essere fortificata, nelle cadute per essere rialzata, negli scrupoli per esserne liberata, nelle crisi, fatiche e contrarietà della vita per essere consolata" (cfr. Trattato della V. D . nn. 85. 107).

La Madre della Misericordia nell'Era dello Spirito Santo

"Maria deve risplendere più che mai in questi ultimi tempi, in misericordia, in forza e in grazia. In misericordia per ricondurre ed accogliere amorevolmente i poveri peccatori e i traviati che si convertiranno alla Chiesa cattolica. In forza, contro i nemici e gli idolatri, gli scismatici, i maomettani, gli ebrei e gli empi induriti che si ribelleranno in modo terribile per sedurre e far cadere, con promesse e minacce, tutti quelli che saranno loro contrari. E in fine deve risplendere in grazia, per rianimare e sostenere i prodi soldati e fedeli servi di Gesù Cristo, che combatteranno per i suoi interessi" (Trattato n. 50).

Teniamo ben presente che chi conduce tutta la lotta del male

contro il bene, dall'inizio dell'umanità fino alla fine, è il serpente, il drago infernale (cfr. Gn 3; Ap. 12); ma Dio ha dato all'Immacolata il potere divino di schiacciargli la testa. Satana mette in opera tutte le sue forze infernali per rovinarci; noi sappiamo però che il trionfo sarà del Cuore Immacolato di Maria; stiamo uniti a Lei, viviamo la consacrazione come Ella stessa è venuta ad insegnarci nei suoi grandi Messaggi da Parigi a Medjugorje; ricorriamo con fiducia alla sua misericordia materna; siamo sicuri che giungeremo con Lei alla felicità divina eterna, meritataci da Cristo con la sua Incarnazione e Morte redentrice.

"Ave Maria, e avanti fiduciosi!

Il cantico della misericordia divina (Luca 1, 46 55)

L'anima mia magnifica il Signore e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore, perché ha guardato l'umiltà della sua serva. D'ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata. Grandi cose ha fatto in me l'Onnipotente e Santo è il suo nome: di generazione in generazione la sua misericordia si stende su quelli che lo temono. Ha spiegato la potenza del suo braccio,

ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore; ha rovesciato i potenti dai troni, ha innalzato gli umili; ha ricolmato di beni gli affamati, ha rimandato i ricchi a mani vuote. Ha soccorso Israele suo servo, ricordandosi della sua misericordia, come aveva promesso ai nostri padri, ad Abramo e alla sua discendenza per sempre. Mio Dio. ti voglio amare "Gesù levatosi in piedi esclamò ad alta voce: Chi ha sete venga a me e beva chi crede in me; come dice la Scrittura: fiumi di acqua viva sgorgheranno dal tuo seno. Questo egli disse riferendosi allo Spirito che avrebbero ricevuto i credenti in Lui" (Giovanni 7, 37 39).

 

PREGHIERE ALLA MADRE DEL PERDONO

Ave, o Maria

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te; tu sei benedetta fra tutte le donne, e benedetto è il frutto del tuo seno, Gesù. Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,

adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.

 

Ricorso alla Madre della Misericordia

Ricordati, o pietosissima Vergine Maria, che non si è mai udito al mondo che alcuno, ricorrendo alla tua protezione, implorando il tuo aiuto, chiedendo il tuo soccorso, sia stato da te abbandonato. Io animato da tale confidenza, a te ricorro, o Madre Vergine delle vergini, a te vengo, e con le lacrime agli occhi, reo di mille peccati, mi prostro ai tuoi piedi a domandare pietà, Non volere, o Madre de Verbo, disprezzare la mia voce, ma benigna ascoltala ed esaudiscimi. Amen. S. Bernardo