IL REGNO DELLA DIVINA VOLONTA'

Appello del Sommo Pontefice ai suoi figli Sua Santità Giovanni Paolo II ai Vescovi d'Europa

(Dall'Osservatore Romano del 29 novembre 1991)

Attraverso secoli e generazioni, quell'infaticabile servo della parola e della croce di Cristo sembra così parlare a noi, qui riuniti: "Rendete piena la mia gioia con l'unione dei vostri spiriti, con la stessa carità, con i medesimi sentimenti. Non fate nulla per spirito di vanità o per vanagloria, ma ciascuno di voi, con tutta umiltà, consideri gli altri superiori a se stesso, senza cercare il proprio interesse, ma anche quello degli altri" (Fil 2, 24).

 "Tu hai parole di vita eterna" (Gv 6, 68).

Proprio sulla parola del Signore sono inserite le radici cristiane della Chiesa, e la testimonianza dello Spirito svela i segni dei tempi anche al mondo di oggi. Facciamo sì che i frutti dello Spirito (Cfr: Gal 5, 22) abbiano sempre a prevalere sui frutti della carne, che sono tristemente segnati da dissensi, divisioni, fazioni (Cfr. Gal 5, 20).

Lo Spirito del Signore risorto non ha terminato di parlare. Come afferma l'apostolo Giovanni: colui che crede farà cose maggiori di queste (Cfr: Gv 14, 12); non tutto è stato rivelato e ciò che saremo non è stato ancora reso noto; l'uomo è continuamente sollecitato dallo Spirito (Cfr: 1Gv 3, 2; Gaudium et Spes, 41). Lasciamoci guidare, pertanto, da questo Spirito.

Non è forse questo che il mondo contemporaneo aspetta maggiormente? Non necessita forse di questo l'uomo all'inizio del terzo millennio? E poiché, come dice san Paolo: "Non abbiamo quaggiù una città stabile" (Eb 13, 14), egli avverte la necessità di ancorare sempre più la propria esistenza a Cristo.

Ci ottenga tutto ciò, cari fratelli e sorelle, l'umile serva di Dio, Maria, ed insieme con lei tutti i santi e beati che ci hanno preceduto nella patria celeste. Amen!

 

Appello del Re Divino nel Regno della sua Volontà

Cari ed amati figli miei, vengo in mezzo a voi col cuore affogato nelle mie fiamme d'amore. Vengo come Padre in mezzo ai figli che amo assai, ed è tanto il mio amore, che vengo a rimanere con voi, per far vita insieme e vivere con una sola Volontà, con un solo amore. Vengo col corteggio delle mie pene, del mio sangue, delle mie opere e della mia stessa morte. Guardatemi: ogni goccia del mio sangue, ogni pena, tutte le mie opere, i miei passi fanno a gara ché vogliono darvi la mia Divina Volontà; fin la mia morte vuol darvi il risorgimento della vita in essa. Nella mia Umanità tutto vi ho preparato ed impetrato: grazie, aiuti, luce, forza, per ricevere un dono sì grande; da parte mia tutto ho fatto, ora aspetto la parte vostra.

Chi, ingrato, non vorrà ricevere me ed il dono che gli porto? Sappiate che è tanto il mio amore che metterò da parte la vostra vita passata, le stesse vostre colpe, tutti i vostri mali; li seppellirò nel mare del mio amore, affinché siano tutti bruciati, ed incominceremo insieme la novella vita, tutta di Volontà mia. Chi avrà cuore di farmi un rifiuto e di mettermi alla porta, senza accettare la mia visita tutta paterna? E se mi accetterete io rimarrò con voi, come Padre in mezzo ai figli miei; ma dobbiamo stare con sommo accordo e vivere con una sola Volontà.

Oh, quanto lo sospiro, gemo e deliro, e giungo fino a piangere, ché voglio che i miei cari figli stiano insieme con me e vivano della mia stessa Volontà! Sono circa seimila anni di lunghi sospiri e di lacrime amare della mia Santa Umanità, che reclamo e voglio i miei figli intorno a me per renderli felici e santi. Giungo a chiamarli piangendo; chissà se si muovono a compassione delle mie lacrime, del mio amore che giunge fino a soffocarmi ed a farmi spasimare; e tra i singhiozzi e gli spasimi vo ripetendo: 'Figli miei, figli miei, dove siete? Perché non venite al Padre vostro? Perché andate lontani da me, raminghi, poveri, pieni di tutte le miserie? I vostri mali sono ferite al mio cuore; sono già stanco di aspettarvi, e giacché non venite, non potendo più contenere il mio amore che mi brucia, vengo io a cercarvi e vi porto il gran dono della mia Volontà. Deh, vi prego, vi supplico, vi scongiuro, ascoltatemi, muovetevi a compassione delle mie lacrime, dei miei sospiri ardenti!'

E non solo vengo come Padre, ma vengo come Maestro in mezzo ai discepoli, ma voglio essere ascoltato. Vi insegnerò cose sorprendenti, lezioni di Cielo, le quali vi porteranno luce che mai si spegne, amore che sempre arde. Le mie lezioni vi daranno forza divina, coraggio intrepido, santità che sempre cresce, vi indicheranno la via ad ogni passo, saranno le conducenti alla patria celeste.

Vengo come Re in mezzo ai popoli, ma non per esigere imposte e tributi, no, no; vengo perché voglio la vostra volontà, le vostre miserie, le vostre debolezze, tutti i vostri mali. La mia sovranità è proprio questa: voglio tutto ciò che vi rende infelici, inquieti, tormentati, per nasconderlo e bruciarlo tutto col mio amore, e da Re benefico, pacifico, magnanimo qual sono, ricambiarvi con la mia Volontà, col mio amore più tenero, con le mie ricchezze e felicità, con la pace e gioia più pura.

Se mi darete la vostra volontà, tutto è fatto, mi renderete felice e sarete felici. Non altro sospiro se non che la mia regni in mezzo a voi. Il Cielo e la terra vi sorrideranno, la mia Mamma Celeste vi farà da Madre e da Regina. Già essa, conoscendo il gran bene che vi riporterà il Regno del mio Volere, per appagare i miei desideri ardenti e per farmi cessare di piangere, ed amandovi da veri suoi figli, va girando in mezzo ai popoli, nelle nazioni, per disporli e prepararli a ricevere il dominio del Regno della mia Volontà. Fu lei che mi preparò i popoli a farmi scendere dal Cielo in terra, ed a lei affido, al suo amore materno, che mi disponga le anime, i popoli, per ricevere un dono sì grande.

Perciò ascoltatemi; e vi prego, figli miei, di leggere con attenzione queste pagine che vi metto sott'occhio, e sentirete il bisogno di vivere della mia Volontà. Io mi metterò vicino quando leggete, vi toccherò la mente, il cuore, affinché comprendiate e risolviate di volere il dono del mio Fiat Divino.

 

Appello Materno della Regina del Cielo

Figlia carissima, sento l'irresistibile bisogno di scendere dal Cielo per farti le mie visite materne; se tu mi assicurerai il tuo amore filiale, la tua fedeltà, io rimarrò sempre con te nell'anima tua, per esserti maestra, modello, esempio e Madre tenerissima.

Io vengo per invitarti ad entrare nel regno della tua Mamma, nel Regno cioè della Divina Volontà, e busso alla porta del tuo cuore perché tu mi apra... Sai? Con le mie stesse mani ti reco in dono questo libro; te l'offro con premura materna, perché tu a tua volta, leggendolo, impari a vivere di Cielo e non più di terra.

Questo libro è d'oro, figlia mia; esso formerà la tua fortuna spirituale, la tua felicità anche terrena. In esso troverai la sorgente di tutti i beni: se sei debole acquisterai la forza; se sei tentata acquisterai la vittoria; se sei caduta nella colpa incontrerai la mano pietosa e potente che ti rialzerà; se ti senti afflitta troverai il conforto; se fredda, il mezzo sicuro per riscaldarti; se affamata gusterai il cibo prelibato della Divina Volontà. Con esso non ti mancherà nulla; non sarai più sola poiché la tua Mamma ti farà dolce compagnia e con ogni sua cura materna prenderà l'impegno di farti felice.

Io, l'Imperatrice Celeste, penserò a tutti i tuoi bisogni, purché tu acconsenta di vivere unita a me.

Se tu conoscessi le mie ansie, i miei sospiri ardenti ed anche le lacrime che verso per i figli miei! Se tu sapessi come io arda dal desiderio che tu ascolti le mie lezioni tutte di Cielo ed impari a vivere di Volontà Divina!

In questo libro tu vedrai meraviglie: troverai una Mamma che ti ama talmente, da sacrificare il suo diletto Figlio per te, onde poterti far vivere di quella medesima vita di cui ella stessa visse sulla terra.

Deh, non darmi questo dolore, non respingermi; accetta questo dono del Cielo che ti reco; accogli la mia visita, le mie lezioni...! Sappi che io percorrerò tutto il mondo, andrò da ciascun individuo, in tutte le famiglie, nelle comunità religiose, in ogni nazione, presso tutti i popoli, e se occorrerà girerò per secoli interi, sino a quando non abbia formato come Regina il mio popolo, come Madre i figli miei, i quali conoscano e facciano regnare ovunque la Divina Volontà.

Eccoti spiegato lo scopo di questo libro. Coloro che lo accoglieranno con amore saranno i primi fortunati figli che apparterranno al Regno del Fiat Divino, ed io a caratteri d'oro scriverò i loro nomi nel mio materno cuore.

Vedi figlia mia? Quello stesso amore infinito di Dio che nella redenzione volle servirsi di me per far scendere il Verbo Eterno sulla terra, mi chiama un'altra volta in campo e mi affida l'arduo compito, il sublime mandato, di formare sulla terra i figli del Regno della sua Divina Volontà. Maternamente premurosa mi metto quindi all'opera e ti preparo la via che ti dovrà condurre a questo felice regno.

A tale scopo ti darò sublimi e celesti lezioni, ed infine t'insegnerò speciali e nuove preghiere mediante le quali impegnerai il cielo, il sole, la creazione, la mia stessa vita e quella del Figlio mio, tutti gli atti dei santi, affinché a nome tuo essi impetrino il Regno adorabile del Voler Divino. Queste preghiere sono le più potenti, perché compromettono lo stesso operato divino. Per mezzo loro Dio si sentirà disarmato e vinto dalla creatura; forte di questo sussidio tu affretterai l'avvento del suo regno felicissimo e con me otterrai che la Divina Volontà si faccia come in Cielo così in terra, secondo il desiderio del Maestro Divino.

Coraggio, figli mia; fammi contenta ed io ti benedirò.

 

Appello fraterno di Luisa, "La Piccola Figlia della Divina Volontà"

Fiat!

Mio dolce Gesù, son qui nelle tue braccia per chiederti aiuto. Ah, tu conosci lo strazio dell'animo mio, come mi sanguina il cuore, la mia grande ripugnanza nel fare uscire tutto ciò che mi hai detto sul tuo Santissimo Volere! L'ubbidienza s'impone! Tu lo vuoi, ed io, ancorché ne restassi stritolata, sono costretta da una forza suprema a compierne il sacrificio. Ma ricordati, o mio Gesù, che tu stesso mi hai chiamata la piccola neonata della tua Santissima Volontà; quindi la neonata sa appena balbettare, quindi che farò io? Balbetterò appena del tuo Volere; tu farai tutto il resto, non è vero, o mio Gesù?

Anzi fa' che io scompaia del tutto, ed il tuo Volere sia quello che con caratteri divini ed incancellabili intinga la penna in quel sole eterno e con caratteri d'oro scriva i concetti, gli effetti, il valore, la potenza della Volontà Suprema e come l'anima che vive in essa, vivendo come nel suo centro, si nobilita, si divinizza, depone le sue spoglie naturali, ritorna al suo principio, e trionfante su tutte le sue miserie riacquista lo stato d'origine, bella, pura, tutta in ordine al suo Creatore, come uscì dalle sue mani creatrici.

Verga tu su questa carta la lunga storia della tua Volontà, il tuo dolore nel vederti respinto dalle creature nelle regioni celesti. E tu che come sole stando in alto, sebbene respinto, dardeggi i tuoi raggi su tutte le umane generazioni, vuoi scendere per venire a regnare in mezzo ad esse e perciò mandi i raggi dei tuoi sospiri, dei tuoi gemiti, delle tue lacrime, del tuo intenso ed eterno dolore nel vederti esiliato e come spezzata la tua con la volontà delle umane creature. Perciò tu aspetti che ti chiamino in mezzo a loro, che ti ricevano come Re trionfante e ti facciano regnare come in Cielo così in terra.

Scendi, o Volere Supremo! Sono io quella che per prima ti chiama; vieni a regnare sulla terra! Tu che creasti l'uomo perché solo facesse il tuo Volere, che lui ingrato spezzò col ribellarsi a te, vieni a riannodare di nuovo questa volontà umana a te, affinché Cielo e terra e tutto resti riordinato in te!

Oh, come vorrei mettere la mia vita perché il tuo Volere sia conosciuto! Vorrei spiccare il volo negli interminabili confini di esso per portare ad ogni creatura il suo bacio eterno, la sua conoscenza, i suoi beni, il suo valore, i tuoi gemiti inenarrabili di voler venire a regnare sulla terra, affinché conoscendoti ti ricevano con amore e facendoti festa ti facciano regnare.

O Volere Santo, coi tuoi raggi luminosi sprigiona le frecce della tua conoscenza; fa' conoscere a tutti che tu vieni a noi per renderci felici, ma non di una felicità umana, ma divina, per darci il dominio di noi stessi, perduto, e quella luce che fa conoscere il vero bene per possederlo ed il vero male per fuggirlo, che ci rende stabili e forti, ma d'una fortezza e stabilità divina!

Apri la corrente tra la Volontà Divina e l'umana e dipingi col pennello della tua mano creatrice tutti quei lineamenti divini sulle nostre anime, da noi perduti col sottrarci ad essa. Il tuo Volere ci dipingerà quella freschezza che mai invecchia, quella bellezza che mai scolorisce, quella luce che mai s'ottenebra, quella grazia che sempre cresce, quell'amore che sempre arde e mai si estingue.

O Volere Santo, fatti strada, fa' tu la via per farti conoscere! Manifesta a tutti chi sei tu ed il gran bene che vuoi fare a tutti, affinché attratti, rapiti da un tanto bene, possano farsi tutti preda della tua Volontà; e così liberamente potrai regnare come in Cielo così in terra.

Perciò ti prego che verghi tu stesso tutte le conoscenze che mi hai manifestato su di essa; ed ogni parola, ogni detto, ogni effetto e conoscenza di essa siano, a chi legga, dardi, frecce, strali, che ferendoli, [essi] cadano ai tuoi piedi e ti ricevano a braccia aperte per farti regnare nei loro cuori.

Ai tanti prodigi del tuo Volere, opera anche questo: che come ti conoscono non ti facciano passare avanti, no, ma ti aprano le porte per riceverti e farti regnare. Questo ti chiede la piccola neonata della tua Volontà; se da me ne hai voluto il sacrificio, e con tanta insistenza, di mettere fuori i segreti che mi hai comunicato del tuo Volere, io ne voglio un altro da te, che come si conosce faccia questo prodigio: che vi prenda il suo posto di trionfo e regni nei cuori che lo conoscono. Questo solo ti chiedo, o mio Gesù, non ti chiedo altro; null'altro voglio che, in ricambio del mio sacrificio, che il tuo Volere sia conosciuto e vi regni col suo pieno dominio.

Tu sai, amor mio, quanto grande è stato il mio sacrificio, le mie lotte interne, fino a sentirmi morire; ma per amor tuo e per ubbidire al tuo rappresentante in terra, a tutto mi sono sottoposta. Perciò grande ne voglio il prodigio: che come si conoscano i tuoi detti sul tuo Volere, le anime restino rapite, incatenate, attratte più che da calamita potente, e facciano regnare quel Fiat Divino che tu con tanto amore vuoi che regni sulla terra.

E se a te piace, vita mia, prima che questi scritti escano alla luce del giorno e che vadano per le mani dei tuoi e miei fratelli e sorelle, deh, porta la tua piccola neonata della tua Volontà nella patria celeste! Deh, non darmi questo dolore, che io sia spettatrice che i nostri segreti si conoscano dalle altre creature! Se mi hai dato il primo, risparmiami il secondo, ma sempre non mea voluntas sed tua fiat.

Ed ora una parola a tutti voi che leggerete questi scritti: vi prego, vi supplico che riceviate con amore ciò che Gesù vuol darvi, cioè la sua Volontà. Ma per darvi la sua, vuole la vostra, altrimenti non potrà essa regnare. Se sapeste con quanto amore il mio Gesù vuol darvi il più gran dono che esiste e in Cielo e in terra, qual è la sua Volontà!

Oh, quante amare lacrime lui versa, perché vi vede che vivendo col vostro volere strisciate la terra, infermicci, ammiseriti; non siete buoni a mantenere un buon proposito, e sapete perché? Perché il suo Volere non regna in voi.

Oh, come Gesù piange, sospira sulla vostra sorte, e singhiozzando vi prega che facciate regnare il suo Volere in voi! Vuol farvi cambiare fortuna: da infermi, sani; da poveri, ricchi; da deboli, forti; da volubili, immutabili; da schiavi, re. Non sono le grandi penitenze che vuole, non lunghe preghiere né altro, ma che vi regni il suo Volere e che la vostra volontà non abbia più vita.

Deh, ascoltatelo! Ed io son pronta a dar la vita per ciascuno di voi, a soffrire qualunque pena, purché apriate le porte dell'anima vostra per fare che il Volere del mio Gesù regni e trionfi sulle umane generazioni.

Ed ora invito tutti: venite meco nell'Eden, dove ebbe il principio la nostra origine, dove l'Ente Supremo creò l'uomo e facendolo re gli dava un regno da dominare; questo regno era tutto l'universo, però il suo scettro, la sua corona, il suo comando venivano dal fondo dell'anima sua, in cui risiedeva il Fiat Divino come Re dominante, il quale costituiva la vera regalità nell'uomo. Le sue vesti erano regali, fulgide più che sole; i suoi atti erano nobili, la sua bellezza era rapitrice; Dio l'amava tanto, si trastullava con lui, lo chiamava 'Il mio piccolo re e figlio'. Tutto era felicità, ordine ed armonia.

Quest'uomo, primo padre nostro, tradì se stesso, tradì il suo regno, e facendo la sua volontà amareggiò il suo Creatore, che tanto lo aveva esaltato ed amato, e perdette il suo regno, il Regno della Divina Volontà, nella quale tutto gli era stato dato. Le porte del regno gli furono chiuse e Iddio ritirò a sé il regno dato all'uomo.

Ora vi debbo dire un segreto: Iddio nel ritirare a sé il Regno della Divina Volontà non disse: "Non lo darò più all'uomo", ma lo tenne a riserbo aspettando le future generazioni per assalirle con grazie sorprendenti, con luce abbagliante da eclissare l'umano volere che ci fece perdere un regno sì santo, e con tali attrattive di mirabili e prodigiose conoscenze della Divina Volontà, da farci sentire la necessità, il desiderio di mettere da banda il nostro volere che ci rende infelici e slanciarci nella Divina Volontà come nostro regno permanente.

Quindi il regno è nostro, coraggio! Il Fiat Supremo ci aspetta, ci chiama, ci pressa a prenderne il possesso. Chi avrà il cuore, chi sarà così perfido da non ascoltare la sua chiamata e da non accettare tanta felicità? Solo che dobbiamo lasciare i miseri cenci della nostra volontà, la veste di lutto della nostra schiavitù in cui essa ci ha gettati, per vestirci da regine e ornarci con fregi divini.

Perciò faccio appello a tutti; non credo che non vogliate ascoltarmi. Sapete? Sono una piccola piccina, la più piccola di tutte le creature; ed io, bilocandomi nel Divin Volere insieme con Gesù, verrò come piccola nel vostro grembo e con gemiti e pianti busserò ai vostri cuori per chiedervi, come piccola mendicante, i vostri cenci, le vesti di lutto, il vostro infelice volere per darlo a Gesù, affinché vi bruci tutto e ridandovi il suo Volere vi renda il suo regno, la sua felicità, la candidezza delle sue vesti regali.

Se sapeste che significa Volontà di Dio! Essa racchiude Cielo e terra; se siamo con essa tutto è nostro, tutto pende da noi; invece se non siamo con essa tutto è contro di noi, e se abbiamo qualche cosa siamo i veri ladri del nostro Creatore e ci manteniamo a via di frode e di rapina.

Perciò se volete conoscerla leggete queste pagine, in esse troverete il balsamo alle ferite che crudelmente ci ha fatto l'umano volere, la nuova aria tutta divina, la nuova vita tutta celeste; sentirete il Cielo nell'anima vostra, vedrete nuovi orizzonti, nuovi soli, e spesso troverete Gesù col volto bagnato di pianto, che vuol darvi il suo Volere. Egli piange perché vi vuol vedere felici, e vedendovi infelici singhiozza, sospira, prega per la felicità dei suoi figli; e chiedendovi il vostro volere per strapparvi l'infelicità, vi porge il suo come conferma del dono del suo regno.

Perciò faccio appello a tutti, e faccio questo appello insieme con Gesù, con le sue stesse lacrime, coi suoi sospiri ardenti, col suo cuore che brucia, ché vuol dare il suo Fiat. Da dentro il Fiat siamo usciti, ci ha dato la vita; è giusto, è obbligo e dovere che ritorniamo in esso, nella nostra cara ed interminabile eredità.

E per primo faccio appello al Sommo Gerarca, al Romano Pontefice, a Sua Santità, al rappresentante della Santa Chiesa e quindi rappresentante del Regno della Divina Volontà. Ai suoi santi piedi questa piccola piccina depone questo regno, affinché lo domini, lo faccia conoscere e con la sua voce paterna ed autorevole chiami i suoi figli a vivere in questo regno sì santo. Il sole del Fiat Supremo lo investa e formi il primo sole del Volere Divino nel suo rappresentante in terra; e formando la sua vita primaria in colui che è il capo di tutti, spanderà i suoi raggi interminabili in tutto il mondo, ed eclissando tutti con la sua luce formi un solo ovile ed un solo pastore.

Il secondo appello lo faccio a tutti i sacerdoti. Prostrata ai piedi di ciascuno prego, imploro, che s'interessino di conoscere la Divina Volontà. Il primo moto, il primo atto, prendetelo da essa, anzi chiudetevi nel Fiat e sentirete quanto dolce e cara è la sua vita; attingete da essa tutto il vostro operato, sentirete in voi una forza divina, una voce che sempre parla, che vi dirà cose mirabili che mai avete ascoltato; sentirete una luce che vi eclisserà tutti i mali ed eclissando i popoli vi darà il dominio sopra di loro.

Quante fatiche fate senza frutto, perché manca la vita della Divina Volontà! Avete spezzato ai popoli un pane senza il lievito del Fiat, e perciò essi mangiandolo l'hanno trovato duro, quasi indigeribile; e non sentendo la vita in loro, non si arrendono ai vostri insegnamenti. Perciò mangiatelo voi questo pane del Fiat Divino! Così tenete pane sufficiente da dare ai popoli, così formerete con tutti una sola vita ed una sola volontà.

Il terzo appello lo faccio a tutti, al mondo intero, che siete tutti miei fratelli e sorelle e figli miei. Sapete perché chiamo tutti? Perché voglio dare a tutti la vita della Divina Volontà. Essa è più che aria che tutti possiamo respirare, è come sole da cui tutti possiamo ricevere il bene della luce, è come palpito di cuore che in tutti vuol palpitare; ed io come piccola bambina voglio, sospiro, che tutti prendiate la vita dei Fiat. Oh, se sapeste quanti beni riceverete, mettereste la vita per farla regnare in voi tutti!

Questa piccola piccina vuol dirvi un altro segreto che le ha confidato Gesù, e ve lo dico affinché mi diate la vostra volontà, ed in ricambio riceverete quella di Dio, che vi renderà felici nell'anima e nel corpo.

Volete sapere perché la terra non produce? Perché in vari punti del mondo la terra coi terremoti spesso si apre e seppellisce nel suo seno città e persone? Perché il vento, l'acqua, formano tempeste e devastano tutto, e tanti altri mali che tutti sapete?

Perché le cose create posseggono una Volontà Divina che le domina, e perciò sono potenti ed imperanti, sono più nobili di noi; noi invece siamo dominati da una volontà umana, degradati, e perciò siamo deboli ed impotenti. Se per nostra sorte metteremo da banda l'umana volontà e prenderemo la vita del Volere Divino, anche noi saremo forti, imperanti, saremo fratelli con tutte le cose create, le quali non solo non ci molesteranno più, ma ci daranno il dominio sopra di loro, e saremo felici nel tempo e nell'eternità.

Non ne siete contenti? Perciò fate presto, ascoltate questa povera piccina che vi vuole bene; ed io allora sarò contenta, quando potrò dire che tutti i miei fratelli e sorelle sono re e regine, perché tutti posseggono la vita della Divina Volontà.

Coraggio dunque, tutti rispondetemi all'appello!

E molto più sospiro che tutti a coro mi rispondiate all'appello, ché non sono io sola che vi chiamo, che vi prego, ma unito con me vi chiama con voce tenera e commovente il mio dolce Gesù, e molte volte anche piangendo vi dice: "Prendete per vita vostra la mia Volontà; venite nel regno di essa".

Anzi dovete sapere che il primo a pregare il Celeste Padre, che venga il suo regno e che si faccia la sua Volontà come in Cielo così in terra, fu Nostro Signore nel Pater Noster; e trasmettendo a noi la sua preghiera, faceva appello e pregava tutti, che chiedessero il Fiat Voluntas tua come in cielo così in terra. Ed ogni qualvolta recitate il Pater Noster, Gesù, è tanto il suo amore che vuol darvi il suo regno, il suo Fiat, che corre per dire insieme con voi: "Padre mio, sono io che ve lo chiedo per i figli miei, fate presto!"

Sicché il primo a pregare è Gesù stesso, e poi anche voi lo chiedete nel Pater. Non volete dunque un tanto bene?

Ora vi dico un'ultima parola. Dovete sapere che [per] questa piccola bambina, nel vedere le smanie, i deliri, le lacrime di Gesù, che vuol darvi il suo regno, il suo Fiat, è tanta la smania, i sospiri, le ansie di vedervi tutti nel Regno della Divina Volontà per vedervi tutti felici, per far sorridere Gesù, che se non riesce con le preghiere, con le lacrime, vuole riuscire coi capricci, tanto presso Gesù quanto presso di voi.

Tutti quindi ascoltate questa piccola piccina, non la fate più sospirare! Ditemi, di grazia: "Così sia, così sia; tutti vogliamo il Regno della Divina Volontà".

Corato, anno 1924

Luisa, la piccola figlia della Divina Volontà

 

Disposizione del cuore nell'avvicinarsi agli scritti sulla Divina Volontà

Il Signore chiama la creatura ad accostarsi alla disvelazione del dono del Divino Volere, con la volontà di conoscere tale Dono per amarlo con cuore umile, totalmente disponibile a Dio e desideroso ardentemente del ripristino dell'ordine divino, come Dio lo aveva pensato per la Sua creatura intelligente, all'atto della creazione.

L'uomo, con il peccato, si è discostato da tale ordine, il che, oltre ad avere nuociuto a se stesso, non ha permesso che a Dio fosse resa ogni gloria secondo la Sua Divina Giustizia. Soltanto il Dono Santo della Divina Volontà può fare vivere in pienezza il Creatore nelle Sue creature, le quali, divenendo possesso di Dio, possono ridonarGli quanto a Lui è dovuto dall'eternità e per l'eternità.

Gesù stesso ci ha insegnato, nella preghiera del 'Padre Nostro', a domandare al Padre: "Venga il Tuo Regno, sia fatta la Tua Volontà come in Cielo così in terra". Quando una creatura, nel recitare il 'Padre Nostro', vuole e sospira realmente il Regno di Dio sulla terra, concorre anch'essa alla stessa richiesta rivolta da Gesù al Padre e, pertanto, la volontà della creatura si fonde in quella di Gesù.

Così avviene per ogni preghiera ed ogni attimo vissuto nel Signore, i quali, avvalorati dalla potenza stessa della Volontà di Gesù, attirano dal cielo l'Eterno Volere e con le dolci catene dell'amore Lo 'legano' alla terra, per farlo regnare in mezzo alle creature. Questo ci predispone a ricevere il dono della Divina Volontà; tuttavia non basta, è necessaria la conoscenza dello stesso, affinché il Signore possa formare in noi la vita di tale Dono (Esso è già rivelato nella Sacra Scrittura, ma è disvelato soltanto nel XX secolo, tramite gli scritti che Gesù ha donato a Luisa Piccarreta: 'La piccola figlia della Divina Volontà).

I nostri atti, le nostre preghiere, le 'Ore della Passione', tutto dobbiamo vivere con le stesse intenzioni di Gesù, nella Sua Volontà, offrendo noi stessi al Padre come il Figlio si è offerto, per la gloria di Dio e per la salvezza delle anime. Vivendo nella Volontà di Dio, daremo a Gesù tutti i contenti che in Essa sono contenuti ed impetreremo le grazie necessarie all'umanità intera, affinché tale supremo Dono sia conosciuto e quindi amato, desiderato e ricevuto. Infatti, tramite la conoscenza del Dono immensurabile della Divina Volontà, le creature impareranno a deporre volontariamente la propria volontà nelle mani dell'Altissimo, per potere ricevere la Sua Volontà, e volere, quindi, soltanto ciò che Egli vuole. Con tale disposizione d'animo dovremmo accostarci alla lettura di questa opera divina, affinché, inseriti in Maria Santissima, per i meriti della Santissima Umanità di Gesù Cristo possiamo chiamare il Padre ad anticipare il tempo della Santificazione, così come la Madre Santa ha impetrato ed ottenuto l'anticipazione del tempo della Redenzione.

 

Gesù parla della Divina Volontà ai suoi figli

tempo nuovo Regno della Divina Volontà

 "Ora voglio dirti perché ho chiesto il tuo Fiat, il tuo nel mio Volere. La mia preghiera insegnata: il Fiat Voluntas tua sicut in coelo et in terra, questa preghiera di tanti secoli, di tante generazioni, voglio che abbia il suo esaudimento e compimento. Ecco, perciò volevo un altro nel mio Volere, un altro Fiat contenente la potenza creatrice; voglio il Fiat che sorge ad ogni istante, che si moltiplica a tutti; voglio in un'anima il mio stesso Fiat che sale al mio trono e con la sua potenza creatrice porta in terra la vita del Fiat come in cielo così in terra". (Dal vol 12 Gennaio 17, 1921)

 

"Figlia mia, il primo Fiat fu detto nella creazione senza intervento di alcuna creatura. Il secondo Fiat fu detto nella redenzione e volli l'intervento della creatura, e scelsi la mia Mamma come compimento del secondo Fiat.

Ora a compimento voglio dire il terzo Fiat e lo voglio dire per mezzo tuo, ho scelto te per compimento del terzo Fiat. Questo terzo Fiat fará completare la gloria, l'onore del Fiat della creazione, e sará conferma, sviluppo dei frutti del Fiat della redenzione. Questi tre Fiat adombreranno la Sacrosanta Trinitá sulla terra, ed avró il Fiat Voluntas tua, come in cielo così in terra. Questi tre Fiat saranno inseparabili, l'uno sará vita dell'altro, saranno uno e trino ma distinti tra loro. Il mio amore lo vuole, la mia gloria lo esige, che avendo sprigionato dal seno della mia potenza creatrice i primi due Fiat, vuole sprigionare il terzo Fiat, non potendolo più contenere il mio amore, e questo per completare l'opera da me uscita, altrimenti resterebbe incompleta l'opera della creazione e della redenzione". (Dal vol 12 Gennaio 24, 1921)

 

"Oh, iniquo mondo! Tu stai facendo di tutto per cacciarmi dalla faccia della terra, per sbandirmi dalla società, dalle scuole, dalle conversazioni, da tutto; stai macchinando come abbattere templi ed altari, come distruggere la mia Chiesa e uccidere i ministri, ed io ti sto preparando un'era d'amore, l'era del mio terzo Fiat. Tu farai la tua via per sbandirmi, ed io ti confonderò d'amore, ti seguirò di dietro, mi farò incontro davanti per confonderti in amore, e dove tu mi hai sbandito io erigerò il mio trono, e vi regnerò più di prima, ma in modo più sorprendente, tanto che tu stesso cadrai ai piedi del mio trono, come legato dalla forza del mio amore". (Dal vol 12 Febbraio 8, 1921)

 

"Figlia mia, il terzo Fiat, il mio Fiat Voluntas tua come in cielo così in terra, sarà come l'arcobaleno che si vide nel cielo dopo il diluvio, che come iride di pace assicurava agli uomini che il diluvio era cessato. Così sarà del terzo Fiat: come si conoscerà ed anime amanti e disinteressate entreranno a far vita nel mio Fiat, saranno come arcobaleni, che come iridi di pace rappacificheranno il cielo e la terra, e fugheranno il diluvio di tante colpe che inondano la terra. Queste iridi di pace avranno per vita il terzo Fiat, sicché il mio Fiat Voluntas tua avrà compimento in loro; e come il secondo Fiat mi chiamò sulla terra a vivere in mezzo agli uomini, così il terzo Fiat chiamerà la mia Volontà nelle anime e vi regnerà come in cielo così in terra". (Dal vol 12.Marzo 2, 1921)

 

"Il Regno della mia Volontà, dominando essa tutti gli atti di coloro che vivono in essa, sarà continua creazione. Sicché la creatura starà sotto un atto nuovo continuato di questo Supremo Volere, che la terrà tanto assorbita da farle mancare il campo d'azione al proprio io. Perciò amo tanto che il Regno della mia Volontà sia conosciuto, per il gran bene che riceveranno le creature e per il libero campo d'azione che esso terrà, perché adesso è inceppato dal proprio io, il Supremo Volere. Invece quando sarà conosciuto, [con] i suoi raggi vivificanti, penetranti e pieni di viva luce, eclisserà l'umana volontà che resterà abbagliata dalla sua fulgida luce e vedendo il gran bene che le verrà, darà libertà d'azione alla mia Volontà, dandole il totale dominio. Sicché per la mia Volontà, in questo suo regno, incomincerà una nuova era, una creazione continua; metterà fuori tutto ciò che aveva stabilito di dare alle creature, [come] se avessero fatto sempre la sua Volontà, [e] che per tanti secoli ha dovuto tenere in sé, come in deposito, per poi uscirlo a bene dei figli del regno suo". (Dal vol 20 Ottobre 9, 1926)

 

"Figlia mia, come Adamo peccò, Dio gli fece promessa del futuro Redentore; passarono secoli, ma la promessa non venne meno e le generazioni ebbero il bene della redenzione. Ora come venni dal cielo e formai il Regno della Redenzione, prima di partire al cielo feci un'altra promessa più solenne del Regno della mia Volontà, e questa fu nel Pater Noster, e per darle più valore e per ottenerlo più subito, la feci questa promessa formale nella solennità della mia preghiera, pregando il Padre che facessi venire il suo regno e la Volontà Divina come in cielo così in terra. Mi misi io a capo di questa preghiera, conoscendo che tale era la sua Volontà e che pregato da me non mi avrebbe nulla negato, molto più che colla sua stessa Volontà io pregavo e chiedevo una cosa del mio stesso Padre voluta. E dopo averla formata questa preghiera innanzi al mio Padre celeste, sicuro che mi veniva accordato il Regno della mia Volontà Divina sulla terra, l'insegnai ai miei apostoli, affinché l'avessero imparato a tutto il mondo, perché uno fosse il grido di tutti: 'Sia fatta la Volontà tua, come in cielo così in terra'. Promessa più certa e solenne non potrei fare; i secoli per noi sono come un punto solo, ma le nostre parole sono atti e fatti compiuti.

Il mio stesso pregare al Padre celeste: 'Venga, venga il regno tuo, sia fatta la Volontà tua come in cielo così in terra', significava che colla mia venuta sulla terra il Regno della mia Volontà non veniva stabilito in mezzo alle creature, altrimenti avrei detto: 'Padre mio, il regno nostro che già ho stabilito sulla terra sia confermato e la nostra Volontà domini e regni'. Invece dissi: 'Venga', ciò significava che deve venire e le creature devono aspettarlo con quella certezza che aspettarono il futuro Redentore, perché c'è la mia Volontà Divina legata e compromessa in quelle parole del Pater Noster, e quando essa si lega, è più che certo ciò che promette". (Dal vol 23 Febbraio 5, 1928)

 

"C'è la Regina del Cielo, che col suo impero prega continuamente che venga il Regno della Divina Volontà sulla terra; e quando mai le abbiamo negato nulla? Le sue preghiere sono venti impetuosi per noi, che non possiamo resisterle, e la stessa forza che lei possiede della nostra Volontà è per noi impero, comando. Lei ne tiene tutto il diritto d'impetrarlo, perché lo possedeva in terra e lo possiede in Cielo, quindi come posseditrice può dare ciò che è suo, tanto che questo regno sarà chiamato il Regno dell'Imperatrice celeste. Farà da regina in mezzo ai suoi figli in terra, metterà a loro disposizione i suoi mari di grazie, di santità, di potenza, metterà in fuga tutti i nemici; li crescerà nel suo grembo, li nasconderà nella sua luce coprendoli col suo amore, alimentandoli con le sue proprie mani con il cibo della Divina Volontà. Che non farà questa Madre e Regina in mezzo a questo suo regno, come suoi figli e come suo popolo? Darà grazie mai udite, sorprese mai viste, miracoli che scuoteranno Cieli e terra; le daremo tutto il campo libero, perché ci formi il Regno della nostra Volontà sulla terra. Sarà la guida, il vero modello; sarà pure il Regno della Sovrana celeste Regina". (Dal vol 33 Luglio 14, 1935)

 

"Figlia mia buona, è decretato nel Concistoro della Trinità Sacrosanta che la mia Divina Volontà avrà il suo regno sulla terra, e quanti prodigi ci vorranno li faremo, non risparmieremo nulla per avere ciò che noi vogliamo. Ma noi nell'operare usiamo sempre i modi più semplici, ma potenti da travolgere Cieli e terra, creature tutte, nell'atto che vogliamo". (Dal vol. 35 Dicembre 21, 1937)

 

"Continuiamo ciò che abbiamo fatto, facciamo da parte nostra ciò che ci vuole, affinché nulla manchi di aiuto, di luce, di bene, di verità sorprendenti, perché sia conosciuta la mia Volontà e regna. Io me ne servirò di tutti i mezzi di amore, di grazie, di castighi; toccherò tutti i lati delle creature per far regnare la mia Volontà, e quando parrà come se il vero bene morisse, risorgerà più bello e maestoso". (Dal vol. 36 Settembre 18, 1938)

 

"Tutta la nostra vittoria è che non ci possono impedire di fare quello che vogliamo; quindi io posso parlarti del mio Voler Divino e tu puoi ascoltarmi, nessuna potenza ce lo può impedire. Ciò che io ti dico sul mio Volere, non è altro che lo svolgimento del nostro decreto, fatto ab ćterno nel concistoro della nostra Trinità Sacrosanta: che esso deve tenere il suo regno sulla terra; ed i nostri decreti sono infallibili, nessuno ce li può impedire che non vengono effettuati. Come fu decreto la creazione, la redenzione, così è decreto nostro il Regno della nostra Volontà sulla terra. Quindi per compiere questo nostro decreto, io dovea manifestare i beni che ci sono in essa, le sue qualità, le sue bellezze e meraviglie. Ecco la necessità che io dovea parlarti tanto, per poter compire questo decreto.

Figlia, io per giungere a ciò, volevo vincere l'uomo a via d'amore, ma la perfidia umana me lo impedisce; perciò userò la giustizia, spazzerò la terra, toglierò tutte le creature nocive che come piante velenose avvelenano le piante innocenti. Quando avrò tutto purificato, le mie verità troveranno la via per dare ai superstiti la vita, il balsamo, la pace che esse contengono; e tutti la riceveranno, le daranno il bacio di pace, ed a confusione di chi non le ha creduto, anzi [l'ha] condannata, regnerà, ed avrò il mio regno sulla terra, che la mia Volontà si faccia come in Cielo così in terra.

Perciò ti ripeto: non ci spostiamo in nulla, facciamo la via nostra e canteremo vittoria, e loro facciano la via loro in cui troveranno confusione e vergogna di loro stessi. Succederà di loro come ai ciechi, che non credono alla luce del sole perché loro non la vedono; loro resteranno nella loro cecità, e quelli che la vedono e credono godranno, sfoggeranno nei beni della luce con loro sommo contento". (Dal vol. 36 Ottobre 2, 1938)

 

Il dono della Divina Volontà

 "Figlia mia, è vero che il vivere nel mio Volere è un dono, ed è il possedere il dono più grande, ma questo dono, che contiene valore infinito, che è moneta che sorge ad ogni istante, che è luce che mai si smorza, che è sole che mai tramonta, che mette l'anima al suo posto stabilito da Dio nell'ordine divino, e quindi [l'anima] prende il suo posto d'onore e di sovranità nella creazione, non si dà se non a chi è disposto, a chi non deve farne sciupio, a chi deve tanto stimarlo ed amarlo più che la vita propria, anzi essere pronta a sacrificare la propria vita, per fare che questo dono del mio Volere avesse la supremazia su tutto, e fosse tenuto in conto più della stessa vita, anzi la sua vita un nulla al confronto di esso. Perciò, prima voglio vedere l'anima che vuol fare davvero la mia Volontà e mai la sua, pronta a qualunque sacrificio per fare la mia; in tutto ciò che fa chiedermi sempre, anche come imprestito, il dono del mio Volere. Ond'io, quando veggo che nulla fa se non coll'imprestito del mio Volere, le do come dono, perché col chiederlo e richiederlo ha formato il vuoto nell'anima sua, dove mettere questo dono celeste, e coll'aversi abituata a vivere ad imprestito di questo cibo divino, ha perduto il gusto del proprio volere, il suo palato si è nobilitato e non si adatterà ai cibi vili del proprio io; quindi, vedendosi in possesso di quel dono che lei tanto sospirava, agognava ed amava, vivrà della vita di quel dono, lo amerà e ne farà la stima che merita.". (Dal vol.18 Dicembre 25, 1925)

 

"Ti pare poco mettere a disposizione sua una Volontà Divina con tutti i beni che essa contiene? E non per un'ora, per un giorno, ma per tutta la vita? Il Creatore che depone nella creatura la sua Volontà adorabile per poter mettere in comune la sua somiglianza, la sua bellezza, i suo mari infiniti di ricchezze, di gioie, di felicità senza fine? E solo col possedere la nostra Volontà la creatura poteva acquistare i diritti di comunanza, di somiglianza e di tutti i beni del suo Creatore". (Dal vol.19 Settembre 13, 1926)

 

"Per quanto posso dare ad una creatura darei sempre poco, messo al confronto se le faccio il gran dono della mia Volontà. In essa si vedranno nuovi cieli, soli più fulgidi, cose inaudite, sorprese non mai viste. Cieli e terra tremano e si inginocchiano innanzi ad un'anima che possiede il grande dono della mia Volontà, e con ragione, perché veggono uscire da essa la virtù e forza vivificatrice e creatrice che li conserva nella nuova vita da Dio creata. Oh, potenza della mia Volontà! Se ti conoscessero, quanti ambirebbero il tuo gran dono e darebbero la vita per averti!". (Dal vol 21 Maggio 8, 1927)

 

 "Figlia mia, il vivere nella mia Volontà è un dono che facciamo alla creatura, dono grande che supera in valore, in santità, in bellezza ed in felicità tutti gli altri doni, in modo infinito ed inarrivabile. Quando facciamo questo dono sì grande, non facciamo altro che aprire le porte per farla posseditrice dei nostri possedimenti divini, luogo dove non più hanno vita le passioni, i pericoli, né nessun nemico le può nuocere o farle del male. Questo dono conferma la creatura nel bene, nell'amore, nella stessa vita del suo Creatore, ed il Creatore resta confermato nella creatura, quindi succede l'inseparabilità tra l'uno e l'altro; con questo dono la creatura si sentirà cambiata la sua sorte: da povera, ricca, da malata, perfettamente guarita, da infelice, si sentirà che tutte le cose si cambiano per lei in felicità". (Dal vol 29 Settembre 29, 1931)

 

"Tu devi sapere che il vivere nella nostra Volontà è un dono che la nostra magnanimità vuol dare alle creature, e con questo dono la creatura si sentirà trasformata: da povero, ricco, da debole forte, da ignorante dotto, da schiavo di vile passione, dolce e volontario prigioniero d'una Volontà tutta santa che non lo terrà prigioniero, ma re di se stesso, dei domini divini e di tutte le cose create". (Dal vol 30 Aprile 30, 1932)

 

"Figlia mia, il nostro desiderio è grande che le creature vivessero nel nostro Volere. Ci troviamo nelle condizioni d'una povera madre che sente il bisogno d'uscire il suo parto e non lo può, non ha dove metterlo né a chi affidarlo, né chi lo riceve. Povera madre, quanto soffre! Così si trova il nostro Essere Supremo: sentiamo il bisogno di generare noi stessi, e dove metterci? Se la nostra Volontà non è vita della creatura, non c'è posto per noi, non abbiamo a chi affidarci né chi ci alimenta, né il corteggio che ci vuole alla nostra Maestà adorabile. E siccome la nostra Trinità Santissima sta sempre in atto di generare, questi nostri parti rimangono in noi stessi repressi, mentre vogliamo generare la nostra Trinità Divina nelle creature; ma siccome non vivono nel nostro Volere, non vi è chi riceve la nostra generazione divina. Qual dolore vederci rintanare in noi stessi, senza poter svolgere il gran bene che può fare la nostra generazione eterna nelle creature!" (Dal vol. 36 Novembre 30, 1938)

 

Le conoscenze sul 'Fiat' Divino

"Figlia mia, la mia parola è creatrice, e quando parlo facendo conoscere una verità che mi appartiene, non sono altro che nuove creazioni divine che faccio nell'anima. E siccome quando creai il cielo con un solo Fiat distesi i cieli e li tempestai di miliardi di stelle tanto che non c'è parte della terra dalla quale non si veda questo cielo, e se da qualche punto non si vedesse sarebbe un disonore alla potenza creatrice, e potrebbero dire che la forza creatrice non aveva potere di distendersi ovunque così le mie verità sono più che cielo che vorrei far conoscere a tutti, da un punto all'altro della terra, e come tante stelle passare di bocca in bocca per ornarmi il cielo delle verità che ho manifestato. Se la creatura volesse occultare le mie verità, farebbe come se volesse impedirmi che creassi il cielo, e col segreto che vorrebbe mi darebbe il disonore come se una persona volesse impedire che gli altri guardassero il cielo, il sole e tutte le cose da me create, per non farmi conoscere. Ah! Figlia mia, la verità è luce e la luce da per sé stessa si stende, ma per stendersi è necessario farla conoscere, il resto lo farà da per sé stessa, altrimenti resterà compressa, senza il bene di poter illuminare e fare la via che vuole. Perciò sii attenta e non impedirmi di poter stendere la luce delle mie verità". (Dal vol. 13 Gennaio 30, 1922)

 

"Nella mia onniveggenza vedo che questi scritti saranno per la mia Chiesa come un nuovo sole che sorgerà in mezzo ad essa, e gli uomini, attratti dalla sua luce sfolgorante, si applicheranno per trasformarsi in questa luce ed uscire spiritualizzati e divinizzati, per cui, rinnovandosi la Chiesa, trasformeranno la faccia della terra. La dottrina sulla mia Volontà è la più pura, la più bella, non soggetta ad ombra di materia o d'interesse, tanto nell'ordine soprannaturale come nell'ordine naturale; perciò sarà, a guisa di sole, la più penetrante, la più feconda e la più benvenuta ed accolta; e siccome è luce, per se stessa si farà capire e si farà via; non sarà soggetta a dubbi, o a sospetti di errore, e se qualche parola non si capirà, sarà la troppa luce che, eclissando l'intelletto umano, [le creature] non potranno comprendere tutta la pienezza della verità, ma non troveranno una parola che non sia verità; al più, non potranno del tutto comprenderla". (Dal vol. 16 Febbraio 10, 1924)

 

"Tutto ciò che ho detto sulla mia Volontà non è altro che preparare la via, formare l'esercito, radunare il popolo eletto, preparare la reggia, disporre il terreno dove deve formarsi il Regno della mia Volontà e quindi reggerlo e dominarlo. Perciò il compito che ti affido è grande. Io ti guiderò, ti starò vicino per fare che il tutto si faccia secondo la mia Volontà". (Dal vol. 19 Agosto 18, 1926)

 

"Figlia mia, il mezzo più facile per affrettare la venuta della mia Volontà sulla terra sono le conoscenze di essa. Le conoscenze portano luce e calore e formano in esse l'atto primo di Dio, in cui la creatura trova il primo atto per modellare il suo. Se non trova il primo atto, la creatura non tiene virtù di formare l'atto primo, quindi mancherebbero gli atti, le cose di prima necessità per formare questo regno. Vedi dunque che significa una conoscenza di più sulla mia Volontà? Portando in sé l'atto primo di Dio, porteranno con esse una forza magnetica, una calamita potente per attirare le creature a ripetere l'atto primo di Dio, [e questo] con la sua luce, porterà il disinganno della volontà umana, col suo calore rammollirà i cuori più duri a piegarsi innanzi a questi atti divini, e si sentiranno rapiti a volere modellare questo atto. Perciò quante più conoscenze manifesto sulla mia Volontà, tanto più si affretta il Regno del Fiat Divino sulla terra". (Dal vol. 20 Gennaio 1, 1927)

 

"Ora tu devi sapere che il regno della Divina Volontà sarà formato, fondato sulle verità che ho manifestato; quante più verità manifesto, tanto più sontuoso, bello, maestoso e più sovrabbondante di beni e di gioie sarà questo regno. Le mie verità formeranno il regime, le leggi, il cibo, l'esercito agguerrito, la difesa e la stessa vita di chi vivrà in esso". (Dal vol. 36 Novembre 13, 1938)

 

A proposito di Luisa e della Divina Volontà

Sant'Annibale Maria di Francia, fondatore dei Rogazionisti e delle Suore del Divino Zelo, fu il primo a pubblicare gli scritti  di Luisa Piccarreta, ed essendo censore ecclesiastico, per l'autorità conferitagli dal Vescovo di Trani di quel tempo, diede il Nihil Obstat agli scritti di Luisa con il conseguente Imprimatur del Vescovo.

Scriveva Padre Annibale nella prefazione agli scritti sul Divin Volere:

Messina 29 Ottobre 1926

 "INTELLIGENTES QUAE SIT VOLUNTAS DEI "

"Prefazione"

indispensabile a leggersi per comprendere la suprema importanza di quest'opera che da quanto si vedrà "potrebbe essere chiamata" LIBRO DI CIELO:

          S'intraprende, con questa prima stampa, la pubblicazione di più di 20 volumi manoscritti di sublimi rivelazioni, che piamente si crede, salvo sempre i giudizi della S. Chiesa, essere state fatte da Nostro Signore Gesù Cristo benedetto, ad un'anima sua carissima figlia e discepola, la quale è la pia autrice dell' "Orologio della Passione".

          Fin d'ora si fa sapere che queste rivelazioni, le quali seguitano e seguiteranno non sappiano quanto, hanno di mira stabilire sulla Terra: "IL TRIONFO COMPLETO DEL REGNO DELLA DIVINA VOLONTA'".

          Chi è questa figlia e discepola prediletta da Nostro Signore che fu Autrice dell'Orologio della Passione, ed ora ha tracciato 20 volumi di Rivelazioni divina?

          Noi non possiamo dare connotati, nome, cognome, domicilio ecc. perchè sarebbe un prostrarla nella più fiera delle afflizioni, nel più sensibile abbattimento di anima e di corpo.

          Essa vuole vivere solitaria, nascosta ed incognita.

          Per nessun patto al mondo avrebbe posto in iscritto le intime e prolungate comunicazioni con Gesù adorabile, dalla più tenera età fino ad oggi, e che seguitano ancora chi sa fino a quanto, se nostro Signore stesso non l'avesse replicatamente imposta, sia da per sé, sia per mezzo della santa ubbidienza dei Direttori, alla quale si arrende sempre con immensa sua violenza, e insieme con grande fortezza e generosità; perchè il concetto che essa ha della santa ubbidienza, le farebbe rifiutare anche un ingresso in Paradiso, come effettivamente avvenne e si riscontrerà nelle rivelazioni del 4 e 30 Ottobre del 1909.

           Graziose oltremodo sono le apostrofi o i discorsi che fa con la Signora Obbedienza come essa la chiama, quasi voglia rifarsi dalla soggiacenza a cui è costretta. Or le parla come a gran Principessa o Regina, che severamente s'impone, ora la raffigura ad un Guerriero potentissimo che si arma di tutto punto, e colpisce appena lo si voglia contraddire.

          La sostanza è che quest'anima è in una lotta tremenda tra un potente, prepotente amore al nascondimento, e tra l'inesorabile impero dell'Obbedienza a cui assolutamente deve credere. E la Obbedienza la vince sempre.

          E questa costituisce uno dei più importanti caratteri di uno spirito vero, di una virtù soda e provata, poichè si tratta di una quarantina di anni in cui con la più forte violenza contro se stessa, si sottopone alla gran "Signora che la domina"!

           Quest'anima solitaria è una vergine purissima, tutta di Dio, che apparisce di singolare predilezione del Divin Redentore Gesù.

           Nostro Signore che di secolo in secolo accresce sempre più le meraviglie del suo amore, pare che di questa vergine, che Egli chiama la più piccola trovata sulla Terra, destituita di ogni istruzione, abbia voluto formare un istrumento adatto per una Missione così sublime, che nessun'altra le si possa paragonare, cioè il trionfo della Divina Volontà sull'Universo Orbe, in conformità a quanto è detto nel Pater Noster: Fiat Voluntas sua, sicut in celo et in terra. Questa vergine del Signore da più di 40 anni, dacché era ancora adolescente, è stata posta a letto come vittima del Divino Amore. Quello è stato il letto di una lunga serie di dolori naturali e soprannaturali e di inebriamenti della Carità eterna del Cuore di Gesù. Origine dei dolori eccedenti ogni ordine di natura è stata quasi continuamente un'alternata privazione di Dio, quella che costituisce la notte oscura dello spirito, chiamata dal mistico Dottore, S. Giovanni della Croce: amara e terribile, da equipararla alle pene che soffrono le Anime del Purgatorio per la privazione di Dio. Egli la paragona, in certo modo, ad un soffocamento dell'anima, come a chi mancasse il respiro, poichè il respiro dell'anima è Dio, giusto il detto di Geremia il Profeta: Christus spiritus oris nostri: Gesù Cristo fiato della nostra bocca.

          Nel prosieguo di queste pubblicazioni, si leggeranno lamenti di questa colomba ferita che cerca il suo Diletto, così intimi, acuti, sensibili, da sentirsi presi da una profonda impressione per questa vittima del Divina Amore. Ma si squarcia, alle volte, il denso velo, l'anima vede Gesù, si abbracciano, si felicitano, l'anima domanda il mistico bacio della Sacra Sposa dei Cantici. Qualche volta l'inebriamento è tale, che nel delirio dell'amore, la resistenza umana si affiacchisce, e l'anima esclama: Basta, basta, non più, Signore, ché non più mi fido di sostenere, siccome un giorno esclamava, in simili casi, S. Francesco Saverio.

          Tutte queste opere dell'Amore Divino, avvengono per lo più nel silenzio della notte, e il domani dopo la S. Comunione, dopo la quale se ne sta chiusa e riconcentrata per un paio d'ore. Ai patimenti dell'anima si aggiungono anche quelli del corpo, di cui la massima parte allo stato mistico.

          Senza che nessun segno apparisca nelle mani, nei piedi e nel costato, o sulla fronte, essa riceve da Nostro Signore stesso una frequente crocifissione. Gesù stesso la stende sopra una croce e le conficca i chiodi. Allora avviene in essa quello che dice S. Teresa quando riceveva la ferita dal Serafino, cioè: Un sensibilissimo dolore da farla venir meno, e nel tempo stesso un inebriamento di amore.

          Ma se Gesù così non facesse, sarebbe per quest'anima un patire spirituale immensamente più grande, perchè, come la Serafina del Carmelo, dice anch'essa: O patire o morire.

          Ecco un altro segno del vero spirito.

          Più volte apparendole Nostro Signore coronato di spine, astraendola prima dai sensi, essa, con bel garbo, gli toglie la spinosa corona, e se la conficca nella sua testa, provandone atroci spasimi, ma contentezze mistiche.

          Nel progresso di queste pubblicazioni si resterà attoniti nell'apprendere una familiarità straordinaria di Nostro Signore con quest'anima, da non invidiare nulla né a S. Geltrude, né a S. Matilde, né alle Sante Margarite, e a qualsiasi altra.

           Spesso, come osserva in simili casi il Dottor mistico sopracitato, la famigliarità e intrisichezza con cui Nostro Signore tratta quest'anima, la rende ardita di usare certe espressioni, e certe pretese che parrebbero soverchie, se non si considerasse che Gesù Adorabile nel campo della Fede, ci ha dato riprove del suo amore, anche maggiori di quante se ne possano rinvenire nei colloquii familiari tra Gesù e qualsiasi anima privilegiata.

           Basterebbe pe tutto l'essersi dato a noi fin'anco in cibo, nella SS. Eucaristia.

          Dopo quanto abbiamo accennato della lunga continua dimora di anni ed anni in un fondo di letto nella qualità di vittima con partecipazione di tanti dolori spirituali e fisici, potrebbe parere che la veduta di tale incognita vergine dovrebbe essere qualche cosa di affligente, come il vedere una persona giacente con tutti i segni di patenti dolori e di attuali sofferenze e simili. Eppure qui sta qualche cosa di ammirabile. Questa Sposa di Gesù crocifisso che la notte la passa nella estasi dolorosa e nei patimenti di ogni genere, nel vederla poi nella giornata messa seduta sul letto, lavorando di ago e di spillo, nulla, nulla trasparisce, il menomo nulla di una che la notte abbia tanto sofferto, nulla, nulla di aria di straordinarietà, di sovrannaturale. Invece la si vede in tutto lo aspetto di persona sana, lieta, e gioviale. Parla, discorre, occorrendo ride, accoglie però poche amiche. Talvolta qualche cuore tribolato le si confida, le domanda preghiere. Ascolta benignamente, conforta, ma giammai si avanza a farla da profetessa, giammai una parola che accenni a rivelazioni. Il gran conforto, che essa presenta, è sempre uno, sempre lo stesso argomento: "La Divina Volontà". Sebbene non possegga alcuna umana scienza, ma è dotata in abbondanza da una Sapienza tutta celeste, della Scienza dei Santi. Il suo parlare illumina e consola. Di sua natura non è scarsa d'ingegno. Di studii quand'era piccola, fino alla prima classe; il suo scrivere è zeppo di errori, quantunque non le mancano termini appropriati in conformità alle Rivelazioni, che pare glieli infonda Nostro Signore.

 

"OROLOGIO DELLA PASSIONE"

          Contemporaneamente alle sublimi Rivelazioni sulle Virtù in genere, e sulla Divina Volontà in ispecie, quest'anima da più anni, la notte, entrava nella contemplazione dei Patimenti di Nostro Signore Gesù Cristo, aggiungendovisi le notizie distinte di molte scene della Passione.

          Il sistema era quello di percorrere le 24 ore dell'Adorabile Passione di Nostro Signore Gesù Cristo, che cominciano con la Cena Legale, e terminano con la Morte di Croce.  

           Queste visioni erano qualche volta intermezzate da apposite Rivelazioni di Nostro Signore. Siccome nulla si era pubblicato delle Visioni o Rivelazioni di quest'anima, così essa nella mira eccessiva di voler tutto nascondere, temendo che una pubblicazione anche anonima, la potesse scoprire, pretendeva di seppellire in se stessa questo Tesoro di conoscenze divina, di sovrumana compassione, di sovrumana sorgente dei più amorosi affetti.

          Ma il suo Padre Spirituale, le mise avanti la maestosa Signora Obbedienza, il fortissimo Guerriero di tutto punto armato, e Nostro Signore stesso la stimolava alla pubblicazione pel bene di tante anime.

          Vi si arrese, e all'Autore di questa Prefazione fu affidata la stampa degli scritti che essa mise in carta su così importante argomento. Appena comparve la prima Edizione di questo ammirabile Trattato delle 24 ore della Passione di Nostro Signore, parve evidente la Benedizione di Dio. In poco tempo se ne esaurirono le copie, che allora furono 5.000, senza che si spedissero a precisi indirizzi; bastava spedirlo a qualche persona devota, perchè ci cominciavano a venire delle richieste. Fu fatto un avviso nel Periodico dei nostri Orfanotrofii Antoniani "Dio e il Prossimo" sotto il nome di un libro d'oro, e subito le richieste aumentarono, in modo che l'Edizione venne ben presto esaurita.

           L'Eminentissimo Cardinal Cassetta, di felice memoria, al quale direttamente non si era mai spedito, ce ne richiese 50 copie in una volta. Si passò alla seconda Edizione più numerosa, e poi alla terza. L'una e l'altra esaurite. Per ragioni di propaganda, la vendita si faceva a prezzi moderati, da uscirne con la sola spesa.

In quel tempo, ci avvenne un fatto gradito che ricordiamo con piacere: Giunse direttamente a me, una lettera dal Vaticano, scrittaci da quell'angelico Vescovo, oggi Nunzio Apostolico del Venezuela, e allora Segretario del Vescovo Mons. Tacci (che oggi è benemerito Cardinale) il quale fu Mons. Cento, consacrato poi Vescovo di Acireale, e che forse sarà Cardinale di S. Chiesa, o chi sa anche, da qui a lunghi anni che speriamo passino sul venerando capo di Pio XI, potrebbe essere il Pastor Angelicus delle Profezie da chi credute, e da chi no, del Vescovo d'Irlanda, Malachia.

           Nessun precedente era passato tra me e sì amabile personaggio. In quella lettera egli si mostrava entusiasta della lettura dello Orologio della Passione di persona incognita; e mi pregava di svelargliene il nome e l'indirizzo della stessa, perchè voleva mettersi in relazione di cose di spirito. In verità, non seppi negare. Ma egli non si contentò delle relazioni epistolari, bensì volle recarsi di presenza a visitare la Eletta del Signore. Anzi, per legittimare quel suo viaggio così lontano, si offrì per la predicazione di un Triduo al Cuore SS. di Gesù, nella Chiesa Madre. Egli fu ogni giorno accanto al letto della pia Autrice, in discorsi di spirito, e con suo grande contento.

          Partito da quel paese conservò sempre la più gradita memoria di quell'anima tanto cara a Gesù.

           Esaurita la 3° Edizione, si venne alla 4° accresciuta di altri scritti della Serva di Dio. Questa volta nella nostra Tipografia gestita dalle Suore del mio Istituto in Messina, e se ne sono tirate 15.000 copie. Replicato l'avviso sono pervenute in tutte le nostre Case le richieste.  

          Non è senza ragione che questo Libro abbia suscitato tanto entusiasmo, perchè è dettato con tali trasporti di amore, con tale penetrazione dei patimenti del Verbo Umanato, che rapisce l'animo di chi legge, e molto più di chi lo medita. Ma vi ha di più una innegabile concorso della Grazia che potrebbe dirsi che voglia due cose. Una consite nelle estese Riparazioni di tutti i peccati del mondo di ogni specie, riprodotte da quelle stesse che presentava il Signor Nostro G. C. interiormente nel tempo della sua acerbissima Passione, all'Eterno suo Padre. Per queste riparazioni dell'Autrice dell'Orologio, Nostro Signore, come piamente si crede, ha promesso a chi medita queste ore, e dove si meditano, molte esenzioni di divini castighi. Un'altra mira divina sia appunto questa della placazione della divina Giustizia, il perdono dei flagelli che il Signore prepara. In prosieguo di queste pubblicazioni che intraprendiamo, vi sono capitoli che preludono ai divini flagelli, di tremuoti, di guerre, di fuoco, di nubifragio, di devastazioni dei campi, di epidemie, di carestie e simili. Tutto, tutto è stato predetto parecchi anni prima, e tutto si è avverato, e molto resta ancora da avverarsi. Ma lo stato di vittima di quest'anima, e le sue preghiere, e le sue lagrime, le sue sofferenze, le sue arditezze di amore con Gesù, una parte di flagelli hanno risparmiato, e ne risparmieranno ancora.

          Una nota del gran distacco di quest'anima di ogni cosa terrena, si è l'abborrimento e la costanza di non accettare qualunque dono, o in denaro, o in altro.

          Più di una volta, persone che hanno letto l'Orologio della Passione, e si è svegliato in loro un senso di sacro affetto per quest'anima solitaria e sconosciuta, mi hanno scritto di volerle inviare del denaro. Ma essa si è opposta così recisamente come se le avessero fatto un'offesa. Il suo vivere è molto modesto. Essa possiede poco, vive con un'amorevole consanguinea che l'assiste.

Il poco che possiede, non bastando per affitto di casa, e pel mantenimento indispensabile, in questi tristi tempi, di caro vivere, essa lavora tranquillamente, come innanzi abbiamo detto, e trae qualche guadagno del suo lavoro, e del tutto deve fruirne specialmente la sua amorevole consanguinea, poiché in quanto ad essa non ha da fare spese per vestiti, o per calzature, il suo cibarsi è di poche once al giorno, quale le viene presentato dall'assistente, perchè essa non ordina nulla, e per di più, dopo qualche ora che ha preso lo scarso cibo, lo rimette. Però il suo aspetto non è di morente, ma neanche di una persona perfettamente sana. Eppure non sta inerte, ma consuma le forze, sia con le sovrumane vicende del patire e dell'affaticarsi la notte, sia con lavoro di giorno.

          Il suo vivere quindi si riduce quasi ad un miracolo perenne. Al suo gran distacco di ogni guadagno che non procacci con le sue mani, si deve aggiungere la sua fermezza di non aver voluto mai accettare un tanto, che di dritto le apparterrebbe, come proprietà letteraria, sull'Edizione, e vendita dell'Orologio della Passione. Pressata da me a non rifuitarlo, ha risposto: Io non ho nessun diritto, perchè il lavoro non è mio, ma è di Dio. Io non passo avanti. La vita è più celeste che terrena di questa Vergine Sposa di Gesù, che vuol passare nel mondo ignorata e sconosciuta, non cercando che Gesù solo e la sua SS. Madre, che essa chiama la Mamma, la quale ha preso di questa anima eletta, una particolare protezione. Mano mano, che con l'aiuto del Signore, verranno pubblicati i suoi voluminosi manoscritti, dettatele da Nostro Signore, dalle tenerezze con cui la tratta Gesù, dalle dolci parole con cui la chiama, dai celesti abbracciamenti, e dalle sue amorose corrispondenze, si rileveranno cose ammirevoli delle virtù singolari di quest'anima che forse un giorno, uscendo trionfante dagli infallibili giudizii della S. Chiesa, sarà posta sugli Altari, a protezione di molti e molte.

 

DISTRIBUZIONE DEGLI SCRITTI DELLA PIA AUTRICE DELL'OROLOGIO  DELLA PASSIONE

          Questi scritti che ci furono affidati dalla Serva del Signore per ordine autorevole di Mons. Arcivescovo, cui essa appartiene, si possono dividere in tre parti.

          La prima parte è un breve sunto della sua Infanzia e giovinezza, prima che fosse condannata a guardare il letto. E' un vero succinto, scritto ultimamente per obbedienza, senza la quale a nessun patto al mondo avrebbe rivelato quelle sue antiche memorie. Ma sono notizie che fanno conoscere come Nostro Signore la predestinava a cose altissime. Quand'ebbe questa ubbidienza, essa si consultò con Nostro Signore, e avrebbe voluto fatto passare questo calice senza beverlo. Ma nostro Signore appoggiò la ubbidienza, ed ecco come essa accenna la cosa.   

          Dal volume 1° al volume 10 è formata di scritti che rivestono alla sua vita giovanile; e in essi cominciano le Rivelazioni.

          La seconda parte è attribuita a Nostro Signore, che la istruisce negli avviamenti alle pratiche, e all'esercizio di tutte le sante virtù della Fede, della Speranza, della Carità, della Umiltà, della Purità, dell'Obbedienza, della Mansuetudine, della Costanza nel bene operare sull'Amor Divino e simili.

          Sono mirabili lezioni che rivelano uno spirito più che umano, con una dettatura oltremodo semplice.

          La terza parte racchiude tutto lo scopo per cui il Signor Nostro Gesù Cristo volle scegliersi un'anima come strumento nella sua mano onnipotente, volle plasmarla a suo modo e farne un veicolo per manifestare al mondo una dottrina tutta nuova ad illustrazione di ciò che voglia dire "Divina Volontà" e preparare così il gran trionfo del terzo Fiat sulla Terra.

          Il primo Fiat trasse dal nulla l'Universo creato.

          Il secondo Fiat sulle purpuree labbra della Santissima Vergine Maria, salutata dall'Angelo, va unita la incarnazione del Verbo Divino nel purissimo Seno di Lei e la susseguente Redenzione del genere umano.

          Il terzo fiat ce lo lasciò N. S. G. C. nella gran Preghiera del Padre Nostro con quelle divine parole "Fiat voluntas tua sicut in celo et in terra". Si faccia la tua volontà, o Signore, come in Cielo così in Terra.

           Questa supplica del terzo Fiat che da venti secoli risuona sulle labbra dei figli della S. Chiesa, nel Sacerdozio Regale del gran Sacrificio della S. Messa, questa supplica, nonostante tutte le umane opposizioni ed iniquità, deve avere il suo gran compimento.

          Non può restare inesaudita. Tutti i Santi, tutti i Dottori, tutti i Predicatori, tutti gli Espositori della teologia ascetica hanno decantato come il Sommo della perfezione, l'adempimento della Volontà di Dio. Si sono assegnati tre gradi d'uniformità ai Divini Voleri, la conformità agli stessi e la trasformazione ovvero lo annientamento della nostra volontà nella Divina.

          Ma le rivelazioni che riempiono volumi manoscritti dell'autrice della Passione, su questo argomento, hanno l'impronta di una istruzione tutta nuova e celeste e sempre nel modo più facile e persuasivo. I paragoni, le similitudini illustrano in modo mirabile questa dottrina dettata alle volte in forma autorevole che fa ricordare il detto di S. Giovanni nel Vangelo: "Gesù insegnava con autorità".

          Alle tre parti dell'uniformità, della conformità e della trasformazione, questa nuova dottrina aggiunge una quarta qualità in cui tutto riassume, non espressa finora da nessuno scrittore, ma che arieggia in certo modo nei Libri Santi specialmente nel Salmista e nell'Apostolo delle genti. Questa si è:  "OPERARE IN TUTTO NELLA DIVINA VOLONTA'".

           Questa formula in sul primo apparire nei due trattatini dello Orologio della Passione è parsa a molti, anzi potremmo direa tutti, come poco comprensibile.

           Eppure qualche cosa dovrebbe comprendersene a prima vista dal considerare la preposizione sia articolata o no la quale apre il varco a grandi significati.

          Il simbolo degli Apostoli ci fa dire: Credo in Dio Onnipotente; il che è ben diverso dal dire: credo Dio Onnipotente o al Dio Onnipotente.

           Parecchi dopo la lettura dell'Orologio della Passione hanno domandato spiegazioni che significherebbe quell'operare e vivere nella Divina Volontà.

          Questi mirabili scritti, che piamente crediamo esser dettati dall'Umanato Verbo Divino, conducono mano mano chi li legge con fede semplice di amore alla intelligenza di questa formula. In molte maniere le rivelazioni aprono nuovi orizzonti finora non contemplati sui misteri della Volontà Divina e sull'operare e vivere in essa. E una cosa è certa anche prima che si arrivasse alla totale conoscenza di ciò che significa operare e vivere nel Divino Volere, chi legge questi scritti, non può non restare innamorato della Volontà di Dio, non sentire nuovi gagliardi impulsi e un impegno divino di trasformare nella Divina Volontà.

           Queste rivelazioni direbbero che questa scienza della Divina Volontà formerà dei Santi di una perfetta perfezione più sublime di tutti i Santi che mai vi siano stati.

          Se questa espressione a taluno possa parere esagerata, io lo chiamo a leggere il Trattato della SS. Vergine Maria del B. Luigi M. Grignon dove troverà una pagina nella quale è detto che dovranno sorgere nella S. Chiesa uomini di una Santità al cui confronto i più grandi santi della Chiesa non saranno che arboscelli dinanzi a grandiosi alberi. Queste predizioni ci richiamerebbero la dottrina del Libro del Roleng, teologo tedesco: libro tradotto in francese e dal francese in italiano, offerto al S. Padre Pio X, che scrisse una lettera di lode al traduttore encomiandolo insieme gli studi fatti dal Roleng sulla santa scrittura, sopra avvenimenti futuri.

          Sarà forse allora che avverrà il trionfo del Fiat con un solo ovile ed un solo Pastore? Comunque sia Iddio prepara sempre i suoi trionfi universali con trionfi parziali. Egli ha lavorato quest'anima sconosciuta e l'ha trasformata nel suo Divino Volere in modo che dalla volontà dell'anima e di quella di Gesù Adorabile si è formata una volontà sola: La Volontà Divina.

          Chi sa quante anime si formeranno con questa celeste dottrina prima che venga il suo universale trionfo.

 

Scrisse il santo a Luisa:

parola della Sapienza increata, e una sola parola vale più di tutto l'universo. Così dunque non le è lecito tralasciare neanche una sola sillaba".

"E' il Verbo Divino che parla ed è la Parola sostanziale dell'Eterno Padre"

"Sappia che io non mi occupo quasi più per niente di altre cose dei miei Istituti [le due Congregazioni religiose di cui è fondatore], dacché mi sono dedicato totalmente alla grande opera della Divina Volontà. Ne parlo con persone spirituali, mi intrattengo su questo argomento con chi più posso, incluso nei miei Istituti" (Estratto dalla corrispondenza di Sant' Annibale Maria Di Francia a Luisa)

 

Il Servo di Dio, Monsignore Luis Maria Martjnez, Arcivescovo Primate di Messico, ormai deceduto, (il primo ad appoggiare l'opera dei Figli della Divina Volontà quando questa ebbe inizio), al quale il Signore diede il dono della Divina Volontà che egli chiamava 'Incarnazione Mistica', scrive così: "Questo sacrificio totale e costante della volontà è il sacrificio più perfetto di ciò che è radice di tutte le nostre operazioni, è il dono di noi stessi, e abbraccia, nella sua semplicità, tutto, è qualcosa di illimitato, perché la Volontà di Dio alla quale mi immolo può fare di me tutto. E questo è quanto non riesco a capire: il divinizzarmi".

"Mi parve che Dio, quel che vuole è questa oblazione totale e costante della mia volontà alla sua Volontà".

Il giorno che fece la sua consacrazione alla Divina Volontà, scrisse: "Io ti consegno quello che adesso posso darti: la mia volontà, sincera e totale, e mi slancio nella tua Volontà Sovrana". (Qualche giorno dopo ricevette il dono del Divin Volere o Incarnazione Mistica).

"Precisamente la cosa caratteristica di questa grazia insigne è amare in una maniera nuova, amare in modo divino, amare con l'amore più perfetto, amare con il cuore di Dio vale a dire, con la sua Volontà".

"Mi sembra che non basti che io sia di Gesù, è necessario che io sia lui. è audacia? Però l'amore non può soddisfarsi con meno, è necessario essere lui. E al pensare a questa unità trema tutto il mio essere di amore e di felicità. Intravedo gli abissi dell'amore. Sentire Gesù nell'intimo dell'anima! Sentirsi Gesù! Essere Gesù!" (Estratto dal Diario Spirituale di Monsignore Luis Maria Martinez)

 

Trascriviamo qui una profezia di San Luigi Maria Grignon de Monfort tratta da "La Vera Devozione a Maria".

 "Maria Santissima è specialmente necessaria per i grandi santi degli ultimi tempi. Ciò accadrà particolarmente alla fine dei tempi, perché l'Altissimo, insieme con la sua Madre Santissima, deve formare per sé grandi santi che supereranno tutti i santi, in santità, tanto quanto i cedri del Libano superano i piccoli arbusti

"I grandi santi, le anime più ricche in grazie e in virtù, saranno le più assidue nella orazione alla nostra Santa Madre e nel tenerla sempre presente come perfetto modello da imitare e quale potente soccorso per il suo aiuto".

 

Chi è Luisa?

Luisa, dal popolo detta "la santa", per Gesù è la sua Piccola Figlia, Neonata nel Regno del Divin Volere.

Nacque a Corato (Bari) il 23 Aprile 1865, ed ivi morì il 4 Marzo 1947. La cittadinanza di Corato la ricorda tuttora con ammirazione e religioso affetto come "Luisa la santa", la piissima anima che visse per ben sessantaquattro anni sempre a letto.

In tale stato di continua sofferenza si trovò ridotta per un preciso disegno di Dio, dopo che volontariamente si offrì a 16 anni come vittima, non per causa di malattia, mai riscontrata dai medici; infatti nel corso di tanti anni non ebbe nemmeno una piaga da decubito o una malformazione, come di solito avviene a chi giace a letto per lungo tempo.

Quanti la visitavano, la trovavano sempre uguale, sempre placida e sorridente, coi fusetti del tombolo tra le mani per lavorare, o con la corona del rosario tra le dita in segno di preghiera, e sulle sue labbra la dolce parola della Volontà di Dio; infondeva in tutti la pace dell'anima e della coscienza. E quanti, dalla sua povera stanzetta, uscivano illuminati da nuova luce di grazia e spiritualmente trasformati!

In un letto, da bianca tendina circondato, la più piccola cella del mondo, Luisa ha vissuto la sua sovrumana storia di volontaria immolazione come vittima in Gesù, con Gesù e, per suo amore, in favore dei poveri peccatori, nell'impetrazione costante, come Gesù le insegnò, dell'avvento del suo regno. Sempre serena e fresca, piccola di statura, occhio vivace, sguardo penetrante, con la testa lievemente piegata verso destra, questa vergine viveva sola, assistita i primi anni dai genitori, e dopo la loro morte sempre in compagnia della sorella minore; durante gli ultimi quaranta anni della sua vita, ebbe anche l'amorevole assistenza di una pia signorina, Rosaria Bucci, deceduta nell'anno 1978, dopo aver reso la sua preziosissima testimonianza su quanto ricordava di Luisa.

Mai un lamento, mai un gesto di disappunto dinanzi alla Volontà di Dio, così come si manifestava nelle circostanze quotidiane. La si vedeva sempre seduta, appoggiata su tre cuscini, avendo dirimpetto un crocifisso, nella cui costante contemplazione Luisa modellò la sua esistenza. Sessantaquattro anni di letto! Un'intera lunga esistenza! Quest'anima, tutta di Gesù, dal 1882 (anno in cui aveva diciassette anni) al 1947 è vissuta nella croce tremenda di un'alternata compagnia sensibile e privazione di Gesù, nella sofferenza, nel silenzio e nella preghiera.

La sua vita, d'una coerenza totale, risponde al disegno divino su di lei, che si è lasciata fare da Gesù depositaria e segretaria dei tesori della Divina Volontà, e modello ed esemplare del vivere in essa, cioè di ciò che il Volere di Dio può fare di un'anima quando la possiede e ad essa si dà in dono, perché Luisa è soprattutto La Piccola Figlia della Divina Volontà.

Quest' anima, priva di una qualsiasi istruzione umana, ha dovuto mettere per iscritto, costretta da inesorabile ubbidienza, la storia della sua vita e le intimità e confidenze di Nostro Signore Gesù Cristo sul vivere nel Divin Volere, per far conoscere il decreto eterno dell'avvento del suo regno nella Chiesa e nel mondo intero. Per ubbidienza datale da Gesù, corroborata dai suoi confessori (furono cinque nel corso della sua vita), Luisa, sempre obbligata da essi, nell'arco di trentanove anni ha dovuto scrivere, a modo di diario, trentasei volumi, ed altri scritti.

Per nessun patto al mondo l'avrebbe mai fatto, perché il suo profondo amore al nascondimento e al silenzio poteva essere vinto solo dalla "Signora Obbedienza" come lei abitualmente la chiamava, e della quale aveva altissimo concetto pur soffrendo ella un'immensa violenza. Così Luisa è la prima testimone di se stessa e della sua missione unica, come si può già intravedere dai pochi brani riportati in quest'opuscolo, che annunciano l'avvento del Regno della Divina Volontà, nell'attesa e nella più ferma speranza che un giorno presto la Santa Chiesa conosca il tesoro nascosto dei trentasei volumi, voluti da Gesù, e che sono i figli dell'eterno amore di Gesù e di Luisa.

 

Consacrazione alla Divina Volontà

In Voluntate Dei! Deo Gratias!

O Volontà Divina e adorabile, eccomi davanti all'immensità della tua luce, perché la tua eterna bontà mi apra le porte e mi faccia entrare in essa, per formare la mia vita tutta in te, Volontà Divina. Perciò dinanzi alla tua luce prostrato, io, il più piccolo fra tutte le creature, vengo, o adorabile Volontà, nella piccola schiera dei figli del tuo Fiat Supremo.

Prostrato nel mio nulla, supplico, scongiuro la tua luce, che voglia investirmi ed eclissare tutto ciò che non ti appartiene, in modo che non faccia altro che guardare, comprendere e vivere in te, Volontà Divina. Essa sarà la mia vita, il centro della mia intelligenza, la rapitrice del mio cuore e di tutto l'essere mio. In questo cuore voglio che non abbia più vita il volere umano; lo bandirò da esso e formerò il nuovo eden di pace, di felicità e di amore. Con essa sarò sempre felice; avrò una forza unica e una santità che tutto santifica e tutto porta a Dio.

Qui prostrato, invoco l'aiuto della Trinità Sacrosanta, che mi ammetta a vivere nel chiostro della Divina Volontà, affinché ritorni in me l'ordine primiero della creazione, così come fu creata la creatura.

Mamma Celeste, Sovrana Regina del Fiat Divino, prendimi per mano e chiudimi nella luce del Volere Divino. Tu sarai la mia guida, la mia tenera Madre, e mi insegnerai a vivere e a mantenermi nell'ordine e nel recinto della Divina Volontà. Sovrana Celeste, al tuo cuore affido tutto l'essere mio. Tu mi farai scuola di Volontà Divina ed io starò attento ad ascoltarti. Stenderai il tuo manto su di me, perché il serpe infernale non ardisca penetrare in questo sacro eden per allettarmi e farmi cadere nel labirinto dell'umano volere.

Cuore del mio Sommo Bene Gesù, tu mi darai le tue fiamme perché mi brucino, mi consumino e mi alimentino, per formare in me la vita del Supremo Volere.

San Giuseppe, tu sarai il mio protettore, il custode del mio cuore, e terrai le chiavi del mio volere nelle tue mani. Custodirai il mio cuore con gelosia e non me lo darai mai più, affinché io sia sicuro di non fare nessuna uscita dalla Volontà di Dio.

Angelo mio custode, fammi da guardia, difendimi, aiutami in tutto, affinché il mio eden cresca fiorito e sia il richiamo di tutto il mondo nella Volontà di Dio.

Corte celeste, vieni in mio aiuto ed io vivrò sempre nella Volontà Divina.