L'ASSUNTA

Seguendo gli Scritti della Serva di Dio Luisa Piccarreta la PFDV

 

" Questa Creatura, Regina di tutti, col far sempre e in tutto la Volontà dell'Eterno anzi, si può dire che la sua vita fu sola Volontà Divina! aprì il Cielo, si vincolò con l'Eterno e fece ritornare nel Cielo le feste con la creatura .....".
                                ( Cfr. LIBRO di CIELO  =   Vol. 18 15.8.1925 )

 

* *  Dolce Gesù, gioisco con Te per le meraviglie operate dal tuo FIAT Divino nell'umile tua Mamma, Sovrana e potente Regina del Cielo.

Mio Gesù, nella tua Divina Volontà, prendo e faccio miei i tuoi sentimenti, per scoprire in ogni tua parola l'infinito tuo amore verso la Madre divina.  Mettendo le mie orecchie nelle tue e con la tua stessa attenzione fatta mia, ascolto i tuoi divini insegnamenti per trarne profitto per l'anima mia:

 

Dal Volume 36    Agosto 15, 1938    Fiat!

La festa dell'Assunta è la festa più bella, più sublime, la festa operante della Divina Volontà nella Regina Celeste.

Mentre la mia mente nuotava nel mare del Voler Divino, mi son fermata nell'atto in cui la mia Mamma Regina fu assunta in Cielo.  Quante meraviglie, quante sorprese d'amore, che si resta rapiti!  Ed il mio dolce Gesù, come se sentisse il bisogno di parlare della sua Madre Celeste, tutto in festa mi ha detto: "Figlia mia benedetta, oggi, la festa dell'Assunta, è la festa più bella, più sublime, più grande, in cui restiamo più glorificati, amati ed onorati.  Cieli e terra sono investiti d'una gioia insolita, non mai provata;  gli Angeli, i Santi si sentono investiti da mari di nuove gioie e nuove felicità, ed inneggiano con nuovi cantici la Sovrana Regina, che col suo impero impera su tutto e dà gioia a tutti.  Oggi è la festa delle feste, è l'unica e nuova che non si è ripetuta mai più.  Oggi, il giorno dell'Assunta, veniva festeggiata la prima volta la Divina Volontà, operante nella Sovrana Signora.

Le meraviglie sono incantevoli in ogni suo più piccolo atto;  anche nel suo respiro, nel suo moto, si vedono tante nostre vite divine che scorrono come tanti re negli atti suoi, che più che fulgidi soli la inondano, la circondano, l'abbelliscono e la rendono così bella che forma l'incanto delle Regioni Celesti.  Ti par poco che in ogni suo respiro, moto, opera e pena, erano riempiti di tante nostre vite divine?  è proprio questo il gran prodigio dell'operato della mia Volontà nella creatura:  formare tante nostre vite divine per quante volte ha avuto l'entrata nel moto, negli atti della creatura.  E siccome il mio Fiat possiede la virtù bilocatrice e ripetitrice, e ripete sempre, senza mai cessare, quello che fa, quindi la gran Signora sente ancora in Sé moltiplicare queste vite divine, le quali non fanno altro che stendere maggiormente i suoi mari d'amore, di bellezza, di potenza, di sapienza infinita.  Tu devi sapere che sono tali e tante le nostre vite divine che possiede, la molteplicità dei suoi atti che possiede, che come entrò in Cielo popolò tutte le Regioni Celesti, che non potendoli contenere riempirono la Creazione tutta.  Sicché non vi è punto dove non scorrono i suoi mari d'amore, di potenza e tante nostre vite di cui ne è la posseditrice e la Regina.

Possiamo dire:  Ci domina e la dominiamo;  e riversandosi nella nostra immensità, potenza ed amore, popolò tutti i nostri attributi degli atti suoi e delle tante nostre vite divine che avea conquistato.  Sicché da dovunque e da per tutto Ci sentiamo amare, glorificare, dentro e fuori di Noi, da dentro le cose create, nei più remoti nascondigli, da questa Celeste Creatura e da chi dalle tante nostre stesse vite divine che il nostro Fiat ha formato in Essa.  Oh, potenza del nostro Volere!  Tu solo puoi fare tanti prodigi fino a creare tante nostre vite in chi Ti fa dominare, per farci amare e glorificare come meritiamo e vogliamo!  Ecco, perciò può dare il suo Dio a tutti, perché Lo possiede;  anzi senza perdere nessuna delle nostre vite divine, come vede la creatura disposta che vuol ricevere la nostra vita, così tiene la virtù di riprodurre, da dentro la nostra vita che possiede, un'altra nostra vita divina per darla a chi Ci vuole.

Questa Vergine Regina è un prodigio continuato;  ciò che fece in terra lo continua in Cielo, perché la nostra Volontà quando opera, tanto nella creatura quanto in Noi, quell'atto non finisce mai, e mentre resta in essa si può dare a tutti.  Finisce forse il sole di dare la sua luce perché ne ha data tanta alle umane generazioni?  Affatto!  Mentre ne ha data tanta, è sempre ricco nella sua luce, senza perderne neppure una stilla di luce.  Perciò la gloria di questa Sovrana Regina è insuperabile, perché tiene in possesso la nostra Volontà operante, che tiene virtù di formare nella creatura atti eterni ed infiniti.  Ci ama sempre né cessa mai d'amarci con le nostre vite che possiede;  Ci ama col nostro amore, Ci ama da per tutto ed ovunque:  il suo amore riempie Cieli e terra e corre a scaricarsi nel nostro Seno divino;  e Noi L'amiamo tanto che non sappiamo stare senza amarla, e mentre ama Noi, ama tutti e Ci fa amare a tutti.  Chi può resistere a non farci dare ciò che vuole?  E poi è il nostro stesso Volere che chiede ciò che Lei vuole, che coi suoi vincoli eterni Ci lega da per tutto, e non possiamo negarle nulla.

   Perciò la festa dell'Assunta è la più bella, perché è la festa della mia Volontà operante in questa gran Signora, che La fece così ricca e bella che i Cieli non possono contenerla;  gli stessi Angeli si sentono muti né sanno parlare di ciò che fa la mia Volontà nella creatura!"

Dopo ciò continua Luisa la mia mente è restata stupita nel pensare ai grandi prodigi che il Fiat Divino operò e continua ad operare nella Celeste Regina, ed il mio amato Gesù ha soggiunto: "Figlia mia, la sua bellezza è inarrivabile, incanta, affascina, conquide;  il suo amore è tanto, che si porge a tutti, ama tutti e lascia dietro di sé mari d'amore.  Si può chiamare:  Regina d'amore, vincitrice d'amore, che amò tanto che a via d'amore vinse il suo Dio.  Tu devi sapere che l'uomo col fare la sua Volontà spezzò i vincoli col suo Creatore e con tutte le cose create;  questa Celeste Regina, colla potenza del nostro Fiat che possedeva, vincolò il suo Creatore colle creature, vincolò tutti gli esseri insieme, li unì, li riordinò di nuovo, e col suo amore dava la novella vita alle umane generazioni.  Fu tanto il suo amore, che coprì e nascose nel suo amore le debolezze, i mali, i peccati e le stesse creature nei suoi mari d'amore.  Oh, se questa Vergine Santa non possedesse tanto amore Ci riuscirebbe difficile guardare la terra!  Ma il suo amore non solo Ce la fa guardare, ma vogliamo dare la nostra Volontà regnante in mezzo a loro, perché Lei così vuole:  vuole dare ai suoi figli ciò che possiede, ed a via d'amore vincerà Noi ed i figli suoi!"

 

Preghiera alla Celeste REGINA

* *  Regina Immacolata, Celeste Madre mia, io vengo sulle Tue ginocchia materne per abbandonarmi, qual tuo caro figlio, fra le tue braccia e per chiederti, coi sospiri più ardenti, la massima grazia che Tu possa concedermi:  Mamma Santa, Tu che sei la Regina del Regno della Divina Volontà, ammettimi a vivere in Esso come figlio tuo e fa' sì che questo Regno non sia più d'ora innanzi deserto, ma molto popolato di figli tuoi. 

Sovrana Regina, a Te mi affido, affinché Tu guidi i miei passi in questo Santo Regno:  tenendomi avvinto alla tua mano materna, fa' che tutto l'essere mio viva vita perenne nella Divina Volontà.  Tu mi farai da Mamma ed io Ti consegnerò la mia volontà affinché Tu me la scambi con Quella Divina.  Illumina perciò Ti prego la mia mente ed assistimi, perché io possa ben comprendere che cosa sia e che cosa significhi la Santa Volontà di Dio.

*  Mamma Regina, pronunzia in me il tuo FIAT, onde viva in me la Volontà Divina.

 

Nel Volume 18, Agosto 15, 1925, leggiamo:

Tutte le cose create camminano verso l'uomo. 

La Festa dell'Assunta si dovrebbe chiamare:  'la Festa della Divina Volontà'.

Continuavo a fondermi nel Santo Voler Divino, per ricambiare il mio Gesù col mio piccolo amore di tutto ciò che ha fatto per l'uman genere nella Creazione, ed il mio amato Gesù, muovendosi nel mio interno, per dare più valore al mio piccolo amore, faceva insieme con me ciò che io facevo;  ed in questo mentre mi ha detto:  "Figlia mia, tutte le cose create furono fatte per l'uomo, e tutte corrono verso dell'uomo;  non hanno piedi, ma tutte camminano, tutte hanno un moto, o per trovarlo o per farsi trovare.  La luce del sole si parte dall'altezza dei cieli per trovare la creatura, illuminarla e riscaldarla;  l'acqua cammina per giungere fin nelle viscere umane per dissetarla e rinfrescarla;  la pianta, il seme, cammina, squarcia la terra, forma il suo frutto per darsi all'uomo.  Non c'è cosa creata che non abbia un passo, un moto, verso chi l'Eterno Fattore l'aveva diretta nella loro creazione.  La mia Volontà mantiene l'ordine, l'armonia, e le tiene tutte in via verso le creature, sicché è la mia Volontà che cammina sempre nelle cose create verso la creatura, non si ferma mai, è tutta moto verso chi tanto ama.  Eppure, chi dice un grazie alla mia Volontà che le porta la luce del sole, l'acqua da bere per dissetarlo, il pane per sfamarlo, il frutto, il fiore per ricrearlo, e tante altre cose che le porta per renderlo felice?  Non è giusto che facendo tutto la mia Volontà per lui, l'uomo facesse tutto per compiere la mia Volontà? 

Oh, se tu sapessi la festa che fa la mia Volontà nelle cose create quando cammina e serve a chi compie la mia Volontà!  La mia Volontà operante e compita nella creatura e quella operante nelle cose create, mentre s'incontrano insieme si baciano, si armonizzano, si amano e formano l'inno, l'adorazione al loro Creatore ed il portento più grande di tutta la Creazione.  Le cose create si sentono onorate quando servono alla creatura che è animata da quella stessa Volontà che forma la loro stessa vita.  Invece, la mia Volontà si atteggia a dolore nelle stesse cose create quando deve servire a chi non compie la mia Volontà.  Ecco perciò ne avviene che molte volte le cose create si mettono contro dell'uomo, lo colpiscono, lo castigano, perché loro si rendono superiori all'uomo, conservando integra in loro quella Volontà Divina di cui furono animate fin dal principio della loro creazione, e l'uomo è sceso nel basso, non conservando in lui la Volontà del suo Creatore".

Dopo di ciò mi son messa a pensare alla Festa della mia Celeste Mamma Assunta in Cielo, ed il mio dolce Gesù, con un accento tenero e commovente ha soggiunto:  "Figlia mia, il vero nome di questa Festa, dovrebbe chiamarsi:  'La Festa della Divina Volontà'.  Fu la volontà umana che chiuse il Cielo, che spezzò i vincoli col suo Creatore, che fece uscire in campo le miserie, il dolore e che mise un termine alle feste che la creatura doveva godere nel Cielo.  Ora, questa creatura, Regina di tutti, col fare sempre ed in tutto la Volontà dell'Eterno anzi, si può dire che la sua vita fu la sola Volontà Divina aprì il Cielo, si vincolò con l'Eterno e fece ritornare le feste nel Cielo con la creatura.  Ogni atto che compiva nella Volontà Suprema, era una festa che iniziava in Cielo, erano soli che formava come ornamento di questa festa, erano musiche che spediva per allietare la Celeste Gerusalemme.  Sicché la vera causa di questa Festa è la Volontà Eterna operante e compita nella mia Mamma Celeste, che operò tali prodigi in Lei, che stupì Cieli e terra, incatenò l'Eterno coi vincoli indissolubili d'amore, rapì il Verbo fin nel suo seno;  gli stessi Angeli, rapiti, ripetevano tra loro:  'Donde tanta gloria, tanto onore, tanta grandezza e prodigi non mai visti in questa eccelsa Creatura?  Eppure, è dall'esilio che viene!'  E attoniti riconoscevano la Volontà del loro Creatore come Vita e operante in Lei, e tremebondi dicevano:  'Santa, Santa, Santa, onore e gloria alla Volontà del nostro Sovrano Signore, e gloria e tre volte Santa Colei che ha fatto operare questa Suprema Volontà!' 

Sicché è la mia Volontà che più che tutto fu ed è festeggiata nel giorno dell'Assunzione in Cielo della mia Madre Santissima.  Fu la sola mia Volontà che la fece ascendere tanto in alto, che la distinse fra tutti;  tutto il resto sarebbe stato come nulla se non avesse posseduto il prodigio del mio Volere.  Fu la mia Volontà che le diede la Fecondità Divina e la fece Madre del Verbo;  fu la mia Volontà che le fece veder ed abbracciare tutte le creature insieme, facendosi Madre di tutti e amando tutti con un amore di Maternità Divina, e facendola Regina di tutti la faceva imperare e dominare.  Onde, in quel giorno la mia Volontà ricevette i primi onori, la gloria ed il frutto abbondante del suo lavoro nella Creazione, ed incominciò la sua Festa che mai interrompe per la glorificazione del suo operato nella mia diletta Madre.  E sebbene il Cielo fu aperto da Me, e molti Santi stavano già in possesso della Patria Celeste quando la Regina Celeste fu assunta in Cielo, ma però come causa primaria era proprio Lei, che aveva compito in tutto la Suprema Volontà, e perciò si aspettò Colei che tanto l'aveva onorata, e conteneva il vero prodigio della Santissima Volontà per fare la prima Festa al Supremo Volere.  Oh, come tutto il Cielo magnificava, benediva, lodava l'Eterna Volontà, quando vedeva questa sublime Regina entrare nell'Empireo, in mezzo alla corte celeste, tutta circonfusa dal Sole Eterno del Voler Supremo!  La vedevano tutta tempestata dalla potenza del Fiat Supremo, non c'era stato in Lei neppure un palpito che non aveva impresso questo Fiat, e attoniti la guardavano e le dicevano:  'Ascendi, ascendi più in alto!  E' giusto che Colei che tanto ha onorato il Fiat Supremo, e che per mezzo suo ci troviamo noi nella Patria Celeste, abbia il trono più alto e che sia la nostra Regina!'  Ed il più grande onore che ricevette la mia Mamma, fu il vedere glorificata la Divina Volontà".

 

* *  Mio dolce Gesù, entro nella tua Volontà dove trovo tutto in atto e Ti accompagno mentre accogli fra le tue braccia la tua dolce Madre per portarla con Te in Cielo, mentre il mio cuore si pone in muta attenzione dei suoi insegnamenti:

Da:  "La Vergine Maria nel Regno della Divina Volontà", 31° Giorno:

 

La Regina del Cielo nel Regno della Divina Volontà.  Passaggio dalla terra al Cielo. 
Ingresso felice.  Cielo e terra festeggiano la nuova arrivata.

L'anima alla sua gloriosa Regina:

Mia cara Mamma Celeste, sono di ritorno fra le tue braccia materne e nel guardarti vedo che un dolce sorriso affiora sulle tue labbra purissime.  Il tuo atteggiamento oggi è tutto a festa;  mi sembra che qualche cosa che più mi sorprenda vuoi narrarmi e confidare alla figlia tua.  Mamma santa, deh, ti prego, con le tue mani materne tocca la mia mente, svuota il mio cuore, affinché possa comprendere i tuoi santi insegnamenti e metterli in pratica.

Lezione della Regina del Cielo:

Figlia carissima, oggi la tua Mamma è in festa, perché voglio parlarti della mia partita dalla terra al Cielo, giorno in cui finii di compiere la Divina Volontà sulla terra.  Perché non ci fu in me né un respiro, né un palpito, né un passo in cui il Fiat Divino non avesse il suo atto completo e questo mi abbelliva, mi arricchiva, mi santificava tanto, che gli stessi Angeli ne restavano rapiti.

Ora, tu devi sapere che prima di partire per la Patria Celeste, io, col mio amato Giovanni, ritornai di nuovo a Gerusalemme.  Era l'ultima volta che in carne mortale passai la terra, e la creazione tutta, come se l'avessero intuito, si prostravano a me d'intorno;  [per]fino [dai] pesci del mare che io valicavo al più piccolo uccellino, volevano essere benedetti dalla loro Regina, ed io tutti benedicevo e davo [loro] l'ultimo addio.  Onde giunsi a Gerusalemme e, ritirandomi dentro di un appartamento, dove mi portò Giovanni, mi chiusi per non uscirne più.

Ora, figlia benedetta, tu devi sapere che incominciai a sentire in me un tale martirio d'amore, unito con ansie ardenti di raggiungere il mio Figlio al Cielo, da sentirmi consumare, fino a sentirmi inferma d'amore ed avevo dei forti deliri e deliqui tutti d'amore.  Perché io non conobbi mai malattia né qualunque indisposizione leggera;  alla mia natura concepita senza peccato e vissuta tutta di Volontà Divina mancava il germe dei mali naturali.  Se le pene mi corteggiarono tanto, furono tutte di ordine soprannaturale e queste pene furono per la tua Mamma Celeste trionfi ed onori e mi davano il campo per fare che la mia maternità non fosse sterile, ma conquistatrice di molti figli.  Vedi, dunque, figlia cara, che significa vivere di Volontà Divina?  Sperdere il germe dei mali naturali, che producono non onori e trionfi, ma debolezze, miserie e sconfitte.

Perciò, figlia carissima, ascolta l'ultima parola della tua Mamma che sta per partire al Cielo;  non partirei contenta, se non lasciassi la figlia mia al sicuro.  Prima di partire, voglio farti il mio testamento, lasciandoti per dote quella stessa Volontà Divina che possiede la Mamma tua e che tanto mi ha aggraziata, fino a rendermi Madre del Verbo, Signora e Regina del Cuore di Gesù e Madre e Regina di tutti.

Senti, figlia cara, è l'ultimo giorno del mese a me consacrato.  Io ti ho parlato con tanto amore di ciò che operò la Divina Volontà in me, del gran bene che essa sa fare e che significa farsi dominare da Essa;  ti ho parlato pure dei gravi mali dell'umano volere.  Ma credi tu che sia stato per farti una semplice narrazione?  No, no.  La tua Mamma quando parla, vuol dare.  Io, nella foga del mio amore, in ogni parola che ti dicevo legavo l'anima tua al Fiat Divino e ti preparavo la dote in cui tu potessi vivere ricca, felice, dotata di forza divina.

Ora che sto per partire, accetta il mio testamento;  l'anima tua sia la carta in cui io scrivo, con la penna d'oro del Volere Divino e con l'inchiostro del mio ardente amore che mi consuma, la testificazione della dote che ti faccio.  Figlia benedetta, assicurami che non farai mai più la tua volontà, metti la mano sul mio Cuore materno e giurami che chiudi la tua volontà nel mio Cuore, cosicché non sentendola, non avrai occasione di farla ed io me la porterò nel Cielo come trionfo e vincita della figlia mia.

Deh, figlia cara, ascolta l'ultima parola della tua Mamma morente di puro amore, ricevi l'ultima mia benedizione come suggello della vita della Divina Volontà che lascio in te, che formerà il tuo Cielo, il tuo sole, il tuo mare d'amore e di grazia.  In questi ultimi momenti, la tua Mamma Celeste vuole affogarti d'amore, sviscerarsi in te, purché ottenga l'intento di sentire l'ultima tua parola, che [cioè] ti contenterai di morire, farai qualunque sacrificio, anziché dare un atto di vita alla tua volontà.  Dimmelo, figlia mia! Dimmelo!

L'anima: Mamma santa, nella foga del mio dolore te lo dico piangendo, che se tu vedi che io stia per fare un atto della mia volontà, fammi morire, vieni tu stessa a prendere l'anima mia nelle tue braccia e portami lassù ed io di cuore lo prometto, lo giuro di non fare mai, mai, la mia volontà.

La Regina d'amore:

Figlia benedetta, come ne sono contenta!  Non mi sapevo decidere a narrarti la mia partita al Cielo se non rimanesse assicurata la figlia mia sulla terra, dotata di Volontà Divina;  ma sappi che dal Cielo non ti lascerò;  non ti lascerò orfana;  ti guiderò in tutto, e dal tuo più piccolo bisogno fino al più grande, chiamami ed io a te verrò subito, a farti da Mamma.

Ora, figlia cara, ascoltami.  Io ero già inferma d'amore.  Il Fiat Divino, per consolare gli Apostoli e me pure, permise quasi in modo prodigioso che tutti gli Apostoli, eccetto uno, mi facessero corona nell'atto che stavo per partire al Cielo;  tutti sentivano lo schianto del cuore e piangevano amaramente.  Io [li] consolai;  a tutti raccomandai in modo speciale la santa Chiesa nascente ed impartii a tutti la materna Benedizione;  lasciando nei loro cuori, in virtù di essa, la paternità d'amore verso le anime.  Il mio caro Figlio non faceva altro che andare e venire dal Cielo;  non poteva più stare senza della sua Mamma;  e dando [io] l'ultimo anelito di puro amore nell'interminabilità del Volere Divino, mio Figlio mi ricevette fra le sue braccia e mi condusse al Cielo, in mezzo alle schiere angeliche, che inneggiavano alla loro Regina.  Posso dire che il Cielo si svuotò per venirmi incontro;  tutti mi festeggiavano e, nel mirarmi restavano rapiti ed in coro dicevano:  "Chi è Costei, che viene dall'esilio, tutta appoggiata al suo Signore?  Tutta bella, tutta santa, con lo scettro di Regina?  Ed è tanta la sua grandezza, che i cieli si sono abbassati per riceverla.  Nessun'altra creatura è entrata in queste Regioni Celesti così ornata e speciosa, così potente che tiene la supremazia su tutto".

Ora, figlia mia, vuoi tu sapere chi è Costei che tutto il Cielo inneggia e restano rapiti?  Sono io, Colei che non fece mai la sua volontà, ed il Voler Divino mi abbondò tanto, che distese cieli più belli, soli più fulgidi, mari di bellezza, d'amore, di santità, con cui potevo dare luce a tutti, amore, santità a tutti e racchiudere dentro il mio cielo tutto e tutti;  era l'operato della Divina Volontà operante in me, che aveva operato prodigio sì grande;  ero l'unica creatura che entrava in Cielo che aveva fatto la Divina Volontà sulla terra come si fa in Cielo, e che aveva formato il suo Regno nell'anima mia.  Ora, tutta la Corte Celeste, nel guardarmi, restavano meravigliati, perché guardandomi mi trovavano cielo e, ritornando a guardarmi, mi trovavano sole e, non potendo distaccare il loro sguardo, guardandomi più in fondo mi vedevano mare, e trovavano anche in me la terra tersissima della mia umanità con le più belle fioriture e rapiti esclamavano:  "Come è bella!  Tutto ha accentrato in sé;  nulla le manca!  Di tutte le opere del suo Creatore, è la sola opera compiuta di tutta la Creazione!"

Ora, figlia benedetta, tu devi sapere che fu la prima festa che si fece in Cielo alla Divina Volontà, che tanti prodigi aveva operato nella sua creatura.  Sicché [nel]la mia entrata in Cielo fu festeggiato da tutta la Corte Celeste ciò che il Fiat Divino può operare di bello, di grande, nella creatura.  D'allora in poi non si sono ripetute più queste feste e perciò la Mamma tua ama tanto che la Divina Volontà regni in modo assoluto nelle anime, per darle campo di farle ripetere i suoi grandi prodigi e le sue feste meravigliose.

L'anima:

Mamma d'amore, Imperatrice Sovrana, deh, dal Cielo dove gloriosamente regni, volgi lo sguardo pietoso sulla terra ed abbi pietà di me!  Oh, come sento il bisogno della mia cara Mamma!  Sento che mi manca la vita senza di te;  tutto mi vacilla senza della Mamma mia;  perciò non lasciarmi a metà del mio cammino, ma continua a guidarmi fino a tanto che tutte le cose [non] si convertano per me in Volontà di Dio, affinché formi in me la sua vita ed il suo Regno.

Fioretto:

Oggi, per onorarmi, reciterai tre Gloria alla SS. Trinità, per ringraziarla a nome mio per la grande gloria che mi diede quando fui Assunta in Cielo e mi pregherai che ti venga ad assistere nel punto della tua morte.

Giaculatoria:

Mamma Celeste, chiudi la mia volontà nel Cuor tuo e lasciami il Sole della Divina Volontà nell'anima mia.

 

Scrive Luisa Piccarreta il 18 dicembre 1920 (Volume 12):

Stavo tutta afflitta senza del mio Gesù, e mentre pregavo me L'ho sentito vicino, che mi diceva:  "Ah figlia mia, le cose peggiorano!  Quale turbine entrerà per sconvolgere tutto!  Regnerà quanto dura un turbine e finirà come finisce il turbine.  Al governo italiano gli manca il terreno sotto dei piedi e non sa dove deve andare a parare.  Giustizia di Dio!" 

Dopo ciò mi son sentita fuori di me stessa e mi son trovata insieme col mio dolce Gesù, ma tanto stretta con Lui e Lui con me, che quasi non potevo vedere la sua Divina Persona;  ed io, non so come, ho detto:

"Mio dolce Gesù, mentre sono avvinta a Te, voglio attestarti il mio amore, la mia gratitudine
e tutto ciò che la creatura è in dovere di fare, per avere creato la nostra Regina Mamma Immacolata, la più bella, la più santa ed un portento di grazia, arricchendola di tutti i doni e facendola anche nostra Madre. 

E questo lo faccio a nome delle creature passate, presenti e future;  voglio prendere al volo ciascun atto di creatura, parola, pensiero, palpito e passo, ed in ciascuno di essi dirti che Ti amo, Ti ringrazio, Ti benedico, Ti adoro, per tutto ciò che hai fatto alla mia e tua Celeste Mamma".

Gesù ha gradito il mio atto, ma tanto che mi ha detto: "Figlia mia, con ansia aspettavo questo tuo atto a nome di tutte le generazioni.  La mia Giustizia, il mio Amore ne sentivano il bisogno di questo contraccambio, perché grandi sono le grazie che scendono su tutti per avere tanto arricchito la mia Mamma;  eppure non hanno mai una parola, un grazie da dirmi".   [...]

 

* *  MAMMA REGINA,

   deh, fammi vivere e morire nel  FIAT della Divina Volontà!  Irrevocabilmente rinuncio
a me, mi riconsacro a Te, mi getto in Te! 

Immergimi nei tuoi mari di amore, di dolore e di virtù che per noi hai meritati. 
Rinnovami, concepiscimi e nutrimi. 

Fa' di me il tuo Gesù. 

     Sempre a Te unito all'infinito nel filo del  FIAT Divino, avvolgo e investo tutto il creato
ed uniformo tutti gli atti di tutte le creature che sono, che furono e che saranno; 
immergili prima nei tuoi mari e nei meriti e nel Sangue di Gesù, trasformandoli così in atti
di amore, di generazione della Divina Volontà, per quante Vite Divine la SS. Trinità
desidera e merita. 

E nel filo della Divina Volontà che mi unisce a Te con il tuo Gesù, unisco pure questi atti tutti
in un unico, indissolubile filo divino.

Tessi con le tue mani materne la tunica a Gesù, chiudendo e sigillando in essa tutte le anime, nessuna esclusa. 

Tu stessa chiudi le porte dell'inferno! 

Che la Giustizia sia appagata! 

Che la Misericordia trionfi! 

Che venga, venga il tuo trionfo!... 

col Regno della Divina Volontà e del Divino Amore!... 

Lo Spirito Santo purifichi, infiammi e santifichi ogni cuore! 

Gesù, Maria, avvalorate e fate vostra ogni cosa mia! 

Mamma Regina, chiudimi col mondo intero nel FIAT della Volontà Divina!

Mamma Celeste, Sovrana Regina, chiudi la mia volontà nel Cuor tuo e lascia il Sole
della Divina Volontà nell'anima mia.

 

Pro Manuscripto

a cura del
Gruppo di Preghiera
"Divino Volere e Divino Amore"

Tel. 06.77201536