L' ASSUNZIONE  IN  CIELO  DELLA  NOSTRA  MAMMA

Fin dall'inizio della sua vita Maria è l'Immacolata e la Piena di Grazia (Cfr. Gen. 3,15;  Lc.1, 2830). Fin dal primo istante della sua vita, Maria, essendo senza macchia di peccato, non ereditò nessuna delle sue conseguenze (cioè, oltre alla perdita della Grazia, la perdita dei  doni  preternaturali):

Maria non fu priva dell'uso di ragione, come tutti noi, neppure per un istante (Cfr. Sap. 1,4).

Maria fu immune dalla concupiscenza, le disordinate inclinazioni dell'appetito sensitivo (Gen. 3,16).

Maria fu immune da malattia, debolezze fisiche, acciacchi, invecchiamento e, infine, dal traguardo ultimo di tutto ciò, che è la morte (Cfr. Gen. 3,19; Sap. 2,2324). Non essendoci in Gesù e in Maria morte spirituale, non potevano essere raggiunti dal dolore e dalla morte corporale, ma se questi li raggiunsero, ciò fu liberamente, a motivo della nostra Redenzione.

    "Io non conobbi mai malattia né qualunque indisposizione leggera; alla mia natura concepita senza peccato e vissuta tutta di Volontà Divina mancava il germe dei mali naturali. Se le pene mi corteggiarono tanto, furono tutte in ordine soprannaturale, e queste pene furono per la tua Mamma Celeste trionfi e onori e mi davano campo per fare che la mia maternità non fosse sterile, ma conquistatrice di molti figli. Vedi dunque, figlia cara, che significa vivere di Volontà Divina: sperdere il germe dei mali naturali che producono, non onori e trionfi, ma debolezze, miserie e sconfitte". ("La Vergine Maria...", 31° giorno)

   Alla fine della sua vita, non toccata da acciacchi, invecchiamento o morte (dal momento che è l'Immacolata), "inferma d'amore" irresistibile (Cant. 5,8), Maria "si addormentò". La "Dormizione", celebrata dai cristiani orientali, che conservano questa tradizione viva, non è lo stesso che la morte.

è possibile intentare un chiarimento teologico? Maria morì, sì o no? Il Magistero della Chiesa non si è pronunciato quando ha proclamato il dogma dell'Assunzione di Maria. Riportiamo una pagina del P. Gabriele M. Roschini OSM. ("La Madonna negli scritti di Maria Valtorta", pp. 234236):

   Fu vera morte? Pio XII... nel definire dogma di fede l'Assunzione di Maria SS. in anima e corpo alla gloria del Cielo, intenzionalmente volle prescindere dalla morte e risurrezione.

Al termine della vita terrena di Maria SS. intervenne una vera separazione. Bisogna però tener presente che vi è una doppia separazione: quella dell'anima dal corpo (morte vera e propria, con corruzione sostanziale) e quella temporale dello spirito dal corpo e dall'anima vivificante (morte impropriamente detta,  senza  corruzione).

«Vi è differenza [leggiamo negli scritti della Valtorta] tra la separazione dell'anima dal corpo per morte vera, e la momentanea separazione dello spirito dal corpo e dall'anima vivificante per estasi o rapimento contemplativo. Mentre il distacco dell'anima dal corpo provoca la vera morte, la contemplazione estatica, ossia la temporanea evasione dello spirito fuor dalle barriere dei sensi e della materia, non provoca la morte. E questo perché l'anima non si distacca e separa totalmente dal corpo, ma lo fa solo con la sua parte migliore, che si immerge nei fuochi della contemplazione»  (Poema, vol. X, p. 354).

(...) Ciò premesso, è necessario dire che la morte di Maria SS. non fu una vera morte: «"Io morii? [si domanda la Vergine]. Sì, se si vuol chiamare morte la separazione della parte eletta dello spirito dal corpo. No, se per morte si intende la separazione dell'anima vivificante dal corpo, la corruzione della materia non più vivificata dall'anima, e prima la lugubrità del sepolcro, e, per prima tra tutte queste cose,  lo spasimo della morte. Come morii? O meglio: come trapassai dalla Terra al Cielo,  prima con la parte immortale [lo spirito] e poi con quella peribile? Come era giusto       per Colei che non conobbe macchia di colpa".» (ibid., p. 347).

 

E in nota l'Autore aggiunge:

Altrove la pia Veggente asserisce (riferendo le parole a lei rivolte da Gesù): «Una tradizione dice che nell'urna di Maria, riaperta da Tommaso, vi furono trovati solo dei fiori. Pura leggenda. Nessun sepolcro inghiottì la salma di Maria, perché non vi fu mai una salma di Maria, secondo il senso umano, dato che Maria non morì come muore chiunque ebbe vita. Ella si era soltanto, per decreto divino, separata dallo spirito, e con lo stesso, che l'aveva preceduta, si ricongiunse la sua carne santissima. Invertendo le leggi abituali, per le quali l'estasi finisce quando cessa il rapimento, ossia, quando lo spirito torna allo stato normale, fu il corpo di Maria che tornò a riunirsi allo spirito, dopo la lunga sosta sul letto funebre. Tutto è possibile a Dio. Io sono uscito dal Sepolcro senz'altro aiuto che il mio potere. Maria venne a Me, a Dio, al Cielo, senza conoscere il sepolcro col suo orrore di putredine e di lugubrità. è    uno dei più fulgidi miracoli di Dio. Non unico, in verità, se si ricordano Enoc ed Elia, che, perché cari al Signore, furono rapiti alla Terra senza conoscere la morte, e trasportati altrove, in un luogo noto a Dio solo e ai celesti abitanti dei Cieli. Giusti erano, ma sempre un nulla rispetto a mia Madre, inferiore, in santità, solo a Dio. Per questo non ci sono reliquie del corpo e del sepolcro di Maria. Perché Maria non ebbe sepolcro e il suo corpo fu assunto in Cielo.»  (Poema, vol X, p. 350351).

   Dalla Sacra Scrittura sappiamo che la morte è entrata nel mondo come conseguenza  del peccato (cfr. Gen. 3,19; Sap. 2,2324; Rom. 5,1221). Se Gesù è morto e ha offerto la vita di sua libera volontà (Gv.10,1718), per motivo di Redenzione, perché non doveva Maria imitarlo anche in questo?  Allora Maria è morta?  Sì, quando era in piedi sotto la Croce. La morte del Figlio l'ha fatta tutta sua, come ha fatto sua tutta la vita del Figlio. E al termine della sua vita terrena?  Fu transito, fu dormizione, seguita dall'Assunzione al terzo giorno in Anima e Corpo glorificato al Cielo (Cfr. Cant. 5,28; 2,1014; 8,5;  Apoc.11,19 e 21,1). Del resto, San Paolo dice nella 1 Tes. 5,23: "Il Dio della pace vi santifichi fino alla perfezione, e tutto quello che è vostro: spirito, anima e corpo, si conservi irreprensibile per la venuta del Signore nostro Gesù Cristo".

   Ma ascoltiamo ancora due brani del diario autobiografico della Serva di Dio Luisa Piccarreta: «... Mi son sentita uscire fuori di me stessa nella volta dei cieli, insieme col mio amante Gesù. Pareva che tutto fosse in festa, Cielo, terra e purgatorio; tutti erano inondati di un nuovo gaudio e giubilo. Molte anime uscivano dal purgatorio e come folgori giungevano in Cielo, per assistere alla festa della nostra Regina Mamma. Anch'io mi spingevo in mezzo a quella folla immensa di gente, cioè, Angeli, Santi e anime del purgatorio, che occupavano quel nuovo Cielo, che era tanto immenso, che quello nostro che vediamo, confrontato con quello, mi pareva un piccolo buco; molto più che avevo l'ubbidienza del Confessore. Ma mentre facevo per guardare, non vedevo altro che un Sole luminosissimo che spandeva raggi, che mi penetravano tutta da parte a parte, da diventare come cristallo, tanto che si scorgevano benissimo i piccoli nei e l'infinita distanza che passa tra il Creatore e la creatura; tanto più che ognuno di quei raggi aveva la sua impronta: chi denotava la santità di Dio, chi la purità, chi la potenza, chi la sapienza e tutte le altre virtù e attributi di Dio. Sicché l'anima, vedendo il suo nulla, le sue miserie e la sua povertà, si sentiva annichilita e, invece di guardare, sprofondava bocconi a terra innanzi a quel Sole Eterno, innanzi al Quale non c'è nessuno che possa stargli di fronte. Il più era che per vedere la festa della nostra Mamma Regina, si doveva guardare da dentro di quel Sole, tanto pareva immersa in Dio la Vergine SS., ché guardando da altri punti non si vedeva  niente.

 ..."Solo ed unico mio tesoro, neppure mi hai fatto vedere la festa della nostra Regina Madre, né sentire i primi cantici che fecero gli angeli e i santi nell'ingresso che fece nel Paradiso".

E Gesù: "Il primo cantico che fecero alla mia Mamma fu l'Ave Maria, perché nell'Ave Maria si contengono le lodi più belle, gli onori più grandi, e si rinnova il gaudio che ebbe nell'essere fatta Madre di Dio; perciò, recitiamola insieme per onorarla, e quando verrai tu in Paradiso te la farò trovare come se l'avessi recitato insieme con gli angeli la prima volta nel Cielo".

E così ho recitato la prima parte dell'Ave Maria insieme con Gesù. Oh, come era tenero e commovente salutare la nostra Mamma SS. insieme col suo diletto Figlio!  Ad ogni parola che Lui diceva, portava una luce immensa in cui si comprendevano molte cose sul conto della Vergine SS.; ma chi può dirle tutte, molto più per la mia incapacità? Perciò le passo in silenzio.»  (vol. 2°, 15 Agosto 1899)

 

«Dopo ciò mi son messa a pensare alla festa della mia Celeste Mamma Assunta in Cielo, e il mio dolce Gesù con un accento tenero e commovente ha soggiunto:

"Figlia mia, il vero nome di questa festa dovrebbe [essere] la festa della Divina Volontà. Fu la volontà umana che chiuse il Cielo, che spezzò i vincoli col suo Creatore, che fece uscire in campo le miserie, il dolore, e che mise un termine alle feste che la creatura doveva godere nel Cielo. Ora, questa creatura, Regina di tutti, col fare sempre ed in tutto la Volontà dell'Eterno anzi si può dire che la sua vita fu la sola Volontà Divina aprì il Cielo, si vincolò con l'Eterno e fece ritornare nel Cielo le feste con la creatura. Ogni atto che compiva nella Volontà Suprema era una festa che iniziava in Cielo, erano soli che formava come ornamento di questa festa, erano musiche che spediva per allietare la Celeste Gerusalemme, sicché la vera causa di questa festa è la Volontà Eterna operante e compiuta nella mia Mamma Celeste, che operò tali prodigi in Lei, che stupì Cieli e terra, incatenò l'Eterno coi vincoli indissolubili d'amore [e] rapì il Verbo fin nel suo seno. Gli stessi Angeli, rapiti, ripetevano tra loro: «Donde tanta gloria, tanto onore, tanta grandezza e prodigi non mai visti in questa eccelsa Creatura? Eppure è dall'esilio che viene». E attoniti riconoscevano la Volontà del loro Creatore come Vita e operante in Lei, e tremebondi dicevano: «Santa, Santa, Santa! Onore e gloria alla Volontà del nostro Sovrano Signore, e gloria e tre volte Santa Colei che ha fatto operare questa Suprema Volontà». Sicché è la mia Volontà, che più di tutto fu ed è festeggiata nel giorno dell'Assunzione in Cielo della mia Madre SS.

Fu la sola mia Volontà che La fece ascendere tanto in alto, che la distinse fra tutti; tutto il resto sarebbe stato come nulla, se non avesse posseduto il prodigio del mio Volere. Fu la mia Volontà che Le diede la Fecondità Divina e La fece Madre del Verbo, fu la mia Volontà che Le fece vedere ed abbracciare tutte le creature insieme, facendosi Madre di tutti e amando tutti con un amore di Maternità Divina, e facendola Regina di tutti La faceva imperare e dominare. Onde, in quel giorno la mia Volontà ricevette i primi onori, la gloria ed il frutto abbondante del suo lavoro nella Creazione, ed incominciò la sua Festa che mai interrompe per la glorificazione del suo operato nella mia diletta Madre. E sebbene il Cielo fu aperto da Me, e molti Santi stavano già in possesso della Patria Celeste quando la Regina Celeste fu assunta in Cielo, tuttavia la causa primaria era proprio Lei, che aveva compiuto in tutto la Suprema Volontà, e perciò si aspettò Colei che tanto la aveva onorata e [che] conteneva il vero prodigio della SS. Volontà,  per fare la prima festa al Supremo Volere. Oh, come tutto il Cielo magnificava, benediva, lodava l'Eterna Volontà, quando vide questa sublime Regina entrare nell'Empireo, in mezzo alla corte celeste, tutta circonfusa dal Sole Eterno del Volere Supremo. La vedevano tutta tempestata dalla potenza del 'Fiat' Supremo; non c'era stato in Lei neppure un palpito che non avesse impresso questo 'Fiat', e attoniti La guardavano e Le dicevano: «Ascendi, ascendi più in alto; è giusto che Colei che tanto ha onorato il 'Fiat' Supremo, per mezzo del quale ci troviamo noi nella Patria Celeste, abbia il trono più alto e sia la nostra Regina». E il più grande onore che ricevette la mia Mamma fu il vedere glorificata la Divina Volontà". »  (vol. 18°, 15 Agosto 1925).

 

OMELIA  DEL  15  AGOSTO  2012

Oggi la Chiesa celebra una grande festa, la festa dell'Assunzione in Cielo di Maria, in anima e corpo. è la festa del trionfo di Maria, ma ancor di più è la festa del primo e più grande trionfo di Dio, che finalmente in una creatura, la Vergine, ha potuto realizzare il suo disegno eterno, il suo sogno di amore. In lei Dio ha fatto la perfetta immagine e somiglianza di Se stesso. In lei ha realizzato il suo Regno. La Madonna è la Donna vestita di Sole: il Sole della Divina Volontà, che in lei ha potuto formare pienamente la sua Vita. La ha colmata di Grazia e le ha dato tutte le qualità proprie di Dio, la sua stessa Gloria, la sua Bellezza e Santità, i suoi diritti divini e la sua Autorità. Maria è diventata per Grazia ciò che Dio è per natura. Nulla può negare Dio a Maria, per nulla Maria ha negato a Dio. Oggi è perciò la festa del primo trionfo di Dio, del trionfo della sua adorabile Volontà.

La Vergine della Rivelazione, apparendo a Bruno Cornacchiola nel 1947 a Roma, nelle Tre Fontane, si presentò dicendo "Io sono Colei che è nel seno della Divina Trinità". Maria è stata concepita, cioè la sua anima è stata creata nel seno delle Tre Divine Persone, che l'hanno plasmata con la stessa Onnipotenza del Padre, con la Sapienza stessa del Figlio, con l'Amore infinito dello Spirito Santo. La sua anima è stata creata Lei è creatura in vista dell'Incarnazione del Figlio, per essere sua Madre. Parlando proprio di Maria, dice la Scrittura: "Il Signore mi ha creato all'inizio della sua attività, prima di ogni sua opera, fin d'allora. Dall'eternità sono stata costituita, fin dal Principio ..." (Proverbi, 8, 22 ss). Così la Chiesa lo ha sempre applicato a Maria. E così si esprime la Chiesa nella Costituzione apostolica "Munificentissimus Deus", di Pio XII papa: "L'augusta Madre di Dio, arcanamente unita a Gesù Cristo fin da tutta l'eternità con uno stesso decreto di predestinazione, immacolata nella sua concezione, vergine illubata nella sua Divina Maternità, generosa compagna del Divino Redentore, vittorioso sul peccato e sulla morte, alla fine ottenne di coronare tutte le sue grandezze superando la corruzione del sepolcro. Vinse la morte, come già il suo Figlio, e fu innalzata in anima e corpo alla gloria del Cielo, dove risplende Regina alla destra del Figlio suo, Re immortale dei secoli..."

Non separi dunque l'uomo ciò che Dio ha unito! è caratterstico dei protestanti contrapporre e separare: col pretesto che soltanto Cristo è "l'unico Mediatore tra Dio e gli uomini", ignorare Maria, anzi, metterla in luce negativa, declassarla. Ma questo è anche caratteristico del diavolo ("colui che separa"). Il suo antagonismo verso la Vergine lo ha inoculato a tanti uomini.

Ma volete comprendere la differenza e la distanza che passa tra Maria e qualsiasi altra creatura? Semplicemente: per incarnarsi, il Figlio di Dio lo avrebbe potuto fare senza di noi, avrebbe potuto compiere la Redenzione senza dipendere da nessuno di noi. Ma non si sarebbe incarnato né ci avrebbe redento senza la decisiva risposta di sua Madre, senza la sua indispensabile collaborazione. Senza l'assoluto consenso di Maria (che è perfetta condivisione e non un semplice "va bene", "ok" passivo) non avremmo avuto il Redentore, non ci sarebbe stata la Redenzione né la salvezza, nessuna parola di Gesù, nessun miracolo, nessun sacramento, nessun perdono, nessuna pagina del Vangelo... Ma che dico? Se il Verbo Divino, "Primogenito tra tutte le creature", "Erede e destinatario" di tutto ciò che Dio ha fatto, non si fosse incarnato, Dio non avrebbe fatto nemmeno la Creazione, noi non saremmo stati creati... E tutto questo Dio ha voluto che dipendesse dal libero e perfettamente consapevole "sì" di Maria. Il suo "sì", "sia fatto in me", umano e anche divino è stato la condizione necessaria perché l'intero Progetto divino si realizzasse, perché così Dio ha voluto.

Quindi Maria, per la sua vocazione e condizione di vera Madre di Dio, ha condiviso tutto ciò che ha fatto il Figlio: la sua vita, la sua morte, la sua resurrezione e la sua glorificazione. Se Gesù ha detto: "Prima che Abramo fosse, Io sono", Maria ben può dire: "prima che Eva fosse, io sono". Per questo, il peccato originale non l'ha toccato. Esso ha contaminato tutto il "fiume" dell'umanità a partire dalla sorgente inquinata, Adamo ed Eva; ma Maria è "a monte" della sorgente. Anche se è venuta al mondo tanti secoli dopo, nel Disegno di Dio lei è prima di qualsiasi altra creatura, insieme all'Umanità adorabile di suo Figlio.

Con Lui, Maria ha sofferto tanto. Ma solo liberamente, volontariamente, a motivo della nostra Redenzione. Lei non è stata toccata da nessuno dei mali naturali che non avendo più i doni preternetaurali che Dio aveva dato all'uomo innocente ci colpiscono. Come Gesù, anche sua Madre non ha conosciuto la debolezza della natura umana decaduta, né ha sofferto malattie o acciachi, né invecchiamento. E se ha conosciuto l'amarezza della morte, era la stessa morte del Figlio che lei condivideva, volontariamente e per amore. Maria non è "morta" alla fine della sua vita (mai c'è stato un suo cadavere), ma lei è morta veramente, stando in piedi (come dice il Vangelo) presso la Croce di Gesù. Un unico Sacrificio, un unico atto di riparazione perfetto. Perché il peccato fu commesso da Adamo ed Eva e la riparazione doveva essere fatta dal nuovo Adamo e con Lui la nuova Eva.

Sul Calvario, insieme con Gesù, Maria ci ha dato la vita. A Betlemme diede a la luce Gesù in un estasi di gaudio e di amore, perché la sua Maternità è divina e verginale (sono due dogmi di Fede). Sul Calvario diede alla luce noi in un mare immenso di dolore e di amore. Alla fine della sua vita, inferma solo di amore e di nostalgia del Cielo, il suo Cuore cessò di battere sulla terra per continuare a battere per sempre in Cielo. Così disse, nell'apparizione alle Tre Fontane. "Il mio corpo non poteva marcire e non marcì, ma corpo e anima fui portata dagli angeli in Paradiso". Come Gesù, il terzo giorno dopo la sua "dormizione". Testimone fu l'Apostolo Giovanni, al quale il Signore l'affidò in quanto figlio e sacerdote, vicario del Figlio presso sua Madre. Maria, "la Regina dei Profeti", "la Figlia di Sion", dopo gli anni di Nazaret e gli anni di Efeso con Giovanni, ritornò a Gerusalemme perché "non è possibile che un profeta muoia fuori di Gerusalemme" (Lc 13,33), e nello stesso luogo dove suo Figlio aveva agonizzato e da dove era salito in Cielo, Maria si "addormentò" e fu assunta in Cielo.

Grande Festa oggi in Cielo! E' la prima creatura, semplice e solo creatura, che entra in Cielo "vestita di Sole", con la divisa propria di Dio, con la stessa gloria e bellezza, con la stessa santità ed autorità di Dio... E' il primo trionfo della Volontà di Dio, Dopo di Lei, "la Donna vestita di Sole", anche i figli potranno essere "vestiti di Sole", del sole del Volere Divino...

Quale festa! Quali acclamazioni! Che meraviglioso saluto!... Sapete quale? In Cielo non si dicono preghiere come qui sulla terra. Lassù non si dice il Padrenostro, non occorre. Né si dice il Credo o la Salve o l'atto di dolore... Neppure si dice il "Santa Maria...", ma eternamente si dice e si dirà, oltre al "Gloria", la prima parte del "Ave Maria", le parole dette alla Vergine da parte di Dio, dall'Angelo Gabriele e da Elisabetta... Diciamola perciò, con tutti gli Angeli e tutti i Santi e glorificati della Patria Celeste, anzi, con la stessa Adorabile e Divina Trinità: AVE, MARIA...