L'ICONA DEL PADRE

O Dio, Padre Onnipotente...

 Di Padre Andrea D'Ascanio

Associazione "Dio è Padre Casa Pater" Casella Postale 135 67100 L'Aquila 

PRESENTAZIONE

Perché questo libretto? Per aiutarci a leggere la prima icona del Padre, tanto densa di significati che da soli non riusciremmo a comprendere.

Autrice dell'icona è Lia Galdiolo, ben nota soprattutto per le icone di Gesù Misericordioso e della Madonna dell'Apocalisse ("La Donna vestita di sole"), diffuse ormai in tutto il mondo.

Ma perché un'icona del Padre? Perché il Padre possa essere "conosciuto, amato e onorato da tutti gli uomini". Tale desiderio Egli stesso manifestò a Suor Eugenia Elisabetta Ravasio nel Messaggio datole nel 1932 ("Il Padre parla ai suoi figli ") riconosciuto valido dalla Chiesa dopo un attento esame durato ben dieci anni:

"Desidero che ogni famiglia esponga alla vista di tutti la mia immagine. Desidero che ogni famiglia possa mettersi così sotto la mia protezione tutta speciale per potermi onorare più facilmente. Là, ogni giorno, la famiglia mi farà partecipe dei suoi bisogni, dei suoi lavori, delle sue pene, delle sue sofferenze e anche delle sue gioie, perché un Padre deve conoscere tutto quello che riguarda i suoi figli. Io lo so certamente perché sono là, ma amo tanto la semplicità. So piegarmi alla vostra condizione: mi faccio piccolo con i piccoli, mi faccio adulto con gli uomini adulti, con i vecchi mi faccio simile a loro perché tutti comprendano ciò che voglio dire loro per la loro santificazione e la mia gloria. Desidero ancora che questa immagine venga esposta in tutti i luoghi pubblici, negli uffici, nelle case, nelle caserme, nelle scuole....."

In questo tempo di ecumenismo, nel Padre possiamo riconoscerci finalmente tutti Suoi figli ed in Lui avere la forza di eliminare le barriere e realizzare l'unità tanto chiesta da Gesù: "Che siano una cosa sola, Padre, come noi siamo uno" (Gv. 17,22).

Pensiamo che in questa icona anche i nostri fratelli orientali possano riconoscere il Padre, e sarebbe tanto bello se dall'oriente all'occidente, in ogni casa, lo stesso Padre venisse "conosciuto, onorato e amato". E' un'icona; ma anche un'icona può servire come segno di unità.

Ringrazio don Piero Brazzale tra i massimi esperti oggi in Italia che ha la bontà di insegnarci a pregare con l'icona; ringrazio Lia Galdiolo che, dopo aver realizzato questa icona a prezzo di tanta preghiera e di tanta sofferenza, ora ci guida alla comprensione e alla lettura della stessa.

Padre Andrea d'Ascanio o.f m.

 

PREGARE CON L'ICONA

1 Che cos'è un'icona

Siamo nell'era dell'immagine. Forse anche per questo motivo c'è ora una riscoperta del valore delle immagini, anche per incontrare Dio e il soprannaturale.

E' giusto che noi valorizziamo questa capacità che abbiamo attraverso i nostri occhi di contemplare il bello, il divino: guidati dalla fede.

Le icone (immagini sacre) nate nella preghiera, nel silenzio e nella mortificazione ci fanno incontrare con qualcosa di ispirato; comunicano quello che Dio per mezzo dell'iconografo ci vuole trasmettere. Quelle immagini allora che noi contempliamo, approvate dalla Chiesa stessa, ci portano una fede vissuta dalla comunità cristiana, tradotta in immagini.

Le autentiche icone sono così preghiera, trasmissione di un messaggio che deve essere accolto, possibilmente nelle condizioni stesse nelle quali esse sono nate attraverso l'opera dell'iconografo: preghiera, silenzio, digiuno, mortificazione.

C'è grande varietà di scuole e di provenienza, in base ai canoni, ai colori e alle disposizioni delle persone.

Non è così facile e semplice accostarsi ad ogni icona e cogliere con immediatezza e in pienezza il suo significato e il suo messaggio. E' tuttavia fondamentale sapere che le icone non esprimono la personale ispirazione di un artista, ma la fede della Chiesa di cui l'iconografo è un ministro, sotto l'azione dello Spirito Santo. Ecco perché le icone non sono firmate, non portano il nome dell'autore.

Le icone sono forme dell'arte sacra cristiana, attraverso le quali arriva a noi la rivelazione e la vita della Chiesa. Guardando le icone con fede si può scoprire qualcosa dell'invisibile.

I santi misteri della fede sono adagiati nell'icona come su una culla, perché siano da noi accolti.

 

2 Come si prega davanti ad un'icona?

Per capire pienamente il linguaggio delle icone è necessario fare un piccolo sforzo, forse un po' impegnativo per noi occidentali. Si devono cioè capire tutti i significati di certi atteggiamenti, di certi simboli e dei colori stessi.

Se contemplata, l'icona parla al cuore.

La fede si nutre, penetra in noi, viene gustata e fortificata.

La riscoperta dell'importanza dell'icona, ai nostri giorni, è quindi non una "moda passeggera" (e non vogliamo che sia così!), ma un voler esprimere la propria fede non solo a parole.

Se ogni vera icona "nasce dall'ispirazione dello Spirito Santo, è allora profezia visiva, è Vangelo reso colore". Essa non può essere concepita semplicemente come un'opera d'arte; essa è un luogo di culto, cioè di preghiera e di contemplazione.

Preghiera ed esperienza della fede sono così strettamente collegate alla visione dell'icona, come immagine sacra. Santa Croce, Scritture e icone diventano oggetto di ve

nerazione, da accostare quasi all'Eucaristia. Non è questa un'esagerazione!

 

3 Come io voglio pormi davanti ad essa?

Non ci si stanca di suggerire per capire, e per valorizzare le icone, di collocarsi davanti ad esse in un atteggiamento non facile per noi, soprattutto in questo nostro tempo così agitato e rumoroso. Si tratta di mettersi con animo umile e purificato in serena contemplazione.

Si guarda, si ascolta, si tace ...

E' questo il modo adatto perché le icone diventino per noi "simboli efficaci" di quello che esse rappresentano. Esse, infatti, sono immagini per i nostri occhi di carne, ma anche e soprattutto per gli occhi della fede. L' icona vuole essere immagine dell'invisibile ed educatrice della fede. Per questo ci si accosta ad un'icona con rispetto, con venerazione, ma anche con un misterioso stupore.

Se quindi io mi accosterò così all'icona, essa ridesterà in me una fede pura ed umile, che diventa forza e rifornimento per una arricchita e più completa vitalità cristiana.

L'icona si presenta così come un elemento fondamentale della catechesi cristiana accanto alle sacre Scritture, in quanto Parola e Immagine si equivalgono (Gv 18, 30).

"L'icona è, perciò, un mezzo e un fine. Un mezzo come porta d'accesso al mondo celeste e un fine in quanto visione reale della nostra condizione futura, condizione in cui ogni cristiano perfetto sarà rivestito del candido abito nuziale, grazie al quale accederà al banchetto del Paradiso, preparato da Cristo per i suoi servi fedeli".

Dopo l'Incarnazione del Verbo, l'uomo è ancora di più immagine visibile di Dio, "alla cui immagine e somiglianza" egli è stato creato.

Sotto questa visuale non disdice allora che si sia costruita anche l'icona di Dio Padre Onnipotente.

 

UN'ICONA CHE DIO PADRE HA VOLUTO

1 L'icona di Dio Padre Onnipotente è nata dalla infuocata insistenza di P Andrea D'Ascanio (O.F.M. Capp..) che voleva, anche attraverso una degna immagine, dare una risposta alle richieste di Dio Padre stesso.

Egli si è mirabilmente rivelato ad una religiosa nella diocesi di Grenoble in Francia attorno agli anni trenta: madre Eugenia Elisabetta Ravasio (S. Gervasio d'Adda BG 1907 1990).

La saggezza del vescovo locale, S.E. Mons. Alexandre Caillot, che nel 1935 istituì una commissione di esperti, convocati da varie parti della Francia, per un meticoloso e serio processo diocesano che durò dieci anni, ci dice che ci troviamo di fronte a qualcosa di straordinariamente grande, che non deve più restare nascosto.

Mons. Caillot così scrisse: " ... Dopo dieci anni di ricerca, di riflessione e di preghiera, benedico il Padre di essersi degnato di scegliere la mia diocesi, come luogo di manifestazioni così toccanti del suo amore".

Il modo con cui si manifestava il Padre a madre Eugenia sollecitò P. Andrea D'Ascanio a suggerire all'iconografa Lia Galdiolo di "scrivere" una icona bella, moderna che teneva conto il più possibile, anche nei minimi particolari, di come Egli voleva che lo si vedesse e contemplasse.

Queste le parole dell'Eterno Padre a madre Eugenia Elisabetta Ravasio: "Ora è per amarli (= gli uomini) e perché essi conoscano questo amore che io vengo tra loro, prendendo la loro somiglianza, la loro povertà.

Guarda, io depongo la mia corona e tutta la mia gloria, per prendere l'atteggiamento di un uomo comune!" La buona religiosa così ricorda poi quei momenti: "Dopo aver preso l'atteggiamento di un uomo comune deponendo la sua corona e la sua gloria ai suoi piedi, prese il globo del mondo sul suo cuore, sostenendolo con la mano sinistra, poi si sedette accanto a me.

Non posso dire che qualche parola sia sul suo arrivo e sull'atteggiamento che si degnò assumere, che sul suo amore! Nella mia ignoranza non ho parole per esprimere ciò che Egli mi fece capire".

Non fu facile per l'iconografa Lia Galdiolo tener conto di queste indicazioni, inserirsi nella collaudata e gloriosa tradizione della fisionomia delle vere icone e impregnare di contenuto biblico tutti gli elementi figurativi che voleva affidare al disegno e al colore.

Ma nella preghiera contemplativa e nel sacrificio è stato possibile maturare una icona che pare realmente corrispondere alle richieste del Padre Onnipotente.

 

2. Possono così essere quanto mai utili, per interpretare e "pregare" questa icona, alcuni tratti delle rivelazioni del Padre a madre Eugenia Ravasio, che crediamo opportuno qui riportare:

"... Sappiate anche che voglio essere conosciuto, amato e soprattutto onorato. Che tutti riconoscano le mie bontà infinite verso tutti coloro che soffrono. Che sappiano che non ho che un solo desiderio: amarli tutti, donare loro le mie grazie, perdonarli quando si pentono e soprattutto non giudicarli con la mia giustizia, ma con la mia misericordia, perché tutti siano salvi e annoverati nel numero dei miei eletti".

"... Non crediate che io sia quel terribile vecchio che gli uomini rappresentano nelle loro immagini e nei loro libri! No, no, io non sono né più giovane, né più vecchio di mio Figlio e del mio Santo Spirito".

"...Vorrei stabilirmi in ogni famiglia come nel mio dominio, affinché tutti possano dire con tutta sicurezza: abbiamo un Padre che è infinitamente buono, immensamente ricco e ampiamente misericordioso. Pensa a noi ed è vicino a noi, ci guarda, ci sostiene lui stesso, ci darà tutto ciò che ci manca se glielo domandiamo. Tutte le sue ricchezze sono nostre, noi avremo tutto ciò che ci occorre".

"... Desidero ancora che ogni famiglia esponga alla vista di tutti l'immagine che più tardi farò conoscere alla mia "figlioletta". Desidero che ogni famiglia possa mettersi così sotto la mia protezione tutta speciale, per potermi onorare più facilmente. Là, ogni giorno, la famiglia mi farà partecipe dei suoi bisogni, dei suoi lavori, delle sue pene, delle sue sofferenze, dei suoi desideri, e anche delle sue gioie, perché un Padre deve conoscere tutto ciò che riguarda i suoi figli".

"...Vedete, ho messo la mia corona ai miei piedi, il mondo sul mio cuore. Ho lasciato la mia gloria nel cielo e sono venuto qui, facendomi tutto a tutti, povero con i poveri e ricco con i ricchi. Voglio proteggere la gioventù, come un tenero Padre. C'è tanto male nel mondo! Queste povere anime inesperte si lasciano sedurre dagli allettamenti del vizio che a poco a poco, le conduce alla rovina totale".

"... Che segno tangibile della mia invisibile presenza sia una immagine che mostri che io sono realmente là, presente. Così tutti gli uomini faranno tutte le loro azioni sotto lo sguardo del loro Padre e io stesso avrò sotto i miei occhi la creatura che ho adottata dopo averla creata, così tutti i miei figli saranno come sotto lo sguardo del loro tenero Padre".

"...Vorrei essere onorato in modo tutto particolare nei seminari, nei noviziati, nelle scuole e nei pensionati. Che tutti, dal più piccolo al più grande, possano conoscermi ed amarmi come loro Padre, loro creatore e loro salvatore".

Questa icona presenta così a noi, con chiarezza e semplicità quello che il Padre vuole essere, come vuole essere da noi visto e considerato.

E' nata nell'obbedienza, quindi nella tranquillità del cuore, perché nell'obbedienza non può non esserci che imperturbabile pace.

Non sono mancati suggerimenti di persone esperte, che l'iconografa ha umilmente accolto.

Ed ora .... Dio Padre, che parla nel silenzio, desidera che noi ci collochiamo davanti a Lui proprio nel silenzio: in un atteggiamento di attesa e di ascolto.

Dio misericordioso e fedele non potrà deludere le nostre attese e le nostre speranze.

Infatti l'icona è già preghiera!

don Piero Brazzale

 

ICONA DI DIO PADRE ONNIPOTENTE

1 Il Titolo

Dio Padre Onnipotente vuole che gli uomini contemplino il Suo volto attraverso un'immagine sensibile, attraverso una rappresentazione iconografica.

E' il Dio misericordioso, paziente, datore di ogni bene che vuole attirare a sè i cuori degli uomini, avvelenati dal nemico infernale.

Ecco l'icona del Padre. Chi è il Padre? Ecco il titolo: Deus omnipotens: Dio santissimo e onnipotente; Abbà Pater: per Gesù di Nazareth e per tutti i suoi fratelli è il Papà: Babbo mio (Mc 14,36).

Una serie di circostanze provvidenziali ci dicono che Dio Padre ha voluto questa icona; gli è particolarmente gradita ed ha in sè speciale forza e potenza.

Anche il contenuto teologico che essa esprime è fedele alla tradizionale dottrina della Chiesa e a recenti rivelazioni private giudicate serie ed autentiche, approvate dalla Chiesa. Si tratta quindi di un'icona che, se usata nella maniera giusta, può essere di notevole utilità spirituale. E' un artistico ed elevato mezzo di vera preghiera contemplativa.

La mia preoccupazione è quella di condensare nelle immagini la ricchezza dei testi biblici. Come iconografa, dopo aver studiato con amore e passione la forma classica e tradizionale per l'esecuzione delle icone, ho sviluppato un mio stile personale. Fra tante sono ormai assai note le sacre icone: della Donna vestita di sole, di Gesù misericordioso, della Santa Famiglia, di San Giuseppe.

Ora ecco, maturata nel digiuno, nel silenzio, nella preghiera e nella sofferenza, questa icona del Padre!

 

2 Una finestra per contemplare il divino

La tavola è un quadrato allungato. Nel numero dei lati (4) allude ai quattro punti cardinali e significa che il messaggio che Dio Padre Onnipotente vuole comunicare è rivolto in tutte le direzioni. E' un messaggio cioè per tutto il mondo.

La forma rettangolare simboleggia la terra sulla quale si apre una finestra sul divino: questa finestra ha la cornice interna dorata. L'oro significa luce eterna. L'icona è dunque una finestra attraverso la quale si può contemplare il divino. Qui contempliamo il Padre. Bella e suggestiva questa definizione dell'icona! C'è un piccolo bordo rosso che delimita la cornice esterna della tavola. Quale significato ha quel piccolo bordo rosso? Indica il sangue versato sulla croce da Gesù Cristo. Noi possiamo godere i benefici effetti di quel sangue per mezzo del dono dello Spirito Santo. Sulla fronte si intravede una figura bianca, come di colomba, che con le ali aperte sovrasta le sopracciglia. Nessuna delle tre divine persone della Santissima Trinità opera senza il coinvolgimento delle altre due. E' quindi l'icona del Padre, ma pure ci accorgiamo subito che sono presenti anche il Figlio e lo Spirito Santo.

I tre regni della natura sono rappresentati dai materiali usati per costruire la tavola portante l'immagine.

E' questo un particolare da non trascurare affatto, per capire, per cogliere la ricchezza di significati dell'icona. Quello vegetale è reso presente dal legno, mentre quello animale è dato dalla polvere di conchiglia, dalla colla di pelle di coniglio con la quale viene ricoperta la tavola e dall'uovo con il quale si stendono i colori.

Il regno minerale è presente attraverso i colori che sono ossidi di metalli, le ocre e l'oro.

La tavola è stata preparata come una culla per accogliere il mistero, così come Dio preparò la creazione per accogliere quello che dovrebbe essere il suo re: l'uomo, re del creato.

Sullo sfondo della semplice panca su cui è assiso Dio Padre Onnipotente c'è l'opacità: il colore è quasi nero. E' un colore livido e perturbato (non uniforme), presente anche sullo sfondo in alto, dove ci sono le scritte. Quel colore scuro che nell'Eden, giardino di delizie cala, come nebbia che deturpa, rovina e intristisce. E' il lungo inverno, causato dall'atteggiamento del cuore dell'uomo, il quale preferisce decidere da sè ciò che è bene e ciò che è male.

E' l'oscura nebbia del peccato dell'uomo.

 

3 La sfera azzurra

Il Padre tiene saldamente nella mano sinistra e appoggia al suo petto una sfera azzurra. Soffermiamoci prima di tutto su di essa, perché ha una importanza fondamentale. Non è solo il mondo, il globo! Ecco il significato.

Dopo la ribellione di Adamo, il Padre si ritira, lascia fare e attende pazientemente che l'uomo, lasciato libero, si convinca d'aver sbagliato e che si decida a tornare a Lui.

Quest'attesa dura millenni. Nel frattempo il Padre prepara il piano di redenzione previsto e predisposto dal suo cuore misericordioso.

Questo piano di salvezza culminerà con la venuta del Verbo Incarnato, del Figlio fatto uomo, che, con la sua Passione e Morte, renderà di nuovo comunicabile all'uomo lo Spirito Santo.

Al "tutto è compiuto" di Gesù sulla croce, può finalmente ripartire quel progetto tanto caro al cuore del Padre: la divinizzazione dell'uomo e attraverso l'uomo una nuova creazione.

Tutto questo vuole esprimere la sfera azzurra: è il progetto d'amore del Padre che egli appoggia al suo cuore e tiene ben fermo nella sua mano. Il colore azzurro sta ad indicare che il progetto, la sua esecuzione e la realizzazione sono opera divina.

L'alfa e l'omega che occupano tutta la sfera richiamano il Verbo, principio e fine di ogni cosa. Infatti: "Tutto fu fatto per mezzo di Lui e in vista di Lui" (Gv 1,3).

La sfera è sormontata dalla croce d'oro. La croce è il trono dell'Agnello Immolato, che si è donato per la salvezza di tutti gli uomini.

L'oro indica eternità; i Padri della Chiesa dicono infatti che "la croce era scritta nel cuore di Dio Padre fin dall'eternità".

Veramente piena di significati quella sfera azzurra che il Padre dolcemente sostiene con la sua mano sinistra!

 

4 La figura del Padre riempie tutta l'icona

E' in posizione perfettamente frontale per indicare la sua disponibilità a rivelarsi a tutti gli uomini che vorranno conoscerlo.

La figura è posta al di qua della mandorla dorata disegnata alle sue spalle. In essa sono iscritti pure i cieli aperti. I cieli azzurri sono i luoghi abitati dagli spiriti celesti, più vicini al trono dell'Altissimo. Rappresentano tutte le potenze angeliche le 12 fiamme guizzanti, nelle quali si intravedono appena delineati i serafini, cioè i brucianti: 6 a destra e 6 a sinistra.

I serafini contemplano stupiti l'azione straordinaria e imprevedibile di Dio Padre, il quale non cessa di operare attraverso l'infinito suo amore e la sua inesauribile misericordia. Il numero 12 significa "autorità responsabile": come 12 sono gli apostoli, i patriarchi, le stelle che fanno corona alla Donna vestita di sole ecc. I 12 serafini non sono solamente contemplanti, ma anche fedeli messaggeri ed esecutori della volontà del Padre.

 

5 Il volto

Filippo disse a Gesù: "Signore mostraci il Padre e ci basta". Egli rispose: "Filippo, chi vede me, vede il Padre" (Gv 14,9).

Gesù intendeva dire che egli operava come il Padre e che compiva in tutto la volontà del Padre....

Ma allora come rappresentare il volto di colui che non è rappresentabile?

La tradizione iconografica occidentale ha sempre rappresentato il Padre come un grande vecchio, buono, solenne, dalla bianca barba fluente.

Ma la barba è un attributo dell'uomo di carne, un segno della sua virilità. La barba bianca esprime l'invecchiamento del corpo; è segno del decadimento della carne.

Non si possono applicare questi particolari alla figura del Padre, puro spirito. Questo l'aveva bene intuito il santo monaco iconografo Andrej Rublev, quando nel 1420 costruì l'icona famosissima della SS. Trinità. Mi sono perciò ispirata a questa icona, sia per il dettaglio della mancanza della barba, che per i colori della tunica e del manto.

Ecco allora davanti a noi, secondo i canoni della tradizione iconografica orientale, questo volto maestoso che ispira pace, forza e serenità.

Il capo è circonfuso da un'aureola bianca che significa "gloria", sulla quale spiccano le iniziali greche (omicron, omega, eta, ni) del nome rivelato da Dio a Mosè sull'Oreb:

"Io sono colui che sono" (Es 3,14): sono, per definizione, l'esistente.

I capelli neri significano la "divina tenebra" o mistero inaccessibile, profondissimo per la mente umana. I capelli si aprono come un velo nel mezzo della fronte, come il cielo che si apre per mostrare la luce.

I capelli sono coperti da "strigili" d'oro, come aveva il velo del santo dei santi del tempio di Gerusalemme che si lacerò da cima a fondo, quando il cuore di Cristo fu trafitto dalla lancia. Allora la giustizia divina è stata soddisfatta; l'inimicizia con Dio è stata tolta; l'uomo poteva di nuovo contemplare il volto di Dio. Ecco che cosa ci dicono quei capelli neri e insieme dorati.

Le piccole labbra sono nell'atto di soffiare lo Spirito che dona la vita. Ciò è significato anche dal collo rigonfio. Gli occhi guardano dovunque, guardano tutti con amore e tenerezza. Attendono insieme da tutti noi una risposta. Alle spalle si intravede il terzo cielo: luogo di eterna felicità alla quale ci vuole tutti condurre.

 

6 La tunica e il manto

Ha la tunica azzurra e il manto rosso: indicano chi sia Dio Padre Onnipotente per noi. L' azzurro della tunica indica la divinità. Il manto rosso esprime la divina sapienza e l'amore ardente.

Questi colori come appare subito evidente sono chiari, trasparenti, evanescenti, come investiti da una luce di trasfigurazione.

Il manto assai imponente e ampio significa accoglienza ed il lembo, che arriva fino a toccare la terra, vuole indicare a tutti coloro che lo vogliono che possono aggrapparsi a quel manto, per ricevere il Santo Spirito. Il manto stesso che viene accolto, può essere segno di una preziosa eredità che si accetta, per custodirla fedelmente. Come Eliseo ... che, con grande riconoscenza, ricevette il mantello di Elia: segno della sua eredità spirituale (1 Re 19,19).

 

7 Particolari significativi

Rimangono da illustrare alcuni particolari assai significativi: la panca, i due cuscini, la mano destra, lo scettro, la corona regale, la posizione dei piedi.

a) La panca sulla quale il Padre onnipotente è seduto è molto semplice, perché vuole che anche noi senza esitazioni e paure ci sediamo accanto a lui. Però a motivo della sua presenza Divina essa, anche se di struttura assai modesta, è ricoperta di raggi d'oro.

b) I due cuscini indicano che Dio (quello azzurro di sinistra) e l'uomo (quello rosso di destra) possono conversare nello stesso luogo, assieme, come all'inizio della creazione.

c) La mano destra è alzata in un ampio atteggiamento benedicente, perché Egli, da Padre buono, non vuole giudicare il mondo ma salvarlo, confermando il mandato affidato al Figlio. Gesù infatti dice: "Andate dunque e imparate che cosa significhi: Misericordia io voglio e non sacrificio. Infatti non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori" (Mt 9,13).

d) Pure lo scettro, simbolo del giudizio, è deposto a terra, fra i suoi piedi. Vuole ora solo usare misericordia.

e) La corona regale, posta accanto allo scettro e al piede destro è un invito a non temere ad avvicinarsi a Lui. Vuole toglierci ogni soggezione e vuole attirarci e accoglierci sulle sue ginocchia paterne.

f) 1 piedi sono nella posizione, anche se seduto, di chi sta per mettersi in cammino. Il Padre vuole sempre venire verso di noi, per incontrarsi con noi.

Sono circondati essi pure dall'aureola della santità. Il nero che sta attorno ai piedi non è segno di sandali o di calzari. E' il nero della "divina tenebra": cioè di quella immensa ricchezza e sapienza di Dio, la cui comprensione non si esaurisce mai.

Quale ricchezza di contenuti, teologici e di utilità per la nostra devozione e per la nostra vita spirituale!

La icona è non da studiare, ma da contemplare! E' nata nella preghiera. Deve essere usata nella preghiera e per la preghiera. E' così un potente aiuto alla preghiera, all'unione con Dio.

Rende viva, attualmente presente la persona divina o il santo che sono rappresentati nell'icona. In questo caso rende presente e operante il Padre.

Questa icona ci aiuti dunque a realizzare un filiale e affettuoso incontro con Dio Padre Onnipotente.

Lia Galdiolo

 

PREGHIERA

Padre,

la terra ha bisogno di Te;

l'uomo, ogni uomo ha bisogno di Te;

l'aria, pesante e inquinata, ha bisogno di Te;

Ti prego, Padre, torna a camminare per le strade del mondo;

torna a vivere in mezzo ai tuoi figli;

torna a governare le nazioni;

torna a portare la Pace e con essa la giustizia;

torna a far brillare il fuoco dell'amore perché redenti dal dolore

possiamo divenire nuove creature.

 

La Editrice "PATER"

La Editrice "PATER" è nata affinché il Padre del Cielo sia "conosciuto, amato e onorato da tutti gli uomini".

Si prefigge di pubblicare tutto ciò che può agevolare la conoscenza del Padre che viene perché "la Sua Potenza, il Suo Amore e il Suo Spirito Santo tocchino il cuore degli uomini e perché tutta l'umanità si volga verso la salvezza e venga verso suo Padre che la cerca per amarla e salvarla" (dal Messaggio del Padre: "II Padre parla ai Suoi figli").

A tal fine l'Editrice pone particolare attenzione alla diffusione di tale Messaggio che è l'unica rivelazione dettata dal Padre stesso e riconosciuta valida dalla Chiesa dopo dieci anni di attenti esami.

"Il Padre parla ai Suoi figli" già tradotto in inglese, francese, spagnolo, tedesco, russo e tra breve in polacco, albanese, cinese e giapponese viene distribuito nelle carceri, nelle caserme, negli ospedali e ovunque si trovi un "figlio" che ha bisogno di ritrovare il "Padre".

L'Editrice non ha scopo di lucro. La gestione si basa sul volontariato. II ricavato delle pubblicazioni viene usato per la copertura delle spese tipografiche e per una sempre più ampia diffusione della conoscenza del vero Volto del Padre: la Misericordia.

 

SCRITTI CHE POSSONO AIUTARCI A CONOSCERE IL PADRE

1 Dives in Misericordia

Lettera enciclica di Giovanni Paolo II sul Padre ricco di Misericordia: l'intera umanità è oggi un figliol prodigo e il Padre è pronto ad accorrere ad ogni invocazione di aiuto dei Suoi figli:

"Quanto più la coscienza umana, soccombendo alla secolarizzazione, perde il significato stesso della parola Misericordia, ...tanto più la Chiesa ha il diritto e il dovere di far appello al Dio della misericordia con "forti grida". Queste forti grida debbono essere proprio dalla Chiesa dei nostri tempi, rivolte a Dio per implorare la Sua Misericordia, ... cioè di quell'amore che è più potente della morte, più potente del peccato e di ogni male, quell'amore che solleva l'uomo dalle abissali cadute e lo libera dalle più grandi minacce .... un grido che implori la misericordia secondo la necessità dell'uomo contemporaneo ... con tale grido ci richiamiamo, come gli scrittori sacri, al Dio che non può disprezzare nulla di ciò che ha creato, al Dio che è fedele a Se stesso, alla sua paternità e al suo amore" (Dives in Misericordia VIII, 15).

 

2 II Padre parla ai Suoi figli

L:unica manifestazione nella storia della Chiesa di Dio Padre che rendendosi fisicamente visibile trasmette a Suor Eugenia Elisabetta Ravasio uno stupendo messaggio d'amore per la Chiesa, per l'umanità, per ogni uomo. Tale messaggio, dettato in latino (lingua non conosciuta dalla suora), è stato riconosciuto valido dalla Chiesa dopo 10 anni di attenti esami condotti da un'apposita commissione di specialisti. In esso c'è tutta la tenerezza del Padre che così spiega lo scopo della Sua venuta:

Vengo per bandire il timore eccessivo che le mie creature hanno di me e far loro capire che la mia gioia è di essere conosciuto e amato dai miei figli, cioè da tutta l'umanità presente e futura .....

Vengo a portare la speranza agli uomini e alle nazioni. Quanti l'hanno già perduta da molto tempo! Questa speranza li farà vivere nella pace e nella sicurezza lavorando per la loro salvezza.

Vengo per farmi conoscere così come sono. Perché la fiducia degli uomini aumenti contemporaneamente al loro amore per me loro Padre, che non ho che una sola preoccupazione: quella di vegliare su tutti gli uomini e di amarli come miei figli.

... Rinnovo la mia promessa che non potrà mai venir meno e che è questa: Tutti quelli che mi chiameranno di cuore con il nome di Padre, non fosse che una volta sola, non periranno, ma saranno sicuri della loro vita eterna in compagnia degli eletti.

 

3 Dio è mio Padre (3 volumi)

I II Padre "Alfa" e "Omega" dell'umanità

Un'appassionata e originale lettura di alcune pagine chiave della Scrittura da cui emerge il perenne Amore del Padre che mai scaccia, mai maledice, mai punisce i Suoi figli. Una risposta lineare a tanti interrogativi:

In che consiste il peccato originale?

Cosa sono l'albero della conoscenza e l'albero della vita del paradiso terrestre?

Quando è stato dato all'uomo l'Angelo Custode? E perché?

In che consiste la "fine del mondo" e relativa catastrofe di cui si parla nei Vangeli?

La "pioggia di fuoco" di cui parla S. Pietro è l'esplosione di bombe nucleari o cosmica manifestazione dello Spirito Santo?

II Padre, e non Gesù, è la meta ultima, l'Omega di ogni uomo e dell'umanità intera; Gesù è la "Via" che ci introduce nell'ovile, che è il Cuore del Padre che solo Lui, il Figlio, può insegnarci a conoscere e ad amare comunicandoci il Suo Spirito.

 

II L'apocalisse

L'apocalisse non è la drammatica catastrofe della fine del mondo, ma la descrizione delle ultime fasi dello scontro tra le potenze del Bene e del male in ogni uomo e nell'intera umanità. Siamo alle ultimissime battute di tale immane lotta che terminerà con la vittoria del Bene e con l'inizio del Regno di Dio sulla terra. E' un tema che ci riguarda da vicino e dobbiamo conoscere chi e che cosa si nasconde nelle enigmatiche figure di questo libro sacro che chiude la Scrittura e apre un'era di pace e di luce:

Chi è il "vincitore"?

Chi è simboleggiato nel "dragone rosso"?

Qual è il nome d'uomo il cui numero è 666?

Cosa rappresentano le sette chiese?

LApocalisse è già iniziata: quando? E quando terminerà?

Come combattere questa battaglia dalla quale nessuno può esentarsi?

Quali sono, oggi, le principali "piaghe" raffigurate nell'Apocalisse?

La Gerusalemme celeste si realizzerà qui in terra o nell'aldilà?

 

III Figli nel Figlio

Il Padre è già in mezzo a noi, partecipe delle nostre gioie e dei nostri dolori, umile pellegrino d'Amore che bussa alla porta del cuore di ogni figlio. Ascoltiamo il Suo richiamo che con cuore di Padre e di Madre rivolge ad ognuno di noi con infinita tenerezza. Accogliamo l'invito che Maria rivolse ai tre pastorelli di Fatima: "Consolate il cuore del Padre afflitto".

 

4 Preghiamo il Padre

Riflessioni di vari autori che ci aiuteranno a scoprire la vera immagine del Padre, potente nel Suo Amore che ci fascia sempre di infinita tenerezza. Ampia raccolta delle più belle preghiere al Padre.

E' una guida semplice e sicura per conoscere, pregare e amare il Padre.

 

5 II Rosario del Padre

In cinque tappe il trionfo dell'azione potente e amorosa del Padre che, dopo il peccato originale (I mistero), grazie al "si" di Maria nell'Annunciazione" (II) e di Gesù nel Getsemani (III), riconduce a casa ogni figliol prodigo, riabbracciandolo nel giudizio particolare prima (IV) e universale infine (V).

E' il grande trionfo della Misericordia.

Maria, la Madre, ci insegna a scandire il nome del Padre e a Lui ci riconsegna nell'armonioso ritmo del Suo Rosario.

 

6 40 giorni di deserto con il Padre

di Chiara Braghetto e Roberto Gava

II deserto interiore è occasione privilegiata di incontro con Dio attraverso la preghiera. E' lo Spirito che "ci attira nel deserto" facendoci sentire nostalgia per il nostro Creatore; è lo Spirito che ci fa desiderare di gustare la dolcezza dell'incontro con Dio. E la preghiera diventa così un gesto d'amore per attingere energia d'amore alla Fonte.

La speranza di queste pagine, articolate in quaranta giorni, quanti quelli trascorsi da Gesù in preghiera nel deserto, è di inserirsi nella preghiera quotidiana come momento di deserto interiore, per riscoprire Dio come Padre; con la profonda convinzione che Egli è Amore, che ci ha creato per amore e che in cambio chiede solo amore.

 

7) Il trimestrale "Dio è Padre"

Entrato ora nel sesto anno di vita, è venuto alla luce per correggere tutte le storture che l'inferno ha istillato nella mente e nel cuore degli uomini riguardo la figura del Padre del Cielo, che molti temono ma pochi amano.

E' la nostra risposta a quanto il Padre ci dice nel Suo Messaggio "Il Padre parla ai suoi figli".

"Per provare il mio amore per gli uomini, perché essi conoscano questo amore, io vengo tra loro, prendendo la loro somiglianza, la loro povertà. Ecco il vero scopo della mia venuta:

Vengo per bandire il timore eccessivo che le mie creature hanno di me, e per far loro capire che la mia gioia è di essere conosciuto ed amato dai miei figli, cioè da tutta l'umanità presente e futura.

Vengo a portare la speranza agli uomini e alle nazioni. Quanti l'hanno già perduta da molto tempo! Questa speranza li farà vivere nella pace e nella sicurezza lavorando per la loro salvezza.

Vengo per farmi conoscere così come sono. Perché la fiducia degli uomini aumenti contemporaneamente al loro amore per me, loro Padre, che non ho che una sola preoccupazione: quella di vegliare su tutti gli uomini e di amarli come miei figli.

Il tempo urge. Vorrei che l'uomo sapesse al più presto che lo amo e che provo la più grande felicità nello stare con lui, come un Padre con i suoi figli... "

II Padre sta venendo in mezzo a noi con il cuore aperto e le braccia spalancate: corriamoGli incontro ...