L'IMMACOLATO CONCEPIMENTO DI MARIA E L'INCARNAZIONE DEL VERBO DIVINO NELLA DIVINA VOLONTA'

Brani scelti dal Diario della Serva di Dio Luisa Piccarreta

 

"Figlia diletta della mia Volontà, tu devi sapere che quando voglio fare opere grandi, opere a cui tutta l'umana famiglia deve prendere parte sempre che il volesse! è mio solito di accentrare in una sola creatura tutti i beni, tutte le grazie che questa opera contiene, affinché tutti gli altri, come a fonte, possano attingere quel bene quanto ne vogliano.  Quando faccio opere individuali do cose limitate, invece quando faccio opere che devono servire al bene generale, do cose senza limite.  Ciò feci nell'opera della Redenzione:  per poter elevare una creatura a concepire un Uomo e Dio, dovetti accentrare in Lei tutti i beni possibili ed immaginabili, dovetti elevarla tanto, da mettere in Lei il Germe della stessa fecondità Paterna, e come il mio Celeste Padre Mi generò vergine nel suo Seno, col Germe verginale della sua fecondità eterna, senza opera di donna, ed in questo stesso Germe procedette lo Spirito Santo, così la mia Celeste Mamma, con questo Germe eterno, tutto verginale della fecondità Paterna, Mi concepì nel suo seno vergine, senza opera d'uomo.

La Trinità Sacrosanta dovette dare del suo a questa Vergine Divina per poter concepire Me, Figlio di Dio.  Mai la mia Santa Mamma poteva concepirmi, non avendo Lei nessun germe.  Ora, siccome Lei era della razza umana, questo Germe della fecondità eterna diede virtù di concepirlo Uomo, e siccome il Germe era divino, nel medesimo tempo Mi concepì Dio.  E siccome nel generarmi, il Padre, nel medesimo tempo procedette lo Spirito Santo, così nel medesimo tempo che generai nel seno della mia Mamma, procedette la generazione delle anime.  Sicché tutto ciò che ab aeterno successe alla Santissima Trinità in Cielo, ripete nel seno della cara Mamma mia. 

L'opera era grandissima ed incalcolabile a mente creata;  doveva accentrare tutti i beni ed anche Me stesso per fare che tutti potessero trovare ciò che volevano..."   (Vol. 15 aprile 14, 1923)

 

"Il primo sì nel mio Fiat l'ho chiesto alla mia cara Mamma, ed oh, potenza del suo Fiat nel mio Volere!  Non appena il Fiat Divino s'incontrò col Fiat della mia Mamma, se ne fecero uno solo.  Il mio Fiat la innalzò, la divinizzò, la adombrò e, senza opera umana concepì Me, Figlio di Dio.  Nel solo mio Fiat poteva concepirmi:  il mio Fiat le comunicò l'immensità, l'infinità, la fecondità in modo divino e perciò potette restare concepito in Essa l'Immenso, l'Eterno, l'Infinito.  
Non appena disse:  'Fiat Mihi', non solo s'impossessò di Me, ma adombrò insieme tutte le creature, tutte le cose create;  sentiva tutte le vite delle creature in Sé e d'allora incominciò a farla da Madre e da Regina di tutti.   Quanti portenti non contiene questo sì della mia Mamma!  Se li volessi dir tutti non finiresti mai di sentirli!"
(Vol. 12 : 10.1.1921) 

 

8 dicembre 1923 Vol. 16

L'Immacolato Concepimento della Vergine SS. Per poter Lei concepire il Figlio di Dio, fu concepita eternamente nella vita e nelle opere, nelle pene e nei meriti del Verbo Incarnato.

Stavo pensando all'Immacolato Concepimento della mia Mamma Regina  scrive Luisa Piccarreta ; e dopo aver fatto la Santa Comunione, il mio sempre amabile Gesù si faceva vedere nel mio interno, come dentro d'una stanza tutta luce, ed in questa luce faceva vedere tutto ciò che aveva fatto in tutto il corso della sua vita.  Si vedevano schierati in ordine tutti i suoi meriti, le sue opere, le sue pene, le sue piaghe, il suo Sangue, tutto ciò che conteneva la Vita di un Uomo e Dio, come in atto di prevenire un'Anima a Lui tanto, tanto cara, da qualunque minimo male che potesse ombrarla. Io stupivo nel vedere tanta attenzione di Gesù;  e Lui mi ha detto: "Alla mia piccola, piccola neonata, voglio far conoscere l'Immacolato Concepimento della Vergine, concepita senza peccato.

Tu devi prima sapere che la mia Divinità è un Atto solo; tutti gli atti suoi si concentrano in Uno solo. Questo significa essere Dio, il portento più grande della Nostra Essenza Divina:  non essere soggetto a successione di atti;  e se alla creatura sembra che ora facciamo una cosa ed ora un'altra, è piuttosto che facciamo conoscere ciò che c'è in quel solo Atto, ed essendo la creatura incapace di conoscerlo tutto d'un solo colpo, glielo facciamo conoscere a poco a poco.

Ora, tutto ciò che Io, Verbo Eterno, dovevo fare nella mia assunta Umanità, formava un solo atto con quell'Atto Unico che contiene la mia Divinità.   Sicché, prima che questa nobile Creatura fosse concepita già esisteva tutto ciò che doveva fare sulla terra il Verbo Eterno;  onde nell'atto che questa Vergine fu concepita, si schierarono intorno al suo Concepimento tutti i miei meriti, le mie pene, il mio Sangue e tutto ciò che conteneva la Vita d'un Uomo Dio, e restò concepita negli interminabili abissi dei miei meriti, del mio Sangue Divino, e nel mare immenso delle mie pene.  In virtù di Essi restò Immacolata, bella e pura, ed al nemico restò sbarrato il passo dagli incalcolabili Meriti miei e non poté recarle nessun nocumento.

E' giusto che chi doveva concepire il Figlio d'un Dio, doveva prima essere Lei concepita nelle opere di questo Dio, per poter tenere virtù di concepire quel Verbo che doveva venire a redimere il genere umano.  Sicché Lei prima restò concepita in Me, ed Io restai concepito in Lei;  non restava altro che, a tempo opportuno, farlo conoscere alle creature, ma nella Divinità era come già fatto.

Perciò Colei che più raccolse i frutti della Redenzione, anzi ebbe il frutto completo, fu questa eccelsa Creatura che, essendo concepita in Esso, amò, stimò e conservò come cosa sua tutto ciò che il Figlio di Dio operò sulla terra.

Oh! la bellezza di questa tenera piccina!  Era un prodigio della Grazia, un portento della Nostra Divinità.  Crebbe come Figlia Nostra, fu il nostro decoro, la nostra allegrezza, l'onore e la gloria nostra".

Onde, mentre ciò diceva il mio dolce Gesù, io pensavo nella mia mente:  "E' vero che la mia Regina Mamma fu concepita negli interminabili meriti del mio Gesù, ma il suo sangue, il suo corpo, furono concepiti nel seno di S. Anna, la quale non era esente dalla macchia di origine;  dunque, come può essere che nulla ereditò dai tanti mali che tutti abbiamo ereditato dal peccato del nostro primo padre Adamo?"

E Gesù:  " Figlia mia, tu non hai capito ancora che tutto il male sta nella volontà.  La volontà travolse l'uomo, cioè la sua natura, non la natura travolse la volontà dell'uomo;  sicché la natura restò al suo posto, quale fu da Me creata, nulla cambiò;  fu la sua volontà che si cambiò e si mise niente di meno che contro una Volontà Divina.  E questa volontà ribelle travolse la sua natura, la debilitò, la contaminò e la rese schiava di vilissime passioni.  Successe come ad un recipiente pieno di profumi o di cose preziose:  se si svuota e si riempie di marciume o di cose vili, forse cambia il recipiente? Cambia ciò che si mette dentro, ma esso è sempre quello che è;  al più si rende più o meno apprezzabile a seconda di ciò che contiene.    Tale fu dell'uomo.

Ora, alla mia Mamma l'essere concepita in una creatura della razza umana non Le recò nessun nocumento, perché la sua anima era immune da colpa.  Tra la sua volontà e Quella del suo Dio non c'era divisione; le correnti divine non trovavano intoppo né opposizione per riversarsi su di Lei;  in ogni istante stava sotto la pioggia dirotta di nuove grazie.  Onde, con questa volontà e quest'anima tutta santa, tutta pura, tutta bella, il recipiente del suo corpo che prese dalla sua madre restò profumato, riabilitato, ordinato, divinizzato, in modo da restare esente anche da tutti i mali naturali da cui è invasa l'umana natura.

Ah, sì! ... Fu proprio Lei che ricevette il germe del "Fiat Voluntas Tua come in Cielo così in terra", e questo La nobilitò e La restituì al suo principio, quale fu da Noi creato l'uomo, prima che peccasse; anzi glielo fece sorpassare, La abbellì di più ancora, ai continui flussi di quel FIAT che ha solo virtù di produrre immagini tutte simili a Colui che le ha create.  Ed in virtù di questa Volontà Divina che agiva in Lei si può dire che ciò che Dio è per natura, Lei è per grazia.

La Nostra Volontà tutto può fare e dovunque può giungere, quando l'anima Ci dà la libertà d'agire e non interrompe con la sua volontà umana il nostro operato ".

 

16 settembre 1928 Vol. 24

La Vergine con l'essere concepita concepì il Regno del FIAT,   col nascere ci restituì i diritti di possederlo.

Il mio abbandono nel  FIAT è continuo scrive Luisa e mentre seguivo i suoi atti, la mia povera mente si è fermata a pensare al concepimento della Celeste Regina ed alla sua grande fortuna d'essere preservata dalla macchia originale, ed il mio amato Gesù muovendosi nel mio interno mi ha detto: " Figlia mia,  il germe con cui fu concepita la Sovrana Celeste, fu preso dalla stirpe umana, come tutte le altre creature, come l'ebbi anch'Io.   Però c'è questa gran differenza, non concessa a nessun'altra creatura, che in questo germe umano prima che venisse concepita la sua bell'anima, il mio FIAT con la sua onnipotenza accentrò i suoi raggi in questo germe,  e con la sua luce e calore annientò e fece morire ciò che di male c'era in esso, purificandolo del tutto e rendendolo puro e santo, ed esente dalla macchia d'origine, e poi fu concepita in questo germe l'Immacolata Bambina. Sicché, tutto il portento dell'Immacolato Concepimento fu operato dalla Mia Divina Volontà; non fece un altro germe umano, né lo distrusse, ma lo purificò, e col suo calore e luce gli tolse tutti gli umori che aveva contratto questo germe dal peccato di Adamo, e fece ritornare il germe umano in Lei come era uscito dalle nostre mani creatrici.

Perciò,  come fu concepita la Piccola Vergine Regina, così fu concepito in Lei e nelle umane generazioni il Regno della Mia Divina Volontà,  perché Noi nel formare e dare ad una creatura grazie sorprendenti, guardiamo in lei tutta l'umanità, tutta l'umana famiglia, come se fosse una sola.

Vedi dunque, come fu concepita la Vergine in questo germe esente d'ogni macchia, che fu tutta opera del FIAT Divino, così fu concepito di nuovo nell'umanità il Suo Regno Divino.  E come l'Immacolata Verginella nacque, così fu restituito il diritto di poterLo possedere.

Ora, venendo Io sulla terra a prendere umana carne, me ne servii del germe della Sovrana del Cielo, e si può dire che insieme con Lei lavorammo per formare di nuovo questo Nostro Regno nelle umane generazioni. Quindi non rest'altro che conoscerLo per possederLo.  Perciò sto manifestando ciò che al Regno ed alla Mia Volontà Divina appartiene, acciocché la creatura segua le sue vie, segua i suoi passi ed entri in possesso di Essa, e la Mia Divina Volontà col suo calore e luce ripeterà il prodigio di togliere gli umori cattivi che possiede il germe umano.  E per essere sicura metterà il germe della sua luce e calore e si costituirà vita del germe, e così si scambieranno il possesso.  La Mia Divina Volontà prenderà possesso del germe per formarvi la sua vita di luce, di calore e santità, e la creatura ritornerà a prendere di nuovo il possesso del Regno del Mio FIAT Divino.

Vedi dunque figlia mia, tutto sta preparato, non ci vuol altro che farlo conoscere, e perciò  Io ho tanta premura che si conosca ciò che riguarda il Mio Divin Volere,  per gettare nelle creature il desiderio di possedere un sì gran Bene, affinché la Mia Volontà, attirata dai desideri di esse, possa accentrare i suoi raggi luminosi e col suo calore compiere il prodigio di restituire il diritto di possedere il Suo Regno di pace, di felicità e di santità ".

 

8 dicembre 1922 Vol. 15

Sull'Immacolato Concepimento di Maria SS.

Stavo pensando al gran portento dell'Immacolato Concepimento della mia Regina e Celeste Mamma e nel mio interno mi sentivo dire: "Figlia mia, l'Immacolato Concepimento della mia diletta Mamma fu prodigioso ed al tutto meraviglioso, tanto che Cieli e terra ne stupirono e fecero festa.  Tutte e Tre le Divine Persone fecero a gara:  il Padre fece sboccare un mare immenso di Potenza;  Io, Figlio, sboccai un mare infinito di Sapienza, e lo Spirito Santo un mare immenso d'eterno Amore, che confondendosi ne formarono uno solo; ed in mezzo a questo mare fu formato il Concepimento di questa Vergine, eletta fra le elette.   Sicché la Divinità somministrò la sostanza di questo Concepimento, e non solo era centro di vita di questa mirabile e singolare Creatura, ma questo mare Le stava d'intorno, non solo per tenerla difesa da tutto ciò che potesse ombrarla, ma per darle in ogni istante nuove bellezze, nuove grazie, potenza, sapienza, amore, privilegi, ecc.  Sicché la sua piccola natura fu concepita nel centro di questo mare, e si formò e crebbe sotto l'influsso di queste onde divine;  tanto che, non appena fu formata questa nobile e singolare creatura, non volle aspettare come il solito delle altre creature;  volle i suoi amplessi, il ricambio del suo amore, i suoi baci, godersi i suoi innocenti sorrisi;  e perciò non appena fu formato il suo Concepimento, Le diedi l'uso di ragione, La dotai di tutte le scienze, Le feci conoscere le Nostre gioie ed i Nostri dolori a riguardo della Creazione;  e fin dal seno materno Lei veniva nel Cielo, ai piedi del Nostro Trono, per darCi gli amplessi, il ricambio del suo amore, i suoi teneri baci, e gettandosi nelle Nostre braccia Ci sorrideva con tale compiacenza di gratitudine e di ringraziamento da strappare i Nostri sorrisi.

Oh, come era bello vedere questa innocente e privilegiata Creatura, arricchita di tutte le qualità divine, venire in mezzo a Noi, tutta amore, tutta fiducia, senza paura, perché il solo peccato è quello che mette distanza tra Creatore e creatura, spezza l'amore, sperde la fiducia ed incute timore.

Sicché, Lei veniva in mezzo a Noi come Regina, che col suo amore, dato da Noi, Ci tirava ai suoi voleri, Ci rapiva, Ci metteva in festa e si faceva rapitrice d'altro amore;  e Noi La facevamo fare, godevamo dell'amore che Ci rapiva e La costituimmo Regina del Cielo e della terra.

Cielo e terra esultarono e fecero festa insieme con Noi, nell'avere dopo tanti secoli la loro Regina...  Il sole sorrise nella sua luce, e si credette fortunato nel dover servire la sua Regina col darle la luce;  il cielo, le stelle e tutto l'universo sorrisero di gioia e fecero festa, perché dovevano allietare la loro Regina, facendole vedere l'armonia delle sfere e della loro bellezza;  sorrisero le piante che dovevano nutrire la loro Regina,  ed anche la terra sorrise e si sentì nobilitata nel dover dare l'abitazione e farsi calpestare dai passi della sua Imperatrice.

Solo l'inferno pianse e si sentì perdere le forze dal dominio di questa Sovrana Signora.

Ma sai tu quale fu il primo atto che fece questa Celeste Creatura quando si trovò la prima volta innanzi al Nostro Trono?

Lei conobbe che tutto il male dell'uomo era stato la rottura tra la volontà sua e Quella del Suo Creatore, e Lei ebbe un tremito, e senza frapporre tempo in mezzo legò la sua volontà ai piedi del mio Trono, senza neppure volerla conoscere, e la Mia Volontà si legò a Lei e si costituì centro di Vita, tanto che tra Lei e Noi si aprirono tutte le correnti, tutti i rapporti, tutte le comunicazioni, e non ci fu segreto che non Le affidammo.   Fu proprio questo l'atto più bello, più grande, più eroico che fece, il deporre ai nostri piedi la sua volontà, e che a Noi, come rapiti, Ce la fece costituire Regina di tutti.

Vedi, dunque, che significa legarsi con la Mia Volontà e non conoscere la propria?

Il secondo atto fu offrirsi a qualunque sacrificio per amore Nostro.

Il terzo, di restituirCi l'onore, la gloria di tutta la Creazione, che l'uomo Ci aveva tolto col fare la sua volontà; e fin dal seno materno pianse per amore Nostro, perché Ci vide offesi, e pianse per il dolore dell'uomo colpevole. Oh! come Ci intenerivano queste lacrime innocenti, ed affrettavano la sospirata Redenzione!

Questa Regina Ci dominava, Ci legava, Ci strappava grazie infinite;  C'inclinava tanto verso il genere umano, che non potevamo né sapevamo resistere alle sue replicate istanze.

Ma donde Le veniva un tale potere e tanta ascendenza sulla stessa Divinità?   Ah, tu l'hai capito:  era la potenza del Nostro Volere che agiva in Lei, che, mentre La dominava, La rendeva dominatrice di Dio medesimo. E poi, come potevamo resistere a sì innocente Creatura, posseduta dalla Potenza e Santità del Nostro Volere?  Sarebbe resistere a Noi Stessi.  Noi scorgevamo in Lei le Nostre Qualità Divine;  come onde affluivano su di Lei i riverberi della Nostra Santità, i riverberi dei Modi divini, del Nostro Amore, della Nostra Potenza, ecc., ed il Nostro Volere che ne era il centro attirava tutti i riverberi delle Nostre Qualità Divine e si faceva corona e difesa della Divinità abitante in Lei.   Se questa Vergine Immacolata non avesse avuto il Volere Divino come centro di Vita, tutte le altre prerogative e privilegi di cui tanto l'arricchivamo sarebbero stati un bel nulla a confronto di questo.   Fu questo che Le confermò e le conservò i tanti privilegi:  anzi, in ogni istante ne moltiplicava dei nuovi.

Ecco perciò la causa per cui La costituimmo Regina di tutti perché quando Noi operiamo, lo facciamo con ragione, sapienza e giustizia :  perché mai diede vita al suo volere umano, ma fu sempre integro il Nostro Volere in Lei.   Come potevamo dire ad un'altra creatura:  "Tu sei regina del Cielo, del sole, delle stelle, ecc.",  se invece di avere il Nostro Volere per dominio, fosse dominata dal suo volere umano?  Tutti gli elementi, Cielo, sole, terra, si sarebbero sottratti dal regime e dominio di questa creatura;  tutti avrebbero gridato nel loro muto linguaggio:  "Non la vogliamo!  Noi siamo superiori a lei perché mai ci siamo sottratti al Tuo Eterno Volere;  qual ci creasti, tali siamo", avrebbero gridato il sole con la sua luce, le stelle col loro scintillio, il mare con le sue onde, e così tutto il resto.   Invece, come tutti sentirono il dominio di questa Vergine eccelsa che, quasi come loro sorella, non volle mai conoscere la sua volontà ma solo Quella di Dio, non solo fecero festa, ma si sentirono onorati d'avere la loro Regina e corsero intorno a Lei a farLe corteggio ed a tributarLe gli ossequi, col mettersi la luna come sgabello ai suoi piedi, le stelle come corona, il sole come diadema, gli Angeli come servi, gli uomini come attendenti;  tutti, tutti Le fecero onore e Le resero i loro ossequi.

Non c'è onore e gloria che non si possa dare al Nostro Volere, sia che agisca in Noi, nella propria sede, sia che abiti nella creatura..."

 

8 dicembre 1937 Vol. 35

Sul Concepimento della Regina;  la sua corsa d'amore;  dove si trovava il suo Creatore, si trovava Lei per amarlo.

Restava concepita in ciascuna cosa creata e veniva costituita: "Regina e Madre universale di tutti e di tutto".

Oggi scrive Luisa la mia povera mente nuotando nel Voler Divino trovava in atto il Concepimento della Regina del Cielo, ed oh, le meraviglie, le sorprese, sono indescrivibili!  E pensavo tra me:  " Ma che altro può dire sull'Immacolato Concepimento, dopo averne detto tanto? "  Ed il mio amabile Gesù, sorprendendomi, tutto in festa, come se volesse festeggiare il Concepimento della Celeste Regina, mi ha detto: " Figlia mia benedetta,  oh, quant'altre cose tengo da dire sul Concepimento di questa Celeste Creatura!  Era una Vita che creavamo, non opera, dall'opera alla vita c'è gran differenza, e poi, Vita divina ed umana, in cui ci dovea essere sommo accordo di santità, d'amore, di potenza, che l'una dovea poter pareggiare coll'altra.  Furono tali i prodigi che facemmo nel creare questa Vita, che dovettimo fare il prodigio più grande ed una catena di miracoli, per fare che questa Vita potesse contenere i beni che in Lei depositammo.

Questa Santa Creatura, concepita senza macchia d'origine, sentiva la Vita del suo Creatore, la sua Volontà operante, la Quale non faceva altro che far sorgere nuovi mari d'amore;  ed oh, come Ci amava!  Ci sentiva dentro di sé e fuori di sé, ed oh, come correva per potersi trovare dovunque e da per tutto dove c'era la Vita del suo Creatore!  Per Lei sarebbe stato il più duro e crudele martirio se non potesse trovarsi da per tutto per amarci.  La nostra Volontà La metteva in volo, e la nostra Vita, mentre stava in sé, si faceva trovare da per tutto per farsi amare e per godersi Colei che tanto amava e [dalla Quale] era riamata.

Ora senti un'altra sorpresa.  Come [Ella] fu concepita cominciò la sua corsa, e Noi, amandola d'amore infinito ed il non amarla sarebbe anche per Noi il più crudele martirio! quindi come correva per rintracciare fuori la nostra Vita che possedeva dentro perché un bene non è mai completo se non si possiede dentro e fuori quindi, come correva, così restava concepita nel cielo, nelle sfere celesti, [in] cui le stelle Le facevano corona e La inneggiavano e declamavano come loro Regina, ed acquistava i diritti di Regina su tutte le sfere celesti.  La nostra Immensità l'aspettava nel sole, ed Essa correva e restava concepita nel sole, il quale facendosi diadema al suo capo adorabile La investiva di luce e La decantava Regina della luce.  La nostra Immensità e Potenza L'aspettava nel vento, nell'aria, nel mare, ed Essa correva, correva, non facendo mai sosta alla sua corsa, e restava concepita nel vento, nell'aria, nel mare, ed acquistava i diritti di Regina su tutto.

Sicché la Sovrana Signora fa scorrere la sua potenza, il suo amore, la sua maternità nel cielo, nel sole, nel vento, nel mare, fin nell'aria che tutti respirano.  Sicché dovunque e da per tutto ed in tutti restò concepita;  dove vi era la nostra Potenza ed Immensità, erigeva il suo trono per amarci ed amare tutti.  Questo fu il più gran miracolo che fece il nostro Amore potente:  bilocarla, moltiplicarla in tutte le cose ed esseri creati, perché La trovassimo in tutti e da per tutto.

La Celeste Regina fa come il sole, che se qualcuno non vuole la sua luce, la luce s'impone e dice:  ' O mi vuoi o non mi vuoi, devo fare il mio corso, devo darti luce '.  Però qualcuno si può nascondere dalla luce del sole, ma dalla Sovrana Signora non si può nascondere nessuno;  se ciò non fosse, non si potrebbe dire coi fatti Regina e Madre universale di tutti e di tutto, e Noi non sappiamo dire parole se non facciamo i fatti.

Vedi dunque dove giunse la nostra Potenza, il nostro Amore nel Concepimento di questa Santa Creatura?  Fino ad elevarla a tale altezza e gloria da poter dire:  ' Dove c'è il mio Creatore ci sono io per amarlo.  Mi ha investita di tale potenza e gloria, che sono Sovrana di tutto, tutto da me dipende; il mio dominio si estende ovunque, tanto che mentre sono concepita in tutte le cose, tengo concepito in me il cielo, il sole, il vento, il mare e tutto, tutto posseggo in me, anche il mio Creatore, e ne sono Sovrana e padrona di tutti.  Questa è tutta la mia altezza inarrivabile, la mia gloria che nessuno può giungermi, il mio grande onore:  che col mio amore abbraccio tutti, amo tutti e son di tutti, fino la Madre del mio Creatore! '"

 

21 aprile 1936 Vol. 34

"...Giunta nell'atto del Concepimento della Vergine, io mi sono trovata nel piccolo Cuore della Vergine concepita ".

... Seguivo gli atti della Divina Volontà scrive Luisa ed Essa mi portava nelle sue braccia, mi sosteneva, mi fiatava per farmi ricevere la partecipazione degli atti suoi.  Quindi sono giunta nell'atto del concepimento della Vergine, ed io mi son trovata nel piccolo Cuore della Vergine concepita.  Mio Dio, io non so dire, non so andare più avanti!  Ma il mio dolce Gesù, per farmi comprendere, mi ha detto: "Figlia benedetta del mio Volere, hai ragione, le onde del mio Volere ti inondano, ti affogano e la tua piccola capacità si sta sperduta, e ci vuole il tuo Gesù per spiegarti meglio ciò che tu vedi ma non sai dire.  Or sappi, figlia mia, è tale e tanto il nostro amore per chi vuol vivere e vive nel nostro Voler Divino, che la vogliamo far partecipe di tutte le opere nostre, per quanto a creatura è possibile, dandole anche il merito delle nostre opere divine.

Come la creatura entra nella nostra Volontà, Essa chiama in atto il suo operato divino come se in quell'istante lo stesse operando, ed immedesimandola nell'atto suo, le fa vedere i prodigi del suo operato, e [le fa] ricevere e la conferma nel bene facendole sentire la nuova vita dell'atto suo.  Tu hai visto il Concepimento della Sovrana Regina e come tu, stando nella mia Volontà, ti sei trovata concepita nel suo Materno Cuore;  vedi la gran differenza per chi vive nel mio Volere?  I prodigi dell'Immacolato Concepimento furono inauditi.  La mia Volontà che animava questo Concepimento [perché] nessuno può sfuggire da Essa , chiamò presenti tutte le creature, perché restassero concepite nel suo Vergine Cuore e ricevessero la sua maternità, il suo aiuto, la sua difesa, trovassero il rifugio, l'appoggio in questa Madre Celeste.

Ora, chi vive nel nostro Volere si trova nell'atto che [Maria SS. viene] concepita;  è la figlia che, spontanea, di sua volontà, cerca la Mamma sua e prende il suo posto, si chiude nel suo Materno Cuore per farsi fare da Mamma dalla Celeste Regina.  Ora, questa prenderà parte alle ricchezze della Sovrana Regina, ai suoi meriti, al suo amore;  sentirà in sé la nobiltà, la santità di Lei, perché conosce a chi appartiene e, Iddio la renderà partecipe dei beni infiniti e dell'amore esuberante che ebbe nel Concepimento di questa Santa Creatura".

 

8 dicembre 1922 Vol. 15

"... La Bambinella Regina Ci offrì il ricambio dell'amore di tutto il creato...  Supplicò per il genere umano, pregandoci con lacrime che scendesse il Verbo Eterno".

" ... Ma sai tu chiede Gesù quale fu il primo atto che fece questa nobile Regina quando, uscendo dal seno materno, aprì gli occhi alla luce di questo basso mondo?

Mentre Ella nacque, gli Angeli cantarono le nenie alla Celeste Bambina ed Ella restò rapita e la sua bella Anima uscì dal suo corpicino accompagnata da schiere angeliche, e girò terra e Cielo andando raccogliendo tutto l'amore che Iddio aveva sparso in tutto il Creato, e penetrando nell'Empireo, venne ai piedi del Nostro Trono e Ci offrì il ricambio dell'amore di tutto il Creato e pronunziò il suo primo "grazie" a nome di tutti.

Oh, come Ci sentimmo felici nel sentire il "grazie" di questa Bambinella Regina, e Le confermammo tutte le grazie, tutti i doni, da farLa superare tutte le altre creature unite insieme.

Poi, gettandosi nelle Nostre Braccia, si deliziò con Noi, nuotando nel pelago di tutti i contenti, restando abbellita di nuova bellezza, di nuova luce e di nuovo amore;   supplicò di nuovo per il genere umano, pregandoCi con lacrime che scendesse il Verbo Eterno a salvare i suoi fratelli;  ma mentre ciò faceva,  il Nostro Volere Le fece conoscere che scendesse alla terra, e Lei subito lasciò i nostri contenti e le gioie, e si partì per fare... che cosa?  Il Nostro Volere.

Quale calamita potente era il Nostro Volere, abitante in terra in questa Neonata Regina!   Non Ci pareva più estranea la terra, non Ci sentivamo più di colpirla facendo uso della nostra Giustizia;  avevamo la Potenza della Nostra Volontà che in questa innocente Bambina Ci spezzava le braccia, Ci sorrideva dalla terra, e cambiava la Giustizia in grazie ed in dolce sorriso, tanto che, non potendo resistere al dolce incanto, il Verbo Eterno affrettò il suo corso.

Oh, prodigio del Mio Volere!  a Te tutto si deve, per Te si compie tutto, e non c'è prodigio più grande che il Mio Volere abitante nella creatura ! "

 

10 novembre 1923 Vol. 16

" La Mia Celeste Mamma, fra tutte le generazioni Lei è la più piccola,  perché non entrò mai il suo volere in Lei come agente, ma sempre il Mio Volere Eterno ".

" La Mia Celeste Mamma,  fra tutte le generazioni Lei è la più piccola,  perché non entrò mai il suo volere in Lei come agente, ma sempre il Mio Volere Eterno, e Questo non solo La conservò piccola, bella, fresca, quale da Noi era uscita, ma La fece la più grande di tutti.  Oh, come era bella, piccola per Se stessa, ma grande, superiore a tutti in virtù Nostra! E' solo per la sua piccolezza che fu innalzata all'altezza di Madre di Colui che La formò.

Tutto il bene dell'uomo è il fare la Mia Volontà, tutto il male è il fare la sua.

Perciò, per venire a redimere l'uomo scelsi la Mia Madre, perché piccola, e per mezzo suo Mi servii di Lei come canale per far scendere sull'uman genere tutti i beni e i frutti della Redenzione ".

 

8 dicembre 1924 Vol. 17

L'Immacolato Concepimento: il più grande prodigio fu il continuo sbocco della Divina Volontà su di Lei.

Stavo pensando e riflettendo sull'Immacolato Concepimento della mia Sovrana Regina Mamma.  Nella mia mente affluivano i pregi, le bellezze e i prodigi del suo Immacolato Concepimento, prodigio che supera tutti gli altri prodigi fatti da Dio in tutta la Creazione.   Ora, mentre ciò pensavo, dicevo tra me: "Grande è il prodigio dell'Immacolato Concepimento, ma la mia Mamma Celeste non ebbe nessuna prova nel suo Concepimento:  tutto Le fu propizio, tanto da parte di Dio quanto da parte della sua natura, creata da Dio così felice, così santa, così privilegiata.  Dunque, quale fu il suo eroismo e la sua prova?  Se dalla prova non fu escluso l'Angelo nel cielo, né Adamo nell'Eden, solo la Regina di tutti doveva essere esclusa e non meritare così l'aureola più bella che la prova avrebbe messo sul suo capo augusto di Regina e di Madre del Figlio di Dio? ".

Mentre ciò pensavo, il mio amabile Gesù, muovendosi nel mio interno, mi ha detto: " Figlia mia, nessuno può essere a Me accettabile senza la prova.  Se non ci fosse stata la prova, avrei avuto una Madre schiava, non libera, e la schiavitù non entra nei Nostri rapporti, né nelle Nostre Opere, né può prendere parte al Nostro libero Amore. 

La mia Mamma ebbe la sua prima prova fin dal primo istante del suo Concepimento.

Non appena ebbe il suo primo atto di ragione conobbe la sua volontà umana da una parte e la Volontà Divina dall'altra, e fu lasciata libera a quale delle due volontà volesse aderire, e Lei, senza perdere un istante e conoscendo tutta la intensità del sacrificio che faceva, Ci donò la sua volontà, senza volerla più conoscere, e Noi le facemmo dono della Nostra; ed in questo scambio di donazione di volontà d'ambo le parti, affluirono tutti i pregi, le bellezze, i prodigi, i mari immensi di grazia nell'Immacolato Concepimento della più privilegiata di tutte le creature.

E' sempre la volontà che sono solito provare: tutti i sacrifici, anche la morte, non a Me diretti dalla volontà umana, Mi farebbero nausea e non attirerebbero neppure uno dei miei sguardi.

Ma vuoi sapere tu quale fu il più grande prodigio operato da Noi in questa Creatura sì santa, ed il più grande eroismo, che nessuno potrà mai eguagliare, di sì bella Creatura? La sua vita la incominciò con la Nostra Volontà, e così la seguì e la compì.  Sicché si può dire che compì da dove incominciò, e incominciò da dove compì;  ed  il Nostro più grande prodigio fu che in ogni suo pensiero, parola, respiro, palpito, moto e passo, il Nostro Volere sboccava su di Lei, e Lei ci offriva l'eroismo di un pensiero, di una parola, di un respiro, di un palpito divino ed eterno operante in Essa.  Questo La elevava tanto, che ciò che Noi eravamo per natura, Lei lo era per grazia.  Tutte le altre prerogative, i suoi privilegi, il suo stesso Immacolato Concepimento sarebbero stati un nulla a confronto di questo grande prodigio;  anzi, fu questo che La confermò e La rese stabile e forte in tutta la sua vita.   La Mia Volontà continuava sboccante su di Lei, Le partecipava la Natura Divina, ed il suo continuo riceverLa La rese forte nell'amore, forte nel dolore, distinta fra tutti.

Fu in questa Nostra Volontà, operante in Lei,  per cui Ella attirò il Verbo sulla terra, che si formò il seme della Fecondità Divina,  per poter concepire un Uomo e Dio, senza opera umana, e la Nostra Volontà La fece degna di essere Madre del suo stesso Creatore.

Perciò Io insisto sempre sull'argomento della Mia Volontà, perché Questa conserva bella l'anima come uscì dalle Nostre Mani, e la cresce come copia originale del suo Creatore.

Per quante opere grandi e sacrifici uno possa fare, se la Mia Volontà non entra in mezzo, Io li rifiuto, non li conosco, non è cibo per Me;  e le opere più belle, senza la Mia Volontà, diventano cibo della volontà umana, della propria stima e dell'ingordigia della creatura ".

 

8 dicembre 1927 Vol. 23

Chi vive nel Volere Divino resta rigenerato in Esso e viene dotato dei beni suoi. La Vergine, piccola luce, diventò Sole in virtù del Volere Divino.

Stavo facendo il mio 'giro' in tutta la Creazione scrive Luisa per seguire tutti gli Atti che il FIAT Divino esercita in essa, ma mentre ciò facevo pensavo tra me:  "mi sento che non ne posso fare a meno di 'girare' in tutta la Creazione,  come se non potessi stare se non faccio le mie piccole visitine al Cielo, alle stelle, al sole, al mare ed a tutte le cose create, come se un filo elettrico mi tirasse in mezzo ad esse, per decantare la magnificenza di tante opere e lodare ed amare quella Volontà Divina che le creò e le tiene strette come nel suo pugno divino per conservarle belle e fresche, come le uscirono alla luce del giorno, e chiedere quella stessa vita e dominio che il FIAT  Divino tiene in esse, in mezzo alle creature;  e perché dunque non ne posso fare a meno?"   Ma mentre ciò pensavo, il mio amato Gesù si è mosso nel mio interno e mi ha detto:

"Figlia mia, tu devi sapere che tu sei nata non una volta, ma due volte;  una volta come altre creature, l'altra volta sei stata rigenerata nella Mia Volontà, ed essendo parto suo, tutto ciò che ad Essa appartiene è tuo.  E come il padre, la madre, dotano la figlia dei loro stessi beni, così il Mio Volere Divino come ti rigenerò, ti dotò delle sue proprietà divine.  Onde, chi non ama, chi non cerca di stare in mezzo alle sue proprietà? Chi non le visita spesso e forma il suo soggiorno in esse per godersele, amarle e non finire mai di decantare la gloria di Colui che l'ha dotata di tante vaste proprietà, che contengono tante svariate bellezze?  Saresti troppo ingrata essere figlia del Mio Volere Divino e non fare il tuo soggiorno nelle proprietà di chi ti ha generata.  Sarebbe non amare Chi con tanto amore ti ha partorita, e non riconoscere le ricchezze di Chi ti ha generata.   Ecco perciò la necessità che tu senti di 'girare' in tutta la Creazione, perché è roba tua e Chi ti ha generata, col suo filo elettrico di luce e d'amore ti chiama a godere ed amare ciò ch'è suo e tuo, e gode di sentire ripetere i tuoi ripetuti ritornelli:  'Venga il regno del Tuo FIAT sulla terra'".

Dopo ciò, seguendo il mio 'giro' in tutte le cose da Dio create, mi son fermata quando creò la Sovrana Regina, tutta bella, pura e senza macchia, il nuovo ed il più gran portento di tutta la Creazione, ed il mio Sommo Bene Gesù ha soggiunto: "Figlia mia, l'Immacolata Maria, piccola luce della stirpe umana, perché l'umana terra Le diede l'origine, ma fu sempre figlia della Luce perché nessuna macchia entrò in questa luce. Ma sai tu dove sta tutta la sua grandezza, Chi Le diede la sovranità, Chi formò i mari di luce, di santità, di grazia, d'amore, di bellezza, di potenza, dentro e fuori di Lei?  Figlia mia, l'umano non sa fare mai cose grandi, né dare cose grandi. Sicché la Regina Celeste sarebbe restata la piccola luce, se Lei non avesse messo come da parte il suo volere, ch'era la piccola luce, e non facendosi investire dal Mio Volere Divino, in cui sperdette la sua piccola luce, in Esso, il quale non è piccola luce ma Sole interminabile, che investendola tutta formò mari di luce intorno a Lei, di grazia, di santità e l'abbellì tanto da renderLa tutta bella, con tutte le tinte delle bellezze divine, tanto da innamorare Colui che l'aveva creata, l'Immacolato suo Concepimento, per quanto bello e puro, era sempre piccola luce e non avrebbe posseduta né potenza, né luce sufficiente per poter formare mari di luce e di santità.   Se il Nostro Volere Divino non avesse investito la piccola luce per convertirLa in Sole, questa piccola luce, qual era la volontà della Sovrana Celeste, non si sarebbe contentata di sperdersi nel Sole del  FIAT  Divino per farsi da Esso dominare.

Fu questo il gran portento, il Regno della Mia Volontà Divina in Lei.    Con questo tutto ciò che faceva diventava luce, si nutriva di luce, niente usciva da Lei che non fosse luce, perché teneva in suo potere il Sole del Mio Volere Divino, e quanta Luce voleva attingere, tanta ne attingeva.   E siccome la proprietà della Luce è diffondersi, dominare, fecondare, illuminare, riscaldare, ecco perciò che l'altezza della Sovrana Regina, col Sole della Mia Volontà Divina che possedeva, si diffuse in Dio e dominandoLo Lo piegò a farLo scendere sulla terra, restò feconda del Verbo Eterno, illuminò e riscaldò il genere umano.

Si può dire che tutto fece in virtù del Regno del Mio Volere che possedeva;  tutte le altre prerogative si possono chiamare ornamenti di questa Madre Regina, ma la sostanza di tutti i suoi beni, della sua altezza, bellezza, grandezza e sovranità, fu che possedette il Regno della Mia Volontà.   Perciò, di Lei si dice il meno e del più non ne fanno parola.  Ciò significa che della Mia Volontà poco o nulla conoscono, perciò sono quasi tutti muti per Essa ".

 

20 aprile 1923 Vol. 15

"...Il Mio Supremo Volere è solito di fare le Opere più grandi in anime vergini e sconosciute;  e non solo vergini di natura, ma vergini di affetto, di cuore, di pensieri, perché la vera Verginità è l'ombra Divina, ed Io solo alla mia ombra posso fecondare le mie Opere più grandi... Perciò elessi una Vergine sconosciuta a tutti, ma ben nota a Me;  e se la vera Verginità è l'ombra mia, con l'eleggerLa sconosciuta, era la gelosia divina, che volendoLa tutta per Me, La rendevo sconosciuta a tutti gli altri. Ma con tutto ciò, che questa Vergine Celestiale fosse sconosciuta, Io Mi feci conoscere, facendoMi strada per far conoscere a tutti la Redenzione. Quanto più grande è l'Opera che voglio fare, tanto più vado coprendo l'anima con la superficie delle cose più ordinarie " .

 

9 marzo 1926 Vol. 19

Gesù, a Luisa: "...Nel creare l'uomo il Nostro Amore fu tanto per lui che sorpassò tutto l'amore che avemmo nella Creazione. Perciò lo dotammo di ragione, di memoria e di volontà perché, mettendo la Nostra Volontà come al banco nella sua, la moltiplicasse, la centuplicasse, non per Noi che non ne avevamo bisogno, ma per suo bene, affinché non restasse come le altre cose create mite ed in quel punto come Noi le mettemmo fuori, ma crescesse sempre, sempre in gloria, in ricchezza, in amore ed in somiglianza con il suo Creatore;  e per fare che potesse trovare tutti gli aiuti possibili ed immaginabili, gli demmo a sua disposizione la Nostra Volontà, affinché operasse con la Nostra stessa Potenza il bene, la crescenza, la somiglianza che voleva acquistare col suo Creatore;  il Nostro Amore nel creare l'uomo volle fare un gioco d'azzardo, mettendo le cose Nostre nella piccola cerchia della volontà umana, come al banco, la nostra Bellezza, Sapienza, Santità, Amore, ecc., e la Nostra Volontà che doveva farsi guida ed attore del suo operato, affinché non solo lo facesse crescere a Nostra somiglianza, ma le desse la forma di un piccolo dio.

Perciò il Nostro dolore fu grande nel vederCi respingere questi grandi beni dalla creatura, ed il Nostro gioco d'azzardo per allora andò fallito;  ma per quanto fallito era sempre un gioco divino, che poteva e doveva rifarsi del suo fallimento.

Perciò dopo tanti anni volle di nuovo il Mio Amore giocare d'azzardo e fu con  la  Mia  Mamma  Immacolata;  in Lei il Nostro gioco non andò fallito, ebbe il suo pieno effetto e perciò tutto Le demmo e tutto a Lei affidammo:  anzi, si faceva gara, Noi a dare e Lei a ricevere ... " .

 

14 marzo 1926 Vol. 19

Gesù, a Luisa: " ...Tu devi sapere che la stessa Mia Mamma Immacolata è la Neonata della Mia Volontà, perché tra ciò che è il Creatore e ciò che può essere e prendere di Dio la creatura, si può dire la Piccola Neonata;  e perché fu la Neonata della Mia Volontà si formò a somiglianza del suo Creatore e potè essere Regina di tutta la Creazione:  e come Regina dominava tutto e correva bene il suo 'eco' della Divina Volontà ... "

 

19 marzo 1926 Vol. 19

" Figlia mia, se la Mia Mamma fu Concepita senza macchia originale per poter impetrare il sospirato Redentore, era giusto e decoroso che, per Chi doveva esserMi Madre, neppure il germe della colpa avesse avuto mai esistenza in Lei, e doveva essere la più nobile, la più santa di tutte le creature, ma di una nobiltà divina e di una santità tutta simile al suo Creatore, per poter trovare in Lei tanta grazia e capacità da poter Concepire il Santo dei Santi, il Verbo Eterno.

Molte volte si fa anche questo dalle creature che, se devono conservare cose preziose, di grande valore, preparano vasi tersissimi e di un valore equivalente alle cose preziose che si devono conservare in essi.  Invece se sono cose ordinarie e di poco valore, si preparano vasi di creta e di pochissimo valore, né si ha cura di tenerli sotto chiave come il vaso tersissimo, ma li tengono esposti.  Sicché dalla preziosità del vaso e del come si tiene custodito, si può conoscere se le cose che contiene sono preziose e di grande valore.

Ora,  dovendo Io ricevere il suo Sangue per essere Concepito nel suo Seno, era giusto che tanto l'Anima quanto il suo Corpo fosse tersissimo, ed arricchita di tutte le grazie, privilegi e prerogative possibili ed immaginabili che Dio può dare e la creatura ricevere...   Tutto ciò fu nella Mia cara Mamma perché doveva far discendere sulla terra il sospirato Redentore ".

 

18 dicembre 1920 Vol. 12

" ... Mi sono trovata insieme col mio dolce Gesù, ma tanto stretta Lui con me ed io con Lui che quasi non potevo vedere la sua Divina Persona, ed io, non so come, ho detto: <<  Mio dolce Gesù, mentre sono avvinta a Te, voglio attestarTi il mio amore, la mia gratitudine e tutto ciò che la creatura è in dovere di fare per aver Tu creata la nostra  Regina  Mamma  Immacolata, la più bella, la più santa: un portento di grazia; arricchendola di tutti i doni e facendola anche nostra Madre.

E questo lo faccio a nome di tutte le creature passate, presenti e future.

Voglio prendere a volo ciascun atto di creatura, parola, pensiero, palpito, passo, ed in ciascuno di essi dirTi: ' Ti amo, Ti benedico, Ti adoro  per tutto ciò che hai fatto alla mia e Tua Celeste Mamma '  >>.

Gesù ha gradito il mio atto, ma tanto che mi ha detto: " Figlia mia, con ansia aspettavo questo tuo atto a nome di tutte le generazioni;  la mia Giustizia, il mio Amore sentivano il bisogno di questo contraccambio, perché grandi sono le grazie che scendono su tutti per aver tanto arricchita la Mia Mamma, eppure non hanno mai una parola, un grazie da darMi ".

Grazie, Gesù,  per me e per tutti! Grazie, per la Tua Mamma!

 

24 novembre 1923 Vol. 16

Storia della Divina Volontà. La Vergine SS. fece suoi tutti gli atti della Divina  Volontà e così preparò il cibo ai suoi figli:  perciò è la ' Madre e Regina della Volontà Divina '

Stavo facendo l'ora della Passione scrive Luisa in cui la Mamma Addolorata ricevette il suo morto Figlio nelle sue braccia e Lo depose nel sepolcro; e nel mio interno dicevo:  "Mamma mia, insieme con Gesù metto nelle tue braccia tutte le anime, affinché tutte le riconosca per figli tuoi e ad uno ad uno li scriva nel tuo Cuore e li deponga nelle piaghe di Gesù.  Sono i figli del tuo dolore immenso, e tanto basta perché li riconosca ed ami;  ed io voglio mettere tutte le generazioni nella Volontà Suprema, affinché nessuno vi manchi, ed a nome di tutti Vi do conforti, compatimenti e sollievi divini".

Ora, mentre ciò dicevo, il mio dolce Gesù si è mosso nel mio interno e mi ha detto:  "Figlia mia, se sapessi quale fu il cibo con cui alimentò tutti questi figli la mia dolce Mamma!"

Ed io: "Quale fu, o mio Gesù?"

E Lui di nuovo: "Siccome tu sei la mia piccina, scelta da Me per la missione del Mio Volere, e vivi in quel FIAT in cui fosti creata, voglio farti sapere la storia del Mio Eterno Volere, le sue gioie ed i suoi dolori, i suoi effetti ed il suo valore immenso, ciò che fece e ciò che ricevette, e chi prese a cuore la sua difesa.

I piccoli sono i più attenti ad ascoltarmi perché non hanno la mente ripiena di altre cose; sono come digiuni di tutto, e se si vuol dare ad essi altro cibo sentono schifo, perché essendo piccini sono abituati a prendere il solo cibo della Mia Volontà, che più che madre amorosa li tiene attaccati al suo Divin Petto per alimentarli abbondantemente, ed essi stanno con le boccucce aperte, ad aspettare il latte dei miei insegnamenti, ed Io Mi diverto molto...  Oh, com'è bello vederli ora sorridere, ora gioire ed ora piangere, nel sentirMi narrare la storia della Mia Volontà!

Dunque, l'origine della Mia Volontà è eterna.  Mai entrò il dolore in Essa;  tra le Divine Persone questa Volontà era in somma concordia, anzi era Una sola.  In ogni atto che emetteva fuori, tanto 'ad intra' quanto 'ad extra', Ci dava infinite gioie, nuovi contenti, felicità immensa;  e quando volemmo mettere fuori la macchina della Creazione, quanta gloria, quanto onore ed armonie non Ci diede? 

Come si sprigionò il FIAT, questo FIAT diffuse la nostra Bellezza, la nostra Luce, la nostra Potenza, l'Ordine, l'Armonia, l'Amore, la Santità, tutto, e Noi restammo glorificati dalle stesse Virtù Nostre, vedendo, per mezzo del Nostro FIAT, la fioritura della Nostra Divinità adombrata in tutto l'Universo.

Il Nostro Volere non si arrestò, gonfio d'Amore come stava, volle creare l'uomo, e tu sai la storia di esso;  perciò passo avanti.

Ah, fu proprio lui che recò il primo dolore al Mio Volere, cercò di amareggiare Colui che tanto lo amava e che lo aveva reso felice.  Il Mio volere pianse più che una tenera madre, che piange il suo figlio storpio e cieco, solo perché si è sottratto dalla volontà della madre.  Il Mio Volere voleva essere il primo agente nell'uomo, non per altro che per dargli nuove sorprese d'amore, di gioie, di felicità, di luce, di ricchezze;  voleva sempre dare;  ecco perché voleva agire.  Ma l'uomo volle fare la sua volontà e la ruppe con la Divinità ...  Mai l'avesse fatto!  Il Mio Volere si ritirò, e lui precipitò nell'abisso di tutti i mali.

Ora, per riannodare di nuovo queste due volontà, ci voleva Uno che contenesse in Sé una Volontà Divina;  e perciò, amando Io, Verbo Eterno, con un Amore Eterno quest'uomo, decretammo fra le Divine Persone che prendessi umana carne per venire a salvarlo e riannodare le due volontà spezzate.

Ma dove scendere?  Chi doveva essere colui che doveva prestare la sua carne al suo Creatore?  Ecco, perciò  scegliemmo una Creature che, in virtù dei meriti previsti del futuro Redentore, fu esente dalla colpa di origine:  il suo volere ed il Nostro furono uno solo.

Fu questa Celeste Creatura che comprese la storia della Nostra Volontà.  Noi, come a piccina, tutto Le narrammo, il dolore del Nostro Volere, e come l'uomo ingrato, con lo spezzare la sua volontà con la Nostra, aveva ristretto il Nostro Volere nella cerchia divina, come inceppandolo nei suoi disegni, impedendo che potesse comunicargli i suoi beni e lo scopo per cui era stato creato.

Per Noi il dare è felicitarCi e rendere felice chi da Noi riceve, è arricchire senza Noi impoverire, è dare ciò che Noi siamo per natura, formandolo nella creatura per grazia, è uscire da Noi per dare ciò che possediamo...  Col dare, il Nostro Amore si sfoga, il Nostro Volere fa festa.  Se non dovevamo dare, a che pro formare la Creazione?  Sicché il solo non poter dare ai nostri figli, alle nostre care immagini, era come un lutto per la Nostra Suprema Volontà.  Solo nel vedere l'uomo operare, parlare, camminare, senza il connesso del Nostro Volere, perché da lui spezzato, e che dovevano correre a lui, se era con Noi, correnti di grazie, di santità, di scienza, ecc., e non potevano, il Nostro Volere si atteggiava a dolore.  Ogni atto di creatura era per Noi un dolore, perché vedevamo quell'atto vuoto del Volere Divino, privo di bellezza e di santità, tutto dissimile dagli Atti Nostri.

Oh, come comprese la Celeste Piccina questo Nostro sommo dolore ed il gran male dell'uomo nel sottrarsi al Nostro Volere!  Oh, quante volte Lei pianse a calde lacrime per il Nostro dolore e per la grande sventura dell'uomo!  E perciò Lei, temendo, non volle concedere neppure un atto di vita alla sua volontà;  perciò si mantenne piccola, perché il suo volere non ebbe vita in Lei, e come poteva farsi grande?  Ma ciò che non fece Essa, lo fece il Nostro Volere:  La crebbe tutta bella, santa, divina;  La arricchì tanto che La fece la più grande di tutte le creature.  Era un prodigio del Nostro Volere, prodigio di grazia, di bellezza, di santità.  Ma essa si mantenne sempre piccola, tanto che non scendeva mai dalle Nostre Braccia.  

Prese a petto suo la nostra difesa, ricambiò tutti gli atti dolenti del Supremo Volere, e non solo stava Lei tutta in ordine alla Nostra Volontà,  ma fece suoi tutti gli atti delle creature, ed assorbendo in Sé tutta la Nostra Volontà respinta da esse La riparò, La amò, e tenendoLa come a deposito nel suo Cuore verginale preparò il cibo della Nostra Volontà a tutte le creature.

Vedi dunque con quale Cibo alimenta i suoi figli questa Madre amantissima?  Le costò tutta la sua vita, pene inaudite e la stessa Vita del Figlio suo, per fare in Lei il deposito abbondante di questo Cibo della Mia Volontà, per tenerlo pronto per alimentare tutti i suoi figli, quale Madre tenera ed amorosa.  Lei non poteva amare di più i suoi figli;  col dare loro questo Cibo, il suo amore era giunto all'ultimo grado.

Sicché  fra tanti titoli che Essa tiene, il più bel titolo che a Lei si potrebbe dare è quello di ' Madre e Regina della Volontà Divina.' 

 

18 dicembre 1927 Vol. 23

Possedendo la Vergine Maria il Regno del FIAT Divino, si tuffarono in Lei le Luci e poté Concepire il Verbo.  Gesù, da dentro il velo della Sua Umanità, come Sole che sorge andava rintracciando tutte le creature. Ogni manifestazione Divina è un compromesso che fa Dio alle creature.

Stavo pensando al grande amore quando il mio Sommo Bene Gesù s'incarnò nel seno dell'altezza della Sovrana Signora, e come una creatura, sebbene senza macchia alcuna, poteva contenere un Dio;  ed il mio sempre amabile Gesù muovendosi nel mio interno mi ha detto: " Figlia mia, la Mia Mamma Celeste possedeva la Mia Volontà, ne era talmente piena che rigurgitava di Luce, ma tanto che le sue onde di Luce s'innalzavano fin nel Seno della Nostra Divinità, e facendosi vincitrice con la potenza del Nostro Volere Divino che possedeva, vinse il Padre Celeste, e nella sua Luce rapì la Luce del Verbo, e lo fece discendere fin nel suo seno nella stessa Luce che s'era formato in virtù della Mia Volontà Divina;   mai potevo scendere dal Cielo se non trovavo in Lei la Nostra stessa Luce, la Nostra stessa Volontà regnante in Lei. Se ciò non fosse, sarebbe come scendere, fin dal primo momento, in casa estranea, invece Io dovevo scendere in casa mia, dovevo trovare dove doveva scendere la Mia Luce, il mio Cielo, le mie gioie senza numero.  E la Sovrana Celeste, col possedere la Mia Volontà Divina, Mi preparò questo soggiorno, questo Cielo, niente dissimile dalla Patria Celeste;  non è forse la Mia Volontà che forma il Paradiso di tutti i Beati?

Onde,  come la Luce del  Mio  FIAT  Mi tirò nel suo seno, e la Luce del Verbo discese, le Luci si tuffarono insieme e la Vergine pura, Regina e Madre, con poche gocce di sangue che fece scorrere dal suo Cuore ardente, formò il velo della Mia Umanità intorno alla Luce del Verbo, la racchiuse dentro, ma la Mia Luce era immensa, e mentre la Mia Mamma Divina racchiuse la sua sfera dentro del velo della Mia Umanità che Mi formò, non potette contenere i raggi. Essi straripavano fuori, e più che Sole che, dall'altezza della sua sfera quando sorge, spande i suoi raggi sulla terra per rintracciare le piante, i fiori, il mare, le creature tutte per dare a tutti gli effetti che contiene la sua luce, e come trionfante dall'altezza della sua sfera guarda il bene che fa e la vita che infonde in ciascuna cosa che investe, così feci Io.

Più che Sole che sorge, da dentro il velo della Mia Umanità, con i raggi che straripavano fuori andavo rintracciando tutte le creature, per dare a ciascuna la Mia Vita ed i beni che ero venuto a portare sulla terra.  Questi raggi, da dentro la mia sfera bussavano ad ogni cuore, picchiavano forte per dirgli:  'Apritemi, prendete la Vita che son venuto a portarvi'.

Questo Mio Sole non tramonta mai, e continua ancora a fare la sua via spandendo i suoi raggi, picchiando e ripicchiando il cuore, la volontà, le menti delle creature per dare la Mia Vita.

Ma quanti Mi chiudono le porte e giungono a ridersi della Mia Luce?  Ma è tanto il Mio Amore che con tutto ciò non Mi ritiro, continuo il mio sorgere continuo, per dar vita alle creature ".

Dopo ciò stavo seguendo il mio 'giro' nel Voler Divino ed il mio amato Gesù ha soggiunto:

" Figlia mia, ogni profezia che facevo ai miei Profeti della mia venuta sulla terra, era come un compromesso che facevo con le creature, di venire in mezzo a loro, ed i Profeti manifestandole, disponevano i popoli a desiderare e volere un tanto bene, ed essi nel riceverle queste profezie ricevevano il deposito del compromesso, ed a secondo che andavo manifestando il tempo ed il luogo della mia Nascita, così andavo aumentando la caparra del compromesso.

Così sto facendo del Regno della Mia Volontà:  ogni manifestazione che faccio che riguarda il Mio FIAT Divino, è un compromesso che faccio, ogni sua conoscenza è una caparra di più che aggiungo, e se faccio i miei compromessi è segno che come venne il regno della Redenzione,  così verrà  il Regno della Mia Volontà.

Le Mie Parole son Vite che metto fuori di Me, e la Vita deve avere il suo soggiorno e produrre i suoi effetti.   Credi tu che sia una cosa da nulla una manifestazione di più o una di meno?   E' un compromesso di più che fa un Dio, ed i Nostri compromessi non possono andare perduti, e quanti più compromessi facciamo, tanto più è vicino il tempo di realizzare i Nostri compromessi e di metterli tutti al sicuro.

Perciò richiedo da te somma attenzione e che nulla ti faccia sfuggire.  Altrimenti ti faresti sfuggire un compromesso divino, che porterebbe delle conseguenze ".

 

28 gennaio 1926 Vol. 18

"Lo scopo primario della mia venuta sulla terra fu proprio questo:  che l'uomo ritornasse nel grembo del Mio Volere, come uscì quando fu creato".

Dicevo tra me scrive Luisa :  "Gesù, Amor mio, se tanto ami che la Tua Volontà operi nella creatura come nell'atto in cui la creasti, come se non ci fosse stata nessuna rottura fra la Volontà Tua e quella della creatura, perché nel venire sulla terra e redimerci non ci desti questo gran bene, che la Tua Volontà, trionfando su tutto, ci mettesse nell'ordine della Creazione, come uscimmo dalle Mani del nostro Celeste Padre?"

E Gesù, uscendo dal mio interno, mi ha tutta stretta al Cuore, e con una tenerezza indicibile mi ha detto: " Figlia mia,  lo scopo primario della mia venuta sulla terra fu proprio questo:  che l'uomo ritornasse nel grembo del Mio Volere, come uscì quando fu creato.  Ma per fare ciò dovetti formare per mezzo della Mia Umanità la radice, il tronco, i rami, le foglie, i fiori da cui dovevano uscire i frutti celesti del Mio Volere.   Nessuno ha il frutto senza l'albero.   Quest'Albero fu innaffiato col Mio Sangue, fu coltivato con le mie pene, con i miei sospiri e lacrime;  il Sole che splendette su di Lui fu il solo Sole della Mia Volontà.   Quindi, ci saranno con certezza i frutti del Mio Volere, ma per desiderare i frutti si deve conoscere quanto sono preziosi, il bene che apportano, le ricchezze che producono.

Ecco, perciò, le tante manifestazioni del Mio Volere che ti ho fatto, perché la conoscenza porterà il desiderio di mangiarLo;  e quando avranno gustato che significa vivere solo per fare la Mia Volontà,  se non tutti,  in parte almeno ritorneranno alla Via del Mio Volere;  le due volontà si daranno il bacio perenne, non più ci sarà contesa tra la volontà umana e Quella del Creatore, e la Mia Redenzione, ai tanti frutti che ha dato, aggiungerà anche il frutto del  '  Fiat Voluntas Tua  come in Cielo così in terra '

Perciò sii tu la prima a prendere questo frutto, e non volere altro cibo né altra vita che la sola Mia Volontà ".

 

14 dicembre 1927 Vol. 23

Continua Gesù: "...Tutti i mali di questi tempi e son troppi non equivalgono al gran valore della Mia Volontà Divina operante in una sola creatura,  ed Essa se ne servirà di questi mali per farne mucchio e con la sua potenza spacciarli dalla faccia della terra.

Ciò successe nella Redenzione.  I mali non erano sbanditi dalla terra, anzi più che mai abbondavano, ma  siccome venne sulla terra la Sovrana Regina, la Creatura che possedeva una Volontà Divina in Lei, che racchiudeva tutto il valore del bene della Redenzione, non guardando gli altri, né i loro mali, guardai il valore di questa Celeste Creatura, sufficiente ad impetrare la mia discesa sulla terra, ed in vista di Lei sola, che possedeva le Nostre prerogative, ed il valore d'Una Volontà Divina ed infinita, diedi e formai il Regno della Redenzione in mezzo alle creature.

Perciò nel formare il Regno della Redenzione volli formare nella Mamma Mia tutto il valore di Essa.  Volli mettere al sicuro nel Suo Cuore Materno tutti i beni che doveva racchiudere la mia venuta in mezzo alle creature, e poi concedetti il Bene che la Sovrana del Cielo Mi domandava.

Feci come un principe quando deve partire per destinazione di altre conquiste, sceglie il più fido, affida i suoi segreti, vi mette nelle sue mani tutto il valore delle spese che ci vogliono per le conquiste volute, e fidandosi di questo solo che conosce, che possiede tutto il valore delle desiderate conquiste, parte trionfante sapendone certa la vittoria.   Così faccio Io quando voglio dare un bene alle creature:  prima mi fido di una sola, metto in lei tutto il valore di quel bene, e poi come certo do il bene che essa Mi domanda per le altre creature... "

 

24 dicembre 1926 Vol. 20

Pene di Gesù nel Seno Materno.

... Mentre sfogavo il mio dolore, il dolce Gesù è venuto da Piccolo Bambino, e gettandosi nelle mie braccia mi ha detto: "...Vuoi sapere come stavo nel seno della Mia Mamma Sovrana e ciò che in Lei pativo? " Ora, mentre ciò diceva, Si è mosso dentro di me in mezzo al mio petto, steso in uno stato di perfetta immobilità, i suoi piedini e manine erano tanto tesi ed immobili da far pietà, Gli mancava lo spazio per muoversi, per aprire gli occhi, per respirare liberamente, e quello che più straziava era vederLo in atto di morire continuamente.   Che pena vedere morire il mio Piccolo Gesù, io mi sentivo messa insieme con Lui nello stato di immobilità. Onde dopo qualche tempo il Bambinello Gesù, stringendomi a Sé, mi ha detto:

" Figlia mia,  il mio stato nel seno Materno fu dolorosissimo,  la mia piccola Umanità aveva l'uso perfetto di ragione e di sapienza infinita, quindi fin dal primo istante del mio Concepimento comprendevo tutto il mio stato doloroso, l'oscurità del carcere materno, non avevo neanche uno spiraglio di luce!  Che lunga notte di nove mesi!   La strettezza del luogo era tale che mi costringeva ad una perfetta immobilità sempre in silenzio, né Mi era dato di vagire, né di singhiozzare per sfogare il mio dolore;  quante lacrime non versai nel sacrario del seno della Mamma Mia senza fare il minimo moto, e questo era nulla.

La Mia Umanità aveva preso l'impegno di morire tante volte, per soddisfare la Divina Giustizia, quante volte le creature avevano fatto morire la Volontà Divina in loro,  facendo il grande affronto di dar vita all'umana volontà, facendo morire in loro una Volontà Divina.  Oh! come Mi costarono queste morti;  morire e vivere, vivere e morire fu per Me la pena più straziante e continua, molto più che la Mia Divinità, sebbene era con Me una sola cosa ed inseparabile da Me, nel ricevere da Me queste soddisfazioni si atteggiava a Giustizia, e sebbene la Mia Umanità era santa, era una lucerna innanzi al Sole immenso della Mia Divinità ed Io sentivo tutto il peso delle soddisfazioni che dovevo dare a questo Sole Divino e la pena della decaduta umanità che in Me doveva risorgere a costo di tante mie morti.   Fu il respingere la Volontà Divina, dando vita alla propria, che formò la rovina dell'umanità decaduta, ed Io dovevo tenere in stato di morte continua la Mia Umanità e la volontà umana, per fare che la Volontà Divina avesse vita continua in Me per stendervi il Suo Regno.

Dacché fui concepito Io pensavo e Mi occupavo a stendere il Regno del FIAT Supremo nella Mia Umanità, a costo di non dar vita alla mia volontà umana per far risorgere l'umanità decaduta, affinché, fondato in Me questo Regno, preparassi le grazie, le cose necessarie, le pene, le soddisfazioni che ci volevano per farLo conoscere e fondarLo in mezzo alle creature.

Perciò tutto ciò che tu fai, quello che faccio in te per questo Regno, non è altro che la continuazione di ciò che Io feci dacché fui Concepito nel seno della Mamma Mia.   Perciò se vuoi che svolga in te il Regno dell'Eterno FIAT, lasciami libero, né dar mai vita alla tua volontà ".

 

25 dicembre 1938 Vol. 36

La discesa del Verbo. è facile far nascere Gesù, purché si viva nel Suo Volere. 
Il Paradiso che fece trovare la Regina del Cielo in terra al suo Piccolo Gesù.

(Scrive Luisa:)   La mia povera mente continua nel Volere Divino il suo cammino;  oh!  come Esso si sente felice nel vedere che la sua piccola neonata va in cerca dei Suoi Atti per conoscerli, baciarli, adorarli, farli suoi e dirGli:  " Quanto mi hai amato! ".  

Onde, mi sono fermata nella discesa del Verbo sulla terra, ed io Lo compativo nel vederLo solo. Ed il mio dolce Gesù, con una tenerezza indicibile, sorprendendomi mi ha detto: "Figlia mia carissima, tu ti sbagli:  la solitudine fa parte dell'ingratitudine umana;  ma dalla parte Divina e delle Opere Nostre, tutte Mi accompagnarono, né Mi lasciarono mai solo;  anzi, tu devi sapere che insieme con Me scese il Padre e lo Spirito Santo;  mentre Io restai con Loro in Cielo, Loro scesero in Me sulla terra.  Siamo inseparabili;  Noi stessi, se lo vogliamo, non possiamo separarCi;  al più ci bilocheremo.  E mentre teniamo il Nostro Trono in Cielo, formiamo il Nostro Trono in terra;  ma separarCi mai;  al più il Verbo prese la parte operante, perciò sempre concorrente il Padre e lo Spirito Santo.  Anzi, nell'atto che scesi dal Cielo, tutti si mossero per farMi corteggio e per dare gli onori a Me dovuti.

Mi corteggiò il cielo con tutte le sue stelle dandoMi gli onori della Mia Immutabilità e del Mio Amore che mai finisce.

Mi corteggiò il sole dandoMi gli onori della Mia Eterna Luce.  Oh, come Mi decantò bene con la molteplicità dei suoi effetti!  Posso dire che trovandoMi con la sua luce e col suo calore, nel suo muto linguaggio, mi diceva:  'Tu sei Luce ed io Ti onoro, Ti adoro, Ti amo con quella stessa Luce con cui mi creasti'.

Tutti Mi circondarono:  il vento, il mare, il piccolo uccellino, tutti e tutto per darMi l'amore, la gloria con cui li avevo creati, e Mi decantavano il Mio Impero, la Mia Immensità, le mie gioie infinite. Le cose create Mi facevano festa, e se Io piangevo anche loro piangevano, perché la Mia Volontà, risiedendo in esse, le teneva aggiornate di quello che Io facevo;  ed oh! come si sentivano onorati nel fare ciò che faceva il loro Creatore!

Poi ebbi il corteggio degli Angeli che non Mi lasciarono mai solo.  E siccome tutti i tempi sono miei, ebbi il corteggio del mio gran popolo che sarebbe vissuto nel Mio Volere:  il quale lo portavo nelle Mie Braccia ed Io lo sentivo palpitante nel Mio Cuore, nel Mio Sangue, nei miei passi;  e solo nel sentirMi investito da questo popolo, amato con la Mia stessa Volontà, Mi sentivo come contraccambiato della mia discesa dal Cielo in terra.

Era questo il mio scopo primario, di riordinare il Regno della Mia Volontà in mezzo ai figli miei;  mai avrei creato il mondo se non dovessi avere i figli che Mi somigliano e che non vivessero della Mia stessa Volontà:  Essa si troverebbe nelle condizioni di una povera madre sterile che non ha potere di generare e che non può formarsi una famiglia a sé.  Perciò la Mia Volontà ha potere di generare e di formarsi la sua lunga generazione, per formarsi la sua famiglia".

Onde, continuavo a pensare alla discesa del Verbo Divino:  e dicevo tra me:  "Come mai può nascere Gesù nelle anime nostre?"Ed il caro Bambino ha soggiunto: "Figlia mia,  è la cosa più facile il farMi nascere, molto più che Noi non sappiamo fare cose difficili;  la Nostra Potenza facilita tutto; purché la creatura viva nel Nostro Volere, tutto è fatto.  Come vuol vivere di Esso, già forma l'abitazione al tuo Piccolo Gesù;  come vuol dare principio a fare i suoi atti, così Mi concepisco;  e come compie il suo atto, Mi fa nascere:  come ama nel Mio Volere, così Mi veste di luce e Mi riscalda delle tante freddezze delle creature;  ed ogni volta che Mi dà la sua volontà e prende la Mia, Io Mi trastullo e formo il mio gioco e canto vittoria d'aver vinto l'umano volere, Mi sento il Piccolo Re vincitore.

Vedi dunque, figlia mia, come è facile da parte del tuo Piccolo Gesù, perché  quando troviamo la Nostra Volontà nella creatura possiamo far tutto.  Essa ci somministra tutto ciò che ci vuole e vogliamo per formare la Nostra Vita e le Nostre Opere più belle.  Invece, quando non vi è il Nostro Volere, restiamo inceppati;  dove Ci manca l'amore, dove la santità, dove la potenza, dove la purezza e tutto ciò che occorre per rinascere e formare la Nostra Vita in loro.  Perciò il tutto sta da parte della creatura ché da parte Nostra Ci mettiamo a sua disposizione.

Oltre di ciò, nella Mia Nascita, la Mia Mamma Divina Mi formò una bella sorpresa coi suoi atti, col suo amore, con la Vita della Mia Volontà che possedeva;  Mi formò il Mio Paradiso in terra.  Non faceva altro che intrecciare col suo amore tutta la Creazione dove stendeva mari di bellezze per farMi godere le Nostre bellezze divine, dentro le quali splendeva la sua beltà.  Come era bella la Mamma Mia nel trovarla nella Creazione tutta che Mi faceva godere la sua beltà, la bellezza dei suoi atti dove stendeva il suo mare d'amore per farMi trovare che in tutte le cose Mi amava e trovavo il mio Paradiso d'amore in esso, e Mi felicitavo e gioivo nei mari d'amore della Mamma Mia.   Ora, nel Mio Volere Mi formava le musiche più belle, concerti più deliziosi, affinché al suo Piccolo Gesù non mancassero le musiche della Patria Celeste.    A tutto ciò pensò la Mia Mamma, affinché non Mi mancasse nulla dei godimenti del Paradiso lasciato.  Non faceva altro in tutti i suoi atti che formare gioie per renderMi felice.  Solo a poggiarMi sul Suo Cuore sentivo tali armonie e contenti, che Mi sentivo rapire.

La Mia cara Mamma, col vivere nel Mio Volere, prendeva nel suo grembo il Paradiso e lo faceva godere al Figlio Suo e tutti i suoi atti non Mi servivano ad altro che a renderMi felice e raddoppiarMi il mio Paradiso in terra.

Ora, figlia mia, tu non sai un'altra sorpresa: chi vive nel Mio Volere è inseparabile da Me ed ogni qualvolta che Io rinasco, rinasce insieme con Me.

Sicché non sono mai solo:  la faccio rinascere insieme con Me alla Vita Divina.   Rinasce al nuovo amore, alla nuova santità, alla nuova bellezza, rinasce nelle conoscenze del suo Creatore, rinasce in tutti gli Atti Nostri, anzi, in ogni atto che fa Mi chiama a rinascere e forma un nuovo Paradiso al suo Gesù;  ed Io la faccio rinascere insieme con Me per renderla felice.   Felicitare chi vive insieme con Me è una delle gioie più grandi.    Perciò, sii attenta a vivere nel Mio Volere se vuoi renderMi felice, se vuoi che negli atti tuoi trovi il mio Paradiso in terra, ed Io penserò a farti godere il pelago delle mie gioie e felicità.  Ci renderemo felici a vicenda ".

 

15 novembre 1923 Vol. 16

Maria SS. attirò il Verbo ad Incarnarsi per fare la Redenzione.

"...Il Mio Eterno Volere vuole che gli Atti del Suo Volere, destinati per ciascuna creatura, non solo abbiano una riparazione, ma che con amore si voglia ricevere la sua felicità e ciò che Esso contiene ...

... Fu necessario che per venire a compiere la Redenzione, una Nostra piccola Figlia, quale fu la Mia Mamma, prendesse per suo compito di ricevere in Lei tutti gli Atti della Nostra Volontà respinti dalle creature e li fece suoi, li accolse con decoro, li amò, li riparò, li contraccambiò tanto da riempire tutti i loro confini, per quanto a creatura è possibile. Onde la Divinità, quando vide in questa piccola Creatura, la Sua Volontà reintegrata della Creazione, non solo per sé, ma per tutte le altre, si sentì tanto attirata che, ai tanti Suoi Atti di Volontà per la Creazione, aggiunse l'Atto più grande, più sublime, più prodigioso: che questa Piccola fosse Colei che doveva essere innalzata alla sola ed unica dignità di Madre del suo stesso Creatore.

Mai avrei potuto Io, Verbo Eterno, scendere dal Cielo, se non avessi trovato in Lei la Mia Volontà reintegrata, quale da Noi era stato voluto che esistesse nella creatura.

Quale fu dunque la causa che Mi fece venire sulla terra?   La Mia Volontà esistente in una piccola creatura!

Che importava a Me che fosse piccola?  Quello che Mi interessava era che la Mia Volontà fosse salva in Lei, senza nessuna rottura da parte della sua volontà umana.   Salvata la Nostra, tutti i Nostri diritti Ci venivano restituiti, la creatura si metteva in ordine al suo Creatore e il Creatore si metteva in ordine alla creatura.

Lo scopo della Creazione era già realizzato, quindi, venimmo ai fatti, che il Verbo si facesse carne, prima per redimere l'uomo, e poi perché la Nostra Volontà si facesse come in Cielo così in terra.   Ah, sì, fu la Mia Mamma che, prendendo in Sé tutta la Nostra Volontà messa fuori per bene della Creazione, frecciò la Divinità con frecce divine, in modo che, ferito dalle nostre stesse frecce, come calamita potente, attirò il Verbo nel suo seno.

Nulla sappiamo negare a chi possiede la Nostra Volontà  ".

 

24 dicembre 1903 Vol. 6

Gesù nacque nel tempo e rinasce nelle anime per amore.

Questa mattina, trovandomi nel mio solito stato, è venuto il Bambinello Gesù, ed io vedendolo piccino piccino, Gli ho detto:  "Quale fu la causa che Ti fece venire dal Cielo, e nascere così piccino nel mondo?"

Ed Egli: "L'amore! 

La mia Nascita nel tempo fu anche lo sbocco dell'amore della SS. Trinità verso le creature.   In uno sbocco d'amore della Mia Madre nacqui dal Suo Seno,  ed in uno sbocco d'amore rinasco nelle anime.   Ma questo sbocco viene formato dal desiderio, e non appena l'anima comincia a desiderarMi, Io resto già concepito:  e quanto più s'inoltra nel desiderio, tanto più Mi vado ingrandendo nell'anima.   Quando questo desiderio riempie tutto l'interno e giunge a traboccarne fuori, allora rinasco in tutto l'uomo, cioè nella mente, nella bocca, nelle opere e nei passi, in tutto.

All'opposto, anche il demonio fa le sue nascite nelle anime, non appena l'anima incomincia a desiderare e volere il male, egli resta concepito con le sue opere perverse:  se questo desiderio viene nutrito, il demonio ingrandisce e riempie tutto l'interno di passioni le più brutte e schifose, e giunge a farne lo sbocco fuori, dando all'anima la rotta di tutti i vizi.   Figlia mia, quante nascite fa il demonio in questi tristissimi tempi!  Se avessero potere, gli uomini e i demoni avrebbero distrutto le mie nascite nelle anime".

 

27 luglio 1923 Vol. 16

Gesù fece nella sua Madre SS. il deposito di tutti i beni dell'Incarnazione e della stessa sua Vita.

" Figlia mia, così feci nell'Incarnazione: prima deposi nella mia cara Mamma tutti i beni che conveniva  per scendere dal Cielo in terra, e poi M'incarnai e feci il deposito della mia stessa Vita;   dalla mia Mamma uscì questo deposito come vita di tutti ... ".

 

16 dicembre 1922 Vol. 15

"Se il Concepimento della mia Celeste Mamma fu prodigioso e fu concepita nel mare che uscì dalle Tre Divine Persone,  il Mio Concepimento non fu nel mare che uscì da Noi, ma nel gran mare che risiedeva in Noi".

(Gesù:) " Figlia diletta mia,  se il Concepimento della mia Celeste Mamma fu prodigioso e fu concepita nel mare che uscì dalle Tre Divine Persone,  il Mio Concepimento non fu nel mare che uscì da Noi, ma nel gran mare che risiedeva in Noi, la Nostra stessa Divinità, che scendeva nel seno verginale di questa Vergine, e restai Concepito.

E' vero che si dice che il Verbo restò Concepito, ma il Mio Celeste Padre e lo Spirito Santo erano inseparabili da Me;  è vero che Io ebbi la parte agente, ma Loro la ebbero concorrente.   Immaginati due riflettori, di cui uno riflette nell'altro lo stesso soggetto;  questi soggetti sono tre:  quello di mezzo prende la parte operante, sofferente, supplicante;  gli altri due vi stanno insieme, vi concorrono e sono spettatori;  sicché potrei dire che dei due riflettori, uno era la Trinità Sacrosanta, e l'altro  la Mia cara Mamma.  Lei, nel breve corso della sua vita, col vivere sempre del Mio Volere, Mi preparò nel suo verginal seno il piccolo terreno divino dove Io, Verbo Eterno, dovevo vestirmi d'umana carne, perché mai sarei sceso dentro d'un terreno umano.   E  riflettendo la Trinità in Lei, restai Concepito.   Onde mentre quella stessa Trinità restava in Cielo, Io restavo concepito nel seno di questa nobile Regina.

Tutte le altre cose, per quanto siano grandi, nobili, sublimi, prodigiose, anche lo stesso Concepimento della Vergine Regina, tutte restano dietro;  non c'è cosa che possa paragonarsi, né amore, né grandezza, né potenza, al Mio Concepimento.   Qui non si tratta di formare una vita, ma di rinchiudere la Vita che dà Vita a tutti;  non di allargarMi, ma di restringerMi per poter farMi concepire, non per ricevere, ma per dare...;   Chi ha creato tutto, per rinchiuderSi in una creata e piccolissima Umanità! Queste sono Opere solo d'Un Dio che ama, che a qualunque costo vuol legare col suo Amore la creatura per farSi amare.

Ma questo è un bel nulla ancora;  sai tu dove sfolgorò tutto il mio Amore, tutta la mia Potenza e Sapienza?   Non appena la Potenza Divina formò questa piccolissima Umanità, tanto piccola che poteva paragonarsi alla grossezza d'una nocciola, ma con le membra tutte proporzionate e formate, ed il Verbo restò Concepito in Essa, l'immensità della Mia Volontà, racchiudendo tutte le creature passate, presenti e future, concepì in Essa tutte le vite delle creature, e come cresceva la Mia, così crescevano loro in Me.  Sicché, mentre apparentemente parevo solo, visto col microscopio della Mia Volontà si vedevano in Me concepite tutte le creature.  Succedeva in Me come quando si vedono acque cristalline, che mentre compaiono chiare, viste col microscopio, quanti microbi non si vedono?   Il Mio Concepimento fu tale e tanto, che la gran ruota dell'Eternità restò colpita ed estatica, nel vedere gli innumerevoli eccessi del Mio Amore e tutti i prodigi uniti insieme.  Tutta la mole dell'Universo restò scossa nel vedere rinchiuderSi Colui che dà vita a tutto, restringersi, impicciolirsi, rinchiudere tutto...  per fare che cosa?  Per prendere le vite di tutti e far rinascere tutti ".

 

25 dicembre 1910 Vol. 10

Come sempre, anche per far conoscere la sua Nascita nel tempo, Gesù sceglie le persone povere, ignoranti e abbiette per farne dei portenti di grazia, perché sono le più disposte ad ascoltarLo ed a crederGli senza tante difficoltà.

Gesù Benedetto Si faceva vedere piccino piccino ma tanto grazioso e bello, che mi rapiva in dolce incanto;  in particolare si rendeva amabile con le sue piccole mani, e prendeva piccoli chiodi e mi inchiodava con una maestria degna solo del mio sempre amabile Gesù, e poi mi colmava di baci e di amore, ed io Lui.

Onde, dopo questo mi sembrava di trovarmi nella grotta del mio neonato Gesù, ed il mio piccino Gesù mi ha detto: "Figlia mia diletta, chi venne a visitarMi nella grotta della mia nascita? I soli pastori furono i primi visitatori, i soli che facevano un va e vieni e Mi offrivano doni e cosucce loro, i primi che ebbero la conoscenza della mia venuta nel mondo, e di conseguenza i primi favoriti e ripieni della mia grazia. Ecco perché scelgo sempre persone povere, ignoranti, abbiette, e ne faccio dei portenti di grazia, perché sono sempre le più disposte, le più facili a darMi ascolto, a crederMi, senza fare tante difficoltà, tanti cavilli, come al contrario fanno le persone colte.

Poi vennero i Magi, ma nessun sacerdote si vide, mentre dovevano essere i primi a farMi corteggio, perché sapevano più degli altri, secondo le scritture che studiavano, il tempo ed il luogo, ed era più facile il venirMi a salutare e a visitare.  Ma nessuno si mosse, anzi, mentre lo additavano ai Magi, non si mossero, né si scomodarono di fare un passo per andare in traccia della mia venuta.  Questo fu un dolore nella mia nascita, per Me amarissimo... "

con le adorazioni profonde della tua SS. Mamma! Per noi e per tutti! 

 

22 dicembre 1926 Vol. 20

I segni di appartenenza alla Famiglia Divina. Dio è solito fare le sue opere più grandi a tu per tu con la creatura;  così ha fatto con la sua Mamma  e così farà con Luisa.

"...Finché tu sei una della Mia Famiglia e quanto più fai conoscere la Mia Volontà, tanto più ti distingui innanzi al Cielo ed alla terra che sei figlia che Ci appartiene...   Solo chi fa la Mia Volontà e vive in Essa può chiamarsi figlio mio, membro della Mia Famiglia Divina e Celeste ... Tutti gli altri sono figli degeneri e come estranei alla Famiglia Nostra.   Ecco che quando tu ti occupi del Mio  FIAT  Divino, se parli, se 'giri' in Esso, Ci metti in festa, perché sentiamo che è uno che Ci appartiene, sentiamo che è la figlia Nostra che parla, che 'gira', che lavora nel campo del Nostro Volere, ed ai figli si lasciano le porte aperte, nessun appartamento si chiude per essi, perché ciò che è del Padre è dei figli, e nei figli si mette la speranza della lunga generazione del Padre ...

Figlia mia,  è mio solito fare le Mie Opere più grandi prima 'a tu per tu' con una sola persona.   Difatti 'una' fu la Mia Mamma e con Lei svolsi tutto l'operato ed il gran portento della mia Incarnazione;  nessuno entrò nei Nostri segreti, né penetrarono nel sagrato dei Nostri appartamenti per vedere ciò che passava tra Me e la Sovrana Celeste.  Né Essa occupava nel mondo posto di dignità e di autorità, perché Io nello scegliere non guardo mai in faccia alla dignità e superiorità, ma guardo al piccolo individuo in cui posso guardare in faccia alla Mia Volontà, che è la dignità e l'autorità più grande.

L'altezza della piccola Fanciulla di Nazareth, ad onta che non aveva né posto, né dignità, né superiorità nel basso mondo,  perché possedeva la Mia Volontà,  da Lei pendeva Cielo e terra,  nelle sue mani c'erano le sorti dell'umano genere, c'erano le sorti di tutta la Mia Gloria che doveva ricevere da tutta la Creazione;   sicché bastò l'Unica mia Eletta per formare il mistero dell'Incarnazione e per poter gli altri ricevere il bene di esso.   Una fu la Mia Umanità e da questa uscì la generazione dei Redenti.  Perciò basta formare in una tutto il bene che si vuole, per poter fare uscire la generazione di quel bene ".

FIAT !

 

24 dicembre 1924 Vol. 17

Pene di Gesù nel seno della sua Mamma.  Tutta la natura tripudiò e fece festa alla  Nascita di Gesù.

Mi sono sentita fuori di me stessa, dentro di una luce purissima scrive Luisa Piccarreta ed in questa luce scorgevo la Regina Mamma ed il piccolo Bambino Gesù nel suo seno verginale.  Oh, Dio!  In che stato doloroso si trovava il mio amabile Bambinello!  La sua piccola Umanità era immobilizzata;  stava coi piedini e le manine immobili, senza il più piccolo moto.  Non c'era spazio, né per potere aprire gli occhi, né per potere liberamente respirare.  Era tanta l'immobilità, che sembrava morto, mentre era vivo.   Pensavo tra me:  "Chi sa quanto soffre il mio Gesù in questo stato!  E quanto la diletta Mamma, nel vederLo nel suo proprio seno, così immobilizzato l'Infante Gesù!"

Ora, mentre ciò pensavo, il mio Piccolo Bambinello, singhiozzando mi ha detto: "Figlia mia,  le pene che soffrii in questo seno verginale della Mia Mamma sono incalcolabili a mente umana.  Ma sai tu quale fu la prima pena che soffrii nel primo atto del mio Concepimento, e che Mi durò tutta la vita? La pena della morte. La Mia Divinità scendeva dal Cielo pienamente felice, intangibile da qualunque pena e da qualsiasi morte.  Quando vidi la mia piccola Umanità, per amore delle creature soggetta alle pene ed alla morte, sentii così al vivo la pena della morte, che per pura pena sarei morto davvero, se la potenza della Mia Divinità non Mi avesse sorretto con un prodigio, facendoMi sentire la pena della morte e la continuazione della vita.   Sicché, per Me fu sempre morte:  sentivo la morte del peccato, la morte del bene nelle creature, ed anche la loro morte naturale.   Che duro strazio fu per Me tutta la mia Vita!  Io, che contenevo la Vita e ne ero il Padrone assoluto della stessa Vita, dovevo assoggettarMi alla pena della morte.   Non vedi tu la Mia piccola Umanità immobile e morente nel seno della Mia cara Madre?  E non la senti tu, in te stessa, quanto dura e straziante è la pena di sentirsi morire e non morire?   Figlia mia, è il tuo vivere nella Mia Volontà che ti fa parte della continua morte della Mia Umanità".

Onde me la son passata quasi tutta la mattina vicino al mio Gesù nel seno della mia Mamma e, Lo vedevo che mentre stava in atto di morire riprendeva vita, per abbandonarsi di nuovo a morire.  Che pena, vedere in quello stato l'Infante Gesù!

Dopo di ciò, nella notte stavo pensando all'atto quando il dolce Bambinello uscì dal seno materno per nascere in mezzo a noi.  La mia povera mente si perdeva in un mistero sì profondo e tutto amore.   Ed il mio dolce Gesù, muovendosi nel mio interno, ha messo fuori le sue piccole manine per abbracciarmi, e mi ha detto: " Figlia mia,  l'Atto del Mio Nascere fu l'Atto più solenne di tutta la Creazione;  Cielo e terra si sentivano sprofondare nella più profonda adorazione, alla vista della Mia piccola Umanità, che teneva come murata la Mia Divinità.   Sicché nell'atto del mio nascere ci fu un atto di silenzio e di profonda adorazione e preghiera.  Pregò la Mia Mamma, e rapita dalla forza del prodigio che da Lei usciva;   pregò S. Giuseppe, pregarono gli Angeli.  E la Creazione tutta sentiva la forza dell'amore della mia Potenza Creatrice, rinnovata su di essa.   Tutti si sentivano onorati e ricevevano il vero onore, che Colui che li aveva creati doveva servirsi di loro per ciò che occorreva alla Sua Umanità.

Si sentì onorato il  sole,  nel dover dare la sua luce e calore al suo Creatore, riconoscendo Colui che lo aveva creato, il suo vero Padrone, e Gli faceva festa ed onore col darGli la sua luce.   Si sentì onorata la  terra,  quando Mi sentì giacente in una mangiatoia;  si sentì toccata dalle mie tenere membra e tripudiò di gioia con segni prodigiosi.   Tutta la Creazione, tutti gli esseri creati, vedevano il loro vero Re e Padrone in mezzo a loro, e sentendosi onorati, ognuno voleva prestarMi il suo ufficio:  l'acqua voleva dissetarMi;  gli uccelli, coi loro trilli e gorgheggi, volevano ricrearmi;  il vento voleva accarezzarMi;  l'aria  voleva baciarMi;  tutti  volevano darMi il loro innocente tributo.

Solo l'uomo, ingrato, ad onta che tutti sentirono in loro una cosa insolita, una gioia, una forza potente, furono restii, e soffocando tutto non si mossero.  Ad onta che li chiamavo con le lacrime, coi gemiti e singhiozzi, non si mossero, eccettuati alcuni pochi pastori.  Eppure era per l'uomo che venivo sulla terra!  Venivo per darMi a lui, per salvarlo e per riportarmelo nella mia Patria Celeste.  Quindi ero tutt'occhio per vedere se Mi veniva innanzi per ricevere il gran dono della Mia Vita Divina ed Umana.

Sicché l'Incarnazione non fu altro che un darMi in balìa della creatura.  Nell'Incarnazione Mi diedi in balìa della Mia cara Mamma;  nel nascere si aggiunse S. Giuseppe, cui feci dono della Mia Vita;   e siccome le Mie Opere sono eterne e non soggette a finire, questa Divinità, questo Verbo che scese dal Cielo, non si ritirò più dalla terra, per avere occasione di darSi continuamente a tutte le creature.   Finché vissi Mi diedi svelatamente, e poi, poche ore prima di morire, feci il gran prodigio di lasciarMi Sacramentato, perché chiunque Mi volesse potesse ricevere il gran Dono della Mia Vita.   Non badai né alle offese che Mi avrebbero fatte, né ai rifiuti di non volerMi ricevere.  Dissi tra me:  Mi son dato;  non voglio più ritirarMi, Mi facciano pure quello che vogliono, ma sarò sempre di loro ed a loro disposizione.

Figlia, questa è la natura del vero Amore, questo è l'Operare da Dio:  la fermezza ed il non ritirarsi a costo di qualunque sacrificio.   Questa fermezza nelle Mie Opere è la mia vittoria, la più grande della Mia Gloria,  ed è questo il segno se la creatura opera per Dio:  la fermezza.   L'anima non guarda in faccia a nessuno, né alle pene, né a se stessa, né alla sua stima, né alle creature;  ad onta che le costi la propria vita, lei guarda solo Iddio, per il cui amore si è prefissa di operare e si sente vittoriosa di mettere il sacrifizio della sua vita per amor suo.

Il non essere fermo è della natura umana e dell'operare umanamente;  il non essere fermo è l'operare delle passioni e con passione.  La mutabilità è debolezza, è viltà, e non è della natura del vero amore;  perciò  la fermezza dev'essere la guida d'operare per Me.   Perciò  nelle Mie Opere non Mi cambio mai:  siano quel che siano gli eventi,  fatta un'Opera una volta, è fatta per sempre ".

 

25 dicembre 1900 Vol. 4

La Regina Mamma dà alla luce il Bambinello Gesù.

Trovandomi nel solito mio stato, mi son sentita fuori di me stessa e mi son trovata in una spelonca ed ho visto la Regina Mamma che dava alla luce il Bambinello Gesù.   Che stupendo prodigio!

Tanto la Madre quanto il Figlio erano tramutati in Luce purissima ed in quella Luce si scorgeva benissimo la Natura Umana di Gesù che serviva come di velo per coprire la Divinità che conteneva, in modo che squarciando il velo della natura umana si vedeva Dio, mentre, coperto di quel velo, appariva Uomo.   Ah!  Prodigio dei prodigi:  Dio e Uomo, Uomo e Dio!

Arrivato  il momento della  Nascita, essendosi la Vergine Madre come spiritualizzata e trasformata in Luce, in un eccesso d'amore, senza il minimo impedimento,  Gesù Luce è uscito da dentro la luce della Madre, restando questa intatta ed integra, mentre poi apparivano ambedue nello stato naturale.

Chi può dire la bellezza del Bambinello che in quei felici momenti spargeva anche esternamente i raggi della Divinità?   Chi può dire la bellezza della Madre che restava tutta assopita in quei raggi divini?   E S. Giuseppe mi pareva che non fosse presente nell'atto del parto, ma se ne stava in un altro canto della spelonca tutto assorto in quel profondo Mistero e se non vide con gli occhi del corpo, vide benissimo cogli occhi dell'anima, perché se ne stava rapito in estasi sublime.   Quando il Bambinello uscì alla luce, io avrei voluto volare per prenderLo fra le mie braccia, ma gli Angeli m'impedirono dicendomi che toccava alla Madre l'onore di prenderLo per la prima.   Onde la Vergine SS., come scossa, è ritornata in Sé e dalle mani d'un Angelo ha ricevuto il Figlio nelle sue braccia e L'ha stretto tanto forte, con tanta forza di amore, che pareva che volesse inviscerarlo di nuovo.   Poi, volendo dare uno sfogo al suo ardente amore, L'ha messo a succhiare alle sue mammelle.   In quel momento io me ne stavo tutta annichilita aspettando che fossi chiamata per non ricevere un altro rimprovero dagli Angeli.   Onde la Regina, a me rivolta, mi ha detto:  "Vieni, vieni a prendere il tuo Diletto, godilo anche tu e sfoga con Lui il tuo amore".  Così dicendo, io mi sono avvicinata e la Vergine Mamma me L'ha dato in braccio.  Chi può dire il mio contento, i baci, gli abbracci, le tenerezze?!   Dopo essermi sfogata un poco il Bambinello mi ha detto:  "Diletta mia, diletta mia, Io fui concepito unito al dolore, nacqui al dolore e morii nel dolore e coi tre chiodi che mi crocifissero, inchiodai le tre potenze:  intelletto, memoria e volontà di quelle anime che bramavano d'amarMi, attirandole a Me, tutte a Me, perché la colpa le aveva rese inferme e disperse dal loro Creatore senza nessun freno".

Mentre ciò diceva ha dato uno sguardo al mondo ed ha cominciato a piangerne le miserie.   Io, vedendolo piangere ho detto:  "Amabile Bambino, non funestare a chi Ti ama una notte sì lieta col tuo pianto;  invece di dare sfogo al pianto, diamo sfogo al canto".  E sì dicendo ho cominciato a cantare ed Egli ha cessato dal piangere e quando ho finito il mio verso Egli ha cantato il suo, con una voce tanto forte ed armoniosa che tutte le altre voci svanivano dinanzi alla sua voce dolcissima.   Dopo ciò ho pregato il Bambino Gesù per il mio Confessore, per tutti quelli che mi appartengono ed infine per tutti.   E Lui pareva tutto condiscendente.   In quel mentre è scomparso ed io sono ritornata in me stessa.

(26 dicembre 1900 Vol. 4)

... Vedevo poi la Regina Madre da una parte e S. Giuseppe dall'altra in atto di adorare profondamente l'Infante Divino, assorti in estasi continua, tanto che ci voleva un prodigio del Signore per poter esternamente accudire ai loro doveri.  Anch'io vi ho fatta la mia adorazione e poi mi son trovata in me stessa.

 

25 dicembre 1927 Vol. 23

La Madre Celeste, tutta velata di Luce e, nelle sue braccia, il Bambinello Gesù fuso nella stessa Luce.

Vedevo la mia Madre Celeste tutta velata di Luce scrive Luisa e nelle sue braccia il Bambinello Gesù fuso nella stessa Luce...  e Gesù stringendo le sue piccole manine al mio collo mi ha detto: " Figlia mia,  non appena uscii dal seno della Mia Mamma,  Io fissai i miei sguardi, uno alla Mia Mamma, né potei fare a meno di guardarLa perché c'era in Lei la forza rapitrice della Mia Volontà Divina ed il dolce incanto della bellezza e luce fulgidissima del Mio FIAT, che eclissandomi la pupilla, restavo fissato in Colei che possedeva in virtù di Esso la Mia stessa Vita.  Nel vedere la Mia Vita bilocata in Lei Mi rapiva e non potevo spostare il mio sguardo dalla Celeste Regina, perché la mia stessa forza divina Mi costringeva a fissarLa.  L'altro sguardo lo fissai in chi doveva fare e possedere la Mia Volontà. 

Erano due anelli congiunti in uno:  la Redenzione ed il Regno della Mia Volontà Divina,  inseparabili tutti e due.               
La Redenzione doveva preparare, soffrire, fare; il Regno del FIAT doveva compire.       
L'Uno e l'Altro di somma importanza..." .

 

25 dicembre 1926 Vol. 20

Come il Bambino Si fece vedere appena nato alla sua Mamma. Con la Luce che irraggiava il Bambino dava il saluto a tutti per la sua venuta sulla terra. Differenza tra la grotta e la prigionia della Passione. Il Bambinello Gesù mi ha detto:

" Figlia mia, vuoi tu vedere come Mi vide la mia inseparabile Mamma quando uscii dal seno Materno?  GuardaMi e vedi".

Io L'ho guardato e Lo vedevo Piccolo Bambinello di una bellezza rara e rapitrice.   Da tutta la sua piccola Umanità, dagli occhi, dalla bocca, dalle mani e piedi uscivano raggi fulgidissimi di Luce, che non solo involgevano Lui, ma si allungavano tanto da poter ferire ogni cuore di creatura come per darle il primo saluto della sua venuta sulla terra.   Il primo picchio per bussare ai cuori, per farsi aprire e chiedere un ricetto in loro, quel picchio era dolce, ma penetrante;  però, siccome era picchio di Luce, non faceva strepito, ma si faceva sentire forte più di qualunque rumore.   Sicché in quella notte tutti sentivano una cosa insolita nei loro cuori, ma pochissimi furono quelli che aprirono i loro cuori per darGli un piccolo alloggio.   Ed il tenero Infante nel sentirsi non ricambiato nel saluto, né aperto dai suoi ripetuti passi, incominciò il suo pianto con le labbra livide e tremanti dal freddo, singhiozzava, vagiva e sospirava;   ma mentre la Luce che usciva da Lui faceva tutto ciò con le creature avendo i primi rifiuti, con la sua Mamma Celeste appena uscito dal suo seno, si gettò nelle sue braccia materne per darLe il primo abbraccio, il primo bacio, e siccome le sue piccole braccia non giungevano ad abbracciarLa tutta, la Luce che usciva dalle sue manine La cinse tutta in modo che Madre e Figlio restarono investiti della stessa Luce.   Oh! Come la Mamma Regina ricambiò il Figlio col suo abbraccio e bacio, in modo che restarono tanto stretti insieme che parevano uno fuso nell'altro!   Col suo amore ricambiò il primo rifiuto ricevuto da Gesù dai cuori delle creature, ed il suo vezzoso Bambinello depose il suo primo atto di nascere nel Cuore della sua Mamma, le sue grazie, il suo primo dolore per fare che ciò che si vedeva nel Figlio si potesse vedere nella sua Mamma.   Onde dopo ciò il grazioso Bambinello è venuto nelle mie braccia e, stringendoMi forte, mi sentivo che Lui entrasse in me ed io in Lui e poi mi ha detto:   " Figlia mia, ti ho voluto abbracciare come abbracciai la Mia cara Mamma appena nato, affinché anche tu riceva il mio primo atto di nascere ed il mio primo dolore, le mie lacrime, i miei teneri vagiti, affinché ti muova a compassione del mio stato doloroso della mia nascita.   Se non avessi la Mia Mamma in cui deporre tutto il bene della mia Nascita ed affidare a Lei la Luce della Mia Divinità, che Io Verbo del Padre contenevo, non avrei trovato nessuno, né dove deporre il tesoro infinito della mia nascita, né dove affissare la Luce della Mia Divinità che dalla Mia piccola Umanità traspariva fuori.   Perciò vedi come è necessario che quando si decide dalla Maestà Suprema un bene grande da fare alle creature che può servire come bene universale, ne scegliamo 'una' da darle tanta grazia da poter ricevere tutto in sé quel bene che dovevano ricevere tutti gli altri?  Perché se gli altri non lo ricevono in tutto o in parte, l'Opera Nostra non resti sospesa e senza il suo frutto;  ma l'anima eletta riceve tutto in sé quel bene, e l'Opera Nostra riceve il ricambio del frutto.

Sicché  la Mamma Mia fu non solo la Depositaria della Mia Vita, ma di tutti gli Atti miei.  

Quindi in tutti gli Atti miei, prima vedevo se potevo depositarli in Lei e poi li facevo.   Onde in Lei depositai le mie lacrime, i miei vagiti, il freddo e le pene che pativo ed Essa faceva l'eco a tutti gli Atti miei e con incessanti ringraziamenti riceveva tutto;  c'era una gara tra Madre e Figlio, Io a dare e Lei a ricevere.   Questa Mia piccola Umanità facendo il primo ingresso sulla terra, la Mia Divinità volle trasparire fuori di Essa per girare ovunque e fare la prima visita sensibile a tutta la Creazione.   Cieli e terra tutti ricevettero questa visita del loro Creatore fuori dell'uomo, mai avevano ricevuto tanto onore e gloria come quando si videro in mezzo a loro il loro Re, il loro Fattore, per cui tutti si sentivano onorati che dovevano servire Colui da cui avevano ricevuto l'esistenza, perciò tutti fecero festa. 

Perciò la mia nascita,  da parte della Mia Mamma e di tutta la Creazione,  Mi fu di grande gioia e gloria;   da parte delle creature Mi fu di grande dolore.   Ecco perciò son venuto da te, per sentirMi ripetere le gioie della Mia Mamma e deporre in te il frutto della Mia nascita " .

Onde dopo di ciò stavo pensando com'era infelice quella grotta dove il Bambinello Gesù era nato, com'era esposta a tutti i venti, al freddo, da intirizzire dal gelo;  invece di uomini c'erano le bestie, che gli facevano compagnia,  perciò pensavo quale potesse essere più infelice e dolorosa:  la prigione della notte della sua Passione o la grotta di Betlemme?  Ed il mio dolce Bambino ha soggiunto: " Figlia mia, non c'è da paragonarsi l'infelicità della prigione della Mia Passione colla grotta di Betlemme;  nella grotta avevo la Mia Mamma vicino;  anima e corpo era insieme con Me!  Quindi avevo tutte le gioie della Mia cara Mamma, e Lei aveva tutte le gioie di Me Figlio suo che formavano il nostro paradiso.  Le gioie di Madre col possedere il Figlio sono grandi, le gioie di possedere una Madre sono più grandi ancora:  Io trovavo tutto in Lei e Lei trovava tutto in Me.   Poi c'era il Mio caro padre S. Giuseppe che Mi faceva da padre ed Io sentivo tutte le sue gioie che sentiva per causa mia.   Invece nella Mia Passione furono tutte interrotte le nostre gioie, perché dovevamo dare luogo al dolore, e sentivamo tra Madre e Figlio il grande dolore della vicina separazione almeno sensibile, che doveva succedere colla Mia Morte;   nella grotta le bestie Mi riconobbero ed onorandoMi cercavano di riscaldarMi col loro fiato,  nella prigione neppure gli uomini Mi riconobbero e per insultarMi Mi coprirono di sputi e di obbrobri, perciò non c'è da paragonarsi l'una coll'altra ".

 

25 dicembre 1921 Vol. 13

Il gelo dell'ingratitudine che trovò Gesù nel nascere.

Il mio dolce Gesù si è fatto vedere da Bambinello, tutto intirizzito dal freddo, e gettandosi nelle mie braccia mi ha detto: "Che freddo, che freddo! Riscaldami, per pietà, non Mi lasciare più gelare!" Io me L'ho stretto al cuore, dicendoGli: " Nel mio cuore posseggo il Tuo Volere, sicché il calore di Esso è più che sufficiente per riscaldarTi ".  E Gesù, tutto contento, mi ha detto: " Figlia mia,  il Mio Volere contiene tutto, e chi Lo possiede può darMi tutto.   La Mia Volontà fu tutto per Me:  Mi concepì, Mi formò, Mi fece crescere e Mi fece nascere.   Se la Mia Mamma contribuì col darmi il Sangue, lo potette fare perché era la Mia Volontà assorbita in Lei che lo conteneva.   Se non avesse avuto il Mio Volere, non avrebbe potuto contribuire a formare la Mia Umanità, sicché la Mia Volontà diretta e quella assorbita nella Mia Mamma Mi diedero la Vita.   L'umano non aveva potere su di Me per darMi nulla,  ma solo il Volere Divino col suo alito Mi alimentò e Mi diede alla luce.

Ma credi tu che fu il freddo dell'aria che Mi gelò? Ah, no! Fu il freddo dei cuori che M'intirizzì, e l'ingratitudine, che al primo uscire alla luce mi fece piangere amaramente. La Mia diletta Madre Mi quietò il pianto, sebbene pianse anch'Essa. Le nostre lacrime si mescolarono insieme, e dandoCi i primi baci Ci sfogammo in amore. Ma la nostra vita doveva essere il dolore ed il pianto, e Mi feci mettere nella mangiatoia per ritornare al pianto, chiamando i miei figli con i miei singhiozzi e con le mie lacrime. Volevo intenerirli con le mie lacrime e coi miei gemiti, per farMi ascoltare ..."

 

20 dicembre 1925 Vol. 18

Gesù versò le lacrime di tutte le creature.

Stavo pensando alle lacrime che versò il Bambino Gesù nella sua Nascita, e dicevo tra me:  "Quanto Gli potettero essere amare quelle lacrime! Come gli potettero, ora gelare, ora bruciare, quel tenero volto!"   Perché, da quello che io conosco, le lacrime hanno due effetti a seconda della causa per cui vengono versate:  se la causa è che vengono da un amore, bruciano e fanno dare in singulto;  se poi sono prodotte dal dolore, sono gelate e fanno tremare...  Al mio Regio Bambinello c'era un intenso ed infinito amore e un dolore senza termine, sicché molto Gli potettero costare le sue lacrime...   Ora, mentre ciò pensavo, il mio dolce Gesù si è mosso nel mio interno e faceva vedere il suo Volto bagnato di lacrime, ma tante, che l'una scorreva appresso all'altra, fino a bagnarGli il petto e le mani;  e sospirando mi ha detto: " Figlia mia,  le mie lacrime incominciarono fin dal primo istante del Mio Concepimento nel seno della Mia Mamma Celeste, fino all'ultimo respiro sulla Croce.   La Volontà del Mio Padre Celeste Mi affidò anche il compito delle lacrime, e dai miei occhi ne dovevo versare tante, quante ne dovevano versare tutte le creature insieme.  Come concepii tutte le loro anime in Me,  così dovevo versare tutte le loro lacrime dagli occhi miei.

Vedi, dunque, quanto dovetti piangere:  dovetti versare dai miei occhi le lacrime che le creature versano per passione, affinché le mie smorzassero le loro passioni;  dovetti versare le lacrime che ci vogliono dopo il peccato, per dar loro il dolore di averMi offeso e il convincimento del male che hanno fatto, preparando, con le mie lacrime il proposito di non offenderMi più.   Dovetti versare le lacrime per intenerire le anime, per far loro comprendere le pene della Mia Passione;   come pure versai lacrime abbondanti d'amore, per elettrizzare le anime ad amarMi, per attirare la loro simpatia e il loro cuore, tutto per Me...   Basta dirti che non c'è lacrima che spunti sull'occhio umano, che non la versai dai miei occhi.

Nessuno seppe le tante mie lacrime, i tanti miei pianti nascosti e segreti... Quante volte, anche da tenero Bambinello, volavo dalla terra al Cielo, poggiando la mia testolina sulle ginocchia del Mio Padre Celeste...  Piangevo, piangevo, e singhiozzando Gli dicevo: " Padre Mio, vedi, sono nato nel mondo alle lacrime e al dolore, simile ai fratelli miei, che nascono alle lacrime e muoiono nel pianto;  ed Io amo tanto questi fratelli, che voglio versare tutte le loro lacrime dai miei occhi.  Neppure una voglio farMi sfuggire, per dare, alle loro lacrime, lacrime d'amore, di dolore, di vittoria, di santificazione e di divinizzazione ... "

Quante volte la Mia cara Mamma, guardandoMi, restava trafitta, nel vederMi tutto bagnato di pianto, e per il dolore di vederMi piangere, Lei univa le sue lacrime alle mie e piangevamo insieme;  e alle volte ero costretto a nasconderMi per dar sfogo al pianto, per non trafiggere sempre il Suo Cuore materno ed innocente.   Altre volte aspettavo quando la Mia Celeste Mamma doveva occuparsi per necessità di altre faccende domestiche, per dar sfogo alle mie lacrime, per poter completare il numero delle lacrime di tutte le creature ...

Io, venendo sulla terra, dovevo fare da Dio;  dovevo completare in tutto l'opera dell'uomo, dovevo innalzarlo al punto primo della sua origine, col dargli il possesso della Mia Volontà.   E sebbene molti se ne servono della mia venuta come rimedio per la loro salvezza e quindi prendono la Mia Volontà come medicina, come forza e come antidoto per non andare all'inferno, Io aspetterò ancora affinché sorgano le anime che La prendano come Vita e, col farLa conoscere, ne prendano il possesso.  E così completerò l'Opera della mia venuta sulla terra e avrà frutto l'innesto divino formato di nuovo con la creatura e le mie lacrime si cambieranno in sorrisi celesti e divini per Me e per loro ".

 

6 gennaio 1901 Vol. 4

Il Bambino Gesù Si comunicò ai Santi Magi in tre modi.

Trovandomi fuori di me stessa mi pareva di vedere i Santi Magi quando giungevano nella spelonca di Betlemme;   appena giunti, il Bambino Gesù si compiaceva di far risplendere esternamente i raggi della Sua Divinità comunicandosi ad essi in tre modi:  con l'amore, con la bellezza e con la potenza. Rimasero allora così rapiti e sprofondati alla presenza del Bambino Gesù che, se il Signore non avesse ritirati un'altra volta internamente i raggi della Sua divinità, sarebbero rimasti lì per sempre senza potersi più muovere... Onde, appena il Bambino ritirò i raggi della Sua Divinità, ritornarono in se stessi, ma stupefatti nel mirare un eccesso d'amore sì grande perché in quella Luce il Signore aveva fatto loro capire il mistero dell'Incarnazione.   Indi si alzarono ed offrirono i doni alla Regina Madre, che s'intrattenne a lungo a parlare con loro. Non ricordo tutto ciò che disse, solo ricordo che inculcò loro forte, non solo la loro salvezza, ma che avessero a cuore anche la salvezza dei loro popoli, senza timore di esporre anche le loro vite per ottenere l'intento.

Dopo, Gesù disse a riguardo dei Santi Magi: " Coll'esserMi comunicato in tre modi ai Magi, ottenni loro tre effetti perché mai Mi comunico alle anime inutilmente, ma sempre ricevono qualche loro profitto!   Onde, comunicandomi con l'amore ottennero il distacco da loro stessi, con la bellezza ottennero il disprezzo delle cose terrene e, con la potenza restarono i loro cuori legati tutti a Me ed ottennero prodezza di mettere il sangue e la vita per Me ".

Poi ha soggiunto:  " E tu, che vuoi?  Dimmi, Mi vuoi bene?  Come Mi vorresti amare? "

Gesù, Ti amo con la tua Volontà !  Gesù, sperdi la mia volontà nella Tua e dammi la Tua per vivere.  

 

26 dicembre 1923 Vol. 16

Per chi vive nella Divina Volontà è sempre Natale.

" Figlia mia, per chi fa la Mia Volontà è sempre Natale.   Come l'anima entra nel Mio Volere, Io resto concepito nel suo atto;  come va compiendo il suo atto, Io svolgo la Mia Vita;  come lo finisce, Io risorgo, e l'anima resta concepita in Me, svolge la sua vita nella Mia e risorge negli stessi Atti Miei. Vedi dunque che le feste natalizie sono per chi una volta all'anno si prepara e si mette in Grazia mia, quindi sente in sé qualche cosa di nuovo della Mia Nascita.   Ma  per chi fa la Mia Volontà è sempre Natale: rinasco in ogni suo atto ....

Per chi fa la Mia Volontà, la mia Nascita, la mia Vita, la mia Morte e la mia Risurrezione devono essere un atto continuato, non mai interrotto; altrimenti quale sarebbe la diversità, la smisurata distanza dalle altre santità? "

 

28 dicembre 1938 Vol. 36

La Maternità della Regina del Cielo.

(Gesù:)  " Figlia mia ascoltaMi e prestaMi attenzione:  voglio dirti una grande sorpresa del Nostro Amore e voglio che non ti faccia sfuggire nulla.  Voglio farti conoscere dove giunge la Maternità della mia Madre Celeste;  che cosa fece e quanto Le costò e costa tuttora.

Tu devi sapere che la Gran Regina, non solo Mi fece da Madre col ConcepirMi, col darMi alla luce, col nutrirMi del suo latte, col prestarMi tutte le cure possibili che ci vollero alla mia Infanzia:  ciò non era sufficiente, né al suo Materno Amore, né al mio Amore di Figlio.   Perciò il suo Amore Materno correva nella mia mente, e se pensieri afflitti Mi affliggevano,  stendeva la sua Maternità in ogni mio pensiero, li nascondeva nel suo Amore, li baciava, sicché la mia Mente Me la sentivo nascosta sotto l'ala materna che non Mi lasciava mai solo:  ogni mio pensiero aveva la mia Mamma che Mi amava e Mi prestava tutte le sue cure materne.   La sua Maternità si stendeva in ogni mio respiro, in ogni mio palpito,  e se il mio respiro e palpito era soffocato dall'amore e dal dolore, correva con la sua Maternità per non farMi soffocare dall'amore e mettere il balsamo al mio Cuore trafitto. Se guardavo, se parlavo, se operavo, se camminavo, correva per ricevere nel suo Amore Materno i miei sguardi, le mie parole, le mie opere, i miei passi;  li investiva col suo Amore Materno, li nascondeva nel suo Cuore e Mi faceva da Mamma.

Anche nel cibo che Mi preparava faceva scorrere il suo Eterno Amore, sicché Io mangiandolo, sentivo la sua maternità che Mi amava.

E poi che dirti quanto sfoggio di Maternità fece nelle mie pene?   Non ci fu pena, né goccia di Sangue che versai, che non sentì la mia cara Mamma. Dopo che Mi faceva da Mamma, prendeva le mie pene e il mio Sangue e se li nascondeva nel suo Materno Cuore per amarli e continuare la sua Maternità.  Chi può dirti quanto Mi amò e quanto l'amai?   Il mio Amore fu tanto, che non sapevo stare, in tutto ciò che feci, senza sentire la sua Maternità insieme con Me;   posso dire che correva per non lasciarMi mai, anche nel respiro, ed Io La chiamavo.  La Sua Maternità era per Me un bisogno, un sollievo, un appoggio alla vita quaggiù.

Ora, figlia mia, ascolta un'altra sorpresa d'amore del Tuo Gesù e della nostra Mamma Celeste,  perché  in tutto ciò che si faceva tra Me e la mia Mamma l'amore non trovava intoppo, l'amore dell'Uno correva nell'amore dell'Altro per formare una sola Vita.   Ora, volendolo fare con le creature, quanti intoppi, ripulse ed ingratitudine!   Ma il mio Amore non si arresta mai.

Tu devi sapere che come la mia inseparabile Mamma stendeva la sua Maternità dentro e fuori della mia Umanità, così La costituivo e La confermavo Madre di ciascun pensiero di creatura, d'ogni respiro, d'ogni palpito, di ogni parola e facevo stendere la sua Maternità nelle opere, nei passi, in tutte le loro pene;  la sua Maternità corre ovunque, nei pericoli di cadere in peccato, corre e le copre con la sua Maternità perché non cadano;  e se son caduti, lascia la sua Maternità come aiuto e difesa per farle rialzare. 

La sua Maternità corre e si stende sulle anime  che vogliono essere buone e sante;  come se trovasse il Suo Gesù in esse, fa da Madre alla loro intelligenza, guida le loro parole, le copre e nasconde nel suo Amore Materno per crescere altrettanti Gesù;  la sua Maternità fa sfoggio sui letti dei morenti  ed avvalendosi dei diritti di autorità di Madre dati da Me, Mi dice con accento sì tenero che Io non posso negarLe:  'Figlio Mio, sono Madre e sono figli miei:  devo metterli in salvo!'  E mentre ciò dice, li copre col suo Amore, li nasconde nella sua Maternità per metterli in salvo. 

Il mio Amore fu tanto che Le dissi: 'Madre mia, voglio che sii la Madre di tutti:  e ciò che hai fatto a Me, farai a tutte le creature:  la tua Maternità si stende in tutti gli atti loro in modo che tutti vedrò coperti e nascosti nel tuo Amore Materno'.

La mia Mamma accettò e restò confermata, che non solo doveva essere Madre di tutti,  ma di investire ciascun atto di essi col suo Amore Materno.

Questa fu una delle grazie più grandi che feci a tutte le umane generazioni!

Ma quanti dolori non riceve la Mia Mamma?  Giungono a non voler ricevere la sua Maternità e disconoscerla e perciò tutto il Cielo prega, aspetta con ansia che la Divina Volontà sia conosciuta e regni; ed allora la Gran Regina farà ai figli del Mio Volere ciò che fece al Suo Gesù:  la  Sua  Maternità avrà vita nei figli suoi.  

Io cederò il Mio posto a chi vive nel Mio Volere nel Suo Cuore Materno.  Lei Me li crescerà, guiderà i loro passi, li nasconderà nella Sua Maternità e Santità, si vedrà in tutti i loro atti impresso il Suo Amore Materno e la Sua Santità;  saranno i veri suoi figli che Mi somiglieranno in tutto.

Ed oh, come amerei che tutti sapessero che chi vuol vivere nel Mio Volere ha una Regina e Madre potente che supplirà a ciò che loro manca! 

Li crescerà nel Suo Grembo Materno; in tutto ciò che faranno starà insieme con loro per modellare gli atti loro ai Suoi, tanto che si conoscerà che sono figli cresciuti, custoditi,
educati dall'amore della Maternità della Mamma Mia.

E questi saranno quelli che La renderanno contenta, saranno la Sua gloria ed il Suo onore " .

 

Fiat!                                
" Vieni, o Volere Supremo, a regnare sulla terra! Investi tutte le generazioni! Vinci e conquista tutti!"
(Vol. 35 20.11.1937)     

 

Nella Divina Volontà Maria SS. ci benedica, ci preservi da ogni male e pronunci in noi il suo
'Fiat'

 

Pro Manuscripto a cura del Gruppo di Preghiera " Divino Volere e Divino Amore "

Tel.   06 77201536