CONTEMPLIAMO IL  MISTERO DELLA SS. TRINITà E, NELLA  DIVINA TRINI, MARIA

Padre Martin Sanguiao

Dio è un solo Dio in Tre Divine Persone.

Come  sappiamo,  nell'Antico  Testamento  non  fu  fatta  una  rivelazione  esplicita  del

Mistero Trinitario: le Tre Divine Persone dell'unico Dio. Fin dal primo capitolo della Genesi,

ci sono già eloquenti accenni su Dio (singolare) che parla in plurale: "E Dio disse: Facciamo l'uomo a Nostra immagine, a Nostra somiglianza... E Dio creò l'uomo a Sua immagine, a immagine di Dio lo creò, maschio e femmina li creò..." (1,26‐27). "Il Signore Dio disse allora: Ecco, l'uomo è diventato come uno di Noi..." (3,22).

Lo stesso si vede nel cap. 18, l'apparizione di Dio ad Abram: ..."vide che tre uomini stavano

in piedi presso di lui... Appena li vide... si prostrò fino a terra, dicendo: Mio Signore, se ho trovato grazia ai tuoi occhi..." Vengono chiamati "angeli" le due persone che proseguono, ma questo nome è in senso etimologico ("inviati"). In questo senso si legge Isaia, 48,16: "Ora il Signore Dio ha mandato Me insieme con il suo Spirito"...

Insomma, ce ne sono eloquenti accenni nell'Antico Testamento, che però s'illuminano

soltanto alla luce del Nuovo. La Trinità di Persone dell'unico Dio si manifesta soltanto a

partire del battesimo di Gesù al Giordano. E poi tante volte ne parla Gesù: "Chi vede Me, vede

il Padre". "Il Padre, che vive in Me, fa le Sue opere". "Il Padre ed Io siamo una sola cosa", ecc.

Meditiamo il Mistero Divino "per analogia", come ogni cosa che riguarda Dio, infinitamente più grande di noi, trascendente. Se Dio mi ha creato, prendendo Se stesso come Modello unico, degno di , significa che avviene in Lui qualcosa di simile a quello che avviene in me. Se io nella mia mente e nella mia coscienza (o per essere più esatto, nell'intelligenza, la volontà e la memoria) ho una certa idea di me stesso, il concetto di me stesso, (e posso dire che è come la mia immagine interiore, mentre quella che vedo sullo specchio è solo esteriore e molto parziale), così Dio ha in un'idea perfettissima di Se Stesso.

Confesso che prima di parlare di questi sublimi misteri di Dio, dovremmo baciare sette volte il suolo, lavarci sette volte la bocca..., volendo dire che tutti siamo assolutamente indegni ed incapaci di farlo e che ci vuole un rispetto infinito. Solo Dio, che ci concede di poter riflettere, può purificarci, come ad Isaia, la mente, il cuore, le labbra, "con un carbone acceso" del suo Amore.

E riconosco che queste piccole riflessioni (delle quali mi assumo ogni responsabilità) sono appena un balbettare, sia pure con un atomo di amore, di fronte alla vera Realtà Divina. In esse faccio mia l'autentica Fede della Chiesa. Ma se la Chiesa mi dicesse che qualche cosa del mio discorrere non fosse conforme a verità, la cancellerei subito dalla mia mente... Dovrebbe essere però la legittima Autorità della Chiesa a dirmelo, perché d'altro canto, se per ipotesi succedesse  che  una  grande  maggioranza  di  fedeli  e  anche  di  Pastori  (come  è  successo qualche volta nella storia), si allontanasse per difetto o per eccesso dalla Dottrina genuina, con la Grazia del Signore non li seguirei in questo. "Se qualcuno vi predica un vangelo diverso da quello che avete ricevuto, sia anatema!"

L'Idea che Dio ha di, la Conoscenza di Sé, il Concetto di Sé, l'Immagine di Se stesso, è ciò che Egli chiama il suo Verbo, la sua perfetta Parola o Espressione, in cui Si vede realizzato, "l'impronta della Sua Sostanza", come dice la Lettera agli Ebrei,

Siccome Dio non è "qualcosa" ma è "Qualcuno", cioè, è un Essere responsabile delle proprie azioni e decisioni, in altre parole: è PERSONA, e siccome il concetto o conoscenza che ha di Sé è perfettissimo  (non come quello che io ho di me stesso, che è solo fino ad un certo punto), allora risulta che il suo Concetto o Verbo è anch'Esso PERSONA, un'Altra

Persona, con la quale può avere un ineffabile DIALOGO  (invece io con me stesso, con la mia immagine interiore, o con quella esterna dello specchio su cui mi vedo, posso fare solo un monologo, perché non è un'altra persona).

Questo Loro "Dialogo" o "Rapporto" di intercambio di ogni cosa, è talmente perfetto, che anch'Esso è Qualcuno: è la Terza Divina Persona, è lo Spirito Santo, il cui Nome esprime l'Essenza stessa dell'Essere Divino.

Insomma, nessuna delle Tre Persone può essere senza le altre Due... Ciò vuol dire che la

"persona" non risulta solo dall'essere responsabile e consapevole delle proprie decisioni (un

neonato è persona, sebbene ancora non "esercita" quello che è), ma risulta anche dal rapporto

ontologico con le altre persone:  per esempio, il Padre è Padre perché ha il Figlio...

Fin qui arriva la riflessione che riguarda l'Essere Divino, unico ed indivisibile, che è Tre

Persone distinte (le chiamerei anche "reciproche").

Ma adesso passiamo a considerare il Loro reciproco Amore. In questo scambio di Amore e di Vita che avviene tra il Padre ed il Figlio, il Padre manifesta e comunica tutto ciò che Egli è al Figlio, tutte le Sue infinite perfezioni... Tutto depone in Lui, tranne una cosa che "non può", perché sarebbe una contraddizione: la sua condizione specifica di Padre del Verbo. Infatti, il Figlio non potrebbe essere "Padre di Se stesso". E neppure la può dare allo Spirito Santo, perché questa Divina Persona è "la Relazione", "il Legame", "il Dialogo di Amore" tra le Due prime... Che fare?

Il loro Essere è perfettissimo, di nulla ha bisogno, non c'è niente da aggiungere o da togliere. Ma il loro Amore non è soddisfatto se le Tre Divine Persone non danno tutto, se ritengono per qualcosa. Ecco allora la soluzione: senza bisogno di nulla, solo per amore, il Padre ha voluto eternamente un'altra persona, diversa dal Figlio e dallo Spirito Santo, una "quarta persona", alla quale poter comunicare o con la quale poter condividere la Sua condizione specifica di Padre del Verbo.  Una persona diversa dalla SS. Trinità, una persona da creare apposta per dare sfogo al suo Amore: in questa Creatura singolare la Paternità Divina, la sua Fecondità Verginale, si chiama "Maternità Divina", ma è proprio la stessa!

Possiamo ancora aggiungere un'altra considerazione: se il Padre è Colui che ama, l'Amante, il Figlio è l'Amato e lo Spirito Santo è l'Amore...E in quella gara d'Amore Divino (poiché l'Amore è una gara, per vedere chi riesce ad onorare, a felicitare, ad esaltare di più l'altra persona), immaginiamo che il Figlio vorrebbe vincere in amore... e allora Gli è sembrato poco amare con un solo "cuore" il Padre, ne ha voluto due; non la sola Volontà Divina, ma ne ha voluto ancora un'altra per amarlo "il doppio", ed ecco la soluzione: creare una seconda volontà, la sua volontà umana, animandola con lo stesso Amore Divino...

Non potendo dare sfogo al suo Amore diventando di più (perché Dio è infinitamente grande), il Figlio ha trovato la soluzione facendosi di meno, abbassandosi: "pur essendo di natura divina, non considerò un tesoro geloso la sua uguaglianza con Dio (Padre), ma spogliò Se stesso... umiliò Se stesso, facendosi obbediente fino alla morte e alla morte di croce..." (Fil. 2). Come disse Giovanni il Battista: "Egli deve crescere, io diminuire" (Gv 3,30), così ha fatto Gesù, ha voluto esaltare il Padre, glorificarlo, privandosi Lui di tutto. Ma il Padre non si è lasciato vincere: "Per questo l'ha esaltato e Gli ha dato il nome che è al di sopra di ogni altro nome..."

Quindi immaginiamo ancora che il Padre, sorridendo, avrebbe detto: "Ah, Tu mi vorresti vincere in Amore? E allora anch'Io faccio lo stesso: non mi basta amarti con la mia sola Persona, voglio pure bilocarla in un'altra persona e perciò la creo apposta, una persona creata, Maria; in Me è Paternità, in lei è Maternità, ma è la stessa fecondità verginale divina. Così Io ti amerò dal Cielo e anche dalla terra per mezzo di Lei..."

Ho detto prima che Dio ha così voluto e (quindi) fatto "eternamente". E questo è perché in Dio non c'è successione di atti, ma un unico Atto infinito, esaustivo. A noi pare che ora fa una cosa e poi fa un'altra; ma l'Atto Divino (quello che è il "Fiat" di Dio) è al di sopra del divenire temporale. Allora, dal punto di vista di Dio, non soltanto Maria, ma anche noi e tutto  ciò  che  esiste  siamo  "eterni",  sempre  presenti  nel Pensiero e nel Volere di Dio, ma dal punto di vista di essere creature, siamo "temporali": cioè, la nostra esistenza ha avuto un inizio, anche se noi uomini, come pure gli angeli, non avremo fine. E siamo "temporali" anche perché passiamo continuamente dalla possibilità di fare alla realizzazione o atto, che avviene sempre in un momento o atto di esistenza successivo. Inoltre, quando il Verbo Divino vide la Paternità di suo Padre amato "bilocata" (per così dire) in una creatura, rapito dall'amore decise di farsi anche Lui creatura, per essere suo Figlio ed onorare così in questa creatura la Paternità di suo Padre... Quindi, ben possiamo affermare che il primo motivo (in ordine d'importanza) che il Verbo Eterno ha avuto per incarnarsi, oltre alla "gara" divina d'Amore, non è stato il peccato degli uomini, ma la Grazia perfetta di Maria...

Poi, per motivo di questa Coppia iniziale di Creature, Dio ha decretato di dare l'esistenza a tutte le altre, nel loro ordine e grado. Appoggiandoci sull'autorità di San Paolo (Ef.1, Col.1) e di San Giovanni (Gv.1), concludo dicendo che

fin dall'Eternità il Figlio o Verbo Eterno di Dio si chiama Gesù Cristo (cioè, la sua Incarnazione, la sua Natura umana, non è una cosa opzionale o secondaria) ed è il Figlio di Maria;

che nel tempo, Egli, incarnandosi,  ha preso la nostra natura umana, perché prima, creandoci,  ci aveva dato la Sua Natura Umana.

Cioè, nella creazione ci ha dato una natura umana come la Sua, e poi, nell'incarnazione, ha preso una natura umana come la nostra (e per questo si è affratellato non con l'uomo innocente e santo, ma con l'uomo decaduto e colpevole, e si è assunto i nostri debiti, il peccato del mondo)

Quindi, se Egli si è fatto Uomo come noi, tanto più ancora Egli ci ha fatti uomini come Lui!  Ma il suo desiderio è non solo che siamo come Lui, ma che viviamo come Lui.

Il Padre ha guardato suo Figlio e ha visto Maria; guardando poi Loro Due, ha visto tutti noi; guardando noi ha visto tutto il resto della Creazione... "Tutto è vostro, ma voi siete di Cristo e Cristo è di Dio" (1 Cor. 2,2223). Ma il suo Ideale non finisce qui: guardando ognuno di noi, adesso vuol vedere il suo Unico Figlio, Gesù Cristo, in noi. Questo è il suo vero Regno!   Ma come ci rimane male quando ci guarda e non Lo vede, o ne vede appena qualcosa...

 

*          *          *

 

LA PRECEDENTE MEDITAZIONE SI BASA

NEI DATI DELLA RIVELAZIONE PUBBLICA E NEI VOLUMI DI LUISA:

L'Essere Divino o Divinità

01.

Volume II: (2821899)   In che modo Luisa vede Dio. Tutto il Creato è un'ombra di Dio, ma in modo speciale Lo adombra il Sole: Fuoco Luce Calore, "ma Uno è il Sole".

Vol. IV: (14101901) Dio contiene tutti i beni possibili ed immaginabili e i suoi attributi sono infiniti ed ineffabili.

Vol. VI: (29111904) La Divinità è discesa nell'abisso più profondo di tutte le umiliazioni nell'Umanità SS. di Gesù, santificando e divinizzando anche i più piccoli e bassi atti umani.

Vol. IX: (14101909) L'Essere Divino è ineffabile per la creatura. (4111909) Che cosa è la Beatitudine dell'Essere Divino.

Vol. XI: (2961914) L'Essere Divino è sempre in un solo Atto, senza principio fine, vecchio e nuovo. (11111915) La Divinità, nel dare l'esistenza alla creatura, restò come ferita d'Amore per essa. (891916) L'Essere Divino, essendo semplicissimo, è un Atto solo, ma un Atto che contiene tutto e dà vita a tutto e a tutti.

Vol. XII: (2541918) La Divina Volontà è tutta la sostanza dell'Essere Divino. Se la creatura la prende, prende interamente Dio, ma se prende i suoi attributi Lo prende solo in parte.

(421919) La Divinità, mare immenso di Luce, di Amore e di pene.

Vol. XIII: (23121921) L'Essere Divino è portato dalla forza irresistibile del suo Amore al moto, all'opera, e solo chi vive nella Divina Volontà al Signore la possibilità di animare anche i più piccoli atti del Volere Divino (511922) L'Essere Divino è portato da una forza irresistibile a comunicarsi alla creatura.

Vol. XIV: (1471922) "La nostra Divinità è  portata naturalmente alla generazione; non fa altro che generare continuamente, e tutte le cose da Noi create portano con sé la virtù di generare".

 

Le tre Divine Persone in Dio

02.

Volume II: (2821899) Nel Sole è adombrato Dio; il fuoco, la luce ed il calore rappresentano la SS. Trinità.

Vol. III: (22121899) Dio attira la creatura ad amarlo a forza di benefici, di simpatie e di persuasione e si manifesta all'anima mediante la Potenza, la Notizia e l'Amore. (951900) Tre Soli nel cielo, che formano uno solo: simbolo della SS. Trinità.

Vol. IV: (23101900) L'Amore eterno della SS. Trinità si compiace di continuare nelle creature; così, nell'unione tra Gesù, Luisa e il Confessore (13111900) Luisa vede nel suo interno la SS. Trinità, raffigurata in Tre Bambini. (3121900) Il mistero della SS. Trinità, raffigurata in un Bambino che diventa Tre, al tempo stesso. (25121900) Le Tre Divine Persone non si sono mai lasciate, neanche nell'Incarnazione del Verbo, perché il vero Amore non si disunisce mai. (31121902) Gesù, pur essendo Uno con la SS. Trinità ed amandosi con un Amore eterno ed indissolubile, si fece abominevole davanti alla sua stessa Divinità, perché aveva preso tutti i peccati del mondo, e così arrivò a sentirsi abbandonato da Dio. (1311903) Tutta la Vita della SS. Trinità e tutto il bene che esce da Essa consiste in una sola cosa: Amore.

Vol. VI: (661904) Luisa vede nel suo interno le Tre Divine Persone in profondo silenzio e nel presentare i suoi atti di adorazione, ecc., lo fa insieme con il Figlio.

Vol. VII: (4101906) La Potenza del Padre, la Sapienza del Figlio e l'Amore dello Spirito Santo.

Vol. IX: (14101909) Luisa ha in braccio il Bambino Gesù, che da Uno diventa Tre.

Vol. XI: (1731914) L'Amore eterno con cui, nella SS. Trinità, Uno rapisce l'Altro, l'Uno forma il contento dell'Altro, e non potendo contenere questo Amore, le Divine Persone escono in opere esterne. (1931914) Chi si diffonde nella Divina Volontà forma il trastullo della SS. Trinità. (821915) L'unità e la felicità delle Tre Divine Persone sta nella loro Volontà.

Vol. XII: (841918) Vivere nel D. Volere è prendere parte a quell'Atto solo ed Eterno, che contiene tutti gli atti, e prendere l'Amore del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, per farlo proprio e darlo alle Divine Persone come proprio. (1021919) La Maestà Suprema, Luce inaccessibile, immensa, variata, di bellezza incomprensibile e dalla quale tutto dipende... Davanti ad Essa, la stessa Umanità SS. di Gesù rimaneva piccola.

Vol. XIII: (1411922) La SS. Trinità, Luce inaccessibile e Fuoco divorante, fa scendere i suoi raggi che sono le divine virtù su tutti.

Vol. XIV: (1341922) La Vita Divina della SS. Trinità è essere in Atto continuo di formare nuove Loro immagini, che La somiglino. (681922) Nella Divina Volontà sta l'equilibrio, l'ordine, l'armonia: "Ecco perché tanta armonia, ordine e somiglianza nelle Tre Divine Persone".

Vol. XV: (16121922) vero che si dice che il Verbo restò concepito, ma il mio Celeste Padre e lo Spirito Santo erano inseparabili da Me; è vero che Io ebbi la parte agente, ma Loro la ebbero concorrente... Onde, mentre quella stessa Trinità restava in Cielo, Io restavo concepito nel seno di questa nobile Regina".

 

                                                                         Il Padre

02.01

Volume VI: (1641904) Luisa supplica e ottiene Misericordia dall'Autorità suprema del Padre.

(6111905)  Nella sua Passione Gesù si occupò di compiacere il Padre e di redimerci, e il Padre, compiaciuto, riversò nella sua Umanità tutti i tesori della Divinità.

Vol. VII: (291906) Il Padre si manifesta in realtà attraverso Gesù: Luisa sta nelle sue braccia, come una piccola bambina.

Vol. VIII: (1981908)  "La mia Bontà è tanto grande, che molto male fa chi Mi a conoscere come severo e molto esigente rigorista; oh, che onta fanno al mio Amore!"

Vol. IX: (1031909) Il Padre e il Figlio sono un solo Dio. Gesù fa ciò che fa il Padre. (1631910) "Non Mi tengono per quell'Essere grande, immenso, interminabile, potente, infinito in tutte le mie perfezioni".

Vol. X: (1021912) Ancora è il Padre che parla per bocca di Gesù: "Io, Padre benevolo, sto sempre a guardia del cuore umano.."

Vol. XI: (21121914)  Dopo l'Incarnazione di Gesù,  il Padre non fu così inesorabile verso le creature, ma più mite, perché le loro offese non Gli arrivavano direttamente, ma continuamente Lo riparava l'Umanità SS. di Gesù. (9121916) Gesù vuole trovare in chi vive nel suo Volere ciò che in Lui tro il Padre: gloria, compiacimento, amore, soddisfazioni intere e perfette, a bene di tutti.

Vol. XII: (1251917) Di nuovo è il Padre che parla per bocca di Gesù: Il dispiacere del Padre quando un suo figlio dubita del suo Amore e pensa di non essere figlio per Lui. (1481917) Gesù viveva e faceva tutto nel Padre, era il portatore del Padre, totalmente in balia della Volontà del Padre. Così chi vive nel Divin Volere: "questa figlia è impossibile trovarla senza il Padre, il Padre senza di lei, e non solo esternamente, ma tutto il suo interno si vede come intrecciato con l'interno del Padre, trasformato, sperduto tutto, tutto, in Dio". (6121917) Gesù diede al Padre atti completi a nome di tutti, affinché il Padre riconoscesse e amasse tutti, vedendoli reincorporati in Gesù. (1431919) "... Sarai insieme con Me l'agnellina uccisa dalle mani del Padre mio... Resterai con Me crocifissa dalle Mani eterne, per ricevere in te  l'impronta delle  pene eterne, immense e divine". (2341921) I figli cattivi non solo offendono, ma vorrebbero uccidere il loro Padre. Egli invece, esiliato dai propri figli, ritorna in mezzo a loro per porre rimedio a tutti i loro mali, portando loro la pace e la felicità.

Vol. XIII: (691921) Il Padre racconta per bocca di Gesù la parabola di stesso, che va rivelando poco a poco i suoi beni ai suoi figli, diventati maggiorenni, per costituirli eredi. (2191921) Ancora il Padre, per bocca di Gesù, spiega il suo immenso dolore causato dall'ingratitudine dei suoi figli, che rifiutano i suoi beni e preferiscono restare nella più grande miseria, fino a perire. Chi sono i figli che cambiano il suo dolore in gioia. (511922) Il Padre possiede la pienezza di tutta la felicità e vuole rendere felici tutti i suoi figli. Perciò, se vede che un figlio soffre ed è triste per motivo dell'amore che ha per il Padre, Questi non si pace finché non vede ritornare quel figlio alla Sua felicità.

Vol. XIV: (921922) Gesù fa come un Padre quindi rappresenta il Padre che ama molto suo figlio, il quale è cieco, deforme, zoppo; il Padre si priva degli occhi, delle gambe, della pelle, pur di vedere che suo figlio vede con i suoi occhi, cammina con le sue gambe, è bello con la sua bellezza... Così ha fatto Gesù, ma il suo più acerbo dolore lo riceve dall'ingratitudine di chi disprezza e rifiuta questi rimedi. (841922) Il Padre Celeste, come Atto primo, ha dotato l'anima di volontà libera, indipendente, comunicandole la sua Potenza, Santità e Altezza. (3101922) Il Padre Celeste fu l'Autore ed il primo spettatore delle pene interne di Gesù: "Se mio Padre non avesse visto e non avesse saputo nulla, come potevo soddisfarlo, dargli la gloria e piegarlo alla vista delle mie pene a Misericordia per il genere umano?"

Vol. XV: (2951923) Dio Padre ha creato, Lui direttamente, l'uomo, anima e corpo, accentrando in essi tutta l'armonia e felicità che sboccano dall'Eterno, per fare dell'uomo il suo Paradiso celeste personale. Perciò, siccome il peccato sconvolse l'armonia e fece perdere la felicità, per riparare il debito delle creature, il Padre creò nell'Umanità SS. di Gesù il corrispondente dolore.

Vol. XVII: (11101924) Anche se parla Gesù, qui, esplicitamente, parla il Padre Celeste del suo Amore per tutte le creature

 

Il Figlio

02. 02

Vol. VI:  (25101904) Verbo significa "parola"; cioè manifestazione, comunicazione, unione.

Vol. XI:  (1541916) Gesù è il Verbo, cioè la Parola che si moltiplica in tutti gli atti di tutte le creature.

Vol. XIV: (841922) Il Figlio di Dio, come Atto secondo, ha dotato l'anima d'intelletto, comunicandole la sua Sapienza e la scienza di tutte le cose.

 

Lo Spirito Santo

02. 03

Vol. III: (361900) Luisa è trasformata in Gesù per mezzo del suo Alito divino, lo Spirito Santo.

Vol. VI:  (291904) Il soffio incessante dello Spirito Santo tiene Luisa sempre accesa e la consuma per amore di Gesù.

Vol. XIV: (2131922) "Il mio Alito onnipotente ti dà la Vita del mio Volere, perché a chi fa la mia Volontà il mio Volere le somministra il suo Alito per vita, e come l'alito, le  allontano tutto ciò che a Me non appartiene, e lei non respira altro che l'aria della mia Volontà... è un continuo ricevere Me e un darsi in ogni respiro a Me". (841922)  Lo Spirito Santo, come terzo Atto ha dotato l'anima di memoria perc si ricordasse dei suoi benefici e potesse comunicarle il suo eterno Amore.

Vol. XVIII: (5111925) I gemiti dello Spirito Santo nei sette Sacramenti.