SAN DAMIANO

S. di Maria

La Santissima Vergine a San Damiano

EDIZIONE PARVIS CH1631 HAUTEVILLE (SVIZZERA)

In conformità ai decreti di Urbano VIII' e dei Concilio Vaticano II°, l'autore dichiara di non volere in alcun modo prevenire il giudizio della Chiesa, al quale pienamente si sottomette. Le parole «apparizioni, miracoli, etc.» hanno qui un semplice valore umano di testimonianza. L'Autore.

 

Il Decreto della Congregazione per la Propagazione della Fede (A.A.S. n. 5818 del 29 dicembre 1966) che abroga i canoni 1399 e 2318, fu approvato da S. S. Paolo VI il 14101966; venne poi pubblicato per volere di Sua Santità stessa, per cui: non è più proibito divulgare senza imprimatur scritti riguardanti nuove apparizioni, rivelazioni, visioni, profezie e miracoli.

 

Prefazione

Ancora un'apparizione? Diranno forse alcuni leggendo il titolo di questo volumetto.

Appunto. Ben sembra, infatti, che Maria, Madre del Cristo, si degni di apparire nuovamente su questa Terra, della quale Lei è Regina. Madre del Cristo, del Cristo totale (con il Suo Corpo Mistico, la Chiesa) Lei è nostra Madre, per tutti. E viene per incoraggiarci, per avvertirci... anche per minacciarci, in Nome di Dio. Viene a ricordarci verità ed esigenze note, senza dubbio, ma troppo sovente trascurate, anche dimenticate...

Oggi si parla di Apparizioni della Santissima Vergine in molti luoghi, tanto del nuovo come del l'antico mondo. Quale atteggiamento assumere di fronte a tali manifestazioni? Esse sono possibili, ma ciò non vuol dire che siano tutte vere. Spetta alla Chiesa, e solo alla Chiesa, esprimere un giudizio definitivo. Senza pretendere di prevenire, in nessun modo, tale giudizio, al quale l'autore si sottomette pienamente, in anticipo, egli ritiene di avere il diritto di portare la propria testimonianza per ciò che ha veduto e sentito a San Damiano e per quanto ha saputo da testimoni degni di fede. Il suo scopo è prima di tutto quello di informare i fedeli su fatti che ciascuno può recarsi a controllare sul posto per formarsi in seguito, con cognizione di causa, una opinione personale.

Il Concilio Vaticano II° dice, al Cap. 5 del Decreto sui mezzi di comunicazione sociale ... « dato il progresso oggi raggiunto dalla convivenza umana, ed attesi i vincoli che rendono sempre più strettamente interdipendenti i suoi membri, l'informazione si afferma sommamente utile e anche, nella maggior parte dei casi, indispensabile ; è evidente ».

L'autore ritiene pure suo dovere di far conoscere al maggior numero possibile di fedeli il Messaggio della Madonna delle Rose, poichè è convinto che tale Messaggio, indirizzato a tutti gli uomini, provenga dall'alto.

E' più esatto parlare di (« Messaggi », poiché ogni venerdì, e anche più sovente, Rosa Quattrini riceve (« messaggi » dalla SS.ma Vergine. Dopo averne letti molti, si può affermare che essi riferiscono essenzialmente alle esigenze fondamentali della vita cristiana: amor di Dio e del prossimo, frequenza ai Sacramenti (Confessione e Comunione), penitenza, preghiera secondo le grandi intenzioni della Chiesa, recita del Santo Rosario.

Il mondo ha bisogno non ne ha sempre avuto bisogno? che gli si ricordino queste grandi realtà, che gli si ripeta che Dio, infinitamente giusto, punirà quelli che si ostineranno a respingere il Suo Amore; che castigherà già in questo mondo le nazioni colpevoli e indurite nel male, poichè esse, come tali, non hanno vita ultraterrena.

Non è certo piacevole dire o ascoltare queste cose Israele ha sempre perseguitato e ucciso i veri profeti che annunciavano castighi ; invece ha seguito i falsi profeti che rassicuravano il popolo felice di continuare a danzare... su un vulcano. E ciò, purtroppo, non ha impedito che i castighi venissero e che il popolo, in piena danza, fosse sorpreso dalla eruzione del vulcano!

In tutti i luoghi nei quali appare, la SS.ma Vergine insiste, senza stancarsi, sulla necessità di un ritorno a Dio. Madre del Cristo Salvatore, che ci ha dato, vuole condurci a Lui. E' la Sua Missione, il motivo della Sua venuta sulla Terra.

Voglia Lei stessa offrire al Suo Divin Figlio, queste pagine; Egli si degni, per Lei, di far crescere, nelle anime dei lettori, l'amore di Dio e del prossimo, per il trionfo della causa di Dio. Questo trionfo assicurerà, ne siamo sicuri, quello della Regina del Cielo, della Quale tutta la gloria, tutta la potenza non hanno altra sorgente che la Sua Divina Maternità.

Come ha scritto molto giustamente M. Alphonse Menoud in « La Liberté » del 16. 1. 1968, «ogni epoca anche quelle che, come la nostra, sono la più diffidenti di fronte agli interventi del soprannaturale nelle cose umane vede rinnovarsi le iniziative mediante le quali il Cielo si indirizza direttamente agli uomini, senza valersi della mediazione normale degli organismi mediante i quali Dio suole dirigere la Sua Chiesa. »

Informare di fatti attuali : questo è la scopo del l'autore. S. di Maria.

 

 

Se non diverrete come pargoli...

Si ricordano queste parole di Gesù : « Se non diverrete come pargoli, non entrerete nel Regno dei Cieli ». Occorre dunque rifarsi un'anima di fanciullo, semplice e candida, per entrare nel Regno di Dio, per viverne la vita, per crederne i Misteri e anche per non lasciarsi sconcertare da certi interventi del Cielo nella vita di quaggiù. Si dimentica troppo sovente che Dio ha creato il mondo, che Sua Madre è la Regina, non solo del Cielo, ma anche della Terra. Ella ha dunque il diritto di venirvi quando vuole, dove vuole, come vuole è in casa sua.

Ma, di fatto, Lei viene ? Ecco la questione. Certo che viene ! E' venuta, tra l'altro, à La SALETTE, a LOURDES, a FATIMA, à BANNEUX. Sebbene tali Apparizioni siano riconosciute dalla Chiesa, nessumo è obbligato a credervi ; le rivelazioni private non sono mai oggetto di Fede. Ma la Chiesa ha riconosciuto questi fatti e sarebbe tuttavia molto temerario pretendere di essere più illuminati di Lei, specialmente in queste materie, che son di sua competenza.

«D'accordo si dirà io ammetto Lourdes, Fàtima, La Salette e Banneux ; quanto alle altre apparizioni, o pretese apparizioni, non ci credo ». Rispondo : « E' tuo diritto. Ma guardati dal fidarti troppo de' tuoi lumi ! La Chiesa non condanna aspetta prima di giudicare ; indaga, prega, esamina, poi esprime il suo giudizio fondato su argomenti. » Aspetto dunque che la Chiesa abbia giudicato. Sarai ancora in questo mondo, quando lei giudicherà ? Per me, poichè Maria è Regina del Cielo e della Terra, ha diritto di venire da noi, se vuole. Inoltre, Lei è nostra Madre. Quando il mondo va come va; quando tante anime si perdono; quando la guerra infuria un po' dappertutto, come la Madre degli uomini, nostra Madre così potente, non volerebbe al soccorso de' Suoi figli ? Suvvia! Lei è abbastanza potente e buona per occuparsi di noi con tutti i mezzi che Dio mette a Sua disposizione. E si degna di manifestarsi ai piccoli, ai semplici.

 

Conoscete San Damiano Piacentino ?

Se oggi si chiede: «Chi di voi. conosce San Damiano Piacentino ? migliaia di persone rispondono affermativamente. Nulla di sorprendente, poichè già nel 1970 vi si registravano almento sessantamila pellegrini all'anno. Il 28 novembre 1971, per esempio, con un tempo spaventoso, per vie fangose e campi trasformati in pantani, la polizia italiana calcolava di almeno 15 000 persone la folla accorsa da ogni parte : Italia, Francia, Germania, Austria, Belgio, Svizzera, Irlanda, tra altre nazioni. Ci si va a migliaia tutti i primi venerdì ed i primi sabati del mese; ci si pigia in folla in tutte le grandi Feste della SS.ma Vergine: Purificazione (2 febbraio) ; Annunciazione (25 marzo) ; Scapolare (16 luglio) ; Assunzione (15 agosto) ; Natività (8 settembre) e Immacolata Concezione (8 dicembre).

Quanti, tuttavia, dovrebbero confessare che dieci, anche cinque anni or sono, ignoravano persino l'esistenza del casale di San Damiano.

Per quanto mi riguarda, l'esistenza di San Damiano e di ciò che vi accadeva mi furono rivelati da un breve articolo apparso in un giornalino regionale del luglio 1967. Poichè si trattava della SS.ma Vergine, ho assunto informazioni.

Ho saputo, prima di tutto, che San Damiano, in provincia di Piacenza, è una frazione di 150 abitanti nel comune di San Giorgio, a circa venti chilometri al sud di Piacenza, città di 120 000 abitanti, sulla linea MilanoBologna. La via più semplice, per andarvi, è scendere dal treno a Piacenza e prendere un taxi davanti alla stazione. San Damiano si trova nella pianura del Po, tra campi di pomodori, di granturco, di barbabietole da zucchero, di grano, di praterie naturali e favorito se così può dirsi di un campo militare di aviazione cintato, campo di aviazione oggi quasi abbandonato.

La casa di Mamma Rosa ? Una casa di campagna, riprodotta in questo opuscolo.

Madre di tre figli : due figli e una figlia, Mamma Rosa aveva dovuto ricorrere al taglio cesareo per ogni suo parto ; l'ultimo nel 1952, quando nacque PierGiorgio, la situazione era inoltre complicata da una peritonite perforante che richiese un intervento chirurgico di 4 ore e mezzo.

Per nove anni, Rosa fece la spola tra la sua casa e gli ospedali, perchè le sue piaghe non si rimarginavano. Il 24 settembre 1961 si decise di rimandarla a casa raccomandandola alle cure della zia Adele. Umanamente parlando, era finita. Per colmo di sventura, Giuseppe, il marito, doveva essere operato per ernia. La cartella clinica di Mamma Rosa si trova all'ospedale di Piacenza.

 

Una strana visita

Mamma Rosa, da cinque giorni, era ritornata dall'ospedale. Il 29 settembre 1961, festa di San Michele Arcangelo, sul mezzogiorno, una Donna sconosciuta entrò in casa Quattrini. Vestiva il costume della Regione : gonna e blusa «di varii colori » mi disse la zia, un grembiule nero e, sul capo, un fazzoletto azzurro. Una persona presente chiede

Un velo ?

No, ma un « fazzoletto », risponde la zia.

Il colore dei Suoi capelli ?

Non l'ho visto risponde aveva il fazzoletto sul capo.

Aveva il naso greco ?... o francese chiede ancora la persona che viene dalla Francia.

Non l'ho notato, ma era bellissima.

Da tali risposte si può constatare che la zia Adele non inventa nulla e non la affatto l'intenzione di rendersi interessante. Andava dalle sue tacchine e noi l'abbiamo incontrata per caso. In un italiano ben comprensibile, con tracce di dialetto, lei ci dice che la Signora sconosciuta le chiese mille lire per offrire un cero alla cappella di Padre Pio. Curioso, nevvero ? Poichè Padre Pio è alla distanza di circa ottocento chilometri da San Damiano. Ma ciò non turba la zia Adele che ha ben altro motivo per declinare la sollecitazione : in quel momento, in casa, si hanno, in tutto e per tutto, mille lire imprestate ! Inoltre, il marito è ammalato e Rosa lo è ancor più. La bella straniera insiste, con tanto garbo, che la zia Adele le dà cinquecento lire. Lei accetta e chiede di vedere l'ammalata che giace nella camera accanto. La zia ve la conduce. La straniera prende la mano di Mamma Rosa e le dice: « Su, alzati ! »

Non posso! risponde la povera inferma.

DàmMi la mano! Alzati !

Non posso !

DàmMi anche l'altra mano, ordina la Signora. Mamma Rosa la porge.

Alzati ! ripete la Signora.

E Mamma Rosa si alza avvertendo un benessere improvviso ed eccezionale. Riconosce allora la Celeste Visitatrice che le fa segno di tacere. Suona mezzogiorno : « Recitiamo l'Angelus » ordina la Signora. Poi aggiunge cinque Pater, Ave e Gloria secondo le intenzioni di Padre Pio, in onore delle cinque Piaghe di Nostro Signore. Durante questo tempo, Ella tocca con le Sue Mani le piaghe di Rosa ed esse si chiudono immediatamente. Poi ordina a Rosa di recarsi da Padre Pio

Non ho denaro né abiti, obietta Rosa.

Avrai quanto ti occorre.

E la Signora se ne va.

Intanto Giuseppe era andato a raccogliere castagne per assicurare ai suoi i mezzi di sfamarsi durante il suo soggiorno all'ospedale.

Qualche giorno dopo, Rosa riceveva dalla cassa di beneficienza di Padre Pio il denaro per il viaggio e trovava per quale caso ? nella (« casina », o rimessa, due abiti da contadina esattamente sulla sua misura, senza cenno di provenienza.

 

Da sorpresa in sorpresa

Siamo alla primavera del 1962. Ecco Mamma Rosa in viaggio per San Giovanni Rotondo, in provincia di Foggia, all'estremità sud dell'Italia. San Giovanni Rotondo, dove allore viveva Padre Pio, deceduto il 23 settembre 1968, si trova ai piedi del monte Gargano, dove apparve San Michele Arcangelo.

Il sabato mattina, mentre recitava il Rosario con una compagna (che non vede la Signora), sulla piazza della Chiesa, Mamma Rosa avverte una chiamata improvvisa: «Rosa! Rosa! » Si volge e vede immaginate con quale sorpresa ! la Signora dal fazzoletto azzurro

Mi conosci ? chiede la Signora.

Sl, risponde Rosa, Voi siete la Madonna, che non ha voluto che lo dicessi.

Io sono la Madre della Consolazione e degli afflitti. Dìllo, dunque, a San Damiano e al professore che non ha voluto credere alla tua guarigione. Dopo la Messa, ci troveremo presso la Sacra Mensa e lo ti accompagnerò da Padre Pio.

Così fu. Giunte da Padre Pio, la Signora scompare senza lasciare alcuna traccia. Padre Pio ne ha vedute altre. Senza altrarsi per un tale intervento e per tale scomparsa, egli riceve Mamma Rosa e le ingiunge di andare ad assistere, sopra tutto spiritualmente, gli ammalati, per due anni. Si immagina la perplessità della povera contadina. Ritornata a casa obbedendo all'ordine ricevuto, si presenta a un ospedale, dove la si riceve senza alcuna difficoltà. Vi rimane un po' meno di due anni. Perchè ecco che la zia Adele si ammala e reclama la presenza della nipote. Rosa scrive a Padre Pio, che le permette di ritornare a casa. Cura sua zia ed essa guarisce.

 

Ma queste cose sono solo un inizio

Il 16 ottobre 1964, mentre Mamma Rosa recitava l'«Angelus » del mezzogiorno, sentì dall'esterno una voce che la chimava : « Vieni ! Vieni, ti aspetto! » Siccome Rosa esitava, chiedendosi se si trattasse di un'illusione, la voce si fece sentire una seconda volta : « Vieni ! Vieni qui, ti aspetto ! ». Allora diffidente, chiedendosi se fosse il demonio che le giocasse qualche tiro, Rosa usci tenendo in mano la sua corona : vede in cielo una nube d'oro e d'argento circondata da molte stelle e da rose di svariati colori. Dalla nube, ecco uscire una specie di sfera rossa e posarsi su un piccolo pero, vicino alla casa. Ne esce la SS.ma Vergine, circonfusa di viva luce. Mamma Rosa racconta quanto segue: Mi ha detto : « Figliuola Mia, vengo da molto lontano. Annunzia al mondo che tutti devono pregare, perchè Gesù non puo più portare la croce. Io voglio che tutti si salvino, buoni e cattivi. Sono la Madre dell'Amore, la Madre di tutti : siete tutti miei figli. Per questo voglio che tutti si salvino, per questo sono venuta : per condurre il mondo alla preghiera, perchè i castighi sono vicini. Ritornerò ogni venerdi e ti darò dei messaggi che devi far conoscere al mondo ». « Ma Obiettò Rosa non mi crederanno ; non sono che una povera contadina ignorante. Mi metteranno in prigione ! » Ella rispose : « Sì, ti crederanno perchè, andandomene, Io ti lascerò un segno : quest'albero fiorirà. »

La Santissima Vergine scomparve e, in quel 16 ottobre 1964, il pero fiori. Il giorno dopo fiori anche un ramo del susino che sorge accanto al pero ; il ramo che Lei aveva sfiorato.

Per tre settimane, migliaia di persone poterono ammirare i due alberi in fiore, nonostante abbondanti piogge autunnali. Inoltre, il pero fiorito era ancora carico di pere (una cesta e mezzo) che la zia Adele raccolse dopo.

Nel 1967, acquistando corone da Rosario in un negozio di Piacenza, la venditrice mi assicurò di aver visto personalmente il pero fiorito. Ma si mantiene tanto bene il silenzio sui fatti di San Damiano, che lei non aveva più sentito parlare di nulla.

In seguito, tutti i venerdì, a mezzogiorno, e in ogni giorno delle feste Mariane, la Madre di Dio appare a Mamma Rosa. I Messaggi che si succedono, di settimana in settimana, sono sovente accompagnati da fenomeni inesplicabili, come quello del sole che ruota su se stesso.

 

I messaggi di nostra Signora delle Rose

Il contenuto essenziale dei Messaggi è il seguente: il mondo va male ; si trova alla vigilia di grandi flagelli, se non ritorna a Dio. Occorre pregare, pregare, pregare ancora !

La preghiera richiesta dalla Santissima Vergine è il Rosario che, Lei dice, è « l'arma più potente per vincere il male ». Nulla di nuovo, in proposito. San Luigi Maria Grignion di Montfort, or sono tre secoli, faceva già cantare Mediante l'Ave Maria, il peccato sarà distrutto; Mediante l'Ave Maria, ogni grazia ci verrà. Si rileggano i Messaggi di Lourdes, della Salette, di Fàtima e tanti altri più vicini a noi : la Madre di Dio chiede sempre il Rosario. Lei sa quel che dice. Tocca a noi ascoltarla.

I Messaggi di San Damiano insistono anche sulla necessità della carità verso il prossimo ; vi ritornano con frequenza. Non è questa la base della Dottrina Cristiana: «Vi dò un Comandemento nuovo : amatevi gli uni gli altri » ?

Un altro tema sul quale ritorno molto sovente la Celeste Visitatrice è la frequenza ai Sacramenti della Penitenza, dell'Eucarestia e finalmente la necessità di pregare molto per la santificazione delle anime consacrate a Dio : Sacerdoti, Religiosi e Religiose. Lo si comprende senza fatica: «Se il sale della Terra diviene insipido, con che cosa si salerà ? » dice Nostro Signore.

Mentre si. segnalano delle vere aberrazioni causate da una inquietante ignoranza teologica, si comprende che la SS.ma Vergine insista, ogni volta che si degna apparire, sulla necessità di rimanere ben uniti a Lei. con la recita del Rosario. Aggrappatevi a Me, ripete sovente nei Messaggi di San Damiano, Seguiamo la Sua consegna : finchè rimarremo con la Madre nostra, non saremo perduti. Non è Colei che la Chiesa chiama « Porta del Cielo »

A San Damiano, Lei si è chiamata « La Madonna Miracolosa delle Rose » ad ha voluto presentarsi, sopra tutto, come la Consolatrice degli afflitti. Una prova in più per assicurarci che Lei sa benissimo a chi si indirizza.

A noi corrispondere come si deve alla Madre più buona, amorosa e potente : con assoluta fiducia e amore, dimostrato dall'attenzione che metteremo nell'eseguire le Sue consegne : amore del prossimo, recezione fervorosa e frequente dei Sacramenti, recita quotidiana del Rosario. Le « Ave » sgranate lungo il giorno saranno quasi altrettante rose sfogliate ai piedi di Colei che Dio stesso ha voluto Madre Sua e Madre nostra.

 

Estratto degli ultimi messaggi pubblicati

E' noto che Monsignor Malchiodi, dopo un' inchiesta sommaria, aveva disposto, in varie riprese, misure limitanti la libertà di Mamma Rosa. Monsignor Enrico Manfredini, l'attuale Vescovo di Piacenza, le ha rinnovate e aggravate interdicendo a Mamma Rosa la trasmissione dei Messaggi che riceve.

Come sempre, lei ha obbedito : dal giugno del 1970 non trasmette più i Messaggi e non riceve più il pellegrini come prima soleva fare. Questa obbedienza, tuttavia, non significa che quelle disposizioni siano state necessariamente prese nel rispetto delle leggi civili e della giurisprudenza della Chiesa, in tali materie. Per ciò la docilità di Mamma Rosa acquista maggior valore.

Ecco, per la edificazione del lettore, alcuni estratti degli ultimi Messaggi pubblicati:

« Bussate, bussate, al Cuore di Gesù ! Chiedete perdono per voi e per gli altri ; amatevi, sopportatevi, chiedete la pace del cuore e nelle nazioni ; pregate per il trionfo della Chiesa, che è tanto bersagliata ; pregate per tutti e amatevi tutti e amate anche Mio Figlio e Me, che tanto vi amiamo ! Vorrei tutti i Miei figli del mondo accanto a Me, pentiti, in pace, perchè perdonati.

Andate, andate a portare la Mia parola d'amore in tutte le parti del mondo, dove c'è odio, e tutti si salveranno. Che tutti vengano sotto il Mio Manto, perchè una Madre chiama tutti i Suoi figli! Io, che sono la Regina del Cielo, la Corredentrice, il rifugio dei peccatori, chiamo i Miei figli. Che essi si pentano, che comprendano il male che fanno, che la Spirito Santo li illumini affinchè comprendano la verità della Fede e mettano in pratica i dieci Comandamenti. Allora essi vivranno in Grazia di Dio e le famiglie saranno unite nella pace e nell'amore per il Rosario. Ve lo ripeto ancora, figli Miei : il Rosario !

Dappertutto dove vado, lo chiedo il Rosario, faccio recitare il Rosario, che è l'arma più potente per salvarvi, per avere pace nelle famiglie e nelle nazioni !

Pregate e abbiate fiducia in Me.

Occorre un quarto d'ora, per recitare il Rosario. Un quarto d'ora al giorno di preghiera, uniti a Me, e comprenderete tante cose, e avrete tante cose nel vostro cuore, nel vostro spirito, perchè Io vi amo tanto ! » (14 maggio 1970).

« Figli Miei, Io sono qui tra voi, con tutti gli Angeli e i Santi del Cielo per unirMi a voi nella preghiera e nella penitenza, per il trionfo della Chiesa, per la salvezza delle anime e per la conversione dei peccatori.

Unitevi bene a Me, figli Miei, sotto il Mio Manto, e otterrete tutto : Io sono la Dispensatrice di tutte le Grazie, sono la Consolatrice dei poveri, degli afflitti, degli ammalati, dei provati del mondo intero. Sono anche l'Avvocata, presso il Trono di Dio !

Oggi è un grande giorno. Io l'ho dedicato a tutti i Miei prediletti (i Sacerdoti) ; che tutti risorgano con Gesù, loro Fratello ; che tutti divengano santi, perchè la loro missione di Apostoli è grande. Se voi stessi siete santi, le anime che guidate arriveranno alla santità : poveri di spirito, umili, pazienti, ricchi di Grazia presso Me! Amate molto le anime, ma amatele con l'amore di Gesù. Allora esse comprenderanno quello che vuole Gesù.

Io vorrei che tutti i Miei figli si amino, che abbiano nel loro cuore la pace, il Mio amore, il pentimento e il perdono dei loro peccati, perdonando a tutti e amando tutti.

Io chiedo il Rosario nelle famiglie, perchè il Rosario è l'arma più potente, figli Miei ! Ricorrete a Me, ricorrete a Me, che sono vostra Madre, la Mediatrice dell'Universo, il Rifugio dei peccatori. Io vi voglio tutti qui, presenti a' Miei piedi, buoni e cattivi ! Io voglio perdonare tutto e voglio amarvi tutti. Venite a pregare, venite a' Miei piedi. Ve lo ripeto, figli Miei, e non stancatevi di pregare per voi e per gli altri, perchè siete tutti Miei figli. Vi voglio tutti in Cielo con Me, nella gioia del Santo Paradiso. » 15 maggio 1970).

« Pregate, pregate, mamme ! Pregate molto lo Spirito Santo, che vi dia una viva luce per educare santamente i figli, per farMi amare, per farMi conoscere, perchè lo sono la Madre di tutti, la Madre della Consolazione, la Madre di tutti i Miei figli ! »          (24 maggio 1970).

«Figli Miei, Io sono qui con voi per spargere tante grazie sul vostro cammino. Che sia il cammino della perseveranza, il cammino del Cielo, perchè voi non rimarrete su questa Terra : voi siete chiamati all'Eternità ! Siate pronti ad accettare le pene, tutti i tormenti della vita, con rassegnazione, con pazienza, con umiltà. Riceverete così molte grazie e salverete molte anime ! Pregate, pregate il Rosario! Ve lo ripeto ancora, Figli Miei : è il Rosario che vi dà la forza per superare tutti gli ostacoli, per portare la Croce con Gesù e arrivare al Cielo ! E andate sovente a ricevere Gesù ! Pregate per le Sante Anime del Purgatorio. Per mezzo loro voi potete ricevere tante grazie, perchè loro pregano per voi e chiedono insistentemente per voi misericordia e pietà. » (25 maggio 1970).

«Pregate, pregate per la gioventù, perchè tanti giovani, sulla via della vita, sono sulla via del peccato, sulla via dell'impurità e provocano la perdita di tante anime. Con questa moda indecente, essi fanno tremare il Cielo e la Terra.

Asacoltate, Gioventù, ascoltateMi, che sono la vostra Mamma del Cielo ! AscoltateMi, intanto che c'è ancora tempo, perchè quando vi presenterete al Tribunale di Dio, che cosa sarà di voi?»

(26 maggio 1970).

« Ricevete Gesù nel cuore, teneteLo strettamente con l'amore, con la preghiera, con sacrificio. Gesù vi darà la forza di superare ogni ostacolo e vi darà la forza di portare la Croce.

Pregate e riparate tante offese che sono fatte a Mio Figlio Gesù nel Santissimo Sacramento dell'Altare. Tanti peccati ! Gesù è tutto lacerato. Egli ha tutto sofferto per voi. Egli è anche morto, in Croce per voi, per, salvarvi. Perchè voi non Lo amate ?

Perché non riconoscete che Egli è il Re dei re e che Egli è anche Giudice ?

Siate umili, siate puri e pregate. Non per furberia ! Io vi conosco. Perchè volete ingannare ? Quando vi presenterete al Tribunale di Dio, là c'è la pura verità. Là conoscerete quello che avrete fatto di bene e di male.

Aggrappatevi a Gesù ! Egli sarà il vostro conforto e la vostra gioia nei momenti terribili ; e sarà anche la vostra gioia nel passaggio da questa vita all'Eternità e vi farà misericordia.

Venite per amore. Io vi chiamo per amore. Io sono Madre d'amore, di misericordia e di perdono! Vi chiamo per salvarvi. Vi chiamo per unirvi a Mio Figlio Gesù nel Sacramento dell'Altare, là dove si ricevono le grazie ! Gesù entra in voi. Gesù vi colma di amore, Gesù vuol essere il centro dei vostri cuori. Gesù vuol essere amato da tutti, perché Lui ama e perdona! » (28 maggio 1970).

« Figli Miei,          ascoltateMi,          ascoltateMi,          perchè l'Eterno Padre Mi manda in questo luogo per salvarvi, per arricchirvi di grazie e per consolare i vostri cuori ».

L'Eterno Padre è stanco de' Miei figli ! Vedere tanti Miei figli andare alla perdizione! Vedere tanti Miei figli che non. ascoltano la Mia parola di Madre ! Io piango tanto, tanto, figli Miei 1 L'Eterno Padre vuol fare giustizia: ve lo ripeto ! Perchè non riflettete ? Perchè non fate un esame di coscienza ?

Mamme, papà, richiamate i vostri figli ! Richiamateli ! Pregate il vostro Angelo Custode d'illuminare lo spirito dei vostri figli, affinche, illuminati, essi pensino che Gesù è morto in Croce per essi, per salvarli, per condurli in Cielo, con Lui ! » (29 maggio 1970).

« Pregate per tutti. Pregate molto per il Santo Padre Paolo VI, che possa unire tutta la Chiesa trionfo di santità, di luce, d'amore, di grazie ! Io sono sempre accanto a Lui, Lo assisto, perchè Egli è in una prova terribile, sotto la Croce, accanto a Gesù. Piange tanto !... tanto, tanto ! Pregate per Lui ! Pregate affinché abbia la forza di esprimersi e di andare sempre avanti, a portare l'amore nel mondo. » (30 maggio 1970)

« Io sono tra voi per colmarvi di grazie ! Sono viva e vera, come voi ! Sono la Regina del Cielo e vengo per salvarvi...

Voglio che voi veniate a' Miei piedi per chiedere perdono, per amarMi, per ringraziarMi di tante grazie che vi ho date. Figli Miei, mettete in pratica le Mie parole di Madre, consolate il Mio Cuore così trafitto, perché le ore si avvicinano tanto tristi. Unitevi tutti nell'amore, nella preghiera. Tenete stretto il Rosario tra le vostre mani e recitatelo sovente : sarà il vostro sostegno, il vostro incoraggiamento nelle prove.

Figli Miei, accorrete, accorrete a « Miei piedi ! Venite a supplicarMi, venite a chiederMi grazie, venite a chiedere misericordia e otterrete tutto ! » (31 maggio 1970).

 

La scienza naturale di mamma Rosa

Non si creda che Mamma Rosa sia una sciocca! Tutt'altro ! Ma quando, come lei, si è parlato il dialetto per tutta la vita, fuorchè a scuola per quattro anni (è tutta l'instruzione che lei ha ricevuto) è naturale che non si sia molto istruiti.

La Madonna stessa le ha detto che questo è il motivo per cui l'ha scelta.

Se vi offro qualche saggio della scienza di Mamma Rosa, lo faccio unicamente per dimostrarvi che, se questa persona senza istruzione risponde come risponde, se trasmette messaggi in uno stile semplice e limpido, ben difficilmente si può ammettere che lo faccia per la sua scienza umana, che non è molto estesa. Una signora italiana, pittrice, dalla quale so il fatto, le chiese di pregare per suo nipote, attore : « Che cosa è un attore ? » domandò Mamma Rosa.

A un'altra persona confidò : « Nostro Signore mi ha detto : « Ti dò una tripicale benedizione (invece di triplice). »

Io ho sentito che parlava di un signore « Giburgo »... Di fronte allo stupore delle persone presenti, elle diede qualche precisazione : si trattava di un Lussemburghese.

Da lei ancora questo aneddoto : « Nostro Signore mi ha detto : Io ho bevuto il calice sino alla freccia (per feccia).

A una persona che chiedeva quando avrebbe potuto vederla, rispose: « Venga nei gioani ferroviari (invece di feriali).

Un Sacerdote di Roma, che ho veduto a San Damiano, mi parlò di un quesito che gli pose Mamma Rosa. Gli disse : «La Mamma Celeste dice che bisogna pregare molto per i Consacrati. Sembra che siano persone molto importanti. Ma chi sono i consacrati ? »

Ne accadde un'altra : Un mattino in cui Mamma Rosa, sul mezzogiorno, tagliava i pomodori per fare l'insalata, arrivò un giovane Sacerdote sulla trentina, che le chiese di andare a pregare con lei. Rosa consenti. Ammirata per le belle preghiere che quel Sacerdote sapeva, gli disse poi : « Che belle preghiere sapete ! Beato voi ! Io non so dire che il Rosario ; non so nemmeno i Misteri ! Insegnatemi a pregare meglio, come piace al Signore. »

« Continuate a pregare come sapete le rispose il Sacerdote recitate bene il vostro Rosario è una preghiera tanto bella e potente ! Riguardo ai Misteri, non vi preoccupate; vi manderò Chi ve li insegnerà. Per il resto, quanto più semplice sarà la vostra preghiera, tanto più piacerà a Dio. Ripetete molte volte: « Mio Dio, io vi amo; Gesù, vi ringrazio. Perdonatemi, Gesù ! Pregate così, secondo le circostanze, come l'animo vi suggerisce. »

« Sento che mi fate tanto bene continuò Mamma Rosa donde venite ? »

« Sono Nazareno », rispose il Sacerdote.

« Venite forse da Loreto ? » chiese ancora Rosa. Poichè Loreto, con la sua Santa Casa, che la tradizione dice abitata dalla Sacra Famiglia di Nazareth, trasferita in quel luogo dagli Angeli, dista solo circa 400 chilometri da San Damiano. E' meta di pellegrinaggi, molto conosciuta in Italia ; Papa Giovanni XXIII vi si recò solennemente durante il suo breve pontificato. Per questo, senza dubbio, Mamma Rosa pensò che Nazareth e Loreto fossero una sola cosa : « Sì confermò il Sacerdote Io abito la Casa di Loreto. »

«Oh! Venite ancora a trovarmi! » e poichè il gatto tentava di saltare sulla tavola per rubare qualche cosa, Mamma Rosa si voltò per impedirlo. Quando si rivolse, il Sacerdote era scomparso... Qualche tempo dopo, mentre Rosa, sola, iniziava il suo Rosario, senti due mani invisibili che sfioravano la sua testa e una voce le fece ripetere sette volte i quindici Misteri del Rosario che lei non dimenticò mai più.

Qualche giorno più tardi, nella sua ingenuità, Rosa chiesde alla Mamma Celeste chi fosse quel Sacerdote. Ed Ella le rispose che aveva veduto il Sacerdote per eccellenza, Gesù di Nazareth, che abita il Tabernacolo della Santa Casa di Loreto e che lo Spirito Santo le aveva insegnato i Misteri del Rosario.

 

Dove attinge questa scienza?

Quando il suo Vescovo non le aveva ancora proibito di ricevere i pellegrini, Mamma Rosa li accoglieva nel suo Oratorio. Io ho avuto ripetutamente la fortuna, per la mia maggiore edificazione, di fare da interprete in tali occasioni. Ho molto ammirato la fede profonda delle persone e, encor più, la vera scienza teologica e morale di Mamma Rosa, la sua nitida visione dei più delicati problemi morali. Quando N. S. Gesù Cristo iniziò la Sua predicazione, i Giudei, che non Lo sapevano Dio, stupirono che Egli possedesse una tale scienza, sebbene non avesse frequentato le scuole dei rabbini del Tempio. Egli era apparso una sola volta, a dodici anni, tra i dottori della Legge e li aveva meravigliati con le sue risposte.

Qui non si tratta di fare un confronto. Ma Rosa Quattrini, che ha solo ricevuto una istruzione elementare, soprende gli stessi teologi con le sue risposte. Inoltre, anche di fronte a persone istruite o altolocate, Rosa rimane in una tale sicurezza, unita a una tale semplicità, che non si può che rimanerne colpiti e ripetere le parole del Maestro «Ti ringrazio, Padre, perchè hai nascosto queste cose ai saggi e ai prudenti e le hai rivelate ai piccoli. »

Non è che lei si atteggi a dottore in teologia oh, no ! Nemmeno a direttore di coscienza. L'ho più volte sentita rispondere a questioni concernenti la direzione delle anime : « Fate quello che vi dice il vostro confessore. » E ad una persona che le obiettava : « Mi sembra che il mio confessore sia troppo largo con me ; mi crede migliore di quello che sono » ella rispondeva : « Il vostro confessore è un buon Sacerdote ; egli, per voi, tiene il posto di Dio ; potete quindi, con tutta sicurezza, seguire il suo parere. »

Ma c'è di più: Mamma Rosa ha dato più volte, a proposito di eventi futuri, risposte che sono risultate esatte. Il 25 giugno 1965, lei vede, in India, bambini che muoiono di fame : lo dice, se ne affligge, piange. Ma la fame venne poi.

Il 25 luglio 1965, Rosa vede il Papa all'ONU. Fa pregare per il Santo Padre le persone presenti a San Damiano e vede, improvvisamente, una colomba bianca che porta la pace. Ma Paolo VI fece quella visita solo il 4 ottobre 1965. Si sa con quale premura il Papa fu accolto e quanto il Suo intervento abbia contribuito a conservare la pace nel mondo. Il 22 novembre 1965, Rosa vede la inondazione di RiodeJaneiro e piange, sentendo le grida dei bambini che, prima di morire annegati, chiedono aiuto. Ma la inondazione avvenne... nel gennaio seguente.

L'8 ottobre 1965, Rosa annuncia la chiusura del Concilio Vaticano II per l'8 dicembre; ciò che avvenne, ma che fu annunciato dal Papa durante il mese di novembre, ossia un mese dopo l'annuncio dato da Rosa.

Nell'estate del 1966, lei raccomanda di serbare il grano in casa, invece di seminarlo, perchè, dice, non lo si potrà seminare in autunno. E fu appunto così, a causa di piogge e inondazioni. Quelli che avevano seminato videro le loro sementi perdute. Il 13 maggio 1967, giorno in cui il Papa si recò a Fàtima, si disse a Mamma Rosa, verso le ore 11: « Bisogna mettere la radio, per sentire se il Papa è arrivato ». `Egli doveva infatti arrivare allora, lo si ricorda. « Non è necessario rispose Rosa l'Archangelo San Michele è là : ci avvertirà quando sarà il momento ». Alle ore 11.35 avvertì con tutta calma : L'Arcangelo San Michele dice che il Papa è arrivato in Portogallo ». Era esatto ce lo dissero la radio e la stampa.

Nel novembre 1966, un Sacerdote italiano ebbe l'idea, almeno ridicola, di presentarsi da lei, una sera, travestito in abiti civili, senza nessun segno del suo carattere sacerdotale. Rosa gli disse : « Ma voi siete prete. » L'altro nuovo Simon Pietro lo negò energicamente e ciò per una mezz'ora. Ma Rosa fini dicendogli : « Voi avete tolto la vostra sottana, che è nella vostra auto ; mettete il vostro colletto romano, che avete in tasca. » Il Sacerdote rimase convinto.

Come spiegare naturalmente certe cose che si vedono con i nostri occhi e si sentono con le nostre orecchie ? Specialmente quando non si può scoprire nessun indizio di mancanza di equilibrio mentale e psichico, nessuna simulazione, nessuna preoccupazione di mettersi in vista, nè di approfittare della credulità delle persone, in colei che chiedeva solo di rimanere sconoscituta nel suo piccolo villaggio di San Damiano, ma che «Qualcuno» venne un giorno a chiamare, per sua maggiore angoscia e confusione, poiché Rosa rispose, la prima volta : « Ma non mi si crederà ; mi metteranno in prigione ! »

 

La famiglia di mamma Rosa

Quando andrete a San Damiano, non vi sarete più accolti, ad ogni ora del giorno e anche della notte dal buon sorriso di Papà Giuseppe, marito di Mamma Rosa.

Il 31 marzo 1971, ultimo giorno del mese del suo Patrono, Egli è andato a ricevere il suo premio, dopo una vita modesta di lavoro, di prove e di Fede profonda. Uomo semplice e retto, egli non ha mai dubitato della realtà delle Apparizioni delle quali la sua compagna era favorita. Aveva per lei un affetuoso ripetto.

Quanto sentono la sua mancanza tutti quelli che, avendolo conosciuto, lo hanno amato !

Giuseppe Quattrini ha avuto da Rosa tre figli Giacomina, la maggiore, Paolo e Pier Giorgio, oggi tutti sposati.

Pier Giorgio, nato nel 1952, sa che, al sesto mese di gravidanza, quando si voleva toglierlo dal seno materno col pretesto che sua madre avrebbe perduto la vita e che il figlio non sarebbe stato normale, Rosa superò il pericolo eroicamente e, più tardi, quando sali sulla tavola operatoria, supplicò insistentemente i medici di tutto fare per salvare il bambino, anche a costo della sua vita.

Nella famiglia Quattrini vive anche la zia Adele. Forse la incontrerete : è una donnina di un metro e sessanta di statura, vestita di nero, con un grembiule grigio o nero, i capelli bianchi, gli occhi azzurri. Se non le parlate, anche lei non vi parla ; ma se vi intrattenete con lei in conversazione, vi racconterà quello che ha veduto. In italiano, si capisce.

 

Il luogo delle apparizioni

A qualche metro dalla casa è cresciuto un pero. Non innestato, di modeste dimensioni, intreccia il suo fogliame con quello di un susino molto più alto, che in agosto produce frutti color miele, mentre in ottobre grosse pere pendono dal loro albero.

Questi due alberi sono oggi protetti da una doppia cancellata di bronzo : più semplice quella esterna, mentre quella interna è a grandi rosoni e rose, esse pure di bronzo, sparse regolarmente su tutta l'area della cancellata, tutta abbellita da una doratura che resiste al tempo e alle intemperie.

Sul tronco del pero è piazzata una tavoletta, di circa un metro e venti centimetri di lunghezza, per 40 o 50 centimetri di larghezza, sulla quale è posato un cuscino coperto da un piccolo tappeto ricamato. Qui posa l'Apparizione.

Ai piedi dell'albero, sono deposti vasi di fiori, specialmente rose, in onore della « Madona delle Rose ».

Dal 25 marzo 1970, i fedeli possono ammirate, nel Recinto, una magnifica statua di marmo bianco, scolpita da Pietro Ferraroni di Cremona. Essa rappresenta la Santissima Vergine, dal volto dolce ed espressivo, a braccia aperte, con una rosa in ciascuna mano. Dalla Sua cintura, scende la Corona del Rosario. Nelle grandi Feste Mariane, si posa sul Suo Capo una corona d'oro, offerta dai pellegrini.

Questo pero è già stato oggetto di due attentati. Nella notte dal 15 al 16 ottobre 1968, degli sconosciuti hanno segato molto profondamente il tronco verso la base e uno dei rami principali che, senza essere completamente distaccato, pendeva pietosamente. Secondo le indicazioni della SS.ma Vergine, vi si fece una medicazione così riuscita che il ramo non seccò.

Il 29 dicembre 1968, un ordigno esplosivo, di circa un chilogrammo di tritolo o di plastica, fu posato, con l'aiuto di una canna da pesca, nel recinto, a 70 centimetri dal pozzo e un metro dal pero. Alle 3 del mattino, una violenta esplosione piegò il traliccio metallico del recinto, spazzò vasi e lumi, scavò un cratere di 30 centimetri di profondità su 6080 di diametro, frantumò vetri a 250 metri di distanza, ma lasciò intatto il pozzo e il pero.

Questo è il luogo nel quale Mamma Rosa vedeva la SS.ma Vergine e riceveva da Lei, ogni venerdì, a mezzogiorno, Messaggi che ripeteva man mano, senza riprese ne' esitazioni, ai pellegrini affollati alle sue spalle. Per obbedire al suo vescovo, dal 2 settembre 1968, lei non viene più a inginocchiarsi davanti al pero nel tempo delle Apparizioni. Sino al maggio 1970, i Messaggi furono diffusi dall' interno della casa, con altoparlante. Una nuova disposizione del Vescovo ha proibito la diffusione dei Messaggi che Mamma Rosa continua a ricevere. Questi sono registrati ma, per adesso, non vengono pubblicati.

Un'altra disposizione del Vescovo, in data del novembre 1970, proibisce a Mamma Rosa di ricevere i pellegrini, ciò nonostante sempre più numerosi, e di parlare loro in Nome della Mamma Celeste : Rosa, come sempre, obbedisce. Ma quanto bene non si fa più !

Anche il susino è stato oggetto di un attentato nella notte dal 13 al 14 maggio 1969 (anniversario dell'Apparizione di Fàtima), il susino è stato segato quasi completamente, a circa un metro e 40 centimetri dal suolo. La sua folta chioma, che già portava frutti della grossezza di un'oliva, pendeva pietosamente a terra.

L'attentato era accaduto verso le ore 2 del mattino, nel solo momento in cui il luogo era deserto. Quindi solo dopo la Messa, ossia verso le ore 8, ci si occupò del susino. Si era deciso di abbatterlo, quando Mamma Rosa sentì San Michele ordinarle di raddrizzarlo e di puntellarlo. La cosa sembrava assurda : non si era mai riusciti a salvare un albero specie un susino in tali condizioni.

La chioma dell'albero si era capovolta ed era molto pesante : fu raddrizzata con molta fatica e rimessa sul suo tronco alla meglio.

Il fogliame già appassito riprese vigore. Dodici giorni più tardi, lunedì di Pentecoste, esso era perfettamente verde. Solo due rami laterali, spezzati per la caduta, erano ingialliti. Un giardiniere arboricultore francese, diplomato, ha dato la dichiarazione seguente:

« Certifico che il susino in questione, di cm. 62 di circonferenza, essendo stato segato per nove decimi, in pieno periodo di vegetazione, nel mese di maggio, non avrebbe potuto rifiorire e dare frutti nel mese di agosto dello stesso anno, senza un intervento soprannaturale. Avendolo esaminato personalmente, dichiaro ciò impossibile. »

Firmato: M. B.

Nel Messaggio del 31 maggio 1962, la SS.ma Vergine, alludendo a tutti i guasti apportati al Suo « piccolo giardino di Paradiso », ha dichiarato:

« Io scruto il vostro spirito e il vostro cuore. So tutto ciò che voi pensate e che volete fare, ma io perdono... Non vedete, figli miei, come hanno danneggiato il luogo dove poso i miei piedi ? Che cosa credete di farmi ? Io non ho nulla di comune con gli alberi... Io vengo, nonostante ciò, per salvarvi ; io vi perdono, se voi chiedete perdono... Pentitevi, mentre c'è ancora tempo! L'albero è ancora verde ; Gesù può fare tutto ! Anche Gesù ha pietà... Pregate con una grande fede, chiedete pietà e misericordia, perchè domani è la Festa della SS.ma Trinità. Chiedete misericordia, affinchè Gesù perdoni a tutti i cattivi che mi insultano. Gesù perdona a tutti, ma se offendono sua Madre, che è anche la vostra, egli non perdona, ma fa giustizia. »

Attorno al recinto, i pellegrini elevano, giorno e notte, le loro preghiere e le loro suppliche alla SS.ma Vergine. Molti tra loro, venuti per la prima volta, sono rimasti quasi affascinati e commossi per il fervore di quelle ardenti preghiere e convinti della veracità dei fatti anche se, personalmente, non hanno veduto segni straordinari. Quanti vi hanno ritrovato la pace d'ell'anima, dopo una fervorosa confessione nella Chiesa del luogo ! Se quelle mura potessero parlare ! Si pensa alla Parola di Gesù : «Li riconoscerete dai loro frutti.» La bellissima cancellata, che dal Natale del 1972 protegge il «piccolo giardino di Paradiso » è opera di un artista di Firenze.

 

La storia del pozzo di San Damiano

Nell'Antico Testamento, Naaman, il ministro lebbroso del re di Siria, fu guarito tuffandosi tre volte nel Giordano, per ordine del Profeta Elisceo. Nostro Signore stesso volle ricevere, nelle acque del Giordano, il Battesimo di Giovanni. Poi Egli fece, dell'acqua, la materia del Sacramento del Battesimo che ci dà la Vita Divina innestandoci in Lui, come tralcio sul tronco.

A Lourdes, Nostra Signora comandò a Bernardetta di andare a bere alla fontana e di lavarvisi. Si sa quali motteggi ricévesse la povera pastorella quando si diresse al luogo indicato dall'Apparizione non vi era il minimo filo d'acqua. Piena di fede, Bernardetta incominciò, nonostante tutto, a scavare il suolo con le sue mani. Ne scaturì solo un filo di acqua fangosa nel quale ella si impiastricciò il viso, invece di lavarlo. Ma, poi, quanti ammalati sono stati guariti da quell'acqua miracolosa !

Venerdì 21 ottobre 1966, durante la consueta Apparizione, la Mamma Celeste annunciò, per mezzo di Mamma Rosa, che l'Eterno Padre aveva testè concesso, disse, « potenza al Mio giardino di quaggiù, piccolo angolo di Paradiso, nel quale Io spargerò tante grazie ». Egli aveva fatto cadere a terra un globo giallo (visto anche da alcune persone presenti) chiedendo che, nel luogo dove esso era caduto, venisse scavato un pozzo simile a quello di Nazareth.

Mentre si segnava quel luogo, alcuni videro cadere un oggetto brillante ed elevarsi poi una piccola fiamma. La Mamma Celeste promise che chi avesse scavato un po' di terra al luogo designato, avrebbe ricevuto tante grazie ! Avvertì pure che la prima acqua trovata, a due metri di profondità, non sarebbe stata quella promessa ; questa, invece, si sarebbe trovata più in basso, sotto una « giastra » (termine dialettale indicante une strato di minerali conglomerati). Perforando la « giastra » si sarebbe veduta zampillare un'acqua miracolosa che avrebbe guarito anime e corpi e avrebbe anche liberato i posseduti che avessero fede e credessero nella Mamma Celeste. Tutti, con tale acqua, avrebbero ricevuto forza, grazie e recupero di salute, perchè nesun'altra acqua sarebbe stata paragonabile a quella. Si sarebbe potuto conservarla indefinitamente, senza che subisse alterazione.

La Mamma Celeste indicò a Rosa come si doveva coprire il pozzo : con una cupola sormontata da una statua della SS.ma Vergine rivolta verso il luogo destinato alla costruzione di un grande Santuario.

Fu precisato poi che l'acqua si doveva attingere mediante un secchio fissato a una catena di ferro. Solo il marito di Rosa e un'altra persona designata avrebbero dovuto attingerla. Riempiendo i loro recipienti, i pellegrini avrebbero dovuto recitare dieci « Ave » e dire : « Madonna Miracolosa delle Rose, liberateci da ogni male, di anima e di corpo.» Ancora nel corso dell'Apparizione del 21 ottobre, la Mamma Celeste invitò l'Arcangelo San Michele, quasi sempre presente durante le Apparizioni, a fissare la sua spada nel luogo designato per il pozzo avvertendo che nel Recinto, in virtù della potenza ricevuta dallo stesso San Michele, nessun demonio avrebbe mai potuto penetrare.

L'11 novembre, la SS.ma Vergine indicò, per mezzo di Mamma Rosa, la scopo di quel pozzo:

Scavate ancora, venite a bere, a questo pozzo, l'acqua della Grazia... Lavatevi, purificatevi, bevete e abbiate fiducia in quest'acqua. Molti guariranno dal male fisico». Molti si santificheranno. Portate di quest'acqua agli ammalati e ai morenti.

Tre settimane più tardi, l'acqua affiorava ad alcuni metri dal livello del suolo. Un imprenditore, chiamato, collocò nell'orifizio dei tubi di un metro di diametro. Quanto più si scavava, tanto più l'acqua affluiva abbondante. Sembrava di poter sospendre i lavori ; ma Mamma Rosa insisteva, perchè si scavasse sino alla « giastra ». Questo strato si trovava, diceva lei, a dodici metri di profondità circa, su una vena di acqua abbondante e inesauribile. Ma, nel termine di una settimana, si dovette smettere di scavare : alla profondità di cinque metri, non si riusciva più ad assicurare un livello d'acqua che permettesse agli operai di lavorare su quel terreno particolarmente duro.

Di fronte alla impossibilità di continuare i lavori, pur affermando che il pozzo si sarebbe prosciugato nell'estate, Mamma Rosa permise che si mettessero dei tubi di ferro di quattro pollici sino alla « giastra » che si trovò, infatti, a dodici metri di profondità, come lei aveva predetto. Si circondò il pozzo di un muricciuolo in mattoni, lo si copri con una cupola di rame sormontata da una statua in bronzo della Madonna.

A mezza estate dell'anno 1967, l'acqua mancò! Si dovettero riprendere i lavori. Finalmente, a dodici metri, un colpo di piccone fece scaturire con forza un getto d'acqua. Ma Mamma Rosa insistette « Bisogna andare sino a diciassette metri : vi troverete uno strato di ghiaia e di sabbia ». Si dovette desistere dallo scavare a braccia e usare una perforatrice elettrica. Mamma Rosa consentì, alla condizione espressa che non si toccasse affatto il pero, i cui rami, come per una esplicita predisposizione, si estendevano sino al di sopra della cupola del pozzo.

Un impresario volle incaricarsi dei lavori, ma declinò ogni responsabilità verso il pero. Fu necessario che un ingegnere, che talvolta serviva da « chauffeur » a Mamma Rosa, assumesse personalmente la responsabilità di vigilare il pero. Tutto si concluse per il meglio.

Debbo aggiungere, per la verità, che uno degli operai dell'impresario non credeva alla natura speciale di quel pozzo. Ne rimase convinto come lui stesso mi ha detto nel settembre 1967 solo il giorno nel quale la pioggia cadde unicamente sul pozzo e... su di lui, che gli era accanto, senza nulla bagnare, nelle immediate vicinanze, eccetto una donna di Milano che ebbe le gambe istantaneamente guarite.

Il 26 ottobre 1967, si giunse finalmente a diciassette metri allo strato di ghiaia e di sabbia indicato da Mamma Rosa. La vena d'acqua era abbondante e il piccolo pero intatto, nonostante la pesantissima sonda adoperata e le gomene installate. Rosa annunciò che la Mamma Celeste era contenta del lavoro fatto.

In seguito, si affluì da ogni parte ad attingere abbondantemente di quell'acqua. Tra il 7 e il 10 dicembre 1967, se ne sono estratti più di cinquanta quintali, tirati a braccia, da Giuseppe Quattrini, il tanto devoto marito di Mamma Rosa. Poi si installò una pompa elettrica.

Si parla già di molte guarigioni e di conversioni dovute all'acqua del pozzo di San Damiano, usata con Fede in Dio e nella intercessione di Sua Madre, la Madonna delle Rose. Perchè ciò sarebbe impossibile ? Si ricordi semplicemente quello che disse il Signore : « Ti sia fatto secondo la tua Fede ! » Colui che ha guarito il cieco donandogli la vista con un po' di fango, non può, se vuole, guarire, per intercessione di Sua Madre, con l'acqua di San Damiano, come con l'acqua di Lourdes ?

 

L'oratorio di Mamma Rosa

Al piano terreno della casa si trova un oratorio. Quando Mamma Rosa riceveva, oltrepassata la porta, vi incontravate con persone che recitavano il Rosario, in attesa del proprio turno. Sedevano su panche. Attraverso una vetrina, come ce ne sono nei nostri uffici pubblici, si vedeva Mamma Rosa intrattenersi con le persone, nell'oratorio contiguo, al quale si accede da una porta aperta nello stesso locale d'ingresso. La vetrata fu poi sostituita da un vetro smerigliato.

Nulla di più modesto di questo oratorio adattato e imbiancato da un amico di San Damiano. Nel muro opposto alla facciata della casa, si sono scavate tre nicchie, nelle quali si trovano la Statua del Sacro Cuore di Gesû, quella della Madonna della Medaglia Miracolosa e quella di San Giuseppe. Particolare curioso : il manto della statuetta della Madonna è bianco e così pure il suo velo, ma l'abito è azzurro cielo. Esso pure era bianco, ma il 7 ottobre 1965, alla presenza di vari testimoni, divenne di un azzurro intensi e, dopo alcuni momenti, ritornò al colore iniziale, ma la tunica conservò il colore azzurro ; essa è fermata alla vita da una cintura bianca, alla quale è sospesa una corona, anch'essa bianca.

Davanti alle tre nicchie sorge un Altare, adorno di due candelieri ma nessuno dei Sacerdoti che si recano a San Damiano possiede ancora il diritto di celebrarvi la Messa.

Giunto il vostro turno, Mamma Rosa si inginocchiava sul suo inginocchiatoio, di fronte alla statua della Madonna, che invocava con una breve e fervente preghiera ; poi sedeva e vi ascoltava con l'attenzione più amabile.

Chi non sapeva l'italiano trovava sempre, tra i presenti, qualcuno che fungeva da interprete. Per la mia grande edificazione, ho avuto la fortuna di compiere più volte questo ufficio nelle mie visite a San Damiano. Non vi ho perduto il mio tempo, ne' mi è mancato mezzo per edificarmi. Ho ammirato la Fede dei pellegrini e la scienza teologica di Mamma Rosa, la sua nitida visione dei più delicati problemi morali... Le sue risposte mi hanno sovente impressionato.

 

Singolare ecclesiastico e.. rosario curioso .

Il 29 dicembre 1967, erano presenti a San Damiano un cappellano di liceo francese dal quale ricevo questa testimonianza, confermata da altri testimoni un passionista belga, un Sacerdote italiano e un Austriaco, in nero, con cravatta, che si presentò al nostro cappellano francese come Sacerdote tedesco, ben poco esperto nella lingua italiana. Il cappellano, ex prigioniero in Germania, gli servi da interprete, tanto più volontieri, perchè parla molto bene, oltre al tedesco, anche l'italiano e lo spagnolo.

Mentre Mamma Rosa diceva le orazioni ai piedi del pero, affiancata da questi quattro signori, a un certo momento chiese ai Sacerdoti di recitare, secondo la volontà della Madonna, qualche « Ave », ciascuno per il proprio paese.

Il Francese lo fece ; poi invitò l'uomo dalla cravatta a fare altrettanto : « Non so l'Ave in latino » balbettò quest'ultimo. « Allora ditela in tedesco. » Ciò ch'egli fece. Intanto, sembrava che Mamma Rosa si agitasse. Quando l'Austriaco ebbe terminato l'« Ave », lei interruppe energicamente : « A un altro ! » Che cosa era accaduto ?

Nel corso dell'Apparizione, Mamma Rosa porse una corona di Rosario al cappellano : « Lanciatela, là dov'è la Vergine », gli disse. Imbarazzato, perchè non la vedeva, e sorpreso da tale ordine, il cappellano lasciò maldestramente cadere la corona. Poi, raccogliendola, si diresse sulla sinistra, intorno al pero, per andare a sospenere la corona a un ramo : « No disse vivamente Rosa lanciatela ! Ritornato al suo posto, al fianco di Mamma Rosa, egli lanciò in aria la corona, quasi verticalmente, a circa cinquanta centimetri di altezza, nel vuoto. Il più vicino ramo del pero era a ben settantacinque centimetri dalla linea di proiezione. Ma allora tutti poterono vedere e ne ho più di una testimonianza la corona deviare bruscamente dalla sua linea di lancio e, completamente snodata, andare ad agganciarsi delicatmente, tra la seconda e la terza decina, a un ramoscello di 3 o 4 centimetri, sporgente da uno dei rami principali del pero. E ciò, ricadendo non in linea verticale, ma secondo la orizzontale.

Quale mano l'aveva afferrata, deviata, condotta con una sorprendente precisione e sospesa a un ramo che un tiratore non avrebbe potuto raggiungere ? Particolare prezioso : Il cappellano dichiarò di essere mancino e incapace, con la mano destra della quale si servi per il lancio, come suol dirsi, di « colpire un elefante in un corridoio ! »

Dopo il Rosario, Mamma Rosa invitò i Sacerdoti presenti a seguirla nell'Oratorio. Il cappellano amabilmente, volle cedere il passo all'Austriaco, che precedeva : « Voi no disse Mamma Rosa voi non siete prete ». Egli dovette confessarlo e rimase fuori. Ai tre Sacerdoti che le espressero la loro sorpresa per tale decisione, Rosa spiegò che, sotto il pero, la SS.ma Vergine le aveva detto: « Scaccialo ! » « Mamma Celeste, abbi pazienza ! Lo scaccerò dopo, per evitare uno scandalo. » Come vuoi, Rosa » disse la Mamma Celeste. « Egli era venuto per fare il male aggiunse Rosa E' un noto framassone austriaco. E' la Madonna, che me lo ha detto. »

Dopo i tre Sacerdoti, ella ricevette egualmente il famoso Austriaco, alla presenza della sua segretaria, e gli svelò tutti i peccati della sua vita e lo scopo della sua venuta. Stupefatto, l'uomo scomparve poi, come vapore al sole d'estate. Qualche tempo dopo, Rosa, sempre compassionevole, mi scriveva di pregare per la conversione del « massone austriaco ».

 

Padre Pio e San Damiano

Durante la vita terrena di Padre Pio, non si sono divulgate le sue relazioni con San Damiano. Per un riguardo alla sua umiltà, senza dubbio, ma specialmente per evitargli... complicazioni.

Lo si può dire apertamente, ora che il suo calvario è finito : Padre Pio è intervenuto sin da principio, e in modo decisivo, nei fatti di San Damiano.

A Lui, lo abbiamo veduto, la Santissima Vergine indirizzò Mamma Rosa, quando fu guarita; da Lui essa ricevette l'ordine di assistere gli ammalati, poi di ritornare a casa sua dove, Egli le disse, « stava per esserle affidata una nuova missione ». D'altra parte, molte volte, quelli che hanno assistito alle « Apparizioni » hanno sentito Mamma Rosa affermare la presenza di Padre Pio, ancora vivo. E' noto che l'illustre stigmatizzato ha sovente goduto, durante la sua vita, del carisma della bilocazione, ben noto a tutti gli autori di opere di mistica.

Dobbiamo anche dire la parte importante avuta da Padre Pio nello scavo del pozzo di San Damiano. Lo stesso ingegnere che ha presieduto ai lavori mi ha raccontato, nell'autunno 1967, poi mi ha scritto la narrazione dei fatti. Dagli appunti presi da lui, giorno per giorno, egli ha ricavato, per il « Bollettino di informazione di San Damiano », (dic. 1968), un racconto gustoso, del quale ecco qualche tratto che proietta una luce singolare sulle relazioni di Padre Pio con San Damiano. Leggete: «Il 18 novembre 1966, Mamma Rosa mi chiese di interessarmi direttamente dei lavori del pozzo. Accettai...» Il 16 dicembre si dovettero interrompere i lavori il livello dell'acqua non permetteva di scavare più profondamente... Rosa ne rimase molto contrariata... Mi chiese di portare un saggio di quell'acqua a Padre Pio, a San Giovanni Rotondo. Io sapevo soltanto che il Padre era un frate burbero, pronto a buttare fuori dal convento i seccatori e gli importuni. Come avrebbe accolto uno sconosciuto che gli si presentava con una bottiglia di acqua ? » Ciò nonostante, di fronte all'ardente e insistente preghiera di Rosai mi armai di grande coraggio e, viaggiando giorno e notte dal nord al sud, arrivai il giorno dopo, verso le ore 14, a San Giovanni Rotondo.

«Il posdomani, con una bottiglietta di acqua di San Damiano, nella tasca del mio mantello, mi presentai al convento... Quando venne il mio turno, entrai nella Sacrestia dove il Padre confessava, in un angolo, in disparte, dietro una tenda. Già da tempo avevo preparato il mio discorsetto di circostanza per esporre il motivo della mia missione. » Francamente, non ricordo ciò che gli ho balbettato, ma sta il fatto che, appena gli presentai la bottiglia, senza nemmeno prenderla in mano, mi disse testualmente : « Dìgli che va bene ! E adesso, confessati ! » Nel corso della mia confessione, mi venne un dubbio : il Padre aveva compreso la mia domanda ? Dopo che mi ebbe dato la sua benedizione, presi il mio coraggio a due mani e azzardai : «Vuol tenere lei qu'est'acqua ? » Mi rispose seccamente : «L'ho veduta; digli che va bene ! »

« Nonostante questa conferma straordinaria, Rosa non era del tutto soddisfatta : voleva che si scavasse più profondamente. »

« A mezza estate del 1967, l'acqua mancò... Indecisa sul da farsi, Rosa mi mandò una seconda volta a San Giovanni Rotondo per cercarvi nuovi lumi. Ma, inaspettatamente, questa volta, il 14 agosto, la risposta non fu altrettanto precisa e chiara. Il Padre, infatti, pur benedicendo la stessa bottiglietta che gli avevo presentato la volta precedente, si limitò a mettermi in guardia sul cattivo odore di quel pozzo, ne' volle darmi ulteriori spiegazioni. Devo confessare che ne rimasi piuttosto contrariato e così pure la Rosa, allorchè, al mio ritorno, le riferii la strana risposta.

« Si decise, ciò nondimeno, di cominciare subito i lavori di scavo, ma prima ancora di darvi inizio ebbi il presentimento che sul fondo del pozzo vi potessero essere esalazioni di gas metano, pericolosissimo per gli operai. Per precauzione si calò una candela accesa che, bruciando in pochi minuti, ci avvertì della effettiva presenza di metano sul fondo stesso.

« Soltanto allora capii il significato di quell'avvertimento che il Padre mi aveva dato alcuni giorni prima. »

A 17 metri di profondità, si trovò un'acqua eccellente. E' dunque evidente che l'intervento di Padre Pio è stato decisivo nello scavo del pozzo di San Damiano. E il Suo cómpito, nonostante quello che si è detto e scritto, non si è limitato a ciò. Rosa Quattrini è stata ripetutamente in relazione con Lui.

Certo, la « Kirchenzeitung » del luglio 1968 pubblica (p. 461) sotto il titolo : « Il Padre Pio è dietro le « Apparizioni » di San Damiano ? » una laconica risposta del R. P. Guardiano del Convento di San Giovanni Rotondo, in data 2 luglio 1968. Eccola tradotta : «Tutto ciò che concerne il Padre Pio per San Damiano è falso. La signora non ha mai parlato con Padre Pio e Padre Pio non ha mai consigliato cose simili. »

Risposta chiara e netta, senza dubbio, ma... non rispondente a verità.

Eccone le prove

1. Il 10 agosto 1968, Rosa Quattrini stessa mi ha dichiarato di essersi recata dodici volte da Padre Pio.

2. Inoltre, una persona assolutamente degna di fede, R. V. mi ha affermato di averla veduta due volte a confessarsi da Padre Pio. Ciò era facile (anche senza « micro »), poichè il Padre ascoltava le confessioni delle donne nella Cappella del Convento. Il Suo Confessionale, senza tenda, permetteva di vedere il Confessore e la penitente.

Ma, evidentemente, quelli che andavano a confessarsi da Padre Pio, e anche quelli che Lo chiamavano in parlatorio, non passavano dal Padre Guardiano ! Il quale, per conseguenza, non poteva sapere se Rosa Quattrini, o altra persona sconosciuta come era lei allora, fosse andata, o no, da Pâdre Pio.

3. In quante occasioni Padre Pio ha incoraggiato persone affinchè si recassero a San Damiano !

Nella primavera del 1968, vi ho incontrato un venerabile rettore. Brétone, l'abate J.M. H. Ecco quanto egli stesso mi ha raccontato : guarito da un' assai grave malattia di cuore da Padre Pio, il 13 giugno 1964, era poi divenuto figlio spirituale e diretto dal Padre, che veniva a visitare due volte all'anno. Nella primavera 1968, egli si recò a San Giovanni Rotondo accompagnato da un gruppo di pellegrini desiderosi di recarsi, nella stessa occasione, a San Damiano, di cui avevano sentito parlare. Non volendo farlo e tanto meno con un gruppo di fedeli senza l'approvazione del suo venerato direttore, il R. Abate gli chiese in confessione, per evitare di metterlo in imbarazzo: « Padre, è meglio non andare a San Damiano ? » « E' meglio andare, Padre ? », insistette ancora, per maggior sicurezza, il prudente Brétone : « Sì » confermò Padre Pio.

4. E' noto che occorreva iscriversi in precedenza, per portersi confessare da Padre Pio, e aspettare quattro o cinque giorni il proprio turno specialmente le donne, perché più numerose ed è anche altrettanto noto che alcune persone, chiamate direttamente dal Padre, passavano al Suo confessionale senza attesa e anche senza precedente iscrizione. Ne ho la testimonianza da una persona che l'accompagnava a San Giovanni Rotondo : Mamma Rosa è passata due volte in confessione senza prenotarsi. E ciò spiega perchè il suo nome non figura almeno secondo quanto là si dice negli elenchi dei penitenti.

5. Il primo direttore spirituale di Mamma Rosa, che conosco e che fu un intimo di Padre Pio e del Padre Agostino, suo confessore, mi scrive « Rosa fu più volte de Padre Pio e il suo Parroco l'accompagnò. Io conservo degli scritti che Rosa mi ha indirizzati da San Giovanni Rotondo. » (Don V. P. ; lettera del 2 febbraio 1969.)

6. Nel 1965, Rosa è stata fotografata a San Giovanni Rotondo, con amici che mi spediscono, con quella fotografia, una lettera dalla quale ricavo quanto segue : « Rosa è venuta qui, a San Giovanni, col suo Parroco, per confessarsi da Padre Pio, suo direttore spirituale. Quando Rosa è venuta qui, col suo Parroco, è venuta a visitami. » (E. F. 10 gennaio 1970.)

7. Da parte sua, in una lettera datata 24 agosto 1965, Rosa scrive : « ... sono andata da Padre Pio, poi sono andata a desinare dalla Canadese ». Questa Canadese è appunto la persona che da San Giovanni mi ha scritto che Rosa si era recata da lei. Quale concordanza

8. La Signorina B., da San Giovanni, mi scrive di essersi recata a San Damiano alla fine di ottobre 1964. Aggiunge : « L'ho invitata a essere mia ospite quando ritornerà a San Giovanni. » Dunque, Rosa vi era già stata !... « Quando ritornò, dopo essersi confessata da Padre Pio, la interrogai, come faccio abitualmente con i veggenti che avevo l'onore di accogliere, per sapere, secondo l'accoglienza ricevuta dal Padre, la sua approvazione o la sua disapprovazione. Il Padre le aveva chiesto : « Insomma, è vero o no che vedi la Madonna? E. Rosa « Che cosa ne so io, Padre ?... Lo sapete voi. » Secondo ciò che ricordo, ella venne tre altre volte, ma non venne de me che per il pasto del mezzogiorno.» (Lettera del 27 ottobre 1969.) Se Rosa fosse stata in errore, affermando il vedere la Madonna, possiamo stare certi che Padre Pio, franco e illuminato com'era, l'avrebbe ben presto spedita ! Invece, l'ha ricevuta dodici volte. Del resto, l'umile risposta di Mamma Rosa patrocinava in favore della veracità delle sue affermazioni.

9. Una persona che, durante la vita di Padre Pio, si è recata venti volte a San Giovanni, mi scrive « Ques'anno... in viaggio con altre persone, abbiamo parlato di San Damiano e abbiamo incaricato un uomo, che parla molto bene l'italiano, di chiedere a Padre Pio se poteva andare a San Damiano con sua moglie. » Ciò ch'egli ha fatto, dopo la sua confessione. Risposta del Padre : « Sì, puoi andarvi con tua moglie. » (Giugno 1968.)

10. Il pubblicista canadese Paolo Marchank, che ha trascorso tre anni presso Padre Pio, del quale era figlio spirituale, mi ha scritto : « In più occasioni ho ricevuto personalmente da Padre Pio il permesso di recarmi a San Damiano ; così pure i miei amici. Anche altri mi hanno detto di aver ricevuto la sua approvazione. P. Pio sapeva esattamente a chi dare il suo « O. K. ed a chi una risposta evasiva ». (Lettera del 4 gennaio 1969.)

11. Una vedetta della T. V. italiana mi scrive: « Ho avuto a San Damiano, durante le apparizioni, un messaggio della Mamma Celeste... Ne ho riferito a Padre Pio in confessione. Mentre gli parlavo, il Padre, che era appoggiato, perchè soffriva, si raddrizza e si siede come se si trovasse su un trono. Dal Suo petto esala un profumo di rose, di viole e di gigli con una intensita da farvi cadere in delirio ; quando, verso la fine del mio racconto... il Padre, con una voce sonora, molto forte, mi disse : « E questo è precisamente quello che ti dico io ! »... Partii per San Damiano e incontrai Mamma Rosa che, sorridendo, mi disse: « Padre Pio è già stato qui, prima di voi. » (C. C., lettera del 18 novembre 1969.)

Non mi si faccia dire quello che non posso e non voglio dire ! Non dico che Padre Pio abbia ordinato di andare a San Damiano. Ricavo la giusta indicazione da una lettera di Paolo Marchak : « Io non ho ricevuto da Padre Pio, ne' in confessione, ne' fuori, l'ordine di andare a San Damiano. Ho trascorso quattro settimane di preghiera e di penitenza a San Damiano nel novembre e dicembre 1967 ed ho ricevuto, per questo, la precedente approvazione di Padre Pio ; ma, da parte sua, non fu un ordine, ne' una sollecitazione. » (Lettera del 28 novembre 1968.)

Ma perchè, dunque, Padre Pio era così riservato ? Per comprenderlo, occorre sapere il trattamento da Lui ricevuto : condannato cinque volte, fra il 31 maggio 1923 e il 22 maggio 1931, dall'ex Santo Uffizio indotto in errore ; spiato persino in confessionale, dove si erano installati dei «micros », come nella sua camera e in parlatorio, egli non poteva ricevere che in confessione, durante i dieci ultimi anni della Sua vita. Era obbligato a una prudenza estrema. Una persona che lo ha conosciuto dal 1941 mi scrive : «L'esperienza mi ha insegnato di Padre Pio. Se il penitente lo interrogava cercando sinceramente la verità, poteva essere sicuro della sua risposta ; se invece si presentava al confessore con una idea preconcetta, egli non lo contrariava... Donde molte interpretazioni erronee delle rispose di Padre Pio. » (Lettera di B. E. del 7 novembre 1969.)

Non volendo prevenire il giudizio della Chiesa, Egli si trovava in una situazione delicata. Motivo per il quale dava risposte evasive o ambigue a quelli che dubitavano o erano increduli. I quali, non comprendendole bene, se ne servivano per fare propaganda contro quei fatti.

Io non saprei concludere questo capitolo meglio che citando le parole di Paolo Marchak, il corpo del quale, intatto, è stato trovato, circa tre mesi dopo la sua morte, nella « roulotte » che egli abitava presso il Recinto di San Damiano : « Sarebbe concepibile che un Sacerdote come P. Pio, con i suoi doni, la sua santità, la sua statura morale, abbia approvato quei fatti, se essi fossero stati falsi ? » (Lettera del 4 gennaio 1969.)

 

I castighi

Più di un messaggio ci minaccia di castighi. Quello dell'8 marzo 1968, per esempio, ci dice che l'Eterno Padre vuol fare gistizia perchè non si è prestata attenzione agli avvisi della Mamma Celeste. Non si vuole riconoscere, ne' amare Lei, che è la Corredentrice di tutti. In altri messaggi, Lei deplora che vi siano nel mondo troppi sacrilegi, troppi peccati, troppe offese ! Ricordiamo le parole di Maria, che descrivono la decadenza dell'umanità Dio è offeso, Lo si calpesta e se il Cristo, che è stato crocifisso, ritornasse oggi tra noi, sarebbe trattato peggio di allora. »

Già ripetutamente la Giustizia Divina si è manifestata ! Ricordiamo il diluvio, la distruzione delle cinque città della Pentapoli, la cattività di Babilonia, la distruzione di Gerusalemme, la cui rovina era stata predetta dal Signore.

L'Eterno Padre manderà i castighi, che Mamma Rosa chiama sovente il flagello, il grande castigo, o anche la grande confusione. Il Cielo e la Terra si scateneranno, SE NON SI PREGA. Vi saranno sventure, terremoti, inondazioni ; lampi e tuoni provocheranno grandi stragi. Si svilupperanno epidemie, pesti, carestie. Molte città scompariranno, saranno inghiottite o sommerse. Vi saranno guerre e il sangue scorrerà a fiotti.

Lo abbiamo compreso : i castighi saranno inflitti, in parte, direttamente dal Cielo e, in parte, dalla malizia degli uomini. A questo riguardo, ascoltiamo quanto ci dice un messaggio : « Le lotte diverranno ancora più terribili e il Nemico si scatenarà in tutte le parti del mondo, con l'aiuto di molte anime che si trovano nello stato di peccato. » Questi castighi si possono evitare ? In alcuni messaggi, specie del 1969, essi sembrano condizionati : « SE ». Dall'insieme delle Parole della Mamma Celeste si oserebbe sperare che tante preghiere, Rosari, penitenze, sacrifici, opere di misericordia, con l'amore di molti figli prodighi che si sono convertiti ritornando a Gesù per Maria, siano motivo per mitigare i castighi, secondo le Parole della SS.ma Vergine che ha detto, il 15 settembre 1968: « Quando verranno quei   giorni          di tristezza, prendete in mano il crocifisso, stringetelo al vostro cuore e là sarò al vostro fianco e Vi proteggerò...»

 

Favori spirituali, guarigioni, apparizioni

Quelli che pubblicano le liste dei favori attribuiti alla intercessione di una persona morta in odore di santità, evidentemente, non intendono prevenire il giudizio della Chiesa, che sola può dichiararla santa, e nemmeno gridare al miracolo.

La notizia di tali favori, tuttavia, provoca e alimenta una fiducia che Dio si compiace di esaudire, se tale è la Sua Volontà, concedendo anche miracoli riconosciuti della Chiesa, che in tal caso eleva all'onore degli altari un santo o una santa di più. Similmente, noi non abbiamo la pretesa di proclamare « miracolosi » i favori dovuti, secondo quanti ne sono stati oggetto, alla intercessione della « Madonna delle Rose », o dichiarare autentiche le Apparizioni delle quali più di un pellegrino afferma di essere stato favorito. La nostra relazione è fondata, sia sulle testimonianze orali che abbiamo raccolto, sia sulle testimonianze scritte, in nostro possesso. Esse ci sono state offerte dai fortunati beneficiari di tali favori, dei quali non facciamo il nome per una comprensibile discrezione. Molte persone ci hanno dichiarato di avere ricevuto a San Damiano la grazia di amare la preghiera; alcuni, che non riuscivano a dire la loro corona, recitano adesso, ogni giorno, il Rosario intero. Degli atei si sono convertiti a San Damiano ; persone lontane da Dio vi hanno ritrovato la via della Chiesa e dei Sacramenti ; altri vi sono stati liberati da dolorose prove morali. Quanti pellegrini, dopo avere respirato l'atmosfera di fervore che regna attorno al modesto Recinto delle Apparizioni, quando lo lasciano, non hanno più che un desiderio : ritornarvi e ritornarvi ancora!

La Vergine Santissima lo ha detto e ripetuto : non vien per guarire i corpi, ma per elargire, grazie abbondanti. Tuttavia, piena di misericordia, si lascia muovere a pietà, appunto come il Figlio Suo Gesù, di fronte a tante sofferenze, a miserie di ogni genere che si presentano a' Suoi piedi. Ecco alcune di tali guarigioni, spirituali e fisiche.

Un sessagenario cubano, rifugiato nella Florida, massone e anticlericale, risposato civilmente, soffriva di un cancro incurabile. Non dormiva più. Un'amica di sua figlia gli portò acqua del pozzo di San Damiano ed egli la bevve, dopo avere ripetuto, parola per parola, l'Ave che l'amica buona gli diceva. In quella notte, egli dormi come un bambino. L'amica di sua figlia, a sua richiesta, ritornò a vederlo il giorno dopo e gli parlò della SS.ma Vergine, della Sua bontà ; gli citò miracoli dovuti allo Scapolare : « Non potrei avere uno di questi Scapolari ? » chiese l'infermo. « Certo, ma occorre che un Sacerdote ve la imponga » gli rispose l'amica, timorosa, perchè conosceva i sentimenti di quel l'uomo. Con sua sorpresa, egli le chiese « Ma un Sacerdote non potrebbe venire qui ? » Certamente. Quando ? « Domani. »

Tutto ciò accadeva alla vigilia dell festa dello Scapolare.

L'amica avvertì il Parroco, che non credeva a San Damiano, ne' allo Scapolare. Tuttavia egli venne e impose lo Scapolare all'infermo, dopo averlo confessato e comunicato per la prima volta nella sua vita. Questi regolò il suo matrimonio e mori sei mesi dopo, perfettamente rassegnato alla Volontà di Dio, accettando la morte in espiazione de' suoi peccati.

Questo poveretto non aveva ricevuto nessuna educazione religiosa; non sapeva nemmeno l'« AVE ».

 

Io ho accompagnato a San Damiano la persona che portò l'acqua al massone ottenendo questa prima conversione. Essa potè vedere Mamma Rosa (prima della interdizione del Vescovo) e raccomandarle suo marito, che non praticava da anni e si inquietava quando la moglie andava in Chiesa; pregò con fervore, implorando la conversione del marito. Quando rientrò, quale sorpresa! Il marito, venuto a incontrarla all'aeroporto, le disse : « Sono andato a Messa e mi sono comunicato domenica. » Apprendo tutto questo direttamente dalla persona in causa, la Signora M. C., residente in Florida.

 

 

Il 16 ottobre 1968, quarto anniversario della prima Apparizione, una signora di Padova arrivò a San Damiano in autobus: era gravemente ammalata alla spina dorsale e non si era spostata dal suo posto ; qualcuno era rimasto con lei. Tuttavia, poichè Rosa insistette affinchè anche lei si recasse sotto il pero, vi si trascinò coraggiosamente. Appunto sotto il pero, l'inferma senti una forte scossa alla spina dorsale e si accorse poi di essere completamente guarita.

 

Nell'ottobre 1968, un Sacerdote ha dichiarato di essere perfettamente guarito a San Damiano, senza averlo chiesto. Vecchio missionario, egli era gravemente colpito dalla febbre di palude e soffriva molto di dolori alla testa. Il suo male era stato localizzato mediante un encefalogramma. Nell'oratorio di Mamma Rosa, egli si senti toccato esattamente alla parte del cervello che gli doleva ; ebbe la sensazione che gli fosse strappata una spina e si senti completamente guarito.

 

Il 30 marzo 1969, una signora, sofferente di un cancro al seno, aveva subìto, senza miglioramento alcuno, venticinque sedute di cobaltoterapia. Aveva interrotto questo trattamento per recarsi a San Damiano, dove aveva trascorso quindici giorni in preghiera e raccoglimento. Aveva anche mangiato petali delle rose che ogni giorno si depongono presso il pero. Un mattino, la signora ebbe la grande sorpresa di constatare che il suo tumore era completamente scomparso. La guarigione è stata confermata dal medico curante e, dopo diversi mesi, la ex inferma non ha più avvertito alcun malessere.

 

Agostino G., di B. Z., il 1° dicembre 1969, attesta « Ricoverato all'ospedale il 9 settembre 1968, in condizioni gravissime per un infortunio sul lavoro, in conseguenza del quale la gamba sinistra venne fratturata e la destra ferita in più luoghi, dovetti subire, dopo due ingessature, l'operazione della « greffe » perché le ossa non si erano saldate. Dopo cinque ingessature, la gamba non si saldava...

Decisi allora, il 1° maggio 1969, di recarmi da Mamma Rosa, che mi disse di lavare la mia ingessatura con l'acqua del pozzo. Poco tempo dopo, incominiciai a camminare senza ingessatura e senza canna.»

 

La Signora S. P., di Roma, dichiara di essere stata guarita per intercessione della Madonna. Era stata vittima di una forte emorragia in conseguenza della rottura di una vena nel cranio. Era rimasta due mesi in clinica ed era stata più volte in pericolo di morte : «Ma la Fede in Dio e le molte preghiere alla Mamma Celeste hanno operato il miracolo con meraviglia dei professori curanti. »

 

Il 28 settembre 1968, parecchi testimoni hanno veduto che i rami del pero, al momento dell'Apparizione, piegavano come sotto un peso. Al canto di «Chez nous, soyez Reine », i rami si sono risollevati. Poi, senza che vi fosse alito di vento, sotto un magnifico sole, il ramo principale mediano del pero, divenuto improvvisamente flessibile come una stoffa, si è messo a fluttuare come un « foulard », mentre i due altri rami principali rimanevano immobili. In quel momento, un Sacerdote presente ha gridato : « Guardate il pero » ! Il fenomeno è durato circa venti secondi.

 

Molte persone affermano di aver veduto, a San Damiano, Nostro Signore o la SS.ma Vergine. Non possiamo citare qui tutte le testimonianze; ma ecco, almeno, quella di un Sacerdote francese: « Mi sono recato a San Damiano il 22 agosto 1968, solo, perchè avevo sentito parlare dei fatti che vi accadevano, ma nella disposizione interiore di San Tommaso, la sera di Pasqua. Come, Sacerdote, attesto quanto segue ed ho veduto:

Primo fatto : Verso le ore 13, alzo gli occhi al sole e ne rimango fortemente abbagliato. Dopo aver lasciato che gli occhi ritornassero alla visone normale, alzo il capo e guardo di nuovo. Questa volta, con mia sorpresa, posso guardare il sole. Esso ruota, molto lentamente, verso destra per qualche tempo ; poi, verso sinistra, in un cielo azzurro. Dopo qualche tempo, abbasso gli occhi per controllare se la mia vista è normale. Vedo tutto come prima, senza risentire alcun sintomo di abbagliamento e non avverto più nulla del fenomeno, mentre i miei occhi sono abbassati. Li alzo una seconda volta e guardo il sole : esso ruota come la prima volta, ma più velocemente. Dopo un momento, abbasso nuovamente gli occhi par controllare se vedessi tutto normalmente e accertare se mai fossi vittima di una allucinazione oculare o mentale. Distinguo le persone che mi circondano, gli oggetti, i fiori : tutto è normale !...

Alzo gli occhi una terza volta... Come nelle due precedenti, il sole ruota, ma molto velocemente, lanciando fiamme. Il sole stesso ha il colore delle fiamme. Dopo un momento, abbasso gli occhi e faccio, a voce abbastanza alta, questa riflessione: « Sono o non sono cosciente ? Come prima, tutto è normale, attorno a me.

Ero rimasto freddo e deciso a vedere ciò che era vero e falso. Di nuovo, alzo gli occhi : questa volta, lo spazio azzurro è mutato. Non ho parole per descriverlo : è come d'argento, trasparente, vaporoso... ma nessuna parola può descriverlo. Il sole ruota sempre verso destra, poi verso sinistra, poi verso destra... ma questa volta molto lentamente e lancia colori meravigliosi, che non è possibile esprimere. Al termine di un tempo assai lungo, il fenomeno cessa e il sole ritorna insostenibile per gli occhi.

Secondo fatto : Io ero sempre in piedi, verificando ogni cosa attorno a me... In un istante, tutto scomparve agli occhi miei... Non vidi più nulla: ne' le molte persone, ne' gli alberi, ne' i fiori... Nulla, ma al di sopra di me e molto vicina dinanzi a me, una giovane Signora, molto alta, radiòsa, tutta di luce, vivente, reale come una persona di fronte a me, con un grande manto di un colore indefinibile, ondeggiante come alla brezza. La sua testa, il suo volto, i suoi occhi, tutto in Lei è animato, si muove. Mi guarda e sorride. Nulla di statuario, ma vivente, di una bellezza indescrivibile.

Una maestà da Regina, ma al tempo stesso così dolce, così tenera, così buona, così sorridente... La bontà che si sprigiona da Lei è più grande di quella di una madre... Nessuna persona umana, nessuna imagine, nessuna statua della Santissima Vergine, nemmeno la più bella, nulla di quanto ho veduto sin qui può sostenere il confronto. La visione si protrae per un tempo che non posso precisare: non avevo più alcuna nozione della durata.

In questo momento ricordo di aver avuto come un movimento. Forse perchè ero tanto attento contro ogni illusione ? Non so. Per una frazione di secondo, la vista di quella Signora è scomparsa e allora ha riveduto tutto ciò che mi circondava. Poi, tutto è scomparso di nuovo e allora ho riveduto sempre la Signora così bella, così dolce, così buona.

Al di sopra della Signora, e conservando sempre la visione di Lei, in un alone di luce, appariva una imagine vivente. Mi sento intimamente certo (ma non so dire come) che si tratta del Signore Gesù. Egli rassomiglia alle migliori imagini che lo rappresentano, ma queste, per quanto belle, sono brutte al confronto di quello che io vedevo. Egli è vivo ; muove il capo, gli occhi, le labbra; mi guarda e mi sorride. Nulla è rigido come nelle nostre statue ; tutto è animato in Lui e, in un momento, sempre sorridendo, tende la mano verso di me...

Vedevo solo il busto, dalla cintura ; la parte inferiore del corpo è nella luce, luce così dolce... L'abito è bianco. Un manto rosso copre le spalle e ricade. In me è la più grande calma, la pace, la gioia. La visione della Signora così bella, così buona, così buona... persiste per qualche tempo contemporaneamente a quella del Signor Gesù. Quanto ? Io non avevo più la nozione del tempo ! Poi, dopo qualche tempo, tutto dilegua e scompare lasciando calma, pace... gioia profonda ma calma... che risento ancore.

Firmato : L. B., prete francese.

Si dirà che si tratta di un'allucinazione ? Sì, se si vuole assolutamente negare l'evidenza. Si è preteso

lo hanno detto a me stessa che i fenomeni solari che si osservano a San Damiano sono dovuti alla umidità della pianura padana.

Ma, allora, perchè non vi si sono mai verificati prima delle Apparizioni di San Damiano ? Non vi sarebbe mai stata persona, dopo secoli, dopo millenni, per segnalare un fenomeno tanto sorprendente ? Ma quando si chiudono gli occhi per negare il sole...

 

E adesso ?

Sono trascorsi anni da quell'ottobre 1964 nel quale, per la prima volta, Mamma Rosa vide, sul pero del suo frutteto, la Madonna delle Rose. Se colei che affermava di aver veduto la Madonna fosse stata vittima della propria imaginazione, dopo una fama fittizia, San Damiano sarebbe ricaduto ben presto nella calma di un piccolo villagio senza storia.

Non solo la mancanza di mezzi di comunicazione con la città di Piacenza, distante circa venti chilometri, non favoriva l'afflusso di persone a quel villaggio, ma la persona stessa di Mamma Rosa, ignorante, priva di attrattive esteriori, incolta, senza pretese, non era fatta per servire da richiamo. Una simulatrice, Mamma Rosa ? Con la sua ignoranza dell'italiano letterario, la sua mancanza d'istruzione, sarebbe stata incapace di continuare a lungo la simulazione ; si sarebbe assai presto avvertito che le sue parole erano inventate, magari attinte da qualche libro di pietà.

Una isterica, allora ? Basta vedere Mamma Rosa per essere certi di avere a che fare con una persona assolutamente normale, senza pretese, la conversazione della quale non ha nulla di affettato ; una persona che non ci tiene affatto ad apparire, a essere lusingata o semplicemente notata.

Si pensi, d'altra parte, a tanti messaggi da lei trasmessi in pubblico, per anni, senza correzioni, eccettuata qualche parola difficile che lei storpia, perchè non la comprende. Come questa donna ignorante avrebbe potuto, un giorno dopo l'altro, un anno dopo l'altro, compiere una missione alla quale non è stata preparata e della quale sono incacapaci tanti oratori sacri, pure naturalmente dotati, lungamente istruiti e formati, abituati inoltre a parlare in pubblico ? Ecco ormai dieci anni che questo « fenomeno » continua. Malgrado tutto.

Poichè tutto congiurava contro San Damiano : opposizione del Vescovo, misure contro il Parroco del villagio, intervento di Vescovi italiani e stranieri, difficoltà di accesso, mancanza di attrazzature locali. Veramente, se si vuol fare del turismo, anche devoto, non si deve andare a San Damiano! Non si può dire che tutte le vie vi conducano ! Se non sapete che, da Piacenza, occorre prendere la direzione di Val d'Arda, siete perduti. E, se lo sapete, correte il grave rischio di non badare alla virata a destra, quando siete giunti a San Giorgio la segnalazione è, possiamo dire, inesistente.

Le strade? Le hanno migliorate da qualche anno ; ma io ho vissuto il tempo nel quale non si poteva incrociare o sorpassare un'auto che in alcuni luoghi, nella polvere e con grande pericolo di essere ribaltati nel fossato. Quando due corriere si incrociavano, era un poema: si applaudiva l'autista, cessato l'allarme.

Adesso va meglio, lo ripeto.

Ma, giunti a San Damiano, ci si accorge che, a rigore, non c'è nulla da vedere : un pero rattratto e ramificante oh, tanto poco ! per traverso ; un susino più vigoroso che lo abbraccia. Mamma Rosa? La si vede solo raramente. Essa va ai mattino presto a dire il suo Rosario sotto il pero, quando non c'è persona o quasi. Non parla con alcuno. Le si è proibito di ricevere i pellegrini e lei obbedisce. Buon esempio !

Miracoli ? Molte guarigioni, ma non ancora una documentazione completa, che permetta un riconoscimento da parte della Chiesa. Invece, molte conversioni, ritorni. Tavolta fenomeni solari davvero non banali. Gli avversari pretendono ch'essi siano dovuti allg naturale umidità del sottosuolo.

Strano, tuttavia, che siano occorsi duemila anni per accorgersene ! Poichè, prima del 16 ottobre 1964, mai nessuno li aveva notati. Nemmeno i Romani, fondatori della città !

Si crede che l'afflusso dei pellegrini diminuisca, dopo dieci anni ? Che quanti hanno veduto una volta il pero, che hanno dormito a dieci e più in una camera di fortuna (a meno di aver passato la notte in preghiera, ciò che è frequente), siano decisi a non ricominciare ? Niente affatto ! Le statistiche della polizia dimostrano che tale opinione è falsa. Nelle grandi feste Mariali sono affluite, da quasi tutti i paesi d'Europa, oltre cento autocorriere e centinaia di automobili formando, sulla strada, una processione interminabile ; le adiacenze della casa sono trasformate in parcheggi e in vasti campeggi.

Come attrattiva, i quindici Misteri del Rosario mattutino, alle 5, seguito da altre preghiere (totale di un'ora e un quarto) ; alle ore 10, 20, canto del « Veni Creator », litanie dei Santi, Via Crucis per la santificazione del Clero, secondo Rosario completo seguito dalle Litanie della Madonna e da altre preghiere secondo varie intenzioni ; il tutto intercalato da cantici tradizionali e dalla insistente preghiera per il Santo Padre, tanto amato da Mamma Rosa e dai pellegrini. Si giunge così a mezzogiorno e mezzo circa. Alla sera, tra le ore 16 e le 17, secondo le stagioni, terzo Rosario intero e preghiere ; durata : un'ora e un quarto circa, come « minimum ». Seguono canti in italiano, in latino, in francese, in tedesco, in olandese, etc., secondo la nazionalità dei pellegrini presenti. Tuttavia, quelli che vanno a San Damiano, talvolta per semplice curiosità o per accompagnarvi amici, ne ripartono col desiderio di ritornarvi ; e vi ritornano.

Non è raro incontrare là persone che vi si sono recate per la ventesima, la trentesima, la quarantesima volta. Alcuni vi hanno ritrovato la Fede, molti vi hanno attinto un rinnovato fervore. Moltissimi, tra quelli con i quali mi sono intrattenuto, confessano di avervi appreso ad amare la preghiera. Dopo il viaggio a San Damiano, essi recitano il Rosario, sovente in famiglia, e questo da anni.

La preghiera, il Rosario ; ecco la calamita misteriosa che attira le anime a San Damiano. Ci si rende conto che, in quell'angolo dell'umida pianura padana, non vi è qualche cosa, ma « QUALCUNO » : la Madre di Dio. Lei invita i Suoi figli a recarsi da Lei, li consola, guarisce le loro anime, qualche volta anche i loro corpi. Non lo si potrebbe negare senza chiudere gli occhi, ciò che, in questo mondo, è sempre possibile. Lei conforta i Suoi figli e li riconduce all'amore del Rosario, del Sacrificio, dei Sacramenti, specialmente al Sacramento della Penitenza e all'Eucarestia ; sopra tutto al l'amore per il Figlio Suo, per la Chiesa, per il Papa, per la Sacra Gerarchia, per cui là si prega più volte al giorno.

Tutto ciò non è più che mai necessario ai nostri giorni, mentre tanti maestri d'errore si applicano impunemente a desacralizzare, a sopprimere il Rosario, a mortificare il culto dovuto alla Madre di Dio? Oh, sì! E' più che opportuno che San Damiano continui la sua missione. Finché avremo bisogno di Dio e della Madre Sua, avreno bisogno di oasi di preghiera dove le anime possano recarsi per il recupero di forze, per ritemprare le loro energie spirituali. San Damiano è appunto uno di questi luoghi privilegiati. Ve ne sono altri, già approvati dalla Chiesa, ma tutti hanno incominciato nella contraddizione ; tutti sono stati combattuti.

Non si potrà certo mai dire che « i Parroci e i Vescovi li hanno lanciati! »

 

Conclusione

Ancora una volta, sembra che la nostra Mamma del Cielo voglia accorrere in nostro aiuto ; ancora una volta, Lei ha scelto come « strumento » non una sapiente, ma una umile contadina perchè, le disse, « tu sei la donna più ignorante del mondo ». àncora una volta, la Mamma Celeste chiede che si vada a pregare, specialmente a recitare il Rosario, in un luogo determinato, scelto dal Cielo. Chiede anche una forma di gruppi di preghiera allo scopo di recitare il Rosario. E ciò si fa. Fàtelo, dunque, anche voi e aggiungetevi ai gruppi già esistenti.

Rosa Quattrini passerà, come sono passati Bernardetta, i fanciulli de la Salette, quelli di Fàtima... ma si continuerà ad andare a San Damiano, a invocare la Madonna delle Rose, a chiedere di ricevere le Sue Grazie sgranando il Rosario, l'arma più potente per commuovere il Cuore del Cristo Redentore, che tanto ama Sua Madre.

(Trad. dal francese di Renata Galli.)

 

Per recarvi a San Damiano

Per recarvi a San Damiano Piacentino, prendete il treno sino a Piacenza e scendete a Piacenza. Da questa città, San Damiano dista circa 20 chilometri che potete percorrere, sia prendendo un «taxi» in sosta davanti alla stazione, o usufruendo del servizio di auto che percorre quella linea e raccoglie i pellegrini che attendono il suo passaggio sostando al bar che funge da stazione e si trova sul lato sinistro della piazza, per chi esce dalla stazione ferroviaria.

(Tutti i diritti di riproduzione sono strettamente riservati.)