LOURDES

NIHIL OBSTAT PHILIPPE LAURENT s.j. Praep. Prov. Lutet 20 Janvier 1967

IMPRIMATUR PIERREMARIE THéAS Evêque de Tarbes et Lourdes Lourdes, le 11I Février 1967

LA "SEGRETA ", VIA DEI PETITS FOSSéS...

è qui, in questo ripostiglio, che tutto incominciò: un ripostiglio (4,40 m x 4 m) sordido, insalubre e scuro, un « bugigattolo » secondo l'espressione del Procuratore Imperiale Dutour. Lo chiamavano con nome lugubre la « Segreta » poichè la casa di Sajous era stata, durante un certo tempo, utilizzata come prigione. Tanto che le autorità penitenziorie avevano pensato che era fin troppo crudele allogiare la dentro degli esseri umani, soprattutto in un tale orrore di camera bassa : e i prigionieri erano stati trasferiti in locali meno malsani.

Ma quando si è rovinati, senza lavoro, ammalati, con una moglie e quattro figli sulle braccia, ci si accontenta di ciò che ci viene offerto. E poichè il cugino Sajous accettava (piuttosto che offrire) di ricoverare gratuitamente in questo tugurio tutta la famiglia, questo rifugio era un buon colpo di fortuna.

E così che François Soubirous, il vecchio mugniaio del mulino di Boly, sua moglie, Louise Casterot, le due bambine : Bernadetta e Toinette, e i due ragazzi : JeanMarie e Justin si sistemarono coi loro miserabili mobili nella Segreta, un giorno di Maggio 1856. Si vive molto poveramente nelle Segreta ma si vive. O piuttosto si riesce a sopravvivere. Questo, grazie a qualche impieguccio di François, il padre ; di qualche. «giornata» di Louise, la madre col raccogliere della legna morta per riscaldarsi, dei vecchi ossi per venderli in cambio di qualche soldo ; col far economia su tutto ; et talvolta col non mangiar niente... Tanto più che nel 1856 la carestia incrudelì a Lourdes e in tutti i dintorni del paese.

Eppure due piccoli lumi, in fondo ai cuori, trasfigurano questo tugurio : ci si vuol bene e si vuol bene al Signore. In Settembre 1857, Marie Laguës, che allattò Bernadetta, propone di prenderla con se a Bartrès per custodire le pecore ed i bambini. Guadagnerà qualche soldo ; vi sarà solidamente nutrita... almeno quando il suo stomaco accetterà di tenere gli alimenti troppo pesanti... Malgrado le sue maniere rudi, la vecchia balia sarà molto legata a Bernadetta... E talvolta, François percorrerà quei tre chilometri che separano Lourdes da Bartrès ; il padre e la figlia si ritroveranno. Niente di tutto ciò paca la nostalgia di Bernadetta.

Verso la fine di Gennaio, essa rientra alla Segreta, presso i suoi... E poi si vuol preparare seriamente per la sua Prima Communione per la quale è già in ritardo... Alcuni giorni passano...

Il giovedi 11 Febbraio 1858 verso le undici del mattino, Louise Soubirous si prepara a fare cuocere il magro pasto di famiglia. Ahimè ! non c'è più legna. Bisogna andare a raccogliere qualche fascina. Andai, racconta Bernadetta, in riva al Gave a raccogliere un pò di legna con due altre ragazzine. Queste due altre ragazzine sono Toinette, sua sorella ed un'amica Jeanne Abadie detta Baloume. Si sono provviste inoltre di un vecchio cesto chi sa ? troveranno forse colla legna qualche vecchio osso che venderanno per comperare del pane. Le tre ragazzine hanno preso a sinistra uscendo dalla Segreta ; ben presto girano a destra e seguono la strada di Baous (oggi via della Grotta) dalla parte del « PontVieux » : è un buon posto il misero spigolare di cui si occupano.

Qui, une vecchia, la Pigou, consiglia loro di spingersi al di là del « PontVieux » fino al grande prato del Signor de La Fitte che ha abbattuto degli alberi e addirittura fino a quella misteriosa Massabielle (vale a dire la Vecchia Roccia) ai cui piedi il canale dei mulini raggiunge il Gave... Le tre spigolatrici trovano che l'idea è buona. Seguono dapprima il cammino del Bosco (oggi via Bernadette Soubirous) poi deviano attraverso un sentierino verso il mulino di Savy. Quando.fummo al mulino, ho chiesto alle due altre ragazzine se volessero andare a vedere dove l'acqua del mulino andasse a giungersi al Gave. Mi risposero di si. Da li, seguimmo il canale. Dal mulino di Savy alla linguetta di ciottoli che spinge innanzi nell'acqua, come una punta di lancia, l'isola dello Chalet, non corre molto. Ecco ben presto le tre ragazzine alla confluenza del canale e del Gave. Non possono andare oltre.

Ecco che, appunto in una specie di grotta scavata dalle acque in Massabielle, dall'altro lato del canale, scorgono della legna morta e degli ossi... Bisogna « passare » l'acqua ghiacciata; Bernadetta che soffre di un'asma, esita, mentre Toinette et Baloume si decidono. Le mie due compagne si accinsero ad attraversare l'acqua che si trovava dinanzi alla grotta. Si misero a piangere. Chiesi loro perchè piangevano. Mi risposero che l'acqua era fredda. Mi trovai sola dall'altra parte. Le pregai di aiutarmi a gettare delle pietre in acqua per passare senza togliermi le scarpe. Mi dissero di fare come loro. Allora fui un pò più giù per vedere se potevo passare l'acqua senza togliere le scarpe. Non lo potei. Rivenni verso la grotta a

toglieroni le scarpe. Avevo tolto appena la prima calza quando udii del rumore come se si fosse trattato di un colpo di vento. Girai la testa dalla parte del prato. Ho visto gli alberi calmissimi. Allora continuai a togliermi le scarpe. Sentii lo stesso rumore. Alzai il capo guardando la grotta. Scorsi une Signora vestita di bianco. Aveva une veste bianca, une cintura celeste e una rosa gialla su ogni piede, del colore della catena del suo rosario. Credevo sbagliarmi. Mi strofinai gli occhi. Ma invano ; vedevo sempre la stessa signora. Allora mi misi la mano in tasca, presi il mio rosario. Volevo fare il segno della croce; non potei portare la mano alla fronte; la mia mano ricadde. Lo sbalordimento si impadronì più fortemente di me. La Signora prese il rosario che teneva tra le mani e fece il segno della croce; allora ho provato una seconda volta a farlo e potei. Appena ebbi fatto il segno della croce, il grande sbalordimento che provavo sparì. Mi inginocchiai. Recitai il mio rosario, avendo sempre questa Signora dinanzi agli occhi. Ella faceva scorrere i chicchi della sua corona, ma non muoveva le labbra. Dopo aver detto il rosario, mi fece segno di avvicinarmi, ma non ho osato, solo ho continuato a tenermi allo stesso posto. Allora disparve.

Mi misi a togliere l'altra calza per attraversare quel pocchino d'acqua che si trovava dinanzi alla grotta per andare a raggiungere le mie compagne. Ma Toinette e Baloume non hanno perduto il loro tempo da un quarto d'ora : una fascina di legna è legata e il vecchio cesto è pieno di ossi. Sono pronte per il ritorno ; si ritornerà attraverso i sentieri del monte degli Espélugues. I pendii sono più rudi ma quando si ha dodici o quattordici anni... Del resto, Bernadetta manifesta una alacrità che meraviglia le sue compagne.

Cammin facendo, ho chiesto alle mie compagne se non avevano visto niente. « No », risposero ; « e tu, tu, hai visto qualcosa ? Oh ! no ; se voi non avete visto niente, neanche io, ho visto niente. » Credevo essermi sbagliata. Non volevo raccontare loro, ma esse mi hanno tanto pregata che mi sono decisa a raccontare colla condizione che non ne avrebbero parlato a nessuno. Mi promisero di tenere il segreto. Allora, dissi loro che avevo visto une Signora vestita di bianco ma che non sapevo ciò che fosse. Poi mi dessero che non dovrei più venirci e neanche loro ; credendo che si trattasse di qualcuno che volesse fârci del male. Dissi loro di no. Appena arrivate a casa si affrettarono a dire che avevo visto una Signora vestita di bianco.

L'epilogo di questa avventura fu, almeno per Bernadetta e Toinette, una rude bastonata che Louise amministrò loro con il battipanni... Baloume a sua volta ricevette la sua parte di bastonate... Ma i vecchi ossi, ben venduti alla straccivendola riconciliarono tutti... Andiamo ! tutto finisce non troppo male !

La sera, alla preghiera che François e Louise fanno sempre in famiglia, Bernadetta scoppia in singhiozzi. Ma le sue lagrime sono lagrime di gioia ! Il Padre Nostro e l'Ave Maria che sono pressapoco tutto ciò che sa in fatto di preghiera le hanno forse troppo ricordato il rosario meraviglioso che ella ha recitato dinanzi alla Signora della Grotta ?

Il Venerdì, Bernadetta riprende il cammino della scuola delle Suore dove impara a leggere ed a scrivere ! Il Sabato sera, dopo la scuola, si presenta al confessionario dell'Abbate Pomian e gli confida quel che è successo a Massabielle il Giovedì... lo ha autorizza anche, dietro sua domanda, a parlarne al Signor Curato, il terribile e caritatevole Abbate Peyramale.

La seconda volta, era la Domenica seguente, vale a dire il 14 Febbraio. Mi sentivo spinta interiormente (volevo anche vedere si non mi fosse sbagliata). Mia madre mi aveva vietato di andarci Dopo messa grande, io e le due altre ragazzine (Toinette e senza dubbio Baloume) andammo ancora a chiederlo a mia madre. Non voleva ; mi diceva di temere che io non cadessi nell'acqua; e temeva che non fossi ritornata per assistere al vespro. Le promisi di si. Allora mi diede il permesso di partire con parecchie ragazzine. Mi recai alla parrochia a prendere una botiglietta di acqua benedetta per gettarla alla visione quando mi sarei trovata nella grotta, se l'avessi vista... Partimmo par la Grotta. Arrivate li, ognuna prese il proprio rosario e ci mettemmo in ginocchio per dirlo... Avevo appena detto la prima diecina quando scorsi la stessa Signora; allora cominciai a gettare l'acqua benedetta dicendole se veniva da parte di Dio di restare, altrimenti di andarsene. Ella si mise a sorridere, ad inchinarsi e quanto più la bagnavo, tanto più sorrideva e chinava la testa. Allora, presa da paura, mi affrettai ancora di più ad spruzzarla e lo feci fino a che la mia bottiglia non fosse esaurita. Allora continuai a dire il mio rosario; e dope che lo avemmo detto la Signora spari e noi ci ritirammo per andare al vespro... Sembra che la fine dell'estasi fosse più movimentata che non lo lasci credere il racconto di Bernadetta. Sgomentate dalla pallidezza e dall'immobilità di Bernadetta, le sue compagne hanno chiamato in soccorso la madre del mugniaio di Savy. La madre ha chiamato a sua volta il figlio e Antoine Nicolau ha trasportato Bernadetta sempre in estasi fino al suo mulino. è solo presso la soglia della casa che Bernadetta sarebbe rinvenuta.

Il Lunedi 15 Febbraio, lei andava a scuola come una semplicissima scolara. All'uscita delle undici, una donna, Sophie Pailhasson, le applicò uno schiaffo violento, e Suor Anastasia una delle maestre di scuola, la sgridò duramente.

Il Giovedi 18 Febbraio, ebbe luogo la terza apparizione. La seconda volta ella (la Signora) mi apparve senza dirmi niente; ha parlato solo la terza volta. La Signora Milhet e Antoinette Peyret sono venute a prendere Bernadette alla Segreta di buonissima ora... Le due signore hanno prevvisto la loro spedizione con molta minuzia.

Mi recai (alla Grotta) con alcune grandi personne che mi consigliavono di prendere della carta dell'inchiostro e di chiedere (alla Signora) se avesse qualche cosa da dirmi, di avere la bontà di metterla per iscritto. Cosi fece Bernadetta, appena dopo qualche Ave del suo rosario, la Signora le apparve. Questa si mise a sorridere e mi disse che quanto aveva da dirmi non era necessario scriverlo. (Ella mi chiese) se volevo avere la grazia di andare (alla Grotta) durante quindici giorni. Le risposi di si. Il colloquio fra la Signora e Bernadetta durerà poco meno di una mezz'ora.

è, sembra, quel giorno che la Signora dichiarò a Bernadetta « Non vi prometto di rendervi felice in questo mondo, ma nell'altro. »

Questa promessa di venire a Massabielle durante quindici giorni darà un giro e un tono nuovi alle visite di Bernadetta alla Grotta e alle apparizioni di Acqueró (una parola dialettale che significa « ciò » e con la quale Bernadetta designò la sua visione fino al momento in cui quest'ultima rivela il proprio nome il 25 Marzo). Malgrado le difficoltà, gli ostacoli, Bernadetta ritorna fedelmente alla Grotta durante quei quindici giorni; la visione apparve ogni giorno salvo un Lunedì o un Venerdì. Nei ricordi di Bernadetta questi quindici giorni formeranno come un blocco uniforme. Scriverà in parecchi dei suoi racconti : « Mi ripetete parecchie volte che dovevo dire ai preti che si doveva fare una cappella e di andare alla fontana per berci e lavarmi e che dovevo pregare per la converzione dei peccatori. Quando diceva ciò, il suo viso diventava triste. Mi ripetete parecchie volte queste stesse cose... Nello spazio di quindici giorni mi diede tre segreti che mi vietò di rivelare a chichessia. Per parecchie volte le ho chiesto chi era ; mi rispondeva solo con un sorriso. »

I racconti dei testimoni ci permettono di precisare con più ricchezza di particolari le circostanze di queste diverse apparizioni. Ecco quel che accade.

Le apparizioni del Venerdi 19 e Sabato 20 Febbraio si svolgono nella semplicità dell'estasi. Cominciano sempre colla recitazione del rosario. Gioa e tristezza si alternano sul viso di Bernadetta.

Tutto sarebbe stato così puro, così religioso, la Domenica 21 Febbraio se il Commissario Jacomet non avesse deciso quel giorno di ottenere da Bernadetta per intimidazione che non ritornasse più alla Grotta : « La prima Domenica della quindicina mentre uscivo di chiesa, un vigile mi prese per il cappucio e, mi ordinò di seguirlo. Lo seguì e, cammin facendo, mi diceva che mi avrebbero fatto vedere la prigione. Ascoltavo in silenzio e arrivammo così dal commissario di polizia. Mi fece passare in una camera dove si trovava solo. Mi diede una sedia e mi sedetti. Poi prese un pò di carta e mi disse di raccontargli quello che era accaduto alla Grotta. Lo feci. Dopo aver messo alcune linee come gliele avevo dettate, metteva altre cose che mi erano estranee. Poi, siccome mi aveva detto che mene avrebbe fâtto la lettura per

vedere se si era sbagliato, ascoltavo attentamente. Ma aveva appena letto qualche linee, che c'erano degli errori; allora, replicai vivamente : « Signore, non le ho detto questo. » Allora si metteva in collera assicurandomi di sì e io ripetevo sempre di no. Questi dibattiti durarono alcuni minuti; e quando vide che si era sbagliato e che io persistevo a dirgli che non gli avevo detto questo, andava un po' più avanti e ricominciava a leggere quello di cui non avevo mai parlato. Ed io a sostenere che non era così. Era sempre la stessa ripetitizione. Sono restata li durante un'ora o un'ora e mezzo. Ogni tanto udivo dei colpi di piedi sulle porte e alle finestre, e voci d'uomini che gridavano « Se non la lasciate uscire .sfondiamo la porta. » Quando il momento di ritirarmi fu venuto, il commissario mi accompagnò, apri la porta, e lì, vidi mio padre che mi aspettava con impazienza, insieme con una folla di altra gente che m'aveva seguita fin dalla chiesa. » Jacomet fa promettere a François Soubirous che egli proibirà a sua figlia di ritornare alla Grotta.

Tanto che, al mattino del Lunedi 22 Febbraio, Bernadetta si reca docilmente a scuola, senza andare a Massabielle. A mezzogiorno, insiste per che si tolga il divieto. Rifiuto. Sua madre, per precauzione, l'accompagna addirittura fino al portone della scuola. Li, Bernadetta si sente

interiormente spinta da « una forza irresistibile » a recarsi a Massabielle... Vi scende. Ma la Signora non appare. La sera, dietro proposta del sindaco AbadieLacadé, Jacomet ritorna sul suo divieto.

E il Martedi 23 Febbraio, molto prima dell'aurora, Bernadetta ritornava alla Grotta. Un centinaio di persone la circondano, quando, come di solito, s'inginnocchia, accende il suo cero, ed esce fuori il suo rosario... Ha appena recitato qualche Ave quando l'estasi comincia coi suoi caratteri già quasi familiari : sorrisi e saluti, segni di croce molto belli, gioie e tristezze alternate. Così durante un'ora. Sembra che sia proprio quel giorno che la Signora apprese a Bernadetta « parola per parola » questa « piccola preghiera... speciale alle (sue) miserie » che ella reciterà ormai « a tutte le apparizioni » e perfino tutti i giorni della sua vita.

Durante l'estasi del Mercoledi 24 Febbraio, che si svolge in presenza di duecento persone, un fatto nuovo si produce. In capo ad alcuni minuti, il viso di Bernadetta diventa triste, gli occhi le si riempiono di lagrime ; ed eccola che si inoltra, in ginocchio, sotto la cavità delle Grotta, che comunica colla nicchia esterna. La fanciulla conversa con la Signora che, adesso, le è vicinissima. Sorride. Cosi durante alcuni minuti, Bernadetta va e viene dall'esterno alla cavità interna ; passa dalle lagrime al sorriso e dal sorriso alle lagrime. Ogni tanto bacia la terra.

Quando la si interroga dopo l'estasi su questa sua attitudine insolita, Bernadette si meraviglia che le persone che la circondano non abbiano udito quel che la Signora le ha detto in dialetto di Lourdes. Rivela, senza farsi pregare, il messaggio confidatole « Penitenza... pregate per la conversione dei peccatori... » Ed è la Signora che l'ha pregata di « salire in ginocchio e di baciare la terra in penitenza per i peccatori ».

L'estasi del Giovedi 25 Febbraio accentua i gesti di penitenza. Come ieri Bernadetta cammina in ginocchio, bacia la terra. I più vicini la odono persino mormorare come in un soffio

« Penitenza... penitenza... penitenza... » Ma ecco qualcosa di più strano. Mi disse che dovevo andare a bere alla fontana e lavarmici.

Non vedendone, andai a bere al Gave. Mi disse che non era li; mi fece segno col dito indicandomi la fontana sotto la roccia. Vi andai; non vidi altro che un po' d'acqua sporca; vi portai la mano. Non potetti prenderne. Per tre volte, l'ho gettata. Alla quarta volta, potei berne. Tutto questo andirivieni, di cui gli ordini e il senso sfuggono ai presenti provoca in loro una delusione. « è pazza » dicono... Pochi minuti più tardi, l'estasi si termina. Bernadetta si ritira in tutta semplicità.

Oggi, il commissario Jacomet si è recato a Tarbes, ha cercato di ottenere dal prefetto Massy che interveniste. Esito negativo. Ma ritornato a Lourdes, ha avuto maggiore successo presso il

procuratore imperiale Dutour il quale ha convocato stasera, alle sei, nel proprio gabinetto, la figlia di François Soubirous.

« Mi ci recai con mia madre. Allora mi chiesero come la cosa era avvenuta alla Grotta. Raccontai tutto ed egli lo mise per iscritto. In seguito me ne fece lettura come aveva fatto il commissario di polizia. Aveva cioè messo certe cose che io non gli avevo detto. Allora dissi : « Scusi, io non le ho detto questo. » Egli mi sostenne che l'avevo detto e, per sola risposta, dissi di no. Infine, dopo aver lottato abbastanza, confessò che si era sbagliato e continuò la lettura e faceva sempre gli stessi errori, dicendomi che aveva i fogli del commissario e che non era la stessa cosa. Gli dissi di avergli raccontato la stessa cosa e che se il commissario si era sbagliato, peggio per lui ! Allora disse a sua moglie di andare a chiamare di nuovo il commissario e una guardia civile per farmi andare a passare la notte in prigione. La mia povera madre piangeva da un momento; mi guardava ogni tanto e quando udì che ci avrebbero messe in prigione le lagrime caddero con più abbondanza. Io la consolavo dicendole : « Siete troppo buona a piangere perchè andiamo in prigione, dal momento che non abbiamo fatto torto a nessuno. Allora l'uomo ci off'i delle sedie prima di partire, per aspettare la risposta. Mia madre ne prese una poichè tremava tutta, da due ore che eravamo là in piedi. Quanto a me, ringraziai il Signor Procuratore e mi sedetti per terra come fanno i sarti. C'erano degli uomini che guardavano da questa parte, e quando videro che non uscivamo mai, si misero a bussare alla porta coi piedi, sebbene vi fosse la guardia. Questi non ne era il padrone. Il Procuratore sporgeva ogni tanto il capo dalla finestra per dire loro di fare piano. Ma quelli gli rispondevano di farci uscire, perchè altrimenti non sarebbe finita lì. Allora l'uomo si decise a farci uscire dicendoci che il commissario non aveva il tempo e che la faccenda era rimandata all'indomani. »

Il Venerdi 26 Febbraio, Bernadetta si reca per tempo alla Grotta. Vi si mette in preghiera, vi compie i suoi gesti di penitenza. Ma la Signora non appare. Invece, il Sabatto 27 Febbraio e la Domenica 28 Febbraio, l'estasi ha luogo svolgendosi come di solito. Il 28 Febbraio dopo messa cantata, la guardia campestre Latapie ordina a Bernadetta di seguirlo dal Giudice di istruzione Ribes. Nuovo interrogatorio... Bernadetta risponde con sicurezza e fermezza.

L'estasi del Lunedi lo Marzo si svolge come le altre estasi. Quasi millecinquecento persone si trovano lì, tra cui un prete che per caso sosta nei dintorni di Lourdes : sarà il solo prete ad aver assistito ad un'apparizione. Secondo l'esempio del curato, l'abate Peyramale, il clero conserva le sue distanze rispetto agli avvenimenti di Massabielle.

Ma ecco che tali avvenimenti concerneranno bruscamente da se stessi « i preti » di Lourdes.

Il Martedi 2 Marzo, milleseicentocinquanta persone si sone raggruppate dinanzi alla grotta e circondano Bernadette durante la sua estasi. Di tale estasi Bernadetta esce collo spirito preoccupato. La Signora le ha confidato un messaggio che non le sembra così facile da trasmettere. « Andate a dire ai preti che vengano qui in processione... e di fare costruire lì une cappella. » Affiancata dalla Zia Basile e dalla Zia Bernarde, Bernadetta affronta il Signor Curato. Dopo una presa di contatto poco riconfortante, Bernadetta lascia scappare queste parole : « Signor Curato, Aqueró chiede che si vada alla Grotta in processione... » Il Signor Curato scoppia « come quando grida al sermone ». Le visitatrici si ritirano. Una volta in istrada, Bernadetta si rende conto che ha dimenticato di parlare della cappella da costruire. Bisogna ritornare alla curia. Le sue due zie si schivano. Per fortune, la sorella del « padrone » di François Soubirous, Dominiquette Cazenave, accetta di accompagnarla ed anche di prepararle la strada... Alle sette della sera, Bernadetta penetra di nuovo nelle curia. Questa volta, il Signor Curato non è solo ; i due vicari, l'abbate Pène et l'abbate Serres, sono lì, ai quali si è giunto l'abbate Pomian. « Signor Curato, Aqueró mi ha detto : « Andate a dire ai preti di far costruire qui una cappella. » « Non sai ancora come si chiama ? » « No, Signor Curato. » « Ebbene ! Bisogna chiederglielo. »

Il Mercoledi 3 Marzo, Bernadetta scende di buon mattino alla Grotta : la Signora non appare:.. La delusione è grande fra le tremila persone circa che si sono raggruppate intorno a lei. Ma all'uscita dalla scuola, a mezzogiorno, Bernadetta prova quel richiamo che ella conosce bene. Accompagnata da una delle sue zie e da suo cugino Sajous, scende verso Massabielle. Che gioia ! La Signora è li, sorridente, luminosa. Quando fui giunta alla Grotta, dopo aver recitato il rosario, le chiedevo il suo nome da parte del Signor Curato; ma Ella non faceva altro che sorridere. Di ritorno, mi recai dal Signor Curato per dirgli che avevo fatto la commissione; ma che Ella non aveva dato altra risposta che un sorriso ; allora mi disse che Ella mi prendeva in giro e che sarebbe meglio che io non ci andassi più; ma io non potevo fare a meno di andarvi. In effetti, il Signor Curato si mostrò più ironico e più esigente che Bernadetta non lo dica. « Ebbene, se la Signora vuole una cappella, disse, che dica il suo nome e faccia fiorire il rosaio delle Grotta. » Delle rose a Massabielle in questi primi giorni di Marzo ? Insomma, il Signor Curato di Lourdes non peccherà per eccesso di credulità !

Durante la notte, prefetto, procuratore, sindaco, commissario, « vigili urbani » e agenti di polizia montano un dispositivo eccezionale di vigilanza : era della prudenza. Perchè prima dell'alba del Giovedì 4 Marzo, l'ultimo giorno della quindicina, il quale giorno coincide per caso con il giorno di mercato, da otto a diecimila persone convergono verso Massabielle.

Alle sette, Bernadette non è ancora arrivata. è perchè verso le cinque e mezzo tre medici di Bordeaux si sono presentati alla Segreta per « esaminarla » ; è stato necessario prendere il tempo di pregare questi signori di ritornare questo pomeriggio alle tre. E alle sei e mezzo, aveva assistito a una messa celebrata per una vecchia cugina Soubirous, defunta ieri mattina. Ma infine eccola. Si inginocchia, accende il suo cero, esce fuori il suo rosario. « Al terzo Ave della seconda decina, l'estasi comincia... » Un'estasi di un'ora di cui il commissario Jacomet annota tutti i sorrisi, tutti i saluti, tutti i movimenti... Presto comincia alla Segreta un'interminabile andirivieni di gente che vuol vedere Bernadette, baciarla e farle toccare (vorrebbero persino che li benedisse !) piccoli oggetti di culto.

Quando, durante il pomeriggio, Bernadetta ritrova un po' di libertà, si reca alla cura per fare il suo piccolo rapporto all'abate Peyramale. Ha pure chiesto a Aqueró di dire il suo nome... L'ha pregata di far fiorire il rosaio... Aqueró ha sorriso ; ma continua a volere la sua cappella. « Dille che mi mandi del denaro » risponde il curato testardo quanto Bernadette.

Alla Segreta, la spossante sfilata ricomincia.

Del 4 al 25 Marzo, Bernadetta ridiviene la povera scolaretta della « scuola popolare ». Non va più alla Grotta. Eppure laggiù, c'è sempre della buona gente in preghiera, si bruciano dei ceri, si attinge l'acqua alla sorgente, si ripetono i gesti di penitenza...

Nella notte del 24 Marzo, Bernadetta sente nel proprio cuore il richiamo di Aqueró. Mette al corrente i suoi genitori fin dal mattino. Poco prima delle cinque, scende verso Massabielle. La Signora è là e l'aspetta. L'estasi comincia subito, ritmata dagli Ave... Finito il rosario, Bernadetta si spinge verso la cavità. Aqueró vi è discesa ; eccola adesso del tutto vicina, fino a toccare quasi la sua confidente. Dopo i quindici giorni, le ho chiesto di nuovo (chi fosse). Glielo chiesi tre volte di seguito. Lei sorrideva sempre. Infine osai una quarta volta. Distaccò le mani giunte e tenne le due braccia pendenti, poi giunse di nuovo le mani all'altezza del petto, levò gli occhi guardando il cielo, poi mi disse che era l'Immacolata Concezione. Aqueró... L'Immacolata Concezione ?... Per Bernadetta che ignora la teologia, le due parole sono vaghe l'una come l'altra ! Allora ritornai di nuovo dal Signor Curato per raccontargli che Ella mi aveva detto che era l'Immacolata Concezione. Mi chiese se ne ero ben sicura. Gli risposi di sì, e che per non dimenticare quella parola l'avevo ripetuta lungo tutto il cammino. Il Signor Curato è più stravolto di quanto non lo lasci sembrare. Per lui, questo messaggio è più convincente delle più belle rose che avrebbero potuto schiudersi in questo mese di marzo sulla pinata di eglantine di Massabielle. « Continua a volere la cappella », aggiunge Bernadetta prima di ritirarsi.

è solo nel pomeriggio che un amico dei Soubirous, il Signor Estrade, chiarirà a Bernadetta che soltanto la Santa Vergine può dire : « Sono l'Immacolata Concezione. »

Talvolta, quando racconterà più tardi le apparizioni, succederà che Bernadetta imiti le attitudini ed i gesti della Santa Vergine in questa apparizione del 25 Marzo. Allora da tutta la sua persona emanerà una semplicità, una purezza, una verità che commuoveranno l'anima al di là di ogni prova umana... Qualche cosa della luce della Immacolata Concezione trasfigurerà il suo povero corpo.

Bernadetta ritornerà alla Grotta il Mercoledi 7 Aprile ; si proddurà allora durante l'estasi un fenomeno strano che un medico, il dottor Dozous, potrà constatare da vicino, osservare nei minimi particolari, misurare, cronometrare : durante un quarto d'ora, la fiamma del grosse cero che tiene Bernadetta resterà in contatto con la sua mano sinistra senza che la pelle ne sia per niente « alterata »... Poi un'ultima volta, il Venerdi 16 Luglio, festa della Madonna del Carmelo, il richiamo si farà sentire nel cuore di Bernadette. Dal 15 Giugno, une palizzata vieta di accedere alla Grotta e di avvicinarsi alla sorgente. Bernadetta resterà con la Zia Lucile dall'altra parte del Gave. Ma che importano le palizzate ? « Mi sembrava che ero alla Grotta » dirà Bernadette dopo l'estasi.

Tali sono i fatti di Massabielle, presentati, per quanto è possibile, nella sobrietà, nella semplicità di uno stile privo di ogni sforzo letterario con le quali Bernadetta stessa li raccontava. Non bisogna aggiungervi niente.

GiovanniBattista, nella sua prigione, riferisce San Luca nel suo vangelo, aveva sentito parlare delle opere di Gesù di Nazaret. Gli mandò due dei suoi discepoli per dirgli : « Sei tu quello che deve venire ? Oppure dovremo aspettarne un altro ? » Gesù rispose loro : « Andate a riferire a Giovanni quel che udite e vedete : i ciechi vedono e i zoppi camminano, i lebbrosi sono guariti ed i sordi sentono, i morti ressuscitano e la Buona Novella è annunciata ai poveri. »

A quelli che vengono a Massabielle, con anima di povero come Bernadetta la povera, la Buona Novella della Salvezza continua ad essere annunciata. E' questo « la grazia di Lourdes ». E quando hanno conosciuto tale grazia, non possono mai più dimenticarla : il loro pensiero, la loro più intima preghiera, anche se si trovano lontano da Lourdes, raggiungono irresistibilmente la Grotta : « è lì, scriverebbero volentieri come Bernadetta, che voi mi troverete in spirito legata ai piedi di questa roccia che amo tanto ! » Anche per loro, in fondo alla Grotta, rimane, invisibile agli occhi della carne, la Santa Vergine circondatatici una bianca luce che non (li) abbaglia, ma che li fortifica nella fede, nella speranza e nell'amore.

Da oltre cent'anni, la secreta chiamata che spingeva Bernadetta verso Massabielle, non cessa di farsi sentire nel cuore della Chiesa...

E, docile, la Chiesa, malgrado le sue difficoltà, malgrado gli evventi contrari, malgrado il fluttuare delle idee e dei costumi, si reca all'appuntamento dell'Immacolata Concezione, la Chiesa intera, ma soprattutto la Chiesa dei piccoli e dei peccatori. Ella accorre, come Bernadetta, dalla sua « segreta », dal fondo di tutte le carceri del mondo. Ella s'inginnocchia là dove Bernadetta s'inginnochìò, e vi recita lo stesso rosario. E il suo viso si tende

ancora come si tendeva il viso estasiato di Bernadetta verso questa buca nera e profonda sul fianco della roccia, questa buca dalla quale viene tanta certezza, tanta gioia nella sua anima. La Grotta, era il mio Cielo!