Il Manuale per i Sacerdoti che istruisce i laici sul dono di Vivere nella Divina Volontà

Rev. Joseph Leo Iannuzzi, STD, Ph.D.

Nota bene: Le seguenti istruzioni sono il riassunto della tesi di dottorato presso l'Università Pontificia di Roma, autorizzata dalla Santa Sede, che porta il bollo dell'approvazione ecclesiastica. La tesi del Rev. Joseph L. Iannuzzi, STD è intitolata, "Il Dono di Vivere nella Divina Volontà negli Scritti di Luisa Piccareta un'indagine sui primi concili ecumenici e sulla teologia patristica, scolastica e contemporanea". è disponibile per l'acquisto online.

1 Relazione Pubblica e Privata

Il Catechismo Cattolico stabilisce quanto segue: "L'Economia cristiana, in quanto è Alleanza Nuova e definitiva, non passerà mai e non è da aspettarsi alcuna nuova Rivelazione pubblica prima della manifestazione gloriosa del Signore nostro Gesù Cristo" [Conc. Ecum. Vat. II, Dei Verbum, 4]. Tuttavia, anche se la Rivelazione è compiuta, non è però completamente esplicitata; toccherà alla fede cristiana coglierne gradualmente tutta la portata nel corso dei secoli" (CCC, 66). In questo articolo si svela il dinamismo della rivelazione pubblica la quale si esplicita progressivamente. Se, da un lato, questo articolo riferisce che Gesù ci ha rivelato tutto quello di cui abbiamo bisogno per la salvezza e che non ci si deve aspettare nessuna nuova rivelazione "pubblica" (il Deposito della Fede), dall'altro lato, afferma che non tutto nella rivelazione pubblica di Cristo ci è stato rivelato "espliticamente". Per quanto riguarda la dottrina di Gesù non esplicitamente rivelata, mi preme dire le sue parole ai suoi discepoli prima di lasciare questo mondo: "Ho ancora molte cose da dirvi, ma per ora non siete capaci di portarne il peso. Quando però verrà lo Spirito di verità Egli vi insegnerà tutta la verità" (Giovanni 16:12).

I documenti della Chiesa dei passati 2000 anni testimoniano ulteriormente la continua e crescente esplicitazione, cioè il dispiegarsi della rivelazione pubblica che è tuttora in corso: non dichiarano mai che la rivelazione è "finita" o "terminata" con Cristo, ma piuttosto che la rivelazione pubblica di Cristo è "completa". Sfortunatamente l'uso del 19° secolo della parola "fine" in realtà è una sfortunata traduzione della parola latina compleo, che la Chiesa usa per descrivere la rivelazione pubblica di Cristo. Infatti, compleo non significa affatto "fine", ma significa invece la base della rivelazione che in Cristo è costituita una volta per tutte. Difatti, la rivelazione avviene tramite la voce di insegnamento ufficiale della Chiesa (Magisterium) ed anche tramite l'incarico del profeta (tramite il quale la Chiesa riceve rivelazioni private) al quale San Paolo assegna il secondo posto subito dopo il ministero degli apostoli: "Alcuni perciò Dio li ha posti nella Chiesa in primo luogo come apostoli, in secondo luogo come profeti, in terzo luogo come maestri; poi vengono i miracoli..." (1 Corinzi 12:28).

Questa è una delle molte ragioni per cui le rivelazioni "private" della Chiesa non essenziali per la nostra salvezza, tuttavia valide per la nostra santificazione sono importanti oggi: essi costituiscono la continua e crescente esplicitazione della rivelazione "pubblica" di Cristo. La loro importanza è testimoniata nelle conseguenze spirituali che ne sarebbero derivate se la Chiesa le avesse ignorate. Se la Chiesa avesse ignorato le rivelazioni private di Santa Margherita Maria noi oggi non avremmo né la grazia della perseveranza finale tramite l'osservanza dei primi nove venerdì del mese né la Festa del Sacro Cuore; se avesse ignorato le rivelazioni private di Suor Faustina non avremmo la Festa della Divina Misericordia che offre totale remissione di tutti i peccati e della punizione; se avesse ignorato le rivelazioni private della Serva di Dio Luisa Piccarreta non avremmo il più grande dono di Dio alla Chiesa, ossìa il dono di Vivere nella Divina Volontà, che conferisce all'anima sulla terra lo stesso unione con la Divina Volontà che possiedono i santi in Paradiso.

Tutto sommato, la rivelazione "pubblica" si riferisce al periodo della Chiesa in cui Cristo proclamava la Buona Notizia della salvezza di cui gli apostoli hanno testimoniato per iscritto, che è stabilito per sempre e di cui le Scritture rendono testimonianza normativa. Invece le rivelazioni "private" esplicitano la rivelazione pubblica con un nuovo messaggio da Cristo alle chiese oggi, radicato nella Tradizione apostolica. I teologi rinomati Cardinale Joseph Ratzinger, Urs von Balthasar, René Laurentin (...) sostengono unanimamente che la rivelazione "non finisce mai", e che con Cristo e con gli apostoli tale rivelazione è "materialmente" compiuta in lui e normativamente trasmessa dagli apostoli sotto forma di Scrittura. Tuttavia, poiché nel corso dei secoli si presentano nuove epoche e nuove circostanze, e Dio continua a rivelarsi alla sua Chiesa in ogni epoca, la rivelazione materialmente compiuta con Cristo richiede sempre una "forma" nuova, e questa forma è spesso la testimonianza scritta di profeti di oggi, come Luisa.

2 Chi è Luisa Piccarreta?

2.1 La vita

23 aprile 1865: nascita di Luisa e Battesimo nella Domenica "in albis" (esattamente 130 anni dopo Papa Giovanni Paolo II proclamò questo giorno "Domenica della Divina Misericordia").

23 aprile 1874: all'età di 9 anni, nella Domenica "in albis" Luisa riceve la Prima Comunione e la Cresima. Lei comincia a sentire la voce di Gesù.

1878: all'età di 13 anni Luisa riceve la sua prima visione di Gesù carico della Croce che la implora, "Anima, aiutami!"

1881: all'età di 16 anni Luisa accetta lo stato di vittima ed è a periodi confinata a letto.

1882: all'età di 17 anni Luisa compone la Novena di Natale che lei avrebbe recitato ogni anno per il resto della sua vita.

Novembre 1887: all'età di 22 anni Luisa è definitivamente confinata a letto.

16 ottobre 1888: all'età di 23 anni Luisa fa esperienza delle prime nozze dello sposalizio mistico sulla terra.

7 settembre 1889: all'età di 24 anni Luisa fa esperienza delle seconde nozze dello sposalizio mistico in cielo, cioè, il dono di Vivere nella Divina Volontà in cui Gesù prende possesso del cuore di Luisa. Alcuni giorni dopo la Trinità conferma Luisa e stabilisce nel suo cuore la Sua inabitazione divina.

Voce non datata: Luisa fa esperienza delle sue terze nozze dello sposalizio mistico della Croce.

28 febbraio 1899: all'età di 33 anni, in obbedienza al suo confessore, Luisa comincia a scrivere..

16 novembre 1900: All'età di 35 anni Luisa fa esperienza delle quarte nozze, in cui lei prende possesso del cuore di Gesù, riceve tre respiri divini, e inizia a concentrarsi nella Divina Volontà e nel possederla interamente e completamente.

12 novembre 1925: Papa Pio XI istituisce la Festa di Cristo Re.

7 ottobre 1928: All'età di 63 anni Luisa si trasferisce presso l'Orfanatrofio delle Sorelle del Divino Zelo a Corato.

31 agosto 1938: Tre delle opere di Luisa vengono messe sull'indice dei Libri Proibiti, accanto a quelle di Suor Faustina Kowalska e di Antonio Rosmini tutte delle quali furono poi riabilitate dalla Chiesa.

7 ottobre 1938: All'età di 73 anni Luisa lascia l' Orfanatrofio delle Sorelle del Divino Zelo. Il Rev. Benedetto Calvi ricolloca Luisa in Via Maddalena, dove lei avrebbe finito i suoi ultimi anni di vita.

28 dicembre 1938: Luisa scrive il suo ultimo volume (il 36° volume).

4 marzo 1947: Dopo un breve eccesso di polmonite l'unica malattia diagnosticabile della sua vita Luisa Piccarreta muore.

20 novembre 1994: Apertura della Causa di Beatificazione di Luisa; lei riceve il titolo di Serva di Dio.

29 ottobre 2005: La Causa di Beatificazione di Luisa conclude il suo iter diocesano.

2.2 Dottrina

2.2.1 I 3 Fiat della Creazione, della Redenzione e della Santificazione: Mentre ciascuna delle tre divine Persone è distinta ma inseparabile, molti teologi, ivi compreso Agostino, sostengono che le opere ad extra di Dio possano essere appropriate alle Persone divine. Nel testo di Luisa a Dio Padre viene appropriata l'opera della Creazione, a Dio Figlio l'opera della Redenzione, e a Dio Spirito Santo l'opera della Santificazione.

2.2.2 I tre modi di preghiera ed azione: Alla luce della tripartizione di Giovanni della Croce delle tre fasi dell'unione mistica con Dio, cioè la purificazione, l'illuminazione e l'unificazione, e delle 7 mansioni interiori di Santa Teresa D'Avila, i professori della teologia mistica rivelano due modi di pregare e di agire: il modo umano (modo humano) e il modo divino (modo divino). Il modo umano corrisponde alla fase di purificazione di Giovanni e alle prime 3 mansioni di Teresa. Il modo divino corrisponde all'illuminazione e alle fasi di unificazione di Giovanni, e alle mansioni 47 di Teresa. Finché il dono di Vivere nella Divina Volontà non fu liberamente realizzato da Dio nella Chiesa, non era stata fatta alcuna citazione al modo eterno, cioè finché gli scritti approvati di Luisa hanno rivelato che il dono di Vivere nella Divina Volontà ammette l'essere umano al modo eterno di Dio, in tal modo che Dio assorbe e eleva le preghiere e le opere dell'anima a partecipare continuamente all'operato eterno della Trinità. Siccome l'operato Trinatario è eterna, e perciò trascende il tempo e lo spazio, la sua elevazione degli atti dell'anima dà loro il potere di trascendere il tempo e lo spazio, e di multilocare e concomitantemente avere un forte effetto su tutte le creature del passato, del presente e del futuro, razionali e irrazionali. In questo modo eterno all'anima viene ridato il dono che Adamo ed Eva, e Gesù e Maria possedevano, e che restituisce ad essa il ruolo di corona di tutta la creazione. Simile al capitolo 3.57 di Daniele e al Salmo 148, le cui preghiere nel modo divino esercitassero un forte influsso sulle creature del loro tempo, i "giri" di Luisa nella creazione forniscono un metodo di preghiera nel modo eterno che esercita un forte influsso sulle creature di tutti i tempi.

2.2.3 Una nuova santità: Se a Luisa Gesù rivela che il modo eterno della santità è una nuova santità che sorpassa tutte le altre forme di santità, questa affermazione richiede qualificazione. La vita mistica per molti versi è un fenomeno di esperienza soggettiva, ed è spesso oltre la nostra comprensione determinare oggettivamente la grandezza della santità di un individuo, ancor meno di paragonare una santità con un'altra. In realtà, Gesù rassicura Luisa che il dono di Vivere nella Divina Volontà non è tanto una chiamata alla santità personale, quanto una chiamata a santificare tutte le cose per la realizzazione del suo regno. Mentre è futile perciò fare confronti tra questa o quella santità, è giusto asserire che una forma di santità può essere più grande di un'altra quando la sua grandezza è determinata dalla natura intrinseca del dono, e non dalla fedele corrispondenza del ricevente a qualsiasi grazia Dio possa desiderare offrirgli, la quale corrispondenza Dio solo contempla.

2.2.4 Differenza tra "fare" e "vivere" nella Divina Volontà: considerando i modi divino ed eterno di preghiera ed azione, Gesù rivela a Luisa le espressioni, "fare la Divina Volontà" per intendere la prima e "Vivere nella Divina Volontà" per intendere la seconda. Egli afferma che "Vivere nella Divina Volontà" è il modello che è "più vicino ai beati in cielo" e con una distanza dal "fare la Divina Volontà" "come quella del cielo dalla terra". La seguente analogia descrive questi due modi: il modo divino di preghiera è quello di una persona santa sulla terra che desidera pregare per le anime defunte in un cimitero. Per farlo, egli deve camminare da una pietra tombale all'altra per vedere chi è la persona per cui deve pregare, e poi pregare per quell'anima, un'anima per volta. Il modo eterno di preghiera è quello di uno che, desiderando di pregare per le anime di un cimitero, viene sollevato in un piano alto e osserva tutte le anime con gli occhi di un uccello per pregare per tutti concomitantemente. Vivere nella Volontà Divina è invitare l'operato eterno di Dio nelle nostre preghiere ed opere finite, opera che conferisce loro una qualità eterna, per cui tali preghiere esercitano un forte influsso su tutte le anime del passato, del presente e del futuro contemporaneamente.

2.2.5 Il dono di Vivere nella Divina Volontà pone nell'anima la "Vita Reale" di Gesù. Questa Vita Reale è simile alla "Presenza Reale" di Gesù nell'Eucaristia, e si perpetua nell'anima che vive nella Divina Volontà. Il Catechismo di Baltimora affermò che dopo che uno ha consumato l'Ostia consacrata, gli accidenti del pane rimangono in lui per circa 15 minuti, e poi vengono digeriti. Nell'anima che vive nella Divina Volontà, Gesù rivela a Luisa che nonostante che gli accidenti del pane consacrato siano consumati, la presenza di lui nell'Ostia consacrata viene perpetuata in quell'anima, costituendo così la sua Vita Reale. In questo modo, l'anima che vive nella Divina Volontà diventa un' "Ostia Vivente", cioè un altro Gesù che intercede per tutta l'umanità.

2.3 Spiritualità

2.3.1 L' Offerta Mattutina nella Divina Volontà (vedi pp. 911); Luisa si riferisce a questa preghiera anche come "atto preventivo"): Gesù chiede che recitiamo questa preghiera all'inizio del giorno, perché facendo così invitiamo l'operato eterno di Dio in tutti i nostri pensieri, parole ed opere di tutto la giornata. Di conseguenza, Gesù assorbe tutti i nostri atti finiti nella suo operato che abbraccia, sostiene e ravviva tutte le cose. In questo modo tutto quello che pensiamo, diciamo e facciamo, sostiene e ravviva tutte le creature del cosmo.

2.3.2 Il rinnovamento dell' Offerta Mattutina durante la giornata (Luisa si riferisce a questo anche come all' "atto presente"): Siccome le distrazioni durante la giornata possono diminuire l'efficacia della nostra Offerta Mattutina, Gesù ci invita a rinnovarla di tanto in tanto lungo la giornata. Questo rinnovamento può essere o una ripetizione delle stesse parole dell'Offerta Mattutina, o può essere una semplice pronuncia di una o due frasi in cui invitiamo la Trinità ad operare continuamente nella nostra memoria, volontà, e nel nostro intelletto, ed a dare moto continuo al nostro respiro, battito di cuore e sangue di vita. Difatti a Luisa Gesù rivela che in Adamo il Padre operava continuamente nella sua volontà e nel suo cuore, il Figlio di Dio nel suo intelletto e nel suo sangue, e lo Spirito Santo nella sua memoria e nel suo respiro.

2.3.3 I "Giri" nella creazione: ogni giorno l'anima cerca di contraccambiare l'amore che Dio ha posto nella creazione con l'amore per essa, andando attraverso la creazione adorando, ringraziando e glorificando Dio. Qui l'anima "si biloca" per la creazione assimilando i suoi pensieri, parole e atti a quelli di tutti gli esseri umani, ed essa loda, adora e ringrazia Dio da parte di tutte le creature del cosmo. Assimilando nella sua vita quotidiana ogni suo pensiero, parola ed opera con quelli di tutte le creature, razionali ed irrazionali, l'anima divinizza l'attività di tutte il cosmo. In realtà, a Luisa Gesù rivela che nella sua vita nascosta, ogni suo respiro, passo, parola e perfino gli atti apparentamente più insignificanti, avevano divinizzato tutta l'attività umana e l'attività di tutte le creature mentre la sua Passione ha redento l'uomo, la sua vita nascosta ha divinizzato l'uomo.

Luisa compì i suoi Giri con uno o due movimenti della sua anima. Per illustrare meglio questa dinamica interiore, il suo primo movimento interiore è generale, per cui lei offriva a Dio l'amore, la lode e il ringraziamento di e per tutte le creature contemporaneamente. Il suo secondo movimento interiore è particolare, per cui lei offre a Dio tutte le cose individualmente o in gruppo, per esempio gli atti di tutti gli esseri umani, i movimenti delle stelle, degli alberi, ecc. Ricordando il capitolo 3.57 di Daniele e il Salmo 148, lei faceva i suoi Giri, ma con l'operato eterno di Dio lei esercitava un influsso universale in tutte le cose create contemporaneamente.

2.3.4 La ripetizione degli "atti divini" dell'anima: Gli atti divini sono l'operato eterno Trinitario (che trascende il tempo e lo spazio e che ha esercita un effetto su tutte le creature concomitantamente) che assorbe i nostri atti finiti in modo tale che i nostri atti esercitino un effetto sulle tutto il cosmo. Tali atti divini preparano tutti gli esseri umani a ricevere il dono di Vivere nella Divina Volontà, essi aiutano a "liberare la creazione dalla schiavitù alla corruzione" (Romani 8), essi preparano il mondo ad un'era di pace universale, e aiutano a realizzare sulla terra l'adempimento della preghiera Padre Nostro: "Venga il Tuo regno, sia fatta la Tua Volontà come in cielo così in terra".

2.3.5 Meditazione su Le Ore della Passione di nostro Signore Gesù Cristo: Questo è forse il lavoro scritto da Luisa che fa ottenere più indulgenze, poiché le preghiere contenute in questa meditazione aiutano a salvare anime e ad allontanare le calamità, ad offrire protezione alle anime e a fare riparazione a Dio. A Luisa Gesù rivela che quelli che regolarmente meditano questo scritto, se verranno tentati supereranno tutte le debolezze, e se saranno imperfetti diventeranno santi e otterranno la perfezione. Inoltre, egli le assicura che non c'è un'anima che entra nel purgatorio o in cielo che non beneficia di queste Ore della Passione.

2.3.6 Meditazione su le lezioni 36 della Beata Vergine Maria nel Regno della Divina Volontà, che ci insegnano a Vivere nella Divina Volontà: Queste sono meditazioni quotidiane per ogni giorno durante il mese di maggio (incluse 5 lezioni extra su richiesta del confessore), ma esse possono essere usate per la meditazione in qualsiasi mese. Come Gesù ci ha dato lezioni in 36 volumi, così qui Maria ci offre 36 lezioni.

2.3.7 I 36 Volumi: Questi contengono le rivelazioni di Gesù a Luisa su come Vivere nella Divina Volontà. I 36 volumi comprendono oltre 5000 pagine scritte da Luisa che aveva poco più di un primo elementare. Dei 36 volumi, il primo gruppo di 12 si riferisce al Fiat della Redenzione, il secondo gruppo di 12 si riferisce al Fiat della Creazione, e il terzo gruppo di 12 al Fiat della Santificazione. Mentre Luisa scriveva in modo sporadico e poco coordinato, la dottrina di lei come dimostrato nella mia tesi di dottorato rimane incontestabile. I suoi 36 volumi sono primariamente intesi per la gerarchia della Chiesa, i suoi sacerdoti e vescovi, che Gesù chiama per rivederli e interpretarli alla luce della Sacra Scrittura, della Tradizione e degli insegnamenti magisteriali. Questi servono per poi trasmetterli al laicato con brevi insegnamenti di dottrina solida. Considerato il fatto che pochi laici avranno il tempo di leggere oltre 5000 pagine, tutti i 36 volumi sono stati presentati in modo stematico e sintetico in 400 pagine per i laici nella tesi intitolata, "Il Dono di Vivere nella Divina Volontà negli scritti di Luisa Piccarreta un indagine sui primi concilii ecumenici, e sua teologia patristica, scolastica e contemporanea" (disponibile online per l'acquisto). Questa tesi è stata ufficialmente approvata nel 2013 dall'Università Pontificia di Roma, autorizzata dalla Santa Sede.

2.3.8 Il progresso dell'anima nella Divina Volontà: Alcune anime vivono imperfettamente nella Divina Volontà, altre più perfettamente, ed altre al punto di immergersi completamente nella Divina Volontà.

2.3.9 I Quattro Passi per Vivere nella Divina Volontà: Desiderio (ci ammette al dono), la conoscenza (ci fa progredire nel dono), la virtù (ci tiene ancorati a questo dono), e la vita (realizza questo dono). Se l'anima nello stato della grazia, con santo desiderio, possa immediatamente entrare e partecipare nel operato eterno di Dio e esercitare un influsso su tutto il creato contemporaneamente, è solo dopo questi diventa ancorata e ben radicata nelle virtù, che sperimenta la vita nella Divina Volontà, ossia la partecipazione continua nel operato eterno di Dio.

Offerta Mattutina nella Divina Volontà

(Atto Preventivo)

A Luisa Gesù rivela che ogni mattina la nostra preghiera dovrebbe essere fatta nella Divina Volontà. Gesù istruisce Luisa e ciascuno di noi su come recitare questa preghiera ogni mattina. Il 27 maggio 1922 del volume 14, a Luisa Gesù afferma che l'Offerta Mattutina nella Divina Volontà ("atto preventivo") viene fatto quando l'anima, al sorgere del giorno, fissa la sua volontà nella Volontà di Dio. In questo momento l'anima decide e conferma che vuol vivere e operare solo nella Volontà di Dio. L'anima anticipa tutti i suoi atti dell'intera giornata in questa offerta mattutina, consacrandoli alla Divina Volontà. Immediatamente l'atto eterno di Dio asorbisce gli atti umani in modo che esercitano, con Dio, un influsso eterno su tutto il creato; la Divina Volontà eleva gli atti umani a far sì che abbraccino le vite di tutte le creature del passato, del presente e del futuro.

Poichè l'autostima, la negligenza e altre cose durante la giornata possono diminuire l'efficacia dell'atto preventivo, come nuvole davanti al sole, questo atto va rinnovato durante la giornata. Gesù si riferisce a questo rinnovamento come all' atto presente che elimina gli ostacoli che possano diminuire l'atto preventivo. A Luisa Gesù rivela che sia l'atto preventivo che quello presente sono necessari per Vivere nella Divina Volontà: il primo prepara e ammette l'anima a Vivere nella Divina Volontà, mentre il secondo mantiene ed espande l'anima in quella stessa Divina Volontà.

Se si mantiene una attiva etica di lavoro, si può rinnovare l'atto preventivo trequattro volte al giorno. Il modo di rinnovare questo atto non consistere nel solo ripeterlo, nonostante questo sia un buon metodo. A Dio fa piacere che per Lui esprimiamo il nostro amore in vari modi. Si può rinnovare questo atto, per esempio, consacrando e immedesimando i nostri atti con Dio nei Fiat della Creazione, della Redenzione e della Santificazione. Con questo metodo, l'atto preventivo assume i lineamenti dei giri della creazione che, pur essendo distinti, diventino un tutt'uno nel atto eterno ed unico di Dio.

Ora, ogniqualvolta rinnoviamo questo atto dovremmo, come Luisa, farlo con due moti dell'anima. Luisa usava spesso questo approccio. Il primo moto dell'anima è "generale", e qui offriamo a Dio l'amore, la lode e il ringraziamento di tutte le cose e per tutte le cose immediatamente, poiché esse sono presenti a noi nel momento eterno di Dio. Il secondo moto è "particolare", e qui offriamo a Dio tutte le cose a gruppi, uno per volta (i soli del cosmo, le stelle, le acque, tutta l'umanità, ecc.) o individualmente (questa o quella creatura particolare). Luisa ha praticato entrambi i moti regolarmente finché non è entrata alla sua ricompensa eterna.

Il seguente atto preventivo, conosciuto anche come Offerta Mattutina nella Divina Volontà, è una bella preghiera compilata da numerosi estratti dei 36 volumi di Luisa seguendo il suo metodo di preghiera, che lei utilizzava ogni mattina.

Offerta del Mattino nella Divina Volontà

O Cuore Immacolato di Maria, Madre e Regina della Divina Volontà, io ti supplico, per i meriti infiniti del Sacro Cuore di Gesù, e per le grazie che Dio ti ha concesso fin dalla tua Immacolata Concezione, la grazia di non peccare mai più.

Sacratissimo Cuore di Gesù, Io sono un povero e indegno peccatore e ti chiedo la grazia di permettere a tua Madre ed a Luisa di formare in me gli atti divini che hai ottenuto per me e per tutti. Questi atti sono i più preziosi di tutti, perché essi portano il potere eterno del tuo Fiat e attendono il mio "Sì, sia fatta la tua Volontà" (Fiat Voluntas Tua).

Perciò vi supplico, Gesù, Maria e Luisa, di accompagnarmi ora mentre prego:

Io sono nulla e Dio è tutto, vieni Divina Volontà a regnare in me. Vieni Padre celeste, a battere nel mio cuore e a muoverti nella mia volontà; vieni adorato Figlio, a fluire nel mio sangue ed a pensare nel mio intelletto; vieni Spirito Santo, a respirare nei miei polmoni e a ricordare nella mia memoria.

Io mi fondo nella Divina Volontà e metto il mio Ti amo, Ti adoro e Ti benedico Dio, nei Fiat della Creazione. Con il mio Ti amo la mia anima si biloca nella creazione dei cieli e della terra; Ti amo nelle stelle, nel sole, nella luna e nei cieli; Ti amo nella terra, nelle acque e in ogni creatura vivente che mio Padre ha creato per amore di me, affinchè io possa ricambiare amore per amore.

Ora entro nella Santissima Umanità di Gesù, che abbraccia tutti gli umani. Metto il mio Ti adoro, Gesù, in ogni tuo respiro, battito di cuore, pensiero, parola e passo. Ti adoro nei sermoni della tua vita pubblica nei miracoli che hai compiuto, nei Sacramenti che hai istituito e nelle più intime fibre del tuo Cuore.

Ti benedico, Gesù, in ogni tua lacrima, in ogni colpo, ferita, spina e in ogni goccia di Sangue che ha diffuso luce per la vita di ogni essere umano. Ti benedico in tutte le tue preghiere, riparazioni, offerte, e in ognuno degli atti interiori e delle pene che hai sofferto fino all'ultimo alito sulla Croce. Io unisco la tua Vita e tutti i Tuoi atti, Gesù, al mio Ti amo, Ti adoro e Ti benedico.

Ora entro negli atti di mia Madre Maria e di Luisa. Metto il mio Grazie in ogni pensiero, parola ed azione di Maria e di Luisa. Grazie nelle gioie e nei dolori della Redenzione di Gesù e della Santificazione dello Spirito Santo. Fuso in questi atti, faccio fluire il mio Ti amo e Ti benedico Dio nei rapporti di ogni creatura per riempire i loro atti di luce e di vita: per riempire gli atti di Adamo ed Eva; dei patriarchi e dei profeti; di tutte le anime del passato, del presente e del futuro; delle anime sante del purgatorio; degli angeli e dei santi.

Ora faccio miei questi atti, e li offro a Te, mio tenero e amorevole Padre. Possano essi aumentare la gloria dei tuoi figli, e possano glorificare, soddisfare e onorare Te per conto loro.

Ora incominciamo il nostro giorno con i nostri Atti Divini fusi insieme. Grazie Santissima Trinità per avermi permesso di unirmi a Te per mezzo della preghiera nel Tuo operato eterno. Venga il Tuo Regno e sia fatta la Tua Volontà in terra come in Cielo. Fiat