MESE A DIO PADRE_2007

Tratto da: "TI SALVA L'AMORE di Dio di Cristo e il tuo" di P. SAVINO PALERMO 

1 L'AMORE è DA DIO

INTRODUZIONE Ogni uomo sente il bisogno di amare e di essere amato: sia egli santo o perverso, freddo ragionatore o passionale, intelligente o deficiente.

Sogna un amore che sia donazione e possesso, pieno e insaziabile, attuale ed eterno.

Ma già le prime esperienze d'amore, da adolescente, da giovane, gli rivelano che anche nell'amore egli è ignorante, limitato, instabile, e, peggio, egoista e peccatore.

Solo se egli incontra Cristo, se arriva a conoscere, a intuire ed esperimentare l'amore di Cristo per lui, nel Vangelo, nella intimità della preghiera, nella Chiesa e nei sacramenti, potrà apprendere l'amore e giungere alla salvezza, alla felicità dell'amore.

Dio, infatti, nell'uomo Cristo Gesù, non solo ci ha rivelato e donato il suo amore salvifico, ma nel Cuore di Lui ci ha offerto anche un filtro purificatore, un modello e uno stile, un innesto e una sintonia superiore per il nostro amore.

Beato l'uomo che incontra, comprende e vive l'amore di Cristo: anche i suoi amori più banali e terrestri acquisteranno senso e finalità superiori.

LETTURA BIBLICA " Poi, nell'ultimo giorno, il più solenne della festa, Gesù levatosi in piedi, esclamò ad alta voce: Chi ha sete venga a me e beva. Dall'intimo di chi crede in me, come dice la Scrittura, scaturiranno fiumi d'acqua viva. Diceva questo dello Spirito che dovevano ricevere coloro che avevano creduto in lui; perché non era ancora stato dato lo spirito, non essendo ancora glorificato Gesù ». (Giov. 7, 3739)

CONCLUSIONE Il nostro bisogno di amare e di essere amati è legittimo e deve essere appagato. Dio ci ha creati così: per amore per l'amore. Ma chi di noi non avverte in se stesso e non vede negli altri quanto spesso il bisogno esistenziale dell'amore arrivi a un appagamento esiziale, cioè disastroso? Allora è necessario un ripensamento, una conversione del nostro amore, sull'esempio dei santi: Maria Maddalena, convertendosi, non cessò di amare e di farsi amare; ma per Cristo e sullo esempio di Lui il suo amore divenne santo, cioè nobilitante, salvifico e beatificante. Entriamo anche noi nel modo di amare di Cristo, illuminandoci nell'assidua lettura del Vangelo, rafforzandoci con i sacramenti della confessione e dell'eucarestia, liberando ogni giorno il nostro amore dalla prepotenza, dalla sfrenatezza, dall'arbitrio insofferente di ogni giusta legge umana o divina.

PREGHIERA COMUNITARIA

INVITO Rivolgiamo fiduciosi la preghiera a Dio, nostro Padre, dator d'ogni bene, perché susciti in noi un grande amore, nella riconoscenza e nella gioia.

Preghiamo insieme e diciamo: Ti ringraziamo, Signore.

INTENZIONI Per tutti i beni che hai effuso nel mondo, che ci nutrono e ci sviluppano; per tutte le meravigliose bellezze della natura che ci incantano e ci allietano, Per la vita che ci hai donato, per i giorni che ci concedi, per l'amore, l'amicizia e la compagnia che ci fai godere nella nostra casa e nel mondo, Per le piante e gli animali, che continui a creare per noi, per il sole, la luna e le stelle, per le sorgenti e le pianure, per le montagne e i mari che conservi e rinnovi per noi, Per l'intelligenza, i sensi e il cuore che ci hai dato per comprendere, godere, amare e rispettare la tua Creazione e Te, Sommo Bene.

(Altre intenzioni personali...)

PREGHIERA DI CONCLUSIONE Dio, nostro Padre, che a noi e a ogni generazione di uomini fai trovare questa eredità ricca' e meravigliosa del tuo Creato, mentre accogliamo ogni bene come segno del tuo amore, ti ringraziamo con tutta l'anima; e ti preghiamo di formarci un cuore pronto e generoso verso i fratelli più bisognosi.

Te lo chiediamo per il Cuore di Cristo, tuo Figlio. Amen. 

2 DIO CREA PER AMORE

INTRODUZIONE Anche per l'uomo, fare significa manifestare se stesso, le proprie doti e abilità, la propria personalità e ricchezza interiore. Anche l'uomo opera per amore di qualcuno o di qualcosa: della famiglia o della verità, della società o del progresso, della giustizia o dell'arte, della scienza, della civiltà, e non soltanto per dovere o bisogno di sostentamento. Tanto più Dio: Egli crea e opera nell'universo per irradiare la sua infinita ricchezza di sapienza, bellezza, bontà e sopratutto per comunicare ad altri esseri il suo Amore. Ha creato l'uomo a sua immagine, gli ha formato un cuore dilatabile e insaziabile, capace e bisognoso della felicità stessa di Dio. Dio è Dio perché è amore, se fosse onnipotente, santo, giusto, generoso, creatore e ordinatore dell'universo, ma non per amore e con amore, non sarebbe Dio, sarebbe un idolo. Come anche l'uomo, quando agisce per non so quali « nobili » ideali, ma senza amore, è piuttosto un mostro che un uomo.

Nella Creazione ammiriamo come un vasto dilagare di luce, di calore, di fremiti di energie incontenibili, di esseri infinitamente piccoli, infinitamente grandi..., ma avvertiamo in ogni cosa un solo palpito esistenziale: l'Amore di Dio!

MEDITAZIONE BIBLICA In principio Iddio creò il cielo e la terra. La terra era una cosa senza forma e vuota: una tenebra ricopriva l'abisso e sulle acque si moveva lo spirito di Dio. Iddio disse: « Sia luce e la luce fu. Vide Iddio che la luce era buona e separò Iddio la luce dalle tenebre; e Iddio chiamò la luce Giorno e la tenebra Notte...

Poi Iddio disse: « Produca la terra animali viventi secondo la loro specie: animali domestici, rettili, bestie selvagge della terra, secondo la loro specie...

E Iddio vide che tutto era buono.

Poi Iddio disse: « Facciamo 1'uome a nostra immagine, a nostra somiglianza: domini sopra i pesci del mare e sugli uccelli del cielo, sugli animali e su tutta la terra »... Maschio e femmina li creò. E Iddio li benedì e disse loro: « Prolificate, moltiplicatevi e riempite la terra, assoggettatela e dominate... ». (Gen. I, 15; 2428)

CONCLUSIONE Il nostro Dio, altissimo e trascendente, non è rimasto solo e solitario, chiuso in sé, circondato di vuoto e di nulla.

Noi siamo stati chiamati a partecipare a tutti i suoi immensi beni. Godiamo e amiamo!

E imitiamo Dio. Anche noi, se fossimo ricchi o potenti o sapienti o superiori agli altri, apriamoci, comunichiamo ai fratelli i beni che abbiamo. Chi si tenesse distaccato e distante dagli altri, solo e chiuso in se stesso a godere quello che crede di essere o di avere, s'impoverirebbe di giorno in giorno e si condannerebbe alla solitudine e alla incomunicabilità, che sarebbe una triste tomba anticipata.

Chi si apre, chi comunica, chi dà, al modo di Dio e per amore di Dio, si arricchisce.

PREGHIERA COMUNITARIA

INVITO Rivolgiamo fiduciosi la preghiera a Dio, nostro Padre, dator d'ogni bene, perché susciti in noi un grande amore, nella riconoscenza e nella gioia.

Preghiamo insieme e diciamo: Ti ringraziamo, Signore.

INTENZIONI Per tutti i beni che hai effuso nel mondo, che ci nutrono e ci sviluppano; per tutte le meravigliose bellezze della natura che ci incantano e ci allietano, Per la vita che ci hai donato, per i giorni che ci concedi, per l'amore, l'amicizia e la compagnia che ci fai godere nella nostra casa e nel mondo, Per le piante e gli animali, che continui a creare per noi, per il sole, la luna e le stelle, per le sorgenti e le pianure, per le montagne e i mari che conservi e rinnovi per noi, Per l'intelligenza, i sensi e il cuore che ci hai dato per comprendere, godere, amare e rispettare la tua Creazione e Te, Sommo Bene.

(Altre intenzioni personali...)

PREGHIERA DI CONCLUSIONE Dio, nostro Padre, che a noi e a ogni generazione di uomini fai trovare questa eredità ricca' e meravigliosa del tuo Creato, mentre accogliamo ogni bene come segno del tuo amore, ti ringraziamo con tutta l'anima; e ti preghiamo di formarci un cuore pronto e generoso verso i fratelli più bisognosi.

Te lo chiediamo per il Cuore di Cristo, tuo Figlio. Amen. 

3 L'AMORE DI DIO HA CREATO BENI PER TUTTI

INTRODUZIONE Nella Bibbia la creazione intera è ammirata e goduta con commozione come una profusione di beni che l'Onnipotente ha imbandito per tutti.

I cieli e la terra, con le miriadi di meraviglie e di beni che contengono, sono per l'uomo, per ogni uomo. Egli è un minuscolo essere, che nasce nudo, debole e di breve vita, tanto che non arriva a conoscere e a godere tutto, ma l'immensa « eredità » della terra e dei cieli è sua. Per poca che l'uomo si guardi attorno e consideri, avverte dentro di sé, per intelligenza e volontà, che un potere di signore e dominatore gli è stato dato, sente di poter disporre delle piante e degli animali, dei pesci e degli uccelli e degli stessi mondi luminosi che gli danzano sul capo, nel firmamento. Ma egli ne rimane anche sorpreso e commosso e, se non fosse deformato da tristi e corti pensamenti, adorerebbe estasiato l'Amore divino, immenso e gratuito. Purtroppo, qui, sentiamo anche più acute le ingiustizie della terra, che ci limitano e ci ostacolano il possesso e il godimento di tanti beni disponibili per tutti e di tutti; ma di chi la colpa? di chi ha imbandito il banchetto della Natura o di chi, partecipandovi, ne monopolizza posto e doni? Le ingiustizie possono venire da chi è donatore volontario, generosissimo e imparziale? non vengono forse da chi è povero e tende, perciò, all'egoismo, all'accaparramento prepotente?

MEDITAZIONE BIBLICA O SIGNORE, Signor nostro, quanto è grande il tuo Nome per tutta quanta la terra: hai posto sui cieli la tua magnificenza! (...)

Quando contemplo i tuoi cieli, opera delle tue dita, la luna e le stelle che i hai disposto, che cos'è l'uomo, ché ti icordi di lui o il figlio dell'uomo, ché ne debba aver cura? Eppure tu l'hai fatto per poco da meno di Dio, l'hai coronato di gloria e maestà, gli hai dato il dominio dell'opera delle tue mani, ogni cosa hai posto sotto i suoi piedi (... )

O Signore, Signor nostro, quanto è grande il tuo Nome per tutta quanta la terra! (Salmo 8) CONCLUSIONE Il dominio e il potere dell'uomo sul creato non dovrebbero insuperbirlo, ma renderlo più buono, lieto e riconoscente. Quando con una macchina dominiamo e sfruttiamo a nostro vantaggio le energie della natura, quando gustiamo un grappolo d'uva o un bicchiere di vino, quando uscendo al mattino ci sentiamo rinascere con un sorso d'aria pura e fresca, quando godiamo per un bagno di luce e di calore al sole o contempliamo un panorama sereno e suggestivo, dovremmo sentirci tutti un po' santi e poeti, per cantar riconoscenza a Dio. E ognuno di noi, nell'ambito delle sue possibilità, deve operare per combattere le ingiustizie sociali e la fame e far cessare la schiavitù del bisogno, della miseria, della dipendenza dal ricco e dal potente. Ogni uomo abbia, per giustizia e amore, il godimento dei beni che gli spettano per « eredità naturale » da Dio, nella creazione; a meno che non voglia lavorare.

PREGHIERA COMUNITARIA

INVITO Rivolgiamo fiduciosi la preghiera a Dio, nostro Padre, dator d'ogni bene, perché susciti in noi un grande amore, nella riconoscenza e nella gioia.

Preghiamo insieme e diciamo: Ti ringraziamo, Signore.

INTENZIONI Per tutti i beni che hai effuso nel mondo, che ci nutrono e ci sviluppano; per tutte le meravigliose bellezze della natura che ci incantano e ci allietano, Per la vita che ci hai donato, per i giorni che ci concedi, per l'amore, l'amicizia e la compagnia che ci fai godere nella nostra casa e nel mondo, Per le piante e gli animali, che continui a creare per noi, per il sole, la luna e le stelle, per le sorgenti e le pianure, per le montagne e i mari che conservi e rinnovi per noi, Per l'intelligenza, i sensi e il cuore che ci hai dato per comprendere, godere, amare e rispettare la tua Creazione e Te, Sommo Bene.

(Altre intenzioni personali...)

PREGHIERA DI CONCLUSIONE Dio, nostro Padre, che a noi e a ogni generazione di uomini fai trovare questa eredità ricca' e meravigliosa del tuo Creato, mentre accogliamo ogni bene come segno del tuo amore, ti ringraziamo con tutta l'anima; e ti preghiamo di formarci un cuore pronto e generoso verso i fratelli più bisognosi.

Te lo chiediamo per il Cuore di Cristo, tuo Figlio. Amen. 

4 LA PROVVIDENZA è AMORE DI DIO

INTRODUZIONE L'ordine che ammiriamo nella natura, le sue bellezze meravigliose, la sua continuità sempre antica e sempre nuova per la forza giovanile che la conserva e la rinnova, rivelano e proclamano la Provvidenza piena d'Amore di Dio Creatore. Dopo averle create, Dio non ha abbandonato a se stesse le sue creature: chi ama resta vicino, resta fedele. Per amore, Dio resta vicino con la sua onnipotenza creatrice, conservatrice e rigeneratrice; resta fedele: non dimentica, non trascura, non distrugge, né permette che altri distrugga. Neppure l'uomo, oggi, col suo potere tecnico e scientifico, talvolta terribile, riuscirà mai, nei suoi furori d'odio o per sbaglio, a distruggere neppure una goccia d'acqua; potrà trasformare, violentare, inquinare, sciupare, come un bambino fa col suo giocattolo, ma non potrà mai distruggere, né rovinare la natura oltre il limite che Dio può tollerare, nel suo amore per le sue creature e per l'uomo stesso. Anche la storia umana, talvolta orribile e buia, progredisce sempre, non regredisce mai, anche quando ai contemporanei sembra fare brutti passi indietro, segue un filo, tesse una trama a volte invisibile o sottile o complicata per chi la vede mentre si fa, ma sempre in modo progressivo e provvidenziale; e i cristiani sanno che tutti i fili della storia s'intrecciano in vista di un progetto finale, già abbozzato con la Creazione, la Redenzione e l'Apocalisse.

MEDITAZIONE BIBLICA Poi il Signore Iddio piantò un giardino in Eden, ad oriente, e quivi pose l'uomo, che aveva formato: e il Signore Iddio fece germogliare dal suolo ogni specie di alberi piacevoli di aspetto e buoni a mangiare. ( ... )

Il Signore Iddio prese dunque l'uomo e lo pose nel giardino di Eden perché ne fosse il custode. (Gen. 2, 815) Con la sua parola il Signore ha fatto le sue opere, e le creature obbediscono alla sua volontà. Dio ha disposto nell'ordine, le meraviglie della sua sapienza,

poiché egli è prima dei secoli e per tutti i tempi; non gli si può aggiungere né togliere nulla

né ha bisogno del consiglio di alcuno. Quanto son belle tutte le opere sue! (Eccl. 42 e 43)

CONCLUSIONE Godiamo gioiosamente di tutti i beni che la Provvidenza del Creatore mette a nostra disposizione, dal sorgere del sole allo spuntar delle stelle; e attraverso la meraviglia che destano in noi salga la riconoscenza e l'adorazione. Godiamo della natura senza violentarla, senza sciuparla, senza inquinarla e, quasi, con religioso rispetto. Contrastano scandalosamente con la Provvidenza, piena d'amore, la nostra superbia, l'abuso della libertà, l'ignoranza, l'accidia e la pigrizia e la sfacciata pretesa che Dio regoli a nostro comodo ogni evento, per esempio, che piova sul nostro campo quando vogliamo noi, che il sole splenda ardentemente quando noi ci prendiamo le vacanze al mare e che anche l'acqua potabile ci piova, per così dire, nel bicchiere e in tavola. Il cristiano e anche l'uomo moderno sanno che bisogna essere collaboratori di Dio: lavorare, trasformare, derivare, scavare nuove sorgenti, di beni e di energie, inventare, conoscere e studiare per meglio usare; non temere la sovrapopolazione ma piuttosto l'ignoranza e l'irrazionalità e l'egoismo nella promozione e distribuzione dei beni. Insomma ogni cristiano, ogni uomo, ogni società ben organizzata dovrebbero prendere coscienza di essere un dito, una mano della Provvidenza e dell'Amore di Dio.

PREGHIERA COMUNITARIA

INVITO Rivolgiamo fiduciosi la preghiera a Dio, nostro Padre, dator d'ogni bene, perché susciti in noi un grande amore, nella riconoscenza e nella gioia.

Preghiamo insieme e diciamo: Ti ringraziamo, Signore.

INTENZIONI Per tutti i beni che hai effuso nel mondo, che ci nutrono e ci sviluppano; per tutte le meravigliose bellezze della natura che ci incantano e ci allietano, Per la vita che ci hai donato, per i giorni che ci concedi, per l'amore, l'amicizia e la compagnia che ci fai godere nella nostra casa e nel mondo, Per le piante e gli animali, che continui a creare per noi, per il sole, la luna e le stelle, per le sorgenti e le pianure, per le montagne e i mari che conservi e rinnovi per noi, Per l'intelligenza, i sensi e il cuore che ci hai dato per comprendere, godere, amare e rispettare la tua Creazione e Te, Sommo Bene.

(Altre intenzioni personali...)

PREGHIERA DI CONCLUSIONE Dio, nostro Padre, che a noi e a ogni generazione di uomini fai trovare questa eredità ricca' e meravigliosa del tuo Creato, mentre accogliamo ogni bene come segno del tuo amore, ti ringraziamo con tutta l'anima; e ti preghiamo di formarci un cuore pronto e generoso verso i fratelli più bisognosi.

Te lo chiediamo per il Cuore di Cristo, tuo Figlio. Amen. 

5 LA STORIA SACRA E LA STORIA DELL'AMORE DI DIO

INTRODUZIONE Gli uomini si agitano, ma Dio li conduce. Gli uomini intraprendono mille imprese, ma solo quelle che entrano nel disegno progettato da Dio valgono. Più che per il presente o per il passato, i fatti umani della storia hanno senso se si aprono a un futuro. Quale futuro? Quello voluto da Dio, indicato nella Bibbia e insegnato dalla Chiesa: il regno eterno di Dio, in cui Dio sarà tutto in tutti per Amore e colmerà il cuore dell'uomo.

La storia d'Israele è la storia sacra per eccellenza e fa tipo per tutti gli altri popoli e per tutta l'umanità: in essa vediamo come Dio si pone davanti a un popolo e lo chiama a un futuro sacro: chiama Abramo dalla terra pagana di Ur, chiama le dodici tribù di Giacobbe dall'Egitto alla Terra Promessa; con la speranza animata dai profeti, prepara alla Pienezza dei Tempi, ai Beni Messianici; il Messia annuncia: « Il regno di Dio è vicino, convertitevi »; la Chiesa fonda ed estende dalla terra il regno di Dio, cominciando a realizzare fin d'ora la promessa escatologica cioè finale, quando Cristo, centro e chiave della storia umana, raccoglierà i suoi, li presenterà al Padre e Dio sarà tutto in tutti e comincerà anche per l'uomo il settimo giorno eterno della pace, della gloria, della beatitudine nell'Amore.

MEDITAZIONE BIBLICA Questa, o carissimi, è già la seconda lettera che vi scrivo, e tanto con la prima quanto con questa, non mi propongo altro che eccitare, con i miei avvertimenti, la vostra retta intelligenza, affinché vi ricordiate di quanto i santi profeti già annunciarono e del comandamento del Signore e Salvatore insegnatovi dai vostri apostoli, questo sapendo in primo luogo, che negli ultimi giorni verranno degli uomini beffardi, schernitori, che vivono secondo le loro passioni e diranno. « Dov'è la promessa della sua venuta, poiché da quando i padri sono morti, tutto è rimasto come era fin dal principio della creazione ». (...) Ma una cosa, o carissimi, dovete ignorare: un giorno davanti al Signore è come mille anni e mille anni come un solo giorno. Il Signore non tarda nel compiere la sua promessa, come taluni si credono accusandolo di essere lento, ma è paziente verso di voi, perché non vuole che alcuno perisca, ma che tutti giungano al ravvedimento. ( ... )

Noi attendiamo, secondo la sua promessa, « cieli nuovi e terra nuova », in cui abiterà la giustizia. Per questo, o carissimi, nella attesa di tutte queste cose, procurate di essere da lui trovati senza macchia e senza colpa in pace. (2 Pietr. 3, 114)

CONCLUSIONE Si deve prevedere il fine e la fine di ogni cosa, di ogni nostra azione.

Chi non conosce il fine e la fine della sua vita, della storia umana, deve farne diligente ricerca, subito e a lungo, se fosse necessario. Dovrebe almeno inventarli, perché senza tale conoscenza, senza la Fede e la Speranza cristiana, la visione del mondo e della propria vita resta inquietante, angosciosa, non solo per la morte inevitabile, ma per la vita stessa, che non avrebbe senso. Il cristiano supera l'angoscia e l'inquietudine perché ha chiaro nella mente e nel cuore le intenzioni finali di Dio creatore, redentore e amore; e con l'azione, quanto più possibile impegnata, coopera a tessere in questo mondo la trama del disegno divino, che riesce a intuire dai segni dei tempi.

PREGHIERA COMUNITARIA

INVITO Il nostro Dio ha tanto amato gli uomini da sollecitarne l'amicizia e scegliersi tra essi un popolo tutto suo. Rivolgiamogli fiduciosi la preghiera perché ogni uomo corrisponda all'Amore di Dio, secondo il dono che ha ricevuto. Preghiamo insieme e diciamo: Per il Cuore di Cristo tuo Figlio, ascoltaci, o Signore.

INTENZIONI Perché nella Chiesa sorgano sempre numerosi e generosi amici di Dio, come Abramo, Giacobbe e Mosè, per rinnovare la Fede, la Speranza e la Carità, preghiamo:

Perché in ogni cristiano aumenti la consapevolezza che con il battesimo è stato chiamato alla tua amicizia e al tuo amore, e a formare con i fratelli il tuo popolo santo, noi ti preghiamo: Perché ognuno di noi, almeno talvolta, nella preghiera e nel generoso adempimento dei suoi doveri, possa sentire con esperienza viva la tua amicizia e il tuo amore, noi ti preghiamo. (Altre intenzioni personali...)

PREGHIERA DI CONCLUSIONE Dio nostro Padre, che accondiscendi anche con noi fino all'amicizia e all'amore, ti preghiamo: Lo Spirito Santo renda i nostri cuori come il Cuore del tuo Figlio Gesù, aperti all'amore tuo e per tutti i nostri fratelli. Amen. 

6 DIO SI FA DEGLI AMICI

INTRODUZIONE L'amore di Dio non è vago, generico, indistinto, uguale per tutti; se fosse così, non sarebbe un amore personale. Tutt'altro! nella Bibbia esso si rivela talmente concreto, sentito, sempre diverso e sempre grande, come un vero rapporto da persona a persona, che ci appare sconvolgente e incredibile. Ma quante volte l'amore, anche quello umano, non appare sconcertante e incredibile? Nessuna religione ha mai potuto raccontare, e neppure il cristianesimo ha forse esperimentato, tra Dio e l'uomo, un rapporto d'amore, divenuto amicizia autentica, come avviene nellAntico Testamento per Abramo, Isacco, Giacobbe, Mosè e certi profeti. Dio li fece suoi amici e li chiamò tali. E per amore di questi suoi amici, protesse e salvò anche i loro amici, il loro popolo, che poi strinse a sé con Alleanza d'Amore. Veramente non c'è altro dio come il nostro Dio, che ami tanto le sue creature da renderli suoi amici e SUO popolo, per sempre, con Alleanza eterna.

MEDITAZIONE BIBLICA La parola del Signore fu rivolta ad Abramo, in visione, e disse: « Non temere Abramo, io sono il tuo scudo! la tua ricompensa sarà assai grande ».

E Abramo pensava: « Signore, Iddio, che cosa mi darai tu? Io me ne vo senza prole e il figlio di Meseq, Eliezer, Damasceno sarà egli la mia casa? ». Quindi soggiunse: « Ecco tu non mi hai dato prole, ed ecco, un mio domestico sarà mio erede ».

Ma tosto la parola del Signore gli fu rivolta, dicendo: « No, non sarà lui il tuo erede, ma anzi, colui che uscirà dalle tue viscere, egli sarà il tuo erede! » Poi lo condusse fuori e gli disse: « Guarda il cielo e conta le ste  , se ti riesce contarle ». E soggiunse: « Così sarà la tua progenie Egli credette al Signore e il ~ignore glielo ascrisse a giustizia. (Gen. 15, 16) CONCLUSIONE Anche nel nuovo Testamento Gesù chiama « amici » i suoi primi seguaci e li costituisce popolo di Dio, suo corpo mistico, suoi fratelli e figli adottivi del Padre suo. Il cristiano deve approfondire e vivere sempre meglio nel mondo questa verità che è pure una meravigliosa realtà, innestata in lui col battesimo e che si sviluppa con i sacramenti e le opere di giustizia e di amore. E nella preghiera e unione a Dio ogni cristiano può e dovrebbe arrivare all'esperienza profonda dell'amicizia con Cristo e dello amore con Dia Padre e lo Spirito Santo.

PREGHIERA COMUNITARIA

INVITO Il nostro Dio ha tanto amato gli uomini da sollecitarne l'amicizia e scegliersi tra essi un popolo tutto suo. Rivolgiamogli fiduciosi la preghiera perché ogni uomo corrisponda all'Amore di Dio, secondo il dono che ha ricevuto. Preghiamo insieme e diciamo: Per il Cuore di Cristo tuo Figlio, ascoltaci, o Signore.

INTENZIONI Perché nella Chiesa sorgano sempre numerosi e generosi amici di Dio, come Abramo, Giacobbe e Mosè, per rinnovare la Fede, la Speranza e la Carità, preghiamo:

Perché in ogni cristiano aumenti la consapevolezza che con il battesimo è stato chiamato alla tua amicizia e al tuo amore, e a formare con i fratelli il tuo popolo santo, noi ti preghiamo: Perché ognuno di noi, almeno talvolta, nella preghiera e nel generoso adempimento dei suoi doveri, possa sentire con esperienza viva la tua amicizia e il tuo amore, noi ti preghiamo. (Altre intenzioni personali...)

PREGHIERA DI CONCLUSIONE Dio nostro Padre, che accondiscendi anche con noi fino all'amicizia e all'amore, ti preghiamo: Lo Spirito Santo renda i nostri cuori come il Cuore del tuo Figlio Gesù, aperti all'amore tuo e per tutti i nostri fratelli. Amen. 

7 GLI AMICI DI DIO: ABRAMO

INTRODUZIONE Con Abramo ha inizio la rivelazione esplicita della volontà e dell'Amore di Dio per il piano della salvezza. In tutta la storia religiosa dell'uomo e anche del cristianesimo, non si trova un esempio più puro e più commovente del rapporto d'amore, divenuto amicizia, tra Dio e Abramo. Gradualmente Dio lo invita, lo attira, gli ordina, gli confida, lo fa collaboratore di un grande disegno religioso, testimone e firmatario dell'Alleanza divina, padre di una grande nazione religiosa fino al Messia e oltre. E Abramo, sensibile alla voce interiore dello spirito, di Dio, non esita a fare un passo decisivo e compromettente, ogni volta: dalla terra pagana di Ur dei Caldei alla terra promessa da Dio, ma non precisata; dalla sterilità di Sara alla fede che avrà un figlio a ottanta anni; e così altre volte, fino alla prova del Moria, fino alla benedizione divina e alla promessa che avrà una discendenza più numerosa dei granelli di sabbia del mare o del deserto e più brillante delle stelle del cielo. Spesso Dio quasi scherza con Abramo o gli fa delle sorprese a lieto fine, proprio come talvolta avviene tra amici, anche trattandosi di cose serie o grandi.

Nel seguente passo biblico è commovente l'amore di Dio, disposto alla generosità anche con i peccatori di Sodoma, e quasi bisognoso di confidarsi con Abramo.

MEDITAZIONE BIBLICA Il Signore intanto pensava: « Potrò io celare ad Abramo quello che sto per fare, dal momento che Abramo dovrà diventare un popolo grande e potente e in lui saranno benedette tutte le genti della terra? L'ho scelto infatti affinché ordini ai suoi figli e alla sua casa dopo di lui, di osservare la via del Signore e di agire con rettitudine e giustizi affinché il Signore compia in favore di Abramo quello che gli ha promesso ». Soggiunse poi il Signore: « Il clamore che giunge a me da Sodoma e da Gomorra è grande e il loro peccato è molto grave ». (...) Abramo invece, rimasto ancora davanti al Signore, gli si accostò e gli disse: « Faresti tu perire così il giusto insieme con l'empio? Se in quella città vi fossero cinquanta uomini giusti, li faresti tu perire insieme agli altri? Oppure non perdoneresti tu a quel luogo per amore dei cinquanta giusti che vi potrebbero essere? Lungi da te una tal cosa! » E il Signore rispose: « Se io trovo nella città di Sodoma cinquanta giusti, Io per amor loro perdonerò tutta la città ». (Gen. 18, 1726)

CONCLUSIONE Abramo è divenuto « amico di Dio » per dono gratuito e libero, ma anche il suo amore a Dio e agli uomini, per amor di Dio, fu molto grande; ne diede prova in molti modi: fece offerta dei suoi beni ai pellegrini e ai penitenti, nel suo corpo incise a sangue il segno dell'obbedienza e dell'appartenenza al Signore, fece offerta della sua anima quando si mostrò pronto ad eseguire gli ordini di Dio, con indicibile strazio interiore. è un modello per noi. è il padre della nostra fede. I suoi esempi sono pratici e gli apostoli S.Paolo e S. Giacomo ce li hanno spiegati con forza: la fede senza le opere è morta; le opere senza la fede son paglia. Qualunque sia la nostra condizione di vita e il nostro lavoro, solo con la fede e con le opere possiamo piacere a Dio e potremo entrare nell'esperienza viva della sua amicizia divina. Gesù stesso ce l'assicura, senza incertezze o sfumature: se uno mi ama e osserva i miei comandamenti, il Padre ed io verremo in lui.

PREGHIERA COMUNITARIA

INVITO Il nostro Dio ha tanto amato gli uomini da sollecitarne l'amicizia e scegliersi tra essi un popolo tutto suo. Rivolgiamogli fiduciosi la preghiera perché ogni uomo corrisponda all'Amore di Dio, secondo il dono che ha ricevuto. Preghiamo insieme e diciamo: Per il Cuore di Cristo tuo Figlio, ascoltaci, o Signore.

INTENZIONI Perché nella Chiesa sorgano sempre numerosi e generosi amici di Dio, come Abramo, Giacobbe e Mosè, per rinnovare la Fede, la Speranza e la Carità, preghiamo:

Perché in ogni cristiano aumenti la consapevolezza che con il battesimo è stato chiamato alla tua amicizia e al tuo amore, e a formare con i fratelli il tuo popolo santo, noi ti preghiamo: Perché ognuno di noi, almeno talvolta, nella preghiera e nel generoso adempimento dei suoi doveri, possa sentire con esperienza viva la tua amicizia e il tuo amore, noi ti preghiamo. (Altre intenzioni personali...)

PREGHIERA DI CONCLUSIONE Dio nostro Padre, che accondiscendi anche con noi fino all'amicizia e all'amore, ti preghiamo: Lo Spirito Santo renda i nostri cuori come il Cuore del tuo Figlio Gesù, aperti all'amore tuo e per tutti i nostri fratelli. Amen. 

8 GLI AMICI DI DIO: GIACOBBE

INTRODUZIONE La figura religiosa di Giacobbe può apparire più sfocata di fronte a quella di Abramo e Isacco. Ma l'amore di Dio con lui, figlio di Isacco, figlio di Abramo, è stato continuo ed è divenuto pure viva amicizia, che si è « umanizzata » tanto che un giorno Giacobbe osa lottare con Dio, come con un angelo, e vince e ottiene la benedizione che tanto bramava. L'amore e l'amicizia di Dio lo ispira in ogni circostanza della vita e purifica il suo senso religioso e quello del suo clan da ogni feticismo e idolatria e superstizione. E lo eleva a una condizione più spiritualizzata di Dio, la quale precede e prepara le vette mistiche di Mosè e dei profeti. Nella tribù di Giacobbe il piano della salvezza, cioè dell'amore salvifico di Dio si approfondisce e comincia anche a dilatarsi fino all'Egitto, dove « Israele » scenderà in tempo di carestia.

MEDITAZIONE BIBLICA Iddio disse a Giacobbe: « Levati, sali a Betel e dimora colà. Costruisci un altare a Iddio che ti apparve quando fuggivi dalla presenza di tuo fratello Esaù ». E Giacobbe disse alla sua famiglia e a quanti aveva con sé: « Gettate via tutti gli dei stranieri, che avete con voi, purificatevi e cambiatevi le vesti. Poi ci leveremo e saliremo a Betel; lì io farò un altare al Dio che mi esaudì nel giorno della mia angoscia ed è stato con me nel viaggio che ho percorso ». Consegnarono a Giacobbe tutti gli dei stranieri che avevano con sé e tutti gli anelli che portavano agli orecchi, e Giacobbe li sotterrò ai piedi della quercia che era vicino a Sichem. (...) Iddio apparve di nuovo a Giacobbe nel suo ritorno da Paddan Aram e lo benedi. E Dio gli disse: « Il tuo nome è Giacobbe, ma d'ora in poi tu non dovrai più chiamarti Giacobbe, ma il tuo nome sarà Israele e lo chiamò Israele. E Iddio gli disse ancora: «Io sono Iddio Onnipotente. Sii fecondo e moltiplica: un popolo, anzi un insieme di popoli discenderà da te; perfino dei re usciranno dai tuoi lombi». (Gen. 35, 111)

CONCLUSIONE L'umanità si avvicina a Dio per conoscenza graduale.

Anche ognuno di noi deve progredire nella conoscenza e nell'amore di Dio ogni giofno, liberando la nostra idea di Dio da ignoranze e pregiudizi, purificando il nostro sentimento religioso da pretese più vicine alla magia che alla fiducia in Dio, da timori o presunzioni che non onorano Dio, da amuleti materiali o ideali, ai quali anche l'uomo moderno troppo spesso crede e ricorre. Dobbiamo adorare Dio, in spirito e verità, non come lo immaginiamo o lo vogliamo noi, ma come Lui si manifesta a noi nella coscienza illuminata, nella rivelazione della Bibbia, nell'insegnamento della Chiesa. Anche in tarda età, per progredire nella conoscenza e nell'amore di Dio, dovremo liberarci da incrostazioni di abitudini non più coscienti, di deformazioni umane, di nuove e spesso più meschine ignoranze e pigrizie nel conoscere, servire e amare Dio.

La nostra maturazione umana cammina di pari passo con la nostra maturazione religiosa.

PREGHIERA COMUNITARIA

INVITO Il nostro Dio ha tanto amato gli uomini da sollecitarne l'amicizia e scegliersi tra essi un popolo tutto suo. Rivolgiamogli fiduciosi la preghiera perché ogni uomo corrisponda all'Amore di Dio, secondo il dono che ha ricevuto. Preghiamo insieme e diciamo: Per il Cuore di Cristo tuo Figlio, ascoltaci, o Signore.

INTENZIONI Perché nella Chiesa sorgano sempre numerosi e generosi amici di Dio, come Abramo, Giacobbe e Mosè, per rinnovare la Fede, la Speranza e la Carità, preghiamo:

Perché in ogni cristiano aumenti la consapevolezza che con il battesimo è stato chiamato alla tua amicizia e al tuo amore, e a formare con i fratelli il tuo popolo santo, noi ti preghiamo: Perché ognuno di noi, almeno talvolta, nella preghiera e nel generoso adempimento dei suoi doveri, possa sentire con esperienza viva la tua amicizia e il tuo amore, noi ti preghiamo. (Altre intenzioni personali...)

PREGHIERA DI CONCLUSIONE Dio nostro Padre, che accondiscendi anche con noi fino all'amicizia e all'amore, ti preghiamo: Lo Spirito Santo renda i nostri cuori come il Cuore del tuo Figlio Gesù, aperti all'amore tuo e per tutti i nostri fratelli. Amen. 

9 GLI AMICI DI DIO: MOSE'

INTRODUZIONE Si considera Mosè come liberatore e condottiero, legislatore e profeta. Eppure egli è prima di tutto l'intimo confidente delle intenzioni liberatrici di Dio, è il fiduciario e il collaboratore di Dio nell'opera di redenzione del suo popolo, è l'uomo religioso che ha goduto e sofferto un'indicibile esperienza mistica di Dio, tra i bagliori di fuoco del cielo e gli scotimenti della terra, tra gli entusiasmi e gli ammutinamenti del suo popolo « di dura cervice ». Desiderò vedere e vide la gloria di Dio, sia pure da « tergo »; osò perorare la causa del suo popolo infedele con Dio adirato e ne ottenne il perdono. Tutta l'impresa e l'opera nazionale, religiosa di Mosè, narrata nel Pentateuco, rivelano più l'amore che l'onnipotenza miracolosa di Dio, più l'amore eroico, fraterno di Mosè che la sua potenza di condottiero e legislatore. Dio libera Israele e lo esalta sugli Egiziani, lo nutre e lo disseta nel deserto, lo colpisce e lo guarisce, solo e sempre per amore, per fedeltà alla promessa fatta ai suoi amici Abramo, Isacco e Giacobbe. E tale amore ha l'indice e il vertice nell'amicizia personale con Mosè. Ecco come Mosè stesso lo dichiara al popolo in uno dei suoi discorsi, che ad ogni parola vibra di quella esperienza mistica.

MEDITAZIONE BIBLICA (E ora, Israele, ascolta!) Il Signore Iddio tuo è un Dio pietoso; egli non ti abbandonerà, né ti distruggerà, non dimenticherà il patto che giurò ai padri tuoi.

Ed infatti interroga pure i tempi antichi, che furono da prima di te, da quando Dio creò l'uomo sopra la terra, e da una estremità dei cieli all'altra: ci fu mai popolo che udisse la voce di un Dio che parla di mezzo al fuoco, come l'hai udita tu, e rimanesse vivo? Ci fu mai un dio che provasse di venire a prendersi una nazione di mezzo a un'altra con prove, con segni, con portenti e con battaglie, con mano potente e con braccio disteso e con grandi terrori, come fece per voi il Signore Iddio vostro, in Egitto, sotto i vostri occhi? A te sono state fatte vedere queste cose, affinché tu riconosca che il Signore è Dio e che non ce ne sono altri fuori di Lui. Dal cielo egli ti ha fatto udire la sua voce per educarti... Il Signore si è compiaciuto di voi e vi ha scelti non perché eravate un popolo più numeroso di tutti gli altri popoli, anzi siete di numero inferiori ad ogni altro popolo, ma perché il Signore vi ama.   (Deut. 4, 3136/7, 78)

CONCLUSIONE L'amore e l'amicizia di Dio resero Mosè il più grande, il più forte liberatore, condottiero e legislatore, ma anche, come dice la Bibbia, « il più mansueto di tutti gli uomini che erano sulla terra ». Troppi, anche tra i cristiani, temono che l'amore di Dio e del prossimo sia un sentimento che renda teneri e deboli; invece esso rende forti più della morte, sicuri più della potenza, amabili fino a piegare l'ira e la giustizia severa degli uomini e anche di Dio. Noi non sappiamo amare abbastanza, non ci lasciamo amare da Dio e dal prossimo e per questo non siamo forti e amabili, come pur vorremmo.

PREGHIERA COMUNITARIA

INVITO Il nostro Dio ha tanto amato gli uomini da sollecitarne l'amicizia e scegliersi tra essi un popolo tutto suo. Rivolgiamogli fiduciosi la preghiera perché ogni uomo corrisponda all'Amore di Dio, secondo il dono che ha ricevuto. Preghiamo insieme e diciamo: Per il Cuore di Cristo tuo Figlio, ascoltaci, o Signore.

INTENZIONI Perché nella Chiesa sorgano sempre numerosi e generosi amici di Dio, come Abramo, Giacobbe e Mosè, per rinnovare la Fede, la Speranza e la Carità, preghiamo:

Perché in ogni cristiano aumenti la consapevolezza che con il battesimo è stato chiamato alla tua amicizia e al tuo amore, e a formare con i fratelli il tuo popolo santo, noi ti preghiamo: Perché ognuno di noi, almeno talvolta, nella preghiera e nel generoso adempimento dei suoi doveri, possa sentire con esperienza viva la tua amicizia e il tuo amore, noi ti preghiamo. (Altre intenzioni personali...)

PREGHIERA DI CONCLUSIONE Dio nostro Padre, che accondiscendi anche con noi fino all'amicizia e all'amore, ti preghiamo: Lo Spirito Santo renda i nostri cuori come il Cuore del tuo Figlio Gesù, aperti all'amore tuo e per tutti i nostri fratelli. Amen. 

10 I PROFETI MESSAGGERI DELL'AMORE DI DIO

IN'T'RODUZIONE I profeti dell'Antico Testamento sorsero a parlare a nome di Dio e ad agire in mezzo a un popolo caduto in profonda miseria civile e politica e, spesso, anche religiosa. Essi contestarono senza esclusione di colpi le aberrazioni religiose del politeismo sempre rinascente, le contaminazioni morali derivate dalla politica e ogni forma di irreligione o di superstizione. Invitavano re e popolo alla penitenza, cioè al ritorno al Dio di Abramo, di Isacco e di Giacobbe, perché non v'è altro Dio e Dio ama il suo popolo fino alla gelosia, la più tremenda. Sono essi, i profeti, a scoprire e a indicare al popolo e ai suoi capi, negli avvenimenti storici più arruffati, la trama del disegno di Dio che ama e vuol soccorrere, a suo tempo. Negli anni più tristi della decadenza e della deportazione, sono essi che sostengono il popolo con la fiducia nell'aiuto di Dio, che verrà dopo il castigo e la purificazione e con la sicura promessa di una redenzione eterna, più alta di quella politica e civile. Purtroppo, più spesso, l'incomprensione affligge i profeti, amareggia e provoca Dio, rovina profeti e popolo. Ma anche quando predicono e minacciano sciagure, i profeti rivelano l'amore bruciante di Dio.

MEDITAZIONE BIBLICA Ascoltate o cieli e presta attenzione, o terra, perché il Signore ha parlato: « Figli ho allevato e cresciuti ed essi si sono ribellati contro di me. Perfino il bue conosce il suo possessore e l'asino la greppia del suo padrone, ma Israele non mi ha conosciuto, il popolo mio non ha avuto comprensione ». (...) Udite l'insegnamento del nostro Dio, popolo di Gomorra (cioè simile a quello di Gomorra)! Che cosa importa a me l'abbondanza dei vostri sacrifici? Non continuate a portare offerte vane! L'incenso mi reca disgusto; (...) io ritraggo il mio sguardo da voi; io non ascolto; anche se moltiplicate le preghiere, le vostre mani sono piene di sangue. Lavatevi, purificatevi, togliete dinnanzi ai miei occhi la malizia delle vostre opere, cessate dal fare il male. Apprendete il bene, cercate la giustizia, sollevate l'oppresso... Fossero pure i vostri peccati color di carminio, come la neve diverranno bianchi, se fossero rossi come porpora, diverranno come candida lana. (Isaia, 1, 218)

CONCLUSIONE Anche oggi, Dio manda dei « profeti » e sono essi i più formidabili contestatori dei vizi e delle aberrazioni, e i più appassionati animatori della Speranza e dell'Amore, nell'uomo moderno. E anche oggi la voce dei « profeti » cade invano, per l'incomprensione causata da una certa ignoranza boriosa, da certe abìtudini di autosufficienza, da certi personalismi mentali e di condotta, per cui uno vive e crede solo nel mondo di valori e di convinzioni che è riuscito a raccogliersi personalmente, diffidando degli altri. Troppi uomini moderni, per l'autosufficienza o per delusione e pessimismo, si chiudono in se stessi, arrivano a credersi spiriti forti e anche chiaroveggenti e rifiutano ogni voce di profeta e di Dio stesso. Eppure, proprio loro hanno più bisogno e inconscio desiderio di essere animati dalla Speranza e dall'Amore. Ma anche noi!

PREGHIERA COMUNITARIA

INVITO Rivolgiamo con fiducia la nostra preghiera a Dio, nostro Padre, che in ogni tempo ha mandato i suoi profeti a richiamare gli uomini alla conversione e all'amore. Preghiamo insieme e diciamo: Per il Cuore di Cristo tuo Figlio, ascoltaci, o Signore.

INTENZIONI Perché sorgano anche oggi nella Chiesa e nel mondo, profeti generosi che sappiano richiamare alla conversione e all'amore e suscitino operosa la Speranza cristiana, preghiamo: Perché la Chiesa sia liberata dai falsi profeti, che con zelo apparente e dottrine di superbia turbano il popolo di Dio e scandalizzano il mondo, preghiamo: Perché ognuno di noi sia docile alla voce di quel profeta interiore che ci è dato nella nostra coscienza, preghiamo: Perché nella Chiesa e nel mondo cresca il rispetto e l'obbedienza per i « profeti ordinari » costituiti in autorità da Dio nella S. Gerarchia, nella Società e nella Famiglia, preghiamo. (Altre intenzioni personali...)

PREGHIERA DI CONCLUSIONE Signore, Dio nostro, mentre ti chiediamo perdono per aver tante volte chiuse le orecchie e il cuore alla tua voce che si manifestava nella nostra coscienza o per mezzo dei tuoi « profeti », ti preghiamo di formarci un cuore nuovo più docile, più umile, più pronto e generoso, come il Cuore di Gesù, tuo Figlio. Amen. 

11 I MESSAGGERI DELL'AMORE: ELIA

INTRODUZIONE Elia non è un profeta scrittore, non ci ha lasciato nessun libro scritto di suo pugno; eppure le sue parole, registrate da altri, sembrano scritte col ferro, col fuoco e col sangue, tanto è grande l'impeto d'amore di Dio che si manifesta in lui e per mezzo di lui.

Egli si sentiva divorare dall'amore di Dio e del suo popolo: ripeteva spesso: « Io sto al servizio di Dio » e « Sono arso di gelosia per il Signore, perché i figli di Israele hanno disertato... » Per mezzo di Elia, Dio richiama alla fedeltà e all'amore. E talvolta il Profeta compie atti spietati, come quando sgozzò, presso il torrente Cison, i quattrocentocinquanta falsi profeti che traviavano il popolo con i perversi culti della natura e di Baal. In lui l'amore di Dio si rivela qual è per sua natura: forte più della morte, esclusivo, assoluto e quindi giustamente geloso, per la gloria di Dio e il bene dell'uomo.

MEDITAZIONE BIBLICA In seguito si levò il profeta Elia, come fuoco, la sua parola bruciava come fiamma. Con la parola del Signore chiuse il cielo e per tre volte ne fece discendere il fuoco. O Elia quanto glorioso sei per i prodigi! Chi potrà dire di rassomigliarti? Hai strappato un uomo alla morte. Precipitasti dei re nella rovina. Tu fosti elevato in un turbine di fuoco, in un carro tirato da cavalli di fuoco. Tu fosti designato per riprovare il tuo tempo, per placare la collera davanti al giudizio divino, per ricondurre il cuore dei padri verso i figli, e ristabilire le tribù di Giacobbe. Beati quelli che ti potranno vedere e coloro che si sono addormentati nell'amore... (Eccl. 48, 111)

CONCLUSIONE Dio ci ama fino alla gelosia. Nel cuore umano la gelosia è troppe volte una meschinità causata da insicurezza, sospetto malevole ed egoismo esasperato. Nel cuore di Dio è il vertice della sua bontà per le sue creature: senza il suo amore noi non potremmo essere né felici, né pieni di quei beni, spirituali e materiali, che tanto bramiamo, ma che illusoriamente cerchiamo lontano da Dio. Se Dio non ci amasse fino alla gelosia, ci abbandonerebbe quando ci allontaniamo da Lui, e noi cadremmo tanto facilmente nel vuoto: dei sentimenti fatui, dei beni di sogno, di tutta un'esistenza fabbricata con sforzi ma con la polvere inconsistente. Buon per noi che Dio ci corre dietro, come una mamma, anche quando noi fuggiamo lontano da Lui.

Ma non abusiamone, perché è un peccato contro lo Spirito Santo.

PREGHIERA COMUNITARIA

INVITO Rivolgiamo con fiducia la nostra preghiera a Dio, nostro Padre, che in ogni tempo ha mandato i suoi profeti a richiamare gli uomini alla conversione e all'amore. Preghiamo insieme e diciamo: Per il Cuore di Cristo tuo Figlio, ascoltaci, o Signore.

INTENZIONI Perché sorgano anche oggi nella Chiesa e nel mondo, profeti generosi che sappiano richiamare alla conversione e all'amore e suscitino operosa la Speranza cristiana, preghiamo: Perché la Chiesa sia liberata dai falsi profeti, che con zelo apparente e dottrine di superbia turbano il popolo di Dio e scandalizzano il mondo, preghiamo: Perché ognuno di noi sia docile alla voce di quel profeta interiore che ci è dato nella nostra coscienza, preghiamo: Perché nella Chiesa e nel mondo cresca il rispetto e l'obbedienza per i « profeti ordinari » costituiti in autorità da Dio nella S. Gerarchia, nella Società e nella Famiglia, preghiamo. (Altre intenzioni personali...)

PREGHIERA DI CONCLUSIONE Signore, Dio nostro, mentre ti chiediamo perdono per aver tante volte chiuse le orecchie e il cuore alla tua voce che si manifestava nella nostra coscienza o per mezzo dei tuoi « profeti », ti preghiamo di formarci un cuore nuovo più docile, più umile, più pronto e generoso, come il Cuore di Gesù, tuo Figlio. Amen. 

12 I MESSAGGERI DELL'AMORE: ISAIA

INTRODUZIONE Isaia è più che un profeta, è stato chiamato l'evangelista dello Antico Testamento. Aveva una personalità umana e religiosa assai ricca.

Egli ha previsto e descritto i tempi messianici con ricchezza sorprendente di particolari e li ha annunciati con forza e ardore religioso che miravano a sostenere la speranza del suo popolo e ad aprirne l'animo alla fede e all'amore in Dio. Dio ama, purifica e salva anche quando castiga. Il Messia si farà servo e propiziazione e salvatore per noi, nella sofferenza.

Ma egli ci rivelerà anche i tratti della tenerezza e della dolcezza di Dio per noi: sarà l'Emanuele, cioè Dioconnoi, ci sarà dato come figlio bambino che allieta la casa, dove nasce. Sarà come un germoglio di primavera spuntato su tronco vecchio, sarà il principe della pace: allora il lupo abiterà con l'agnello, le spade saranno trasformate in vomeri e le lance in falci, una nazione non alzerà più la spada contro un'altra. Sarà il principe della clemenza: non spegnerà il lucignolo che dà gli ultimi guizzi di fiamma, non spezzerà la canna debole, anzi « distruggerà la morte per sempre; asciugherà le lacrime di ogni viso ».

Ma Isaia avvertiva anche con accoramento: « Se non credete, non sopravvivrete ». Solo « chi crederà non cadrà ». « Mettete la vostra fiducia nel Signore per sempre, perché egli è la rocca eterna ».

MEDITAZIONE BIBLICA Nella conversione e nella quiete è la vostra salvezza, nella tranquillità e nella fiducia è la vostra forza. (...) Il Signore attende il tempo di usarvi misericordia e perciò egli si leva per usarvi pietà, perché è un Dio di giustizia il Signore; beati coloro che sperano in lui. Sl, popolo di Sion, non piangere; egli ti userà pietà, udendo la voce del tuo pianto; quando ti udrà avrà pietà di te. (Isaia 30, 1520)

CONCLUSIONE Tutto il messaggio di Isaia suscita una grande fiducia nell'amore di Dio, ma non solo come intimo sentimento religioso, ma anche come impegno nell'amore al prossimo: « imparate a fare il bene, cercate la giustizia, aiutate l'oppresso, difendete la giustizia dello orfano, proteggete la vedova ». Le opere di misericordia corporale e spirituale saranno anche i segni che riveleranno il Messia: illuminare i ciechi, raddrizzare gli storpi, dar l'udito ai sordi, sciogliere la lingua ai muti. Le stesse opere e mille altre, non come miracoli o interventi straordinari, ma come soccorso e servizio fraterno di ogni giorno, devono essere compiute dal cristiano, secondo la sua professione, per amore.

PREGHIERA COMUNITARIA

INVITO Rivolgiamo con fiducia la nostra preghiera a Dio, nostro Padre, che in ogni tempo ha mandato i suoi profeti a richiamare gli uomini alla conversione e all'amore. Preghiamo insieme e diciamo: Per il Cuore di Cristo tuo Figlio, ascoltaci, o Signore.

INTENZIONI Perché sorgano anche oggi nella Chiesa e nel mondo, profeti generosi che sappiano richiamare alla conversione e all'amore e suscitino operosa la Speranza cristiana, preghiamo: Perché la Chiesa sia liberata dai falsi profeti, che con zelo apparente e dottrine di superbia turbano il popolo di Dio e scandalizzano il mondo, preghiamo: Perché ognuno di noi sia docile alla voce di quel profeta interiore che ci è dato nella nostra coscienza, preghiamo: Perché nella Chiesa e nel mondo cresca il rispetto e l'obbedienza per i « profeti ordinari » costituiti in autorità da Dio nella S. Gerarchia, nella Società e nella Famiglia, preghiamo. (Altre intenzioni personali...)

PREGHIERA DI CONCLUSIONE Signore, Dio nostro, mentre ti chiediamo perdono per aver tante volte chiuse le orecchie e il cuore alla tua voce che si manifestava nella nostra coscienza o per mezzo dei tuoi « profeti », ti preghiamo di formarci un cuore nuovo più docile, più umile, più pronto e generoso, come il Cuore di Gesù, tuo Figlio. Amen. 

13 I MESSAGGERI DELL'AMORE: GEREMIA

INTRODUZIONE Nella vita e nella missione del profeta Geremia s'impersona la tragedia dell'amore divino, offerto e non accettato. Il Profeta annuncia l'amore di Dio per il suo popolo con accenti appassionati, con paragoni presi dall'amore nuziale o di fidanzamento, come tra un uomo e una donna. Dio ama anche chi gli è stato infedele, chi l'ha tradito, non perché egli sia debole o bisognoso, ma perché è superiore alla miseria della persona amata. Per rendere più convincente il suo annunzio, il Profeta non teme l'impopolarità tra i suoi e la persecuzione dei capi politici, pur di annunciare loro la verità che potrebbe salvarli; non evita minimamente i pericoli gravi, che lo minacciano: viene arrestato, gettato in prigione in una fossa fangosa, e poi, liberato, segue la sorte degli scampati alla distruzione di Gerusalemme, li accompagna in Egitto, lui che ne li aveva sconsigliati, ma che non si sentiva il cuore di abbandonarli. E in Egitto avvenne l'epilogo della tragedia: mori, forse ucciso dai suoi, a sassate. Tragedia dell'amore non amato; tragedia di un grande spirito, trasparente figura del Cristo sofferente, « agnello mansueto condotto al sacrificio ». Geremia si sentiva affascinato, anzi egli dice « sedotto » dall'amore di Dio e del suo popolo. Aveva avuto l'esperienza mistica di quanto poi egli scrisse: « Di un amore eterno io ti ho amato, per questo ti ho conservato il mio favore. Metterò la mia legge in loro e la scriverò nei loro cuori; allora io sarò il loro Dio ed essi saranno il mio popolo ».

MEDITAZIONE BIBLICA Allora il Signore rivolse la parola a Geremia e gli disse: « Ecco io sono il Signore di tutti i mortali: che cosa ci può essere di impossibile per me? (...) Ecco, io li radunerò da tutti i paesi nei quali li avrò dispersi... Li ricondurrò in questo luogo, per abitarvi con tutta sicurezza. Io li avrò per mio popolo ed essi mi avranno per loro Dio. Anzi darò loro un altro cuore e un modo di vivere, sì che mi temano in ogni tempo per il bene loro e dei loro figli dopo di loro. Farò con essi un patto eterno e non cesserò di beneficarli: metterò nei loro cuori il mio timore, affinché non si distacchino da me. Troverò la mia gioia nel fare loro del bene e li stabilirò saldamente in questa terra, con tutto il mio cuore e con tutta l'anima mia ». (Ger. 32, 3741)

CONCLUSIONE Per ogni uomo, del passato, del presente e del futuro, tutta la vita si annoda felicemente o tragicamente, qui, in questo punto, nell'Amore. L'Amore, dono generoso di Dio, come bellezza, vita, felicità stessa di Dio, da oggi e per sempre. L'amore verso gli altri, come comunione fraterna di vita, di beni, di ideali, di sforzi per un medesimo comune destino: avvicinarsi e aprirsi sempre di più all'Amore eterno di Dio. La fedeltà a questo dono e a questo impegno d'Amore non è facile: viene spesso messo a dura prova ogni giorno dalle mille traversie che ci preoccupano, ci esasperano, ci innervosiscono nella ricerca ansiosa e individualistica della soluzione dei nostri problemi, della casa, del lavoro, della salute, della libertà, della giustizia, dell'indipendenza dagli altri, dello stesso amore per una persona, da accettare o da respingere. Eppure, tutto potrebbe essere, non dico più facile, ma più semplice e chiaro se fossimo dominati da due sole certezze. Prima: Dio mi ama di un amore eterno e prova gioia a farmi del bene; seconda: tutto si può risolvere, se amo gli altri e se amo con gli altri.

PREGHIERA COMUNITARIA

INVITO Rivolgiamo con fiducia la nostra preghiera a Dio, nostro Padre, che in ogni tempo ha mandato i suoi profeti a richiamare gli uomini alla conversione e all'amore. Preghiamo insieme e diciamo: Per il Cuore di Cristo tuo Figlio, ascoltaci, o Signore.

INTENZIONI Perché sorgano anche oggi nella Chiesa e nel mondo, profeti generosi che sappiano richiamare alla conversione e all'amore e suscitino operosa la Speranza cristiana, preghiamo: Perché la Chiesa sia liberata dai falsi profeti, che con zelo apparente e dottrine di superbia turbano il popolo di Dio e scandalizzano il mondo, preghiamo: Perché ognuno di noi sia docile alla voce di quel profeta interiore che ci è dato nella nostra coscienza, preghiamo: Perché nella Chiesa e nel mondo cresca il rispetto e l'obbedienza per i « profeti ordinari » costituiti in autorità da Dio nella S. Gerarchia, nella Società e nella Famiglia, preghiamo. (Altre intenzioni personali...)

PREGHIERA DI CONCLUSIONE Signore, Dio nostro, mentre ti chiediamo perdono per aver tante volte chiuse le orecchie e il cuore alla tua voce che si manifestava nella nostra coscienza o per mezzo dei tuoi « profeti », ti preghiamo di formarci un cuore nuovo più docile, più umile, più pronto e generoso, come il Cuore di Gesù, tuo Figlio. Amen. 

14 I MESSAGGERI DELL'AMORE: EZECHIELE

INTRODUZIONE Ezechiele cominciò il suo ministero profetico a trenta anni circa. Deportato a Babilonia, dopo la conquista di Gerusalemme compiuta da Nabucodonosor, si stabilì a TelAbid, in mezzo a una colonia di connazionali esiliati. Aprì loro la sua casa, che divenne un centro di animazione spirituale e. religiosa. La sua parola mirava sempre a rinverdire la Speranza nel popolo esiliato: Dio ci castiga, perché ci ama; la sua giustizia la sentiamo pesante e quasi inesorabile, ma è purificazione, liberazione e preparazione necessaria all'Amore che ad ogni costo ci vuole santi, fedeli, degni della Promessa che Dio fece ad Abramo, a Isacco, a Giacobbe. Al compimento della Promessa, nei tempi messianici, Dio stesso si farà pastore del suo popolo, farà sparire dal paese le bestie feroci, le pecore dimoreranno tranquille anche nel deserto o nelle selve e Dio abiterà in mezzo a loro.

MEDITAZIONE BIBLICA Allora la parola del Signore mi fu rivolta, dicendo: Figlio dell'uomo, ai tuoi fratelli, ai deportati con te, a tutta quanta la casa d'Israele, gli abitanti di Gerusalemme vanno dicendo: Voi andate pure lontano dal Signore: a noi è stata data in possesso la terra. Di' pertanto, così dice il Signore Iddio: Se li ho mandati lontano fra le genti, se li ho dispersi in terre straniere, sarò io per loro un santuario per poco tempo, nelle terre dove hanno emigrato. Di' pertanto: così dice il Signore Iddio: Vi raccoglierò dimezzo alle genti e vi radunerò dalle terre, in cui siete stati dispersi, e a voi darò la terra d'Israele. Ed essi vi entreranno e toglieranno da lei tutti i suoi idoli e tutte le sue abominazioni. Darò loro un altro cuore e metterò nel loro intimo uno spirito nuovo; toglierò dal loro petto il cuore di pietra, e darò loro un cuore di carne, affinché seguano i miei statuti e osservino le mie leggi e li mettano in pratica, e saranno il mio popolo ed io sarò il loro Dio. (Ez. 11, 1421)

CONCLUSIONE E' una verità luminosa e confortante anche per noi sapere che anche nel dolore, nell'insuccesso, nell'umiliazione, meritata o inevitabile conseguenza della nostra condizione umana, spesso misera e sempre stretta tra tanti limiti, Dio non ci condanna, mai ci abbandona, ma ci purifica, ci rende più saggi e ci arricchisce o ci prepara beni più grandi di quelli a cui miravamo noi. « Dio non turba mai la gioia dei suoi figli, se non per prepararne loro una più certa e più grande » (A. Manzoni).

L'uomo moderno, di ogni condizione, anche il sacerdote, il religioso, anche il santo, forse, ha un estremo bisogno di questa speranza, di questa certezza.

PREGHIERA COMUNITARIA

INVITO Rivolgiamo con fiducia la nostra preghiera a Dio, nostro Padre, che in ogni tempo ha mandato i suoi profeti a richiamare gli uomini alla conversione e all'amore. Preghiamo insieme e diciamo: Per il Cuore di Cristo tuo Figlio, ascoltaci, o Signore.

INTENZIONI Perché sorgano anche oggi nella Chiesa e nel mondo, profeti generosi che sappiano richiamare alla conversione e all'amore e suscitino operosa la Speranza cristiana, preghiamo: Perché la Chiesa sia liberata dai falsi profeti, che con zelo apparente e dottrine di superbia turbano il popolo di Dio e scandalizzano il mondo, preghiamo: Perché ognuno di noi sia docile alla voce di quel profeta interiore che ci è dato nella nostra coscienza, preghiamo: Perché nella Chiesa e nel mondo cresca il rispetto e l'obbedienza per i « profeti ordinari » costituiti in autorità da Dio nella S. Gerarchia, nella Società e nella Famiglia, preghiamo. (Altre intenzioni personali...)

PREGHIERA DI CONCLUSIONE Signore, Dio nostro, mentre ti chiediamo perdono per aver tante volte chiuse le orecchie e il cuore alla tua voce che si manifestava nella nostra coscienza o per mezzo dei tuoi « profeti », ti preghiamo di formarci un cuore nuovo più docile, più umile, più pronto e generoso, come il Cuore di Gesù, tuo Figlio. Amen. 

15 I MESSAGGERI DELL'AMORE: OSEA

INTRODUZIONE Il profeta Osea ci rivela che l'amore di Dio è tanto grande che non può essere vinto o scoraggiato neppure dal tradimento e dal grave traviamento d'Israele, paragonabili all'adulterio e alla prostituzione di una donna sposata. Per rendere più evidente e scandalosa la vergognosa infedeltà del Popolo eletto e gridare con dolore l'amarezza di DioAmore, Osea si sentì obbligato a unirsi in matrimonio con una prostituta dal nome simbolico di « carbone bianco » e ai figli spuri diede nomi allusivi ai peccati d'Israele e ai castighi che gli sovrastavano. Il Profeta è talmente preso dall'amore di Dio per sé e per il suo popolo, ne ha provato una tale esperienza mistica, che ne parla or con le sfumature più delicate della tenerezza or con la forza della passione più prepotente: come un dolce rapporto di padre e figlio, di sposo e sposa; come impeto potente di passione, di possesso, di gelosia, di odio quale risvolto d'amore ferito; e come condono, riconciliazione e amore misericordioso. Evidentemente, una simile concezione di Dio e dell'amore di Dio è considerata improbabile e scandalosa dalla fredda ragione umana dei filosofi o degli stessi libertini, che più di tutti soffrono il bruciore e la schiavitù della carne; ma il Dio della Bibbia non è l'Ente Supremo; è Amore Supremo, che scende per far risalire, si « umanizza », per « divinizzare ».

MEDITAZIONE BIBIACA (Parole del Signore): « Quando Israele era bambino io l'amai, e dall'Egitto chiamai il mio figlio. Ma più li chiamavo, più si allontanavano da me: ( ... ) Ad Efraim io insegnavo a camminare tenendolo per mano. Ma essi non compresero che io mi prendevo cura di loro. Io li menavo con legami di bontà, con vincoli d'amore; ero per loro come chi si porta un bambino alle guance, mi chinavo su lui per dargli da mangiare.

Ritornerà in Egitto, Assur sarà il suo re, perché non si son voluti convertire. La spada farà strage nella loro città. (...) Il mio popolo è duro a convertirsi; chiamato a guardare in alto, nessuno sa sollevare lo sguardo. Come potrei abbandonarti, Efraim, come consegnarti ad altri, Israele? (...) Il mio cuore si commuove dentro di me, tutte le mie viscere fremono. Non darò sfogo all'ardente mia ira, non distruggerò Efraim, perché sono Dio e non uomo; sono il Santo in mezzo a te, e non amo distruggere ». (Os. 11, 19)

CONCLUSIONE Convinciamoci che Dio non è una divinità e neppure, come hanno detto i filosofi, la ragione prima ed ultima di tutto, ma lontana, solitaria, in sé, indifferente, perché impassibile. Il nostro Dio, il vero Dio, ha un cuore sensibilissimo, tenerissimo che ama e vuol essere amato, per il bene nostro. Apriamoci a tanto amore e apriamo anche altri cuori alla conoscenza e all'amore di Dio. E quando ci scandalizziamo o ci scoraggiamo e « perdiamo » la fede perché Dio tace sulle ingiustizie del mondo; e quando specialmente nei confronti degli altri, sollecitiamo impazienti l'intervento giustiziere di Dio, ricordiamoci l'ammonimento chiaro di Osea e di Dio stesso: Dio è Dio e non uomo, istintivo, irascibile, vendicativo, che si lascia provocare e vincere dal male. Dio preferisce la paziente attesa e che il peccatore si ravveda, si converta e viva.

PREGHIERA COMUNITARIA

INVITO Rivolgiamo con fiducia la nostra preghiera a Dio, nostro Padre, che in ogni tempo ha mandato i suoi profeti a richiamare gli uomini alla conversione e all'amore. Preghiamo insieme e diciamo: Per il Cuore di Cristo tuo Figlio, ascoltaci, o Signore.

INTENZIONI Perché sorgano anche oggi nella Chiesa e nel mondo, profeti generosi che sappiano richiamare alla conversione e all'amore e suscitino operosa la Speranza cristiana, preghiamo: Perché la Chiesa sia liberata dai falsi profeti, che con zelo apparente e dottrine di superbia turbano il popolo di Dio e scandalizzano il mondo, preghiamo: Perché ognuno di noi sia docile alla voce di quel profeta interiore che ci è dato nella nostra coscienza, preghiamo: Perché nella Chiesa e nel mondo cresca il rispetto e l'obbedienza per i « profeti ordinari » costituiti in autorità da Dio nella S. Gerarchia, nella Società e nella Famiglia, preghiamo. (Altre intenzioni personali...)

PREGHIERA DI CONCLUSIONE Signore, Dio nostro, mentre ti chiediamo perdono per aver tante volte chiuse le orecchie e il cuore alla tua voce che si manifestava nella nostra coscienza o per mezzo dei tuoi « profeti », ti preghiamo di formarci un cuore nuovo più docile, più umile, più pronto e generoso, come il Cuore di Gesù, tuo Figlio. Amen. 

16 L'AMORE DI DIO NELL'ANTICO TESTAMENTO: IL BUON PASTORE

INTRODUZIONE Troppe volte è stato ripetuto che nell'Antico Testamento Dio si rivela severissimo e terribile, più giudice che padre, più pronto all'ira e al castigo che alla misericordia. Non è così; il capitolo undicesimo del profeta Osea basterebbe a convincercene: Dio, anche nella giustizia, non reagisce come un uomo, con un senso giustiziere tagliente e inesorabile; Dio non si vendica, neppure quando è bestemmiato. Dio fa come Gesù sulla croce: perdona loro, perché non sanno quello che fanno. Quella idea di Dio severissimo è una nostra impressione; non accade spesso che l'uomo si lascia impressionare e ricorda di più un. atto di forza, di giustizia, che mille tenerezze? La lettura biblica che segue è certo una delle più sublimi, prima del Vangelo del Buon Pastore che ama e dà la vita per le sue pecorelle; in tutti e due i passi Dio proclama il suo amore che si fa teneramente e fortemente pastore, guida, difensore, medico, salvatore, bene supremo.

MEDITAZIONE BIBLICA Così dice il Signore, Iddio: « Ecco io stesso cercherò le mie pecore e ne farò la rassegna. Come un pastore passa in rassegna il suo gregge se si trova in mezzo alle sue pecore che erano state disperse, così io passerò in rassegna le mie pecore e le radunerò da tutti i luoghi dove erano state disperse nei giorni nuvolosi e di caligine. (...) Le ricondurrò nella loro terra e le farò pascolare sui monti d'Israele e nelle valli, in ogni luogo abitato del paese. Le condurrò in ottime pasture e il loro ovile sarà sui monti alti d'Israele. ( ... ) Io stesso condurrò le mie pecore al pascolo e le farò riposare, dice il Signore, Iddio. Andrò in cerca della pecora perduta e ricondurrò all'ovile la smarrita; fascerò quella ferita e curerò quella malata; avrò cura della grassa e della forte, le pascerò con giustizia. ( ... ) Io giudicherò fra pecora e pecora, fra montoni e becchi. (...) Io giudicherò fra pecora grassa e pecora magra. (...) Io salverò le mie pecore e non saranno più oggetto di preda. Susciterò su di loro un Pastore che le pascerà, David, mio servo. Egli le condurrà al pascolo e sarà il loro pastore. Io, Signore, sarò il loro Dio e David sarà principe in mezzo a loro: io, il Signore, ho parlato. E stringerò con loro il patto di pace!... (Ez. 34, 1125)

CONCLUSIONE Sono commoventi queste dichiarazioni di Dio, pastore pietoso e giusto. Accostale a quelle che già conosci di Gesù, il novello David. Esse hanno avuto conferma di verità nel sacrificio della Croce: « Io sono il buon pastore e conosco le mie (pecore) e le mie conoscono me, come il Padre conosce me ed io conosco il Padre; e per le mie pecore do la mia vita. Ed ho altre pecore che non sono di questo ovile, anche quelle bisogna che io guidi e daranno ascolto alla mia voce, sicché si avrà un solo gregge e un solo pastore ».

Lasciamoci penetrare salutarmente da questa conoscenza amorosa di Dio e di Cristo. Senza incertezze senza timori senza pregiudizi illuministici o positivistici o, come oggi si dice, di secolarizzazione, cogliamo e assecondiamo quel moto interiore della coscienza, che è la voce di Dio e di Cristo che ci invitano a conoscerli, a credere, a confidare nel loro amore. Troppi uomini moderni sono tristi nella vita, perché non sanno che lungo il loro cammino, li accompagna un Pastore, un Donatore di Sangue, Cristo Gesù, mandato da Dio Padre.

PREGHIERA COMUNITARIA

INVITO Rivolgiamo con fiducia la nostra preghiera a Dio, nostro Padre, che in ogni tempo ha mandato i suoi profeti a richiamare gli uomini alla conversione e all'amore. Preghiamo insieme e diciamo: Per il Cuore di Cristo tuo Figlio, ascoltaci, o Signore.

INTENZIONI Perché sorgano anche oggi nella Chiesa e nel mondo, profeti generosi che sappiano richiamare alla conversione e all'amore e suscitino operosa la Speranza cristiana, preghiamo: Perché la Chiesa sia liberata dai falsi profeti, che con zelo apparente e dottrine di superbia turbano il popolo di Dio e scandalizzano il mondo, preghiamo: Perché ognuno di noi sia docile alla voce di quel profeta interiore che ci è dato nella nostra coscienza, preghiamo: Perché nella Chiesa e nel mondo cresca il rispetto e l'obbedienza per i « profeti ordinari » costituiti in autorità da Dio nella S. Gerarchia, nella Società e nella Famiglia, preghiamo. (Altre intenzioni personali...)

PREGHIERA DI CONCLUSIONE Signore, Dio nostro, mentre ti chiediamo perdono per aver tante volte chiuse le orecchie e il cuore alla tua voce che si manifestava nella nostra coscienza o per mezzo dei tuoi « profeti », ti preghiamo di formarci un cuore nuovo più docile, più umile, più pronto e generoso, come il Cuore di Gesù, tuo Figlio. Amen. 

17 L'AMORE DI DIO NELLA GIUSTIZIA

INTRODUZIONE Molti uomini, anche tra i cristiani, anche tra quelli che si professano atei o indifferenti, ancor oggi paventano Dio come giudice severo e inesorabile e, per così dire, « automatico »: pronto a colpire, prima o poi, l'uomo che ha commesso certi sbagli. Non sono pochi quelli che oggi pensano, con scetticismo o con angoscia, che il male fatto rimane e che il perdono, ricevuto nel confessionale o nella coscienza, non cambia nulla, è un semplice conforto, e sfogo da alienato. Simili concezioni sono ingiuriose per Dio e non fanno onore alla intelligenza dell'uomo. Proprio quando nelle pagine dell'Antico Testamento Dio, per bocca dei profeti, minaccia o infligge terribili castighi, proclama anche alto e rassicurante: « Io sono Dio e non uomo!... lo sono il Santo e non amo distruggere! » (Os. 11, 9). E quando anche nel Nuovo Testamento, due apostoli, crederanno di interpretare una reazione di Gesù invocando fuoco dal cielo su un villaggio che l'aveva rifiutato, Gesù risponde deciso e ammonitore: « Non sapete di che spirito siete. Il Figlio dell'uomo è venuto non per perdere le anime, ma per salvarle ». La giustizia di Dio quando giudica assolve, quando castiga purifica e guarisce, quando corregge salva, perché la giustizia in Dio è amore.

MEDITAZIONE BIBLICA La parola del Signore fu rivolta a Giona una seconda volta, dicendo: « Alzati e va' a Ninìve, la grande città, e annunzia loro quanto io ti dirò ». Giona si alzò e se ne andò a Ninive... e predicava, dicendo: « Ancora quaranta giorni e Ninive sarà distrutta ». I cittadini di Ninive credettero a Dio e bandirono un digiuno e vestirono il cilizio dal più grande fino al più piccolo di loro. (...) Poi fu proclamato in Ninive un decreto: « ... ognuno si converta dalla sua malvagia condotta e dalla iniquità che è nelle sue mani. Chi sa? forse Dio potrebbe cambiarsi e ripentirsì, distogliere l'ardore della sua ira e non farci perire ». E Iddio vide le loro opere... si pentì del male che aveva detto di fare e non lo fece. Ma ciò fu per Giona di grande tristezza e ne rimase indignato... Giona uscì dalla città... si fece un riparo di frasche e ci si mise sotto all'ombra, in attesa di vedere ciò che sarebbe avvenuto nella città. E il Signore Iddio fece spuntare una pianta di ricino... per far ombra sulla testa di Giona. E Giona provò una grande gioia per quel ricino. Ma il giorno dopo... Dio fece venire un verme a rodere il ricino e questo seccò. E quando il sole si fu levato... il sole colpì la testa di Giona che si sentì venir meno e chiese di morire. E Iddio chiese a Giona: « Ti sembra bene essere così sdegnato per una pianta di ricino? (...) Tu senti compassione per quella pianta di ricino per cui non ti sei per niente affaticato... ed io non dovrei aver pietà di Ninive nella quale più di centoventimila creature umane non sanno distinguere tra la mano destra e la sinistra? » (Gion. 3, 310 / 4, 111)

CONCLUSIONE Chi di noi non si sorprende talvolta con i sentimenti di Giona? Spesso ci vogliamo attenere a una decisione dura anche quando qualcosa è cambiato a favore del nostro fratello. Il nostro senso di giustizia è spesso una sottile vendetta, una « legittima » barbarie « civile » e il nostro giudizio che vuol essere netto, è un freddo fil di spada.

Siamo imitatori di Dio: la giustizia deve essere una forma di amore, per capire, per aiutare, per correggere, per salvare, non per condannare, per far scontare, per allontanare. 

18 L'AMORE DI DIO NELL'ALLEANZA

INTRODUZIONE Tutti i fatti della Bibbia, Antica e Nuova, s'intrecciano e tessono un'unica trama: l'alleanza tra Dio e Israele, tra Dio e La Chiesa, tra Dio e l'uomo redento. Dio che aveva creato l'uomo volle anche stringere un patto con lui: gli chiedeva di non piegarsi agli idoli, ai beni della terra, di non farsi dio a se stesso, ma di riconoscere Lui solo Dio e Signore e Dator d'ogni bene, di ricercare i beni superiori della giustizia, della santità, di seguire fedelmente i giudizi della coscienza, che il Decalogo ha poi esplicitato a tutti. Da parte sua Dio offriva un amore di predilezione a Israele, l'avrebbe costituito popolo eletto e segno prototipo tra i popoli; offre la salvezza eterna e la sopraelevazione dell'uomo in Cristo, mediante il quale avrebbe offerto a tutti gli uomini una speranza certa di felicità divina. Che penserà di tutto questo, l'uomo moderno, filosofo o uomo della strada che egli sia? Il filosofo, forse, penserà: che Dio è questo, che scende a patti? è debole! E l'uomo della strada, che vive alla giornata, forse dirà: se questo Dio scende a patti, è segno che ha bisogno! Ebbene, se si vuole, sì, Dio è un debole, ma per amore: chi ama non disdegna di scendere, di adattarsi alla persona amata e vuole portarla su, vuole elevarla. Così è la trascendenza di Dio! Se si vuole, sì, Dio ha bisogno, ma di amare: non può fare a meno di amare: è la sua natura, è la sua ricchezza.

MEDITAZIONE BIBLICA Ascolta Israele: il Signore Iddio nostro è l'Unico! Amerai dunque il Signore Iddio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta l'anima tua e con tutto il tuo potere. Queste parole che oggi ti ordino, siano sempre nel tuo cuore, inculcale ai tuoi figli, parlane quando te ne stai in casa tua, quando cammini per la via, quando ti corichi e quando ti alzi. (...) Quando il Signore, Iddio tuo, ti avrà introdotto nella terra che giurò ai padri Abramo, Isacco e Giacobbe, di darti nelle città grandi e belle... quando avrai mangiato e sarai sazio, guardati bene dal dimenticare il Signore, che ti ha tratto dall'Egitto, dalla casa della schiavitù. (...) E quando in avvenire, tuo figlio ti domanderà: Come mai il Signore, Iddio nostro, vi ha dato queste istruzioni, queste leggi e queste prescrizioni? Tu gli risponderai: Eravamo schiavi di Faraone in Egitto, e il Signore ci trasse dall'Egitto con mano potente... E il Signore ci comandò di mettere in pratica tutte queste leggi, affinché temiamo il Signore Iddio nostro e ce ne venga del bene... (Deut. G, 49; 2021; 2423)

CONCLUSIONE L'Alleanza Antica e Nuova, nel Sangue Redentore, è tuttora una trama d'amore di Dio Padre, di Gesù Cristo, dello Spirito Santo, per Israele, per la Chiesa, per noi. In essa, ognuno di noi è chiamato a vivere il suo rapporto con Dio in un modo personale, sociale, interiore. Liberiamo il nostro senso religioso dalla superstizione che si nutre delle suggestioni dell'ignoranza; liberiamoci della presuntuosa autosufficienza di un certo ateismo moderno, per il quale alcuni oggi credono di bastare a se stessi e di non aver bisogno di Dio o temono che Dio 1:. schiacci con la sua potenza o li coarti con le sue imposizioni. Il nostro Dio fa alleanza con l'uomo per amare, per liberare, per fargli trascendere i suoi stessi limiti e pesi terrestri.

PREGHIERA COMUNITARIA

INVITO Rivolgiamo con fiducia la nostra preghiera a Dio, nostro Padre, che in ogni tempo ha mandato i suoi profeti a richiamare gli uomini alla conversione e all'amore. Preghiamo insieme e diciamo: Per il Cuore di Cristo tuo Figlio, ascoltaci, o Signore.

INTENZIONI Perché sorgano anche oggi nella Chiesa e nel mondo, profeti generosi che sappiano richiamare alla conversione e all'amore e suscitino operosa la Speranza cristiana, preghiamo: Perché la Chiesa sia liberata dai falsi profeti, che con zelo apparente e dottrine di superbia turbano il popolo di Dio e scandalizzano il mondo, preghiamo: Perché ognuno di noi sia docile alla voce di quel profeta interiore che ci è dato nella nostra coscienza, preghiamo: Perché nella Chiesa e nel mondo cresca il rispetto e l'obbedienza per i « profeti ordinari » costituiti in autorità da Dio nella S. Gerarchia, nella Società e nella Famiglia, preghiamo. (Altre intenzioni personali...)

PREGHIERA DI CONCLUSIONE Signore, Dio nostro, mentre ti chiediamo perdono per aver tante volte chiuse le orecchie e il cuore alla tua voce che si manifestava nella nostra coscienza o per mezzo dei tuoi « profeti », ti preghiamo di formarci un cuore nuovo più docile, più umile, più pronto e generoso, come il Cuore di Gesù, tuo Figlio. Amen. 

19 L'AMORE SI INCARNA

INTRODUZIONE L'amore, per sua natura, non può restare chiuso in sé: tende a effondersi, ha bisogno di dare, di darsi e, perfino, di sacrificarsi, se è necessario.

E Dio ha tanto amato il mondo da dare il suo figlio per noi. Quando noi non pensavamo più a Dio, alienati come eravamo da Lui e da noi stessi, Egli ebbe compassione di noi e per primo ci venne incontro. Quando il Figlio di Dio venne, gli uomini non l'accolsero come meritava, molti anzi hanno congiurato insieme, tenebre con tenebre contro la luce, per rifiutarlo, per soffocarlo e, oggi, dichiarano morto, Dio e il suo Figlio.

Tremendo mistero dell'ostinazione o della cecità umana! ma forse va compreso, spiegato e aiutato a risolversi, con profonda compassione: a chi è nel buio, la luce riesce abbagliante; a chi è sazio nella società opulenta, riesce pesante concepire idee e realtà superiori, trascendenti; a chi è nell'angoscia, per disperazione o per odio, l'amore appare debolezza, rassegnazione illusoria o sconfitta accettata. Eppure Dio, con divina ostinazione, porta all'uomo l'amore, perché di questo ha veramente bisogno, e per convincerlo, abituarlo all'amore, gli si avvicinò da Uomo a uomo, da Dio Uomo.

MEDITAZIONE BIBLICA O miei cari, amiamoci l'un l'altro, perché l'amore è da Dio, e ognuno che ama è da Dio e conosce Iddio. Colui che non ama non ha conosciuto Iddio, perché Iddio è amore. E l'amore d'Iddio verso di noi si è dimostrato in questo: nell'avere Iddio mandato nel mondo il Figlio suo, l'Unigenito, affinché si viva per mezzo di Lui. In questo consiste l'amore: che noi non abbiamo amato Iddio; ma che egli ha amato noi e ha mandato il suo figlio, vittima di espiazione per i nostri peccati. Miei cari, se così ci ha amato Iddio, anche noi dobbiamo amarci l'un l'altro. Nessuno ha mai veduto Dio; se ci amiamo l'un l'altro Iddio abita in noi e il suo amore è perfetto in noi. Da questo conosciamo che noi siamo in Lui ed egli in noi, perché ci ha dato del suo Spirito. E noi abbiamo veduto e attestiamo che il Padre ha mandato il suo Figlio, come salvatore del mondo. (1 Giov. 4, 714)

CONCLUSIONE Non vi è un fatto storico più grande dell'Incarnazione di Dio, per amore.

Chi ha letto il Vangelo e ci crede, non può più ormai essere sorpreso o meravigliato da nessun altro avvenimento, per quanto imprevedibile o straordinario possa essere. E anche chi si rifiutasse di credere all'Incarnazione, non sentirà mai più una verità o una notizia o un'utopia, se così la si vuol chiamare, più sconvolgente di questa. E tutti e due, chi crede e chi non vuol credere, dopo l'accettazione o il rifiuto, non potranno più vivere come prima: l'Amore, ogni amore, non lascia indifferenti, provoca una risposta. Se ci sono dei « cristianucci » tranquilli, non sconvolti dal Vangelo, se ci sono degli atei così detti indifferenti, è segno che tutti e due sono o assonnati o piuttosto corti e tardi a capire o di sensibilità e volontà fiacca.

PREGHIERA COMUNITARIA

INVITO Rivolgiamo con fiducia la nostra preghiera a Dio, .nostro Padre, che ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio per noi. Preghiamo insieme e diciamo: Per il Cuore di Cristo tuo Figlio, ascoltaci, o Signore.

INTENZIONI Perché la Chiesa senta profondamente e manifesti al mondo la presenza vivificante del Verbo Incarnato, preghiamo: Perché ogni cristiano giunga all'esperienza personale della « benignità e dell'umanità » del nostro Dio fatto uomo, preghiamo: Perché comprendiamo e ci convinciamo che il Vangelo di Gesù, anche se molto esigente e austero, proviene dall'Amore, preghiamo: Per chi è avvilito, ostinato, disperato o si sente impotente a liberarsi dal male e dal peccato, perché possa provare l'amorevolezza divina nella misericordia e nella salvezza, preghiamo. (Altre intenzioni personali...)

PREGHIERA DI CONCLUSIONE Dio, nostro Padre, ascolta la preghiera dei tuoi figli, che mentre ti ringraziano con tutta l'anima dell'amore che tante volte e in tanti modi hai manifestato loro, ti chiedono di essere ardenti di quella carità che li attira al Cuore di Gesù e li impegna nelle opere a favore dei fratelli. Amen. 

20 I MIRACOLI DI GESù, SEGNI DELL'AMORE

INTRODUZIONE Con l'Incarnazione, Dio si è messo dentro la nostra pelle, per vivere tutta e semplicemente la nostra condizione umana. Gesù, toccato dal destino umano fatto di sofferenza fisica e morale, ha sentito salire fino al Cuore il dolore dell'umanità: dei lebbrosi, dei paralitici, dei ciechi, dei sordi, della vedova di Naim, del padre Giairo, delle sorelle di Lazzaro e dello stesso ladrone in croce. Il suo cuore si commosse e Gesù pianse anche, come un uomo, quasi fosse anche lui schiantato dall'imperscrutabilità del male e della morte. E l'Amore che non si rassegna mai e tutto tenta, oltre a insegnare e ad assicurare la salvezza finale, operò anche dei miracoli per dare al dolore un sollievo immediato anche se non definitivo. I miracoli di Gesù e di Dio non sono dimostrazioni di verità o soluzioni di questioni difficili a beneficio degli intellettuali: sono segni dell'Amore. E' vero che la Chiesa e Gesù stesso si sono appellati spesso ai miracoli come argomento di credibilità, ma l'occasione e il movente del miracolo, nella Bibbia e nella Chiesa, è sempre l'Amore.

MEDITAZIONE BIBLICA Gesù dunque andò e trovò Lazzaro che già da quattro giorni era nella tomba. Or, Marta, quando sentì che Gesù veniva, gli andò incontro, mentre Maria stava seduta in casa. Marta disse dunque a Gesù: « Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto, ma so. ancora che qualunque cosa chiederai a Dio, egli te la concederà ». Gesù le disse: « Tuo fratello risorgerà ». Gli rispose Marta: « Lo so che risorgerà nella risurrezione dell'ultimo giorno ». Gesù le disse: « Io sono la Resurrezione e la Vita; chi crede in me, anche se fosse morto, vivrà, e chi vive e crede in me, non morrà in eterno. Credi tu questo? » Gli risponde: « Sì, Signore, io credo... » e ciò detto andò a chiamare sua sorella Maria. Essa, udito questo, si alzò in fretta e venne da lui... appena l'ebbe veduto si gettò ai suoi piedi e disse: « Signore, se tu fossi stato qui, non sarebbe morto mio fratello ». Gesù, allora, vedendola piangere e piangere anche i Giudei che le erano venuti dietro, ebbe un fremito nel suo spirito, si turbò in se stesso e disse: « Dove l'avete posto? » Risposero: « Signore, vieni e vedi ». Gesù pianse. Esclamarono perciò i Giudei: « Guarda come l'amava! ». Allora Gesù, di nuovo fremendo in se stesso, giunse al sepolcro... Gesù disse: « Togliete la pietra ». (...) Levarono dunque la pietra. (E Gesù) con gran voce gridò: « Lazzaro, vieni fuori ». E colui che era morto uscì subito... (Giov. 11, 1744)

CONCLUSIONE   Molti non credono ai miracoli di Gesù, dei santi, della Chiesa cattolica, forse perché non comprendono bene quegli altri miracoli che capitano tutti i giorni, sotto i nostri occhi e le nostre mani: il cammino del sole e delle stelle, il germogliare di un chicco di grano e il suo moltiplicarsi per cinquanta, per cento nella spiga, il formarsi di un'altra vita nel grembo materna e mille altri. Apriamoci, senza prevenzioni, a penetrare le meraviglie dello universo, della natura attorno a noi e dentro di noi: tutto è segno dell'amore di Dio per noi: d'un amore sensibile e fattivo, immediato e per l'eternità.

PREGHIERA COMUNITARIA

INVITO Rivolgiamo con fiducia la nostra preghiera a Dio, .nostro Padre, che ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio per noi. Preghiamo insieme e diciamo: Per il Cuore di Cristo tuo Figlio, ascoltaci, o Signore.

INTENZIONI Perché la Chiesa senta profondamente e manifesti al mondo la presenza vivificante del Verbo Incarnato, preghiamo: Perché ogni cristiano giunga all'esperienza personale della « benignità e dell'umanità » del nostro Dio fatto uomo, preghiamo: Perché comprendiamo e ci convinciamo che il Vangelo di Gesù, anche se molto esigente e austero, proviene dall'Amore, preghiamo: Per chi è avvilito, ostinato, disperato o si sente impotente a liberarsi dal male e dal peccato, perché possa provare l'amorevolezza divina nella misericordia e nella salvezza, preghiamo. (Altre intenzioni personali...)

PREGHIERA DI CONCLUSIONE Dio, nostro Padre, ascolta la preghiera dei tuoi figli, che mentre ti ringraziano con tutta l'anima dell'amore che tante volte e in tanti modi hai manifestato loro, ti chiedono di essere ardenti di quella carità che li attira al Cuore di Gesù e li impegna nelle opere a favore dei fratelli. Amen. 

21 L'AMORE è TUTTO IL MESSAGGIO DI GESù

INTRODUZIONE Tutto il messaggio di Gesù, quello esplicito della sua predicazione e quello implicito nei mille particolari del suo comportamento, della sua vita, non ha lo scopo di dare all'uomo, al cristiano, una perfetta e completa dottrina morale e teologica, ma vuole piuttosto suscitare in lui una piena forma di vita: l'amore. Per Gesù la vita ha senso e valore solo se viene dall'amore, se è vissuta nell'amore e per amore, se trabocca e sfocia nell'amore, se riesce a suscitare amore, sia quando si piega verso le altre persone, sia quando vuole elevarsi al di sopra di se stessa e degli altri, per essere più perfetti, come è perfetto il Padre che sta nei cieli. Gustiamo la dolcezza e la verità di queste parole che Gesù per primo ha vissute.

MEDITAZIONE BIBLICA Vi dò un comandamento nuovo, che vi amiate a vicenda: amatevi l'un l'altro, come io ho amato voi. Da questo conosceranno tutti che siete miei discepoli, se avrete amore gli uni verso gli altri. (Giov. 13, 3435) Come il Padre ha amato me, così io ho amato voi. Perseverate nell'amor mio. Vi ho detto queste cose affinché la mia gioia dimori in voi e la gioia vostra sia piena. (Giov. 15, 9) Non soltanto per questi prego, crederanno in me, per la loro cosa sola, come tu sei in me, anche loro siano una cosa sola affinché sian perfetti nell'unità. ma prego anche per quelli che parola, affinché siano tutti una o Padre, ed io in te, affinché in noi... Io in essi e tu in me, .. (Giov. 17, 2023)

In questo si rendono manifesti i figli d'Iddio e i figli del diavolo: chiunque non pratica la giustizia non è da Dio, come non lo è chi non ama il proprio fratello. (...) Noi sappiamo che siam passati dalla morte alla vita, perché amiamo i fratelli. Chi non ama rimane nella morte. Da questo abbiamo conosciuto l'Amore, poiché Egli ha dato la sua vita per noi. Noi pure dobbiamo dare la vita per i fratelli. (1 Giov. 3, 1016) Se uno dicesse: « Io amo Iddio » e odia il suo fratello, è un bugiardo, perché chi non ama il suo fratello che vede, non può amare Iddio che non vede. E noi abbiamo ricevuto da lui questo comandamento, che chi ama Iddio, ami anche il proprio fratello. (1 Giov. 4, 19)

CONCLUSIONE Questo messaggio cristiano è inquietante!

Gli spiriti che si credono forti lo prendono per una dottrina sentimentale; gli spiriti che si credono sapienti, lo considerano poco avveduto; i politici e gli uomini d'affari, lo trovano ingenuo; e l'uomo comune, tra le mille angustie esasperanti della vita di oggi, giudica impossibile una vita nell'amore. Eppure, per ognuno di questi uomini, calcolatori come il ricco stolto (Luc; 12, 16 ...) viene il momento in cui si troveranno con le mani vuote: la loro vita svanirà in polvere e fumo quando avvertiranno la voce che dice: « Insensato! Questa notte stessa ti verrà richiesta la vita; e quello che hai preparato, per chi sarà? ». (Luc. 12, 20) Solo chi ama, sa per chi sono la sua vita e i suoi beni.

PREGHIERA COMUNITARIA

INVITO Rivolgiamo con fiducia la nostra preghiera a Dio, .nostro Padre, che ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio per noi. Preghiamo insieme e diciamo: Per il Cuore di Cristo tuo Figlio, ascoltaci, o Signore.

INTENZIONI Perché la Chiesa senta profondamente e manifesti al mondo la presenza vivificante del Verbo Incarnato, preghiamo: Perché ogni cristiano giunga all'esperienza personale della « benignità e dell'umanità » del nostro Dio fatto uomo, preghiamo: Perché comprendiamo e ci convinciamo che il Vangelo di Gesù, anche se molto esigente e austero, proviene dall'Amore, preghiamo: Per chi è avvilito, ostinato, disperato o si sente impotente a liberarsi dal male e dal peccato, perché possa provare l'amorevolezza divina nella misericordia e nella salvezza, preghiamo. (Altre intenzioni personali...)

PREGHIERA DI CONCLUSIONE Dio, nostro Padre, ascolta la preghiera dei tuoi figli, che mentre ti ringraziano con tutta l'anima dell'amore che tante volte e in tanti modi hai manifestato loro, ti chiedono di essere ardenti di quella carità che li attira al Cuore di Gesù e li impegna nelle opere a favore dei fratelli. Amen. 

22 L'AMOREVOLEZZA DEL NOSTRO DIO

INTRODUZIONE L'amore di Dio e di Cristo per noi è spesso immaginato come grande, vero, santificante e salvifico, ma anche troppo grande e quindi distante, superiore e senza tenerezza. Al contrario, l'Amore Divino è tanto sceso fino a noi, che non solo si è incarnato, ma si è anche « umanizzato », cioè si è avvicinato al modo nostro di amare, fino a giungere all'amarevolezza e alla tenerezza, di un padre, di una madre, di un amico. Per essere convinti e commossi e sorpresi e conquistati dalla benignità e dalla tenerezza « umana » di Dio Padre e di Gesù, basta leggere con calma alcune pagine della Bibbia: quelle dello amore più che materno di Dio, scritte da Isaia (49, 1415) o da Osea o nel Cantico dei Cantici; quelle della pecorella smarrita, del Buon Pastore, dell'amicizia di Gesù con la famiglia di Lazzaro, delle tenerezze di Gesù per i bambini, dell'adultera salvata dalla lapidazione, della Samaritana, della vedova di Naim, della vite e i tralci, del discorso d'addio all'ultima cena, del perdono dall'alto della croce ai carnefici. Ora ripensiamo profondamente la pagina del figliuol prodigo, nella quale l'amore, la generosità paziente, il perdono, la tenerezza paterna di Dio emergono con tutta forza e commozione.

MEDITAZIONE BIBLICA Gesù disse ancora: « Un uomo aveva due figli. E il più giovane disse al padre: Padre, dammi la parte dei beni che mi spetta. E il padre divise tra i figli i suoi beni. Pochi giorni dopo, il figlio più giovane, messa insieme ogni cosa, se ne parti per un paese lontano, e là scialacquò tutto il suo patrimonio, vivendo dissolutamente.

Quando ebbe dato fondo a ogni cosa, in quella regione venne una tremenda carestia ed egli cominciò a sentir la miseria. Allora se ne andò e si mise a servizio di un uomo di quel paese, il quale lo mandò nei suoi campi a badare ai porci. Avrebbe voluto perfino riempirsi il ventre delle carrube che mangiavano i porci! Non ricevendo nulla da nessuno, rientrando in se stesso, disse: Quanti mercenari di mio padre hanno pane in abbondanza, ed io, qui, muoio di fame... Mi alzerò e andrò da mio padre e gli dirò: Padre, ho peccato contro il cielo e in faccia a te! Non son più degno di essere chiamato tuo figlio: trattami come uno dei tuoi mercenari. E alzatosi, andò da suo padre. Lo vide il padre, mentre era ancora lontano, e ne ebbe pietà; allora correndogli incontro, gli si gettò al collo e lo baciò. E il figlio gli disse: Padre, ho peccato contro il cielo e in faccia a te, non sono più degno di essere chiamato tuo figlio. Ma il padre ordinò ai suoi servi: Portate subito la veste più bella e rivestitelo, mettetegli un anello in dito e i calzari ai piedi. Prendete il vitello grasso, ammazzatelo, si banchetti e si faccia festa; perché questo mio figlio era morto ed è ritornato in vita, era perduto e si è ritrovato. (Luc. 15, 1124)

CONCLUSIONE Mai come oggi l'uomo ha bisogno di amore e perfino di tenerezza, ma di quella dell'animo, non di quella goduta a contatto di pelle: di questa ne trova e ne ha troppa. L'uomo di oggi servito e asservito dalla tecnica, minacciato dalla scienza, soffocato, in alcuni paesi, dalla sicurezza sociale, dalla culla alla tomba, in cerca di benessere e felicità nell'attivismo, nei consumi, in una vita sempre più lunga e più opulenta, sta perdendo il calore dell'animo, nel contatto amichevole tra persona e persona e con Dio, di cui crede di poter fare a meno; sta perdendo il sentimento della pietà e della compassione e quindi del perdono, dato o ricevuto, sta perdendo quel fiore dell'amore, che è la tenerezza, l'amorevolezza. Solo a contatto con Dio, con Gesù, potrà riacquistarlo.

PREGHIERA COMUNITARIA

INVITO Rivolgiamo con fiducia la nostra preghiera a Dio, .nostro Padre, che ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio per noi. Preghiamo insieme e diciamo: Per il Cuore di Cristo tuo Figlio, ascoltaci, o Signore.

INTENZIONI Perché la Chiesa senta profondamente e manifesti al mondo la presenza vivificante del Verbo Incarnato, preghiamo: Perché ogni cristiano giunga all'esperienza personale della « benignità e dell'umanità » del nostro Dio fatto uomo, preghiamo: Perché comprendiamo e ci convinciamo che il Vangelo di Gesù, anche se molto esigente e austero, proviene dall'Amore, preghiamo: Per chi è avvilito, ostinato, disperato o si sente impotente a liberarsi dal male e dal peccato, perché possa provare l'amorevolezza divina nella misericordia e nella salvezza, preghiamo. (Altre intenzioni personali...)

PREGHIERA DI CONCLUSIONE Dio, nostro Padre, ascolta la preghiera dei tuoi figli, che mentre ti ringraziano con tutta l'anima dell'amore che tante volte e in tanti modi hai manifestato loro, ti chiedono di essere ardenti di quella carità che li attira al Cuore di Gesù e li impegna nelle opere a favore dei fratelli. Amen. 

23 GESù CI RIVELA CHE DIO è PADRE

INTRODUZIONE Tutta le vita di Cristo è rivelazione dell'amore suo e di Dio. Ma di Dio egli ha parlato non tanto con i titoli di creatore, padrone, signore, giudice, infinito, onnipotente e giusto, quanto piuttosto come di un Padre, come Amore. Perciò, a un certo punto il Nuovo Testamento arriva all'espressione esplicita, semplice e inequivocabile: « Dio è Amore » (1 Giov. 4, 16). E questo è il culmine della Redenzione, è il tutto della vita di Dio e per la vita dell'uomo. L'Antico Testamento era arrivato alla conoscenza profonda e alla dichiarazione che Dio è colui che è: l'Esistente in sé e per sé; il Nuovo Testamento, mediante la parola e la vita di Cristo ci fa penetrare nel cuore stesso della esistenza di Dio, l'Amore. Sono molte le occasioni in cui Gesù ci ha invitati e istruiti a riconoscere Dio come Padre e ad avere per lui sentimenti di figli. Meditiamo per esempio, con intelletto d'amore, questi passi del Vangelo.

MEDITAZIONE BIBLICA Quando pregate, non fate come gli ipocriti, i quali hanno piacere di pregare in piedi nelle sinagoghe o negli angoli delle piazze, per essere veduti dagli uomini. (...) Ma tu... entra nella tua camera... e prega il Padre tuo che è nel segreto, e il Padre tuo che vede nel segreta, te ne darà la ricompensa. E quando pregate non moltiplicate vane parole, come i pagani, che credono di essere esauditi a forza di parole. Non siate simili a loro, perché il Padre vostro sa di che cosa avete bisogno, prima che gliela chiediate. Voi dunque pregate così: Padre nostro che sei nei cieli... (Mat. 6, 59)

Amate i vostri nemici, pregate per coloro che vi perseguitano, affinché siate figli del Padre vostro che è nei cieli; perché egli fa sorgere il suo sole sopra i cattivi e sopra i buoni e fa piovere sui giusti e sugli ingiusti... Siate dunque perfetti com'è perfetto il Padre vostro celeste. (Mat. 5, 4448) Osservate gli uccelli: non seminano, non raccolgono, non hanno né dispensa né granaio e Dio li nutre. Considerate i gigli del campo, come non filano, non tessono, eppure io vi dico che nemmeno Salomone in tutta la sua gloria non fu mai. vestito come uno di loro. Or voi non state a cercare che cosa mangerete, né cosa berrete; non agitatevi l'animo (...): il Padre vostro sa che ne avete bisogno. (Luc. 12, 2430)

Le parole che io vi dico, non le dico da me, ma il Padre che dimora in me, è lui che fa le opere. Credete a me, che io sono nel Padre e il Padre è in me... (Giov. 14, 10)

CONCLUSIONE è molto vicino a una forma di religione fredda, teista, musulmana, chi di Dio si è fatto una idea e lo rispetta come l'Essere Supremo, l'Onnipotente, l'Assoluto e simile, senza arrivare, specialmente nella preghiera, nella fiducia, negli adempimenti della propria vocazione, a un rapporto filiale. Il cristiano deve conoscere, credere, amare Dio come Padre, in Gesù Cristo lo deve sentire come fratello redentore e nello Spirito Santo come amico, confidente e consigliere.

PREGHIERA COMUNITARIA

INVITO Rivolgiamo con fiducia la nostra preghiera a Dio, .nostro Padre, che ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio per noi. Preghiamo insieme e diciamo: Per il Cuore di Cristo tuo Figlio, ascoltaci, o Signore.

INTENZIONI Perché la Chiesa senta profondamente e manifesti al mondo la presenza vivificante del Verbo Incarnato, preghiamo: Perché ogni cristiano giunga all'esperienza personale della « benignità e dell'umanità » del nostro Dio fatto uomo, preghiamo: Perché comprendiamo e ci convinciamo che il Vangelo di Gesù, anche se molto esigente e austero, proviene dall'Amore, preghiamo: Per chi è avvilito, ostinato, disperato o si sente impotente a liberarsi dal male e dal peccato, perché possa provare l'amorevolezza divina nella misericordia e nella salvezza, preghiamo. (Altre intenzioni personali...)

PREGHIERA DI CONCLUSIONE Dio, nostro Padre, ascolta la preghiera dei tuoi figli, che mentre ti ringraziano con tutta l'anima dell'amore che tante volte e in tanti modi hai manifestato loro, ti chiedono di essere ardenti di quella carità che li attira al Cuore di Gesù e li impegna nelle opere a favore dei fratelli. Amen. 

24 LO SPIRITO SANTO è AMORE

INTRODUZIONE Dopo averci gradualmente rivelato Dio come Padre, se stesso come fratello redentore, Cristo giunge a rivelarci e a donarci lo Spirito Santo.

Lo Spirito Santo è la terza persona divina; noi non riusciamo a comprenderne il mistero, cioè la verità profonda, lumìnosissima, nobilissima e nobilitante per noi, ma possiamo dire con parole che balbettiamo, che lo Spirito Santo è il flusso e il riflusso dell'Amore personale tra il Padre e il Figlio, del Padre per il Figlio e del Figlio per il Padre e insieme di tutte e tre le divine persone, reciprocamente. Ed è anche il flusso e riflusso d'amore ineffabile tra le Tre Divine Persone e l'uomo. Se l'uomo può concepire un retto pensiero e un atto d'amore per Dio, è lo Spirito Santo che lo ispira, lo muove, lo sostiene, e lo rende capace di quel palpito vitale, santificante e salvifico, di cui parla S. Paolo: « Abba »! Padre! Ecco alcuni passi sublimi dell'insegnamento di Gesù agli apostoli e degli apostoli a noi, sullo Spirito Santo Amore.

MEDITAZIONE BIBLICA Se mi amate, osservate i miei comandamenti. Ed io pregherò il Padre che vi darà un altro Consolatore, perché resti con voi per sempre, lo spirito di verità che il mondo non può ricevere, perché non lo vede e non lo conosce, ma voi lo conoscete perché abita con voi e sarà in voi. Vi ho detto queste cose, mentre sto ancora con voi. Ma il Consolatore, lo Spirito Santo che il Padre vi manderà nel mio nome, egli vi insegnerà ogni cosa e vi farà ricordare tutto quello che io vi ho detto. (Giov. 14, 1527) Lo Spirito viene in aiuto della nostra debolezza, perché noi non sappiamo domandare quello che si conviene, ma lo Spirito stesso intercede per noi con gemiti inesprimibili; e colui che scruta i cuori, sa che cosa desideri lo Spirito, perché egli intercede secondo Dio per i Santi. (Rom. 8, 2627)

CONCLUSIONE Conosciamo lo Spirito Santo dall'insegnamento di Gesù e della Chiesa; ma siamo coscienti anche di, possederlo? L'abbiamo ricevuto mediante il sacramento della cresima, che non si deve considerare una bella cerimonia compiuta e conclusa tanti anni fa: la cerimonia è passata, ma gli effetti del sacramento rimangono in noi, essi formano come un « sigillo », sono il segno dello Spirito Santo in noi, a sviluppo della nostra fisionomia spirituale « cristiana », cioè sempre più simile a Cristo. E lo Spirito Santo sviluppa la nostra personalità cristiana operando con i suoi sette doni: sapienza, intelletto, consiglio, fortezza, scienza, pietà, timor di Dio e maturando in noi i frutti più dolci della virtù cristiana: amore, gioia, pace, benignità, longanimità.

PREGHIERA COMUNITARIA

INVITO Rivolgiamo con fiducia la nostra preghiera a Dio, .nostro Padre, che ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio per noi. Preghiamo insieme e diciamo: Per il Cuore di Cristo tuo Figlio, ascoltaci, o Signore.

INTENZIONI Perché la Chiesa senta profondamente e manifesti al mondo la presenza vivificante del Verbo Incarnato, preghiamo: Perché ogni cristiano giunga all'esperienza personale della « benignità e dell'umanità » del nostro Dio fatto uomo, preghiamo: Perché comprendiamo e ci convinciamo che il Vangelo di Gesù, anche se molto esigente e austero, proviene dall'Amore, preghiamo: Per chi è avvilito, ostinato, disperato o si sente impotente a liberarsi dal male e dal peccato, perché possa provare l'amorevolezza divina nella misericordia e nella salvezza, preghiamo. (Altre intenzioni personali...)

PREGHIERA DI CONCLUSIONE Dio, nostro Padre, ascolta la preghiera dei tuoi figli, che mentre ti ringraziano con tutta l'anima dell'amore che tante volte e in tanti modi hai manifestato loro, ti chiedono di essere ardenti di quella carità che li attira al Cuore di Gesù e li impegna nelle opere a favore dei fratelli. Amen. 

25 L'INABITAZIONE DELL'AMORE IN NOI

INTRODUZIONE Nella rivelazione della vita delle Tre Divine Persone, la Bibbia raggiunge le tre vette sublimi, inebrianti di mistero d'Amore: della Paternità, della Fraternità, dell'Amicizia di Dio con l'uomo. Queste altezze, poi, sembrano inabissarsi nell'uomo con l'Incarnazione, con la Redenzione, con 1'inabitazione delle Tre Divine Persone in noi. E da tutta la Rivelazione, sembra questo il fine e la conclusione di tutto: Dio in noi e noi in Dio, uniti ma non confusi, compenetrati, ma non mescolati, come sole nel cristallo e cristallo nel sole. è un mistero, cioè una verità abbagliante, che dà le vertigini, ma è la via, la logica, la conclusione dell'amore: l'amore vuole l'unione, la compresenza, la comprenetazione, pur nella distinzione delle personi amanti; amare è comunicarsi, scambiarsi, quasi, l'esistenza. Con le Tre Divine Persone l'uomo riceve tutto e dà quello che ha ricevuto. Dio è in noi e noi in Dio, a somiglianza del Padre che è nel Figlio e del Figlio che è nel Padre, nell'amore dello Spirito Santo.

MEDITAZIONE BIBLICA Voi conoscerete che io sono nel Padre mio e voi in me ed io in voi. Chi accoglie i miei comandamenti e li osserva è quello che mi ama; e chi ama me, sarà amato dal Padre mio, e io pure l'amerò e gli manifesterò me stesso. (...)

Se uno mi ama osserverà la mia parola, e il Padre mio lo amerà e verremo a lui e dimoreremo in lui. Chi non mi ama, non osserva le mie parole. E la parola che avete ascoltata non è mia, ma del Padre che mi ha mandato. Vi ho detto queste cose mentre sto ancora con voi. Ma il Consolatore, lo Spirito Santo, che il Padre vi manderà nel mio nome, egli vi insegnerà ogni cosa, e vi farà ricordare tutto quello che vi ho detto. (Giov. 14, 2026)

CONCLUSIONE Solo CristoUomo e alcuni mistici hanno compreso e vissuto questa vertiginosa e inebriante realtà dell'esistenza cristiana: Dio in noi. Noi la crediamo cosa inaudita, sbalorditiva e, quindi, chissà quanto vera! Ma noi siamo troppo meschini, siamo fasciati di ignoranza e anche la nostra immaginazione è corta e infantile. Noi ci crediamo incapaci, ci sentiamo a disagio non solo a queste altezze divine, ma anche quando fossimo librati e liberi negli spazi stellari o quando nuotassimo nelle cristalline profondità del mare. Siamo poveri vermiciattoli, (non ci si offenda), abituati a trascinarci, a strisciare sulla crosta terrestre! Eppure il nostro destino si svolge in alto e nelle profondità: siamo in Dio e Dio è in noi; siamo nei cieli di Dio e conteniamo Dio negli abissi del nostro essere umano. Prendiamone coscienza, almeno nella preghiera, nei momenti di solitudine, di meditazione e di pace: per l'onore che Dio ci fa e la beatitudine che vi possiamo trovare.

PREGHIERA COMUNITARIA

INVITO Rivolgiamo con fiducia la nostra preghiera a Dio, .nostro Padre, che ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio per noi. Preghiamo insieme e diciamo: Per il Cuore di Cristo tuo Figlio, ascoltaci, o Signore.

INTENZIONI Perché la Chiesa senta profondamente e manifesti al mondo la presenza vivificante del Verbo Incarnato, preghiamo: Perché ogni cristiano giunga all'esperienza personale della « benignità e dell'umanità » del nostro Dio fatto uomo, preghiamo: Perché comprendiamo e ci convinciamo che il Vangelo di Gesù, anche se molto esigente e austero, proviene dall'Amore, preghiamo: Per chi è avvilito, ostinato, disperato o si sente impotente a liberarsi dal male e dal peccato, perché possa provare l'amorevolezza divina nella misericordia e nella salvezza, preghiamo. (Altre intenzioni personali...)

PREGHIERA DI CONCLUSIONE Dio, nostro Padre, ascolta la preghiera dei tuoi figli, che mentre ti ringraziano con tutta l'anima dell'amore che tante volte e in tanti modi hai manifestato loro, ti chiedono di essere ardenti di quella carità che li attira al Cuore di Gesù e li impegna nelle opere a favore dei fratelli. Amen. 

26 IL SACRIFICIO SUPREMO DELL'AMORE

INTRODL7IONE La morte di Cristo in Croce, sospeso tra cielo e terra, respinto dagli uomini e come abbandonato da Dio, suo Padre, non è avvenuta per necessità di circostanze e di cause concorrenti e fatali e quindi inevitabili, a quel punto. Se voleva, poteva liberarsene: anche Pilato, che ne aveva il potere, lo desiderava, e Lui, anche solo come uomo, ne aveva i diritti e le prove. Volle invece « dare il suo corpo », « versare il suo sangue », per gli uomini, di cui era il migliore e il capo. Per questo aveva detto: « Nessuno ha amore più grande di colui che sacrifica la propria vita per i suoi amici ». Ed è stato anche scritto che chi dà la vita per un altro, ritroverà la sua vita e salverà quella dell'altro. Dalla morte ignominiosa di Gesù siamo stati salvati per sempre, dal nulla maligno della colpa e del male, in cui eravamo caduti, dimenticando Dio, allontanandoci da Dio. La Croce è il segno certo, inequivocabile, irrefutabile che Dio in Cristo ha amato l'uomo, si è chinato, si è immerso e quasi annientato fino in fondo alla nostra triste condizione, per innalzarci fino in cima alla dignità e alla gloria sua. L'amore di Dio e di Cristo non è una dottrina: è un'azione di salvezza, di santificazione, di sopraelevazione dell'uomo.

MEDITAZIONE BIBLICA Dio non ha risparmiato il suo proprio Figlio, ma l'ha consegnato per tutti noi... (Rom. 8, 32) Abbiate in voi quel medesimo sentimento che fu in Cristo Gesù, il quale pur essendo in forma di Dio,... annientò se stesso, prendendo forma di schiavo, divenuto simile agli uomini; e ritrovato nel sembiante come un uomo, umiliò se stesso, divenuto obbediente fino a morte, anzi a morte di croce. Per questo anche Dio lo esaltò e gli donò il nome che è sopra ogni nome... (Filip. 2, 510) Disprezzato e respinto dagli uomini, uomo di dolore ed esperto nel soffrire... I nostri mali egli ha portato e i nostri dolori egli ha sopportato, e noi, l'abbiamo considerato un battuto, colpito da Dio e umiliato. Ma egli è trafitto per le nostre prévaricazionì, è colpito per i nostri peccati. Il castigo che ci avrebbe apportato la salute è ricaduto su di lui e nelle sue piaghe è guarigione per noi. Tutti noi come pecore andavamo errando, ognuno andava per la propria strada, e il Signore ha colpito in Lui il peccato di noi tutti... Giustificherà molti il giusto mio Servo, portando egli stesso i loro peccati. (Isaia 53, 36 e 11) Dio dà prova del suo amore verso di noi proprio in questo, che mentre eravamo ancora dei peccatori, Cristo è morto per noi. (Rom. 5, 8 )

CONCLUSIONE Dovremmo vivere, come S. Paolo, mossi in tutto da questa « idea fissa »: « ... il Figlio di Dio mi ha amato e ha dato se stesso per me ». Per essere degni di questo amore, tutto dovremmo fare, sopportare, soffrire, affrontare, intraprendere, senza pigrizia, senza scoraggiamenti, senza pessimismi, senza calcoli egoistici. E ora, è anche più che giustificato e doveroso l'amore a ogni uomo, qualunque egli possa essere: è Cristo che vive e soffre e fatica e muore in lui, per redimerlo dall'abbandono, dalla miseria, dal fondo, forse, della disperazione, per farlo risalire alla liberazione e alla salvezza. E noi dobbiamo cooperare.

PREGHIERA COMUNITARIA

INVITO Riconoscenti a Dio Padre, che dal Cuore del suo Figlio crocifisso ha fatto sgorgare per la Chiesa e per il mondo la Salvezza e l'Amore, preghiamo insieme e diciamo: Per il Cuore di Cristo tuo Figlio, ascoltaci, o Signore. Perché la carità divina effusa nella Chiesa e nei nostri cuori mediante lo Spirito Santo, cresca e si espanda nell'impegno cristiano per la giustizia, la pace e la fratellanza, preghiamo: Perché sappiamo attingere nell'Eucaristia la forza e la generosità per testimoniare l'Amore nel nostro ambiente sociale, preghiamo Perché dal santo Sacrificio della Messa attingiamo la forza di amare a qualunque costo, qualunque persona, anche i nemici, preghiamo: Perché nell'ora del dolore e di fronte al male, che c'è nel mondo, non ci venga meno la fede e la speranza cristiana, ma si rafforzi la fiducia nell'aiuto divino e la forza dell'amore superi le provocazioni del male, preghiamo:

(Altre intenzioni personali...)

PREGHIERA DI CONCLUSIONE O Dio, nostro Padre, che nel Cuore di Gesù ferito dai nostri peccati, ci hai aperto tesori di Amore infinito, ti preghiamo: crea in noi un cuore nuovo, pronto alla riparazione e impegnato a ricostruire un mondo migliore nel tuo Amore. Amen. 

27 IL DONO SUPREMO DELL'AMORE, L'EUCARISTIA

INTRODUZIONE L'amore vuole, e crea, un rapporto profondo tra le persone che si amano. Il rapporto profondo arriva a richiedere l'unione, la più intima possibile. Troppe persone, terrestri e carnali, si credono arrivate all'unione d'amore con l'abbraccio, con il bacio, con l'unione fisica; ma questi sono segni e gesti e, per così dire, l'anticamera inferiore e lontana dell'unione d'amore. L'unione che vuole l'amore è la compenetrazione delle menti, dei cuori, degli animi, di tutto il proprio mondo interiore con il mondo interiore dell'altro, in donazione trasparente, senza segreti, in abbandono fiducioso senza riserve, in dono totale di sé, sicuro di essere ricevuto e goduto, di ricevere e di godere. E in questa unione, chi si dà si arricchisce e chi riceve potenzia la sua capacità di donarsi. Gesù all'ultima cena, prima di separarsi dai suoi, desiderò ardentemente questa unione, per la nostra santificazione. Si donò a noi anche col suo corpo che avrebbe dato sulla Croce, col sangue che avrebbe sparso generosamente per noi. Ascoltiamo da Gesù stesso, come gli apostoli, questo patto e dono e unione d'amore.

MEDITAZIONE BIBLICA Io sono la vera vite... Rimanete in me ed io in voi.

Come il tralcio non può da sé portare frutto, se non rimane unito alla vite, così nemmeno voi, se non rimanete in me. Io sono la vite, voi i tralci, chi rimane in me ed io in lui, questo porta molto frutto; perché senza di me non potete far niente. Se uno non rimane in me, è gettato via come il sarmento, e si secca e poi viene raccolto e gettato nel fuoco a'bruciare. (Giov. 15, 16) Quando fu giunta l'ora, si mise a tavola insieme ai suoi apostoli. E disse loro: « Ho desiderato tanto di mangiare questa Pasqua con voi, prima di soffrire! »

Poi prese il pane, rese le grazie, lo spezzò e lo distribuì loro dicendo: « Questo è il mio corpo che è sacrificato per voi; fate questo in memoria di me ». E prese pure il calice, dopo aver cenato, dicendo: « Questo calice è la nuova alleanza nel mio sangue che è sparso per voi ». (Luc. 22, 1420) (Gesù disse ai Giudei): « Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue, ha la vita eterna, e io lo risusciterò nell'ultimo giorno. Perché la mia carne è veramente cibo e il mio sangue è veramente bevanda. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue, rimane in me ed io in lui. Come il Padre che vive, ha mandato me, ed io vivo per il Padre, così chi mangia me, vivrà anch'egli per me ». (Giov. 6, 5457)

CONCLUSIONE L'Eucaristia, come sacrificio e come Comunione, perpetua l'unione santificante e salvifica, nell'Amore, di Cristo e dei cristiani. Essa è dono supremo dell'Amare, è unione, nutrimento, sviluppo dell'Amore. Con Essa si rinnova l'Incarnazione, si attua la redenzione, si consuma anticipatamente l'Amore, già prima della visione e unione beatifica del Cielo, sia pure nel mistero e nel sacramento. L'Eucaristia indica chiaramente al cristiano quale deve essere il suo rapporto con Dio e con Cristo, unione intima, compenetrazione di vita, nella santità dell'unità stessa con Dio. L'uomo moderno soffre la solitudine, l'incomunicabilità, si sente solo in mezzo alla moltitudine, nelle grandi città, negli isolati popolosi, forse perché non è aperto e in comunione con Dio.

PREGHIERA COMUNITARIA

INVITO Riconoscenti a Dio Padre, che dal Cuore del suo Figlio crocifisso ha fatto sgorgare per la Chiesa e per il mondo la Salvezza e l'Amore, preghiamo insieme e diciamo: Per il Cuore di Cristo tuo Figlio, ascoltaci, o Signore. Perché la carità divina effusa nella Chiesa e nei nostri cuori mediante lo Spirito Santo, cresca e si espanda nell'impegno cristiano per la giustizia, la pace e la fratellanza, preghiamo: Perché sappiamo attingere nell'Eucaristia la forza e la generosità per testimoniare l'Amore nel nostro ambiente sociale, preghiamo Perché dal santo Sacrificio della Messa attingiamo la forza di amare a qualunque costo, qualunque persona, anche i nemici, preghiamo: Perché nell'ora del dolore e di fronte al male, che c'è nel mondo, non ci venga meno la fede e la speranza cristiana, ma si rafforzi la fiducia nell'aiuto divino e la forza dell'amore superi le provocazioni del male, preghiamo:

(Altre intenzioni personali...)

PREGHIERA DI CONCLUSIONE O Dio, nostro Padre, che nel Cuore di Gesù ferito dai nostri peccati, ci hai aperto tesori di Amore infinito, ti preghiamo: crea in noi un cuore nuovo, pronto alla riparazione e impegnato a ricostruire un mondo migliore nel tuo Amore. Amen. 

28 LA PREGHIERA CRISTIANA è INTIMITA' D'AMORE

INTRODUZIONE L'uomo in preghiera mostra qualche cosa d'infinitamente vero, profondo, alto, pieno. L'uomo in ginocchio, coglie in profondità la consapevolezza di sé, s'innalza al di sopra di sé, pensandosi in relazione a Dio e con Dio e ne riporta una pienezza interiore, che è luce e fiducia, amicizia e amore con Uno più grande di sé, con l'Unico, l'Eterno, l'Amore. Gli apostoli videro molte volte Gesù passare le notti in preghiera, trasfigurato ed estasiato e assai più vero e misterioso di quando, di giorno, trattava con gli uomini. Per questo gli chiesero: « Maestro, insegna anche a noi a pregare ».

MEDITAZIONE BIBLICA (Quando pregate, dite:) « Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo Nome, venga il tuo regno; sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano, e rimetti a noi i nostri debiti, come noi li rimettiamo ai nostri debitori, e non ci indurre in tentazione, ma liberaci dal male ».

CONCLUSIONE Certamente, l'amore vero si dimostra a fatti e non tanto a parole. Ma è anche certo che nella preghiera abbiamo i momenti privilegiati di amore con Dio e di Dio.

Nella preghiera, fatta non tanto di domande, quando piuttosto di rapporto personale, a colloquio diretto con Dio Padre, con Gesù, con lo Spirito Santo, in adorazione, ringraziamento, disponibilità e ascolto e in religiosa contemplazione, si preparano le opere, che poi, compiute, si offrono in testimonianza d'amore. Chi non prega, non si prepara ad amare a fatti con slancio, con zelo; e dopo le opere, chi non prega, diviene facilmente o un filosofo soddisfatto in una certa sua onestà o un « umanitario » contento di fare un generico bene alla società o un accorto calcolatore dei vantaggi propri: senza la preghiera, insomma, non ci liberiamo dal cerchio soffocante del nostro piccolo mondo egoista. E il cristiano sa anche che talvolta le opere a favore degli altri o non bastano o non servono: allora non rimane altra opera d'amore veramente valida che pregare per i prossimi che ci stanno a cuore. A Pietro deciso a fare di testa sua, durante i giorni della Passione, giovò la preghiera di Gesù, non i suoi preavvisi: « Simone, Simone,... ma io ho pregato per te, affinché la tua fede non venga meno... » (Luc. 22, 31)

PREGHIERA COMUNITARIA

INVITO Riconoscenti a Dio Padre, che dal Cuore del suo Figlio crocifisso ha fatto sgorgare per la Chiesa e per il mondo la Salvezza e l'Amore, preghiamo insieme e diciamo: Per il Cuore di Cristo tuo Figlio, ascoltaci, o Signore. Perché la carità divina effusa nella Chiesa e nei nostri cuori mediante lo Spirito Santo, cresca e si espanda nell'impegno cristiano per la giustizia, la pace e la fratellanza, preghiamo: Perché sappiamo attingere nell'Eucaristia la forza e la generosità per testimoniare l'Amore nel nostro ambiente sociale, preghiamo Perché dal santo Sacrificio della Messa attingiamo la forza di amare a qualunque costo, qualunque persona, anche i nemici, preghiamo: Perché nell'ora del dolore e di fronte al male, che c'è nel mondo, non ci venga meno la fede e la speranza cristiana, ma si rafforzi la fiducia nell'aiuto divino e la forza dell'amore superi le provocazioni del male, preghiamo:

(Altre intenzioni personali...)

PREGHIERA DI CONCLUSIONE O Dio, nostro Padre, che nel Cuore di Gesù ferito dai nostri peccati, ci hai aperto tesori di Amore infinito, ti preghiamo: crea in noi un cuore nuovo, pronto alla riparazione e impegnato a ricostruire un mondo migliore nel tuo Amore. Amen. 

29 SE DIO CI AMA, PERCHé IL DOLORE E IL MALE?

INTRODUZIONE L'Antico Testamento ci mostra l'amore di Dio nella creazione, nella provvidenza, nell'amicizia con i Patriarclîi e nella predilezione per Israele, nell'accesa parola dei profeti e nella promessa della Redenzione. Il Nuovo Testamento ci mostra Dio che, per amore dell'uomo, s'incarna, compie miracoli, si fa maestro e pastore buono, si lascia crocifiggere e squarciare il Cuore, ci dona i sacramenti e la Chiesa, per assicurarci la salvezza. Tutto vero, tutto confortante e nobilitante: Eppure, ogni giorno una realtà tremenda di dolori e di mali contrasta e sembra smentire tanto amore di Dio: le guerre, gli odi di parte, le ingiustizie di ogni genere, tante vite umane calpestate, tanti cuori traditi!

E Dio? non vede? non interviene? ama e lascia soffrire, soccombere quelli che ama?

Viene per tutti il momento in cui questi interrogativi mettono alla prova, in modo formidabile, ogni fede, ogni speranza, ogni amore. Perché l'uomo chiede subito conto a Dio, quando un male lo colpisce? Non sarebbe più onesto chiedere conto prima a noi stessi e, semmai, agli altri nostri soci? Dio, sommo dator d'ogni bene, nobilissimo nei suoi sentimenti, che gusto potrebbe trovare nel male, nella sofferenza altrui? Anche l'uomo, che pure è meschino, per poca e buona educazione che abbia, è superiore spesso a quella specie di giustizia che è la vendetta e non vuol provare il gusto amaro di far soffrire gli altri!

L'amore di Dio e di Cristo per noi rimane tanto più grande in quanto hanno avuto compassione del nostro male peggiore, la morte e la dannazione e l'hanno espiato per noi; e ora, nei mali che soffriamo ci confortano; non ce ne liberano, ordinariamente, ma ci sostengono e ci assicurano la vittoria finale, se sappiamo sopportare la nostra croce.

MEDITAZIONE BIBLICA Gesù veduta la folla, salì sul monte... Allora aprì la sua bocca per ammaestrarli e disse: « Beati i poveri in ispirito, perché di essi è il regno dei cieli. Beati gli afflitti, perché saranno consolati. Beati i miti perché erediteranno la terra. Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, perché saranno saziati. Beati i misericordiosi, perché otterranno misericordia. Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio. Beati i pacificatori, perché saranno chiamati figli di Dio. Beati quelli che sono perseguitati per causa della giustizia, perché di essi è il regno dei cieli. Beati sarete voi, quando vi oltraggeranno e perseguiteranno e falsamente diranno di voi ogni male per cagion mia. Rallegratevi ed esultate, perché, grande è la vostra ricompensa nei cieli ».

CONCLUSIONE Ha un cuore Dio! Si prende cura più di un uomo solo, per quanto povero e disprezzato, che del sole o dell'equilibrio degli immensi ammassi stellari. E se si cura di un passero, quanto più non gli starà a cuore l'uomo, fatto a immagine sua? Dobbiamo credere dunque che le sofferenze del cuore umano sono viste e permesse da Dio in modo tutto diverso dal nostro: un modo che i nostri occhi velati di pianto non vedono chiaro, che la nostra intelligenza turbata dalla sensibilità non riesce a capire e che la nostra volontà e il nostro « senso di giustizia » non riesce ad ammettere. Ma chi crede, supererà tutto il male e il dolore. A chi soffre, un istante sembra un'eternità; un'ingiustizia personale o familiare o nazionale sembra la fine del sistema, dello equilibrio del mondo e del cosmo; un dolore, un'offesa, uno sbaglio altrui, anche piccolo, ma ingiusto, , appare come il tradìmento più nero e la fine di ogni credibilità e fiducia negli altri e in Dio stesso.

Ma così, non ci accorgiamo che a un male aggiungiamo altro male o l'aggraviamo.

Il rimedio sta nel contrario; credere, amare, sperare, prima di tutto in Dio, che è abbastanza potente per trarre il bene anche dal male. Ed educarci all'amore: amare Dio datore e rimuneratore di ogni bene; e da Lui riceveremo la forza di amare gli altri e noi stessi, così così come siamo: fallibili.

PREGHIERA COMUNITARIA

INVITO Riconoscenti a Dio Padre, che dal Cuore del suo Figlio crocifisso ha fatto sgorgare per la Chiesa e per il mondo la Salvezza e l'Amore, preghiamo insieme e diciamo: Per il Cuore di Cristo tuo Figlio, ascoltaci, o Signore. Perché la carità divina effusa nella Chiesa e nei nostri cuori mediante lo Spirito Santo, cresca e si espanda nell'impegno cristiano per la giustizia, la pace e la fratellanza, preghiamo: Perché sappiamo attingere nell'Eucaristia la forza e la generosità per testimoniare l'Amore nel nostro ambiente sociale, preghiamo Perché dal santo Sacrificio della Messa attingiamo la forza di amare a qualunque costo, qualunque persona, anche i nemici, preghiamo: Perché nell'ora del dolore e di fronte al male, che c'è nel mondo, non ci venga meno la fede e la speranza cristiana, ma si rafforzi la fiducia nell'aiuto divino e la forza dell'amore superi le provocazioni del male, preghiamo:

(Altre intenzioni personali...)

PREGHIERA DI CONCLUSIONE O Dio, nostro Padre, che nel Cuore di Gesù ferito dai nostri peccati, ci hai aperto tesori di Amore infinito, ti preghiamo: crea in noi un cuore nuovo, pronto alla riparazione e impegnato a ricostruire un mondo migliore nel tuo Amore. Amen. 

30 L'AMORE è TUTTO, IL RESTO è NIENTE

INTRODUZIONE Ognuno di noi tenta di affermarsi nella vita, di farsi valere per qualche merito. Per questo ognuno si sceglie una via: quella della potenza politica o della ricchezza o della scienza o della tecnica o quella, mettiamo, della stessa sapienza e delle virtù che rende l'uomo sicura e ricco di sé. Ma la storia dell'uomo ci rivela quanto siano fallaci e illusorie queste vie, che troppi uomini, ripetutamente a ogni generazione, imboccano e percorrono affannosamente per essere grandi, per essere felici. Già da giovani, nell'ardore e nell'impeto dell'avvio, si scontano le prime delusioni: una passione amorosa, per esempio, che sembrava promettere tanto, si riduce a fuoco di paglia. E da anziani, i politici, in fondo alla via, si accorgono che la loro potenza è stata una ragnatela di parole e di polvere; i ricchi si trovano più asserviti di quando erano poveri; gli scienziati si sentono più ignoranti e impotenti degli illetterati davanti ai rebus della natura, sempre più vasti e complicati; i tecnici si trovano come prigionieri e minacciati dai loro congegni e ordigni; i filosofi e gli storici trovano che la loro vita lungi dall'essere sicura e ricca di sé, ha preso solo una patina di onestà e di onorabilità e i grossi problemi restano affliggenti. Anche l'uomo comune, della strada, che pur sentiva nell'anima una segreta attesa: che la vita gli portasse qualcosa che non riusciva a immaginare, alla fine si ripiega sconfortato come un filo d'erba dopo una giornata di calura estiva. Purtroppo ci si accorge tardi, verso la fine, che sola l'uomo che ama ed è amato, vale, si sente sicuro e ricco, dentro di sé; si sente pienamente se stesso e gode. Viene il tempo in cui ci si accorge che ogni altra opera, ogni altro bene, senza l'amore, è una moneta convenzionale di carta, inflazionistica o addirittura falsa.

Anche per Dio, solo l'amore è credibile, solo l'amore conta.

MEDITAZIONE BIBLICA Aspirate a doni più alti, anzi vi insegno una via che sorpassa ogni altra. Se parlassi le lingue degli uomini e degli angeli, ma l'amore non ho, solo un bronzo echeggiante, un cembalo sonoro. Avessi pur la profezia e conoscessi i misteri tutti e tutta la scienza, possedessi una fede da trasportare le montagne, ma l'amore non ho, io sono un niente. Distribuissi a bocconi i miei beni, e il mio corpo dessi a bruciare, ma se l'amore non ho, niente mi giova. L'amore è paziente, benigno è l'amore, non invidia, non si vanta l'amore, non si gonfia, non è indecoroso, non va in cerca del suo, non si adira, non mal pensa, non vuole il soppruso, ma gode della verità. Tutto scusa, tutto crede, tutto spera, tutto soffre. L'amore mai tramonterà! Le profezie? passeranno. Le lingue? taceranno. La scienza? finirà. Quando verrà ciò che è perfetto, l'imperfetto svanirà... Ora rimane fede, speranza, amore, tutt'e tre; ma di queste più grande è l'amore. (1 Cor. 13, 113)

CONCLUSIONE In fondo, ogni nostro cruccio o infelicità deriva da questo: non amiamo, non siamo amati o non ci lasciamo amare. Ci accorgiamo anche che ogni nostra opera, anche grande e onesta, ma senza amore, desta negli altri o invidia o timori o rivalità o contestazione o sopportazione mal contenuta o distanza o avversione o indifferenza. Solo l'amore ci concilia tutti, fa accettare tutto, da tutti, anche con i nostri difetti, anche quando commettiamo sbagli. Un solo gesto d'amore al mio vicino giova e fa progredire l'uomo più di una scoperta scientifica, più di una impresa spaziale, perché l'amore scopre e suscit nell'altro un senso nuovo di vita, una voglia nuova di viv e, di camminare insieme, di lavorare insieme. E in mezzo a elli che si amano, si rende presente Dio.

PREGHIERA COMUNITARIA

INVITO Riconoscenti a Dio Padre, che dal Cuore del suo Figlio crocifisso ha fatto sgorgare per la Chiesa e per il mondo la Salvezza e l'Amore, preghiamo insieme e diciamo: Per il Cuore di Cristo tuo Figlio, ascoltaci, o Signore. Perché la carità divina effusa nella Chiesa e nei nostri cuori mediante lo Spirito Santo, cresca e si espanda nell'impegno cristiano per la giustizia, la pace e la fratellanza, preghiamo: Perché sappiamo attingere nell'Eucaristia la forza e la generosità per testimoniare l'Amore nel nostro ambiente sociale, preghiamo Perché dal santo Sacrificio della Messa attingiamo la forza di amare a qualunque costo, qualunque persona, anche i nemici, preghiamo: Perché nell'ora del dolore e di fronte al male, che c'è nel mondo, non ci venga meno la fede e la speranza cristiana, ma si rafforzi la fiducia nell'aiuto divino e la forza dell'amore superi le provocazioni del male, preghiamo:

(Altre intenzioni personali...)

PREGHIERA DI CONCLUSIONE O Dio, nostro Padre, che nel Cuore di Gesù ferito dai nostri peccati, ci hai aperto tesori di Amore infinito, ti preghiamo: crea in noi un cuore nuovo, pronto alla riparazione e impegnato a ricostruire un mondo migliore nel tuo Amore. Amen. 

31 IL CUORE DEL SALVATORE

INTRODUZIONE A Cristo crocifisso e già morto, un soldato vibrò un colpo di lancia, che gli squarciò il petto e ne aprì il cuore, per essere sicuro della sua morte. Ma questo accertamento divenne la rivelazione finale e compendiosa di tutta l'opera di Dio e di Cristo. Le labbra aperte della ferita del cuore hanno rivelato tutto il segreto intimo di DioPadre e dell'UomoDio: l'Amore. Tutto è stato fatto per Amore e dall'Amore, niente è stato fatto senza Amore. Il cuore di Gesù è il simbolo più eloquente, più immediato di tutto l'amore divino per l'uomo e anche del più puro e degno amore umano per Dio. Il Cuore e la Persona di Cristo sono il luogo d'incontro di Dio e dell'uomo, e quindi della riconciliazione, del culto perfetto, della redenzione, dell'Amore divino che scende, dell'Amore umanodivino che sale. Nel Cuore e nella Persona di Cristo, l'amore umano e l'amore divino si annodano e palpitano all'unisono. Quando il Verbo, entrando in questo mondo, disse: « Ecco io vengo, o Dio, per compiere la tua volontà »; quando pronunciava la parabola del Figliuol prodigo o parlava del Buon Pastore, quando diceva: « Ho compassione di questo popolo » e provvedeva alle folle stanche o affamate o malate; quando piangeva su Gerusalemme e la richiamava; quando dalla Croce perdonava ai crocifissori e assicurava il paradiso al buon ladrone; quando con tutto il suo spirito si abbandonava al Padre per la vita e per la morte, a pieno compimento della sua volontà d'amore, era sempre il Cuore dell'UomoDio, era l'Amore divino e umano che palpitava per gli uomini e per il Padre.

MEDITAZIONE BIBLICA Era la Parasceve, e affinché non rimanessero in croce i corpi

durante il sabato, molto più ch quel sabato era giorno di grande solennità, i Giudei chiese a Pilato che fossero loro rotte le gambe e fossero portati via. I soldati dunque andarono e ruppero le gambe al pri ìo e all'altro che erano stati crocifissi con lui. Quando fu la Volta di Gesù, vedendo che era già morto, non gli ruppero le gambe; ma uno dei soldati, con una lancia gli apri il costato; subito ne uscì sangue ed acqua. E chi vide, lo attesta, e la sua testimonianza è vera. Ed egli sa di dire il vero, affinché voi pure crediate. Difatti, questo è avvenuto affinché si adempisse la Scrittura: « Non gli spezzerete alcun osso ». E un'altra Scrittura dice ancora: « Volgeranno gli occhi a colui che hanno trafitto ». (Giov. 19, 3137)

CONCLUSIONE In questi ultimi anni è diminuita molto la devozione e il culto del S. Cuore. Ne è stata attribuita la causa all'insistenza di certi devoti e teologi sul « cuore fisico » di Gesù e alle esagerazioni sentimentali. Ma indebolendosi la devozione al S. Cuore, si è raffreddata anche la carità nella Chiesa, l'amore nel mondo; e la stessa Fede ha perso oggi dove lo slancio, dove la sicurezza, dove addirittura lo spirito e l'esistenza, anche nelle anime consacrate. Già ai tempi del Giansenismo e dell'Illuminismo il culto del S. Cuore, cioè dell'Amore Incarnato, fu provvidenziale. Anche oggi, pensiamo, non sarà né la sociologia religiosa, né la pastorale d'insieme o organica, né altre riforme e innovazioni pur necessarie, che ridaranno alla Chiesa l'ardore della carità e dello zelo, e al mondo l'animazione della Fede e della Speranza, ma solo l'Amore divino e umano che si incontrano e partono dal Cuore di Cristo. Reinventiamo con slancio la devozione e il culto dell'Amore: è l'essenza del cristianesimo, è la speranza e la salvezza del mondo, è la gioia dell'uomo e del cristiano.

PREGHIERA COMUNITARIA

INVITO Riconoscenti a Dio Padre, che dal Cuore del suo Figlio crocifisso ha fatto sgorgare per la Chiesa e per il mondo la Salvezza e l'Amore, preghiamo insieme e diciamo: Per il Cuore di Cristo tuo Figlio, ascoltaci, o Signore. Perché la carità divina effusa nella Chiesa e nei nostri cuori mediante lo Spirito Santo, cresca e si espanda nell'impegno cristiano per la giustizia, la pace e la fratellanza, preghiamo: Perché sappiamo attingere nell'Eucaristia la forza e la generosità per testimoniare l'Amore nel nostro ambiente sociale, preghiamo Perché dal santo Sacrificio della Messa attingiamo la forza di amare a qualunque costo, qualunque persona, anche i nemici, preghiamo: Perché nell'ora del dolore e di fronte al male, che c'è nel mondo, non ci venga meno la fede e la speranza cristiana, ma si rafforzi la fiducia nell'aiuto divino e la forza dell'amore superi le provocazioni del male, preghiamo:

(Altre intenzioni personali...)

PREGHIERA DI CONCLUSIONE O Dio, nostro Padre, che nel Cuore di Gesù ferito dai nostri peccati, ci hai aperto tesori di Amore infinito, ti preghiamo: crea in noi un cuore nuovo, pronto alla riparazione e impegnato a ricostruire un mondo migliore nel tuo Amore. Amen.