BERNARDETTA

LA MESSAGGERA DELL'IMMACOLATA

 Ella mi ha detto: "Io sono l'Immacolata Concezione".

 PARTE PRIMA

PRIMA DELL'11 FEBBRAIO 1858

"Nostra Signora mi ha scelta perché ero la più "piccola"; la più "insignificante"; la più "ignorante" di Lourdes". 

Introduzione

Su Bernardetta e sul Messaggio di Lourdes si è scritto molto. Ma non sembri superfluo tornarvi ancora su, seguendo uno stile semplice, sobrio e soprattutto pratico.

Pratico perché non vogliamo rileggere soltanto episodi che forse già conosciamo, ma perché vogliamo trovare il modo per viverli, giorno dopo giorno, seguendo un cammino spirituale che vuole portarci più vicini al Cuore della Mamma!

Piccoli impegni, piccole promesse: ma le cose piccole, fatte con amore, diventano grandi e preziose portano l'eterno nel tempo.

Ripercorriamo allora la storia di Bernardetta che si intreccia e si trasfigura con quella dell'Immacolata venuta fra noi, ancora una volta, per ricordarci le cose che contano, quelle che valgono e che noi, presi da tante cose, spesso dimentichiamo...

Lasciamoci prendere per mano da Maria, ma puntiamo lo sguardo anche sulla piccola Bernardetta, figura splendida, affascinante, disarmante nella sua semplicità.

Lo ha detto lei stessa: Nostra Signora l'ha scelta perché era la più "piccola", la più "insignificante", la più "ignorante" di Lourdes... Questo agli occhi degli uomini... Ma a quelli di Dio ciò che conta è la sapienza del cuore, quella che Bernardetta aveva, pur senza rendersene conto. Ce lo dimostra la sua vita, capolavoro dell'Immacolata!

 

1. Lourdes e i grandi messaggi mariani

Nostra Signora di Lourdes, prega per noi.

Sono passati pochi anni dalle apparizioni del 1830 a Parigi, a Rue du Bac, dove la Vergine, precedendo la definizione dogmatica della Chiesa, si è rivelata come la "Concepita senza peccato" invitando noi suoi figli a rivolgerci a lei per ottenere le grazie di cui abbiamo bisogno, grazie che passano tutte attraverso le sue mani e come raggi di luce inondano la terra e riportano la pace e la fede nel nostro cuore.

Poi, nel 1846, a La Salette, la Bella Signora torna a parlare di conversione, di penitenza, di cambiamento di vita, ricordando l'importanza della santificazione delle feste e dell'ascolto fedele della Parola di Dio... e lo fa piangendo, perché almeno le sue lacrime tocchino il nostro cuore.

Nel 1858 l'Immacolata sceglie di nuovo un altro luogo della Francia, fino ad allora piccolo e sconosciuto, per rivelare la sua presenza e portarci un altro messaggio di fede, di penitenza e di conversione. La Madonna insiste... noi siamo sempre duri nell'ascolto, tiepidi nella pratica... insiste e insisterà ancora, anche a Fatima e poi fino ai nostri giorni!

Quando sceglie Lourdes, nel cielo della Chiesa da poco si era accesa una grande luce: nel 1854 il Papa Pio IX aveva solennemente proclamato il dogma dell'Immacolata Concezione: "La beatissima Vergine Maria nel primo istante della sua concezione, per una grazia e un privilegio singolare di Dio Onnipotente, in previsione dei meriti di Gesù Cristo Salvatore del genere umano, è stata preservata intatta da ogni macchia di peccato originale".

Ma l'eco di tanta grazia non aveva certo ancora raggiunto, nel piccolo e sperduto paese, tanta gente semplice, per la maggior parte incapace di leggere e scrivere, ma di fede solida e pura, spesso alimentata dalla povertà e dalla sofferenza.

Durante l'autunno del 1855 Lourdes era stata devastata da un'epidemia di colera. In certe giornate i morti si contavano a dozzine e venivano posti in fosse comuni. Anche Bernardetta si era ammalata e allora l'unico rimedio era ritenuto quello di frizionare a sangue la schiena! Una sofferenza in più, e non da poco! Guarirà, Bernardetta, ma rimarrà sempre gracile, di salute cagionevole e affetta da un'asma che non la lascerà più.

Questo è l'ambiente in cui la Vergine si appresta ad incontrare la sua prediletta e a farne la messaggera di Lourdes, in tutto il mondo.

Proposito: Lodiamo Maria che, "grande e onnipotente per grazia", ama la povertà, l'umiltà e la semplicità del cuore. Chiediamole di rendere così anche il nostro cuore.

Santa Bernardetta, prega per noi.

 

2. La messaggera dell'Immacolata

Nostra Signora di Lourdes, prega per noi.

Bernardetta è nata il 7 gennaio 1844, nel molino di Boly, a Lourdes, accolta con gioia come primogenita da mamma Luisa Casterot e papà Francesco Soubirous che, sposando Luisa, aveva preso il posto del papà di lei, il mugnaio di Boly, morto lasciando la moglie e sei figli. Il mulino, per andare avanti, aveva bisogno delle sue forti braccia così egli ne prese le redini guidando la grande famiglia.

Al mulino le cose, all'inizio, andavano abbastanza bene e Bernardetta fu una gioia per tutta la famiglia formata allora, oltre che dai genitori, anche dalla nonna, da quattro zie e due zii. Fra questi la zia Bernarda, la primogenita, detta l'ereditiera che, per questo titolo e onore, aveva autorità su tutti i fratelli, ruolo che svolse anche Bernardetta nella propria famiglia. La zia Bernarda, insieme alla zia Lucilla, che alla nascita di Bernardetta aveva solo quattro anni, sarà spesso presente alle apparizioni e guiderà la sua figlioccia per tutto il periodo che passò a Lourdes.

Bernardetta fu battezzata il 9 gennaio del 1844, ma fece una brutta impressione a tutte le comari di Lourdes perché pianse durante tutta la cerimonia!

I primi mesi passano sereni, ma a novembre qualcosa accadde. La madre di Bernardetta era vicina al fuoco e, all'improvviso, la candela di resina appoggiata sul ripiano del camino, le cade addosso.

Si bruciarono i vestiti e, i seni rimasero fortemente ustionati. Luisa, così, è costretta a non allattare più. Zia Bernarda trova una balia per la sua figlioccia tra le clienti del mulino e così Bernardetta, ancora piccina, viene portata a Bartrès. Tornerà al molino di Boly solo due anni dopo mentre la situazione economica della sua famiglia già comincia a cambiare.

Impegno: Nelle difficoltà di ogni giorno cerchiamo di trovare un seme di forza, di pace e di fiducia pensando che Maria non ci abbandona mai.

Santa Bernardetta, prega per noi.

 

3. Le vicende della Famiglia Soubirous

Nostra Signora di Lourdes, prega per noi.

Luisa e Francesco Soubirous erano dei mugnai diversi dagli altri. Di animo buono, comprensivo, essi ricevevano i clienti come amici, come parenti. Offrivano cibo e bevande, facevano credito e sapevano aspettare per avere il dovuto. "Pagherete quando potrete..." e anticipavano la farina fino al nuovo raccolto.

Ma questa generosità fu mal ricambiata e molti se ne approfittarono, mentre la nonna Clara e le zie avevano già lasciato il mulino e quindi erano più soli a pensare al lavoro e alla conduzione della casa. Presto si trovarono con l'acqua alla gola e con tanti debiti da pagare, proprio loro che di crediti ne avevano tanti!

I problemi economici cominciarono a farsi sentire pesantemente e a tutto questo si aggiunse anche un incidente che peggiorò la situazione. Mentre Francesco batteva le macine del mulino per renderle più rugose e taglienti, una scheggia di pietra lo colpisce all'occhio sinistro facendogli perdere la vista.

Bernardetta aveva dieci anni quando lascia Boly, il mulino ai piedi del castello di Lourdes, il luogo in cui è nata e dove ha trascorso gli anni della sua infanzia.

Il papà, mugnaio senza più mulino, si presta a fare il bracciante ad ore pur di trovare un modo per sfamare i suoi quattro figli. Nel frattempo, infatti, sono nati Antonietta nel 1846, Giovanni Maria nel 1851 e Giustino nel 1855.

Francesco Soubirous vende le sue braccia e guadagna un franco e venti centesimi al giorno, meno della paga di un mulo, fissata allora per un franco e mezzo.

Anche Luisa si dà da fare lavorando presso famiglie benestanti, facendo le pulizie e il bucato. Lavora anche nei campi, quando la chiamano, e porta con sé il piccolo Giustino che allatta quando può, nelle pause della mietitura.

Quando muore la nonna Clara, lascia in eredità alla famiglia Soubirous novecento franchi: quanto sembra bastare a Francesco e Luisa per affittare un altro mulino, a quattro chilometri da Lourdes. Ma non è un affare. Il contratto si rivela un imbroglio: a chi non ha scrupoli non è difficile imbrogliare chi non sa né leggere né scrivere! Francesco si accorge della truffa alla fine dell'anno quando deve pagare una somma enorme.

I soldi non bastano e deve andarsene con tutta la famiglia. Ricomincia allora l'esodo di Bernardetta che in un primo momento viene affidata alla zia Bernarda.

Aiuta la zia nell'osteria, rammenda, cuce, segue i piccoli cugini e serve al banco, con la generosità tipica della sua famiglia. Quando le sue amiche vanno a comprare il vino, Bernardetta aggiunge sempre una misura in più e offre un bicchiere da bere al banco... se col permesso della zia, questo non si sa!

Impegno: Preghiamo per tutte le famiglie in difficoltà, perché non disperino mai e sperimentino la provvidenza di Dio che ascolta il grido dei poveri e degli umiliati.

Santa Bernardetta, prega per noi.

 

4. L'infanzia di Bernardetta

Nostra Signora di Lourdes, prega per noi.

Bernardetta vive e soffre profondamente la situazione familiare. Continuamente sfrattata da un alloggio all'altro, privata dei mobili per pagare i debiti, dopo varie peregrinazioni, con solo due letti, due sedie, un tavolo, la credenza e una valigia che contiene tutti i loro averi, la famiglia Soubirous raggiunge quella che sarà per lungo tempo la loro stabile abitazione: il Cachot. Grazie all'aiuto del cugino Sajous che ne era il proprietario, ottengono di vivere nella stanza più tetra, umida, fredda e buia di Lourdes, nella cella dell'antico carcere. Una camera sola, e per giunta piccola, per sei persone.

Il proprietario aveva esitato a lungo prima di accoglierli lì, ma poi si era detto: "Visto che sono in mezzo a una strada, bisogna pur sistemarli da qualche parte!".

Nel Cachot è di casa la fame, ma bisogna tirare avanti. Bernardetta si occupa dei fratelli mentre i genitori, saltuariamente, sono al lavoro. Giustino muore a nove anni. è grande il dolore! Ma bisogna continuare a stringere i denti, con dignità e coraggio.

Quando i genitori non hanno lavoro, collaborano i piccoli a racimolare qualcosa per mangiare, raccogliendo legna da vendere e ferri e stracci vecchi abbandonati che scambiano per poche lire con la straccivendola. Ma non basta ancora: presto arriva pure l'umiliazione e il disonore. Ci fu un furto dal panettiere vicino alla casa dei Soubirous, dove anche Francesco aveva lavorato. Erano scomparsi due sacchi di farina. Il proprietario, pur conoscendone l'onestà, non esitò ad accusarlo, proprio Francesco. Solo più tardi dirà: "è stata la sua miseria che mi ha fatto credere che fosse un ladro".

Francesco Soubirous, senza andare troppo per il sottile, fu allora arrestato e portato in prigione. Ci rimase otto giorni, mentre la vergogna si univa all'umiliazione e al pensiero fisso per la famiglia lasciata nella solitudine e nella fame.

Ma tra Francesco e Luisa ci furono sempre e solo parole di bontà e di rassegnazione. Tanti vicini ne hanno reso testimonianza. Conservavano, l'uno per l'altro, l'amore e la tenerezza dei primi giorni di matrimonio. Francesco "contemplava" la sua sposa, buona, ordinata, forte e paziente, pronta ad affrontare ogni cosa senza lasciarsi andare alla disperazione. Luisa sapeva stare accanto al suo sposo con discrezione, conoscendone e curandone tutte le ferite del cuore, sollevandolo con l'amore, la fedeltà e la fiducia che non vennero mai meno, neppure nei momenti peggiori della loro vita insieme.

Come poteva accadere questo? I Subirous pregavano, e pregavano insieme, tutti i giorni.

Impegno: Ritroviamo ogni giorno un tempo per pregare insieme, in famiglia, un tempo per la riconciliazione, il sostegno reciproco, l'ascolto della Parola di Dio che salva e dà forza. Chiediamo questa grazia a Maria.

Santa Bernardetta, prega per noi.

 

5. Bernardetta ancora lontana da casa e suo ritorno a Lourdes

Nostra Signora di Lourdes, prega per noi.

Intanto Bernardetta torna a Bartrès a fare la bambinaia e la pastora presso la sua balia. Qualcosa da mangiare lì non le manca: polenta di mais mattina e sera, un cibo che non riesce a digerire e che le pesa continuamente sullo stomaco come una macina da mulino! Il pane è riservato ai padroni e la sua salute ne risente. La balia, poi, è dura con lei, inasprita dalla morte dei suoi due figli. Anche il terzo, di cui si occupa Bernardetta, morirà presto. A Bartrès ella fa la domestica tuttofare, obbediente e sottomessa come sempre; ma ha un desiderio che non le dà tregua, un desiderio che non riesce ancora a realizzare: vuole andare al catechismo e fare finalmente la Prima Comunione. La balia le aveva promesso di interessarsene, ma vuole farle lei stessa da maestra e, senza cultura, metodo e sensibilità, vuole farle imparare aride nozioni solo a forza di bastonate.

Bernardetta ha ormai quattordici anni e non sa né leggere né scrivere. è piccola di statura: col suo metro e mezzo non dimostra certo l'età che ha. Ma il suo cuore sensibile soffre e solo sui monti, al pascolo, riesce a respirare! Gioca con gli agnellini, costruisce piccoli altarini, recita il rosario, l'unica preghiera che sa, con la coroncina che ha sempre in tasca, quella che le ha regalato la sorella Antonietta l'anno prima, quella stessa corona che terrà in mano durante tutte le apparizioni.

I mesi passano e la vita a Bartrès diventa sempre più dura. Bernardetta non ne può più e lo manda a dire ai suoi genitori che la capiscono e la riprendono in famiglia. Così, dopo aver salutato e ringraziato la balia, torna a casa, portando con sé, come paga, una patata e una cipolla, una vera ricchezza nella casaprigione dei Soubirous!

Torna a casa per imparare il catechismo e sperare di ricevere finalmente la Prima Comunione tanto desiderata. Ed è tanta la gioia nell'immaginare questa meta che si avvicina che anche il Cachot le sembra meno umido, meno buio, illuminato com'è dalla presenza della mamma, del papà e dei fratellini.

Riprende così il catechismo tante volte interrotto. Qui, nella classe, è la più ignorante di tutte, presa spesso in giro dalle compagne e pure dalle maestre. Ma intanto si avvicina quel famoso giovedì grasso 11 febbraio 1858, quando, a mezzogiorno accadrà la cosa più straordinaria della sua vita: l'incontro a Massabielle con Aquerò (Quella là) come Bernardetta chiamerà, prima di conoscerne il nome, la Bianca Signora.

Impegno: Chiediamo a Maria di darci un grande desiderio per conoscere e approfondire la Parola di Dio e l'insegnamento della Chiesa, insieme ad un rinnovato fervore per l'Eucarestia.

Santa Bernardetta, prega per noi.

 

PARTE SECONDA

LE DICIOTTO APPARIZIONI DI LOURDES

"Come ero felice, Cara Madre, quando avevo la fortuna di contemplarvi!'

 

6. Prima apparizione: 11 febbraio 1858

Nostra Signora di Lourdes, prega per noi.

La Vergine Maria ha già fatto una scelta: ha scelto la piccola Bernardetta per confidente. Proprio Bernardetta che agli occhi di tutti non è niente di niente: è fragile, malaticcia, non ha niente, non sa niente, non riesce ad imparare niente, ma sa pregare con semplicità, sa pregare col cuore e questo conta!

Così sarà lei la messaggera ideale che dirà al mondo ciò che Nostra Signora vuol dire, raccomandandolo con forza e con dolcezza. Luogo d'incontro sarà una grotta.

Certo, la grotta di Massabielle, prima delle apparizioni, non era come oggi la vediamo!

Allora non era altro che un riparo per i maiali, una specie di sporco rifugio dove i guardiani portavano a pascolare i porci. Un angolo malfamato, riservato ad appuntamenti clandestini, dove si raccoglievano pure i rifiuti trasportati dal fiume Gave.

Se quel giorno Bernardetta, con la sorella e l'amica, si era spinta fin là, era certo perché avrebbe trovato più facilmente legna, ossa e stracci vecchi da rivendere per racimolare qualche centesimo.

Bernardetta ha raccontato più volte, per obbedienza, le apparizioni, nei processi istituiti dalle autorità ecclesiastiche per verificare l'autenticità dei fatti. Sentiamola, riassumendo un po' la sua testimonianza:

"Stavo togliendomi le calze (per attraversare il Gave) quando udii un rumore di vento, come quando c'è un temporale. Il rumore sembrava venisse da tutte le vicinanze e se ne andasse per tutte le direzioni, come fanno i tuoni. Mi voltai dalla parte della campagna e vidi gli alberi con i rami immobili. Intanto avevo intravisto, ma senza fermarvi lo sguardo, un agitarsi di rami e di sterpi dalla parte della grotta. Continuai a togliermi le calze, ma udii di nuovo le stesso rumore. Alzai gli occhi e vidi un fascio di

sterpi e di rami che si agitavano, sotto l'apertura più alta della grotta di Massabielle, mentre tutto attorno era immobile! Dietro questi rami, subito dopo, nell'apertura, vidi allora una giovane non più grande di me che mi salutò inchinando leggermente il capo. Nello stesso tempo essa staccò un poco le braccia dal corpo, aprendo le mani. Dal braccio destro le pendeva una corona del Rosario. Io ero spaventata, volevo chiamare le mie compagne che si erano allontanate al di là del fiume, ma non ne ebbi la forza. Mi stropicciai gli occhi, credendo di ingannarmi. Ma la visione era sempre là. La giovane mi sorrideva con molta grazia e sembrava che mi invitasse ad avvicinarmi. Ma io avevo paura. Non una paura, però, come l'avevo avuta altre volte. Infatti sarei rimasta sempre là a contemplare quella visione, mentre quando si ha paura davvero, si cerca di fuggire al più presto.

Allora mi venne l'idea di pregare. Misi la mano in tasca e presi la mia corona, quella che porto sempre con me. Mi inginocchiai e cercai di fare il segno della croce. Ma la mano mi cadde giù e non riuscivo a riportarla alla fronte. A questo punto, però, quella giovane si avvicinò di più a me: teneva la corona in mano e si segnò, come per iniziare la preghiera. Con la mano tremante cercai anch'io di farmi il segno della croce e questa volta ci riuscii. Anche la paura scomparve. Recitai il Rosario. La giovane faceva scorrere i grani della sua corona, ma le labbra restavano immobili. Continuando a recitare il Rosario, io la fissavo con tutta l'intensità possibile.

Aveva una veste candida che le scendeva fino ai piedi dei quali si vedeva solo la punta. La veste era chiusa attorno al collo da una arricciatura da cui pendeva un cordone bianco. Un velo bianco le copriva il capo e scendeva lungo le spalle e le braccia fino all'orlo inferiore della veste. Su ogni piede spiccava una rosa gialla come d'oro. La cintura della veste era azzurra e scendeva fin sotto alle ginocchia. La catena della corona era gialla, i grani erano bianchi, grossi e distanti gli uni dagli altri. La piccola signora aveva un aspetto di vita e di giovinezza. Era circondata di luce. Quando ebbi terminato il Rosario, mi salutò con un sorriso, si ritirò nella nicchia e d'un colpo scomparve".

Impegno: Prendiamo la nostra corona del Rosario e, contemplando nel cuore la Vergine Maria, recitiamo la preghiera da lei preferita, con calma, per tutto ciò che le sta a cuore.

Santa Bernardetta, prega per noi.

 

7. Le prime reazioni

Nostra Signora di Lourdes, prega per noi.

Bernardetta rimane assorta, mentre le compagne che l'avevano vista in ginocchio cominciano a prenderla in giro: "Ma non le basta pregare in chiesa?". Si caricano in testa le fascine di legna e se la prendono non poco con quella sfaticata che non ha raccolto niente e se ne é stata immobile davanti alla grotta. Bernardetta vorrebbe dire qualcosa, si trattiene, ma poi non ce la fa più: "Non avete visto niente, voi?"

"No, e tu?" chiedono le altre. "Dicci cosa hai visto tu! Manterremo il segreto, non diremo niente a nessuno, nemmeno alla mamma!". E allora Bernardetta racconta l'apparizione, fra la meraviglia e l'incredulità di Antonietta e Jeanne. Ma passano solo poche ore e, dopo pranzo, Antonietta non riesce più a frenare la lingua e racconta tutto alla mamma: "Bernardetta ha visto una bella signora vestita di bianco con una fascia azzurra, là alla grotta di Massabielle...".

La mamma si turba. Dopo tanti guai ci manca anche questo! Chiama Bernardetta e la costringe a dire tutto. Non sa reagire che usando il bastone, tanto è innervosita e sconvolta. Il papà, rannicchiato sul letto per il freddo e la stanchezza, non riesce a dire altro che: "Bambine, non dateci dispiaceri anche voi...".

Intanto mamma Luisa si calma, pensa all'apparizione di un'anima del Purgatorio e invita tutti a pregare. Così si farà anche a sera e poi, rimboccandole le coperte, la mamma dice a Bernardetta per consolarla: "Dormi, bambina mia, è stato solo come un brutto sogno. Non devi più andare a Massabielle. Non pensarci più, tu hai solo creduto di vedere...". Ma Bernardetta insiste: "L'ho vista, l'ho vista davvero! E come era bella, come era bella...".

Non può fare a meno di pensarci, per tutta la notte. La mattina dopo fa le cose di sempre, ma si sente un'altra. Passa così il venerdì 12 e il sabato 13 quando, a sera, va a confessarsi dal curato Pomian e gli racconta tutto. Questi le chiede se può riferire il fatto al parroco Peyramale e Bernardetta dice di sì. Intanto tutta Lourdes parla della "bella Signora" vista da Bernardetta alla grotta e le comari ne dicono di tutti i colori: questo grazie a Jeanne che ha pensato di informare quante più persone possibile!

Impegno: Ripensiamo a quante volte la Vergine Maria è intervenuta nella nostra vita, all'aiuto, alla protezione, all'amore che ci ha dimostrato e ringraziamola con tutto il cuore.

Santa Bernardetta, prega per noi.

 

8. Seconda apparizione: 14 febbraio

Terza apparizione: 18 febbraio

Nostra Signora di Lourdes, prega per noi.

A malincuore Bernardetta ha promesso a mamma e papà che non andrà più alla grotta, ma domenica 14 febbraio sente che a spingerla fin lì è una forza irresistibile. Ecco cosa racconta: "Vi ritornai perché mi sentivo spinta dentro. Mia madre mi aveva proibito di andarci, ma dopo la Messa solenne io e due mie compagne andammo a domandarle il permesso. Alla fine ci lasciò andare". Le bambine, temendo che nella grotta ci fosse qualche "anima" o addirittura il diavolo, passando in chiesa riempiono una bottiglietta di acqua benedetta con cui aspergere la visione. Bernardetta precede tutte.

"Arrivate alla grotta racconta ancora Bernardetta ciascuna di noi prese la corona e ci mettemmo in ginocchio per recitare il Rosario. Avevo appena recitata la prima decina quando vidi la stessa Signora. Allora mi misi a gettarle addosso l'acqua benedetta dicendole: "Se lei viene da parte di Dio, resti. Se no, se ne vada!" e continuavo a gettargliene. Ma più gliene gettavo e più lei sorrideva e piegava il capo. Alla fine la bottiglietta era vuota...".

Le compagne non vedono niente, ma si spaventano nel constatare che Bernardetta è diventata pallidissima: la toccano, ma non risponde. Vogliono smuoverla, ma sembra inamovibile e non riescono, con tutta la forza messa insieme, a portarla via. è diventata pesante e come attaccata al suolo.

Alcune corrono allora alla casa più vicina, al molino Savy e il mugnaio accorre. Fa fatica lui pure, così robusto, a prendere fra le braccia Bernardetta. Altre amiche vanno intanto a chiamare mamma Luisa che accorre disperata. Poi Bernardetta esce dall'estasi e i testimoni dicono che aveva le lacrime agli occhi e, sorridendo, il suo volto era più bello di quanto si possa immaginare. La mamma la riporta a casa per un braccio ripetendo ancora: "Non ci andrai più, mai più, a Massabielle!".

Al catechismo la prendono in giro, qualcuno per strada osa pure schiaffeggiarla invitandola a smetterla con quelle carnevalate. Due giorni passano così. Poi, il mercoledì sera la facoltosa vedova Millet, datrice di lavoro di Luisa, e la sua sarta, insistendo ottengono il permesso di accompagnare l'indomani Bernardetta alla grotta.

Si incamminano presto. Bernardetta come sempre corre e arriva prima. Raggiunta dalle due, recitano insieme il Rosario e poi Bernardetta esclama: "C'è!", cadendo subito in estasi. La sarta le porge carta, penna e calamaio perché la visione scriva il suo nome e ciò che desidera da loro. Bernardetta offre tutto alla Signora che però sorride soltanto e, dandole del "lei" le dice in dialetto: "Non è necessario... Vorrebbe farmi la grazia di venire qui per quindici giorni?".

"Sì" risponde pronta Bernardetta, e aggiunge: "Col permesso dei miei genitori".

La Signora, che in questa apparizione parla per la prima volta, dice ancora: "Non le prometto di farla felice in questo mondo, ma nell'altro". Poi, innalzandosi, scompare.

Impegno: Non puntiamo tutto solo sulla felicità in questa terra. Speriamo anche in quella che ci aspetta e, pur in mezzo alle difficoltà e alle sofferenze, fin d'ora, con la fede e la preghiera, portiamo ogni giorno il Cielo quaggiù.

Santa Bernardetta, prega per noi.

 

9. Quarta apparizione: 19 febbraio

Nostra Signora di Lourdes, prega per noi.

La sera del 18 in famiglia si era molto parlato. Ormai sembrava chiaro che quella visione non fosse un'anima del Purgatorio, visto che non chiedeva preghiere e mostrava una serenità celeste; ma le cose non erano ancora chiare; la signora Millet riuscì a convincere tutti che bisognava tornare. Zia Bernarda suggerisce a mamma Luisa di accompagnare lei stessa Bernardetta alla grotta, l'indomani. Intanto la piccola viene accolta in casa Millet, per riposare meglio. Ci resterà due giorni; ma ormai quel che conta per lei è solo il fatto che rivedrà "Aquerò" per ancora tanti giorni! è solo questo che, pur in mezzo a tante contraddizioni, la riempie di felicità.

Venerdì 19 la notizia si è già diffusa. Un gruppetto di donne si unisce a Bernardetta e ai suoi familiari, portando ceri accesi; è presto, fa freddo e Bernardetta è rannicchiata sotto il suo cappuccio di lana. Arrivati alla grotta tutti si inginocchiano e cominciano a dire il Rosario. Alla terza Ave Maria Bernardetta è già in estasi. Il suo viso diventa bianco come la cera, appena roseo alle labbra e trasparente come se fosse attraversato da una luce. Mamma Luisa si spaventa e grida, pensando di veder morire sua figlia. Bernardetta riferirà che la Signora le sorrideva in un modo incantevole e, in silenzio, la salutava col capo, mentre scompariva.

Tutto questo durò una mezz'ora e Bernardetta, sopraffatta dall'emozione, si stropiccia gli occhi e va a gettarsi fra le braccia della mamma, che nel frattempo si è un po' calmata.

Per sottrarla alla curiosità della folla la zia Bernarda propone di riportarla in fretta a Lourdes. Cammin facendo Bernardetta racconta di aver udito, durante l'apparizione, un grande frastuono di voci e di grida provenienti dalla parte del Gave. Una voce più forte, terribile e piena d'ira le urlava: "Và via, salvati!". Ma la Signora, voltandosi, con un solo sguardo imperioso e severo, riporta tutto alla calma. L'inferno era in agguato per sconvolgere i piani della Regina del Cielo, ma nulla può contro di lei e contro coloro che a lei si affidano! Anche le ostilità aumentano da ogni parte, la famiglia è presa di mira come inventrice di tutto, Bernardetta è fatta oggetto di scherni. Ma qualcuno comincia già a pensare che qualcosa di straordinario stia succedendo, proprio lì fra loro, in questo piccolo paese diventato così caro a Maria.

Impegno: Quando gli altri non ci comprendono, quando essere fedeli a Dio significa andare controcorrente ed esporsi al giudizio degli altri che noti lo cercano e non lo amano, allora ricorriamo a Maria e chiediamole il coraggio di essere fedeli alla nostra chiamata per dare a Lui e a Lei gloria e onore.

Santa Bernardetta, prega per noi.

 

10. Quinta apparizione: 20 febbraio

Sesta apparizione: 21 febbraio

Nostra Signora di Lourdes, prega per noi.

Sabato 20, fa ancora un gran freddo. Sono le sei e mezzo del mattino quando una trentina di persone attornia Bernardetta che va alla grotta accompagnata dalla mamma. è lei che porta un cero e lo accende per la prima volta davanti alla nicchia. Si inginocchia al solito posto, con la corona in mano, ed entra subito in estasi mentre i suoi occhi cominciano a risplendere "di una luce che non ha nulla di terreno". Cambia più volte espressione, segno di un dialogo che si andava svolgendo tra lei e la dolce Signora!

Tutti ne sono stupiti e commossi. Bernardetta mormora più volte dei lunghi sì. La Signora le insegna una preghiera da recitare tutti i giorni e le rivela alcuni segreti: non li dirà mai a nessuno. Resteranno chiusi nel suo cuore: per nessuna ragione se li lascerà sfuggire, anche se tanti proveranno a farla parlare. Poi la visione scompare. Bernardetta, col libro sotto il braccio, risale il pendio e si avvia verso la scuola. Gioca e ride con le sue compagne e la maestra trova che "la sua testa è dura come sempre".

Ormai nessuno più ignora quel che sta accadendo alla grotta di Massabielle. La borghesia di Lourdes che si riunisce al Caffè Francese, parla di allucinazioni e di catalessi. Ma il dottor Dozous, medico e studioso di fama, vuole vederci chiaro e, insieme al comandante della gendarmeria, si unisce alla folla di un centinaio di persone che domenica 21 si raccoglie intorno a Bernardetta alla grotta. Così il medico riferirà e testimonierà per iscritto: "Bernardetta si inginocchia, prende la corona e si mette a pregare. Dopo un po' il suo viso si trasforma: è l'estasi. Mentre fa scorrere i grani della corona con le dita della mano sinistra, con la destra tiene un cero acceso che il vento ogni tanto spegne e chi le stava vicino riaccende subito. Io seguivo tutti i suoi movimenti, le controllavo il respiro e il polso, trovandoli sempre regolari. Non c'era in lei nessun turbamento di origine nervosa". Bernardetta ad un tratto si avvicina ancora di più alla grotta, perde il suo aspetto sereno e le lacrime cominciano a rigarle il volto".

Ritornata in sé, così risponde al medico che le chiede il motivo di quel cambiamento: "Aquerò ha guardato lontano, sopra la mia testa e, diventando triste, mi ha detto: "Preghi per i peccatori". Il dottor Dozous domanda: "E per te chi sono i peccatori?". E Bernardetta: "Quelli che amano il peccato!". Il medico ne rimane conquistato!

A sera, dopo il vespro, uscendo di chiesa, Bernardetta si sente tirare per il cappuccio. è la guardia che la trascina dal commissario Jacomet che vuole interrogarla. Dagli appunti presi da costui possiamo sapere come si sono svolti i fatti. è un interrogatorio lungo, incalzante, fatto di tranelli e di apparente complicità, poi di tranelli e di intimidazioni.

Ecco solo alcune battute. "Allora, Bernardetta, tu vedi la Santa Vergine?". "Io non dico di vedere la Santa Vergine". "Allora non vedi niente!". "Non è vero! Io vedo!". E spiega di aver visto Aquerò (Quella là), la descrive, racconta tutto fin dal principio e aggiunge: "Oh quant'è bella!". Più bella di chiunque! Le donne più belle del paese, che il commissario le propone per un confronto, "non possono competere con lei".

"Hai sognato. Hai creduto di vedere!". "No, ero sveglia e mi sono pure stropicciata gli occhi!". "Non andare più alla grotta. Tutti ormai ridono di te!". "Ci andrò per quindici giorni. L'ho promesso". Il commissario insiste, ma Bernardetta rimane calma e ferma, rettifica il verbale che le viene letto, reagisce sicura ai tranelli e alla fine esclama: "Signore, ma voi cambiate tutto quello che vi ho detto!".

Non c'è niente da fare. Bernardetta non si contraddice. E non si contraddirà mai, pur ripetendo il racconto delle apparizioni centinaia di volte, fino alla morte. Jacomet la insulta, usa parole offensive e dure, minaccia di metterla in prigione. Ma fuori la folla protesta e arriva papà Francesco, che, promettendo di non farla più andare a Massabielle, riporta a casa la figlia.

Il giorno dopo, lunedì 22, Bernardetta obbedisce e il pomeriggio si dirige verso la scuola. Ma giunta ad un certo punto le sue "gambe si rifiutano di muoversi se non in direzione di Massabielle". La seguono le guardie, il maresciallo e tanta gente. Ma l'aspetta una delusione. La Signora non si fa vedere. La grotta rimane vuota e Bernardetta, triste e scoraggiata si chiede: "In che cosa le ho mancato? ...". Per cercare di capire corre a confessarsi e l'abate Pomian le dice categorico: "Non hanno il diritto di impedirti di andare!". Anche papà Francesco, vedendola così triste, finalmente le dice: "Ma sì, vacci pure!". Bernardetta può ora passare una notte più tranquilla.

Impegno: Preghiamo per i peccatori, secondo la richiesta della Vergine. Preghiamo per chi conosciamo, per chi non conosciamo e anche per noi stessi che spesso col peccato o con l'indifferenza facciamo soffrire la Mamma Celeste.

Santa Bernardetta, prega per noi.

 

11. Settima apparizione: 23 febbraio

Ottava apparizione: 24 febbraio

Nostra Signora di Lourdes, prega per noi.

è ancora buio, quel martedì 23, quando già un centinaio di persone aspetta l'arrivo di Bernardetta alla grotta. Sono le cinque e mezzo e Bernardetta è già per strada. Sono presenti questa volta vari esponenti della cultura e della borghesia e fra questi il funzionario Estrade che, rimasto scettico fino ad allora, poi diventa uno dei testimoni più convinti delle apparizioni e, tra l'altro, scrive: "Appena arrivata, Bernardetta, estraendo la corona dalla tasca, cominciò a pregare. Così facendo alzò gli occhi verso la rupe con uno sguardo interrogativo. D'improvviso trasalì di stupore e sembrò nascere ad una vitalità nuova. I suoi occhi si illuminarono e le labbra si schiusero al sorriso. Spontaneamente, noi uomini presenti ci togliemmo il cappello e ci inchinammo. Non vedevamo né udivamo nulla, ma quello che potevamo capire era che un intimo colloquio si stava svolgendo tra la misteriosa Signora e la fanciulla che avevamo sotto gli occhi. Bernardetta approvava col capo o sembrava interrogare. Poi, dopo circa un'ora, l'estasi finì". Bernardetta dirà che durante il colloquio la Signora le ha confidato tre segreti, ma che questi riguardavano soltanto lei.

Il giorno dopo, mercoledì 24 febbraio, più di quattrocento persone sono inginocchiate davanti alla grotta. Bernardetta con difficoltà riesce a raggiungere il suo solito posto. Dopo il Rosario, nell'estasi, avanza verso la grotta, in ginocchio. La sua espressione rivela una profonda tristezza. è più pallida che mai tanto che la zia Lucilla che le è accanto, per l'emozione, sviene. Bemardetta, finita l'estasi, si asciuga le lacrime, si gira verso la folla e ripete le parole che la Signora, avvicinandosi a lei, le ha ripetuto con intensità per ben tre volte: "Penitenza! Penitenza! Penitenza!". C'è il primo messaggio per tutti i fedeli: "Pregate per i peccatori. Baciate la terra in penitenza per i peccatori".

Impegno: Facciamo penitenza anche noi. Per i peccatori, per ciò che sta più a cuore alla Vergine Maria, in questo momento della storia, offriamo una rinuncia, un sacrificio, un gesto di riconciliazione e di carità.

Santa Bernardetta, prega per noi.

 

12. Nona apparizione: 25 febbraio

Nostra Signora di Lourdes, prega per noi.

Giovedì 25 febbraio è la giornata più particolare. La gente aveva raggiunto la grotta già dalle due di notte e la folla cresceva di ora in ora. Ma tanti se ne andranno via sconcertati. Cosa sta succedendo? Bernardetta compie gesti che non si riescono a capire, è strana. Come il giorno precedente avanza in ginocchio verso l'interno della grotta, poi si dirige verso il fiume. è incerta, guarda verso la nicchia, come per chiedere cosa fare. Si mette poi a scavare in un punto preciso del terreno con le mani. Porta alla bocca poca acqua mescolata a fango, lo fa per tre volte e ogni volta la sputa. La quarta volta vince la ripugnanza e ne beve un sorso, un po' meno torbido e poi, nel tentativo di lavarsi, si sporca la faccia. Alla fine strappa un po' d'erba e la mangia.

Alla vista di tutto questo la gente la prende per pazza e i più se ne vanno via delusi e disorientati. Alla fine dell'estasi una donna le lava il viso mentre Bernardetta, a chi le chiede spiegazioni, dice con semplicità: "La Signora mi ha detto: "Vada a bere e a lavarsi alla fontana". Io, non vedendo nessuna fontana, mi sono diretta verso il fiume. Ma lei mi ha detto di no e mi ha indicato il luogo. Ci sono andata, ma c'era soltanto un po' d'acqua sporca. Allora ho cercato di scavare. L'acqua veniva, ma molto sporca. L'ho gettata via per tre volte e solo alla quarta ho potuto berne un poco. Ella mi ha detto pure: "Vada a mangiare quell'erba che troverà là". Io l'ho presa e l'ho mangiata".

Mentre tutti si meravigliano, Bernardetta è tranquilla: ha fatto ciò che la Signora le ha detto "per i peccatori" e non ci trova niente di strano. Tutti vanno via, ma verso sera la piccola pozzanghera scavata da Bernardetta è diventata una sorgente di acqua pura.

Secondo le testimonianze, una donna di Lourdes, Gianna Montat, ne riempie la prima bottiglia e la porta al padre ammalato. Un'altra bottiglia viene data al figlio dell'esattore, malato agli occhi: il giorno dopo è guarito. Dopo due o tre giorni, dalla sorgente venivano fuori, nelle ventiquattro ore, circa centoventimila litri di acqua. Da allora quell'acqua non ha mai smesso di sgorgare per calmare la sete del corpo e del cuore di milioni e milioni di persone. Quell'acqua continua a guarire e rimane pura nonostante vi vengano immersi ogni giorno migliaia di persone con le più svariate malattie. è il segno di un miracolo ancora più grande che continua a compiersi a Lourdes: il cuore di una Madre si dà continuamente ai suoi figli!

Impegno: Se è possibile beviamo con fede un sorso di acqua di Lourdes oppure facciamoci il segno della croce con l'acqua benedetta: la Vergine Maria, anche attraverso questi segni da riscoprire, vuole farci sentire il suo aiuto e la sua protezione. Santa Bernardetta, prega per noi.

 

13. Decima apparizione: 27 febbraio L'Abate Peyramale e la sua richiesta di una "prova"

Undicesima apparizione: 28 febbraio

Nostra Signora di Lourdes, prega per noi.

La notizia della sorgente d'acqua aveva ridato a tutti fiducia ed entusiasmo. Più di ottocento persone, secondo il rapporto della polizia, si trovano venerdì 26 davanti alla grotta. Bernardetta arriva e come al solito comincia a pregare. Ma la grotta rimane vuota. La Signora non viene. Allora comincia a piangere e si chiede continuamente: "Perché? Che cosa le ho fatto?".

Il giorno è lungo e la notte è senza riposo. Ma sabato mattina, 27 febbraio, ecco di nuovo la visione. Bernardetta bacia ancora la terra perché la Signora le dice: "Vada a baciare la terra in segno di penitenza per i peccatori".

La folla presente la imita e molti baciano la terra, pur non comprendendone ancora il significato. Bernardetta poi dirà:"La Signora mi ha in seguito domandato se il camminare in ginocchio non mi affaticasse troppo e se baciare la terra non fosse troppo ripugnante per me. Io ho risposto di no e lei mi ha detto di baciare la terra per i peccatori". In questa apparizione la Signora le dà anche un messaggio: "Vada a dire ai sacerdoti che facciano costruire qui una cappella".

A Lourdes ci sono quattro sacerdoti: il parroco Abate Peyramale e tre curati ai quali il parroco aveva proibito di recarsi alla grotta. Bernardetta conosce il carattere brusco del suo parroco ma non esita a correre da lui per riferirgli la richiesta di "Aquerò ". Ma l'Abate vuole sapere il nome di colei che chiede addirittura una cappella! Bernardetta non lo sa? Allora glielo chieda e poi si vedrà! Anzi, se quella Signora pensa di aver diritto ad una cappella che lo dimostri "facendo fiorire subito il rosaio sotto la nicchia". Bernardetta ascolta attenta, fa un inchino di saluto e dice che senz'altro riferirà. Poi, avendo assolto al suo compito, se ne torna tranquilla a casa.

Domenica 28, giorno di festa, la gente si accalca ancora più numerosa alla grotta di Massabielle. Per arrivare al suo posto Bernardetta ha bisogno dell'aiuto della guardia campestre Callet che si fa largo tra la folla a forza di gomitate. Ci sono quasi duemila persone ad attendere la bianca Signora. Bernardetta, in estasi, riferisce il desiderio dell'Abate. La Signora non dice niente, sorride soltanto. La veggente bacia la terra e anche i presenti lo fanno. Si sta creando un'intesa tra quella gente semplice e povera e la Signora che parla poco, ma sorride e con la sua presenza misteriosa incoraggia e dà forza. Bernardetta con lei si sente a suo agio. La sente vicina, amica e sente di volerle davvero un gran bene!

Impegno: Ancora qualche rinuncia, qualche penitenza, anche se questa parola sembra caduta ormai in disuso: offriamo qualcosa che ci costa per coloro che non sanno più di avere un Padre e una Madre.

Santa Bernardetta, prega per noi.

 

14. Dodicesima apparizione: 1 marzo

Tredicesima apparizione: 2 marzo

Nostra Signora di Lourdes, prega per noi.

Papà Soubirous fino ad ora non è andato ancora alla grotta. Adesso si decide e accompagna Bernardetta che questa volta ha in mano un'altra corona: un'amica malata le ha chiesto di usare la sua, che è più bella, durante la preghiera alla grotta. Bernardetta mostra la corona alla Signora, tendendola verso l'alto. La gente crede che si tratti di una benedizione delle corone e ognuno imita quel gesto. Ma la Signora chiede a Bernardetta di usare la sua corona, che come sempre aveva in tasca. La Signora la ringrazia con un sorriso e le fa capire che la sua corona, proprio perché è la sua, quella con la quale prega sempre, quella che è come "impregnata" di confidenza e di fede, anche se di poco valore, è davvero il suo tesoro.

è presente alla grotta anche un prete forestiero, l'abate Desirat, che non conosce il divieto del parroco riservato agli ecclesiastici. Anch'egli è colpito dall'estasi di Bernardetta e non dimenticherà più il suo sorriso, certamente il riflesso di quello della bianca Signora.

Martedì 2 marzo, la Signora parla ancora a Bernardetta dicendole: "Vada a dire ai sacerdoti che si venga qui in processione". Bernardetta, accompagnata dalle zie, riprende la strada della canonica. Immagina già quello che l'aspetta! E infatti il parroco la accoglie male. "Ma come? Questa Signora vuole pure processioni? E dove poi? In quel posto schifoso che è Massabielle!!". Si infuria e rivolto alle zie aggiunge: "Che disgrazia avere qui una famiglia come la vostra che mette in subbuglio tutti quanti! Andatevene via!".

Se ne vanno, ma Bernardetta è tranquilla: ha riferito il messaggio. Dopo un po', però, si ricorda di dover chiedere di nuovo, a nome della Signora, la costruzione di una cappella. Ma le zie proprio non se la sentono di accompagnarla un'altra volta dal parroco. Bernardetta però non esita e torna in canonica. Trova il parroco con i tre cappellani. Il dialogo non è facile, si presta ad equivoci, anche perché Bernardetta non capisce il francese e non parla che il dialetto. Ma per fortuna l'ha accompagnata una signorina del luogo che può farle da interprete. Che strano! Con gli uomini Bernardetta ha bisogno di farsi tradurre le frasi, mentre la Signora, proprio per farsi capire, con lei non parla che il dialetto di Lourdes!

Impegno: Abbiamo la nostra corona del Rosario? La usiamo? Teniamola cara, impregnamola di preghiera: è il nostro tesoro e ogni volta che la terremo in mano la Vergine sorriderà anche a noi.

Santa Bernardetta, prega per noi.

 

15. Quattordicesima apparizione: 3 marzo

Quindicesima apparizione: 4 marzo

Nostra Signora di Lourdes, prega per noi.

Ormai più di tremila persone circondano la grotta. Di buon mattino Bernardetta va alla grotta, ma non trova la Signora. Aspetta, non arriva. Va via, ma torna più tardi e La vede!

Ancora un breve colloquio per chiedere la stessa cosa: la piccola dovrà tornare in canonica e sollecitare la costruzione della cappella. Quando Lei chiede, Bernardetta non ha dubbi né esitazioni: certamente andrà, anche se sa bene che le costerà , e tanto! "Signor curato, la Signora chiede ancora la cappella". "Ma tu le hai chiesto come si chiama?". "Sì, ma non me l'ha detto. Quando le faccio questa domanda Aquerò sorride soltanto!".

Il Parroco la prende sullo scherzo questa volta: "Tu hai i soldi necessari? No?? E nemmeno io! Che li procuri lei e che faccia fiorire il rosaio della grotta!". 1'Abbé Peyramale non ammette repliche e Bernardetta se ne va, tranquilla come sempre: ha già detto tutto quanto aveva da dire.

Il 4 marzo, giovedì, è un giorno speciale. Si tratta del quindicesimo appuntamento dato dalla Signora. Ancora tremila e più persone si trovano alla grotta. Alla terza Ave Maria del secondo mistero Bernardetta va in estasi, mentre tutta la folla fissa lo sguardo su di lei.

Il suo volto rivela momenti di gioia, ma anche attimi di tristezza. Poi tutto finisce. La gente è delusa, si aspettava certo qualcosa di più! Bernardetta riprende la via del ritorno verso casa. Ma che qualcosa di soprannaturale sia successo tutti lo sentono e per devozione vogliono farle toccare i rosari, i malati, vogliono abbracciarla, baciarla.

Bernardetta è schiva, protesta, non vuole! E con decisione, adesso come sempre, in futuro, rifiuta il denaro che le offrono, che le fanno scivolare in mano, che tentano di metterle in tasca. A casa la cugina le chiede: "Ma perché prima eri gioiosa e poi eri triste?". "Io sono triste quando Aquerò è triste e sorrido quando lei sorride". Niente di più semplice per lei e niente di più bello per noi! A casa arriva una folla che via via si ingrossa. Bernardetta deve affacciarsi più volte, poi bisogna aprire la porta: ormai è in balia della gente che furtivamente le taglia pure la fodera della veste per conservarla come reliquia. Bernardetta non sopporta di diventare oggetto di questo fervore collettivo e ripete continuamente: "Ma perché mi toccatte? Io non ho alcun potere!". è però fiato perso! Comincia ora per la piccola messaggera della bianca Signora un periodo ancor più difficile.

Impegno: Troviamo uno spazio di silenzio e, nella calma, fissiamo gli occhi della fede sulla Vergine Maria per capire cosa la fa felice e cosa la rende triste, in noi e nel mondo. Poi, come Bernardetta, mettiamoci in sintonia con lei, pregando.

Santa Bernardetta, prega per noi.

 

16. L'afflusso e il comportamento dei pellegrini

Nostra Signora di Lourdes, prega per noi.

Ormai non c'è più tregua. La grotta e il Chacot sono diventate le mete dei pellegrini; ma, più che la grotta, dove non vedono nulla, essi sembrano, in un primo tempo, preferire la casa di Bernardetta. Ricchi e poveri, donne, uomini e bambini, sani e malati, tutti fanno la coda per vederla e i pizzi, le crinoline, i gioielli, come fanno contrasto con la miseria di quella piccola stanza! Quella prigione umida e malsana sembra essere diventata un luogo sacro. Tra i malati c'è chi crede di aver ricevuto un miracolo e la notizia richiama altra gente. Ma lì miracoli non ce ne sono... almeno del tipo di quelli che la gente si aspetta.

Arrivano da fuori anche dei sacerdoti e ricominciano gli interrogatori, le richieste di segni e le offerte che Bernardetta fermamente rifiuta sempre. Una volta accetta solo una mela, per non offendere la signora che insiste tanto per dargliela, ma in cambio vuole che si sieda alla sua povera mensa e condivida con loro quel poco che ha preparato la mamma.

A sera, per cercare di riposare un po', spesso è costretta ad accettare l'ospitalità di parenti o conoscenti e lì sembra dimenticare le fatiche di questi continui rapporti che la stancano proprio. Ricomincia l'asma, si sente oppressa e un pensiero la turba ogni tanto: "Ma perché la Signora avrà voluto quegli appuntamenti?"

Bernardetta non capisce, anche se è contenta di averla vista. Pensa, però, di non riandare alla grotta.

Le suore pure non le alleggeriscono questo momento: "Avresti fatto meglio a chiedere alla tua Signora di insegnarti il catechismo!". Seguono, poi, altri interrogatori da parte del procuratore imperiale, del commissario e del sindaco: si tende a considerare chiuso l'argomento. Le autorità si tranquillizzano, mentre la folla dei pellegrini comincia a diminuire. Bernardetta, dal canto suo, appena ne ha l'occasione, canta e gioca con le amiche e di quanto si dice intorno a lei non si preoccupa.

Impegno: "Gettate in Lui ogni vostra preoccupazione perché Egli ha cura di voi": questo vuole ripetere anche a noi la Vergine Maria, con le parole della Bibbia e allora, pur in mezzo alle difficoltà, non perderemo, come Bernardetta, la vera pace.

Santa Bernardetta, prega per noi.

 

17. Un tempo di attesa

Nostra Signora di Lourdes, prega per noi.

A poco a poco i giorni sembrano tornare quelli di prima. La gente va ancora alla grotta, specialmente la domenica, ma Bernardetta è lasciata più tranquilla di riprendere la sua vita di sempre, a scuola, al catechismo, con le amiche. Certo, non ha dimenticato la bianca Signora! Passa più tempo a pregare e ogni tanto alla grotta ci torna pure, senza preoccuparsi né di nascondersi né di apparire. Nel suo cuore cresce l'innocenza, insieme alla serenità di una coscienza tranquilla, come si esprime Estrade. A Massabielle, sia per un sentimento di umiltà, sia per non attirare l'attenzione dei presenti, non si ferma più al suo solito posto, quello che aveva durante le apparizioni, ma va a rifugiarsi in fondo alla grotta. Là, raccolta, nascosta e spesso non riconosciuta, riflette e recita con devozione il Rosario, usando sempre la sua piccola corona.

Non si sa chi, vicino alla grotta, ha costruito un semplice e rustico altare dove la gente posa oggetti di pietà e fiori e così il vano anteriore della grotta sembra essere diventato un luogo di culto. I testimoni riferiscono che un gran numero di candele ardevano giorno e notte e le rocce di Massabielle cominciavano ad echeggiare di canti in onore della Madonna dei Pirenei. Il parroco di Lourdes scrive al Vescovo di Tarbes: "Ciò che è accaduto a Lourdes, a torto o a ragione, ha profondamente scosso la popolazione. Mai si è vista tanta affluenza alle funzioni in chiesa".

Questa lettera rivela il grande risveglio religioso che si stava verificando in quel luogo, così come avviene sempre ovunque la Vergine Maria scelga di apparire. Questo fervore poi, nelle apparizioni autentiche, non si ferma sul posto, ma varca i confini della nazione e raggiunge ogni angolo della terra. E non potrebbe essere diversamente perché Maria viene non soltanto per qualcuno, ma per tutti, per tutti noi suoi figli, per toccarci il cuore e aiutarci a convertirci sempre di nuovo, tornando a lei che è la via facile che porta a Gesù.

A Lourdes, dopo quindici giorni di bel tempo che, tranne qualche mattina, aveva accompagnato le apparizioni, con un aria tiepida e serena che faceva credere in una primavera anticipata, era tornato di nuovo il freddo e la neve copriva le montagne, il paese e la grotta. Le giornate passavano tristi, ma Bernardetta attingeva gioia da quel ricordo che le portava il Cielo nel cuore.

Intanto marzo stava per finire e le prime gemme cominciavano a spuntare oltre la neve. Era un tempo d'attesa, tutta la natura attendeva qualcosa che stava per manifestarsi. Bernardetta pure lo sentiva e attendeva...

Impegno: Nei momenti in cui non comprendiamo per quale via Dio ci conduce, nei tempi di aridità o di attesa, teniamo accesa la fiamma della speranza e chiediamo a Maria di riaccenderla lei, ogni volta che si affievolisce. Diciamo per questo una Salve Regina.

Santa Bernardetta, prega per noi.

 

18. Sedicesima apparizione: 25 marzo

Nostra Signora di Lourdes, prega per noi.

Erano passate così tre settimane dall'ultima visita della bianca Signora. La sera del 24 marzo Bernardetta sente di nuovo forte nell'anima il richiamo della visione. Va a letto, ma per la gioia non riesce a dormire. Così, all'alba, accompagnata dalla madre, corre verso Massabielle, piena di speranza.

La gente è già là, raccolta per celebrare la grande festa dell'Annunciazione. Arrivata sotto la grotta, che sorpresa! La Signora era là ad attenderla, dolcissima e sorridente, e accarezzava con lo sguardo la folla in preghiera, come fa una madre con i suoi figli. Bernardetta cade in ginocchio e poi gradualmente cambia espressione, mentre le sue labbra si aprono per parlare: Vuole chiedere scusa per il ritardo, ma la Signora la rassicura. Poi va subito al sodo. è questa la prima cosa da dire: "Signora, volete avere la bontà di dirmi chi siete?". Quante prove ha fatto per trovare l'espressione adatta!! Ripete la stessa domanda una, due, tre volte. La Signora non risponde, ma continua a sorridere. Poi, dopo aver abbassato le braccia, alza gli occhi al cielo e, ricongiungendo le braccia sul petto, dice:

"Io sono l'Immacolata Concezione".

"Sono le ultime parole che Ella mi disse" confesserà in seguito Bernardetta, aggiungendo con infinita nostalgia: "Come erano belli i suoi occhi azzurri...!". La Signora aveva detto il suo nome come sempre parlando in dialetto: "Que soy era Immaculada Councepciou".

E sparisce. Bernardetta esce dall'estasi continuando a ripetere quelle parole che non capisce. Non risponde alle domande della folla, corre su per il sentiero sillabando continuamente per paura di dimenticare, Corre fino alla casa parrocchiale, entra e subito grida: "Que soy era Immaculada Councepciou!".

Il parroco è senza parole! Capisce subito che la piccola sta riferendo le parole della Signora e non fa obiezioni anche se si sente fortemente turbato. Chiede però a Bernardetta se capisce che cosa vuol dire Immacolata Concezione. Bernardetta scuote la testa: non lo sa. Ma è felice! Ha portato a termine il suo incarico!

L'Abbé Peyramale dice ancora: "Ma come puoi dire una cosa che non capisci?".

"L'ho ripetuto per tutta la strada, per non dimenticare! La Signora ha detto proprio così, davvero!". E aggiunge: "Vuole una cappella...".

Il parroco la manda via, ma ormai non può più far finta di niente: ne informerà subito il vescovo.

Impegno: Con affetto, con fede, invochiamo oggi la Vergine Maria col titolo che le è più caro: Immacolata Concezione, e chiediamole per noi e per il mondo la purezza del corpo e del cuore.

Santa Bernardetta, prega per noi.

 

19. Diciassettesima Apparizione: 7 aprile

Diciottesima apparizione: 16 luglio

Nostra Signora di Lourdes, prega per noi.

Seguono interrogatori, visite, rapporti delle autorità. Sembra che tutto si sia concluso, ma ormai niente può essere come prima lì alla grotta. La Signora ha detto chi è e per chi crede si è accesa una luce nuova che non può spegnersi, per chi non crede appare la nebbia inquietante del dubbio.

Dodici giorni dopo Bernardetta sente che la Signora la chiama di nuovo alla grotta. Si avvia prima dell'alba. è il mercoledì dopo Pasqua. Sono già presenti un centinaio di persone che presto superano un migliaio. C'è pure il dottor Dozous che riferisce questo fenomeno: "Bernardetta stava in ginocchio recitando il suo rosario. Mentre con la sinistra sgranava la corona, con la destra teneva un cero benedetto. La fiamma le lambiva le dita discostate fra loro tanto che la fiamma passava tra loro facilmente. Volli subito vedere cosa succedeva, ma la pelle non presentava alcuna alterazione. Terminata la preghiera e la visione, Bernardetta si alzò ed io la fermai per un momento pregandola di mostrarmi la mano sinistra. La voltai e la rivoltai, la esaminai da ogni lato, ma non c'erano tracce di ustioni. Allora chiesi ad una persona lì vicino di riportarmi quello stesso cero e di riaccenderlo. Lo misi più volte, acceso, sotto la mano di Bernardetta, ma questa ogni volta si ritraeva dicendo: "Ma mi bruciate!!".

La scienza spiega che in casi di isterismo, di psicosi, di alterazioni della coscienza, si può essere insensibili al dolore, ma questo non vuol dire che, ad esempio, una fiamma non provochi ustioni o alterazioni dei tessuti. Nel caso di Bernardetta, poi, la fiamma l'aveva toccata per ben quindici minuti!

La folla diventa sempre più numerosa, scoppia come una epidemia di visionarie e allora il sindaco di Lourdes fa recintare la grotta, ne proibisce l'accesso, il culto e nessuno può più attingere alla sorgente. Si moltiplicano gli interrogatori per Bernardetta che viene ancora minacciata di essere rinchiusa in prigione. Ma fra le tante, tuona la voce dell'Abbé Peyramale: "Riferite al Sindaco, al Prefetto e ai gendarmi che dovrammo passare sul mio corpo prima di toccare un capello a Bernardetta!". Da allora egli difenderà sempre la sua piccola parrocchiana che, in mezzo a tanto clamore, non perde la calma e si fida della sua Signora: Lei saprà come condurre le cose.

Alla grotta si fanno barricate, sempre di nuovo costruite e poi, di notte demolite fino a quando saranno tolte definitivamente il 5 ottobre per ordine dello stesso Imperatore di Francia perché all'acqua di Lourdes la moglie Eugenia attribuisce la sorprendente guarigione del loro bambino. Bernardetta, intanto, fa di tutto per nascondersi, e, presso le suore, riprende a studiare il catechismo e ad imparare a scrivere e a leggere un po'.

Alla grotta avvengono miracoli, documentati e non, insieme a tante conversioni: chi è che, allora come oggi, non si converte a Lourdes?

Ma, tre mesi dopo, c'é ancora un incontro, l'ultimo. è il 16 luglio, festa della Madonna del Carmelo: dopo i vespri Bernardetta sente l'inconfondibile richiamo alla grotta. Va di corsa sul prato, oltre il fiume, perché la palizzata le impedisce di raggiungere il suo solito posto e, per giunta, nasconde quasi per metà la nicchia. Ma la Vergine Immacolata non si lascia certamente fermare da questo! Anzi, Bernardetta, dopo averla contemplata per l'ultima volta, lungo la strada del ritorno, dirà: "Non vedevo più né le assi né il fiume Gave. Mi sembrava di essere vicina, sotto la grotta, non più lontana delle altre volte. Vedevo soltanto lei e così bella non l'avevo mai vista!".

 

PARTE TERZA

BERNARDETTA DOPO LE APPARIZIONI

"Grazie, o mio Dio, per aver colmato di amarezze il cuore troppo tenero che mi avete dato". (Dal diario di Bernardetta)

 

20. Atteggiamento della Chiesa, dei pellegrini e di Bernardetta

Nostra Signora di Lourdes, prega per noi.

La Chiesa, come sempre, è molto prudente quando si tratta di apparizioni. Abbiamo visto l'atteggiamento fermo, ma attento, tenuto dal parroco e dai cappellani di Lourdes. Ad alcuni questo modo di fare può apparire duro, esagerato, ma bisognava mettere alla prova la sincerità di Bernardetta e la realtà dell'apparizione. E come Bernardetta non si fermò davanti agli ostacoli e all'incredulità degli altri, così la Chiesa non si fermò davanti alle prime emozioni, alle folle che gridavano al miracolo, alle richieste pressanti che venivano da ogni parte. Volle approfondire nella calma e nella preghiera.

La bianca Signora sapeva di poter contare sul giusto giudizio di chi rappresentava suo Figlio. Ha atteso, ma ha dato le prove della sua venuta. E così anche il vescovo dal quale Lourdes dipendeva, Mons. Laurence, istituì una commissione d'inchiesta per verificare i fatti e convocò Bernardetta; altri vescovi francesi l'andarono a trovare per sentire da lei stessa il racconto delle apparizioni. Nel dicembre del 1860, a Tarbes, il vescovo e il presbiterio interrogano ufficialmente Bernardetta e il segretario confronta questa deposizione con quella rilasciata nel 1858: l'accordo è perfetto, in ogni dettaglio. Mons. Laurence ne è profondamente impressionato e viene specialmente colpito dal modo con cui la veggente ripete il gesto della Vergine, mentre rivela il suo nome.

Intanto Bernardetta, che finalmente aveva fatto la prima Comunione il 3 giugno 1858 e farà la Cresima il 5 febbraio 1860, dopo il 16 luglio 1858, data che conclude il periodo delle apparizioni, vorrebbe tornare alla sua condizione di prima, ma diventa come "preda" dei pellegrini che la cercano, la vogliono portare di qua e di là, la inseguono dappertutto riservandole un'indiscreta venerazione che lei fermamente rifiuta, ma che la stanca e che non le permette di svolgere la vita normale di una ragazza della sua età.

"Abita con i suoi genitori, sopraffatti dall'accaduto, in una casa ormai aperta a tutti. Circola per le strade, è chiamata nelle case e anche nei paesi vicini. Alla gente piace vederla e farla vedere. Essa affronta ogni cosa senza scalpore né ostentazione, con il suo buon senso e il suo candore.

Testimonianze certe dicono che Bernardetta ha dovuto rispondere, come diceva pure il Parroco di Lourdes, a più di 30.000 persone" (Laurentin).

Quel che impressiona la gente è sempre quella semplicità disarmante in mezzo alla miseria più nera. Nessuno è mai riuscito a far accettare a Bernardetta e ai suoi genitori la più piccola offerta. Una signora venuta da fuori, dopo aver fatto domande e averla ascoltata, con la delicatezza di chi sa dare, abbraccia la ragazza e le fa scivolare di nascosto, sotto il grembiule, un braccialetto d'oro. Come se un carbone ardente le fosse caduto addosso, Bernardetta si alza di scatto lasciando cadere il regalo. Poi, confusa per il proprio gesto impulsivo, raccoglie il braccialetto e lo restituisce gentilmente alla signora: nessuna insistenza riuscì a farle cambiare idea.

Bernardetta così diceva: "Vorrei che si dicessero anche i difetti dei Santi e ciò che hanno fatto per correggersi perché questo servirebbe molto di più che non i miracoli e le loro estasi.". Ella riconosceva lealmente, ad esempio, di essere testarda e paragonava la sua testa ad una pietra.

Soffriva molto per le ingiustizie, le sgridate non meritate e le umiliazioni perché era sensibilissima e delicata. Ma tutte queste sofferenze furono quelle che più non le risparmiarono specialmente le sue superiore, per mantenerla nell'umiltà, e i loro interventi, il più delle volte, erano irragionevoli, oltre che ingiusti.

La faceva soffrire anche il fatto di essere piccola di statura, di dimostrare molto meno della sua età. Poi ci scherzava su, ma a costo di un grande sforzo. Inoltre aveva buon gusto, era semplice, sincera, immediata e questo la portava anche ad essere impulsiva, qualche volta, come quando, ad esempio, non esitò a dire allo scultore che la statua della Vergine della grotta non assomigliava proprio a Lei e che era brutta: "Alzava gli occhi, non la testa! Le hanno fatto perfino il gozzo! E poi non era alta così, era alta come me".

Ricamava molto bene, ma a fatica riuscì a leggere e scrivere, tanto che lo faceva solo se le era richiesto. Le piaceva l'allegria, il gioco, gli scherzi e amava fermarsi a parlare di tutto in famiglia, là dove ogni cosa le era preziosa e cara. Soffrì indicibilmente nel separarsi dai suoi e specialmente dal padre. Amava anche il nascondimento e quando pregava e meditava si raccoglieva ritirandosi tutta dietro il velo.

Aveva pregi e difetti, Bernardetta, ma tutto metteva nelle mani di Maria perché ne potesse fare qualcosa di prezioso per Dio. Santi non si nasce, ma si diventa con la forza della volontà e con l'aiuto di Dio e di Maria.

Impegno: Facciamo un sincero esame di coscienza guardando ai nostri difetti, a quelli che forse accettiamo troppo facilmente, senza correggerci e poi preghiamo Maria di aiutarci a vincerli, con decisione e con dolcezza.

Santa Bernardetta, prega per noi.

 

21. Vicende quotidiane

Nostra Signora di Lourdes, prega per noi.

"Dalla metà di settembre 1858 i Soubirous hanno lasciato il Cachot. Ora la gente non chiude più loro la porta in faccia e hanno trovato una stanza in affitto. Là ricevono, a dicembre, la visita di Marie Moreau, di Tartas, una delle sette miracolate riconosciute dalla commissione vescovile.

La giovane veniva per ringraziare di aver ritrovato la vista. Ella fu, a quanto ci risulta, l'unica visitatrice che sia riuscita a lasciare un regalo a Bernardetta. Aveva fatto, in onore della Vergine, il voto di vestire per un anno solo di blu. Così lasciò la sua vecchia sottana su un letto di casa Soubirous. Siccome non si sapeva a chi darla, Bernardetta stessa se ne servì.

Nel primo trimestre del 1859 c'è un nuovo cambio di residenza. Francesco Soubirous ha potuto prendere in affitto il mulino Gras, sul Lapaca. Ora che lo tengono in considerazione, invece di voltargli le spalle, può giocare le sue carte come un uomo normale e la fatalità, che la miseria porta con sé, sembra scongiurata, almeno per un po'.

Un po' più tardi, infatti, tornerà ad essere bracciante e a ricevere una paga molto al di sotto del giusto.

è in questo periodo che Bernardetta decide di digiunare, per la quaresima. Vuole fare un po' di penitenza, come la Vergine le aveva chiesto. Forse pensava anche di esercitarsi, nella prospettiva di entrare nell'Ordine del Carmelo. La mamma, però, le proibisce questo digiuno e così Bernardetta si limita a fare la penitenza dell'obbedienza.

In estate le insistenti visite la stancano ancora e riprendono le crisi d'asma; così, in autunno, viene mandata a Cauterets per riposarsi e per curarsi. Ma pure qui le visite non mancano e viene invitata continuamente da varie famiglie. Bernardetta è sempre più stanca. Ecco perché alcuni visitatori notano in lei, almeno al suo primo apparire, un'espressione un po' triste. Se non era forzata ad andare a casa dell'uno o dell'altro, rimaneva con la zia senza uscire mai e non parlava dell'apparizione a meno che non la si interrogasse. Piacere innocente, durante le ricreazioni, era quello di giocare con un bambino della casa, di due o tre anni. A Cauterets la videro andare a Messa ogni mattina e restare in chiesa dopo la Messa fino a quando la zia non la chiamava per andare via. (Laurentin).

Tornata a casa, riprende l'andirivieni di visitatori di ogni specie, favorevoli e contrari, che non vogliono lasciare Lourdes senza "aver visto gli occhi che hanno visto la Santa Vergine". Non si sa come sottrarla a questa fatica che non ha tregua. Ma il parroco Peyramale ha già un'idea. è lui che dice: "A disposizione di tutti, ha edificato gli uni e meravigliato e confuso gli altri". L'Abate Pomian, confessore di Bernardetta, aggiunge: "La prova migliore dell'apparizione è Bernardetta stessa".

Impegno: Quando gli imprevisti ci irritano, i cambiamenti di programma ci infastidiscono e ci sembra di non aver mai tempo per noi, ringraziamo Dio che si serve di noi e ci permette di fare qualcosa di più per gli altri. Per questo, ogni volta, diciamo un'Ave Maria.

Santa Bernardetta, prega per noi.

 

22. Bernardetta nell'Ospizio di Lourdes

Nostra Signora di Lourdes, prega per noi.

All'inizio del 1860 la vita di Bernardetta è sempre la stessa: lavoro, studio, casa, visitatori. A studiare l'aiuta anche una maestra privata. A casa svolge il suo ruolo di primogenita contribuendo all'educazione dei fratelli, guidando le preghiere della mattina e della sera e poi non manca di ricevere i pellegrini, sempre più numerosi.

Prove, adulazioni, angherie, zelo indiscreto! Certo non si può continuare così! E allora, su interessamento del parroco, Bernardetta viene accolta come alunna e malata indigente, nell'Ospizio di Lourdes tenuto dalle Suore di Nevers. Qui, affidata alle suore, nessuno può incontrarla se non col permesso del parroco e della Superiora.

I genitori di Bernardetta e Bernardetta stessa erano contrari alla separazione, ma accettano quando viene loro assicurato che potranno vedersi senza permessi ogni volta che lo vorranno. Bernardetta, accompagnata da una suora, potrà andare a casa sua ogni volta che lo desidererà. Tutto è fatto per il suo bene, ma Bernardetta ne soffre, tanto, e capisce che il suo Calvario sta cominciando a diventare ancora più ripido. In compenso può studiare con più regolarità, ma, a diciassette anni, non riesce ancora a scrivere neppure un breve biglietto d'auguri senza fare tanti errori! Solo nel maggio del 1861 sarà capace di scrivere per la prima volta il racconto delle apparizioni, unendo comunque sempre il francese a molte espressioni dialettali.

Diventa brava nel cucito e nel ricamo, gioca, ride, scherza con tutti, ma le crisi d'asma non la lasciano. Una notte vengono chiamati i genitori perché si pensa che non la supererà. Riceve pure l'Unzione degli Infermi. Ma poi, improvvisamente, si riprende e testimonia davanti al Vescovo di Tarbes le meraviglie di cui è stata testimone. Così, il 18 gennaio 1862 il Vescovo firma una lettera pastorale nella quale afferma che "L'Immacolata Maria, Madre di Dio, è realmente apparsa a Bernardetta".

Intanto l'afflusso dei visitatori, seppure più regolato, continua. Bernardetta confessa che qualche volta è stanca di ripetere sempre le stesse cose e che avrebbe voglia di scomparire. Si incontra anche con lo scultore Fabish che sta preparando la statua dell'Immacolata da mettere a Massabielle. Gli dà tutte le informazioni necessarie, ma egli ne tiene conto solo in parte e così, di quella statua che ancora oggi è nella grotta, Bernardetta dice decisa: "No, non è lei!".

Per obbedienza risponde alle lettere dei pellegrini, per obbedienza riceve chi vogliono farle ricevere, per obbedienza non va all'inaugurazione della statua, per obbedienza lascia che facciano di lei quello che vogliono. Intanto, dopo aver molto pregato e riflettuto, accoglie con gioia la notizia che è stata accolta la sua richiesta di entrare fra le Suore di Nevers. è convinta di essere buona a nulla e di essere accolta solo per pietà. Senza dote, vista la sua povertà, la sua entrata nell'Istituto la considera un gesto di carità. Ancora un altro distacco, questa volta definitivo. Bernardetta lo sente forte, ma ancora una volta dice di sì.

Impegno: Chiediamo a Maria la grazia di saper dire di sì a quel che il Signore ci chiede, a quel che ci chiede anche attraverso gli altri e di vivere intimamente la gioia del sì anche quando questo ci costa.

Santa Bernardetta, prega per noi.

 

23. A Nevers: "Sono venuta per nascondermi"

Nostra Signora di Lourdes, prega per noi.

è triste la cena di addio alla famiglia, il 3 luglio 1866. La mamma è già malata e morirà presto senza che Bernardetta possa rivederla. Per la partenza accetta di indossare un vestito azzurro che non le piace e quel poco che ha lo porta in una sacca a strisce di tela robusta. Parte per Nevers, accompagnata dalla Superiora e dopo due giorni, dopo il primo e ultimo viaggio fatto in treno, arriva in Casa Madre.

Tutto era stato preparato per accogliere nel modo meno speciale quella postulante speciale! Domenica 8 luglio, la Madre Generale le comanda di parlare delle apparizioni davanti a tutte le suore della casa e degli altri Istituti di Nevers. Nella grande sala sono raccolte anche le postulanti, le novizie e la loro Maestra. Bernardetta, davanti a circa trecento religiose, dovrà parlare di ciò che ha visto. Lo fa con la semplicità di sempre, contenta che questa sarà l'ultima volta. Per disposizione della Madre Generale, infatti d'ora in poi non dovrà più parlarne con nessuna religiosa e nessuna religiosa potrà farle più domande in merito. Ma i colloqui con gli altri continueranno e più volte fu vista piangere prima di entrare in parlatorio dove l'aspettavano visitatori di ogni tipo.

Bernardetta, in segno di distacco, lascia subito il suo capulet e veste con gioia l'abito e la cuffia delle postulanti. è venuta in convento proprio per nascondersi e non vuole far altro che la vita comune. Ma soffre molto per la lontananza da Lourdes e dai suoi cari, dalle amiche, dalle sue montagne, dalla grotta! Pensa con nostalgia, guardando i pioppi che dalla cucina si vedono nel prato, ai pioppi del Gave che amava tanto! Quanto ha pianto in quei giorni! E questa sofferenza le ha permesso di capire anche le altre sue compagne, che di nascosto piangevano per la lontananza dalla mamma. Ad una giovane novizia dirà: "Piangete la mamma? Su, piangete pure, così date da bere ai sorrisi".

In Casa Madre Bernardetta viene affidata ad "un angelo custode", cioè ad una suora che la introduce nelle abitudini del convento, agli orari, alle usanze e ai piccoli servizi come alle penitenze in uso a quel tempo. Tre settimane dopo il suo arrivo entra in noviziato, per l'anno di preparazione alla professione dei voti. Ma riprendono le crisi d'asma e nel luglio del 1866 Bernardetta farà la professione in articulo mortis, perché si era certi che sarebbe morta. Il vescovo stesso accorre e lei solo con un filo di voce può pronunciare qualche parola. Ma poi si riprende e questo le costa una sgridata da parte dalle Madri Superiore perché ha scomodato inutilmente tanta gente.

Ogni occasione è buona per "provare la sua virtù". Bernardetta sopporta tutto con pazienza, ma soffre terribilmente, proprio per il suo animo sensibile e delicato. Alla Madre Maestra che le promette di torchiarla per renderla pronta alla professione, Bernardetta risponde con un sorriso: "Ma lo faccia con dolcezza...". Certo, questo suo desiderio non è stato recepito! Non l'abbiamo ancora detto, ma Bernardetta ormai ha cambiato nome: in convento, per tutte, è solo Suor Marie Bernard.

Il 30 ottobre 1867 ripete la professione. La mamma era già morta, poi morirà il padre e anche il parroco Peyramale: la sofferenza diventa sempre più profonda. Alla professione, diversamente da tutte le altre suore, non riceve "l'obbedienza" cioè l'incarico da svolgere in qualche casa della Congregazione. La Madre Generale disse che l'avrebbero tenuta in Casa Madre per carità, perché era una buona a nulla. Ma il Vescovo, presente, ha un'intuizione delicata e, rivolgendosi a Bernardetta, le dice: "Il suo compito è la preghiera" . Ma ecco che c'è uno spiraglio di luce: viene messa ad aiutare l'infermiera. E lei, che conosce bene il soffrire, svolgerà questo compito bene come nessun'altra.

Impegno: Nelle sconfitte, nelle sofferenze, offriamo tutto per i peccatori, per la nostra e per la loro salvezza e non tiriamoci mai indietro se il Signore ci chiede qualcosa che ci costa.

Santa Bernardetta, prega per noi.

 

24. Incarichi e vita di Comunità

Nostra Signora di Lourdes, prega noi.

In infermeria Bernardetta ci mette tutto l'impegno: studia e prende appunti per essere capace di svolgere al meglio il suo compito delicato. Impara bene il rapporto fra le misure farmaceutiche e quelle decimali. Restano ancora oggi i suoi quaderni ordinati, precisi. La sua competenza aumenta di giorno in giorno. Inoltre, sa sempre trovare il modo di rasserenare, rassicurare, sollevare non solo il corpo, ma anche lo spirito delle malate affidate alle sue cure. Scherza, veglia, cura, consiglia e così, quando l'infermiera capo si ammala e muore, rimane lei a dirigere l'infermeria, di fatto, ma senza nessun incarico ufficiale.

Si dedica a chi ha bisogno a tempo pieno. E le suore lo sanno. Corrono in infermeria non solo quando stanno male, ma pure quando hanno bisogno di un incoraggiamento, di un po' di entusiasmo e di forza, quando hanno bisogno di un sorriso e di una parola affettuosa e sincera. Bernardetta sa ascoltare, sa comprendere, intuire, consolare e quando occorre sa pure rimproverare e comandare.

Anche da suora ha l'abitudine di canticchiare camminando, facendo le pulizie, ricamando o disegnando. Nel disegno riesce molto bene e pure da malata colora immagini del Sacro Cuore e di Gesù Bambino. Le piacciono le figure, le immagini e durante l'ultima malattia ne attacca molte alle tendine del letto. Legge pure, specialmente i tratti del Nuovo Testamento che parlano della Passione. "Quando leggo la Passione diceva mi commuovo di più di quando me la spiegano. Se si scrivono le cose con semplicità è sempre meglio".

Sa scherzare anche sulle sue malattie: "Sono capace soltanto di essere malata! Ma resisto al dolore come i gatti! Sarebbe un vero peccato soffrire e sprecarne il frutto... Io sono felice di soffrire... Sono più felice io col crocifisso sul letto della mia sofferenza che una regina sul suo trono".

Ricordando poi le parole della visione: "Non le prometto di farla felice in questo mondo ma nell'altro", certa di questa verità, diceva: "La Santa Vergine non ha mentito! La prima parte si sta verificando a fondo. Tra poco... speriamo nella seconda! Sì, non credevo che si facesse tanta fatica a morire!".

Bernardetta stava proprio male. La tisi la divorava anche con manifestazioni di peritonite bacillare e frequenti erano gli sbocchi di sangue. La tubercolosi polmonare divenne poi tisi ossea con tumore, suppurazione al ginocchio e dolori lancinanti. L'infermiera non può più fare l'infermiera, ma continua a svolgere il compito, ben più prezioso, della preghiera e della sofferenza offerta per amore per i peccatori, secondo i desideri dell'Immacolata.

Impegno: il Rosario di oggi offriamolo per i malati, per chi soffre da solo, per chi è assistito ma non compreso, per chi non riesce ad accettare e ad offrire la sofferenza e per questo soffre ancora di più!

Santa Bernardetta, prega per noi.

 

25. Affinamento spirituale nel dolore

Nostra Signora di Lourdes, prega per noi.

La sofferenza di Bernardetta, però, non era solo fisica. Non era mai stata solo così. Lei stessa diceva, infatti, che tutte le sofferenze fisiche erano "uno scherzo" se paragonate a quelle intime, dello spirito e del cuore. La sua salute, intanto, peggiora sempre di più e il 3 giugno del 1873 riceve per la terza volta l'Unzione degli infermi. Sollevata da ogni incarico, sente che questo diventa una croce in più: "Non vogliono più saperne di me", dice. Comincia a soffrire la solitudine del cuore, l'abbandono. A poco a poco, però, sembra diventare come "indifferente" ad ogni occupazione, ad ogni osservazione, anche ai rimproveri che non le mancano mai. Ella cerca di vedere sempre e comunque solo la Volontà di Dio in tutto e in tutti.

Scriverà: "Più il povero ti ripugna e più bisogna amarlo. Bisogna accettare la malattia come una carezza. Non lasciarsi mai andare allo scoraggiamento".

Ma si sente sempre più inutile, sempre più "di peso" alla comunità. Spesso dice: "Io qui svolgo solo il compito di malata". E nelle sue lettere riconosce di essere ormai diventata "una vecchia carcassa". è costretta a mettersi definitivamente a letto e il letto diventa la sua "bianca cappella". "Mi unisco a tutte le Messe, soprattutto durante le notti che talvolta passo insonni. Non posso che pregare e soffrire: l'orazione è la mia sola arma. Anche in Cielo pregherò, e la mia preghiera sarà più forte che mai!". Il tumore del ginocchio gonfio non le dà tregua. Spesso non basta un'ora per trovarle una posizione che le dia sollievo. L'asma le dilania il petto e ascessi si formano anche nel canale uditivo fino procurarle un sordità parziale. Lei si sente come sconfitta dal male. Ma, ancora più terribili, tra questi tormenti fisici, si insinuano i dubbi... Una profonda notte interiore trasforma i suoi ultimi giorni in un supplizio: "Dove sei, Signore? Come mi sembra lontana la fine di questo tunnel!". Quante prove intime! Ad una consorella confessa: "è molto doloroso non poter respirare. Ma è molto più terribile essere torturati dalle sofferenze interiori... è terribile!".

Bernardetta sperimenta l'agonia di Gesù nell'orto del Getsemani: l'ora più dura della Passione! Ma l'amore porta al sacrificio: "Non più la mia volontà, Madre mia, scrive Bernardetta nelle sue note intime non più la mia volontà, ma la vostra che è sempre quella di Gesù. O Maria, mia dolce Madre, ecco qui la vostra figlia affranta. Voi conoscete i miei bisogni, soprattutto quelli spirituali. Abbiate pietà di me e fate che io sia un giorno con voi in Cielo: là è la mia patria! Là troverò voi, mia buona Madre, in tutto lo splendore della gloria e con voi godrò in perfetta sicurezza la felicità di Gesù stesso! Durante le pene fisiche e morali una sposa di Cristo non deve proferire che queste parole: "Sì, Dio mio, sì, senza se e senza ma!". Alle novizie andate a trovarla diceva mostrando l'immagine di un piccolo ostensorio attaccato alle cortine del letto: "Ecco... quando più penosa mi sembra la mia solitudine e più acuto è il mio dolore, io lo guardo e, guardandolo, sento più vivi in me il desiderio e la forza di immolarmi. Il Cuore di Gesù con tutti i suoi tesori è l'unico mio bene. In Lui vivrò e morrò in pace, pur in mezzo alle sofferenze". E negli ultimi giorni, togliendo ogni immagine dal suo letto, lasciò soltanto il Crocifisso dicendo: "Questo mi basta!" e lo fissava e gli sorrideva, sentendo che il Cielo stava scendendo fino a lei.

Impegno: Amiamo la Volontà di Dio che è sempre buona e vuole solo il bene per noi. Amiamola anche quando non riusciamo a capirla e chiediamo a Maria di tradurcela lei, come solo una mamma sa fare.

Santa Bernardetta, prega per noi.

 

26. La Pasqua di Bernardetta

Nostra Signora di Lourdes, prega per noi.

Per ogni cristiano la Pasqua è il passaggio dalla schiavitù del peccato alla libertà della vita.

E la Pasqua più significativa e solenne è il passaggio dalla morte alla vita, dalla terra al Cielo. Ormai si avvicinava questo passaggio anche per Bernardetta.

Durante la settimana santa del 1879 si aggrava. I dolori non sono più controllabili, non riesce più né a dormire né a mangiare. Notte e giorno è un gemito continuo. Chiede perdono a tutti, con un filo di voce. L'asma le squassa il petto e sempre più frequenti e copiosi si fanno gli sbocchi di sangue. Con delicatezza, per darle qualche sollievo, le infermiere la portano dal letto alla poltrona, ma anche questo costituisce una grande sofferenza acutizzata dal più piccolo movimento. Bernardetta vorrebbe nascondere il dolore, come ha fatto sempre, ma ormai non ci riesce più. Spesso sussurra: "Dio mio, datemi la pazienza...". Il lunedì di Pasqua entra in agonia e diventano più forti anche le tentazioni visto che ogni tanto dice con dolore: "Và via, Satana!".

Il martedì riceve ancora la comunione ed ha una forte crisi respiratoria. La suora che l'assiste le suggerisce di fare il sacrificio della sua vita a Dio. Bernardetta con un soffio risponde subito, sorridendo: "Quale sacrificio! Non è un sacrificio abbandonare finalmente una povera vita nella quale si incontrano tante tribolazioni, per appartenere a Dio!". Non ce la fa più e aggiunge: "Ha davvero ragione l'Imitazione di Cristo: non bisogna aspettare l'ultimo momento per servire Dio: si è capaci di fare così poco!".

Dopo aver passato una notte di intensa sofferenza, il mattino dopo, verso le 11 e mezzo, chiede di essere sollevata. Dal letto la portano sulla poltrona vicino al fuoco, di fronte al suo Crocifisso, mentre, solo con le labbra, invoca il nome di Gesù.

Poi desidera poter stringere a sé il Crocifisso e mormora: "Gesù mio, quanto vi amo!". Infine si rasserena, alza lo sguardo e i suoi occhi cominciano a brillare. Con una rinnovata forza ripete: "Dio mio, vi amo con tutto il cuore, con tutta la mia anima, con tutte le mie forze". Bacia poi, lentamente, le piaghe di Gesù e aggiunge: "Santa Maria, Madre di Dio, pregate per me, povera peccatrice, povera peccatrice...". Fa allora un segno di croce, lento, calmo, ampio come l'Immacolata le aveva insegnato e poi, inclinando la testa, muore. Erano le 15 e un quarto del 16 aprile 1879. Bernardetta aveva trentacinque anni.

Impegno: Offriamo il Rosario di oggi per tutti gli agonizzanti perché possano sentire vicino a loro la presenza confortatrice di Gesù e di Maria.

Santa Bernardetta, prega per noi.

 

27. La glorificazione

Nostra Signora di Lourdes, prega per noi.

La notizia della morte di Bernardetta di sparse in un baleno per tutta la Francia. Gli abitanti di Nevers furono ammessi nella Cappella il giorno dopo e quattro suore furono incaricate, per tre giorni, di far toccare al suo corpo un'infinità di oggetti, fra i più diversi: medaglie, corone, crocifissi, immagini, strumenti di lavoro, ditali, forbici ecc.

Così cominciava ad essere esaltata e glorificata l'umile confidente della Regina del Cielo.

I funerali ebbero luogo il 19 aprile presenti il Vescovo di Nevers e ottanta sacerdoti, fra i quali anche l'Abate Pomian, confessore di Bernardetta a Lourdes, colui che l'aveva preparata alla Prima Comunione e aveva ricevuto le sue prime confidenze riguardo all'apparizione. Il Corpo viene sepolto nella Cappella di San Giuseppe, al centro del giardino del Convento. Quel luogo diventò presto meta di fedeli e sorgente di miracoli che continuano a ripetersi fino ad oggi.

Passarono intanto ventinove anni. Il 20 agosto 1908 il Vescovo di Nevers costituiva un tribunale ecclesiastico incaricato di raccogliere le testimonianze sulla vita, le virtù e la santità di Suor Marie Bernard. Si tennero centotrentatrè sedute e poi il processo fu inviato a Roma, alla Sacra Congregazione dei Riti.

Cinque anni dopo, nel 1913, Sua Santità Pio X dichiarava Bernardetta Venerabile. Sua Santità Pio XI diede luogo alla Beatificazione di Bemardetta nel 1925, chiamandola "eroina di virtù, esempio magnifico di santità". Trent'anni dopo la sepoltura, alla riesumazione, si poté constatare che il suo corpo era secco, ma perfettamente intero e senza traccia di corruzione.

Finalmente 1'8 dicembre 1933 lo stesso Pontefice Pio XI innalzò la piccola Bernardetta al più alto grado al quale possa giungere una creatura, dichiarandola Santa. è Dio stesso che glorifica i suoi santi concedendo per loro intercessione molti miracoli. Uno dei miracoli attribuiti a Bernardetta fu la guarigione di Suor Melania, delle Suore della Provvidenza di Ribeauville. Affetta da una profonda ulcera allo stomaco, non poteva più mangiare e frequenti e copiose erano le emorragie. Le cure non riuscivano ad ottenere alcun miglioramento. I dolori si estesero anche all'intestino e si era ormai certi che la morte fosse vicina. Vincendo le difficoltà del viaggio Suor Melania fu portata a Nevers, presso la tomba di Bernardetta. Là rimase a lungo da sola chiedendo la grazia della guarigione. All'improvviso si sentì tornare le forze, sparirono i dolori, ebbe fame e chiese di mangiare senza sentirne alcun disturbo. Chi l'accompagnava e conosceva la sua storia capì subito che si trattava di una guarigione istantanea e completa. Questo fu confermato dai medici e suor Melania rientrando in comunità tornò a svolgere fino alla fine il suo lavoro di infermiera, senza ammalarsi più. Questo fu uno dei miracoli documentati che servì per la Santificazione di Bernardetta.

Impegno: Rivolgiamoci a Bernardetta e chiediamole di intercedere per noi presso la Vergine Maria e presso Gesù per tutti i bisogni spirituali e materiali della nostra famiglia.

Santa Bernardetta, prega per noi.

 

28. I segreti di Bernardetta

Nostra Signora di Lourdes, prega per noi.

A questo punto torniamo un po' indietro e ripensiamo ad una cosa. Bernardetta ha ricevuto durante le apparizioni tre segreti dalla Vergine. Non ne ha mai parlato con nessuno, dicendo che riguardavano soltanto lei. La curiosità così si è fermata davanti a questa semplice spiegazione.

Ma, come dice René Laurentin, Bernardetta è e rimane la più segreta delle sante non certo per i segreti che non ha rivelato. Rimane segreta soprattutto per le prove nascoste, intime, dolorose dei suoi ultimi anni, per l'immolazione e la passione che la resero conforme all'immagine del Crocifisso. Di questa sua passione noi sappiamo pochissimo perché lei non se ne è lasciata sfuggire che qualche parola. Hanno parlato e continuano a parlare i suoi silenzi. La sua vita, semplicissima e trasparente è un segreto di bellezza conosciuto solo dallo Sposo! Noi possiamo sentirne un po' solo il profumo!

Bernardetta ha sopportato tutto, ma non ha mai rinunciato ad essere se stessa, dai tempi dell'apparizione fino alla sua vita religiosa a Nevers. Per riuscire in tutto questo il suo primo "segreto" è Maria: come lei ha fatto sì che le esigenze umane si accordassero ai richiami dello Spirito. è un segreto la sua pazienza, la sua sofferenza, il suo totale annullamento nell'amore di Dio. Bernardetta è stata davvero "nascosta con Cristo in Dio". La sua è una santità spoglia di esteriorità e di opere, priva di grandi cose che colpiscono l'attenzione, ma ricca di amore di Dio vissuto con naturalezza e semplicità.

Il suo è un amore che offre e chiede tutto, un amore totale, senza riserve, vissuto nel silenzio. Come Maria, Bernardetta ha scelto Dio solo! E questo le è stato possibile perché ha amato moltissimo la Madonna: "Dopo averla vista diceva non si ama più la terra... è così bella che quando la si è vista una volta, si ha fretta di morire per rivederla".

Anche la sua preghiera era semplice, priva di sentimentalismo e di troppe parole. Preferiva il Rosario con il quale si era intrattenuta con la Vergine Immacolata, fin dal primo incontro e poi durante tutte le altre apparizioni.

Raccomandava il Rosario a tutti: "Non lo direte mai invano! Addormentatevi recitandolo... come i bambini piccoli si addormentano dicendo "mamma".

Un altro segreto di Bernardetta è stato la povertà. Non ha voluto mai ricevere denaro da alcuno. E soprattutto non si vergognava di essere povera. In questo modo voleva seguire Gesù. Spesso diceva: "Una sposa per bene deve seguire lo sposo ed entrare sempre di più nel suo cuore".

E poi l'umiltà, l'obbedienza, la sopportazione di ingiustizie, di persecuzioni, di dolori fisici e morali. Quanti segreti di santità! Ma ne manca uno, forse il più nascosto: la grande confidenza e la tenera devozione per San Giuseppe.

Bernardetta, la figlia privilegiata di Maria, aveva scoperto la paternità di San Giuseppe! Una volta una suora la sorprende a fare una novena alla Vergine Maria davanti a una statua di San Giuseppe: "State sbagliando..." le dice. Ma Bernardetta subito risponde: "La Santa Vergine e San Giuseppe sono sempre perfettamente d'accordo e in Cielo non ci sono gelosie!".

Ed è a San Giuseppe che con insistenza chiedeva ogni giorno "la grazia di amare Gesù e Maria così come vogliono essere amati". Per Bernardetta San Giuseppe ha preso visibilmente il primo posto tra le amicizie celesti e nella devozione alla Sacra Famiglia egli assume per Bernardetta un'importanza di primo piano. "La Sacra Famiglia rappresenta così come l'Orto degli Ulivi, un luogo di "Amore puro". Solo grazie alla morte in croce di Gesù possiamo sperare di gustare qualcosa della straordinaria Sacra Famiglia. Bernardetta ha capito che per Gesù il tragitto conduce dalla Trasfigurazione alla Croce, mentre, per quanto ci riguarda, è la Croce che ci permette di guardare alla Trasfigurazione." (Doze).

A San Giuseppe diceva: "Fate crescere Gesù, fatelo crescere in me come a Nazareth".

Sì, Bernardetta, come Teresa d'Avila, aveva trovato il suo maestro di preghiera: "Quando non si è capaci di pregare diceva Bernardetta ci si rivolge a San Giuseppe!". Trascorrerà ore intere nel giardino, in una piccola cappella dedicata a San Giuseppe: "Lì si prega bene, ci entro ogni volta che posso". Quella cappella le faceva ritrovare il silenzio e l'intimità della preghiera alla grotta mentre il suo cuore accoglieva tutti i segreti dello Sposo che si comunicavano a lei sua piccola sposa fedele.

E una cosa non vogliamo dimenticarla, un piccolo segno di predilezione di San Giuseppe: la prima tomba di Bernardetta fu proprio in quella cappella, nel mezzo del giardino di Casa Madre.

Impegno: Come Bernardetta, rivolgiamoci oggi a San Giuseppe, ricorriamo a lui come faceva Gesù a Nazaret, confidiamoci e appoggiamoci a lui come faceva Maria... e non tarderemo a sentire la sua presenza e la sua risposta!

Santa Bernardetta, prega per noi.

 

29. Lourdes oggi: la città dell'anima

Nostra Signora di Lourdes, prega per noi.

Lourdes è un piccolo lembo di terra nel quale l'anima sente particolarmente il bisogno di incontrarsi con Dio, sotto la guida della Vergine Immacolata. Qui si riscopre il senso della vita e del dolore, della preghiera e della speranza, dell'abbandono fiducioso di un figlio fra le braccia della madre.

Maria ha desiderato nel luogo delle apparizioni una cappella, ha fatto sgorgare una sorgente di acqua che guarisce, ha chiesto la preghiera in processione, ha promesso di aspettare lì i suoi figli. Ha scelto una grotta appartata per chiedere raccoglimento e quiete, silenzio che predispone alla preghiera e all'accoglimento delle sue grazie.

Fin da principio si è cercato di rispondere a queste esigenze e anche oggi i pellegrini che si recano a Lourdes possono vedere che le richieste della Vergine non sono state dimenticate. Certo, l'affluenza è grande, ma non mancano spazi di silenzio che predispongono al colloquio filiale e alla preghiera di abbandono e di lode.

La città conta ora più di ventimila abitanti, con più di quattrocento alberghi; ma il cuore di Lourdes resta sempre lo stesso: la Grotta! è circondata dal forme Gave e da alberi e prati. Il punto dove Bernardetta si inginocchiava è evidenziato da un piccolo mosaico con una scritta. Nella grotta c'é ancora la statua messa li' nel 1864 e vista da Bernardetta. In fondo alla grotta si può vedere la sorgente che zampilla dal 25 febbraio 1858, giorno in cui Bernardetta l'ha scavata con le mani. Prima della grotta si può attingere l'acqua a venti rubinetti. La sorgente alimenta pure le piscine dove chi lo desidera può fare il bagno, a turno e privatamente, negli orari prescritti.

Ogni pomeriggio si svolge la processione del SS. Sacramento e ogni sera i fedeli sfilano alla luce dei flambeaux cantando e pregando.

La Basilica dell'Immacolata, chiesa superiore, è stata consacrata nel 1876, mentre Bernardetta era ancora vivente. La Cripta, Basilica inferiore è stata la prima cappella aperta al pubblico, scavata nella viva roccia da 25 uomini, fra i quali il padre di Bernardetta. Vi è esposto sempre il SS. Sacramento. Fu inaugurata nel 1864.

La Basilica del Rosario, sul piano della piazza, fu realizzata trenta anni dopo le apparizioni; ha quindici cappelle dedicate ai misteri del Rosario illustrati da mosaici.

Completamente interrata è la Basilica di San Pio X, detta per questo "basilica sotterranea". Può contenere circa 30 mila persone e vi si svolge la processione eucaristica in caso di maltempo o di troppo caldo. Fu consacrata nel 1958 dal Card. Roncalli, che pochi mesi dopo sarebbe diventato Papa Giovanni XXIII.

Di fronte alla grotta è stata costruita una nuovissima Chiesa "a farfalla" che può contenere circa 5 mila pellegrini.

Questa è un'immagine di Lourdes, come appare a prima vista. Ma Lourdes si visita e si incontra nell'anima, al di là degli edifici, nell'intimo del proprio cuore che sa di trovare lì il segno di una presenza dolce, tenera, materna. Nessuno torna da Lourdes senza essere diventato migliore, senza aver sperimentato una guarigione dell'anima capace di dare una svolta alla vita. E pure Bernardetta possiamo incontrarla là, piccola, umile, nascosta, come sempre... è là per ricordarci che a Maria piacciono figli così, semplici, figli che sanno affidarle tutto ciò che portano nel cuore e sanno credere nel suo aiuto con una fiducia illimitata.

Impegno: Facciamo oggi un viaggio spirituale a Lourdes e, ripercorrendo i momenti delle apparizioni, inginocchiamoci accanto a Bernardetta nella grotta, affidando alla Vergine Immacolata tutto ciò che riempie il nostro cuore.

Santa Bernardetta, prega per noi.

 

30. I miracoli di Lourdes

Nostra Signora di Lourdes, prega per noi.

I miracoli non sono finiti: sono la conferma di una presenza. è sempre Dio che guarisce e salva, ma Maria è l'Onnipotente per grazia e attraverso il suo cuore e le sue mani passano tutti i doni che il Signore vuol farci. Solo a Dio ubbidiscono tutte le leggi della natura e Dio con il suo intervento autentica le parole della Vergine Immacolata che non ha parlato esplicitamente di miracoli e guarigioni, ma vuole rispondere anche così alla fede e alla confidenza dei figli che ricorrono a lei.

A Lourdes i miracoli sono innumerevoli e certi, esaminati da una commissione apposita di cui fanno parte medici e scienziati credenti e non credenti. "Attraverso guarigioni visibili, fatte in favore di alcuni, Cristo vuole significare che Egli viene a portare a tutti la liberazione dal peccato e la salvezza eterna. Il miracolo è il segnale e il pegno che "i tempi" si sono compiuti.

Così a Lourdes il miracolo è il segno di un dono più intimo e più largamente concesso. Ricorda che la potenza di Dio è sempre vivente per salvare l'uomo intero.

Ecco perché Lourdes non delude, benché il miracolo resti un'eccezione. I malati che non ricevono questo dono eccezionale, ricevono un dono più alto. Il segreto più nascosto della Redenzione, quello che ci ricorda che tutte le ombre si dissiperanno per noi al di là delle vicissitudini di questo mondo, attraverso la sofferenza di Cristo che ha salvato il mondo.

Questo è il segreto che, dopo Bernardetta, si rivela a tanti malati, perché da quel momento essi imparano ad impegnare tutto quel che li schiaccia, nella Redenzione.

Con i malati, come con Bernardetta, quel che la penitenza ha di più austero, ritrova il suo senso più pieno, un senso semplicissimo, ma la cui esperienza resta una scoperta incomunicabile. Anche questo " la carne e il sangue" non possono rivelarlo, ma può farlo soltanto " il Padre che sta nei cieli" ( Mt 16,17). La penitenza ritrova a Lourdes il sua dimensione di conversione. (Laurentin).

è impossibile scegliere, fra i tanti miracoli che avvengono a Lourdes, uno che in un certo senso li rappresenti. Questo che riportiamo è testimoniato da medici di ogni orientamento e riconosciuto dalla Chiesa. Una giovane di Caen, Maria Lemarchand, era malata di lupus eritematoso sistemico. Tutto il viso, il naso, la bocca e la testa era devastato dalla malattia che produce ulcere e necrosi dei tessuti. Sangue e pus colavano in continuazione da questa enorme piaga. Inoltre essa presentava una tubercolosi polmonare con tosse e febbre continua. Tutto questo è documentato dai suoi medici curanti, come documentata è l'immediata guarigione, totale e duratura, avvenuta non appena la giovane è stata immersa nella piscina di Lourdes. All'ufficio medico tutti hanno potuto constatare che le ulcere erano sparite, i tessuti andati in necrosi si erano riformati e l'epidermide rinnovata si presentava rosea e lucente. Ai raggi X e all'esame clinico si poteva affermare che anche ogni segno di malattia tubercolare era scomparso.

Questo succede a Lourdes, e tanti ne sono testimoni, ma di tanti miracoli nascosti non sappiamo nulla: rimangono i segreti del Re!

Impegno: Chiediamo a Nostra Signora di Lourdes la guarigione dei nostri malati e la conversione dei cuori recitando per questo il Rosario di oggi.

Santa Bernardetta, prega per noi.

 

31. Il testamento di Bernardetta

Nostra Signora di Lourdes, prega per noi.

Bernardetta ha molto da dirci anche se ha sempre parlato poco. Lei incarna il Messaggio di Lourdes, è l'immagine viva di quanto l'Immacolata Concezione ha chiesto e desiderato. Questo è il suo testamento spirituale, che alza un velo sulla sua personalità e sulla sua "semplice" santità.

"Gesù e Maria, GRAZIE!

Per la miseria di mamma e papà, per la rovina del mulino, per quel tavolone della sventura, per il vino versato, per le pecore rognose: grazie mio Dio!

Per la bocca di troppo da sfamare che ero, per i bambini che ho accudito, per le pecore che ho pascolato, grazie! Grazie, mio Dio, per il procuratore, per il commissario, per i gendarmi, per le parole dure dell'Abate Peyramale.

Per i giorni in cui siete venuta, Vergine Maria, per quelli in cui non siete venuta, io non saprò mai ringraziarvi abbastanza che in Cielo!

Per lo schiaffo ricevuto, per le beffe, per gli oltraggi, per quelli che mi hanno presa per pazza, per chi mi ha preso per bugiarda, per chi mi ha considerata una interessata, grazie, Nostra Signora!

Per l'ortografia che non ho mai imparato, per la memoria che non ho mai avuta, per la mia ignoranza e la mia stupidità, grazie! Grazie perché, se ci fosse stata sulla terra una più insignificante di me, avreste scelto quella!

Per mia madre morta lontano da me, per la pena che io ho provato quando mio padre, invece di tendere le braccia verso la sua piccola Bernadette, mi chiamò "Suor Marie Bernarde", grazie, Gesù!

Grazie per aver colmato di sofferenza questo cuore troppo tenero che mi avete dato. Per Madre Giuseppina che mi ha proclamata "Buona a nulla": grazie!

Per i sarcasmi della Madre Maestra, per la sua voce dura, le sue ingiustizie, le sue ironie, per il pane dell'umiliazione, grazie!

Grazie per essere stata quella alla quale la Madre Maestra poteva dire: "Non me ne combinate mai abbastanza". Grazie per essere stata quella privilegiata dai rimproveri per cui le mie Sorelle potevano dire: "Che fortuna non essere Bernadette!".

Grazie di essere stata Bernadette, minacciata di prigione perché vi avevo vista, Vergine Santa! Guardata dalla gente come una bestia rara, quella Bernadette così meschina che a vederla si diceva: "Ma non è che questa?!".

Per questo corpo fragile che mi avete dato, per questa malattia di fuoco, per le mie carni in putrefazione, per le mie ossa cariate, per i miei sudori, per la mia febbre, per i miei dolori sordi e acuti, grazie, mio Dio!

Per quest'anima che mi avete data, per il deserto dell'aridità interiore, per la vostra oscurità e per le vostre rivelazioni, per i vostri silenzi e i vostri lampi, per tutto, per voi assente e presente, grazie! Grazie, o Gesù!".

Attraverso questo grazie prolungato, sincero, sofferto, echeggiano le parole della Vergine di Lourdes che parlandole venti anni prima, le aveva detto: "Non ti prometto di farti felice in questa vita, ma nell'altra!".

Impegno: Ripercorrendo in preghiera la nostra vita, individuiamone i tanti aspetti e diciamo con fede e riconoscenza i nostri grazie!

Santa Bernardetta, prega per noi!

 

PREGHIERE

Preghiera all'Immacolata di Lourdes

O Vergine Immacolata di Lourdes, Mamma dolcissima del Cielo, che hai scelto una grotta per parlarci di penitenza e di preghiera e che attraverso Santa Bernardetta ci hai dato un esempio vivo di semplicità, di fedeltà e di santità: io ricorro a te e metto nel tuo cuore tutto quello che mi preoccupa, mi turba, mi addolora. Prendi tutto nelle tue mani e rispondi sorridendo alla mia preghiera. Io ti prometto di mettermi in ascolto del tuo Cuore e di unirmi a te nella preghiera per la conversione dei peccatori dei quali anche io, per primo, faccio parte! Rendimi docile ai tuoi insegnamenti, modella sempre più il mio cuore perché ti appartenga totalmente e diventi così una lode e un canto di grazie a Dio. Amen

 

Preghiera a Santa Bernardetta

Santa Bernardetta, messaggera e figlia prediletta dell'Immacolata, io mi rivolgo a te

sentendoti un'amica piena di comprensione. Ti prego, prendi a cuore i miei bisogni...

e ottienimi da Maria un cuore semplice e puro, generoso e fedele, amante delle cose che contano e innamorato del Cielo. Sul tuo esempio, fa' che non dimentichi di pregare e di offrire sacrifici e sofferenze specialmente per la conversione dei peccatori perché, nella mia vita, non restino vani i richiami e i desideri di Colei che tu hai guardato negli occhi e che io spero di contemplare un giorno in Paradiso. Amen.

 

CENACOLI DI VITA MARIANA PER IL REGNO DI CRISTO

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