NECESSITA' DELL'UMANITA' DI CRISTO PER VIVERE nella DIVINA VOLONTà

La nostra VITA nella DIVINA VOLONTÀ deve essere PERFETTA

Selezione di brani tratti dagli Scritti della Serva di Dio LUISA PICCARRETA la PFDV - a cura di Luigi Maria Provito

RITIRO nella DIVINA VOLONTA' ROMA, 10-12 Novembre 2012

Commenta i brani: Padre Luigi Maria Provito FDV

 

La parola "fondersi"

Dicevamo nello scorso ritiro di giugno tenuto qui a Roma, che la parola "fondersi" aveva creato problemi in America soprattutto per le traduzioni.

Proponevamo allora alcuni brani per spiegare e capire questa "terminologia" in Luisa, cioè in che senso Gesù adopera questa parola in Luisa, che significa questa parola "fondersi" in questi libri, non perché a noi interessa tradurre i libri, ma per poter sempre meglio vivere e pregare nel Divin Volere, e questi brani sono:  l'11°, 19 marzo 1914;   l'11°, 12 giugno 1913. A questi due brani se ne può aggiungere un terzo sempre dell'11°,  del 27 agosto 1915.

Da questa mia esposizione ne è nata una discussione vivace in cui si concludeva che l'unico Maestro è Gesù, che è la Verità, e che quindi avremmo approfondito l'argomento per conoscere la Verità studiandola nei testi, confrontandoci nel modo giusto, corretto e sereno, e mettendoci anche nella prospettiva e al posto dell'altro per capire quello che "veramente" vuole dire l'altro, e quindi imparando ad "ascoltare" gli altri, evitando inutili contrapposizioni e polemiche, mettendo in comune i doni spirituali che il Signore ci ha fatto facendo capire qualcosa, cioè se abbiamo capito qualche Verità sulla Divina Volontà, e così arricchendoci vicendevolmente riguardo a quello che il Signore ci Vuol dire e insegnare nella ricerca sincera della Verità per progredire sempre più nella Vita del Divin Volere...

Di conseguenza rileggiamo questi brani e affrontiamo questo tema dell'Umanità di Gesù.

 

Volume  11

Marzo 19, 1914

Chi fa la Volontà di Dio forma il gioiello della SS. Trinità.

Pare che il benedetto Gesù ha voglia di parlare del suo Santissimo Volere. Io mi stavo diffondendo in tutto l'interno di Lui, nei suoi pensieri, desideri, affetti, nella sua Volontà, nel suo Amore, in tutto;  e Gesù, con una dolcezza infinita, mi ha detto: "Oh, se tu sapessi il contento che Mi dà chi fa la mia Volontà!  Il tuo cuore ne creperebbe di gioia.  Vedi, come tu ti diffondevi nei miei pensieri, desideri, ecc., così formavi il trastullo dei miei pensieri, ed i miei desideri fondendosi nei tuoi giocavano insieme;  i tuoi affetti uniti alla tua volontà ed al tuo amore, correndo e volando nei miei affetti, nel mio Volere ed Amore, si baciavano insieme e scaricandosi come rapido fiumicello nel mare immenso dell'Eterno, si trastullavano con le Divine Persone, ed ora col Padre, ed ora con Me, ed ora con lo Spirito Santo, ed ora, non volendo dare il tempo Uno all'Altro, la giochiamo tutti e Tre insieme e ne formiamo il nostro gioiello, e questo gioiello Ci è tanto caro, che dovendo formare il nostro trastullo, lo teniamo con gelosia ad intra, nell'intimo della nostra Volontà, e quando le creature Ci amareggiano, Ci offendono, per rinfrancarci prendiamo il nostro gioiello e Ci trastulliamo insieme".

 

Volume  11

Giugno 12, 1913

Effetti del fondersi in Gesù:  prendere parte al suo operato.  Questo produce nell'anima la vita della Divina Volontà e del Divino Amore e così si forma la Santissima Trinità nelle anime.

Mentre pregavo stavo unendo la mia mente a quella di Gesù, gli occhi miei a quelli di Gesù, e così di tutto il resto, intendendo fare ciò che faceva Gesù con la sua mente, coi suoi occhi, con la sua bocca, col suo Cuore, e così di tutto;  e siccome pareva che la mente di Gesù, gli occhi, ecc., si diffondevano a bene di tutti, così pareva che anch'io mi diffondessi a bene di tutti, unendomi e immedesimandomi con Gesù. 

Ora pensavo tra me:  "Che meditazione è questa?  Che preghiera?  Ah, non sono più buona a nulla!  Non so neppure riflettere nulla!" 

Ma mentre ciò pensavo, il mio sempre amabile Gesù mi ha detto: "Figlia mia, come, ti affliggi di questo?  Invece di affliggerti dovresti rallegrarti, perché quando tu meditavi e tante belle riflessioni sorgevano nella tua mente, tu non facevi altro che prendere di Me parte delle mie Qualità e delle mie virtù;  ora, essendoti rimasto solo di poterti unire ed immedesimarti a Me, Mi prendi tutto e, non essendo buona a nulla, con Me sei buona a tutto, perché con Me vuoi il bene di tutti, e solo il desiderare, il volere il bene, produce nell'anima una fortezza che la fa crescere e la stabilisce nella Vita Divina. 

Poi, con l'unirsi con Me e l'immedesimarsi con Me [l'anima] si unisce con la mia mente, così tante vite di pensieri santi produce nelle menti delle creature;  come si unisce coi miei occhi, così produce nelle creature tante vite di sguardi santi;  così, se si unisce con la mia bocca darà vita alle parole;  se si unisce al mio Cuore, ai miei desideri, alle mie mani, ai passi, così ad ogni palpito darà una vita, vita ai desideri, alle azioni, ai passi...  ma vite sante, perché contenendo in Me la Potenza Creatrice, insieme con Me crea, l'anima, e fa ciò che faccio Io. 

Ora, questa unione con Me parte per parte, mente per mente, cuore per cuore, ecc., produce in te, nel grado più alto, la Vita della mia Volontà e del mio Amore, ed in questa Volontà viene formato il Padre, nell'Amore lo Spirito Santo e, dall'operato, dalle parole, dalle opere, dai pensieri e da tutto il resto che può uscire da questa Volontà e da questo Amore, viene formato il Figlio;  ed ecco la Trinità nelle anime.  Sicché, se dobbiamo operare, è indifferente operare nella Trinità in Cielo, o nella Trinità delle anime in terra. 

Ecco, perciò vado togliendoti tutto il resto, sebbene [cose] buone, sante, per poterti dare il più buono ed il più Santo, qual sono Io stesso, e poter fare di te un altro Me stesso, [per] quanto a creatura è possibile.  Credo che non ti lamenterai più, non è vero?"

Ed io:  "Ah, Gesù, Gesù!  Io mi sento invece che mi son fatta cattiva cattiva;  ed il maggior male [è] che non so trovare questa mia cattiveria, ché almeno farei quanto posso a toglierla".

E Gesù:  "Basta, basta;  tu vuoi inoltrarti troppo nel pensiero di te stessa!  Pensa a Me ed Io penserò anche alla tua cattiveria, hai capito?"

 

Volume 11

Agosto 27, 1915

L'anima che vive nella Divina Volontà si riempie delle Qualità divine.

Stavo fondendomi nella Santissima Volontà di Gesù benedetto, e mentre ciò facevo mi son trovata in Gesù, e mi ha detto: "Figlia mia, quando un'anima si fonde nella mia Volontà succede come a due recipienti pieni di diversi liquori, che l'uno si [ri]versa nell'altro, ed uno resta pieno di ciò che teneva l'altro ed il secondo dell'altro.  Così la creatura resta riempita di Me (= della mia Umanità) ed Io di lei.  E siccome la mia Volontà contiene Santità, Bellezza, Potenza, Amore, ecc., così l'anima, riempiendosi di Me, fondendosi ed abbandonandosi nella mia Volontà, viene a riempirsi della mia Santità, del mio Amore, della mia Bellezza, ecc., nel modo più perfetto che a creatura è dato, ed Io Mi sento riempito di lei, e trovando in essa la mia Santità, la mia Bellezza, il mio Amore, ecc., le guardo come se fossero cose sue, e Mi piace tanto, da innamorarmi, in modo da tenerla, geloso, custodita nell'intimo di Me, andando continuamente arricchendola ed abbellendola dei miei pregi divini, per potermi sempre più compiacere ed innamorarmi".

Vediamo quindi come la parola "fondersi" significa:  dif-fondersi, immedesimarsi, entrare dentro, riversarsi...  Di certo non ha il significato che ha nell'italiano corrente in cui la parola "fondere" significa sciogliere, ad esempio, due pezzi di cera per farne uno solo.

Nell'Umanità di Gesù si trovano tutti i suoi Atti fatti a bene di tutti

 

Volume  16

29 Dicembre 1923

Come il vero vivere in Essa è che l'anima non deve farsi sfuggire nessuno ed aver presente tutta la Creazione.

Dopo ho fatto la santa comunione, ed io secondo il mio solito stavo chiamando e mettendo tutte le cose create intorno a Gesù, acciò che tutte gli facessero corona e dessero il contraccambio dell'amore e degli omaggi al loro Creatore. Tutte sono corse alla mia chiamata, e vedevo a chiare note tutto l'amore del mio Gesù per me in tutte le cose create; e Gesù aspettava con tanta tenerezza d'amore, nel mio cuore, il contraccambio di tanto amore, ed io, sorvolando su tutto ed abbracciando tutto, mi portavo ai piedi di Gesù e gli dicevo: "Amor mio, mio Gesù, tutto hai creato per me e me lo hai donato, sicché tutto è mio, ed io lo dono a te per amarti; perciò ti dico in ogni stilla di luce del sole Ti amo; nello scintillio delle stelle Ti amo; in ogni goccia d'acqua Ti amo. Il tuo Volere mi fa vedere fin nel fondo dell'oceano il tuo Ti amo per me, ed io imprimo il mio Ti amo per te in ogni pesce che guizza nel mare; voglio imboccare il mio Ti amo nel volo d'ogni uccello; Ti amo dovunque, amor mio. Voglio imprimere il mio Ti amo sulle ali del vento, nel muoversi delle foglie, in ogni favilla di fuoco, Ti amo per me e per tutti...".

Tutta la creazione era con me a dire Ti amo; ma quando ho voluto abbracciare tutte le umane generazioni nel Volere eterno, per fare prostrare tutti innanzi a Gesù, affinché tutti facessero il loro dovere di dire in ogni loro atto, parola, pensiero, Ti amo a Gesù, queste mi sfuggivano, ed io mi sperdevo e non sapevo fare; onde l'ho detto a Gesù, e lui: "Figlia mia, eppure è proprio questo il vivere nel mio Volere: il portarmi tutta la creazione innanzi a me, ed a nome di tutti darmi il contraccambio dei loro doveri. Nessuno deve sfuggirti, altrimenti la mia Volontà troverebbe dei vuoti nella creazione e non resterebbe appagata. Ma sai perché non trovi tutti, e molti ti sfuggono? è la forza del libero arbitrio; ma però ti voglio insegnare il segreto, dove tutti trovarli: entra nella mia Umanità, e vi troverai tutti gli atti loro come in custodia, per cui Io presi l'impegno di soddisfare per loro, innanzi al mio celeste Padre; e tu va seguendo tutti gli atti miei, che erano gli atti di tutti; così troverai tutto e mi darai il ricambio d'amore per tutti e per tutto. Tutto c'è in me; avendo fatto Io per tutti, c'è in me il deposito di tutto, e rendo al Divin Padre il dovere dell'amore per tutto, e chi vuole se ne serve come via e mezzo (= Sacramento dell'Umanità di Cristo) per salire al cielo".

Io sono entrata in Gesù, e con facilità ho trovato tutto e tutti, e seguendo l'operato di Gesù dicevo: "In ogni pensiero di creatura Ti amo; nel volo d'ogni sguardo Ti amo; in ogni suono di parola Ti amo; in ogni palpito, respiro, affetto, Ti amo; in ogni goccia di sangue, in ogni opera e passo, Ti amo...".

Ma chi può dire tutto ciò che io facevo e dicevo? Molte cose non si sanno dire, anzi, quello che si dice, si dice molto male, da come si dice quando si è insieme con Gesù... Onde, dicendo Ti amo, mi son trovata in me stessa.

 

Volume  13

28 Gennaio 1922

L'Umanità di Gesù aprì all'uomo le porte della Divina Volontà e le fonti di tutti i beni.

Stavo pregando, ed il mio dolce Gesù mi ha tirato a Sé, trasformandomi tutta in Lui, e mi ha detto:  "Figlia mia, preghiamo insieme, per poter prendere il Cielo in pugno ed impedire alla terra che precipiti di più nella corrente del male".

Onde abbiamo pregato insieme, e poi ha soggiunto: "La mia Umanità, stando in terra, si vedeva molto stretta innanzi alla Divinità, e siccome era inseparabile da Essa, non facevo altro che entrare nell'immensità della Volontà Eterna ed aprire tante fonti a pro delle creature, perché essendo aperte da un Uomo-Dio, davo il diritto alla umana famiglia di avvicinarsi a queste fonti e prendere ciò che volesse.  Quindi formai la fonte dell'amore, quella della preghiera, l'altra della riparazione, la fonte del perdono, quella del mio Sangue, l'altra della Gloria.

Ora,  vuoi sapere chi agita queste fonti per farle sorgere e farle straripare, in modo che tutta la terra resti inondata?  L'anima che entra nel mio Volere (= prende tutti i frutti: esterni e anche interni dell'Umanità di Cristo). Come entra, se vuole amare, si avvicina alla fonte dell'Amore, ed amando, e anche se mette l'intenzione d'amare, agita la fonte.  Le acque, con l'essere agitate, crescono, straripano ed allagano tutta la terra;  e delle volte sono tanto forti queste agitazioni, che le onde s'innalzano tanto da toccare il Cielo ed allagare la Patria Celeste.  Se vuol pregare, riparare, impetrare il perdono ai peccatori, darmi gloria, agita la fonte della preghiera, della riparazione, del perdono, e queste sorgono, straripano ed allagano tutti.  Quanti beni non ha impetrato all'uomo la mia Umanità! Lasciai le porte aperte, affinché potessero entrare a loro bell'agio,  ma quanto pochi sono quelli che vi entrano!"

 

Volume  11

Novembre 13, 1915

Gesù prima di comunicare gli altri comunicò Sé stesso per dare al Padre la gloria completa di tutte le Comunioni delle creature e per racchiudere in Sé tutte le riparazioni a tutte le offese che avrebbe ricevuto nel SS. Sacramento. L'anima deve offrire la Comunione come l'offrì Gesù: deve farla nella Divina Volontà, unendola all'Umanità SS. di Gesù.

Dopo fatta la santa Comunione, pensavo tra me:  "Come dovrei offrirla per compiacere a Gesù?"  E Lui, sempre benigno, mi ha detto: "Figlia mia, se vuoi darmi piacere, offrila come l'offrì la mia stessa Umanità.  Io, prima di comunicare gli altri comunicai Me stesso, e volli fare questo per dare al Padre la gloria completa di tutte le Comunioni delle creature, per racchiudere in Me tutte le riparazioni di tutti i sacrilegi, di tutte le offese che dovevo ricevere nel Sacramento.  La mia Umanità racchiudendo la Volontà Divina racchiudeva tutte le riparazioni di tutti i tempi, e ricevendo Me stesso, ricevevo Me stesso degnamente.  E siccome tutte le opere delle creature furono divinizzate dalla mia Umanità, così volli suggellare con la mia Comunione le Comunioni delle creature;  altrimenti, come poteva la creatura ricevere un Dio?  Fu la mia Umanità che aprì questa porta alle creature e le meritò di ricevere Me stesso.

Ora tu, figlia mia, falla nella mia Volontà, uniscila alla mia Umanità;  così racchiuderai tutto ed Io troverò in te le riparazioni di tutti, il compenso di tutto ed il mio compiacimento, anzi troverò un'altra volta Me stesso in te".

Pregare, operare, soffrire come Gesù e con Lui nella DV

 

Volume  11

Dicembre 10, 1915

L'anima deve far sue le preghiere, le opere, i patimenti di Gesù e tutto il bene che questi produssero.

E Gesù tutto benignità ha soggiunto: "Figlia mia, coraggio;  Io non ti lascio, ma sto dentro di te, sebbene non sempre Mi vedi;  e tu unisciti sempre con Me. 

1) Se preghi la tua preghiera scorra nella mia, e falla tua;  così tutto ciò che feci con le mie preghiere, la gloria che diedi al Padre, il bene che impetrai a tutti, lo farai anche tu.  2) Se operi, fa' che il tuo operato scorra nel mio, e fallo tuo;  così avrai in tuo potere tutto il bene che fece la mia Umanità, che santificò e divinizzò tutto.  3) Se soffri, il tuo patire scorra nel mio e fallo tuo;  e così avrai in tuo potere tutto il bene che feci nella Redenzione.  Con ciò prenderai i tre punti essenziali della mia Vita, e come ciò farai usciranno da te mari immensi di grazie, che si riverseranno a bene di tutti, ed Io riguarderò la tua vita non come tua, ma come la mia".

 

Volume  11

Maggio 3, 1916

"Figlia mia, prega, ma prega come prego Io, cioè, riversati tutta nella mia Volontà, ed in Questa troverai Dio e tutte le creature e, facendo tue tutte le cose delle creature, le darai a Dio come se fosse una sola creatura - perché il Volere Divino è il padrone di tutti -
e deporrai ai piedi della Divinità gli atti buoni per dargli onore, i cattivi per ripararli con la Santità, Potenza ed Immensità della Divina Volontà".

Mentre stavo pregando, il mio amabile Gesù si è messo vicino, e sentivo che anche Lui pregava, ed io mi son messa a sentirlo.  E Gesù mi ha detto: "Figlia mia, prega, ma prega come prego Io, cioè, riversati tutta nella mia Volontà, ed in Questa troverai Dio e tutte le creature, e facendo tue tutte le cose delle creature, le darai a Dio come se fosse una sola creatura - perché il Volere Divino è il Padrone di tutti - e deporrai ai piedi della Divinità gli atti buoni per dargli onore, i cattivi per ripararli con la Santità, Potenza ed Immensità della Divina Volontà, a cui niente sfugge. 

Questa fu la vita della mia Umanità sulla terra.  Per quanto santa Ella fosse, ebbe bisogno di questo Divin Volere per dare completa soddisfazione al Padre e redimere l'umana generazione, perché solo in questo Divin Volere Io trovavo tutte le generazioni, passate, presenti e future, e tutti i loro atti, pensieri, parole, ecc., come in atto.  Ed in questo Santo Volere, senza che nulla Mi sfuggisse, Io prendevo tutti i pensieri nella mia mente, e per ciascuno in particolare Io Mi portavo innanzi alla Maestà Suprema e li riparavo, ed in questa stessa Volontà scendevo in ciascuna mente di creatura, dandole il bene che avevo impetrato alle loro intelligenze;  nei miei sguardi prendevo tutti gli occhi delle creature;  nella mia voce le loro parole;  nei miei movimenti i loro;  nelle mie mani le loro opere;  nel mio Cuore gli affetti, i desideri;  nei miei piedi i passi e, facendoli come miei, in questo Divin Volere la mia Umanità soddisfaceva il Padre e mettevo in salvo le povere creature;  e il Divin Padre ne restava soddisfatto.  Né poteva rigettarmi essendo il Santo Volere Lui stesso;  avrebbe forse rigettato Lui stesso?  No, certo!  Molto più che in questi atti trovava santità perfetta, bellezza inarrivabile e rapitrice, amore sommo, atti immensi ed eterni, potenza invincibile.  Questa fu tutta la vita della mia Umanità sulla terra, dal primo istante del mio concepimento fino all'ultimo respiro, per continuarla in Cielo e nel Santissimo Sacramento.

Ora, perché non puoi farlo anche tu?  Per chi Mi ama tutto è possibile.  Unita con Me nella mia Volontà, prendi e porta innanzi alla Maestà Divina nei tuoi pensieri i pensieri di tutti;  nei tuoi occhi gli sguardi di tutti;  nelle tue parole, nei movimenti, negli affetti, nei desideri, quelli dei tuoi fratelli, per ripararli, per impetrare loro luce, grazia, amore.  Nel mio Volere ti troverai in Me ed in tutti, farai la mia Vita, pregherai come Me, ed il Divin Padre ne sarà contento, e tutto il Cielo ti dirà:  ‘Chi ci chiama sulla terra?  Chi è che vuol stringere questo Santo Volere in sé, racchiudendo tutti noi insieme?'  E quanto bene può ottenere la terra facendo scendere il Cielo in terra!"

 

Volume  11

Agosto 10, 1916

Far scorrere le nostre pene nella Divina Volontà dove, trovando le pene di Gesù ed unendosi ad esse, correranno a bene di tutti, specie di coloro che stanno per cadere nell'abisso.

Continuando il mio solito stato, mi sentivo amareggiata per la privazione del mio amabile Gesù e mi lamentavo con Lui ché ogni privazione che mi faceva era una morte che mi dava, e morte crudele, ché mentre si sente la morte, non si può morire;  e dicevo:  "Come hai Cuore di darmi tante morti?"

E Gesù alla sfuggita mi ha detto: "Figlia mia, non ti abbattere, la mia Umanità stando sulla terra conteneva tutte le vite delle creature, e tutte da Me uscivano queste vite;  ma quante non ritornavano in Me perché morivano e si seppellivano nell'inferno! Ed Io sentivo la morte di ciascuno, che straziava la mia Umanità. Queste morti fu la pena più dolorosa e crudele di tutta la mia Vita, fino all'ultimo respiro.  Figlia mia, non vuoi prendere parte alle mie pene?  La morte che senti della mia privazione, non è altro che un'ombra delle pene delle morti che sentii della perdita delle anime.  Perciò, dalla a Me, per raddolcire le tante morti crudeli che subì la mia Umanità.  Questa pena falla scorrere nella mia Volontà e vi troverai la mia, ed unendosi insieme correrà a bene di tutti, specie per quelli che stanno per cadere nell'abisso. 

Se la terrai per te, si formeranno delle nuvole tra Me e te, e la corrente del mio Volere verrà spezzata tra te e Me, le tue pene non troveranno le mie e non ti potrai diffondere a bene di tutti, e vi sentirai tutto il peso. Invece, se tutto ciò che potrai soffrire, pensi come farlo scorrere nel mio Volere, per te non ci saranno nuvole, e le stesse pene ti porteranno luce ed apriranno nuove correnti di unione, d'amore e di grazie".

 

Nella DV e con Gesù fare la Comunione, abbracciare, baciare, amare, riposare anche per chi non lo fa

 

Volume  11

Settembre 8, 1916

Per quanto tempo l'anima sta nella Divina Volontà, tanto di Vita divina può dire che fa sulla terra.  "Mi piace molto vedere le anime che ripetono nella mia Volontà ciò che faceva la mia Umanità in Essa!"  Gesù ricevette Sé stesso nella Volontà del Padre.

Questa mattina dopo la Comunione, sentivo che il mio amabile Gesù in modo speciale mi assorbiva tutta nel suo Volere ed io nuotavo dentro di Esso. Ma chi può dire ciò che provavo?  Non ho parole per esprimermi. E Gesù mi ha detto: "Figlia mia, per quanto tempo l'anima sta nella mia Volontà, tanto di Vita divina può dire che fa sulla terra. Come Mi piace quando vedo che l'anima entra nella mia Volontà per farvi Vita divina! Mi piace molto vedere le anime che ripetono nella mia Volontà ciò che faceva la mia Umanità in Essa!

Io [quando] feci la Comunione, ricevetti Me stesso nella Volontà del Padre, e con ciò non solo riparavo tutto, ma trovando nella Divina Volontà l'immensità, l'onniveggenza di tutto e di tutti, quindi, abbracciavo tutti, comunicavo tutti e, vedendo che molti non avrebbero preso parte al Sacramento, ed il Padre offeso ché non volevano ricevere la Vita, Io davo al Padre la soddisfazione, la gloria come se tutti avessero fatto la Comunione, dando al Padre, per ciascuno, la soddisfazione e la gloria d'una Vita divina.

Anche tu fa' la Comunione nella mia Volontà, ripeti ciò che feci Io, e così non solo riparerai tutto, [ma] darai Me stesso a tutti, com'Io intendevo di darmi a tutti e Mi darai la gloria come se tutti si fossero comunicati.  Il mio Cuore si sente intenerito nel vedere che la creatura non potendo darmi nulla da sé che sia degno di Me, prende le cose mie, le fa sue, imita come le ho fatto Io, e per piacermi Me le dà, ed Io, nel mio compiacimento, vo' ripetendo:  "Brava la figlia mia!  Hai fatto proprio ciò che facevo Io!"

 

Volume 11

Ottobre 2, 1916

Effetti della Comunione fatta in unione all'Umanità, Divinità e Volontà di Gesù.

Questa mattina ho fatto la Comunione come Gesù mi aveva insegnato, cioè, unita con la sua Umanità, Divinità e Volontà sua.  E Gesù, venendo, si è fatto vedere ed io L'ho baciato e stretto al mio cuore, e Lui mi ha restituito il bacio, l'abbraccio, e mi ha detto: "Figlia mia, come ne son contento che sei venuta a ricevermi unita con la mia Umanità, Divinità e Volontà!  Mi hai rinnovato tutto il contento che ricevetti quando comunicai Me stesso;  e mentre tu Mi baciavi, Mi abbracciavi, stando in te tutto Me stesso, contenevi tutte le creature, ed Io Mi sentivo darmi il bacio di tutti, gli abbracci di tutti, perché questa era la tua volontà, qual era la Mia nel comunicarmi:  di rifare il Padre di tutto l'amore delle creature, ad onta che molti non l'avrebbero amato.  Ed il Padre si rifaceva in Me dell'amor loro, ed Io Mi rifaccio in te dell'amore di tutte le creature.  Ed avendo trovato nella mia Volontà chi Mi ama, Mi ripara, ecc., a nome di tutti - perché nella mia Volontà non c'è cosa che l'anima non possa darmi - Mi sento d'amare le creature, ad onta che Mi offendano, e vo' inventando stratagemmi d'amore intorno ai cuori più duri per convertirli.  Solo per amore di queste anime che fanno tutto nel mio Volere, Io Mi sento come incatenato, rapito, e concedo loro i prodigi delle più grandi conversioni".

 

Volume  11

Dicembre 14, 1916

Gesù dormì e fece tutto per dare il vero riposo alle anime in Dio e perché ognuno facesse tutto in lui stando al sicuro.

Stavo offrendo il mio sonno a Gesù dicendogli:  "Prendo il tuo sonno e lo faccio mio, e dormendo col tuo sonno voglio darti il contento come se un altro Gesù dormisse".  E senza farmi finire ciò che volevo dirgli, mi ha detto: "Ah, sì figlia mia, dormi col mio sonno affinché guardandoti possa specchiarmi in te, e rimirandomi possa trovare in te tutto Me stesso.  E giacché dormi con il mio sonno, ed affinché, tu rimirandoti in Me, possiamo essere d'accordo in tutto, voglio dirti perché la mia Umanità si assoggettò alla debolezza del sonno. 

Figlia mia, la creatura fu fatta da Me e, come cosa mia, la volevo tenere sul mio seno, nelle mie braccia, in continuo riposo.  Quindi l'anima doveva riposarsi nella mia Volontà e Santità, nel mio Amore, nella mia Bellezza, Potenza, Sapienza, ecc., tutti, questi, atti che costituiscono il vero riposo.  Ma, che dolore!, la creatura sfugge dal mio seno e, sforzandosi di distaccarsi dalle mie braccia in cui la tengo stretta, va in cerca di veglia.  Veglia sono le passioni, il peccato, gli attacc[amenti], i piaceri;  veglia i timori, le ansietà, le agitazioni, ecc., sicché, per quanto la rimpiango e chiamo a riposarsi in Me, non sono ascoltato.  Questa era un'offesa grande, un affronto al mio Amore, che la creatura non ne fa nessun conto e che non si prende nessun pensiero di riparare.  Ecco, perciò Io volli dormire:  per dare soddisfazione al Padre del riposo che non prendono le anime in Lui, contraccambiandolo per tutti.  E mentre riposavo impetravo a tutti il vero riposo, facendomi Io veglia d'ogni cuore per liberarli dalla veglia della colpa.  Ed amo tanto questo riposo della creatura in Me, che non solo volli dormire, ma volli camminare per darle il riposo ai piedi, operare per darle il riposo alle mani, palpitare, amare, per darle il riposo al cuore;  insomma, volli fare tutto per fare [sì] che l'anima facesse tutto in Me e prendesse riposo, ed Io facessi tutto per lei, purché la tenessi al sicuro in Me".

 

Volume  11

Dicembre 22, 1916

Tutto ciò che l'anima fa nella Volontà di Dio, Gesù lo fa insieme, ripetendo ciò che aveva fatto e rinnovandone il frutto completo.

Avendo fatto la Comunione, stavo unendomi tutta con Gesù e riversandomi tutta nel suo Volere e Gli dicevo:  "Io non so far nulla né dire nulla, perciò sento il grande bisogno di fare ciò che fai Tu e ripetere le tue stesse parole.  Nel tuo Volere trovo presenti e come in atto gli atti che tu facesti nel riceverti Sacramentato, ed io li faccio miei e Te li ripeto".  E così cercavo d'internarmi in tutto ciò che aveva fatto Gesù nel riceversi Sacramentato;  e mentre ciò facevo, mi ha detto: "Figlia mia, chi fa la mia Volontà e tutto ciò che fa lo fa nel mio Volere, Mi costringe a fare insieme ciò che fa l'anima.  Sicché, se si comunica nel mio Volere, Io ripeto gli atti che feci nel comunicarmi e rinnovo il frutto completo della mia Vita Sacramentale;  se prega nel mio Volere, Io prego con lei e rinnovo il frutto delle mie preghiere;  se soffre, se opera, se parla nella mia Volontà, Io soffro insieme col rinnovare il frutto delle mie pene, opero e parlo insieme, e rinnovo il frutto delle mie opere e parole;  e così di tutto il resto".

 

Passare dall'Umanità di Gesù alla Sua Volontà

 

Volume  11

Marzo 24, 1914

L'Umanità di Gesù è limitata, mentre la sua Volontà è interminabile.

Continuando il mio solito stato, mi lamentavo con Gesù che ancora non veniva, e venendo mi ha detto: "Figlia mia, la mia Volontà nasconde in Sé la mia stessa Umanità, ecco perciò che parlandoti della mia Volontà, qualche volta ti nascondo la mia Umanità;  ti senti circondata di luce, senti la voce e non Mi vedi, perché la mia Volontà l'assorbe in Sé, tenendo questa i suoi limiti, mentre la mia Volontà è eterna e senza limiti.  Difatti, la mia Umanità stando in terra non occupò tutti i luoghi, tutti i tempi né tutte le circostanze, e dove non potette lei arrivare, supplì e giunse la mia Volontà interminabile.  E quando trovo le anime che in tutto vivono del mio Volere, suppliscono alla mia Umanità, ai tempi, ai luoghi ed alle circostanze e fino ai patimenti, perché vivendo in loro il mio Volere, Io Me ne servo di loro come Me ne servii della mia Umanità.  Che cosa fu la mia Umanità se non che organo della mia Volontà?  E tali sono coloro che fanno la mia Volontà".

 

Volume  11

Settembre 12, 1913

Gesù sostituisce a Luisa l'estasi della sua SS. Umanità con l'estasi della Divina Volontà.

Stavo pensando come Gesù benedetto ha cambiato le cose:  anche venendo [Lui] non mi resto impietrita come prima, ma appena se ne va, mi sento allo stato naturale.  Io non so che mi è successo.  E quel che è più, mi sento infastidita se mi viene il pensiero, oppure chi ha autorità su di me volesse conoscere le cose mie.  Onde il buon Gesù, che mi vigila ogni pensiero e neppure uno ne vuole che nella mia mente scordi, nel venire mi ha detto: "Figlia mia, vorresti tu forse che Io usassi funi e catene per tenerti legata?  Un tempo erano necessarie, ed Io con tutto amore ti tenevo avvinta e facevo il sordo a qualche tuo lamento, ricordati.  Ma ormai non le veggo più necessarie.  Sono più di due anni che con te voglio usare catene più nobili, qual è la mia Volontà;  perciò in questo tempo ti ho parlato sempre del mio Volere e degli effetti sublimi ed indescrivibili che detto Volere contiene, che a nessuno finora ho manifestato.  Guarda quanti libri vuoi e vedrai che a nessuno troverai quello che ho detto a te della mia Volontà.  Ciò era necessario per disporre l'anima tua allo stato presente in cui ti trovi.  Dopo averti tenuto sempre con Me, lo sapevo benissimo che non avresti potuto durarla a soffrire la mancanza della mia presenza continua se non avessi sostituito una cosa mia stessa, che invadendoti tutta l'anima tua, doveva tenerti rapita, più che non facesse la stessa mia presenza, sostituendosi la mia Volontà a tenerti rapito ogni tuo pensiero, affetto, desiderio, parola;  tanto, che la tua lingua parla della mia Volontà con tale eloquenza ed entusiasmo, perché è rapita dal mio Volere.  Perciò tu senti fastidio quando sei domandata e come e perché Gesù non viene come prima;  perché sei rapita dalla mia Volontà e l'anima tua soffre quando ti vogliono rompere il dolce incanto del mio Volere".

Ed io:  "Gesù, che dici?  Vattene, vattene!  Sono le mie cattiverie che mi hanno ridotto in questo stato!" 

Gesù ha sorriso nel sentirsi dire ‘vattene!' e, stringendomi più a Sé, ha soggiunto: "Non posso andarmene;  posso forse separarmi dalla mia Volontà?  Se tu tieni la mia Volontà debbo starmi sempre con te, il mio Volere ed Io siamo uno solo, non siamo due.  Ma andiamo ai fatti:  dimmi, quali sono queste tue cattiverie?"

Ed io:  "Amor mio, non lo so.  Tu stesso lo hai detto, che la tua Volontà mi tiene rapita;  come posso conoscerle?"

E Gesù:  "Ah, non le conosci?"

Ed io:  "Non posso conoscerle, perché Tu mi tieni sempre sopra e non mi dai tempo a pensare a me stessa;  e nell'atto che voglio pensare a me, Tu or mi rimproveri severamente, fino a dirmi che dovrei vergognarmi di far ciò, ora amorosamente col tirarmi a Te con tale forza, da farmi dimenticare me stessa.  Come posso farlo?"

E Gesù:  "E se non puoi farlo significa che Io mi compiaccio più che tu non lo faccia, tenendoti la mia Volontà in luogo di tutto;  e vedendosi [, questa Volontà, come] tolto qualche cosa di suo, perciò ti sta sopra e t'impedisce di pensare a te stessa, sapendo che dove tiene in tutto luogo il mio Volere, cattiverie non ci possono essere.  Perciò, geloso, mantengo la sentinella".

Ed io:  "Gesù, mi burli?"

E Gesù:  "Figlia mia, Mi costringi a farmi parlare per farti capire le cose come stanno.  Senti, per farti giungere ad un punto sì nobile e divino, Io ho fatto con te come due amanti che si amano fino alla follia.  Mai tu avresti amato tanto la mia Volontà se non Mi avessi conosciuto, perciò prima ti ho dato l'estasi della mia Umanità, affinché conoscendo Chi sono, tu Mi hai amato;  e per tirarti tutto il tuo amore ho usato con te tanti stratagemmi d'amore;  e tu li ricordi, non è necessario che te ne faccia l'elenco. 

Ora, dopo averti [at]tirata ben bene ad amare la mia Persona, tu sei stata presa dalla mia Volontà, e l'ami;  e non potendo stare senza di Me dopo tanto tempo, come se fossimo vissuti insieme, era necessario che l'estasi della mia Volontà ti tenesse [il] luogo della mia Umanità.  E tutto ciò che ho fatto prima sono state grazie per disporti all'estasi della mia Volontà, perché quando Io dispongo un'anima a vivere in modo più alto nella mia Volontà, sono costretto a manifestarmi per infondere grazie sì grandi".

Ed io, sorpresa, ho detto:  "Che dici, o Gesù?  Come, la tua Volontà è estasi?"

"Sì, vera e perfetta estasi è il mio Volere.  E[d è] allora [che] tu rompi questa estasi, quando vuoi pensare a te;  ma Io non te la do vinta!  Quindi, [ne]i tempi che volgono grandi castighi verranno, sebbene tu non ci credi;  li crederai, tu e chi ti dirige, quando li sentirete.  Perciò è necessario che l'estasi della mia Umanità sia interrotta - ma non del tutto - altrimenti tu Mi legheresti dappertutto;  quindi farò [poi] sottentrare il dolce incanto del mio Volere per farti soffrire anche meno nel vedere i castighi".

 

Volume  20

3 Dicembre 1926

Lamenti con Gesù;  Lui la quieta.

Continuando il mio solito abbandono nel mio adorabile Fiat Supremo, sospiravo con ansia il mio Sommo Bene Gesù, ed in quella luce interminabile dell'Eterno Volere che non si veggono i confini, né dove cominciano, né dove finiscono, era tutt'occhi per vedere se potessi scorgere Colui che io tanto sospiro,  e Gesù per quietare le mie smanie, è uscito da dentro il mio interno, ed io nel vederlo gli ho detto:  "Amor mio, come mi fai stentare e sospirare il tuo ritorno! Stai proprio ad aspettare quando non ne posso più;  come si vede chiaro che non mi vuoi più il bene di prima;  eppure mi dicevi che mi avresti sempre più amata e che mai saresti stato senza di me; ed ora mi lasci e forse anche per un giorno intero, in preda al dolore e sotto il torchio delle tue privazioni, abbandonata e tutta sola.  E Gesù spezzando il mio dire mi ha detto: "Figlia mia, coraggio non ti abbattere, Io non ti lascio; tanto vero è che sempre da dentro il tuo interno esco, per trattenermi te, e se tu non sempre Mi vedi lo faccio per darti il campo a seguire quell'atto solo della mia Volontà, che contiene tutti gli atti insieme.  Non vedi tu che la luce del mio Supremo Volere ti scorre da dentro il cuore, dalla bocca, dagli occhi, dalle mani, dai piedi, da tutto il tuo essere  ed eclissandomi in te tu non sempre Mi vedi, perché Esso (il Supremo Volere) essendo interminabile (ciò che non è la mia stessa Umanità), tiene la forza di eclissarmi ed Io godo di questa eclisse del mio Supremo Volere, e da dentro di te stessa vedo il tuo volo, i tuoi atti nel Fiat Divino.  Se Io Mi facessi vedere sempre, tu per trattenerti con Me e godere della mia dolce ed adorabile presenza ti occuperesti della mia Umanità, sfogheresti il tuo amore con Me come Io con te e non avresti cuore di lasciarmi per seguire il volo della mia Volontà nella Creazione, negli stessi atti che fece la mia Umanità nella Redenzione.  Perciò per farti sempre compiere la missione a te affidata, per renderti più libera Io sto in te come nascosto per seguire i tuoi stessi atti nell'Eterno Fiat.  Non ti ricordi che questo fu detto agli stessi miei apostoli che era necessario che si distaccassero dalla mia Umanità, che molto amavano e non sapevano stare senza di essa, tanto vero che finché Io vissi sulla terra, non si dilungavano da Me per andare per tutto il mondo a predicare il Vangelo, ed a fare conoscere la mia venuta sulla terra;  ma dopo la mia partita al Cielo, investiti dallo Spirito Divino, ebbero questa forza di lasciare la loro regione per far conoscere i beni della Redenzione e di mettere anche la vita per amor mio.  Sicché la mia Umanità sarebbe stata un inceppo alla missione dei miei apostoli.  Non dico che questo occorre a te, perché tra te e Me non c'è questo inceppo, perché l'inceppo succede quando due esseri sono separabili, ma quando due esseri si sono tanto immedesimati, che uno vive nell'altro, l'inceppo finisce, perché dove va l'uno si trova insieme l'altro,  quindi stando insieme non occorrono sforzi per andare dove si vuole, perché la persona amata è dentro di essa (dentro l'altra) per seguirla ovunque;  ma dico solo che occorre spesso l'eclissi, per la forte luce della mia Volontà che dominando te e la mia stessa Umanità in te, ci eclissa e ci fa seguire gli atti suoi.  Ciò non dice che non ti amo più come prima, e che Io so stare senza di te, affatto, è tutto il contrario!  la mia Volontà (in te) Mi dà l'amore eterno e completo del tuo [stesso] Gesù e facendomi muro d'intorno con la sua luce, non permette che neppure un istante possa allontanarmi da te.

 

Volume  23

Febbraio 12, 1928

Lamenti dell'anima. Come Gesù racchiuse dentro di Sé tutti gli atti respinti dalle creature, e formò il suo Regno

La mia povera mente va sempre spaziandosi nei confini interminabili del Fiat Supremo, ed il mio povero cuore è sotto l'incubo del dolore straziante della privazione del mio amato Gesù;  le ore sono secoli, le notti interminabili senza di Lui, e siccome è un dolore divino che piomba sulla mia piccola anima, la sua immensità mi affoga, mi schiaccia, e sento tutto il peso d'un dolore eterno.  Oh, Dio Santo!  Come mi togli quella vita che Tu stesso vuoi che possegga?  Come mi metti nell'impossibilità di vivere, ed [è] vivere morendo, perché la fonte della tua vita non vi è in me?  Ah, Gesù ritorna, non abbandonarmi a me stessa, non posso vivere senza vita!  Gesù, Gesù! quanto mi costa l'averti conosciuto, quanti strappi hai fatto alla mia vita umana per darmi la tua, ed ora vivo sospesa, la mia non la trovo più, perché coi tuoi stratagemmi me l'hai rubata, la tua appena la sento, ma come strappata dall'eclisse forte della luce della tua Volontà, sicché tutto per me è finito e son costretta a rassegnarmi ed a sentire la tua vita per mezzo dei raggi di luce, dei riflessi che mi porta la tua adorabile Volontà;  non ne posso più.  Gesù, ritorna a colei che tanto amasti e dicevi d'amarmi, ed ora hai avuto la forza d'abbandonarla;  ritorna una volta per sempre e deciditi di non più lasciarmi.  Ma mentre sfogavo il mio dolore si è mosso nel mio interno, e mitigando la luce che Lo eclissava mi ha steso le braccia stringendomi forte, e mi ha detto: "Figlia mia,  povera mia piccina, coraggio, è la mia Volontà che vuole il suo primo posto in te;  ma Io non devo decidermi di non lasciarti, la mia decisione fu presa quando tu ti decidesti di non più lasciarmi, allora ci fu un rubarci la vita a vicenda, Io la tua e tu la mia, con questa differenza:  che prima tu Mi vedevi senza l'eclisse della luce del mio Fiat - Esso stava come rinchiuso dentro di Me -;  ora volendo prendere vita in te, ha straripato fuori di Me e bilocandosi ha rinchiusa la mia Umanità dentro la sua luce, e perciò tu senti la mia vita attraverso i riflessi della sua luce.  Dunque perché temi che ti lasci? 

Ora tu devi sapere che la mia Umanità rifece in Essa [mia Umanità] tutti gli atti respinti dalle creature, che la mia Volontà Divina dandosi a loro voleva che facessero;  Io li rifeci tutti e li depositai in Me stesso per formare il suo Regno, aspettando il tempo propizio per uscirli da Me e depositarli nelle creature come fondamento di questo Regno.  Se Io non avessi ciò fatto, il Regno della mia Volontà non poteva effettuarsi in mezzo alle creature, perché solo Io come Uomo e Dio potevo supplire all'uomo e ricevere dentro di Me tutto l'operato d'una Volontà Divina, che dovevano ricevere e fare le creature, e per mezzo mio comunicarlo a loro.  Perché nell'Eden le due volontà, umana e Divina, restarono come in cagnesco perché l'umana si oppose alla Divina;  tutte le altre offese furono come conseguenza;  perciò dovetti prima rifare in Me tutti gli atti opposti al Fiat Divino, fargli distendere in Me il suo Regno.  Se non riconciliavo queste due volontà in cagnesco [contrasto], come potevo formare la Redenzione?

Perciò [in] tutto ciò che Io feci sulla terra, il primo atto era di ristabilire l'armonia, l'ordine tra le due volontà per formare il mio Regno;  la Redenzione fu conseguenza di questo.  E perciò fu necessario togliere le conseguenze del male che aveva prodotto l'umano volere, e quindi diedi rimedi efficacissimi per poi manifestare il gran bene del Regno della mia Volontà.  Onde i riflessi della luce di Essa (DV) non fanno altro che portarti gli atti che contiene la mia Umanità, per far [sì] che tutto fosse Volontà Divina in te.  Perciò sii attenta a seguirla e non temere".

 

Il Progetto di Dio in S. Paolo

Nella prima lettera ai Corinzi 15, 20-28 leggiamo:

"Ora, invece, Cristo è risuscitato dai morti, primizia di coloro che sono morti. Poiché se a causa di un uomo venne la morte, a causa di un uomo verrà anche la risurrezione dei morti; e come tutti muoiono in Adamo, così tutti riceveranno la vita in Cristo. Ciascuno però nel suo ordine: prima Cristo, che è la primizia; poi, alla sua venuta, quelli che sono di Cristo; poi sarà la fine, quando egli consegnerà il regno a Dio Padre, dopo aver ridotto al nulla ogni principato e ogni potestà e potenza.

Bisogna infatti che egli regni finché non abbia posto tutti i nemici sotto i suoi piedi. L'ultimo nemico ad essere annientato sarà la morte, perché ogni cosa ha posto sotto i suoi piedi. Però quando dice che ogni cosa è stata sottoposta, è chiaro che si deve eccettuare Colui che gli ha sottomesso ogni cosa.

E quando tutto gli sarà stato sottomesso, anche lui, il Figlio, sarà sottomesso a Colui che gli ha sottomesso ogni cosa, perché Dio sia tutto in tutti."

 

Tutto sarà sottomesso a Cristo (= REDENZIONE)

 Cristo consegnerà ogni cosa al Padre perché Dio sia tutto in tutto  (= REGNO DELLA DV)

E quando tutto gli sarà stato sottomesso, anche lui, il Figlio, con la sua Umanità, sarà sottomesso a Colui che gli ha sottomesso ogni cosa.

 

Il fondamento del Regno della DV

 

Volume  20

27 Novembre 1926

Come il fondamento di questa santità è l'Umanità di Nostro Signore.

[...]

Ma con tutto il dire di Gesù (stavano pubblicando le "Memorie dell'infanzia"), la mia oppressione continuava, e la mia povera mente era funestata dal pensiero che la povera mia insignificante esistenza, che meritava d'essere seppellita, senza che nessuno mi facesse attenzione che io fossi stata sulla terra, doveva andare sott'occhio e nelle mani di chi sa quanti;  mio Dio, Dio mio, qual dolore!  Ma mentre ciò pensavo il mio amabile Gesù si faceva vedere nel mio interno tutto disteso, come se la sua santa Umanità facesse da fondamenta nella povera e piccola anima mia,  e riprendendo il suo dire ha soggiunto: "Figlia mia,  non ti distrarre.  Non vedi che il fondamento del Regno dell'Eterno Fiat in te è formato dai miei passi, dalle mie opere, dal mio Cuore palpitante d'amore, per l'onore della mia Volontà, dai miei sospiri ardenti e dalle lacrime infuocate dei miei occhi?  Tutta la mia vita è distesa in te per formare il fondamento.  Quindi non conviene che il tuo piccolo operato sopra di questo fondamento sì solido e sì santo sia fatto con distrazione, né che le tue girate nel Supremo Volere siano fatte ombrate;  no, no, figlia mia, non lo voglio questo in te.  Non temere, resterai seppellita nel Sole del mio Volere:  chi più di Esso potrà eclissarti in modo che nessuno ti faccia attenzione?  Il Sole del Fiat Supremo terrà tanta cura che la piccola lucerna dell'anima tua, circondata dai suoi raggi, il Sole, vi comparisca e la lucerna la terrà nascosta in Sé;  perciò rimani in pace se vuoi contentare il tuo Gesù.  Abbandona tutto in Me ed Io ci penserò a tutto".

 

 

Volume  20

29 Dicembre 1926

Come nell'Umanità di Nostro Signore fu formata la nuova Creazione del Regno della Volontà Suprema.

[...]

Onde dopo ciò, stavo pensando a tutto ciò che il mio dolce Gesù aveva fatto nella sua venuta sulla terra per la Redenzione, per unirmi agli atti suoi e chiedergli per amore dei suoi stessi atti che facesse conoscere la sua Volontà per farla regnare;  ed il mio adorato Gesù ha soggiunto: "Figlia mia,  come la mia Umanità fu concepita, così cominciai una nuova Creazione, per stendere il Regno della mia Volontà sopra a tutti gli atti che faceva la mia Umanità.  Tutti gli atti miei che facevo dentro e fuori di Essa, erano animati da una Volontà Divina che conteneva la potenza creatrice e perciò i miei atti subivano la nuova Creazione e si convertivano in atti di Volontà Divina, e stendevo nel mio interno ed in tutti gli atti miei esterni, il suo Regno.

Difatti chi distrusse e respinse questo Regno della mia Volontà nell'uomo? La sua volontà umana che respingendola da sé non si lasciò dominare, animare dalla Mia, ma si fece dominare ed animare dalla sua e vi formò il regno delle miserie, delle passioni e delle rovine.

Ora la mia Umanità prima di tutto doveva rifare e richiamare questo Regno del Voler Supremo in Me, nella mia natura umana, per potermi accingere a formare la Redenzione e così poter dare all'uman genere i rimedi per salvarsi.  Se non avessi messo in Me in salvo questo regno, [se] non gli avessi dato i suoi diritti di dominio, non avrei potuto formare il bene della Redenzione.  La mia Volontà Divina sarebbe stata inesorabile nel (non) cedermi i suoi beni, se non avesse avuto il diritto, prima di formare il suo Regno in Me,  e poi come secondo atto Mi cedeva i rimedi per salvare le creature. 

Sicché la mia Volontà Suprema si schierava in tutti gli atti miei;  Essa dominava e trionfante investiva colla sua potenza creatrice le mie lacrime e gemiti, i miei sospiri, palpiti, passi, opere, parole e pene, insomma tutto;  e come l'investiva l'imperlava colla sua luce interminabile e formava la nuova creazione del suo Regno in tutti gli atti miei;  perciò ogni cosa in più che Io facevo, il Fiat Divino allargava i confini del suo Regno nella mia Umanità.

Ora, se la Creazione fu chiamata dal nulla, e fu formata sulla base della mia parola creatrice, che disse e creò, comandò e tutte le cose presero il loro posto d'ordine e d'armonia, invece nella Creazione del Regno del mio Supremo Volere, non si contentò del nulla per formarlo, ma volle per garanzia di sicurezza, le basi, le fondamenta, le muta e tutti gli atti e pene della mia Umanità SS.ma per formare la Creazione del suo Regno.  Vedi dunque quanto costò questo Regno del mio Volere, con quanto amore lo svolse in Me!  Perciò questo Regno esiste, non resta altro che farlo conoscere, per fare uscire in campo tutti i beni che contiene.  Onde quello che voglio da te, (è) che come la mia Umanità lasciò libera la mia Volontà, per farle formare il suo Regno, così tu Mi lasci libero, non ti opponi in nulla, affinché non trovando in te nessuna opposizione, i miei atti scorrono in te, e prendendo il loro posto d'onore, si schierano tutti ordinati per continuare in te la vita del Regno della mia Volontà".

 

Volume  19

12 Settembre 1926

L'Umanità di Nostro Signore possiede il Regno della Divina Volontà, tanto che tutta la sua Vita da Essa dipendeva. Formare il Regno della Divina Volontà nell'anima è trasmettere in essa ciò che possiede l'Umanità di Gesù.

[...]

Onde,  essendo giunti negli atti della Redenzione, il mio dolce Gesù si faceva vedere piccolo Bambinello, ma tanto piccolo da potersi rinchiudere nel mio petto.  Come era bello, carino, grazioso, vederlo così piccino passeggiare, sedersi, mettersi in Trono di Maestà nella piccola anima mia, somministrandomi la sua Vita, il suo respiro, i suoi atti, per far [sì] che tutto da Lui prendessi!  Ma mentre lo vedevo in me Bambinello, nel medesimo tempo è venuto anche Crocifisso:  era tanta la tensione delle sue membra che si potevano numerare tutte le ossa ed i nervi, uno per uno.  Ora,  se il Bambino stava rinchiuso nel mio petto, il Crocifisso Gesù si è disteso in tutte le mie membra, non lasciandomi nessuna particella di me che non fosse posseduta dalla sua adorabile persona:  sentivo più la Vita sua che la mia.  Onde,  dopo essere stata qualche tempo in questa posizione con Gesù, mi ha detto: "Figlia mia,  la mia Umanità possiede il Regno della mia Volontà, tanto che tutta la mia Vita dipendeva da Essa;  sicché,  col dipendere da Essa, Io avevo l'intelligenza del Supremo Volere, il suo sguardo, il suo respiro, il suo operare, i suoi passi, il suo moto e palpito eterno.  In questo modo formavo il Regno del Fiat Supremo nella mia Umanità, la sua Vita ed i suoi beni.  Vedi dunque che significa formare il suo Regno in te?  Devo trasmettere in te ciò che possiede la mia Umanità, la quale ti somministrerà il suo pensiero, il suo sguardo, il suo respiro e tutto ciò che posseggo, per la formazione di Esso.

Vedi quanto amo questo Regno?  Metto a sua (tua) disposizione tutta la mia Vita, le mie pene, la mia morte, come fondamento, guardia, difesa, sostegno [di esso].  Non lascerò nulla di Me che non servirà a mantenere in pieno vigore il trionfo e l'assoluto dominio della mia Volontà;  perciò non ti meravigliare se vedi in te come ripetersi i diversi gradi della mia età e delle mie opere,  e ora mi vedi bambino, ora giovane, ora crocifisso:  è il Regno del mio Volere che sta in te,  e tutta la mia Vita si schiera dentro e fuori di te a guardia e a difesa del Regno mio.  Perciò sii attenta, e quando qualche timore ti assale, pensa che non sei sola, ma che hai in aiuto tutta la Vita mia per formare questo mio Regno in te, e costantemente segui il tuo volo nell'unità della Luce Suprema della Divina Volontà.  Io là ti aspetto, per farti le sorprese di ritorno, per darti le mie lezioni".

 

Conclusione

Volume  26

Agosto 7, 1929

a) Mezzi principali per far regnare la Divina Volontà: le conoscenze.  [Come metterà a disposizione la Sua stessa Umanità.]

a) Stavo seguendo i miei atti nel Voler Divino e pensavo tra me: "Come potrà venire a regnare la Divina Volontà?  Quali saranno i mezzi, gli aiuti, le grazie per disporre le creature per farsi dominare da Essa?"  Ed il mio sempre amato Gesù, movendosi nel mio interno, tutto bontà e tenerezza mi ha detto: "Figlia mia, i mezzi principali per far regnare sulla terra il mio Fiat Divino sono le conoscenze di Esso.  Le conoscenze formeranno le vie, disporranno la terra per essere Regno suo, formeranno le città, faranno da telegrafi, da telefono, da poste, da trombettieri, per comunicare tra città e città, tra creature e creature, tra nazioni e nazioni, le notizie, le conoscenze importanti sulla mia Divina Volontà;  e le conoscenze di Essa getteranno nei cuori la speranza, il desiderio di ricevere un tanto bene.  Da qui non si può sfuggire:  un bene non si può volere né ricevere se non si conosce e, se si riceve senza conoscerlo, è come se non si ricevesse.  Quindi le fondamenta, la speranza, la certezza del Regno della mia Divina Volontà, verranno formate dalle conoscenze di Essa.  Perciò ne ho dette tante, perché esse saranno le ricchezze, l'alimento ed i nuovi soli, i nuovi cieli che possederanno i popoli del Regno del mio Volere.

Ora, quando le conoscenze sul mio Fiat si faranno strada disponendo coloro che avranno il bene di conoscerle, la mia più che paterna bontà per mostrare l'eccesso del mio amore metterà in ciascuna creatura a sua disposizione la mia stessa Umanità, tutto il bene che operai, in modo che sentiranno tale forza e grazia da farsi dominare dalla mia Divina Volontà.  E la mia Umanità starà in mezzo ai figli del Regno mio come cuore in mezzo a loro, per decoro e onore del mio Fiat e per antidoto, grazia e difesa a tutti i mali che ha prodotto l'umano volere.  è tale e tanta la foga del mio amore che voglio che Essa regni, che farò tali eccessi d'amore da vincere le volontà più ribelli".

Io nel sentir ciò son rimasta stupita e come se volessi mettere dubbio a ciò che Gesù mi aveva detto, e Lui riprendendo il suo dire ha soggiunto: "Figlia mia, perché ne dubiti?  Non sono Io forse il padrone di fare quello che voglio e darmi come Mi piace di darmi?  Non è forse la mia Umanità il primo Fratello Primogenito che possedette il Regno della mia Divina Volontà, e come primo fratello tengo il diritto di comunicare il diritto agli altri fratelli di possederlo, mettendomi Io a disposizione di loro per dar loro un tanto bene?  Non son Io il Capo di tutta l'umana famiglia, che posso far fluire nelle membra di esse le virtù del capo e far scendere l'atto vitale della mia Volontà Divina nelle membra?  E poi non è forse la mia Umanità che risiede in te continuamente, che ti dà tale forza e grazia di voler vivere solo del mio Volere e ti fa sentire tale pace e felicità eclissanti il tuo umano volere, in modo che lui stesso si sente felice di vivere come senza vita, sotto l'impero della mia Divina Volontà?  Perciò quello che Mi necessita sono le conoscenze sul mio Fiat che conoscano;  il resto verrà da per sé".

 

Appendice

Vari modi di fondersi nel Divin Volere (Cfr. Volume 17°, 10 Maggio 1925; 17 Maggio 1925)

1°)  Mio Dio, mi fondo nel Tuo Santo Voler Divino, e mentre mi fondo, innanzi alla mia mente mi si fa presente un vuoto immenso, tutto di luce, di cui non si vede né dove giunge l'altezza né dove arriva la profondità, né i confini di destra né di sinistra, né quello davanti né quello di dietro.

In mezzo a questa immensità, ad un punto altissimo vi vedo, o mio Dio, Padre, Figlio e Spirito Santo, che mi aspettate, e una piccola bambina esce da me, la piccola anima mia. Questa piccola bambina si mette in via in questo vuoto immenso, tutta sola: cammina timida in punta di piedi, con gli occhi sempre rivolti là dove scorge Voi, le Tre Divine Persone, perché teme che se abbassa lo sguardo in questo vuoto immenso, non sa a qual punto deve andare a finire.

Tutta la sua forza è in questo sguardo fisso in alto verso di Voi, Altezza Suprema, ed essendo ricambiata dal vostro sguardo, essa prende forza nel cammino.  Ora, mentre giunge innanzi a Voi, si sprofonda con la faccia nel vuoto per adorarvi, Maestà Divina, ma una vostra mano rialza la piccola bambina, e le dite: "La figlia Nostra, la piccola figlia della nostra Volontà, vieni nelle nostre braccia".

Ed essa, nel sentire ciò si mette in festa e mette in festa Voi, che aspettate il disimpegno del suo ufficio da Voi affidatole; ed essa con una grazia propria di bambina Vi dice: "Vengo ad adorarvi, a benedirvi, a ringraziarvi per tutti; vengo a legarvi al vostro trono tutte le volontà umane di tutte le generazioni, dal primo all'ultimo uomo, affinché tutti riconoscano la vostra Volontà Suprema, l'adorino, l'amino e le diano vita nelle anime loro. 

Maestà Suprema, in questo vuoto immenso ci sono tutte le creature, ed io voglio prenderle tutte per metterle nel vostro Santo Volere, affinché tutte ritornino al principio da dove sono uscite, cioè dalla vostra Volontà; perciò sono venuta nelle vostre braccia paterne, per portarvi tutti i vostri figli e miei fratelli, e legarli tutti con la vostra Volontà.

Ed io a nome di tutti e per tutti, voglio ripararvi e darvi l'omaggio, la gloria, come se tutti avessero fatto la vostra Santissima Volontà. Ma, deh! Vi prego, che non più ci sia separazione tra Volontà Divina e umana! E' una piccola bambina che ciò vi chiede, e ai piccoli so che Voi non sapete negar nulla..."

 

2°)  Mio Dio, Mi fondo nel Tuo Volere, e questo vuoto immenso si fa innanzi alla mia mente. Giro per tutte le cose create e vi imprimo un ‘Ti amo' per Voi, Maestà Suprema, come se io volessi empire tutta l'atmosfera di tanti ‘Ti amo', per ricambiarvi, Amore Supremo, di tanto amore verso le creature; anzi, giro per ogni pensiero di creatura e v'imprimo il mio ‘Ti amo', per ogni sguardo e vi lascio il mio ‘Ti amo', per ogni bocca e ad ogni parola vi suggello il mio ‘Ti amo', per ogni palpito, opera e passo e li copro col mio ‘Ti amo' per Voi, mio Dio; scendo fin laggiù, nel mare, nel fondo dell'oceano, e ogni guizzo di pesce, ogni goccia d'acqua, li voglio riempire del mio ‘Ti amo'. 

Onde, dopo che dappertutto la piccola bambina ha seminato il mio ‘Ti amo', si porta innanzi alla Maestà Divina, e dice come se volesse fargli una sorpresa: "Mio Creatore e Padre mio, mio Gesù e mio Eterno Amore, guardate: tutte le cose da parte di tutte le creature Vi dicono che Vi amano; dovunque c'è  il ‘Ti amo' per Voi: Cielo e terra ne sono pieni; e Voi non concederete alla piccola piccina che la vostra Volontà scenda in mezzo alle creature, si faccia conoscere, faccia pace con la volontà umana, e prendendo il suo giusto dominio, il suo posto d'onore, nessuna creatura faccia più la sua volontà, ma sempre la Vostra?"

 

3°)  Mio Dio, mi fondo nel Divin Volere, voglio dolermi di tutte le offese fatte a Voi, e riprendo il mio giro in questo vuoto immenso per trovare tutto il dolore che Tu, mio Gesù, avesti per tutti i peccati, lo faccio mio  e giro ovunque: nei luoghi più reconditi e segreti, nei luoghi pubblici, su tutti gli atti umani cattivi per dolermi per tutte le offese e per ciascun peccato; mi sento che vorrei gridare ad ogni moto della creatura: ‘dolore, perdono!'. 

E per far [sì] che tutti lo sentano, lo imprimo nel rumoreggiare del tuono, affinché tuoni in tutti i cuori: ‘dolore di aver offeso il mio Dio!'

‘Perdono!' nello scoppio della folgore; ‘dolore!' nel sibilo del vento; ‘dolore, perdono', nel tintinnio delle campane; ‘dolore e perdono'... in tutto. 

E poi Ti porto, o mio Dio, il dolore di tutti, ed imploro perdono per tutti e Ti dico: "Gran Dio, fate scendere la vostra Volontà sulla terra, affinché il peccato non abbia più luogo: è la sola volontà umana che produce tante offese che pare che allaghi la terra di peccati; la vostra Volontà sarà la distruggitrice di tutti i mali.  Perciò, Vi prego, contentate la piccola figlia della vostra Volontà, che non vuole altro che la vostra Volontà sia conosciuta ed amata e regni in tutti i cuori".

 

4°)  Mio Dio, mi fondo nel tuo Santo Voler Divino, e guardando il cielo che piove a dirotto, vedo scendere l'acqua sulla terra, ed in queste gocce d'acqua c'è  la Tua Volontà;  Essa corre rapidamente insieme con l'acqua;  si parte per dissetare le creature, scendere nelle viscere umane, nelle loro vene, per rinfrescarle e costituirsi vita delle creature e portar loro il tuo bacio, il tuo amore;  parte per innaffiare la terra, per fecondarla e preparar loro il cibo;  parte per tant'altri bisogni delle creature;  vedo in quest'acqua le tue mani, Gesù, moltiplicate in tante, per portare con le tue mani l'acqua a tutti. 

La tua Volontà vuole aver vita in tutte le cose create per dar vita celeste e naturale a tutte le creature.  Vuole aver vita  nel Cielo stellato, nel prato fiorito, nel mare in tempesta e persino nel piccolo uccellino.  Ma Essa, mentre va come in festa, piena d'amore verso tutti, non riceve l'adeguato ricambio, e resta come digiuna da parte delle creature.

Quindi la mia volontà fusa nella Tua, corre pure in quest'acqua che piove dal cielo, corre insieme dovunque Essa va: non la vuole lasciare sola e le da il ricambio di amore per me e per tutti.

 

5°)  Mio Dio, mi fondo nel tuo Santo Voler Divino, e mentre si presenta alla mia mente questo vuoto immenso, la tua piccola bambina riprende il suo giro, ed elevandosi in alto vuole ricambiare Te, suo Dio, di tutto l'amore che avesti per tutte le creature nella Creazione, vuole onorarti come Creatore di tutte le cose.

Perciò giro per le stelle, ed in ogni scintillio di luce imprimo il mio ‘Ti amo' e ‘gloria al mio Creatore'; in ogni atomo di luce del sole che scende nel basso: ‘Ti amo' e ‘gloria'; in tutta l'estensione dei cieli, tra la distanza d'un passo all'altro il mio  ‘Ti amo' e ‘gloria'; nel gorgheggio dell'uccello, nel battere delle sue ali: ‘amore e gloria al mio Creatore'; nel filo dell'erba che spunta dalla terra, nel fiore che sboccia, nel profumo che si eleva: ‘amore e gloria'; sull'altezza dei monti e nella profondità delle valli: ‘amore e gloria'.  Giro per ogni cuore di creatura, come se mi volessi chiudere dentro e gridare dentro, ad ogni cuore, il mio ‘Ti amo' e ‘gloria al mio Creatore';  voglio che uno sia il grido, una la volontà, una l'armonia di tutte le cose: ‘Gloria ed amore al mio Creatore'.  E dopo che riunisco tutto insieme, in modo che tutto Ti dica: ‘Ti ricambio in amore e come attestato di gloria per tutto ciò che hai fatto, mio Dio, nella Creazione', mi porto al tuo Trono e Ti dico: "Maestà Suprema e Creatore di tutte le cose, questa piccola bambina viene nelle vostre braccia per dirvi che tutta la Creazione, a nome di tutte le creature, Vi dà non solo il ricambio dell'amore, ma della giusta gloria per tante cose da Voi create per amor nostro. Nella vostra Volontà, in questo vuoto immenso, ho girato dappertutto, affinché tutte le cose Vi glorifichino, Vi amino e Vi benedicano; e giacché Vi ho messo in rapporto l'amore tra Creatore e creatura, che la volontà umana aveva spezzato, e la gloria che tutti Vi dovevano, fate scendere la vostra Volontà sulla terra, affinché vincoli, raffermi tutti i rapporti tra Creatore e creatura ; tutte le cose ritorneranno nell'ordine primiero, da Voi stabilito; perciò fate presto, non più indugiate: non vedete com'è piena di mali la terra?  Solo la vostra Volontà può arrestare questa corrente, può metterla in salvo; ma la vostra Volontà conosciuta e dominatrice".

Onde, dopo ciò sento che il mio ufficio non è completo, perciò  scendo nel basso di quel vuoto per ricambiarti, o mio Gesù, dell'opera della Redenzione, e come se trovassi in atto tutto ciò che Tu facesti, voglio darti il mio ricambio di tutti gli atti che avrebbero dovuto farti tutte le creature nell'aspettarti e riceverti sulla terra.

E poi, come se mi volessi trasmutare tutta in amore per Te, Gesù, ritorno al mio ritornello e Ti dico: "‘Ti amo' nell'atto di scendere dal Cielo; imprimo il mio ‘Ti amo' nell'atto in cui fosti concepito; ‘Ti amo' nella prima goccia di sangue che si formò nella tua Umanità; ‘Ti amo' nel primo palpito del tuo Cuore, per segnare tutti i tuoi palpiti col mio ‘Ti amo'; ‘Ti amo' nel tuo primo respiro, ‘Ti amo' nelle tue prime pene, ‘Ti amo' nelle prime tue lacrime che versasti nel seno materno'; voglio ricambiare le tue preghiere, le tue riparazioni, le tue offerte col mio ‘Ti amo', ed ogni istante della tua vita lo voglio suggellare col mio ‘Ti amo';

‘Ti amo' nel tuo nascere, ‘Ti amo' nel freddo che soffristi; ‘Ti amo' in ogni stilla di latte che succhiasti dalla tua Mamma; intendo riempire coi miei ‘Ti amo' le fasce con cui la tua Mamma Ti fasciò; stendo il mio ‘Ti amo' sopra quella terra in cui la tua cara Madre Ti adagiò nella mangiatoia, e le tue tenerissime membra sentirono la durezza del fieno, ma più che fieno la durezza dei cuori;  il mio ‘Ti amo' in ogni tuo vagito, in tutte le tue lacrime e pene della tua infanzia;  faccio scorrere il mio ‘Ti amo' in tutti i rapporti, comunicazioni, amore che avesti con la tua Mamma;

‘Ti amo' in tutte le parole che dicesti, nel cibo che prendesti, nei passi che facesti, nell'acqua che bevesti; ‘Ti amo' nel lavoro che facesti con le tue mani; ‘Ti amo' in tutti gli atti che facesti nella tua vita nascosta; suggello il mio ‘Ti amo' in ogni tuo atto interno e pene che soffristi; stendo il mio ‘Ti amo' su quelle vie che percorresti, nell'aria che respirasti, in tutte le prediche che facesti nella tua vita pubblica; il mio ‘Ti amo' scorre nella potenza dei miracoli che facesti, nei sacramenti che istituisti, in tutto, o mio Gesù, anche nelle fibre più intime del tuo Cuore, imprimo il mio ‘Ti amo per me e per tutti'.

Il tuo Volere mi fa tutto presente, ed io nulla voglio lasciarti in cui non ci sia impresso il mio ‘Ti amo'; la tua piccola figlia del tuo Volere sente il dovere, che se altro non sa farti, almeno abbia un mio piccolo ‘Ti amo' per tutto ciò che hai fatto per me e per tutti! 

E perciò il mio ‘Ti amo' Ti segue in tutte le pene della tua Passione, in tutti gli sputi, disprezzi ed insulti che Ti fecero; il mio ‘Ti amo' suggella ogni goccia del tuo Sangue che versasti, ogni colpo che ricevesti; in ogni piaga che si formò nel vostro corpo, in ogni spina che trafisse la vostra testa, nei dolori acerbi della crocifissione, nelle parole che pronunziasti sulla croce, fin nell'ultimo tuo respiro intendo imprimere il mio ‘Ti amo'; voglio chiudere tutta la tua vita, tutti i tuoi atti, col mio ‘Ti amo'; dovunque voglio che Tu tocchi, che veda, che senta il mio continuo ‘Ti amo'.  Il mio  ‘Ti amo' non ti lascerà mai: il tuo stesso Volere è la vita del mio ‘Ti amo'.

Ma sai che vuole questa piccola bambina?  Che quel Divin Volere che tanto amasti e facesti in tutta la tua Vita sulla terra, si faccia conoscere a tutte le creature, affinché tutte Lo amino e adempiano la tua Volontà come in Cielo così in terra; vuole vincerti in amore, affinché doni la tua Volontà a tutte le creature.  Deh! rendi felice questa povera piccina che non vuole altro che ciò che vuoi Tu: che la tua Volontà sia conosciuta e regni sulla terra!"

Mio Dio, mi fondo inoltre nel tuo Volere nell'ordine della grazia, in tutto ciò che ha fatto e farà il Santificatore ai santificandi, qual è lo Spirito Santo. Perché se la Creazione si addice al Padre, mentre siete sempre unite le Tre Divine Persone nell'operare, e la Redenzione al Figlio, il Fiat Voluntas Tua si addirà allo Spirito Santo; ed è proprio nel Fiat Voluntas Tua che il Divino Spirito farà sfoggio della sua opera.

Perciò vengo innanzi alla Maestà Suprema e dico: "Vengo a ricambiare in amore a tutto ciò che fa il Santificatore ai santificandi; vengo ad entrare nell'ordine della grazia per potervi dare la gloria ed il ricambio dell'amore, come se tutti si fossero fatti santi, ed a ripararvi tutte le opposizioni, le incorrispondenze alla grazia". 

E per quanto è in me, cerco nella vostra Volontà gli atti della grazia dello Spirito Santificatore, per fare miei il suo dolore, i suoi gemiti segreti, i suoi sospiri angosciosi nel fondo dei cuori, nel vedersi sì male accolto; e siccome il primo atto che fa lo Spirito Santo è portare la vostra Volontà come atto completo della loro santificazione, nel vedersi respinto geme con gemiti inenarrabili. 

Ed io, con infantile semplicità Gli dico: "Spirito Santificatore, fa' presto, Vi supplico, Vi riprego, fa' conoscere a tutti la tua Volontà, affinché conoscendola l'amino, e accolgano il tuo primo atto della loro santificazione completa, qual è la Santa vostra Volontà".

E poi innanzi alla Maestà Suprema dico: "Vengo a ricambiare in amore a tutto ciò che ha fatto e farà il Santificatore ai santificandi per il Regno del Fiat Supremo; vengo ad entrare nell'ordine del Fiat Santificatore e nell'opera della Santificazione per potervi dare la gloria ed il ricambio dell'amore, come se tutti si fossero fatti santi nella Divina Volontà, ed a ripararvi tutte le opposizioni, le incorrispondenze al tuo Volere". 

Scendo nel basso di quel vuoto per ricambiarti, o Spirito Santo, e come se trovassi in atto tutto ciò che Tu facesti e farai per questo Regno della Divina Volontà, voglio darti il mio ricambio di tutti gli atti che avrebbero dovuto farti tutte le creature nell'aspettare la tua Volontà e riceverLa sulla terra per vivere in Essa.

E poi, come se mi volessi trasmutare tutta in amore per Essa, per quanto è in me, cerco nella vostra Volontà gli atti stessi della vostra Volontà, ripercorrendo ogni atto che Tu, Spirito Santificatore, hai fatto per questo Regno:  in Luisa, nei suoi confessori, nei genitori, vescovi e collaboratori; in San Padre Pio, in Sant' Annibale Maria ed in Federico Abresh ed in tutti i figli del Divin Volere che sono stati e che saranno, e giro particolarmente in ogni atto loro per ricambiarti per tutto e per tutti in amore.  Amen.

 

Non "decadere" dalla Divina Volontà

 

S. Paolo ci dice nella lettera ai Galati :

 "Cristo ci ha liberati perché restassimo liberi; state dunque saldi e non lasciatevi imporre di nuovo il giogo della schiavitù. Ecco, io Paolo vi dico: se vi fate circoncidere, Cristo non vi gioverà a nulla. E dichiaro ancora una volta a chiunque si fa circoncidere che egli è obbligato ad osservare tutta quanta la legge.

Non avete più nulla a che fare con Cristo voi che cercate la giustificazione nella legge; siete decaduti dalla grazia. Noi infatti per virtù dello Spirito, attendiamo dalla fede la giustificazione che speriamo. Poiché in Cristo Gesù non è la circoncisione che conta o la non circoncisione, ma la fede che opera per mezzo della carità.

Correvate così bene; chi vi ha tagliato la strada che non obbedite più alla verità? Questa persuasione non viene sicuramente da Colui che vi chiama! Un po' di lievito fa fermentare tutta la pasta. Io sono fiducioso per voi nel Signore che non penserete diversamente; ma chi vi turba, subirà la sua condanna, chiunque egli sia. Quanto a me, fratelli, se io predicassi ancora la circoncisione, perché sono tuttora perseguitato? è dunque annullato lo scandalo della croce? Dovrebbero farsi mutilare coloro che vi turbano.

Voi infatti, fratelli, siete stati chiamati a libertà. Purché questa libertà non divenga un pretesto per vivere secondo la carne, ma mediante la carità siate a servizio gli uni degli altri."

 

San Paolo si trova in questa situazione storica:  sono arrivati nella regione della Galazia dei cristiani provenienti dal giudaismo che avevano messo in subbuglio quelle comunità dove S. Paolo aveva predicato, dicendo che se si volevano salvare dovevano farsi anche circoncidere.

Voi che ne dite?

S. Paolo allora si ribella dicendo che il cuore della vera fede e della vera religione non sta in queste esteriorità di pratiche religiose che possono tra l'altro diventare un peso insopportabile, inutile e quindi dannoso perché fanno "decadere" dalla fede per far tornare a essere schiavi della legge, fanno cioè "decadere" dal Regno della Redenzione al Regno dell'Antico Testamento, facendo fare un passo indietro e rischiando così di far compiere le opere della legge e non le opere della fede.

S. Paolo allora insiste di non farsi circoncidere, anche se non è questo piccolo segno esteriore che conta: "Non è infatti la circoncisione che conta, né la non circoncisione, ma l'essere nuova creatura," "fare operare la fede per mezzo della Grazia." Ma proprio questo piccolo segno esteriore diventava causa di "decadere" o di non "decadere", mortificando la Grazia e lo Spirito Santo e quindi di tornare indietro non compiendo più le opere della fede ma della legge e facendo sì che il cristiano non fosse più nuova creatura in Cristo Gesù. Perché farsi circoncidere significava cadere sotto la maledizione e il peso della Legge in quanto era una consacrazione che obbligava a osservare tutta la Legge, (che Dio aveva permesso per il solo popolo dell'Antica Alleanza per prepararli alla venuta del Messia), osservanza che nemmeno gli stessi Israeliti erano riusciti a praticare...

Potremmo provare allora a dire la stessa cosa per quanto riguarda la Divina Volontà.

La Divina Volontà infatti ci ha liberati perché restassimo liberi; stare dunque fedeli e saldi in Essa per non farci imporre di nuovo il giogo della schiavitù dell'esteriorità, delle pie pratiche e di una falsa religiosità... che questa libertà non sia però il pretesto per ritornare a vivere secondo la carne, secondo il peccato, secondo la nostra volontà umana...

Dire con forza come S. Paolo che il cuore della vera fede, della vera religione, della vera santità nella Divina Volontà non sta in queste esteriorità di pratiche religiose che possono tra l'altro diventare un peso insopportabile, inutile e quindi dannoso perché possono farci "decadere" dalla Divina Volontà mortificando la Pienezza di Grazia dello Spirito Santo che in Essa ci è stato conferito, per farci tornare alla schiavitù di queste leggi e pratiche religiose. Cioè queste cose possono farci "decadere" dal Regno della Divina Volontà al Regno della Redenzione, facendoci fare un passo indietro e rischiando così di farci compiere soltanto le opere della fede e non le opere della Divina Volontà, cioè gli atti di virtù e non gli atti della Divina Volontà, non essendo così più quelle nuove creature nella Divina Volontà a cui siamo stati chiamati.

Come S. Paolo allora insistere di non farci "circoncidere" da queste cose, anche se non è questo piccolo segno esteriore che conta (sicuramente non facciamo un peccato mortale se ad esempio ci impegniamo in qualche preghiera della Redenzione, a organizzare un pellegrinaggio, ci consacriamo alla Madonna o al Preziosissimo Sangue, a recitare qualche coroncina ecc., anche se ci mettiamo l'intenzione di farlo nella Divina Volontà).

Ma proprio questo piccolo segno esteriore diventava causa di "decadere" o di non "decadere", perché fare ciò significava scendere dalla nobiltà e altezza della Divina Volontà ai cibi vili e bassi dell'umano volere, anche nella cose sante (qualcuno per sicurezza vuole mettersi magari a posto con qualche scrupolo di coscienza non omettendo quella o quell'altra devozione o pratica, non dispiacendo quello o quell'altro santo e dicendo: Intanto per sicurezza me la faccio, poi si vede...)

Prendendo la Divina Volontà abbiamo preso tutto, consacrandoci alla Divina Volontà abbiamo fatto la consacrazione delle consacrazioni e abbiamo portato a compimento la stessa consacrazione battesimale!

(Applichiamo con alcuni esempi: "l'Angelus"... i Sacramenti... Conosco una persona che recitava il S. Rosario... E il digiuno di Medjugorje?)

 

S. Paolo in Col 2,9-23  ci continua a dire:

 "è in Cristo che abita corporalmente tutta la pienezza della divinità, e voi avete in lui parte alla sua pienezza, di lui cioè che è il capo di ogni Principato e di ogni Potestà. In lui voi siete stati anche circoncisi, di una circoncisione però non fatta da mano di uomo, mediante la spogliazione del nostro corpo di carne, ma della vera circoncisione di Cristo.

Con lui infatti siete stati sepolti insieme nel battesimo, in lui anche siete stati insieme risuscitati per la fede nella potenza di Dio, che lo ha risuscitato dai morti. Con lui Dio ha dato vita anche a voi, che eravate morti per i vostri peccati e per l'incirconcisione della vostra carne, perdonandoci tutti i peccati, annullando il documento scritto del nostro debito, le cui condizioni ci erano sfavorevoli. Egli lo ha tolto di mezzo inchiodandolo alla croce; avendo privato della loro forza i Principati e le Potestà ne ha fatto pubblico spettacolo dietro al corteo trionfale di Cristo.

Nessuno dunque vi condanni più in fatto di cibo o di bevanda, o riguardo a feste, a noviluni e a sabati: tutte cose queste che sono ombra delle future; ma la realtà invece è Cristo!

Nessuno v'impedisca di conseguire il premio, compiacendosi in pratiche di poco conto e nella venerazione degli angeli, seguendo le proprie pretese visioni, gonfio di vano orgoglio nella sua mente carnale, senza essere stretto invece al capo, dal quale tutto il corpo riceve sostentamento e coesione per mezzo di giunture e legami, realizzando così la crescita secondo il volere di Dio.

Se pertanto siete morti con Cristo agli elementi del mondo, perché lasciarvi imporre, come se viveste ancora nel mondo, dei precetti quali "Non prendere, non gustare, non toccare"? Tutte cose destinate a scomparire con l'uso: sono infatti prescrizioni e insegnamenti di uomini! Queste cose hanno una parvenza di sapienza, con la loro affettata religiosità e umiltà e austerità riguardo al corpo, ma in realtà non servono che per soddisfare la carne."

 

Gesù nella Divina Volontà non abolisce ma porta a compimento

 

Nel Vangelo di S. Matteo in 5,17-19 ci dice:

 "Non pensate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non son venuto per abolire, ma per dare compimento.

In verità vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra, non passerà neppure un iota o un segno dalla legge, senza che tutto sia compiuto. Chi dunque trasgredirà uno solo di questi precetti, anche minimi, e insegnerà agli uomini a fare altrettanto, sarà considerato minimo nel regno dei cieli. Chi invece li osserverà e li insegnerà agli uomini, sarà considerato grande nel regno dei cieli."

 

Nel Vangelo di S. Matteo in 19,16-22 leggiamo:

 "Ed ecco un tale gli si avvicinò e gli disse: "Maestro, che cosa devo fare di buono per ottenere la vita eterna?".

Egli rispose:  "Perché mi interroghi su ciò che è buono? Uno solo è buono. Se vuoi entrare nella vita, osserva i comandamenti". Ed egli chiese: "Quali?" Gesù rispose: "Non uccidere, non commettere adulterio, non rubare, non testimoniare il falso, onora il padre e la madre, ama il prossimo tuo come te stesso". Il giovane gli disse:"Ho sempre osservato tutte queste cose; che mi manca ancora?". Gli disse Gesù:  "Se vuoi essere perfetto, va', vendi quello che possiedi, dallo ai poveri e avrai un tesoro nel cielo; poi vieni e seguimi".  Udito questo, il giovane se ne andò triste; poiché aveva molte ricchezze."

   Il giovane ricco se ne andò triste perché aveva molte ricchezze: anche noi possiamo rattristare lo Spirito Santo nella Divina Volontà perché siamo ricchi, cioè legati a molte cose.

Ma la cosa che più ci consola di questo racconto evangelico è che la perfezione che Gesù chiedeva a questo giovane finalmente ormai si realizza nella sua pienezza in questa santità e vita nel Divin Volere.  Quindi, auguri a tutti!

 

è necessario IL PIENO ABBANDONO  per vivere nella Divina Volontà (Cfr. 16,10-02-24)

Ci vuole il pieno abbandono in Me per vivere nella Mia Volontà, perché se l'anima vive del tutto abbandonata nella Mia Volontà è come una persona che abita un sontuoso palazzo e la fortunata molto tempo passa in quelle stanze e vi fa la sua stabile dimora, né le viene in mente

di affacciarsi a una finestra, di uscire a un balcone o di scendere al portone.  (Ant.)

 

Perciò se ne intende di come reggere e amministrare quel palazzo, del lavoro che ci vuole, dei beni che ci sono, di ciò che può prendere, di ciò che può dare.

I beni che ci sono in esso sono innumerevoli, svariati, molteplici e lei se ne intende perché sa

e ha conosciuto che cosa è e che cosa significa vivere nella mia Volontà, perciò lo ama come lo deve amare e ne fa la sima che esso merita.  (Ant.)

 

Né si perde nelle riflessioni e nelle cure di se stessa, né nei timori, nei turbamenti, nelle paure, ansie, preoccupazioni, depressioni, ed altro.

Quindi non si forma le finestre, i balconi, i portoni nella mia Volontà, ma vi forma la Vera Vita.

E non uscendo molto spesso, non è costretta a vedere e a sentire le miserie della vita umana, ma rimanendo in Essa vede e riconosce le ricchezze della Mia Volontà.  (Ant.)

 

E siccome le miserie sono proprietà sua e le ricchezze della mia Volontà sono mie, l'anima comprendendo il gran male delle cose sue e della sua volontà umana non si attaccherà alle sue miserie, anzi se ne distaccherà sempre più, e si attaccherà invece sempre più alle ricchezze della Mia Volontà.

Onde prenderà, acquisterà e aumenterà l'amore per Essa e gusterà che [cosa] significa vivere nel mio Volere.  (Ant.)

 

Ed essendo stata molto attenta, ed avendo pregato molto per ottenere questo Dono e questo Regno, ed avendo fatto tutto ciò che ci vuole per non uscire mai da Essa, anche a costo della propria vita, non si sarà formata il portone, per andarsene a vivere nel misero tugurio della sua volontà, ma Vi farà invece stabile e felice dimora.  (Ant.)

 

Vedi dunque come è necessario il pieno abbandono in me, e imparare tutto ciò che ci vuole, tutte le arti, i segreti, i trucchi, gli stratagemmi e le tecniche amorose, per vivere sempre nella mia Volontà, e per far formare in se stessi la Sua vita operante, dominante, perenne, crescente, continua, e per non cedere nulla, nemmeno un respiro alla propria volontà umana?  (Ant.)

 

Perché la Mia Volontà, non ha bisogno delle miserie della volontà umana: vuole la creatura a vivere insieme a Sé, bella, come la mise fuori dal suo Seno, senza il misero corredo che si è formata nell'esilio della vita.

Altrimenti ci sarebbe disparità che porterebbe dolore alla mia [Volontà] ed infelicità alla sua.

Vedi dunque come è necessario far capire che ci vuole il vero, pieno, perfetto abbandono in Me per vivere nel Mio Volere?  (Ant.)

Gloria al Padre ... (Ant.)

 

Stampato in proprio a cura del Gruppo di Preghiera "Divino Volere e Divino Amore"

Tel. 0677201536