PASSARE DALLE CONOSCENZE ALLE DISPOSIZIONI AL CREDERE PER VIVERE IL GRANDE DONO DELLA DIVINA VOLONTA’

di Luigi Maria Provito

La nostra VITA nella DIVINA VOLONTÀ deve essere PERFETTA

Seguendo gli Scritti della Serva di Dio Luisa Piccarreta la PFDV

 

Premessa

Canto d’Amore alla Divina Volontà

Canto alla Volontà Divina, dolce e amabile, che viene come messaggera di pace tra il Cielo e la terra. Essa è la “Divinità” del futuro, è il Dono di Dio, e fra mille e mille io l’ho scelta e l’ho amata.

Viene per aprire l’era futura, l’era di una nuova religiosità più concreta, coerente al Vangelo. Viene per istaurare il Regno della Volontà di Dio e chiama i suoi figli perché la riconoscano e la facciano regnare. Viene per dar inizio a un capovolgimento di epoca, alla rivoluzione copernicana del mondo spirituale, per dar compimento al ‘Padre nostro’ e per riportare l’uomo alla Santità della sua Prima Origine.

Essa porta un nuovo Vangelo, il Vangelo della Volontà Divina e questo Vangelo ricondurrà finalmente l’uomo al suo Creatore. Essa viene con la Forza dello Spirito Santo, con l’Umiltà di Cristo e come Nuovo Sole che sorge dall’Alto, dopo l’Era del Sole della Grazia.

Essa non ha inizio né fine, è il Cuore della Trinità, e deve diventare il principio, il mezzo, il fine della nostra vita, la Fonte e il Culmine della vita della nuova generazione dei Figli della Luce.

Essa è il Cuore della Trinità, è il Cuore del Cuore di Cristo e di Maria e deve diventare anche il Cuore del nostro cuore. Essa è la nostra Casa, il nostro Cibo, la nostra Vita, la nostra Veste, il nostro Tutto. Essa è Via ai viandanti, Luce ai ciechi, Forza ai deboli, Conforto agli sfiduciati, Chiarezza agli smarriti.

Perseguitata e sempre amata, lottata e sempre cercata, incompresa e sempre voluta, sconosciuta, dimenticata e sempre desiderata.

È la Perla preziosa, la Porta stretta, il Tesoro nascosto che solo i piccoli sanno scoprire e solo i poveri sanno vedere.

Essa è quel Sole senza tramonto che illumina la Città dei santi, è il Mare immenso, è la perenne Corrente dell’Essere che crea e mantiene tutto nell’esistenza.

Di Lei mi sono innamorato, ho posto su di Lei il mio sguardo e da Lei non l’ho più distolto. L’ho trovata più bella di tutte le donne, più geniale di tutti i ritrovati, più concreta di tutte le idee. L’ho presa come mia Sposa e non la lascerò più. Per questo credo che la mia sorte è stata migliore di altri perché ho trovato una ‘donna perfetta’.

Se la paragonassi a mille rubini e topazi non perderebbe il suo valore. Essa vale più di tutte le gemme preziose e più di tutti i tesori del mondo. Per  Essa dare la vita, ad Essa sacrificare ogni cosa, per Essa immolare ogni affetto e desiderio. Non avere altro scopo che il suo scopo, altro interesse che il suo interesse, altro desiderio e piacere che il suo desiderio e piacere.

Compiacere sempre il nostro Creatore per essere da Lui chiamati con Gesù e come Gesù i ‘figli prediletti’ in cui Egli si compiace.

Essa è il Principio di Coscienza Morale al di sopra di tutto e di tutti, e a cui tutto e tutti devono sottostare e innanzi a cui ogni fronte si deve inchinare.  Amen.

 

Introduzione

Qual è il compito di chi vive nelle Divina Volontà

Da un po’ di tempo sono rimasto a riflettere seriamente, sul rischio che c’è di far diventare questa bella e preziosa dottrina e spiritualità della Divina Volontà, qualcosa di “bello da sapere, da comunicare”, però che rischia di non essere incarnata, di non essere “Vita”.

Il “raccontare un bel discorso” ma non “viverlo”, è il rischio che corriamo in questo caso, come ci fu presso i primi cristiani che, soprattutto i giudaizzanti (cioè i cristiani che provenivano dal giudaismo), stavano facendo del cristianesimo un gnosi, una dottrina, una filosofia. Mentre Gesù ci dice tutto il contrario: “Non chi dice: Signore, Signore, entrerà nel Regno dei Cieli, ma chi fa la Volontà del Padre mio che è nei Cieli”. A me sembra ancora peggio fare una cosa del genere con la Divina Volontà, rischiare di farla diventare un “bel discorso” per attrarre gli altri, per conquistarli, non qualcosa da “Vivere”.

Invece dice Gesù a Luisa che le anime della Divina Volontà sono anime regine, perché non devono fare niente, perché, anche se sembra che non facciano niente con la loro volontà, fanno tutto con la Divina Volontà!

Dice infatti Gesù: “Figlia mia, la mia Volontà è la Santità delle santità. Sicché l’anima che fa la mia Volontà, secondo la perfezione che Io ti insegno, cioè come in cielo così in terra, per quanto fosse piccola, ignorante, ignorata, si lascia dietro anche gli altri Santi, ad onta dei loro portenti, delle conversioni strepitose, dei miracoli; anzi confrontando, le anime che fanno la mia Volontà, qual è nel mio Terzo Fiat, esse sono regine e tutte le altre come se stessero a loro servizio.”

Quindi qui Gesù ci dice che anche se gli altri (anche i Santi che ci sono stati finora), fanno miracoli, l’anima che vive nella Divina Volontà li passa avanti.

“L’anima che fa la mia Volontà pare che fa niente e fa tutto, perché stando nella mia Volontà [queste anime] agiscono alla divina, nascostamente ed in modo sorprendente. Sicché sono luce che illumina, sono venti che purificano, sono fuoco che brucia, sono miracoli che fanno fare i miracoli: quelli che li fanno sono i canali, in queste, invece, ne risiede la potenza.  Sicché sono il piede del missionario, la lingua dei predicatori, la forza dei deboli, la pazienza degli infermi, il regime dei superiori, l’ubbidienza dei sudditi, la tolleranza dei calunniati, la fermezza nei pericoli, l’eroismo degli eroi, il coraggio dei martiri, la santità dei Santi… E così di tutto il resto, perché stando nella mia Volontà concorrono a tutto il bene che ci può essere in Cielo ed in terra.”

Dico soprattutto ai parrocchiani di S. Antonio Abate: non vi preoccupate perché noi saremo la parrocchialità del Parroco e della parrocchia. Perché più saremo noi stessi, cioè più saremo Figli del Divin Volere, più ci ritireremo a pregare, più ci nasconderemo, più realizzeremo davvero il nostro compito, cioè quello di essere la lingua del predicatore, il piede del missionario, la forza dei deboli, la parrocchialità del Parroco e delle parrocchie, e più saremo utili a voi, alla parrocchia di S. Antonio Abate, a tutte le parrocchie, alla Chiesa, al mondo intero!

Perché sembra che una persona che faccia “Maria”, faccia niente, e “Marta” si ribella sempre. È difficile trovare qualche “Marta” che dica: “se siete Figli del Divin Volere allora pregate, pregate!” C’è invece sempre qualche Marta che ci dice: che fate di buono? Non fate niente! C’è tanto da fare ad esempio nelle Diocesi, si potrebbe mettere qualche bel tappo in qualche buco di qualche parrocchia…

Noi invece dovremmo pian piano allontanarci come S. Antonio Abate che andava alla ricerca di luoghi sempre più isolati per realizzare il suo compito, cioè per pregare, il quale, dopo che vendette tutto, andò prima vicino alla sua città, dopo incominciò ad allontanarsi nel deserto, poi, vedendo che la gente lo andava sempre più a cercare, si allontanava sempre di più, sempre di più. Così dovremmo fare noi, sacerdoti e Figli del Divin Volere, in questo momento impegnati nella vostra parrocchia di S. Antonio, allontanarci sempre di più andando prima magari in un posto un po’ fuori del paese. Poi se lì ci sarà troppa gente che non ci permetterà di svolgere il nostro compito non so dove andremo, forse nel deserto del Sahara…

 

CREDERE a questo DONO

Quello che soprattutto mi ha molto colpito, sconvolto e messo in crisi quando sono stato in America, è stata la grande FEDE che ci comunicava il superiore generale. Lui infatti diceva:  Dio Vuole farci questo grandissimo Dono della Divina Volontà. Però noi dobbiamo CREDERCI, dobbiamo CREDERLO, dobbiamo CREDERE A QUESTO DONO. Perché se CREDERE è possedere Dio, se CI CREDEREMO e LO CREDEREMO, allora potremo POSSEDERE davvero QUESTO GRANDE DONO!

Quando alcuni anni prima avevo sentito dire che la Divina Volontà potesse essere un Dono, ero rimasto molto entusiasta, però al livello di una semplice ipotesi, come una bellissima possibilità e pensavo tra me: magari! Sarebbe bello, però…? Luisa lo ha sicuramente avuto, ma noi…?

Penso che facciamo un grave peccato di mancanza di fede contro l’Onnipotenza di Dio, contro la Sua Misericordia, la Grandezza del Suo Amore, della Sua Bontà, se non crediamo a questo grandissimo Dono che Dio Vuole farci, e farci davvero, perché “Nulla è impossibile a Dio!

Se nulla è impossibile a Dio, Dio può farci questo Dono? Certo poter pensare a questo significa poter pensare che Dio davvero è  Amore Infinito, ci Vuole dare la Sua stessa Vita, la “Cosa più Grande”, Vuole davvero fare uno scambio di Vita con noi, un scambio di Volontà. Se noi però diciamo che è impossibile, mettiamo un limite a Dio facendo un grandissimo peccato contro la fede, mancando di fede e di fiducia in Dio. Diciamo che Dio non è Infinito ma “limitato”, diciamo che non è possibile che Dio possa creare ancora qualcosa di meraviglioso, che può fare nuove creazioni in ogni atto nostro…

Ma se per Dio ciò non è possibile, pensiamo che Dio sia “finito”, “limitato”, mettiamo un limite all’Infinita Misericordia, Amore, Bontà di Dio. Quindi o ci crediamo davvero, che Dio è Amore Infinito, Amore “Smisurato”, Amore “Senza Limiti”, o non ci crediamo!

Avevamo messo un limite all’Amore Infinito anche nell’unione mistica tra l’uomo e Dio con l’unione trasformante, pensando che questo fosse il massimo. E Dio l’ha superato, ce lo Vuol far superare in questo Dono e con questo Dono!

Allora: “Nulla è impossibile a Dio!”, come dice anche il Vangelo e “Tutto è possibile per chi crede.” Se dite a questa montagna: spostati, e avrete FEDE quanto un granello di senape, la montagna si sposterà, e anche questo albero sarà trapiantato nel mare! Ma noi naturalmente, non dobbiamo utilizzare la Fede per fare giochi di prestigio! Penso invece che dobbiamo utilizzare la FEDE e averla grande almeno quanto un granello di senape per chiedere al Signore le cose che più Gli stanno più a Cuore, cioè la Santità delle santità, la Santità del Vivere nella Divina Volontà.

E allora, CREDERLO, CREDERLO, CREDERLO che il nostro atto possa diventare “la Cosa più grande del mondo”, possa diventare “Nuova Creazione”.

Ma è giusto che sia così, perché è nella linea del Culto Spirituale, dell’interiorizzazione del culto che ritroviamo in tutto il Cammino Spirituale della Sacra Scrittura, che deve essere come la Messa che ha fatto Gesù.

Cioè la vera Messa che ha fatto Gesù non è stata l’Ultima Cena, il Vero Culto che ha reso Gesù al Padre è stato “il Culto della Vita”, “il Sacrificio Vespertino della Croce”, cioè quando Lui è stato messo in croce ed ha compiuto in tutto la Volontà del Padre fino all’ultima goccia di sangue. Il Suo Vero Culto Spirituale è stato innanzitutto e sopra ogni cosa “tutta la Sua Vita” e in particolare quell’ “Atto”, cioè “la Sua Morte in Croce”. E che cosa è la S. Messa se non la ripresentazione e riattualizzazione di tutta la Vita di Gesù e in particolare della Sua Morte in Croce?

Ora in questa Spiritualità della Divina Volontà siamo proprio in linea con tutta l’interiorizzazione del culto che c’è nell’Antico e Nuovo Testamento, in linea con quel Culto Spirituale di cui Gesù parlava alla Samaritana, di cui parla anche S. Paolo: “È questo il vostro culto spirituale: offrite i vostri corpi come sacrificio vivente, santo e gradito a Dio. Non conformatevi alla mentalità di questo secolo, ma trasformate la vostra mente, per comprendere e discernere la Volontà di Dio, cioè ciò che è buono, a lui gradito e perfetto.” Come disse Gesù entrando nel mondo: “Tu non hai voluto né sacrificio né offerta, un corpo invece mi hai preparato. Allora ho detto: Ecco, io vengo, o Dio, per fare la tua Volontà.

Allora CREDERE che in questa Spiritualità si stanno realizzando tutte le promesse, si sta realizzando il Padre Nostro, CREDERE che il nostro atto sarà trasformato in Gesù, in Vita Divina, perché quella è Vita Vera ed Eternale, mentre l’eucaristia rimane un determinato tempo, poi consumandosi le specie del pane e del vino, finisce anche la Presenza Reale di Cristo. Ora dice S. Paolo, che cosa è più importante quello che passa o quello che rimane per sempre? la fede e la speranza oppure la carità? La fede e la speranza finiranno, la carità rimane per sempre, per questo è più grande la carità. E così potremmo dire: l’eucaristia, i sacramenti finiranno, la Volontà di Dio, che ha dato origine ai sacramenti, rimane per sempre! Oppure, come direbbe S. Giovanni: “Tuto il resto passa, solo chi fa la volontà di Dio rimane in eterno!

Ogni atto che noi faremo nella Divina Volontà, che sarà trasformato in Vita Divina, che è una Nuova Creazione, che è più della Creazione, che rimarrà per l’eternità per la Gloria di Dio, per aumentare la gioia di tutti i santi, è un nuovo Gesù!

Si potrebbe dire alle ragazze che vogliono sposarsi per avere figli, che possono benissimo essere madri di Dio in un modo meraviglioso. Lo potrete generare, essere anche sacerdoti in un modo straordinario, generando Gesù in ogni vostro atto. Infatti chi fa il più non c’è bisogno che faccia il meno: la Madonna, Luisa, o altri che hanno vissuto come loro o che vogliono vivere come loro nella Divina Volontà, non hanno sentito, né sentono il bisogno di rivendicare ad esempio il sacerdozio per le donne o di pretendere una maternità a tutti i costi e fuori della Volontà di Dio. Perché chi deve fare il più non c’è bisogno che faccia il meno. Come Luisa e la Madonna, noi che siamo chiamati a far scendere il Verbo di Dio, la Divina Volontà dal Cielo nella terra della nostra vita e dei nostri atti, che è il miracolo più grande, non c’è bisogno che chiediamo altre cose, altri miracoli: questa è la cosa più grande, questo è il miracolo più grande, questo è il nuovo culto a cui tutti siamo chiamati! Però… “molti sono chiamati, ma pochi eletti.

E allora CREDERLO, CREDERLO perché questa è Vita, questa deve essere Vita  e Vita vissuta.

E allora “chi ascolta queste mie parole e non le mette in pratica, - dice Gesù - è come un uomo stolto che ha costruito la sua casa sulla sabbia. Vennero i venti, le bufere, le piogge, strariparono i fiumi, si abbatterono su quella casa, ed essa cadde. Invece chi ascolta queste mie parole e le mette in pratica, è come un uomo saggio che ha costruito la sua casa sulla roccia.

Così le conoscenze sono importantissime, ma senza le disposizioni non servono a un granché. E poi il tutto deve trasformarsi in Vita, perché la Divina Volontà è Vita e Vita vissuta, come mi si diceva in comunità in America: “È Vita, è Vita, è Vita. Qui si viene per Vivere il Divin Volere! Non c’è altro posto al mondo dove voi potrete trovare che si Vive il Divin Volere! in cui vi si dica di non fare niente perché qui devi soltanto vivere e leggere questi libri, incarnarli, viverli!”

E allora, dopo che sono tornato dall’America ho avuto questo desiderio di abbandonarmi continuamente, fare tanti Atti di Abbandono (e di ascolto) come il bambino che si abbandona nelle braccia della mamma, così abbandonarsi pienamente e perfettamente nella Divina Volontà, nel Divin Volere… lasciarsi andare, lasciarsi andare, come ci si lascia andare sulle onde del mare per imparare a nuotare, altrimenti non si imparerà mai… attaccarsi soltanto a questo punto, a questo Atto, a questo “Attimo”, a questa Potenza, Presente sempre e sempre Presente, e che è tanto presente che va al di fuori dal tempo e che ci porta con Sé nell’ “Ambito dell’Eternità”…

E allora, abbandonarsi in tutto questo Divin Volere, entrare nell’Unità della Luce della Divina Volontà, in tutti gli Atti della Divina Volontà per assistere (vedi i “Giri”) a tutto quello che nel tempo già è stato fatto da Essa fin dall’Eternità, e che forse sarà anche fatto nel futuro, ma che in Essa ritroviamo come già fatto.

 

Nella Divina Volontà non si può perdere tempo

Infatti quando entriamo nella Divina Volontà il tempo sembra come qualcosa che già c’è stato sempre. Anche il futuro! Il futuro è già passato per Dio. Dio sa tutto! Per Dio già tutto è avvenuto perché Lui già si trova nell’ “Eterno Presente”… Soltanto noi stiamo percorrendo questo tempo, per cui siamo in quel punto in cui esiste il passato, il presente e il futuro, il prima, l’adesso e il poi, in una data e in un momento ben preciso…

Però, come diceva Padre Pio, meglio fare la Divina Volontà su questa terra che in cielo, perché i beati in cielo sono in una situazione definitiva, statica. Noi invece ancora nel tempo e nello spazio avendo una Divina Volontà in noi, creatrice e operante, possiamo continuare a creare, perché il tempo e lo spazio sono quel “vuoto” che Dio ha “inventato” bilocando la Sua Volontà, e che doveva essere pieno di Dio, per crearci e darci la possibilità di continuare la sua Opera Creatrice in ogni nostro atto fatto nella Divina Volontà.

Quindi, dato che esiste questo “vuoto” ancora da colmare, abbiamo la possibilità come Maria di diventare grandi santi, di crescere in santità in modo tale da diventare come Maria è diventata un cielo sulla terra.

E quando Maria è stata assunta in cielo, è stata la cosa più straordinaria che ci sia mai stata, perché la festa dell’Assunta è stata la festa più grande perché un Cielo è entrato in un altro Cielo. Quel Cielo sulla terra che era Maria, che aveva accolto Gesù, il Verbo di Dio Incarnato, perché non era degno che Dio venisse sulla terra lasciando un Cielo, se non avesse trovato un altro Cielo sulla terra. E Maria era diventata Cielo sulla terra.

E quindi quando Maria è entrata in Cielo, era tanto cresciuta in santità, era diventata tanto grande in santità da essere un Portento, una Meraviglia, una Grandezza di Santità, da diventare un Cielo sulla terra, e quindi un Cielo che entrava in Cielo…

E quindi anche gli angeli cantavano alla Divina Volontà Presente in modo così straordinario in Maria e così straordinariamente realizzatasi in Lei: “Santa, santa, santa, onore e gloria alla Volontà del nostro Sovrano Signore, e gloria a Maria, tre volte santa a colei che fatto operare questa Suprema Volontà”. “Chi è colei che viene dall’esilio, tutta bella, tutta appoggiata al suo Signore, così bella, più grande degli angeli, più grande dei santi, più grande di tutti, quasi come un “dio”, l’onnipotente per grazia?…”

Cioè, se stiamo a contemplare nella Divina Volontà quello che è diventata Maria, perché se ogni Atto di Maria è stato una Nuova Creazione, non la finiremmo più (tra l’altro la Madonna ha avuto anche una vita abbastanza lunga), perché è stata grande, grandissima in santità.

E allora, anche noi insieme a Maria, chiamati a queste vette di santità. Anche noi, nel tempo e nello spazio avendo una Divina Volontà in noi, creatrice e operante, possiamo continuare a creare in ogni nostro atto della nostra vita, crescendo in santità. E quindi abbiamo bisogno del tempo per crescere, per costruire, per progredire, come Maria, e quindi, come avevamo detto prima, meglio fare la Divina Volontà su questa terra che in cielo.

A questo punto dovremmo dire con S. Agostino: “Troppo tardi Ti ho conosciuto, Divina Volontà, troppo tardi Ti amai, Dolcezza e Bellezza tanto antica e tanto nuova…” Troppo poco tempo ci rimane per compiere quanti più ATTI possibili nella Divina Volontà: è sempre poco il tempo! e allora non perdiamo tempo! “Non perdere un atto da dentro il mio Atto e non battere ciglio che non sia fatto nella Mia Divina Volontà”, ci potrebbe dire Gesù, perché nel Divin Volere non si può perdere il tempo, c’è molto da fare, “conviene che tu segua l’Atto d’un Dio non mai interrotto.”

Invece nelle santità che ci sono state finora quanto perdimento di tempo e interesse personale ancora!

 

La finezza e l’astuzia del Vero Amore

La Divina Volontà dovrebbe essere come la nostra Sposa che non vuol imporsi in casa nostra, che viene in punta di piedi per delicatezza di Amore, ma che viene perché sa che il nostro vero bene è la sua Volontà non la nostra. E quindi noi, se veramente abbiamo capito, testardi per amore, cedere per primi e farla comandare a tutti i costi, a casa nostra: questa è la finezza del vero Amore! Come dice Gesù nell’Apocalisse: “Ecco, Io sto alla porta e busso. Se qualcuno ascolta la mia voce e mi apre la porta, io verrò da lui, cenerò con lui ed egli con me.

E Gesù è contento quando facciamo tutti gli sforzi per essere attenti a questa Divina Volontà, per andarla a cercare con tutte le nostre forze, e ad esempio tutti i ritiri che ci sono sulla Divina Volontà andarceli a fare, quando cerchiamo veramente di viverla, di amarla, di conoscerla, di farla conoscere… E Gesù è contento perché c’è finalmente qualcuno sulla terra che si accorge che anche Lui ha una Volontà e Vuole qualcosa…

Perché questa Volontà Divina da secoli deve servire i servi, Lei che è Regina. Solo una Volontà Divina poteva avere una pazienza così invitta di secoli di servire l’uomo, e di non essere neppure conosciuta e considerata, e continuare a porgergli il respiro, il palpito, il moto la parola…

 Certo c’è da pensare come la Pazienza di Dio è davvero infinita, la Pazienza della Divina Volontà! Soltanto ora si sta facendo conoscere perché è il nostro vero bene, il nostro vero Paradiso.

Insomma rendiamocene conto che anche Dio ha una Volontà, perché finora l’abbiamo ignorata! Anche nelle nostre preghiere finora quando ci siamo rivolti a Lui, ci siamo rivolti con una bella lista di richieste e di grazie che volevamo che Lui ci concedesse, e anche i nostri progetti li conducesse Lui a buon porto, a buon termine. E ora abbiamo scoperto anche che con l’aiuto della Madonna, Dio si convince meglio e ci fa le grazie che vogliamo… Insomma tutto il problema è piegare Dio a noi, alla nostra volontà, anche nella preghiera, cioè far diventare Dio a nostra immagine e somiglianza, a nostro servizio, come se Dio non fosse più Dio. E invece è tutto al contrario! altrimenti che Dio è, che Regno di Dio è se non è Lui a comandare? Abbiamo invertito così quello che diciamo nel Padre Nostro:  “Sia fatta la Tua Volontà, come in Cielo così in terra.”

In questo senso la Divina Volontà è come un nuovo Vangelo, nel senso che è il coronamento del Vangelo, la conseguenza più logica e naturale del Vangelo!

Qualcuno faceva notare: “Ma c’è il Vangelo!...” E noi che cosa stiamo predicando, qualcos’altro? Dove si trova scritto: “Sia fatta la tua Volontà, come in cielo così in terra”? Nel Padre Nostro! E il Padre Nostro dove si trova se non nel Vangelo? E chi l’ha inventato il Padre Nostro se non proprio Gesù, il Figlio di Dio?

Allora se questo è il coronamento del Vangelo, vivendo questa Divina Volontà metteremo una bella corona a Gesù che è il vero Vangelo, che è “Vangelo Vivente”, e lo faremo finalmente regnare e comandare, e metteremo una bella corona anche a Maria che è la Regina di questo Regno di Dio, e farla essere finalmente la vera Regina di questo Regno.

È tutto lì, perché tutta la finezza dell’Amore è nell’accorgersi dell’altro, della volontà dell’altro, e in questo caso di accorgerci della Volontà dell’Altro con la “A” maiuscola! Che poi è la nostra vera felicità e la nostra vera libertà, e che inoltre ci sono degli effetti meravigliosi che ci vengono descritti in questi libri di questa Vita nella Divina Volontà, se sarà veramente Vita Vissuta in noi.

Come dice Gesù a Luisa: “Brava, brava alla figlia mia! Finalmente ho trovato una che non vuole niente! Tutti vogliono qualche cosa da Me, ma non il Tutto, cioè Me solo; mentre tu col non voler niente, hai voluto tutto e, qui sta tutta la finezza e l’astuzia del vero amore.”

Quindi tutta la finezza e l’astuzia del Vero Amore è cedere all’Altro, accorgersi dell’Altro, volere L’Altro, accorgersi e volere la Volontà dell’Altro.

Bisogna dire anche la distanza abissale che passa tra il fare la Volontà di Dio e il vivere nella Divina Volontà. È davvero una differenza così grande, grandissima? No, è ancora più grande e ancora più abissale di quanto possiamo immaginare! Perché tutti i santi hanno fatto finora la Volontà di Dio, con la loro volontà però! E questo a Dio non ha dato perfetta gloria, ma solo un barlume di gloria! Dio ha semplicemente nausea di questa volontà umana anche santa,  anche quando vuole farlo contento facendo la Sua Volontà, però non a modo di Dio ma a modo nostro, perché è una volontà che è uscita dall’Ordine.

A questo proposito, per semplificare, racconto sempre di quella ragazza che si era fidanzata con un ragazzo svizzero e che alla fine lo lasciò. Era un ottimo ragazzo, di ottima famiglia, educatissimo, bello, alto, biondo, con gli occhi azzurri… insomma perfetto! (potremmo dire un orologio svizzero!) Tanto perfetto che aveva deciso e pianificato tutto: il lavoro che avrebbe dovuto fare lei, la data del matrimonio, i mobili che avrebbe dovuto comprare… tutto, tutto! Lei insomma ci rimase male perché almeno i mobili avrebbe voluto sceglierli lei, avrebbe voluto almeno che le chiedesse se le piacevano o no, e alla fine lo ha lasciato.

Così anche noi con Dio, forse lo vogliamo far contento a modo nostro. Invece dobbiamo rinunciare a questa smania di fare, fare… organizzare questo, programmare quello, progettare quell’altro!… quanti programmi e programmazioni, anche pastorali!... E Gesù ci dice: “I miei Programmi non sono i vostri programmi, i miei Pensieri non sono i vostri pensieri, le Mie Vie non sono le vostre vie, le Mie Parole non sono le vostre chiacchiere!... - oracolo del Signore.

Vi dico la verità, comunicandovi la mia esperienza personale: in un primo momento ho stentato a fare questo passaggio dal fare al vivere nella Volontà di Dio (ho impiegato ben 4 anni da quando avevo conosciuto Luisa per capirne la differenza). Poi ho fatto il “salto” dicendo: non devo chiedere più al Signore di fare la Volontà di Dio con la mia volontà, ma con la Sua Volontà. Perché tutto il problema di questa spiritualità-santità non è tanto di cambiare azioni esteriori, di fare qualcosa di diverso da quello che già si fa, soprattutto se le nostre azioni, se i nostri atti esterni sono già nel Progetto di Dio e già siamo in una vita morale e cristiana perfetta, quanto di cambiare volontà, dando a Gesù la nostra volontà e a Lui chiedere la Volontà del Padre in noi, che venga ad agire, operare, per essere veramente trasformati in modo Divino in tutta la nostra vita, in tutte le nostre azioni-atti.

Poi un’altra cosa importante: non mescolare, non mescolare questa, con altre spiritualità quasi che fosse indifferente o la stessa cosa o fosse piccola la differenza. In questa santità non si chiede di cambiare stato di vita a tutti i costi, tranne che non vi sia una vera e propria vocazione come per esempio nel mio caso. Non si tratta di fare una santità qualsiasi, perché finora ce ne sono state diverse: c’è stata ad esempio la santità della povertà di S. Francesco, la santità dell’ubbidienza, dell’umiltà… e quindi seguiamo questa santità tra le altre, questa magari un po’ migliore delle altre… Però se tu non sai scegliere questa santità allora accontentati magari di qualche altra devozione o spiritualità, di tutte le tue pratiche di pietà, dei tuoi direttori spirituali… No, no! Non è soltanto questo!

Sì, già aver capito questo, cioè che è una spiritualità-santità e una devozione nuova e più perfetta tra tante, è già un grande passo in avanti, è già una cosa importante, ma non basta perché dice Gesù a Luisa: “La tua missione è grande perché non si tratta della sola santità personale, ma si tratta di abbracciare tutto e tutti e preparare il Regno alla Mia Volontà alle umane generazioni.”

E poi dice anche: “Non si tratta di una cosa qualsiasi, di formare una santità, ma si tratta di formare un Regno alla mia Volontà adorabile e Divina.”

Quindi non si tratta di formare una nuova santità tra le altre, ma di fare un salto di qualità, iniziare una nuova era, una nuova epoca, di iniziare l’unica santità che ci sarà nel futuro, l’unico modo di vivere in modo più concreto, conseguenziale e autentico il Vangelo… Si tratta quasi quasi di cambiare, non religione, ma di portare a compimento il tutto della religione, di andare fino alle estreme conseguenze, di essere finalmente cristiani al cento per cento, di dare finalmente a Dio quella gloria piena che finora nessun santo e nessun atto di virtù gli aveva dato, né  saputo né potuto dare.

Quindi entrare in questa Nuova Epoca, come quando i Giudei furono chiamati a entrare nell’Epoca del Nuovo Testamento lasciando il Vecchio! entrare in questa Nuova Dimensione, considerando che questa è la terza Opera ad extra di Dio, il Terzo Fiat, l’Era dello Spirito Santo Santificatore, un’Era Nuova di Pace e d’Amore!

Ormai gli atti fatti nella Divina Volontà, anzi anche un solo atto fatto nella Divina Volontà, fatto da Maria ad esempio, ricompensa Dio di tutti gli atti di virtù che sono stati fatti finora anche da parte tutti i santi, che non hanno dato gloria piena e perfetta a Dio. E Dio stesso potrebbe dire: “uno finalmente che l’ha fatto così come Volevo Io; uno che finalmente facendo quell’atto, si è messo al suo ordine, al suo posto, nello scopo per cui l’avevo creato e da cui l’uomo era uscito.”

Accorgersi di tutto questo è vero Amore, è vivere finalmente il Vangelo come Gesù e come Maria, è rinnegare se stessi, rinunziare a sé, alla propria volontà umana per dar vita finalmente a Quella di Dio.

Posso portare anche la mia testimonianza ed esperienza personale, che sono arrivato alla Divina Volontà almeno dieci anni prima di conoscere Luisa, riflettendo e meditando il Vangelo, la Santa Scrittura  e tutto ciò che riguarda la nostra santa religione, e cercando di comprendere soprattutto il Vangelo nella sua essenza e radicalità.

 

Ritornare nel Cuore della Trinità per vivere da veri figli

Capite, è tutto così semplice! Bisogna soltanto rimetterci nel Cuore di Dio, ritornare nel Cuore della Trinità. Avete capito che continuare ad essere cristiani come abbiamo fatto finora senza questo Divin Volere, è assurdo! Noi viviamo come se Dio non ci fosse, noi viviamo al di fuori della Trinità con tutti i nostri pensieri e le nostre preoccupazioni della giornata. Poi magari ci preoccupiamo di andare anche qualche volta a messa e andando in chiesa pensiamo di ricordarci di Dio. Invece anche in chiesa siamo pieni di mille pensieri e presi da tante cose che abbiamo lasciato e se andrà bene forse per un po’ ci ricorderemo di Dio ma come una piccola parentesi, un momento, per continuare poi la nostra vita di prima.

E la nostra vita intratrinitaria di figli di Dio dove è andata a finire? Invece tutta la nostra vita dovrebbe essere un vivere all’interno della Trinità che è la nostra vera Famiglia! Se non viviamo ancora in questo modo significa che c’è qualcosa che non va, che non funziona! Significa che bisogna mettere qualcosa a posto! Qualcosa soltanto o tutto? Se noi non viviamo da figli, tutta la nostra giornata e tutta la nostra vita, non solo una parentesi come quando andiamo in chiesa, e i figli vivono e si sentono in casa col Padre, con lo Spirito Santo, con Gesù, gli angeli i santi; se non siamo ancora in questa dimensione, se non ci sentiamo in casa nostra, in questa realtà, vuol dire che ne siamo ancora fuori, vuol dire che non va, non va!

“Figlia mia, quando si tratta di cose che riguardano il mio Volere, Cieli e terra stanno silenziosi e riverenti per essere spettatori di un atto nuovo di questa Volontà Suprema.”

Per questo tutto lo scopo nostro dovrebbe essere di non fare troppe chiacchiere, ma di andarci a ritirare quanto più è possibile dal mondo, come S. Antonio nel deserto, per fare quanti più atti, per vivere tutti gli atti, tutti i pensieri, tutti i respiri, con una Volontà Divina operante in noi, con Gesù in noi che fa tutto.

Una volta Luisa si lamentava che non poteva partecipare all’adorazione eucaristica che si svolgeva in chiesa perché costretta a rimanere a letto. Gesù allora le spiegò e le parlò di quegli atti di adorazione che noi dovremmo avere sempre, continuamente alla Divina Volontà nelle sue Opere, dicendole: “Onde dopo di ciò, avevo sentito dell’esposizione che s’era fatta del Santo Sacramento nella chiesa, ed io pensavo tra me: Per me non ci sono né esposizioni né funzioni…”

E Gesù risponde a Luisa: perché dici così? Tu puoi adorare la Mia Volontà non solo nell’eucaristia, nel mio SS. Sacramento, ma tu la stai adorando con tutti i ‘Giri’ che fai, nel sole nel cielo stellato, nel mare… e poi a un certo punto le dice: “Spetta a te mantenere l’adorazione perpetua dell’esposizione che tiene il Fiat Supremo in tutta la Creazione.” Cioè tu hai questo compito grandissimo, tu stai adorando Me nel sole, nella vita della Divina Volontà che è rimasta intatta nel sole, nel cielo, nel vento, nel mare e nelle altre cose create… Chi, le dice Gesù, pensa alla vita della mia Volontà nel sole, ad esempio, chi mi fa una genuflessione alla mia vita, alla mia Divina Volontà che si trova nel mare? Nessuno! Anche perché nessuno tra l’altro conosce questo. Tu sola hai incominciato a capire questo e finalmente ci può essere qualcuno che fa l’adorazione “eucaristica”, potremmo dire, alla Divina Volontà presente nel sole, presente nel filo d’erba, nell’uccellino che trilla, nel mare in tempesta… Perché se la Divina Volontà a un tratto smettesse di mantenere in vita, in esistenza il sole, il filo d’erba, l’uccellino, anche l’uomo, tutto si risolverebbe nel nulla, ripiomberebbe e ritornerebbe tutto nel nulla. Perché noi non siamo niente, veniamo dal niente e dovremmo rimanere nel nulla o ritornare e andare nel nulla. Invece Gesù, Dio ci mantiene in esistenza e ci Vuol fare andare e tornare nel Tutto…

Dalla nobile famiglia della Divina Volontà, a cui fanno parte tutte le cose create, solo l’uomo si è sottratto. Lo dovremmo quindi ricordare sempre che siamo al di fuori da questa nobile famiglia. Tutte le cose create, tutta la creazione geme nelle doglie del parto aspettando che l’uomo ritorni, l’uomo ritorni... Perché è come un fratello di questa famiglia che è andato fuori e fa lo scapestrato; è come un figliol prodigo che deve tornare.

 

Certo la Redenzione ha già fatto mettere in piedi e in moto il figliol prodigo. Ora c’è l’abbraccio della Divina Volontà, c’è il ritorno nella casa del Padre grazie a questo Dono grande e sublime.

             

Conclusione

Il miracolo più grande. Gloria e santità di Adamo.

Vi propongo ora in conclusione alcuni titoli che vengono dati a Luisa: incorrotta, seconda vergine, piccina (insieme a Maria), redentrice della Divina Volontà, madre dei figli del Divin Volere, integra (anche se non immacolata) senza conoscere il germe della corruzione e il fomite della concupiscenza…

Luisa glielo chiede a Gesù: come mai proprio io integra? È mai possibile? E Gesù glielo spiega: sì, al massimo c’è stata in te qualche lesione, perché non era degno che una Divina Volontà venisse in una creatura, se ci fosse stata in essa la corruzione, e quindi non sarebbe stato degno che venisse in te.

“È proprio vero che non c’è stata rottura in te;  al più, qualche lesione riparata subito dal mio Amore, rendendo così più forte in te l’integrità… le mie attenzioni le molte grazie per operare il più gran miracolo che esiste al mondo qual è il vivere continuato nel mio Volere… oltrepassa lo stesso miracolo dell’Eucarestia… perché devo piegare una ragione, una volontà umana, un desiderio, un amore puramente libero!” Certo questo è veramente la cosa più grande, il miracolo più grande che Dio possa fare!

Che Dio possa operare anche in noi questo grande miracolo, il più grande miracolo di vivere in modo continuo, per sempre, per tutta la vita nel Divin Volere: questo è l’augurio più grande è più bello che vi posso fare! Non ci accada mai come Adamo di uscire e di perdere questo Dono.

A proposito di Adamo: sapete che Adamo in cielo ha una gloria grandissima grazie alla prima parte della sua vita tutta vissuta nel Divin Volere? Perché gli atti che ha fatto Adamo prima della caduta, sono rimasti tutti in atto, puri, belli, eterni, infiniti presso Dio perché fatti tutti con un Volontà Divina che in lui pensava, operava, amava…

Quindi dopo la Madonna Adamo è il santo più grande in paradiso e possiede la gloria più grande. Questo Gesù non l’ha potuto dire prima perché ancora non era conosciuto il Divin Volere, e anche se l’avesse rivelato non sarebbe stato capito.

Però anche se quella di Adamo è stata una vita nella Divina Volontà incompiuta, se adesso Dio sta realizzando il ritorno dell’uomo a questo Dono, è proprio perché quegli atti che lui aveva fatto prima della caduta, sono rimasti presso il trono di Dio a pregare, a implorare e a meritarci il diritto del ritorno in questo Regno, in questo stato meraviglioso, nobile e sublime che c’era prima della caduta del peccato originale.

A tutti tanti auguri di una vita santa, tutta vissuta nella Divina Volontà, e di entrare definitivamente e completamente in questo Regno.  Fiat! Fiat!

Nella Volontà di Dio, sempre!