PREGANDO PER I FRATELLI NELLA D. V: PER RIDARE A DIO LA GLORIA

(tratto dagli Scritti sulla Divina Volontà della Serva di Dio Luisa Piccarreta)

Volume 24  Settembre 5, 1928

Pene di Gesù e gara di luce. Gli atti nel Fiat sono pietrucce e venticello nel mare della Divina Volontà.

Mi sentivo priva del mio dolce Gesù e smaniavo per il suo ritorno, ma ahimè, mentre il mio povero cuore era torturato, il mio amato Gesù ha raddoppiato le mie pene col farsi vedere tutto piagato, coronato di spine, ma tanto incarnate queste spine, che non si poteva guardare.  Che scena commovente e dolorosa! Si è gettato nelle mie braccia per essere lenito; oh, come spasimava, gemeva, si dimenava! Io me lo sono stretto fra le mie braccia, volevo togliergli le spine, ma mi riusciva impossibile tanto erano incarnate.  E Gesù, singhiozzando, mi ha detto:

"Figlia mia,  quanto soffro! Se sapessi quanto Mi offendono le creature e come loro stessi armano la mia Giustizia per farsi colpire!"

E mentre ciò diceva, pareva che scendevano dal cielo fulmini, fiamme, ghiacci, per colpire le creature. Io son rimasta spaventata, ma Gesù mi faceva più spavento nel vederlo sì barbaramente ridotto. Onde continuavo a pregare e dicevo tra me: "Oh, come vorrei convertire tutto, pensieri, parole, opere, passi di tutte le creature in Volontà di Dio, affinché il peccato più non esistesse! Vorrei eclissarle di luce nel Voler Divino, affinché investite di luce ed incantate da essa, le creature sotto l'eclissi della luce divina perdessero la forza, le passioni, la volontà d'offendere il mio dolce Gesù". Ma mentre ciò pensavo, il mio amato Gesù mi ha detto: "Figlia mia,  come l'anima prende l'impegno di voler convertire tutti gli atti umani in Volontà mia, così forma i suoi raggi, che allargandosi prendono la terra come nel proprio pugno, ed elevandosi al Cielo più che raggi solari, investono il Sole della mia Volontà e tuffandosi in Essa formano un sol Sole che, formando come una gara di luce, tutto, cielo e terra, subiscono l'incanto e l'eclissi del Sole della mia Volontà, ed anche la mia Giustizia subisce l'eclissi di questa luce, in modo che molti flagelli vengono risparmiati".

Onde dopo aver scritto un po' a lungo, il mio dolce Gesù è uscito da dentro il mio interno e, prendendomi il mio volto fra le sue mani, mi ha detto: "Figlia mia,  voglio pagarti del sacrifizio di scrivere, che hai fatto". Ed io: "Son tre notti che ho scritto e non mi hai dato nulla, mi sembra che ora molto scarseggi, né mi mostri più quel grande compiacimento che mi mostravi prima, quando io scrivevo, né mi comandi con quel tuo impero amoroso di scrivere, come facevi prima;  a me sembra che Ti sei cambiato". E Gesù: "Non posso cambiarmi, né è della natura divina il mutarsi; la natura umana si cambia, la divina non mai.  Quindi sii sicura che in Me nulla è mutato. Ma sai che voglio darti per paga? La mia stessa vita. Ogni verità che ti manifesto sono doni di vita divina che ti faccio, col darti la libertà che, non solo la tieni per te questo gran dono, ma che la puoi moltiplicare per darla a chi tu vuoi ed a chi la volesse ricevere. Onde tu devi sapere che ogni atto, parola, pensiero fatto dalla creatura nella mia Divina Volontà, sono pietrucce che getta nel mare di Essa, il quale, increspandosi, straripa fuori a bene di tutti. Altre volte sono tanti venticelli che, facendo gonfiare il mare del mio Fiat, forma le onde più o meno alte, secondo la molteplicità dei venticelli che forma la creatura nel mio mare;  e queste onde mentre s'innalzano, scendono di nuovo, parte nel mare e parte allagano la terra. Oh, come è dilettevole vedere la creatura che ora viene a menare le sue pietrucce nel nostro mare, ora che viene come a soffiare e forma il suo venticello, ed il mare le sorride coll'incresparsi, le fa le feste col ricevere il venticello e forma le onde!

Sicché l'anima che vive ed opera nel mio Fiat Ci dà l'occasione di far sorgere il nostro mare e di darci il campo di allagare la terra ed il cielo. E siccome è Volontà Divina che scorre, dispone le creature a chiedere il Regno di Essa. E Noi Ci sentiamo che la creatura che vive nel nostro Volere Divino richiama le feste, i trastulli, i giuochi del principio della Creazione col suo Creatore. Tutto è lecito per chi vive nel nostro Volere e Noi tutto le lasciamo fare, perché lei non vuole altro che la nostra Volontà ed il nostro eco che risuona in lei; ed essa facendosi portare dal nostro eco divino, ora mena la pietruccia, ora forma il venticello che, ora forma le onde, ora geme, ora parla, ora prega che vuole che il nostro Fiat Divino sia conosciuto, amato e domini sulla terra".

 

Volume 14  Luglio 6, 1922

Benedizione di Gesù alla sua Mamma. Chi vive nella Divina Volontà è depositrice della Vita Sacramentale di Gesù.

Stavo pensando ed accompagnando Gesù nell'Ora della Passione quando Si portò alla Divina Mamma per chiederle la santa benedizione, ed il mio dolcissimo Gesù nel mio interno mi ha detto: "Figlia mia, prima della mia Passione volli benedire la mia Mamma ed essere da Lei benedetto; ma non fu la sola Mamma che benedissi, ma a tutte le creature, non solo animate ma anche inanimate; vidi le creature deboli, coperte di piaghe, povere, il mio cuore ebbe un palpito di dolore e di tenera compassione e dissi: 'Povera umanità, come sei decaduta!  Voglio benedirti, affinché risorga dal tuo decadimento; la mia benedizione imprima in te il triplice suggello della Potenza, della Sapienza e dell'Amore delle Tre Divine Persone, e ti restituisca la forza, ti sani e ti arricchisca; e per circondarti di difesa benedico tutte le cose da Me create, affinché tu le riceva tutte benedette da Me: ti benedico la luce, l'aria, l'acqua, il fuoco, il cibo, affinché resti come inabissata e coperta con le mie benedizioni. E siccome tu non la meritavi [la mia benedizione], perciò volli benedire la mia Mamma, servendomi di Lei come canale per far pervenire a te le mie benedizioni'. 

E come Mi ricambiò la Mamma mia con le sue benedizioni, così voglio che le creature Mi ricambino con le loro benedizioni; ma ahimè, invece di ricambio di benedizioni, Mi ricambiano con offese e maledizioni! Perciò, figlia, entra nel mio Volere e portandoti sulle ali di tutte le cose create suggella tutte con le benedizioni che tutti Mi dovrebbero, e porta al mio dolente e tenero Cuore le benedizioni di tutti".

Onde, dopo aver fatto ciò, come per compensarmi mi ha detto: "Figlia diletta mia, ti benedico in modo speciale; ti benedico il cuore, la mente, il moto, la parola, il respiro, tutta e tutto ti benedico".

Onde, dopo ciò ho seguito le altre Ore della Passione, e mentre seguivo la Cena Eucaristica, il mio dolce Gesù Si è mosso nel mio interno, e con la punta del suo dito ha bussato forte nel mio interno, tanto che lo ho sentito con le mie orecchie, e ho detto tra me: "Che vorrà Gesù, che bussa?" E Lui, chiamandomi, mi ha detto: "Non bastava bussarti per sentirmi, ma anche chiamarti per essere ascoltato. Senti, figlia mia, mentre istituivo la Cena Eucaristica chiamai tutti intorno a Me, guardai tutte le generazioni, dal primo all'ultimo uomo, per dare a tutti la mia Vita Sacramentale, e non una volta, ma tante volte per quante volte ha bisogno del cibo corporale. Io volevo costituirmi come cibo dell'anima, ma Mi trovai molto male vedendo che questa mia Vita Sacramentale restava circondata da disprezzi, da noncuranze ed anche da morte spietata. Mi sentii male, provai tutte le strette della morte della mia Sacramentale Vita, [morte] sì straziante e ripetuta; guardai meglio, feci uso della potenza del mio Volere e chiamai intorno a Me le anime che sarebbero vissute nel mio Volere. Oh, come Mi sentivo felice! Mi sentivo circondato da queste anime, cui la potenza della mia Volontà le teneva come inabissate, e che come centro della loro vita era il mio Volere; vidi in loro la mia Immensità e Mi trovai ben difeso da tutti, ed a loro affidai la mia Vita Sacramentale. La depositai in loro affinché non solo ne avessero cura, ma Mi ricambiassero per ogni Ostia consacrata con una vita loro. E questo succede connaturale, perché la mia Vita Sacramentale è animata dalla mia Volontà Eterna [e] la vita di queste anime come centro di vita è il mio Volere, sicché quando si forma la mia Vita Sacramentale, il mio Volere agente in Me agisce in loro ed Io sento la loro vita nella mia Vita Sacramentale, si moltiplicano con Me in ciascuna Ostia, ed Io sento darmi vita per Vita.

Oh, come esultai nel vedere te per prima, che in modo speciale ti chiamai a formar vita nel mio Volere!  Feci [in te] il mio primo deposito di tutte le mie Vite Sacramentali, ti affidai alla mia Potenza ed alla mia Immensità del Volere Supremo, affinché ti rendessero capace di ricevere questo deposito. E fin d'allora tu eri a Me presente, e ti costituii depositrice della mia Vita Sacramentale e, in te, a tutte le altre [anime] che avrebbero vissuto nel mio Volere. Ti diedi il primato su tutto, e con ragione, perché il mio Volere non è sottoposto a nessuno, e fin sugli Apostoli, sui sacerdoti, perché se loro Mi consacrano, ma [tuttavia] non restano vita insieme con Me, anzi Mi lasciano solo, obliato, non curandosi di Me; invece queste [anime che sarebbero vissute nel mio Volere] sarebbero state vita nella mia stessa Vita, inseparabili da Me; perciò ti amo tanto: è il mio stesso Volere che amo in te!"

 

Volume 12  Novembre 28, 1920

Quando Gesù vuol dare, chiede. La benedizione di Gesù: "Ti benedico per aiutarti, ti benedico per difenderti, per perdonarti, per consolarti;  ti benedico per farti santo".

Stavo pensando quando il mio dolce Gesù, per dar principio alla sua dolorosa Passione, volle andare dalla sua Mamma a chiederle la sua benedizione;  ed il benedetto Gesù mi ha detto: "Figlia mia, quante cose dice questo mistero! Io volli andare a chiedere la benedizione alla mia cara Mamma per darle l'occasione di chiedermi anche Lei la benedizione. Erano troppi i dolori che doveva sopportare ed era giusto che la mia benedizione la rafforzasse.

è mio solito, che quando voglio dare, chiedo; e la mia Mamma Mi comprese subito, tanto [è] vero che non Mi benedisse se non quando Mi chiese la mia benedizione e, dopo, benedetta da Me, mi benedisse Lei. 

Ma questo non è tutto, per creare l'universo dissi un Fiat, e col solo Fiat riordinai ed abbellii cielo e terra. Nel creare l'uomo, il mio alito onnipotente gli infuse la vita. Nel dar principio alla mia Passione volli, con la mia parola onnipotente e creatrice, benedire la mia Mamma, ma non era solo Lei che benedivo: nella mia Mamma vedevo tutte le creature; era Lei che teneva il primato su tutto ed in Lei benedivo tutti e ciascuno; anzi, benedivo ciascun pensiero, parola, atto, ecc.; benedivo ciascuna cosa che doveva servire alla creatura. Come quando il mio Fiat onnipotente creò il sole e questo sole senza diminuire di luce né di calore sta facendo il suo corso per tutti e per ciascuno dei mortali, così la mia parola creatrice, benedicendo restava in atto di benedire sempre sempre, senza mai cessare di benedire, come mai cesserà di dare la sua luce il sole a tutte le creature. 

Ma non è tutto ancora, con la mia benedizione volli rinnovare i pregi della Creazione; volli chiamare il mio Celeste Padre a benedire, per comunicare alla creatura la Potenza; volli benedirla a nome mio e dello Spirito Santo, per comunicarle la Sapienza e l'Amore e così rinnovare la memoria, l'intelletto e la volontà della creatura, restituendola sovrana di tutto.

Sappi però che nel dare voglio, e la mia cara Mamma comprese e subito Mi benedisse, non solo per Sé, ma a nome di tutti. Oh, se tutti potessero vedere questa mia benedizione! La sentirebbero nell'acqua che bevono, nel fuoco che li riscalda, nel cibo che prendono, nel dolore che li affligge, nei gemiti della preghiera, nei rimorsi della colpa, nell'abbandono delle creature;  in tutto sentirebbero la mia parola creatrice che gli dice - ma sventuratamente non sentita -: 'Ti benedico in nome del Padre, di Me, Figlio e dello Spirito Santo! Ti benedico per aiutarti, ti benedico per difenderti, per perdonarti, per consolarti; ti benedico per farti santo".  E la creatura farebbe eco alle mie benedizioni, col benedirmi anche lei in tutto. 

Questi sono gli effetti della mia benedizione, cui la mia Chiesa, ammaestrata da Me, Mi fa eco e, quasi in tutte le circostanze, nell'amministrazione dei Sacramenti ed altro, dà la sua benedizione".

 

Volume 12  Maggio 22, 1919

Le anime nell'Era del vivere nel Divin Volere completeranno la gloria da parte della Creazione. "Gesù, depongo ai tuoi piedi l'adorazione, la sudditanza di tutta l'umana famiglia; depongo nel tuo Cuore il Ti amo di tutti... con le mie braccia Ti stringo, per stringerti con le braccia di tutti, per portarti la gloria di tutte le opere delle creature".

Continuando il mio solito stato, la mia piccola mente si perdeva nel santo Voler di Dio e, non so come, comprendevo come la creatura non ridà a Dio la gloria che è obbligata a dare, e mi sentivo amareggiata. Ed il mio dolce Gesù, volendomi istruire e consolare, con luce intellettuale mi ha detto: "Figlia mia, tutte le opere mie sono complete, sicché la gloria che Mi deve dare la creatura sarà completa e non verrà l'ultimo giorno se tutta la Creazione non Mi dà l'onore e la gloria da Me stesso voluta e decisa; e ciò che non Mi danno gli uni, prendo dagli altri, raddoppio le grazie in questi, che altri Mi respinsero, e da questi ricevo doppio amore e gloria; in altri, a seconda le loro disposizioni, giungo a dare grazie che darei a dieci, ad altri a cento, ad altri a mille, ed alle volte do grazie che darei a città, a province ed anche a regni interi, e questi Mi amano e Mi danno gloria per dieci, per cento, per mille, ecc. Così la mia gloria viene completata da parte della Creazione. E quando veggo che la creatura non può giungere, ad onta della sua buona volontà, la tiro nel mio Volere, dove trova virtù di moltiplicare un atto solo per quanti ne vuole e Mi dà gloria, onore, amore, che altri non Mi danno. 

Perciò sto preparando l'era del vivere nel mio Volere, ché ciò che non hanno fatto nelle generazioni passate e che non faranno, in quest'era della mia Volontà completeranno l'amore, la gloria, l'onore di tutta la Creazione, dando loro grazie sorprendenti ed inaudite. Ecco perciò chiamo te nel mio Volere e ti sussurro all'orecchio: "Gesù, depongo ai tuoi piedi l'adorazione, la sudditanza di tutta l'umana famiglia; depongo nel tuo Cuore il Ti amo di tutti;  sulle tue labbra v'imprimo il mio bacio per suggellare il bacio di tutte le generazioni; con le mie braccia Ti stringo, per stringerti con le braccia di tutti, per portarti la gloria di tutte le opere delle creature". Ed Io sento in te l'adorazione, il Ti amo, il bacio, ecc., di tutta l'umana famiglia; e come non dovrei dare a te l'amore, i baci, le grazie che dovrei dare agli altri?

Ora sappi, figlia mia, che la creatura, ciò che fa in terra è il capitale che si fa per il Cielo, sicché: se poco ha fatto, poco avrà; se molto, avrà molto. Se una Mi ha amato e glorificato per dieci, avrà dieci contenti di più, corrispondenti ad altrettanta gloria e sarà amata da Me dieci volte di più; se un'altra per cento e per mille, avrà contenti, amore e gloria per cento e per mille. Così Io darò alla Creazione ciò che ho deciso di dare e la Creazione Mi darà ciò che Io devo ricevere da loro, [dalle mie creature] e la mia gloria sarà completata in tutto".

 

"Le Ore della Passione di N.S.G.C."  19a Ora

Mio Gesù, i miei pensieri sono una sola cosa con i tuoi; perciò insieme con Te prego, imploro, scuso e riparo innanzi alla Maestà Divina tutto il male commesso dalle creature con la loro intelligenza. Permettimi che prenda le tue spine e la tua stessa intelligenza e che vada con Te da tutte le creature, ad attaccare la tua intelligenza alla loro. Voglio restituire loro l'intelligenza, come Tu la creasti all'origine, con la santità della tua. [Voglio] riordinare con la santità dei tuoi pensieri tutti i pensieri delle creature in Te, e trafiggere con le tue spine tutte le menti delle creature, per restituirti il dominio ed il regime di tutti. O Gesù, Tu solo sii il dominatore di ogni pensiero, di ogni affetto e di tutti i popoli. Reggi Tu solo ogni cosa;  solo così la faccia della terra, che fa orrore e spavento, si cambierà.

 

Volume 18 Ottobre 1, 1925

La Divina Volontà stava nel centro dell'Umanità di Nostro Signore, e chi vive in Essa vive in questo centro.

Stavo secondo il mio solito accompagnando le pene della Passione del mio dolce Gesù, e offrivo la stessa privazione, la tortura che mi cagionava, come attestato del mio doloroso amore, per suo sollievo e compatimento delle sue pene. Ora, mentre ciò facevo, l'amato mio bene ha mosso un braccio nel mio interno, alzando la sua mano destra, facendo scorrere dalle sue dita rivoli di Sangue e di luce sulla povera anima mia che stava appassita e bruciata dal soffio potente della sua privazione e con una mestizia tale, che Gesù stesso Si è scosso ed intenerito, per compassione e volendomi sollevare mi ha detto: "Figlia mia, coraggio, non temere, chi vive nella mia Volontà sta nel centro della mia Umanità, perché la Volontà Divina sta in Me come il sole nella sua sfera, che ad onta che i raggi invadono la terra, non si parte mai dall'alto, dal suo centro, sta sempre circuito nella sua sfera, nel suo maestoso trono, e mentre la sua luce percorre tutto, dominando tutto, tutto le serve di sgabello, aspettando tutti la sua benefica luce. Così si trovava in Me la Volontà Divina, come centro nella sfera della mia Umanità, e dalla mia sfera partiva la luce a tutti e dovunque. Era stato questo il primo atto dell'uomo, respingere la mia Volontà Suprema, conveniva dunque alla mia Umanità fare il primo passo verso di Essa, accentrando in Me come centro di vita questa Volontà Eterna, e per mezzo della mia vita, delle mie opere e pene, portarla di nuovo all'uomo, affinché ritornasse al suo Creatore, mettendosi nell'ordine per cui era stato creato. 

Vedi dunque, figlia mia, che l'anima che vive nella mia Volontà sta nel centro della mia Umanità, e tutto ciò che Io feci e patii sta tutto intorno a lei ed in suo aiuto: Se debole, le somministra la mia fortezza; se ombrata, il mio Sangue la lava e l'abbellisce, le mie preghiere la sostengono, le mie braccia la tengono stretta e la coprono con le mie opere;  insomma, tutto sta a sua difesa ed aiuto. Perciò, il pensiero delle mie pene è come connaturale in te, perché vivendo nella mia Volontà, esse ti circondano come tante nubi di luce e di grazia. La mia Volontà, nella sfera della mia Umanità, metteva come in via le mie opere, i miei passi, le mie parole, il mio Sangue, le mie piaghe, le mie pene e tutto ciò che Io feci per chiamare l'uomo e dargli gli aiuti e mezzi sufficienti per salvarlo e farlo ritornare di nuovo nel seno della mia Volontà. Se la sola mia Volontà avesse voluto uscire in campo per chiamare l'uomo, si sarebbe spaventato; invece volli chiamarlo con tutto ciò che feci e patii, come tanti adescamenti, spinte ed incoraggiamenti e mezzi per farlo ritornare nelle mie braccia, sicché tutto ciò che Io feci e patii è il portatore dell'uomo a Dio. Ora, chi vive nella mia Volontà, vivendo nel centro della mia Umanità prende tutti i frutti di tutto ciò che Io feci e patii, ed entra nell'ordine della Creazione, e la mia Volontà compisce in lui il pieno scopo per cui fu creato. Altri, poi, che non vivono nella mia Volontà, trovano i mezzi per salvarsi, ma non godono tutti i frutti della Redenzione e Creazione".

Ora, mentre ciò diceva il mio amabile Gesù, Gli ho detto: "Amor mio, io non so, mi dici che io vivo nella tua Volontà e poi mi lasci? Ah, a che duro martirio mi sottoponi! Come Tu mi lasci tutto per me si cambia, io stessa non mi riconosco più, tutto per me muore: muore la luce, l'amore, il bene. Sei Tu solo che mantieni il battito della vita nella povera anima mia;  come Tu parti e mi lasci, così muore tutto. Vedi dunque in che condizioni dure e dolorose mi lasci. Deh! abbi pietà di me e non mi lasciare più, che più non posso" E mentre volevo più dire, il mio Gesù sospirando ha soggiunto: "Figlia mia, taci, non andare più oltre, le tue parole Mi feriscono il Cuore. Oh! come vorrei toglierti dal tuo cuore questo chiodo sì duro che Io ti lascio, di che potessi lasciarti! Lo so pure Io che per chi Mi ama, questo chiodo è insopportabile, fa ammazzare continuamente senza pietà, perciò deponi il pensiero che Io potessi lasciarti. Invece di lasciarti, dovresti essere convinta che Mi addentro più in te, e faccio silenzio nella navicella dell'anima tua; tanto [è] vero, che nulla è spostato in te, i preparativi che c'erano ci sono, tutti stanno nell'ordine; tanto [è] vero, che basta che la mia Volontà lo voglia, do una giratina ai preparativi che ci sono, e sono già da te. E poi, come posso lasciarti? Per chi fa la mia Volontà e vive in Essa, mantiene integri i vincoli della Creazione che ci sono tra Creatore e creature, i vincoli della Redenzione e i vincoli tra il Santificatore e i santificandi. La mia Volontà suggella tutti questi vincoli e me la rende indivisibile da Me, perciò sii sicura che il tuo Gesù non ti lascia".

Ora, mentre ciò diceva, vedevo come tanti fili di luce legati al mio cuore, che alcuni erano legati a tutte le cose create, altri fili di luce uscivano da tutto ciò che Gesù aveva fatto e patito, altri dai Sacramenti. Sia tutto a gloria di Dio e a bene dell'anima mia e di tutte le anime. Amen.

 

Volume 11 Maggio 2, 1915

Pene di Gesù per i castighi. Le anime che vivono nella Divina Volontà, rivestendosi dell'Umanità SS. di Gesù possono disarmare la Divina Giustizia.

I miei giorni sono sempre più amarissimi. Questa mattina il mio dolce Gesù è venuto in uno stato tanto sofferente, da non sapersi ridire. Nel vederlo così sofferente, io, a qualunque costo avrei voluto dargli un sollievo, ma non sapendo che fare me L'ho stretto al cuore ed avvicinandomi alla sua bocca, con la mia cercavo di succhiare parte delle sue interne amarezze. Macché...! Per quanta forza facevo nel succhiare non ci veniva nulla; ritornavo agli sforzi, ma tutto inutile. Gesù piangeva; io piangevo nel vedere che in nulla potevo alleviare le sue pene. Che strazio crudele! Gesù piangeva ché voleva versare, ma la sua Giustizia Gliel'impediva; io piangevo nel vederlo piangere e che non potevo aiutarlo...!  Sono pene che mancano i vocaboli per ridirle! E Gesù, singhiozzando, mi ha detto: "Figlia mia, i peccati strappano dalle mie mani i flagelli, le guerre. Io son costretto a permetterli e, nello stesso tempo, piango e soffro con la creatura".

Io mi sentivo morire per il dolore e Gesù, volendomi distrarre, ha soggiunto: "Figlia mia, non ti abbattere; anche questo è nella mia Volontà, perché le sole anime che vivono nella mia Volontà sono quelle che possono far fronte alla mia Giustizia. Solo quelle che vivono del mio Volere hanno libero l'accesso d'entrare a parte dei decreti divini e perorare per i loro fratelli. 

Quelli che soggiornano nella mia Volontà sono quelli che posseggono tutti i frutti della mia Umanità, perché la mia Umanità aveva i suoi limiti, mentre la mia Volontà non ha limiti, ed Essa viveva nella mia Volontà, inabissata dentro e fuori. Ora, le anime che vivono nella mia Volontà sono le più immediate alla mia Umanità, e facendola loro [propria], perché a loro L'ho data, possono presentarsi investite di Essa, come un altro Me stesso, innanzi alla Divinità, e disarmare la Giustizia Divina, ed impetrare rescritti di perdono per le pervertite creature. Esse, vivendo nella mia Volontà vivono in Me, e siccome Io vivo in tutti, anche loro vivono in tutti ed a pro di tutti. Vivono librati in aria come sole, e le loro preghiere, atti, le riparazioni e tutto ciò che fanno, sono come raggi che scendono da loro a pro di tutti".

 

Volume 11 Giugno 15, 1916

"Riversati nel mio Volere per farmi riparazioni complete... amore per tutti". Le preghiere più potenti sul Cuore di Gesù è vestirsi di tutto ciò che operò e patì Lui stesso:  "Cingi la tua testa delle spine di Gesù, imperla i tuoi occhi delle sue lacrime, impregna la tua lingua della sua amarezza, vesti la tua anima del suo Sangue, adornati delle sue piaghe, trafiggi le tue mani e piedi coi suoi chiodi, e come un altro Cristo presentati innanzi alla sua Maestà".

Continuando il mio solito stato, il mio sempre amabile Gesù è venuto, mi ha trasformata tutta in Lui e poi mi ha detto: "Figlia, riversati nel mio Volere per farmi riparazioni complete, il mio Amore ne sente un irresistibile bisogno; a tante offese delle creature vuole una almeno che, frapponendosi tra Me e loro, Mi dia riparazioni complete, amore per tutti e strappi da Me grazie per tutti. E questo lo puoi fare solo nel mio Volere, dove troverai Me e tutte le creature.  Oh, con quali ansie sto aspettando che entri nel mio Volere, per poter trovare in te i compiacimenti e le riparazioni di tutti! E solo nel mio Volere troverai tutte le cose in atto, perché Io sono motore, attore e spettatore di tutto".

Ora, mentre ciò diceva, mi sono riversata nel suo Volere; ma chi può dire ciò che vedevo?  Mi trovavo a contatto d'ogni pensiero di creatura, la cui vita veniva da Dio, di ciascun pensiero, ed io, nel suo Volere, mi moltiplicavo in ciascun pensiero, e con la Santità del suo Volere riparavo tutto, avevo un grazie per tutti, un amore per tutti; e così mi moltiplicavo negli sguardi, nelle parole ed in tutto il resto, ma chi può dire come ciò succedeva? Mi mancano i vocaboli, e forse le stesse lingue angeliche sarebbero balbuzienti;  perciò faccio punto. Onde, me la sono passata tutta la notte con Gesù nel suo Volere, dopo mi son sentita la Regina Mamma vicina e mi ha detto: "Figlia mia, prega". Ed io: "Mamma mia, preghiamo insieme, ché da sola non so pregare". E Lei ha soggiunto: "Le preghiere più potenti sul Cuore di mio Figlio e che più Lo inteneriscono, è vestirsi la creatura di tutto ciò che operò e patì Lui stesso, avendone fatto dono di tutto alla creatura. Quindi, figlia mia, cingi la tua testa delle spine di Gesù, imperla i tuoi occhi delle sue lacrime, impregna la tua lingua della sua amarezza, vesti la tua anima del suo Sangue, adornati delle sue piaghe, trafiggi le tue mani e piedi coi suoi chiodi e, come un'altro Cristo, presentati innanzi alla sua Divina Maestà. Questo spettacolo Lo commoverà in modo che non saprà rifiutare nulla all'anima vestita delle sue stesse divise. Ma oh, quanto le creature sanno poco servirsi dei doni che mio Figlio ha dato loro! Queste erano le mie preghiere sulla terra, e queste sono nel Cielo".

Onde, insieme ci siamo vestite delle divise di Gesù ed insieme ci siamo presentate innanzi al Trono Divino, cosa che commoveva tutti; gli Angeli ci facevano largo e restavano come sorpresi". Io ho ringraziato la Mamma e mi sono trovata in me stessa.

 

Volume 11 Novembre 11, 1915

Le anime che vivono nella Divina Volontà sono altri Cristi che ottengono misericordia per la terra.

Questa mattina sentivo tale compassione per le offese che Gesù riceve e per tante povere creature che hanno la sventura d'offenderlo, che vorrei affrontare qualunque pena per impedire la colpa; e pregavo e riparavo di cuore. In questo mentre, il benedetto Gesù è venuto, e pareva che portava le stesse ferite del mio cuore, ma, oh, quanto più larghe! E mi ha detto: "Figlia mia, la mia Divinità nel mettere fuori la creatura, restò come ferita dallo stesso mio Amore per amore verso di essa, e questa ferita Mi fece scendere dal Cielo in terra e piangere e versare Sangue, e tutto ciò che feci.

Ora, l'anima che vive nella mia Volontà sente al vivo questa mia ferita, come se fosse sua, e piange e prega e vorrebbe soffrire tutto per mettere in salvo la povera creatura e [per]ché questa mia ferita d'amore non fosse inasprita dalle offese delle creature. Ah, figlia mia, queste lacrime, preghiere, pene, riparazioni, raddolciranno la mia ferita, e scendono sul mio petto come fulgide gemme, che Mi glorio di tenerle sul mio petto per mostrarle a mio Padre, per inchinarlo a pietà verso le creature.

Sicché tra loro e Me scende e sale una vena divina, che le va consumando il sangue umano;  e quanto più prendono parte alla mia ferita, alla mia stessa Vita, tanto più questa vena divina si allarga, si allarga, tanto, da rendersi essi altrettanti Cristi. Ed Io vo ripetendo al Padre: 'Io sto nel Cielo, ma ci sono gli altri Cristi sulla terra che sono feriti dalla mia stessa ferita, che piangono come Me, che soffrono, che pregano, ecc., quindi dobbiamo versare sulla terra le nostre misericordie'. Ah, solo questi che vivono nel mio Volere, che prendono parte alla mia ferita, Mi rassomigliano in terra e Mi rassomiglieranno in Cielo col prendere parte alla stessa Gloria della mia Umanità".