PRESENTAZIONE DI MARIA SS BAMBINA AL TEMPIO

da:  La Vergine Maria nel Regno della Divina Volontà  della Serva di Dio Luisa Piccarreta la P.F.D.V.

13° Giorno - La Regina del Cielo nel Regno della Divina Volontà si parte al Tempio e dà esempio di totale trionfo nel sacrificio.

L'anima alla Regina trionfatrice: Mamma Celeste, oggi vengo a prostrarmi innanzi a te, per chiederti la tua forza invincibile in tutte le mie pene, e tu lo sai come è pieno il mio cuore, fino a sentirmi affogare di pene.  Deh, se tu tanto ami di farmi da Madre, prendi il mio cuore nelle tue mani e versa in esso l'amore, la grazia, la forza di trionfare nelle mie pene e di convertirle tutte in Volontà Divina.

Lezione della Regina trionfatrice: Figlia mia, coraggio, non temere;  la Mamma tua è tutta per te, ed oggi ti aspettavo, affinché il mio eroismo ed il mio trionfo nel sacrificio t'infonda fortezza e coraggio, onde [io] possa vedere la figlia mia trionfante nelle sue pene, e con l'eroismo di sopportarle con amore e per compiere la Divina Volontà.

Ora, figlia mia, ascoltami.  Io avevo tre anni appena compiuti ed i miei genitori mi fecero conoscere che volevano consacrarmi al Signore nel Tempio.  Il mio cuore gioì nel conoscere ciò, cioè di [dover] consacrarmi e di passare i miei anni nella casa di Dio.  Ma sotto la mia gioia c'era un dolore, [per] una privazione delle [persone] più care che si possono avere sulla terra, quali erano i miei cari genitori.  Ero piccina, avevo bisogno delle loro cure paterne, mi privavo della presenza di due grandi Santi e poi vedevo che, come si avvicinava il giorno di privarsi di me, che rendevo la loro vita piena di gioia e di felicità, sentivano tale amarezza di sentirsi morire;  ma mentre soffrivano erano disposti [a] fare l'atto eroico di condurmi al Signore.

I miei genitori mi amavano in ordine a Dio e mi tenevano come un gran dono, dato loro dal Signore;  e questo diede [loro] la forza di compiere il doloroso sacrificio.

Perciò, figlia mia, se vuoi avere una forza invincibile [per] soffrire le pene più dure, fa' che tutte le tue cose siano in ordine a Dio, e tienile come doni preziosi dati dal Signore.

Ora, tu devi sapere che io, con coraggio, mi preparavo [al]la mia andata al Tempio, perché con me consegnai la mia volontà all'Ente Divino, ed il Fiat Supremo prese possesso di tutto l'essere mio.  Io acquistai tutte le virtù in natura;  io ero dominatrice di me stessa;  tutte le virtù stavano in me come tante nobili principesse, ed a seconda le circostanze della mia vita, prontamente si esibivano a fare il loro ufficio, senza alcuna resistenza.  Invano mi avrebbero chiamata Regina, se non avessi tenuto virtù di fare la Regina sopra di me stessa.  Perciò io tenevo in mio dominio la carità perfetta, la pazienza invitta, la dolcezza rapitrice, l'umiltà profonda e tutto il corredo delle altre virtù.  La Divina Volontà rese la mia piccola terra della mia umanità fortunata sempre fiorita e senza le spine dei vizi.

Vedi dunque, cara figlia, che significa vivere di Volontà Divina?  La sua Luce, la sua Santità e Potenza convertono in natura tutte le virtù;  né si abbassa a regnare in un'anima dove c'è la natura ribelle, no, no.  Essa è Santità, e vuole la natura ordinata e santa dove deve regnare.

Quindi, [col] sacrificio di andare al Tempio, erano conquiste che io facevo;  e sul sacrificio veniva formato in me il trionfo d'una Volontà Divina;  e questi trionfi portavano in me nuovi mari di grazia, di santità e di luce, fino a sentirmi felice nelle mie pene, per poter conquistare nuovi trionfi.

Ora, figlia mia, metti la mano sul tuo cuore e dì alla Mamma tua:  senti la tua natura cambiata in virtù?  Oppure senti le spine dell'impazienza, le erbe nocive delle agitazioni, i cattivi umori degli affetti non santi?  Senti, lascia fare alla Mamma tua;  dammi la tua volontà nelle mie mani, decisa a non volerla più, ed io ti farò possedere dalla Volontà Divina, la quale tutto sbandirà da te, e ciò che non avrai fatto in tanti anni lo farai in un giorno, il quale sarà il principio della vera vita, della felicità e della santità. 

L'anima: Mamma santa, aiuta la figlia tua;  fammi una visita nell'anima mia, e tutto ciò che trovi che non è Volontà di Dio, con le tue mani materne strappalo da me, bruciami le spine [e] le erbe nocive e tu stessa chiama la Divina Volontà a regnare nell'anima mia.

Fioretto: Oggi, per onorarmi, mi chiamerai tre volte a visitare l'anima tua, e mi darai tutta la libertà di fare ciò che voglio di te.

Giaculatoria: Sovrana Regina, prendi fra le tue mani l'anima mia e trasformala tutta in Volontà di Dio.

 

14° Giorno La Regina del Cielo nel Regno della Divina  Volontà giunge al Tempio, la sua dimora, e si fa modello delle anime consacrate al Signore.

L'anima alla Celeste Regina, modello delle anime: Mamma Celeste, [io], la tua povera figlia, sento l'irresistibile bisogno di starmi con te, di seguire i tuoi passi, di vedere le tue azioni per copiarle, farmi il modello e riservarle come guida della mia vita.  Sento tanto il bisogno d'essere guidata, perché da me non so far nulla;  ma con la Mamma che mi ama tanto saprò fare anche la Divina Volontà.

Lezione della Celeste Regina, modellatrice delle anime: Figlia mia cara, è mio ardente desiderio di farti essere spettatrice delle mie azioni, affinché tu ti innamori ed imiti la Mamma tua.  Perciò dammi la tua mano nella mia;  io mi sentirò felice d'avere la figlia mia insieme con me.  Onde prestami attenzione ed ascoltami.

Io lasciai la casa di Nazareth accompagnata dai miei santi genitori.  Nel lasciarla volli dare un ultimo sguardo a quella casetta dove ero nata, per ringraziare il mio Creatore d'avermi dato un luogo dove nascere, e per lasciarla nella Divina Volontà, affinché la mia infanzia e tanti cari ricordi - ché essendo io piena di ragione tutto comprendevo - fossero tutti custoditi nella Divina Volontà e depositati in Essa, come pegni del mio amore verso Colui che mi aveva creata.

Figlia mia, il ringraziare il Signore e deporre i nostri atti nelle sue mani come pegni del nostro amore, sono nuovi canali di grazie e comunicazioni che si aprono tra Dio e l'anima, e l'omaggio più bello che si può rendere a Chi tanto ci ama.  Perciò impara da me a ringraziare il Signore di tutto ciò che dispone di te, ed in tutto ciò che stai per compiere sia la tua parola:  "Grazie, o Signore, e depongo tutto nelle tue mani".

Ora, mentre tutto lasciai nel Fiat Divino, siccome regnava in me, né mai mi lasciò un istante della mia vita, io lo portavo come in trionfo nella piccola anima mia, ed oh, i prodigi del Divin Volere!  Con la sua virtù conservatrice manteneva l'ordine di tutti gli atti miei, piccoli e grandi, e come in atto, dentro di me, come in trionfo suo e mio, sicché mai perdetti la memoria d'un solo mio atto;  e questo mi dava tanta gloria ed onore che mi sentivo Regina, perché ogni mio atto fatto nella Divina Volontà era più che sole, ed io ero tempestata di luce, di felicità, di gioie; essa mi portava il suo paradiso.

Figlia mia, il vivere di Volontà Divina dovrebbe essere il desiderio, il sospiro e quasi la passione di tutti;  tanta è la bellezza che si acquista ed il bene che si sente.  Tutto all'opposto [è] la volontà umana;  essa ha virtù di amareggiare la povera creatura, l'opprime, [le] forma la notte, [ed essa] cammina a tentoni, va sempre zoppicando nel bene, e molte volte perde la memoria del poco bene che ha fatto.

Ora, figlia mia, io partii dalla casa paterna con coraggio e distacco, perché io guardai solo il Volere Divino, in cui tenevo fissato il mio cuore e ciò mi bastò per tutto.  Ma mentre camminavo per andare al Tempio guardai tutta la Creazione ed, oh meraviglia!  Sentii il palpito della Divina Volontà nel sole, nel vento, nelle stelle, nel cielo, [e fin] sotto i miei passi me la sentii palpitante, ed il Fiat Divino che regnava in me comandò alla Creazione tutta, che come velo La nascondeva, che tutti si inchinassero e mi facessero onori di Regina, e tutti s'inchinarono dandomi segni di sudditanza;  [per]fino il piccolo fiorellino del campo non si risparmiò di darmi il suo piccolo omaggio.  Io mettevo tutto in festa e quando per necessità uscivo dall'abitato, la Creazione si metteva in atto di dar segni d'onore, ed io ero costretta a comandare che stessero al loro posto e che seguissero l'ordine del nostro Creatore.

Ora ascolta la Mamma tua;  dimmi:  nel tuo cuore senti la gioia, la pace, il distacco da tutto e da tutti, ed il coraggio che tutto puoi fare per compiere la Divina Volontà, in modo da sentire in te festa continua?  Figlia mia, la pace, il distacco, il coraggio, formano il vuoto nell'anima dove può prendere posto la Divina Volontà, ed essa, essendo intangibile d'ogni pena, porta la festa perenne nella creatura.  Perciò coraggio, figlia mia;  dimmi che vuoi vivere di Volontà Divina, e la tua Mamma ci penserà a tutto.

Ora, domani ti attendo per dirti il modo come comportarti nel Tempio.

L'anima: Mamma mia, le tue lezioni mi rapiscono e mi scendono fin nel cuore.  Deh, tu che tanto ami che la figlia tua viva di Volontà Divina, col tuo impero svuotami di tutto, infondimi il coraggio necessario per farmi dar morte alla mia volontà, ed io, fidando in te, ti dirò:  "Voglio vivere di Volontà Divina".

Fioretto: Oggi, per onorarmi, mi darai tutti gli atti tuoi come pegno d'amore per me ed io li depositerò nella Divina Volontà, dicendomi ogni volta:  "Ti amo, Mamma mia".

Giaculatoria: Mamma Celeste, svuotami di tutto per nascondermi nella Volontà di Dio.

 

15° Giorno La Regina del Cielo nel Regno della Divina  Volontà.  Continua lo stesso argomento:  la sua vita nel Tempio.

L'anima alla Regina del Cielo: Mamma Regina, eccomi [come] la tua figlia al tuo fianco, per seguire i tuoi passi nell'entrare nel Tempio;  ed oh, come vorrei che la Mamma mia prendesse la piccola anima mia e la chiudesse nel vivo Tempio della Volontà di Dio, che m'isolasse da tutti, all'infuori del mio Gesù e della sua dolce compagnia!

Lezione della Regina del Cielo: Figlia mia carissima, come è dolce il tuo sussurro al mio udito, il sentirti dire che vuoi essere chiusa da me nel vivo Tempio della Divina Volontà e [che] non vuoi altra compagnia se non quella del tuo Gesù e [la] mia.  Ah, figlia cara, tu mi fai sorgere nel mio materno Cuore le gioie di vera Madre;  e se ciò mi farai fare, io son certa che la figlia mia sarà felice, le mie gioie saranno le sue, ed avere una figlia felice è la più grande felicità e gloria d'un cuore materno.

Ora ascoltami, figlia mia;  io giunsi nel Tempio solo per vivere di Volontà Divina.  I miei santi genitori mi consegnarono ai superiori del Tempio, consacrandomi al Signore;  e mentre ciò fecero, io ero vestita a festa, [si] cantarono inni e profezie che riguardavano il futuro Messia, [ed] oh, come gioiva il mio cuore!  Dopo diedi con coraggio l'addio ai miei cari e santi genitori, baciai la loro destra, li ringraziai della cura che ebbero della mia infanzia, e che con tanto amore e sacrificio mi avevano consacrata al Signore.  La mia presenza pacifica, senza piangere e coraggiosa, infuse [in loro] tale coraggio, che ebbero la forza di lasciarmi e partirsi da me.  La Volontà Divina imperava su di me e stendeva il suo Regno in tutti questi atti miei.  O Potenza del Fiat, tu sola potevi darmi l'eroismo, che sebbene così piccina ebbi la forza di distaccarmi da [coloro che] tanto mi amavano, e che io vedevo che si sentivano spezzare il cuore nel separarsi da me.

Ora, figlia mia, ascoltami:  io mi chiusi nel Tempio, e lo volle il Signore, per farmi stendere i miei atti, che dovevo fare in esso, [nel] Regno della Divina Volontà, per farmi preparare il terreno coi miei atti umani, ed il cielo che doveva formarsi sopra questo terreno della Divina Volontà [per] tutte le anime consacrate al Signore.  Io ero attentissima a tutti i doveri che si usavano di fare in quel luogo santo;  io ero pacifica con tutti, né diedi mai amarezze e disturbo a nessuno;  mi sottoponevo ai servizi più umili;  non trovavo difficoltà a nulla, né a scopare né a fare [i] piatti;  qualunque sacrificio era per me un onore, un trionfo.  Ma vuoi sapere il perché?  Io non guardavo nulla;  tutto per me era Volontà di Dio.  Sicché il mio campanello che mi chiamava era il Fiat;  io sentivo il suono misterioso del Voler Divino che mi chiamava nel suono del campanello, ed il mio cuore gioiva e correva per andare dove il Fiat mi chiamava.  La mia regola era la Divina Volontà [e] i miei superiori li vedevo come comandanti d'un Volere sì Santo;  quindi, per me, il campanello, la regola, i superiori, le mie azioni, anche le più umili, erano gioie e feste che mi imbandiva il Fiat Divino, [il quale], stendendosi anche fuori di me, mi chiamava a stendere la sua Volontà per formare il suo Regno nei più piccoli degli atti miei.  Ed io facevo come il mare, che nasconde tutto ciò che possiede e non fa vedere altro che acqua;  così facevo io, nascondevo tutto nel mare immenso del Fiat Divino, e non vedevo altro che mari di Volontà Divina, e perciò tutte le cose mi portavano gioie e feste.  Ah, figlia mia, nei miei atti correvi tu e tutte le anime.  Io non sapevo far nulla senza della figlia mia;  era proprio per i figli miei che [io] preparavo il Regno della Divina Volontà.

Ah, se tutte le anime consacrate al Signore nei luoghi santi facessero scomparire tutto nella Divina Volontà, come sarebbero felici e convertirebbero le comunità in tante famiglie celesti e popolerebbero la terra di tante anime sante!  Ma, ahimè, debbo dir [loro] con dolore di madre:  quante amarezze, disturbi, discordie, non ci sono?  Mentre la santità non sta nell'ufficio che [a loro] tocca, ma nel compiere la Volontà Divina, in qualunque ufficio [che venga] loro assegnato, [Essa] che è la paciera delle anime, [la] forza e [il] sostegno nei sacrifici più duri.

L'anima: O Mamma santa, come son belle le tue lezioni!  Come mi scendono dolci nel mio cuore!  Deh, ti prego che stenda in me il mare del Fiat Divino e me lo [metta] dintorno, affinché la figlia tua non veda e non conosca più nulla che Volontà Divina, in modo che valicando sempre in essa possa conoscere i suoi segreti, le sue gioie, la sua felicità.

Fioretto: Oggi, per onorarmi, mi farai dodici atti d'amore, per onorare i dodici anni che vissi nel Tempio, pregandomi che ti ammetta [al]l'unione degli atti miei.

Giaculatoria: Regina Mamma, chiudimi nel sacro Tempio della Volontà di Dio.

 

16° Giorno La Regina del Cielo nel Regno della Divina Volontà continua la sua vita nel Tempio e forma  il giorno nuovo, per far spuntare il fulgido Sole  del Verbo Divino sulla terra.

L'anima alla sua Madre Celeste: Mamma mia dolcissima, sento che mi hai rubato il cuore, ed io corro alla Mamma mia, che tiene il mio cuore nel suo come pegno del mio amore, ed al posto del mio cuore vuol mettere la Divina Volontà come pegno d'amore di Madre.  Perciò vengo nelle tue braccia, acciocché come figlia tua mi prepari, mi dia le tue lezioni e faccia ciò che vuoi di me.  Perciò ti prego di non lasciare mai sola la figlia tua, ma di tenermi sempre sempre insieme con te.

Lezione della Regina del Cielo: Figlia mia carissima, oh, come sospiro di tenerti sempre insieme con me!  Vorrei essere il tuo palpito, il tuo respiro, le opere delle tue mani, il passo dei tuoi piedi, per farti sentire per mezzo mio come operava la Divina Volontà in me.  Vorrei riversare in te la sua Vita!  Oh, come è dolce, amabile, incantevole e rapitrice!  Oh, come mi renderesti doppiamente felice se avessi te, figlia mia, sotto l'impero totale di quel Fiat Divino, che formò tutta la mia fortuna, la mia felicità, la mia gloria.

Ora, prestami attenzione ed ascolta la Mamma tua, che vuol dividere insieme con te la sua fortuna.

Io continuavo la mia vita nel Tempio, ma il Cielo per me non era chiuso, io potevo andare quante volte volevo;  avevo il passo libero di salire e scendere.  Nel Cielo avevo la mia Famiglia Divina, [ed] io ardevo e sospiravo di trattenermi insieme con Loro.  La Divinità stessa, [le Divine Persone] mi aspettavano con tanto amore per conversare insieme con me, per felicitarsi e rendermi più felice, più bella, più cara ai loro occhi;  del resto, non mi avevano creata per tenermi lontano, no, no;  volevano godermi come figlia, volevano sentirmi, [sentire] come le mie parole animate dal Fiat tenevano la potenza di mettere pace tra Dio e le creature;  amavano di essere vinti dalla loro piccola figlia e sentirsi ripetere:  "Scenda, scenda il Verbo sulla terra!"  Posso dire che la stessa Divinità mi chiamava, ed io correvo, volavo in mezzo a Loro.  La mia presenza, non avendo fatta mai [la] volontà umana, ricambiava [loro] l'amore e la gloria della grande opera di tutta la Creazione e perciò mi affidavano il segreto della storia del genere umano;  ed io pregavo e ripregavo che avvenisse la pace tra Dio e l'uomo.

Ora, figlia mia, tu devi sapere che la sola volontà umana chiuse il Cielo, [e] perciò non le era dato di penetrare in quelle Celesti Regioni, né di avere commercio familiare col suo Creatore, anzi l'umana volontà aveva gettato lontano (la creatura) da Colui che la aveva creata.  Come l'uomo si sottrasse dalla Volontà Divina divenne pauroso, timido [e] perdette il dominio di sé stesso e di tutta la Creazione.  Tutti gli elementi, perché dominati dal Fiat, erano rimasti superiori a lui e [gli] potevano far male.  L'uomo aveva paura di tutto, e ti pare poco, figlia mia, che colui che era stato creato re, dominatore di tutto, giungeva ad aver paura di Colui che lo aveva creato?  Strano, figlia mia, e direi quasi contro natura, che un figlio [abbia] paura di suo Padre, mentre è in natura che, come si genera, [si] generi insieme amore e fiducia tra padre e figlio;  e questo si può chiamare la prima eredità che tocca al figlio ed il primo diritto che tocca al Padre.  Sicché Adamo, col fare la sua volontà, perdette l'eredità del Padre suo, perdette il suo Regno, e si rese lo zimbello di tutte le cose create.

Figlia mia, ascolta la Madre tua e pondera bene il gran male dell'umana volontà;  essa toglie gli occhi dell'anima e la fa diventare cieca, in modo che tutto è tenebre e paura per la povera creatura.  Perciò metti la mano sul tuo cuore e giura alla Mamma tua che vorresti piuttosto morire che fare la tua volontà.  Io, col non fare mai la mia volontà, non avevo nessuna paura col mio Creatore;  e come potevo avere paura, se mi amava tanto?  Ed il [suo] Regno si stendeva tanto in me, che coi miei atti andavo formando il pieno giorno per fare sorgere il nuovo sole del Verbo Eterno sulla terra;  ed io, come vedevo che si andava formando il giorno, così aumentavo le mie suppliche per ottenere il sospirato giorno della pace tra il Cielo e la terra.  Ora, domani ti aspetto per narrarti un'altra sorpresa della mia vita quaggiù.

L'anima: Sovrana Mamma mia, come sono dolci le tue lezioni!  Oh, come mi fanno comprendere il gran male della mia volontà umana!  Oh, quante volte anch'io sentivo in me paura, timidezza e [mi sentivo] come lontana dal mio Creatore!  Ahi, era la mia volontà umana che regnava in me, non la Divina!  Perciò io sentivo i suoi tristi effetti.  Quindi, se mi ami qual figlia, prendi il [mio] cuore fra le tue mani e mettimi fuori la paura e la timidezza, che m'impediscono il volo verso il mio Creatore;  ed al posto di esse, mettimi quel Fiat che tanto ami e che vuoi che regni nell'anima mia.

Fioretto: Oggi, per onorarmi, metterai nelle mie mani tutto ciò che senti di molestia, di paura e di sfiducia, affinché te lo converta in Volontà di Dio, dicendomi tre volte:  "Mamma mia, fa' che regni la Divina Volontà nell'anima mia".

Giaculatoria: Mamma mia, fiducia mia, forma il giorno della Volontà Divina nell'anima mia.

 

17° Giorno La Regina del Cielo nel Regno della Divina Volontà esce dal Tempio.  Sposalizio con San Giuseppe.  Specchio divino in cui chiama a specchiarsi tutti coloro che sono chiamati da Dio allo stato coniugale.

L'anima alla sua Mamma Celeste: Mamma Santa, oggi più che mai sento il bisogno di starmi stretta fra le braccia della Mamma mia, affinché quel Divin Volere che regna in te formi il dolce incanto alla mia volontà, cosicché la tenga atterrata e non ardisca di far [nessuna] cosa che non sia Volontà di Dio.  La tua lezione di ieri mi ha fatto comprendere l'ergastolo in cui getta la povera creatura l'umana volontà, ed io temo tanto che [essa] faccia [da me] le scappatine e prenda il suo posto di nuovo in me.  Perciò mi affido alla Mamma mia, affinché mi vigili tanto, che io possa stare sicura di vivere sempre di Volontà Divina.

Lezione della Regina del Cielo: Su, figlia mia, coraggio e fiducia nella Mamma tua e proposito ferreo di non mai dar vita alla tua volontà.  Oh, come amerei di sentire sul tuo labbro:  "Mamma mia, la mia volontà è finita e tutto l'impero lo tiene in me il Fiat Divino".  Queste sono le armi che la fanno stare morendo continuamente e vincono il Cuore della Mamma tua ad usare tutte le arti amorose di Madre, affinché la sua figlia viva nel Regno della sua Mamma.  Per te sarà dolce morte che ti darà la vera vita e per me sarà la più bella delle vittorie che farò nel Regno della Divina Volontà.  Perciò, coraggio e fiducia in me.  La sfiducia è dei vili e di quelli che non sono veramente decisi di ottenere vittoria, e perciò sono sempre senza armi, e senza armi non si vince;  e si è sempre intermittenti e vacillanti nel fare il bene.

Ora, figlia mia, ascoltami:  Io continuavo la mia vita nel Tempio e le mie scappatine lassù nella mia Patria Celeste.  Io tenevo i miei diritti di figlia, di fare le mie visitine alla mia Famiglia Divina, che più che Padre mi apparteneva.  Ma quale non fu la mia sorpresa, quando in una di queste mie visite, [le Divine Persone] mi fecero conoscere che era loro Volontà che uscissi dal Tempio, con l'unirmi prima con vincolo di sposalizio, secondo l'uso esterno di questi tempi, con un uomo santo chiamato Giuseppe, e ritirarmi insieme con lui a vivere nella casa di Nazareth.

Figlia mia, in questo passo della mia vita, apparentemente parve che Iddio voleva mettermi in cimento.  Io non avevo amato mai nessuno al mondo, e siccome la Volontà Divina teneva la sua estensione in tutto l'essere mio, la mia volontà umana non ebbe mai un atto di vita;  quindi in me mancava il germe dell'amore umano.  Come potevo amare un uomo, per quanto gran santo fosse, nell'ordine umano?  E' vero che io amavo tutti, ed era tanto l'amore verso tutti, che il mio amore di Madre me li aveva scritti uno per uno, con caratteri di fuoco incancellabili, nel mio materno Cuore, ma ciò era tutto nell'ordine divino.  Perché l'amore umano, paragonato al divino, si può chiamare ombra, sfumature, atomi d'amore.  Eppure, figlia cara, [di] ciò che apparentemente parve cimento e come strano alla santità della mia vita, Iddio se ne servì mirabilmente per compiere i suoi disegni e concedermi la grazia che io tanto sospiravo, cioè, che scendesse il Verbo sulla terra.  Iddio mi dava la salvaguardia, la difesa, l'aiuto, affinché nessuno potesse parlare sul conto mio, sulla mia onestà.  S. Giuseppe doveva essere il cooperatore, il tutore, che doveva prendere interesse di quel poco d'umano che ci bisognava, e l'ombra della Paternità Celeste, in cui doveva essere formata la nostra piccola Famiglia Celeste sulla terra.

Onde, ad onta della mia sorpresa, dissi subito:  "Fiat!", sapendo che la Divina Volontà non mi avrebbe fatto male, né pregiudicata la mia Santità.  Oh, se avessi voluto mettere un atto di mia volontà umana, anche sotto l'aspetto di non voler conoscere uomo, avrei mandato in rovina i piani della venuta del Verbo sulla terra!  Quindi, non è la diversità degli stati che pregiudica la santità, ma la mancanza della Divina Volontà ed il compimento dei propri doveri in cui Dio chiama la creatura.  Tutti gli stati sono santi, anche il matrimonio, purché dentro vi sia la Divina Volontà ed il sacrificio esatto dei propri doveri;   ma la maggior parte sono indolenti e pigri e non solo non si fanno santi, ma formano dello stato di ciascuno, chi un purgatorio e chi un inferno.

Onde come conobbi che dovevo uscire dal Tempio, io non feci motto a nessuno, aspettando che Iddio stesso movesse le circostanze esterne per farmi compiere la sua adorabile Volontà, come difatti avvenne.  I Superiori del Tempio mi chiamarono e mi dissero che era loro volontà, ed anche l'uso di quei tempi, che io dovessi prepararmi allo sposalizio;  io accettai.  Miracolosamente, la scelta fra tanti cadde sopra di S. Giuseppe, e così si [fece] lo sposalizio ed [io] uscii dal Tempio.

Perciò ti prego, figlia del Cuore mio, che in tutte le cose ti stia a cuore la sola Divina Volontà, se vuoi che i disegni divini si compiano sopra di te.

L'anima: Celeste Regina, la tua figlia a te si affida.  Con la mia fiducia voglio ferirti il Cuore;  e [che] questa ferita dica sempre nel tuo materno Cuore:  "Fiat! Fiat! Fiat!", ti chiede sempre la piccola figlia tua.

Fioretto: Oggi per onorarmi, verrai sulle mie ginocchia e reciterai 15 Gloria Patri per ringraziare il Signore di tutte le grazie che mi concesse fino al quindicesimo anno della mia vita, [e] specialmente ché mi dette per compagnia un uomo sì santo, qual era San Giuseppe.

Giaculatoria: Regina potente, dammi le armi per muovere battaglia [e] farmi vincere [dal]la Volontà di Dio.