SPECIFICHE E PROMESSE DI GESU' A CHI FA LE ORE DELLA PASSIONE

L'OROLOGIO DELLA PASSIONE Scritto da Persona devota

La Divina Provvidenza che in ogni tempo suscita anime che La cono-scano, che La amino e che la facciano conoscere ed amare dagli altri, ha suscitato un'anima, che si è consacrata alle pene del Divin Redentore.

La particolare ispirazione che ha avuta quest'anima è un nuovo e assai proficuo metodo sul come contemplare i patimenti di Nostro Signore Gesù Cristo; cioè, richiamarsi ad una ad una le ore ventiquattro, dalle 6 pomeridiane del giovedì Santo, fino allo ore 5 pomeridiane del Venerdì Santo, e contemplare, ora per ora, quello che Gesù Cristo ha sofferto successivamente in quelle 24 Ore.

Abbiamo detto nuovo questo metodo, non in quanto alla riduzione dei patimenti di Nostro Signore alle 24 ore, ma in quanto alla forma, ai sen-timenti e agli scopi che formano un tutto nuovo.

Non è dunque nuovo il dividere nelle 24 ore la Passione di Nostro Signore Gesù Cristo, perché ciò è quello che si chiama Orologio della Passione che si trova in molti libri devoti, come la Filotea del Riva, il Giardino Spirituale, nonché le operette spirituali del Dottore della Chiesa S. Alfonso; sebbene nei diversi Autori esiste qualche piccola dif-ferenza tra gli orari e gli avvenimenti, e ciò perché talvolta un'ora non esaurisce un mistero, o perché lo esaurisce in minor tempo e ne comincia un altro.

Come ognuno vede, questa devozione dell'Orologio doloroso, tra tutte quelle che riguardano la Passione di Nostro Signore Gesù Cristo e i dolori della Sua Santissima Madre, è tra le primarie, perché analizza e medita uno per uno tutti i patimenti esterni ed interni dell'adorabile Nostro Redentore Gesù.       

è una specie di Via Crucis più intera e completa, perché prende Nostro Signore, non dalla condanna a morte nel Tribunale di Pilato, ma... da dove propriamente cominciò la dolorosa Passione, cioè dal licenzia-mento di Nostro Signore Gesù Cristo dalla Sua Santissima Madre (come è pia universale credenza) per andare a morire; al che segue il cenaco-lo, l'Orto, la cattura, ecc.

Ma quello che vi è di nuovo nell'Orologio della Passione dell'anima solitaria è in primo luogo che della ripartizione delle 24 ore non ha fatto un solo accenno, come fanno gli Autori sopra citati, contentan-dosi di dire a mo' di esempio: dalle 6 alle 7 del mattino Gesù è con-dotto a Pilato.

Dalle 7 alle 8 è condotto ad Erode, ma di quanto avvenne in ogni ora, la estatica anima solitaria fa una viva descrizione, e vi aggiunge con-siderazioni, affetti e riparazioni. In secondo luogo, questi affetti e queste riparazioni sono cosi singolari, nuove ed intime, da non sembrare esse-re opera umana, ma celeste!

Tutto appare nuovo in queste sante meditazioni. Sebbene non si medi-tano che quei misteri su cui tanto si è scritto e meditato da svariati e santi Autori, non di meno, la divina ispirazione, che sempre opera cose nuove e varia in tante forme la sua grazia (multi formis gratia Dei), si manifesta per mezzo di quest'anima in un modo tutto singolare. Premettiamo che la pia persona che scrive non è una letterata, appena conosce il leggere e lo scrivere. Eppure i patimenti, i maltrattamenti, gli oltraggi, gli strazii dell'adorabile Redentore Gesù sono al vivo descritti, con termini che penetrano il cuore, lo commuovono, lo impressionano, lo attirano all'amore.

L'amore, e dobbiamo notarlo, sì, l'Amore divino, nella sua tenera espres-sione, è la nota predominante di quest'Orologio della Passione; l'Amore di quest'anima solitaria per Gesù Cristo. è una innamorata che si effon-de nella più amorosa compassione per il suo Diletto.

Lo compatisce, Lo accarezza, Lo abbraccia, Lo bacia, Lo ribacia, Lo accompagna in tutti i singoli patimenti, con una sostituzione continua; cioè si mette essa, per quanto sta in lei, al posto dell'Amato Penante, come per ricevere tutto sopra di sé, come se in questa pia sostituzione volesse risparmiare il Sommo Bene ora per allora.

Per quest'anima contemplativa non c'è passato: essa riproduce le scene come presenti, e vi si immedesima.

Nell'eccesso della compassione e dell'amore, essa si spinge con tanto confidente trasporto verso il Diletto, che nell'abbracciarlo, nel baciarlo nel volto, nella bocca, nelle mani, nei piedi, nel Cuore, domanda anche essa baci amorosi da Gesù con tale confidenza, che in poche anime delle più amanti si riscontra il simile.

è la sposa dei Cantici che esclama: "Mi baci Egli col bacio delle Sue lab-bra". Non si può mettere in dubbio che, se a Nostro Signore piace molto il ricevere timore, non meno piace al Suo amatissimo Cuore la filiale e tenera fiducia. E come non averla con Colui che, potendo sal-varci con lo spargere una sola stilla del Sangue Suo preziosissimo, tutto lo volle spargere in mezzo ai più inauditi tormenti e ai più ignominiosi oltraggi, per dimostrarci quanto ci ama?

Forse chiede assai un'anima quando chiede baci a quel Gesù che pur ci ha dato e ci dà sempre tutto Se stesso? E perché dovrebbero trattener-ci da questa gran fiducia di amore i nostri peccati, quando ce ne siamo purificati con la Penitenza e con l'Amore? Forse non è vero che il padre del figliol prodigo, quando se lo vide ritornato, gli gettò le braccia al collo e lo colmò di baci?

E la pecorella sulle spalle del Buon Pastore, non sarà stata anch'essa accarezzata e supponiamo anche baciata?

Forse non è molto vero ciò che diceva quell'angelica innamorata di Gesù, S. Agnese: Io amo Colui che quanto più l'abbraccio e Lo tocco, tanto più divento pura e casta? Ah, la confidenza amorosa che parte da un cuore umile, si ruba il Cuore di Dio!

è in questo modo, che si diventa bambini, come insegnò Nostro Signore, quando, abbracciando ai Suo Seno amoroso un tenero fan-ciullino, disse: Di questi è il Regno dei Cieli.

Tale è la fiducia che traspira da ogni pagina di quest'Orologio della Passione. E l'anima che si mette in mano questo libro, e s'interna in questo pio esercizio con questa guida, a poco a poco si troverà parte-cipe dei sentimenti, della compassione, dell'amore, della confidenza di cui esso è pieno e riboccante.

Alle volte l'Anima solitaria, in questo libro, introduce a parlare Nostro Signore Gesù Cristo, e allora quelle parole che essa riferisce non sono più un particolare suo sentimento, ma un'ispirazione che si manifesta con quelle espressioni di cui l'anima è capace: poiché, ogni ispirazione e ogni rivelazione, che passa per il canale umano, ne sortisce a secon-da della capacità, ovvero dell'intuito mistico dello stesso soggetto.

Di ciò la diversità di esprimersi delle anime contemplative sopra uno stesso argomento.

Ma se l'Anima Autrice di quest'Orologio doloroso, riesce nuova negli affetti, è nuovissima, e sarei per dire, unica, nelle riparazioni.

In verità la riparazione di tutte le offese che riceve Nostro Signore Gesù Cristo, è stata sempre il principale oggetto di tante anime amanti, di tanti libri di devozione, e talvolta di speciali rivelazioni.

Così, per esempio, abbiamo gli scritti di S. Margherita Maria Alacoque, che nella devozione del Cuore Santissimo di Gesù include delle specia-li riparazioni. Più dirette ancora a questo scopo sono le devozioni del Nome SS di Gesù e del Suo Sacro Volto, di cui ebbe belle rivelazio-ni la Serva di Dio Suor Maria di S. Pietro, carmelitana.

Ordinariamente tutte queste riparazioni vengono formate di ossequi, di ammende e di preghiere.

Le riparazioni di quest'Orologio della Passione, che diamo alle stampe, sono invece una immedesimazione con le stesse riparazioni di Nostro Signore Gesù Cristo.

è un internarsi nei sentimenti del Cuore SS.mo di Gesù, nei suoi Divini patimenti; e con Gesù che patisce, che offre e ripara, l'anima compati-sce, prega, offre, ripara.

E per che cosa ripara? Qui le riparazioni si estendono, si moltiplicano nell'infinito, e si adattano ad ogni specie di peccati, che possono avere relazione coi singoli patimenti di Nostro Signore.

Dalla prima all'ultima parola, si può dire, questa operetta, è una conti-nua e svariata riparazione di tutti i peccati con tutte le loro specie, e non solamente delle colpe gravi ma anche delle più lievi; e non solamente dei peccati che venivano commessi contro la Persona adorabile di Gesù Cristo, quando era nelle mani dei suoi nemici,ma tutte le colpe presenti, passate e future in persona di tutti i peccatori, sia prescelti che eletti. L'Anima compaziente si tuffa, direi quasi, in ogni patimento di Nostro Signore, ne misura, per quanto può farlo essere umano, l'infinito abis-so, e unendosi alle infinite intenzioni riparatrici dell'Uomo-Dio penante, offre a Lui, offre al Padre, offre alla Divina Giustizia, riparazioni infinite per tutti e per tutto.

è appunto la grande, necessaria, universale riparazione che chiedono i nostri tempi, le moltiplicate iniquità delle presenti generazioni e il giusto e tremendo infuriare dei divini castighi!

 

DELLA PASSIONE E QUANTO TORNI GRADITA A NOSTRO SIGNORE DEL VALORE ED UTILITA' DI QUESTA OPERA SULL'OROLOGIO

LE PROMESSE DI NOSTRO SIGNORE A CHI PRATICA LE ORE DELLA PASSIONE

Con la più perfetta sottomissione al giudizio della Santa Chiesa, e non richiedendo altra fede che l'umana, giusto il sapiente Decreto di Papa Urbano VIII, trascriviamo qui alcune rivelazioni che Nostro Signore Gesù Cristo avrebbe fatto a quell'anima solitaria, cui ispirò questa ope-retta: rivelazioni che mostrerebbero quanto sia grato al Cuore adorabi-le di Gesù che se ne faccia profitto.

Riportiamo una lettera inviata dalla pia autrice al Rev. Can. di Francia:

"Molto Rev. Padre,

Ecco finalmente, Le rimetto le Ore scritte della Passione, e tutto a gloria di Nostro Signore. Le accludo pure un foglietto in cui si contengono gli affetti e le belle promesse di Gesù per chi fa queste Ore della Passione. Io credo che, se colui che le medita è peccatore, si convertirà, se è imperfetto diverrà perfetto, se è santo si farà più santo, se è tentato tro-verà la vittoria, se è sofferente troverà in queste Ore la forza, la medici-na, il conforto; e se l'anima sua è debole e povera, troverà un cibo spi-rituale ed uno specchio dove si rimirerà di continuo per abbellirsi e farsi simile a Gesù nostro modello.

è tanto il compiacimento che ne prova Gesù benedetto dalla meditazio-ne di queste Ore, che vorrebbe che di queste meditazioni vi fosse almeno una copia per ogni città o paese, e si praticassero; allora avverrebbe che in quelle riparazioni Gesù sentirebbe riprodursi la Sua stessa voce e le Sue preghiere, quali le levava al Padre Suo nelle 24 ore della Sua dolorosa Passione; e se ciò si facesse almeno in ogni paese o città da alquante anime, Gesù pare che mi faccia intendere che la Divina Giustizia rimarrebbe in parte placata, e verrebbero in parte arrestati e come smorzati i suoi flagelli in questi tristi tempi di strazi e di spargi-mento di sangue (ferveva la tremenda guerra Europea).

Faccia Lei, Reverendo Padre, appello a tutti. compia così l'operetta che il mio amabile Gesù mi ha fatto fare. Onde le dico pure che lo scopo di queste Ore della Passione, non tanto è di raccontare la storia della Passione, perché molti libri ci sono che trattano questo pietoso argo-mento, e non sarebbe stato necessario farne un altro; ma lo scopo è la riparazione, unendo insieme (si noti) i diversi punti della Passione di Nostro Signore con la diversità di tante "offese, e insieme a Gesù farne degna riparazione, rifacendolo quasi di tutto ciò che le creature tutte Gli debbono, e da ciò i diversi modi di riparare; in queste Ore, in alcuni trat-ti si benedice, in altri si compatisce, in altri si loda, in altri si conforta il penante Gesù, in altri si compensa, in altri si supplica, si prega, si domanda.

Perciò lascio a Lei, Reverendo Padre, di far conoscere con una prefa-zione, lo scopo di questi scritti".

 

Il foglietto di cui l'Autrice di quest'Orologio della Passione parla in principio della su trascritta lettera, contiene quanto Nostro Signore le abbia detto:

"Chi pensa sempre alla mia Passione, forma nel suo cuore come una sorgente salutare, la quale tanto più si accresce di volume, quanto più l'anima attende a ripensare e meditare la mia dolorosa Passione. E siccome le acque che scorrono da una fonte sono acque comuni a tutti, così questa sorgente di salute, che si forma nel cuore di chi medita la mia Passione, serve alla mia gloria, al bene dell'anima che la pro-duce, e al vantaggio di molte altre anime".

Altra volta, riferisce l'anima solitaria, averle cosi parlato il Signore:

"Mi è tanto gradito che uno vada ripensando costantemente alla mia dolorosa Passione, che Io soffrii nell'anima e nel corpo con tanto infini-to Amore e dolore, e che meditandola se ne affligga e mi compatisca affettuosamente, che mi sento come rinfrancato di quanti strazii, igno-minie e pene interne Io soffrii in tutto il corso del mio patire, dall'incar-nazione all'ultimo respiro sulla Croce.

L'anima che spesso medita la mia Passione, mi viene ad apprestare con-tinui e diversi conforti; cosicchè, se nel corso della mia Passione mi det-tero funi e catene per legarmi, l'anima che considera e mi compatisce così legato, mi scioglie e mi dà la libertà; gli sgherri mi disprezzarono, mi sputarono e mi disonorarono; l'anima mi apprezza, mi pulisce da quegli sputi e mi onora; quelli mi spogliarono e mi flagellarono, l'anima mi risana e mi veste; quelli mi coronarono di spine trattandomi da re di burla, mi amareggiarono la bocca di fiele e mi crocifissero; l'anima, con-siderando tutte le mie pene, mi corona di gloria e mi onora per suo Re, mi riempie la bocca. di dolcezza dandomi il cibo più squisito qual'è la memoria delle mie stesse opere, e come se mi schiodasse dalla Croce, mi fa risorgere nel suo cuore; ed Io per compenso di tanta amorosa meditazione e considerazione delle mie pene, le dò ogni volta una nuova vita di grazie; e questa consiste, che mentre essa mi attira a sé con la contemplazione e compassione dei miei patimenti, Io l'attiro a me; Io mi dò ad essa come cibo spirituale, mentre essa si forma un pascolo continuo delle mie piaghe, dei miei abbrobrii e delle lunghe e incomprese agonie del mio Cuore ed Io mi ristoro e mi cibo di tutta l'a-nima, assorbendola in me per amore. Si è perciò che assai gradita è a me la devota e frequente memoria della mia Passione".

Da questi termini generali del gradimento che prova il Cuore Santissimo di Gesù, quando si medita la Passione, veniamo ancora a termini più particolari circa questo Orologio della Passione.

L'Anima contemplativa domandò al diletto Signore:

"Dimmi, o mio Bene che cosa darai in compenso alle anime che faran-no le Ore della Passione come Tu me le hai insegnate?"

Nostro Signore diede questa risposta:

"Figlia mia, queste Ore non le riguarderò come cose vostre, ma come fatte da me; e a te e a quelli che le mediteranno, darò i miei meriti, e ve li applicherò come se lo stessi soffrendo la mia Passione ora per ora in quel tempo stesso che la meditate. Gli effetti che allora produceva la mia Passione quando Io la sopportavo, e che può produrre in ogni tempo, saranno rinnovati nelle anime che meditano queste Ore, e il tutto a seconda della disposizione maggiore o minore di ogni anima. Maggior premio di questo non può meritarsi in questa vita. Nel paradi-so poi queste anime me le porrò al mio Divino cospetto dinanzi al mio stesso Volto, e le saetterò con saette di Amore e di eterni contenti, per quante volte hanno meditato le Ore della mia Passione, ed esse, ine-briate dal mio Amore, mi corrisponderanno col saettare il mio Cuore di tutta la capacità di amore che avrà l'anima beatificata; il che formerà un dolce incanto a tutti i celesti comprensori".

Gesù un'altra volta avrebbe detto all'anima solitaria:

"Le Ore della mia Passione furono piene di tutte le mie preghiere, di tutte le mie riparazioni e di tutto l'infinito mio Amore. Questo pio esercizio di riparare meditando, è uscito proprio dal mio Cuore. Ah, quante volte in grazia di queste meditazioni, che si praticano segretamente in tutta la Chiesa da tante anime a me care, non ho Io cambiato i flagelli in grazia su tutta la terra! Esse sono di un prezzo incal-colabile se il pio esercizio che tu hai praticato e scritto, sarà praticato da altri con amore, l'amor mio troverà il suo sfogo e conforto; e sappi, o figlia, che non è cosa indifferente che la creatura dia sollievo e sfogo all'Amore del Creatore».

Altra volta disse:

"I1 mondo sta in continuo atto di rinnovare la mia Passione, e siccome la mia immensità involge tutte le creature dentro e fuori, così sono costretto dal loro contatto a ricevere chiodi, spine, flagelli, disprezzi, sputi e tutto il resto che soffrii nella mia Passione, ed anche di più.

Ora, quando un'anima fa queste Ore della Passione, avviene che dal contatto di quell'anima mi sento togliere i chiodi, frantumare le spine, raddolcire le piaghe, pulire gli sputi, lenirmi il dolore delle percosse, ungermi le piaghe: mi sento contraccambiare in bene il male che mi fanno gli altri, ed Io, vedendo che il contatto spirituale di quell'anima che medita le Ore della mia Passione mi apporta tanto sollievo, mi appoggio sempre più su quell'anima. Oltre ciò, chi fa queste Ore della mia Passione, fa suoi i miei pensieri, fa sue le mie riparazioni, fa sue le mie preghiere, suoi i miei affetti, suoi i più intimi palpiti del mio Cuore; e siccome Io, quando volli redimere il mondo, mi presentai al mio eterno Padre dicendoGli: "Ecce ego mitte me": "Ecco qua ci sono Io, mandami o Padre sulla terra per patire e morire per gli uomini"; così l'anima che a me unita s'interna nella medi-tazione delle Ore della mia dolorosa Passione, e s'immedesima ai miei dolori, alle mie pene, al mio spirito penante, quasi elevandosi tra cielo e la terra, quest'anima con me esclama innanzi al Padre mio: Ecce ego mitte me; eccomi qua o Signore voglio anch'io con Gesù riparare per tutti, rispondere per tutti, patire e morire per tutti".

L'anima solitaria si effondeva in compassione ed in amore verso Gesù penante, dalle ore 17 del giovedì alle ore 17 del Venerdi Santo in cui si conclude con la sepoltura del Corpo adorabile di Gesù Signore Nostro; e avendo scritto questo Orologio della Passione, domandava con quel-la speciale fiducia che lo Sposo Celeste le ha donato, quanto gli fosse gradita questa operetta. Gesù le rispose:

"Per compenso che hai scritto le Ore della mia Passione, ad ogni paro-la che hai scritto darò un bacio alla tua anima, ed a ogni parola, ti accor-derò un'anima».

L'anima contemplativa soggiunse:

"Signore, questo è quello che tu a me darai, ma questo stesso lo darai anche a chiunque medita queste ore?

"Sì", rispose Nostro Signore, "e ad ognuno darò pure un'anima per ogni parola, Purché la mediti unita a me e alla mia stessa Volontà"'; poiché tutta la maggiore o minore efficacia di queste ore della mia Passione, sta nella maggiore o minore unione che si ha con me; e facendole con la mia Volontà, la creatura si nasconde con me nel mio Volere e mettendosi in azione il mio Volere, Io posso fare tutti i beni che voglio, anche per una sola parola, e ciò tante volte quante volte si farà questa meditazione".

L'anima solitaria scrive pure:

"Un'altra volta stavo lamentandomi con Gesù che, dopo tanti sacrifici nello scrivere queste Ore della Passione, erano tanto poche le anime che le praticavano. "

E Gesù disse:

"Non ti lamentare, figlia, quand'anche un'anima sola le praticasse, tu sempre dovresti essere contenta. E forse che Io non avrei sofferto la mia dolorosa Passione e la Morte di Croce anche per la salvezza di un'a-nima sola? Cosi devi operare anche tu e giammai si deve omettere il bene perché pochi se ne avvalgono; tutto il male è di chi non profitta. E come la Passione e Morte fece acquistare il merito alla mia Santissima Umanità come se tutti si salvassero, perché tale era la mia Volontà e il fine di ogni mio patire e della mia morte, così tu, a secondo che la tua volontà si sarà immedesimata con la mia Volontà, di volere e di fare bene a tutti, così ne resterai ricompensata per queste Ore che hai scrit-te della mia Passione. Tutto il male è di quelli che non le praticheranno, o per pretesti dell'inferma natura, o per diaboliche suggestioni".

Sulla preziosità di queste Ore della Passione Nostro Signore così le avrebbe pure detto:

"Queste Ore sono preziose a preferenza anche di altri esercizi, poiché non è altro questa meditazione che un rinnovare e dilatare continuo dei meriti di tutto ciò che Io feci e patii nel corso della mia vita morta-le, e di quanto ho operato e opero continuamente nella SS.ma Eucaristia. Quando ascolto queste Ore della mia Passione ascolto la mia stessa voce, le mie stesse preghiere, vedo la mia stessa Volontà in quell'anima, cioè di volere il bene di tutti, e di riparare per tutti, ed Io mi sento tra-sportato a dimorare in essa; e mentre essa in me medita e riproduce gli effetti dei miei patimenti, Io in essa opero e mi compiaccio di fare quel-lo che fa essa stessa".

Concluse Nostro Signore con queste espressive parole, che risuonano nell'intimo di quell'anima contemplativa:

"Oh, quanto amerei che anche una sola anima in ogni città o paese si applicasse a queste Ore della mia Passione! Allora Io sentirei me stesso in ogni città o paese, e la mia Giustizia, in questi tempi grandemente sdegnata, ne resterebbe in parte placata!".

 IN CHE MODO SI POSSONO FARE QUESTE ORE DELLA PASSIONE

* Un metodo è quello di meditare ogni giorno un'ORA, leggendola da soli o in famiglia o con altri. Così, nel giro di 24 giorni si completano le 24 ORE. Un buon orologio non si ferma mai; la vita non si ferma mai.

* Un altro metodo sarebbe quello di formare gruppi di varie persone - 4, 8, 12, persino 24 persone, che possono essere anche famiglie -, ognuna delle quali si compromette seriamente a fare una delle ORE, quella che le viene affidata, e questo per un certo periodo di tempo, prima di cambiare ORA. Un buon orologio segna tutte le ore, non salta nessuna...

* Un terzo metodo, poi, è quello di fare ogni giorno almeno un'ORA, quella che coincide proprio con il momento che capita della giornata; e comunque, arrivare a tale familiarità con le ORE DELLA PASSIONE e tanto assimilarle, da riuscire a seguirle mentalmente nel loro contenuto lungo tutta la giornata.

"Fare" un'ORA DELLA PASSIONE significa leggerla con attenzione, meditandola, contemplandola, facendola vita propria... Sì, perché non è la meditazione generica della passione, che ognuno fa come può, come si fa per esempio considerando i misteri dolorosi del S. Rosario; ma è un modo concreto e specifico, ispirato dall'amore di Gesù, d'immedesimarci innanzi tutto con la sua Volontà Divina e rivivere in continuazione, ininterrottamente, la sua vita interiore, tutto ciò che egli fece nel corso della sua passione.

Ogni ORA occupa poche pagine, qualcuna di più, qualcuna di meno. Una lettura calma e attenta occupa, in media, meno di un quarto d'ora; eccezionalmente può essere più lunga. Le ORE difficili da farsi nel tempo indicato, come sono in genere le ore notturne, possono essere spostate in altri momenti, per esempio prima di coricarsi.

è molto importante tuttavia che l'impegno preso venga compiuto ogni giorno. Quando una persona s'impegna a fare una certa ORA per un dato periodo di tempo, non deve preoccuparsi col pensiero: "Ma, sempre la stessa ORA?". Innanzi tutto, se si fa con l'attenzione e l'amore dovuto, mai la si trova uguale; poi, conviene esercitarsi nella costanza di farla sempre, non tenendo conto di altro che di tener compagnia a Nostro Signore. E dopo un certo tempo, quando si vede che l'OROLOGIO funziona bene, si può allora passare a fare altre ORE.

Si comprende, dunque, che non è qualcosa "da leggere" e basta, e nemmeno un esercizio di devozione o di pietà in più, ma si tratta dell'educazione ad una vita: la vita interiore personale di Gesù. In questo modo, arriverà il momento in cui, oltre a quello spazio di 15 o 20 minuti di lettura, riempirà la mente ed il cuore per tutto il resto dell'ora e della giornata, mentre si fanno altre cose o si tratta con altre persone. Allora sentiremo, un po' per volta, che in noi Gesù vive, non solo la nostra vita, ma proprio la sua vita.