QUANDO LA DIVINA VOLONTA' REGNA NELLE ANIME

Selezione di Brani dagli Scritti di Luisa Piccarreta - "La Piccola Figlia della Divina Volontà" - Nihil obstat - Trani 4 marzo 1997 - + Carmelo Cassati Arcivescovo

1947-1997

Corato (Ba) - ITALIA

In occasione di questa importantissima ricorrenza, pubbli-chiamo questo volume, composto da alcuni brani scelti, tratti dalla grande Opera dei 36 Volumi, scritti da Luisa la "Santa" sotto forma di diario.

A cinquant'anni dalla sua morte, gli scritti di Luisa sono più che vivi nelle anime che la seguono, da un punto all'altro della terra. Anime che attingono dalla Dottrina Cristallina del Divin Volere, una scuola di santità, che effonde le sue radici nella Volon-tà di Dio, come vita nell'uomo e, come completo appagamento della preghiera del Padre Nostro: "Sia fatta la Tua Volontà come in Cie-lo così in terra".

Questo libro sarà una luce nel nostro cammino di pura fede, verso l'alto monte del Fiat Divino che ci attende per trasforma-re le nostre anime ed i nostri atti in quella Luce interminabile della Divina Volontà.

E' un lavoro di vita interiore, ove lo Spirito Santo plasma nel silenzio, lontano dal chiasso della passioni, dalla pietra d'in-ciampo della volontà umana che blocca il cammino verso l'unione trasformante di volontà tra il Creatore a la creatura, tra il Padre Dio e l'uomo decaduto, perché erede del peccato d'origine.

A te Luisa, che sei vissuta all'ombra su questa terra, dedi-chiamo quello che tu stessa ci hai lasciato.

E' una piccola parte dei tuoi meravigliosi scritti, frutto del-la tua vita di abnegazione e di infinite sofferenze.

Ora sei la stella che guiderà verso il sentiero luminoso del Volere del Padre, che vuole elargire sull'umanità il Dono più gran-de mai concesso: la Sua Volontà come vita, affinché l'uomo ritorni al suo principio.

..."Passeranno secoli e secoli; come nella Redenzione, così anche in questo; ma l'uomo ritornerà nelle mie braccia, quale fu da Me creato. Ma per fare ciò devo prima eleggere chi deve essere la prima che faccia vita nel mio Eterno Volere, vincolare in lei tutti i rapporti della Crea-zione, vivere con essa senza nessuna rottura di volontà, anzi essendo una sola la sua e la Nostra. Perciò la necessità che sia la più piccola che Noi mettiamo fuori nella Creazione, acciò vedendosi così piccina fugga dal suo volere, anzi lo leghi tanto stretto al Nostro per non fare mai il suo, e sebbene piccola, viva insieme con Noi, con l'Alito quello con cui creammo l'uomo..." (Volontà. 16, 10 novembre 1923)

 

Oh! Voi anime che leggerete queste pagine, aprile il vostro cuore come bambini, perché soltanto ai piccoli è dato di entrare nel Regno del Divin Volere, fin da quaggiù, come Gesù stesso ci ha insegnato: "Come in Cielo così in terra ".

 

Dall'appello di Luisa per il Regno della Divina Volontà sulla terra

...'Ed ora una parola a voi tutti che leggerete questi scrit-ti... Vi prego, vi supplico che riceviate con amore ciò che Gesù vuol darvi, cioè la Sua Volontà. Ma per darvi la Sua, vuole la vostra, altrimenti non potrà quella regnare. Se sapeste con quanto amore il mio Gesù vuol darvi il più gran dono che esista e in Cielo e in terra quale è la Sua Volontà!...

Oh, quante amare lagrime Egli versa, perché vede che col vostro volere strisciate su tutta la terra ammiserita!... Non siete buoni a mantenere un buon proposito, e sapete il perché?... Perché il Suo Volere non regna con voi.

Oh, come Gesù piange, sospira sulla vostra sorte!... E sin-ghiozzando vi prega che facciate regnare il Suo Volere in voi. Vuol farvi cambiare fortuna: da infermi sani, da poveri ricchi, da deboli forti, da volubili immutabili, da schiavi re. Non vuole grandi pe-nitenze, non lunghe preghiere, né altro; ma che regni in voi il Suo Volere, e che la vostra volontà non abbia più vita.

Deh, ascoltatelo, ed io son pronta a dar la vita per ciascun di voi, a soffrire qualunque pena, purché apriate le porte dell'ani-ma vostra, e il Voler del mio Gesù regni e trionfi sulle umane generazioni!...

Ora vogliate tutti accettare il mio invito, venite meco nell'Eden, dove ebbe principio la vostra origine, dove l'Ente Supremo creava l'uomo, lo faceva re, e gli dava un regno da dominare; questo regno era tutto l'universo, però il suo scettro, la sua corona, il suo comando venivano dal fondo dell'anima sua, in cui risiede-va il Fiat Divino, come Re dominante, e costituiva la vera regalità nell'uomo. Le sue vesti erano regali, fulgide più che sole, i suoi atti erano nobili, la sua bellezza era rapitrice. Dio l'amava tanto, si trastullava con lui, lo chiamava il mio piccolo re e figlio. Tutto era felicità, ordine ed armonia.

Quest'uomo, primo padre nostro, tradì se stesso, tradì il suo regno, e, facendo la sua volontà, amareggiò il suo Creatore, che tanto lo aveva esaltato ed amato, e perdette il suo regno, il regno della Divina Volontà, in cui tutto gli era stato dato. Le porte del regno gli furono chiuse, e Iddio ritirò a Sé il regno dato all'Uomo. E intanto, ascoltate un mio segreto.

Iddio, nel ritirare a Sé il regno della Divina Volontà, non disse che non lo avrebbe dato più all'Uomo, ma lo tenne a riserbo, aspettando le future generazioni, per assalirle con grazie sorpren-denti, con luce abbagliante, da eclissare l'umano volere, che ci fece perdere un regno sì santo, e con attrattive di mirabili e prodigiose conoscenze della Divina Volontà, far loro sentire la necessità, il desiderio di mettere da banda il nostro volere, che ci rende infelici, e slanciarci nella Divina Volontà, come regno permanente. Quin-di il regno è nostro; perciò coraggio!...

Il Fiat Supremo ci aspetta, ci chiama, ci pressa a prender-ne il possesso. Chi avrà cuore di negarsi, chi sarà così perfido da non ascoltare la sua chiamata, e non accettare tanta felicità?...

Lasciamo i miseri cenci della nostra volontà, la veste di lutto della nostra schiavitù, in cui essa ci ha gettato, e ci vestiremo da regine, e ci orneremo con fregi divini!...

Perciò faccio appello a tutti: ascoltatemi... Sapete?! Sono una piccola Piccina, la più piccola di tutte le creature;... mi bilocherò nel Divin Volere insieme con Gesù, verrò come piccola nel vostro grembo, e con gemiti e pianti busserò ai vostri cuori, per chiedervi,

come una piccola mendicante, i vostri cenci, le vesti di lutto, il vostro infelice volere, per darlo a Gesù; affinché bruci tutto, e ri-dandovi il Suo Volere, vi renda il Suo regno, la Sua felicità, la candidezza delle Sue vesti regali.

Se sapeste che significa Volontà di Dio!... Essa racchiude Cielo e terra; se siamo con Essa, tutto è nostro, tutto pende da noi; se non siamo con Essa, tutto è contro di noi; e se abbiamo qualche cosa, siamo i veri ladri del nostro Creatore, e viviamo a via di frode e di rapina.

Perciò, se volete conoscerla, leggete queste pagine: in esse troverete il balsamo alle ferite, che crudelmente ci ha fatto l'umano volere, la nuova aria tutta divina, la nuova vita tutta celeste; sentirete il Cielo nell'anima vostra, vedrete nuovi orizzonti, nuovi soli, e spesso troverete Gesù col volto bagnato di pianto, che vuol darvi il Suo Volere. Egli piange perché vi vuol vedere felici, e veden-dovi infelici, singhiozza, sospira, prega per la felicità dei figli Suoi; e, chiedendovi il vostro volere per strapparvi l'infelicità, vi porge il Suo, come conferenza del dono del Suo Regno.

Perciò faccio appello a tutti. E faccio questo appello insie-me con Gesù, con le Sue stesse lagrime, coi Suoi sospiri ardenti, col Suo Cuore che brucia, che vuol dare il Suo Fiat. Di dentro il Fiat siamo usciti, avremmo la vita, è giusto, è doveroso che ritorniamo in Esso, nella nostra cara ed interminabile eredità.

E per primo, faccio appello al Sommo Gerarca, al Sommo Pon-tefice, a Sua Santità, al Rappresentante della S. Chiesa, e quindi al Rappresentante del regno della Divina Volontà. Ai suoi santi piedi questa piccola Piccina depone questo regno, affinché lo faccia conosce-re; e, colla sua voce paterna ed autorevole, chiami i suoi figli a vivere in questo regno sì santo. Il Fiat Supremo lo investa, e formi il primo Sole del Voler Divino nel suo Rappresentante in terra; e, formando la sua vita primaria in Colui, che è il capo di tutta la Chiesa, spanda i suoi raggi interminabili in tutto il mondo, ed, eclissando tutti con la sua luce, formi un solo ovile ed un solo Pastore!...

Il secondo appello lo faccio a tutti i Sacerdoti. Prostrata ai piedi di ciascuno, prego, imploro, che s'interessino di conoscere la Divina Volontà. E dico ad essi: il primo molo, il primo alto prende-telo da Essa, anzi, chiudetevi nel Fiat, e sentirete quanto dolce e cara è la sua vita; attingerete da Essa tutto il vostro operato; senti-rete in voi una forza divina, una voce che sempre parla, che vi dirà cose mirabili mai ascoltate, sentirete una luce che eclisserà tutti i mali, e commuovendo i popoli, vi darà il dominio sopra di loro.

Quante fatiche fatte senza frutto, perché manca la vita del-la Divina Volontà!... Avete spezzato ai popoli un pane senza il lievito del Fiat, e perciò essi, mangiandolo, l'hanno trovato duro, quasi indigeribile; e, non sentendo la vita in loro, non si sono arresi ai vostri insegnamenti. Perciò mangiatelo voi questo pane del Fiat Divino, così formerete con tutti la sua vita ed una sola volontà.

Il terzo appello lo faccio a tutto il mondo intero, a tutti i miei fratelli e sorelle e figli miei. Sapete perché vi chiamo tutti?... Perché voglio dare a tutti la vita della Divina Volontà! Essa è più che aria, che lutti possiamo respirare; è come sole, da cui tutti pos-siamo ricevere il bene della luce; è come un palpito di cuore, che in tutti vuol palpitare; ed io, come piccola bambina, voglio, sospiro che tutti prendiate la vita del Fiat!... Oh! Se sapeste quanti beni ricevereste...; mettereste la vita per farla regnare in voi tutti!...

Questa piccola Piccina vuol dirvi un altro segreto, che le ha confidalo Gesù; e ve lo dico, affinché mi diate la vostra volontà ed, in ricambio, riceviate quella di Dio che vi renderà felici nel-l'anima e nel corpo.

Volete sapere perché la terra non produce?... Perché in vari punti del mondo la terra coi terremoti spesso si apre e seppellisce nel suo seno città e persone?... Perché il vento, l'acqua formano tempe-ste e devastano tutto?... Perché tanti mali, che tutti sapete?

Perché le cose create posseggono una Volontà Divina, che le domina, e perciò sono potenti ed imperanti; sono più nobili di noi, perché noi siamo dominati da una volontà umana, e perciò siamo degradati, deboli ed impotenti. Se per nostra sorte metteremo da banda l'umana volontà, e prenderemo la vita del Voler Divino, anche noi allora saremo forti, imperanti,... saremo fratelli con tut-te le cose create; le quali non solo non ci molesteranno più, ma ci daranno il dominio sopra di loro, e noi saremo felici nel tempo e nell'eternità!...

Siete contenti? Perciò fate presto: ascoltate questa povera Piccina che vi vuol tanto bene. Ed io allora sarò contenta, quando potrò dire che tutti i miei fratelli e sorelle sono Re e Regine, perché tutti posseggono la vita della Divina Volontà!

Coraggio dunque, rispondete all'appello.

Sì, sospiro che tutti a coro mi rispondiate: e molto più, per-ché non sono io sola che vi chiamo, che vi prego: unito con me vi chiama, con voce tenera e commovente il mio dolce Gesù, che tante volte, anche piangendo, ci dice: "Prendete per vita vostra la mia Volontà; venite nel regno di Essa ".

Sappiate che il primo a pregare il Celeste Padre che venga il Suo Regno e che si faccia la sua Volontà come in Cielo così in terra, fu Nostro Signore, quando disse il Pater Noster, e trasmet-tendoci la Sua preghiera, fece appello a noi, e pregò tutti che chie-dessimo il Fiat Voluntas Tua sicut in coelo et in terra.

Perciò, ogni qual volta recitate il Pater, Gesù è invaso da tale desiderio di volervi dare il suo Regno, il suo Fiat, che corre per dire insieme con noi: "Padre mio, son io che ve lo chiedo per i figli miei, fate presto ".

Sicché il primo a pregare è Gesù stesso, e poi anche voi lo chiedete nel Pater. Non vorrete dunque un tanto Bene?... Un'ultima parola.

Sappiate che questa piccola Bambina, nel vedere le sma-nie, i deliri, le lagrime di Gesù, desideroso di darvi il suo Regno, il suo Fiat, ha tanta smania, tanti sospiri, tante ansie, per vedervi tutti nel Regno della Divina Volontà, tutti felici per far sorridere Gesù, che, se non riesce con le preghiere, con le lagrime, cercherà di riuscirci coi capricci, tanto presso di Gesù, quanto presso di voi.

Ascoltate quindi questa piccola Piccina,... non la fate più sospirare, ditele, di grazia: Cosi' sia, Cosi' sia!... Tutti vogliamo il Regno della Divina Volontà. " Corato, 4.3.1997 Suor Assunta

 

Brani Introduttivi

29 Gennaio 1919

..."Figlia diletta mia, voglio farti sapere l'ordi-ne della mia Provvidenza. Nel corso di ogni duemila anni ho rinnovato il mondo.

Nei primi duemila lo rinnovai col Diluvio.

Nei secondi duemila lo rinnovai con la mia ve-nuta sulla terra, in cui manifestai la mia Umanità, dal-la quale, come da tante fessure, traluceva la mia Divi-nità, e i buoni e gli stessi Santi dei seguenti duemila anni, sono vissuti dei frutti della mia Umanità e, come leccando hanno goduto della mia Divinità.

Ora siamo circa alla fine del terzo duemila, e ci sarà una terza rinnovazione, ecco pertanto lo scompi-glio generale; non è altro che il preparativo alla terza rinnovazione. E se nella seconda rinnovazione mani-festai ciò che faceva e soffriva la mia Umanità e pochis-simo ciò che operava la mia Divinità, ora, in questa terza rinnovazione, dopo che la terra sarà purgata e distrutta in gran parte la generazione presente, sarò ancora più largo con le creature e compirò la rinnovazione col manifestare ciò che faceva la mia Di-vinità nella mia Umanità. Come agiva il mio Volere Divino col mio volere umano. Come tutto restava concatenato in Me e, come tutto lo facevo e rifacevo. Anche ogni pensiero di ciascuna creatura era rifatto da Me e suggellato col mio Volere Divino.

Il mio Amore vuole sfogo e vuole far conoscere gli eccessi che la mia Divinità operava nella mia Uma-nità a favore delle creature, eccessi che superano di gran lunga gli eccessi che operava esternamente la mia Umanità.

Ecco perché ti parlo spesso del vivere nel mio Volere, che finora non ho manifesto a nessuno. Al più hanno conosciuto l'ombra della mia Volontà, la grazia e la dolcezza che contiene il farla; ma penetrarvi den-tro, abbracciare l'immensità, moltiplicarsi con Me e penetrare ovunque - anche stando in terra - e in Cielo e nei cuori. Deporre i modi umani ed agire coi modi divini, questo non è conosciuto ancora, tanto che a non pochi sembrerà strano, e chi non tiene aperta la mente alla luce della Verità non ne comprenderà nul-la. Ma Io a poco a poco Mi farò strada, manifestando ora una verità, ora un'altra di questo vivere nel mio Volere, che finiranno col comprenderlo...

 

16 Luglio 1922

...E Gesù tutto bontà mi ha detto: "Figlia mia, coraggio, non ti abbattere troppo; Io sarò con te an-che in questo. Innanzi al mio Volere, il tuo deve scom-parire; e poi, è la Santità del mio Volere che vuol esse-re conosciuta; eccone la causa.

La Santità del vivere nel mio Volere non tiene via, né porte, né chiavi, né stanze; invade tutto; è come l'aria che si respira, che tutti debbono e possono re-spirarla. Solo che lo vogliano e che mettano da parte il volere umano, il Voler Divino si farà respirare dall'anima e le darà la vita, gli effetti, il valore della Vita del mio Volere. Ma se non viene conosciuto, come potranno amare e volere un vivere sì santo? E la gloria più grande che può darmi la creatura.

La santità delle altre virtù è abbastantemente conosciuta in tutta la Chiesa, e chi vuole può copiarla: ecco perché non Mi son dato premura di moltiplicare la stessa conoscenza; ma la Santità del vivere nel mio Volere, gli effetti, il valore che contiene, l'ultima pen-nellata che darà la mia mano creatrice alla creatura per renderla simile a Me, non è conosciuta ancora.

Ecco perciò tutta la mia premura è che si metta fuori ciò che ti ho detto; e se ciò tu non facessi, verre-sti come a restringere il mio Volere, ad imprigionare in Me le fiamme che Mi divorano, ed a farmi ritardare la completa gloria che Mi deve la Creazione ... Solo vo-glio che le cose escano fuori ordinate perché una pa-rola che manchi, un nesso ed un connesso, un perio-do spezzato, invece di gettare luce Mi getteranno te-nebre, ed invece di farmi dare gloria e amore, le crea-ture resteranno indifferenti. Perciò sii attenta; ciò che ho detto lo, voglio che esca intero".

Ed io: "Ma per mettere tutta intera la parte tua, son costretta a mettere parte della mia".

E Gesù: "E con ciò che vuoi dire? Se la via l'ab-biamo fatta uniti, vuoi che esca solo in campo? E poi, chi debbo additare e mettere come esempio da imita-re, se colei che ho ammaestrata, e tiene la pratica del modo come vivere nel mio Volere, non vuol essere co-nosciuta? Figlia mia, questo è assurdo"...

 

10 febbraio 1924

"...Invece, nella mia Onniveggenza vedo che questi scritti saranno per la mia Chiesa come un nuo-vo Sole che sorgerà in mezzo ad Essa, e gli uomini, attratti dalla sua luce sfolgorante, si applicheranno per trasformarsi in questa luce ed uscire spiritualizzati e Divinizzati, per cui, rinnovandosi la Chiesa, trasforme-ranno la faccia della terra.

La dottrina sulla mia Volontà è la più pura, la più bella, non soggetta ad ombra di materia o d'inte-resse, tanto nell'ordine soprannaturale come nell'or-dine naturale; perciò sarà, a guisa di Sole, la più pene-trante, la più feconda e la più benvenuta ed accolta. E siccome è Luce, per se stessa si farà capire e si farà via. Non sarà soggetta a dubbi o a sospetti di errore, e se qualche parola non si capirà, sarà la troppa luce, che eclissando l'intelletto umano, non potranno compren-dere tutta la pienezza della Verità, ma non troveranno una parola che non sia verità; al più, non potranno del tutto comprenderla.

Perciò, in vista del bene che vedo, ti spingo a nulla tralasciare di scrivere. Un detto, un effetto, una similitudine sulla mia Volontà può essere come una rugiada benefica sulle anime, come è benefica la ru-giada sulle piante dopo una giornata di sole ardente, o come una pioggia dirotta dopo lunghi mesi di sicci-tà. Tu non puoi capire tutto il bene, la luce, la forza che c'è dentro di una parola; ma il tuo Gesù lo sa, e sa a chi deve servire ed il bene che deve fare."

Ora, mentre ciò diceva, mi ha fatto vedere nel mezzo della Chiesa un tavolo e tutti gli scritti sulla Di-vina Volontà messi sopra. Molte persone venerande cir-condavano quel tavolo e ne uscivano trasformate in luce e divinizzate, e come camminavano comunicava-no quella luce a chi incontravano. E Gesù ha soggiunto:

"Tu lo vedrai dal Cielo il gran bene, quando la Chiesa riceverà questo alimento celeste, che fortifican-dola, La farà risorgere nel suo pieno trionfo."

 

22 Settembre 1924

Continuo: mentre scrivevo ciò che sta detto so-pra, vedevo il mio dolce Gesù che poggiava la sua boc-ca alla parte del mio cuore e mi imboccava le parole che stavo scrivendo; e nel medesimo tempo sentivo un orribile fracasso lontano, come di persone che si battevano fra di loro, e ruggivano con tanto strepito da incutere spavento. Ed io, volgendomi al mio Gesù, Gli ho detto: "Mio Gesù, Amor mio, chi è che fa tanto fracasso? Mi sembrano demoni arrabbiati; che cosa vogliono, che tanti si dibattono?"

E Gesù: "Figlia mia, sono proprio loro; vorreb-bero che tu non scrivessi sulla mia Volontà, e quando ti vedono scrivere verità più importanti sul vivere nel mio Volere, soffrono un doppio inferno e tormentano di più tutti i dannati; temono tanto che potessero uscire questi scritti sulla mia Volontà, perché vedono perdu-to il loro regno sulla terra, acquistato da loro quando l'uomo, sottraendosi dalla Volontà Divina, diede libe-ro il passo alla sua volontà umana. Ah, si, fu proprio allora che il nemico acquistò il suo regno sulla terra; e se il mio Volere regnerà sulla terra, il nemico lui stesso si rintanerà nei più cupi abissi. Ecco perché si dibatto-no con tanto furore: sentono la potenza della mia Vo-lontà in questi scritti e, al solo dubbio che potessero uscire fuori, montano in furore e cercano con tutto il loro potere d'impedire un tanto bene. Tu, però, non dar loro retta, e da questo impara ad apprezzare i miei insegnamenti."...

 

7 Novembre 1937

La mia povera mente me la sentivo come af-follata dalle tante verità che il mio dolce Gesù mi ha fatto scrivere sulla Divina Volontà; e pensavo tra me: Chissà quando usciranno alla luce queste verità scrit-te sul Fiat Divino, e quale sarà il bene che esse faran-no? Ed il mio amato Gesù, sorprendendomi con la sua visitina, tutto bontà e tenerezza, mi ha detto:

"Figlia mia, anch'Io sento il bisogno d'amore di farti sentire l'ordine che terranno queste verità ed il bene che faranno.

Queste verità sulla mia Volontà Divina forme-ranno il giorno del mio Fiat in mezzo alle creature; a seconda che conosceranno, così si andrà forman-do il giorno. Sicché, come incominceranno a cono-scere le prime verità che ti ho manifestate, purché abbiano buona volontà e disposizione di farne vita propria, così si formerà una splendidissima aurora; però, queste verità avranno anche virtù di disporle e di dare la luce a tanti ciechi che non La conosco-no ed amano.

Onde, sorta l'aurora, si sentiranno investiti da una pace celeste, più raffermati al bene, e quindi loro stessi sospireranno di conoscere altre verità, le quali formeranno il principio del giorno del mio Volere Divino. Questo principio del giorno aumen-terà la Luce, l'Amore; tutte le cose si convertiranno in bene per loro; le passioni perderanno la forza di farli cadere nel peccato... Si può dire che è il primo ordine del bene divino ciò che sentiranno; quest'or-dine faciliterà le loro azioni; esse sentiranno una forza con cui tutto possono fare, perché è proprio questa la sua virtù primitiva che getta nell'anima: il trasmutare la natura in bene.

Quindi, sentendo il gran bene del principio del giorno del mio Volere, sospireranno che il gior-no s'inoltri; verranno a conoscere altre verità, le quali formeranno il pieno giorno.

In questo pieno giorno sentiranno al vivo la Vita della mia Volontà in esse, la sua gioia e felicità, la sua virtù operante e creatrice in loro; si sentiran-no in possesso della mia stessa Vita, e saranno i por-tatori della mia Volontà Divina. Il pieno giorno darà loro tali ansie di conoscere le altre verità, e cono-sciute, esse formeranno il pieno meriggio.

In questo la creatura non si sentirà più sola; tra essa ed il mio Volere non ci sarà più separazione. Ciò che farà Esso farà lei; sarà operante insieme. Tutto, di diritto, sarà suo: il Cielo e la terra, ed an-che lo stesso Dio.

Vedi, dunque, a che scopo nobile, divino e pre-zioso, serviranno queste verità, che ti ho fatto scrivere sulla mia Divina Volontà, per formare il suo gior-no? A chi formeranno l'aurora, a chi il principio del giorno, a chi il pieno giorno, ed in ultimo il pieno meriggio... Queste verità, a secondo che si conosco-no, formeranno le diverse categorie delle anime che vivranno nel mio Volere. Una conoscenza in più o in meno, le farà salire o restare nelle diverse catego-rie. La conoscenza sarà la mano per farle salire nel-le categorie superiori; sarà la stessa vita della pie-nezza della mia Volontà in loro.

Perciò, posso dire che con queste verità ho formato il giorno a chi vuol vivere nel mio Voler Divino. Giorno di Cielo, più della stessa Creazione, non di sole e stelle, perché ogni verità tiene virtù di creare la nostra Vita nella creatura, ed oh, come sor-passa tutta la Creazione!

Perciò il nostro Amore ha superato tutto nel manifestare tante verità sulla mia Divina Volontà; la nostra gloria sarà piena da parte delle creature, per-ché avranno la nostra Vita in loro potere per glorifi-carci ed amarci.

Riguardo ad l'uscire queste verità, come ho tenuto potenza ed amore per assistere a chi doveva manifestarle, così terrò potenza ed amore per inve-stire le creature e trasmutarle nella stessa verità, per cui sentendosi la vita, sentiranno tale bisogno di mettere alla luce ciò che sentono in loro. Quindi, non ti dar pensiero; Io, che tutto posso, farò e ci penserò a tutto."...

 

20 Giugno 1938

...Dopo ciò mi sentivo impensierita per questi benedetti scritti, e l'insistenza del mio amato Gesù nel volere che continui a scrivere; e poi, dopo tanti sacri-fici, dove andranno a finire?

Ed il mio caro Gesù, interrompendo il mio pen-siero mi ha detto: "Figlia mia, non ti dar pensiero. Sarò Io vigile custode, perché troppo Mi costano. Mi costa la mia Volontà, che entra in questi scritti come vita primaria. Potrei chiamarli «Testamento d'amore che fa la mia Volontà alle creature»: si fa donatrice di Se stessa e le chiama a vivere nella sua Eredità, ma con modi sì supplicanti, attraenti, amorosi, che solo i cuori di pietra non si muoveranno a compassione e non sen-tiranno il bisogno di ricevere un sì gran bene.

Perciò questi scritti sono pieni di Vite Divine, le quali non si possono distruggere, e se qualcuno ci vo-lesse provare gli succederebbe come a colui che voles-se provare a distruggere il cielo, il quale, offeso, gli piomberebbe sopra da tutte le parti e lo annientereb-be sotto la sua volta azzurra; sicché il cielo rimarrebbe al suo posto, e tutto il male cadrebbe sopra colui che volesse distruggere il cielo... Oppure come chi volesse distruggere il Sole; il Sole si riderebbe di costui e lo brucerebbe. O come un altro che volesse distruggere le acque del mare; il mare lo affogherebbe...

Troppo ci vuole a toccare ciò che ti ho fatto scri-vere sulla mia Volontà, perché posso chiamarlo Nuova Creazione vivente e parlante... Sarà l'ultimo sfoggio del mio Amore verso le umane generazioni.

Anzi, tu devi sapere che ogni parola che ti fac-cio scrivere sul mio Fiat raddoppio il mio Amore verso di te e verso quelli che le leggeranno, per farli restare imbalsamati dal mio Amore. Perciò, come scrivi, Mi dai il campo ad amarti di più; vedo il gran bene che questi scritti faranno; sento in ogni mia parola le vite palpitanti delle creature, che conosceranno il bene della mia parola e formeranno la Vita della mia Volon-tà in loro... Perciò l'interesse sarà tutto mio, e tu ab-bandona tutto in Me.

Tu devi sapere che questi scritti sono usciti dal centro del gran Sole della mia Volontà, i cui raggi sono pieni delle verità uscite da questo centro, i quali ab-bracciano tutti i tempi, tutti i secoli e tutte le genera-zioni. Questa gran raggiera di luce riempie Cielo e terra, ed a via di luce bussa a tutti i cuori, e prega e supplica che ricevano la Vita palpitante del mio Fiat, che la nostra Paterna Bontà si è benignata e si è de-gnata di dettare da dentro il suo centro coi modi più insinuanti, attraenti, affabili, pieni di dolcezza, e con Amore sì grande che dà dell'incredibile, da far stupire gli stessi Angeli.

Ogni parola può chiamarsi un portento d'amo-re, uno più grande dell'altro. Perciò, voler toccare que-sti scritti è voler toccare me stesso, il centro del mio Amore, le mie finezze amorose con cui amo le creatu-re; ed io saprò difendere me stesso e confondere chi volesse menomamente disapprovare anche una sola parola di ciò che è scritto sulla mia Divina Volontà.

Perciò seguimi ad ascoltare, figlia mia; né voler inceppare il mio Amore, né volermi legare le braccia col respingere nel mio seno ciò che voglio che seguiti a scrivere. Troppo Mi costano questi scritti: Mi costa-no quanto Mi costa Me stesso. Quindi avrò tale cura che neppure una parola farò andare perduta."

 

11 Luglio 1923

Stavo pregando e tutta abbandonandomi nelle braccia del mio dolcissimo Gesù, ma un pensiero mi diceva: "Solo per te questo martirio di dar fastidio agli altri, di essere di peso ai tuoi Ministri, non potendo fare a meno di farli impicciare dei fatti tuoi e che si svolgono tra te e Gesù; invece gli altri sono liberi; loro entrano nello stato di sofferenze e per se stessi si liberano ... Eppure, quante volte L'ho pregato che mi liberasse, ma invano."

Ora, mentre ciò pensavo ed altro, il benedetto Gesù è venuto, tutto bontà ed amore, e mettendosi a me vicino, mi ha detto:

"Figlia mia, quanto più grande è l'opera che vo-glio fare, tanto più è necessario che sia unica e singo-lare quella creatura che scelgo. L'Opera della Reden-zione era la più grande, e vi scelsi una sola creatura, dotandola di tutti i doni non mai concessi a nessuno, per fare che questa creatura contenesse tanta Grazia da potermi fare da Madre, e per poter deporre in Lei tutti i beni della Redenzione; e per custodire i miei stessi doni, dacché Lei fu concepita e finché Mi conce-pì, La tenni adombrata nella Luce della SS. Trinità, la Quale si faceva custode e teneva l'ufficio di dirigerla in tutto. Quando poi restai concepito nel suo seno verginale, essendo Io il vero Capo ed il primo di tutti i Sacerdoti, presi Io l'impegno di custodirla e di diriger-la in tutto, perfino il moto del suo palpito, e quando Io morii L'affidai ad un altro Sacerdote, qual fu S. Gio-vanni. Un'Anima sì privilegiata che conteneva tutte le grazie, unica nella Mente Divina, unica nella storia, non volli lasciarla fino all'ultimo suo anelito senza l'as-sistenza d'un mio rappresentante. Forse ho fatto que-sto ad altre anime? No, perché non contenendo tanto bene, doni e grazie, non è necessaria tanta custodia ed assistenza.

Ora, figlia mia, anche tu sei unica nella mia Men-te, e sarai anche unica nella storia; e non ci sarà, né prima di te, né dopo, un'altra creatura a cui farò ave-re, come costretto da necessità, l'assistenza dei miei Ministri. Avendoti scelta per deporre in te la Santità, i beni, gli effetti e l'Atto della mia Suprema Volontà, era conveniente, giusto, decoroso, per la stessa Santità che contiene il mio Volere, che un mio Ministro ti assi-stesse e fosse il primo depositario dei beni che la mia Volontà contiene, e dal suo grembo farli passare in tutto il corpo della Chiesa. Quale attenzione non si richie-de da te e da loro; tu, nel ricevere da Me, come una seconda Madre mia, il gran dono del mio Volere, e conoscerne tutti i pregi, e loro nel riceverli da te, per fare che si compia nella mia Chiesa il `Tiat Voluntas Tua'; come in Cielo così in terra? Ah, tu non sai quan-to ho dovuto darti, per renderti capace e poter depor-re in te il mio Volere. Ti ho tolto qualunque germe di corruzione, ho purificato la tua anima, la tua natura stessa, in modo che né tu senti nulla per loro, né loro per te, perché mancando il germe è come se mancas-se il fuoco alla legna. E se non ti esentai dalla colpa originale, come feci alla mia cara Madre, col toglierti il germe della corruzione, operai un altro prodigio di Grazia, non mai concesso a nessun altro, perché era decoroso per la mia Volontà, tre volte Santa, scendere in un'anima e prenderne il possesso, senza che fosse, anche menomamente, ombrata dal minimo alito cor-rotto. La mia Volontà non si sarebbe adattata a pren-dere possesso di te e comunicarti il suo Atto, se avesse visto alcun germe di corruzione, come non Mi sarei addattato Io, Verbo del Padre, ad essere concepito nel seno della Celeste Mamma, se non L'avessi esentata dalla colpa d'origine. E poi, quante grazie non ti ho fatto Tu credi che sia nulla e perciò non ti dai nessun pensiero, ed invece di ringraziarmi, ti occupi a pensa-re a ciò che ho disposto di te e di quelli che ho messo intorno a te, mentre Io voglio che segui solo il mio Volere.

Tu devi sapere che questo compimento della mia Volontà è tanto grande, che entra nelle opere più grandi che la Divinità ha operato; e voglio che sia conosciuto, affinché dal conoscerne la grandezza ed i beni immensi che contiene, le anime lo stimino e lo desiderino.

Tre volte la Divinità decise di operare "ad ex-tra": la prima fu nella Creazione, e questa fu senza intervento della creatura, perché nessuna era uscita alla luce del giorno; la seconda fu nella Redenzione, ed insieme con Essa intervenne una Donna, la più san-ta, la più bella, quale fu la mia celeste Mamma; fu Lei il canale e lo strumento di cui Me ne servii per com-piere l'Opera della Redenzione; e la terza è il compi-mento della mia Volontà; che si faccia come in Cielo così in terra, cioè che la creatura viva ed operi con la Santità e Potenza della nostra Volontà, Opera insepa-rabile dalla Creazione e Redenzione, come è insepara-bile la Trinità Sacrosanta. Né possiamo dire che l'Ope-ra della Creazione sia da Noi finita, se la nostra Volon-tà, come fu da Noi decretato, non agisce nella creatu-ra e vive con quella libertà, santità e potenza con cui opera e vive in Noi; anzi questo è il punto più bello, più fulgido, culminante, ed il suggello del compimen-to dell'Opera della Creazione e della Redenzione. Questi sono i decreti divini, e devono avere il pieno compimento. E per compiere questo decreto, voglia-mo servirci di un'altra donna, quale sei tu. Fu la don-na l'incitamento, la causa perché l'uomo precipitò nelle sue sventure, e Noi vogliamo servirci della don-na per mettere le cose in ordine, e fare uscire l'uomo dalle sue sventure e restituirgli il decoro, l'onore, la vera somiglianza nostra, come fu da Noi creato.

Perciò, sii attenta, né prendere le cose alla leg-gera. Qui non si tratta di una cosa qualsiasi, ma si trat-ta di decreti divini e di darci il campo per farci com-piere l'Opera della Creazione e Redenzione. E per-ciò, come affidammo la mia Mamma a S. Giovanni, per far deporre in lui, e da lui alla Chiesa, i tesori, le grazie e tutti i miei insegnamenti che nel corso della mia Vita, stando affidata a Me e facendole da Sacerdo-te, lo deposi in Lei come in un santuario, tutte le leg-gi, i precetti, le dottrine che la Chiesa doveva possede-re, e Lei, fida qual'era e gelosa anche d'una mia paro-la, perché non si sperdessero, li depose nel mio fido discepolo Giovanni. Sicché la mia Mamma tiene il pri-mato su tutta la Chiesa, così ho fatto di te: dovendo servire il `Fiat Voluntas Tua" a tutta la Chiesa, ti ho affidata a un mio Ministro, affinché tu deponga in lui tut-to ciò che ti manifesto sulla mia Volontà, i beni che ci sono, come la creatura deve entrare in Essa, e come la Paterna Bontà vuole aprire un'altra Era di Grazia, mettendo in comune con la creatura i suoi beni che possiede nel cielo, e restituendole la felicità perduta. Perciò, sii attenta, e siimi fedele."

 

14 Agosto 1926

Il mio povero cuore nuota nel mare delle ama-rezze per le privazioni del mio dolce Gesù. E se Lui viene, è come lampo che fugge, e in quel chiarore del lampo vedo il povero mondo, i suoi gravi mali, i vinco-li delle nazioni che si vincolano tra loro per muovere guerre e rivoluzioni, e con ciò attirano i castighi del Cielo, tanto gravi da distruggere città intere e popoli... Oh Dio, com'è grande la cecità umana! Ma come fini-sce il lampo della Sua amabile presenza, rimango più all'oscuro di prima, col pensiero dei miei poveri fra-telli, sparsi nel duro esilio della vita.

Ma ciò non bastava a riempire il povero mio cuo-re di intense amarezze; un'altra si è aggiunta, per sof-focare la mia povera esistenza con quelle onde frago-rose che travolgono la povera anima mia, cioè la noti-zia della prossima stampa degli scritti sulla SS. Volontà di Dio, a cui il nostro Monsignore Arcivescovo aveva dato la sua approvazione, mettendo lui l'Imprimatur... E questo era nulla; il colpo più fatale per la povera anima mia è stato la notizia che non solo si doveva mettere ciò che riguardava la Divina Volontà, perché di questo - dopo tante insistenze di Nostro Signore e dei Superiori - mi ero convinta che ciò lo richiedeva la Gloria di Dio, ed io, misera e piccola qual sono, non conviene che mi opponga a ciò che il benedetto Gesù vuole, ma che si doveva mettere fuori, in stampa, l'or-dine che Gesù ha tenuto con me e tutto ciò che mi ha detto, anche sulle altri virtù e circostanze. Ciò mi è riuscito troppo doloroso; ho detto e ridetto le mie ragioni, perché ciò non si facesse... Onde, mentre mi trovavo così oppressa, il mio dolce Gesù, muovendosi nel mio interno, come se sentisse il peso della mia oppressione, mi ha stretto fra le sue braccia e scuoten-domi mi ha detto:

"Figlia mia, che c'è, che c'è? Sollevati, non vo-glio che stia così oppressa! Invece di ringraziarmi, ti opprimi.

Tu devi sapere che per fare che la mia Suprema Volontà sia conosciuta ho dovuto preparare le cose, disporre i mezzi, travolgere l'arcivescovo con quegli atti di assoluto dominio della mia Volontà, ai quali l'uo-mo non Mi può resistere, ho dovuto fare uno dei miei grandi prodigi. Credi tu che sia cosa facile ottenere l'approvazione di un Vescovo? Com'è difficile, quanti cavilli, quante difficoltà! E se approvano, è con molta restrizione, quasi da togliere le sfumature più belle, i colori che più risaltano, a tutto ciò che la mia bontà con tanto amore ha rivelato.

Non vedi tu, dunque, nell'approvazione dell'Ar-civescovo il trionfo della mia Volontà e quindi la mia grande gloria? E la grande necessità che le conoscen-ze del Supremo Volere siano conosciute e come rugia-da benefica smorzino gli ardori delle passioni; come sole che sorge, mettano in fuga le tenebre della volontà umana e tolgano il torpore che quasi tutte le creatu-re tengono, anche nel fare il bene, perché manca loro la vita del mio Volere. Le mie manifestazioni su di Esso saranno come balsamo che rimarginerà le piaghe che ha prodotto l'umana volontà. Chi avrà il bene di co-noscerle si sentirà scorrere una nuova vita di luce, di grazia, di fortezza, per compiere in tutto la mia Volon-tà, e non solo, ma comprendendo il gran male del pro-prio volere, lo aborriranno e si scuoteranno dal duris-simo giogo della volontà umana, per mettersi sotto il soave dominio della Mia.

Ah, tu non sai né vedi ciò che so e vedo Io; per-ciò lasciami fare e non ti opprimere. Anzi, avresti do-vuto premurare e spingere tu stessa colui che Io con tanto amore ho disposto che ne prendesse l'impegno, anzi, dirgli che si affrettasse e che non si perda tempo. Figlia mia, il Regno della mia Volontà è incrollabile, e in queste conoscenze su di Essa ci ho messo tanta luce, grazia e attrazione da renderlo vitto-rioso, in modo che, come saranno conosciute, faran-no dolce battaglia alla umane volontà e queste reste-ranno vinte. Queste conoscenze saranno muro altissi-mo e fortissimo, più che l'Eden terrestre, che impedi-ranno al nemico infernale di entrarci dentro per mo-lestare coloro che, vinti da Essa, passeranno a vivere nel Regno della mia Volontà. Perciò, non ti turbare e lasciami fare, ed Io disporrò tutto, perché il Fiat Su-premo sia conosciuto."

 

13 Settembre 1926

Dopo aver fatto il mio solito giro nel Supremo Volere, pregavo il buon Gesù, a nome della sua Crea-zione e Redenzione, a nome di tutti, dal primo all'ulti-mo uomo, a nome della Sovrana Regina e di tutto ciò che Ella fece e soffrì, che il Fiat Supremo sia conosciu-to, affinché si stabilisca il suo Regno col suo pieno trionfo e dominio. Ma mentre ciò facevo, pensavo tra me: "Se Gesù stesso vuole ed ama tanto che il suo Re-gno sia stabilito in mezzo alle creature, perché vuole che si preghi con tanta insistenza? Se vuole, lo può dare senza tanti atti continui".

Ed il mio dolce Gesù, muovendosi nel mio in-terno, mi ha detto: "Figlia mia, il mio Essere Supremo possiede il perfetto equilibrio e ciò anche nel dare alle creature le mie grazie, i miei doni e molto più, poi, questo Regno del Fiat Supremo, che è il dono più gran-de che Io già avevo dato nel principio della Creazione e che l'uomo con tanta ingratitudine mi respinse. Ti pare poco, mettere a sua disposizione una Volontà Di-vina, con tutti i beni che Essa contiene? E non per un'ora, per un giorno, ma per tutta la vita? Il Creato-re, che depone nella creatura la Sua Volontà adorabile per poter mettere in comune la Sua somiglianza, la Sua bellezza, i Suo mari infiniti di ricchezze, di gioie, di felicità senza fine! E solo col possedere la Nostra Volontà la creatura poteva acquistare i diritti di comu-nanza, di somiglianza e di tutti i beni del suo Creatore. Senza di Essa non ci può essere comunanza con Noi; e se qualche cosa prende, sono appena le nostre pic-cole sfioriture e le briciole dei Nostri interminabili beni. Ora, un dono così grande, una felicità così im-mensa, un diritto di somiglianza divina con l'acquisto della nobiltà della nostra figliolanza respintaci, credi tu che sia una cosa facile che la Sovranità Divina, sen-za essere pregata, senza che nessuno si desse pensiero di ricevere questo Regno del Fiat Supremo, lo donasse alle creature? Sarebbe ripetere la storia che successe nell'Eden terrestre e forse anche peggio. E poi, la No-stra Giustizia si opporrebbe giustamente.

Perciò, tutto quello che ti faccio fare, le conti-nue girate nel Volere Supremo, le tue preghiere inces-santi, che venga a regnare la mia Volontà, la tua vita sacrificata di così lunghi anni, per cui non sai né cielo né terra, diretta al solo fine che venga il Regno mio, sono tanti appoggi che metto innanzi alla mia giusti-zia, perché ceda i suoi diritti ed equilibrandosi con tutti i Nostri attributi trovi giusto che il Regno del Fiat Su-premo sia restituito alle umane generazioni.

Ciò successe nella Redenzione. Se la Nostra giu-stizia non avesse trovato le preghiere, i sospiri, le lacri-me, le penitenze dei Patriarchi, dei Profeti e di tutti i buoni dell'Antico Testamento, e poi una Vergine Re-gina, che possedeva integra la Nostra Volontà, che prese a petto tutto con tante preghiere insistenti, prenden-do Lei tutto il compito della soddisfazione per tutto il genere umano, mai la Nostra giustizia avrebbe ceduto alla discesa del sospirato Redentore in mezzo alle creature. Essa sarebbe stata inesorabile e avrebbe detto un "no" reciso alla Mia venuta sulla terra. Quando si tratta di mantenere l'equilibrio del Nostro Essere Su-premo, non c'è da far nulla.

Ora, chi mai ha pregato finora con interesse, con insistenza, mettendo il sacrificio della propria vita, affinché il Regno del Fiat Supremo venga sulla terra e trionfi e domini? Nessuno. E vero che la Chiesa recita il Pater Noster dacché io venni sulla terra, nel quale si domanda che venga il Regno mio, affinché la mia Vo-lontà si faccia come in Cielo così in terra; ma chi è che pensa alla domanda che fa? Si può dire che nella mia Volontà restò tutta l'importanza di tale domanda e le creature la recitano per recitarla, senza intendere e senza interesse di ottenere quello che domandano.

Perciò, figlia mia, tutto è nascosto nel segreto mentre si vive sulla terra; perciò tutto sembra mistero e, se si conosce qualche cosa, è in misura così scarsa che l'uomo ha sempre da dire su tutto ciò che Io ope-ro nelle opere mie, attraverso i veli delle creature, e giunge a dire: E perché questo bene, queste cono-scenze non sono state date prima, mentre ci sono stati tanti grandi Santi?

Ma nell'eternità non ci saranno segreti, Io sve-lerò tutto e farò vedere tutte le cose e le opere mie con Giustizia, e che Essa mai poteva dare, se nella creatura non ci fossero gli atti sufficienti per poter dare ciò che la maestà Suprema vuol dare. E vero che tutto ciò che fa la creatura è grazia mia, ma la stessa grazia mia vuole trovare l'appoggio delle disposizioni e della buona volontà della creatura. Quindi, per ripristinare il Re-gno della mia Volontà sulla terra, ci vogliono gli atti sufficienti della creatura, affinché il mio Regno non resti in aria, ma scenda, per formarsi sugli stessi atti della creatura, formati da essa per ottenere un bene sì grande.

Ecco perché tanto ti spingo a girare in tutte le opere Nostre, Creazione e Redenzione, per farti met-tere la parte dei tuoi atti, il tuo Ti Amo, la tua adorazio-ne, la tua riconoscenza, il tuo Grazie su tutte le opere Nostre. Molte volte l'ho fatto Io insieme con te e poi, per compimento, dopo la tua girata nella Nostra Vo-lontà, tuo ritornello a Noi tanto gradito: "Maestà Su-prema, la tua piccola figlia viene innanzi a Te, sulle tue ginocchia paterne, per chiederti che il tuo Fiat, il tuo Regno, sia da tutti conosciuto; Ti chiedo il trionfo del tuo Volere, affinché domini e regni su tutti. Non sono io sola che Te lo chiedo, ma insieme con me sono le opere tue, il tuo stesso Volere; perciò, a nome di tutti ti chiedo, Ti supplico il tuo Fiat".

Se sapessi che breccia fa nel nostro Essere Su-premo questo tuo ritornello! Ci sentiamo pregare da tutte le nostre opere, supplicare dal Nostro stesso Vo-lere; Cielo e terra piegano le ginocchia, per chiederci il Regno del nostro Eterno Volere. Perciò, se lo vuoi, continua i tuoi atti, affinché formandone il numero stabilito tu possa ottenere ciò che con tanta insisten-za sospiri.

 

18 Settembre 1938

Sono nel mare del Voler Divino tra immense amarezze, umiliazioni delle più umilianti, e come una povera condannata. Se non fosse perché il mio Gesù si facesse mio sostegno, forza ed aiuto, io non so come potrei vivere... Ed il mio dolce Gesù, prendendo parte alle mie pene, soffriva insieme con me, e nella foga del suo dolore ed amore mi ha detto:

"Figlia mia cara, se tu sapessi quanto soffro, se Io te lo facessi vedere, tu ne morresti di pena. Sono costretto a nascondere tutto, tutto lo strazio e crudez-za della pena che sento per non affliggerti di più. Sap-pi che non è a te che hanno condannata, ma me insie-me con te. Sento di nuovo la mia condanna; quando si condanna il bene è condannare Me stesso. Tu però unisci, nel mio Volere, la tua e mia condanna a quella che subii quando fui crocifisso, e ti darò il merito della mia condanna e tutti i beni che essa produsse; Mi fece morire, ma chiamò a vita la mia risurrezione, nella qua-le tutti dovevano trovare la vita e la risurrezione di tut-ti i beni.

Con la loro condanna credono di far morire ciò che ho detto sulla mia Divina Volontà, invece permet-terò tali flagelli, incidenti tristi, che farò risorgere le mie verità più belle e più maestose in mezzo ai popoli. Perciò, da parte mia e tua non spostiamo nulla, seguiamo a fare ciò che abbiamo fatto, ancorché tutti si mettessero contro. Questo è il mio modo divino, che per quanti mali facciano le creature, non sposto mai le mie opere, le conservo sempre con la mia Po-tenza e virtù creatrice, per amor di chi Mi offende, e le amo sempre, senza mai cessare. Col non spostarci mai, le nostre opere vengono compiute, restano sempre belle, fanno bene a tutti. Se Ci spostassimo, tutte le cose andrebbero in rovina; nessun bene verrebbe a fine.

Quindi, anche in questo ti voglio insieme con Me, sempre ferma, senza mai spostarti da dentro la mia Volontà, a fare ciò che hai fatto finora, attenta ad ascoltarmi, per essere la narratrice della mia Volontà. Figlia mia, ciò che non giova oggi gioverà do-mani; ciò che ora pare tenebre, perché trova menti cieche, domani, per altri che hanno gli occhi, si cam-bieranno in Sole, e quanto bene faranno! Onde con-tinuiamo ciò che abbiamo fatto; facciamo da parte nostra ciò che ci vuole, affinché nulla manchi di aiuto, di luce, di bene, di verità sorprendenti, perché sia co-nosciuta la mia Volontà e regni. Io Me ne servirò di tutti i mezzi, di amore, di grazie, di castighi; toccherò tutti i lati delle creature per far regnare la mia Volon-tà; e quando parrà come se il vero bene morisse, risor-gerà più bello e maestoso"...

 

27 Settembre 1938

..."Perciò coraggio, non ti abbattere, figlia mia; fidati di Me, ed Io penserò a tutto, e a difendere i dirit-ti della mia Volontà per farla regnare.

Tutto ciò che ho detto sulla mia Volontà posso dire che è una nuova Creazione, più bella, più molte-plice, più maestosa della stessa Creazione che vedono tutti, anzi, oh, come le resta dietro! E come è impossi-bile all'uomo distruggerla, soffocare la luce del Sole, impedire l'impetuosità del vento, l'aria che tutti respi-rano, e di tutte le cose farne un mucchio, così non possono soffocare né molto meno distruggere niente di ciò che ho detto sulla mia Divina Volontà con tanto amore, perché ciò che ho detto è una nuova Creazio-ne parlante, ed ogni verità porta l'impronta ed il sug-gello della nostra Vita Divina.

Quindi, nelle verità che ti ho manifestato ci sono i Soli parlanti, i venti che parlano e travolgono nel mio Volere, fino a poter assediare la creatura con l'impero della sua potenza; ci sono in queste verità le svariate mie bellezze che rapiranno le creature, i mari d'amo-re di cui saranno continuamente inondate, che col loro dolce mormorio vinceranno i cuori ad amarmi...

In queste verità ho messo tutti i beni possibili ed immaginabili; amore che vince, che rapisce, che raddolcisce, che scuote... Non manca nulla, per domi-nare la creatura e per far scendere la mia Volontà con decoro e maestà, insieme con l'esercito delle mie veri-tà, a regnare in mezzo a loro.

E toccare questa mia nuova Creazione, alla cre-atura non le sarà dato; saprò Io ben guardarla e difen-derla. E poi, figlia mia, questa nuova Creazione mi costa il lavoro, non di sei giorni, ma di ben cinquant'an-ni e più; come mai potrò permettere che sia repressa, che non abbia la sua vita e non esca alla luce? Ciò sarebbe non aver potenza bastante. Ciò non può esse-re; Me la saprò guardare. Né potranno toccare e di-struggere una sola mia parola; Mi costa troppo, e quan-do le cose costano assai, si usano tutti i mezzi, tutte le arti, e s'impegna anche la propria vita per ottenere l'intento.

Perciò fammi compiere il lavoro di questa nuo-va Creazione, né darti pensiero di quello che dicono e fanno. Sono le solite volubilità umane, che ad un sof-fio di vento vedono nero, e ad un altro soffio si tolgo-no la benda e vedono bianco. Quindi saprò Io travol-gere tutti e, fare uscire mie verità come esercito ag-guerrito, a dominare le creature. Pazienza ci vuole, da parte mia e da parte tua, e senza spostarci andiamo avan ti. "

 

Volume 7

12 Febbraio 1906

Come le altre virtù ci fanno giungere ad una cer-ta altezza, ma l'altezza del muro della Divina Vo-lontà non ha confine.

Trovandomi nel solito mio stato mi sentivo tut-ta oppressa per la privazione del mio benedetto Gesù, onde appena è venuto, mi ha detto:

'Figlia mia, tutte le altre virtù delle creature fab-bricano un muro di determinata altezza: ma il muro dell'anima che vive nella Volontà di Dio è un muro tanto alto e profondo, che non si trova né la profondi-tà, né l'altezza; ed è tutto d'un puro e massiccio, non soggetto ad alcun malanno, perché essendo questo muro del Volere Divino, cioè in Dio, Iddio stesso lo custodisce e contro Dio non c'è potenza che valga. E l'anima, mentre vive in questo Volere Divino, viene ri-vestita d'una luce tutta simile a colui in cui vive tanto che, anche in cielo, risplenderà più di tutti gli altri, da essere agli stessi santi occasione di maggiore gloria.

Ah, figlia mia, pensaci un po' che ambiente di pace, di beni, contiene la sola parola: "Volontà di Dio". Già solo che l'anima pensi di voler vivere in questo ambiente, già si sente cambiata, sente un'aria divina che l'investe, si sente sperdere l'essere umano, si sente divinizzata; da impaziente, paziente; da superba, umi-le, docile, caritatevole, ubbidiente; insomma, da pove-ra ricca; già tutte le altre virtù sorgono a fare corona a questo muro alto che non ha confine; perché, come Iddio non ha confine, così l'anima resta sperduta in Dio, perde i confini propri ed acquista i confini della Volontà di Dio."

 

3 Luglio 1906

Come la Divina Volontà è paradiso per l'anima e per Dio.

Avendo fatto la santa Comunione, mi sentivo tutta unita e stretta al mio divinissimo Gesù e mentre mi stringeva, io mi riposavo in lui e lui si riposava in me; e poi mi ha detto:

"Diletta mia, l'anima che vive nella mia Volontà riposa, perché la Volontà Divina fa tutto per essa, ed io, mentre opero per essa, vi trovo il più bel riposo; sicché la Volontà di Dio è riposo dell'anima e riposo di Dio nell'anima. E l'anima, mentre riposa nella mia Vo-lontà, sta sempre attaccata alla mia bocca e vi succhia in se stessa la vita divina, formandone suo cibo conti-nuo. La Volontà di Dio è il paradiso dell'anima in ter-ra e l'anima che fa la Volontà di Dio viene a formare il paradiso a Dio sulla terra. La Volontà di Dio è la sola chiave che apre i tesori dei segreti divini, e l'anima vi acquista tale dimestichezza nella casa di Dio, da domi-nare come se fosse padrona."

Chi può dire quello che comprendevo di que-sta Volontà Divina? Oh Volontà di Dio, quanto sei ammirabile, amabile, desiderabile, bella; basta dire, che trovandomi in te, mi sento sperdere tutte le mie mise-rie, tutti i miei mali, e vi acquisto un essere nuovo con la pienezza di tutti i beni divini.

 

17 Luglio 1906

Gesù dà le chiavi dei suoi tesori a Chi fa la Divi-na Volontà; e chi vive in essa, non c'è grazia che esce da Dio che non vi prenda parte.

Questa mattina vedevo il Benedetto Gesù con una chiave in mano, e mi diceva:

"Figlia mia, questa chiave è la chiave della mia Volontà; chi vive nella mia Volontà conviene che abbia la chiave per aprire e chiudere a suo piacere e prende-re ciò che le aggrada dei miei tesori; perché vivendo del mio Volere avrà cura dei miei tesori più che se fos-sero suoi propri, per tutto cio ch'è mio è suo, non ne farà sciupo, anzi le darà ad altri o prenderà per sé ciò che può darmi più onore e gloria. Perciò, ecco, ti con-segno la chiave, ed abbi cura dei miei tesori."

Mentre ciò diceva, mi sentivo tutta immersa nella Divina Volontà, che non scorgevo altro che Volontà di Dio, e ho passato tutta la giornata in questo paradiso della sua Volontà. Che felicità! Che contento! E du-rante la notte, trovandomi fuori di me stessa, conti-nuavo a trovarmi in questo ambiente ed il Signore ha soggiunto:

"Vedi, diletta mia, chi vive nel mio Volere non c'è grazia che esce fuori della mia Volontà che essa non è prima fra tutte le creature del cielo e della terra ad averne parte. E questo è naturale, perché chi vive nella casa d'un padre, abbonda di tutto e se gli altri che stanno fuori ricevono qualche cosa, è il sopravanzo di quello di che vive dentro."

Ma chi può dire ciò che comprendevo di questa Divina Volontà? Sono cose che non si possono espri-mere. Sia tutto a gloria di Dio.

 

28 Novembre 1906

La stretta unione che dobbiamo avere con Gesù.

Continuando il mio povero stato, appena appe-na ho visto il benedetto Gesù e pareva che si trasfor-masse tutto in me, in modo che se io respiravo, sentivo il suo respiro nel mio; se io muovevo un braccio, senti-vo muovere il suo nel mio e così di tutto il resto. Men-tre ciò faceva, mi ha detto:

"Figlia diletta mia, vedi in che stretta unione sto io con te? Così voglio te, tutta stretta e unita a me; e questo, non ti credere che lo devi fare quando soffri o preghi solo, ma sempre, sempre. Se ti muovi, se respi-ri, se lavori, se mangi, se dormi, tutto, tutto come se lo facessi nella mia Umanità, come se uscisse da me il tuo operato, in modo che dovresti essere tu non altro che la scorza, e rotta la scorza della tua opera, si dovrebbe trovare il frutto dell'opera divina; e questo devi farlo a bene di tutta quanta l'umanità, in modo che la mia Umanità si deve trovare come vivente in mezzo alle genti. Perché facendo tu tutto, anche le azioni più in-differenti con questa intenzione, di ricevere da me la vita, la tua azione acquista il merito della mia Umani-tà. Perché essendo io Uomo e Dio, nel mio respiro contenevo i respiri di tutti, i movimenti, le azioni, i pensieri, tutto contenevo in me; quindi li santificavo, li divinizzavo, li riparavo. Onde, facendo tutto in atto di ricevere da me il tuo operato, anche tu verrai ad abbracciare ed a contenere tutte le creature in te ed il tuo operato si diffonderà a bene di tutti; sicché ancorché gli altri non mi daranno niente, io prenderò tutto da te." Ed (è) scomparso.

Pare che stia dicendo tanti spropositi. Sono cose intime e non so dirle bene; vorrei scriverle come le ho nella mente, ma non posso. Mi pare che una goccia di luce prendo e cento me ne sfuggono; avrei fatto me-glio tacendo, ma del resto sia tutto a gloria di Dio.

 

CATECHESI SULLA DIVINA VOLONTA'_6

15 Dicembre 1906

La Divina Volontà contiene tutti i gusti.

Continuando il mio solito stato, mi sentivo più che mai amareggiata per la sua privazione. In un mo-mento, mi sono sentita come assorbita nella Volontà di Dio e mi sentivo tutto il mio interno tutto acquieta-to, in modo da non sentire più me stessa, ma in tutto il Volere Divino, anche della sua stessa privazione. Io stes-sa dicevo fra me: `Che forza, che incanto, che calami-ta contiene questa Divina Volontà, da far scordare me stessa e fare scorrere in tutto il Volere Divino.

In questo mentre si è mosso nel mio interno e mi ha detto:

"Figlia mia, siccome la Volontà Divina, è il solo cibo sostanzioso che contiene tutti i sapori e gusti in-sieme adatti all'anima, l'anima trova il suo cibo prelibato e s'acquieta. Il desiderio trova il suo cibo e pensa a pascolarsi lentamente e si forma senza deside-rare altro; l'inclinazione non ha dove più tendere, per-ché ha trovato il cibo che la soddisfa; la volontà propria non ha più che volere, perché ha lasciato la vo-lontà propria che formava il suo tormento ed ha trova-to la Volontà Divina che forma la sua felicità; ha lascia-to la povertà ed ha trovato la ricchezza, non umana ma Divina. Insomma, tutto l'interno dell'anima trova il suo cibo, ossia il suo lavorio in cui resta occupata ed assorbita, da non potere andare più oltre, perché in questo cibo e lavorio, mentre trova tutti i contenti, tro-va tanto da fare e da imparare a gustare sempre nuove cose, che l'anima da una scienza minore impara scien-ze maggiori, e ha sempre da imparare; da cose piccole passa a cose grandi, da un gusto passa ad altri gusti, e sempre resta altro di nuovo a gustare in questo Am-biente della Volontà Divina."

 

20 Gennaio 1907

Fino a tanto che l'anima non si seppellisce tutto nella Divina Volontà, non può risorgere a vita di-vina.

Avendo letto due vite di sante, di cui una che aspirava tanto al patire e l'altra tanto ad essere picco-la, stavo pensando nel mio interno: `Chi delle due è migliore per poterle imitare?', e non sapendomi risol-vere, mi sentivo come impicciata, e per poter essere libera e pensare solo ad amarlo, ho detto in me stessa: "Io non voglio aspirare a niente che ad amarlo e adem-pire perfettamente il suo Santo Volere."

Il Signore, in questo mentre, nel mio interno mi ha detto:

"Ed io qui ti voglio, nel mio Volere; fino a tanto che il granello di frumento vivente sepolto sotto terra non muore del tutto, non può risorgere a vita novella e moltiplicarsi e dar vita ad altri granelli. Così l'anima, fino a tanto che non si seppellisce nella mia Volontà, fino a morire del tutto, col disfare tutto il suo volere nel mio, non può risorgere a vita Divina, col risorgere di tutte le virtù di Cristo, che contengono la vera santi-tà. Perciò, la mia Volontà sia il suggello che ti suggella l'interno e l'esterno; e quando la mia Volontà sarà ri-sorta tutta in te, vi troverai il vero amore, e questo è il più di altre santità a cui uno può aspirare."

 

Volume 8

23 Giugno 1907

L'abbandono alla Divina Volontà.

Trovandomi nel mio solito stato, il benedetto Gesù non veniva, ed io stavo pensando tra me qual fosse l'atto più bello e accetto a Nostro Signore, che potesse più facilmente indurlo a farlo venire: il dolore delle proprie colpe o la rassegnazione? In questo men-tre, quando appena è venuto mi ha detto:

"Figlia, l'atto più bello che più Mi piace è l'ab-bandono nella mia Volontà, ma tanto, da non ricor-darsi che esiste più il proprio essere, ma che sia tutto per sé il Divin Volere. Sebbene il dolore delle proprie colpe sia buono e lodevole, tuttavia non distrugge il proprio essere; ma l'abbandonarsi del tutto nella mia Volontà distrugge il proprio essere e fa riacquistare l'Es-sere Divino. Quindi l'anima, con l'abbandonarsi nella mia Volontà, Mi dà più onore, perché Mi dà tutto quello che Io posso esigere dalla creatura, venendo a riacqui-stare in Me ciò che da Me era uscito e l'anima viene a riacquistare ciò che solo dovrebbe riacquistare; cioè, riacquistando Iddio con tutti i beni che possiede lo stesso Dio. Solo che, fino a tanto che l'anima sta del tutto nella Volontà di Dio, riacquista Dio; e come esce dalla mia Volontà, così riacquista l'essere proprio con tutti i mali della corrotta natura."

 

1 Luglio 1907

Nella Divina Volontà non entra il peccato e non deve entrare il pensiero di sé. La verità perse-guitata sarà riconosciuta ed amata.

Stavo leggendo di una Santa che pensava sem-pre alle proprie colpe e che chiedeva a Dio dolore e perdono, e nel mio interno dicevo: "Signore, che differenza tra me e questa Santa! Io che non penso ai peccati, e questa che pensa sempre; si vede che l'ho sbagliata!"

In un istante me Lo sentii muovere nel mio interno e si fece come un lampo di Luce nella mia mente, e sentii dirmi:

"Sciocca, sciocca che sei; non vuoi capirlo? Quando mai la mia Volontà ha prodotto peccati, im-perfezioni? La mia Volontà è sempre Santa e chi vive nella mia Volontà resta già santificato e gode, si ciba e pensa a tutto ciò che la mia Volontà contiene; ed ancorché per il passato abbia commesso peccati, tro-vandosi nella Bellezza, nella Santità, nella Immensi-tà dei beni che contiene la mia Volontà, dimentica il brutto del suo passato e si ricorda solo del presen-te, a meno che non esca dal mio Volere; allora, ri-tornando al proprio essere, non è meraviglia che ricordi peccati e miserie... Tieni bene a mente che nella mia Volontà non entrano, né ci possono entra-re questi pensieri di peccati e di se stesso e, se l'ani-ma se li sente, significa che non è stabile e fissa den-tro di Me e vi fa delle uscite."

Trovandomi poi nel solito stato, quando ap-pena L'ho visto mi ha detto:

"Figlia mia, la Verità, per quanto è persegui-tata, non si può fare a meno di non conoscere che è Verità, e giunge il tempo che quella stessa Verità perseguitata viene ad essere riconosciuta ed amata. In questi tristi tempi tutto è falsità e doppiez-za, e per fare che la Verità possa signoreggiare, l'uo-mo merita di essere battuto e distrutto. E questi col-pi, parte se li daranno loro stessi e si distruggeran-no a vicenda; altri verranno da Me, specie per la Francia: ci sarà grande mortalità, da renderla quasi spopolata."

 

4 Luglio 1907

Non fermarsi al pensiero di sé.

Stavo pensando: "Come mi sono ridotta cattiva! Eppure il Signore non mi corregge, non mi rimprove-ra..." Mentre ciò pensavo L'ho sentito muovere nel mio interno e mi ha detto:

"Figlia mia, cammina, cammina. Se Io sono Bon-tà, Misericordia, dolcezza, sono anche giustizia, fortez-za, potenza, Se Io ti vedessi retrocedere o commettere difetti volontari, alle tante grazie che ti ho fatto, meri-teresti d'essere fulminata e ti fulminerei davvero; e se non lo faccio tu stessa capisci il perché. E se sempre non ti parlo, semina sempre nella tua mente quante verità ti ho insegnato, e poi entra nel tuo interno, uni-sciti a Me ed Io starò sempre insieme con te ad opera-re interiormente."

 

9 Luglio 1907

La Volontà Divina e l'umana. Nella Volontà Divi-na non può esserci né aridità né notti oscure né disgusti.

Avendo parlato con una persona sulla Volontà di Dio, mi era sfuggito che stando nella Volontà di Dio e sentendosi in aridità si troverebbe anche in pace. Or, trovandomi nel mio solito stato, il benedetto Gesù mi ha corretto dicendomi:

"Figlia mia, bada bene quando parli della mia Volontà, perché la mia Volontà è tanto felice, che for-ma la nostra stessa beatitudine. E la volontà umana è tanto infelice, che se potesse entrare nella Nostra, di-struggerebbe la nostra felicità e Ci farebbe guerra. Per-ciò nella mia Volontà non entrano né aridità, né tenta-zioni, né difetti, né inquietudini, né freddezze, perché la mia Volontà è Luce e contiene tutti i gusti possibili. La volontà umana non è altro che una porzione di te-nebre, tutta piena di disgusti. Quindi, se l'anima è già dentro il mio Volere, prima d'entrare a contatto del mio Volere la Luce ha sciolto la porzione delle tene-bre, per poterle mutare nella mia Luce, il Calore ha sciolto il gelo e le aridità, i gusti Divini hanno tolto i disgusti, la mia felicità le ha sciolto tutte le infelicità."

 

8 Aprile 1908

Chi vive di Volontà Divina vive in continua comu-nione con Gesù. Il segno certo per conoscere se uno stato è Volontà di Dio.

Stavo impensierita per non poter fare la Comu-nione tutti i giorni, ed il buon Gesù nel venire mi ha detto:

"Figlia mia, nessuna cosa voglio che ti dia fastidio. E' vero che è cosa grande fare la Comunione; ma quanto dura l'unione stretta con l'anima? Al più un quarto d'ora. Ma la cosa che ti stia più a cuore è la completa disfatta della tua volontà nella Mia, perché per chi vive nella Vo-lontà mia non è solo un quarto d'ora l'unione stretta, ma sempre sempre. Sicché la mia Volontà è continua comu-nione con l'anima, onde non una volta al giorno ma in tutte le ore e i momenti è sempre comunione per chi fa la mia Volontà."

Sono passati per me giorni amarissimi, per la pri-vazione del mio Sommo ed unico Bene, pensando e te-mendo che il mio stato fosse una finzione... Stare in let-to senza nessun movimento ed occupazione sino alla ve-nuta del confessore e senza quel solito sopimento, mi angustiava e martirizzava tanto da farmi cadere malata dal dolore e dalle continue lacrime. Più volte ho pregato il confessore che mi desse il permesso e l'obbedienza che, quando non fossi assopita e Gesù Cristo non si fosse com-piaciuto di parteciparmi un mistero della sua Passione come vittima, io mi potessi sedere a letto secondo il mio solito e mettermi al solito mio lavoro del tombolo; ma egli continuamente ed assolutamente me l'ha proibito. Anzi, mi ha soggiunto che questo stato mio, sebbene con la privazione del Sommo Bene, doveva considerarsi come stato di vittima, per la violenza ed il dolore nella detta posizione e nell'obbedienza.

Io ho ubbidito sempre, ma sempre il martirio del cuore mi diceva: "E non è questa una finzione? Dov'è il tuo assopimento? Alzati, alzati, non far finzio-ni! Lavora, lavora! Non vedi tu che questa finzione ti porterà alla dannazione? E tu non temi? Non pensi al giudizio tremendo di Dio? Non vedi che dopo tanti anni tu non hai fatto altro che scavarti un abisso da cui non uscirai in eterno?"...

Oh Dio! Chi può dire lo schianto del cuore e le sofferenze crudeli che mi tormentano l'anima e mi schiacciano e mi gettano in un mare di dolori? Ma la tiranna obbedienza non mi ha permesso neppure un atomo di mia volontà... Sia fatta la Divina Volontà, che così dispone!

Mentre ero in questi crudeli tormenti, questa not-te, trovandomi nel solito mio stato, mi trovavo circonda-ta da persone che dicevano: "Recita un "Pater", un "Ave" e un "Gloria" in onore di San Francesco di Paola, che porterà qualche ristoro alla tue sofferenze."

Ond'io l'ho recitato, ed appena detto è com-parso il Santo, portandomi una piccola pagnottina di pane, e me l'ha dato dicendomi:

"Mangialo."

Io l'ho mangiato e mi son sentita tutta rinforza-re e poi gli ho detto:

"Caro Santo, vorrei dirvi qualche cosa."

E Lui, con tutta affabilità: "Dì, che cosa vuoi dirmi?" Ed io: "Temo tanto che il mio stato non sia Vo-lontà di Dio... Senti, i primi anni di questa malattia, che mi succedeva ad intervalli, mi sentivo chiamare da Nostro Signore, che mi voleva vittima e, nel medesimo tempo, mi sentivo sorprendere da dolori e ferite inter-ne, da parere esternamente che mi prendesse un acci-dente; quindi temo che la mia fantasia mi producesse questi mali."

Ed il Santo: "Il segno certo per conoscere se uno stato è Volontà di Dio, è se l'anima è pronta a fare di-versamente, se conoscesse che la Volontà di Dio non fosse più quella."

Ed io, non rimanendo persuasa, ho soggiunto: "Caro Santo, non vi ho detto tutto. Senti, i primi furo-no ad intervalli; dacché poi Nostro Signore mi chia-mò all'immolazione continua è da 21 anni che sto sem-pre in letto; e chi può dire le vicissitudini? Pare alle volte che mi lasci, che mi tolga il patire, unico e fido amico del mio stato, ed io resto schiacciata senza Dio, senza il sostegno dello stesso patire; quindi i dubbi, i timori... Il mio stato non è Volontà di Dio!"

E Lui, tutto dolcezza: "Ti ripeto ciò che ti ho detto prima: se sei pronta a fare la Volontà di Dio se la conoscessi, il tuo stato è di sua Volontà."

Ond'io mi sento tanto nell'anima, che se cono-scessi la Volontà di Dio con tutta chiarezza, sarei pron-ta a costo della propria vita a seguire questo suo Santo Volere. Perciò son rimasta più tranquilla. Sia sempre ringraziato il Signore.

 

3 Maggio 1908

Chi vive nel Divin Volere se Lo sente in tutto il suo essere circolare come sangue, ed il suo cir-cola in tutto l'Essere Divino.

Continuando il mio solito stato, appena appe-na ho sentito vicino Nostro Signore e mi ha detto: "Figlia mia, nell'anima che fa la mia Volontà cir-cola il mio Volere in tutto il suo essere, come vi circola il sangue, sicché sta in continuo mio contatto, con la mia Potenza, Sapienza, Carità, Bellezza, sicché a tutto il mio prende parte. Onde non vivendo più del suo volere, il suo volere vive nel Mio; e come il Mio circola nel suo, così il suo circola in tutto il mio Essere e sento continuamente il suo contatto. E sentendomi conti-nuamente da lei toccare, non puoi tu comprendere quanto Mi senta d'amarla, di favorirla, di esaudirla in tutto ciò che domanda; e se glielo negassi, lo negherei a Me stesso... E poi, in fin dei conti, vivendo nel mio Volere, non domanda altro che ciò che voglio Io; que-sto vuole, e questo solo la rende felice, per sé e per altri, perché la sua vita è più in Cielo che in terra...: questo è il frutto che produce la mia Volontà, beatificarla anticipatamente."

 

30 Gennaio 1909

Il segno che l'anima sta bene è se apprezza il pa-tire. Che cosa è il "perché".

Trovandomi nel solito mio stato, mi son trovata fuori di me stessa. Mi pareva di vedere un'anima nel purgatorio, mia conoscente, ed io le dicevo: "Vedi un po' come sto innanzi a Dio. Ci temo tanto, specie dello stato in cui mi trovo."

E quella mi ha detto: "Ci vuol niente a sapere se stai bene o male. Se tu apprezzi il patire, stai bene; se no, stai male, perché chi apprezza il patire, apprezza Dio ed apprezzandolo, non può mai dispiacergli. Per-ciò le cose che si apprezzano si stimano, si tengono care e custodite, più che se stesso; e può essere mai possibile che uno voglia male a se stesso? Così è impos-sibile che possa dispiacere a Dio, apprezzandolo."

Onde dopo, appena venuto il benedetto Gesù mi ha detto:

"Figlia, le creature, in quasi tutti gli eventi che succedono, vanno ripetendo e dicendo sempre: "E per-ché? E perché? E perché...? Perché questa malattia? Perché questo stato d'animo? Perché questo flagel-lo ...?", e tanti altri "perché".

La spiegazione del "perché" non è scritta in ter-ra, ma in Cielo, e là lo leggeranno tutti. Sai tu che cosa è il "perché"? E l'egoismo che dà cibo continuo all'amor proprio. Sai tu dove fu creato il perché? Nel-l'inferno. Chi fu il primo a pronunziarlo? Un demo-nio... Gli effetti che produsse il primo "perché" furo-no la perdita dell'innocenza nello stesso Eden, la guer-ra delle passioni implacabili, la rovina di tante anime, i mali della vita... La storia del "perché" è lunga; basta dirti che non c'è male nel mondo che non abbia la impronta del perché. Il "perché" è la distruzione della Sapienza Divina nelle anime. E sai tu dove sarà seppel-lito il "perché"? Nell'inferno, per renderli irrequieti in eterno, senza dar loro mai pace... L'arte del "per-ché" è guerreggiare le anime senza dar loro mai tre-gua.

 

Volume 9

23 Marzo 1910

La Divina Volontà è superiore ai Sacramenti, è più del Battesimo e della Comunione, e vivere in Essa racchiude ogni bene del cielo e della terra.

Trovandomi nel solito mio stato, e lamentando-mi delle sue privazioni, appena alla sfuggita Gesù è venuto e mi ha detto:

"Figlia mia, ti raccomando, non uscire dalla mia Volontà, perché la mia Volontà contiene tale potenza da essere un nuovo Battesimo per l'anima, anzi più dello stesso Battesimo, perché nei Sacramenti c'è par-te della mia Grazia, nella mia Volontà c'è tutta la pienezza della Grazia; nel Battesimo si toglie la macchia del peccato originale, ma rimangono le passioni, le debolezze; nella mia Volontà, distruggendo l'anima il proprio volere, distrugge le passioni, le debolezze e tutto ciò che è umano, e vive delle virtù, della fortezza e di tutte le qualità Divine."

Io, nel sentire ciò, dicevo tra me: "Da qui a poco dirà che la sua Volontà è più della stessa Comunione Sacramentale", e Lui ha soggiunto:

"Certo, certo, perché la Comunione Sacramen-tale dura pochi minuti; la mia Volontà è Comunione perenne, anzi eternale, che si eterna nel Cielo. La Co-munione Sacramentale è soggetta a qualche intoppo, o per malattia, o per necessità, o da parte di chi la deve amministrare, mentre la Comunione della mia Volon-tà non è soggetta ad alcun impiccio: solo che l'anima la vuole, tutto è fatto, nessuno può impedirle un sì gran bene che forma la felicità della terra e del Cielo, né i demoni, né le creature, né la mia stessa Onnipotenza. L'anima è libera; nessuno ha diritto su di lei, a questo punto della mia Volontà. Perciò Io La insinuo, voglio tanto che La prendano le mie creature; è la cosa che più M'importa, che più Mi sta a cuore; tutte le altre cose non M'interessano ugualmente, anche più sante, e quando ottengo che l'anima vive della mia Volontà, me ne vado trionfante, perché in .ciò si racchiude il più gran bene che ci può essere in Cielo e in terra."

 

1 Novembre 1910

La suprema unione è nel consumare la volontà umana nella Divina; in questo sta la potenza più grande. Differenza tra chi è consumato nella Divina Volontà e chi è solo rassegnato.

Continuando il mio solito stato, quando appe-na è venuto il benedetto Gesù mi ha detto:

"Figlia mia, l'unità suprema è quando l'anima giunge a tale strettezza d'unione con la mia Volontà, da consumare qualunque ombra del suo volere, in modo da non più discernersi quale sia il mio Volere e quale il suo. Onde il mio Volere è la vita di quest'ani-ma, in modo che qualunque cosa lo disponga, tanto su di lei quanto sugli altri, in tutto è contenta; qualun-que cosa pare adatta per lei; la morte, la vita, la croce, la povertà, ecc., le guarda tutte come sue e che servo-no a mantenere la sua vita. Giunge a tanto che anche i castighi non più la spaventano, ma in tutto è contenta del Voler Divino, tanto che le pare che se Io li voglio, essa li vuole, e se essa li vuole il Signore li fa: Io faccio ciò che vuole lei, e lei fa ciò che voglio Io.

E questo l'ultimo alito della consumazione del-la tua volontà nella Mia, che tante volte ti ho chiesto, e che l'ubbidienza e la carità verso il prossimo non ti hanno permesso; tanto che molte volte Io ho ceduto a te, a non castigare, ma tu non hai ceduto a Me, tanto che son costretto a nascondermi da te per essere libe-ro quando la Giustizia Mi sforza e gli uomini giungo-no a provocarmi, a prendere il flagello in mano per castigare le genti. Se ti avessi con Me, con la mia Volontà, nell'atto di flagellare, forse avrei scarseggiato e diminuito il flagello; perché non c'è potenza maggio-re, né in Cielo, né in terra, di un'anima che in tutto e per tutto è consumata nella mia Volontà; questa giun-ge a debilitarmi e Mi disarma come le piace.

Questa è l'unione suprema; poi c'è l'unità bas-sa in cui l'anima è rassegnata, sì, ma non guarda le mie disposizioni come roba sua, come vita sua, né si felicita in essa mia Volontà, né sperde la sua nella Mia. Questa la guardo, sì, ma non giunge ad innamorarmi né giungo ad impazzire per lei, come faccio per quelle dell'unità suprema."

 

Volume 11

15 marzo 1912

La Divina Volontà è la santità della santità, e chi la fa come in cielo così in terra è un'anima regi-na che da vita a tutto il bene che si fa in terra e in cielo. Sono le vere ostie consacrate dalla Divi-na Volontà.

Continuando il mio solito stato, mi sentivo un desiderio grande di fare la Volontà SS. di S. Bene-detto; e Lui, nel venire, mi ha detto:

"Figlia mia, la mia Volontà è la Santità della San-tità. Sicché l'anima che fa la mia Volontà secondo la perfezione che Io t'insegno, cioè come in Cielo così in terra, per quanto piccola, ignorante, ignorata, si lascia dietro anche altri Santi, ad onta dei loro portenti, del-le conversioni più strepitose, dei miracoli; anzi, confrontando le anime che fanno la mia Volontà, qual è nel mio terzo `Fiat'; sono regine, e tutte le altre come se stessero a loro servizio.

L'anima che fa la mia Volontà pare che faccia niente, e fa tutto, perché stando nella mia Volontà que-ste anime agiscono alla Divina, nascostamente ed in modo sorprendente. Sicché sono luce che illumina, sono venti che purificano, son fuoco che brucia, sono miracoli che fanno fare i miracoli... Quelli che li fan-no sono i canali; in queste anime invece risiede la po-tenza.

Sicché sono il piede del missionario, la lingua dei predicatori, la forza dei deboli, la pazienza degli infermi, il regime dei superiori, l'ubbidienza dei sud-diti, la tolleranza dei calunniati, la fermezza nei peri-coli, l'eroismo degli eroi, il coraggio dei martiri, la san-tità dei santi, e così di tutto il resto, perché stando nel-la mia Volontà vi concorrono a tutto il bene che ci può essere, e in Cielo e in terra.

Ecco come posso dire bene che sono le mie vere Ostie, ma Ostie vive, non morte, perché gli accidenti che formano l'ostia non sono pieni di vita, né influi-scono nella mia Vita; ma l'anima che sta nella mia Di-vina Volontà è piena di vita, e facendo la mia Volontà influisce e concorre a tutto ciò che faccio Io. Ecco per-ché Mi sono più care queste Ostie consacrate dalla mia Volontà che le stesse Ostie sacramentali, e se ho ragio-ne di esistere nelle Ostie sacramentali è per formare le Ostie sacramentali della mia Volontà.

Figlia mia, è tanto il piacere che prendo della mia Volontà, che al solo sentirne parlare ne gongolo di gioia e chiamo tutto il Cielo a farne festa. Immagina tu stessa che sarà di quelle anime che La fanno: Io tro-vo tutti i contenti in loro, e do tutti i contenti a loro. La vita loro è la vita dei Beati.

Due sole cose stanno loro a cuore, desiderano, agognano: la Volontà mia è l'Amore. Poco altro han-no da fare, mentre fanno tutto. Le stesse virtù restano assorbite nella mia Volontà e nell'Amore, sicché non hanno più a che fare con loro, perché la mia Volontà contiene, possiede, assorbe tutto, ma in modo Divino, immenso ed interminabile. Questa è la vita dei Beati."

 

20 marzo 1912

Il tutto sta nel darsi a Gesù e fare in tutto il suo volere.

Trovandomi nel solito mio stato, il mio sempre amabile Gesù si faceva vedere tutto dolente e mi ha detto:

"Figlia mia, non lo vogliono capire che il tutto sta nel darsi del tutto a Me e fare in tutto il mio Volere. Quando Io ho ottenuto questo, Io stesso vado spin-gendo le anime, dicendo loro e ad ognuna: "Figlia mia, prendi questo gusto, questa comodità, questo sollievo, questo ristoro"...

Con questa differenza: che prima di darsi in tut-to a Me e di fare in tutto e sempre la mia Volontà, se essi si prendevano quelle lecite soddisfazioni, erano cose umane; invece dopo sono azioni divine, ed lo, essendo cose mie, non prendo più gelosia, e dico tra Me: Se prende il lecito piacere, lo prende perché lo voglio Io... Se tratta di affari con persone, se lecitamente conversa, è perché lo voglio Io. Se Io non lo volessi, sarebbe pronto a smettere tutto; e per questo Io metto le cose a sua disposizione, perché tutto ciò che fa, è tutto effetto del mio Volere, non più del suo.

Dimmi, o figlia mia, che cosa ti è mancato dac-ché ti desti tutta a Me? Ti ho dato i miei gusti, i piaceri e tutto Me stesso, per tuo contento. Questo nell'ordi-ne soprannaturale; e nell'ordine della fede neppure ti ho fatto mancare niente: confessori, Comunioni, e tut-to il resto; anzi, volendo tu solo Me, non volevi i con-fessori così spesso, ed Io, volendo che abbondasse di tutto a chi di tutto si voleva privare per Me, non ti ho dato retta.

Figlia, che dolore sento nel mio Cuore, nel ve-dere che le anime ciò non vogliono comprendere, ed anche quelle che si dicono le più buone!"

 

23 aprile 1912

L'amore con cui Gesù ci ama è in ogni cosa den-tro e fuori di noi, e ne vuole perfetto contrac-cambio. Per maggiormente obbligarci, giunge a permettere la colpa.

Trovandomi nel mio solito stato, per poco è venuto il benedetto Gesù e mi ha detto:

"Figlia mia, qualche volta permetto la colpa in qualche anima che Mi ama, per stringerla più forte a Me e per obbligarla a fare cose maggiori per la gloria mia, perché quanto più le dono - permetten-do la stessa colpa per intenerirmi di più delle sue miserie e per maggiormente amarla e colmarla dei miei carismi, tanto più la astringo a fare cose grandi per Me. Questi sono gli eccessi del mio Amore. Figlia mia, il mio Amore per la creatura è gran-de. Vedi come la luce del sole invade la terra? Se tu potessi fare di quella luce tanti atomi, in quegli ato-mi di luce sentiresti la mia voce melodiosa, e ti ripe-terebbero l'uno presso l'altro: "Ti amo", "Ti amo", "Ti amo"..., in modo che non ti darebbero tempo a numerarli; resteresti affogata nell'amore, e difatti "Ti amo, Ti amo", ti dico nella luce che riempie il tuo occhio, "Ti amo" nell'aria che respiri, "Ti amo" nel sibilo del vento che percuote il tuo udito, "Ti amo" nel calore e nel freddo che sente il tuo tatto, "Ti amo" nel sangue che scorre nelle tue vene; "Ti amo", ti dice il mio palpito nel palpito del tuo cuore; "Ti amo", ti ripeto in ogni pensiero della tua mente; "Ti amo", in ogni azione delle tue mani; "Ti amo", in ogni passo dei tuoi piedi; "Ti amo", in ogni paro-la..., perché niente succede dentro e fuori di te se non concorre un mio atto di amore verso di te; sic-ché un mio "Ti amo" non aspetta l'altro. E i tuoi "Ti amo", quanti sono per Me?"

Io sono rimasta confusa. Mi sentivo assordata dentro e fuori ed a pieni cori dal "Ti amo" del mio dolce Gesù... E i miei "Ti amo" erano scarsi, così li-mitati, che ho detto:

"Oh mio amante Gesù, chi mai può farvi fronte?" Ma di quello che ho, pare che non ho nulla di quello che Gesù mi faceva comprendere.

Poi ha soggiunto:

"La Divina Volontà, vera Santità, sta nel fare la mia Volontà e nel riordinare tutte le cose in Me. Come Io tengo tutto ordinato per la creatura, così la creatu-ra dovrebbe ordinare tutte le cose per Me ed in Me: la mia Volontà fa stare in ordine tutte le cose."

 

9 giugno 1912

Chi fa la volontà di Dio e vive nel suo volere non è soggetto a morte né a giudizio, il suo vivere è eterno.

Sentendomi un pò sofferente, stavo dicendo al mio sempre amabile Gesù: "Quando mi porterai con Te? Deh, presto, o Gesù; fa' che la morte mi tagli que-sta vita e mi ricongiunga con Te in Cielo! "

E Gesù: "Figlia mia, per l'anima che fa la mia Volontà e vive nel mio Volere non c'è, né ci sono mor-ti. La morte sta per chi non fa la mia Volontà, perché deve morire a tante cose: a se stesso, alle passioni, alla terra; ma chi fa la mia Volontà non ha a che cosa mori-re, già è abituato a vivere di Cielo. La morte per lui non è altro che deporre le sue spoglie, come chi depo-ne le vesti di povero per vestire le vesti di re, per lascia-re l'esilio e prendere la Patria. Perché l'anima che fa la mia Volontà non è soggetta a morte, non ha Giudi-zio, il suo vivere è eterno; ciò che doveva fare la morte, lo ha fatto anticipatamente l'amore, ed il mio Volere l'ha riordinata tutta in Me, in modo che non ho di che giudicarla.

Quindi statti nella mia Volontà, e quando meno te la pensi ti troverai nella mia Volontà in Cielo."

 

4 luglio 1912

Nella Divina Volontà l'anima deve morire a tut-to, come in una tomba, chiusa dall'amore, per risorgere a vita divina. Col pensare a se stesso si sfugge alla vita divina.

Stamani, dopo la Comunione, stavo dicendo al mio sempre amabile Gesù: "In che stato mi son ridot-ta! Pare che tutto mi sfugga: patire, virtù, tutto...!"

E Gesù: "Figlia mia, che c'è? Vuoi perdere il tem-po? Vuoi uscire dal tuo nulla? Metti al tuo posto, al tuo nulla, affinché il tutto possa tenere il posto in te.

Sappi però, che a tutto devi morire nella mia Volontà: al patire, alle virtù, a tutto. Il mio Volere deve essere la tomba dell'anima, e come nella tomba la na-tura si consuma fino a scomparire affatto, e dalla stes-sa consumazione risorgerà a Vita più bella e novella, così l'anima, sepolta nella mia Volontà come dentro una tomba, morirà al patire, alle sue virtù, ai suoi beni spirituali e risorgerà in tutto alla Vita Divina.

Ah, figlia mia, pare che voglia imitare i monda-ni, che son portati a ciò che è nel tempo e finisce, e di ciò che è eterno non ne fanno conto. Diletta mia, per-ché non vuoi imparare a vivere solo del mio Volere? Perché non vuoi vivere la Vita del Cielo, anche stando sulla terra?

Il mio Volere è l'Amore, quello che non muore mai; sicché per te il sepolcro deve essere la mia Volon-tà. e il coperchio che ti deve serrare, incalcinare, sen-za darti più speranza di uscire, è l'Amore.

E poi, ogni pensiero che riguarda se stesso, an-che sulle stesse virtù, è sempre guadagnare per sé e sfugge dalla Vita Divina, mentre se l'anima pensa solo a Me, ciò che riguarda Me, prende in sé la Vita Divina, e prendendo la Vita Divina sfugge l'umana e prende tutti i beni possibili. Ci siamo intesi?"

 

14 agosto 1912

Per dimenticare se stesso: fare ogni cosa, non solo perché le vuole Gesù, ma perché' in noi le vuol fare Gesù. Se con la passione ci ha redento, con la vita nascosta ha preparato l'azione divina per ogni azione umana.

Trovandomi nel solito mio stato, il mio sempre amabile Gesù mi aveva detto:

"Figlia mia, per poter l'anima dimenticare se stessa, dovrebbe fare in modo che tutto ciò che fa, e che le è necessario, lo faccia come se Io lo volessi fare in lei... Se prega, dovrebbe dire: "E Gesù che vuole pregare, ed io prego insieme con Lui." Se deve lavora-re: "E Gesù che vuole lavorare", "E Gesù che vuole cam-minare", "è Gesù che vuole prendere cibo..., che vuo-le dormire, che vuole alzarsi, che vuole divertirsi"..., e così di tutto il resto della vita, esclusi gli errori. Solo così può l'anima dimenticare se stessa, perché non solo farà tutto perché lo voglio Io, ma, perché lo voglio fare Io, necessitano a Me proprio."

Ora, un giorno stavo lavorando, e stavo pensan-do: "Come può essere che mentre io lavoro è Gesù che lavora in me? è Lui proprio che vuol fare questo lavoro?"

E Gesù: "Io proprio. Sono le mie dita che stan-no nelle tue e lavorano.

Figlia mia, quand'Io stavo sulla terra, le mie mani non si abbassavano a lavorare il legno, a ribattere i chio-di, ad aiutare nel lavori fabbrili il mio padre putativo Giuseppe? E mentre ciò facevo, con quelle mani me-desime, con quelle dita, creavo le anime e altre le chia-mavo all'altra vita, divinizzavo tutte le azioni umane, le santificavo, dando a ciascuno un merito Divino. Nei movimenti delle mie dita chiamavo in rassegna tutti i movimenti delle tue dita e degli altri; e se vedevo che li facevano per Me o perché Io li volessi fare in loro, Io continuavo la vita di Nazareth in loro e Mi sentivo come rinfrancato da parte loro per i sacrifici, le umiliazioni della mia Vita nascosta, dando loro il merito della mia stessa Vita.

Figlia, la Vita nascosta che feci in Nazareth non viene calcolata dagli uomini, mentre non poteva far loro più bene di quella, dopo la Passione, perché ab-bassandomi Io a tutte quelle piccole azioni e a quegli atti che gli uomini esercitano nella vita giornaliera, come il mangiare, il dormire, il bere, il lavorare, l'ac-cendere il fuoco, lo scopare, ecc. - atti tutti di cui nes-suno può fare a meno - Io facevo scorrere nelle loro anime una monetina divina e di prezzo incalcolabile. Sicché, se la Passione li redense, la Vita nascosta corre-dava ogni azione umana, anche la più indifferente, di merito Divino e di prezzo infinito.

Vedi, mentre tu lavori, lavorando perché Io vo-glio lavorare, le mie dita scorrono nelle tue e, mentre lavoro in te, nel medesimo istante, con le mie mani creatrici, quanti sto mettendo alla luce di questo mon-do? Quanti altri ne chiamo? Quanti altri ne santifico, altri correggo, altri castigo, ecc.? Ora, tu stai con Me a creare, a chiamare, a correggere ed altro, sicché come tu non sei sola, neppure lo sono Io nel mio operare. Ti potrei dare Io onore più grande?"

Ma chi può dire quello che comprendevo e il bene che si può fare a noi ed agli altri, facendo le cose perché Gesù le vuole fare in noi? La mia mente si per-de e perciò faccio punto.

 

14 dicembre 1912

Chi sta nella volontà divina sta nell'umanità SS. Di Gesù per fare quel che lui fa ed abbracciare tutti e tutto. Chi sta del tutto nella sua volontà non è tentato.

Questa mattina il mio sempre amabile Gesù nel venire mi legava con un filo d'oro, dicendomi:

"Figlia mia, non ti voglio legare con funi e cate-ne; ai ribelli si usano ceppi e catene di ferro, ma coi docili, con chi non vuole altra vita che la mia Volontà e non prende altro cibo che il mio Amore, appena un filo ci vuole per tenerli uniti a Me e molte volte neppu-re Mi servo di questo filo; tanto stanno addentrati in Me, da formare una sola cosa con Me; e se lo uso, è quasi per scherzare intorno a loro."

Onde, mentre Gesù mi legava, io mi son trovata nel mare interminabile della Volontà del mio Gesù, e di conseguenza di tutte le creature, ed andavo ripas-sando nella mente di Gesù, negli occhi di Gesù, nella bocca di Gesù, nel Cuore di Gesù..., e così nella men-te, negli occhi, ed in tutto il resto delle creature e face-vo tutto ciò che faceva Gesù.

Oh, come con Gesù si abbraccia tutto, non re-sta escluso nessuno!

Poi, Gesù ha soggiunto:

"Chi sta nella mia Vo-lontà abbracciando tutto, pregando e riparando per tutti, riprende in sé sola l'amore che ho per tutti, sic-ché l'amore che ho per tutti lo racchiude per sé sola; e per quanto l'amo, altrettanto Mi è cara, altrettanto bella, sicché tutti lascia dietro di sé."

Onde io, avendo letto che chi non è tentato non è caro a Dio, e parendo a me che da molto tempo non so che sia tentazione, l'ho detto a Gesù, e Lui mi ha detto:

"Figlia mia, chi sta del tutto nella mia Volontà non è soggetto a tentazione, perché il demonio non ha il potere d'entrare nella mia Volontà; non solo, ma lui stesso non vuole entrarci, perché la mia Volontà è Luce e l'anima innanzi a questa Luce conoscerebbe le sue astuzie e quindi si farebbe beffe del nemico, il quale non ama queste beffe e gli sono più terribili dello stes-so inferno, ed a tutto potere le sfugge.

Provaci ad uscire dalla mia Volontà, e vedrai quanti nemici ti piomberanno addosso... Chi sta nella mia Volontà porta sempre in alto la bandiera della vittoria e nessuno dei nemici ardisce far fronte a questa bandiera inespugnabile.

 

5 febbraio 1913

Chi non fa la Divina Volontà non ha diritto a nien-te, ed è un intruso e un ladro delle cose di Dio. Differenza tra la Divina Volontà e l'amore.

Questa mattina, il mio sempre amabile Gesù ad ombra ed a lampo è venuto e mi ha detto:

"Figlia mia, chi non fa la mia Volontà non ha ragione di vivere sulla terra; la sua vita si rende senza scopo, senza mezzi e senza fine. è proprio come un albero che non sa e non può produrre alcun frutto, o al più frutti velenosi, con cui avvelena sempre più se stesso e avvelena chiunque imprudentemente possa mangiarli. Questo albero non fa altro che rubare le povere fatiche dell'agricoltore, che con' stenti e sudori gli è dintorno a zappargli il terreno. Cosi l'anima che non fa la mia Volontà sta in continuo atto di derubar-mi, e i furti che Mi fa li converte in veleno; sicché Mi è dintorno a derubarmi. Mi ruba l'Opera della Creazio-ne, della Redenzione e della Santificazione a suo ri-guardo; Mi ruba la luce del sole, il cibo che prende, l'aria che respira, l'acqua che la disseta, il fuoco che la riscalda, il terreno che calpesta..., perché tutto questo è di chi fa la mia Volontà: tutto ciò che è mio è suo. Invece, chi non fa la mia Volontà non ha alcun diritto, e quindi Mi sento continuamente derubato. Sicché chi non fa la mia Volontà si deve tenere come straniero nocivo e fraudolento e quindi è necessario incatenar-lo e gettarlo nelle carceri più profonde."

E detto ciò, è scomparso come lampo.

Un altro giorno, venendo mi ha detto:

"Figlia mia, vuoi sapere che differenza passa tra la mia Volontà e l'Amore? La mia Volontà è sole, l'amo-re è fuoco; la mia Volontà, come sole, non abbisogna d'alimento; né cresce né decresce nella luce e nel ca-lore, sempre uguale a se stesso, sempre purissima la sua luce. Invece il fuoco, che simboleggia l'amore, ha bisogno di legna per alimentarsi; e se la legna manca, giunge anche a smorzarsi. Cresce e decresce, a secon-da della legna che si mette; quindi è soggetto ad insta-bilità e la sua luce è fosca, mista con fumo, se l'amore non è regolato dalla mia Volontà."

Detto ciò, è scomparso. E mi è rimasta nella mente una luce, in cui comprendevo che la Volontà di Dio è all'anima come un Sole, perché le azioni che si fanno come volute da Dio formano una sola cosa con la Volontà Divina, ed ecco, si forma il Sole. La legna che mantiene questo Sole sono le azioni umane e tut-to l'essere proprio unito all'Azione ed all'Essere Divi-no, sicché l'anima diventa legna, lei stessa, sommini-strata dalla Volontà Divina; e questa legna non è come quella che alimenta l'amore: non può mancare. Per-ciò questo Sole non ha bisogno d'alimento, né cresce, né decresce; è sempre uguale a se stesso; è purissima la sua luce, perché prende parte a tutto. E l'Essere Di-vino e la legna Divina non vengono mai meno e non sono soggetti a fumo.

Non mi spiego di più, perché credo che il resto si comprenda da se stesso, riguardo all'amore.

 

25 settembre 1913

Non la SS. Eucarestia, ma la Divina Volontà è centro e vita dell'anima, dà vita agli stessi sacra-menti e li racchiude in sé.

Avendo detto al confessore che Gesù mi aveva detto che la Volontà di Dio è centro dell'anima, che questo centro sta nel fondo dell'anima esce, come Sole, spandendo i suoi raggi, dà luce alla mente, santi-tà alle azioni, forza ai passi, vita al cuore, potenza alla parola e a tutto, e non solo, ma questo centro che è la Volontà di Dio, mentre ci sta dentro per fare che mai La possiamo sfuggire e per essere a nostra continua disposizione e neppure un minuto lasciarci soli e sepa-rati, ci sta di fronte, a destra, a sinistra, di dietro e do-vunque, e anche in Cielo sarà nostro centro..., il Con-fessore diceva che invece il nostro centro è il SS. Sacra-mento.

Ora, nel venire il benedetto Gesù mi ha detto:

"Figlia mia, Io dovevo fare in modo che la santità do-vesse essere agevole ed accessibile a tutti, a meno che loro non la volessero, e in tutte le condizioni, in tutte le circostanze e in tutti i luoghi.

E vero che il SS. Sacramento è centro; ma Chi lo istituì? Chi soggiogò la mia Umanità, a rinchiudersi nel breve giro di un'Ostia? Non fu la mia Volontà? Quindi la mia Volontà primeggerà sempre su tutto. E poi, se il tutto sta nell'Eucarestia, i Sacerdoti che Mi chiamano dal Cielo nelle loro mani e che stanno più di tutti a contatto delle mie Carni Sacramentali, dovrebbero essere i più santi, i più buoni, e invece tanti sono i più cattivi. Povero Me, come Mi trattano nel SS. Sacramento! E tante anime che Mi ricevono, forse ogni giorno, dovrebbero essere tante sante, se bastava il cen-tro dell'Eucarestia, e invece, cosa da piangere, sono sempre allo stesso punto: vanitose, iraconde, puntigliose, ecc. Povero centro del SS. Sacramento, come resta disonorato!

Invece, una madre di famiglia che fa la mia Volontà e che per le sue condizioni, non che non vuole, ma non può ricevermi tutti i giorni, si vede paziente, caritatevole, che porta il profumo in sé delle mie virtù Eucaristiche. Ah, è forse il Sacramen-to, o la mia Volontà a cui essa si è sottoposta, che la tiene soggiogata e supplisce al SS. Sacramento?

Anzi, ti dico che gli stessi Sacramenti produ-cono i frutti a seconda che le anime sono assogget-tate alla mia Volontà; a seconda del connesso che hanno col mio Volere, così producono gli effetti. E se connesso col mio Volere non c'è, si comuniche-ranno di Me, ma resteranno digiune; si confesseran-no, ma resteranno sempre lorde; verranno alla mia Presenza Sacramentale, ma se i nostri voleri non si confrontano, sarò per loro come morto, perché solo la mia Volontà nell'anima che si fa soggiogare da Essa produce tutti i beni e dà vita agli stessi Sacra-menti. E quelli che ciò non comprendono, significa che sono bambini nella religione."

 

2 ottobre 1913

Quando la volontà umana si unisce al volere di-vino, si forma la vita di Gesù nell'anima. Prende-re la Divina Volontà è prendere tutto.

Continuando il mio solito stato, il benedetto Gesù si faceva vedere dentro di me, ma tanto immedesimato con me, che vedevo i suoi occhi nei miei, la sua bocca nella mia, e così del resto. E mentre così Lo vedevo, mi ha detto:

"Figlia mia, vedi l'anima che fa la mia Volontà, come M'immedesimo e Mi faccio una sola cosa con lei. Mi faccio vita sua propria, perché la mia Volontà è dentro e fuori di quell'anima. Si può dire che è come aria che essa respira, che dà vita in lei a tutto; come luce che fa vedere tutto e fa comprendere tutto; come calore che riscalda, che feconda e fa crescere; come cuore che palpita, come mani che operano, come pie-di che camminano. E quando la volontà umana si uni-sce al mio Volere, si forma la mia Vita nell'anima."

Onde, avendo fatto la Comunione, stavo dicen-do a Gesù: "Ti amo", e Lui mi ha detto:

"Figlia mia, vuoi amarmi davvero? Dì: Gesù, Ti amo con la tua Vo-lontà; e siccome la mia Volontà riempie Cielo e terra, il tuo amore Mi circonderà ovunque e il tuo "Ti amo" si ripercuoterà lassù nei Cieli e fin nel profondo degli abissi. Così, se vuoi dire "Ti adoro, Ti benedico, Ti lodo, Ti ringrazio", lo dirai unita con la mia Volontà e riem-pirai Cieli e terra di adorazioni, di benedizioni, di lodi, di ringraziamenti, nella mia Volontà. Queste sono cose semplici, facili ed immense.

La mia Volontà è tutto, tanto che gli stessi miei attributi, che sono? Un atto semplice della mia Volon-tà. Sicché se la Giustizia, la Bontà, la Sapienza, la For-tezza, fanno il loro corso, la mia Volontà le precede, le accompagna, le mette in atto di operare; insomma, non si spostano un punto dal mio Volere. Perciò, chi pren-de la mia Volontà prende tutto, anzi può dire che la sua vita è finita, finite le debolezze, le tentazioni, le passioni, le miserie, perché in chi fa il mio Volere tutte le cose perdono i loro diritti, perché il mio Volere ha il primato su tutto e diritto a tutto."

 

18 novembre 1913

Quando la volontà umana e la divina si oppongo-no, l'una forma la croce dell'altra.

Stavo pensando al mio povero stato, e come an-che la croce è sbandita da me; e Gesù nel mio interno mi ha detto:

"Figlia mia, quando due volontà sono opposte tra loro, una forma la croce dell'altra. Così tra Me e le creature: quando la loro volontà è opposta alla Mia, Io formo la croce loro e loro la croce mia, sicché Io sono l'asta lunga della croce e loro la corta, che incrocian-dosi formano la croce. Ora, quando la volontà dell'ani-ma si unisce con la Mia, le aste non restano più incro-ciate, ma unite tra loro, e quindi la croce non è più croce; hai capito?

E poi, Io santificai la croce, non la croce Me. Sicché non è la croce che santifica, è la rassegnazione alla mia Volontà che santifica la croce, onde anche la croce tanto può operare di bene per quanto connesso ha con la mia Volontà. Né solo ciò. La croce santifica, crocifigge parte della persona, ma la mia Volontà non risparmia nulla, santifica tutto e crocifigge i pensieri, i desideri, la volontà, gli affetti, il cuore, tutto. Ed essen-do luce la mia Volontà, fa vedere all'anima la necessità di questa santificazione e crocifissione completa, in modo che lei stessa M'incita a voler compiere il lavo-rio della mia Volontà su di lei. Sicché la croce, le altre virtù, purché abbiano qualche cosa si contentano, e se possono inchiodare la creatura con tre chiodi ne me-nano trionfi; invece la mia Volontà, non sapendo fare opere incomplete, non si contenta di tre chiodi, ma di tanti chiodi per quanti atti di mia Volontà dispongo sulla creatura."

 

27 novembre 1913

Con gli atti completi di volontà divina, l'anima va formando in sé un sole simile al sole divino. Nella Divina Volontà l'anima diventa un Dio della terra.

Il mio sempre amabile Gesù continua a parlare della sua SS. Volontà:

"Figlia mia, quanti atti completi di mia Volontà compie la creatura, tante parti di Me prende in sé; e quan-to più prende della mia Volontà, tanta più luce acquista e dentro di sé forma il Sole. E siccome questo Sole si è formato dalla luce che prende della mia Volontà, i raggi di questo Sole sono concatenati coi raggi del mio Sole Divino, sicché uno riverbera nell'altro e a vicenda si frecciano; e mentre fanno ciò, il Sole che la mia Volontà ha formato nell'anima si va ingrandendo di più."

Ed io: "Gesù, sempre qui stiamo, nella tua Vo-lontà; pare che non hai altro da dire."

E Gesù: "La mia Volontà è il punto più alto che può esistere e in Cielo e in terra, e quando l'animavi è giunta, ha soggiogato tutto e ha fatto tutto. Non le re-sta altro che dimorare sopra queste altezze, goderle e comprendere sempre più questa mia Volontà, non ancora ben compresa, né in Cielo né in terra. Hai tem-po a starci, perché pochissimo hai compreso e molto ti resta da comprendere. La mia Volontà è tanta, che chi la fa può dirsi Dio della terra; e come la mia Volon-tà forma la beatitudine del Cielo, così questi Dei che fanno la mia Volontà formano la beatitudine della ter-ra e di chi sta loro vicino, e non c'è bene che sulla terra esista che non si debba attribuire a questi Dei della mia Volontà; o come causa diretta o indiretta, ma tutto a loro si deve. Come in Cielo non c'è felicità che da Me non esca, così in terra con c'è bene che esista, che non venga da loro."

 

8 marzo 1914

La Divina Volontà accentra in chi vive in essa tutti i suoi beni e il suo operato divino. Il valore di un solo istante nella Divina Volontà. Tutto ciò che sperimenta chi vive nella Divina Volon-tà non è cosa sua ma di Gesù in lui. Chi vive nella Divina Volontà non può andare in purga-torio.

Continuando il mio solito stato, il mio sempre amabile Gesù non ha smesso di parlarmi spesso spesso della sua SS. Volontà; dirò quel poco che mi ricordo.

Quindi, stando poco bene, nel venire il benedetto Gesù mi disse:

"Figlia mia, l'anima che sta nella mia Volontà può dire di tutto ciò che faccio: "tutto questo è mio"; e ciò perché la volontà dell'anima che a Me si è data sta tanto immedesimata con la Mia, che tutto ciò che fa la mia Volontà lo fa lei. Sicché vivendo e morendo nel mio Volere, non c'è bene che con sé non si porti, per-ché non c'è bene che la mia Volontà non contenga e di tutti i beni che si fanno dalle creature, la mia Volon-tà è la vita. Onde morendo a questa vita, l'anima nella mia Volontà si porta con sé e le Messe che si celebrano e le preghiere e le opere buone che si fanno, perché tutte sono frutti della mia Volontà. E ciò è molto meno a confronto dell'operato stesso della mia Volontà, che l'anima con sé si porta come suo. Basta un istante del-l'operato della mia Volontà per sorpassare tutto l'ope-rato di tutte le creature passate, presenti e future.

Sicché l'anima, morendo nella mia Volontà, non c'è bellezza che la pareggi, né altezza, né ricchezza, né santità, né sapienza, né amore; nulla, nulla le si può paragonare, nulla la eguaglia.

Sicché l'anima che muore immedesimata nella mia Volontà, nell'ingresso che farà nella Patria Cele-ste, non si apriranno le sole porte del Cielo, ma tutto il Cielo si abbasserà per farla entrare nel celeste soggior-no, per fare onore all'operato della mia Volontà che è in essa.

Che dirti poi della festa e sorpresa di tutti i bea-ti nel vedere quest'anima tutta improntata dell'opera-to della Volontà Divina? O nel vedere in quest'anima, che tutto ha fatto nel mio Volere, che tutto ciò che ha fatto in vita, ogni suo detto, ogni pensiero, opera, azio-ne, ecc. sono tanti Soli che la adornano, e uno diverso dall'altro nella luce e nella bellezza? Nel vedere in quest'anima i tanti rivoli Divini che inonderanno tutti i beati e che, non potendo contenerli il Cielo, scorre-ranno anche in terra, a bene dei viatori?

Ah, figlia mia, la mia Volontà è il portento dei portenti, è il segreto per trovare la luce, la santità, le ricchezze; è il segreto di tutti i beni, non conosciuto intimamente e quindi non apprezzato né amato come si merita! Tu apprezzalo ed amalo e fallo conoscere a quanti ne vedi disposti."

Un altro giorno, stando soffrendo, mi sentivo di non poter far nulla, onde mi sentivo oppressa; e Gesù, stringendomi tutta, mi disse:

"Figlia mia, non affannarti; cerca solo di stare abbandonata nella mia Volontà ed Io farò tutto per te, perché è più un solo istante nella mia Volontà che tut-to ciò che potresti fare di bene in tutta la tua vita."

Ricordo ancora che un altro giorno mi disse:

"Figlia mia, chi veramente fa la mia Volontà, in tutto ciò che si svolge in sé, tanto nell'anima quanto nel cor-po, ciò che sente, ciò che soffre, può dire: "Gesù sof-fre, Gesù è oppresso; perché tutto ciò che le creature Mi fanno, Mi giunge fin nell'anima in cui dimoro, che fa la mia Volontà. Sicché, se le freddezze delle creatu-re Mi giungono, la mia Volontà le sente, ed essendo la mia Volontà vita di quell'anima, ne avviene di conse-guenza che anche l'anima le sente, sicché invece di affliggersi di queste freddezze come sue, deve stare intorno a Me per consolarmi e ripararmi per le fred-dezze che mandano le creature. Così, se sente distra-zioni, oppressioni ed altro, deve stare intorno a Me per sollevarmi e ripararmi, non come cose sue, ma come mie. Perciò l'anima che vive della mia Volontà sentirà tante diverse pene, a seconda delle offese che Mi fanno le creature, ma repentinamente e quasi da soprassalto; come pure proverà gioie e contenti indescrivibili. E se in quelle deve occuparsi di conso-larmi e ripararmi, nelle gioie e nei contenti a goderle, e allora la mia Volontà trova il mio tornaconto, altri-menti ne resterà contristata e senza poter svolgere ciò che contiene il mio Volere."

Un altro giorno mi disse:

"Figlia mia, chi fa la mia Volontà non può asso-lutamente andare in Purgatorio, perché la mia Volon-tà purga l'anima di tutto; e avendola tenuta sì gelosa in vita, custodita nel mio Volere, come potrò permet-tere che la tocchi il fuoco del Purgatorio? E poi, al più le potrà mancare qualche abbigliamento, e la mia Vo-lontà, prima di svelarle la Divinità, la va abbigliando di tutto ciò che le manca, e poi Mi svelo."

 

17 marzo 1914

Chi fa la Divina Volontà prende parte, non solo alle opere "ad extra" di Dio, ma anche alle ope-re "ad intra" delle tre divine persone.

Continuando il mio solito stato, il mio amabile Gesù continuava a farsi vedere in tutta me che posse-devo tutte le sue membra, e si mostrava tanto conten-to che, parendo di non poter contenere questo con-tento, mi ha detto:

"Figlia mia, chi fa la mia Volontà entra a parte delle azioni "ad intra" delle Divine Persone. Solo per chi fa il mio Volere è riservato questo privilegio, non solo di prendere parte a tutte le nostre opere "ad ex-tra", ma da queste passa alle opere "ad intra".

Ecco perché Mi è duro non contentare chi vive del mio Volere, perché stando l'anima nella mia Vo-lontà, sta nell'intimo del nostro Cuore, dei nostri desi-deri, dei nostri affetti, dei pensieri. Il suo palpito, il suo respiro e il Nostro sono uno solo, sicché sono tali e tanti i contenti che Ci dà, i compiacimenti, la Gloria, l'Amore, tutti di modi e di natura infiniti, niente dissi-mili dai nostri, perché sono i nostri stessi; e come nel nostro Amore eterno Uno rapisce l'Altro, l'Uno for-ma il contento dell'Altro, tanto che non potendo mol-te volte contenere questo Amore e questi contenti usciamo in opere "ad extra", così restiamo rapiti e faci-litati da quest'anima che fa il nostro Volere.

Quindi, come rendere scontenta chi tanto Ci contenta? Come non amare - come amiamo Noi stessi, non come amiamo le altre creature - chi Ci ama col nostro stesso Amore? Con quest'anima non ci sono cortine di segreti; tra Noi ed essa non c'è nostro e suo, ma tutto è comune; e ciò che Noi siamo per natura, impeccabili, ecc., l'anima la rendiamo per grazia, af-finché nessuna disparità ci sia tra lei e Noi. E come Noi, non potendo contenere il nostro Amore, uscia-mo in opere "ad extra", così, non potendo contenere l'amore di chi fa il nostro Volere, la facciamo uscire fuori di Noi e l'additiamo ai popoli come la nostra fa-vorita, la nostra amata, e che solo per lei e per le ani-me simili facciamo discendere i beni sulla terra e con-serviamo la terra solo per amore loro; e poi, quell'ani-ma la chiudiamo dentro di Noi per godercela, perché come siamo inseparabili le Divine Persone, così si ren-de inseparabile chi fa il nostro Volere."

 

25 settembre 1914

La preghiera fatta con Gesù e con la sua volontà si estende a tutti.

Stavo offrendo le mie povere preghiere al be-nedetto Gesù, e pensavo tra me a chi fosse meglio che Gesù benedetto le applicasse.

E Lui benignamente mi ha detto:

"Figlia mia, le preghiere fatte insieme con Me e con la mia Volontà possono darsi a tutti, senza esclu-dere nessuno, e tutti hanno la loro parte ed i loro ef-fetti, come se si fossero offerte per uno solo; però agi-scono a seconda delle disposizioni delle creature. Come la Comunione, o la mia Passione; per tutti ed a ciascuno Io la do ma gli effetti sono a seconda delle disposi-zioni loro. E col riceverla dieci, non è meno il frutto che se l'avessero ricevuto cinque. Tale è la preghiera fatta insieme con Me e con la mia Volontà."

 

20 ottobre 1914

Ogni atto nella Divina Volontà è un atto di essa, completo e perfetto.

Stavo lamentandomi con Gesù benedetto delle sue privazioni, ed il mio povero cuore, oppresso, dava in delirio; e spropositando ho detto: "Amor mio, come? Hai dimenticato che senza di Te non so e non posso stare? O con Te in terra, o con Te in Cielo; forse vuoi che Te lo ricordi? Vuoi stare in silenzio, dormire, cor-rucciato? Sta' pure, purché sempre stia con me. Ma mi sento che mi hai messa fuori del tuo Cuore... Ah, hai avuto il cuore di farlo?"

Ma mentre dicevo questi e altri spropositi, il mio dolce Gesù, movendosi nel mio interno, mi ha detto: "Figlia mia, quietati, sto qui; dicendomi che ti ho messa fuori del mio Cuore, è un insulto che Mi fai, mentre ti tengo in fondo al Cuore, e tanto stretta, che tutto il mio Essere scorre in te ed il tuo in Me. Quindi, sii attenta a che di questo mio Essere che scorre in te niente ti sfugga e che ogni tuo atto sia unito con la mia Volontà, perché la mia Volontà contiene atti tutti com-piuti.

Basta un solo atto della mia Volontà per creare mille mondi, tutti perfetti e completi. Non ho bisogno di atti susseguenti, uno Mi basta per tutti. Onde tu, facendo l'atto più semplice unito con la mia Volontà, Mi darai un atto completo, cioè di amore, di lode, di ringraziamento, di riparazione; tutto, insomma, Mi rac-chiuderai in quest'atto, anzi racchiuderai Me stesso e darai Me a Me.

Ah, sì, solo questi atti uniti con la mia Volontà, possono starmi di fronte, possono essere degni di Me, perché per un Essere perfetto, che non sa fare atti in-completi, ci vogliono atti perfetti e completi per dar-gli onore e compiacimento; e la creatura solo nella mia Volontà troverà questi atti perfetti e completi. Fuori della mia Volontà, per quanto buoni siano i suoi atti, saranno sempre imperfetti ed incompleti, perché la creatura ha bisogno di atti susseguenti per perfeziona-re e completare un'opera, se pure vi riesce. Quindi, tutto ciò che la creatura fa fuori della mia Volontà, lo lo guardo come un nonnulla. Perciò, la mia Volontà sia la tua vita, il tuo regime, il tuo tutto, e così, racchiu-dendo la mia Volontà, tu starai in Me ed Io in te; e ti guarderai dal dire un'altra volta che ti ho messa fuori dal mio Cuore."

 

17 dicembre 1914

Il modo come l'anima nella Divina Volontà può formare del proprio essere un'eucarestia vivente.

Continuando il mio solito stato e stando molto afflitta per le privazioni di Gesù, dopo molti stenti è venuto, facendosi vedere in tutto il mio povero essere, e mi pareva come se io fossi la veste di Gesù. Ma Egli, rompendo il silenzio, mi ha detto:

"Figlia mia, anche tu puoi formare delle ostie e misticamente consacrarle. Vedi la veste che Mi copre in Sacramento? Sono gli accidenti del pane con cui viene formata l'Ostia. La Vita che esiste in quest'Ostia è il mio Corpo, il mio Sangue e la mia Divinità. La mia suprema Volontà è l'atto che contiene questa Vita, e questa Volontà svolge l'Amore, la riparazione, l'immo-lazione e tutto il resto che faccio nel Sacramento, che mai si sposta un punto dal mio Volere. Non c'è cosa che esca da Me, alla quale il mio Volere non vada avan-ti.

Ed ecco come anche tu puoi formare l'Ostia. L'ostia è materiale e del tutto umana; anche tu hai un corpo materiale ed una volontà umana. Questo tuo corpo e questa tua volontà, se li manterrai puri, retti, lontani da qualunque ombra di peccato, sono gli acci-denti, i veli, per potermi consacrare e vivere nascosto in te.

Ma non basta: ciò sarebbe come l'ostia senza la consacrazione; ci vuole la mia Vita. La mia Vita è com-posta di Santità, di Amore, di Sapienza, di Potenza, ecc., ma il motore di tutto è la mia Volontà.

Quindi, dopo che hai preparato l'ostia, devi far morire la tua volontà in essa, la devi cuocere ben bene, per fare che più non rinasca, e devi far sottentrare in tutto il tuo essere la mia Volontà, e Questa, che contie-ne tutta la mia Vita, formerà la vera e perfetta consa-crazione. Sicché non avrà più vita il pensiero umano, ma il pensiero del mio Volere, ed esso consacrerà la mia Sapienza nella tua mente; non più vita dell'umano - la debolezza, l'incostanza - perché la mia Volontà formerà la consacrazione della Vita Divina, della for-tezza, della fermezza e di tutto ciò che lo sono. Onde, ogniqualvolta farai scorrere la tua volontà nella Mia, i tuoi desideri e tutto ciò che sei e che potrai fare, Io rinnoverò la consacrazione, e come in un'Ostia viven-te, non morta, quali sono le ostie senza di Me, Io con-tinuerò la mia Vita in te.

Ma non è tutto: nella Ostie consacrate, nelle pissidi, nei tabernacoli, tutto è morto, muto; non vi è sensibilmente un palpito, uno slancio d'amore che pos-sa rispondere a tanto mio Amore. Se non fosse che Io aspetto i cuori per darmi a loro, sarei ben infelice e resterei defraudato nel mio Amore, e la mia Vita Sa-cramentale sarebbe senza scopo. E se ciò tollero nei tabernacoli, non lo tollererei nelle Ostie viventi. Quin-di, Io nel Sacramento voglio essere nutrito col mio stes-so Cibo, cioè l'anima farà sua la mia Volontà, il mio Amore, le mie preghiere, le riparazioni, i sacrifici, e li darà a Me come cose sue, ed Io Mi nutrirò. L'anima si unirà a Me, tenderà l'orecchio per sentire ciò che sto facendo, per farlo insieme con Me; man mano che re-plicherà i miei stessi atti, Mi darà il suo cibo ed Io ne sarò felice. Solo in queste Ostie viventi troverò il com-penso della solitudine, del digiuno e di ciò che soffro nei tabernacoli."

 

17 giugno 1915

Tutto deve finire nella Divina Volontà ed essere racchiuso in essa. Gesù da' a Luisa, al posto del-la croce di legno, la croce di luce della sua Divi-na Volontà.

Trovandomi nel solito mio stato, stavo lamen-tandomi con Gesù dicendogli: gioia mia, Gesù, tutto è finito; al più, non mi resta altro che i tuoi lampi, le tue ombre..." E Gesù, interrompendo il mio dire, mi ha det-to:

"Figlia mia, tutto deve finire nella mia Volontà, e quando l'anima ha fatto questo, ha fatto tutto, e se avesse fatto molto e non lo avesse racchiuso nella mia Volontà, si può dire che avrebbe fatto nulla, perché Io tengo conto di tutto ciò che finisce nella mia Volontà, essendo solo in Essa come impegnata la mia stessa Vita. Ed è giusto che come di cosa mia ne tenga conto anche delle più piccole cose e degli stessi nonnulla, perché ogni piccolo atto che la cre-atura fa, unita con la mia Volontà, sento che prima lo prende da Me e poi opera. Sicché nel più piccolo atto va compresa tutta la mia Santità, la mia Poten-za, Sapienza ed Amore, e tutto ciò che sono. Onde, in quell'atto fatto con la mia Volontà, sento ripetere la mia Vita, le mie Opere, la mia Parola, il mio Pen-siero, e così via. Quindi, se le cose tue sono finite nella mia Volontà, che vorresti di più?

Tutte le cose hanno un solo punto finale. Il Sole ha quello, d'invadere con la sua luce tutta la terra. L'agricoltore semina, zappa, lavora la terra, soffre fred-do e caldo, ma non è quello il suo punto finale, bensì il raccogliere i frutti, per farne il suo alimento; e così è di tante altre cose, che sono molte, ma si risolvono dentro un punto solo, e questo punto costituisce la vita dell'uomo. Così l'anima deve far finire tutto nel punto solo della mia Volontà, ed Essa costituirà la sua Vita, ed Io ne farò il mio cibo."

Poi ha soggiunto: "Io e te in questi tristi tempi passeremo un periodo troppo doloroso; le cose imper-verseranno di più. Ma sappi che, se ti tolgo la mia Cro-ce di legno, ti do la Croce della mia Volontà, che non ha altezza né larghezza, ma è interminabile. Croce più nobile non potrei darti. Non è di legno, ma di Luce, e in questa Luce, scottante più d'ogni fuoco, soffriremo insieme in ciascuna creatura e nelle loro agonie e tor-ture e cercheremo di essere vita di tutti."

 

24 agosto 1915

La potenza creatrice della Divina Volontà molti-plica un atto per tutti e da' la somiglianza con Dio.

Continuando il mio solito stato, appena è venu-to il mio sempre amabile Gesù, io Gli ho dato un ba-cio, dicendogli: "Mio Gesù, se mi fosse possibile, vor-rei darti il bacio di tutte le creature; così contenterei il tuo Amore, col portarle tutte a Te."

E Gesù: "Figlia mia, se vuoi darmi il bacio di tut-ti, baciami nella mia Volontà, perché la mia Volontà, contenendo la virtù creatrice, contiene la potenza di moltiplicare un atto di tanti atti per quanti se ne vo-gliono, e così Mi darai il contento come se tutti Mi baciassero e tu avrai il merito come se da tutti Mi aves-si fatto baciare, e tutte le creature ne avranno gli effet-ti a seconda delle proprie disposizioni.

Un atto nella mia Volontà contiene tutti i beni possibili ed immaginabili. Un'immagine la troverai nella luce del Sole. La luce è una, ma questa luce si moltiplica in tutti gli sguardi delle creature; la luce è sempre una e un solo atto, ma non tutti gli sguardi delle creature godo-no la stessa luce. Certuni, di vista debole, hanno bisogno di mettersi la mano davanti agli occhi, quasi per non sen-tirsi accecare dalla luce; altri, ciechi, non la godono affat-to, ma questo non per difetto della luce, ma per difetto della vista delle creature.

Così, figlia mia, se tu desideri amarmi per tutti, il tuo amore scorrerà nella mia Volontà, se lo farai in Essa, e riempiendo la mia Volontà il Cielo e la terra, Mi sentirò ripetere il tuo "Ti amo" in Cielo, intorno a Me, dentro di Me, in terra, e da tutti i punti si moltipli-cherà per quanti atti può fare la mia Volontà. Quindi, può darmi la soddisfazione dell'amore di tutti, perché la creatura è limitata ed è finita, mentre la mia Volontà è immensa ed infinita.

Come si possono spiegare quelle parole dette da Me nel creare l'uomo: "Facciamo l'uomo a nostra Immagine e Somiglianza"? Come mai la creatura, tan-to inabile, poteva rassomigliarmi ed essere mia imma-gine? Solo nella mia Volontà poteva giungere a que-sto, poiché facendola sua viene ad operare alla Divina, e con la ripetizione di questi atti Divini viene ad asso-migliarsi a Me, a rendersi mia perfetta Immagine.

Succede come al fanciullo che col ripetere gli atti che vede nel maestro, gli assomiglia, Sicché la sola cosa che fa rassomigliare la creatura a Me, è la mia Volontà. Perciò ho tanto interesse che la creatu-ra, facendola sua, compia il vero scopo per cui è sta-ta creata."

 

1 novembre 1915

Gesù vuole sfogarsi in amore con chi lo ama. Come l'anima può contraccambiargli con un amore pari al suo.

Questa mattina il mio dolce Gesù non mi ha fat-to aspettare. è venuto, ma affannato, smanioso e, get-tandosi nelle mie braccia, mi ha detto:

"Figlia mia, dammi riposo, fammi sfogare in Amore. Se la Giustizia vuole il suo sfogo, può sfogarsi con tutte le creature; il mio Amore invece può sfogarsi solo con chi Mi ama, con chi è ferita dello stesso mio Amore, e delirando va trovando sfogo nel mio Amore, chiedendomi altro Amore. E se il mio Amore non tro-vasse una creatura che Mi facesse sfogare, la mia Giu-stizia si accenderebbe di più e darebbe l'ultimo colpo per distruggere le povere creature."

E mentre ciò diceva, mi baciava, ritornava a ba-ciarmi e mi diceva:

"Ti amo, ma con un Amore eterno; ti amo, ma con un Amore immenso; ti amo, ma con un Amore incomprensibile; ti amo, ma con un Amore che non avrà mai limiti né fine; ti amo con un Amore, che mai potrai uguagliarmi..."

Ma chi può dire tutti i titoli con cui Gesù diceva di amarmi? E ad ogni titolo che diceva, attendeva la mia risposta. Io, non sapendo che dirgli, né avendo titoli sufficienti per rendergli la pariglia, Gli ho detto: "Vita mia, Tu sai che non ho nulla; e tutto ciò che faccio lo prendo da Te e poi lo lascio di nuovo a Te, per fare che le cose mie, stando in Te, abbiano continuo atto e vita in Te, ed io rimanga sempre nulla. Perciò, prendo il tuo Amore e lo faccio mio e Ti dico: - Ti amo con un Amore eterno, immenso, con un Amore che non ha limiti né fine e che è uguale al Tuo". E Lo baciavo e ribaciavo; e come andavo ripe-tendo "Ti amo", così Gesù si quietava e prendeva ripo-so, ed è scomparso.

Poi, ritornando, faceva vedere la sua SS. Uma-nità pesta, ferita, slogata, tutta sangue. Io ne sono ri-masta raccapricciata e Gesù mi ha detto:

"Figlia mia, vedi: tengo in Me tutti i poveri feri-ti, che sono sotto le pallottole, e soffro insieme con loro; e voglio che anche tu prenda parte a queste pene, per la loro salvezza."

E, trasformandosi Gesù in me, mi sentivo ora addolorata, ora agonizzante; insomma, sentivo ciò che sentiva Gesù.

 

 

1 aprile 1916

Chi veramente ama Gesù e fa il suo volere, for-ma un solo palpito con lui, ma per questo ci vuole spogliamento perfetto.

Questa mattina, il mio dolce Gesù si faceva vedere nel mio cuore e il suo palpito palpitava nel mio. lo L'ho guardato ed Egli mi ha detto:

"Figlia mia, per chi veramente Mi ama ed in tut-to fa il mio Volere, il suo palpito e il Mio sono uno solo. Sicché lo li chiamo palpiti miei, e come tali li voglio intorno e fin dentro il palpito del mio Cuore, tutti intenti a consolarmi, a raddolcire tutti i miei pal-piti dolorosi; e il suo palpito nel Mio formerà dolce armonia, che Mi ripeterà tutta la mia Vita e Mi parlerà delle anime, costringendomi a salvarle.

Ma, figlia mia, per fare eco al mio palpito, quale spogliamento si richiede! Deve essere più vita di Cielo che di terra, più Divina che umana! Basta anche un'om-bra, una piccola cosa, per fare che l'anima non senta la forza, le armonie, la santità del mio palpito, e quin-di non fa eco al Mio, non armonizza insieme con Me, ed Io sono costretto a rimanere solo nel mio dolore e nelle mie gioie. E questi dolori li ho da anime che chissà quanto Mi promettevano, ma alle decisioni sono stato lasciato deluso delle loro promesse."

 

3 maggio 1916

Preghiera universale, come Gesù ha pregato nel-la Divina Volontà, come un'altra sua umanità.

Mentre stavo pregando, il mio amabile Gesù si è messo vicino a me e sentivo che anche Lui pregava, ed io mi son messa a sentirlo. E Gesù mi ha detto:

"Figlia mia, prega, ma prega come prego Io, cioè, riversati tutta nella mia Volontà, e in Questa troverai Dio e tutte le creature; le darai a Dio come se fosse una sola creatura, perché il Volere Divino è il Padrone di tutti, e deporrai ai piedi della Divinità gli atti buoni, per darle onore, e i cattivi per ripararli con la Santità, Potenza ed Immensità della Divina Volontà, a cui niente sfugge.

Questa fu la vita della mia Umanità sulla terra. Per quanto santa Essa fosse, ebbi bisogno di questo Divin Volere, per dare completa soddisfazione al Pa-dre e redimere le umane generazioni, perché solo in questo Divin Volere Io trovavo tutte le generazioni, passate, presenti e future, e tutti i loro pensieri, paro-le, atti, ecc., come in atto.

E in questo Santo Volere, senza che nulla Mi sfug-gisse, Io prendevo tutti i pensieri nella mia Mente e per ciascuno in particolare Io Mi portavo innanzi alla Maestà Suprema e li riparavo, e in questa stessa Volon-tà scendevo nella mente di ciascuna creatura, dando loro il bene che avevo impetrato alle loro intelligenze. Nei miei sguardi prendevo gli occhi di tutte le creatu-re, nella mia voce le loro parole, nei miei movimenti i loro movimenti, nelle mie mani le loro opere, nei miei piedi i loro passi, nel mio Cuore gli affetti e desideri, e facendoli come miei, in questo Divin Volere la mia Umanità soddisfaceva il Padre e mettevo in salvo le povere creature; e il Divin Padre ne restava soddisfat-to. Non poteva rigettarmi, essendo il Santo Volere Lui stesso; avrebbe forse rigettato Se stesso? No, certo; molto più che in questi atti trovava Santità perfetta, Bellezza inarrivabile e rapitrice, Amore sommo, atti immensi ed eterni, Potenza invincibile... Questa fu tutta la vita della mia Umanità sulla terra, per continuarla nel Cielo e nel SS. Sacramento.

Ora, perché non puoi farlo anche tu? Per chi Mi ama, tutto è possibile, unito con Me. Nella mia Vo-lontà, prega e porta innanzi alla Maestà Divina i pen-sieri di tutti nei tuoi pensieri; nei tuoi occhi gli sguardi di tutti; nelle tue parole, nei movimenti, negli affetti, nei desideri, quelli dei tuoi fratelli, per ripararli, per impetrare per loro Luce, Grazia, Amore. Nel mio Vo-lere ti troverai in Me ed in tutti, farai la mia Vita, pre-gherai con Me; e il Divin Padre ne sarà contento, e tutto il Cielo dirà: "Chi ci chiama sulla terra? Chi è che vuole stringere in sé questo Santo Volere, racchiuden-do tutti noi insieme?" E quanto bene può ottenere la terra, facendo scendere il Cielo in terra!"

 

25 maggio 1916

La guerra in corso aumenterà e l'Italia sarà inva-sa. Modo come Gesù coltiva l'anima perché pro-duca il frutto.

Continuando il mio solito stato, me ne stavo tutta afflitta, specie perché nei giorni passati il benedetto Gesù mi aveva fatto vedere come se soldati stranieri invadessero l'Italia e la grande carneficina dei nostri soldati, i rivi di sangue che Gesù stesso aveva orrore a guardare. Il mio povero cuore me lo sentivo scoppiare per il dolore e dicevo a Gesù: "Salva i miei fratelli, le tue immagini, da dentro questo lago di sangue! Non permettere che alcuna anima piombi nell'inferno!"

E vedendo che la Divina Giustizia avrebbe acce-so di più il suo furore contro le povere creature, io mi sentivo morire. E Gesù, quasi per distrarmi da queste scene così strazianti, mi ha detto:

"Figlia mia, è tanto l'Amore con cui amo le ani-me, che non appena l'anima si decide a darsi a Me, Io la circondo di tanta Grazia, la carezzo, la commuovo, la raccolgo, la doto di grazie sensibili, di fervori, d'ispi-razioni, di strette al Cuore; onde l'anima, vedendosi così aggraziata, incomincia ad amarmi, fa come un fondo di preghiere, di pie pratiche nel suo cuore, e si decide ad esercitarsi nelle virtù. Tutto ciò forma un prato fiorito nell'anima, ma il mio Amore non è con-tento solo di fiori; vuole i frutti, e perciò incomincia a far cadere i fiori, cioè la spoglia dell'amore sensibile, del fervore e di tutto il resto, per far nascere i frutti. Se l'anima è fedele, continua le sue pie pratiche, le sue virtù, non prende gusto a nessun'altra cosa umana; non si dà pensiero di sé, ma solo di Me. Con la confidenza in Me, metterà il sapore ai frutti; con la fedeltà farà stagionare i frutti, e col coraggio, la tolleranza e la tran-quillità cresceranno e saranno frutti pingui. Ed Io, il Celeste Agricoltore, coglierò questi frutti e ne farò mio cibo e pianterò un altro prato più bello e più fiorito, in cui nasceranno frutti eroici, da strappare dal mio Cuore grazie inaudite... Se poi è infedele, sconfidente, si agita, prende gusto alle cose umane, ecc., questi frutti saranno acerbi, scipiti, amari, infangati, e serviranno ad amareggiarmi e a farmi ritirare dall'anima."

 

Volume 12

4 Luglio 1917

Le pene che si soffrono e il bene che si fa sono vincoli di unione con Gesù: Chi fa la Divina Vo-lontà vive con Gesù la sua Vita Eucaristica nei Tabernacoli.

Continuando il mio solito stato, io mi sentivo un po' sofferente ed il mio adorabile Gesù, nel venire, si è messo di fronte a me e pareva che tra me e Gesù ci fossero tanti fili elettrici di comunicazione; e mi ha detto:

"Figlia mia, ogni pena che l'anima soffre è una comunicazione di più che l'anima acquista, perché tut-te le pene che la creatura può soffrire furono sofferte prima dalla mia Umanità e presero posto nell'ordine divino. E siccome la creatura non può soffrirle tutte insieme, la mia Bontà le comunica a poco a poco e, come le comunica, così crescono le catene d'unione con Me. E non solo le pene, ma tutto ciò che la creatu-ra può fare di bene; così si svolgono i vincoli di concatenamento tra Me e lei".

Un altro giorno pensavo tra me al bene che le altre anime hanno di stare innanzi al SS. Sacramento, mentre io, poveretta, ne ero priva; e il benedetto Gesù mi ha detto:

"Figlia mia, chi fa la mia Volontà sta insieme con Me nel Tabernacolo e prende parte alle mie pene, alle freddezze, alle irriverenze e a tutto ciò che le stesse anime fanno alla mia Presenza Sacramentale. Chi fa la mia Volontà deve primeggiare in tutto ed ha riservato sempre il posto d'onore. Quindi, chi riceve più bene: chi sta davanti a Me o chi sta con Me? Per chi fa la mia Volontà non tollero neppure un passo di distanza tra Me e lei, né divisione di pene o di gioie; forse lo terrò in croce, ma sempre con Me.

Ecco perché ti voglio sempre nel mio Volere, per darti il primo posto nel mio Cuore Sacramentato. Voglio sentire il tuo cuore palpitante nel Mio con lo stesso mio amore e dolore; voglio sentire il tuo volere nel Mio, che moltiplicandosi in tutti Mi dia con un solo atto le riparazioni di tutti e l'amore di tutti, e il mio Volere nel tuo, che facendo mia la tua povera umanità, la elevi innanzi alla Maestà del Padre come mia vittima continuata."

 

7 Luglio, 1917

Per chi fa la Divina Volontà, tutte le opere della sua vita sono presenti ed in atto.

Stavo fondendomi nel mio dolce Gesù, ma mi vedevo tanto misera che non sapevo che dirgli; e il sem-pre amabile Gesù, per consolarmi, mi ha detto:

"Figlia mia, per chi fa la mia Volontà non esiste passato né futuro, ma tutto è in atto presente. E sicco-me tutto ciò che feci e soffrii sta in atto presente - sic-ché, se voglio dare soddisfazione al Padre o fare bene alle creature, posso farlo, come se in atto stessi soffren-do ed operando - così ciò che la creatura può soffrire e fare nella mia Volontà s'immedesima con le mie pene e con le mie opere e se ne fa una sola cosa. E l'anima, quando vuole darmi un attestato d'amore con le sue pene, può prendere le pene sofferte altre volte, che stanno in atto e darmele per replicare il suo amore e le sue soddisfazioni verso di Me; ed Io, nel vedere l'in-dustria della creatura, che mette come al banco i suoi atti per moltiplicarli e riscuoterne l'interesse, per dar-mi amore e soddisfazione, per arricchirsi maggiormen-te e non farsi vincere in amore, le darò le mie pene e le mie opere, per darle amore e farmi amare."

 

18 Luglio 1917

Chi vive di Volontà di Gesù e nel suo Volere vive in Lui e a sue spese. Perché Gesù vuole tanto che l'anima viva nel suo Volere.

Continuando il mio solito stato, cercavo di ri-versarmi tutta nel Santo Volere di Gesù e Lo prega-vo che si riversasse tutto in me, in modo da non sen-tire più me stessa, ma tutto Gesù; ed il benedetto Gesù è venuto e mi ha detto:

"Figlia mia, quando l'anima vive della mia Vo-lontà e tutto ciò che fa lo fa nel mio Volere, Io Me la sento dappertutto. Me la sento nella mente e i suoi pensieri scorrono nei miei; e come Io diffondo la vita dell'intelligenza nelle creature, essa si diffonde insieme con Me nelle menti delle creature e, come Mi vede offendere, essa sente il mio dolore. Me la sento nel mio palpito, anzi vi sento un palpito in due nel mio Cuore e, come si riversa il mio Amore, si riversa insieme con Me ed ama con Me e se non sono amato, essa Mi ama per tutti, per contraccam-biarmi nell'amore e Mi consola. Nei miei desideri sento il desiderio dell'anima che vive del mio Volere; nelle opere mie sento le sue ed in tutto; sicché si può dire che vive di Me, a mie spese".

Ed io: "Amor mio, Tu fai tutto da Te stesso e non hai bisogno della creatura; perché, dunque, ami tanto che la creatura viva nel tuo e del tuo Volere?"

E Gesù: "Certo che di nulla ho bisogno e fac-cio tutto da Me stesso, ma l'amore, per avere vita, vuole il suo sfogo. Supponi un sole, che non ha bi-sogno di luce, è sufficiente per sé e per altri; ma pure, stando altre piccole luci, ad onta che non ha bisogno, le vuole in sé come compagnia, per sfogar-si e per ingrandire le piccole luci. Quale torto non farebbero le piccole luci se si rifiutassero? Ah, figlia mia, la volontà quando è sola e sempre sterile; l'amo-re, solo, languisce e si spegne. Ed Io amo tanto la creatura, che la voglio unita con la mia Volontà, per renderla feconda, per darle vita d'amore; ed Io tro-vo il mio sfogo, perché solo per sfogarmi nell'amo-re ho creato la creatura, non per altro e perciò que-sto è tutto il mio impegno."

 

25 Luglio 1917

I presenti flagelli sono appena all'inizio. L'anima, a questo punto è invitata ad operare come Gesù nel suo Volere. In che modo la prepa-ra Gesù.

Continuando il mio solito stato, mi lamentavo con Gesù ed insieme Lo pregavo che mettesse fine a tanti castighi; e Gesù mi ha detto:

"Figlia mia, ti lamenti? Eppure è nulla ancora; verranno i grandi castighi. La creatura si è resa insoffribile; sotto i colpi si ribella di più, anzi, non vuo-le riconoscere la mia mano che colpisce. Non ho altri mezzi da usare che sterminarla; così potrò togliere tante vite che appestano la terra e Mi uccidono la crescente generazione. Quindi non aspettare fine per ora, ma piuttosto altri mali peggiori. Non ci sarà parte della terra che non sarà inzuppata di sangue."

Io, nel sentire ciò, mi sentivo lacerare il cuore; e Gesù, volendomi sollevare, mi ha detto: "Figlia mia, vieni nella mia Volontà per fare ciò che faccio Io e nel mio Volere potrai correre a bene di tutte la creature, e da dentro il sangue dove nuotano potrai salvarle con la potenza del mio Volere, in modo che Me le porterai lavate col proprio sangue col tocco della mia Volontà".

Ed io: "Vita mia, sono tanto cattiva; come posso fare ciò?"

E Gesù: "Tu devi sapere che l'atto più nobile, più sublime, più grande, più eroico, è fare la mia Vo-lontà e operare nel mio Volere. Quindi, a questo atto che nessun altro potrà eguagliare, Io faccio pompa di tutto il mio Amore e generosità, e non appena l'anima si decide a farlo, Io, per darle l'onore di tenerla nel mio Volere, nell'atto che i due voleri s'incontrano per fondersi l'uno nell'altro e fare uno solo, se è macchia-ta, la purifico, se le spine della natura umana lo involgono, le frantumo e se la trafigge qualche chio-do, cioè il peccato, Io lo polverizzo, perché niente di male può entrare nella mia Volontà; anzi, tutti i miei attributi la investono e cambiano la debolezza in for-tezza, l'ignoranza in sapienza, la miseria in ricchezza, e così tutto il resto. Negli altri atti rimane sempre qual-che cosa di sé, ma in questi rimane spogliata di tutta se stessa ed Io la riempio tutta di Me."

 

20 Ottobre 1917

Come l'anima può fare di sé un'ostia per Gesù.

Avendo ricevuto il mio Gesù, stavo pensando come potevo rendere amore per amore e mi riusciva impossibile potermi restringere, impicciolire, come fa Gesù nell'Ostia per amor mio. Ciò non è in mio pote-re, come è in potere di Gesù. E il mio amato Gesù mi ha detto:

"Figlia mia, se non puoi restringere tutta te stes-sa dentro il breve giro di un'Ostia per amor mio, puoi restringere benissimo tutta te stessa nella mia Volontà, per poter formare l'Ostia di te nella mia Volontà. Ad ogni atto che farai nella mia Volontà Mi farai un'Ostia, ed Io Mi ciberò di te, come tu di Me. Che cosa forma l'Ostia? La mia Vita in essa. E che cosa è la mia Volon-tà? Non è tutta la mia Vita? Sicché anche tu puoi farti Ostia per amor mio: quanti più atti farai nella mia Vo-lontà, tante Ostie in più farai per rendermi amore per amore.

 

20 Novembre 1917

Per salvare le anime Dio è costretto a distrugge-re la terra e le cose belle che legano l'uomo. Gesù farà scomparire le santità delle virtù, per far ricomparire la santità del vivere nella Divi-na Volontà.

Continuando il mio stato ancor più doloroso, il mio sempre amabile Gesù viene e fugge come lampo e non mi dà il tempo neppure di pregarlo per i tanti mali che la povera umanità subisce, specie la mia cara patria ... Che colpo al mio cuore, l'entrata degli stra-nieri in essa! Credevo che Gesù me l'avesse detto pri-ma, per farmi pregare; e se venendo Lo prego, mi dice: "Sarò inesorabile"; e se Lo presso col dirgli: "Gesù, non vuoi avere compassione? Non vedi come i paesi sono distrutti, come la gente rimane nuda e digiuna? Ah, Gesù, come Ti sei fatto duro!", Lui mi risponde:

"Figlia mia, a Me non premono le città, le gran-dezze della terra, ma Mi premono le anime. Le città, le chiese ed altri, dopo distrutti, si potranno rifare. Nel Diluvio, non distrussi tutto? E poi, non si rifece di nuo-vo? Ma le anime, se si perdono, è per sempre; non vi è chi Me le ridia di nuovo. Ah, Io piango le anime; per la terra hanno disconosciuto il Cielo, ed Io distruggerò la terra, farò scomparire le cose più belle che come un laccio legano l'uomo".

Ed io: "Gesù, che dici!?"

E Lui: "Coraggio, non ti abbattere. Andrò avan-ti; e tu vieni nel mio Volere, vivi in Esso, affinché la terra non più sia la tua abitazione, ma la tua abitazio-ne sia proprio Io e così starai del tutto al sicuro.

Il mio Volere ha il potere di rendere l'anima trasparente: ciò che Io faccio si riflette in lei. Se Io penso, il mio Pensiero si riflette nella sua mente e si fa luce, ed il suo, come luce, si riflette nel mio. Se guar-do, se parlo, se amo, ecc., come tante luci si riflette in lei e lei in Me; sicché stiamo in continui riflessi, in co-municazione perenne, in amore reciproco. E siccome Io Mi trovo dappertutto, i riflessi di queste anime Mi giungono in Cielo, in terra, nell'Ostia Sacramentale, nei cuori delle creature. Dovunque e sempre luce do e luce Mi mandano, amore do e amore Mi danno. Sono le mie abitazioni terrestri dove Mi rifugio dallo schifo delle altre creature.

Oh, il bel vivere nel mio Volere! Mi piace tanto, che farò scomparire tutte le altre santità sotto qualun-que aspetto di virtù nelle future generazioni e farò ri-comparire la santità del vivere nella mia Volontà, che sono e saranno non le santità umane, ma divine. E la loro santità sarà tanto alta che, come Soli, eclisseranno le stelle più belle dei Santi delle passate generazioni. Perciò voglio purgare la terra, perché indegna di que-sti portenti di Santità.

 

27 Novembre 1917

Dio vuole stabilire, a partire da Luisa, la santità del vivere nella Divina Volontà, che fu la santità dell'Umanità di Gesù sulla terra; raggiunto il fine, non occorreranno più i mezzi, Sacramenti e cose esterne.

Riprendo per obbedire. Il mio sempre amabile Gesù pare che ha voglia di parlare del vivere nel suo SS. Volere; pare che, mentre parla della sua SS. Volon-tà, dimentica tutto e fa dimenticare tutto. L'anima non trova altra cosa che la necessità, altro bene che vivere nel suo Volere. Onde il dolce mio Gesù, dopo aver scrit-to il giorno 20 Novembre del suo Volere, dispiacendo-si con me, mi ha detto:

"Figlia mia, non hai detto tutto; voglio che nes-suna cosa trascuri di scrivere quando Io ti parlo del mio Volere, anche le più piccole cose, perché servi-ranno tutte per il bene dei posteri.

In tutte le santità ci sono stati sempre i Santi che per primi hanno avuto l'inizio di una specie di santità; sicché ci fu il santo che iniziò la santità dei pe-nitenti, un altro che iniziò la santità dell'ubbidienza, un altro dell'umiltà, e così di tutto il resto delle altre santità. Ora l'inizio della Santità del vivere nel mio Volere voglio che sia tu.

Figlia mia, tutte le altre santità non sono esenti da perdimento di tempo e da interesse personale; come per esempio, un'anima che vive in tutto attenta all'ub-bidienza. C'è molta perdita di tempo; quel dire e ridi-re continuamente la distrae da Me e scambia la virtù in vece mia; se non ha l'opportunità di prendere tutti gli ordini, vive inquieta. Un'altra soffre le tentazioni: oh, quanta perdita di tempo! Non è mai stanca di dire tutti i suoi cimenti e scambia la virtù in vece mia. E molte volte queste santità vanno a sfascio. Ma la Santi-tà del vivere nel mio Volere va esente da interesse per-sonale, da perdimento di tempo; non c'è pericolo che scambino Me per la virtù.

Sicché il vivere nel mio Volere sono Io stesso. Questa fu la Santità della mia Umanità sulla terra e perciò feci tutto e per tutti, senza l'ombra degli inte-ressi. L'interesse proprio toglie l'impronta della Santi-tà divina. Perciò mai può essere un Sole; al più, per quanto bella, può essere una stella.

Perciò voglio la Santità del vivere nel mio Vole-re. In questi tempi sì tristi questa generazione ha biso-gno di questi Soli, che la riscaldino, la illuminino, la fecondino. Il disinteresse di questi angeli terrestri, tut-to per l'altrui bene senza l'ombra del proprio, aprirà nei cuori la via per ricevere la mia grazia.

E poi, le chiese sono poche e molte ne verran-no distrutte; molte volte non trovo Sacerdoti che Mi consacrino; altre volte permettono ad anime indegne di ricevermi ed ad anime degne di non ricevermi; al-tre non possono ricevermi, sicché il mio Amore si tro-va inceppato. Perciò voglio fare la Santità del vivere nel mio Volere. In essa non avrò bisogno di Sacerdoti per consacrarmi, né di chiese, né di tabernacoli, né di Ostie, ma queste anime saranno tutto insieme: Sacer-doti, chiese, tabernacoli ed Ostie. Il mio Amore sarà più libero. Ogniqualvolta vorrò consacrarmi lo potrò fare, in ogni momento, di giorno, di notte, in qualun-que luogo esse si trovino. Oh, come avrà sfogo com-pleto il mio Amore!

Ah, figlia mia, la generazione presente merite-rebbe di essere distrutta del tutto, e se permetterò che qualche poco resti di essa, è per formare questi Soli della Santità del vivere nel mio Volere, che a mio esem-pio Mi rifaranno di tutto quello che Mi dovevano le altre creature, passate, presenti e future. Allora la ter-ra Mi darà vera gloria e il mio "Fiat Voluntas Tua, come in Cielo così in terra" avrà compimento ed esaudimento."

 

6 Dicembre 1917

Gli atti nel Divin Volere sono simili agli atti di Gesù.

Dopo aver ricevuto Gesù in Sacramento stavo dicendogli: "Ti bacio col bacio del tuo Volere. Tu non sei contento se Ti do solo il mio bacio, ma vuoi il bacio di tutte le creature, ed io perciò Ti do il bacio nel tuo Volere, perché in Esso trovo tutte le creature, e sulle ali del tuo Volere prendo tutte le loro bocche e Ti do il bacio col bacio del tuo Amore, affinché non Ti baci col mio amore, ma col tuo stesso Amore, e Tu senta il contento, le dolcezze, la soavità del tuo stesso Amore sulle labbra di tutte le creature, in modo che, attirato dal tuo stesso Amore, Ti costringa a dare il bacio a tut-te le creature" ...E poi, chi può dire i miei tanti spro-positi che dicevo al mio amabile Gesù?

Onde il mio dolce Gesù mi ha detto:

"Figlia mia, quanto Mi è dolce vedere, sentire l'anima nel mio Volere! Senza che lei se ne avveda si trova nelle altezze dei miei atti, delle mie preghiere, del modo come facevo Io stando su questa terra; si mette quasi al mio livello.

Io, nei miei più piccoli atti, racchiudevo tutte le creature passate, presenti e future, per offrire al Padre atti completi a nome di tutte le creature. Nemmeno Mi sfuggì un respiro delle creature che non lo racchiu-dessi in Me, altrimenti il Padre avrebbe potuto trovare eccezioni nel riconoscere le creature e tutti i loro atti, perché non fatti da Me e usciti da Me; avrebbe potuto dirmi: "Non hai fatto tutto e per tutti; la tua opera non è completa. Non posso riconoscere tutti, perché non li hai rincorporati in Te ed Io voglio conoscere solo ciò che hai fatto Tu". Perciò, nell'immensità del mio Volere, del mio Amore e Potere, feci tutto e per tutti.

Onde, come mai possono piacermi le altre cose, per quanto belle, fuori dal mio Volere? Sono sempre atti bassi e umani e determinati; invece, gli atti nel mio Volere sono nobili, divini, senza termine, infiniti, qual è il mio Volere. Sono simili ai miei ed Io do loro lo stesso valore, amore e potere dei miei stessi atti, li moltiplico in tutti, li estendo a tutte le generazioni, a tutti i tempi. Che Mi importa che siano piccoli? Sono sempre i miei atti che si ripetono e basta.

E poi, l'anima si mette nel suo vero nulla - non nell'umiltà, in cui sempre si sente qualche cosa di se stessa -, e come nulla entra nel Tutto ed opera con Me, in Me e come Me, tutta spogliata di sé, non badando né a merito né ad interesse proprio, ma tutta intenta solo a rendermi contento, dandomi padronanza asso-luta dei suoi atti, senza volerne sapere di quello che ne faccio. Solo un pensiero l'occupa: vivere nel mio Vole-re, pregandomi che gliene dia l'onore. Ecco perché l'amo tanto e tutte le mie predilezioni e il mio Amore sono per quest'anima che vive nel mio Volere; e se amo gli altri, è in virtù dell'amore che voglio a quest'anima e che scende da essa, come il Padre ama le creature in virtù dell'Amore che vuole a Me".

Ed io: "Com'è vero quel che Tu dici, che nel tuo Volere non si vuole nulla né si vuol sapere nulla! Se si vuol fare, è solo perché l'hai fatto Tu. Si sente il desiderio ardente di ripetere le cose tue. Tutto scom-pare; non si vuol fare più nulla".

E Gesù: "Ed Io le faccio far tutto e le do tutto."

 

26 Marzo 1918

Ogni atto fatto nel Divin Volere è una bellezza e una qualità divina in più che l'anima acquista.

Continuando il mio solito stato, cercavo di fondermi nel Divin Volere; e il mio dolce Gesù mi ha detto:

"Figlia mia, ogniqualvolta l'anima entra nel mio Volere e prega, opera, soffre, ecc., tante nuove bellez-ze divine acquista. Sicché un atto in più o in meno, fatto nella mia Volontà, è una bellezza di più o di meno che l'anima acquista; e non solo, ma in ogni atto in più che fa nella mia Volontà prende una fortezza, una sapienza, un amore, una Santità divina in più. E men-tre prende le qualità divine lascia le umane, anzi, ope-rando nel mio Volere, l'umano resta come sospeso, la Vita Divina agisce e prende luogo e il mio Amore ha lo sfogo di mettersi in atto nella creatura."

 

27 Marzo 1918

Nella Divina Volontà l'anima vive con Gesù tutta la sua Vita Eucaristica.

Mi lamentavo con Gesù che neppure la S. Mes-sa potevo ascoltare, e Gesù mi ha detto:

"Figlia mia, chi forma il Sacrificio non sono Io? Ora, l'anima che vive con Me e nel mio Volere, trasfor-inandomi Io in ogni Sacrificio, lei resta come sacrifica-ta insieme con Me, non in una Messa, ma in tutte le Messe e, vivendo nel mio Volere, resta consacrata con Me in tutte le Ostie.

Non uscire mai dal mio Volere, ed Io ti farò giun-gere dove vuoi, anzi tra te e Me ci passerà tale elettrici-tà di comunicazione, che tu non farai alcun atto senza di me, ed Io non farò alcun atto senza di te. Sicché, quando ti manca qualche cosa, entra nella mia Volon-tà e troverai pronto ciò che vuoi: quante Messe vuoi, quante Comunioni, quanto amore vuoi. Nella mia Vo-lontà nulla manca; e non solo, ma troverai le cose in modo divino ed infinito."

 

27 Dicembre 1918

La parola di Gesù è sole, che Luisa deve scrivere per il bene di tutti.

In questi giorni passati non avevo segnato sulla carta nulla di ciò che Gesù mi aveva detto; mi sentivo una malavoglia e Gesù, nel venire, mi ha detto:

"Figlia mia, perché non scrivi? La mia Parola è luce e, come il Sole splende in tutti gli occhi, in modo che tutti han-no luce sufficiente per tutti i loro bisogni, così ogni mia parola è più che un Sole, che può essere luce suf-ficiente ad illuminare qualsiasi mente e a riscaldare ciascun cuore. Sicché ogni mia parola è un Sole che esce da Me, che per ora serve a te, ma, scrivendola, servirà ad altri. E tu col non scrivere vieni a soffocare questo Sole e ad impedire lo sfogo del mio Amore e tutto il bene che potrebbe fare un sole."

Ed io: "Ah, mio Gesù, chi è che andrà a calcola-re sulla carta le parole che Tu mi dici?"

E Lui: "Questo non sta a te, ma a Me. E ancorché non venissero calcolate - ciò che non sarà - i tanti Soli delle mie parole sorgeranno maestosi, mettendosi a bene di tutti. Invece, col non scrivere, impediresti che il Sole sorgesse e faresti tanto male. Come se uno po-tesse impedire che il Sole sorgesse sull'azzurro cielo, quanti mali non farebbe alla terra? Quello alla natura e tu alle anime. E poi, è gloria del Sole splendere ma-estoso e prendere come in mano la terra e tutti con la sua luce, il male è di chi non ne approfitta. Così sarà del Sole delle mie parole. Sarà gloria mia far sorgere tanti diversi Soli incantevoli e belli quante parole dico; il male sarà di chi non ne approfitta."

 

8 Gennaio 1919

Pena di Gesù per la triste sorte del mondo. Gesù vuole eliminare i cattivi pastori. Ciò che entra nella Divina Volontà diventa in virtù del suo Volere, eterno, infinito ed immen-so.

Continuando il mio solito stato, me ne stavo tutta afflitta, priva del mio dolce Gesù; e all'improvviso è venuto, ma stanco ed afflitto, quasi cercando un rifu-gio nel mio cuore, per sottrarsi alle gravi offese che Gli facevano e, dando un sospiro, mi ha detto:

"Figlia mia, nascondimi, non vedi come Mi per-seguitano? Anime, Mi vogliono mettere fuori oppure darmi l'ultimo posto! Fammi sfogare; è da molti gior-ni che niente ti ho detto delle sorti del mondo né dei castighi che Mi strappano con le loro malvagità, e la pena è tutta concentrata nel mio Cuore. Voglio dirla a te per fartene parte e così divideremo insieme la sorte delle creature, per poter pregare, soffrire e piangere insieme per il bene loro.

Ah, figlia mia, ci saranno contese fra loro; la morte mieterà molte vite e anche Sacerdoti. Oh, quante maschere vestite da preti! Li voglio togliere prima che sorga la persecuzione alla mia Chiesa e le rivoluzioni. Chissà se si convertono in punto di morte; altrimenti, se li lascio, queste maschere nella persecuzione si to-glieranno la maschera, si uniranno ai settari e saranno i nemici più fieri della Chiesa e la loro salvezza riuscirà più difficile".

Ed io tutto afflitta ho detto: "Ah, mio Gesù, che pena sentirti parlare di questi benedetti castighi! E i popoli, come faranno senza Sacerdoti? Già sono abba-stanza pochi e altri ne vuoi togliere; e chi amministre-rà i Sacramenti? Chi insegnerà le tue leggi?"

E Gesù: "Figlia mia, non ti accorare troppo. Lo scarso numero è nulla; Io darò ad uno la grazia, la for-za che do a dieci, a venti e uno varrà per dieci, per venti. Io a tutto posso supplire. E poi, i molti preti non buoni sono il veleno dei popoli; invece di bene fanno male, ed Io non faccio altro che togliere i primi ele-menti che avvelenano le genti."

Gesù è scomparso, ed io sono rimasta con un chiodo nel cuore di ciò che mi aveva detto e quasi in-quieta, al pensare alle pene del mio dolce Gesù e alla sorte delle povere creature. E Gesù è ritornato e, cin-gendomi il collo col braccio, ha soggiunto:

'Diletta mia, coraggio. Entra in Me, vieni a nuo-tare nel mare immenso del mio Volere, del mio Amo-re; nasconditi nel Volere e nell'Amore increato del tuo Creatore. Il mio Volere ha il potere di rendere infinito tutto ciò che entra nella mia Volontà e d'innalzare e trasformare gli atti delle creature in atti eterni, perché ciò che entra nella mia Volontà acquista l'Eterno, l'In-finito, l'Immenso, perdendo ciò che ha principio, ciò che è finito, la piccolezza. Quale è il mio Volere, tali rende gli atti loro. Perciò dì', grida forte 'Ti Amo" nel mio Volere; Io sentirò la nota del mio Amore eterno, sentirò l'amore creato nascosto nell'Amore increato e Mi sentirò amato dalla creatura con amore eterno, in-finito, immenso; quindi, un amore degno di Me, che Mi supplisce e può supplirmi nell'amore di tutti".

Io sono rimasta sorpresa ed incantata, dicendo: "Gesù, che dici?"

E Lui: "Cara mia, non ti meravigliare: tutto è eterno in Me; nessuna cosa ha principio né avrà fine. Tu stessa e tutte le creature eravate eterne nella mia Mente. L'Amore con cui formai la Creazione, che si sprigionò da Me e che dotò ogni cuore, era eterno. Che meraviglia, dunque, è che la creatura, lasciando il proprio volere, entri nel Mio, e che unendosi all'Amo-re che la vagheggiava e l'amava fin dall'Eternità, e concatenandosi con l'Amore eterno dal quale uscì, fac-cia i suoi atti, Mi ami e acquisti il suo valore e potere eterno, infinito ed immenso? Oh, come si conosce poco il mio Volere, perciò non è amato né apprezzato. Ed è per questo che la creatura si contenta di stare nel bas-so e opera come se non avesse un principio eterno, ma temporaneo."

lo stessa non so se sto dicendo spropositi. Il mio amabile Gesù getta nella mia mente tale luce di que-sto suo SS. Volere, che non solo non posso contenerla, ma mi mancano i vocaboli giusti per esprimermi. Onde, mentre la mia mente si perdeva in questa luce, il bene-detto Gesù mi ha dato una similitudine, dicendomi:

"Per farti comprendere meglio ciò che ti ho det-to, immaginati un Sole. Questo Sole spicca tante pic-cole luci che diffonde su tutto il Creato, dando loro piena libertà di vivere, o sparse nel Creato, oppure nello stesso Sole da cui sono uscite. Non è giusto che le pic-cole luci che vivono nel Sole, i loro atti, il loro amore, acquistino il calore, l'amore, il potere, l'immensità dello stesso Sole? Del resto, loro stavano nel Sole, sono parto del Sole, vivono a spese del Sole e fanno la stessa vita del Sole. A questo Sole niente accrescono e dimi-nuiscono, perché ciò che è immenso non è soggetto né a crescere né a decrescere; solo riceve la gloria, l'onore che le piccole luci ritornino a lui e facciano vita comune con lui; e questo è tutto il compimento e la soddisfazione del Sole. Il Sole sono Io; le piccole luci che escono dal Sole sono le creature; le luci che vivono nel Sole sono le anime che vivono nella mia Volontà. Ora hai capito?"

"Credo di si" ... Ma chi può dire ciò che compren-devo? Avrei voluto tacere, ma il Fiat di Gesù non ha voluto, ed io ho baciato il suo Fiat e nel suo Volere ho scritto; sia sempre benedetto.

 

29 Gennaio 1919

Le tre età del mondo e le tre rinnovazioni. Che cosa è vivere nel Divin Volere. La vocazio-ne di Luisa.

Stavo facendo l'adorazione alle piaghe di Gesù benedetto e infine ho recitato il Credo, intendendo entrare nell'immensità del Volere Divino, dove stanno tutti gli atti delle creature passate, presenti e future, e quegli stessi che la creatura dovrebbe fare e che, per trascuratezza o malvagità, non ha fatto. E dicevo: "Mio Gesù, Amor mio, entro nel tuo Volere e intendo con questo Credo rifare, riparare tutti gli atti di Fede che non hanno fatto le creature, tutte le miscredenze e dare l'adorazione dovuto a Dio come Creatore."

Mentre queste ed altre cose dicevo, mi sentivo sperdere l'intelligenza nel Volere Divino e sentivo una luce che investiva il mio intelletto, dentro la quale scor-gevo il mio dolce Gesù e questa luce diceva e diceva... Ma chi può dire tutto? Dirò in confuso; e poi sento tale ripugnanza, che se l'ubbidienza non fosse così se-vera, ma più indulgente, non mi obbligherebbe a certi sacrifici...

Ma Tu, Vita mia, dammi la forza e non lasciare a se stessa la povera ignorantella.

Ora pareva che mi dicesse:

"Figlia diletta mia, voglio farti sapere l'ordine della mia Provvidenza. Nel corso di ogni duemila anni ho rinnovato il mondo: nei primi duemila lo rinnovai col Diluvio; nei secondi duemila lo rinnovai con la mia venuta sulla terra, in cui manifestai la mia Umanità, dalla quale, come da tante fessure, traluceva la mia Divinità, e i buoni e gli stessi Santi dei seguenti duemila anni sono vissuti dei frutti della mia Umanità e come leccando hanno go-duto della mia Divinità. Ora siamo circa alla fine del terzo duemila e ci sarà una terza rinnovazione, ecco pertanto lo scompiglio generale: non è altro che il preparativo alla terza rinnovazione. E se nella seconda rinnovazione manifestai ciò che faceva e soffriva la mia Umanità e pochissimo ciò che operava la mia Divinità, ora, in questa terza rinnovazione, dopo che sulla terra sarà purgata e distrutta in gran parte la generazione presente, sarò ancora più largo con le creature e com-pirò la rinnovazione, col manifestare ciò che faceva la mia Divinità nella mia Umanità, come agiva il mio Vo-lere Divino col mio volere umano, come tutto restava concatenato in Me e come tutto Io facevo e rifacevo, e anche ogni pensiero di ciascuna creatura era rifatto da me e suggellato col mio Volere Divino.

Il mio Amore vuole sfogo e vuole far conoscere gli eccessi che la mia Divinità operava nella mia Uma-nità in favore delle creature, eccessi che superano di gran lunga gli eccessi che operava esternamente la mia Umanità.

Ecco pure perché ti parlo spesso del vivere nel mio Volere, che finora non ho manifestato a nessuno. Al più hanno conosciuto l'ombra della mia Volontà, la grazia e la dolcezza che contiene il farla; ma penetrar-vi dentro, abbracciare l'immensità, moltiplicarsi con me e penetrare ovunque - anche stando in terra - e in Cielo e nei cuori, deporre i modi umani ed agire coi modi divini, questo non è conosciuto ancora, tanto che a non pochi sembrerà strano, e chi non tiene aperta la mente alla luce della Verità non ne comprenderà nul-la. Ma Io a poco a poco Mi farò strada, manifestando ora una verità, ora un'altra di questo vivere nel mio Volere, che finiranno col comprenderlo.

Ora, il primo anello che congiunse il vero vive-re nel mio Volere fu la mia Umanità. La mia Umanità con la mia Divinità nuotava nel Volere Eterno e anda-vano rintracciando tutti gli atti delle creature per farli propri e dare al Padre, da parte delle creature, una gloria divina, e portare a tutti gli atti delle creature il valore, l'amore, il bacio del Volere Eterno.

In questo ambiente del Volere Eterno Io vede-vo tutti gli atti delle creature possibili a farsi e non fat-ti, e gli stessi atti buoni malamente fatti, ed Io facevo i non fatti e rifacevo i malamente fatti. Ora, questi atti non fatti e fatti solo da Me stanno tutti sospesi nel mio Volere, e aspetto le creature che vengano a vivere nel mio Volere, e che ripetano nella mia Volontà ciò che feci Io.

Perciò ho scelto te come secondo anello di con-giunzione con la mia Umanità, facendosi uno solo col mio, vivendo tu nel mio Volere, ripetendo i miei stessi atti; altrimenti da questo lato il mio Amore rimarreb-be senza sfogo, senza gloria da parte delle creature di ciò che operava la mia Divinità nella mia Umanità, e senza il perfetto scopo della Creazione, che deve rac-chiudersi e perfezionarsi nel mio Volere. Sarebbe come se avessi sparso tutto il mio Sangue e sofferto tanto, e nessuno lo avesse saputo: chi Mi avrebbe amato? Qua-le cuore ne sarebbe rimasto scosso? Nessuno, e quindi in nessuno avrei avuto i miei frutti, la gloria della Re-denzione".

Ed io, interrompendo il dire di Gesù, ho detto: "Amor mio, se tanto bene c'è di questo vivere nel Vole-re Divino, perché non lo hai manifestato prima?"

E Lui: "Figlia mia, prima dovevo far conoscere ciò che fece e soffrì la mia Umanità di fuori, per poter disporre le anime a conoscere ciò che fece la mia Divi-nità di dentro. La creatura è incapace di comprendere tutto insieme il mio operato; perciò vado manife-standomi poco a poco.

Poi, dal tuo anello di congiunzione con Me sa-ranno congiunti gli anelli di altre creature, e avrò uno stuolo di anime che, vivendo nel mio Volere, rifaran-no tutti gli atti delle creature, e avrò la gloria di tanti atti sospesi, fatti solo da Me, anche da parte delle cre-ature, e queste di tutte le classi: vergini, sacerdoti, se-colari, a seconda del loro ufficio. Non più opereranno umanamente, ma penetrando nel mio Volere, i loro atti si moltiplicheranno per tutti in modo tutto divino, e da parte delle creature avrò la gloria divina di tanti Sacramenti amministrati e ricevuti in modo umano, di altri profanati, di altri infangati dall'interesse e di tante opere buone in cui resto più disonorato che onorato ... Lo sospiro tanto questo tempo, e tu prega e sospiralo insieme con Me, e non spostare il tuo anello di congiunzione col mio, incominciando tu come la prima.

 

20 Febbraio 1919

Ogni cosa creata è una relazione di grazia e d'Amore tra il Creatore e la creatura. Luisa è chiamata a dare a Dio gli omaggi per ciascuna cosa a nome di tutti.

Continuando il mio solito stato, l'ho passato in-sieme col mio dolce Gesù, ed ora si faceva vedere Bam-bino, ora Crocifisso. E trasformandomi in Lui mi ha detto:

"Figlia mia, entra in Me, nella mia Divinità, e corri nell'eterna mia Volontà, e troverai la Potenza Creatrice come in atto di mettere fuori la macchina di tut-to l'Universo. In ogni cosa che creavo mettevo una re-lazione, un canale di grazie, un amore speciale tra la Maestà Suprema e la creatura. Ma la creatura non avrebbe fatto conto di queste relazioni, di queste gra-zie, di questo amore; sicché Dio avrebbe dovuto so-spendere la Creazione non riconosciuta né apprezza-ta, ma nel vedere che la mia Umanità l'avrebbe tanto bene apprezzato e che per ogni cosa creata avrebbe avuto le sue relazioni con l'Eterno - riconoscerlo, amar-lo, non solo per Sé ma per tutta l'umana famiglia - non guardò al torto degli altri figli e, con sommo con-tento, distese il cielo, tappezzandolo di stelle, sapendo che quelle stelle sarebbero state tante e svariate rela-zioni, grazie senza numero, fiumi d'amore, che sareb-bero corsi tra la mia Umanità e l'Ente Supremo. L'Eter-no mirò il Cielo e ne restò contento nel vedere le im-mense armonie, le comunicazioni d'amore che aprì tra il cielo e la terra. Perciò passò oltre e con una sola parola creatrice vi creò il Sole, come relatore conti-nuo del suo Essere Supremo, dotandolo di luce e di calore, mettendolo sospeso tra il cielo e la terra, in atto di reggere tutto, di fecondare, riscaldare ed illu-minare tutto. Col suo occhio di luce indagatore pare che dica a tutti: Io sono il più perfetto predicatore dell'Essere Divino; specchiatevi in me, che Lo ricono-scerete; dà vita a tutto, non ha bisogno di nulla, nessu-no Lo può toccare. Guardatemi bene e Lo riconosce-rete: io sono la sua ombra, il riverbero della sua mae-stà, il relatore continuo...

Oh, quali oceani di amore, di relazioni, si apri-rono tra la mia Umanità e la maestà Suprema!

Sicché ogni cosa che tu vedi, perfino il più pic-colo fiorellino del campo, era una relazione in più tra la creatura e il Creatore. Perciò era giusto che ne vo-lesse una riconoscenza, un amore in più da parte delle creature. Io sottentrai a tutto, Lo riconobbi e per tutti adorai la Potenza Creatrice. Ma il mio amore verso tanta Bontà non è contento; vorrei che altre creature rico-noscessero, amassero, adorassero questa Potenza Cre-atrice e, per quanto a creatura è possibile, prendesse-ro parte a queste relazioni che l'Eterno ha sparso in tutto il mondo, e a nome di tutti rendessero omaggio a quest'atto di Creazione dell'Eterno.

Ma sai tu chi può rendere quest'omaggio? Le anime che vivono nel mio Volere, che, come entrano in Esso, trovano come in atto tutti gli atti della Maestà Suprema e, trovandosi questa Volontà in tutto e in tut-ti, restano moltiplicate in tutto e possono rendere ono-re, gloria, adorazione, amore per tutti. Perciò, vieni nel mio Volere, vieni insieme con Me innanzi all'Altez-za Divina, a rendere per prima gli omaggi come a Cre-atore di tutto".

Io non so dire come sono entrata in questo Di-vin Volere, ma sempre insieme col mio dolce Gesù, e vedevo questa Suprema Maestà in atto di mettere fuo-ri tutto il Creato. Oh Dio, che amore! Ogni cosa creata riceveva l'impronta dell'amore, la chiave di comuni-cazione, il muto linguaggio per parlare eloquentemen-te di Dio; ma a chi? Alla creatura ingrata.

Io non so andare avanti nel dire; la mia piccola intelligenza si perdeva nel vedere le tante aperture di comunicazione, l'amore immenso che usciva da esse, e la creatura che rendeva come estranei tutti questi beni... Onde insieme con Gesù, come moltiplicandoci in tutti, abbiamo adorato, riconosciuto e ringraziato la Potenza Creatrice a nome di tutti, e l'Eterno riceve-va la gloria della Creazione. Gesù è scomparso ed io sono ritornata in me stessa.

 

24 Febbraio 1919

Fra tutte le cose create, l'uomo è il capolavoro di Dio. Luisa deve dare a Dio gli omaggi per ogni atto dell'uomo.

Trovandomi nel solito mio stato, nel venire il benedetto Gesù mi ha detto:

"Figlia mia, niente hai detto della creazione del-l'uomo, capolavoro della Potenza Creatrice, dove non a spruzzi né a onde, ma a fiumi l'Eterno gettava il suo Amore, la sua Bellezza, la sua maestria, e preso da ec-cesso d'amore metteva Se stesso come centro dell'uo-mo. Ma Lui ne voleva una degna abitazione; che fa, dunque, questa Suprema Maestà Increata? Crea l'uo-mo a sua immagine e somiglianza, dal fondo del suo Amore vi trae un respiro e col suo alito onnipotente gli infonde la vita, dotando l'uomo di tutte le sue qua-lità, proporzionate a creatura, facendolo un piccolo Dio. sicché tutto ciò che vedi nel Creato era un bel nulla a confronto della creazione dell'uomo. Oh, quan-ti cieli, stelle, Soli più belli stendeva nell'anima creata, quanta varietà di bellezza, quante armonie! Basta dire che mirò l'uomo creato e lo trovò tanto bello da inna-morarsi e, geloso di questo suo portento, Lui stesso si fece custode e possessore dell'uomo e gli disse: "Tutto ho creato per te, ti do il dominio di tutto; tutto è tuo e tu sarai tutto mio".

Tu non potrai comprendere tutto, i mari d'amo-re, le relazioni intime e dirette, la somiglianza che cor-re tra Creatore e creatura. Ah, figlia del Cuor mio, se la creatura conoscesse quanto è bella la sua anima, quante doti divine contiene, e come fra tutte le cose create sorpassa tutto in bellezza, in potenza, in luce - tanto che si può dire che è un piccolo dio e un piccolo mondo che contiene tutto in sé - oh, come si stimereb-be di più lei stessa e non imbratterebbe con la colpa, anche leggera, una bellezza sì rara, un prodigio così portentoso della Potenza Creatrice. Ma la creatura, quasi cieca nel conoscere se stessa e molto più cieca nel conoscere il suo Creatore, si va imbrattando tra mille sozzure, da sfigurare l'opera del Creatore, tanto che a stento si riconosce. Pensa tu stessa qual è il no-stro dolore; perciò, vieni nel mio Volere e vieni insie-me con Me a sostituire i nostri fratelli innanzi al Trono dell'Eterno, per tutti gli atti che dovrebbero fare per averli creati come un prodigio di amore della sua Onnipotenza, eppure così ingrati".

In un istante ci siamo trovati dinanzi a questa Maestà Suprema e, a nome di tutti, abbiamo espresso il nostro amore, il ringraziamento, l'adorazione, per averci creati con tanto eccesso d'amore e dotato di tan-te belle qualità.

 

27 Febbraio 1919

Gli atti fatti nel suo Volere sono per Gesù aria, luce, tabernacoli ed Ostie dove Gesù si sente libero e rende libera l'anima.

Continuando il mio solito stato, nel venire Gesù quasi sempre mi chiama nel suo Volere a riparare o a sostituire gli atti delle creature in modo divino. Ora, nel venire, mi ha detto:

"Figlia mia, che puzza esala la terra! Non trovo nessun punto per me e dalla puzza sono costretto come a fuggire dalla terra. Tu però puoi farmi un po' d'aria odorifera che faccia per me, e sai come? Col fare ciò che fai nella mia Volontà. Come farai i tuoi atti Mi for-merai un'aria divina, ed Io verrò a respirarla e troverò un punto della terra per me; e siccome la mia Volontà circola ovunque, così l'aria che Mi farai Me la sentirò dappertutto e Mi spazzerà l'aria cattiva che la terra Mi manda".

Poco dopo è ritornato di nuovo e ha soggiunto: "Figlia mia, quante tenebre! Sono tante che la terra sembra coperta da un manto nero, tanto che le creature non vedono più; sono rimaste cieche o non hanno luce per vedere. Ed Io non solo voglio l'aria divina per me, ma anche la luce. Perciò, i tuoi atti sia-no continui nel mio Volere, ché non solo farai l'aria per il tuo Gesù ma anche la luce; sarai il mio riflettore, il mio riverbero, il riflesso del mio Amore e della mia stessa Luce. Anzi, ti dico che, come farai i tuoi atti nel mio Volere, non solo erigerai Tabernacoli, ma, come andrai formando i pensieri, i desideri, le parole, le riparazioni, gli atti d'amore, tante Ostie si sprigioneran-no da te, perché consacrate dalla mia Volontà.

Oh, che libero sfogo avrà il mio Amore! Avrò libero campo in tutto, non più intoppo. Ne avrò quan-ti Tabernacoli voglio; le Ostie saranno innumerevoli; ad ogni istante ci comunicheremo insieme e anch'Io griderò "Libertà! Libertà! Venite tutti nella mia Volon-tà e godrete la vera libertà!" Fuori della mia Volontà, quanti inceppi non trova l'anima! Ma nella mia Volon-tà è libera. Io la lascio libera di amarmi come vuole, anzi le dico "Lascia le tue spoglie umane, prendi ciò che è divino. Io non sono avaro e geloso dei miei beni; voglio che prenda tutto. Amami immensamente; pren-di, prendi tutto il mio Amore, fa tuo il mio Potere, la mia Bellezza falla tua; quanto più prendi, tanto più è contento il tuo Gesù. La terra Mi forma pochi Taber-nacoli, le Ostie sono quasi numerate; e poi i sacrilegi, le irriverenze che Mi fanno: oh, com'è offeso ed in-ceppato il mio Amore! Invece, nella mia Volontà, niente inceppo, non c'è l'ombra dell'offesa e la creatura Mi dà amore, riparazioni divine e corrispondenza com-pleta e Mi sostituisce insieme con Me per tutti i mali dell'umana famiglia. Sii attenta e non ti spostare dal punto dove ti chiamo e voglio."

 

6 Marzo 1919

Condizioni e passi che occorrono per vivere nel Divin Volere.

Stavo tutta impensierita su ciò che il mio dolce Gesù mi va dicendo sul Divin Volere, e dicevo tra me:

"Com'è possibile che l'anima possa giungere a tanto, vivere più in Cielo che in terra?"

E Gesù, venendo, mi ha detto: "Figlia mia, ciò che è impossibile alla creatura, tutto è possibile per Me. E vero che è il prodigio più grande della mia Onnipotenza e del mio Amore, ma quando voglio, posso tutto, e ciò che pare difficile, a Me è facilissimo. Però voglio il "si" della creatura, e prestarsi come una molle cera a ciò che voglio fare di lei. Anzi, tu devi sapere che prima di chiamarla del tutto a vivere nel mio Volere, la chiamo di tanto in tanto, la spoglio di tutto, le faccio subire una specie di giudizio, perché nel mio Volere non ci sono giudizi, le cose restano tut-te confermate con Me; il giudizio è fuori della mia Volontà. Ma tutto ciò che entra nel mio Volere, chi mai può ardire di sottoporlo a giudizio? Ed Io mai giu-dico Me stesso...; e non solo, ma più volte la faccio morire anche corporalmente e poi di nuovo la rimet-to in vita, e l'anima vive come se non vivesse. Il suo cuore è in cielo, e il vivere è il suo più grande martirio. Quante volte non l'ho fatto con te? Queste sono tutte disposizioni per disporre l'anima a vivere nel mio Vo-lere. E poi, le catene delle mie grazie, delle mie visite ripetute: quante non ti ho fatto? Era tutto per disporti all'altezza di vivere nel mare immenso della mia Vo-lontà. Perciò, non voler investigare, ma segui il tuo volo."

 

22 Maggio 1919

La Gloria di Dio sarà completata per mezzo di chi vivrà nel Volere Divino.

Continuando il mio solito stato, la mia piccola mente si perdeva nel Santo Volere di Dio e, non so come, comprendevo come la creatura non dà a Dio la gloria che è obbligata a dare e mi sentivo amareggiata; e il mio dolce Gesù, volendomi istruire e consolare, con luce intellettuale mi ha detto:

"Figlia mia, tutte le mie opere sono complete, sicché la gloria che Mi deve dare la creatura sarà com-pleta e non verrà l'ultimo giorno, se tutta la Creazione non Mi dà l'onore e la gloria da Me stesso voluta e decisa. Ciò che non Mi danno gli uni, lo prendo dagli altri, e in questi raddoppio la Grazia che altri Mi re-spingono e da questi ricevo doppio onore e gloria. Ad altri, a seconda delle loro disposizioni, giungo a dare la Grazia che darei a dieci, ad altri quella che darei a cento; ad altri quella che darei a mille, e alle volte do le grazie che darei a città, a province ed anche a regni interi, e questi Mi amano e mi danno gloria per dieci, per cento, per mille, ecc. Così viene completata la mia Gloria da parte della Creazione. E quando vedo che la creatura non può giungere, malgrado la sua buona volontà, la tiro nel mio Volere, dove trova virtù di mol-tiplicare un solo atto per quanti ne vuole, e Mi dà glo-ria, onore, amore, che altri non Mi danno.

Perciò sto preparando l'Era del vivere nel mio Volere, e ciò che non hanno fatto le generazioni pas-sate e che non faranno, in quest'Era della mia Volontà i buoni completeranno l'amore, la gloria, l'onore di tutta la Creazione, dando loro grazie sorprendenti ed inaudite.

Ecco perché chiamo te nel mio Volere e ti sussur-ro all'orecchio: "Gesù, depongo ai tuoi piedi l'adorazio-ne, la sudditanza di tutta l'umana famiglia; depongo sul tuo Cuore il bacio di tutti; sulle tue labbra v'imprimo il mio bacio per suggellare il bacio di tutte le generazioni; Ti stringo con le mie braccia, per stringerti con le braccia di tutti e per portarti la gloria di tutti e le opere di tutte le creature" ...E come non dovrei dare a te l'amore, i baci, le grazie che dovrei dare agli altri?

Ora sappi, figlia mia, che ciò che la creatura fa in terra è il capitale che si fa per il Cielo; sicché, se fa poco, avrà poco; se molto, avrà molto. Se uno Mi ha amato e glorificato per dieci, avrà dieci contenti di più, corrispon-denti ad altrettanta gloria, e sarà amato da me dieci volte di più. Se un altro Mi ha amato e glorificato per cento e per mille, avrà contenti, amore e gloria per cento e per mille. Così Io darò alla Creazione ciò che ho deciso di dare, e la Creazione Mi darà ciò che Io devo ricevere da essa, e la mia Gloria sarà completata in tutto."

 

6 Dicembre 1919

Atto di adorazione, di riparazione e di amore nel Divino Volere, a nome di tutte le generazioni e in sostituzione per i reprobi. Dio creò l'uomo libe-ro, affinché concorresse con Lui ad una propria Creazione, ancor più bella della Creazione, nel Cielo della sua anima.

Non mi sento la forza di scrivere le mie doloro-se vicende; dico solo poche parole che il mio dolce Gesù mi aveva detto, e che io neppure pensavo di met-tere su carta; ma Gesù, rimproverandomi di ciò, mi ha fatto decidere a scriverle.

Ora ricordo che una notte stavo facendo l'ado-razione al mio Crocifisso Gesù e Gli dicevo: "Amor mio, nel tuo Volere trovo tutte le generazioni; ed io, a nome di tutta l'umana famiglia, Ti adoro, Ti bacio, Ti riparo per tutti; le tue piaghe, il tuo Sangue lo do a tutti, af-finché tutti trovino la loro salvezza. E se le anime per-dute non possono più fruire del tuo SS. Sangue, né amarti, lo prendo io per loro, per fare io ciò che do-vrebbero far loro. Il tuo Amore non voglio che resti defraudato in nulla da parte delle creature; per tutti voglio supplire, ripararti, amarti, dal primo fino all'ul-timo uomo..."

Mentre ciò dicevo ed altro, il mio dolce Gesù mi stese le braccia al collo e, stringendomi tutta, mi disse: "Figlia mia, eco della mia Vita: mentre tu prega-vi, la mia Misericordia si raddolciva e la mia Giustizia perdeva l'asprezza, e non solo nel tempo presente, ma anche nel tempo futuro, perché la tua preghiera ri-marrà in atto nella mia Volontà; e in virtù di essa, la mia Misericordia raddolcita scorrerà più abbondante e la mia Giustizia sarà meno rigorosa. non solo, ma sentirò la nota dell'amore delle anime perdute, ed il mio Cuore sentirà verso di te un amore di speciale te-nerezza, nel trovare in te l'amore che Mi dovevano queste anime, e verserò in te le grazie che tenevo pre-parate per loro".

Un'altra volta mi disse: "Figlia mia, amo tanto la creatura, che nel creare il cielo, le stelle, il sole e tutta la Natura, non le lasciai alcuna libertà, sicché il cielo non può aggiungere una stella di più né una di meno, né il sole sperdere o aggiungere una goccia di luce di più; invece, nel creare l'uomo lo lasciai libero, anzi lo volevo insieme con Me a creare le stelle, il cie-lo, per abbellire il Cielo dell'anima sua; e come dove-va fare il bene, esercitarsi nelle virtù, gli davo il potere di formarsi le stelle, i soli più splendidi; e quanto più bene faceva, tante più stelle formava, e quanta più in-tensità d'amore e di sacrificio, più splendore e più luce aggiungeva ai suoi soli. Ed Io, spaziandomi insieme nel Cielo dell'anima sua, gli dicevo: "Figlio mio, quanto più bello vuoi farti, più piacere Mi dai; anzi, amo tanto la tua bellezza che ti spingo, t'insegno, e non appena ti decidi, Io corro ed insieme con te rinnovo la Poten-za Creatrice e ti do il potere di fare il bene che vuoi. Ti amo tanto, che non ti ho fatto schiavo ma libero; ma ahi, quanto abuso di questo potere che ti ho dato! Hai il coraggio di convertirlo a tua rovina e ad offesa del tuo Creatore".

 

26 Dicembre 1919

La Divina Volontà è Sacramento ed oltrepassa tutti i Sacramenti insieme; è intangibile e pie-namente efficace in Se stessa.

Stavo pensando tra me: "Come può essere che il fare la Volontà di Dio oltrepassa gli stessi Sacra-menti?"

E Gesù, muovendosi nel mio interno, mi ha det-to:

"Figlia mia, e perché i Sacramenti si chiamano Sa-cramenti? Perché sono sacri: hanno il valore e potere di conferire la Grazia, la Santità. Però questi Sacramenti agiscono a seconda delle disposizioni delle creature; tanto che molte volte restano anche infruttuosi, senza potere conferire i beni che contengono.

Ora, la mia Volontà è Sacra e Santa, e contiene tutta insieme la virtù di tutti i Sacramenti. Non solo, ma non deve lavorare a disporre l'anima a ricevere i beni che contiene questa mia Volontà; ma l'anima, non appena si è disposta a fare la mia Volontà, si è già di-sposta da sé, e la mia Volontà, trovando il tutto prepa-rato e disposto, anche a costo di qualunque sacrificio, senza indugio si comunica all'anima, versa i beni che contiene e vi forma gli eroi, i martiri del Divin Volere, i portenti più inauditi ...E poi, che fanno i Sacramenti se non ché unire l'anima con Dio? E che cosa è fare la mia Volontà? Non è forse unire la volontà della creatu-ra col suo Creatore? E sperdersi nel Volere Eterno, il nulla salire al Tutto, il Tutto discendere nel nulla; è l'atto più nobile, più divino, più puro, più bello, più eroico che la creatura può fare.

Ah, si, te lo confermo, te lo ripeto: la mia Volon-tà è Sacramento ed oltrepassa tutti i Sacramenti insie-me; ma in modo più ammirabile, senza intermedio di nessuno, senza alcuna materia. Il Sacramento della mia Volontà si forma tra la Volontà mia e quella dell'ani-ma; le due volontà si annodano insieme e formano il Sacramento. La mia Volontà è Vita, e l'anima già di-sposta a ricevere la Vita è santa e riceve la Santità, è forte e riceve la fortezza, e così di tutto il resto.

Invece, gli altri miei Sacramenti, quanto devo-no lavorare a disporre le anime, se pure vi riescono! E questi canali che ho lasciato alla mia Chiesa, quante volte restano malmenati, disprezzati, conculcati, e cer-ti se ne servono per lordarsi e li rivolgono contro di me per offendermi ... Ah, se tu sapessi i sacrilegi enor-mi che si fanno nel Sacramento della Confessione, e gli abusi orrendi del Sacramento della Eucaristia, ne piangeresti Meco per il gran dolore!

Ah, si, solo, il Sacramento della mia Volontà può cantare gloria e vittoria, è pieno nei suoi effetti ed in-tangibile d'essere offeso dalla creatura, perché essa per entrare nella mia Volontà deve deporre la sua volontà, le sue passioni; ed allora la mia Volontà si abbassa a lei, la investe, la immedesima a Sé e ne fa dei portenti.

Perciò quando parlo della mia Volontà unita a quella della creatura vado in festa, non la finisco mai, è piena la mia gioia, né amarezza entra fra Me e l'ani-ma; ma per gli altri Sacramenti il mio Cuore nuota nel dolore, e l'uomo Me li ha cambiati in fonti d'amarez-ze, mentre Io li ho dato come fonti di grazie".

 

24 Maggio 1920

Gli atti fatti nella Divina Volontà hanno un valo-re divino ed universale, di riparazione in terra e di felicità in cielo.

Continuando il mio solito stato, il mio sempre amabile Gesù mi ha detto:

"Figlia mia, gli atti fatti nella mia Volontà sperdono gli atti umani e, immedesimandosi con i miei atti divini, s'innalzano fin nel Cielo, circolano in tutti, abbracciano tutti i secoli, tutti i punti e tutte le creature e, siccome restano fisse nel mio Volere, ad ogni of-fesa che le creature Mi fanno, non solo nel tempo pre-sente ma fino alla fine dei secoli, questi atti sono e sa-ranno i difensori del mio trono, ed elevandosi a mia difesa faranno le riparazioni opposte alle offese che le creature faranno. Gli atti fatti nel mio Volere hanno la virtù di moltiplicarsi a seconda del bisogno e delle cir-costanze che richiede la mia Gloria.

Quale sarà la felicità dell'anima, quando si tro-verà lassù in Cielo e vedrà i suoi atti, fatti nel mio Vole-re, come difensori del mio trono, e che avendo un eco continuo di riparazione respingeranno l'eco delle of-fese che viene dalla terra?

Perciò la gloria dell'anima che vive nel mio Vo-lere in terra, sarà in cielo diversa da quella degli altri Beati. Gli altri attingeranno da me tutti i contenti, que-sti invece non solo li attingeranno da Me, ma avranno i loro piccoli fiumi nel mio stesso Mare, vivendo in ter-ra nel mio Volere se li sono formati loro stesse nel mio Mare. E giusto che anche in Cielo abbiano questi fiu-mi di felicità e di contenti, che si espanderanno su tut-ti i Beati. Come sono belli questi fiumi nel mare infini-to del mio Divino Volere! Si riversano in Me ed Io in loro; e sarà una vista incantevole, alla quale tutti i Bea-ti resteranno sorpresi."

 

28 Maggio 1920

Gli atti fatti nella Divina Volontà acquistano una dimensione eterna e hanno il primato su tutti. Perciò l'anima si trova ad essere consacrata con Gesù in tutte le ostie di tutti i tempi, per dargli vita per vita.

Stavo offrendomi nel Santo Sacrificio della Mes-sa insieme con Gesù, affinché potessi anch'io subire la sua stessa consacrazione, e Lui, movendosi nel mio in-terno, mi ha detto:

"Figlia mia, entra nella mia Volontà, affinché possa trovarti in tutte le ostie, non solo presenti, ma anche future, e così subirai insieme con Me tante consacrazioni quante ne subisco Io. In ogni Ostia Io vi metto una mia Vita, e per contraccambio ne voglio un'altra. Ma quanti non Me la danno! Altri Mi ricevo-no; Io Mi do a loro e loro non si danno a Me, e il mio Amore resta dolente, inceppato e soffocato, senza con-traccambio. Perciò vieni nella mia Volontà a subire tutte le consacrazioni che subisco Io, ed Io troverò in ogni Ostia il contraccambio della tua vita. E non solo fin-ché starai in terra, ma anche quando starai in Cielo, perché essendoti tu consacrata anticipatamente men-tre stai nella mia Volontà in terra, come subirò Io le consacrazioni fino all'ultimo, così le subirai tu, ed Io troverò fino all'ultimo dei giorni il contraccambio della tua vita".

Poi ha soggiunto:

"Gli atti fatti nella mia Volontà sono sempre quel-li che primeggiano su tutti ed hanno la supremazia su tutto, perché essendo fatti nella mia Volontà entrano nell'ambito dell'Eternità, e prendendovi i primi posti lasciano dietro tutti gli atti umani, correndo loro sem-pre avanti. Né può influire se siano fatti prima o dopo, se in un'epoca o in un'altra, se siano piccoli o grandi; basta che siano stati fatti nella mia Volontà, perché sia-no sempre tra i primi e corrano davanti a tutti gli atti umani.

Sono simili all'olio, messo insieme agli altri com-mestibili. Fossero pure cose di più valore, fosse anche oro o argento, fossero cibi di grande sostanza, tutti vi restano sotto, e l'olio vi primeggia sopra, mai si abbas-sa sotto; fosse pure in minima quantità, col suo spec-chietto di luce pare che dica: Io sto qui per primeggia-re su tutto; non faccio comunanza con le altre cose né mi mescolo insieme. Così gli atti fatti nel mio Volere, siccome sono fatti nella mia Volontà, diventano luce, ma luce legata ed immedesimata con l'eterna Luce; quindi non si mischiano con gli atti umani, anzi, han-no la virtù di far mutare gli atti umani in divini. Perciò lasciano dietro tutto ed essi sono i primi fra tutti."

 

5 Gennaio 1921

La vita dell'anima fatta nel Divin Volere è forma-re la sua Vita nella vita di Gesù, per ricopiarla in tutto: e questo lo può fare solo il Volere Divino.

Continuando il mio solito stato, stavo pregan-do, e mentre pregavo intendevo entrare nel Volere Di-vino; e qui, facendo mio tutto ciò che in Esso esiste e nel quale niente sfugge: passato, presente e futuro e, facendomi corona di tutti, a nome di tutti portavo il mio omaggio innanzi alla Divina Maestà, il mio amore, la mia soddisfazione, ecc. Ora, il mio sempre ama-bile Gesù, movendosi nel mio interno, mi ha detto:

"Figlia mia, la vera vita dell'anima fatta nel mio Volere non è altro che la formazione della sua vita nel-la Mia, dare la mia stessa forma a tutto ciò che lei fa. Io non faccio altro che mettere in volo nel mio Volere tutti gli atti che facevo, sia interni che esterni; mettevo in volo ciascun pensiero della mia Mente, il quale, sor-volando su ogni pensiero di creatura, della quale tutto esisteva nel mio Volere, si faceva quasi corona di cia-scuna intelligenza umana e portava alla Maestà del Pa-dre l'omaggio, l'adorazione, la gloria, l'amore, la ripa-razione di ogni pensiero creato; e così il mio sguardo, la mia parola, il mio moto, il mio passo.

Ora, l'anima, per fare vita nel mio Volere, deve dare la forma della mia Mente alla sua, la forma del mio sguardo, della mia parola, del mio moto ai suoi. Onde, facendo ciò, perde la sua forma ed acquista la mia; non fa altro che dare continue morti all'essere umano e continua vita alla Volontà Divina. Così l'ani-ma potrà completare la Vita Divina della mia Volontà in lei; altrimenti non sarà del tutto compiuto questo prodigio, questa forma modellata del tutto sulla mia.

E il solo mio Volere, che è eterno ed immenso, che fa trovare tutto. Il passato e il futuro lo riduce ad un punto solo, ed in questo solo punto trova tutti i cuori palpitanti, tutte le menti in vita, tutto il mio Ope-rato in atto e l'anima, facendo suo questo mio Volere, fa tutto, soddisfa per tutti, ama per tutti e fa bene a tutti ed a ciascuno, come se fosse uno solo. Chi mai può giungere a tanto? Nessuna virtù, nessun eroismo, neanche il martirio, può stare di fronte al mio Volere. Tutti, tutti restano indietro all'operato nella mia vo-lontà.

Perciò sii attenta e fa' che la missione del mio Volere abbia compimento in te."

 

7 Gennaio 1921

Proseguono gli ultimi lavori di Gesù per fare di Luisa un altro Se stesso, lui nulla farà, solo il suo Volere starà nel gioco della Volontà Divina. Sul modello di Luisa, sorgeranno "le primizie" del suo Regno, i Figli del suo Volere e allora spunterà il sorriso di Dio.

Trovandomi nel solito mio stato, il mio sempre amabile Gesù è venuto e mi ha cinto il collo col suo braccio; poi si è avvicinato al mio cuore e, prendendo-si fra le mani il suo petto, lo premeva sul mio cuore e ne uscivano rivoli di latte, e riempiva il mio cuore di quei rivoli di latte; e poi mi ha detto:

"Figlia mia, vedi quanto ti amo? Ho voluto riem-pire tutto il tuo cuore del latte della Grazia e dell'Amo-re, sicché tutto ciò che dirai e che farai non sarà altro che lo sbocco della Grazia di cui ti ho riempita. Tu nulla farai; è il solo tuo volere che metterai al gioco della mia Volontà ed Io farò tutto. Tu non sarai altro che il suono della mia voce, la portatrice del mio Vole-re, la riformatrice delle virtù fatte in modo umano e colei che farà risorgere le virtù in modo divino, improntate da un punto eterno, immenso, infinito".

Detto ciò è scomparso.

Dopo un poco è ritornato, ed io mi sentivo tut-ta annullata, specie nel pensare a certe cose che non è necessario dire qui. La mia afflizione era al sommo e dicevo tra me: "Possibile che ci possa essere questo? Mio Gesù, non permetterlo; Tu forse ne vorrai la vo-lontà, ma non l'atto di questo sacrificio. E poi, nel mio duro stato in cui mi trovo, io non aspiro ad altro che al Cielo".

E Gesù, uscendo dal mio interno, ha dato in un singhiozzo. Lo sentivo ripercuotersi in Cielo ed in ter-ra; ma mentre stava per finire il singhiozzo è sottentrato un sorriso che si ripercuoteva, come il singhiozzo, in Cielo ed in terra. lo sono rimasta incantata ed il mio Gesù mi ha detto:

"Figlia diletta mia, a tanto dolore che le creatu-re Mi danno in questi tristi tempi, tanto da farmi pian-gere, essendo pianto di un Dio che si ripercuote in Cielo ed in terra, sottentrerà un sorriso, che riempirà di allegrezza Cielo e terra. E questo sorriso spunterà sul mio labbro quando vedrò le primizie, le figlie del mio Volere, vivere non nell'ambiente umano ma nel-l'ambiente divino. Li vedrò tutti improntati dal Volere eterno, immenso, infinito; vedrà scorrere sulla terra quel punto eterno che ha vita solo in Cielo e modella-re le anime coi suoi princìpi infiniti, con l'agire divi-no, con la moltiplicazione degli atti in un solo Atto. E come la Creazione uscì dal Fiat, così nel Fiat sarà com-pletata. Sicché solo i figli del mio Volere completeran-no tutto nel Fiat e nel mio Fiat, che prenderà vita in loro, avrò amore, gloria, riparazione, ringraziamenti, ecc. completi, per tutto e per tutti. Figlia mia, da dove le cose escono, là ritornano: tutto uscì dal Fiat e nel Fiat verrà tutto a Me. Saranno pochi, ma nel Fiat tutto Mi danno."

 

10 Gennaio 1921

Il "si" di Luisa si è legato liberamente ad un pun-to eterno ed immutabile. Il primo "si" lo ha chie-sto Gesù alla sua mamma nell'Onnipotenza del-la Divina Volontà, e il secondo lo ha chiesto a Luisa.

Stavo impensierita di ciò che sta scritto di sopra e dicevo tra me: Io non so che vorrà Gesù da me; ep-pure Lui sa quanto sono cattiva e come non sono buo-na a nulla...

E Gesù, muovendosi nel mio interno, mi ha detto:

"Figlia mia, ricordati che anni addietro ti do-mandai se tu volevi fare vita nel mio Volere. Volli che nel mio stesso Volere tu pronunciassi il tuo "si". Que-sto "si" fu legato ad un punto eterno e ad una Volontà che non avrà fine. Questo "si" sta nel centro del mio Volere, circondato da immensità, da infinità e, volen-dotene uscire, non trovi quasi la via. Perciò delle tue piccole opposizioni, di qualche tuo malcontento, Io me ne rido e mi diverto, vedendoti come quelle perso-ne legate nel fondo del mare, di propria volontà, che volendo uscire non trovano che acqua, e siccome sono legate nel fondo del mare, sentono la molestia di voler uscire, per starsene tranquille e felici, ma affondano di più nel mare. Così Io, vedendoti imbarazzata come se volessi uscire e non potendo, legata dal tuo stesso "si" affondi di più nel fondo del mio Volere, Io me ne rido e mi diverto ...E poi, credi tu che sia cosa da nulla e facile spostarti da dentro il mio Volere? Sposteresti un punto eterno e tremeresti di spavento..."

Poi ha soggiunto:

"Il primo "si" nel mio Fiat l'ho chiesto alla mia cara mamma, ed oh potenza del suo Fiat nel mio Volere! Non appena il Fiat Divino s'incon-trò col Fiat della mia mamma, se ne fecero uno solo. Il mio Fiat La innalzò, La divinizzò, La adombrò e, senza opera umana, concepì Me, Figlio di Dio. Solo nel mio Fiat poteva concepirmi. Il mio Fiat Le comunicò l'im-mensità, l'infinità, la fecondità in modo divino, e per-ciò l'Immenso, l'Eterno, l'Infinito, potette restare con-cepito in Lei.

Non appena disse "Fiat Mihi" non solo s'impos-sessò di Me, ma adombrò tutte le creature, tutte le cose create, sentiva in sé la vita di tutte le creature e allora incominciò a fare da Madre e da Regina di tutti ... Quanti portenti non contiene questo "si" della mia mamma, che se li volessi dire tutti, non finiresti mai di sentirli!

Ora un secondo "si" nel mio Volere l'ho chiesto a te, e tu, sebbene tremante, lo pronunziasti. Ora, que-sto "si" nel mio Volere avrà i suoi portenti, avrà un com-pimento divino. Tu seguimi e sprofondati di più nel mare immenso della mia volontà, ed Io penserò a tut-to. La mia mamma non pensò come avrei fatto ad in-carnarmi in Lei, ma disse solo "Fiat Mihi", ed Io pensai al modo come incarnarmi. Così farai tu.

 

17 Gennaio 1921

I tre Fiat: Quello della Creazione, il Fiat della Mam-ma Celeste per la Redenzione, ed il terzo, di Lui-sa, perché regni la Divina Volontà. Gesù sceglie le ultime creature.

La mia povera mente me la sentivo immersa nel mare immenso del Volere Divino ... Ovunque vedevo l'impronta del Fiat. Lo vedevo nel Sole e mi sembrava che l'eco del Fiat nel Sole Mi portava l'Amore divino, che mi dardeggia, che mi ferisce, che mi saetta; ed io, sulle ali del Fiat del Sole, salivo fino all'Eterno e a nome di tutta l'umana famiglia portavo l'amore che dardeggia la Maestà Suprema, che Lo feriva, che Lo saettava, e dicevo: "Nel tuo Fiat mi hai dato tutto que-sto amore, e solo nel Fiat posso ridartelo".

Guardavo le stelle e vi vedevo il Fiat, e nel loro dolce e mite scintillio questo Fiat mi portava l'Amore dolce, l'Amore nascosto, l'Amore compassionevole, nella stessa notte della colpa, ed io nel Fiat delle stelle portavo al Trono dell'Eterno, a nome di tutti, l'amore pacifico, per mettere pace fra Cielo e terra, l'amore dolce della anime amanti, l'amore nascosto di tante altre, l'amore delle creature quando ritornano a Dio dopo la colpa ... Ma chi può dire tutto ciò che capivo e facevo in tanti Fiat in cui vedevo assorbita tutta la Cre-azione? Andrei troppo per le lunghe; perciò faccio punto.

Onde il mio dolce Gesù mi ha preso le mani nelle sue, stringendole forte, mi ha detto:

"Figlia mia, il Fiat è tutto pieno di Vita, anzi è la stessa Vita, e perciò da dentro il Fiat escono tutte le vite e tutte le cose.

Dal mio Fiat uscì la Creazione: perciò in ogni cosa creata si vede l'impronta del Fiat.

Dal "Fiat Mihi "della mia cara Mamma, detto nel mio Volere, che ebbe la stessa potenza del mio Fiat Creatore, uscì la Redenzione. Sicché non c'è cosa del-la Redenzione che non contenga l'impronta del "Fiat Mihi" della mia Mamma.

Anche la mia stessa Umanità, i mie passi, le pa-role, le opere, furono suggellate dal "Fiat Mihi" di Lei. Le mie pene, le piaghe, le spine, la croce, il mio San-gue, avevano l'impronta del suo "Fiat Mihi'; perché le cose portano l'impronta dell'origine da dove sono usci-te. La mia origine nel tempo fu dal "Fiat Mihi" dell'Im-macolata Mamma, perciò tutto il mio operato porta il segno del suo "Fiat Mihi": Sicché il suo "Fiat Mihi" c'è in ogni Ostia Sacramentale; se l'uomo risorge dalla col-pa, se il neonato è battezzato, se il Cielo si apre per ricevere l'uomo, e il "Fiat Mihi" della mia Mamma che segna, che segue e che provvede a tutto ... Oh potenza del Fiat! Esso sorge ad ogni istante, si moltiplica e si fa vita di tutti i beni.

Ora voglio dirti perché ho chiesto il tuo Fiat, il tuo "si" nel mio Volere.

La mia preghiera insegnata, il "Fiat Voluntas Tua, sicut in coelo et in terra", questa preghiera di tanti se-coli, di tante generazioni, voglio che abbia il suo esaudimento e compimento. Ecco perché volevo un altro "si" nel mio Volere, un altro Fiat contenente la Potenza creatrice. Voglio il Fiat che sorge ad ogni istan-te, che si moltiplica in tutti; voglio in un'anima il mio stesso Fiat che sale al mio Trono e che con la sua Po-tenza creatrice porta in terra la vita del Fiat come in Cielo, così in terra."

Io, sorpresa ed annullata nel sentire ciò, ho det-to: "Gesù, che dici? E Tu pure lo sai quanto sono catti-va e inabile a tutto".

E Lui: "Figlia mia, è mio solito scegliere le ani-me più abiette, inabili e povere per le mie opere più grandi. La mia stessa Mamma nulla aveva di straordi-nario nella sua vita esteriore. Nessun miracolo, nessun segno aveva che la facesse distinguere dalle altre don-ne. Il suo solo distintivo era la perfetta virtù, alla quale quasi nessuno faceva attenzione; e se agli altri Santi ho dato il distintivo dei miracoli e ho fregiato altri con le mie piaghe, alla mia Mamma nulla, nulla; eppure Lei era il portento dei portenti, il miracolo dei miracoli, la vera e perfetta crocifissa, nessun'altra simile a Lei.

Io sono solito fare come un padrone che ha due servitori: uno sembra gigante, erculeo, abile a tutto; l'altro è basso, inabile, sembra che non sa far nulla, nessun servizio importante; se lo tiene è più che per carità, per farsene gioco.

Ora dovendo mandare un milione, un miliardo ad un paese, che fa? Chiama il piccolo, l'inabile, gli affida la grande somma e dice tra sé: Se l'affido al gi-gante, tutti gli faranno attenzione e i ladri lo assaliran-no, lo possono rubare, e se lui con la sua forza erculea si difenderà, può restare ferito. So che lui è bravo, ma voglio risparmiarlo, non voglio esporlo all'evidente pe-ricolo. Invece a questo piccolo, sapendolo inabile, nes-suno gli farà attenzione, nessun potrà pensare che pos-sa affidargli una somma così importante, e sano e sal-vo ritornerà...

Il povero inabile si meraviglia che il padrone si fidi di lui, mentre poteva servirsi del gigante, e tutto tremante ed umile va a deporre la grande somma, sen-za che nessuno si sia benignato di guardarlo e, sano e salvo, ritorna dal suo padrone, più tremante ed umile di prima.

Così faccio: quanto più grande è l'opera che vo-glio fare, tanto più scelgo anime abiette, povere, igno-ranti, senza alcuna esteriorità che le additi. Il suo stato abietto serve come sicura custodia all'opera mia. I la-dri della propria stima, dell'amore proprio, non le fa-ranno attenzione, conoscendo la sua inabilità, e lei, umile e tremante disimpegnerà l'ufficio da Me affida-to, conoscendo che non lei, ma Io ho fatto tutto in lei."

 

24 Gennaio 1921

I tre Fiat che devono adombrare sulla terra la SS. Trinità, sono iniziati sempre nel segreto tra Dio ed una singola creatura, e dopo si fanno cono-scere.

Io mi sentivo annientata nel pensare a questo benedetto Fiat; ma il mio amabile Gesù ha voluto au-mentare la mia confusione. Mi pare che si vuole far gioco di me, proponendomi cose sorprendenti e qua-si incredibili, prendendosi il piacere di vedermi confusa e più annullata, e, qual che è peggio, sono co-stretta dall'ubbidienza a scriverle per mio maggior tor-mento. Onde, mentre appoggiava la sua testa sulla mia e con la sua mano si sosteneva la fronte, una luce che veniva da essa mi ha detto:

"Figlia mia, il primo Fiat fu detto nella Creazio-ne senza intervento di alcuna creatura. Come compi-mento del secondo Fiat scelsi la mia Mamma. Ora a compimento di entrambi voglio dire il terzo Fiat, che farà completare la gloria, l'onore del Fiat della Crea-zione, e sarà conferma e sviluppo dei frutti del Fiat della Redenzione.

Questi tre Fiat adombreranno sulla terra la Sa-crosanta Trinità, e avrò il "Fiat Voluntas tua, come in Cielo così in terra". Questi tre Fiat saranno inseparabi-li; l'uno sarà vita dell'altro; saranno uno e trino, ma distinti tra loro.

Il mio Amore lo vuole, la mia Gloria lo esige, che avendo sprigionato i primi due Fiat dal seno della mia Potenza Creatrice, vuole sprigionare il terzo Fiat, non potendo contenerlo di più il mio Amore; e que-sto è per completare l'opera da Me uscita, altrimenti l'opera della Creazione e della Redenzione sarebbe in-completa."

Io, nel sentire ciò, sono rimasta non solo confu-sa, ma stordita, e dicevo tra me: "Possibile tutto que-sto? Ce ne sono tanti; e se questo è vero, che ha scelto me, mi sembra che sia una delle solite pazzie di Gesù. E poi, che cosa potrei fare e dire dentro d'un letto, mezzo storpiata ed inetta quale sono? Potrei io far fronte alla molteplicità ed infinità del Fiat della Creazione e della Redenzione? Essendo il mio Fiat simile agli al-tri due Fiat, io devo correre insieme con loro, fare il bene che fanno loro, intrecciarmi con loro ... Gesù, pensaci a ciò che fai, io non sono da tanto!"

Ma chi può dire tutti gli spropositi che dicevo? Ora, il mio dolce Gesù è ritornato e mi ha detto:

"Figlia mia, calmati; Io scelgo chi Mi piace. Sap-pi però che tutte le mie opere le incomincio tra Me ed una sola creatura e poi vengono diffuse. Difatti, chi fu il primo spettatore del Fiat della mia Creazione? Adamo e poi Eva. Non fu certo una moltitudine di gente. Dopo anni ed anni sono stati spettatori turbe e moltitudini di popoli.

Nel secondo Fiat solo la mia Mamma fu spetta-trice; nemmeno San Giuseppe seppe nulla, e la mia Mamma si trovava più nelle tue condizioni. Era tanta la grandezza che sentiva in Sé della Forza Creatrice dell'opera mia, che, confusa, non sentiva la forza di farne parola ad alcuno; e se poi lo seppe San Giusep-pe, è perché fui Io che glielo manifestai. Onde nel suo seno verginale germogliò come seme questo Fiat, se ne formò la spiga per moltiplicarlo e poi uscì alla luce del giorno. Ma chi furono gli spettatori? Pochissimi; nella stanza di Nazareth i soli spettatori furono la mia cara Mamma e San Giuseppe. Quando poi crebbe la mia SS. Umanità, uscii e Mi feci conoscere, ma non a tutti. Poi si diffuse di più e si diffonderà ancora.

Così sarà del terzo Fiat. Germoglierà in te, si for-merà la spiga; solo il Sacerdote ne avrà conoscenza.

Poi poche anime e poi si diffonderà, si diffonderà e farà la stessa via della Creazione e della Redenzione. Quanto più ti senti schiacciata, tanto più cresce in te e si feconda la spiga del terzo Fiat; perciò, sii attenta e fedele."

 

2 Febbraio 1921

La Potenza Creatrice dei tre Fiat.

Continuando il mio solito stato, stavo fonden-domi tutta nel Volere Divino e dicevo tra me: "Mio Gesù, voglio amarti, e voglio tanto amore da supplire l'amore di tutte le generazioni che sono state e che ci saranno. Ma chi può darmi tanto amore da poterti amare per tutti? Amor mio, nel tuo Volere c'è la Forza Creatrice; quindi nel tuo Volere voglio io stessa creare tanto amore da supplire e sorpassare l'amore di tutti e per tutto ciò che tutte le creature sono obbligate a dare a Dio come nostro Creatore..."

Mentre ciò facevo, ho detto: "Quanti spropositi sto dicendo!"

E il mio dolce Gesù, movendosi nel mio inter-no, mi ha detto:

"Figlia mia, certo, nel mio Volere c'è la Forza Creatrice. Da dentro un solo Fiat uscirono miliardi e miliardi di stelle; dal "Fiat Mihi" della mia Mamma, dal quale ebbe origine la mia Redenzione, escono miliar-di e miliardi di atti di Grazia che si comunicano alle anime. Questi atti di Grazia sono più belli, più risplen-denti, più multiformi delle stelle; e mentre le stelle sono fisse e non si moltiplicano, gli atti della Grazia si moltiplicano all'infinito, corrono in ogni istante, al-lettano le creature, le felicitano, le fortificano e danno loro vita. Ah, se le creature potessero vedere il sopran-naturale della Grazia, sentirebbero tali armonie, ve-drebbero tale spettacolo incantevole, da credere che sia il loro Paradiso.

Ora, anche il terzo Fiat deve correre insieme con gli altri due Fiat, deve moltiplicarsi all'infinito ed in ogni istante deve dare tanti atti per quanti atti di Gra-zia si sprigionano dal mio seno, per quante stelle, per quante gocce d'acqua e per quante cose create spri-gionò il Fiat della Creazione, deve confondersi insie-me e dire: "Quanti atti siete voi, tanti ne faccio io".

Questi tre Fiat hanno uno stesso valore e pote-re. Tu scomparisci; è il Fiat che agisce, e perciò anche tu può dire nel mio Fiat Onnipotente: "Voglio creare tanto amore, tante adorazioni, tante benedizioni, tan-ta gloria al mio Dio, da supplire a tutti e a tutto". I tuoi atti riempiranno Cielo e terra, si moltiplicheranno con gli atti della Creazione e della Redenzione e se ne fa-ranno uno solo.

Parrà sorprendente ed incredibile a taluni tut-to ciò, e allora dovrebbero mettere in dubbio la mia Potenza Creatrice. E poi, quando sono Io che lo vo-glio, che do questo potere, ogni dubbio cessa.

Non sono forse libero di fare ciò che voglio e di dare a chi voglio? Tu sii attenta; Io starò con te, ti adom-brerò con le mia Forza Creatrice e compirò ciò che voglio su di te."

 

8 Febbraio 1921

Gesù sta preparando un'era d'amore: L'era del suo terzo Fiat.

Questa mattina, dopo fatta la Comunione, sen-tivo nel mio interno il mio sempre amabile Gesù che diceva:

"O iniquo mondo, tu stai facendo di tutto per cacciarmi dalla faccia della terra, per sbandirmi dalla società, dalle scuole, dalle conversazioni e da tutto; stai macchinando come abbattere templi ed altari, come distruggere la mia Chiesa e uccidere i miei ministri, ed Io ti sto preparando una Era d'amore, l'Era del mio terzo Fiat. Tu farai la tua via per sbandirmi, ed Io ti confonderò di amore, ti seguirò di dietro, Mi farò in-contro davanti a te per confonderti in amore. Dove tu Mi hai sbandito, Io erigerò il mio Trono e vi regnerò più di prima, ma in modo più sorprendente, tanto che tu stesso cadrai ai piedi del mio Trono e come legato dalla forza del mio Amore."

Poi ha soggiunto: "Ah, figlia mia, la creatura im-perversa sempre più nel male! Quante macchinazioni di rovine stanno preparando! Giungeranno a tanto da esaurire lo stesso male. Ma mentre loro si occuperan-no nel fare la loro via, Io Mi occuperò nel fare che il mio "Fiat Voluntas Tua" abbia compimento ed esaudimento, che la mia Volontà regni sulla terra, ma in modo tutto nuovo. Mi occuperò a preparare l'Era del terzo Fiat, in cui il mio Amore sfoggerà in modo meraviglioso ed inaudito. Ah, si, voglio confondere l'uomo tutto in amore! Perciò sii attenta: ti voglio con Me a preparare quest'Era d'amore, celeste e divina e opereremo insieme."

 

16 Febbraio 1921

Per entrare nel Divin Volere basta togliere l'osta-colo: la volontà umana, basta volerlo, e tutto è fatto.

Mentre pensavo al santo Volere Divino, il mio dolce Gesù mi ha detto:

"Figlia mia, per entrare nel mio Volere non ci sono vie né porte né chiavi, perché il mio Volere si trova dappertutto, scorre sotto i piedi, a destra e a sini-stra, sopra il capo e dovunque. La creatura non deve fare altro che togliere la pietruzza della sua volontà, che, ad onta che sta nel mio volere, non prende parte né gode dei suoi effetti, rendendosi come estranea nel mio Volere, perché la pietruzza della sua volontà im-pedisce come all'acqua di scorrere nel lido per corre-re altrove, perché le pietre glielo impediscono. Ma se l'anima toglie la pietruzza della sua volontà, nel mede-simo istante lei scorre in Me ed Io in lei; trova tutti i miei beni a sua disposizione, luce, forza, aiuto, ciò che vuole. Ecco perché non ci sono vie, né porte, né chia-vi: basta che si voglia e tutto è fatto. Il mio Volere pren-de l'impegno di tutto e di darle ciò che le manca e la fa spaziare nei confini interminabili della mia Volon-tà. Tutto il contrario è per le altre virtù: quanti sforzi ci vogliono, quanti combattimenti, quante vie lunghe! E mentre pare che la virtù le sorrida, una passione un po' violenta, una tentazione, un incontro inaspettato, la sbalzano indietro e la mettono a far da capo la via".

 

22 Febbraio 1921

Dio riposa nella sua stessa parola. I tre Fiat di Dio, vincolati con le tre potenze dell'uomo, per riportarlo allo stato d'origine.

Stavo nel mio solito stato, ed il mio dolce Gesù stava tutto silenzioso; io Gli ho detto: "Amor mio, per-ché non mi dici nulla?"

E Gesù: "Figlia mia, dopo aver parlato è mio solito fare silenzio; voglio riposarmi nella mia stessa Parola, cioè nella mia stessa Opera uscita da Me. E questo lo feci nella mia Creazione, dopo aver detto: `Fiat Lux'; e la luce fu; dopo aver detto Fiat a tutte le altre cose, e le cose usciro-no a vita. Volli riposare, e la mia Luce eterna riposò nella luce uscita nel tempo; il mio Amore riposò nell'amore in cui investii tutto il creato; la mia Bellezza riposò nell'uni-verso. tutto Mi temprai con la mia stessa Bellezza; come pure riposò la mia Sapienza e la mia Potenza, in cui ordi-nai tutto, con tale Sapienza e Potenza che Io stesso, guar-dando, dissi: "Com'è bella l'Opera da Me uscita! Voglio riposarmi in essa!" Così faccio con le anime: dopo aver parlato, voglio riposarmi e godere gli effetti della mia Parola."

Dopo ciò ha soggiunto: "Diciamo insieme un Fiat. E tutto, Cielo e terra, si riempiva d'adorazione alla Maestà Suprema. Di nuovo ha ripetuto Fiat, ed il Sangue, le piaghe, le pene di Gesù sorgevano e si mol-tiplicavano all'infinito. E poi una terza volta Fiat, e questo Fiat si moltiplicava in tutte le volontà delle cre-ature per santificarle. Poi mi ha detto:

"Figlia mia, questi tre Fiat sono il Creante, il Redimente, il Santificante. Nel creare l'uomo lo dotai con tre potenze: intelletto, memoria e volontà, e con tre Fiat compirò l'opera di santificazione nell'uomo.

Al Fiat Creante, l'intelletto dell'uomo resta come rapito, e quante cose comprende di Me e di come Io lo amo, essendo nascosto in tutte le cose create per farmi conoscere e dargli amore per farmi amare.

Nel Fiat della Redenzione, la memoria resta come incantata dagli eccessi del mio Amore nel patire tanto, per aiutare e salvare l'uomo nello stato della colpa.

Nel terzo Fiat il mio Amore vuole sfoggiare di più; voglio assalire la volontà umana, voglio mettere a sostegno della sua volontà la mia stessa Volontà, in modo che la volontà umana resterà non solo rapita, incantata, ma sostenuta da una Volontà Eterna, alla quale, facendosi appoggio in tutto, l'uomo quasi non potrà sfuggire.

Non finiranno le generazioni fino a quando la mia Volontà non regnerà sulla terra. Il mio Fiat Redentore si metterà in mezzo tra il Fiat Creante ed il Fiat Santificante, s'intrecceranno tutti e tre insieme e compiranno la santificazione dell'uomo. Il terzo Fiat darà tale Grazia alla creatura da farla ritornare quasi allo stato d'origine; e allora, quando avrò visto l'uomo come uscì da Me, la mia Opera sarà completa e prenderò il mio perpetuo riposo nell'ultimo Fiat. La sola vita nel mio Volere ridonerà al-l'uomo lo stato d'origine.

Perciò sii attenta ed insieme con Me aiutami a completare la santificazione della creatura."

Io, nel sentire ciò, ho detto: "Gesù, Amor mio, io non so fare come fai Te né come Tu mi insegni, e quasi ho paura dei tuoi rimproveri nel non fare bene ciò che vuoi da me".

E Lui, tutto bontà: "Lo so anch'Io che non puoi fare perfettamente ciò che ti dico, e dove tu non giun-gi ti supplisco Io; ma è necessario che ti alletti e che comprenda ciò che devi fare, affinché, se non fai tut-to, faccia quello che puoi. Ma mentre ti parlo, la tua volontà resta come incatenata con la Mia e vorresti fare quello che ti dico, ed Io lo ritengo come se tu facessi tutto".

Ed io: "Come si potrà divulgare ed insegnare agli altri questo modo di vivere nel Volere Divino, e chi è che si presterà?"

E Gesù: "Figlia mia, se con lo scendere sulla terra Io, nessuno si fosse salvato, l'opera di glorifi-care il Padre sarebbe stata già completa. Così ora; ancorché nessuno volesse ricevere questo bene - ciò che non sarà -, tu solo Mi basterai e Mi darai la glo-ria completa che voglio da tutte le creature."

 

2 Marzo 1921

Il terzo Fiat sarà come l'iride di pace che porrà fine al diluvio delle colpe e che unirà cielo e terra. D'ora in poi Luisa dovrà occuparsi in preparare il suo Avvento.

Trovandomi nel solito mio stato, il mio sempre amabile Gesù nel venire mi ha detto:

"Figlia mia, il terzo Fiat, il mio "Fiat Voluntas Tua, come in Cielo così in terra", sarà come l'arcobaleno che si vide nel cielo dopo il diluvio, che come iride di pace assicurava agli uomini che il diluvio era cessato. Così sarà il terzo Fiat. Come si conoscerà, anime amanti e disinteressate entreranno a far vita nel mio Fiat; sa-ranno come arcobaleni, come iridi di pace, che rappacificheranno il Cielo e la terra e fugheranno il diluvio di tante colpe che inondano la terra.

Queste iridi di pace avranno per vita il terzo Fiat, sicché il mio "Fiat Voluntas Tua" avrà compimento in loro; e come il secondo Fiat Mi chiamò sulla terra a vivere in mezzo agli uomini, così il terzo Fiat chiamerà la mia Volontà nelle anime e vi regnerà, come in Cie-lo, così in terra".

Poi ha soggiunto, stando io mesta per la sua as-senza:

"Figlia mia, sollevati, vieni nella mia Volontà; ti ho eletta tra mille e mille; affinché il mio Volere abbia pieno compimento in te e sia qual iride di pace, che con i suoi sette colori attiri gli altri a far vita nella mia Volontà. Perciò mettiamo da banda la terra. Finora ti ho tenuta insieme con Me per placare la mia Giustizia ed impedire che castighi più duri piovessero sulla ter-ra. Ora la corrente della malvagità umana, facciamola correre; e tu insieme con Me, nel mio Volere, voglio che ti occupi di preparare l'ora della mia Volontà. Come t'inoltrerai nella via del mio Volere, si for-merà l'iride di pace che formerà l'anello di congiun-zione tra la Volontà Divina e l'umana, dal quale avrà vita la mia Volontà sulla terra e avrà inizio l'esaudimento della preghiera mia e di tutta la Chiesa: "Venga il tuo Regno e sia fatta la tua Volontà, come in Cielo, così in terra".

 

8 Marzo 1921

Missione della Mamma Celeste e missione di Lui-sa: due atti singolari ed irripetibili, che compor-tano delle grazie uniche e superiori a tutte le al-tre.

Mentre stavo pregando, fondendomi tutta nel-la Divina Volontà, il mio dolce Gesù è uscito da dentro il mio interno e, gettandomi il suo braccio al collo, mi ha detto:

"Figlia mia, la mia Mamma col suo amore, con le sue preghiere e col suo annientamento Mi chiamò dal Cielo in terra ad incarnarmi nel suo seno. Tu, col tuo amore e con lo sperderti sempre nel mio Volere, chiamerai la mia Volontà a far vita in te sulla terra e poi Mi darai vita nelle altre creature.

Ora sappi però che la mia Mamma, con l'aver-mi chiamato dal Cielo in terra nel suo seno - essendo atto unico quello che fece e che non più si ripeterà. Io La arricchii di tutti le grazie, La dotai di tanto amore da farle sorpassare l'amore di tutte le creature unite insieme e La feci primeggiare nei privilegi, nella Gloria ed in tutto; e potrei dire che tutto ciò che è eterno e l'Eterno si ridusse ad un solo punto e si riversò su di Lei a torrenti, a mari immensi, tanto che tutti restano al disotto di Lei.

In te, col chiamare tu la mia Volontà in te - e ciò è anche atto unico - per decoro quindi della mia Vo-lontà che deve abitare in te, devo versare tanta Grazia, tanto Amore, da farti superare tutte le altre creature. E come la mia Volontà ha la supremazia su tutto ed è eterna, immensa, infinita, a colei in cui deve avere prin-cipio e compimento la Vita della mia Volontà, devo comunicarle, dotarla, arricchirla delle stesse qualità della mia Volontà, dandole la supremazia su tutto. Il mio eterno Volere prenderà il passato, il presente ed il futuro, lo ridurrà ad un solo punto e lo verserà in te. La mia Volontà è eterna e vuol prendere vita dove tro-va l'eterno; è immensa e vuole vita nella immensità; è infinita e vuol trovare l'infinità. Come posso trovare tutto questo, se prima non lo verso in te?"

Io, nel sentire ciò, sono rimasta spaventata e at-territa - e se l'ho scritto è perché l'ubbidienza si è im-posta -, e ho detto: "Gesù, che dici? Vuoi proprio con-fondermi ed umiliarmi fino alla polvere! Mi sento che neppure posso tollerare ciò che Tu dici, mi sento un terrore che tutta mi spaventa."

E Lui ha soggiunto: "Ciò che ti dico servirà a Me stesso; è necessario alla Santità e dignità della mia Volontà. Non Mi abbasso ad abitare dove non trovo le cose che Mi appartengono. Tu non sei altro che depositaria di un tanto bene, che devi essere gelosa di custodire; perciò, fatti coraggio e non temere."

 

12 Marzo 1921

Se Gesù è come il grano, Luisa è come la paglia che lo protegge, per formare la spiga della Di-vina Volontà.

Stavo dicendo tra me: "La mia Regina Madre ha somministrato il sangue per formare nel suo seno l'Umanità di Gesù; ed io, che somministrerò per for-mare la Vita della Divina Volontà in me?"

Ed il mio amabile Gesù mi ha detto:

"Figlia mia, tu Mi somministrerai la paglia per formare la spiga, in cui il grano sarà Io, che come cibo darò la mia Volontà a nutrimento delle anime che vorranno cibarsi della mia Volontà, Tu sarai la paglia che conserverà il gra-no".

Io, nel sentire ciò, ho detto: "Amor mio, il mio ufficio di servirti di paglia è brutto, perché la paglia si getta e si brucia e non ha alcun valore".

E Gesù: "Eppure la paglia è necessaria alla spiga del grano. Se non fosse per la paglia, il grano non po-trebbe maturare né moltiplicarsi. La povera paglia ser-ve di veste e di difesa al grano; se il Sole cocente lo investe, la paglia lo difende dal troppo calore per non farlo seccare, se la brina, la pioggia od altro investono il grano, la paglia prende su di sé tutti questi mali. Sic-ché si può dire che la paglia è la vita del grano; e se la paglia si getta e si brucia, è quando è distaccata dal grano. Il grano della mia Volontà non è soggetto né a crescere né a decrescere; per quanto ne prenderanno non diminuirà d'un solo chicco. Quindi Mi sarà ne-cessaria la tua paglia, che mi servirà di veste di difesa, difendendo i diritti del mio Volere; perciò non c'è pe-ricolo che tu possa essere separata da Me".

Dopo un poco è ritornato, ed io Gli ho detto: "Vita mia, Gesù, se le anime che avranno vita nel tuo Volere saranno gli arcobaleni, quali saranno i colori di queste iridi di pace?"

E Gesù, tutto bontà: "Le loro qualità e colori saranno tutti divini, sfolgoreranno dei più belli e sma-glianti colori, che sono: amore, bontà, sapienza, po-tenza, santità, misericordia e giustizia. La varietà di questi colori sarà come luce nelle tenebre della notte e, in virtù di questi colori, faranno fare il giorno nelle menti delle creature."

 

17 Marzo 1921

Fin qui Luisa ha avuto l'ufficio che ebbe l'Umani-tà di Gesù in terra; d'ora in poi avrà quello della Divina Volontà nella Sua SS. Umanità. Motivo di questa elezione.

Stavo dicendo al mio dolce Gesù: "Io non so; quanto più dici di darmi per mezzo del tuo Santo Vo-lere, io mi sento più vile e più brutta. Avrei dovuto sentirmi meglio, più buona; invece è tutto il contra-rio.

E Gesù mi ha detto: "Figlia mia, quanto più cre-sce in te il grano della mia Volontà, tanto più sentirai la viltà della tua paglia, perché quando la spiga inco-mincia a formarsi, il grano e la paglia sono una sola cosa; invece, quando si va formando la vita della spiga, formandosi il grano, la paglia resta distaccata dal grano e resta solo a difesa del grano. Sicché, quanto più vile ti senti, tanto più il grano della mia Volontà si va formando in te ed è vicino a maturazione perfetta. La paglia in te non è altro che la tua debole natura, che vivendo insieme alla Santità e nobiltà della mia Volon-tà, sente maggiormente la sua viltà."

Poi ha soggiunto: "Diletta mia, finora hai occu-pato l'ufficio presso di Me che ebbe la mia Umanità in terra. Ora voglio cambiarti l'ufficio, dandoti un altro più nobile, più vasto: voglio darti l'ufficio che tenne la mia Volontà nella mia Umanità. Vedi com'è più alto, più sublime? La mia Umanità ebbe un principio, la mia Volontà è eterna; la mia Umanità è circoscritta e limitata, la mia Volontà non ha limiti né confini, è im-mensa; ufficio più nobile e distinto non potevo darti".

Io, nel sentire ciò, ho detto: "Mio dolce Gesù, io non so darmi ragione, perché vuoi darmi un tale uffi-cio, né ho fatto nulla da potermi meritare un tanto favore".

E Gesù: "Tutta la ragione è il mio Amore, la tua piccolezza, il tuo vivere nelle mie braccia come una bambina che non si dà pensiero di nulla che solo del suo Gesù, il non rifiutarmi qualunque sacrificio che ti abbia chiesto. Io non Mi faccio prendere dalle cose grandi, perché nelle cose in apparenza grandi c'è sem-pre dell'umano, ma dalle cose piccole, piccole nell'ap-parenza, ma grandi in se stesse.

E poi, avresti dovuto saperlo tu stessa, che dove-vo darti una missione speciale nella mia Volontà. Quel parlarti sempre del mio Volere, quel farti capire i mirabili effetti, ciò che non ho fatto con nessuno finora ... Con te ho fatto come un maestro, quando vuole che un suo discepolo riesca perfetto o nella me-dicina o nella storia o in altro; pare che non sappia parlare di altro; sempre batte su quel punto. Così ho fatto con te: Mi sono atteggiato a Maestro di Volontà Divina, come se ignorassi tutto il resto. Dopo che ti ho istruita bene, ti ho manifestato la tua missione e come in te avrà principio il compimento del "Fiat Voluntas Tua" sulla terra.

Coraggio, figlia mia, vedo che ti abbatti; non te-mere, avrai tutta la mia Volontà in tuo aiuto e soste-gno."

E mentre ciò diceva, con le sue mani mi passava la testa, il volto, il cuore, come se mi confermasse ciò che mi diceva; ed è scomparso.

 

23 Marzo 1921

La Divina Volontà porta le anime alla più grande piccolezza. Gesù ha scelto Luisa perché è la più piccola fra tutte le creature, e avendola formata, sta per iniziare la sua opera.

Trovandomi nel solito mio stato, mi sono trova-ta fuori di me stessa insieme con Gesù e Gli ho detto: "Amor mio, voglio farti sentire come faccio per entra-re nel tuo Volere, per vedere se Ti piace o no". Quindi ho detto ciò che sono solito di dire quando entro nel suo volere, che non credo che sia necessario dirlo, aven-dolo detto altrove.

E Gesù mi ha dato un bacio, approvando con esso ciò che io Gli dicevo; e poi mi ha detto:

"Figlia mia, la mia Volontà ha virtù speciale di rendere le anime piccole, d'impicciolirle tanto da sen-tirsi il bisogno estremo che la mia Volontà somministri loro la vita. E' tanta la loro piccolezza, che non sanno fare un atto o un passo che la mia Volontà non glielo somministri; sicché vivono tutte a spese della mia Vo-lontà, perché la loro piccolezza non porta ingombro, né cose proprie, né amore proprio, ma prendono tut-to dalla mia Volontà, non per tenerlo con loro, ma per darlo a Me; e siccome hanno bisogno di tutto, vivono sperdute nella mia Volontà.

Senti, Io girai e rigirai la terra, guardai una per una tutte le creature, per trovare la più piccola fra tut-te. Fra tanti trovai te, la più piccola fra tutte. La tua piccolezza Mi piacque e ti scelsi; ti affidai ai miei Ange-li, affinché ti custodissero, non per farti grande, ma perché custodissero la tua piccolezza. Ed ora voglio incominciare la grande opera del compimento della mia Volontà. Né con ciò ti sentirai più grande, anzi la mia Volontà ti farà più piccola e continuerai ad essere la piccola figlia del tuo Gesù, la Piccola Figlia della mia Volontà."

 

2 Aprile 1921

Nella Divina Volontà l'anima fa verso Gesù tutto ciò che dovrebbero fare tutti. E Gesù dà a lei ciò che avrebbe dato a tutti.

La mia povera mente me la sento come stordita e mi mancano i vocaboli per mettere su carta ciò che sento. Se il mio Gesù vorrà che scriva, si benignerà di dire in parole ciò che infonde in me a via di luce. Onde ricordo solo che venendo mi ha detto:

"Figlia mia, Io sento in chi nella mia Volontà prega, ama, ripara, Mi bacia, Mi adora, come se tutti Mi pregassero, Mi amassero, ecc., perché, involgendo la mia Volontà tutto e tutti nel mio Volere, l'anima Mi dà il bacio, l'amore, l'adorazione di tutti, ed Io, guar-dando tutti in lei, le do tanti baci, tanto amore quanto ne dovrei dare a tutti.

Nella mia Volontà l'anima non è contenta se non Mi vede dare completato l'amore di tutti, se non Mi vede baciato, adorato, pregato da tutti.

Nella mia Volontà non si possono fare cose a metà, ma complete, ed Io non posso dare all'anima che agisce nel mio Volere cose piccole, ma immense, che possono essere sufficienti per tutti. Io faccio con l'anima che agisce nel mio Volere come farebbe una persona, che vorrebbe che un lavoro fosse fatto da dieci persone. Ora, di questi dieci uno solo si offre a fare il lavoro; tutti gli altri si rifiutano. Non è giusto che tutto ciò che vorrebbe dare a tutti e dieci lo dia ad uno solo? Altrimenti, dove sarebbe la diversità di chi agisce nel mio Volere e chi agisce nella sua volontà?"

 

23 Aprile 1921

Il compito di Luisa: coprire con atti divini tutti gli atti di volere umano delle creature per atti-rare il Volere Divino sulla terra, a fare la sua guerra d'amore e a regnare.

Passo giorni amarissimi; il mio sempre amabile Gesù si è quasi eclissato. Che pena! Che strazio! Solo sento la mia mente al di là delle sfere, nella sua Volon-tà, che vorrebbe prendere questo Santo Volere e por-tarlo al disotto delle sfere, in mezzo agli uomini, e dar-lo ad ognuno come vita propria ... La mia mente si di-batte tra il Volere Divino ed il volere umano di tutti, per farne uno solo.

Ora, stando nel sommo dell'amarezza, il mio dolce Gesù si è appena mosso nel mio interno e, tiran-do fuori le sue mani, ha preso nelle sue le mie, e nel mio interno mi ha detto:

"Figlia mia, coraggio; verrò, verrò! Tu non ti oc-cupare d'altro che del mio Volere. Lasciamo da parte la terra; si stancherà nel male, dovunque andrà semi-nando terrori e spaventi e stragi; ma giungerà la fine, il mio Amore trionferà su tutti i mali. Perciò tu stendi il tuo volere nel Mio, e come un secondo Cielo verrai con i tuoi atti a stenderti sul capo di tutti, ed Io guar-derò gli atti delle creature attraverso i tuoi atti divini, divini perché partono tutti dal mio Volere, e costrin-gerai il mio Volere Eterno a discendere al disotto delle sfere, portando i doni, le grazie, per poter scendere in mezzo alle creature e guerreggiarle in amore".

Poi, con accento più afflitto, ha soggiunto:

"Figlia mia, succederà a Me come ad un povero padre, i cui figli cattivi non solo lo offendono ma vo-gliono ucciderlo, e se non lo fanno è perché non pos-sono. Ora, questi figli, volendo uccidere il proprio pa-dre, non è meraviglia se si uccidono tra loro, se l'uno è contro l'altro, se si ammiseriscono, se giungono a tan-to che stanno tutti in atto di perire e, quel che è peg-gio, nemmeno si ricordano che hanno il loro padre... Ora, questo padre, che fa? Esiliato dai propri figli, mentre questi si dibattono, si feriscono, stanno per perire per la fame, il padre sta sudando per fare acquisto di nuove ricchezze, doni e rimedi per i suoi figli e, quando li vede quasi perduti, va in mezzo a loro, per farli più ricchi; dona i rimedi alle loro ferite e por-ta a tutti la pace e la felicità. Ora, questi figli, vinti da tanto amore, si vincoleranno al padre con pace dura-tura e lo ameranno.

Così succederà di Me. Perciò, nella mia Volontà ti voglio come fida figlia del mio Volere e insieme con Me ti voglio al lavoro per l'acquisto delle nuove ric-chezze da dare alle creature. Siimi fedele e non ti oc-cupare di altro."