SANTI DEL CIELO, ANIME PURGANTI E SANTITA' NEL DIVIN VOLERE

(dagli Scritti della Serva di Dio LUISA PICCARRETA la PFDV)

 

Giugno 21, 1926 - Volume 19

San Luigi fu un fiore che sbocciò dall'Umanità di Nostro Signore, brillantato dai raggi del Divin Volere.

Le anime che possederanno il Regno della Divina Volontà, terranno la loro radice nel Sole di Essa.

Questa mattina, avendo fatta la santa Comunione, secondo il mio solito l'ho fatta nella Santissima Volontà di Dio, offrendola al mio caro San Luigi, non solo la Comunione ma tutti i beni che ci sono nella Santissima Volontà di Dio, per sua gloria accidentale.  Ora, mentre ciò facevo, vedevo che tutti i beni che ci sono nel Voler Supremo, come tanti raggi di luce, raggi di bellezza e variopinti colori inondavano il caro santo, dandogli una gloria infinita, ed il mio dolce Gesù muovendosi nel mio interno mi ha detto: "Figlia mia, Luigi è un fiore ed un santo sbocciato dalla terra della mia Umanità e brillantato ai riverberi dei raggi del Sole della mia Volontà;  perché la mia Umanità, sebbene santa, pura, nobile e unita ipostaticamente al Verbo, era terra, e Luigi, più che fiore sbocciò dalla mia Umanità puro, santo, nobile, possedendo la radice del puro amore, in modo che si può vedere in ogni foglia del suo fiore scritto 'amore';  ma quello che lo rende più bello e smagliante sono i raggi del mio Volere, ai quali era sempre sottoposto, i quali raggi davano tanto di sviluppo a questo fiore, da renderlo singolare in terra ed in Cielo.

Ora figlia mia,  se Luigi è tanto bello perché sbocciò dalla mia Umanità,  che sarà di te e di tutti quelli che possederanno il Regno della mia Volontà?  Questi fiori non sbocceranno dalla mia Umanità, ma terranno la loro radice nel Sole della mia Volontà:  in Essa viene formato il fiore della loro vita, crescono e sbocciano nello stesso Sole del mio Volere, che geloso di questi fiori li terrà eclissati nella sua stessa luce.  Questi fiori, in ogni foglia si vedrà scritto tutte le specialità delle Qualità divine; saranno l'incanto di tutto il Cielo e tutti riconosceranno in loro l'opera completa del loro Creatore". 

Ma mentre ciò diceva, il mio dolce Gesù si apriva il suo petto e faceva vedere dentro un Sole immenso, nel quale doveva piantare tutti questi fiori,  ed era tanto il suo amore e gelosia verso di essi, che non doveva farli sbocciare fuori della sua Umanità, ma al di dentro di Lui stesso.

 

Fiat!!!   Marzo 2, 1931 - Volume 29

L'offrire il sacrificio dei Santi raddoppia la gloria. 

La Divina Volontà tiene la virtù risorgitiva. 

Chi fa la Divina Volontà acquista i diritti ai beni divini.

Stavo seguendo i miei atti nella Divina Volontà, ed andavo offrendo i sacrifici che fecero i Santi dell'Antico Testamento, quelli della mia Mamma Celeste, tutti i sacrifici del mio amato Gesù e così via via di tutto il resto.  Il Divin Volere me li metteva tutti in ordine innanzi alla mia mente ed io li andavo offrendo come il più bello omaggio al mio Creatore.  Ma mentre ciò facevo, il mio dolce Gesù muovendosi nel mio interno mi ha detto: "Figlia mia, non vi è cosa sofferta ed offerta da tutti i Santi della storia del mondo, che la mia Volontà non abbia avuto la sua parte facendosi attore e concorrente, di forza, di aiuto, di sostegno, di sacrificio o opera che hanno fatto. Ora l'anima offrendoli a Dio come omaggio di gloria, richiama la memoria di quel sacrificio e opera, e la mia Divina Volontà riconosce ciò che ha messo di suo in tali atti, e dà la virtù di raddoppiare la gloria di quel sacrificio per Dio, e per chi ha avuto il bene di sacrificarsi ed operare per compiere la mia Divina Volontà.  Il vero bene non cessa mai, né in Cielo né in terra:  basta una creatura che [lo] ricorda e l'offra, [che] si rinnova la gloria in Cielo, e scendono gli effetti di quel bene in terra a pro delle creature.  Perciò la vita del vero bene non è soggetta a morire. Di fatti, chi è la vita della mia Chiesa?  Chi l'alimenta e le fa da Maestro, se non il breve corso della mia vita quaggiù?  Posso dire che sono le mie pene che la sostengono, sono le mie dottrine che l'ammaestrano:  Sicché tutto il bene che Io feci non morì, ma rimase colla pienezza della vita, e vita che vivifica, conserva, alimenta e cresce continuamente, e si dà a chiunque la vuole.  E come la creatura si ricorda, già si mette in rapporto coi miei beni;  e come li va offrendo, così [i miei beni] si raddoppiano per darsi ad essa, ed Io Mi sento raddoppiare la gloria di quello che feci per amor delle creature.

Molto più che chi opera nella mia Divina Volontà, acquista la virtù risorgitiva;  come l'anima va facendo i suoi atti, le sue offerte in Essa, così il mio Fiat corre per mettervi il germe della luce;  e la sua luce possiede la virtù di risorgere in ogni istante ed atto.  Sembra come il sole, che sorge per ogni pianticella, per ogni fiore, perché non dà la stessa cosa a tutti, [è] come se sorgesse per ciascuna.  Dà alla pianticella un effetto, al fiore un colore e colori distinti uno dall'altro.  Tali sono gli atti fatti nella mia Divina Volontà:  si espongono ai raggi del mio Sole Divino e ne ricevono il germe di luce, la quale fa sorgere in ogni atto di creatura tali varietà di bellezze a colori distinti;  ed un atto chiama a sorgere l'altro.  Sicché chi vive nella mia Volontà, col germe risorgitivo della mia luce Mi dà sempre cose nuove, ed essa[1] sta sempre in atto di risorgere continuamente nell'amore, nella gloria e nella stessa vita del suo Creatore".

Onde continuavo i miei atti nella Divina Volontà;  volevo abbracciare tutto per mettere in ogni cosa creata la mia adorazione, il mio amore, la mia gratitudine, per Colui che tanto mi aveva amata e che tante cose aveva create per amor mio.  Ed il mio dolce Gesù ha soggiunto:

"Figlia buona, [per] chi vive nella mia Divina Volontà ed opera in Essa, è tanto l'amore del mio Fiat nel vedere la piccolezza della creatura che gira in tutte le cose create per mettervi i suoi piccoli atti, per dire che non solo ama questa Divina Volontà ma vuole riconoscere tutti gli atti suoi come tanti pegni d'amore, [che] l'amore fa sorgere l'altro amore, ed il mio Volere dà i diritti all'anima nei beni divini.  Sicché ogni atto che fa la creatura è un diritto che acquista nelle proprietà del suo Creatore.  Onde succede che per diritto si sente amare dall'Essere Supremo, perché ci ha messo il suo amore nell'Amore eterno, ed ha acquistato il diritto d'essere amata;  l'amore della creatura e l'amore divino si son fusi insieme, e d'ambo le parti sentono il diritto d'amarsi;  [questa creatura] per diritto gode della luce del sole, per diritto respira l'aria, beve l'acqua, si ciba dei frutti della terra, e così di tutto il resto.  Ed oh, la gran differenza di chi prende con diritti i beni divini!  Questa si può chiamare figlia, e gli altri si possono chiamare servi;  e la creatura con questi diritti Ci dà l'amore di figlio, amore di disinteresse, amore che dice vero amore.  Perciò vivi sempre nella mia Volontà, affinché senti in te e godi tutto l'amore della Paternità Divina".

 

Fiat!!!   Ottobre 8, 1931 - Volume 29

La Divina Volontà [è la] Depositaria di tutti gli atti di tutti i Santi.   Dio e la creatura si danno la mano. 

Quali sono gli atti smarriti dallo scopo del nostro Creatore.

La mia povera mente gira intorno al Sole del Fiat Supremo e Lo trovo circondato da tutte le opere, sacrifici, eroismi, che hanno fatto tutti i Santi antichi e nuovi, quelli della Regina del Cielo, come pure quello che ha fatto per amore nostro il benedetto Gesù. Il Voler Divino tutto conserva; essendo stato Lui il primo attore di tutti gli atti buoni delle creature, gelosamente li custodisce, li tiene in deposito in Se stesso, e se ne serve per glorificarsi e per glorificare coloro che l'hanno fatti.  Ed io, vedendo che tutto era della Volontà di Dio, essendo Essa anche mia, tutto era mio e, girando in ciascun atto, li offrivo come miei per glorificare maggiormente l'Eterno Volere e per impetrare che venga il suo Regno sulla terra.  Ma mentre ciò facevo, il mio sempre amabile Gesù, sorprendendomi, mi ha detto: "Figlia mia, ascolta i mirabili segreti del mio Volere.  Se la creatura vuole trovare tutto ciò ch'è stato fatto di bello, di buono, di santo, in tutta la storia del mondo, da Me, dalla Mamma Celeste e da tutti i Santi, deve entrare nella Divina Volontà:  in Essa tutto si trova in atto.  Come tu facevi attenzione a ciascun atto, lo ricordavi, lo offrivi, così il Santo che aveva fatto quell'atto, quel sacrificio, si sentiva chiamare dall'anima viatrice e vedeva di nuovo il suo atto palpitante sulla terra, quindi [vedeva] duplicata la gloria al suo Creatore ed a lui stesso, e tu, che offrivi, [venivi] coperta della rugiada celeste del bene di quell'atto santo;  ed a seconda lo scopo nobile ed alto con cui viene offerto, così più intensa e grande è la gloria ed il bene che produce.  Quante ricchezze possiede la mia Volontà!  Vi sono tutti gli atti miei, quelli della Regina Sovrana, che stanno tutti in aspettativa d'essere chiamati, ricordati, offerti dalla creatura, per duplicare il bene a pro delle creature e per darci doppia gloria;  vogliono essere ricordati, chiamati, per palpitare come nuova vita in mezzo alle creature, ma, per mancanza d'attenzione[2], vi è chi muore, chi stenta per debolezza, chi intristisce per il freddo, chi non ha di che sfamarsi.  I nostri beni, atti e sacrifici, non si partono se non sono chiamati, perché col ricordarli ed offrirli, [le creature] si dispongono a riconoscerli ed a ricevere il bene che i nostri atti contengono.  Poi, non vi è onore più grande che puoi dare a tutto il Cielo, che offrire i loro atti che fecero in terra, per lo scopo nobile, altissimo e sublime che:  venga il Regno della Divina Volontà sulla terra!"

 

Febbraio 24, 1932 - Volume 30

Come la creatura diventa protettrice delle opere divine della Creazione e della Redenzione e dei Santi.

Girare negli atti del passato, del presente e del futuro serve a preparare il Regno della Divina Volontà

(...)   Seguivo il mio giro negli atti della Divina Volontà, ed oh, come vorrei abbracciare tutto, anche quello che hanno fatto tutti i Beati, per dare a ciascun atto un onore e gloria a Dio ed ai Santi, e servirmene per mezzo degli stessi atti fatti da loro stessi per onorarli!  Ed il mio amato Gesù ha soggiunto: "Figlia mia, quando la creatura ricorda, onora, glorifica ciò che ha fatto il suo Creatore per amor suo ed il suo Redentore per metterla in salvo, e tutti i Santi, diventa protettrice di tutti questi atti.  Il cielo, il sole e tutta la Creazione si sentono protetti dalla creatura;  la mia vita terrestre di quaggiù, le mie pene, le mie lacrime sentono un rifugio in essa e trovano la loro protettrice;  i Santi trovano nel suo ricordo non solo la protezione, ma gli atti di loro stessi vivificati, rinnovati in mezzo alle creature, insomma si sentono ridare la vita negli atti loro.

Oh, quante belle opere e virtù restano come sepolte nel basso mondo, perché non vi è chi le ricorda ed onora!  Il ricordo richiama le opere del passato e le fa come presente.  Ma sai tu che succede?  Succede uno scambio:  la creatura diventa protettrice col suo ricordo;  tutte le opere nostre, la Creazione, la Redenzione e tutto ciò che hanno fatto i Santi, si fanno protettrici della loro protetta, si mettono intorno ad essa per proteggerla, difenderla, le fanno da sentinella e, mentre si rifugiano in essa per essere protetti, ogni opera nostra, tutte le mie pene e tutte le opere e virtù dei miei Santi, fanno a gara dandosi il cambio di farle la guardia d'onore, perché resti difesa da tutto e da tutti.  E poi, non c'è onore più grande che tu puoi dare, quando te ne servi di chiedere in ciascun atto il Regno della Divina Volontà;  si sentono chiamati e messi a fare da messaggeri tra il Cielo e la terra d'un Regno sì santo.  Tu devi sapere che passato, presente e futuro, tutto deve servire al Regno del Fiat Divino.

Ora, il tuo ricordo, il chiedere per mezzo delle opere nostre, virtù ed atti di tutti, questo Regno, tutti si sentono messi a servizio di esso e prendono il loro ufficio e posto d'onore.

Sicché il tuo girare è necessario, perché serve a preparare il Regno della Divina Volontà.  Perciò sii attenta e continua".

 

(Per glorificare i Santi del Cielo:)

Entro nella Divina Volontà e prendo, nel Voler Divino, tutti i sacrifici, le preghiere e gli atti buoni fatti dal Santo (N.N.) che oggi ricordiamo  (oppure:  gli atti di Maria SS.  o  gli atti del nostro SS. Redentore Gesù)  e li offro a Te, come miei, o Maestà Suprema, in omaggio di gloria, per glorificare maggiormente l'Eterno Volere - che è primo Attore di ogni atto buono - e per raddoppiare la gloria del Santo e duplicare il bene a beneficio di tutte le creature;  e Te li offro con lo scopo d'impetrare il Regno della Divina Volontà sulla terra.  E, nella tua Volontà, intendo offrire al Santo  (N.N.)  (la S. Comunione e)  tutti i beni che sono nella Volontà Divina, per sua gloria accidentale.

 

Onde continuavo a pensare al Volere Divino ed il mio amato Gesù ha soggiunto: "Figlia mia, un atto, una prece, un pensiero, un affetto, una parola, per essere accetti, perfetti, ordinati, completi, devono elevarsi allo stesso scopo voluto da Dio stesso.  Perché come la creatura nel suo atto si eleva allo scopo voluto dall'Ente Supremo, abbraccia il principio e prende nel suo atto lo scopo con cui Iddio l'ha creata, [e così] Dio e la creatura si danno la mano e vogliono e fanno la stessa cosa;  col far ciò entra nella creatura l'ordine divino, l'atto divino, e lo stesso scopo con cui Dio vuole che si faccia quell'atto.  Onde entrando lo scopo divino, l'atto di per se stesso si rende completo, santo, perfetto e tutto ordinato.  Chi è l'Autore dello scopo di quell'atto, tale esso si rende[3].  Invece se la creatura non si eleva allo scopo voluto da Dio nel suo atto, scende dal principio della sua creazione e non sentirà la vita dell'atto divino nel suo;  forse farà molti atti, ma incompleti, imperfetti, disordinati:  saranno come atti smarriti dallo scopo del suo Creatore.  Perciò la cosa che più Ci piace è vedere lo stesso scopo nostro nell'atto della creatura;  si può dire che essa continua la nostra vita sulla terra e la nostra Volontà operante nei suoi atti, parole ed in tutto".

 

Novembre 1917 - Volume 12

Per salvare le anime Dio è costretto a distruggere la terra e le cose belle che legano l'uomo. 
Gesù farà scomparire le santità delle virtù, per far ricomparire la santità del vivere nella Divina Volontà.

Continuando il mio stato ancor più doloroso, il mio sempre amabile Gesù viene e fugge come lampo e non mi dà il tempo neppure di pregarlo per i tanti mali che la povera umanità subisce, specie la mia cara patria... Che colpo al mio cuore, l'entrata degli stranieri in essa!  Credevo che Gesù me l'avesse detto prima, per farmi pregare;  e se venendo Lo prego, mi dice:  "Sarò inesorabile!" E se Lo presso col dirgli: "Gesù, non vuoi avere compassione?  Non vedi come i paesi sono distrutti, come la gente rimane nuda e digiuna? Ah, Gesù, come Ti sei fatto duro!",  Lui mi risponde: "Figlia mia,  a Me non preme le città, le grandezze della terra, ma Mi premono le anime.  Le città, le chiese ed altri, dopo distrutti, si potranno rifare.  Nel Diluvio, non distrussi tutto?  E poi, non si rifece di nuovo?  Ma le anime, se si perdono, è per sempre;  non vi è chi Me le ridia di nuovo. Ah, Io piango le anime; per la terra hanno disconosciuto il Cielo, ed Io distruggerò la terra, farò scomparire le cose più belle che come un laccio legano l'uomo".

Ed io:  "Gesù, che dici!?"  E Lui: "Coraggio, non ti abbattere. Andrò avanti;  e tu vieni nel mio Volere, vivi in Esso, affinché la terra non più sia la tua abitazione, ma la tua abitazione sia proprio Io, e così starai del tutto al sicuro.

Il mio Volere tiene il potere di rendere l'anima trasparente:  ciò che Io faccio si riflette in lei.  Se Io penso, il mio Pensiero si riflette nella sua mente e si fa luce, ed il suo, come luce, si riflette nel mio. Se guardo, se parlo, se amo, ecc.,  come tante luci si riflette in lei e lei in Me;  sicché stiamo in continui riflessi, in comunicazione perenne, in amore reciproco. E siccome Io Mi trovo dappertutto, i riflessi di queste anime Mi giungono in Cielo, in terra, nell'Ostia Sacramentale, nei cuori delle creature. Dovunque e sempre luce do e luce Mi mandano, amore do e amore Mi danno. Sono le mie abitazioni terrestri dove Mi rifugio dallo schifo delle altre creature.

Oh, il bel vivere nel mio Volere!  Mi piace tanto, che  farò scomparire tutte le altre santità sotto qualunque aspetto di virtù nelle future generazioni,  e  farò ricomparire la santità del vivere nella mia Volontà,  che sono e saranno non le santità umane, ma divine. 

E  la loro santità sarà tanto alta che, come Soli, eclisseranno le stelle più belle dei Santi delle passate generazioni.

Perciò voglio purgare la terra, perché indegna di questi portenti di Santità.

 

3 Dicembre 1921 - Volume 13

Come per la Redenzione, così per il Regno di Dio nelle anime ci son voluti tanti preparativi. 
Le santità minori dei santi come preparativi alla santità del vivere nel Divin Volere, tutta divina.

Mi sentivo tutta dubbiosa ed annichilita, per tutto ciò che il mio Gesù dice del suo Divino Volere, e pensavo tra me:  "Possibile che abbia fatto passare tanti secoli senza far conoscere questi prodigi del Divino Volere e che non abbia eletto fra tanti Santi uno dove dar principio a questa Santità tutta divina? Eppure ci furono gli Apostoli e tanti altri grandi Santi, che hanno fatto stupire tutto il mondo!" Ora, mentre ciò pensavo, non dandomi tempo ed interrompendo il mio pensiero, è venuto il mio Gesù e mi ha detto: "La piccola Figlia del mio Volere non vuole persuadersi; perché ne dubiti ancora?"  "Perché mi vedo cattiva, e quanto più dici, tanto più mi sento annientata". E Gesù: "Questo Io voglio, il tuo annientamento;  e quanto più ti parlo del mio Volere, essendo creatrice la mia parola, crea il mio Volere nel tuo, ed il tuo, innanzi alla potenza del Mio, resta annientato e sperduto. Sappi che il tuo volere deve disfarsi nel Mio, come viene disfatta la neve ai raggi d'un sole cocente.

Ora, tu devi sapere che quanto più grande è l'opera che voglio fare, tanti preparativi in più ci vogliono. Quante profezie, quanti preparativi, quanti secoli non precedettero la mia Redenzione? Quanti simboli e figure non prevennero il Concepimento della mia Celeste Mamma? Onde, dopo compiuta la Redenzione, dovevo raffermare l'uomo nei beni della Redenzione;  ed in questi scelsi gli Apostoli come raffermatori dei frutti della Redenzione, dove coi Sacramenti dovevano cercare l'uomo perduto e metterlo in salvo. Sicché la Redenzione è salvezza, è salvare l'uomo da qualunque precipizio. Perciò ti dissi un'altra volta che il far vivere l'anima nel mio Volere è più grande della stessa Redenzione, perché salvarsi, fare una vita di mezzo, ora cadere ed ora alzarsi, non è poi tanto difficile. Questo lo impetrò la mia Redenzione, perché volevo salvare l'uomo a qualunque costo; e questo lo affidai ai miei Apostoli, come depositari dei frutti della Redenzione. Or, dovendo fare il meno ancora, lasciai per allora il più, riservandomi altre epoche per compimento degli altri miei disegni.   Ora,  il vivere nel mio Volere non è solo salvezza, ma è Santità che si deve innalzare su tutte le altre santità, e deve portare l'impronta della Santità del suo Creatore.

Perciò si dovevano eseguire prima le santità minori, come corteggio, forieri, messaggeri, preparativi di questa Santità tutta Divina. E come nella Redenzione scelsi la mia impareggiabile Mamma come anello di congiunzione con Me, dal quale dovevano discendere i frutti della Redenzione, così scelsi te come anello di congiunzione, dal quale doveva aver principio la Santità del vivere nel mio Volere, che essendo uscita dalla mia Volontà per portarmi la gloria completa dello stesso scopo per cui fu creato l'uomo, doveva ritornare sullo stesso passo del mio Volere, per fare ritorno al suo Creatore. Qual è dunque la tua meraviglia? Queste sono cose stabilite ab aeterno,  e nessuno Me le potrà spostare. E siccome la cosa è grande, cioè lo stabilire il mio Regno nell'anima anche in terra, ho fatto come un re quando deve prendere possesso di un regno. Lui non va per primo, ma prima si fa preparare la reggia, poi manda i suoi sudditi a preparare il Regno e a disporre i popoli alla sua sudditanza, onde seguono le guardie d'onore, i ministri e, l'ultimo è il re. Ciò è decoroso per un re.  Così ho fatto Io:  ho fatto preparare la mia Reggia, qual è la Chiesa;  i soldati sono stati i Santi, per farmi conoscere dai popoli; poi hanno preceduto i Santi che hanno seminato miracoli, come più intimi ministri; ora come Re vengo Io per regnare, quindi dovevo scegliere un'anima dove fare la mia prima dimora e dove fondare questo Regno della mia Volontà. Perciò, fammi regnare e dammi piena libertà".

 

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Marzo 14, 1919 - Volume 12

Effetti d'un suffragio nel Voler Divino  (...).

Mentre mi trovavo nel solito mio stato, mi son trovata fuori di me stessa e vedevo un mio confessore defunto;  un pensiero mi è balenato nella mente:  "Domanda, quella cosa che non hai detto al confessore, se sei obbligata a dirla e quindi a scriverla, oppure no".  Io ho domandato, dicendogli la cosa qual era, e lui mi ha detto:  "Certo che sei obbligata".

Poi ha soggiunto: "Tu una volta mi facesti un bel suffragio;  se sapessi il bene che mi facesti, il refrigerio che provai, gli anni che scontai!"

Ed io: "Non ricordo.  Dimmi quale fu, che te lo ripeto".

E lui: "T'immergesti nel Voler Divino e prendesti il suo Potere, l'immensità del suo Amore, il valore immenso delle Pene del Figliuolo di Dio e di tutte le Qualità divine, venisti su di me e me le versasti;  e come tu me le versavi, io ricevevo il bagno dell'Amore che contiene il Potere divino, il bagno della bellezza, il bagno del Sangue di Gesù e di tutte le Qualità divine.  Chi ti può dire il bene che mi facesti? Erano tutti bagni che contenevano un potere ed un'immensità divina. Ripetimelo, ripetimelo!"   (...)

 

(Suffragando nel Voler Divino per le Anime Purganti:)

Padre Santo, m'immergo nel tuo Voler Divino, prendo e faccio mio tutto il suo Potere, l'immensità del suo Amore;  faccio mio il valore immenso delle pene del tuo Figlio Gesù, tutta la sua Passione, ogni sua piaga, ogni sua spina, ogni goccia del suo Sangue e faccio mia tutta la sua Umanità SS., ogni suo atto, tutti i suoi meriti, la sua Santità e la sua Divinità;  prendo tutte le Qualità Divine, tutti i beni che sono nella Volontà Divina;  prendo tutti gli atti di Maria SS., tutta la sua santità, i suoi meriti e le sue pene e, facendo tutto mio questo capitale infinito, lo verso tutto sulle anime del Purgatorio, ( particolarmente sull'anima di ... N.N. ),  perché, immerse in questi bagni di un potere ed un'immensità divina, vengano di molto abbreviate le loro pene e possano essere al più presto ammesse alla tua Presenza a lodarti nella Patria Celeste.  (Cfr. Vol. 12 - 14.3.1919)

 

Marzo 8, 1914 - Volume 11

Vivendo e morendo nel Divin Volere, non c'è bene che l'anima non si porti con sé. 
Vale più un solo istante nella Divina Volontà, che tutto ciò che si potrebbe fare di bene in tutta la vita.

Continuando il mio solito stato, il mio sempre amabile Gesù non ha lasciato di parlarmi spesso spesso della sua Santissima Volontà;  dirò quel poco che mi ricordo. Quindi, stando poco bene, nel venire il benedetto Gesù mi disse: "Figlia mia, chi sta nella mia Volontà, tutto ciò che faccio può dire l'anima: 'E' mio'; perché la volontà dell'anima sta tanto immedesimata con la Mia, che ciò che fa la mia Volontà, fa essa. Sicché vivendo e morendo nel mio Volere, non c'è bene che con sé non si porti, perché non c'è bene che la mia Volontà non contenga e [di] tutti i beni che si fanno dalle creature, la mia Volontà ne è la vita;  onde, morendo l'anima nella mia Volontà si porta con sé le Messe che si celebrano e le preghiere e le opere buone che si fanno, perché sono tutte frutti della mia Volontà. E poi, tutto ciò è molto meno a confronto dell'operato stesso della mia Volontà che l'anima con sé si porta come suo. Basta un istante dell'operato della mia Volontà per sorpassare tutto l'operato di tutte le creature passate, presenti e future. 

Sicché l'anima, morendo nella mia Volontà, non c'è bellezza che la pareggi, né altezze, né ricchezze, né santità, né sapienza, né amore, nulla, nulla, la possono eguagliare. 

Sicché l'anima che muore nella mia Volontà, nell'ingresso che farà nella Patria Celeste, non si apriranno le sole porte del Cielo, ma tutto il Cielo si abbasserà per farla entrare nel Celeste Soggiorno, per fare onore all'operato della mia Volontà [in lei]. Che dirti poi, la festa, la sorpresa di tutti i Beati nel vedere quest'anima tutta improntata dell'operato della Volontà Divina? Nel vedere, in quest'anima che tutto ha fatto nel mio Volere, che tutto ciò che ha fatto in vita, ogni suo detto, ogni pensiero, parola, opera, azione, eccetera, sono tanti soli che l'adornano, ed uno diverso dell'altro nella luce e nella bellezza? Nel vedere in quest'anima i tanti rivoli divini che inonderanno tutti i Beati e che, non potendoli contenerli il Cielo, scorreranno anche in terra a bene dei viatori?

Ah, figlia mia, la mia Volontà è il portento dei portenti, è il segreto per trovare la luce, la santità, le ricchezze;  è il segreto di tutti i beni e non è conosciuto e, quindi, né apprezzato né amato! Apprezzalo ed amalo almeno tu e fallo conoscere a chi ne vedi disposti".

Un altro giorno, stando soffrendo, mi sentivo di non poter far nulla, onde mi sentivo oppressa;  e Gesù, stringendomi tutta, mi disse: "Figlia mia, non affannarti, cerca solo di stare abbandonata nella mia Volontà ed Io farò tutto per te, perché è più un solo istante nella mia Volontà, che tutto ciò che potresti fare di bene in tutta la tua vita".

Ricordo ancora che un altro giorno mi disse: "Figlia mia, chi veramente fa la mia Volontà, può dire che [in] tutto ciò che si svolge in sé, tanto nell'anima quanto nel corpo, ciò che sente, ciò che soffre, [in tutto] può dire: 'Gesù soffre, Gesù è oppresso'; perché tutto ciò che le creature Mi fanno, Mi giunge fin nell'anima in cui dimoro, ché fa la mia Volontà. Sicché se le freddezze delle creature Mi giungono, la mia Volontà le sente, ed essendo la mia Volontà vita di quell'anima, di conseguenza ne avviene che anche l'anima le sente; sicché invece di affliggersi di queste freddezze come sue, deve stare intorno a Me per consolarmi e ripararmi per le freddezze che mandano le creature. Così se sente distrazioni, oppressione ed altro, deve stare intorno a Me per sollevarmi e ripararmi, non come cose sue, ma come mie. 

Perciò l'anima che vive della mia Volontà sentirà tante diverse pene, a secondo le offese che Mi fanno le creature, ma repentinamente e quasi da soprassalto; come pure proverà gioie, contenti indescrivibili. E se nell'una deve occuparsi a consolarmi e ripararmi, nelle gioie e contenti a goderseli, ed allora la mia Volontà trova il mio tornaconto, altrimenti ne resterà contristata e senza poter svolgere ciò che contiene il mio Volere".

Un altro giorno mi disse: "Figlia mia, chi fa la mia Volontà, assolutamente non può andare in Purgatorio, perché la mia Volontà purga l'anima di tutto, ed avendola tenuta sì gelosa in vita, custodita nel mio Volere, come potrò permettere che il fuoco del Purgatorio la tocchi?  E poi, al più le potrà mancare qualche abbigliamento, e la mia Volontà prima di svelarle la Divinità, la va abbigliando di tutto ciò che le manca, e poi Mi svelo".

 

3 Novembre 1926 - Volume 20

Quanti atti facciamo nella Volontà di Dio tante vie prepariamo per ricevere i suffragi in Purgatorio.

Continuo a vivere tutta abbandonata nell'adorabile Volontà e mentre pregavo, pensavo tra me: "Quanto vorrei scendere nelle prigioni delle anime purganti, per sprigionarle tutte, e nella luce dell'Eterno Volere portarle tutte alla Patria Celeste!" In questo mentre, il mio dolce Gesù muovendosi nel mio interno mi ha detto: "Figlia mia, quanto più le anime passate all'altra riva sono state sottoposte alla mia Volontà, quanti più atti hanno fatto in Essa, tante più vie si son formate per ricevere i suffragi dalla terra. Sicché quanto più hanno fatto la mia Volontà formandosi le vie di comunicazione dei beni, che ci sono nella Chiesa e che Mi appartengono, non c'è via da loro fatta che non gli portano chi un sollievo, chi una prece, chi una diminuzione di pene: i suffragi camminano in queste vie regie del mio Volere, per portare a ciascuna il merito, il frutto ed il capitale che s'è formato nella mia Volontà, perciò senza di Essa non ci sono vie e mezzi per ricevere i suffragi. Sebbene i suffragi e tutto ciò che fa la Chiesa scendono sempre nel Purgatorio;  ma vanno a coloro che si son formate le vie, per gli altri che non hanno fatto la mia Volontà, le vie son chiuse oppure non esistono affatto.  E se si son salvati è perché in punto di morte almeno hanno riconosciuto il supremo dominio del mio Volere, l'hanno adorato e si son sottoposti ad Esso, e quest'atto ultimo li ha messi in salvo, altrimenti non potevano neppure salvarsi. Per chi ha fatto sempre la mia Volontà non esistono vie per il Purgatorio, la sua via è diritta per il Cielo. E chi non in tutto e per sempre, ma in gran parte ha riconosciuto il mio Volere e [vi] si è sottoposto, si è formato tante vie e riceve tanto che subito il Purgatorio lo spedisce al Cielo.  

Ora, come le anime purganti per ricevere i suffragi dovevano formarsi le vie, così i viventi per mandare i suffragi devono fare la mia Volontà per formarsi le vie, per fare salire i suffragi nel Purgatorio;  se fanno i suffragi e dalla mia Volontà son lontani, i loro suffragi, mancando la comunicazione di Essa che, sola, unisce e vincola tutti, non troveranno la via per salire, i piedi per camminare, la forza per dare il sollievo:  saranno suffragi senza vita, perché manca la vera vita del mio Volere che, solo, tiene virtù di dar vita a tutti i beni.  Quanto più di mia Volontà l'anima possiede, tanto più valore contengono le sue preghiere, le sue opere, le sue pene;  sicché più sollievo può portare a quelle anime benedette. Io misuro e do il valore a tutto ciò che può fare l'anima, per quanto di mia Volontà possiede;  se in tutti gli atti suoi corre il mio Volere la misura che faccio è lunghissima, anzi non finisco mai di misurare e ci metto tal valore, che non si può calcolarne il peso. Invece se non ci si tiene tanto al mio Volere, la misura è scarsa ed il valore è di poco conto;  e se non ci si tiene affatto, per quanto l'anima deve fare, Io non ho che misurare, né che valore dare. Quindi se non hanno valore come possono portare il sollievo a quelle anime, che in Purgatorio non riconoscono altro, né possono ricevere se non ciò che produce il mio Fiat Eterno? Ma sai tu chi può portare tutti i sollievi, la luce che purifica, l'amore che trasforma? Chi in tutto possiede la vita del mio Volere, e domina trionfante in essa; questa neppure ha bisogno di vie perché possedendo la mia Volontà, tiene diritto a tutte le vie, può andare da tutti i punti perché possiede in se stessa la via regia del mio Volere, per andare in quel carcere profondo, per portargli tutti i sollievi e le liberazioni.  Molto più che nel creare l'uomo, Noi gli demmo come sua eredità speciale la nostra Volontà, e da Noi viene riconosciuto tutto ciò che ha fatto nei confini della nostra eredità di cui lo dotammo, tutto il resto non viene riconosciuto da Noi, non è roba nostra;  né possiamo permettere che entri in Cielo nessuna cosa che non sia stata fatta dalle creature o nella nostra Volontà o per compirla almeno. Dato che la Creazione uscì dal Fiat Eterno, la nostra Volontà gelosa non fa entrare nessun atto nella Patria Celeste che non sia passato da dentro il suo stesso Fiat.

Oh, se tutti conoscessero che significa Volontà di Dio e che tutte le opere forse apparentemente buone, ma svuotate di Essa, sono opere vuote di luce, vuote di valore, vuote di vita, ed in Cielo non entrano opere senza luce, senza valore e senza vita, oh, come sarebbero attenti a fare in tutto e per sempre la mia Volontà!".

 

19 Maggio 1922 - Volume 14

Il Divin Volere nel Cielo è felicitante, ma nella terra è operante, e moltiplica la sua Vita nell'atto della creatura.

"Figlia carissima del mio Volere, voglio rinnovare il connubio del gran dono di farti vivere nel mio Volere, e perciò ho voluto presenti come rappresentanti: la mia cara Mamma, il Vescovo che prese parte alla tua direzione stando in terra, ed i tuoi genitori, affinché tu resti maggiormente confermata nella mia Volontà e riceva tutta la corrente ed i beni che la mia Volontà contiene, ed essi siano i primi a ricevere la gloria dell'operato del vivere nel mio Volere.  Tu non sei altro che un atomo nel mio Volere, ma in quest'atomo Io ci metto tutto il peso della mia Volontà, affinché come ti muovi, il mare immenso del mio Volere riceva il suo moto, le acque s'increspino, e come agitate esalino la loro freschezza, i loro profumi, e straripino a bene del Cielo e della terra. L'atomo è piccolo, leggerissimo, e non è capace di agitare tutto il mare immenso della mia Volontà, ma messovi dentro tutto il peso di Essa, sarà capace di tutto, e Mi darai campo a dare da parte mia altri atti divini.  Sarai come la pietruccia gettata nella fonte, che come cade, le acque s'increspano, si agitano, e mandano fuori la loro freschezza ed il loro profumo; ma la pietruccia non contiene il peso della mia Volontà e perciò non può far straripare la fonte, ma il tuo atomo, col peso del mio Volere, non solo può travolgere il mio mare, ma allagare Cielo e terra.  Come dentro d'un fiato berrai tutta la mia Volontà con tutti i beni che Essa contiene, e dentro d'un altro fiato la emetterai fuori, e mentre ciò farai, tante volte moltiplicherai la mia Vita, i miei beni; quante volte la bevi e quante volte la emetti.  E se nel Cielo i Beati godono di tutta la beatitudine che contiene il mio Volere, vivono in Esso come nel proprio centro, ma non lo moltiplicano, essendo fissati in loro i loro meriti, tu sei più felice di loro, potendo moltiplicare la mia Vita, il mio Volere, i miei beni; in loro il mio Volere è felicitante, in te è operante e chiedo i tuoi atti per moltiplicarmi. Quando tu operi, sto con ansia a guardare se operi nel mio Volere, per ricevere il contento di vedermi moltiplicato nel tuo atto. Quanto dovresti stare attenta e nulla farti sfuggire!"

 

"La mia Volontà darà tant'amore a questa creatura che vive in Essa, da potere inondare tutta la Creazione; la creatura stenderà un nuovo cielo d'amore su tutte le umane generazioni, in modo che il Voler Supremo Si sentirà abbracciato, amato dall'amore di questa, dato da Lui stesso, dovunque, in ciascuno e da per tutto; e mentre la creatura se Lo abbraccia ed ama Gli dirà: 'Vieni, o Voler Supremo, a regnare sulla terra, investi tutte le generazioni, vinci e conquidi tutti!'" (Volume 35 - Novembre 20, 1937)

 

 

 



[1]  la creatura che vive nella Divina Volontà

[2]   ma perché non si presta attenzione a questi atti che stanno in aspettativa d'essere chiamati, ricordati, offerti dalla creatura, per duplicare il bene a pro delle creature

[3]   Se l'autore dello scopo di un atto è Dio, quell'atto sarà divino e quindi sarà un atto completo, santo, perfetto e tutto ordinato