Le meraviglie del vivere nella Divina Volontà:

SOSTITUIRE GLI ATTI DELLE CREATURE E RIFARE IN MODO DIVINO IL PROPRIO PASSATO

don Pablo

Esaminiamo due capitoli degli Scritti della Serva di Dio Luisa Picarreta:

In questo primo brano si parla di "raccogliere", "trasformare" GLI  ATTI  DEGLI ALTRI:

"... Dopo di ciò continuavo il mio giro nel Fiat Divino per portare tutti gli atti delle creature in omaggio al mio Creatore, e pensavo tra me: "Se potrò raccogliere tutto ciò che esse hanno fatto e chiudere tutto nel Voler Divino, non si cambieranno in atti di Divina Volontà?"  Ed il mio dolce Gesù ha soggiunto: "Figlia mia, tutti gli atti delle creature, ciascuno dei quali possiede il suo germe secondo come è stato fatto, se non è stato fatto nel mio Fiat Divino non possiede il suo germe, quindi non potrà mai essere atto di mia Volontà; perché nell'atto di farlo mancava il suo germe di luce, che tiene virtù di cambiarlo in sole, standovi il suo germe di luce come atto primo nell'atto della creatura. Negli atti delle creature succede che, se una persona tiene il seme dei fiori, seminandolo avrà fiori e, se semina il seme dei frutti avrà frutti; e né il seme dei fiori darà frutti né quello dei frutti darà fiori, ma ciascuno darà secondo la natura del suo seme. Così gli atti delle creature; se nell'atto c'è stato un fine buono, uno scopo santo, per piacermi, per amarmi, in ciascun atto si vedrà:  [in uno] il germe della bontà, nell'altro il germe della santità, il germe di piacermi, il germe d'amarmi. Questi germi non sono luce, ma simboleggiano chi il fiore, chi il frutto, chi una pianticella e chi una gemma preziosa, ed Io sento l'omaggio del fiore, del frutto e così di seguito, ma non l'omaggio che Mi può dare un sole; e raccogliendo tu tutti questi atti per chiuderli nel mio Fiat, restano quali sono, ognuno [con] la natura che il seme gli ha dato e si veggono che sono atti che può fare la creatura, non atti che può fare la mia Divina Volontà col suo germe di luce nell'atto di esse. Il germe di Volontà Divina non viene ceduto da Essa se non quando la creatura vive in Essa e negli atti suoi Le dà il primo posto d'onore". (Volume 28, 12 marzo 1930)

 

Per tanto, alla domanda di Luisa la risposta è: "No, non si cambiano; se gli atti fatti dalle creature sono stati atti umani, restano atti umani".

Questo brano si comprende, ma si deve completare alla luce dell'insieme degli Scritti. Così,

"...Ah! figlia mia, la generazione presente meritava d'essere distrutta del tutto, e se permetterò che qualche poco resti di essa, è per formare questi soli della santità del vivere nel mio Volere, che a mio esempio mi rifaranno di tutto quello che mi dovevano le altre creature, passate, presenti e future. Allora la terra mi darà vera gloria ed il mio Fiat Voluntas Tua come in Cielo così in terra, avrà compimento ed esaudimento." (Volume 12, 27 novembre 1917)

"...Dal tuo anello di congiunzione con Me saranno congiunti gli altri anelli delle creature, e avrò stuole di anime, che vivendo nel mio Volere rifaranno tutti gli atti delle creature, ed avrò la gloria di tanti atti sospesi fatti solo da Me, anche dalle creature, e queste di tutte le classi: Vergini, sacerdoti, secolari, a seconda del loro ufficio non più umanamente opereranno, ma penetrando nel mio Volere, i loro atti si moltiplicheranno per tutti in modo tutto divino, ed avrò la gloria divina da parte delle creature di tanti sacramenti ricevuti ed amministrati in modo umano, altri profanati, altri infangati dall'interesse, di tante opere buone in cui resto più disonorato che onorato." (Volume 12, 29 gennaio 1919)

 "... E siccome la mia Volontà è ruota di centro del mio Essere, della Creazione, e di tutto, il tuo moto uscendo da questo centro verrà a sostituire a tanti atti delle creature, che moltiplicandosi nei moti di tutti come moto di centro, verrà a deporre al mio Trono da parte delle creature gli atti loro, sostituendosi a tutto..." ( Volume 4 febbraio 1919)

 "...Figlia diletta del mio Volere, vuoi venire nella mia Volontà a sostituire in modo divino a tanti atti non fatti dagli altri nostri fratelli? A tanti altri fatti umanamente, e ad altri atti santi, sì, ma umani e non in ordine divino? Io tutto ho fatto nell'ordine divino, ma non sono contento ancora, voglio che la creatura entri nella mia Volontà ed in modo divino venga a baciare i miei atti, sostituendosi a tutto come feci Io; perciò vieni, vieni, lo sospiro, lo desidero tanto, che mi metto come in festa quando veggo che la creatura entra in questo ambiente divino, e moltiplicandosi insieme con Me si moltiplica in tutti, ed ama, ripara, sostituisce a tutti e per ciascuno in modo divino. Le cose umane non le riconosco più in lei, ma tutte cose mie, il mio amore sorge e si moltiplica, le riparazioni si moltiplicano all'infinito, le sostituzioni sono divine; che gioia! che festa! gli stessi santi si uniscono con Me e fanno festa, e aspettano con ardore che una loro sorella sostituisca ai stessi atti loro, santi nell'ordine umano, ma non nell'ordine divino; mi pregano che subito faccia entrare in questo ambiente divino la creatura, e che tutti i loro atti siano sostituiti solo col Voler Divino e con l'impronta dell'Eterno. L'ho fatto Io per tutti, ora voglio che lo faccia tu per tutti." (Volume 12, 13 febbraio 1919)

 

In altre parole, quegli atti delle altre creature, che restano umani, che non si cambiano in atti di Divina Volontà perché in essi mancò "il germe" della Divina Volontà, devono essere sostituiti da atti divini. è ciò che ha fatto Gesù per redimerci. Per le creature che fecero i loro atti umani, restano umani, ma davanti a Dio ci deve pensare un'altra "loro sorella" a sostituirli in modo divino, in modo che  Dio  riceva  da  parte  loro  adorazione,  gloria,  ringraziamento,  riparazione, amore, ecc. in modo divino come se loro lo avessero dato.

"... Dopo di ciò seguivo il mio giro negli atti della Divina Volontà, ed oh, come vorrei abbracciare tutto, anche quello che hanno fatto tutti i Beati, per dare a ciascun atto un onore e gloria a Dio ed ai Santi, e servirmene per mezzo degli stessi atti fatti da loro stessi per onorarli!  Ed il mio amato Gesù ha soggiunto: "Figlia mia, quando la creatura ricorda, onora, glorifica ciò che ha fatto il suo Creatore per amor suo ed il suo Redentore per metterla in salvo, e tutti i Santi, diventa protettrice di tutti questi atti. Il cielo, il sole e tutta la Creazione si sentono protetti dalla creatura;  la mia vita terrestre di quaggiù, le mie pene, le mie lacrime sentono un rifugio in essa e trovano la loro protettrice; i Santi trovano nel suo ricordo non solo la protezione, ma gli atti di loro stessi vivificati, rinnovati in mezzo alle creature, insomma si sentono ridare la vita negli atti loro.

Oh, quante belle opere e virtù restano come sepolte nel basso mondo, perché non vi è chi le ricorda ed onora! Il ricordo richiama le opere del passato e le fa come presente. Ma sai tu che succede? Succede uno scambio: la creatura diventa protettrice col suo ricordo; tutte le opere nostre, la Creazione, la Redenzione e tutto ciò che hanno fatto i Santi, si fanno protettrici della loro protetta, si mettono intorno ad essa per proteggerla, difenderla, le fanno da sentinella e, mentre si rifugiano in essa per essere protetti, ogni opera nostra, tutte le mie pene e tutte le opere e virtù dei miei Santi, fanno a gara dandosi il cambio di farle la guardia d'onore, perché resti difesa da tutto e da tutti. E poi, non c'è onore più grande che tu puoi dare, quando te ne servi di chiedere in ciascun atto il Regno della Divina Volontà; si sentono chiamati e messi a fare da messaggeri tra il Cielo e la terra d'un Regno sì santo. Tu devi sapere che passato, presente e futuro, tutto deve servire al Regno del Fiat Divino.

Ora, il tuo ricordo, il chiedere per mezzo delle opere nostre, virtù ed atti di tutti, questo Regno, tutti si sentono messi a servizio di esso e prendono il loro ufficio e posto d'onore.

Sicché il tuo girare è necessario, perché serve a preparare il Regno della Divina Volontà.  Perciò sii attenta e continua." (Volume 30, 24 febbraio 1932)

 

Un  secondo brano  parla  di  "trasformare" GLI  ATTI  UMANI DEL  PROPRIO PASSATO IN ATTI DIVINI:

"Figlia mia, come la creatura chiama la mia Volontà negli atti suoi per vivere in Essa, Essa investe la creatura ed il suo atto colla sua forza creatrice e rinnova la sua vita divina; e supponi che La chiama mentre sta operando, senti che fa il mio Volere: chiama in atto quante volte ha operato, l'unisce insieme come se fosse un atto solo e, mettendo la sua forza creatrice, trasforma in divino tutto ciò che [la creatura] ha fatto e sta facendo, vi suggella la santità delle sue opere e le dà il nuovo merito e gloria, come se tutto di nuovo avesse operato, per amor suo: se ama, chiama a vita quante volte ha amato e ne fa un solo amore; se soffre, chiama a vita quante volte ha sofferto, l'unisce insieme e vi mette il suggello di pene divine e le dà il nuovo merito di quante volte ha amato e sofferto; insomma tutto ciò che ha fatto e ripete, tutte ritornano in atto, coll'unirsi insieme per ricevere la nuova bellezza, santità, grazia, freschezza, amore e nuovo merito. Nella mia Volontà non ci sono atti separati, né divisi, ma unità somma, tutto deve dare di Me, con questa sola differenza: che nella creatura c'è il nostro atto creante e crescente. Invece il nostro Essere Supremo non è soggetto né a crescere né a decrescere; è tanta la nostra pienezza, immensità ed infinità, che per sfogo del nostro amore sentiamo il bisogno di dare e d'amare le creature e d'essere amati, ma senza che nulla scemiamo.

Ecco perciò siamo tutti occhi, stiamo come a guardia per vedere quando vuol far vita nel nostro Volere, per avere occasione d'amarla di più ed arricchirla del nostro amore, per ricevere amore. Possiamo dire che la copriamo del nostro Essere Divino, l'affiatiamo con Noi, per godercela e dargli del nostro; e quando essa, scossa dalle fibre del nostro amore, dal nostro alito bruciante che le dice continuamente: 'Ti amo, ti amo, o figlia!', ed essa fa suo l'eco nostro e Ci ripete: 'Ti amo, Ti amo, Vita della mia vita, Amore del mio amore, Padre mio, Creatore mio, tutto mio, Ti amo!', essa Ci mette in festa e Ci dà le pure gioie che vogliamo perché l'abbiamo dato la vita.

Perciò la vogliamo nella nostra Volontà: per tenerla come la vogliamo, per darle ciò che vogliamo darle e per ricevere ciò che vogliamo da lei; fuori del nostro Fiat il nostro amore resta inceppato per essa, c'è tale distacco tra essa e Noi che si giunge, lei a sentirsi lontano da Noi e Noi lontani da essa, e giunge anche a temerci ed ad aver paura di Noi: volontà umana dove Mi getta la creatura che tanto amo!" (Volume 34, 23 maggio 1937)

 

Col dire "trasforma in divino tutto ciò che (la creatura) ha fatto e sta facendo", significa che gli atti propri del suo passato non erano divini, ma solo umani. E questo è motivo di immensa gioia: poter rifare il proprio passato in modo divino, è molto più di annullare qualsiasi debito di purgatorio. Perciò conviene prendere tutta la vita di Gesù per coprire, per sostituire in modo divino, degno di Lui, la nostra vita.

Nel caso degli  atti  delle  altre  creature  possiamo -se veramente  viviamo  nella Divina Volontà- sostituirli con atti divini, ma non possiamo cambiarli in atti divini, perché furono fatte da altre volontà, mentre nel caso dei nostri propri atti passati, sì che possiamo farlo, perché uscirono dalla stessa volontà che adesso chiama la Volontà Divina a  trasformarli.

Nel brano del Vol. 30 citato prima, Gesù ha detto: "Il ricordo richiama le opere del passato e le fa come presenti". Nella nostra condizione di viatori possiamo richiamare il passato mediante il ricordo e l'intenzione. Ma nella realtà oggettiva il passato e il futuro non esistono: tutto è presente. Fare presenti le opere del passato è quel detto di Gesù: "Ogni scriba divenuto discepolo del Regno dei Cieli è simile al Padrone di casa, che estrae dal suo tesoro cose nuove e cose antiche" (Mt 13,52)

 

 

 

 

SOSTITUIRE GLI ATTI DELLE CREATURE E RIFARE IN MODO DIVINO IL PROPRIO PASSATO

a cura di Roberto Lorenzetto

Di questo argomento, Gesù ne parla in vari capitoli degli scritti della Serva di Dio Luisa Piccarretta: dall'accostamento di vari brani capiremo il significato di questo esercizio e il modo di come compierlo.

In questa prima parte Gesù parla di "raccogliere", trasformare GLI ATTI DEGLI ALTRI:

"...Dopo ciò, continuavo il mio giro nel "Fiat" Divino per portare tutti gli atti delle creature in omaggio al mio Creatore e pensavo tra me:"Se potrò raccogliere (se raccoglierò) tutto ciò che esse hanno fatto e chiudere tutto nel Volere Divino, (questi atti) non si cambieranno in atti di Volontà Divina?

Ed il mio dolce Gesù ha soggiunto:"Figlia mia, ogni atto delle creature possiede il suo germe secondo come è stato fatto. Se non è stato fatto nel mio "Fiat" Divino non possiede il suo germe, quindi non potrà mai essere atto di mia Volontà; perché nell'atto di farlo mancava il suo germe di luce (il germe del "Fiat"), che  ha virtù di cambiarlo in sole stando il suo germe di luce come atto primo nell'atto della creatura.

 Negli atti della creatura succede (così) che, se una persona ha il seme dei fiori, seminandolo avrà fiori; e se semina il seme dei frutti, avrà frutti, e il seme dei fiori non darà frutti né quello dei frutti darà fiori, ma ciascuno darà secondo la natura del suo seme. Così (è per) gli atti delle creature: se nell'atto (vi) è stato un fine buono, uno scopo santo, per piacermi, per amarmi, in un atto si vedrà il germe (il germoglio) della bontà, nell'altro il germe  della santità, il germe di piacermi, il germe di  amarmi. Questi germi (questi germogli) non sono luce, ma simboleggiano chi il fiore, chi il frutto, chi una pianticella e chi una gemma preziosa, ed Io sento l'omaggio del fiore, del frutto e così di seguito, ma non (sento) l'omaggio che mi può dare un sole; e (pur) raccogliendo tutti questi atti per chiuderli nel mio "Fiat", restano quali sono, (non cambiano) ogni uno ha la natura che il seme gli ha dato e si vede che sono atti che può fare la creatura, (atti fatti con la propria volontà umana) non atti che può fare la mia Divina Volontà con il suo germe di luce nell'atto della creatura. Il germe della Volontà Divina non viene ceduto (dato) da Essa (dalla Divina Volontà) se non quando la creatura vive in Essa (nella Divina Volontà) e nei suoi atti (negli atti che fa la creatura) Le da il primo posto d'onore." (Volume 28, 12/3/1930)

Pertanto la risposta alla domanda di Luisa di cambiare gli atti da umani in divini, è :"No, non si cambiano; se gli atti fatti dalle creature sono stati atti umani, restano atti umani". Ma questo brano per comprenderli lo si deve leggere e completare alla luce di altri brani e capitoli. Per esempio:

"...Ah, figlia mia, la generazione presente meritava di essere distrutta del tutto, (per i mali che dilagano) e se permetterò che qualcosa di essa resti, è per formare questi soli della santità del vivere nel mio Volere, che a mio esempio (cioè imitando ciò che ho fatto Io stando sulla terra) Mi rifaranno di tutto quello che mi dovevano (che avrebbero dovuto darmi) le altre creature passate, presenti e future (col rifare gli atti di tutte le creature). Allora la terra Mi darà vera gloria ed il mio "FIAT VOLUNTAS TUA come in cielo così in terra" avrà compimento ed esaurimento. (Volume 12,  27/11/1917) E ancora:

"...Dal tuo anello di congiunzione con Me (dalla tua unione-fusione con Me) saranno congiunti gli altri anelli delle creature (cioè le altre creature che vorranno vivere nel Divin Volere) e avrò uno stuolo di anime che vivendo nel mio Volere rifaranno tutti (non una parte sì e l'altra no) gli atti delle creature e avrò la gloria di tanti atti sospesi, fatti solo da Me, fatti anche dalle creature, (ora fatti anche da altre creature, e questi atti sono di tutte le creature) e queste (creature sono) di tutte le classi (di tutte le categorie): vergini, sacerdoti, secolari (persone laiche) a seconda del loro ufficio. (Queste creature che rifaranno gli atti per tutti) non opereranno più umanamente, ma penetrando (entrando) nel mio Volere, i loro atti (vissuti nel Divin Volere) si moltiplicheranno per tutti, in modo divino, e avrò da parte di (queste) creature la gloria divina di tanti sacramenti ricevuti e amministrati in modo umano (cioè vissuti vivendo con la propria volontà umana), di altri profanati (cioè che mi hanno oltraggiato e offeso), di altri infangati dall'interesse, di tante opere "buone" in cui resto più disonorato che onorato...". (Volume 12, 29/1/1919) Ancora:

"...E siccome la mia Volontà è ruota del centro del mio Essere, della Creazione e di tutto (il resto che esiste), il tuo moto, uscendo da questo centro (della mia Volontà), verrà a sostituire tanti atti delle creature e, moltiplicandosi nei moti (negli atti) di tutti come moto di centro, che ha origine dal centro del mio "Fiat", verrà a deporre al mio trono, da parte delle creature, gli atti loro, sostituendosi a tutto (a tutti gli atti)." (Volume 12, 4/2/1919)

"...Figlia diletta del mio Volere, vuoi venire nella mia Volontà a sostituire in modo divino tanti atti non fatti dagli altri nostri fratelli, tanti altri atti fatti umanamente e altri atti, santi, sì, ma umani e non (fatti) in ordine divino? Io tutto ho fatto nell'ordine divino, ma non sono contento ancora: voglio che la creatura entri nella mia Volontà e in modo divino venga a baciare i miei atti, sostituendosi a tutto (e a tutti), come feci Io. Perciò vieni! Vieni!: lo sospiro, lo desidero tanto, che Mi metto come in festa quando vedo che la creatura entra in questo ambiente divino e, moltiplicandosi insieme con Me, si moltiplica in tutti ed ama, ripara, sostituisce tutti e per ciascuno in modo divino. Le cose umane non le riconosco più in lei, ma (vedo in lei) tutte cose mie. Il mio Amore sorge e si moltiplica, le riparazioni si moltiplicano all'infinito, le sostituzioni (degli atti) sono divine. Che gioia! Che festa! Gli stessi santi si uniscono a Me e fanno festa, e aspettano con ardore che una loro sorella sostituisca gli stessi loro atti, santi nell'ordine umano, ma non nell'ordine divino. Mi pregano che faccia entrare subito la creatura in questo ambiente divino e che tutti i loro atti siano sostituiti solo con il Volere Divino e con l'impronta dell'Eterno. L'ho fatto Io per tutti (quando stavo sulla terra); ora voglio che lo faccia tu per tutti." (Volume 12, 13/2/1919)

In altre parole, quegli atti delle creature, che restano umani, che non si cambiano in atti di Divina Volontà perché in essi mancò "il germe" della Divina Volontà, devono essere sostituiti da atti divini. E' ciò che ha fatto Gesù per redimerci. Per le creature che fecero i loro atti umani, per loro restano umani, ma davanti a Dio ci deve pensare un'altra "loro sorella" a sostituirli in modo divino, in modo che Dio riceva da parte loro adorazione, gloria, ringraziamento, riparazione, amore ecc., in modo divino come se lo avessero fatto loro.

"...Dopo ciò seguivo il mio giro negli atti della Divina Volontà, ed oh, come vorrei abbracciare tutto, anche quello che hanno fatto tutti i beati, per dare in ciascun atto un onore e gloria a Dio e ai santi e servirmi degli stessi atti, fatti da loro stessi, per onorarli. Ed il mio amato Gesù ha soggiunto: "Figlia mia, quando la creatura ricorda, onora, glorifica ciò che ha fatto il suo Creatore per amor suo e il suo Redentore per metterla in salvo, e tutti i santi, diventa protettrice di tutti questi atti. Il cielo, il sole e tutta la Creazione si sentono protetti dalla creatura; la mia vita terrestre di quaggiù, le mie pene, le mie lacrime, sentono un rifugio in essa e trovano la loro protettrice;i santi trovano nel suo ricordo non solo la protezione, ma gli atti di loro stessi vivificati, rinnovati in mezzo alle creature; insomma si sentono ridare la vita nei loro atti.

Oh, quante belle opere e virtù restano come sepolte nel basso mondo, perché non vi è chi le ricordi ed onori. Il ricordo richiama le opere del passato e le fa come presenti (come stessero per accadere ora). Ma sai tu cosa succede? Succede uno scambio: la creatura diventa protettrice col suo ricordare, (e) tutte le opere nostre, la Creazione, la Redenzione e tutto ciò che hanno fatto i santi, si fanno protettori della loro protetta, si mettono intorno ad essa per proteggerla, difenderla, le fanno da sentinella, e mentre si rifugiano in essa per essere protetti, ogni opera nostra, tutte le mie pene e tutte le opere e (le) virtù dei miei santi fanno a gara, dandosi il cambio per farle la guardia d'onore perché resti difesa da tutto e da tutti. E poi, non c'è onore più grande che tu possa dare, quando te ne servi per chiedere in ciascun atto il Regno della Divina Volontà, (tutti) si sentono chiamati e messi a fare da messaggeri, tra il Cielo e la terra, di un Regno così santo. Tu devi sapere che passato, presente e futuro, tutto deve servire al Regno del "Fiat" Divino. Ora (per) il tuo ricordo (nel) chiedere questo Regno per mezzo delle opere nostre, (per mezzo delle) virtù e atti di tutti, tutti si sentono messi a servizio di Esso e prendono il loro ufficio e posto d'onore. Sicchè il tuo girare è necessario, perché serve a preparare il Regno della Divina Volontà. Perciò sii attenta e continua." (Volume 30, 24/2/1932)

 

Q!uest'altro brano o capitolo, parla di "trasformare" "GLI ATTI UMANI DEL PROPRIO PASSATO IN ATTI DIVINI:

"Figlia Mia, come la creatura chiama la mia Volontà negli atti suoi per vivere in Essa, Essa (la Divina Volontà) investe la creatura e il suo atto con la sua forza creatrice e rinnova la sua vita divina. E supponi che la chiami mentre sta operando; senti cosa fa il mio Volere: chiama in atto quante volte (la creatura) ha operato, unisce insieme (quegli atti) come se fossero un atto solo e, mettendo la sua forza creatrice, trasforma in divino tutto ciò che (la creatura) ha fatto (in passato) e sta facendo (al momento), vi suggella la santità delle sue opere e le da il nuovo merito e gloria, come se avesse operato tutto di nuovo (nuovamente) per amor suo. Se ama, chiama a vita quante volte ha amato e ne fa un solo amore; se soffre, chiama a vita quante volte ha sofferto, le unisce insieme, vi mette il sigillo di pene divine e dà loro il nuovo merito di quante volte ha amato e sofferto. Insomma, tutto ciò che ha fatto e (che) ripete, tutto ritorna in atto (si rinnova) con unirsi insieme, per ricevere la nuova bellezza, santità, grazia, freschezza, amore e nuovo merito. Nella mia Volontà non ci sono atti separati, né divisi, ma somma unità; tutto deve dare di Me (cioè tutto deve avere la mia impronta, tutto deve ricordare Me, tutto deve dire che è mio). Con questa sola differenza, che nella creatura c'è il nostro atto creante e crescente, invece il nostro Essere Supremo non è soggetto a crescere, né a decrescere; è tanta la nostra pienezza, immensità ed infinità che, per sfogo del nostro amore, sentiamo il bisogno di dare e di amare le creature e di essere amati, ma senza che scemiamo (diminuiamo in) nulla. Ecco perché siamo tutt'occhi, stiamo come in guardia, per vedere quando (la creatura) vuole fare vita nel nostro Volere, (è) per avere occasione di amarla di più e arricchirla (di più) del nostro amore, per ricevere amore. Possiamo dire che la copriamo col nostro Essere Divino, l'affiatiamo con Noi (le diamo la vita, ne facciamo una cosa sola con Noi), per godercela e darle del nostro, (delle nostre Virtù Divine, delle nostre qualità divine), e quando essa, scossa dalla febbre del nostro amore, dal nostro alito bruciante che le dice continuamente "ti amo! ti amo, o figlia!", fa suo l'eco nostro e Ci ripete"Ti amo! Ti amo, Vita della mia vita! Amore del mio amore! Padre mio! Creatore  mio, tutto mio, Ti amo!", (allora) Ci mette in festa e Ci dà le pure gioie che vogliamo (avere), perché le abbiamo dato la vita. Perciò la vogliamo nella nostra Volontà, per tenerla (e conservarla) come la vogliamo, per darle ciò che vogliamo darle e per ricevere ciò che vogliamo da lei. Fuori del nostro "Fiat", il nostro amore resta inceppato (ostacolato, impedito) per essa; c'è tale distacco (tale distanza) tra essa e Noi, che lei giunge a sentirsi lontana da noi e (a tenere) Noi lontani da essa, e giunge anche a temerci e ad avere paura di Noi. Volontà umana, dove getti la creatura che tanto amo!" (Volume 34, 23/5/1937)

   Col dire "trasforma in divino tutto ciò che (la creatura) ha fatto e sta facendo", significa che gli atti propri del suo passato NON erano divini, ma solo umani. E questo è motivo di immensa gioia: potere noi rifare il proprio passato in modo divino, è molto più di annullare qualsiasi debito di purgatorio. Perciò conviene prendere tutta la vita di Gesù per COPRIRE, per SOSTITUIRE in modo divino, degno di Lui, tutta la nostra vita. Nel caso degli atti delle altre creature possiamo -se veramente viviamo nella Divina Volontà- sostituirli con atti divini, ma non possiamo cambiarli, trasformarli in atti divini, perché furono fatti da ALTRE volontà, mentre nel caso dei nostri propri atti, sì che possiamo farlo perchè sono usciti dalla STESSA VOLONTA' che ADESSO chiama la Divina Volontà a trasformarli.  Nel brano del volume 30 citato prima, Gesù ha detto :"Il ricordo richiama le opere del passato e le fa  come presenti". Nella nostra condizione di viatori possiamo richiamare il passato per mezzo del ricordo e dell'intenzione. Ma nella realtà oggettiva (davanti a Dio) il passato e il futuro non esistono: tutto è presente: Fare presenti le opere del passato corrisponde a quelle parole di Gesù: "Ogni scriba divenuto discepolo del Regno dei Cieli è simile al Padrone di casa, che estrae dal suo tesoro cose nuove e cose antiche". (Mt  13,52) 

Cosa vuol dire e cosa devo fare per "rifare" la mia vita come se la avessi sempre vissuta nella Divina Volontà, fin dalla mia nascita?

Vuol dire che volontariamente e liberamente intendo, voglio per mezzo della SS. Umanità di Gesù, "rifare nella Divina Volontà", ogni attimo e ogni atto della mia esistenza, precisiamo, non sostituire ma "rifare", da quando sono nato, fino all'ultimo che farò. 

Come? Così:

 

Gesù, vita mia, nella Divina Tua Volontà, voglio unire la mia piccola umanità appena concepita e poi nata, alla Tua piccola Umanità appena concepita e appena nata, così, come tu nascendo l'hai fatto nella Volontà del Tuo Padre Celeste, così anch'io voglio nascere e prendere vita nella Volontà di Dio Padre Tuo e Mio, fin  dal primo istante, per ripetere in me tutto quello che hai fatto e vissuto Tu.

Voglio fondere con il latte che hai preso dalla Mamma Tua, il mio prendere il latte da mia mamma, e come Tu ad ogni succhio dicevi: "TI amo Madre mia!", così anch'io intendo ripetere ad ogni goccia di latte che ho succhiato: "Ti amo, Mamma del Mio Dio e Signore!", e a Te mio Gesù, ad ogni succhio, voglio dirti: "Ti amo con la tua Volontà!"

Ad ogni tuo vagito, voglio legare e fondere i miei vagiti che ho fatto, allo scopo di santificare anche il più piccolo filo di voce che è uscito, e che uscirà, dalla mia gola, e inoltre farti compagnia nel tuo tenero pianto.

Di ogni respiro, fin dal primissimo che ho fatto, voglio farne una sola cosa con i tuoi respiri, così da respirare fin da appena nato, come hai respirato Tu, l'aria purissima e santissima della tua Volontà.

Nel sonno che hai preso, nella culla appena nato, voglio legare e unire i miei lunghi sonni di bambino, santificarli tutti con il tuo riposo per non separarmi da Te nemmeno nel dormire. E ora che non sono più bambino, intendo farlo e ripeterlo più di allora.

Al primo palpito che ha fatto il mio cuore, intendo legare il tuo palpito di Vita Eterna che ha avuto vita nel tuo Cuore, e senza lasciarne indietro nemmeno uno, intendo rifare tutti i miei palpiti, con i tuoi SS. palpiti, fino all'ultimo palpito che farò, quando, alla fine del mio pellegrinaggio, mi chiamerai per unirmi per sempre al tuo Palpito di Dio, da dove sono uscito.

Ogni mio pensiero, fin dal primo che la mia piccola mente ha avuto, voglio fonderlo tutto nei tuoi pensieri, perché, anche a volerlo, non possa fare mai un pensiero che sia anche solo minimamente diverso dal tuo, e così ogni mio pensiero porti l'impronta del tuo "Fiat Voluntas Tua".

Mio Gesù, voglio dissetare fin dal primo istante di vita, la mia anima, con l'acqua purissima della tua Volontà; e dalla mia nascita alla mia morte corporale, intendo con quest'Acqua Divina, lavare il mio corpo, la mia anima, i miei sensi, i miei sentimenti e la mia volontà umana, da tutto ciò che sa di terra, in modo che tutto brilli e profumi del tuo Eterno "Fiat" Divino.

Ogni sguardo che ho fatto, dal primo fino all'ultimo che farò, intendo legarli e fonderli tutti nei tuoi sguardi, perché tutti siano rifatti con i tuoi occhi e così divinizzati dai tuoi sguardi divini.

Nemmeno un pensiero voglio che non sia rifatto dalla tua stessa mente, dal primo che ho fatto aprendo gli occhi alla vita, fino all'ultimo che farò: tutti i miei pensieri voglio che nascano dai tuoi pensieri, dalla tua memoria e dalla tua intelligenza.

Il battesimo che mi hanno dato i miei genitori, intendo solennemente e volontariamente, rifarlo, immergendomi tutto nell'acqua della tua Divina Volontà, perché solo Tu sia il Signore, il Padrone, il Papà, il "RE" della mia vita, e il tuo Sigillo sia nella mia fronte, come il Padre lo aveva messo nella tua fronte.

Ad ogni passo che hai fatto per camminare, fin dal primo che hai fatto, voglio fondere tutti i miei passi di bambino e tutti quelli fatti fino ad ora e tutti quelli che farò su questa terra, con il solo fine di camminare con i tuoi stessi passi sulla strada della Tua Adorabile Volontà, e passo dopo passo, camminando nei tuoi passi, arrivare così, fra le braccia del Divin Padre a portarGli il mio "Ti amo!" ininterrotto.

Nei giochi che hai fatto da bambino, intendo unire e fondere i miei giochi di bimbo e di adulto, per rifarli tutti con i tuoi giochi, affinché in tutti risplenda il tuo "Fiat".

Tutte le celebrazioni, cerimonie, adorazioni, atti di pietà, intendo rifarli, nella Divina Volontà, con la tua stessa SS. Umanità, come che se a celebrare, ad adorare e a compiere gli atti di virtù e di pietà in me, ci fossi sempre stato Tu a viverli e a farli in me.

Anche la S. Cresima intendo rifarla nella tua Divina Volontà, perché nella fronte dell'anima mia sia chiaro e risplendente come Sole lo "Stemma" del tuo "Fiat" SS. e Divino.

Al lavoro con il quale hai aiutato S. Giuseppe, intendo fondere tutto il mio lavoro, dal primo che ho fatto nella mia povera vita, fino all'ultimo che farò, perché tutto sia santificato e divinizzato dalla tua Volontà Onnipotente, e Tu abbia la gloria del mio lavoro, come se lo avessi vissuto sempre nel tuo "Fiat" Divino, senza la più piccola separazione fra me e Te.

Tutte le ore di studio, dalla prima della scuola dell'infanzia e fino all'ultima che sarà, intendo rifarle tutte con la tua intelligenza e con la tua memoria, e Ti prego di concedermi, oltre alla saggezza del vivere delle cose materiali, anche la Scienza del vivere nel Tuo Divin Volere, proprio come lo hai concesso alla tua Mamma e alla tua SS. Umanità.

Nel cibo che hai preso, voglio unire e fondere il mio atto di prendere il cibo di tutti i giorni, perché come con il cibo materiale ha nutrito e nutri il mio corpo, altrettanto Tu mi nutra in ogni istante con il Cibo della tua SS. e Divina Volontà; anzi Ti prego, Amor mio, che l'anima mia non conosca altro Cibo all'infuori del tuo Divin Volere, solo questo voglio.

Le mie preghiere, Gesù, sono formule, sono parole vuote e senza voce, per questo voglio farne una sola cosa con le tue preghiere, così che le mie preghiere, prendano la tua stessa forza, la voce, la tua stessa santità, il tuo stesso amore e la tua stessa potenza.

Tutte le S. Comunioni, intendo rifarle con la tua SS. Umanità in me, nella tua Divina Volontà, in modo da riceverti nel mio nulla con il tuo Tutto; così che ad accoglierti nel mio cuore ci sarà sempre il tuo Cuore di Dio, il tuo stesso Paradiso.

Il matrimonio che ho celebrato all'altare in chiesa davanti al tuo sacerdote, intendo "rifarlo" ricelebrarlo, per legare le vite mia e di mia moglie con le catene d'oro zecchino della tua Volontà Divina, perché la nostra unione sia come Tu l'hai pensata e voluta fin dall'origine della vita.

La mia ordinazione sacerdotale o di consacrato o consacrata, voglio rifarla prendendo in me come vita, la vita della tua SS. Umanità, perché possa ripetere nel mio nulla la  stessa vita sacerdotale che era e viveva in Te.

Ogni sofferenza ogni dolore fisico o spirituale che Mi hai donato, e che mi vorrai donare, intendo unirli tutti, tutti alle tue sofferenze, ai tuoi dolori, alle tue lacrime, perché, come Tu mi hai promesso, diventino una sola cosa con le Tue, e così Tu le possa usare a bene dell'anima mia, ma anche di tutte le anime dell'intera umana famiglia; e perché il tuo Nome sia lodato e glorificato con gloria e lode non umane, ma divine. Perdonami l'ardire, mio Gesù, ma sei Tu che me lo insegni!

Amato mio Bene, anche la gioia e la felicità se sono vissute nella Divina Volontà, hanno un valore e una forza infinita e santificante. Per questo intendo unire tutti i momenti di gioia e di felicità che mi hai donato e mi donerai, fino all'ultima che vivrò da pellegrino, alla gioia e alla felicità che ha come sede il Tuo Sacratissimo Cuore, per gioire, io, della tua gioia e felicità e Tu gioire della mia gioia e della mia felicità vissuta nella tua.

Anche la mia morte intendo unirla e fonderla nella Tua Morte di Croce; e come voglio unire la mia morte corporale alla tua, così intendo unire anche la morte che in ogni atto intendo dare alla mia volontà libera, per crocifiggerla in Te, seppellirla nel tuo Cuore insieme a tutta la mia vita, perché non abbia alito di vita alcuno, se non nella tua Divina Volontà.

E come ho sepolto nel tuo Cuore tutto me stesso, anima, corpo, spirito e volontà, così completamente fuso e unito alla tua SS. Umanità, nella tua Volontà, intendo risorgere nella tua Risurrezione alla vita del Divin Volere, per scomparire per sempre dentro di Te, a gloria del Padre, Tua, Gesù e dello Spirito Santo.    

Tu, mio dolce Gesù, ha già vissuta la mia vita, tutta, attimo per attimo, l'hai vissuta come avresti voluto che io la avessi vissuta nella mia vita; beh Amor mio, quella stessa vita che hai vissuto Tu per me, intendo farla tutta mia, e senza farmi sfuggire nemmeno un atto di quelli che hai vissuto Tu, intendo ripeterla, istante per istante, atto per atto, palpito per palpito, in tutta la mia povera esistenza.