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SUGLI  SCRITTI DEL LIBRO DI CIELO DELLA SERVA DI DIO LUISA PICCARRETA  LA PFDV

Il 28 Febbraio 1899 la Serva di Dio Luisa Piccarreta  per obbedire al suo Confessore, don Gennaro Di Gennaro, inizia a scrivere il suo Diario. Quindi, Luisa scrive solo per ubbidire alla Chiesa, non di sua spontanea volont�, anzi, con molta riluttanza!

 

Leggiamo nel Volume 2� del Libro di Cielo :

J.M.J.

Febbraio 28, 1899

Per ordine del Confessore incomincio a scrivere ci� che passa tra me e Nostro Signore giorno per giorno.  L�anno 1899, mese di Febbraio, giorno 28.

Confesso la verit�, gran ripugnanza io provo; � tanto lo sforzo che devo farmi per vincermi, che solo il Signore pu� sapere lo strazio dell�anima mia. Ma, oh santa obbedienza, che legame potente tu sei! Tu sola potevi vincermi e, [facendomi] superare tutte le mie ripugnanze, quasi monti insuperabili, mi leghi alla Volont� di Dio e del Confessore. Ma deh, o Sposo Santo, per quanto � grande il sacrifizio, altrettanto ho bisogno d�aiuto; non voglio altro che mi introduciate nelle vostre braccia e mi sosteniate, cos�, assistita da Voi, potr� dire la sola verit�, per sola gloria Vostra e per mia confusione.

Questa mattina, avendo celebrato la Messa il Confessore, ho fatto anche la Comunione. La mia mente si trovava in un mare di confusione, per cagione di queste obbedienze che mi vengono date dal Confessore di scrivere tutto ci� che passa nel mio interno. Appena ricevuto Ges� ho incominciato a dirgli le mie pene, specialmente la mia insufficienza e tant�altre cose, ma Ges� pareva che non si curava del fatto mio e non rispondeva a niente. Mi � venuto un lume nella mente ed ho detto: �Chi sa che non sono io stessa la causa che Ges� non Si mostra secondo il suo solito�. Allora, con tutto il cuore Gli ho detto: �Deh, mio Bene e mio Tutto, non mostrarti meco s� indifferente, il cuore me lo fai spezzare per il dolore! Se � per lo scritto, venga, che venga, mi costasse il sacrifizio della vita, Vi prometto di farlo!� Allora Ges� ha cambiato aspetto e tutto benigno mi ha detto: �Che cosa tu temi? Non ti ho Io assistito le altre volte? La mia luce ti circonder� dappertutto e cos� potrai tu manifestarlo�.

Mentre cos� diceva, non so come ho visto il Confessore vicino a Ges� ed il Signore gli ha detto: �Vedi? Tutto ci� che fai passa nel Cielo; perci� vedi la purit� con cui devi operare, pensando che tutti i tuoi passi, parole ed opere vengono alla mia presenza e, se sono puri, cio� fatti per Me, Io ne prendo diletto grandissimo e Me li sento a Me d�intorno come tanti messaggeri che Mi ricordano continuamente di te; ma se sono per fini bassi e terreni, invece ne prendo fastidio�. E mentre cos� diceva, pareva che gli prendesse le mani e sollevandole al cielo, gli diceva: �L�occhio sempre in alto; siete del Cielo, operate per il Cielo�.

Mentre vedevo il Confessore e che Ges� cos� gli diceva, nella mia mente mi pareva che, se cos� si operasse, succedeva lo stesso come quando una persona deve sloggiare da una casa per andare ad un�altra; che fa? Prima manda tutte le robe e tutto ci� che essa tiene e poi se ne va essa. Cos� noi, prima mandiamo le nostre opere a prendere il posto per noi nel Cielo e poi, quando giunger� il nostro tempo, andremo noi. Oh, che bel corteggio ci faranno!

-   Ed un giorno, qualche anno pi� avanti, sar� Ges� stesso a dare il titolo a questo <<suo>> - specifica Ges� - Libro sulla sua Volont�, a questo Diario che Luisa ha iniziato a scrivere con grande fatica e riluttanza.

 

Leggiamo nel Volume 19, Agosto 27, 1926: Ges� d� il titolo al libro sulla sua Volont�.

Trovandomi nel solito mio stato, il mio sempre amabile Ges� mi faceva vedere il reverendo padre che deve occuparsi della stampa degli scritti sull�adorabile Volont� di Dio, e Ges�, mettendosi a lui vicino, gli diceva: �Figlio mio, il titolo che darai al libro che stamperai sulla mia Volont� sar� questo: �Il Regno della mia Divina Volont� in mezzo alle creature. Libro di Cielo. Il richiamo delle creature nell�ordine, al suo posto e nello scopo per cui fu creata da Dio�. Vedi, anche il titolo voglio che corrisponda alla grande opera della mia Volont�; voglio che la creatura comprenda che il suo posto, assegnatole da Dio, � nella mia Volont�, e fino a tanto che non entri in Essa sar� senza posto, senza ordine, senza scopo, sar� un intruso nella Creazione, senza diritto di sorte, e perci� [l�uomo] andr� ramingo, senza pace, senza eredit�, ed Io, mosso a compassione di lui gli grider� continuamente: �Entra nel tuo posto, vieni nell�ordine, vieni a prendere la tua eredit�, a vivere in casa tua, perch� vuoi vivere in casa estranea? Perch� vuoi occupare un terreno che non � tuo? E non essendo tuo vivi infelice e sei il servo e lo zimbello di tutte le cose create. Tutte le cose create da Me, perch� stanno al loro posto, stanno nell�ordine ed in perfetta armonia con tutta la pienezza dei loro beni, assegnatogli da Dio; tu solo vuoi essere infelice, ma [di una] infelicit� volontaria. Perci� vieni al posto tuo, l� ti chiamo e ti aspetto�. Perci� colui o colei che si prester� a far conoscere la mia Volont� sar� il mio portavoce, ed Io gli affider� i segreti del Regno di Essa�.

Onde dopo di ci�, faceva vedere tutta la Creazione, come tutte le cose create stanno al loro posto voluto da Dio, e quindi nell�ordine perfetto e nella completa armonia tra loro; e la Suprema Volont�, perch� stanno al loro posto, mantiene la loro esistenza integra, bella, fresca e sempre nuova, e l�ordine porta la felicit� comune e la forza universale a tutti. Che incanto nel vedere l�ordine, l�armonia di tutta la Creazione! E Ges�, riprendendo il suo dire ha soggiunto: �Figlia mia, come sono belle le opere nostre! Sono il nostro onore e la nostra gloria perenne; tutte stanno al posto loro e ciascuna cosa creata compie perfettamente il suo ufficio. Solo l�uomo � il nostro disonore nella nostra opera creatrice, perch� col sottrarsi dalla nostra Volont� cammina con la testa gi� in terra e coi piedi all�aria. Che disordine! Che disordine! Fa ribrezzo a vederlo: camminando con la testa gi� striscia la terra, si sconvolge tutto, si trasforma, alla vista le manca lo spazio necessario per guardare, n� pu� diffondersi nello spazio per conoscere le cose, n� difendersi se il nemico le sta dietro le spalle, n� fare molto cammino, perch�, poveretto, con la testa deve strisciarsi, non camminare, perch� l�ufficio di camminare � dei piedi, quello della testa � di dominare. Sicch�, il fare la propria volont� � il vero e perfetto capitombolo dell�uomo ed il disordine dell�umana famiglia.  Perci� m�interessa tanto che la mia Volont� sia conosciuta, affinch� [l�uomo] ritorni al suo posto, non pi� si strisci con la testa gi�, ma che cammini coi piedi; non pi� formi il mio ed il suo disonore, ma il mio ed il suo onore. Guarda tu stessa: non compariscono brutte le creature, vederle camminare con la testa per terra? Non dispiace anche a te vederle cos� disordinate?�

Io ho guardato e vedevo le teste gi� ed i piedi in aria. Ges� � scomparso ed io [sono] rimasta a guardare questo brutto spettacolo delle umane generazioni, e pregavo di cuore che la sua Volont� sia conosciuta.

 

Ma a che cosa serviranno questi Scritti? 

Scrive Luisa il 21 settembre 1899 (Volume 2): [�] Andavo pensando tra me: �A che pro scrivere questo, se io stessa non praticassi ci� che scrivo? Questo scritto sarebbe certo una mia condanna!�

Mentre ci� pensavo, � venuto il benedetto Ges� e mi ha detto: �Questo scritto servir� a far conoscere chi � Colui che ti parla e occupa la tua persona; e poi, se non serve a te, la mia luce servir� ad altri che leggeranno ci� che ti faccio scrivere�.

Chi pu� dire quanto son rimasta mortificata nel pensare che altri approfitteranno delle grazie che mi fa, se leggeranno questi scritti, ed io che li ricevo, no? Non mi condanneranno essi? E poi, solo pensare che giungeranno in mano d�altri, mi si stringe il cuore per la pena e per il rossore di me stessa. Ora, rimanendo in grandissima afflizione, andavo ripetendo: �A che pro il mio stato, se servir� di condanna?�

E l�amorosissimo mio Ges�, ritornando, mi ha detto: �La mia vita fu necessaria per la salvezza dei popoli; e siccome la mia non la potetti continuare sulla terra, perci� eleggo chi Mi piace per continuarla in loro, per poter continuare la salvezza dei popoli: ecco il pro del tuo stato�.

 

 

Che cosa sono questi scritti?

�Sappi che tutto ci� che ti faccio scrivere, o sulle virt� o sotto qualche similitudine, non � altro che un farti dipingere te stessa e quella perfezione a cui ho fatto giungere l�anima tua�.  (Vol. 2, 22.9.1899)

 

Ma Luisa teme che i suoi Scritti possano andare in mano ad altri. (Vol. 2, 25.9.1899) 

Quali errori ci sono, errori negli Scritti di Luisa, nei quali Ges� stesso le guida la mano?

�Stavo pensando tra me - scrive Luisa nel 3� Volume -: �Chiss� quanti spropositi, quanti errori contengono queste cose che scrivo!�

In questo mentre, mi son sentita perdere i sensi, � venuto il benedetto Ges� e mi ha detto: �Figlia mia, anche gli errori gioveranno a far conoscere che non c�� nessun artifizio da parte tua, n� che tu sei qualche dottore, che se ci� fosse, tu stessa avresti avvertito dove erravi, e questo pure far� risplendere di pi� che sono Io che ti parlo, vedendo la cosa alla semplice; ma ti assicuro che non troveranno l�ombra del vizio e cosa che non dica virt�, perch� mentre tu scrivi, ti sto Io stesso guidando la mano;al pi� potranno trovare qualche errore a primo aspetto, ma se lo rimireranno ben bene, vi troveranno la verit�.(8.1.1900)

 

Angoscia di Luisa nel dover scrivere; solo per ubbidienza lo fa, essendo uno dei suoi pi� grandi sacrifici

�Mentre scrivevo, stavo pensando tra me: �Chiss� quanti spropositi in questi scritti! Meritano di essere gettati nel fuoco. Se l�ubbidienza me lo concedesse lo farei, perch� mi sento come un intoppo nell�anima, specie se giungessero a vista di qualche persona, e in certi punti fanno vedere come se amassi e facessi qualche cosa per Dio, mentre non faccio niente e non Lo amo, e sono l�anima pi� fredda che possa trovarsi nel mondo, ed ecco che mi riterrebbero diversa da quello che sono e questo � una pena per me; ma siccome � l�ubbidienza che vuole che scriva, essendo questo per me uno dei pi� grandi sacrifici, perci� mi rimetto tutta a lei, con certa speranza che essa far� le mie scuse e giustificher� la mia causa presso Dio e presso gli uomini�.

Ma mentre dico questo, il benedetto Ges� si � mosso nel mio interno e mi sta rimproverando e vuole che disdica ci� che ho detto� Nel venire, il benedetto Ges� ha risposto al mio pensiero col dirmi: �Sicuro che meritano di essere bruciati questi tuoi scritti, ma vuoi sapere in quale fuoco? Nel fuoco del mio Amore, perch� non vi � pagina che non manifesti a chiare note il modo come amo le anime; tanto se sono cose che riguardano te, quanto se riguardano il mondo; e il mio Amore in questi tuoi scritti trova uno sfogo ai miei preoccupati ed amorosi languori.  (Vol. 4, 10.10.1900)

 

In questi Scritti possono esserci errori di grammatica, ma non contro la dottrina cristiana. La prova che Luisa non � un�illusa nei suoi scritti, ma che l�opera � di Dio

��Sono venuti due sacerdoti e il Bambino si � ritirato in braccio a uno di quelli, comandandomi che io parlassi con l�altro. Onde quello voleva conto dei miei scritti ed uno per uno li stava rivedendo.

Onde io, temendo, ho detto a quello: �Chiss� quanti errori ci sono�. E quello, con una seriet� affabile, ha detto: �Che, errori contro la legge cristiana?� Ed io: �No, errori di grammatica�. E quello: �Questo fa niente�. Ed io, prendendo confidenza, ho soggiunto: �Temo che sia tutta illusione�.

E quello, guardandomi in faccia, ha ripetuto: �Credi tu che ho bisogno di rivedere i tuoi scritti per conoscere se sei illusa o no? Io, con due domande che ti faccio, conoscer� se � Dio o il demonio che opera in te. Primo, credi tu che tutte le grazie che Dio ti ha fatto te le sei tu meritate, oppure � stato dono e grazia di Dio?� Ed io: �Il tutto per grazia di Dio�. �Secondo, credi tu che in tutte le grazie che il Signore ti ha fatto, la tua buona volont� abbia prevenuto la grazia, o la grazia abbia prevenuto te?� Ed io: �Certo, la grazia mi ha prevenuta sempre�. E quello: �Queste risposte mi fanno conoscere che tu non sei illusa�.� (Vol. 6, 3.12.1904)

 

Luisa deve scrivere anche i suoi dubbi e le sue pene. Ges� vuole che nello scrivere sia pi� precisa ed esatta e che dica tutto, perch� servir� per gli altri

�Figlia mia, voglio che sia pi� precisa, pi� esatta, che manifesti tutto nello scrivere, ch� molte cose le fai passare innanzi, sebbene per te prenda senza scrivere, ma molte cose serviranno per gli altri�. Io, nel sentire ci�, sono rimasta confusa, perch� veramente ci� lo faccio, ed � tanta la ripugnanza di scrivere, che solo i miracoli che sa fare l�ubbidienza potevano vincermi, che di mia volont� non sarei buona a vergare neppure una virgola.� (Vol. 7, 4.5.1906)

 

Che cosa sono questi scritti, voluti da Ges�

�Mio sommo Bene, il mio desiderio � che non vorrei scrivere pi�. Quanto mi pesa! Se non fosse per timore di uscire dal tuo Volere e di dispiacerti, non lo farei�.

E Lui, troncando il mio dire, ha soggiunto: �Tu non lo vuoi ed Io lo voglio. Quello che ti dico e tu per ubbidire scrivi, per ora serve di specchio a te e a quelli che prendono parte alla tua direzione; verr� tempo in cui servir� di specchio agli altri. Sicch�, ci� che tu scrivi detto da Me, si pu� chiamare specchio divino; e tu vorresti togliere questo specchio divino alle mie creature? Badaci seriamente, figlia mia, e non voler restringere col non scrivere tutto questo specchio di Grazia.� (Vol. 7, 13-10-1906)

 

Ges� � molto contento ogni volta che Luisa scrive, perch� il suo Amore si sfoga; ma se lei non scrive tutto, Ges� si sente come tradito nell�amore

�Figlia mia, ogni qual volta scrivi, il mio Amore riceve un piccolo sfogo, un contento di pi�, e mi sento pi� tirato a comunicarti le mie grazie. Sappi per� che quando non scrivi tutto, oppure sorvoli sulle mie intimit� con te, sullo sfoggio del mio Amore, Io mi sento come tradito, perch� in quello sfoggio d�amore, in quelle intimit� con te Io cercavo non solo di attirare te a pi� conoscermi e amarmi, ma anche quelli che avrebbero letto le mie intimit� d�amore, per ricevere anche da loro un amore di pi�, e non scrivendo tu, questo amore non lo avr� ed Io ne rimango come contristato e tradito�.  (Volume 12�, 14.6.1918)

 

La parola di Ges� � un Sole, che Luisa deve scrivere per il bene di tutti

�Figlia mia, perch� non scrivi? La mia parola � luce e, come il sole splende in tutti gli occhi, in modo che tutti hanno luce sufficiente per tutti i loro bisogni, cos� ogni mia parola � pi� che un sole, che pu� essere luce sufficiente che illumina qualunque mente e riscalda ciascun cuore. Sicch� ogni mia parola � un sole che esce da Me, che per ora serve a te e scrivendola servir� ad altri, e tu, col non scrivere, vieni a soffocare questo sole in Me e ad impedire lo sfogo del mio Amore e tutto il bene che potrebbe fare un sole�.

Ed io: �Ah, mio Ges�, chi � che andr� a calcolare sulla carta le parole che Tu mi dici?�

E Lui: �Questo non sta a te, ma a Me, e ancorch� non venissero calcolate, ci� che non sar�, i tanti soli delle mie parole sorgeranno maestosi, mettendosi a bene di tutti. Invece, col non scrivere, impediresti che il sole sorga e faresti tanto male come uno che potesse impedire che il sole sorga sull�azzurro cielo; quanti mali non farebbe alla terra? Quello alla natura e tu alle anime. E poi, � gloria del sole splendere maestoso e prendere come in pugno la terra e tutti, con la sua luce; il male � di chi non ne approfitta. Cos� sar� del sole delle mie parole: sar� gloria mia far sorgere tanti diversi soli, incantevoli e belli per quante parole dico; il male sar� di chi non ne approfitta�. (Volume 12, 27.12.1918)

 

Luisa scrive solo per ubbidienza ci� che Ges� le dice su di lei.

�Io, nel sentire ci�, sono rimasta spaventata e atterrita, e se l�ho scritto � perch� l�ubbidienza si � imposta...�  (Vol. 12, 8.3.1921)

 

In questi Scritti tutto � dottrina di Ges�

�Di te non c�� nulla, ma tutta � dottrina mia. Tu non sei stata altro che una scrivana, e solo perch� ho scelto te, vorresti seppellire i miei insegnamenti e quindi anche la mia gloria?�.

��Se ho scritto � stato solo per ubbidire e per il timore che Tu potessi dispiacerti�. (Vol. 13, 2.6.1921)

 

Chi legger� queste Verit�, se � indisposto, non capir� nulla

�Se leggeranno queste Verit� e sono indisposti, non capiranno un�acca, resteranno confusi e abbagliati dalla luce delle mie  verit�; ma per i disposti sar� luce che li rischiarer� e acqua che li disseter�, e non vorranno distaccarsi giammai da questi canali per il gran bene che sentiranno e per la nuova vita che scorrer� in loro. Perci�, anche tu dovresti essere contenta di aprire questi canali a pro dei tuoi fratelli, non trascurando nulla delle mie verit�, anche la pi� piccola, perch�, per quanto piccola, pu� servire ad un tuo fratello per attingere acqua.

Onde sii attenta ad aprire questi canali e a contentare il tuo Ges� che ha fatto tanto per te.�   (Vol. 13, 23.10 .1921)

 

Gioia di Ges� quando si scrive di Lui. In questi Scritti � necessario che appaia Luisa

�Figlia mia, sai perch� sono cos� contento? Tutta la mia gioia, la mia festa � quando ti vedo scrivere. Vedo vergare nelle parole scritte la mia gloria, la mia vita. La conoscenza di Me si moltiplica sempre pi�; la luce della Divinit�, la potenza della mia Volont�, lo sbocco del mio Amore, li vedo vergati sulla carta, ed Io in ogni parola sento la fragranza di tutti i miei profumi.

Poi vedo quelle parole scritte correre, correre in mezzo ai popoli, per portare le mie nuove conoscenze, il mio amore sboccante, i segreti del mio Volere� Oh, come ne gioisco, che non so che ti farei quando scrivi! E come tu scrivi nuove cose su ci� che mi riguarda, cos� Io vado inventando nuovi favori per compensarti e mi dispongo a dirti nuove verit�, per darti nuovi favori. Io ho amato sempre di pi� e ho riservato grazie pi� grandi a chi ha scritto di Me, perch� essi sono la continuazione della mia vita evangelica, i portavoce della mia parola, e ci� che non dissi nel mio Vangelo mi riserbai di dirlo a chi avrebbe scritto di Me. Io non finii allora di predicare, Io debbo predicare sempre, fino a che esisteranno le generazioni�.

Ed io: �Amor mio, scrivere le verit� che Tu mi dici � sacrificio, ma il sacrificio allora si rende pi� duro e quasi non mi sento la forza, quando sono obbligata e mi costringono a scrivere le mie intimit� tra Te e me, e ci� che riguarda me, che non so che farei per non mettere penna su carta�. E Ges�: �Tu resti sempre da parte; � sempre di Me che tu parli, ci� che ti faccio, l�amore che ti voglio e dove giunge il mio amore verso le creature. Questo spinger� gli altri ad amarmi, affinch� anche loro possano ricevere il bene che faccio a te. E poi, questo mischiare te e Me nello scrivere � anche necessario, altrimenti si direbbe: A chi ha detto questo? Con chi � stato cos� largo nel favorirlo? Forse al vento, all�aria? Non si dice nella mia Vita che Io fui cos� largo con la mia Mamma? Che parlai agli Apostoli, alle turbe e che sanai il tale infermo? Quindi, tutto � necessario, e sii sicura che in ci� che scrivi � sempre Me che fai pi� conoscere�. (Vol. 14, 14.2.1922)

 

Perch� deve comparire Luisa negli Scritti

�La santit� delle altre virt� � abbastanza conosciuta in tutta la Chiesa e chi vuole pu� copiarla; ecco perch� non mi sono dato premura di moltiplicare la stessa conoscenza. Ma la santit� del vivere nel mio Volere, gli effetti, il valore che contiene, l�ultima pennellata che dar� la mia mano creatrice alla creatura per renderla simile a Me, non � conosciuta ancora; ecco perch� tutta la mia premura che si metta fuori ci� che ti ho detto, e se ci� tu non facessi verresti come a restringere il mio Volere, ad imprigionarmi le fiamme che mi divorano e a farmi ritardare la completa gloria che mi deve la Creazione. Solo voglio che le cose escano fuori ordinate, perch� una parola che manchi, un nesso e un connesso, un periodo spezzato, invece di gettare luce mi getteranno tenebre ed invece di farmi dare gloria e amore, le creature resteranno indifferenti. Perci�, sii attenta. Ci� che ho detto Io, voglio che esca intero�. Ed io: �Ma per mettere tutta intera la parte tua, sono costretta a mettere parte della mia�. E Ges�: �E con ci� che vuoi dire? Se la via la abbiamo fatta uniti, vuoi che esca solo in campo? E poi, chi debbo additare e mettere come esempio da imitare, se colei che ho ammaestrata e tiene la pratica del modo come vivere nel mio Volere non vuole essere conosciuta?  Figlia mia, questo � assurdo�. (Vol. 14, 16.7.1922)

 

� necessario dire in questi Scritti che tutte queste Verit� sono state dette da Ges�, senza nasconderlo

�Facendo copiare, secondo l�ubbidienza del Confessore, dai miei scritti ci� che Ges� mi aveva detto sulle virt�, io volevo farlo copiare senza dire che me lo aveva detto Ges�; e Lui, nel venire, dispiacendosi mi ha detto: �Figlia mia, perch� vuoi occultarmi? Sono forse Io un disonorato, ch� non vuoi far nome di Me? Quando si dice un bene, un detto, un�opera, una verit� di una persona disonorata, non si vuol dire chi sia per non perdere la stima, la gloria, il prestigio e l�effetto che ci sta in quel bene, in quel detto, eccetera, perch� se si dice chi � non sar� apprezzato e perder� tutto il bello, sapendo che la fonte da dove viene non merita nessun apprezzamento. Invece, se � persona per bene e onorata, prima si fa il nome della persona, per far risaltare ed apprezzare maggiormente quello che ha detto o fatto, e poi si dice ci� che ha fatto o detto. Sicch� Io non merito che il mio nome vada davanti ai miei detti? Ahi, come mi tratti male! Non l�aspettavo questa pena da te. Eppure sono stato cos� largo con te, ti ho manifestato di Me tante cose e le pi� intime di Me, il che non ho fatto con gli altri. Avresti dovuto essere pi� larga nel farmi conoscere; invece sei la pi� stretta. Gli altri, quel poco che ho detto, avrebbero voluto mettere le trombe per farmi conoscere; invece tu vuoi occultarmi. Questo non mi piace affatto.� (Vol. 14, 30.7.1922)

 

Le verit� toccate spandono il loro profumo

�Stavo rivedendo nei miei scritti, secondo l�ubbidienza, ci� che dovevo segnare per farlo copiare, e pensavo tra me: A che pro tanti sacrifici? Quale bene ne verr�? E mentre ci� pensavo e facevo, il benedetto Ges� mi ha preso la mano tra le sue e stringendola forte mi ha detto: �Figlia mia, come il fiore toccato spande con pi� intensit� il suo profumo, tanto che se non � toccato sembra che non contiene tanto profumo e l�aria non resta imbalsamata da quell�odore, cos� le mie verit�: quanto pi� si pensano, si leggono, si scrivono, se ne parla, si diffondono, tanto pi� profumo spandono, in modo da profumare tutto e di giungere fin nel Cielo; ed Io sento il profumo delle mie verit� e mi sento di manifestare altre verit�, vedendo che le verit� manifestate spandono la luce e il profumo che contengono. Invece, non toccate le mie verit�, il profumo e la luce restano come compressi e non si spandono, e il bene e l�utilit� che contengono le mie Verit� restano senza effetto, ed Io mi sento defraudato nello scopo per cui ho manifestato le mie verit�. Sicch�, se non ci fosse altro che farmi sentire il profumo delle mie parole, per rendermi contento, dovresti essere felice di farne il sacrificio.� (Vol. 14, 26.8.1922)

 

Ges� vuole assolutamente che si conosca la sua Volont�; non tollera il silenzio su di Essa

�Figlia mia, che hai? Perch� tanto ti affliggi? � la mia gloria, il mio onore che lo richiede, e tu dovresti essere contenta. Credi che siano le creature che ci� vogliono, che fanno e che ti comandano? No, no, sono Io che travolgo tutto, che li spingo, che li illumino, e molte volte non sono ascoltato, altrimenti si darebbero pi� premura e avrebbero pi� interesse, ed Io sono costretto a spingerli pi� forte, per fare che il mio Volere si compia. Tu vorresti aspettare dopo la tua morte, ed il mio Volere non vuole aspettare. E poi, � vero che tu ne hai il connesso, l�innesto con la mia Volont�, ma qui si tratta non di te, ma di Me; si tratta di far conoscere gli effetti, i pregi, il valore che contiene il mio Volere operante nella creatura, quando questa vive in esso. E poi, se non vuoi interessarti tu, che conosci quanto mi sta a cuore e come ardentemente anelo che siano conosciuti gli effetti del mio Volere, dal quale mi verr� la completa gloria della Creazione e il compimento della stessa Redenzione� �oh, quanti effetti sono ancora sospesi, tanto della Creazione come della Redenzione, perch� il mio Volere non � conosciuto e non tiene il suo vero regno nella creatura e, non regnando, la volont� umana resta sempre schiava di se stessa�, onde credi tu che s�interesseranno gli altri dopo la tua morte?  Oh, quante cose sepolte vi sono, che ho manifestato alle anime, per mancanza di chi non s�interessa delle opere mie! Ma se ho tollerato le altre, questa della mia Volont� non la tollero. Dar� tanta grazia a chi si metter� all�opera, da non potermi resistere, ma la parte pi� interessante ed essenziale la voglio da te�. (Vol.14, 15.9.1922)

 

Ges� vuole che Luisa scriva tutto, perch� dovr� servire agli altri

In molte cose mi mancano i vocaboli; in altre, siccome sono tante, non so tenere l�ordine e mi sembra che le metto sconnesse sulla carta, ma Ges� pare che mi tollera, basta che le scriva, e se non lo faccio mi rimprovera dicendomi: �Bada, che non sono cose che devono servire a te sola, ma devono servire anche agli altri�. (Vol. 15, 20.4.1923)

 

Necessit� di scrivere ogni cosa in questi scritti; quale bene faranno

�Stavo pensando tra me a tutto ci� che sta scritto in questi giorni passati e dicevo tra me che non erano cose necessarie, n� serie; potevo fare a meno di metterle su carta, ma l�ubbidienza lo ha voluto ed io ero in dovere di dire il �FIAT� anche in questo� Ma mentre ci� pensavo, il mio amato Ges� mi ha detto: �Figlia mia, eppure era tutto necessario per far conoscere come si vive nel mio Volere. Non dicendo tutto, tu faresti mancare una qualit� del modo come vivere in Esso e quindi non potrebbero avere il pieno effetto del vivere nella mia Volont� (�) Nella mia onniveggenza vedo che questi scritti saranno per la mia Chiesa come un nuovo Sole che sorger� in mezzo ad essa, che gli uomini, attratti dalla sua luce sfolgorante, si applicheranno per trasformarsi in questa luce ed uscire spiritualizzati e divinizzati, per cui, rinnovandosi la Chiesa, trasformeranno la faccia della terra.

La dottrina sulla mia Volont� � la pi� pura, la pi� bella, non soggetta ad ombra di materia o d�interesse, tanto nell�ordine soprannaturale quanto nell�ordine naturale. Perci� sar�, a guisa di sole, la pi� penetrante, la pi� feconda e la pi� benvenuta e accolta, e siccome � luce, per s� stessa si far� capire e si far� via. Non sar� soggetta a dubbi, a sospetti di errore, e se qualche parola non si capir� sar� per la troppa luce, che eclissando l�intelletto umano, non potranno comprendere tutta la pienezza della verit�, ma non troveranno una parola che non sia verit�;  al pi�, non potranno del tutto comprenderla. Perci�, in vista del bene che vedo, ti spingo a nulla tralasciare di scrivere. Un detto, un effetto, una similitudine sulla mia Volont� pu� essere come una rugiada benefica sulle anime, come � benefica la rugiada sulle piante dopo una giornata di sole ardente, come una pioggia dirotta dopo lunghi mesi di siccit�. Tu non puoi capire tutto il bene, la luce, la forza che c�� dentro di una parola, ma il tuo Ges� lo sa e sa a chi deve servire e il bene che deve fare�.

Ora, mentre ci� diceva, mi ha fatto vedere nel mezzo della Chiesa un tavolo e tutti gli Scritti sulla Divina Volont� messi sopra. Molte persone venerande circondavano quel tavolo e uscivano trasformate in luce e divinizzate e, come camminavano, comunicavano quella luce a chi incontravano. E Ges� ha soggiunto: �Tu vedrai dal Cielo il gran bene, quando la Chiesa ricever� questo alimento celeste, che, fortificandola, la far� risorgere nel suo pieno trionfo�. (Vol. 16, 10.2.1924)

 

Necessit� di scrivere tutto; il bene che questi scritti faranno

�Figlia mia, coraggio, non ti abbattere. Se non fosse necessario che tu scrivessi, non ti avrei obbligata al sacrificio. Tu devi sapere che ogni effetto, bene, valore che ti faccio conoscere sulla mia Volont� e ci� che la creatura pu� fare vivendo in Essa, sono tante esca, gusti, calamita, alimenti, armonie, profumi, luce; sicch� ogni effetto che ti dico contiene la sua propriet� distinta. Quindi, non manifestando tutti i beni che ci sono nel mio Volere e dove l�anima pu� giungere vivendo in Esso, faresti mancare un esca per adescarli, o un gusto per allettarli, oppure una calamita per attirarli o un alimento per saziarli, sicch� mancherebbe la perfetta armonia, il piacere dei profumi, la luce per instradarli; perci�, non trovando tutti i beni possibili, cio�, non conoscendoli, non avranno quella gran voglia di elevarsi su tutte le altre cose per fare vita nella mia Volont�. (Vol. 16, 22.3.1924)

 

In questi Scritti, che sono di Ges�, tutto � chiaro e ordinato e nulla deve essere alterato

�Questa mattina, mentre mi trovavo nel solito mio stato (non so se sia stato sogno), vedevo il mio Confessore defunto, il quale mi pareva che prendesse qualche cosa di attorcigliato da dentro la mia mente e l�aggiustava e la scioglieva. Io gli ho domandato perch� ci� faceva e lui mi ha detto: �Sono venuto per dirti di essere attenta all�ordine, perch� Dio � ordine, e basta una frase, una parola di ci� che ti dice il Signore, che tu non la riporti tale e quale, ed ecco che non � secondo l�ordine e pu� suscitare dubbi e difficolt� in chi potr� leggere ci� che scrivi sulla sua adorabile Volont�.

Io, nel sentir ci�, ho detto: �Forse sapete voi che ho scritto cose disordinate finora?�

E il Confessore: �No, no, ma sii attenta per l�avvenire. Fa che le cose che scrivi siano chiare e semplici come te le dice Ges�, e che nulla ometta, perch� basta una piccola frase, una parola che manchi, di quelle che ti dice Ges�, o che la scriva diversamente, per mancare l�ordine, perch� quelle espressioni anche minute servono per dar luce, per far comprendere con pi� chiarezza il senso e per legare l�ordine delle verit� che il buon Ges� ti manifesta. Tu sei facile ad omettere molte piccole cose, mentre le piccole legano le grandi e le grandi le piccole. Perci� sii attenta per l�avvenire, affinch� il tutto sia ben ordinato�.  (Vol. 17, 14.6.1924)

 

Gli scritti: Ges� benedice e raduna tutti questi libri, che sono una parte di S� stesso

��Il mio dolce Ges� andava prendendo tutti i libri da me scritti, li univa insieme, poi se li stringeva al Cuore e con una tenerezza indicibile ha soggiunto: �Li benedico di cuore, questi scritti, benedico ogni parola, benedico gli effetti ed il valore che essi contengono. Questi scritti sono una parte di Me stesso�. Poi ha chiamato gli Angeli, i quali si sono messi di faccia a terra a pregare, e siccome stavano due Padri che dovevano vedere gli scritti, Ges� ha detto agli Angeli che toccassero la loro fronte per imprimere in loro lo Spirito Santo, onde infondere in essi la luce per poter loro far comprendere le verit� e il bene che ci sono in questi scritti. Gli Angeli hanno ci� eseguito e Ges�, benedicendoci tutti, � scomparso.� (Vol. 17, 17.9.1924)

 

Quanto costa a Luisa scrivere

�Mentre scrivevo ci� che sta detto di sopra, vedevo il mio dolce Ges� che poggiava la sua bocca alla parte del mio cuore e mi imboccava le parole che stavo scrivendo, e nel medesimo tempo sentivo un orribile fracasso lontano, che si battevano e ruggivano con tanto strepito da incutere spavento. Ed io, volgendomi al mio Ges�, Gli ho detto: �Mio Ges�, Amor mio, chi � che fa tanto fracasso? Mi sembrano demoni arrabbiati. Che cosa vogliono, che tanto si dibattono?� E Ges�: �Figlia mia, sono proprio loro. Vorrebbero che tu non scrivessi sulla mia Volont�, e quando ti vedono scrivere verit� pi� importanti sul vivere nel mio Volere soffrono un doppio inferno e tormentano di pi� tutti i dannati. Temono tanto che potessero uscire questi scritti sulla mia Volont�, perch� si vedono perduto il loro regno sulla terra, acquistato da loro quando l�uomo, sottraendosi dalla Volont� Divina, diede libero il passo alla sua volont� umana. Ah, s�, fu proprio allora che il nemico acquist� il suo regno sulla terra, e se il mio Volere potesse regnare sulla terra, il nemico, lui stesso, si rintanerebbe nei pi� cupi abissi. Ecco perch� si dibattono con tanto furore. Sentono la potenza della mia Volont� in questi scritti e, al solo dubbio che potessero uscire fuori, montano in furore e cercano a tutto loro potere di impedire un tanto bene. Tu per� non dar loro retta e da questo impara ad apprezzare i miei insegnamenti�.

Ed io: �Mio Ges�, mi sento che ci vuole la tua mano onnipotente per farmi scrivere ci� che Tu dici sul vivere nel tuo Volere. Alle tante difficolt� che fanno, specie quando mi si ripete: �Possibile che nessun�altra creatura sia vissuta nella tua SS. Volont�?�, mi sento tanto annientata che vorrei scomparire dalla faccia della terra, affinch� nessuno pi� mi vedesse, ma mio malgrado sono costretta a starci per compiere la tua Santa Volont�. (Vol. 17, 22.9.1924)

 

Questi scritti non sono cose di Luisa, ma di Ges�. Quale bene non ci sar� quando il tutto uscir� riunito?

�Taci, taci, non voler andare pi� oltre. Non sono cose tue, ma mie; � la mia Volont� che vuol fare la sua via per farsi conoscere. E la mia Volont� � pi� che sole, e per nascondere la luce del sole ci vuole troppo ed � del tutto impossibile; se la parano da un lato, essa sorpassa l�ingombro che le hanno messo davanti e, sfuggendo dagli altri lati, con maest� fa la sua via, lasciando confuso chi voleva impedire il suo corso, perch� se la sono vista sfuggire da tutte le parti senza poterla afferrare. Si pu� nascondere una lucerna, ma il sole non mai. Tale � la mia Volont�: � pi� che sole, e volerla tu nascondere ti riuscir� impossibile. Perci� taci, figlia mia, e fa che il sole eterno della mia Volont� faccia il suo corso, sia per mezzo degli scritti, della stampa, delle tue parole e dei tuoi modi. Fa che Essa sfugga come luce e percorra tutto il mondo. Io lo sospiro, lo voglio.

E poi, che gran che � stato messo fuori delle Verit� della mia Volont�? Si pu� dire che appena gli atomi della sua luce; e sebbene atomi ancora, se sapessi il bene che fanno! Che sar� quando, riunite insieme tutte le verit� che ti ho detto della mia Volont�, la fecondit� della sua luce, i beni che contiene, unito tutto insieme former�, non gli atomi o il sole che spunta, ma il suo pieno meriggio? Quale bene non produrr� questo Sole eterno in mezzo alle creature? Ed Io e tu saremo pi� contenti, nel vedere la mia Volont� conosciuta ed amata. Perci� lasciami fare.� (Vol. 17, 26.4.1925)

 

Tutto ci� che Luisa scrive � quello che trabocca dalla sua anima

�Mi sentivo investita ed in preda della luce suprema del Volere Eterno, ed il mio sempre amabile Ges� si faceva vedere nel fondo dell�anima mia in piedi, con una penna di luce in mano, in atto di scrivere sopra una luce fitta che sembrava tela, ma era luce distesa nell�anima mia, e Ges� scriveva, scriveva nel fondo di questa luce. Come era bello vederlo scrivere con una maestria e velocit� indescrivibile! Onde dopo avere scritto, come se aprisse le porte del mio interno, con la sua mano chiamava il Confessore, dicendogli: �Vieni a vedere ci� che Io stesso scrivo nel fondo di quest�anima. Io non scrivo mai su carta o su tela, perch� � soggetto a perire, ma mi diletto a scrivere nel fondo della luce, a cui � ridotta quest�anima in virt� della mia Volont�. I miei caratteri di luce sono incancellabili e di valore infinito. Onde, quando debbo manifestarle le verit� sulla mia Volont�, prima faccio il lavoro di scriverle nel fondo di lei e poi le parlo, accennandole quello che in essa ho scritto.

Ecco, perci�, che quando dice ci� che Io le ho detto, lo dice con poche parole; invece quando scrive si diffonde a lungo: � il mio scritto che, straripando fuori dell�anima sua, non vi mette il piccolo cenno, ma la mia verit�, distesa come Io stesso l�ho scritta nell�intimo del suo interno�.

Io sono rimasta meravigliata e con una gioia indicibile, nel vedere il mio dolce Ges� scrivere dentro di me, e toccavo con mano che, mentre nel parlare poco so dire di ci� che Lui mi dice, anzi, mi sembra che solo il tema mi ha dato, poi, nello scrivere, sar� suo interesse aiutarmi a svolgerlo come a Lui piace. E Ges� tutto bont� mi ha detto: �Figlia mia, ora cessi la tua meraviglia, che mentre scrivi senti in te sorgere, come da una fonte, le verit�: � il lavoro del tuo Ges� fatto in te, che straripando da tutte le parti dell�anima tua getta l�ordine sulla carta e le verit� in te scritte e suggellate con caratteri di luce. Perci� cessino i tuoi timori, n� volerti attenere al piccolo cenno delle mie parole, n� volermi resistere quando Io voglio dilungarmi e farti scrivere su carta ci� che Io con tanto amore ho scritto nell�anima tua. Quante volte mi costringi ad usare la forza e a travolgerti, affinch� tu non mi resista nello scrivere quello che voglio. Perci� lasciami fare; sar� cura del tuo Ges� che in tutto splenda la verit�. (Vol. 19, 5.7.1926)

 

L�annunciata stampa degli Scritti sulla Divina Volont�; l�imprimatur dell�Arcivescovo

��Tu devi sapere che per fare che la mia Suprema Volont� sia conosciuta, ho dovuto preparare le cose, disporre i mezzi, travolgere l�Arcivescovo con quegli atti di assoluto dominio di mia Volont�, a cui l�uomo non mi pu� resistere; ho dovuto fare uno dei miei grandi prodigi.

Credi tu che sia cosa facile ottenere l�approvazione di un Vescovo? Come � difficile, quanti cavilli, quante difficolt�; e se approvano � con molte restrizioni, quasi da togliere le sfumature pi� belle, i colori che pi� risaltano, a tutto ci� che la mia Bont� con tanto amore ha rivelato.

Non vedi tu dunque nell�approvazione dell�Arcivescovo il trionfo della mia Volont�? E quindi la grande mia gloria e la grande necessit� che le conoscenze del Supremo Volere siano conosciute e come rugiada benefica smorzino gli ardori delle passioni, come sole che sorge mettano in fuga le tenebre della volont� umana e tolgano il torpore che quasi tutte le creature tengono, anche nel fare il bene, perch� manca la vita del mio Volere.

Le mie manifestazioni su di Esso saranno come balsamo che rimarginer� le piaghe che ha prodotto l�umana volont�. Chi avr� il bene di conoscerle si sentir� scorrere una nuova vita di luce, di grazia, di fortezza, per compiere in tutto la mia Volont�. Non solo, ma comprendendo il gran male del proprio volere, lo aborriranno e si scuoteranno dal durissimo giogo della volont� umana, per mettersi sotto il soave dominio della Mia. Ah, tu non sai n� vedi ci� che so e vedo Io; perci� lasciami fare e non ti opprimere. Anzi, avresti dovuto premurare e spingere tu stessa colui che Io con tanto amore ho disposto che ne prendesse l�impegno, anzi, dirgli che si affretti e che non si perda tempo.

Figlia mia, il Regno della mia Volont� � incrollabile ed in queste conoscenze su di Esso ci ho messo tanta luce, grazia e attrazione, da renderlo vittorioso, in modo che, come saranno conosciute, faranno dolce battaglia alle volont� umane e queste resteranno vinte. Queste conoscenze saranno muro altissimo e fortissimo, pi� che l�Eden terrestre, che impediranno al nemico infernale di entrarci dentro per molestare coloro che, vinti da esse, passeranno a vivere nel Regno della mia Volont�. Perci� non ti turbare e lasciami fare, ed Io disporr� tutto perch� il �Fiat� Supremo sia conosciuto�. (Vol. 19, 14.8.1926)

 

Compito del Sacerdote che dovr� curare la stampa degli Scritti

�Mentre pregavo mi sono trovata fuori di me stessa, e nel medesimo tempo vedevo il Reverendo Padre che deve occuparsi della stampa degli scritti sulla SS. Volont� di Dio, con Nostro Signore vicino, che prendeva tutte le conoscenze, effetti e valori che ha manifestato sul Supremo Volere, e cambiati in fili di luce li suggellava nella sua intelligenza, in modo da formare come una corona di luce intorno alla sua testa. E mentre ci� faceva gli ha detto: �Figlio mio, il compito che ti ho dato � grande, e perci� � necessario che dia molta luce per farti comprendere con chiarezza ci� che ho rivelato, perch� a seconda della chiarezza con cui saranno esposti, cos� produrranno i loro effetti, bench� per s� stessi siano chiarissimi, perch� ci� che riguarda la mia Volont� � luce che scende dal Cielo, la quale non confonde e abbaglia la vista dell�intelligenza, ma ha virt� di rafforzare e chiarire l�intelletto umano, per farsi comprendere ed amare, e di gettare nel fondo dell�anima il principio della sua origine, lo scopo vero per cui fu creata, l�ordine tra Creatore e creatura; e ogni mio detto, manifestazioni e conoscenze sul mio Supremo Volere sono tante pennellate per far ritornare l�anima alla somiglianza del suo Creatore. Tutto ci� che ho detto sulla mia Volont� non � altro che preparare la via, formare l�esercito, radunare il popolo eletto, preparare la reggia, disporre il terreno dove deve formarsi il Regno della mia Volont�, e quindi reggerlo e dominarlo. Perci�, il compito che ti affido � grande. Io ti guider�, ti star� vicino, per fare che il tutto si faccia secondo la mia Volont�.

Onde dopo ci�, lo ha benedetto e se ne � venuto alla piccola anima mia, riprendendo il suo dire: �Figlia mia, quanto mi interessa la mia Volont�! Come amo e sospiro che sia conosciuta! � tanto il mio interesse, che sono disposto a dare qualunque grazia a chi vuole occuparsi di farla conoscere. Oh, come vorrei che si facesse presto, perch� vedo che tutti i miei diritti mi saranno restituiti. L�ordine tra Dio e la creatura sar� ristabilito; non pi� dar� i miei beni alle umane generazioni a met�, ma tutti interi, n� pi� ricever� da loro cose incomplete, ma tutte intere...�  (Vol. 19, 18.8.1926)

 

Ges� d� il titolo al libro da pubblicarsi e lo spiega

�Trovandomi nel solito mio stato, il mio sempre amabile Ges� mi faceva vedere il Reverendo Padre che deve occuparsi della stampa degli scritti sull�Adorabile Volont� di Dio, e Ges�, mettendosi a lui vicino, gli diceva: �Figlio mio, il titolo che darai al libro che stamperai sulla mia Volont� sar� questo: �Il Regno della mia Divina Volont� in mezzo alle creature. Libro di Cielo. Il richiamo della creatura nell�ordine, al suo posto e nello scopo per cui fu creata da Dio�. Vedi, anche il titolo voglio che corrisponda alla grande opera della mia Volont�. Voglio che la creatura comprenda che il suo posto, assegnatole da Dio, � nella mia Volont�, e fino a tanto che non entri in Essa sar� senza posto, senza ordine, senza scopo; sar� un intruso nella Creazione, senza diritto di sorta, e perci� andr� ramingo, senza pace, senza eredit�, ed Io, mosso a compassione di lui, gli grider� continuamente: �Entra nel tuo posto, vieni nell�ordine, vieni a prendere la tua eredit�, a vivere in casa tua. Perch� vuoi vivere in casa estranea? Perch� vuoi occupare un terreno che non � tuo? E non essendo tuo vivi infelice e sei il servo e lo zimbello di tutte le cose create. Tutte le cose create da Me, perch� stanno al loro posto, stanno nell�ordine e in perfetta armonia, con tutta la pienezza dei loro beni, assegnati loro da Dio. Tu solo vuoi essere infelice, ma infelicit� volontaria. Perci�, vieni al posto tuo; l� ti chiamo e ti aspetto�. Perci� colui o colei che si prester� a far conoscere la mia Volont� sar� il mio portavoce, ed Io gli affider� i segreti del Regno di Essa�. (Vol. 19, 27.8.1926)

 

Ges� benedice il titolo che Egli stesso ha dato

�E mentre ci� diceva, (Ges�) prendeva questo libro fra le sue mani e pareva che leggesse ci� che sta scritto il 27 Agosto. Mentre leggeva restava pensoso, come se si mettesse in profonda contemplazione, in modo che io non ardivo dirgli nulla; solo sentivo che il suo Cuore batteva forte, forte, come se volesse scoppiare; poi ha stretto al petto il libro dicendo: �Benedico il titolo, lo benedico di cuore, e benedico tutte le parole che riguardano la mia Volont�.

E alzando la sua destra, con una maest� incantevole ha pronunciato le parole della benedizione. Fatto ci� � scomparso.� (Vol. 19, 29.8.1926)

 

Non si deve tralasciare nemmeno una parola di Ges�

�Dopo ci� mi sentivo impensierita, ch� mi era stato imposto dalla santa ubbidienza che non dovevo tralasciare di scrivere neppure una parola che il mio dolce Ges� mi potesse dire, mentre io sono facile a lasciarle, perch� sono convinta che certe cose intime, certi sfoghi che Ges� fa alla piccola anima mia, non � necessario scriverli e affidarli alla carta, ma che restino nel segreto del cuore. Onde pregavo che mi desse la grazia di non farmi mancare all�ubbidienza.

E Ges�, movendosi nel mio interno, mi ha detto: �Figlia mia, se chi ti guida e dirige ti d� quest�ubbidienza, significa che ha capito che sono Io che ti parlo ed il valore che contiene anche una sola mia parola. La mia parola � luce e piena di vita; quindi, chi possiede la vita la pu� dare. Molto pi� che la mia parola contiene la forza creatrice; perci� una sola mia parola pu� creare innumerevoli vite di grazia, vita d�amore, vita di luce, vita di mia Volont� nelle anime. Tu stessa non potrai comprendere la via lunga che pu� fare una sola mia parola. Chi ha orecchio l�ascolter�, chi ha cuore ne rester� ferito. Perci�, chi ti guida ha ragione, ch� ti d� questa ubbidienza. Ah, tu non sai come lo assisto e gli sto d�intorno, mentre legge i miei e i tuoi scritti sulla mia Volont�, per fargli comprendere tutta la forza delle verit� e del gran bene che ci sono in essi; e lui gira intorno alla mia Volont� e, in virt� della luce che sente, ti manda questa ubbidienza. Perci� sii attenta e ti aiuter� e ti faciliter� ci� che a te pare difficile.� (Vol. 19, 9.9.1926)

 

Ges� guida e sostiene Luisa mentre scrive

�Dopo aver scritto quattro ore e pi�, mi sentivo tutta sfinita di forze, ed essendomi messa a pregare secondo il mio solito nel suo SS. Volere, il mio dolce Ges� � uscito da dentro il mio interno e, stringendomi a S�, tutto tenerezza mi ha detto: �Figlia mia, sei stanca, riposati nelle mie braccia. Quanto ci costa il Regno del �Fiat� Supremo a Me e a te, mentre di tutte le altre creature c�� chi dorme la notte, chi si diverte e chi giunge fino a offendermi. Per Me e per te non ci sono riposi, neppure di notte, tu occupata a scrivere ed Io a vigilarti, a porgerti le parole, gli insegnamenti che riguardano il Regno del Volere Supremo; e mentre ti vedo scrivere, per farti dilungare e non farti stancare, ti sostengo nelle mie braccia, affinch� scriva ci� che voglio, per poter dare tutti gli insegnamenti e le prerogative, i privilegi, la santit� e le ricchezze infinite che questo mio Regno possiede. Se tu sapessi quanto ti amo e quanto godo nel vederti sacrificare anche il sonno e tutta te stessa per amore del mio �Fiat�, che ama tanto farsi conoscere alle umane generazioni! Ci costa assai, � vero, figlia mia, ed Io per compensarti, quasi sempre, dopo che hai scritto, ti faccio riposare sul mio Cuore affranto dal dolore e dall�amore: dal dolore perch� il mio Regno non � conosciuto, e dall�amore perch� voglio farlo conoscere, affinch� tu, sentendo il mio dolore ed il fuoco che mi brucia, sacrifichi tutta te stessa e non ti risparmi in nulla, per il trionfo della mia Volont�. (Vol. 19, 15.9.1926)

 

In questi scritti tutto appartiene a Ges�. Premura di Ges�, perch� siano pubblicati

�Mi sentivo oppressa e come schiacciata sotto il peso di un�umiliazione profonda, perch� mi era stato detto che non solo ci� che riguarda la Volont� di Dio si deve mettere in stampa, ma pure ci� che riguarda tutte le altre cose che mi ha detto il mio amabile Ges�. Era tanto il dolore che mi toglieva fin le parole, per poter addurre parole per non farlo fare, n� sapevo pregare il mio amato Ges� perch� ci� non permettesse; tutto era silenzio dentro e fuori di me.

 

Onde il mio amabile Ges�, movendosi nel mio interno, mi ha stretta a S�, per infondermi coraggio e forza, e mi ha detto: �Figlia mia, non voglio che guardi come cosa tua ci� che hai scritto, ma che lo guardi come cosa mia e come cosa che a te non appartiene. Tu non ci devi entrare affatto in mezzo; me la vedo tutta Io e perci� voglio che me ne faccia la consegna, e come scrivi voglio che me ne faccia un dono, affinch� Io resti libero di fare quello che voglio, e per te ti resti solo quello che ti conviene per vivere nella mia Volont�. Io ti ho fatto tanti doni preziosi, per quante conoscenze ti ho manifestato, e tu nessun dono mi vuoi fare?�

 (�) Quindi, dopo ci� mi faceva vedere il Reverendo Padre, e Ges�, standogli vicino, gli metteva la sua santa destra sul suo capo, per infondergli fermezza, aiuto e volont�, dicendogli: �Figlio mio, fa� presto, non prendere tempo. Io ti aiuter�, ti star� vicino, affinch� il tutto vada bene e secondo la mia Volont�. Come mi interessa che la mia Volont� sia conosciuta e come con paterna bont� ho dettato gli scritti che riguardano il regno del �FIAT� Supremo, cos� aiuter� la stampa, star� in mezzo a quelli che si occuperanno, affinch� il tutto sia regolato da Me. Perci�, presto, presto�. (Vol. 20, 28.9.1926)

 

Ges� ha scritto prima nell�anima di Luisa ci� che lei dopo ha scritto su carta

�Oltre a ci�, mi sentivo afflitta perch�, essendo venuto il Reverendo Padre che deve occuparsi della stampa degli scritti sulla SS. Volont� di Dio, volle che gli fossero consegnati tutti gli scritti, senza lasciarmi neppure quelli dei quali lui gi� ne teneva le copie. Onde il pensiero che le cose pi� intime tra me e Ges� fossero fuori e il non poter neppure rivedere ci� che Ges� mi aveva detto sul suo santo Volere mi torturava. E Ges�, ritornando, mi ha detto: �Figlia mia, perch� tanto ti affliggi? Tu devi sapere che ci� che ti ho fatto scrivere sulla carta, l�ho scritto prima Io stesso nel fondo dell�anima tua e poi te l�ho fatto passare sulla carta; anzi, ci sono pi� cose scritte in te che sulla carta. Perci�, quando tu senti il bisogno di rivedere ci� che riguarda le verit� sul �FIAT� Supremo, quando darai uno sguardo nel tuo interno subito rivedrai ci� che vuoi. E per essere certa di ci� che ti dico, guarda adesso nell�anima tua e vedrai in ordine tutto ci� che ti ho manifestato�. (Vol, 20, 6.10.1926)

 

Ges� chiama �i nostri scritti�, quelli che Padre Annibale port� con s�

�Mio Ges�, che cosa � questa fretta che hai? � forse qualche cosa che Ti interessa molto?� E Ges�: �Certo, certo, figlia, che � la cosa che pi� mi interessa. Sai, ho sentito fin dentro di te il Padre (Sant�Annibale M. Di Francia) che si � portato i nostri scritti, che parlava della mia Volont� a chi lo circondava, con tanto amore che mi sono sentito ferire fin nel Cuore, e perci� ho voluto uscire fuori di te per ascoltarlo. Sono le mie stesse parole che ho detto sulla mia Volont�, che risuonano al mio udito; sento l�eco mio e perci� voglio prendermi tutto il gusto di sentirlo e voglio farlo prendere anche a te, per compenso dei sacrifici che hai fatto�. (Vol. 20, 9.10.1926) 

 

Questi scritti escono dal Cuore di Ges� come il Sole, per fare il bene a tutti

�Figlia mia, non sai tu che questi nostri scritti escono dal fondo del mio Cuore ed Io faccio scorrere in essi la tenerezza del mio Cuore per intenerire quelli che li leggeranno, la sodezza del mio dire divino per rassodarli nelle verit� della mia Volont�? In tutti i detti, verit�, esempi, che ti faccio vergare sulla carta, faccio correre la dignit� della mia Sapienza Celeste, in modo che coloro che li leggono o leggeranno, se staranno in Grazia, sentiranno in loro la mia tenerezza, la sodezza del mio dire e la luce della mia Sapienza, che, come tre calamita, li faranno restare attratti nella conoscenza della mia Volont�. Chi poi non star� in Grazia, non potr� negare che � luce, e la luce fa sempre bene, non fa mai male, illumina, riscalda, fa scoprire le cose pi� nascoste e muove ad amarle. Chi pu� dire che non riceve bene dal Sole? Nessuno. Pi� che Sole sto mettendo fuori dal mio Cuore questi scritti, affinch� facciano bene a tutti. Perci� ho tanto interesse che tu scriva, per il gran bene che voglio fare all�umana famiglia, tanto che li guardo come scritti miei, perch� sono Io sempre il dettatore e tu la piccola segretaria della lunga storia della mia Volont�.  (Vol. 20, 8.12.1926)

 

Ci� che Luisa scrive per ora serve a lei e a formare in lei il Regno del �Fiat�; poi sar� norma per poter vivere in esso

�Figlia mia, l�anima per vivere nella mia Volont� deve salire, e per salire in Essa deve lasciare ci� che alla mia Volont� non appartiene, deve lasciare i suoi miseri cenci, le sue abitudini volgari, i suoi cibi vili, le sue miserie; tutto deve lasciare per servirsi di vesti regali, di abitudini divine, di cibi preziosi e sostanziosi, di ricchezze infinite, insomma, di tutto ci� che appartiene alla mia Volont�. Ci� che hai scritto, per ora serve a te, serve al Regno del �FIAT� Supremo; poi sar� norma per chi deve vivere in Esso, come devono servirsi di tutti gli atti operanti della mia Volont� per mantenersi nei confini del Regno mio. Perci�, quello che a te non sembra necessario, � necessario per la formazione del mio Regno Supremo�. (Vol. 20, 13.1.1927)

 

� Ges� che scrive adesso quanto riguarda il suo Regno, ci� che non fece quando venne sulla terra, e lo fa per mezzo di Luisa

�Figlia mia, vuoi sapere perch� Io non scrissi? Perch� dovevo scrivere per mezzo tuo. 

Sono Io che animo la tua intelligenza, che ti imbocco le parole, che do moto con la mia mano alla tua per farti tenere la penna e farti vergare le parole sulla carta; sicch� sono Io che scrivo, non tu. Tu non fai altro che prestare attenzione a quello che voglio scrivere; perci� tutto il tuo lavoro � l�attenzione, il resto faccio tutto da Me. E tu stessa non vedi molte volte che non hai forza di scrivere e ti decidi a non farlo, ed Io, per farti toccare con mano che sono Io che scrivo, ti investo e, animandoti con la mia stessa vita, scrivo quello che voglio? Quante volte non lo hai provato?

Ora, dovendo passare un�epoca per far conoscere il Regno del �FIAT� Supremo, per dare il tempo a far conoscere prima il regno della Redenzione e poi l�altro, del �FIAT� Divino, decretai di non scrivere allora, ma di scrivere insieme con te, per mezzo tuo, quando questo Regno fosse pi� prossimo, e anche per dare alle creature una nuova sorpresa dell�eccesso dell�amore di questa mia Volont�, che cosa ha fatto, che ha sofferto e che vuol fare per amor loro. Molte volte, figlia mia, le novit� portano nuova vita, nuovi beni, e le creature sono tanto portate alle novit� e si lasciano come trasportare dalle novit�. Molto pi� che le novit� delle nuove manifestazioni sul mio Divin Volere, che hanno una forza divina e un dolce incanto, pioveranno come celeste rugiada sulle anime arse dalla volont� umana; saranno portatrici di felicit�, di luce e di beni infiniti. Non ci sono minacce in queste manifestazioni, n� spavento, e se qualche cosa di timore c��, � per chi vuole restare nel labirinto dell�umana volont�, ma poi, in tutto il resto non si vede altro che l�eco, il linguaggio della Patria Celeste, il balsamo di lass�, che santifica, divinizza e d� la caparra della felicit� che regna solo nella Patria beata.

Perci� mi diletto tanto nello scrivere ci� che riguarda il �FIAT� Divino, perch� scrivo cose che appartengono alla Patria mia. Sar� troppo perfido e ingrato chi non riconoscer� in queste mie manifestazioni l�eco del Cielo, la lunga catena d�amore del Volere Supremo, la comunanza dei beni del Nostro Padre Celeste, che vuol dare alle creature, e come volendo mettere da banda tutto ci� che � passato nella storia del mondo vuole incominciare un�era nuova, una nuova Creazione, come se ora cominciasse la nuova storia della Creazione. Perci� lasciami fare, ch� ci� che faccio � di somma importanza�. (Vol. 20, 30.1.1927)

 

Ges� non pu� scrivere senza Luisa e Luisa non potrebbe scrivere senza Ges�

��Come posso scrivere da solo senza di te? Le mie manifestazioni devono essere palpabili, non invisibili; devono cadere sotto i sensi delle creature; le cose invisibili, l�occhio umano non ha la virt� di guardarle. Sarebbe come se dicessero a te: scrivi senza inchiostro, senza penna e senza carta; non sarebbe assurdo e irragionevole? Onde, dovendo servire le mie manifestazioni ad uso di creature formate di anima e di corpo, anch�Io ho bisogno della materia per scrivere, e me la devi prestare tu. Sicch� tu mi servirai d�inchiostro, di penna e di carta; con questo formo in te i miei caratteri, e tu, sentendoli in te, li metti fuori e li rendi palpabili, con lo scriverli sulla carta. Perci� tu non puoi scrivere senza di Me: ti mancherebbe il tema, il soggetto, il dettato davanti, per copiare; quindi non sapresti dire nulla. Ed Io non posso scrivere senza di te; mi mancherebbero le cose principali per scrivere: la carta dell�anima tua, l�inchiostro del tuo amore, la penna della tua volont�. Perci� � un lavoro che dobbiamo fare insieme e d�accordo, d�ambo le parti�.  (Vol. 20, 9.2.1927)

 

Ci� che Ges� manifesta e Luisa scrive si pu� chiamare il Vangelo del Regno della Divina Volont�, che si appoggia sulla Sacra Scrittura e sul Vangelo e li conferma

Dopo di ci�, stavo pensando: �A che serviranno questi scritti sulla Divina Volont�?� Ed il mio sommo ed unico Bene, Ges�, movendosi nel mio interno, mi ha detto: �Figlia mia, tutte le mie opere si danno la mano, e questo � il segno che sono opere mie, che una non si oppone all�altra, anzi, sono tanto legate tra loro che si sostengono a vicenda. Tanto � vero che, dovendo formare il mio popolo eletto, da cui e in cui doveva nascere il futuro Messia, da quello stesso popolo formai il Sacerdozio, il quale istruiva il popolo e lo preparava al gran bene della Redenzione; diedi loro leggi, manifestazioni ed ispirazioni sulle quali venivano formate le Sacre Scritture, chiamate Bibbia, e tutti erano intenti allo studio di essa. Onde con la mia venuta sulla terra Io non distrussi le Sacre Scritture, anzi le appoggiai, e il mio Vangelo annunciato in nulla si opponeva ad esse, anzi si sostenevano a vicenda in modo mirabile. E col formare la nuova Chiesa nascente formai il nuovo Sacerdozio, il quale non si discosta dalle Sacre Scritture n� dal Vangelo; tutti sono attenti ad esse per istruire i popoli, e se qualcuno non volesse attingere a questa fonte salutare, si pu� dire che non mi appartiene, perch� esse sono la base della mia Chiesa e la stessa vita con la quale vengono formati i popoli. Ora, ci� che Io manifesto sulla mia Volont� Divina e che tu scrivi si pu� chiamare il Vangelo del regno della Volont� Divina; nulla si oppone n� alle Sacre Scritture n� al Vangelo che Io annunciai stando sulla terra, anzi si pu� chiamare il sostegno dell�uno e dell�altro. E perci� chiamo i Sacerdoti e permetto che vengano, che leggano il Vangelo tutto di Cielo del regno del mio �Fiat� Divino, per dire come dissi agli Apostoli: predicatelo per tutto il mondo, perch� Io mi servo delle mie opere e del Sacerdozio, e come ebbi il Sacerdozio prima della mia venuta, per preparare il popolo e il Sacerdozio della mia Chiesa per confermare la mia venuta e tutto ci� che Io feci e dissi, cos� avr� il Sacerdozio del regno della mia Volont�.

Ecco a che serviranno le tante cose che ti ho manifestato, le tante verit� sorprendenti, le promesse dei tanti beni che devo dare ai figli del �Fiat Voluntas tua�: saranno il Vangelo, la base, la sorgente inesauribile a cui tutti attingeranno la vita celeste, la felicit� terrestre ed il ripristino della loro creazione. Oh, come si sentir� felice chi con ansia berr� a larghi sorsi in queste sorgenti delle mie conoscenze, perch� esse contengono la virt� di portare la vita del Cielo e di sbandire qualunque infelicit�.  (Vol. 23, 18.1.1928)

 

� assoluta volont� di Dio che questi scritti siano pubblicati, ma il momento � relativo e dipende da quando si disporranno le creature e quelli che li devono far conoscere

�Figlia mia, la Volont� di Dio che vengano alla luce gli scritti della mia Divina Volont� � assoluta e, per quanti incidenti ci possano essere, Essa trionfer� su tutto. E ancorch� passassero anni ed anni, sapr� disporre tutto, perch� la sua assoluta Volont� venga compiuta. Il tempo in cui verranno alla luce � relativo e condizionato dal tempo in cui si disporranno le creature a ricevere un tanto bene e quelli che si devono occupare a farne i banditori e fare il sacrificio per portare la nuova era di pace, il nuovo Sole che snebbier� tutte le nubi dei mali.  Se tu sapessi quante grazie e lumi ho preparato per chi vedo disposto ad occuparsi! Saranno loro i primi a sentire il balsamo, la luce, la vita del mio Fiat. Guardami come ho preparato nelle mie mani le vesti, il cibo, i fregi, i doni, per chi deve occuparsi, ma sto guardando chi sono i veri disposti per poterli investire delle prerogative che ci vogliono per un�opera s� santa, che Io tanto amo e voglio che facciano. Ma devo dirti pure che guai a chi si oppone o possa mettere ostacoli.

 Tu per� non spostare nulla, neppure una virgola di ci� che ci vuole per preparare il regno della mia Volont� Divina, affinch� nulla manchi da parte mia e da parte tua, facendo ci� che ci vuole per dare questo gran bene alle creature, affinch� non appena le creature si disporranno possano trovare tutto a posto e ci� che ci vuole.�  (Vol. 24, 2.8.1928)

 

Ges� protegger� questi scritti perch� sono suoi, sfogo, follie, deliri, eccessi del suo Amore

�Figlia mia, non ti turbare; questi scritti sono miei, non tuoi, e in mano a chi potranno andare, nessuno potr� toccarli per sciuparli. Io li sapr� custodire e difendere, perch� � roba che Mi appartiene, e chiunque li prender� con buona e retta volont� trover� una catena di Luce e di Amore con cui amo le creature. Questi scritti li posso chiamare sfogo del mio Amore, follie, deliri, eccessi del mio Amore, con cui voglio vincere la creatura, affinch� Mi ritorni nelle mie braccia, per farle sentire quanto l�amo�. (Vol. 36, 19.05.1938).

 

Questi scritti hanno come vita la Divina Volont�: sono il suo Testamento d�Amore, la Nuova Creazione vivente e parlante

�Figlia mia, non ti dar pensiero (degli scritti). Sar� Io vigile custode, perch� troppo mi costano. Mi costa la mia Volont�, che entra in questi scritti come vita primaria. Potrei chiamarli Testamento d�Amore che fa la mia Volont� alle creature: si fa donatrice di s� stessa e le chiama a vivere nella sua Eredit� (...) Perci�, questi scritti sono pieni di Vite divine, le quali non si possono distruggere (...) Troppo ci vuole a toccare ci� che ti ho fatto scrivere sulla mia Volont�, perch� posso chiamarlo Nuova Creazione vivente e parlante. Sar� l�ultimo sfoggio del mio Amore verso le umane generazioni...�   (Vol. 36, 20.06.1938). 

 

Riguardo a Sant�Annibale Maria Di Francia, confessore straordinario di Luisa e censore ufficiale dei suoi Scritti, leggiamo: Volume 23 - Febbraio 28, 1928 Come Iddio tiene nel Cielo la gerarchia degli Angeli con nove cori distinti, cos� terr� la gerarchia dei figli del suo Regno con altri nove cori. Condizione dei confessori defunti di Luisa e come la memoria del Padre Di Francia non sar� spenta in quest�opera.

Stavo pensando al Santo Voler Divino e mille pensieri si affollavano nella mia povera mente, parevano come tante luci pi� forti che sorgessero, che poi si unificavano nella stessa luce del Sole Eterno di quel Fiat che non conosce tramonto; ma chi pu� dire ci� che pensavo?  Pensavo alle tante conoscenze dettemi da Ges� sulla Divina Volont� e come ciascuna di esse porta una vita divina nell�anima, coll�impronta d�una rarit� di bellezza, di felicit�, ma distinta l�una dall�altra, che mette in comune con chi ha il bene di conoscerla e di amarla. Sicch� pensavo tra me: �[Per] una conoscenza di pi� o di meno ci sar� gran differenza tra un�anima e l�altra�. Onde sentivo pena nel ricordarmi dei miei confessori defunti, che tanto interesse avevano avuto di farmi scrivere ci� che il benedetto Ges� mi diceva sulla Divina Volont�, sentivo pena del venerabile Padre Di Francia che tanti sacrifizi aveva fatto a venir da lontano, affrontando spese per la pubblicazione, e nel pi� bello d�andare avanti Ges� se lo port� al Cielo; quindi non conoscendo tutto ci�, questi, che riguarda il Fiat, non possederanno tutte le vite e rarit� di bellezza e felicit� che queste conoscenze contengono. Ma mentre la mia mente si perdeva in tanti pensieri, che il volerli dire tutti sarei troppo lunga, il mio dolce Ges� ha steso le sue braccia dentro il mio interno, e spandendo luce mi ha detto: �Figlia mia,  come tengo la gerarchia degli angeli con nove cori distinti, cos� terr� la gerarchia dei figli del Regno del mio Fiat Divino. Esso terr� i suoi nove cori e si distingueranno dall�uno all�altro, dalle variet� delle bellezze che avranno acquistato col conoscere, chi pi� e chi meno, le conoscenze che al mio Fiat appartengono. Perci� ogni conoscenza di pi� del mio Volere Divino � una nuova creazione che forma nelle creature, di felicit� e di bellezza inarrivabile, perch� � una vita divina che corre dentro, che porta in s� tutte le sfumature delle bellezze di Colui che le manifesta e tutti i tasti e suoni delle gioie e felicit� del nostro Essere Divino.

Onde se la nostra paterna bont� espone la sua vita, la sua bellezza e felicit� fino a crearla in mezzo alle creature, ed esse non s�interessano di conoscerla per prenderla per mezzo delle nostre conoscenze gi� date a loro, non � giusto che ricevano n� la bellezza n� i suoni delle nostre gioie come doti proprie; prenderanno quello che avranno conosciuto; perci� ci saranno vari cori nella gerarchia del Regno della mia Volont� Divina. Se sapessi che differenza passer� tra chi porta le mie conoscenze dalla terra e tra chi le acquister� nel Cielo! I primi le terranno come doti proprie e si vedr� in loro la natura delle bellezze divine, e si sentiranno gli stessi suoni delle gioie e felicit� che fa sentire e forma il loro Creatore, invece nei secondi non sar� n� natura in loro n� doti proprie, ma li [le conoscenze] riceveranno per effetto di comunicazione degli altri, quasi come la terra riceve gli effetti del sole, ma essa non possiede la natura del sole.

Quindi quelli che possederanno tutte le conoscenze formeranno il coro pi� alto, e cos� a seconda che conosceranno, verranno formati i diversi cori. Per� tutti quelli che avranno acquistato queste conoscenze, sia in tutto sia in parte, avranno il titolo nobile dei figli del mio Regno, perch� queste conoscenze sul mio Fiat, per chi ha il bene di conoscerle per farne vita propria, hanno virt� di nobilitare la creatura e di far scorrere nell�anima gli umori vitali della vita divina e di elevarla alla sua origine primiera, e sono come il pennello del �facciamo l�uomo a nostra immagine e somiglianza� e dipingono l�immagine del Creatore nella creatura.  In riguardo poi a chi conoscer� di pi� e chi meno, non sar� distrutta la loro nobilt�, succeder� come per esempio d�una famiglia nobile che tiene molti figli: alcuni di questi si danno allo studio, altri alle belle arti, quindi questi si elevano di pi�, hanno posti alti e decorosi, sono pi� conosciuti, amati e stimati, perch� per le scienze che posseggono fanno pi� bene in mezzo alle genti, ci� che non fanno gli altri fratelli; ma con tutto ci� che questi, coi loro sacrifizi, si elevano tanto, non distrugge che gli altri fratelli siano nobili, perch� portano tutti in loro il sangue nobile del loro padre, quindi vestono nobilmente, tengono modi nobili nell�operare e nel parlare, in tutto. Tali saranno i figli del mio Fiat: tutti nobili, perderanno la ruvidezza dell�umano volere, i miseri cenci delle passioni; il tenebrio dei dubbi, dei timori sar� messo in fuga dalla luce delle mie conoscenze e getter� [getteranno] tutti in un mare di pace. 

Quindi i tuoi confessori passati all�altra vita saranno come il preludio dei figli della mia Volont�, perch� il primo si sacrific� tanto e lavor� per aiutare il piccolo campicello dell�anima tua, e sebbene Io allora poco ti parlavo del mio Fiat, perch� dovevo disporti prima, lui sar� come il primo foriero, come l�alba che annunzia il giorno del Regno della mia Volont�; il secondo e terzo tuo confessore, che tanto presero parte e conobbero in gran parte le conoscenze di Essa, e tanto sacrifizio fecero, specie il terzo che amava tanto che fossero conosciuti e che tanto si sacrific� nello scrivere, saranno come sole che spunta, che mettendosi in corso forma il giorno pien di luce. Quelli che seguono saranno come il pieno meriggio del gran giorno della mia Volont�; secondo l�interesse che hanno avuto ed avranno, saranno messi chi alla prim�ora del giorno del mio Volere, chi alla seconda, chi alla terza e chi al pieno meriggio.

E credi tu che la memoria del Padre Di Francia, i tanti suoi sacrifizi e desideri di far conoscere la mia Volont�, fino ad iniziare la pubblicazione, solo perch� me lo sono portato al Cielo, sar� spenta la sua memoria in questa grand�opera del mio Fiat Divino? No, no, anzi lui terr� il primo posto, perch� lui col venire da lontano and� come in cerca della cosa pi� preziosa che pu� esistere in Cielo ed in terra, dell�atto che pi� Mi glorifica, anzi [che] Mi dar� gloria completa da parte delle creature, e loro riceveranno beni completi. Lui prepar� il terreno per fare che fosse conosciuta la mia Volont� Divina, tanto vero che non risparmi� nulla, n� spese n� sacrifizi, ed ancorch� non ebbe compimento la pubblicazione, solo coll�iniziarla prepar� le vie per fare che un giorno potr� essere conosciuta ed aver vita l�opera della mia Volont� in mezzo alle creature. Chi mai potr� distruggere che il Padre Di Francia sia stato il primo iniziatore di far conoscere il Regno della mia Volont�, e solo perch� la sua vita si spense non ebbe il compimento la pubblicazione? 

Sicch� quando si conoscer� questa grand�opera, il suo nome, la sua memoria sar� piena di gloria e di splendore e terr� il suo atto primo in un�opera s� grande, tanto in Cielo come in terra. Difatti perch� esiste una battaglia e quasi ognuno se ne spera la vittoria di vincere di ritenere gli Scritti sul mio Fiat Divino? Perch� lui si port� gli Scritti per pubblicarli; se ci� non fosse, chi ne avrebbe parlato? Nessuno, e se lui non avesse fatto comprendere l�importanza, il gran bene di questi Scritti, nessuno si sarebbe interessato. Perci� figlia mia,  la mia bont� � tanta che premio giustamente e sovrabbondantemente il bene che fa la creatura, specie in quest�opera della mia Volont� che tanto M�interessa; che cosa non dar� a chi si occupa e si sacrifica per mettere in salvo i diritti del mio Eterno Fiat? Ecceder� tanto nel dare, che far� meravigliare il Cielo e la terra�.

Ond�io nel sentir ci� pensavo tra me: �Se tanto bene contengono queste conoscenze, se Ges� benedetto continuer� dopo la mia morte altre conoscenze del suo Fiat ad altre anime, non si attribuir� a quell�opera un�opera s� grande?� E Ges� movendosi come in fretta nel mio interno ha soggiunto: �No, no figlia mia, come il Padre Di Francia si dir� ch�� stato il primo propagatore, i tuoi confessori cooperatori, cos� si dir� che la piccola figlia della mia Volont� � stata la prima e la depositaria d�un tanto bene a cui veniva affidata e scelta con missione speciale. Supponi un tale che abbia fatto una invenzione importante; forse gli altri la propagano, la diffondono di pi�, la imitano, la ingrandiscono, ma nessuno potr� dire: �Io sono l�inventore di questa opera�; si dir� sempre: �L�inventore fu il tale�. Cos� sar� di te, si dir� che l�origine del Regno del mio Fiat, la depositaria, � stata la piccola figlia della mia Volont�.

 

Sulla Santa Obbedienza di scrivere

Ascoltiamo quanto scrive lo stesso Santo A. M. Di Francia in alcune sue lettere indirizzate alla Serva di Dio:

 

J.M.J.A.

15.10.1926

Figlia benedetta in G.C. Nostro Sommo Bene,

Sua Eccellenza Mons. Arcivescovo di Trani, cui voi appartenete, mi ha data giurisdizione su di voi in ordine ai vostri scritti e alla pubblicazione degli stessi, di maneggiarvi cio� e di disporre la detta pubblicazione;  come credo di giusto (sue parole).

Queste facolt� abbracciano tutto quanto avete scritto finora, e tutto quanto scriverete in avvenire.

Il sullodato Mons. Arcivescovo, si � benignato di riporre tanta fiducia in me per questa faccenda - cos� disponendo Ges� benedetto - che mi nomin�, come sapete, Revisore Ecclesiastico per le stampe delle sue tre Diocesi, e giunse ad impegnarsi di mettere l�autorevole suo Imprimatur al mio Nulla Osta; e ci� ha cominciato a fare senza nemmeno esaminare un solo volumetto!

Da ci� potete bene argomentare che tutto � stato Volont� di Dio, e che voi, circa il doppio argomento di voi in ordine ai vostri scritti, e di detti scritti presenti e futuri, siete perfettamente sotto la mia esclusiva obbedienza.

Lasciamo stare che qualche cosa di simile si vede nelle recenti Rivelazioni; ma al di sopra di queste, c�e la concezione delle su accennate facolt� sul conto vostro e degli scritti, per parte dell�Autorit� Ecclesiastica accordatomi.

Ho detto esclusiva obbedienza mia, perch� due Direzioni in una medesima azienda non possono ammettersi, perch� con gli inevitabili dispiaceri che potrebbero sorgere, non si potrebbe andare pi� avanti.

Ci� non toglie per� che io non abbia alle volte, a far tesoro delle osservazioni che possa farmi il mio carissimo Sac. Benedetto Calvi del quale ho ammirato la gran premura che prende di voi e delle preziose rivelazioni, e nessuna gelosia provo che egli, quelle che avverranno, le legga anche prima di me, e mi dia i suoi pareri, mi faccia le sue osservazioni e simili.

Quello che importa anzitutto nello svolgimento di questo affare, si e' che voi, egli, ed io, preghiamo umilissimamente e fervorosamente il Sommo Dio, Padre dei lumi, l�adorabile Ges� Cristo signor Nostro amorosissimo, la Santissima Vergine Maria, i nostri Santi Angeli ecc. ecc. perch� non abbiamo ad errare in cosa cos� delicata; ma una luce divina assista e Scrittrice ed interpreti e Compilatore, in modo che n� pi� n� meno si esca dai termini della Divina Rivelazione, che in tutto deve essere conforme alla divina Prudenza con cui si debbono accogliere e trattare simili eccelse Rivelazioni sovrannaturali che passano pel canale umano, non sempre totalmente sgombro da subbiettive imperfezioni non colpevoli, ma accidentali: come insegnano i Mistici.

Perci� abbiamo gran bisogno di pregare indefessamente!

Non possiamo prendere una missione cos� importante con leggerezza e superficialit�.

E dobbiamo tener presente quante volte in queste Rivelazioni Nostro Signore vi ripete di essere attenta a scrivere fedelmente ci� che Egli rivela, che il senso di ci� che dice non ne venga alterato, e che una parola differente, o una virgola di pi� o di meno, o fuori posto, possa alterarlo, pur non volendo.

Dobbiamo anche tenere presente le replicate lagnanze di Nostro Signore Ges� Cristo benedetto, in quanto che vi comanda di nulla trascurare di quanto vi rivela e vi dice, sia pure le pi� minute cose, e voi non lo fate esattamente.

Quanta pazienza ha avuto Ges� con voi sul grande amore che vi porta e pel grande amore con cui Lo amate! Ed io spesso Lo lodo e Lo ringrazio e benedico, da parte vostra, di tanta pazienza che ha con voi!...

Mi avete scritto, poco tempo fa, che avete paura delle obbedienze che io vi possa dare.

Ma � tempo ormai che diate bando a queste paure dell�amor proprio e a qualsiasi ritegno o ripugnanza quando si tratta della Gloria di Dio e bene delle anime.

Finora vi siete formata un�idea formidabile della S. Obbedienza, fino a paragonarla quasi ad una tiranna. Ma � tempo di cambiare linguaggio. Figuratevi la nuova Obbedienza invece s� come una Madre sviscerata la quale ha una figlia unica che ama amorosamente, e tutto il suo impegno � di crescerla santa, di renderla tutta di Ges�, rete [raccoglitrice] di anime nella S. Chiesa, strumento docilissimo nelle mani di Dio. Questa Madre per quanto tenera e sviscerata in amore verso quest�unica figlia, questa Madre che ha la sua origine dal Cuore stesso di Ges�, pure sar� forte nell�usare, per la buona riuscita dell�amata figlia, tutti i mezzi opportuni, conducenti allo scopo, n� dovr� lasciarsi vincere o inceppare dai lamenti, o lagrimucce, o fanciullesche ritrosie della tenera figlia.

Il Gran Signore di questa Madre sta in lontane regioni, le affid� la figliuolina affinch� detta Madre tenera e forte gliela cresca a verace santit�, perfetta osservante dei comandi di essa Madre fino ad esserne totalmente passiva, e quando il Gran Signore torner� per costatare la felice riuscita della figliuolina, e la trover� matura nella S. Obbedienza, ed avr� cos� esauriti tutti i suoi disegni del compimento del Terzo Fiat, allora si riconsegner� la prediletta creatura, e dopo averla sposata nella consumazione del suo Divino Volere, se la condurr� alle nozze eterne.

Tutto ci� considerato, bisogna che voi, figliuola carissima in G.C., facciate la S. Obbedienza non per forza e con pena, ma con animo generoso e con gioia ed allegrezza santa sapendo di compiere cos� la Divina Volont� e di cooperare alla Gloria dell�Altissimo, alla maggior consolazione del Cuore di Ges� e al maggior bene delle anime.

Ma veniamo alla pratica, e come si va manifestando l�adorabile Volont� di Dio sul conto vostro.

Sono pochi giorni che io, leggendo i vostri scritti, fermavo la mia attenzione sulle notevoli distanze di data tra un capitolo e l�altro. Voi sorpassate alle volte dieci, quindici giorni tra l�uno e l�altro. Possibile, pensavo tra me, che in questi lunghi intervalli nulla � avvenuto tra l�anima e Ges�? Cessano per cos� lungo tempo le divine comunicazioni? Nulla vi � da riferire in questi frattempi? Chi sa quante cose l�anima tace!

Mentre cos� pensavo, ecco che mi capita il capitolo del 4 Maggio 1906, pag.22 del 7� volumetto, e leggo queste parole che Ges� vi dice: "Figlia mia, voglio che sii pi� precisa, pi� esatta, che manifesti tutto nello scrivere, poich� molte cose le sorpassi, sebbene che per te le prendi quantunque non le scrivi; ma molte cose che tu tralasci, dovrebbero servire per gli altri�.

In vista adunque della Divina Volont� che qui si manifesta e che tante volte si � ugualmente manifestata, io, nel Nome Santissimo di Ges� e con l�autorit� che mi � stata conferita dal vostro legittimo Superiore Ecclesiastico, vi dono assoluta e forte obbedienza perch� giorno per giorno, notte per notte, volta per volta, scriviate precisamente, tutto quanto avviene tra voi e Ges�! siano anche le cose pi� intime!....

Voi mi direte: ma � Ges� che alcune volte non Si fa vedere e non mi dice nulla, allora che posso scrivere? Scriverete il vostro patire giorno per giorno, siano pure poche parole. Ma l�obbedienza riguarda specialmente quando Ges� vi parla, di non tralasciare nemmeno una virgola.

Vi ho detto il paragone delle perle preziose, e voi soggiungeste che il Signore vi aveva paragonato le sue parole a brillanti preziosi, di cui neppure uno deve andare smarrito!

Io credo che una delle ragioni per cui alle volte Ges� Diletto lascia passare notti senza apparirvi o senza parlarvi sia appunto perch� siete un po� volontariamente trascurata a scrivere tutto, Vi vuole in questo pi� fedele.

Ogni parola di Nostro Signore � pi� che perla, � pi� che brillante! Noi non sappiamo per quali anime future che sono nella Mente divina Nostro Signore dice alcune parole, e le vuole scritte pel bene di quelle anime!

Come potete voi defraudarlo? Notate pure che non solo le sue parole dovete trascrivere esattamente, ma pure le infusioni della sua luce anche, che vi fa comprendere senza parlare.

Ho ragione di credere che quando voi sarete, come spero che gi� lo siete, nelle migliori disposizioni per eseguire queste obbedienze esattamente, si moltiplicheranno le divine comunicazioni, e ogni nuova parola chi sa quante anime dovr� santificare e salvare! Chi sa quanto pi� presto far� trionfare il terzo Fiat!

Siate generosa con Ges� anche in questo come lo siete nel patire, e Ges� sar� pi� generoso con voi nel consolarvi.

Adunque disponetevi non solo a fare perfettamente questa santa Obbedienza ma a farla con gioia - almeno da parte della volont� - e non vi mancher� il gaudio dello Spirito Santo nel farla.

Intanto vi do pure obbedienza che quando avrete terminato di scrivere il 20� volume, mi avvisiate affinch� io lo possa rilevare, apporvi il mio Nulla Osta e far mettere l�Imprimatur da Sua Eccellenza Mons. Leo Arcivescovo di Trani.

Questa mia lettera potete liberamente farla leggere al Rev. Padre Benedetto. Poi la conserverete.

Intanto preghiamo, e pregate voi che Nostro Signore vi faccia sentire tutto il gusto della Santa Obbedienza fatta per suo amore, o comunque farvela eseguire generosamente.

La risposta della presente potete mandarmela in Messina presso l�Orfanotrofio Antoniano. E non mancate di mettervi sopra la parola: �Personale�.

Vi benedico assieme alla vostra buona sorella Angelina, e nei Cuori Santissimi di Ges� e di Maria mi dico:

Oria, l� 15 Ottobre 1926

(giorno della gloriosa S. Teresa di Ges�)

Appendice a questa lettera:

Giusto stamane, dopo terminata la presente, seguitando a leggere il volumetto 7�, a pag. 80, Ottobre 13, leggo: �Sentendo nominare da Ges� la parola desiderii, Gli ho detto: �Mio Sommo Bene, il mio desiderio sarebbe che non vorrei scrivere pi�; quanto mi pesa! Se non fosse pel timore di uscire dal tuo Volere e dispiacerti, ma lo farei�. E Lui, troncando il mio dire ha soggiunto: �Tu non lo vuoi ed Io lo voglio; quello che ti dico tu scrivilo per ubbidire;  per ora serve di specchio a te e a quelli che prendono parte alla tua direzione; verr� tempo che servir� di specchio agli altri: sicch� tutto ci� che tu scrivi detto da Me, si pu� chiamare:  specchio divino. E tu vorresti togliere questo specchio divino alle mie creature? Badaci seriamente figlia mia, e col non scrivere tutto non voler restringere questo specchio di Grazia!��

Badateci dunque seriamente!... e non vi dispiacete della svisceratissima Madre!... Ma eseguite con gaudio i suoi ordini! Lo vuole Ges�!

Padre Annibale Di Francia

 

J.M.J.A.

Trani, l� 28.8.926

Stimatissima nel Signore,

Ho ricevuto il 4� volumetto.  Il 3� lo sto scorrendo e ho notato dove comincia a parlare della Divina Volont�.

Ho letto l�apostrofe della Croce, quella della S. Umilt�, e quella della S. Purit�.

Il volume 7� � stato tutto ripassato.

Il 5� e il 6� l�ha Suor M. Cristina, Vicaria attualmente di questa Casa. Pregate che il Signore c�ispiri come fare la pubblicazione, e farla in tutto secondo i suoi Divini Voleri. Amen.

Il mio pensiero � che la prima stampa si faccia in Oria, e poi tutta la stampa passi in Messina, dove io risiedo, sotto gli occhi miei. Intanto seguiti quel quindicesimo in nero dove ha cominciato a scrivere quanto Le avvenne nella infanzia-fanciullezza e giovinezza. Scriva tutto. Scriva pure una fedele e completa narrazione della malattia, ovvero del suo mettersi a letto, quando fu, come avvenne, qual anno, le opposizioni dei Vescovi, di Confessori, ecc. ecc. Scriva pure nel volume 19� tutto, tutto quello che rivela Nostro Signore, anche piccole cose di popaggio.

Tutto per la S. Obbedienza gran Signora, per la Gloria di Dio, per sua mortificazione e pel bene delle anime.  Badi di non lacerare e nascondere nulla!

La benedico nel Signore con le sue care, e mi dico

Suo in G. C.

Canonico A.M. Di Francia

 

J.M.J.A.

Trani, l� 30.8.926

Stimatissima nel Signore Ges�, Nostro Diletto ed Unico Bene!

La vostra Signora, che � la S. Obbedienza, vuole che scrivete tutto ci� che ricordate della vostra fanciullezza, infanzia e giovinezza in quanto al beato commercio intimo col Divino Amante, aggiungendo l�incominciamento della malattia che vi confina al letto...

Dovete anche scrivere come cominci� questa storia e questa gran mortificazione che ogni giorno avete avuto bisogno del Sacerdote che vi sciogliesse dall�assopimento, la malattia...

 

Gruppo di Preghiera Divino Volere e Divino Amore Tel. 06.77201536