VENGO COME RE IN MEZZO AI POPOLI

La Festa di CRISTO RE preludio del Regno della Divina Volontà

dagli Scritti della Serva di Dio LUISA PICCARRETA

 

dal Volume 25 - Ottobre 28, 1928

... La festa di Cristo Re è preludio del Regno della Divina Volontà.

... Stavo pensando alla festa di oggi, cioè la festa di Cristo Re, ed il mio dolce Gesù movendosi nel mio interno mi ha detto: "Figlia mia, la Chiesa non fa altro che intuire ciò che deve conoscere sulla mia Divina Volontà e come deve venire il suo Regno.  Perciò questa festa è il preludio del Regno del mio Fiat Divino.  Quindi la Chiesa non sta facendo altro che onorare la mia Umanità con quei titoli che di giustizia Mi sono dovuti, e quando Mi avrà dato tutti gli onori che Mi convengono, passerà ad onorare ed a istituire la festa al Regno della mia Divina Volontà, della quale la mia Umanità era animata.  La Chiesa va passo, passo, ed ora istituisce la festa al mio Cuore, ora consacra con tutta solennità il secolo al Cristo Redentore, ed ora passa con più solennità ad istituire la festa al Cristo Re.  Cristo Re significa che deve tenere il suo Regno, deve tenere popoli degni d'un tal Re, e chi mai potrà formarmi questo Regno se non la mia Volontà?  Allora sì potrò dire:  'Tengo il mio popolo, il mio Fiat Me l'ha formato'.  Oh!  Se i Capi della Chiesa conoscessero ciò che ti ho manifestato sulla mia Divina Volontà, quello che voglio fare, i suoi grandi prodigi, le mie ansie, i miei palpiti dolenti, i miei sospiri angosciosi che voglio che la mia Volontà regni, che feliciti tutti, ripristini l'umana famiglia, in questa festa di Cristo Re sentirebbero non essere altro che l'eco segreto del mio Cuore, che facendo eco nel loro, senza saperlo Mi istituiscono la festa di Cristo Re, per richiamare la loro attenzione e riflessione:  Cristo Re, ed il suo vero popolo dov'è? E direbbero:  'Affrettiamoci a far conoscere la sua Volontà Divina, facciamola regnare affinché diamo il popolo al Cristo Re che abbiamo chiamato, altrimenti lo abbiamo onorato col nome, ma non coi fatti'".

 

Appello del Re Divino nel Regno della sua Volontà

Cari ed amati figli miei,

vengo in mezzo a voi col Cuore affogato nelle mie fiamme d'amore.  Vengo come Padre in mezzo ai figli che amo assai, ed è tanto il mio Amore che vengo a rimanere con voi per far vita insieme e vivere con una sola Volontà, con un solo Amore.  Vengo col corteggio delle mie pene, del mio Sangue, delle mie opere e della mia stessa morte.  Guardatemi:  ogni goccia del mio Sangue, ogni pena, tutte le mie opere, i miei passi, fanno a gara ché vogliono darvi la mia Divina Volontà;  fin la mia morte vuol darvi il risorgimento della vita in Essa.  Nella mia Umanità tutto vi ho preparato ed impetrato:  grazie, aiuti, luce, forza, per ricevere un dono sì grande;  da parte mia tutto ho fatto, ora aspetto la parte vostra.

Chi, ingrato, non vorrà ricevere Me ed il dono che gli porto?  Sappiate che è tanto il mio Amore che metterò da parte la vostra vita passata, le stesse vostre colpe, tutti i vostri mali;  li seppellirò nel mare del mio Amore, affinché siano tutti bruciati, ed incominceremo insieme la novella vita, tutta di Volontà mia.  Chi avrà cuore di farmi un rifiuto e di mettermi alla porta, senza accettare la mia visita tutta paterna?   E se Mi accetterete, Io rimarrò con voi come Padre in mezzo ai figli miei, ma dobbiamo stare con sommo accordo e vivere con una sola Volontà.

Oh, quanto lo sospiro, gemo e deliro, e giungo fino a piangere, ché voglio che i miei cari figli stiano insieme con Me e vivano della mia stessa Volontà!  Sono circa seimila anni di lunghi sospiri e di lacrime amare della mia santa Umanità, che reclamo e voglio i miei figli intorno a Me per renderli felici e santi.  Giungo a chiamarli piangendo;  chissà se si muovono a compassione delle mie lacrime, del mio Amore, che giunge fino a soffocarmi ed a farmi spasimare;  e tra i singhiozzi e gli spasimi vo ripetendo:  "Figli miei, figli miei, dove siete?  Perché non venite al Padre vostro?  Perché andate lontani da Me, raminghi, poveri, pieni di tutte le miserie?  I vostri mali sono ferite al mio Cuore;  sono già stanco di aspettarvi, e giacché non venite, non potendo più contenere il mio Amore che Mi brucia, vengo Io a cercarvi e vi porto il gran dono della mia Volontà.  Deh, vi prego, vi supplico, vi scongiuro, ascoltatemi, muovetevi a compassione delle mie lacrime, dei miei sospiri ardenti!"

E non solo vengo come Padre, ma vengo come Maestro in mezzo ai discepoli;  ma voglio essere ascoltato;  vi insegnerò cose sorprendenti, lezioni di Cielo, le quali vi porteranno luce che mai si spegne, amore che sempre arde;  le mie lezioni vi daranno forza divina, coraggio intrepido, santità che sempre cresce;  vi straderanno la via ad ogni passo;  saranno le conducenti alla Patria Celeste.

Vengo come RE in mezzo ai popoli, ma non per esigere imposte e tributi, no, no;  vengo ché voglio la vostra volontà, le vostre miserie, le vostre debolezze, tutti i vostri mali.  La mia sovranità è proprio questa;  voglio tutto ciò che vi rende infelici, inquieti, tormentati, per nasconderlo e bruciarlo tutto col mio Amore, e da Re benefico, pacifico, magnanimo, qual sono, ricambiarvi con la mia Volontà, col mio Amore più tenero, con le mie ricchezze e felicità, con la pace e gioia più pura.

Se Mi darete la vostra volontà, tutto è fatto,  Mi renderete felice e sarete felici.  Non altro sospiro che la mia Volontà regni in mezzo a voi.  Il Cielo e la terra vi sorrideranno, la mia Mamma Celeste vi farà da Madre e da Regina;  già Essa, conoscendo il gran bene che vi riporterà il Regno del mio Volere, per appagare i miei desideri ardenti e per farmi cessare di piangere, ed amandovi da veri suoi figli, va girando in mezzo ai popoli nelle nazioni per disporli e prepararli a ricevere il dominio del Regno della mia Volontà.  Fu lei che Mi preparò i popoli a farmi scendere dal Cielo in terra, ed a Lei affido, al suo amore materno, che Mi disponga le anime, i popoli, per ricevere un dono sì grande.

Perciò ascoltatemi, e vi prego figli miei, di leggere con attenzione queste pagine che vi metto sott'occhio, e sentirete il bisogno di vivere della mia Volontà;  Io Mi metterò vicino quando leggerete, vi toccherò la mente, il cuore, affinché comprendiate e risolviate di voler il Dono del mio Fiat Divino.

 

Volume 15 - Luglio 5, 1923

Gesù:  "Il mio Regno sono i mie dolori, il mio Sangue, le mie Virtù".

(Scrive Luisa Piccarreta:)  Stavo accompagnando il mio penante Gesù nelle Ore della sua amarissima Passione, specie quando Gesù fu presentato dai Giudei a Pilato ed accusato, e Pilato, non contento delle semplici accuse che gli facevano, ritornava alle interrogazioni per trovare, o causa sufficiente per condannarlo, o per liberarlo.  E Gesù, prendendo il suo dire nel mio interno, mi ha detto: "Figlia mia, tutto è mistero profondo nella mia Vita, ed insegnamenti sublimi, in cui l'uomo deve specchiarsi per imitarmi.  Tu devi sapere che era tanta la superbia dei Giudei, specie per la finta santità che professavano per cui erano tenuti per uomini retti e coscienziosi, che credevano che solo con l'essere loro a presentarmi e dire che Mi avevano trovato colpevole e reo di morte, Pilato doveva crederli, e senza farli subire nessuno interrogatorio doveva condannarmi, molto più che avevano a che fare con un giudice gentile che non aveva né conoscenza di Dio né coscienza.  Ma Iddio dispose diversamente per confonderli e per insegnare ai superiori che, per quanto buoni e santi compariscano le persone che accusano un povero reo, non devono credere loro facilmente, ma quasi impacciarle con tante interrogazioni per vedere se c'è la verità, oppure sotto quell'abito di bontà c'è qualche gelosia, rancore, o è per strappare dai superiori, facendosi strada nei loro cuori, qualche posto o dignità ambita.  Lo scrutinio fa conoscere le persone, le confonde e si mostra che non si ha fiducia di loro, e non vedendosi apprezzati si tolgono il pensiero di ambire posti o di accusare altri.  Quanto male fanno quei superiori quando ad occhi chiusi, fidandosi d'una finta bontà, non di una virtù probata, li mettono in posto o danno ascolto a chi accusa di qualche reità!  Quanto non restarono umiliati i Giudei nel non essere creduti facilmente da Pilato, nel subire tante interrogazioni, e che, se cedette a condannarmi, non fu perché credette loro, ma forzato e per non perdere il posto!  Questo li confuse, in modo che restò come marchio sulla loro fronte una estrema confusione ed una umiliazione profonda;  molto più, che scorgevano in un giudice gentile più rettitudine e più coscienza che in loro.  Quanto è necessario e giusto lo scrutinio;  getta luce, calma nei veri buoni e confusione nei cattivi! 

E quando, volendo scrutinare anche Me, Pilato Mi domandò:  'Re sei Tu?  E dov'è il tuo regno?',  Io volli dare un'altra sublime lezione, col dire:  'Re Io sono';  e volevo dire:  'Ma sai tu qual'è il mio Regno?  Il mio Regno sono i mie dolori, il mio Sangue, le mie Virtù;  questo è il vero Regno che, non fuori di Me, ma dentro di Me posseggo.  Ciò che si possiede di fuori non è vero regno né sicuro dominio, perché ciò che non sta dentro dell'uomo, può essere tolto, usurpato, e sarà costretto a lasciarlo;  invece ciò che c'è dentro, nessuno potrà toglierlo, il dominio sarà eterno dentro di lui.  Le caratteristiche del mio Regno sono le mie piaghe, le spine, la croce, dove non faccio come gli altri re, che fanno vivere i popoli fuori di loro, mal sicuri, se occorre digiuni;  Io no, chiamo i miei popoli ad abitare nelle stanze delle mie piaghe, fortificati e difesi dai miei dolori, dissetati dal mio Sangue, sfamati dalle mie carni.  E solo questo è il vero regnare, tutti gli altri regni sono regni di schiavitù, di pericoli e di morte;  nel mio Regno c'è la vera Vita'. 

Quanti insegnamenti sublimi, quanti misteri profondi nelle mie parole!  Ogni anima dovrebbe dire a sé stessa nelle pene e dolori, nelle umiliazioni ed abbandoni da tutti, nel praticare le vere virtù:  'Questo è il mio regno, non soggetto a perire, nessuno me lo può togliere né toccare;  anzi, il mio regno è eterno e divino, simile a quello del mio dolce Gesù;  i miei dolori e pene me lo certificano e rendono il regno più fortificato ed agguerrito, che nessuno potrà muovermi battaglia in vista della mia grande fortezza'. 

Questo è regno di pace, che dovrebbero ambire tutti i figli miei".

 

Volume 24 - Agosto 30, 1928

Il Regno del Fiat sta tutto preparato nell'Umanità SS. di Gesù,  solo che ci vogliono quelli che lo abitano. 

Il linguaggio che Gesù tenne nella Redenzione e quello che tiene per il Regno della Divina Volontà sono differenti l'uno dall'altro.

... "Figlia mia, il Regno della mia Volontà sta tutto preparato nella mia Umanità, ed io sono pronto a metterlo fuori per darlo alle creature.  Si può dire che ho formato le fondamenta, ho innalzato le fabbriche, le stanze sono innumerevoli e tutte addobbate ed illuminate non di piccole luci, ma di tanti soli per quante Verità ho manifestato sul mio Fiat Divino, non ci vuole altro che quelli che lo abitano, ci sarà luogo e stanza per tutti perché è vasto più di tutto il mondo.  Col Regno della mia Volontà tutto sarà rinnovato nella Creazione, le cose si metteranno al loro stato primiero;  perciò è necessario, e succederanno molti flagelli, per fare che la Divina Giustizia si metta in equilibrio con tutti i miei Attributi, affinché equilibrandosi lasci il Regno del mio Volere nella sua pace e felicità.

Quindi non ti meravigliare se ad un tanto bene che sto preparando e che voglio dare precedono molti flagelli, è la mia Giustizia che reclama i suoi diritti, affinché, equilibrata, si metta in pace con le creature, senza dar loro più molestia.  Molto più che i figli del Regno del mio Fiat Divino non più l'offenderanno, e la mia Giustizia divina si cambierà per loro tutta in amore e misericordia". [...]

"Figlia mia, il mio linguaggio fu ben differente nella Redenzione da quello che ho tenuto per il Regno della mia Divina Volontà, perché nella Redenzione il mio linguaggio doveva adattarsi a persone incapaci, deboli, malati, sordi, muti e ciechi e molti sull'orlo della tomba, quindi per parlare Me ne servii di parabole e similitudini del basso mondo, che loro stessi potevano toccare con mano.  Perciò or parlavo loro da Medico e porgevo loro le medicine per guarirli, or da Padre che aspettavo il loro ritorno ancorché fossero figli discoli, or da Pastore che andavo in cerca della pecorella smarrita, or da Giudice che non potendo attirarli per via d'amore, cercavo d'attirarli almeno colle minacce e col timore;  e tant'altre similitudini.  Questo mio linguaggio dice che coloro a cui Io parlavo non Mi conoscevano, non Mi amavano, molto meno facevano la mia Volontà, anzi erano lontano da Me e, che Io con le mie parabole facevo le ricerche e stendevo la rete per pescarli e dare a ciascuno il rimedio per guarirli;  ma quanti Me ne sfuggivano!  Ed Io aumentavo le ricerche e gli insegnamenti per dar luce a tanti ciechi, affinché uscissero dalla loro ostinata cecità.

Ora vedi com'è differente il linguaggio che ho tenuto nel manifestare le Verità sulla mia Divina Volontà, che devono servire per i figli del Regno di Essa.  Il mio linguaggio sul Fiat è stato come un Padre in mezzo ai suoi cari e amanti figli, tutti sani e che, possedendo ciascuno la mia stessa vita in loro, in virtù del mio Volere saranno capaci d'intendere le mie lezioni più alte, e perciò sono passato più oltre, mettendo loro avanti le belle similitudini del sole, delle sfere, del cielo, dello stesso modo d'operare divino che si estende fino all'infinito, perché tenendo in loro il mio Fiat Divino, terranno in loro Colui che ha creato il cielo, le sfere, il sole;  darà loro virtù di far copiare in essi tutto ciò che ha creato ed i suoi stessi modi che tiene nel suo operare divino;  questi saranno i copiatori del loro Creatore.  Ed Io perciò sono stato così lungo nel manifestare le Verità sul mio Fiat, ciò che non feci nella Redenzione perché erano parabole che contenevano modi umani e finiti, quindi non tenevo tanta materia di potermi dilungare tanto;  invece le similitudini che riguardano la mia Volontà sono di modi divini e quindi c'è tanta materia da dire, che si rendono inesauribili.  Chi può misurare la vastità della luce del sole e l'intensità del suo calore?  Nessuno!  Chi mai può dare un termine al cielo ed alle molteplici mie opere divine?

Oh, se tu sapessi quanta sapienza, amore, grazia, luce, ho messo nel manifestare le mie Verità sul mio Fiat Divino, tu resteresti affogata di gioia da non poter più vivere, ed ameresti che il lavoro del tuo Gesù fosse conosciuto, per fare che un lavoro sì esuberante, che costa prezzo incalcolabile, abbia la sua gloria e comunichi i suoi benefici effetti alle altre creature!"

 

Volume 25 - Gennaio 1, 1929

... Decisione da parte di Dio, ed aspetta la decisione da parte delle creature che accolgano il Regno della Divina Volontà sulla terra e La facciano regnare.

... "Figlia, dacché fui concepito e dai primi giorni del mio nascere, Io Mi occupavo del Regno della mia Divina Volontà e come metterlo in salvo in mezzo alle creature;  erano questi i miei sospiri, le mie lacrime, i miei singhiozzi ripetuti, le mie pene, dirette tutto per ristabilire il Regno del mio Fiat sulla terra.  Perché sapevo che per quanti beni avrei dato, l'uomo non sarebbe stato mai felice, né [avrebbe] posseduto pienezza di beni e di santità, né colla divisa della sua creazione che lo costituisce re e dominatore, è sempre l'uomo servo, debole, miserabile.  Invece colla mia Volontà e col farla regnare in mezzo a loro, gli avrei dato in un sol colpo di fortuna tutti i beni, la sua reggia ed il suo dominio perduto.  Son passati circa venti secoli e non ho smesso, i miei sospiri durano ancora, e se tante conoscenze della mia Divina Volontà ti ho manifestato, non sono altro che le mie lacrime parlanti ed i caratteri incancellabili delle mie pene e sospiri che, formandosi parole si manifestano a te, per farti vergare sulla carta coi modi più teneri e convincenti ciò che riguarda il mio Voler Divino, e come vuol regnare come in Cielo così in terra.  Quindi la nostra parte Divina ha deciso con decreti incancellabili ed irremovibili, che la nostra Divina Volontà venga a regnare sulla terra e non c'è chi Ci sposta, e come segno di ciò abbiamo spedito dal Cielo l'esercito delle sue conoscenze;  se ciò non fosse, non valeva la pena di mettere a repentaglio i tanti valori d'una Volontà Divina:  come per tanti secoli sono stati nascosti all'uomo così potevano continuare.  Ora aspettiamo la parte delle creature, che temporeggiano ancora a decidersi, specie quelli che temporeggiano d'occuparsi di far conoscere i segreti del mio Voler Divino ed il gran bene delle sue conoscenze.  Volontà umana quanto Mi sei ingrata, aspetto la tua decisione per darti il bacio ed il Regno che ti ho preparato, e tu temporeggi ancora?  Figlia mia, prega e da parte tua non mettere nessun ostacolo ad un tanto bene che sarà lo sfoggio più grande del nostro amore".

 

Volume 25 - Aprile 4, 1929

I primi che vivranno nel Fiat Divino saranno come il lievito del Regno della Divina Volontà.

... "Figlia mia, i primi che faranno la mia Divina Volontà e vivranno in Essa saranno come il lievito del suo Regno.  Le tante conoscenze che ti ho manifestato sopra del mio Fiat Divino saranno come la farina al pane, la quale trovando il lievito resta fermentata quanta farina si metta;  ma non basta la farina, ma ci vuole il lievito e l'acqua per formare il vero pane per nutrire le umane generazioni.  Così Mi è necessario il lievito dei pochi che vivono nel mio Volere Divino e la molteplicità delle sue conoscenze che serviranno come massa di luce, che daranno tutti i beni che ci vogliono per alimentare e felicitare tutti quelli che vogliono vivere nel Regno della mia Divina Volontà.  Perciò non ti impensierire se sei sola e pochi son quelli che conoscono in parte ciò che riguarda la mia Divina Volontà:  purché si formi la piccola porzione del lievito unito alle sue conoscenze, il resto verrà da per sé".

 

Volume 30 - Gennaio 3, 1932

Certezza della venuta del Regno della Divina Volontà sulla terra: "E' decreto nostro il Regno della Divina Volontà sulla terra".  Tutte le difficoltà si scioglieranno come neve innanzi ad un sole ardente.

Il mio abbandono continua nel Fiat Divino, ma mi sentivo preoccupata dal pensiero:  "Come mai potrà venire questo Regno della Volontà Divina?  Il peccato abbonda, i mali peggiorano, le creature mi sembrano indisposte a ricevere un sì gran bene, tanto che non c'è anima, per quanto buone fossero, che veramente vogliono occuparsi di far conoscere ciò che riguarda la Divina Volontà.  Se Dio non opera un prodigio della sua onnipotenza, il Regno del Fiat Divino potrà stare nel Cielo, ma per la terra è inutile pensarci!"  Ma mentre ciò ed altro pensavo, il mio amato Gesù facendo la sua solita visita all'anima mia mi ha detto: "Figlia mia, tutto a Noi è possibile.  Le impossibilità, le difficoltà, gli scogli insormontabili delle creature si sciolgono innanzi alla nostra Maestà Suprema, come neve dirimpetto ad un sole ardente;  il tutto sta se Noi vogliamo, tutto il resto è nulla.  Non successe così nella Redenzione?  Il peccato abbondava più che mai, appena un piccolo nucleo di gente sospiravano il Messia, ed in mezzo a questo nucleo quante ipocrisie, quanti peccati di tutte [le] specie, spesso idolatravano!  Ma era decretato che Io dovevo venire sulla terra.  Innanzi ai nostri decreti tutti i mali non possono impedire quello che vogliamo fare.  Un atto solo di nostra Volontà Ci glorifica più che non Ci offendano tutti i mali e peccati che si commettono dalle creature, perché il nostro atto di Volontà è divino e immenso, e nella sua immensità abbraccia tutta l'eternità, tutti i secoli, si stende a tutti.  Quindi non è della nostra infinita sapienza non dar vita ad un atto solo della nostra Volontà per i mali delle creature;  Noi Ci mettiamo dal nostro lato divino e facciamo quello che dobbiamo fare, e le creature le lasciamo nel loro lato umano e, facendo da Sovrani, signoreggiamo tutto e tutti - anche sul male - e mettiamo fuori i nostri decreti.

Ora, come fu decreto nostro la mia venuta sulla terra, così è decreto nostro il Regno della nostra Volontà sulla terra;  anzi si può dire che l'uno e l'altro è un sol decreto, [e] che avendo compiuto il primo atto di questo decreto, Ci resta da compiere il secondo.  è vero che Ci teniamo alle buone disposizioni delle creature, per dare il gran bene che può produrre un atto di nostra Volontà, e perciò al più prendiamo tempi e Ci facciamo via in mezzo ai loro mali per disporli.  è vero che i tempi sono tristi, gli stessi popoli sono stanchi, si vedono chiuse tutte le vie, non trovano via d'uscita anche per i necessari mezzi naturali;  le oppressioni, le esigenze dei capi sono insopportabili:  giusta pena ché hanno eletti per capi uomini senza Dio, di mala vita, senza giusto diritto d'essere capi, che meritavano più una carcere che il diritto del regime.  Molti troni ed imperi sono stati rovesciati e quei pochi che sono rimasti sono tutti vacillanti ed in atto di rovesciarsi, sicché la terra rimarrà quasi senza re, in mano ad uomini iniqui.  Poveri popoli, poveri figli miei, sotto il regime di uomini senza pietà, senza cuore e senza grazie di poter fare da guida ai loro dipendenti!  Già si ripete l'epoca del popolo ebreo, che quando ero vicino a venire Io sulla terra rimase senza re e stava sotto il dominio d'un impero straniero, uomini barbari ed idolatri, che neppure conoscevano il loro Creatore;  e[p]pure era questo il segno della mia prossima venuta in mezzo a loro.

Tra quell'epoca e questa in molte cose si danno la mano, e la scomparsa dei troni e degli imperi è l'annunzio che il Regno della mia Divina Volontà non è lontano.  Dovendo essere un Regno universale, pacifico, non ci sarà bisogno di re che lo dominano, ognuno sarà re a se stesso.  La mia Volontà sarà per loro legge, guida, sostegno, vita e Re assoluto di tutti e di ciascuno;  e tutti i capi arbitrari e senza diritto andranno in frantumi come polvere al vento.

Già le nazioni continueranno a dibattersi tra loro, chi per guerra, chi per rivoluzione, tra loro e contro la mia Chiesa.  Hanno un fuoco che li divora in mezzo a loro, che non dà loro pace e non sanno dar pace;  è il fuoco del peccato e il fuoco del fare senza Dio che non dà loro pace, e non fanno mai pace se non chiamano Dio in mezzo a loro come regime e vincolo d'unione e di pace.  Ed Io li lascio fare, e farò toccare con mano che significa fare senza Dio;  ma ciò non impedisce che venga il Regno del mio Fiat Supremo.  Questa è tutta roba di creatura, del basso mondo, che la mia potenza quando vuole atterra e disperde e fa sorgere dalla tempesta il cielo più sereno ed il sole più fulgido.

Invece il Regno della mia Divina Volontà è dell'alto del Cielo, formato e decretato in mezzo alle Divine Persone, nessuno Ce lo può toccare né disperdere.  Prima la tratteremo con una sola creatura formando il primo Regno in essa, poi con pochi e poi, facendo uso della nostra onnipotenza, lo divulgheremo dappertutto.  Sii certa, non ti preoccupare che i mali peggiorano;  la nostra Potenza, il nostro Amore vincitore che tiene virtù di sempre vincere, la nostra Volontà che tutto può e che con pazienza invitta sa aspettare anche secoli ma quello che vuole deve fare, vale più di tutti i mali delle creature.  Davanti alla sua Potenza invincibile ed il suo valore infinito, saranno come goccioline d'acqua i mali di esse, come tanti nonnulli che serviranno al trionfo del nostro Amore ed alla maggior gloria della nostra Volontà compiuta.  E poi quando avremo la grande gloria di formare questo Regno dentro d'una sola creatura, essa sarà come sole che tutti hanno diritto di godere e possedere;  la sua luce, più che sole, darà il diritto a tutte le creature di far possedere un Regno sì santo.  E Noi con Sapienza infinita abbonderemo di grazie, di luce, di aiuti, di mezzi sorprendenti, perché facessero regnare il Regno della mia Volontà in mezzo a loro.  Perciò lasciami fare;  quando te l'ha detto Gesù, basta, è come già fatto.  Tutti i mali e tutte le creature insieme non hanno potere né diritto sulla nostra Volontà, né possono impedire un atto solo della nostra Volontà voluta con decreti della nostra Sapienza".

 

' Vieni, o Voler Supremo, a regnare sulla terra, investi tutte le generazioni, vinci e conquidi tutti! ' Volume 35 - Novembre 20, 1937

 

CONSACRAZIONE  a  GESU'  RE  dell'UNIVERSO

O Gesù, Re dei Re, Dio di Bontà, Dio di Amore e di Misericordia, io adoro, amo, ringrazio, glorifico la tua Volontà Santissima, emanata dalla tua Onnipotenza, guidata dalla tua Sapienza, accompagnata dalla tua Bontà ed Amore.  Ovunque ed in ogni tempo, sia nella gioia che nel dolore, la tua SS. VOLONTA', il Tuo Divino Amore, siano la stella che rimiro, la legge che mi governa, l'aria che respiro, il palpito del mio cuore, la sostanza, o meglio la vita della mia vita.  A tal fine unisco a tutte le mie preghiere ed azioni, le Tue, tutta la mia vita alla Tua, nonché a quella della Vergine SS. Madre tua e Madre mia, di San Giuseppe e di tutti gli Eletti che sono stati, sono e saranno, con tutto il bene passato e futuro che è reale possibile in Cielo e in terra.

IO CONSACRO e DONO tutto me stesso, quanto ho, quanto sono, quanto mi appartiene, quanti mi sono cari, la mia vita, la mia morte, la mia eternità, tutto ciò che hai creato e creerai, al tuo Supremo Volere, al tuo infinito Amore e Ti prego, o Sapienza infinita, di scrivermi a caratteri indelebili nel tuo adorabile Cuore, qual figlio ardente e zelante, del tuo Divino Volere e del puro Amore tuo.  Io compio questa offerta e donazione nella Potenza del Padre, nella Sapienza del Figlio, nella Virtù dello Spirito Santo, in nome mio ed in nome di tutte le creature e per ottenere l'avvento e l'espansione della Divina Volontà e del Divino tuo Amore sulla terra.

Deh!  Fa', o mio Signore, che da ogni labbro e da ogni cuore, come da sacro Altare, si innalzi continuamente al Cielo, la preghiera che Tu stesso per primo rivolgesti al Padre:  " VENGA IL TUO REGNO, SIA FATTA LA TUA VOLONTA' COME IN CIELO COSI' IN TERRA ".  Così sia.