VOGLIO DARE DIO A DIO (Preghiere)

Ti offro gli stessi tuoi doni per darti l'amore e la gloria delle stesse tue opere

(Dagli Scritti della Serva di Dio Luisa Piccarreta)

Dal Volume 23 - Febbraio 12, 1928

Gesù racchiuse dentro di Sé tutti gli atti respinti dalle creature e formò il suo Regno. 
Chi possiede il Fiat Divino possiede la forza bilocatrice e può dare a Dio, come suo, ciò ch'è di Dio.

(...)   "Figlia mia,  (...)  prima tu Mi vedevi senza l'eclisse della luce del mio Fiat - Esso stava come rinchiuso dentro di Me -;  ora volendo prendere vita in te, ha straripato fuori di Me e bilocandosi ha rinchiusa la mia Umanità dentro la sua luce, e perciò tu senti la mia vita attraverso i riflessi della sua luce.  Dunque perché temi che ti lasci?  Ora tu devi sapere che la mia Umanità rifece in Essa tutti gli atti respinti dalle creature, che la mia Volontà Divina dandosi a loro voleva che facessero;  Io li rifeci tutti e li depositai in Me stesso per formare il suo Regno, aspettando il tempo propizio per uscirli da Me e depositarli nelle creature come fondamento di questo Regno.  Se Io non avessi ciò fatto, il Regno della mia Volontà non poteva effettuarsi in mezzo alle creature, perché solo Io come Uomo e Dio potevo supplire all'uomo e ricevere dentro di Me tutto l'operato d'una Volontà Divina, che dovevano ricevere e fare le creature, e per mezzo mio comunicarlo a loro.  Perché nell'Eden le due volontà, umana e Divina, restarono come in cagnesco perché l'umana si oppose alla Divina;  tutte le altre offese furono come conseguenza;  perciò dovetti prima rifare in Me tutti gli atti opposti al Fiat Divino, fargli distendere in Me il suo Regno.  Se non riconciliavo queste due volontà in cagnerio, (contrasto) come potevo formare la Redenzione?

Perciò tutto ciò che Io feci sulla terra, il primo atto era di ristabilire l'armonia, l'ordine tra le due volontà per formare il mio Regno;  la Redenzione fu conseguenza di questo.  E perciò fu necessario togliere le conseguenze del male che aveva prodotto l'umano volere, e quindi diedi rimedi efficacissimi per poi manifestare il gran bene del Regno della mia Volontà.  Onde i riflessi della luce di Essa non fanno altro che portarti gli atti che contiene la mia Umanità, per fare che tutto fosse Volontà Divina in te.  Perciò sii attenta a seguirla e non temere".

Dopo ciò stavo seguendo il mio giro nella Creazione per dare al mio Creatore tutti gli omaggi delle Qualità divine che ciascuna cosa creata contiene, ché essendo uscito tutto dal Fiat Divino, di conseguenza ne mantiene la vita, anzi è l'atto primo di ciascuna cosa creata.  Ma mentre ciò facevo pensavo tra me:  "Le cose create non sono mie;  come posso dire con diritto:  'Ti offro gli omaggi della luce del sole, la gloria del cielo stellato', e via via?"  Ma mentre ciò pensavo, il mio sempre amabile Gesù movendosi nel mio interno mi ha detto:

"Figlia mia, chi possiede la mia Volontà e vive in Essa, può con diritto dire:  'Il sole è mio, il cielo, il mare, tutto è mio, e come mio porto tutto intorno alla Maestà Divina per darle la gloria che ciascuna cosa creata contiene'.  Difatti non è forse tutta la Creazione opera del mio Fiat onnipotente?  Non scorre la sua vita palpitante, il suo calore vitale, il suo moto incessante che muove tutto, ordina ed armonizza tutto, come se fosse tutta la Creazione un atto solo?  Onde chi possiede il mio Voler Divino come vita, cieli, sole, mari e tutto, non sono robe a lei estranee, ma tutto è suo, come tutto è del mio Fiat, perché lei non è altro, col possederlo, che un parto suo che tiene tutti i diritti su tutti i parti di Esso, qual è tutta la Creazione.  Quindi con diritto e con verità può dire al suo Creatore:  'Ti offro tutti gli omaggi della luce del sole con tutti i suoi effetti, simbolo della tua luce eterna, la gloria dell'immensità dei cieli', e così di tutto il resto.

Il possedere la mia Volontà è vita divina che l'anima svolge nell'anima sua, sicché tutto ciò che da lei esce, contiene potenza, immensità, luce, amore;  sentiamo in essa la nostra forza bilocatrice, che bilocandoci mette in attitudine tutte le nostre Qualità divine e come sue Ce le offre come omaggi divini, degne di quel Fiat Divino che sa e può bilocarsi per richiamare la creatura al primo atto della Creazione, quale 'facciamo l'uomo a nostra immagine e somi-glianza'".

 

Settembre 23, 1929

Chi vive nella Divina Volontà, nella sua piccolezza racchiude il Tutto e dà Dio a Dio.  I prodigi divini.

(...)    Stavo facendo il mio solito giro nella Creazione, per seguire tutti gli atti che il Supremo Volere aveva fatto in tutte le cose create, ed il mio dolce Gesù uscendo dal mio interno mi ha detto: "Figlia mia, quando la creatura percorre le opere del suo Creatore, significa che vuole riconoscere, apprezzare, amare, ciò che Dio ha fatto per amor suo, e non avendole che dare per contraccambio, mentre percorre le sue opere prende tutta la Creazione come nel suo proprio pugno e la ridà a Dio, integra e bella per sua gloria ed onore dicendogli:  'Ti riconosco, Ti glorifico per mezzo delle tue stesse opere che solo sono degne di Te'.

Ora è tale e tanto il nostro compiacimento nel vederci riconosciuti dalla creatura nelle opere nostre, che Ci sentiamo come se la Creazione si ripetesse di nuovo per darci doppia gloria, e questa doppia gloria Ci viene data perché la creatura riconosce le opere nostre fatte per amor loro e date a esse come dono nostro perché Ci amassero.  La creatura col riconoscere il nostro dono, racchiude nel Cielo dell'anima sua il Tutto, e Noi vediamo nella piccolezza di essa il nostro Essere Divino, con tutte le nostre opere.  Molto più che stando il nostro Fiat Divino nella piccolezza di questa creatura, tiene capacità e spazio di racchiudere il Tutto;  ed oh! il prodigio:  veder racchiuso nella piccolezza umana il Tutto e che ardita dà il Tutto al Tutto solo per amarlo e glorificarlo!  Che il Tutto del nostro Essere Supremo sia il Tutto, non è da meravigliarsi, perché tale è la natura nostra divina:  essere tutto;  ma il Tutto nella piccolezza umana è la meraviglia delle meraviglie.  Sono prodigi del nostro Voler Divino che dove regna non sa fare del nostro Essere Divino un Essere a metà, ma tutto intero.  E siccome la Creazione non è altro che uno sbocco d'amore del nostro Fiat Creante, dove Esso regna racchiude tutte le opere sue e perciò la piccolezza umana può dire:  'do Dio a Dio'.

Ecco perciò, quando Ci diamo alla creatura, vogliamo tutto, anche il suo nulla, affinché sul suo nulla venga ripetuta la nostra parola creatrice, e formiamo il nostro Tutto sopra del nulla della creatura;  se non Ci dà tutto, la sua piccolezza, il suo nulla, la nostra parola creatrice non viene ripetuta né è decoro ed onore per Noi ripeterla, perché quando Noi parliamo vogliamo disfarci di tutto ciò che a Noi non appartiene, e quando vediamo che non si dà tutta, non la facciamo roba nostra, ed essa resta la piccolezza e il nulla che è, e Noi restiamo col nostro Tutto che siamo".   (...)

 

Dal Vol. 24 - Luglio 4, 1928

Necessità degli anticipi per acquistare il Regno della Divina Volontà. 

La Divina Volontà rende leggero tutto come se fosse una piuma, e perciò tutto si può abbracciare e ridare a Dio.

Continuando il mio giro nel Fiat Divino pensavo tra me:  "A che servono queste ripetizioni continue di chiedere e richiedere il Regno della Divina Volontà e la ripetizione di girare in Essa per impegnarla a cedere il suo Regno affinché venga a dominare in mezzo alle creature?"  In questo mentre il mio amato Gesù si è mosso nel mio interno e mi ha detto: "Figlia mia,  quando si vuol fare una compra si danno gli anticipi e, quanto più anticipi si danno, tanto più resta assicurata la compra e meno resta da pagare quando si viene agli ultimi atti della compra definitiva.  Ora, volendo tu il Regno della mia Volontà, è necessario che tu dai gli anticipi, ed ogni qualvolta tu giri in Essa e chiedi e richiedi il suo Regno ed emetti i tuoi atti per tutti, per lo stesso scopo, tanti anticipi aggiungi per metterti al sicuro l'acquisto del Regno del mio Fiat Divino;  e siccome è il suo acquisto che vuoi fare, è necessario che i tuoi atti vengano fatti in Essa, ché [così] acquistano il valore di moneta coniata dalla mia Volontà Divina, altrimenti non sarebbe moneta valevole e che potrebbe correre per l'acquisto di Essa, sarebbe come una moneta fuori Regno.  Perché, chi Volontà Divina vuole acquistare, deve dare atti di anticipi fatti in Essa, ed Essa si benignerà di coniarli col valore del suo Fiat, in modo che l'anima può dare gli anticipi necessari per il suo acquisto.

Ecco a che servono le tue giratine nel mio Fiat, gli atti che emetti in Esso, il chiedere e richiedere che venga il suo Regno:  sono tutte cose necessarie e che ci vogliono per il suo grande acquisto.  Non feci Io lo stesso per la Redenzione?  Dovetti pagare l'anticipo degli atti miei innanzi al mio Celeste Padre, e dovetti pagare per tutti, per ottenere il Regno della Redenzione, e quando sborsai tutto il pagamento, allora Mi fu firmato dalla Divinità che il Regno era mio.  Perciò continua a mettere i tuoi anticipi se vuoi che ti sia firmato che il Regno del mio Fiat è tuo".

Dopo di ciò stavo dicendo al mio Gesù:  "Nella tua Volontà prendo nelle mie braccia la Creazione tutta, il cielo, il sole, le stelle e tutto, per portarli innanzi alla Maestà Suprema come adorazione e preghiera più bella, per chiederle il Regno del Fiat".  Ma mentre ciò facevo pensavo tra me:  "Come posso abbracciare tutto se la mia piccolezza è tanta che neppure una stella potrei abbracciare!  Come potrò tutto?  Quindi sono cose non effettuabili".  Ed il mio amabile Gesù movendosi nel mio interno mi ha detto: "Figlia mia, chi tiene la mia Divina Volontà può prendere tutto.  Essa ha virtù di rendere leggera qualunque cosa:  rende leggeri come piuma, cieli, stelle, soli, tutto il creato, Angeli, Santi, la Vergine Regina e lo stesso Dio, perché scorrendo in tutto come vita primaria il mio Volere Divino, una è la vita, uno è il peso;  sicché quanto pesano tutti insieme, tanto pesa ciascuna.  Perciò solo chi tiene il mio Fiat può prendere tutto e darmi tutto, perché tenendo virtù di stendere cieli, di formare soli, eccetera, dove esso si trova tiene virtù di prendere tutto e di abbracciare tutto;  ché questo è il gran prodigio del vivere nel mio Volere:  che la piccolezza può portare ed abbracciare l'immensità, la debolezza può portare la fortezza, il nulla può possedere il Tutto, la creatura il Creatore.

Dove c'è la vita della mia Volontà Divina ci sono tutti i prodigi uniti insieme;  l'Infinito, l'Eterno, si fa portare come in trionfo nelle piccole braccia di colei che vive in Essa, perché guardano in lei, non lei, ma la Divina Volontà che tiene diritto di tutto, può tutto ed abbraccia tutto e, tutto può dare, come suo, al suo Creatore.  Difatti non fu forse il mio Fiat che distese il cielo, lo popolò di stelle?  Se tenne virtù di farlo, tiene virtù di abbracciarlo e, come leggera piuma, farlo portare in trionfo dalla creatura che vive nel suo Volere Divino.  Perciò segui il tuo volo in Esso e tutto farai, per darmi tutto e chiedermi tutto".

 

Dal Vol. 24 - Agosto 12, 1928

Chi vive nel Fiat Divino risale negli atti dell'Adamo innocente e possiede la virtù universale.  Vivendo nel Voler Divino tutto posseggo  e posso dare Dio a Dio.

Stavo continuando il mio giro nella Creazione, ed ora mi soffermavo ad un punto ed ora ad un altro per poter seguire e guardare ciò che Iddio aveva fatto nella Creazione;  e giungendo a ciò che aveva fatto Adamo nello stato d'innocenza, dicevo tra me:  "Come vorrei saper fare ciò che fece il nostro padre nello stato d'innocenza, per poter anch'io amare e glorificare il mio Creatore come fece lui nel suo stato primiero della sua creazione!"  Ma mentre ciò pensavo, il mio amato Gesù movendosi nel mio interno mi ha detto: "Figlia mia, Adamo nello stato della sua innocenza, possedendo la vita della mia Divina Volontà possedeva la vita e la virtù universale, perciò nel suo amore e negli atti suoi Io trovavo accentrato l'amore di tutto e di tutti, e tutti gli atti erano unificati tutti insieme, neppure il mio operato era escluso dall'atto suo.  Quindi Io trovavo tutto nell'operato d'Adamo, trovavo tutte le tinte delle bellezze, pienezza d'amore, maestà inarrivabile ed ammirabile, e poi tutto e tutti.  Ora, chi vive nel mio Volere risale nell'atto dell'Adamo innocente e, facendo sue la vita e virtù universale, fa suo [proprio] l'atto suo;  non solo, ma risale negli atti della Regina del Cielo, in quelli del suo stesso Creatore, e scorrendo in tutti gli atti, si accentra in essi e dice:  'Tutto è mio e tutto do al mio Dio;  com'è mia la sua Volontà Divina, così tutto è mio tutto ciò ch'è uscito da Essa, ed io non avendo nulla di me, col suo Fiat tengo tutto e posso dare Dio a Dio.  Oh, come mi sento felice, gloriosa, vittoriosa nell'Eterno Volere!  Posseggo tutto e posso dare tutto, senza nulla esaurire delle mie immense ricchezze!'  Sicché non c'è atto, né in Cielo né in terra, in cui non trovo chi vive nella mia Volontà".

Onde continuavo a seguire gli atti del Fiat Divino, ed il mio sempre amabile Gesù ha soggiunto: "Figlia mia, la mia Volontà è ordine e nell'anima dov'Essa regna vi mette il suo ordine divino, ed in virtù di quest'ordine sente, la creatura, l'ordine nei suoi pensieri, nelle sue parole, nelle sue opere e passi;  tutto è armonia.  Come questa Divina Volontà mantiene l'ordine a tutte le opere uscite dall'Ente Supremo, in modo che sono tanto collegate insieme che sono inseparabili tra loro - ad onta che ciascun'opera tiene il suo ufficio distinto, ma[1] in virtù dell'ordine è tale l'unione che l'una non potrebbe né vivere né agire senza l'altra, molto più che una è la Volontà che le muove e dà loro vita -, così l'anima in virtù del Fiat sente in sé l'ordine del suo Creatore, è talmente collegata ed unita insieme, che si sente inseparabile e trasfusa col suo Creatore.  Sicché lei si sente cielo nell'ordine delle sue azioni, parole, pensieri e passi;  sente scorrere le stelle, che ornano il suo bel cielo;  si sente sole e vuol correre a dar luce a tutti;  si sente terra e gode delle belle fioriture e delle belle scene del suo mare di grazia che scorre nella sua anima, e vorrebbe mettere fuori queste scene incantevoli ed i suoi bei prati fioriti, per fare che tutti godessero e ricevessero il gran bene del dominio del mio Voler Divino.  Quindi il vero segno se regna il mio Fiat nella creatura [è] se non si vedono cose scordanti e disordinate, ma somma armonia ed ordine perfetto, perché tutto ciò che lei fa hanno il loro principio in Colui che l'ha creata, e non fa altro che seguire l'ordine e le opere del suo Creatore".

Onde ha seguito a dire:  "Perciò figlia mia, la vita di chi fa vivere la mia Volontà adorabile in lei Mi è tanto preziosa, speciosa e di una bellezza sì rara, ch'è impossibile trovarne una simile;  non vedo altro uscire da lei che opere nostre;  se Ci fosse necessario al[la] nostra gloria e al nostro amore inestinguibile, Ci formerebbe un nuovo cielo e tutta la Creazione insieme e, scorrendo nelle opere della Redenzione e Santificazione Ci darebbe nuove Redenzioni e Santificazioni.  Perché quella Divina Volontà che fece tutto ciò in Noi stessi, lo può fare nella creatura dov'Essa domina e regna;  e come chiamò dal nulla tutte le opere nostre, così può chiamare dal nulla di questa creatura, non solo col ripeter tutte le nostre opere, ma aggiungere cose più sorprendenti ancora.  E Noi, il nostro Essere Supremo, conoscendo che questa creatura tutto può darci in virtù del nostro Fiat, Ci sentiamo glorificati ed amati come se di fatto Ce le facesse, perché in lei guardiamo non solo ciò che Ci fa, ma anche ciò che Ci può fare.

Vedi dunque quanta preziosità lei racchiuda, com'è speciosa in tutti gli atti suoi!  Le sue tinte di bellezza Ci rapiscono e formano al nostro sguardo divino le scene più dilettevoli, tanto che nella nostra enfasi d'amore siamo costretti ad esclamare:  'Oh, Volontà nostra, quanto sei prodigiosa, ammirabile, amabile e dilettevole nella creatura dove tu regni!  Lei è il tuo velo in cui nascondendoti prepari le scene più belle e dilettevoli da farci godere'.  Perciò si può chiamare la creatura più fortunata, che giunge a chiamare l'attenzione del suo Dio per fargli festa e farlo godere delle opere sue, e che può giungere a dire:  'In virtù del tuo Volere tutto tengo, tutto Ti porto e nulla voglio, perché ciò ch'è Vostro è mio'".

 

Dal Vol. 14 - Aprile 6, 1922

Nella Divina Volontà l'anima si mette al livello del suo Creatore: tutto riceve dal suo Creatore e tutto Gli ridona.

(...)  Cercavo di fondermi nel Santo Voler di Dio, e dicevo:  "Amor mio, nel tuo Volere ciò che è tuo è mio, tutte le cose create sono mie:  il sole è mio, ed io Te lo do in ricambio, affinché tutta la luce ed il calore del sole in ogni stilla di luce, di calore, Ti dica che io Ti amo, Ti adoro, Ti benedico, Ti prego per tutti.  Le stelle sono mie, ed in ogni tremolio di stelle suggello il mio Ti amo immenso ed infinito, per tutti.  Le piante, i fiori, l'acqua, il fuoco, l'aria, sono miei, ed io Te li do in ricambio, perché tutti Ti dicano, ed a nome di tutti:  'Ti amo con quell'amore eterno con cui ci creasti!'"  Ma se volessi dire tutto andrei troppo per le lunghe. Onde Gesù, muovendosi nel mio interno mi ha detto:  "Figlia mia, quanto sono belle le preghiere e gli atti fatti nel mio Volere, come la creatura si trasforma nello stesso Dio Creatore e ridà il ricambio di ciò che Lui le ha dato.  Tutto creai per l'uomo e tutto a lui donai!  Nella mia Volontà la creatura s'innalza nel suo Dio Creatore e lo trova nell'atto in cui creò tutte le cose per fargliene dono, e lei, tremante alla molteplicità di tanti doni, e non avendo in sé la forza creatrice per poter creare tante cose per quante ne ha ricevuto, offre le sue stesse cose per ricambiarlo in amore.  Sole, stelle, fiori, acqua, fuoco, aria, ti ho dato per darti amore, e tu riconoscente li hai accettato, e mettendo a traffico il mio amore Me ne hai dato il ricambio, sicché sole ti diedi e sole Mi hai dato, stelle, fiori, acqua, eccetera, ti diedi, e tu Me le hai ridonato.  Le note del mio Amore hanno risuonato di nuovo su tutte le cose create e ad unanime voce Mi hanno dato l'Amore che feci correre su tutta la Creazione.

Nella mia Volontà l'anima si mette al livello del suo Creatore, e nel suo stesso Volere riceve e dona. Oh! che gara tra creatura e Creatore!  Se tutti potessero vedere, ne resterebbero stupiti nel vedere che nella mia Volontà l'anima diventa un piccolo dio, ma tutto in virtù della potenza della mia Volontà".

 

Dal Vol. 14 - Marzo 28, 1922

Tutto ciò che Gesù fece sulla terra, sta in continua attitudine di darsi all'uomo.

Continuando il mio solito stato, stavo tutta fondendomi nel Santo Voler del mio amabile Gesù, e Lui mi ha detto:  "Figlia del mio Volere, se sapessi i portenti, i prodigi che succedono quando ti fondi nel mio Volere, tu ne resteresti stupita;  senti un po'. 

Tutto ciò che Io feci sulla terra sta in continua attitudine di darsi all'uomo, facendogli corona:  i miei pensieri formano corona intorno all'intelligenza della creatura, le mie parole, le mie opere, i miei passi, eccetera, formano corona intorno alle parole, alle opere e passi loro, affinché intrecciando le cose loro con le mie, possa dire al mio Celeste Padre che l'operato loro è come il mio.

Ora, chi prende questa mia attitudine continua?  Chi si fa intrecciare dal mio operato con cui coronai tutta l'umana famiglia?  Chi vive nel mio Volere.  Come tu fondevi i tuoi pensieri nel mio Volere, i miei pensieri che ti facevano corona sentivano l'eco dei miei nella tua mente, e immedesimandosi insieme coi tuoi, moltiplicavano i tuoi coi miei e formavo doppia corona intorno all'intelligenza umana, ed il mio Padre riceveva non solo da Me, ma anche da te la gloria divina da parte di tutte le intelligenze create, e così delle parole e di tutto il resto. E non solo da parte delle creature riscuote questa gloria divina, ma da parte di tutte le altre cose create, perché tutte le cose furono create per far correre continuo amore verso l'uomo, e l'uomo per giustizia dovrebbe dare per ogni cosa creata, omaggio, amore al suo Creatore.  Ora, chi supplisce a ciò? Chi fa suo quel Fiat per cui tutte le cose furono fatte, per diffondere su tutto un omaggio, un'adorazione, un amore divino al suo Creatore?  Chi vive nel mio Volere!  Quasi ad ogni sua parola fa suo quel Fiat onnipotente, l'eco del Fiat eterno fa eco nel suo Fiat Divino in cui vive, e si diffonde e corre, e vola, e ad ogni cosa creata v'imprime un altro Fiat, e ridona al suo Creatore l'omaggio, l'amore da Lui voluto.

Questo lo feci Io quando stetti sulla terra, non ci fu cosa per cui Io non ricambiai al mio Divin Padre da parte di tutte le creature, ora lo fa, lo voglio, lo aspetto, da chi vive nel mio Volere.  Se tu vedessi com'è bello vedere in ogni tremolio di stelle, in ogni goccia di luce del sole la gloria mia, il mio amore, la mia profonda adorazione unita alla tua, oh! come corre, vola sulle ali dei venti, riempiendo tutta l'atmosfera, percorre le acque del mare, si poggia in ogni pianta, in ogni fiore, si moltiplica ad ogni moto, è una voce che fa eco su tutto e dice: 'Amore, gloria, adorazione al mio Creatore'.  Perciò chi vive nella mia Volontà, è l'eco della mia voce, la ripetitrice della mia Vita, la perfetta gloria della mia Creazione.  Come non devo amarla?  Come non devo dare a lei tutto ciò che dovrei dare a tutte le altre creature insieme, e farla primeggiare su tutto?  Ah! il mio Amore si troverebbe alle strette se ciò non facessi".

 

Dal Vol. 27 - Ottobre 24, 1929

Nella Divina Volontà l'anima tiene tutto in suo potere perché trova la sorgente delle Opere divine  e le può ripetere quanto vuole.

Mi sentivo tutta abbandonata nel Fiat Divino, seguendo ed offrendo tutti gli atti suoi, tanto della Creazione quanto quelli della Redenzione e, giungendo al Concepimento del Verbo, dicevo tra me:  "Come vorrei nel Voler Divino far mio il Concepimento del Verbo per poter offrire all'Ente Supremo l'amore, la gloria, la soddisfazione, come se un'altra volta il Verbo [si] concepisse!"   Ma mentre ciò dicevo, il mio dolce Gesù si è mosso nel mio interno mi ha detto: "Figlia mia, nella mia Divina Volontà l'anima tiene tutto in suo potere, non vi è cosa che la nostra Divinità abbia fatto, tanto nella Creazione quanto nella Redenzione, che il nostro Fiat Divino non ne possiede la sorgente, perché Esso non sperde nulla dei nostri atti, anzi è la depositaria di tutto.  E chi possiede il nostro Voler Divino possiede la sorgente del mio concepimento, della mia nascita, delle mie lacrime, dei miei passi, delle mie opere, di tutto;  i nostri atti non esauriscono mai, e come fa memoria e vuole offrire il mio concepimento, viene rinnovato il mio concepimento, come se di nuovo concepissi, risorgo a nuova nascita, le mie lacrime, le mie pene, i miei passi ed opere risorgono a novella vita e ripetono il gran bene che Io feci nella Redenzione.

Sicché chi vive nel nostro Voler Divino è la ripetitrice delle opere nostre, perché come della Creazione nulla si è sperduto di ciò che fu creato, così della Redenzione, tutto sta in atto di sorgere continuamente;  ma chi Ci dà la spinta?  chi Ci dà l'occasione di muovere le nostre sorgenti per rinnovare le opere nostre?  Chi vive nel nostro Volere.  In virtù di Esso, la creatura partecipa alla nostra forza creatrice, perciò tutto può far risorgere a novella vita;  lei, coi suoi atti, colle sue offerte, colle sue suppliche, muove continuamente le nostre sorgenti, le quali, mosse come da un gradito venticello, formano le onde e straripando fuori, i nostri atti si moltiplicano e crescono all'infinito.  Le nostre sorgenti sono simbolizzate dal mare:  se il vento non lo agita, se non vengono formate le onde, le acque non straripano fuori e le città non restano bagnate.  Così le nostre sorgenti di tante opere nostre, se il nostro Fiat Divino non le vuol muovere, o chi vive in Esso non si dà pensiero di formare nessun venticello cogli atti suoi, sebbene sono piene fino all'orlo, ma [tuttavia] non straripano fuori per moltiplicare i loro beni a pro delle creature.

Oltre di ciò, chi vive nel nostro Fiat Divino, come va formando gli atti suoi, questi atti salgono al principio da donde uscì la creatura;  non restano nel basso, ma salgono tanto in alto, per cercare il seno di Colui donde uscì il primo atto della sua esistenza e, questi atti, si schierano intorno al Principio, ch'è Dio, come atti divini.  Dio, nel vedere gli atti della creatura nella sua Divina Volontà li riconosce come atti suoi e si sente amato e glorificato come Lui vuole, col suo stesso Amore e colla sua stessa Gloria".

 

Dal Vol. 21 - 24 Maggio 1927

Offerta del lavoro nel Volere Divino. 

Chi vive in Esso forma tanti atti di Vite divine, possiede la virtù bilocatrice.

Stavo facendo l'offerta del mio lavoro dicendo:  "Gesù, Amor mio, voglio le tue manine nelle mie, per dare al nostro Padre Celeste quell'amore e quella gloria che Tu individualmente Gli desti colle tue opere stando sulla terra;  non solo, ma voglio unirmi con Te quando Tu, Verbo del Padre, fin dall'eternità operavi insieme con Lui con le stesse sue opere, amavi con amore reciproco e con perfetta uguaglianza, e voglio glorificarvi in quella stessa gloria in cui Vi glorificaste Voi stesso tra le Tre Divine Persone.  Ma non sono contenta:  voglio mettere le mie mani nelle tue per scorrere insieme colle tue, nel tuo stesso Volere, nel sole per darti la gloria della luce, del calore, della fecondità del sole;  nel mare per darti la gloria delle sue onde, del suo mormorio continuo;  nell'aria per darti la gloria del canto degli uccelli;  nel cielo azzurro per darti la gloria dell'immensità, e nello scintillio delle stelle, nel loro tremolio fo scorrere la mia voce che ti dice Ti amo;  voglio scorrere nei prati fioriti per darti la gloria e l'adorazione dei profumi.  Non c'è punto dove non voglio trovarmi, affinché dovunque Tu senta che la tua piccola figlia Ti adora, Ti ama e Ti glorifica".

Onde mentre ciò ed altro dicevo, il mio dolce Gesù si è mosso nel mio interno e mi ha detto:  "Figlia mia,  sento in te la gloria mia, il mio amore, la mia vita, le mie opere;  la mia Volontà tutto accentra in te.  Non solo, ma mentre tu lavori, il mio Volere ti porta nel sole e lavori insieme colla sua luce, sicché i tuoi moti scorrono nei raggi solari e, come si diffonde la luce, tu diffondi la gloria, l'amore al tuo Creatore.  Come è bella la figlia mia, trovarla in tutte le opere mie a lavorare per darmi l'amore, la gloria che ciascuna opera mia contiene!  Siccome la mia Volontà possiede la virtù bilocatrice, biloca anche te per poterti trovare nel mare, nell'aria, nelle stelle, dovunque, per amarti ed essere amata e glorificata".

Dopo di ciò mi sentivo come assorbita nel Fiat Supremo e pensavo tra me ai grandi beni che può fare la Suprema Volontà nell'anima nostra;  ed il mio sempre amabile Gesù ha soggiunto:

"Figlia mia, ogni atto che fa la Divina Volontà unita con l'anima, vi forma una Vita divina, perché essendo Essa divina non può fare a meno di formare Vite divine negli atti suoi, in modo che dove Essa regna, come l'anima opera, parla, pensa, palpita, eccetera, il mio Volere Divino fa scorrere la sua opera, la sua parola, il suo pensiero e palpito in quello delle creature e vi forma prima il suo atto, la sua parola e poi dà il posto della sua Vita divina.  Sicché in tutto ciò che l'anima fa, sprigiona da sé tante Vite divine, in modo che vi empie Cielo e terra di tante immagini di Vita divina.  Essa diventa la riproduttrice, la bilocatrice della Vita divina.  La mia Volontà non è meno potente nell'anima dove regna con la potenza del suo dominio, di quello che è nel suo Seno delle Tre Divine Persone;  e perciò possedendo la virtù bilocatrice non solo forma nell'anima quante Vite divine vuole, ma vi forma il suo cielo, il suo sole, i mari d'amore, i prati fioriti, e fa dire all'anima, al suo Dio:  'Cielo m'hai dato e cielo Ti do, sole mi hai dato e sole Ti do, mari e prati fioriti mi hai dato, mari e prati fioriti Ti do.  Tutto ciò che hai fatto per me nella Creazione e Redenzione, la tua Volontà che (lo) ripete in me, in modo che tutto Ti possa dare come tutto mi hai dato'.  Oh, potenza della mia Volontà! che cosa non può fare nell'anima dove Essa regna?  E perciò dove Essa regna si diletta di metterla alla pari con Noi;  molto più che sa che quella è la nostra Volontà, di volere la creatura simile alla nostra Immagine, ed Essa, nostra fedele esecutrice, ce la rende, e Noi chiamiamo questa creatura dove regna il nostro Fiat Supremo, la gloria nostra, l'amor nostro, la virtù nostra;  e solo col nostro Volere può l'anima giungere a tanto;  senza di Essa c'è tanta distanza tra Creatore e creatura.  Perciò ama tanto che il Voler Divino regni nella creatura, per dare il largo campo d'azione alla nostra Volontà di bilocare le nostre opere, le nostre vite e di elevare la creatura allo scopo perfetto per cui fu creata.  La creatura uscì dal nostro Volere:  è giustizia che cammini nei passi della nostra Volontà e che ritorni al suo Creatore su quella stessa via donde ne uscì, tutta bella ed arricchita dai prodigi del nostro Eterno Fiat ".

 

Dal Vol. 21 - 3 Marzo 1927

Dove regna il Divin Volere l'anima chiama Iddio insieme nel suo operare. 
L'offerta a Dio delle proprie azioni la purifica e la disinfetta.

Stavo offrendo i miei piccoli atti come omaggio d'adorazione e di amore al Supremo Volere, e pensavo tra me:  "Ma è proprio vero che [ciò che] fa l'anima che fa la Divina Volontà fa lo stesso Dio?"  Ed il mio dolce Gesù, muovendosi nel mio interno, mi ha detto:

"Figlia mia, non Mi senti in te che sto seguendo gli atti tuoi?  Dove regna la mia Volontà, tutte le cose, anche le più piccole e naturali si convertono in diletto per Me e per la creatura, perché sono effetto di una Volontà Divina regnante in lei che non sa uscire da sé neppure l'ombra d'infelicità alcuna.  Anzi tu devi sapere che nella Creazione il nostro Fiat Supremo stabilì tutti gli atti umani investendoli di diletto, di gioie e di felicità.  Sicché lo stesso lavoro non dovea dare nessun peso all'uomo né dargli ombra di stanchezza, perché possedendo il mio Volere possedeva la forza che mai stanca e viene meno.  Vedi, anche le cose create sono simbolo di ciò:  si stanca forse il sole di dare sempre la sua luce?  Certo che no.  Si stanca il mare a mormorare continuamente, a formare le sue onde, a nutrire e moltiplicare i suoi pesci?  Certo che no.  Si stanca il cielo a stare sempre disteso, la terra a fiorire?  Certo che no.  Ma perché non si stancano?  Perché c'è dentro di loro la potenza del Fiat Divino che tiene la forza che non esaurisce mai.  Quindi tutti gli atti umani entrano nell'ordine di tutte le cose create e tutti ricevono l'impronta della felicità:  il lavoro, il cibo, il sonno, la parola, lo sguardo, il passo, tutto.  Ora finché l'uomo si mantenne nel nostro Volere si mantenne santo e sano, pieno di vigore e di energia instancabile, capace di gustare la felicità dei suoi atti e di felicitare Colui che gli dava tanta felicità.  Come si sottrasse, cadde malato e perdette la felicità, la forza instancabile, la forza ed il gusto di gustare la felicità degli atti suoi che il Divin Volere con tanto amore avea investito.  Questo succede anche tra chi è sano e tra chi è malato:  il primo gusta il cibo, lavora con più energia, prende piacere nel divertirsi, nel passeggiare, nel chiacchierare;  il malato si disgusta del cibo, non sente forza di lavorare, s'annoia dei divertimenti, l'infastidiscono le chiacchiere.  Tutto gli fa male, la malattia ha cambiato la sua natura, gli atti suoi, in dolori.

Ora supponi che il malato ritornasse nel vigore della sua salute, si ripristinerebbe nelle forze, nel gusto di tutto.  Sicché la causa della sua malattia è stata l'uscire dalla mia Volontà;  il ritornare e farla regnare sarà causa che ritorni l'ordine della felicità negli atti umani e farle prendere la sua attitudine negli atti della creatura.  E come offre il suo lavoro, il cibo che prende e tutto ciò che fa, da dentro quegli atti umani si sprigiona la felicità messa in essi dal mio Volere in quei atti e (per) salire al suo Creatore per dargli la gloria della sua felicità.  Ecco perciò dove regna la mia Volontà non solo Mi chiama insieme con lei ad operare, ma Mi dà l'onore, la gloria di quella felicità con cui investimmo gli atti umani.  Ancorché la creatura non possedesse tutta la pienezza dell'Unità della Luce della mia Volontà, purché offra tutti gli atti suoi al suo Creatore come omaggio ed adorazione, siccome il malato è lui, non Dio, Iddio riceve la gloria della felicità dei suoi atti umani.  Supponi un'ammalata che facesse un lavoro oppure un cibo suo lo prendesse ad uno che è sano, questo che gode la pienezza della salute non avverte nulla, né della stanchezza di quel lavoro né lo stento che l'ammalato ha sentito nel farlo né il disgusto di quel cibo che avrebbe sentito se l'avesse preso l'infermo, anzi gode della pienezza della sua sanità, del bene, della gloria e della felicità che gli porterà quel lavoro, e gusta il cibo che le è stato offerto.  Così l'offerta delle proprie azioni purifica, disinfetta le azioni umane e Dio riceve la gloria a Lui dovuta, e per contraccambio fa scendere la gloria su colei che offre a Lui le sue azioni".

 

Dal Vol. 20 - 17 Ottobre 1926

L'anima gira in tutta la Creazione e Redenzione e con tutte le opere di Dio chiede il Fiat.

Mi sembra che non posso fare a meno di seguire il mio giro nella Volontà Suprema, sento ch'è la vera casa mia ed allora son contenta quando giro in Essa. Perché trovo tutto ciò che appartiene al mio dolce Gesù, ché in virtù della sua Volontà tutto ciò che è suo è anche mio.  Quindi ho molto da dare al mio amato Bene, anzi c'è tale e tanto da dargli, che non finisco mai di dargli tutto.  Onde mi rimane il desiderio di ritornare a seguire il mio giro per potergli dare tutto ciò che appartiene alla sua adorabile Volontà;  e pensando al gran bene che porta all'anima il Voler Supremo, mentre giravo pregavo Gesù che subito lo facesse conoscere a tutti affinché potessero prendere parte a sì gran bene, e per ottenere ciò Gli dicevo come giungevo a ciascuna cosa creata: "Vengo nel sole a fare compagnia alla tua Volontà regnante e dominante in esso, in tutto lo splendore della sua maestà,  ma mentre Ti faccio compagnia nel sole Ti prego, che il tuo Fiat Eterno sia conosciuto e come regna nel sole trionfante, venga a regnare trionfante in mezzo alle creature;  vedi anche il sole Ti prega, tutta la sua luce si converte in preghiera, e come si stende sulla terra ed investe colla sua luce piante e fiori, monti e pianure, mari e fiumi, così prega che il tuo Fiat sia uno sulla terra, che si armonizzi con tutte le creature.  Sicché non sono io sola che prego, ma è la potenza della tua stessa Volontà che regna nel sole che prega:  prega la luce, pregano i suoi innumerevoli effetti, i beni, i colori che contiene; tutti pregano che il tuo Fiat regni su tutti.  Puoi tu resistere ad una massa di luce sì grande, che prega colla potenza del tuo stesso Volere?  Ed io piccola qual sono mentre Ti faccio compagnia in questo sole, benedico, adoro, glorifico, la tua Volontà adorabile, con quella magnificenza e gloria con cui la tua stessa Volontà si glorifica nelle opere sue.  Sicché solo nelle creature non deve trovare, la tua Volontà, la perfetta gloria delle opere sue?  Perciò venga, venga il tuo Fiat ".

Ma mentre ciò faccio, sento che tutta la luce del sole prega che venga il Fiat Eterno, cioè la sua stessa adorabile Volontà che investendo la luce prega, ed io lasciandola a pregare passo nelle altre cose create a fare la mia piccola visitina, per tenere un poco di compagnia all'adorabile Volontà in ciascun atto suo che esercita in ciascuna cosa creata.  Perciò passo il cielo, le stelle, il mare finché il cielo prega, le stelle pregano, il mare col suo mormorio prega che il Fiat Supremo sia conosciuto e regni trionfante in tutte le cose create, come regna in loro.

Dopo d'aver girato su tutte le cose create per tenere compagnia al Fiat Divino e chiedere in ciascuna cosa che venga a regnare sulla terra - come è bello vedere, sentire che tutta la Creazione prega che venga il suo Regno in mezzo alle creature! - poi scendo in tutto ciò che fece il mio Gesù nella Redenzione:  nelle sue lacrime, nei suoi gemiti infantili, nelle sue opere passi e parole, nelle sue pene, nelle sue piaghe, nel suo Sangue fin nella sua morte affinché le sue lacrime preghino che venga il suo Fiat.  I suoi gemiti e tutto ciò che fece supplicano tutti in coro che il suo Fiat sia conosciuto e che la sua stessa morte faccia risorgere la vita della sua Volontà Divina nelle creature.

Onde mentre ciò facevo ed altro, [che tralascio] perché sarei troppo lunga se volessi dir tutto, il mio dolce Gesù stringendomi a Sé mi ha detto: "Piccola figlia del mio Volere, tu devi sapere che la mia Volontà si lascia regnante in tutta la Creazione per dare il campo alle creature di farle tante visite per quante cose creò.  Voleva la compagnia della creatura nel muto linguaggio di tutto l'universo.  Com'è duro l'isolamento di questa Volontà sì santa che vuole santificare e non trova a chi partecipare questa Santità, sì ricca che vuole dare e non trova a chi dare, sì bella e non trova chi abbellire, sì felice e non trova chi felicitare.  Poter dare, voler dare, e non avere a chi dare è sempre un dolore ed una pena inenarrabile, e per maggior dolore essere lasciata sola.  Onde (la Divina Volontà) nel vederle (le creature) uscire nel campo della Creazione per tenerle compagnia si sente felicitare e compiere lo scopo perché (per il quale) si lasciò regnante in ciascuna cosa creata.  Ma quello che rende più felice, più glorificati è che tu come giungi in ciascuna cosa creata Gli chiedi che il tuo Fiat sia conosciuto e regni su tutto  e muovi la mia stessa Volontà nel sole, nel cielo, nel mare, in tutto a pregare che venga il Regno del mio Volere,  perché stando in te il mio Fiat si può dire che è Essa stessa che prega e che muove tutte le opere mie fin le mie lacrime e sospiri ché venga il Regno della mia Volontà.  Tu non puoi capire qual contento Mi dai, qual breccia al mio Cuore ed alla mia stessa Volontà, sentire tutte le opere nostre che pregano che vogliono il nostro Fiat;  vedi dunque il mio contento che non ti vedo chiedere nulla per te, né gloria, né amore, né grazie, e vedendo la tua piccolezza che non puoi ottenere un regno sì grande giri in tutte le opere mie, dovunque si trova un atto della mia Volontà facendo il suo ufficio e fai dire al mio Fiat stesso:  'Venga il tuo Regno!  Deh, fa' che sia conosciuto ed amato e posseduto dalle umane generazioni!'   Una Volontà Divina che prega insieme colle opere nostre insieme alla piccola figlia sua è il più grande portento, è una potenza pari alla nostra che prega e il non esaudirla Ci riesce impossibile.  Com'è santo, come è puro, nobile e tutto divino senza ombra d'umano il Regno della nostra Volontà; la sua base, il suo fondamento è la profondità di Essa,  Sarà lo stesso Fiat nostro che, stendendosi sotto, in mezzo, e sopra a questi figli della Famiglia Celeste, renderà fermo il passo ed incrollabile per loro il Regno della mia Volontà".

 

Dal Vol. 35 - Aprile 10, 1938

Nell'anima che vive nella Divina Volontà Gesù vuol trovare tutto e la vuol trovare in tutti;  e l'anima ama Dio con lo stesso Amore delle Tre Divine Persone. 
Dio vuol trovare nel nostro amore il poggio delle sue opere, il nascondiglio della sua Vita.

La mia povera mente è sempre di ritorno nel Voler Divino, ed avendo fatto la Santa Comunione stavo dicendo al mio amabile Gesù:  "Nel tuo Volere tutto è mio, perciò Ti amo coll'amore della mia e tua Mamma Regina, Ti bacio colle sue labbra, Ti abbraccio stretto stretto colle sue braccia, e prendo Te e mi rifugio nel suo Cuore per darti le sue gioie, le sue delizie, la sua maternità, affinché trovi le dolcezze, la custodia che ti sa fare la tua Mamma".  Ma mentre mi chiudevo insieme con Gesù nella mia Mamma, il dolce Gesù tutto tenerezza mi ha detto: "Figlia mia e figlia della Madre mia,  come son contento di trovare la figlia colla mia Madre e la Mamma colla figlia!  Perché Lei vuole che le creature Mi amino col suo stesso amore e si servano della sua bocca per baciarmi e delle sue braccia per abbracciarmi;  vuol dar loro la sua maternità per mettermi al sicuro e farmi fare da mamma.  Trovare la Madre e la figlia che Mi amano con un solo amore è per Me il più gran contento, sento che ambedue Mi danno un nuovo Paradiso in terra.  Ma ciò non Mi basta;  in chi vive nella mia Volontà voglio trovare tutto, se manca qualche cosa non posso dire ch'è completa nella creatura.  E non solo voglio trovare al suo posto d'onore, di Regina e di Madre, in essa, la Madre mia, ma voglio trovare il mio Celeste Padre e lo Spirito Santo;  e [l'anima] facendo suo il loro Amore Mi ama coll'immensità ed infinità del loro Amore.  Quindi, figlia mia, dammi il gusto di dirmi che Mi ami come Mi amo col Padre e collo Spirito Santo".

Gesù ha fatto silenzio per aspettare che Gli dicessi come Lui voleva;  ed io, sebbene indegna, per contentarlo Gli ho detto:  "Ti amo nella Potenza ed Amore immenso del Padre, coll'Amore interminabile dello Spirito Santo;  Ti amo coll'amore con cui Ti amano tutti, Angeli e Santi;  Ti amo con quell'amore che Ti amano o dovrebbero amarti tutte le creature presenti, passate e future;  Ti amo per tutte le cose create e con quell'amore con cui le creasti..."

Il caro Gesù ha tirato un lungo sospiro ed ha soggiunto: "Finalmente Mi sento appagate le mie brame di trovare tutto nella creatura:  trovo i nostri mari d'amore che non finiscono mai;  trovo le delizie della mia Mamma che Mi ama;  trovo tutto e tutti.  Sicché in chi vive nella mia Volontà devo trovare tutto e tutti, e la devo trovare in tutti.  E poi, il mio Padre Celeste Mi generò nell'Amore e, chi Mi ama e non si fa sfuggire nulla del nostro amore, Me la sento con Me, in atto di darmi e di ricevere Amore continuo".

Dopo ciò ha soggiunto: "Figlia mia, ecco, perciò sentiamo, nel nostro Amore, un bisogno estremo che le creature Ci conoscano e conoscano le nostre opere:  se non Ci conoscono restiamo come appartati da loro, mentre viviamo dentro e fuori di loro e, mentre siamo a giorno di ciò che fanno e pensano, amandole in ogni atto loro, non solo non Ci amano, ma neppure Ci riconoscono.  Che dolore!  Se non Ci riconoscono l'amore non sorge, e se manca l'amore non abbiamo dove poggiare le nostre opere, né il nostro amore trova un rifugio dove sfogarsi e ricoverarsi;  tutto resta come sospeso.

Perciò vogliamo trovare nelle nostre opere il Ti amo della creatura che, armandolo della nostra Potenza, possiamo poggiare le nostre opere più grandi;  ed oh, come restiamo contenti nel trovare il piccolo Ti amo di essa per appoggio delle nostre opere!  Operare e non trovare dove poggiarle è un dolore per Noi, pare che Ci manca la vita del nostro Amore;  il nostro Amore operante viene represso, soffogato:  poter fare e non fare, e sol perché la creatura ingrata né Ci riconosce né Ci ama!  E siccome tutte le opere nostre sono dirette a pro di essa, non potendole dare, perché mancando la conoscenza, l'amore, manca lo spazio dove poter mettere le opere nostre, quindi Ci legano le braccia e Ci mettono nell'inutilità.  E poi, a che pro operare se non troviamo chi le vuole ricevere?  Anzi, tu devi sapere che prima d'operare guardiamo chi le deve conoscere, ricevere ed amare, e poi operiamo.

La mia stessa Umanità non faceva atto se prima non trovasse a chi dovea amare e dare quell'atto;  ed ancorché non trovassi chi lo ricevesse per allora, Io guardavo i secoli e dirigevo il mio atto a chi l'avrebbe amato, conosciuto e ricevuto, tanto [che], Bambino nato, Io piangevo, [e] quelle mie lacrime erano dirette a chi dovea compungersi, dolersi dei suoi peccati e lavarsi per riacquistare la vita della grazia;  camminavo, [e] i miei passi erano già diretti a coloro che doveano camminare la via del bene, per forza, per guida del loro cammino.  Non ci fu opera che feci, parola che dissi, pena che soffrii, in cui non cercai le opere delle creature per poggio delle mie:  la mia parola per poggiarla nelle parole di esse, le mie pene cercavano il poggio nelle loro pene per dare il bene che conteneva ciò che Io facevo.  Era la mia passione d'amore che non Mi faceva fare altro se non ciò che poteva essere utile per i figli miei.  Ed è questa una delle ragioni più potenti ché voglio che si viva nel mio Volere, perché solo allora tutte le opere mie, la Creazione, la Redenzione, anche un mio sospiro, troverà dove poggiarsi per farsi opere delle loro opere, pene delle loro pene, passi dei loro passi, vita della lor vita;  ed allora tutto ciò che ho fatto e sofferto si cambieranno in gloria e vittoria, da sbandire tutti i nemici e richiamare in mezzo a loro l'ordine, l'armonia, la pace, il celeste sorriso della Patria Celeste ".

Io son rimasta sorpresa nel sentir ciò, ed il mio amato Gesù ha soggiunto: "Figlia mia benedetta, il vivere nella mia Volontà racchiuderà tali sorprese e molteplici novità divine, da far stupire gli stessi Angeli e Santi;  molto più che nella mia Volontà non ci sono parole, ma fatti:  le stesse parole, i desideri, le intenzioni, le converte in fatti ed opere compiute.  Fuori della mia Volontà, ciò che la creatura vuole si riduce in parole, desideri ed intenzioni;  ma dentro di Essa, standovi la virtù creante, ciò che vuole la creatura acquistano [il valore di] fatti compiuti, opere piene di vita;  molto più che stando nel nostro Volere [la creatura] già è a giorno di ciò che Noi facciamo, sente ciò che Noi vogliamo, perciò Ci segue nelle opere, vuole ciò che vogliamo né può farne a meno, né mettersi da parte.  Per essa diventa, il nostro Fiat, la più grande delle sue necessità, di cui non può farne a meno;  per essa è più che respiro che deve dare e ricevere, più che moto che sente l'estremo bisogno di muoversi.  Insomma la mia Volontà è tutto per essa;  vivere senza di Essa le riesce impossibile.  Perciò sii attenta ed il tuo volo sia sempre nel nostro Fiat ".

Sia tutto a gloria di Dio e per compimento della Divina Volontà.

 

Dal Vol. 24 - Aprile 29, 1928

Le meraviglie del Ti amo;  l'amore non stanca mai.

(...)   Seguivo il mio giro nel Voler Divino, e ripetendo il mio ritornello del Ti amo stavo dicendo:  "Gesù, Amor mio, voglio lasciare tutto l'essere mio nel tuo Fiat, per potermi trovare in tutte le cose create per imperlarle col mio Ti amo.  Anzi voglio mettere il mio cuore nel centro della terra e, come palpito così voglio abbracciare tutti i suoi abitanti e seguendo tutti i loro palpiti col mio Ti amo, voglio darti l'amore di ciascuno di essi.  E come si ripete il mio palpito da dentro il centro della terra, così voglio mettere il mio Ti amo a tutti i germi che racchiude nel suo seno;  e come i germi spuntano e si formano le piante, le erbe, i fiori, così voglio mettere il mio Ti amo per poterli vedere racchiusi nel mio Ti amo per Gesù".  Ma mentre ciò dicevo, il mio pensiero ha interrotto il mio ritornello del Ti amo, dicendomi:  "Quante sciocchezze dici; Gesù stesso ne sarà stanco di sentire la tua lunga cantilena:  'Ti amo, Ti amo'".  E Gesù, movendosi in fretta in fretta nel mio interno e guardando tutta la Creazione per vedere se in tutte le cose, piccole e grandi, c'era la vita del mio Ti amo, mi ha detto: "Figlia mia,  che maraviglia, che incanto vedere tutte le cose imperlate col tuo Ti amo!  Se si potesse[ro] vedere da tutte le creature, imperlate tutte le piante, gli atomi della terra, le pietre, le gocce dell'acqua, col tuo Ti amo;  riempita la luce del sole, l'aria che respirano, il cielo che veggono, col tuo Ti amo;  le stelle, che scintillano il tuo Ti amo;  qual maraviglia non susciterebbero in loro?  Qual dolce incanto non attirerebbe le loro pupille a guardare il tuo ritornello e lunga cantilena del tuo Ti amo?  Direbbero:  'Possibile che non si è fatta sfuggire nulla!?  Noi stessi ci sentiamo imperlati dal suo Ti amo!';  ed andrebbero curiosando ed indagando tutto per vedere se di fatto nulla ti fosse sfuggito, per godere l'incanto del tuo Ti amo.

Ora se questo incanto meraviglioso resta inosservato per le creature terrestri, non resta inosservato per il Cielo, e gli abitatori di lassù godono l'incanto e le meraviglie di vedere la Creazione tutta riempita ed imperlata dal tuo Ti amo;  sentono armonizzare il loro Ti amo col tuo.  Non si sentono distaccati dalla terra, perché l'amore li unisce insieme e forma le stesse note e le stesse armonie.  E poi, tu devi sapere che Io non Mi stancai in tutte le cose piccole o grandi, quando furono create, d'imperlarle coi miei ripetuti ti amo per te;  e come non Mi stancai nel metterli, così non Mi stanco a sentirli ripetere da te, anzi ne godo che il mio ti amo non resta isolato, ma tiene la compagnia del tuo che, facendo eco nel mio, si fondono insieme e fanno vita comune.  E poi, l'amore non stanca mai, ma invece Mi è portatore di gioia e felicità..."

 

Dal Vol. 16 - 29 Dicembre 1923

Tutto hai creato per me e me lo hai donato, sicché tutto è mio, ed io lo dono a Te per amarti.

(...)   ho fatto la santa Comunione, ed io secondo il mio solito  stavo chiamando e mettendo tutte le cose create intorno a Gesù, acciocché tutte gli facessero corona e gli dessero il contraccambio dell'amore, degli omaggi al loro Creatore.  Tutte sono corse alla mia chiamata, e vedevo a chiare note tutto l'amore del mio Gesù per me in tutte le cose create, e Gesù aspettava con tale tenerezza d'amore nel mio cuore il contraccambio di tanto amore, ed io, sorvolando su tutto e abbracciando tutto, mi portavo ai piedi di Gesù e gli dicevo: "Amor mio, mio Gesù, tutto hai creato per me e me lo hai donato, sicché tutto è mio, ed io lo dono a Te per amarti;  perciò Ti dico in ogni stilla di luce di sole:  'Ti amo';  nello scintillio delle stelle:  'Ti amo';  in ogni goccia d'acqua:  'Ti amo'.  Il tuo Volere mi fa vedere fin nel fondo dell'oceano il tuo ' ti amo ' per me, ed io imprimo il mio Ti amo per Te in ogni pesce che guizza nel mare;  voglio imprimere il mio Ti amo sul volo d'ogni uccello.  Ti amo dovunque Amor mio.  Voglio imprimere il mio Ti amo sulle ali del vento, nel muoversi delle foglie, in ogni favilla di fuoco;  Ti amo per me e per tutti".

Tutta la Creazione era con me a dire:  'Ti amo';  ma quando ho voluto abbracciare tutte le umane generazioni nel Voler Eterno, per far prostrare tutti innanzi a Gesù, perché tutti facessero il loro dovere di dire in ogni loro atto, parola, pensiero:  'Ti amo', a Gesù, queste mi sfuggivano, ed io mi sperdevo e non sapevo fare;  onde l'ho detto a Gesù, e Lui: "Figlia mia, eppure è proprio questo il vivere nel mio Volere:  il portarmi tutta la Creazione innanzi a Me, e a nome di tutti darmi il contraccambio dei loro doveri;  nessuno deve sfuggirti, altrimenti la mia Volontà troverebbe dei vuoti nella Creazione e non resterebbe appagata.  Ma sai perché non trovi tutti e molti ti sfuggono?  E' la forza del libero arbitrio;  ma però ti voglio insegnare il segreto dove tutti trovarli:  entra nella mia Umanità e vi troverai tutti gli atti loro come in custodia, per cui Io presi l'impegno di soddisfare per loro innanzi al mio Celeste Padre;  e tu va' seguendo tutti gli atti miei, che erano gli atti di tutti, così troverai tutto e Mi darai il ricambio d'amore per tutti e per tutto.  Tutto c'è in Me;  avendo fatto [Io] per tutti c'è in Me il deposito di tutto e rendo al Divin Padre il dovere dell'amore di tutto, e chi vuole se ne serve per via di mezzo per salire al Cielo".

Io sono entrata in Gesù e con facilità ho trovato tutto e tutti, e seguendo l'operato di Gesù dicevo: "In ogni pensiero di creatura Ti amo;  sul volo d'ogni sguardo Ti amo;  in ogni suono di parola Ti amo;  in ogni palpito, respiro, affetto, Ti amo;  in ogni goccia di sangue, in ogni opera e passo, Ti amo".   Ma chi può dire tutto ciò che io facevo e dicevo?  Molte cose non si sanno dire, anzi quello che si dice, si dice molto male, da come si dicono quando si è insieme con Gesù.  Onde, dicendo:  'Ti amo', mi son trovata in me stessa.

 

Dal Vol. 34 - Gennaio 5, 1936

Quando la creatura chiama la Divina Volontà nei suoi atti, il Creatore le dà Amore nuovo e duplicato  ed essa può amare Dio con duplicato amore.

La mia piccola e povera volontà sente l'estremo bisogno del Voler Divino;  senza di Esso mi sento digiuna, senza forza, senza calore e senza vita, anzi sento la morte ad ogni istante, perché mancandomi non vi è chi può sostituirsi ad alimentare la sua vita in me.  Perciò vado ripetendo:  "Ho fame, vieni o Volontà Divina a darmi la tua Vita per saziarmi di Te, altri-menti io muoio".  Ma mentre deliravo che volevo sentire in me la pienezza della Divina Volontà, il mio dolce Gesù ripetendomi la sua breve visitina, tutto bontà mi ha detto: "Figlia mia benedetta, i tuoi deliri, la tua fame che sente l'estremo bisogno che vuoi sentire in ogni istante la vita della mia Volontà, sono ferite al mio Cuore, sono strappi d'amore, che violentandomi Mi fanno correre, volare, per venire a farti crescere la vita della mia Volontà in te.  Tu devi sapere che come la creatura vuol fare la mia Volontà per vivere ed emettere i suoi atti in Essa, chiama il suo Creatore, il quale si sente chiamato dalla potenza del suo stesso Volere nella creatura, cui non gli è dato di resistere o di mettere il minimo indugio.  Anzi, siccome non Ci facciamo mai vincere in amore, come vediamo che sta per chiamarci non le diamo il tempo, Noi chiamiamo essa ed essa corre nel nostro Essere Divino come nel suo proprio centro, si getta nelle nostre braccia e Noi la stringiamo tanto da trasformarla in Noi;  succede un accordo perfetto tra il Creatore e la creatura, ed è tanta la nostra enfasi d'amore che l'amiamo di nuovo e duplicato amore;  ma ciò non basta, le diamo tale comunicazione del nostro Essere Supremo, da farci amare con amore nuovo e duplicato da essa.  E se tu sapessi che significa essere amato da Dio con amore nuovo e duplicato, e poterlo amare con amore nuovo e duplicato!  Solo nella nostra Volontà Divina ci sono queste maraviglie e prodigi.  Dio ama Se stesso nella creatura;  tutto è suo, quindi non è maraviglia che mette in campo il suo sempre nuovo Amore, lo duplica, lo centuplica quanto vuole e dà grazia ad essa di farsi amare col suo stesso Amore.  Se ciò non fosse si vedrebbe grande disparità tra Chi può amare e tra chi non può amare, e la povera creature resterebbe umile, annientata, senza slancio ed unione d'amore col suo Creatore;  e quando due esseri non si possono amare d'eguale amore, l'ineguaglianza già produce l'infelicità, mentre la nostra Volontà è Unità e liberamente dà alla creatura il suo Amore per farsi amare, dà la sua Santità per farla santa, la sua Sapienza per farsi conoscere;  non vi è cosa che possiede che non vorrebbe darle.  Molto più che [la creatura,] col vivere nel nostro Fiat, come ha messo da parte la sua volontà per dar vita alla Nostra negli atti suoi, ha formato la piccola vita del nostro Volere in essa, il Quale reclama, sospira la crescenza;  e basta un atto in più in Esso per crescere, un sospiro per sfamarsi, un desiderio totale, che il mio Voler corre in tutto l'essere suo per formarsi cibo sufficiente per sentirsi [la creatura] sazia di tutto ciò che appartiene al suo Creatore.  Attenzione somma ci vuole, e la mia Volontà farà tutto ciò che ci vuole per formar la sua vita nella creatura".

 

Dal Vol. 34 - Gennaio 22, 1936

Chi vive nella Divina Volontà forma il teatro delle opere del suo Creatore e ripete in essa la scena commovente della Redenzione.

Stavo facendo il giro negli atti della Divina Volontà e cercavo d'investire col mio piccolo amore il cielo, il sole e la Creazione tutta, poi giravo negli atti della Redenzione, ed il dolce Gesù chiudeva gli atti suoi in me, e ripeteva le scene più commoventi per contraccambiarmi il mio piccolo amore;  io sono restata sorpresa, ed il mio amato Gesù, tutto tenerezza ed amore mi ha detto: "Mia buona figlia, figlia della mia Volontà, tu devi sapere che  il mio amore è tanto, che per sfogarmi voglio ripetere le mie opere.  Ma in chi posso ripeterle?  In chi trovo posto per chiuderle per sentirmi amare?  In chi vive nella mia Volontà!  Come la creatura gira nelle mie opere per conoscerle, amarle e chiamarle in sé, si riproducono in essa, e forma il teatro delle opere nostre.  Quante scene commoventi!  Ora si stende il cielo, ora sorge il sole con tutta la sua maestà, ora mormora il mare e formando le sue onde vorrebbe inondare il suo Creatore col suo amore, ed ora forma il più bel prato fiorito e ad ogni fiore Ci fa dire il suo ritornello:  'Ti amo, Ti glorifico, Ti adoro, ed il tuo Fiat venga a regnare sulla terra'.  Non vi è essere che non chiami in sé, per farci dire la sua storiella:  'Ti amo, Ti amo'.  Figlia mia,  il nostro Amore non è contento se non si dà tutto e non ripete le nostre opere in chi vive nella nostra Volontà.

Ma non è tutto, senti ancora.  Se col girare negli atti della Creazione ripete le mie opere, e prendo sommo piacere e diletto nell'assistere alle scene splendidissime della Creazione nella creatura, quando essa gira negli atti della Redenzione per farli suoi Io ripeto la mia Vita.  Sicché ripeto il mio concepimento, la mia nascita, [in] cui gli Angeli ripetono il gloria nei Cieli e pace agli uomini di buona volontà, e se l'ingratitudine umana Mi costringe a piangere, vado a piangere in essa, perché so che le mie lacrime saranno contraccambiate ed imperlate col suo Ti amo.  Quindi passo a ripetere la mia vita, i miei passi, le mie lezioni, e quando le colpe Mi rinnovano le pene, la crocifissione, la morte, non la soffro mai fuori di questa creatura, ma vado in essa a soffrire le mie pene, la croce, la morte, perché essa non Mi lascerà solo, prenderà parte alle mie pene, resterà crocifissa con Me e Mi darà la sua vita per ricambio della mia morte.

Sicché in chi vive nella mia Volontà trovo il teatro della mia Vita, le scene commoventi della mia infanzia e della mia Passione, trovo i cieli parlanti, i soli che Mi amano, i venti che gemono d'amore per Me;  insomma tutte le cose create tengono da dirmi una parolina, un Ti amo, un attestato di riconoscenza;  ma chi è che Me le rende parlanti?  Chi è che imbocca la voce a tutte le cose?  Chi vive nella mia Volontà.  Essa la trasforma tanto che non vi è amore che non si fa dare né opere che non può ripetere in essa;  perciò [queste anime] si possono chiamare le sue vite viventi e le ripetitrici delle opere del loro Creatore".

 

Dal Vol. 17 - 21 Maggio 1925

Giro nella tua Volontà per tenerle compagnia, ed ammirando tutte le tue opere, o mio Creatore, mi costituisco atto per ogni tuo Atto per darti, ai tuoi Atti grandi, i miei piccoli atti di creatura.

"Figlia mia, vieni a fare il tuo giro nella mia Volontà.  Vedi,  la mia Volontà è una, ma scorre come divisa in tutte le cose create, ma senza dividersi.  Guarda le stelle, l'azzurro cielo, il sole, la luna, le piante, i fiori, i frutti, i campi, la terra, il mare, tutto e tutti:  in ogni cosa c'è un atto della mia Volontà;  e non solo c'è un atto, ma si è rimasta come conservatrice del mio stesso Atto in ogni cosa creata.  La mia Volontà non vuole restare sola nel suo Atto, ma vuole la compagnia del tuo atto, vuole il tuo ricambio;  perciò ti ho messa nella mia Volontà, affinché faccia compagnia agli atti miei;  ed insieme con la mia Volontà tu vorrai ciò che voglio Io:  che le stelle luccichino, che il sole riempia di luce la terra, che le piante fioriscano, che i campi biondeggino, che l'uccello gorgheggi, che il mare mormori, che il pesce guizzi, insomma, vorrai ciò che voglio Io;  la mia Volontà non si sentirà più sola nelle cose create, ma sentirà la compagnia dei tuoi atti;  perciò gira per ogni cosa creata, e costituisciti atto per ogni Atto della mia Volontà.  E' questo il vivere nel mio Volere, non lasciare mai solo il suo Creatore, ammirare tutte le sue opere, e dargli, ai suoi atti grandi, i piccoli atti di creatura".

Io, non so come, mi son trovata in quel vuoto immenso di luce, per trovare tutti quegli Atti usciti dalla Volontà di Dio, per mettervi il mio contraccambio, d'atto di adorazione, di lode, d'amore, e di ringraziamento;  e poi mi son trovata in me stessa.

 

Dal Vol. 17 - 2 Agosto 1925

Voglio far mio il Ti amo Supremo, il Ti amo della Trinità SS., per darle, su ogni cosa, il mio Ti amo non mai interrotto.

Stavo pregando e fondendomi nel Santo Voler Divino;  volevo girare dappertutto, fin nell'empireo per trovare quel ti amo supremo, che non è soggetto a nessuna interruzione:  vorrei farlo mio affinché, anch'io avessi un Ti amo non mai interrotto che potesse far eco al ti amo eterno,  e possedendo in me la sorgente del vero ti amo,  potessi avere un Ti amo  per tutti, per ciascuno, per ogni moto, per ogni atto, per ogni respiro, per ogni palpito e per ogni ti amo dello stesso Gesù.  E mentre mi pareva di giungere nel seno dell'Eterno, facendo mio il Loro ti amo, andavo ripetendo dappertutto e sopra ciascuna cosa una cantilena di Ti amo per il mio Supremo Signore.  Ora, mentre ciò facevo, il mio pensiero ha interrotto il mio Ti amo  dicendomi: "Che fai?  Potresti fare altro;  e poi, che cosa, che gran che è questo Ti amo?"  Ed il mio dolce Gesù muovendosi come in fretta nel mio interno mi ha detto: "Che cosa, che gran che è il Ti amo per Me?  Figlia mia,  il Ti amo è tutto!  Il Ti amo è amore, è venerazione, è stima, è eroismo, è sacrifizio, è fiducia verso a chi è diretto il Ti amo.  Il Ti amo è possedere Colui che racchiude il ti amo.  Ti amo è una parola piccola, ma pesa quanto pesa tutta l'eternità!  Il Ti amo racchiude tutto, coinvolge tutti, si diffonde, si stringe, si eleva in alto, scende fin nel basso, s'imprime ovunque, ma mai si arresta.  Come, figlia mia,  che gran che è il Ti amo?  La sua origine è eterna:  nel Ti amo il Padre Celeste Mi generò,  e nel Ti amo procedette lo Spirito Santo.  Nel Ti amo il Fiat Eterno uscì la Creazione tutta, e nel Ti amo perdonò l'uomo colpevole e lo redense;  sicché, nel Ti amo l'anima trova tutto in Dio, e Dio trova tutto nell'anima;  perciò il valore del Ti amo è infinito, è pieno di vita, di energia, non si stanca mai, supera tutto e trionfa di tutto;  quindi voglio vederlo questo Ti amo per Me sul tuo labbro, nel tuo cuore, nel volo dei tuoi pensieri, nelle gocce del tuo sangue, nelle pene e nelle gioie, nel cibo che prendi, in tutto.  La vita del mio ti amo dev'essere lunga, lunga in te,  ed il mio Fiat che regna in te vi metterà il suggello del Ti amo  divino".

Dopo di ciò, innanzi alla mia mente si è presentato, ad un punto altissimo un Sole, la sua Luce era inaccessibile;  dal centro di Esso uscivano continue fiammelle contenendo ciascuna un Ti amo, e come uscivano si mettevano come in ordine intorno a questa Luce inaccessibile;  però queste fiammelle restavano come legate da un filo di luce da quella Luce inaccessibile che alimentava la vita di quelle fiammelle;  queste fiammelle erano tante che riempivano Cielo e terra.  Mi pareva di vedere il nostro Dio come principio ed origine di tutto, e le fiammelle, la Creazione tutta come parto divino e di puro amore.  Anch'io ero una piccola fiammella, ed il mio dolce Gesù mi spingeva a prendere il mio volo per ogni fiammella, per mettervi il doppio Ti amo.  Io non so come mi son trovata fuori di me stessa, per girare in mezzo a quelle fiammelle ed imprimere il mio:  'Ti amo' su ciascuna di esse, ma erano tante che mi sperdevo;  ma una forza suprema mi faceva riprendere l'ordine ed il giro del mio Ti amo.  Onde, dopo mi son trovata in un vasto giardino, e con mia grande sorpresa ho trovato la mia Regina Mamma, la quale avvicinandosi a me mi ha detto: "Figlia mia, vieni insieme con Me a lavorare in questo giardino:  dobbiamo piantarvi dei fiori e frutti celesti e divini;  è già quasi vuoto, e se qualche pianta c'è, è terrestre e umana, quindi ci conviene strapparla per fare che questo giardino sia del tutto gradito al mio Figlio Gesù.  I semi che dobbiamo piantare sono tutte le mie virtù, le mie opere, le mie pene, che contengono il germe del Fiat Voluntas Tua;  non ci fu cosa che Io feci che non conteneva questo germe della Volontà di Dio: mi sarei contentata di non fare piuttosto nulla, anziché operare, soffrire senza di questo germe.  Tutta la mia gloria, la dignità di Madre, l'altezza di Regina, la supremazia su tutto, mi veniva da questo germe;  la Creazione tutta, tutti gli esseri mi riconoscevano dominante su di loro, perché vedevano in Me regnante la Volontà Suprema.  Perciò tutto ciò che feci Io, e tutto ciò che hai fatto tu con questo germe del Voler Supremo, lo uniremo insieme e pianteremo questo giardino".

 

Dal Vol. 20 - 15 Ottobre 1926

Tanta di felicità si avrà in Cielo per quanta Volontà Divina hanno racchiuso in terra.

Continuando il mio solito giro nella Volontà Suprema dicevo tra me: "Mio Gesù, la tua Volontà abbraccia e racchiude tutto, ed io a nome della prima creatura uscita dalle tue mani creatrici fino all'ultima che sarà creata intendo riparare tutte le opposizioni delle volontà umane fatte alla Tua, e di prendere in me tutti gli atti della tua adorabile Volontà che le creature hanno respinto, per ricambiarli tutti in amore, in adorazione, in modo che non ci sia atto tuo, che non corrisponda un atto mio,  perché trovando in ogni tuo atto il piccolo atto mio, come bilocato nei tuoi, Tu resti soddisfatto e vieni a regnare come in trionfo sulla terra.  Non è forse sopra degli atti umani che il tuo Fiat Eterno vuol trovare l'appoggio dove dominare?  Perciò Ti offro in ogni tuo atto il mio come terreno per farti distendere il tuo Regno".

Ora mentre ciò pensavo e dicevo, il mio sempre amabile Gesù si è mosso nel mio interno e mi ha detto: "Figlia piccola del mio Volere, è giusto, è necessario, è di diritto d'ambo le parti, tanto tuo quanto della mia Volontà, che, chi è figlia sua, essa segua la molteplicità degli atti del mio Volere ed Esso li riceve nei suoi.  Un padre sarebbe infelice, se non si sentisse suo figlio al suo fianco per essere nei suoi atti seguito dal suo figlio;  né il figlio si sentirebbe amato dal padre, se il padre mettendolo da parte, non si facesse seguire da suo figlio.  Perciò, figlia della mia Volontà e neonata in Essa, significa proprio questo:  seguire come figlia fedele tutti gli atti suoi.  Perché tu devi sapere che la mia Volontà uscì in campo d'azione nella Creazione negli atti umani della creatura, ma per agire vuole l'atto della creatura nel Suo, per svolgere il suo operato e poter dire:  'Il mio Regno è in mezzo ai figli miei e proprio nell'intimo degli atti loro';  perché la creatura per quanto prende della mia Volontà Io stendo il mio Regno in essa, e lui stende il suo regno nella mia Volontà;  ma a seconda che Mi fa dominare negli atti suoi, così allarga i suoi confini nel Regno mio,  ed Io do, ed essa prende più gioia, più felicità, più beni, e più gloria.   Perché è stabilito che nella Patria Celeste tanto di gloria, di beatitudine, di felicità, riceveranno per quanto della mia Volontà hanno racchiuso nelle anime loro in terra;  sarà misurata la loro gloria da quella stessa mia Volontà che possederanno le anime loro, né più potranno ricevere, perché la loro capacità e larghezza viene formata da quella stessa Volontà Divina che hanno fatto e posseduta mentre vivevano sulla terra,  ed ancorché la mia liberalità volesse darle di più, le mancherebbe il posto dove contenerle e strariperebbe fuori.  Ora figlia mia,  di tutto ciò che la mia Volontà ha stabilito di dare alle creature, di tutti gli atti suoi finora poco hanno preso, poco hanno conosciuto, perché il suo Regno non solo non è stato conosciuto, ma neppure posseduto,  quindi in Cielo [la mia Volontà] non può dare tutta la sua gloria completa, né tutte le gioie e felicità che possiede, perché si trova in mezzo a figli incapaci e di piccola statura.  E perciò aspetta con tanto amore ed ansia il tempo del Regno suo per avere il suo totale dominio e dare dal suo Fiat tutto ciò che aveva stabilito di dare alle creature, e così formarsi i figli capaci di potergli dare tutti i suoi beni.   E solo questi figli nella Patria Celeste faranno completare la gloria a tutti i Beati, ai figli del Regno del mio Volere, perché hanno racchiuso ciò che Essa voleva, dandole libero campo d'azione e di dominio;  perciò avranno la gloria essenziale, perché ne terranno la capacità e lo spazio dove contenerla;  agli altri, per mezzo di questi avranno la gloria accidentale e tutti godranno insieme la gloria completa e la piena felicità della mia Volontà.  Sicché sarà il pieno trionfo del Cielo e della terra, il Regno del Fiat Supremo".

Ora pensavo tra me:  "Nostro Signore nel Pater Noster c'insegna a pregare:  'Sia fatta la tua Volontà', ora perché dice che vuole che si viva in Essa?" E Gesù sempre benigno, muovendosi nel mio interno mi ha detto: "Figlia mia, Sia fatta la tua Volontà, che Io insegnai a pregare nel  Pater Noster, significa che tutti dovevano pregare che almeno facessero la Volontà di Dio, e questo è di tutti i cristiani e di tutti i tempi, né si può dire cristiano se non si dispone a fare la Volontà del suo Padre Celeste.  Ma tu non hai pensato all'altra postilla che viene immediatamente dopo:  'come in Cielo così in terra'.  Il come in Cielo così in terra, significa vivere nel Voler Divino, significa pregare che venga il Regno della mia Volontà sulla terra per vivere in Esso.  Nel Cielo non solo fanno la mia Volontà, ma vivono in Essa, la posseggono come cosa e regno proprio, e se la facessero e non la possedessero non sarebbe piena la loro felicità, perché la vera felicità incomincia dal fondo dell'anima.  Fare la Volontà di Dio non significa possederla, ma sottoporsi ai suoi comandi.  Invece  vivere in Essa è possesso.  Quindi nel Pater Noster, sta la preghiera, nelle parole sia fatta la Volontà tua, che tutti facciano la Volontà Suprema, e nel come in Cielo così in terra che l'uomo ritorni in quella Volontà, da dove uscì, per riacquistare la sua felicità, i beni perduti ed il possesso del suo Regno".

 

Pro Manuscripto - Stampato in proprio a cura del Gruppo di Preghiera 'Divino Volere e Divino Amore'

 



[1]  tuttavia