16-7-2017  MEDITAZIONI DAL VOLUME-7 di Roberto Lorenzetti

riprendendo dal volume 7, 3/7/1906:”L’anima che vive nella mia Volontà riposa, perché la Volontà Divina fa tutto per lei (e l’anima non deve fare più niente); (e) Io, mentre opero per lei, trovo il più bel riposo (in lei). Così che la Volontà di Dio è riposo dell’anima (in Dio) e riposo di Dio nell’anima; l’anima mentre riposa nella mia Volontà, sta sempre attaccata alla mia bocca (alla mia Provvidenza, alle mie qualità, alle mie Virtù) e succhia in se stessa la vita divina, formandone suo cibo continuo”.

:”La Volontà di Dio è il paradiso dell’anima in terra, e l’anima che fa (propria) la Volontà di Dio viene a formare il paradiso a Dio sulla terra.”

La creatura che vuole vivere nella Divina Volontà,  è come quel pellegrino stanco e sfinito, che finalmente incontra il “Buon Pastore”, il quale prendendolo in braccio, lo porta per la via che deve percorrere. Non fa più neppure un passo da sé, quel pellegrino, il suo è vero riposo fra le braccia di Colui che lo sta portando; ovvio che  durante il viaggio fa tutto ciò che fa Colui che lo sta portando: va dove va Lui, dorme quando dorme Lui, mangia quando mangia Lui, e così di tutto il resto. E il “Buon Pastore” è talmente felice di portare il pellegrino fra le sue braccia, che gode più Lui a portarlo che il pellegrino ad essere portato.  Questo concetto rispecchia un po’ la parabola della “Pecorella smarrita”, che dopo essersi lasciata trovare, riposa sulle spalle bel Buon Pastore andando ovunque Egli voglia andare.

“La Volontà di Dio è la sola chiave che apre i tesori dei segreti divini; l’anima acquista tale dimestichezza nella casa di Dio, da dominare come se fosse padrona (come fosse proprio casa sua)…..(Ripetiamo ancora: La Porta del Regno del “Fiat” è la SS. Umanità di Gesù, non esistono altre porte; e la Chiave che apre questa porta è Luisa per mezzo dei suoi scritti sulla Divina Volontà, non esistono altre chiavi!) Quando l’anima si trova in te (Divina Volontà), sente sperdere tutte le sue miserie ed i suoi mali, ed acquista un essere nuovo con la pienezza di tutti i beni divini”.

Quanto sono vere queste parole di Gesù! Credo che solo una volta che si è entrati nel Regno e poi, per debolezza umana, si è usciti, anche solo per qualche attimo, si prova  la sensazione, anche fisica, che si è tornati a vivere in mezzo a tutti i mali della misera umanità, e si prova il desiderio irresistibile di tornare immediatamente dentro il Regno!

Volume 7, 12/9/1906 Spesso guardandoci allo specchio dell’anima ci facciamo i complimenti per ciò che siamo o che facciamo di buono o di santo: ”Che bravo che sono! Che paziente che sono! Che pace che ho! Che devoto che sono!” ma ancora una volta Gesù ci riporta alla Verità” dicendoci:

“Sono cosa tua la pazienza, la costanza, la pace che possiedi (Nascono da dentro il tuo “io” queste virtù?) Oppure è frutto di chi opera in te? Solo Io (Gesù) possiedo questi doni, e (quindi) dalla costanza, (dalla) pace e (dalla) pazienza (che c’è in te), puoi conoscere (e capire) chi è che opera in te (cioè se sei tu, o se sono Io); perché quando è la natura (umana) o il demonio (che opera), l’anima si sente dominata da continui cambiamenti. Sicchè ora si sente di un umore, ora di un altro (ora triste ora gioiosa); ora tutta paziente, ora tutta infuriata. Insomma, la poverina è sbattuta come una canna da un vento impetuoso. (Ed è normalissimo che sia così, perché) Dove non c’è Dio, non vi può essere né fermezza, né vero bene”.

Mentre quando è la Volontà Divina a Regnare e a Vivere da sovrana nell’anima, tutto è Pace, armonia, semplicità, tranquillità, dolcezza, affabilità, ecc. non esiste la più piccola ombra del turbamento. Se riflettiamo  bene, anche questo brano dovrebbe farci un po’ capire a che punto siamo in questo cammino verso il cuore di Gesù: Il Suo Regno!

Fin dove arriva l’unione con Gesù se si vive nel Divin Volere?

Volume 7, 28/11/1906  Dice Luisa:”Se respiravo, sentivo il suo respiro (il respiro di Gesù) nel mio; se muovevo un braccio, sentivo muovere il suo nel mio, e così di tutto il resto”.

E Gesù:”Figlia mia diletta, vedi in quale stretta unione sto Io con te? Così voglio te, (voglio che sia anche tu con Me) tutta stretta e unita con Me; non credere che devi fare ciò (cioè, di essere unita con Me) soltanto quando soffri o (quando) preghi, (è troppo poco) ma sempre. (Lo devi fare) se ti muovi, se respiri, se lavori, se mangi, se dormi, tutto, devi farlo nella mia Umanità, (da dentro la mia SS. Umanità) come se uscisse da Me il tuo operato. Tu devi essere soltanto la (mia) scorza; rotta la scorza della tua opera, si deve trovare il frutto dell’opera divina…..(Così e solo così) La tua azione acquista il merito della mia Umanità  ...Essendo Io Uomo e Dio, nel mio respiro contenevo i respiri di tutti, così nei  movimenti, nelle azioni, nei pensieri, tutto…. quindi li santificavo, li divinizzavo, li riparavo. (Ora tu) Facendo tutto con l’intenzione di ricevere da Me il tuo operato (ciò che devi vivere), anche tu abbraccerai e conterrai tutte le creature in te, ed il tuo operato si diffonderà per il bene di tutti. Perciò, anche se gli altri non mi daranno niente, Io prenderò tutto da te”. (come se Me l’avessero dato tutti!)

Questa è pura “Follia Divina”: io, tu, chiunque vuole vivere nella Divina Volontà, come Gesù insegna, può dare a Dio tutto ciò che il genere umano intero sarebbe in dovere di darGli! E’ semplicemente meravigliosamente bello!

Se vivremo come Gesù ci sta insegnando, troverà nel nostro vivere la vita di ogni creatura di ieri, di oggi e di sempre, come fossero vissute tutte nella Divina Volontà. Questi sono i miracoli non ad personam, o per cento persone, ma sono i miracoli universali, eterni, che rimarranno per sempre, che toccano tutte le creature del mondo di ogni tempo, di ogni luogo e di ogni condizione.

Volume 7, 5/1/1907 Dice Gesù:

”Alcune anime si fanno scrupolo di tutto e temono che tutto sia peccato e così si arrestano sulla via della santità”. (vengono rallentate se non addirittura fermate nella strada del bene.)

Non scordiamo mai questo particolare, a Gesù non piacciono né gli scrupoli né gli scrupolosi, perché gli scrupoli impediscono all’anima di camminare verso di Lui, mentre la fa camminare verso se stessa, e Lui rimane solo, privato della compagnia. Quindi niente scrupoli, senza tanti

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Volume 7, 9/5/1907 Volete sapere perché i beati del Cielo fanno felice Gesù? E come anche noi possiamo fare altrettanto?

”Figlia mia, i Beati nel Cielo Mi danno tanta gloria, per l’unione perfetta della loro volontà con la Mia (Ecco perché ed ecco come dovremmo fare anche noi!)….C’è tanta armonia tra Me e loro, che il fiato, il respiro, i movimenti, i gaudi e tutto ciò che costituisce la beatitudine loro è effetto del mio Volere”. Questo è il “Come in Cielo” del Padre nostro! Cioè, pendere da Gesù come si pende dal respiro e dal palpito: Un beato in Cielo, non stacca nemmeno per un attimo gli occhi da Gesù, tanta è l’attrazione e la beatitudine che prova alla Sua vista. Proviamo per un attimo a pensare a quanto deve essere meravigliosa questa visione: Cosa abbiamo provato guardando la fidanzata o il fidanzato quando ce ne siete innamorati! Proviamo a pensarlo! Bene! Moltiplichiamolo miliardi e miliardi di volte, e siamo ancora solo all’inizio di ciò che provano i beati davanti a Dio, e di ciò che proveremo noi, bontà sua, quando ci chiamerà con Lui! Per questo in Cielo non ci si stanca mai della visione del Sommo Bene.

“Tuttavia, ti dico che l’anima viatrice, (che è ancora in vita sulla terra) se è unita con il mio Volere e mai se ne discosta, ha la sua vita in Cielo (fin da ora è come se vivesse in Cielo) ed Io ricevo la stessa gloria che ricevo dai beati, anzi ho (provo) più gusto e più compiacimento. Infatti, ciò che fanno i Beati, lo fanno senza sacrificio ed in godimenti (in Cielo è così); (invece) ciò che fanno i viatori (coloro che sono ancora sulla terra), lo fanno con sacrificio ed in patimenti. (E) Dove c’è sacrificio, Io ho più gusto e Mi compiaccio di più. (Qualcuno pensa che si possa fare a meno del “sacrificio” quando si ha a che fare con Dio, ma è un errore madornale: Dio è affascinato dal sacrificio, soprattutto quando è volontario, cioè accolto come volontà anche propria. In un brano Gesù dice: “Il dolore sono Io!” quindi schivare il sacrificio e il dolore è schivare Gesù! Sta a noi decidere cosa fare, Lui ci lascia liberi!) I Beati, vivendo nel mio Volere, e l’anima viatrice, vivendo nella mia Volontà, formano la stessa vita (cioè, la vita delle anime è uguale alla vita dei beati e viceversa)”.

”Figlia mia, la croce è un frutto spinoso, (non ci sono dubbi), che, al di fuori, è molto pungente (e fa male); (ma) tolte le spine e la scorza (che sono il dolore, la nostra volontà e il nostro egoismo), si trova un frutto prezioso e saporito. Soltanto chi ha la pazienza di sopportare le molestie delle punture può giungere a scoprire il segreto della preziosità e del sapore di questo frutto (cioè della croce. Chi non ha questa pazienza, non arriverà mai a scoprire la bellezza e la dolcezza della croce di luce). Soltanto chi è giunto a scoprire questo segreto, guarda la croce con amore e, con avidità, va in cerca di questo frutto, senza preoccuparsi delle punture (cioè del dolore che provoca la croce); tutti gli altri la guardano (guardano la croce) con sdegno e la disprezzano”.

Questa è la realtà del sacrificio e della croce; questo è il motivo per il quale spesso andiamo in crisi trovandoci con la croce sulle spalle.

Anche quando ci si trova di fronte ad una Verità sulla Divina Volontà, se non togliamo la corteccia piena di spine che ne ricopre il significato e il valore, non gusteremo mai il sapore e la dolcezza che porta con sé. E’ il lavoro che Gesù ci chiede di fare per godere e gustare questi frutti del “Fiat Voluntas Tua” la pazienza e la volontà di scoprirli.

Iniziamo questa meditazione con le parole che Gesù ha detto a Luisa il 18/3/1923  nel volume 15, questo per capire chi eravamo all’inizio dei tempi, chi avremmo dovuto essere, chi siamo ora e chi in futuro potremo essere.

Testo originale: “Oltre di ciò, devi sapere che, nel creare l’uomo, la nostra prima Suprema Volontà fu che doveva vivere nel nostro Volere, e dovendo vivere in Esso, [egli] doveva prendere del nostro per vivere a nostre spese, ricontraccambiando la nostra Volontà con tanti atti divini per quanti atti umani faceva nella Nostra; e questo, per arricchirlo di tutti i beni che la nostra Volontà contiene. Ma l’uomo volle vivere nel suo volere, a sue spese, e perciò si esiliò dalla Patria sua e perdette tutti questi beni; onde i miei beni rimasero senza eredi, erano immensi e nessuno li possedeva.

Onde sottentrò la mia Umanità a prendere possesso di tutti questi beni, col vivere in ogni istante in questo Volere Eterno; volle vivere sempre a sue spese, nascere, crescere, patire, operare e morire nell’eterno bacio del Voler Supremo. E come vivevo in Esso, così Mi veniva dato il possesso dei tanti beni disoccupati che l’uomo, ingrato, aveva messo in oblio “

Testo adattato: “Nel creare l’uomo, la prima Volontà suprema di Dio, era che l’uomo fosse vissuto nel loro Divin Volere. Dovendo vivere in questo Eterno Volere, l’uomo, doveva prendere tutto ciò che gli sarebbe stato necessario per vivere, dalla Divina Volontà, quindi avrebbe dovuto vivere solo dalle cose di Dio, questo per vivere a Sue spese, dando a Dio in cambio tanti atti divini propri, per quanti atti umani avesse fatto, lui uomo, vivendo nella Divina Volontà; questo, Dio l’avrebbe fatto solo per arricchirlo di tanti beni che la Sua Volontà conteneva.

Ma l’uomo volle vivere nel suo proprio volere, preferendo vivere a sue proprie spese, e perciò uscì dalla patria sua, che era la Divina Volontà, e perdette tutti questi beni che Dio gli aveva donato. Con l’uscita dell’uomo dalla sua Patria, i beni di Dio rimasero senza eredi, senza chi li ricevesse; erano immensi e nessuno li possedeva, erano come sospesi per aria; a questo punto entrò (in campo, in azione) la SS. Umanità di Gesù per impossessarsene e fare propri tutti questi beni respinti dall’uomo, col vivere ogni istante della Sua Vita in questo Volere Eterno. Volle vivere sempre a sue spese (a spese del Volere Eterno): nascere, crescere, patire, operare e morire nell’eterno bacio del Volere Supremo; e come viveva in Esso,così Gli veniva dato il possesso dei tanti beni senza padrone, perché rifiutati dall’uomo,e che quindi non erano posseduti da nessuno in quanto respinti e non accolti”.    

Ora, adesso, è venuto il tempo, a parere di Dio opportuno, di ridonare all’uomo tutti questi beni che solo Gesù possiede, alla condizione però, che l’uomo voglia di propria volontà e libertà, tornare a vivere nella Patria dalla quale all’inizio della “vita”, era uscito: la Volontà di Dio come vita della propria vita. Questo è lo scopo di questi incontri: imparare come vivere nella Divina Volontà. Ed il primo insegnamento che Gesù ci dona, è basico: si entra nel Regno della Divina Volontà solo attraverso la Sua SS. Umanità, (Non attraverso la nostra buona volontà) e la chiave per aprire la Porta della Sua SS. Umanità, sono gli scritti che Lui ha dato a Luisa. (Senza manipolarli)

Entriamo, allora, in questi scritti:

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Volume 7, 3/1/1907 Ora vediamo come Gesù scopre con facilità gli altari nascosti della nostra vita e mette a nudo la nostra anima:

”Figlia mia, chi molto teme, (chi ha paura di tutto) è segno che molto confida in sé, (nelle proprie forze, nelle proprie capacità, nelle proprie qualità) infatti, non scorgendo in sé che debolezze e miserie, naturalmente e giustamente teme (ha paura di tutto, anche di un raffreddore). Chi non teme nulla, (invece) è segno che confida in Dio. Confidando in Dio, l’anima investita dall’Essere Divino, non opera più, (non è più lei che opera) ma è Dio che opera in essa; allora, cosa può temere  (se è Dio che opera in lei?) La vera fiducia riproduce la Vita Divina nell’anima”. 

Questa è la “Verità” di Gesù!!! Sentito come è bravo a metterci con le spalle al muro? E’ fisiologico avere paura di tutto e di tutti quando si confida in se stessi o nel mondo, perché sia in uno che nell’altro non c’è e non ci può essere certezza; solo confidando nel Divin Volere si trova la serenità e la pace, qui la paura non esiste. Possiamo avere la considerazione che vogliamo di noi stessi, (“Ma io sono un buon cristiano!”, “Ma io credo in Dio!”, “Ma io faccio di tutto per comportarmi bene!”) ciò che conta  è ciò che Gesù vede di noi, perché l’unico giudizio che vale è il Suo!

Volume 7, 5/1/1907:

”Figlia mia, …la vera e soda (tosta, granitica) santità consiste nel ricevere, come specialità di amore divino, tutto ciò che succede o si fa, fosse anche la cosa più indifferente, (la più banale), come trovare un cibo gustoso o disgustoso. (E’) Specialità d’amore nel gusto, pensando che Gesù produce quel gusto nel cibo, poiché ama l’anima fino a darle gusto, anche nelle cose materiali. (Oppure è) Specialità d’amore nel disgusto, (nell’amaro) pensando che Gesù ama l’anima tanto da avere prodotto quel disgusto, per tenerla (renderla tutta) simile a Sé nella mortificazione e per darle, Lui Stesso, una monetina da potere offrire a Lui (Dio). Specialità d’amore Divino dell’anima (se) è umiliata, se è esaltata, se è sana, se è inferma, se è povera o ricca. Specialità di amore il respiro, la vita, la lingua, tutto, tutto. L’anima deve ricevere l’onda dell’amore di Dio e deve dare a Dio l’onda dell’amore suo”. Questo è l’autentico scambio d’amore tra noi e Dio e tra Dio e noi!

Un santo sacerdote, dopo avergli fatto leggere queste righe ha detto: “Ma questa è vita da santi!” e noi aggiungiamo “Questa è Vita da figli legittimi del Padre!”

Volume 7, 10/1/1907 Questo che ora viene è un brano speciale, di importanza basica, che può farci capire molte cose nel rapporto che abbiamo con il nostro Creatore, brano che mette in chiaro punti fondamentali, per non dire vitali del nostro cammino di Fede:

”Figlia mia, è tanto l’interesse delle creature per i loro gusti (per le cose che piacciono a loro) che sono costretto a trattenere i miei doni (che vorrei loro dare); (Perché? Perché) esse (le creature), invece di apprezzare il Donatore, (cioè, Dio che fa loro questi doni) apprezzano i miei doni, idolatrando i miei doni (il denaro, il sole, le spiagge, il cibo, il bere, lo stesso corpo, la salute, ecc) ed offendendo il Donatore;… ….Se non lo trovano (il loro tornaconto), fanno niente (nemmeno un passo); perciò il proprio gusto forma una seconda vita nelle creature (invece di vivere per il loro Dio vivono la vita per se stessi). Misere creature, non sanno che dove c’è il proprio gusto, (il proprio interesse) difficilmente ci può essere il gusto divino, persino nelle cose sante. (E’ da sempre che lo ripetiamo, dove c’è l’umano difficilmente c’è Dio, perché a regnare è il proprio “io”, sempre). Ricevendo i miei doni, le grazie, i favori, la creatura non deve appropriarsene come se fossero cose sue, formando un gusto (e un interesse) proprio (come in realtà facciamo noi), ma deve riceverli come gusti (e interessi) divini, servendosene per amare maggiormente il Signore, pronta a sacrificarli (e ridarli indietro) allo stesso amore”. (se questo amore le chiede di rinunciarvi.)

Dio ci fa i suoi doni perchè li usiamo per la sua gloria e per il bene delle anime, invece noi spesso li usiamo per offenderlo, oppure ce ne appropriamo considerandoli come un nostro diritto, e li usiamo per noi stessi, anche se diciamo che li usiamo per gli altri, ma la verità è che il fine siamo sempre noi.

Volume 7, 20/1/1907 Ancora un altro grande insegnamento di come vivere nella Divina Volontà. Dice Gesù che ogni Verità appresa sulla Divina Volontà, è una creazione in più che ci porteremo nell’altra vita.

:”Io ti voglio (tutta e sempre) nel mio Volere (non un giorno sì ed un  giorno no, non un’ora sì ed un’ora no, ma sempre); fino a quando il granello di frumento non viene sepolto sotto terra e muore del tutto, (non in parte ma del tutto) non può risorgere a vita novella e moltiplicarsi, per dare vita ad altri granelli. Così l’anima, se non si seppellisce nella mia Volontà, (perché solo qui dà morte a sé stessa)  per morire del tutto, disfacendo tutto il suo volere nel Mio, non può risorgere a Vita Divina con tutte le virtù di Cristo, che contengono la vera santità. (Non può! Può chiamarsi “Sua Eminenza”, può chiamarsi “Sua Maestà”, ma se non muore del tutto in Gesù, nella sua Divina Volontà, non potrà mai risorgere alla “Vita Nuova” della Divina Volontà).  Perciò, la mia Volontà sia il suggello (il sepolcro, il sigillo e il marchio) che ti suggella ( ti seppellisca e ti marchia) sia l’interiore che l’esteriore”.(sia l’anima che il corpo).

La Volontà del Padre deve essere il sepolcro della nostra volontà, perché solo morendo in questa Volontà, acquistiamo con certezza la facoltà di risorgere come è risorto Cristo e donare la Sua Vita, la Vita del Fiat, agli altri.

Volume 7, 21/1/9107:

”Figlia mia, ….il vero amore ha questo di proprio (ha questa caratteristica in sé): di rendere contenta la persona amata (perché chi ama rinuncia per amore alla propria volontà per vivere la volontà dell’amata; solo questo è vero amore! Se sapeste quante volte Gesù piega la sua Volontà  alla  volontà della creatura che vuole vivere in Lui nel suo “Fiat”! Non dico tante, ma tantissime! E perché? Perché le vuole felici, e Lui sa che per essere felici hanno bisogno anche di questo; ma deve essere sempre Lui a decidere se, come e quando!); chi sempre Mi ama, non potrà mai dispiacermi, (è impossibile) perché l’amore assorbe tutta la persona; al più saranno piccole cose, per le quali l’anima stessa non avverte di dispiacermi….”

Se l’anima che vuole vivere nel “Fiat” manca in qualche cosa, lo fa senza accorgersene, senza volontarietà. Non è davvero possibile amare qualcuno e dargli anche solo un piccolo dispiacere, non sarebbe amore, per lo meno l’amore di cui parla Gesù!

Molti, moltissimi temono di donarsi a Gesù perché temono che chieda loro chissà quali sacrifici o privazioni; mentre Gesù per l’anima che vuole vivere nella Divina Volontà ha un solo desiderio: renderla felice; sarà l’anima a decidere, poi, come ricambiare questo amore di Gesù, lei da sola lo deciderà, perché Gesù non vorrà imporle nulla: a Gesù piacciono le cose spontanee non forzate!

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Volume 7, 18/10/1906:

In questo brano sono in pochi a riconoscersi, perché tutti siamo portati, normalmente, a “metterci in mostra”, ed è difficilissimo rinunciare a sé stessi, nascondersi  e scomparire.  Ma l’insegnamento di Gesù è proprio questo: “scomparire”:

”Figlia mia, le opere che più mi piacciono sono le opere nascoste, (le opere che non si vedono), perché scevre (sono prive, vuote) di ogni spirito umano, (infatti, dove non c’è l’interesse dell’apparire non c’è protagonismo); contengono tanta preziosità in se stesse (queste azioni), che Io le tengo come le cose più prelibate dentro il mio Cuore, (le tengo come le cose che mi piacciono di più); tanto che, confrontate mille opere esterne e pubbliche (che contengono una volontà umana che le anima) con un’opera interna e nascosta (dove non c’è una volontà umana che agisce), le mille opere esterne restano al di sotto (restano indietro, valgono meno) anche ad una sola opera interna, perché nelle opere esterne (nelle opere che si vedono) lo spirito umano (la volontà umana) prende sempre la sua parte”. (vuole metterci sempre del suo, mentre nell’opera interna, no, mai!)

Non è difficile cogliere l’insegnamento del Signore su queste righe: dobbiamo essere quel chicco di grano che caduto a terra e sotterrato, morendo del tutto dà nuova vita; ciò che non fa il chicco di grano che rimane in superficie bene in vista. Quindi, viviamo nel nascondimento della Volontà Divina, nascondiamo ogni nostra azione dentro il “Fiat” di Dio, dove a vedere sono solo i beati del Cielo, e il Padre nostro Celeste, e Lui ci ricompenserà!

Volume 7, 6/11/1906 Continua l’insegnamento di Gesù:

”Voglio che tu sia tutto amore e nient’altro (non l’amore inflazionato che dà e insegna il mondo, ma l’amore che viene da Dio). Questa è la mia mira, (il mio desiderio e il mio disegno su di te), perciò ti vado spesso parlando della perfetta rassegnazione; vivendo del mio Volere, (tutta rassegnata e abbandonata nel mio Volere) l’anima acquista l’amore più eroico, giunge ad amarmi con il mio stesso amore e diventa tutto amore; diventando tutto amore, l’anima sta in continuo contatto con Me. Perciò, ella sta con Me e sta in Me, per Me fa tutto ciò che voglio, non si muove, non desidera che il mio Volere, dove c’è racchiuso tutto l’amore dell’Eterno e dove essa resta racchiusa. (Nel Divin Volere che ci viene incontro come vita in ogni momento, c’è tutto l’amore di Dio per la sua creatura)

Vivendo in questo modo, (nel Divin Volere) l’anima giunge quasi a perdere la fede e la speranza, perché, giungendo a vivere del Volere Divino, l’anima non si sente più a contatto della fede e della speranza. (Perché) Se vive del mio Volere, che cosa deve credere, se ha trovato ciò che cercava  e ne ha fatto suo cibo? Che cosa deve sperare, se già possiede (ciò che cercava perchè l’ha trovato?), vivendo non fuori da Dio, ma in Dio?….Hai capito? Pensaci bene!”

Quando non si vive nel Volere Divino, Dio è necessario cercarLo, perché non si sa bene dove sia; Dio è invisibile e non possedendoLo è necessario trovarLo; mentre chi vive nella Divina Volontà, possedendo Dio, non ha necessità di cercarLo, e dal momento che Lo ha trovato non è nemmeno necessario sperare di averlo perché già Lo possiede. Semplice no?

Volume 7, 9/11/1906 Ci viene spesso insegnato come fare le “Ore della Passione di N.S.Gesù Cristo e ogni uno dice la sua, più o meno giusta, più o meno buona, più o meno bella, ma credo che l’unico insegnamento da seguire alla lettera, il più bello e il più efficace sia quello che Gesù ci dà in questo pezzetto di brano:

”Figlia mia, Mi è tanto gradito chi rumina (pensa e ripensa nel suo cuore e nella sua mente) sempre la mia Passione, (e) ne sente dispiacere e Mi compatisce, (come se la vivesse nella sua pelle, come fosse sua), Mi è tanto gradito perché Mi sento rinfrancato da tutto ciò che soffrii nel corso della mia Passione…..(Perché? Perché)

Nel corso della mia Passione  (i carnefici) Mi diedero funi e catene per legarmi, (mentre) l’anima (che vive nella Divina Volontà) Mi scioglie e Mi dà la libertà (di viverla in lei). Quelli (i giudei nella mia Passione) Mi disprezzarono, Mi sputarono e disonorarono, (mentre) ella (l’anima) Mi apprezza, Mi pulisce da quelli sputi e Mi onora. Quelli Mi spogliarono e Mi flagellarono, ella Mi risana e Mi veste. Quelli Mi coronarono di spine trattandomi da re di burla, Mi amareggiarono la bocca di fiele e Mi crocifissero, ella, (l’anima) ruminando (ripensando continuamente a)  tutte le mie pene, Mi corona di gloria, Mi onora per suo Re, Mi riempie la bocca di dolcezza, dandomi il cibo più squisito quale è la memoria delle mie stesse opere, e, schiodandomi dalla croce, Mi fa risorgere nel suo cuore. Io le do per ricompensa, ogni qualvolta ella fa ciò, una nuova vita di grazia; perciò ella è il mio cibo ed Io Mi faccio suo cibo continuo”. (Io mi faccio Vita sua e lei diventa vita mia!)

Da qui mi sembra traspari chiaro che più che metterci seduti a leggere un brano del libro dell’“Orologio della Passione”, Gesù ci chieda che il brano che leggiamo, lo ruminiamo nella mente e nel cuore, quasi lo stessimo vivendo ora insieme con Lui dentro di Lui. Ci chiede di vivere, ora, nell’anima nostra ciò che Lui ha vissuto 2000 anni fa nella sua Passione, come lo stessimo vivendo di nuovo insieme, ora. Se lo faremo, dice che ad ogni parola che leggeremo, ci darà un’anima salvata e un bacio! Che ne dite? Le salviamo queste anime e lo vogliamo questo bacio? Sì o no? Ecco dove troviamo, per tutto il tempo dell’anno, le indulgenza per i famigliari, gli amici e per tutti.

Volume 7, 3/12/1906:

”…Tutto deve essere in te dolcezza e pace, in modo da potersi dire di te ciò che si dice di Me: (cioè) che (in te) non scorre altro che miele e latte, figurato il miele nella dolcezza, il latte nella pace….Se tu (che dici di voler vivere nella Divina Volontà) non sei così, Io Mi sento disonorato da te; (perché) mentre abita in te Colui che è tutto pace e dolcezza, tu non Mi onori, se mostri anche la minima ombra di un animo risentito ed inquieto. (E’ chiaro???)

Io amo tanto questa dolcezza e questa pace, che, anche se si tratta del mio amore e della mia gloria, (e della mia difesa) non voglio, non approvo mai i modi risentiti, violenti, focosi, ma voglio i modi dolci, pacifici. Soltanto la dolcezza  è quella che, come catena, incatena i cuori, (tanto) che non si possono sciogliere, è come pece che si attacca ai cuori, (tanto) che non si possono liberare…..Poi se non piace a Me il modo risentito (e focoso),  non piacerà neppure alle creature. Uno che parla, che tratta le cose di Dio, con modo non dolce e non pacifico, è segno che non ha le sue passioni ordinate: E Chi non ha sé stesso ordinato, non può ordinare gli altri”.

Meditiamole bene queste due righe, e mettiamole in pratica, lo meritano veramente!

Volume 7, 15/12/1906:

”Figlia mia, dato che la Volontà Divina è il solo cibo sostanzioso, che contiene tutti i sapori ed i gusti adatti all’anima, l’anima trova (in esso) il suo cibo prelibato e si acquieta (e trova la pace). Il desiderio trova il suo cibo e pascola lentamente (e pacificamente), senza desiderare altro (perché l’oggetto del desiderio l’ha già trovato); l’inclinazione (le passioni) non ha più attrazioni, perché ha trovato il cibo che la soddisfa; la volontà propria (umana) non ha più alcunché da volere, perché ha lasciato la volontà propria, che formava il suo tormento, ed ha trovato la Volontà Divina, che forma la sua felicità; l’anima ha lasciato la povertà (della natura umana) ed ha trovato la ricchezza, non umana ma Divina”. (Insomma, l’anima che vive nella Divina Volontà, ha lasciato il suo niente ed ha trovato il Tutto di Dio.)

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Volume 7, 2/10/1906:

Questa che leggeremo ora, è una delle pagine che dovrebbero inchiodarci a leggerle e a meditarle 100, 1000 volte e poi ricominciare da capo. Pensate: Quale ammirazione e stima abbiamo nel vedere un dottore bravissimo che medica le ferite di un fratello tutto lacero? Bene Gesù ci vuole laureare in “Medicina Celeste” per poter fare di noi il suo medico, il suo medico personale; in che modo, chiederete?! Così:

”Dille (a…. nome e cognome) che quando si sente come bersagliata da persecuzioni, da punture, da sofferenze, (da croci, da dolori, da umiliazioni) pensi che Io le sono vicino (tutto lacero delle piaghe della flagellazione e della Passione,) e che ciò che ella soffre può usarlo per rimarginare (per guarire) e per medicare le mie piaghe; allora (se farà come Io le insegno) le sue sofferenze serviranno ora per medicarmi il costato, ora la testa, ed ora le mani ed i piedi troppo addolorati, inaspriti dalle gravi offese che Mi fanno le creature”.

Queste che abbiamo letto, non sono storielle da salotto, nè fantasie da vecchiette bigotte, questa che ci ha detto Gesù, è la realtà più vera ed autentica che può esiste fra noi, creature, e Dio; è la “Laurea” con la “L” maiuscola con la quale Gesù ci vuole onorare!

Proviamo a guardare con gli occhi dell’amore a Gesù: bastonato, graffiato e percosso, davanti ad Anna e a Caifa, pensiamo a come è ridotto alla flagellazione, alla coronazione di spine, dopo avere portata la Croce al Calvario, proviamo a guardare a Gesù inchiodato sulla Croce ed in fine trapassato da una lancia!  Bene! Queste sono le ferite e le piaghe che, con le nostre piccole sofferenze, e le sofferenze dei fratelli che possiamo fare nostre, possiamo realmente medicare e guarire! Certamente non le vede il mondo, queste medicazioni, ma le vede ben il Cielo che resta estasiato, e le vede bene anche l’inferno che, invece, resta torturato, ma soprattutto, ciò che ci deve rendere  felici, è che queste medicazioni veramente Gesù le sente nel suo SS. Corpo. Questa non è utopia, questa è realtà!!!!!

“ Questo è un onore grande che le faccio (all’anima), dandole Io steso la medicina per medicare le mie piaghe (cioè le croci, le umiliazioni, le sofferenze, le contrarietà, i dolori, ecc) ed, insieme, (a queste medicine)… (le do anche) il merito della carità di avermi medicato.” (Di avere medicato Dio!)

Dobbiamo imparare a vivere questa pagina!? Credo che dovremo non solo studiarla ma impararla a memoria! Sì o no?

Pensiamo a quanto preziosi diventiamo agli occhi di Dio Padre, della Mamma SS., dello Spirito Santo e dell’intera Corte celesta! Pensiamo solo a questo! Noi che medichiamo e saniamo Gesù!!!!!!

Volume 7, 3/10/1906:

”…Come lo Spirito di Dio, poiché semplicissimo, si diffonde dappertutto senza sforzo o fatica, anzi naturalmente, così l’anima, che possiede la virtù della semplicità, diffonde la grazia in altri, senza neppure avvertirlo”. (cioè, senza accorgersene.)

Gesù sta dicendo che chi vive con semplicità nella Divina Volontà, senza rendersene conto, contagia con la Grazia di Dio che porta in sé, chi le sta vicino, anche senza parlare, senza fare niente di particolare, e senza fatica. Dio è Spirito Purissimo e semplicissimo, ed è per questo che con facilità tocca tutti, dà vita a tutti, benefica tutti; non ha bisogno di sforzarsi per raggiungere i cuori e toccarli con il suo Amore. Noi, purtroppo, stentiamo a crederci  perchè viviamo opposti al Volere di Dio, arriviamo per fino a rovesciare il suo pensiero; per questo facciamo fatica a comprenderLo. Non ci crediamo? Proviamo a vedere: Dio crea, noi distruggiamo; Dio ama, noi odiamo; Dio dà la vita, noi uccidiamo; Dio è Spirito, noi viviamo come se fossimo solo materia; Dio è buono, noi siamo cattivi; Dio è Santo, noi siamo corrotti e corruttibili; Dio è tutto, noi siamo niente. Ecco la differenza fra l’operare di Dio ed il nostro operare! Ecco perché vivendo nella Divina Volontà tocchiamo e contagiamo, come fa Dio, chi ci vive vicino!

Volume 7, 8/10/1906:

”Figlia mia, la croce (le difficoltà, la sofferenza, il dolore, la malattia, la contrarietà, l’umiliazione) sta alla creatura come la briglia al cavallo… Tale è la croce per l’uomo; la croce (come la briglia per il cavallo) lo doma, lo frena, lo arresta nella corsa di precipitarsi nelle vie delle passioni, che sente in sé, che come fuoco lo divorano; Quindi, invece di inferocirsi (di prendersela tanto) con Dio e fare danno a sé stesso, la croce smorza le passioni (nell’uomo), lo rende mansueto, lo guida, (per la giusta via e) serve alla gloria di Dio e alla salvezza sua. Se non fosse per la croce, che la Divina Provvidenza, per sua Misericordia, (non come castigo) tiene come briglia per frenare l’uomo, in quanti altri mali (per la propria anima) si vedrebbe giacere la povera umanità”.

Mi sembra sia abbastanza chiaro il pensiero del Signore, che ancora una volta si rivela opposto al nostro pensiero: La croce è un dono della Misericordia di Dio, della sua Provvidenza, mentre noi la prendiamo e la interpretiamo, quasi sempre, come un castigo, come una punizione. Dobbiamo imparare a ragionare come pensa e ragiona Gesù, allora non avremo mai sorprese e ci troveremo sempre bene, anche nelle tempeste più forti. Il mondo è solo inganno ed illusione, Gesù è la “Verità” e la realtà della vita. Inoltre, non da ultimo, senza della croce non ci può essere salvezza per la creatura, non dobbiamo farci false illusioni. Quindi”beata croce!” Ripeto, non cerchiamola ma accogliamola!

Volume 7, 13/10/1906:

 ”Figlia mia, per conoscere se un’anima è spogliata di tutto (e poter passare così per la porta stretta del Regno della Divina Volontà), basta vedere se ella, in presenza di desideri (personali anche) santi o anche indifferenti, è pronta a sacrificarli (questi desideri personali) al Volere Divino (in ciò che le propone in quel momento come vita) con santa pace (senza stizzirsi e senza infastidirsi); se è così, ciò significa che è spogliata della sua volontà; se invece si turba, si inquieta, significa che trattiene qualche cosa” (che non si è liberata del tutto della propria volontà). Facciamo molta attenzione, e capiremo quanto ci siamo spogliati del nostro “io” oppure quanto ci rimane da fare!

Volume 7, 14/10/1906:

”La stima propria (quella che il mondo chiama autostima) avvelena la grazia in te e negli altri….(è un veleno sottile ma che uccide, e pensare che il mondo la predica come medicina).  E’ necessario vuotarsi di tutto (l’umano, di tutto, persino delle cose sante) per potersi riempire del “Tutto”, che è Dio (non è possibile mettere Dio in noi se prima non ci siamo spogliati di noi stessi); tenendo in te il “Tutto”, darai il Tutto a tutti coloro che verranno da te.”  

E’ possedendo il Tutto, che è Gesù, che Lo si può dare anche agli altri; se non Lo possediamo nemmeno Lo possiamo dare! Questa è la necessità dello spogliamento completo!!! Non chiacchierare,  Gesù chiede la pratica della vita, non parole e per lo più vuote!!!

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Volume 7, 14/9/1906:

”Nessuno Me la tocchi (nessuno tocchi e offendi la creatura che Mi ama e Mi apartiene), perché toccando chi Mi ama, Mi sento più offeso che se toccassero Me direttamente; vi farò vedere (Io) come so prendere difesa di chi tutto a Me si dona  e della sua innocenza”… (Se non ci fidassimo delle sue parole, Gesù ce lo dimostrerà con i fatti, con la sua potenza e con il suo amore come difenderà questa sua figlia.) Figlia mia, il posto delle anime amanti (di queste anime che vogliono vivere davvero nel mio Volere) è nel mio Cuore.” (Non è in Cielo, non è in Paradiso, ma è dentro il Suo Cuore di Dio! E chi ha il potere o anche solo il coraggio di mettere mano nel cuore di Gesù? Solo il Padre e lo Spirito Santo!) Ecco perché tutto ciò che ci viene in contro come “vita” è Volontà del Padre!

Ecco dove si trova, dove vive, dove viene custodito chi Gli ha dato il proprio “sì” volontario e definitivo: dentro il suo Cuore di Dio.

“Nessuno tocchi chi Mi ama!” dice Gesù: “ Mi sento più offeso, più schiaffeggiato che non se lo facessero a Me stesso!” E’ la più bella dichiarazione d’amore che Gesù possa fare all’anima che Gli si dona nella sua Volontà; ma non si ferma lì Gesù: “Vi farò vedere Io come so difendere quest’anima!”, quasi lanciasse la santa sfida a chi volesse molestare anche minimamente questa sua figlia. Sapete qual è la sfida? Sapete come difende quest’anima Gesù? Chiudendola dentro il Suo Cuore! Lì nessuno, nessuna forza e nessuna potenza può anche solo qualcosa; quella è la cassaforte di Dio, è la fortezza inespugnabile di Dio, dove “la ruggine, il tarlo, i ladri e i briganti” nulla possono per molestare quest’anima: Gesù Stesso si fa custode di quest’anima nel Suo Cuore. Quanta sicurezza e pace in questo Cuore!

Volume 7/16/9/1906:

”Figlia mia, la vera, nuda e semplice verità (cioè quella che Gesù ci ha dato e solo quella) è la calamita (la forza) più attraente (più potente) per attirare i cuori e disporli ad affrontare qualunque sacrificio, per amore della verità”… (cioè per amore di Gesù, perché la “Verità” è Lui, Gesù)”

Chi decide di vivere in Gesù, non è che si sacrifica in virtù di un ideale, non è che versa il suo sangue per fedeltà al proprio Dio, non è che come figlio dà la vita perché è sottomesso al Padre, sì, anche questo, ma il motivo primo, la causa di questa attrazione irresistibile, come la chiama Gesù, è l’amore alla “Verità”, l’amore per chi si è fatto Carne, prima per salvare l’umanità decaduta e poi per riportarla agli splendori e alla santità delle sue origini, quando fra Dio e l’anima non esisteva nessuna divisione, nessuna inimicizia e nessuna rottura.

“Figlia mia, in questi tempi tristi, quanto è difficile trovare chi manifesti questa nuda verità, (nella sua originalità divina, nella sua genuinità divina) anche nel clero, tra i religiosi ed i devoti. (Cioè, in coloro che dovrebbero essere gli altoparlanti e i garanti di questa “Verità” autentica di Dio. Invece) Nel loro parlare ed operare, cova sempre (ci mettono sempre) dentro qualche cosa di umano (di proprio), di interesse (personale) o di altro. Allora, la verità viene manifestata (viene annunciata non pura e genuina come Io l’ho data, ma viene annunciata) come coperta o velata e la persona che la riceve non viene toccata dalla nuda verità, ma dall’interesse o da altro fine umano (di chi la sta annunciando), in cui è stata avvolta la verità (perché la “Verità” è stata manipolata e mescolata con dell’altro) e, così, la persona non riceve la grazia e gli influssi contenuti nella verità”.

Quanto è difficile trovare chi parli della “Verità” che Gesù è venuto a portare sulla terra, senza mescolarla con qualcosa di proprio, con dell’interesse personale, (o per guadagno, o per aumentare la propria stima, o per la gratificazione di essere più degli altri, o per la soddisfazione di avere dei seguaci, o chissà per quali altri motivi). Ma che qualcuno annunci questa “Verità” solo per la gloria di Dio, solo perché la “Verità” trionfi nei cuori dei fratelli pura e genuina come Gesù l’ha data, e solo per il bene delle anime, sono pochi, davvero pochi quelli che lo fanno. Dentro al parlare, della stragrande maggioranza di loro, purtroppo, c’è sempre qualche cosa di personale, e così la “Verità” non viene data alle anime pura e cristallina come Gesù ce l’ha data. Per questo molte anime non vengono toccate dalla “Verità” e non si innamorano della “Verità”, o prendono paura della “Verità”, perché quella che viene data loro non è la “Verità” di Gesù ma è la verità di tizio, di caio o di sempronio.

Facciamo molta attenzione anche noi quando parliamo della Parola di Dio, a non mescolarla con le nostre miserie e le nostre nullità!

Volume 7, 18/9/1906:

”Figlia mia, la pace (quella vera) è luce all’anima, luce al prossimo e luce a Dio. Perciò un’anima in pace è sempre luce ed, essendo luce, sta sempre unita alla luce eterna, dove attinge sempre nuova luce, per potere dare luce agli altri. Se vuoi sempre nuova luce, stai in pace”.

In un altro passo, Gesù dice che la pace è l’unica virtù divina, quindi l’unica che viene direttamente da Dio, nella quale di umano non c’è e non ci può essere proprio niente; da qui l’importanza di questa  pace nell’anima; non la pace che viene confusa con il sorriso che si ha sulle labbra, ma la pace del cuore, quella che ti fa dire: “Per me pensa a tutto il mio Gesù! E’ Lui che ha preso in mano la mia vita ed è Lui che me la custodisce!”

L’anima che possiede questa Pace, perché Dio gliel’ha data e lei l’ha fatta sua, vive nella Luce e della Luce: l’anima che vive nella Pace di Dio, possiede la Luce di Dio, quindi l’anima che vive nella Pace è Luce per sé e per il mondo. Questa pace, però, l’anima la può trovare e possedere solo dopo che ha dato la propria volontà libera a Gesù, prendendo in sé la Sua Volontà Divina come vita; fuori di qui non può esistere questa Pace, ma solo un altro tipo di pace.

Volume 7, 23/9/1906:

”Figlia mia, l’operare per Cristo ed in Cristo fa scomparire del tutto l’opera umana, perché operando in Cristo, Lui, essendo fuoco, consuma l’opera umana nel fuoco e la fa risorgere in opere divine”.

Quando si opera e si vive veramente per Cristo Signore, “l’io” umano scompare nello stesso Cristo, dove Gesù stesso, come fuoco divino, brucia e distrugge tutto ciò che c’è di umano in “quell’io”, trasformando tutto in divino: brucia il rispetto umano, brucia l’orgoglio umano, brucia le passioni umane, brucia l’interesse umano, brucia il protagonismo umano, brucia l’amore umano, brucia il desiderio umano, brucia in una parola la volontà umana, per dare vita nell’anima alla Sua Volontà Divina.

“ Perciò, opera insieme con Me, come se stessimo insieme, facendo la stessa cosa; (cioè) se soffri, (soffri) come se stessi soffrendo insieme con Me, se preghi (prega come se stessi pregando in Me), se lavori (lavora come se stessi lavorando in Me), in tutto, (vivilo) in Me ed insieme con Me, e così perderai in tutta (te stessa) le opere umane e le ritroverai divine.”

Questo è l’insegnamento di Gesù: non fare niente da te sola = se soffri, se godi, se lavori, se riposi, se preghi, se canti, se parli, se guardi, se sorridi, se piangi, se cammini, se mangi, se bevi, se celebri, insomma tutto ciò che fai fallo come se Gesù ti dicesse: “Figlio, figlia mia, quello che devi fare e vivere, voglio farlo e viverlo insieme con te in te; vuoi che lo facciamo insieme? Anzi, invece di farlo tu, se lo vuoi, lo farò Io per te, e a te darò il merito come se l’avessi fatto tu!”

E’ o non è un dono immenso questo che ci sta proponendo  Gesù? Altro che “liberazione”! Altro che “carismi”qui si va molto, molto oltre! Sapete cosa significa questo? Significa che il giorno del giudizio Gesù non potrà e non vorrà giudicarci, perché se lo facesse giudicherebbe se stesso, in quanto la nostra vita l’ha vissuta Lui in noi! E credo che pochissimi hanno potuto godere di questo Grazia di non passare dal Purgatorio: solo Maria SS. e Luisa e pochissimi, pochissimi altri, di certo, fra questi, i veri figli del Divin Volere! Vogliamo essere fra questi “esentati”? Spero proprio di sì! Perché “tremendo” sarà quel giorno per la maggior parte delle creature! Ma non è abbastanza, continua Gesù:

“Quante ricchezze immense potrebbero acquistare le creature e non ne approfittano”. Ricchezze che sono le sofferenze e le croci!

Pensiamo alle case di cura, agli ospedali, alle prigioni, ai luoghi di persecuzione, alle catastrofi, alle croci nelle famiglie, ecc. sono tutte ricchezze che nella Divina Volontà possiamo fare nostre, invece di lasciarle andare perdute,  per rifarle con la SS. Umanità di Gesù e di Maria SS., e così rifatte portarle in dono alla SS. Trinità a nome nostro e di ogni altra creatura, di oggi e di sempre, per la gloria di Dio e a bene di ogni creatura.  Le grazie che così acquisteremo, per noi e per l’umanità, solo il Cielo le può conoscere, ed ammirato dice: “Chi ne è la causa? Ah! E’ la creatura che vive nella Divina Volontà sulla terra! Gloria a Dio nell’alto dei Cieli”.

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Volume 7, 3/7/1906 Questa che ci fa ora Gesù è una vera rivelazione per chi Lo cerca con pazienza e con tenacia:

La Volontà di Dio è il paradiso dell’anima in terra, e l’anima che fa (sua) la Volontà di Dio viene a formare il paradiso a Dio sulla terra.

Ciò che non possono le anime che non fanno propria la Volontà Divina.

Queste parole dovrebbero farci capire in quale stato Grazia, di purezza, di pace, di luce, di bellezza, di dolcezza  vive l’anima che fa propria la Volontà di Dio, per poter essere il paradiso di Dio in terra: Dio è Dio e merita solo ciò che è divino; ma come può, allora, l’uomo  operare da divino se in sè porta il marchio del peccato? Come può diventare il paradiso di Dio, se è sporco e precario com’è? Gesù lo insegna senza tanti stratagemmi, Dio è la semplicità per eccellenza: Prendendo in sé come vita propria l’Umanità SS. di Gesù unita alla sua Divinità, solo in questo modo l’uomo lo può fare, non ne esistono altri. E se alle anime beate, che hanno vissuto con la propria volontà fin che stavano sulla terra,  ha dato il Paradiso come meta e premio, cosa darà Gesù a queste anime che avranno vissuto la loro vita all’interno della sua SS. Umanità e Divinità? In un brano dice che se le metterà di fronte, davanti a Lui, per saettarsi a vicenda con frecce d’Amore, e in un altro brano dice che come queste anime hanno vissute sempre nascoste dentro la sua SS. Umanità fin che stavano sulla terra, anche in Cielo è giusto, della sua Giustizia, che continuino a vivere dentro di Lui: non davanti a Lui ma dentro di Lui!.

La Volontà di Dio è la sola chiave che apre i tesori dei segreti divini e permette all’anima di acquistare tale dimestichezza nella casa di Dio, da dominare (e comandare) come se fosse padrona”.

La Volontà di Dio come vita della creatura: libera, libera e libera di operare come vuole senza interferenze di volontà umana: questa è la chiave che apre il Cuore di Dio e permette all’anima di prendere liberamente le grazie che ci sono dentro. “Chiedete e vi sarà dato; bussate e vi sarà aperto” ha detto Gesù; non ha detto “Forse vi sarà dato, o forse vi sarà aperto”, ma vi sarà dato certamente e vi sarà di certo aperto; credo che si riferisse proprio a questo Gesù nel Vangelo. La Volontà di Dio come vita dell’uomo, questo è sempre stato il desiderio fisso di Dio, nel Paradiso terrestre prima, quando lo ha creato,  e alla sua venuta sulla terra, poi, quando è venuto a redimerlo.

Volume 7, 12/7/1906 Gesù ci fa una piccola confidenza: Quando abbiamo qualche pena, qualche ferita, nel corpo o nell’anima, non pensiamo di essere soli a soffrire:

:”Figlia mia, tutto ciò che alla creatura provoca sofferenze e ferite, da una parte ferisce la creatura e dall’altra parte tocca Dio, (e) Dio, sentendosi toccato, (da queste sofferenze e da queste ferite) dà sempre, ad ogni tocco che sente, qualche cosa di divino alla creatura”.

Pensate, quando qualcosa ci affligge, o nel corpo o nell’anima, noi sentiamo il dolore fisico o morale per ciò che ci fa soffrire, ma allo stesso tempo viene toccato anche Dio, e a questi tocchi che Dio sente, dona alla creatura qualcosa di Suo, di Personale, di Divino: prima di tutto dona la capacità di vivere quella determinata situazione, e quello che è di più, dà a quella sofferenza,  a quella ferita lo stesso merito delle sue ferite e delle sue sofferenze; poi dona il suo Amore di Papà, la sua Pace, la sua Gioia, la consolazione propria di Dio.

Che Gesù con Maria SS. sigillino queste loro Verità nei nostri cuori e ci benedicano! FIAT!!!

Il contenuto di queste meditazioni presuppone un minimo di confidenza con gli scritti di Luisa, in particolar modo i suoi Volumi; confidenza sia in senso di dimestichezza o conoscenza,  sia in senso di atteggiamento di accoglienza o fiducia. Altrimenti il nostro discorrere risulta inutile e persino dannoso. Il lettore tenga in conto che in queste pagine, essendo nate inizialmente come meditazioni, alcuni concetti e anche brani citati possono essere a volte ripetuti o a volte adattati alla lingua corrente.

Le presenti riflessioni sono esclusivamente private e comunque l’autore non vuole precedere il giudizio ultimo della Santa Chiesa Cattolica, che egli fin da adesso accoglie come proprio. L’unica sua intenzione è facilitare la conoscenza di Luisa Piccarreta e del suo straordinario messaggio.

Prima di iniziare il secondo ciclo di meditazioni sugli scritti di Luisa Piccarreta e sul messaggio che Gesù ha voluto darci attraverso queste pagine, vorrei condividere con voi una riflessione di un regista televisivo proprio su questo argomento, lo riporto come scritto sul giornale nel gennaio del 2007, senza aggiungere nessun commento:

“Anni fa, pensando all’Eucaristia, feci una domanda a Gesù nel mio cuore: “Tu ci hai fatto questo bellissimo dono lasciandoci Te Steso nell’Eucaristia, affinché non ci sentissimo soli e ci aiutasse ad andare avanti nella vita; ma Tu, quando eri sulla terra 2000 anni fa, non avevi l’Eucaristia, come facevi?

Ricordai, allora, una frase che Gesù dice nel Vangelo: “Il mio Cibo è compiere la Volontà del Padre!”… Allora mi sono chiesto: Se per l’’Eucaristia abbiamo costruito le più belle cattedrali del mondo, abbiamo un rispetto ed una adorazione come per nessun’altra cosa al mondo, ed è il Cibo che Gesù ha preparato per noi, ma allora per il Cibo che il Padre ha preparato per Gesù, che considerazione, (che rispetto e che adorazione) dovremmo avere? La Volontà di Dio?!

Lascio ad ogni uno la propria risposta!

Veniamo, ora, alla meditazione: Gesù  insegna che la “Volontà di Dio” come vita della creatura, è un dono, e perciò quando la si è ricevuta come dono, la si possiede come Cosa veramente propria, che ti appartiene, che è veramente tua.  

Nel nostro quotidiano ordinario, però, c’è sempre la possibilità che qualcuno, un dono, te lo possa rubare, lo possa distruggere, oppure che chi te l’ha fatto lo rivoglia indietro; questo succede fra di noi piccoli mortali; ma se a farti questo dono è Dio, Lui, il dono dato, non lo ritirerà mai più:”è dato per sempre” questo è il modo di comportarsi di Dio, e soprattutto nessuno te lo potrà rubare, né sottrarre, nessuno, nemmeno Lui: è e rimarrà tuo! Tuo per sempre! Perché quando Dio fa un dono, non lo ritira più! E sapete qual è questo “Dono” che Gesù-Dio ci vuole fare, è il possesso di Se Stesso-Dio nella sua totalità, nel senso più pieno della parola, certo per quanto a creatura è possibile contenere; questo è il“Dono” che Dio fa all’anima che desidera e vuole vivere abbandonata alla Divina Volontà. Logico, quindi, pensare che quest’anima, possedendo Dio, possiede tutto e possedendo tutto non ha bisogno più di niente, mi sembra fin troppo evidente questo. 

Invece per chi “fa la Volontà di Dio”, perché vuole vivere con e della propria volontà umana, non possiede il “Dono”, quindi deve stare alle disposizioni, alle dipendenze, ai comandi di chi è “Padrone” del “Dono”, e, dal momento che non lo possiede, deve chiedere sempre tutto, anche la più piccola cosa che le è necessaria.  C’è una bella differenza, no?

Un piccolo esempio pratico che può fare comprendere l’immensa differenza che passa fra possedere il “Dono” e non possederlo, è questo: A due fratelli viene donata una macchinetta fabbrica soldi; ad uno vengono rivelate tutte le funzioni, i segreti e i pregi che contiene per produrre moneta, quindi può fabbricare quante banconote vuole, per se stessa e per gli altri, senza limiti; all’altra creatura, invece, non vengono rivelati i segreti, le funzioni e i pregi che questa macchinetta possiede, se non qualche piccola notizia e per di più incompleta; quindi, questo figlio, non può mettere a frutto la “macchinetta” fabbrica soldi e per poter avere qualche moneta è costretto ad andare dal padrone della macchinetta  e chiedere, chiedere in continuazione, sempre che il Padrone gliene voglia dare.

Quanto non sarà più grande la ricchezza del fratello che ha avuto come dono i segreti di questa macchinetta meravigliosa, rispetto al fratello che non li ha avuti? Sarà semplicemente immensa!

Bene! Ora, solo con una attenta ed assidua lettura degli scritti di Luisa possiamo comprendere questa differenza che c’è fra chi possiede il “Dono” e chi non lo possiede, ed è proprio qui in questi scritti che scopriremo ed impareremo i segreti, i pregi e le funzioni di questa meravigliosa macchinetta, che a vederla, sembra una cosa da niente, e invece è la meraviglia delle meraviglie, non c’è cosa che la eguali, sia in Cielo che in terra. Dice Gesù in un brano, che la differenza che c’è fra chi possiede le conoscenza della “macchinetta” e chi non le possiede è la stessa che c’è tra il re ed il suddito, tra il padrone e lo schiavo, tra il figlio e il servo.

Perché vi ho detto questo? Per spronarvi e persuadervi a prendere in mano sempre di più, questi “tesori” autentici che sono i volumi di Luisa, dove ogni parola è un segreto in più, di come fare funzionare questa macchinetta, e ogni parola è un soffio dell’alito di Dio che dà la Vita al corpo e all’anima, e non la malattia o la morte, come molti temono, ma la vita.  Ascoltiamo, allora, le Parole di Gesù e lasciamoci conquistare da esse.

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Volume 7, 29/4/1906:

”Soltanto l’anima vuota, in quanto vuota di tutto (di qualità, di affetti, di progetti, di ambizioni, di desideri, di carismi, di sensazioni, di obiettivi), comprende le cose secondo la verità, cioè comprende la preziosità del patire, il vero bene della virtù, la sola necessità dell’eterno…(e che tutto il resto non vale niente)

Ancora una volta Gesù ci fa presente la necessità di svuotarci del nostro “io” se vogliamo capire cosa ci sta chiedendo per vivere nella Divina Volontà. Anche la più piccola ombra del nostro protagonismo può oscurare la luce che Dio ci vuole donare; è tremendo il nostro “io” e liberarcene non è tanto facile; solo mettendolo nelle sue mani ci possiamo riuscire, solo mettendolo nelle sue mani!. Fintanto che continua a vivere dentro di noi questo nostro “io”, Gesù rimane alle porte della nostra vita, ed aspetta, aspetta che ci decidiamo a darGli il posto che merita!

In questo pezzettino di brano appena letto, Gesù dice tre cose molto importanti: 1) quanto è prezioso il patire, e noi se possiamo lo schiviamo tutto e sempre; 2) dove sta il vero bene della virtù, che è vivere la virtù come se la vivesse Lui in noi, mentre noi difficilmente vogliamo cedere il posto di protagonista a Lui; e 3) l’unica vera necessità che abbiamo, l’unica vera meta, l’unico traguardo: dovrebbe essere l’Eternità in Lui, Dio! Se metteremo in pratica questi tre insegnamenti saremo, senza dubbio, promossi alla “laurea” dei  santi del Divin Volere, esaminati non da una commissione di teologi, ma dalla stessa SS. Trinità.

Volume 7, 6/5/1906:

”Figlia mia, il pane quotidiano è cibo e vita del corpo; non c’è particella del corpo che non riceva vita da questo pane, così Dio è cibo e vita dell’anima; non ci deve essere particella che non prenda vita e cibo da Dio: gli affetti, le inclinazioni, l’amore, (dobbiamo) farle prendere cibo in Dio, in modo che nessun altro cibo (l’anima) gusti al di fuori di Dio….”

Per camminare su questa strada del Fiat vissuto, per salire su questa seggiovia di Dio, tutto deve avere vita in Lui, tutto deve essere visto in Lui, tutto deve essere filtrato da Lui. “Ma mi vergogno davanti ai miei amici, a mio marito, ai miei colleghi di lavoro, ecc”, evidentemente non sei adatto a questa vita tutta di Cielo; sono gli altri che si devono vergognare davanti a te, che devono abbassare la testa e adorare la Volontà Divina che vive in te; non scordartelo mai questo! Prova pensare: se il tuo corpo si vergognasse di prendere le sostanze per vivere dal cibo che mangi, morirebbe in poco tempo; bene, identica cosa succede all’anima se non prende il suo nutrimento da Dio, muore in pochissimo tempo. Solo in Dio possiamo trovare il “Cibo” per vivere per l’eternità. “Mio Cibo è fare la Volontà di Colui che Mi ha mandato” (Gv. 4, 34) ha detto Gesù, e identica cosa dobbiamo dire noi: Il nostro “Cibo” deve essere la Volontà di Colui che ci ha creati!

Volume 7, 15/5/1906:

”L’anima è come una spugna: se reprime (se spreme) sé stessa, si impregna di Dio (come una spugna spremuta si impregna di acqua) e, impregnandosi di Dio, sente la vita di Dio in sé stessa e, quindi, (sente) l’amore per le virtù e per le tendenze sante, si sente espugnata (conquistata) e trasformata in Dio (perché è Dio che scorre in lei). Se non reprime sé stessa, resta impregnata di sé stessa e, quindi, sente tutti gli effetti di ciò che contiene la corrotta natura, cioè tutti i vizi escono a fare capolino: la superbia, l’invidia, la disubbidienza, l’impurità, ecc.”

Mi sembra che sia chiarissimo Gesù: Per spremere bene una spugna è necessario farle violenza, schiacciarla quanto più è possibile; solo allora si impregna tutta di ciò che la si vuole riempire. Così è dell’anima: per riempirla di Dio deve essere schiacciata, spremuta, strizzata fino a ridurla a niente, solo così la si può riempire tutta di Dio. E’ sempre il solito ritornello: ci dobbiamo liberare del nostro protagonismo, del nostro voler essere qualcuno o qualcuna, del voler noi  fare, apparire, guidare; allora Dio può  entrare in noi per operare le sue meraviglie, solo allora, non prima. Questo esempio della spugna che ci propone Gesù è molto bello ed efficace, perché è semplice e facile da capire e soprattutto non dà possibilità ad interpretazioni ambigue: La “Verità con Gesù è sempre “Una” soltanto, la Sua.

Sentiamo quanto è bello ciò che ci vuole dire ora Gesù, cioè cosa dovremmo essere noi figli del “Fiat”, volume 7, 15/6/1906 :

”Le creature non sono altro che scintille uscite dal grande fuoco: (che è) Dio…Perciò, diletta mia, amami e fa che anche il tuo respiro sia un continuo atto di amore per Me, per fare sì che questa scintilla possa formare un piccolo incendio, per dare sfogo all’amore del tuo Creatore”.

Cosa fa una scintilla in un bosco sulla montagna? Lo accende fino a bruciarlo tutto! Bene! Questo dobbiamo essere noi per amore di Gesù e di Maria SS., dobbiamo essere scintille che bruciano tutto ciò che non è Volontà Adorabile di Dio, scintille d’amore che contagiano nello spirito e nel corpo tutto ciò che incontrano, scintille che distruggono tutto ciò che trovano di volontà umana per dare spazio all’amore di Dio, e fare nascere nell’anima una nuova vegetazione celeste: dobbiamo essere i piromani di Dio! Chi ci vive accanto deve rimanere ustionato nello spirito dal fuoco che arde in noi!  Questo è essere dei piccoli Gesù per grazia! Questo è ciò che Gesù si aspetta da ogni figlio della luce. Questa è vera testimonianza!

Volume 7, 3/7/1906:

”Figlia mia, l’anima che vive (volontariamente) nella mia Volontà riposa, perché la Volontà Divina fa tutto per lei, (quindi l’anima non deve fare più niente per lasciare fare tutto a Dio e riposarsi in ciò che Dio fa e opera per lei) ed Io, mentre opero per lei, vi trovo (in quest’anima) il più bel riposo (proprio come mi sono riposato al termine della creazione); perciò, la Volontà di Dio è riposo dell’anima e (allo stesso tempo) riposo di Dio nell’anima. (Questo è il riposo del quale parlava Gesù nel Vangelo, quando agli apostoli diceva: “Le rondini hanno il loro nido e le volpi le loro tane, mentre il Figlio dell’uomo non ha dove posare il capo!” E’ proprio questo abbandono volontario e fiducioso della creatura in Lui, Gesù, che Lo fa riposare nell’anima) E l’anima, mentre riposa nella mia Volontà, sta sempre attaccata alla mia bocca (alla mia Provvidenza, al mio Amore per lei) e succhia in sé (direttamente dalla mia bocca e dal mio Cuore) la Vita Divina, facendone suo cibo continuo. (In pratica E’ una Eucaristia, una Comunione continua che l’anima fa, vivendo nella Divina Volontà abbandonata nel suo Dio; solo questo è il cibo che nutre questa creatura: corpo ed anima, carne e spirito: la Volontà di Dio come vita della propria vita.)

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Da questo punto passiamo dalle strade del VI° volume degli scritti di Luisa, alle strade del VII° volume. 12/2/1906 Che bello è l’insegnamento che ci vuol dare ora il Figlio di Dio, il Divin Maestro:

”Figlia mia, tutte le virtù delle creature fabbricano un muro di (una) determinata altezza (e consistenza, attorno alla creatura, contro le passioni e le forze del male) ma il muro dell’anima che vive nella Volontà di Dio, è un muro tanto alto e profondo, che non si può definire  (non si può descrivere né tanto meno capire) né la profondità né l’altezza, è (un muro) tutto d’oro puro e massiccio e non è soggetto a nessun malanno… (niente e nessuno può qualcosa contro questo muro, è letteralmente inattaccabile). Dio stesso lo custodisce, e contro Dio non c’è potenza che valga”. Ecco la nostra vera protezione!     

Dio è Dio e niente e nessuno può anche solo qualcosa contro Lui. Questo è il muro che viene eretto attorno all’anima che vive nel Divin Volere, mentre il muro di chi vive della propria volontà, è formato dalle proprie virtù, che conosciamo il valore che hanno: cioè, valore e potenza umane!

”L’anima mentre vive nel Divin Volere, viene investita di una luce tutta simile a Colui in cui vive (cioè, della luce stessa di Dio). Anche in Cielo (quest’anima) risplenderà più degli altri (santi ed abitatori celesti), e sarà per gli stessi santi occasione di maggior gloria.”

Questa è davvero una novità: l’anima che vive nella Divina Volontà è causa di nuova gloria e nuova felicità anche per i santi e i beati del Cielo. Allora, per chi non vive nella Divina Volontà, sono i santi a dare loro conforto e aiuto, mentre per le anime che vivono nel Divin Volere i santi e i beati del Cielo possono ricevere attraverso e a causa di queste creature nuova gloria, nuovo amore e nuova luce. Veramente se non lo dicesse Gesù non sarebbe da crederci. Questo è il trionfo del Regno di Dio nell’uomo!

Pensa un poco che ambiente di pace e di beni contiene la sola parola “Volontà di Dio”! Al solo pensiero di vivere in questo ambiente, l’anima già si sente cambiata”.

Ed è verissimo! Certo non per meriti propri, naturalmente, ma per grazia di Dio. Veramente viene sperimentata nella propria pelle questa sensazione palpabile.

Un’aria divina la investe (la copre); sente sperdere la propria umanità (e) si sente divinizzata (non santificata ma divinizzata). Da impaziente diventa paziente, da superba (diventa) umile, docile, caritatevole, ubbidiente; da povera diventa ricca. Tutte le virtù sorgono a fare corona intorno a quest’anima che vive nella Volontà di Dio. Così l’anima resta sperduta in Dio, perdendo i confini propri (cioè la percezione della propria umanità degradata e corrotta) ed acquistano quelli della Volontà Divina”(dove tutto è divino, tutto è vita, tutto è sacro della sacralità di Dio).

Non esistono parole nel vocabolario della lingua terrena che possano descrivere l’autenticità di queste verità: davvero la creatura sente perdere i propri confini per prendere i confini di Dio! Questo è l’inizio del miracolo che Gesù vuole compiere in ogni creatura che prende la decisione ferma di dargli la propria volontà per accogliere in sé la Sua.

Ma cosa ci guadagna Dio in una operazione di questo tipo, ci si può chiedere? Umanamente parlando: niente, invece per il suo disegno di Dio: Ogni creatura è un Regno! Ecco cosa ci guadagna! Un Regno!

Altra “Verità” stupenda che Gesù ci dona, che mette letteralmente le ali a chi vuole volare verso il Suo Cuore, è che i santi del Cielo non sono più in grado di dare nuova gloria e nuovo amore a Dio, perché ciò che hanno dato hanno dato, mentre la creatura che vive nella Divina Volontà ancora sulla terra, non solo può aggiungere ogni giorno nuova gloria e nuovo amore a Dio, ma lo può fare, oltre che per sé stessa, anche per ogni creatura che esiste e che esisterà sulla faccia della terra, ma ciò che è più sorprendente, è che questa creatura viatrice ancora sulla terra, può dare nuova gloria e nuovo amore a Dio anche per gli stessi santi del Cielo. Ecco, anche da questo possiamo capire la grandezza e la caratura del Dono che Gesù vuole fare all’umanità, che vuole fare a te, se lo vuoi!; purtroppo, dice, saranno pochi quelli che lo godranno questo Dono; perché rinunciare alla propria volontà non è facile.

E sapete perchè saranno pochi? Per il peccato di superbia! “Il proprio io!” Eccone la causa: volume 7, 23/2/1906, facciamo molta attenzione ora a ciò che Gesù ci vuole insegnare, perché potremo imparare davvero qualcosa di veramente “nuovo” su questo argomento molto delicato:

:”…Cos’è (in concreto) il peccato se non ritirarsi dalla Volontà di Dio, da tutto ciò che è buono e santo e che Dio ci ha dato, credersi di per se stessi qualche cosa (o qualcuno) ed offendere (così) il proprio Creatore? (Proprio ciò che hanno fatto Adamo ed Eva e che si ripete, purtroppo ancora oggi.) Ed Io, per riparare questa audacia e spezzare questo idolo proprio che la creatura fa di se stessa, (vivendo con la propria volontà umana) volli sperdere (privarmi) del tutto (del)la mia Volontà e vivere della Volontà del Padre, a costo di grande sacrificio”.

Quando un’anima vive con la propria volontà umana, sopra l’altare della propria vita non c’è Dio, ma il suo proprio “io”! Mentre Gesù è nato per Volontà del Padre; ha vissuto ogni istante della sua vita per Volontà del Padre e nella Volontà del Padre; è stato crocifisso per Volontà del Padre e nella Volontà del Padre; è risorto ed asceso al Cielo per Volontà del Padre e nella Volontà del Padre: Gesù non ha mai scelto un solo atto della sua vita terrena di sua propria Volontà, ma sempre ed in tutto ha vissuto nella Volontà del Padre. Questo per riparare all’operato dei nostri progenitori e nostro, e ricucire così, la volontà umana alla Volontà Divina, cosa che mai nessuno avrebbe potuto fare al posto suo, lasciando, poi, l’uomo libero di seguirlo oppure no in questo suo insegnamento.

Ricordo un piccolo aneddoto accaduto qualche anno fa: Una signora, moglie di una personalità politica, ad una piccolissima prevaricazione di un’altra donna, ha risposto con la foga nella voce: “Lei non sa chi sono io!” Ecco questo, purtroppo, è il guaio dell’uomo: Credersi di per sé stessi qualcosa o qualcuno mentre, in realtà, siamo meno di  niente, e in questa autostima della quale l’uomo si nutre, forma di se stesso un piccolo idolo dimenticando che “Uno” solo è “Dio”.

Volume 7, 28/2/1906:

”Figlia mia, l’onore più grande che la creatura può dare a Dio, come Creatore, è il dipendere in tutto dalla sua Volontà Divina…

Qui ti voglio! Non esiste gloria più grande, onore più completo e adorazione più profonda e perfetta a Dio Padre, Dio Figlio e Dio Spirito Santo di dipendere in tutto e sempre dalla sua Volontà, dal suo Divin Volere; quando una creatura ha messo, volontariamente, tutta la sua vita, anima e corpo, nelle mani della Volontà di Dio, ha fatto la cosa più grande che creatura umana Gli possa fare e Lui, Dio, ricevere. A che serve all’uomo fare tanti sacrifici, tante preghiere, tante genuflessioni ed adorazioni, tanta elemosina, se poi non compie e non vive ciò che Dio dispone per lui  come vita??!! “Ma io non lo sento! Non so cosa voglia da me!” può dire qualcuno; ma Dio ti parla con la vita che ti mette davanti in ogni momento, gli rispondo; se apri le orecchie del tuo cuore Lo senti di certo, perché è in continuo parlare al tuo cuore; sei tu con il tuo egocentrismo, con il tuo egoismo che non lo senti, perche senti solo la tua voce, ma Lui ti parla sempre! Impara a zittire il tuo “io” e stai certo sentirai subito la sua voce, non nelle orecchie ma nel cuore.