21-5-2017 -FINE- MEDITAZIONE  DAL IV° VOLUME di Roberto Lorenzetto

Volume 4, 5/1/1903: ”Figlia mia, l’uomo non l’ho fatto per la terra, ma per il Cielo, e la sua mente, il suo cuore e tutto ciò che il suo interno contiene, dovevano esistere in Cielo”. 

“Tu ci hai fatti per te” dice un canto del Rinnovamento: Sì, Noi siamo nati per vivere in Cielo! Questa è la risposta a migliaia di domande che ci facciamo dei “perché” sull’uomo. Spesso, per non dare risposte scomode, preferiamo tacere o dare risposte approssimate, che non contengono tutta la “Verità”, anzi non la contengono per niente; ma Gesù non si pone di questi problemi, la sua risposta è sempre la realtà nuda e vera della sua Volontà.

L’uomo continua a chiedersi: perché tanta sofferenza? Perché quello è morto così giovane? Perché tante catastrofi? Perché tanti bambini uccisi? Perché tante malattie? Perché tanta fame e tanti disagi? La risposta è solo una: Perché Dio ha fatto l’uomo non per la terra ma per il Cielo, e dopo il peccato, tutta questa “precarietà umana”, questa debolezza e fragilità, si è resa indispensabile per riportarlo al fine per il quale era stato creato. Siamo nati per il Cielo! Solo per questo siamo venuti a questo mondo; non importa se per un giorno o per cento anni, ciò che conta è che siamo stati creati per il Cielo! Non dobbiamo dimenticare che il vero patire e il vero gioire non è qui, ora sulla terra, 30,50,100 anni, ma dopo, quando saremo nell’Eternità!      

   Volume 24, 22/2/1903:”Il peccato è un veleno che avvelena tutta l’anima e la rende tanto deforme (fatta male, deformata) da farle scomparire in se stessa la mia immagine, ed (e per contro) il dolore (di avere commesso il peccato) distrugge questo veleno e restituisce la mia immagine…” Sono poche parole ma fanno capire chiaramente come il peccato distrugga l’anima, la rende irriconoscibile agli occhi di Dio, e allo stesso tempo fanno capire come il dolore per il pentimento, le ridona quell’immagine che il peccato le aveva tolto. Il Sacramento della Riconciliazione, della Confessione, che dono potentissimo ci ha lasciato Gesù! Cosa abbiamo fatto noi per meritarlo; niente! Solo il Suo Amore lo ha costretto a lasciarcelo. Approfittiamone, allora! E soprattutto approfittiamone nel modo corretto! E qual è il modo corretto, il modo che piace a Gesù? Lo troviamo sempre nel brano “I gemiti dello Spirito Santo nei Sacramenti” V. 18, 5/11/1925: “la CONFESSIONE”:

Ma non ti fermare, vola ancora e sentirai i gemiti angosciosi dello Spirito Santo nel sacramento della penitenza.  (Questo è il Sacramento della Misericordia di Dio!)

Quanta ingratitudine! Quanti abusi e profanazioni da parte di chi lo amministra e da parte di chi lo riceve!” Spesso viene ridotto ad una chiacchierata, ad una formula più o meno bella; ma della presenza reale di Gesù non se ne rende conto quasi nessuno; tante volte nemmeno il sacerdote. “In questo sacramento, il mio Sangue si mette in atto sopra il peccatore pentito, per scendere nell’anima sua, per lavarlo, per abbellirlo, per sanarlo e fortificarlo, per restituirgli la grazia perduta, per mettergli nelle mani le chiavi del Cielo, che il peccato gli aveva strappato, per suggellare sulla sua fronte il bacio pacifico del perdono.”

Questo sarebbe lo scopo che Gesù ha dato al sacramento della Confessione o Penitenza, ma la maggior parte dei cristiani si confessa, quando va bene, per mettere in pace la voce della propria coscienza, ma non certo per vivere tutte le Grazie che ci vengono donate in questo Santo Sacramento. “Ma, ahi! Quanti gemiti strazianti nel vedere avvicinare le anime a questo sacramento della penitenza, senza dolore, per abitudine, quasi per uno sfogo del cuore umano. Altri, orribile a dirsi, invece di andare a trovare la vita dell’anima, della grazia, vanno a trovare la morte, a sfogare le loro passioni. Sicché il sacramento si riduce ad una burla, ad una buona chiacchierata, ed il mio Sangue invece di scendere in loro come lavacro, scende come fuoco che li rende  ancora più sterili.”

Se Gesù vede bene nei cuori, e come se vede bene!, sono più le volte che viene profanato il Sacramento della Confessione, che santificato. Non ci rendiamo conto che il protagonista principale in questo dono di Dio, non sono le “sante parole” che possiamo dire, non sono le emozioni che possiamo provare, ( anche buone se volete), non è il sacerdote che ci confessa (anche se fosse un santo); il vero protagonista di questo Sacramento è il Sangue di Gesù, quello stesso Sangue versato nel Getzemani, nella Flagellazione, nel viaggio al Calvario, nella Croce, quello stesso Sangue che è uscito dal suo Cuore squarciato dalla lancia: ci rendiamo conto da cosa siamo lavati nel confessionale? lavati, purificati e risanati? 

“Sicché in ogni confessione il nostro amore piange inconsolabilmente, e singhiozzando ripete: “Ingratitudine umana, quanto sei grande! Dovunque cerchi di offendermi, e mentre ti offro la vita, tu ricambi in morte la stessa vita che ti offro“. Vedi dunque come i nostri gemiti aspettano il tuo ricambio d’amore nel sacramento della penitenza!” …

Questo è un grande compito che Gesù ci dà: nella Divina Volontà, rifare le confessioni di tutti, come se tutti si fossero accostati a questo Santo Sacramento con la giusta disposizione e coscienza. Questo è un compito grandissimo!

ATTENZIONE:

Ora proviamo, per un attimo, a cercare di comprendere cosa succede quando diamo la nostra volontà a Gesù e prendiamo la Sua Divina Volontà in noi come vita:  Nella nostra storia di 20, 40, 90 anni di vita, ci siamo costruiti, giorno dopo giorno, attorno a noi, un habitat, “come una casa fatta su misura”, dove dentro a questa casa abbiamo disposto tutto in un preciso modo di vivere: i nostri ideali, i nostri gusti, le nostre tendenze, le nostre abitudini, il nostro modo di parlare, di mangiare, di lavorare, di pregare, di lodare Dio, di ringraziare, di amare, di benedire, il nostro relazionarci con il  prossimo, l’amarlo, il conviverci, ecc. tutto.

Bene, cosa accade quando ad un certo punto della nostra vita incontriamo Gesù che con la sua Divina Volontà chiede che Lo accogliamo a vivere in noi?  Succede che, essendo Lui Dio, e quindi vedendo e sapendo le cose meglio di noi, entrando nelle nostre vite vede la confusione, il disordine e la sporcizia che la nostra volontà umana ci ha procurato, e impietosendosi, solo per il grande amore che ci porta, ci chiede di modificare le nostre abitudini e la disposizione delle cose che sono da sempre in questa nostra casa che ci siamo con tanta fatica costruiti: cioè quello a cui davamo più importanza ci chiede di metterlo dietro, quello che mettevamo a destra ci chiede di metterlo a sinistra, quello che facevamo in piedi ora ci chiede di farlo da seduti, quello che facevamo a mezzogiorno ci chiede di farlo all’una, quello che facevamo in ginocchio di farlo in piedi, e così di tutto ciò che prima di incontrarlo eravamo e facevamo.

Ma perché ci chiede di cambiare ordine a quasi tutto? Se tutto ciò che abbiamo fatto nella nostra vita l’abbiamo fatto con le intenzioni più sincere, più buone e più serie, perché dobbiamo cambiarle tutte? Perché tutto ciò che abbiamo costruito in noi nella nostra vita, è stato partorito dalla nostra volontà umana libera, e purtroppo questa nostra volontà in noi, fin dall’origine della vita, è deformata e malata e ha bisogno di essere aggiustata e guarita. Prima non lo sapevamo, ora lo sappiamo!

Ecco perché dobbiamo accogliere Gesù nella nostra vita e lasciarlo, poi, libero di modificare tutto ciò che trova in noi, secondo i suoi disegni, i suoi desideri, e i suoi progetti, i suoi gusti; perché solo i suoi sono progetti, disegni e desideri giusti, buoni e santi; i nostri, purtroppo, sono figli del nostro padre Adamo, e solo Gesù, nella sua Divina Volontà, Nuovo Adamo, può aggiustare e guarire questi nostri malanni.

Ecco perché quando si incontra la Divina Volontà ci si sente sconvolti, frastornati, spaesati: è normalissimo. Pensate solo a questo: se una persona estranea entrasse in casa vostra e vi chiedesse di stravolgere letteralmente ogni stanza, come ci stareste? Stessa e identica cosa è quando Gesù con la sua Divina Volontà entra in noi: è una autentica rivoluzione che porta nella nostra vita, sia nelle cose dell’anima che del corpo; ma se è Lui, Gesù, che ce lo chiede, a Lui tutto è consesso e permesso: Fiat Gesù, ora e sempre.

FIAT!!!

***************************************************

Volume 4, 1/11/1902: “La vera serietà (di vivere) si trova nella religione, e la vera religione consiste nel guardare il prossimo in Dio e Dio nel prossimo”.

Perché, badate bene, tutto il resto, che lo si voglia o meno, è solo imbroglio, inganno e amor proprio. In modo specialissimo questo insegnamento dobbiamo leggerlo nel Sacramento del Matrimonio. Solo quando Dio nel suo Figlio Gesù opera nelle nostre vite per mezzo dello Spirito Santo, per realizzare in noi quel progetto di puro amore che aveva pensato e stabilito fin dall’eternità, (perché questo è “il desiderio” di Dio) solo allora c’è vero culto dell’uomo per Dio e l’amore di Dio può vivere nell’uomo. Abbiamo detto che questo insegnamento dobbiamo leggerlo in modo particolare nel Sacramento del Matrimonio, andiamo a scoprire perché: Dal brano “I Gemiti dello Spirito Santo nei Sacramenti” volume 18, 5/11/1921: “Il Matrimonio”: (Ora) presta l’orecchio del tuo cuore ed ascolta i nostri profondi gemiti nel sacramento del matrimonio. (Gesù piange continuamente in questo Sacramento). Quanti disordini in esso! Fu elevato da me, il matrimonio, come sacramento, per mettervi in esso un vincolo (un legame) sacro, il simbolo della Trinità Sacrosanta, l’amore Divino che Essa racchiude; sicché l’amore che doveva regnare nel padre, madre e figli, la concordia, la pace, doveva simboleggiare la Famiglia Celeste”. Altroché convivenze, coppie di fatto, unioni omosessuali! Questo è cambiare l’ordine che Dio ha stabilito fin dalla creazione dell’uomo, e che Gesù ha confermato nel Vangelo! Nessuno ha l’autorità e la facoltà di cambiare la Parola di Dio. Nessuno! “Ma sì, si vogliono bene! Stanno tanto bene insieme! Diamo loro una seconda chance”, “Ma vuoi che il Signore, tanto buono, se la prenda per questo?”  Attenzione a chi dice così! Questo è il vangelo di satana.

“Onde dovevo avere sulla terra tante altre famiglie simili alla famiglia del Creatore, destinate a popolare la terra, come altrettanti angeli terrestri, da ricondurre a popolare le regioni celesti. Ma, ahi! Quanti gemiti nel vedere formare nel matrimonio famiglie di peccato che simboleggiano l’inferno, con la discordia, col disamore, con l’odio, che popolano la terra come tanti angeli ribelli, che serviranno a popolare l’inferno!  “Attenzione” 

Lo Spirito Santo geme con gemiti strazianti in ogni matrimonio, nel vedere formare sulla terra tanti covi infernali; perciò sia il tuo ricambio d’amore in ogni matrimonio, (vivendo il tuo come ti sto insegnando Io e) in ogni creatura che viene alla luce; così il tuo gemito amoroso renderà meno dolenti i nostri gemiti continui

Come in ogni altra circostanza, anche e soprattutto nel matrimonio dobbiamo vedere il volto di Dio in chi ci vive accanto, cioè nel nostro prossimo più vicino, (moglie, marito, figli) e amare la croce come Gesù ci insegna ad amarla. Dobbiamo volere accettare di essere crocifissi con tanti chiodi di luce, inchiodati su quella Croce gloriosa che è la Divina Volontà, dove Gesù stesso è stato crocifisso dal Padre.  Se non accettiamo questa crocifissione nella Croce di luce, rimaniamo con la croce di legno nelle nostre mani, che è la croce più bassa, e che con facilità si infanga con la non rassegnazione e il non amore verso di Essa; ma con questo non saremo certamente esonerati dal doverla portare, con o senza amore, con o senza rassegnazione, con o senza volontarietà la dovremo portare comunque. Perché il matrimonio è “croce”, o di legno o di luce! E perché ci sono due volontà che devono convivere, se non si dispongono in sintonia una con l’altra, si mettono di traverso e danno origine  alla croce di legno. Questo perché ci sono due volontà che vogliono sì convivere, ma vogliono convivere tutte e due da protagoniste.

Un giorno una signora ha chiesto “Se mio marito vuole fare una cosa e io  voglio fare diversamente, cosa devo fare?“

Questa è la risposta: Se in ciò che vuole il marito non c’è ombra di peccato, tu devi fare come dice tuo marito, perché dentro tuo marito c’è il tuo Sposo Gesù; allora se fai come ti dice lui, tuo marito, tu stai seguendo in lui il tuo Sposo Gesù che tu dici di amare. Non è così?! Allora amalo! Ama davvero Gesù nella persona di tuo marito; ama Gesù nel tuo sposo, e fa ciò che ti chiede di fare, per il tuo Gesù che è in tuo marito,  e non come se lo facessi per l’uomo che è in tuo marito; e avrai il merito del bene di avere seguito Gesù, con l’ubbidienza, la mitezza, l’umiltà, la gioia, la rassegnazione volontaria a questa situazione che ti viene chiesto di vivere. Dice Maria SS. nel Regno del “Fiat”, 17° giorno: “…Tutti gli stati di vita sono santi, anche il matrimonio, purchè dentro vi sia la Divina Volontà ed il sacrificio esatto dei propri doveri; ma la maggior parte sono indolenti e pigri e non solo non si fanno santi, ma formano del loro stato di coniuge chi un purgatorio e chi un inferno”.

Non è certo semplice e facile seguire sempre i voleri del marito o della moglie, ma fintantoché non c’è cosa cattiva e peccaminosa di mezzo, tutto il resto è Volontà Adorabile di Dio, quindi, per amore, la si deve vivere.

   Dice S. Paolo Ef.5,22-29:  Le donne siano soggette ai loro mariti come al Signore, perché il marito è capo della donna, come Cristo è capo della Chiesa, del cui corpo Egli è il Salvatore. Come la Chiesa è soggetta a Cristo, così le donne siano soggette in tutto ai loro mariti” (Sottomesse alla “Verità” che è nei loro mariti, non ai capricci.)

E’ in questo modo che Gesù trasforma la sua Chiesa in Sposa degna di Lui: con la perfetta rassegnazione e sottomissione alla “Verità!”. Ma il marito ha delle responsabilità e dei doveri almeno pari se non superiori a quelli della moglie.

E voi mariti, amate le vostre mogli, come Cristo amò la Chiesa e sacrificò Se Stesso per Lei, per santificarla, purificandola col lavacro dell’acqua unito alla parola, poiché Egli volle presentarla a Se Stesso tutta risplendente, senza macchia, né ruga, né altro di simile, ma Santa e Immacolata.

Così i mariti devono amare le loro mogli, come i loro propri corpi; chi ama la propria moglie ama se stesso.”

Il marito deve amare la propria moglie, come Gesù ha amato la sua Chiesa, cioè fino a dare la vita per vederla felice e gloriosa; e la vita del marito, è la sua propria volontà, le sue decisioni disposto a sacrificarle per amore della moglie. Il marito Deve amare la propria moglie come ama la sua stessa carne, il suo stesso corpo: mai si farebbe intenzionalmente del male, per nessun motivo al mondo, e così deve essere nei confronti della moglie: mai dovrebbe procurarle volontariamente dolore o dispiacere, disposto a rinunciare in sé a se stesso e a soffrire lui al posto di lei.

S. Paolo Cor.1, 3: “L’uomo sappia donarsi alla propria moglie, così pure la moglie si doni al proprio marito” Questo è il vero insegnamento di Dio!

Il matrimonio è difficile perché non c’è una Volontà Divina veramente regnante e vissuta fra i due coniugi: ci sono invece due volontà,  ognuna delle quali vuole fare ciò che vuole: è come se stessero guidando la stessa macchina, ma uno vuole girare il volante da una parte e l’altra dall’altra.  Ecco che a questo punto per armonizzare le cose, è necessaria la Croce che fonde queste due volontà, che le liquefa e le fa scorrere in una Volontà nuova, perché dalla morte di quelle due volontà nella croce, uscirà la Volontà Divina, luminosa, gloriosa: quella  Croce di luce che porta  in se la vita divina, dove a regnare è l’armonia, la pace, la concordia, la lealtà, la purezza, l’altruismo, il rinnegamento di sé per l’esaltazione dell’altro.

Questo è il matrimonio! Non sopportarsi a vicenda, a malincuore e stentatamente forzati, come il mondo dice, bisticciando e brontolando sempre; questo non è il matrimonio voluto da Dio, ma il matrimonio voluto dal nemico infernale.

Se necessario allora, correggiamolo in fretta il nostro matrimonio, stendendolo sopra la Croce di Luce della Divina Volontà, sulla quale Gesù Stesso è stato crocifisso, e come Lui è risorto, così anche il nostro matrimonio risorgerà in Gesù Dio!  Crediamoci!!!

   Ritorniamo al Volume 4, 9/11/1902: “Figlia mia, nel mio operare e patire non guardai mai al di fuori (del patire in Me) ma sempre al di dentro, e vedendone il frutto (del patire), qualunque cosa fosse, non solo soffrivo, ma lo soffrivo con desiderio e avidità (lo desideravo, lo cercavo il patire).  L’uomo invece, (fa) tutto al contrario, nell’operare il bene (e nel soffrire) non guarda al di dentro dell’opera (che fa) e non vedendo il frutto si annoia, si infastidisce tutto e molte volte  tralascia di fare il bene;se patisce si impazientisce facilmente, e se fa il male, non guardando il di dentro di quel male, (al danno che porta in sè) con facilità lo fa”. Mi verrebbe da dire che qui è tutto l’insegnamento del Divin Maestro, che dalla Cattedra della Croce ci fa scuola di Vita cristiana. Gesù ci insegna che in ogni cosa che facciamo, dobbiamo guardare dentro dell’atto, all’effetto che può portare, al bene e al frutto che può fare germogliare e alla conseguenza di questo frutto e di questo bene. Questo è stato il Suo modo di operare e di patire: non guardare al dolore in se stesso, né al sacrificio, ma al bene e ai frutti che questi davano.

Esattamente il contrario di ciò che facciamo noi: l’uomo patisce, soffre, si sacrifica ma sente più il peso delle sofferenze, dei sacrifici e del patire che i frutti che questi possono fare nascere e crescere. E’ per questo che noi ci scoraggiamo con facilità, che ci arrendiamo facilmente in una difficoltà o in un malanno. Impariamo da Gesù a guardare dentro del sacrificio, del dolore, della sofferenza e della croce, e stiamone certi l’entusiasmo di viverli crescerà giorno dopo giorno; certo che il dolore fa male ma l’amore sarà più forte del dolore, e questo non è masochismo ma è “amore autentico”, vero amore per Gesù! E’ il frutto dell’atto che dobbiamo tenere d’occhio, tutto il resto conta poco; se faremo così, anche il patire passerà in secondo ordine! “Il mio giogo è dolce, il mio carico è leggero”. Ma quali sono le sofferenza che Gesù aspetta che uniamo alle sue? Le grandi sofferenze? Sì! Anche queste, ma in modo particolare aspetta le piccole sofferenze: come un mal di testa, un raffreddore, un mal di schiena, un mal di pancia ecc., che unite alla sua Passione, prendono, per sua Grazia e sua Volontà, lo stesso valore che hanno le sue sofferenze, perché sono questi i dolori che mancano alla sua Passione e che la completano! (Gesù non le ha sofferte queste pene, perché in Lui mancava il germe corrotto della volontà umana malata)

************************************************************************

Adesso Gesù vuole darci un grande insegnamento, un insegnamento che per primo ha vissuto Lui e ora chiede di viverlo anche noi nello stesso modo di come l’ha vissuto Lui.

Volume 4, 8/2/1902:”Il primo significato della mia Passione contiene gloria, lode, onore, ringraziamento e riparazione alla Divinità; (Questo è stato il primissimo scopo della Passione e morte di N. S. G. Cristo) il secondo è la salvezza delle anime e tutte le grazie che ci vogliono per ottenere lo stesso scopo. (Questo è l’ordine esatto del motivo per il quale Gesù è nato, vissuto, morto e risorto)  Per chi partecipa alle pene della mia Passione la sua vita non solo contiene questi stessi significati, ma prende la stessa forma della mia Umanità. (Si partecipa alle pene di Gesù solo vivendole, nella Divina Volontà, immedesimati in Lui, attimo per attimo nelle “Ore della Passione”) E siccome detta Umanità è unita con la Divinità, anche l’anima che partecipa alle mie pene è a contatto con la Divinità, e può ottenere ciò che vuole; anzi, le sue pene sono chiavi per aprire i tesori divini”. Ecco trovata la chiave che apre il Cuore di Dio, dove senza più chiedere prenderemo le grazie che più ci necessitano, per noi e per gli altri. Attraverso e per mezzo delle piaghe di Gesù, vissute nella Divina Volontà, avremo libero accesso al Cuore di Dio Padre per prendere in noi come vita nostra… lo “Spirito Santo”.

   Volume 4, 17/2/1902:”Figlia mia, chi si Lascia adescare (prendere) dalle opere del Creatore, lascia sospese (lascia perdere) le opere delle creature”.

Cosa dire in aggiunta: Chi è chiamato a fare il “di più”, come è stato par Maria SS., lascia da fare il meno ad altri.

   Questo è importantissimo, Volume 4, 21/2/1902: ”Il mio dire (parlare) fu semplice, (senza tanti raggiri) tanto da farlo comprendere ai dotti e ai più ignoranti, come si nota con chiarezza nel Santo Vangelo; ed i predicatori di questi tempi (invece) vi mescolano tanti giri e raggiri che i popoli (i fedeli) restano digiuni ed annoiati; si vede che (ciò che dicono) non l’attingono dalla fonte della mia sorgente”. (Ma dalla propria)

Questa dovrebbe essere una tirata d’orecchie da parte di Gesù e allo stesso tempo un grande e poi grande insegnamento per chi vuole parlare di Dio e della sua Divina Volontà nella nuda e semplice “Verità”! Gesù vede che pur di raggiungere i propri obbiettivi, più di qualcuno mescola la Verità di Dio con la propria personale verità; ma questa verità annacquata non entra nei cuori, perché i cuori hanno sete solo dell’Acqua che sgorga dal Cuore di Gesù, solo di questa acqua e non di altre!

   Volume 4, 2/3/1902: ”Figlia mia, chi si nutre della Fede acquista vita divina e distrugge (la vita) umana, cioè distrugge in sé i germi che produsse la colpa originale, riacquistando la natura perfetta come (quando) uscì dalle mie mani, (divenendo) simile a Me; e con ciò viene a superare in nobiltà la stessa natura angelica”. Se crediamo alla onnipotenza di Dio, questo che ci ha appena detto è il Suo testamento per noi: superare in nobiltà la stessa natura angelica; questo è l’Amore che corre in Cielo per coloro che credono alle parole di Gesù ora in terra. Amen! FIAT !!!

   Messaggio di Medjugorje del 25-2-2015: “Cari figli, in questo tempo di grazia (così S. Madre Chiesa chiama questo tempo di Quaresima) vi invito tutti: “Pregate di più e parlate di meno!” (Se Maria SS. è la Madre di Gesù, deve per forza d’amore dire le stesse cose che dice Lui, infatti nel Vangelo di Mt. 6, 7 Gesù dice: “Quando pregate, non blaterate -non parlate inutilmente- come i pagani; infatti credono di venire esauditi per la loro loquacità”)  Nella preghiera cercate la Volontà di Dio e vivetela secondo i Comandamenti ai quali Dio vi invita! Io sono con voi e prego con voi!”

Lei prega con noi! Ma come prega la Madonna quando prega? Ce lo spiega ed insegna Gesù nel volume 18: “Questo non ricambiare Iddio in amore per tutto ciò che ha fatto nella creazione per l’uomo, è la prima frode (il primo imbroglio) che la creatura fa a Dio, è un usurpare (è impossessarsi senza nessun diritto de)i suoi doni, senza neppure riconoscere da dove vengono e (senza riconoscere) Chi tanto l’ha amata. Perciò il primo dovere della creatura (è questo ricambio d’amore a Dio, da scrivere, da imprimere in ogni cosa creata) ed è tanto indispensabile ed importante questo dovere (che avrebbe la creatura nei confronti di Dio) che (Maria SS. è stata) Colei che prendendo a (cuore e a) petto tutta la nostra gloria, la nostra difesa, il nostro interesse, non faceva altro che girare tutte le sfere (per tutte le cose create da Dio), dalla più piccola alla più grande, per imprimere (su ciascuna cosa) il suo ricambio d’amore, di gloria, di ringraziamento per tutti e a nome di tutte le umane generazioni… Non vuoi tu dunque ripetere le mie stesse preghiere?

Questo è l’insegnamento e l’invito di Gesù! E qual è questa preghiera, questo ricambio d’amore da mettere in tutto il creato? E’ il “Ti amo!” detto nella Divina Volontà! Sì, perché se il “Ti amo!” lo dico io da solo, sono io che lo dico in prima persona, è una volontà umana che lo dice, e questa volontà umana non ha capacità di uscire dai propri confini, quindi rimane un “Ti amo!” singolo, solo, isolato; quando, invece, lo dico nella Divina Volontà, io sparisco ed è Dio stesso che lo dice con la sua stessa voce, con una Volontà Creatrice onnipotente ed infinita che lo moltiplica tante volte da dirlo per ogni umana creatura che è passata sulla faccia della terra, che è ora e che sarà fino alla fine dei tempi; c’è una “piccola” differenza, è vero?

Cercate la Volontà di Dio e vivetela…”

Questo ci chiede la Madonna e ed è proprio quello che noi vogliamo fare: cercarla questa Volontà Divina, fino a trovarla, riconoscerla, abbracciarla, amarla e viverla fino all’ultimo respiro!

 

L’accoglienza in un incontro è un momento speciale e particolare, e oggi a ricevervi in questo incontro non sono io ma è la Mamma del Cielo, perché Lei è la Mamma e la Regina di questo Regno.

Iniziamo, questa meditazione, ascoltando la voce di Gesù, che per mezzo del volume 11, 15/3/1919 ci dice: “Figlia mia, (figli miei), è tanto il piacere che prendo della mia Volontà, che al solo sentirne parlare gongolo di gioia e chiamo tutto il Cielo a fare festa…”

Significa che in questi momenti che condividiamo, dobbiamo avere la certezza che stiamo dando a Dio la felicità più grande che creatura umana o divina Gli possa dare. Ditemi voi se non abbiamo motivo di essere felici: essere causa di tanta gioia per nostro Signore. Ma a Gesù non basta, e il 16, 20/2/1924 per rompere ogni nostra resistenza ci dice ancora: “Se sapessi come sospiravo che tu venissi alla luce per farti vivere nel mio Volere! Quale corteggio preparavo per ottenere l’intento! E’ dall’eternità che Io sogno questo giorno!” Dio che ci sogna!!! Ditemi, abbiamo motivo di essere strafelici? Sì o no?

Bene! Ora, prima di proseguire, vorrei precisare una cosa importante, forse, detta nella meditazione scorsa: Quando Gesù è sceso sulla terra ha riportato con Sé, sulla terra, anche il Regno del Fiat Supremo; Infatti nel Vangelo di Luca 17, 21 diceva esattamente: “Il Regno dei Cieli è in mezzo a Voi!”, perché il Regno dei Cieli era Lui. Quando, poi, è asceso al Cielo e la Madonna è Assunta con Lui, contrariamente a quanto spesso viene detto, questo “Regno” non Lo ha riportato con Sé lasciando il “vuoto” sulla terra, ma lasciandosi, Lui, in Corpo, Sangue, Anima e Divinità nella SS. Eucaristia, con un miracolo che solo Lui poteva compiere, ha racchiuso nell’Ostia Santa anche il Regno del “Fiat Voluntas Tua”, così come ha racchiuso tutto Se Stesso nel piccolo cerchio della Particola. Mancavano le conoscenze, ma lì nel breve cerchio dell’Ostia c’è il Regno della Divina Volontà che aspetta di essere trovato per regnare nei cuori delle creatura; e Gesù ora come allora ci ripete: “Il Regno dei Cieli è in mezzo a voi!”. Noi, però, non Lo conosciamo, quindi Lo dobbiamo scoprire, incontrare, accogliere, amare e farlo tutto nostro, perché fino ad ora, anche se lo riceviamo nella S. Comunione, non Lo abbiamo riconosciuto e di conseguenza e come se per noi non esistesse, anche se inconsciamente ci abbiamo vissuto e ci viviamo dentro come dei perfetti stranieri. Ecco la necessità di conoscerlo per poterlo possedere!

Detto questo, incamminiamoci  anche oggi per la “Via” che Gesù ha tracciato nel volume n. 4, cercando di fare nostri gli insegnamenti che con tanto Amore ci ha dato.

Volume 4, 17/3/1903: ”Certe tempeste (dell’anima) giovano; anzi sono Io stesso che le muovo (che le procuro), ma (questo lo faccio) per il fine di trovare le anime in possesso di una pace stabile e vera, come, per esempio, quando suscito le tempeste delle tentazioni nelle anime ed esse, contrastando i vizi (cioè combattendo con la Volontà di Dio in loro l’incalzare delle tentazioni) si trovano in possesso delle virtù (perché hanno vinto la tentazione), ed ecco stabilita in loro la vera pace.  Così sarà del mondo; anzi è necessario che tempeste più forti si suscitino (che Io susciti), altrimenti non si otterrà mai pace”.

Quella che ha origine dalla volontà umana non è e non sarà mai pace vera, ma pace falsa “che va d’accordo con le nostre proprie passioni”, dice Gesù. Solo la pace che nasce dalla sua Volontà è vera pace, pace duratura, pace feconda che alimenta l’amore, sia per i fratelli e sorelle, che verso Dio, Padre. Ma l’uomo, purtroppo, è talmente innamorato di se stesso e della sua volontà, che Dio per riportarlo sulla giusta “Via” è costretto a usare il flagello dei dolori, delle malattie, delle umiliazioni, delle tempeste, dei terremoti e delle catastrofi, materiali e spirituali, fino a fargli toccare il fondo, se necessario, nella speranza che ferito e lacerato si arrenda alla sua Volontà, al suo Amore e ravveduto ritorni docile a Lui; perché solo questo è ciò che conta: Tornare a Dio! E per tornare veramente a Dio dobbiamo ritornare come era Adamo prima, non dopo, del peccato, non c’è altro vero ritorno se non questo, perché è così che ci ha creati all’inizio. Quindi certi castighi e certe catastrofi sono necessarie, sono la medicina per guarire l’umana volontà ribelle, sono gli strumenti in mano a Dio per correggere la sua creatura sbandata.

  **************************************************************************

Volume 4, 30/7/1901:”Figlia mia, come ha rovinato il mondo la superbia! E’ giunta a distruggere quel piccolo lumicino di ragione che tutti portano con sé appena nati (Gesù sta dicendo che vede meglio le cose un neonato che un adulto); sappi però che (al contrario) la virtù che più esalta Iddio è l’umiltà, e la virtù che più esalta la creatura innanzi a Dio e davanti agli uomini è l’umiltà”. La vera umiltà è quella disposizione che in noi permette a Dio di decidere liberamente ciò che vuole realizzare per la nostra vita e nella nostra vita: questa è la vera umiltà!

   Volume 4, 21/8/1901 Ora è Maria SS. che si sostituisce a Gesù nell’insegnamento, Lei è per mandato di Dio la Regina, la Mamma, la custode e la proclamatrice di questo Regno del “Fiat Voluntas Tua”. Quindi è con diritto che ci parla:”Figlia mia, vieni insieme con Me e troverai la via e Gesù, anzi voglio insegnarti il segreto (di) come potrai stare sempre con Gesù e come vivere sempre contenta e felice anche su questa terra:cioè fissarti nel tuo interno (devi convincerti nel cuore) che nel mondo ci siete solo tu e Gesù, e nessun altro, a cui solo devi piacere, compiacere ed amare, e da Lui solo aspettare di essere riamata e contentata in tutto…(A S. Bernardetta aveva detto: “Non ti farò felice in questo mondo ma nell’altro”, ora a noi dice che ci farà felici anche in questo mondo)  Figlia mia, fino a tanto (a quando) che tutto ciò che esiste quaggiù non scomparirà completamente dall’anima, (fin che l’anima non si sarà liberata dell’umano) non si può trovare vero e perfetto contento”. Vera felicità, vera pace, vero riposo!

   Volume 4, 4/9/1901: ”(In) Tutto il bene che omettono (che non fanno le creature) tanti vuoti riceve la mia gloria, e le loro anime anche se non fanno il male, non facendo il bene che potrebbero fare, (l’accidia) sono come quelle stanze vuote, che sebbene belle, non c’è niente (in loro) da ammirare, che colpisce lo sguardo, e quindi il padrone non ne riceve nessuna gloria (nessun complimento. Dice nel Vangelo: ”Chi non è con Me è contro di Me” “Chi non raccoglie con Me -non è che non fa niente- disperde”, quindi non fare il Bene è già fare il male) …Cerca di riempire questi vuoti della mia gloria e potrai farlo col non far passare momento della tua vita che non sia unita con la mia (Vita e la mia Volontà); cioè in tutte le tue azioni, sia preghiera o patimento, riposo o lavoro, silenzio o conversazione, tristezza o allegria…..insomma in tutto ciò che ti potrà accadere (e in tutto ciò che potrai fare), metterai l’intenzione di darmi tutta la gloria che in tali azioni (le altre creature) dovrebbero darmi (e non Mi danno), e supplire al bene che dovrebbero fare e non fanno, (facendolo tu per loro)…”.

Volume 4, 5/9/1901:”Coraggio, figlia mia, non temere, l’amore supplisce a tutto, continua a mettere la tua volontà nella mia, per fare, così, ciò che voglio Io. (Mettere la nostra volontà nella Sua, non solo la sua nella nostra, questa è la novità)  Cosicché, se qualche volta tu manchi, Io supplirò per te; perciò, non temere.”

Per chi non vive nella Divina Volontà, se lascia dei vuoti nella sua vita, nessuno li riempie, rimangono vuoti. Per chi, invece, veramente vuole vivere nella Divina Volontà, i vuoti causati da qualche dimenticanza, Gesù stesso li riempirà al suo posto. Non è una bella comodità questa? Non è un lusso? non vi sembra?

“Sappi, però, che il vero amore è ingegnoso e il vero ingegno sa fare di tutto, specie quando nell’anima c’è un amore amante (vero, acceso, vivo). Se in te ci sarà questo amore,…Quando Io sarò ingiuriato e offeso con ogni sorta di oltraggi, troverò in te (cioè in un’anima che vive nella Divina Volontà) una che veramente Mi ama, Mi compatisce (patisce con Me) e Mi ripara per tutti. Allora fisserò i miei occhi in te, dimenticherò tutti gli oltraggi e darò tanti favori e grazie anche agli stessi oltraggiatori”.

Queste sono le vere “intercessioni”! Queste sono le vere preghiere per ottenere Conversioni! Indulgenze! Miracoli!

   Vololume 4, 3/10/1901 Luisa ci insegna anche a pregare, impariamo: ”Dilettissimo mio Gesù,(nella D.Volontà) Ti offro il mio cuore a tua soddisfazione ed in tua eterna lode, e Ti offro tutta me stessa, anche le più piccole particelle del mio corpo, come tanti muri da mettere innanzi a Te per impedire qualunque offesa che vi venga fatta, accettandole tutte sopra di me, se fosse possibile ed in tuo piacere, fino al giorno del giudizio; e perciò voglio (che) la mia offerta sia completa e Vi soddisfi per tutti, intendo che tutte quelle pene che sopporterò ricevendo sopra di me le vostre offese, vi ricompensino di tutta quella gloria che Vi dovevano dare i santi che stanno in Cielo, quando stavano sulla terra, quella che Vi dovevano dare le anime del purgatorio e quella gloria che Vi dovevano tutti gli uomini, passati, presenti e futuri; questo Vi offro per tutti in generale e per ciascuno in particolare”……Gesù risponde a Luisa:”Diletta mia, tu stessa non puoi capire il gran contento che Mi hai dato con l’offrirti in questo modo; Mi hai lenito tutte le mie ferite e Mi hai dato una soddisfazione per tutte le offese passate, presenti e future, ed Io la terrò in conto per tutta l’eternità, come una gemma più preziosa che Mi glorificherà eternamente; ed ogni qual volta la guarderò, darò a te maggiore gloria eterna!”   

Non dimentichiamo che come Gesù ha parlato a Luisa, ora parla personalmente a noi, quindi quella promessa, quel “grazie” dettole per la preghiera fatta, ora è diretta a te, a me, se sapremo rifarla!

   Riprende Gesù, Volume 4, 8/10/1901: ”Figlia mia, l’operare della creatura (fuori dalla Divina Volontà) è vuoto, fosse pure un’opera grande, (anche fosse un’opera santa) ma è l’unione con Me e la semplice mira di piacere a Me che la riempie (solo questa dà valore al nostro operato: l’unione del nostro volere con il Suo e l’intenzione di farlo solo per piacere a Lui)… E poi, non sai tu che chi si serve della mia Umanità come mezzo per compiere le sue azioni, (cioè, chi la chiama a fare in lei ciò che sta per fare) viene a nutrirsi dei frutti della mia stessa Umanità e ad alimentarsi del mio stesso Cibo? (E qual’era il Cibo di Gesù? La Volontà del Padre! e i frutti? La gloria a Dio e la salvezza delle anime) Inoltre, non è forse la buona intenzione che fa santo l’uomo, e la cattiva (intenzione) che lo fa perverso? Non sempre si fanno cose diverse, ma (con) le stesse azioni, uno si santifica e l’altro si perverte”.  (con la medesima azione!!!)

Volume 4, 22/11/1901:”…Solo “l’io” porta l’impronta di tutte le rovine (per l’uomo), ma senza”l’io” tutto è sicurezza (per lui)”.

Proprio come appena detto sopra! Il nostro “io” dovrebbe terrorizzarci, non solo spaventarci! E’ tremendo il nostro “io”, anche quando è nascosto sotto un velo di santità! 

   Volume 4, 29/12/1901 Per chi vive alla mia ombra (cioè per chi desidera vivere nella Divina Volontà, ma non è detto che già ci viva dentro) è necessario che soffino i venti delle tribolazioni, (delle croci, delle umiliazioni) affinchè nell’anima non possa penetrare nessuna aria malsana (cioè, di se stessa); così i continui venti (delle tribolazioni e delle croci), agitando sempre quest’aria malsana, la tengono lontana (quest’aria malsana) e fanno invece spirare un’aria purissima e salutare” (l’aria delle virtù).

Da qui è facile comprendere il pensiero di Dio: le croci, i dolori, le sofferenze, le umiliazioni, le contrarietà sono tutti doni necessari per preservare la nostra volontà dal pericolo di voler vivere di se stessa, che è il male dei mali.(Di questo dobbiamo convincerci)

   Ora Gesù tocca un tasto che è come un nervo scoperto per la nostra povera umanità.  Volume 4, 6/1/1902:”In verità, lo stravagante timore di morire è una sciocchezza, perché ogni anima ha il potere di entrare in Cielo, avendole Io dato per passaporto tutti i miei meriti, virtù ed opere. (Ogni volta che l’anima chiama Gesù a vivere in lei, Lui le dà come sua proprietà tutta la sua Vita di Uomo e Dio; questa è la ricchezza con la quale potremo presentarci in Cielo l’ultimo giorno)

L’anima, aggiungendo a tutto ciò i meriti propri, formandone un sicurissimo passaporto, può entrare dove vuole (anche in Cielo, ora) e riscuotere il rispetto di tutti (anche di tutti i santi e i beati e di tutta la Corte Celeste)….Sappi, però, (sappi quindi) che il più gradito omaggio che mi si possa offrire è desiderare di morire per unirsi con Me. (non il togliersi la vita ma desiderare di morire per unirsi al Sommo Bene) Questa è la più bella disposizione dell’anima per purgarsi e, senza alcun intervallo, passare direttamente nel Cielo”. (Senza passare per il purgatorio.)

   Volume4, 12/1/1902:”Figlia mia, Io tollero (sopporto) che (l’uomo) faccia guerre e rivoluzioni, che il sangue dei nuovi martiri inondasse (inondi) il mondo, questo è un onore per Me e per la mia Chiesa (il sangue dei martiri); ma questa legge brutale (della guerra) è uno sfregio alla Chiesa, ed a Me (e al mio cospetto è) abominevole ed intollerabile”.

Nessunissima forma di guerra è giustificata davanti a Dio, esclusa la guerra dell’amore. In un brano Gesù dice che il mondo sta facendo di tutto per cancellarlo dalla faccia della terra, dalle scuole e dalla società, ma lui lo combatterà, non con le armi ma con la potenza dell’amore del suo terzo “Fiat”.

   *************************************************************************

Ora, quante volte nella mia povera vita ho pensato che a fare conoscere la Regalità, la Divinità, la stessa origine di Gesù fossero stati i suoi miracoli, i suoi insegnamenti, la sua vita pubblica, l’annuncio degli angeli la notte del S.Natale, ma mi sbagliavo.

Volume 4, 8/3/1901: ”Figlia mia, non le opere né la predicazione né la stessa potenza dei miracoli Mi fecero conoscere con chiarezza Dio qual sono, ma quando fui messo sulla croce ed innalzato su di essa come sul mio proprio trono, allora fui riconosciuto per Dio. (Tale dovrebbe essere per l’uomo) Sicchè la sola croce Mi rivelò al mondo ed a tutto l’inferno chi Io veramente ero; onde tutti ne restarono scossi e riconobbero il loro Creatore. Quindi è la croce che rivela Dio all’anima e fa conoscere se l’anima è veramente per Dio. (E’ la sola croce vissuta che fa comprendere chi siamo veramente!) Si può dire che la croce scopre tutte le parti intime dell’anima (la spoglia completamente) e rivela a Dio ed agli uomini chi essa sia”… (Questo porta a pensare che il diavolo, nel deserto, non aveva riconosciuto chi veramente fosse Gesù, ma Lo ha riconosciuto perfettamente sulla Croce)

Gesù ci mette davanti, ancora una volta la Croce, questo per farci comprendere il valore, la potenza, l’effetto, la ricchezza che porta nell’anima che la accoglie liberamente e volontariamente!

“Sopra due croci Io consumo (inchiodo) le anime: una è di dolore, (nel fare) l’altra è di amore (nel vivere)… A chi le rendo martiri di dolore ed a chi di amore, essendo tutti e due (il dolore e l’amore) abili maestri a sacrificare le anime e renderle degne delle mie compiacenze”. “La croce o di dolore o di amore”; non so quale delle due sia più penetrante nel corpo e nell’anima della creatura; credo che si equivalgano: l’una e l’altra operano con la stessa intensità e potenza: arrivano fino nell’io più profondo, togliendo ciò che non è di Dio e creando quel vuoto necessario perché Dio possa liberamente entrare e soggiornare come a casa propria nel cuore della creatura. L’amore e il dolore! E Gesù ci insegna come accoglierla e viverla la croce, Lui è vero Maestro in questo.

Volume 4, 19/3/1901:”Il vero modo di patire consiste nel non guardare da chi vengono le sofferenze, (non importa quale sia la causa della sofferenza) né che cosa si soffre. Questo fu il mio modo di patire: non guardai né i carnefici, né il patire. Io guardavo solo al bene che intendevo fare per tutti gli uomini, compresi anche quelli che tanto Mi facevano soffrire. Disprezzai tutto il resto e con intrepidezza seguii il corso del mio patire. Questo è il modo più facile e più proficuo, per soffrire non solo con pazienza ma con animo invitto e coraggioso (che non conosce la paura e la sconfitta)”.

Volume 4, 30/3/1901:”Figlia mia…rassegnati in tutto alla mia Volontà, (la vera rassegnazione è l’abbandono totale) e non per poco (tempo), ma sempre, sempre, perché la sola perseveranza nel bene è quella che fa conoscere se l’anima è veramente virtuosa, essa sola (la perseveranza) è quella che unisce tutte le virtù insieme; si può dire che la sola perseveranza unisce perfettamente Dio e l’anima, virtù e grazia…”. La vera e autentica perseveranza non è a periodi, a intervalli ma è continua, tenace, è costante, non si ferma mai, non si stanca mai!

Al contrario dice Gesù nel Volume 4, 31/3/1901 :”Figlia mia, la cosa che mi dispiace di più è l’incostanza, la volubilità, (la non perseveranza) perché questo è segno che la Verità non ha preso possesso di dette anime, (infatti si è incostanti quando non si crede abbastanza) e anche in cose di religione (nelle cose della fede) può essere (succedere) che (quest’anima) trovi la sua soddisfazione, il proprio comodo e l’interesse, (o in denaro, o in onore, o in adulazione ecc.) oppure (trova piacere) perché si trova in quel partito” (perché è in quel tal gruppo di preghiera)

Questo, ora, è importantissimo, volume 4, 5/4/1901:”(Consola) Compatisci, insieme (con Me), la mia Madre, che essendo il mio patire la ragione dei suoi dolori, compatendo (consolando) Lei, vieni a compatire Me stesso”.

Sono tanto belle queste parole che quasi ti scappano via senza accorgertene, mentre queste due righe sono un Sole, più luminoso di quello che è nel cielo: Gesù ci sta dicendo una verità meravigliosa, che forse non tutti conoscono: Quando preghiamo Lui, in contemporanea preghiamo anche Maria Ss. sua Mamma; quando lodiamo Maria SS., in contemporanea lodiamo anche Lui Gesù; quando ripariamo i suoi Dolori e le sue Piaghe, ripariamo e leniamo allo stesso tempo le piaghe e i dolori di Maria SS.: Gesù nella Croce di dolore e Amore e Maria SS. nella stessa Croce di dolore e di Amore di Gesù. Non si possono dividere Maria SS. e suo Figlio Gesù Dio; dove è l’Uno c’è l’Altra e viceversa, ciò che fa Uno fa l’Altra. Leggevo in un libro di una rivelazione della Mamma del Cielo, dove diceva che Lei e suo Figlio sono sempre insieme, lavorano le anime insieme, amano insieme, donano le grazie sempre insieme; soltanto che a volte che si fa vedere è Gesù, e La Madonna è nascosta dietro di Lui; altre volte che si presenta a dare la grazia è Lei, Maria SS., ma Gesù è lì nascosto dietro di Lei. Quindi lodando Uno si loda l’Altra, parlando con Maria SS. si parla allo stesso tempo  con Gesù, andando in un santuario Mariano si fa pellegrinaggio ad un santuario di Gesù: dire Gesù è come dire Maria SS., dire la Madonna e come dire Gesù: sono inseparabili, sempre.  Questo fa pensare che a Medugorje è sì Maria SS. che parla, ma nella sua voce c’è anche la voce di Gesù! Questo è importantissimo! (idem per la SS. Trinità)

   Volume 4, 22/4/1901:”Sai cosa voglio da te? Ti voglio in tutto simile a Me, (Gesù ci vuole copia del tutto simile a Lui) sia nell’operare come nell’intenzione; voglio che (tu) sia rispettosa con tutti, perché rispettare tutti dà pace a se stessi e pace agli altri; (voglio) che ti (ri)tieni la più piccola di tutti, e che tutti i miei ammaestramenti (insegnamenti) li rumini (li ripeti) sempre nella tua mente e li conservi nel (tuo) proprio cuore, affinché nelle occasioni (quando ne avrai bisogno) li troverai sempre pronti  come avvalertene (come mezzi per aiutarti) e metterli in pratica; insomma la tua vita voglio che sia un straripamento della mia”. “Che la tua vita sia talmente piena di Me da strariparne fuori, fino ad essere la continuazione, ora, della mia vita sulla terra.”

Come vedete, Gesù ci fa conoscere il desiderio che avrebbe su ciascuno di noi, ma per realizzarlo questo desiderio aspetta sempre il nostro “sì”, senza del nostro “sì” Gesù non fa niente.

Volume 4, 30/6/1901:”Il primo segno per vedere se l’anima possiede la mia grazia è che (in) tutto ciò che può sentire o vedere all’esterno (sa che) … appartiene a Dio, ….Il secondo segno è che il parlare dell’anima che possiede la grazia, è pacifico e ha la virtù di gettare negli altri la pace”. La vera Pace è davvero indice se nell’anima c’è Dio o il proprio “io”: perché dove c’è Dio c’è Pace, e dove c’è il proprio “io” non c’è pace!

Volume 4, 16/7/1901:”Figlia mia, vuoi sapere da dove incomincia il male dell’uomo? (Cioè quando incomincia?) Il principio (l’inizio) è che l’uomo appena…incomincia ad acquistare la ragione dice a se stesso:”Io sono qualche cosa”, (io sono qualcuno), e credendosi qualche cosa si discostano (si staccano) da Me, non si fidano di Me che sono il Tutto, e tutta la fiducia e (tutta la) forza la attingono da loro stessi”…..

Se ci esaminiamo, il più delle volte anche noi siamo così, ci fidiamo più di noi stessi che di Dio. Mi direte che non è vero, e invece è così, perchè ricorriamo a Lui, il più delle volte, quando non sappiamo più che pesce pigliare o dove sbattere la testa.

“E’ tanto il mio amore per te, che non solo non ha principio, ma non avrà fine, ed in queste due parole puoi comprendere quanto è grande, forte, costante il mio amore per te”.

Ecco dove trova ragione la fiducia che dovremmo avere in Dio: il suo Amore è incondizionato, sempre presente e disinteressato.

Volume 4, 23/7/1901:”Rinnegare completamente se stessi, per dare la vita ad altri, prendere sopra di sé i mali altrui e dare i beni propri, questa è la vera carità”. (Non solo fare elemosina)  

E’ proprio questo l’Amore di Dio per noi: soffocare in Sé Stesso tutti i diritti che avrebbe sulle creature, prendendo su di Sé i nostri peccati, cancellandoli dal libro dei suoi crediti, dandoci, invece, i suoi innumerevoli beni; a tutti, anche a coloro che Lo combattono, che lo tradiscono, che lo rinnegano: Gesù non esclude nessuno dal suo Amore infinito; e noi?                           

Volume 4, 28/7/1902:”L’anima che conversa sempre con Me, sia con la mente, sia con la bocca o anche con la semplice intenzione, è tanto bella al mio cospetto, che le note del suo cuore armonizzano con le note del mio cuore. …E’ tanta la bellezza che fa acquistare lo spirito di continua preghiera, che il demonio resta colpito come da folgore e frustrato nelle insidie con cui tenta di nuocere a quest’anima”.

La vera preghiera è quella che ti porta a parlare con Gesù sempre, con la parola, con la mente, con il cuore, con il respiro, con il moto, con il sonno, con la sofferenza, con la gioia, ecc. E’così che si è sempre in continuo colloquio con Gesù, e Lui diventa il filtro che setaccia ogni nostro atto: la vera preghiera è scrivere il nostro piccolo “Ti amo!” in ogni cosa pensata, creata e amata da Lui Dio.

 *************************************************************************

Ora entriamo a camminare nelle pagine del 4°volume, dove l’orizzonte si allarga sempre di più. 4, 12/10/1900:”Figlia mia, i nemici più potenti dell’uomo sono: l’amore ai piaceri, (10/8/1906:”Per ogni minimo piacere che l’anima si priva in questa vita per amore mio, tanti paradisi di più le darò nell’altra vita”.) l’amore  alle ricchezze (“vendi tutto quello che hai… poi vieni, seguimi Lc 18, 22) ed agli onori (a Gesù hanno tolto ogni tipo di onore spogliandolo di ogni indumento nella flagellazione - Ore Passione-dalle 8 alle 9)….Ed Io sul Calvario sconfissi questi tre nemici ed ottenni grazia per l’uomo di vincerli anch’esso (cioè, dà la capacità anche a noi, di vincere l’amore ai piaceri, alle ricchezze e agli onori, dice infatti nel Vangelo: “Senza di Me non potete fare nulla!”) e gli restituii la felicità perduta”.

Dove può trovare la vera felicità l’uomo? Provate a chiedervelo! Nei piaceri dei sensi, anche fossero cose sante? Neanche per sogno! Come l’atto cessa, resta solo l’amaro in bocca e il vuoto nell’anima! Nelle ricchezze, per caso? Meno ancora! Non ti lasciano nemmeno dormire! Allora negli onori? Ma non  può essere, perché Gesù ha detto “Beati gli ultimi!”. Sì, lo sappiamo che il mondo non dice così, ma la vera felicità l’uomo la trova proprio quando non ha questi tre miraggi che proprio il mondo gli propone; cioè quando l’uomo non ha niente, quando si innamora del sacrificio e della sofferenza, e quando viene messo all’ultimo posto dalla società; qui l’uomo è veramente felice, felice della vera felicità, perché qui è “libero”, libero di amare e di vivere.

   Volume 4, 11/11/1900:”Ah, figlia mia, non uscire dal mio Volere, (sarebbe per te la più grande disgrazia) perché uscendo dal mio Volere vieni a perdere la mia conoscenza, (non ad offuscarla ma a perderla) e non conoscendo Me vieni a perdere la conoscenza di te stessa (cioè hai in te il disorientamento totale, perché per conoscere te, devi conoscere prima Dio); …Ma se tu vuoi uscire dal mio Volere, (perché sei sempre libera, la) prima (cosa) che verrai a perdere (è) la vera umiltà (perché ti riterrai “qualcuno”) e poi verrai a vivere sulla terra, (cioè, non vivrai più la vita di Cielo ma sentirai il peso della vita terrena) e sarai costretta a sentire il peso terreno, a gemere e sospirare come tutti gli altri sventurati che vivono fuori della mia Volontà”.

L’ultima riga è la spiegazione di tutto il paragrafo: Come vivono coloro che non vivono nella Divina Volontà, che non fanno della Volontà di Dio la loro vita? Dice Gesù: vivono da sventurati, sentendo il peso della terra, sospirando e soffrendo come il servo che deve subire, oppresso dalla volontà del padrone. Quindi l’invito è “Non usciamo mai dalla Divina Volontà!”se cerchiamo la vera felicità, perché è solo qui che la possiamo trovare!

Ma come fare per vivere nella Volontà di Dio!?

Volume 4, 20/11/1900:”Diletta mia, dovendo vivere del (e nel) mio Cuore ti conviene d’intraprendere (devi incominciare) un modo di vivere più perfetto (e tutto nuovo). Quindi da te voglio: (attenzione, questa è Volontà Divina Manifesta, che noi ci scervelliamo tanto per capire dov’è)

1 Uniformità perfetta alla mia Volontà, perché mai potrai amarmi perfettamente se non amandomi con la mia stessa Volontà; anzi ti dico che amandomi con la mia stessa Volontà giungerai ad amare Me ed il prossimo col mio stesso modo d’amare.

2 Umiltà profonda, mettendoti innanzi a Me ed alle creature (come) l’ultima di tutte. (Cioè, dopo di te non c’è più nessuno!)

3 Purità (purezza) in tutto, perché qualunque minimo mancamento di purità, tanto nell’amare (senza malizia) quanto nell’operare (senza inganni), tutto nel cuore vi si riflette, e ne resta macchiato. Perciò voglio che la Purità sia come la rugiada sui fiori al nascere del sole (cioè, che li ricopra tutti)….Così tutte le tue opere, pensieri e parole, palpiti ed affetti, desideri ed inclinazioni, se saranno fregiati (coperti) dalla rugiada celeste della purità, tesserai (formerai) un dolce incanto…

4 L’ubbidienza (che) va connessa (collegata, intrecciata, specchiata, messa insieme) con la mia Volontà…Poi ha soggiunto: “Sappi, d’ora in poi vivrai col cuor mio e devi intendertela a modo del cuor mio….Perciò ti raccomando perché (il tuo cuore, d’ora in poi) non è più cuor tuo, ma cuor mio”. Gesù ci insegna come cambiar vita se lo vogliamo: Cioè dobbiamo imparare ad amare con il suo cuore, a guardare con il suo amore, a camminare per amor suo, a parlare per amor suo, e così di tutto il resto. Dobbiamo diventare corteccia che ricopre la sua Umanità SS. che viene a vivere “libera e liberamente” dentro di noi. L’ubbidienza, poi, si deve specchiare sempre e comunque nella “Verità”, e la “Verità è la Volontà Eterna del Padre, quindi non è la risposta, il “sì” al comando di qualcuno che fa essere obbedienti, ma l’unione della nostra volontà con la Volontà della SS. Trinità.

   Ma se la purezza è importante, la pazienza lo è, forse, ancora di più.

Volume 4, 31/1/1901:”La pazienza è superiore alla purità (alla purezza) perché, senza pazienza, l’anima facilmente si sfrena (si demoralizza) ed è difficile che si mantenga pura. La pazienza non solo è custodia della purità, ma anche scala per salire al monte della fortezza. Oltre a ciò, la pazienza è germe della perseveranza, e questo germe produce rami chiamati fortezza”. Non è possibile essere perseveranti se non si è pazienti, e la virtù della pazienza fa crescere in noi la fortezza e tutte le altre virtù.

“Oh, come è ferma e stabile, nel bene intrapreso, l’anima paziente! Ella non fa conto della pioggia, né della brina, né del ghiaccio, né del fuoco, ma tutto il suo interesse è terminare il bene incominciato; perché non c’è stoltezza maggiore di colui che oggi, perché gli piace, fa un bene e domani, perché non prova più gusto, lo tralascia. Che si direbbe d’un occhio, che ad un’ora possiede la vista ed ad un’altra resta cieco? D’una lingua, che ora parla ed ora resta muta? (Sarebbe malata, inaffidabile.) Ah, sì! La sola pazienza è la chiave segreta per aprire il tesoro delle virtù; senza il segreto di questa chiave le altre virtù non escono (non nascono) per dar vita all’anima e nobilitarla”. Forse, o anche senza forse, spesso sottovalutiamo lo spessore, il peso che ha questa virtù della pazienza nella nostra vita: mi verrebbe da dire che la virtù della pazienza è quella che dà ordine e compimento a tutte le nostre opere, alle nostre preghiere, ai nostri propositi, insomma a tutto il nostro vivere. La Pazienza!!!

   Ora con due parole Gesù ci fa la storia dell’uomo, la nostra storia, che tanto è semplice quanto è bella, contrariamente a come la descrive il mondo (con tutto il rispetto per la scienza).

Volume 4, 17/2/109:”Figlia mia, l’uomo, prima nasce in Me e ne riporta (in se) l’impronta della (mia)  divinità, (l’uomo ha origine in Dio, dove è sempre esistito e da lì prende le sue somiglianze) ed uscendo (poi) da Me per rinascere dal seno materno, (“rinascere”, questo vuol dire che era già nato prima) gli do il comando che (gli chiedo, per amore, di) camminare un piccolo tratto di vita (il tempo che rimarrà sulla terra), ed al termine di quella via, facendomi Io da lui trovare, lo ricevo di nuovo in Me, facendolo (poi) vivere eternamente con Me. (Tutto è uscito da Dio e tutto deve ritornare in Dio, compreso l’uomo). Vedi un po’ quanto è nobile l’uomo, (quanto sono nobili le sue origini) da dove viene e dove va, e qual è il suo destino!? Ora quale dovrebbe essere la santità di quest’uomo, uscendo (se è uscito) da un Dio sì Santo?” Bella domanda questa! Quanto dovrebbe essere santo l’uomo se le sue origini sono in Dio? se è un frammento di Dio Medesimo messo sulla terra? Quanto alta dovrebbe essere la sua santità? La sua bellezza? La sua purezza? La sua pazienza?

Come mai, allora, non è più così divino come dovrebbe essere avendo in sé origini così nobili e Divine? E’ perché è uscito volontariamente da quella Volontà tutta Santa dalla quale aveva avuto la “Vita”! Ma… se l’uomo, sempre di sua libera volontà, si farà rialitare lo Spirito del Padre e ritornerà in quella Volontà dalla quale era uscito, ridiventerà, per un miracolo della onnipotenza del Creatore, la stessa creatura di quando era stata pensata e creata da Dio in Dio. In altre parole, l’uomo, realizzerà in sé il vero scopo per il quale Dio l’ha creato.