NOVENA A SAN RAFFAELE ARCANGELO 1951

(Prima di iniziare, leggasi a fondo pagina, l'origine e il modo di fare la Novena)

 

Deus, in adiutorium meum intende:

Domine ad adiuvandum me festina.

Gloria Patri, et Filio, et Spiritui sancto:

Sicut erat in principio, et nunc, et semper, et in saecula saeculorum. Amen.

Saluto a S. Raffaele Arcangelo.

Medicina del Cielo, io ti saluto; 

Tu, del giovin Tobia guida si cara

Accetta che il mio cor t'offra in tributo.

Tu guida i passi miei, tu li rischiara;

Tu, che dagli occhi di Tobia canuto

Il vel togliesti, ed Asmodeo da Sara,

Deh, tu mi sii in questa valle infida

Maestro, protettor, medico e guida.

 

Versione.

I cieli narrano la gloria di Dio, * e le opere delle mani di lui annunzia il firmamento.

Il giorno al giorno fa nota questa parola, * e la notte ne dà cognizione alla notte.

Non àvvi linguaggio nè favella, presso di cui intese non sieno le loro voci.

Il loro suono si è diffuso per tutta quanta la terra, * e le loro parole sino ai confini della terra.

Ha posto nel sole il suo padiglione, * e questi come uno sposo che esce dalla stanza nuziale.

Spunta fuor qual gigante a fornir, sua carriera; * dall'una estremità del cielo si parte.

E corro fino all'altra estremità di esso, * e non havvi chi al calore di lui si nasconda.

La legge del Signore immacolata, che converte le anime: * la testimonianza dei Signore è fedele, e ai piccoli dà sa-pienza.

I precetti del Signore sono retti, e rallegrano i cuori: * il comandamento del Signore è lucente, e gli occhi ri-schiara.

Santo il timor del Signore, che sus-siste per tutti i secoli: * i giudizi del Signore son verità, giusti in se stessi.

Più desiderevoli che l'oro e le pietre molto preziose, * e dolci più del miele e del favo di miele.

Imperocchè il tuo servo diligente-mente gli osserva, * e grande è la mer-cede dell'osservarli.

Chi è che gli errori conosca? Mon-dami dai peccati che a me sono occulti, * e dagli uomini infedeli tienmi lontano.

Se questi non prevarranno sopra di me, sarò, allor senza macchia, * e dal delitto gravissimo sarò mondato.

E a te accette saranno le parole della mia bocca, * e la meditazione del. cuor mio alla tua presenza in ogni tempo.

O Signore, aiuto mio, * e mio Re-dentore. Gloria al Padre...

 

Versione.

1. Spesse volte mi hanno combat-tuto dalla mia giovinezza; * dica adesso Israele.

2.. Spesse volte mi hanno combattuto dalla mia giovinezza; * ma non ebber forze: bastanti contro di me.

3. Sulle mie spalle han fatto crudo lavoro i peccatori: * han continuato lungamente le loro iniquità.

4. Il giusto, Signore ha troncate le teste pei peccatori: * sieno confusi, in fuga volti tutti coloro che odiano Sionne.

5. Sien come l'erba dei tetti: * la quale prima di esser colta si secca.

6. Della quale non potè empier il pugno il mietitore, * nè il seno colui che raccoglie i manipoli.

7. E i passeggieri non han detto: La benedizione del Signore sopra di voi * noi vi abbiamo benedetti nel nome del Signore. Gloria al Padre...

 

Versione.

Dal profondo alzai le mie grida a te, o Signore: * esaudisci, o Signore, la mia voce.

Sieno intente le tue orecchie * alla voce di mia preghiera.

Se Tu baderai, o Signore, alle ini-quità: * chi, o Signore, potrà sostenersi?

Ma in te è clemenza: * e a cagione della tua legge io ho confidato in te, o Signore.

L'anima mia si è affidata alla parola di lui: * l'anima mia ha sperato nel Si-gnore.

DaI principio del mattino fino alla notte, * speri Israele nel Signore.

Perché nel Signore è misericordia: * e redenzione copiosa presso di lui.

Ed Ei redimerà Israele * da tutte le sue iniquità. Gloria al Padre...

 

(Tratta da: "San Raffaele Arcangelo Medicina di Dio" - Pompei Scuola Tipografica Pontificia per i figli dei Consacrati fondata dal Servo di Dio Bartolo Longo 1951)

 

ORIGINE DI QUESTA NOVENA A SAN RAFFAELE ARCANGELO

Riferisce Giovanni Sarconio nel suo TRATTATO DEI SETTE ANGIOLI ASSI-STENTI, che nel 1424 le Monache di Santa Felicita in Firenze erano agita-tissime per un grave loro interesse alla Corte di Roma. Stando un giorno alla grata la Badessa insieme con una com-. pagna, entrò nel parlatorio un Pelle-grino di venerabile aspetto, che avvici-natosi alquanto, con voce grata e sonora, loro disse: Coeli enarrant gloriam Dei, cui rispose la compagna: et opera ma-nuum eius annuntial firmamentum.

Quindi appressatosi soggiunse: « Io sono qui in vostro aiuto; vado in Roma, donde. tornerò con buone nuove. Intanto, direte per nove giorni, a riverenza dei nove Cori degli Angioli, i tre Salmi: Coeli enarrant gloriam Dei, etc. Saepe expugnaverunt, etc. De Profundis, etc. con fare ardere frattanto nove candele di cera bianca ».

Ciò detto, disparve.

Fecero la Novena, e il pellegrino adempié la sua promessa; e le Mona-che ottennero ottimo esito del loro af-fare. Seppero poi dai loro Confessore, divotissimo dell'Arcangelo, essere quel Pellegrino l'Arcangelo Raffaele, il quale le aveva degnata di un tanto favore, perchè esse alloggiavano una divota del medesimo Arcangelo; donna bisognosa e perseguitata ingiustamente dagli uc-cisori di suo marito.

Recitarono d'allora le monache ogni dì nel coro, dopo il Vespro, i detti tre Salmi con l'orazione ed antifona del Santo Arcangelo.

 

MODO DI FARE QUESTA NOVENA

Si pratica questa Novena tanto innanzi alla festa del Santo, la quale è il 24 di ottobre, quanto in ogni altro tempo nel quale si voglia per qualche bisogno ricorrere a lui.

Come apparecchio alla festività del 24 ottobre la Novena incomincia il giorno 15 di detto mese.

Intanto per la pratica della Novena richieggonsi le seguenti pie opere e sacre orazioni.

1° Ascoltare tutti i nove giorni la. santa Messa.

2° Comunicarsi il primo dei nove giorni, e nel dì della festa del Santo.

3° Fare qualche elemosina in onore del Santo Arcangelo.

4° Digiunare nella sua vigilia.

5° Procurare con efficacia in tutti i nove giorni l'emenda del vizio, peccato o difetto nel quale si cadesse più spesso, ed acquistare la virtù della. purità.

6° Far ardere, chi possa, nove candele di cera bianca innanzi ad una imagine di San Raffaele, mentre vi si recitano ogni giorno i tre Salmi. Le nove candele sono state consigliate dallo stesso santo Arcangelo, e debbono essere nove, senza dubbio in onore dei nove Cori degli Angeli; debbono poi essere bian-che per indicare la purità degli Angeli.