NOVENA ALL'IMMACOLATA DI S. F. A. FASANI

Novena all'Immacolata del Padre Maestro San Francesco Antonio Fasani

Offriamo ai devoti del Padre Maestro questa Novena all'Immacolata, sapendo di far cosa gra-dita ad essi ed utile.

è piccola di mole e senza pretese, ma piena di riflessioni e di slanci, che possono aiutarci a rinnovare la nostra vita e a donarci vigore nel bene.

Lo scopo di questa pubblicazione è di far ritornare, in questo mondo di distrazioni e di rumori, alla riflessione e formare alla meditazione i devoti del nostro Santo, sotto la sua stessa guida, usando le parole e lo stesso suo metodo, per attin-gerne lo spirito.

Le considerazioni sulle virtù sublimi della Vergine Santissima siano anche per noi, come furono per Lui, il mezzo più facile alla vera pre-ghiera, che innalza e unisce a Dio.

I Frati Minori Conventuali 

I° GIORNO (29 novembre)

Quain pulchri sunt gressus tui in calceamentis, Filia Principis !

(Cantico de' Cantici VII,A) Quanto sono belli i tuoi passi nei (tuoi) calzari, o Figlia di Principe!

1. punto

Considera, o anima, che, candida e pura, fin dal primo istante del suo Immacolato Con-cepimento, Maria uscì da Dio primogenita di tutte le creature, formata dalla parola crea-trice dell'Altissimo.

Come il primo raggio immacolato della luce, fu il suo apparire sulla terra ... Il sole, la luna, le stelle, la natura tutta, il mondo visibile e l'invisibile s'inchinavano a' suoi, pas-si: quam pulchri gressus tui calceamentis, Filia Principis! ...

Oh! bellissimi i passi di Maria! ... E tu, o anima che mediti, quali passi desti nel co-minciare l'uso della ragione ? furon essi un merito o un demerito?... E da quel tempo,

 col cammino di tanti anni dove sei andata per l'avanzarsi del tuo spirito? ...

E ora dove vai? ... Sei nel cammino che mena a Dio o fuori di Dio? ...

O Vergine Immacolata, bellissima Figlia dell'Altissimo Principe, pérfice gressus nostros in semitis tuis (Salm. 16, 5) dirigi e perfeziona, Ti preghiamo, i nostri passi nella imitazione delle Tue vestigia sacrosante!... 

2. punto

Considera, o anima, che i passi di Maria si chiamano bellissimi ne' suoi calzari. Al dir de' Santi, i passi ne' calzari significano le affezioni dello spirito munite di virtù...; e Maria fin dal primo istante del suo essere fu sempre pu-rissima e perfettissima: i suoi pensieri, le sue affezioni, i suoi desideri, le sue opere furon sempre munite ed ornate di ammirabili virtù; come di fragranti fiori, se ne spandeva intorno il soave odore, senza che alito vizioso od om-bra alcuna venisse mai ad offuscarne la bellezza.

E tu, anima che mediti, pel deserto impuro di questo terreno pellegrinaggio cammini senza darti premura di munirti di tutte le necessarie virtù ...

Deh! solleva oggi il tuo spirito, allontana le impurità che ti circondano, ti fortifica della difesa di sante virtù per camminare ad esempio di Maria e raggiungere le beate aspettazioni nel Paradiso.

O Maria, la più pura tra le creature, for-tifica i nostri passi nell'imitazione delle Tue sante virtù!... 

3. punto

Considera, o anima, come Maria, dopo il Figlio suo, essendo la primogenita dell'Altis-simo, dicesi per antonomasia : Filia Principis figlia la più diletta, la più cara, la più bene-merita al suo Padre Principe, Dio. E questa figliolanza che Maria ebbe nella sua benedetta Concezione, sempre Ella la conservò inviola-ta... mai la diminuì con qualche disubbi-dienza, anzi con ammirabile progresso l'ac-crebbe sempre per la totale osservanza della legge e per l'assoluto rispetto al suo Padre celeste.

O Maria, beatissima, che fosti sempre fi glia e giammai serva, Figlia sempre della grazia e giammai serva del peccato!...

E tu, o anima che mediti, come hai con servata la figliolanza che Dio ti diede, per gra-zia, nel santo Battesimo?...

Di chi sei stata figlia per tanto tempo?... ed ora di chi sei figlia?... In carità, ricupera di nuovo la figliolanza divina per non mai più perderla...; proponi fermamente di non esser più figlia di Eva, serva del peccato, ma figlia di Maria, primogenita di Dio fra le creature e Madre delle grazie. 

II° GIORNO (30 novembre)

Juncturae femorum tuorum sicut monilia, quae fabricatae sunt manu artificis.

(Cantico VII, I) Le giunture dei tuoi fianchi (son) come monili lavorati per mano d'artefice.

1. punto

Considera, o anima, come Maria dal primo istante di sua vita fu tutta un essere ordina-tissimo e perfettissimo, in cui la natura e la grazia si armonizzarono insieme, e lo spirito e la carne, le parti superiori e le inferiori an-darono sì bene congiunte con la giustizia ori-ginale, che furono giunture mirabili, come di collane preziose, lavorate dalla mano medesima dell'Onnipotente Artefice. E quella rettitudine, onde fu ricolma Maria, fin dal suo Concepi-mento senza neo di colpa originale, fu serbata sempre illesa e intatta senza la minima mac-chia di colpa attuale.

O Vergine eccelsa, beatissima Voi che foste sempre sì giusta e sì retta! E tu, o anima che

mediti, manchevole già per la colpa originale, ancora più ti macchiasti di tanti peccati at-tuali!... Ahimè! quanto hai trascurato del-l'osservanza alla divina legge!... quanti pre-cetti trasgrediti... quanti comandamenti ne-gletti... Vedi come accanita è la lotta che si combatte in te stessa.... come il senso esce fuori della ragione..., come la carne si ribella alle leggi dello spirito!...

O Maria, nobile esempio di perfezione, siate per me luce e guida, affinchè io mi conduca rettamente per la via del Cielo. 

2. punto

Considera, come Maria dall'istante della sua Immacolata Concezione, camminò sì retta-mente da non declinare nemmeno in minima colpa veniale, nè nelle cose prospere, nè nelle avverse. E quantunque in quell'istante sublime avesse il dono della piena cognizione, come la creatura più favorita da Dio, privilegiata dalla colpa comune, arricchita di tutti i doni cele-sti, non pertanto, vedendosi cotanto gloriosa, se ne invanì in qualche modo; ma, tutta umile, magnificava l'Altissimo nelle sue misericordie. O anima, che cosa vuol dire tanta vanità e leggerezza del tuo cuore?...

Se Dio ti favorisce co' beni di natura o di fortuna o di grazia, subito il vento della vana gloria ti solleva, senza riflettere nè al profondo del tuo nulla, nè alle miserie del tuo niente, nè alla bontà del tuo Dio. Quis te discernit?... Sei ricca; chi ti distingue dall'uomo povero?... Dio. Sei sapiente; chi ti distingue dall'ignoran-te?... Dio. Sei santa; chi ti distingue dal pec-catore?... Dio. Dunque, o anima, quid habes quod non accepisti? "che cosa hai che non abbi ricevuta?...". E se l'hai ricevuta, perchè ti glorii, come se non l'avessi ricevuta?

O Maria, gloriosissima e fortissima Donna, infondete Voi nel mio spirito dell'umiltà per accogliere tutto da Dio e, nelle prosperità, non disprezzare alcuno e magnificare le misericor-die del Signore. 

3. punto

Considera, come Maria nemmeno declinò nelle cose avverse. In quel primo istante in cui ebbe principio la Sua vita, Ella fè di se stessa un totale sacrificio a Dio, offerendosi, da quel punto, di patire qualsivoglia avversità che le potesse accadere, come aviatrice nell'esilio di questo mondo; e tutto poscia Ella accettò con allegrezza del suo spirito, stimandolo quali grazie e favori del Donator celeste per unifor-marsi interamente al divino beneplacito.

O Maria, beatissima Voi, che senza colpa alcuna vi sacrificaste così lietamente alle pene! E, tu, anima che mediti, sei così molle e deli-cata, che ogni minimo male t'infrange; una parola leggiera ti altera, qualsivoglia piccola tribolazione ti conturba... Vorresti tutte le cose a tuo genio... che la volontà di Dio fa-cesse a tuo modo... Ma stolta che sei! Dio governa il mondo, Dio dispone tutto; e quel che Dio fa è adorabile. Perchè, dunque, non ricevertelo con pazienza? perchè non confor-marti totalmente al suo divino volere? Poni .mente, al contrario, alle tue innumerabili colpe per accettarne con rassegnazione le pene...

O Maria, Signora e Madre di misericordia, riguardate me, miserabile peccatore e degna-tevi, per pietà, farmi intraprendere il retto cammino della patria beata! 

III° GIORNO (1° dicembre)

Sicut crater tornatilis, munquam indigens poculis (Cantico VII, II) Come un calice lavorato al torno, che non manca mai di bevanda.

1. punto

Considera, o anima, come Maria nella Sua Concezione, fu creata così perfetta, che il Suo sacratissimo Spirito vien dalle sacre carte raf-figurato ad un calice rotondo, lavorato al torno, che presenta la figura più ammirabile fra tut-te. Quanto ella operò da quell'istante fu senza difetto alcuno, anzi ogni atto fu di eccelsa per-fezione.

Il contrario avviene in te, o anima che mediti. Oh! quante imperfezioni nel tuo spi-rito, anche nell'operar bene tu manchi!... o manchi nel fine... o nel modo... o nel tem-po... o in altra circostanza... Difficilmente da te si farà opera buona, che non vada ac-compagnata dalla sua imperfezione.

Misera! quanto ti devi umiliare! quanto ti devi confondere! essendo tu imperfetta per condizione di natura, imperfettissima per ele-zione di volontà. O Maria, specchio fulgidis-simo di perfezione, infondete in me uguale spi-rito che fu in Voi, affinchè segua adeguata-mente la mia destinazione eterna. 

2. punto

Considera, come Maria nel suo Immaco-lato Concepimento non fu solo raffigurata, per la sua perfezione, ad un calice perfetto e ro-tondo, ma ancora ad un calice ripieno fino al colmo: nunquam indigens poculis. In quel primo istante in cui fu formata sì bellissima Creatura, subito il Suo Sposo celeste la intro-dusse nel tempio recondito della sua Sapienza e ne riempì il nobilissimo Spirito col più puro e prelibato suo amore. E questa pienezza che Marià ebbe nella Sua Concezione, si mantenne senza diminuizione alcuna, anzi con accresci-mento sempre maggiore.

O Maria, fortunatissima Voi, che foste sempre piena d'amor di Dio!

All'incontro, o anima che mediti, per rico-noscere qual sia la tua pienezza, considera di quali pensieri è piena la tua mente, di quale amore la tua volontà, di quali desideri il tuo cuore!... D'ogni altra cosa sei ripiena, fuor-chè d'amor di Dio... Quante volte hai reso sterile e infecondo il preziosissimo dono della grazia divina, quante volte esso discese nel tuo spirito riempito già del veleno mortifero di tante colpe! ...

O Vergine, sacratissima, ottenete a me ancora che io sia sempre piena di quella gra-zia con cui Vi rendeste così fedele al vostro Sposo! 

3. punto

Considera, che non senza mistero lo Spi-rito di Maria è detto un mistico calice rotondo e ripieno, poichè Ella in quel primo istante fu formata e ricolma per rispondere all'altezza dei Consigli dell'Eterno, all'oceano immenso delle divine illuminazioni, all'infinito cuore di Dio. E ciò non in una parte o in altra, ma in tutto e per tutto, in guisa che il Re celeste,

dovunque gustasse in Lei del suo amore, de' suoi desiderii, delle sue sante operazioni... O veneranda Vergine, felicissima Voi, che con corrispondenza fedele piaceste in 'tutto e sempre a Dio!

Anima che mediti, come mai conservasti la tua fedeltà al tuo Padre e tuo Dio? Da quanto tempo il Signore ti dice il desiderio ardente della tua salute, e tu, senza pietà, con-tradici a' suoi voleri, rigetti le sue ispirazioni, disprezzi la sua grazia!... E se pure in qual-che cosa ne accogli l'invito, non per questo corrispondi ai fini altissimi della divina Prov-vidénza!...

O Maria, inclita Creatura, sempre ripiena di grazia, per la innata Vostra clemenza, riem-pite l'anima mia della grazia di sante virtù, affinchè viva sempre sitibonda del divino amo-re del vostro Unico Figlio, Gesù, siccome Egli vive sitibondo della mia salute. 

IV° GIORNO (2 dicembre)

Sicut acervus tritici vallatus liliis. (Cantico dei Cantici, VII, 2) Come un monte di frumento circondato di gigli.

1. punto

Considera, o anima, come Maria dal primo istante di sua Immacolata Concezione fu fe-conda di sante operazioni, in modo che il Suo sacrato Spirito viene nelle sacre carte raffigu-rato, per la fecondità, ad una ricca massa di frumento.

E questo non è senza mistero, poichè il granaio del Paradiso non s'empirà d'altro che di frumento scelto e ben purgato; il che è l'i-stesso a dire, per nostro ammaestramento, di pensieri puri, di desideri santi, di opere vir-tuose, di cui dev'essere feconda un'anima per entrare nella gloria beata. E come della paglia e della zizzania si faranno fascicoli per bru-ciarli nel fuoco, così de' pensieri vani, delle opere infruttuose, de' desiderii cattivi eterna e lagrimevole dimora sarà l'Inferno. O anima che mediti, quale mai è stata sinora la tua fe-condità nel bene?!... O non sei andata dietro alle vanità, alle cure del secolo, a' cattivi de-siderii?!... O Vergine sacrosanta, donate an-che al mio spirito la Sella fecondità dei figli di Dio!... 

2. punto

Considera ancora, che dovendo Maria con-cepire nella umanità il Verbo Eterno, il quale è il Frumento degli eletti e il pane di vita eter-na, era necessario che dal primo istante di sua Concezione, fosse fecondata di Spirito Santo la Sua mente per concepire spiritualmente da quel punto 1'istesso Figliuol di Dio, che doveva, a sua volta, renderla feconda d'ogni bene, d'o-gni grazia... O Maria, beatissima Voi, che fo-ste di Dio mirabilmente feconda in tutto il Vostro essere!

Ancor tu, o ,anima che mediti, puoi ad imi-tazione di Maria concepire spiritualmente il Figliuol di Dio; ma poichè non ti lasci fecon-dare dallo Spirito Santo, accogliendo docil-

mente le ispirazioni della sua divina grazia, perciò non ti rendi abile a concepirLo, ed, al contrario, ti lasci invadere dalla prava concu-piscenza per concepire dolore e partorire ini-quità. Oh deplorevole miseria! O Maria, Ver-gine delle vergini, Madre purissima e castis-sima, pe' Vostri meriti fate che il Signore renda il mio spirito sterile al male e fecondo al bene. 

3. punto

Considera, che lo Spirito di Maria si raf-figura nel cumulo di frumento tutto fornito e circondato di gigli, volendo significarci con ciò lo Spirito del Signore, che fu ammirabile la purità di Maria, essendo Ella pura con la purità verginale nel corpo e nell'anima. Fu am-mirabile Maria per la purità nel corpo, essendo vergine prima del parto e dopo il parto an-cora; molto più ammirabile per la purità del-l'anima, essendo tutta bella, intatta da ogni colpa.

Per sì eccelsa purità, il suo claustro ver-ginale, del corpo e dello spirito, fu chiuso al-

l'intorno da gigli di purezza e di candore vallatus liliis.

In tutti è entrato il peccato di Adamo, fuorchè in Maria, essendo stata fatta speciosa, soave, illibata nella sua Immacolata Conce-zione.

E tu, anima che mediti, che fai frattanto al confronto di questo specchio purissimo, sen-za macchia?... Riempiti di confusione, cono-scendo al chiaro le tue laidezze, impurità, soz-zure; detesta con sommo orrore ogni immon-dezza di peccato, per imitar Maria nella purità della grazia.

O Maria, Madre inviolata e incorrotta, soc-correteci della Vostra protezione nella pura fecondità di mente e di corpo! 

V° GIORNO (3 dicembre)

Sicut duo hinnuli gemelli capreae. (Cantico VII, 3) Come due teneri capretti gemelli.

1. punto

Considera, o anima, come Maria ebbe nella sua Concezione l'intelletto e la mente piena di scienza e di sapienza divina, in guisa da cono-scere profondamente con l'abito della fede e con i doni infusi la maestà, la grandezza, le perfezioni di Dio. Così conobbe la bontà di Lui diffusa in tutte le creature, l'Onnipotenza con cui le ha create e le conserva, la Provvidenza con cui le regge e governa, la Misericordia con la quale perdona, la Giustizia con cui punisce, e tutti gli altri attributi di Lui. In tal modo da quel primo istante e per sempre conservò Maria la sua mente occupata in Dio; e quan-tunque avesse una piena scienza delle creature, non per tanto deviò mai l'intelletto dal centro suo.

E qui, che, sebbene per l'ordinario la scienza gonfia, pure la pienezza di una scienza sì sublime non rese gonfio in maniera alcuna il suo spirito, ma fu sempre umilissima nella cognizione di se stessa. Tu, al contrario, sei ignorante di Dio, mantendo la tua mente ozio-sa ed occupata nelle scienze vane delle crea-ture .... oppure, se hai qualche notizia del Crea tore, subito la superbia t'innalza a voler sapere di Dio quello che non spetta.

O Vergine beatissima, Voi che siete invo-cata la sede della Sapienza - Sedes sapientiae - illuminate, Vi prego, la mia mente della co-gnizione vera e necessaria del mio Dio! 

2. punto

Considera, come anche la volontà di Ma ria fu ripiena di una ferventissima divozione a Dio. La divozione consiste principalmente nella virtù di pregare, e Maria fu quella crea-tura divotissima, che conservò sempre in ora-zione il suo spirito, eleggendo Dio dal primo istante della sua Immacolata Concezione, come il suo Diletto soavissimo da tenerne sempre ripieni la mente e il cuore.

O Maria, - Vas insigne devotionis - vaso in-siegne di divozione, beatissima Voi! O anima che mediti, donde viene che oggi è mancata l'osservanza della divina legge? Perchè è man-cato lo spirito dell'orazione: - nemo est qui recogitet corde - non vi è nessuno che rifletta in cuor suo! Anche negli ecclesiastici si stu-dia Dio, si predica Dio, s'insegna Dio, si di-sputa Dio; negli Evangeli e nelle scritture si legge di Dio .... eppure si ha uno spirito ari-do, senza divozione a Dio.

Scienza assai, e orazione niente; ogni pa-bolo è per l'intelletto, e niente per la volontà. In carità Vi prego, o Maria, a farmi amica l'o-razione, acciocchè a vostra imitazione possa io pure dire al Signore: « la meditazione del mio cuore è sempre rivolta al tuo cospetto » meditatio cordis mei in conspectu tuo semper! (Salm. XVIII, 14). 

3. punto

Considera, come la mente e la volontà di Maria sono dalle sacre carte paragonate, per la uguaglianza di pienezza, a due teneri caprettini gemelli: sicut duo hinnuli gemelli capreae. I gemelli sono quelli che, nati al medesimo par-to, sono eguali nell'altezza e grandezza; così Ma-ria fin dal primo istante di sua Immacolata Con-cezione, ebbe una mente piena di scienza di Dio, ed una volontà ugualmente piena di di-vozione a Dio. E questa pienezza fu di tal guisa uguale nelle due potenze, che non fu maggiore nel Suo spirito la scienza, che la divozione.

O anima che mediti, quanto si manca da te in questa uguaglianza! Quando tu arrivi a fare una mezz'ora di orazione mentale, stimi di aver fatta gran cosa; e mentre ti senti tra-sportata dallo Spirito a prolungare la dimora del tempo, per gustare quanto è dolce il Si-gnore, allora appunto l'abbandoni. Che dire, dunque, di te, che cibi la tua volontà, ma non la riempi?! Non la divina grazia, ma tu... metti tu i limiti alla tua divozione...; a vo-lontà tua tassi la bontà di Dio, di volere quel tanto e non più. Come, Dio può riempire lo spirituo tuo di divozione?... E per questo non cammini avanti nella vita dell'orazione, ma resti in un medesimo stato e, forse... vai in-dietro!...

O Maria, Maestra di sapienza e vaso in-signe di devozione, donate al mio spirito, per vostra gran clemenza, un santo fervore per potere, con una vita divota, sacrificarmi a Dio. 

VI° GIORNO (4 dicembre)

Sicut turris eburnea. (Cantico dei Cantici, VII, 4) Come torre d'avorio.

1. punto

Considera, o anima, come Maria viene ras-somigliata nella Cantica ad una Torre d'avorio, per la purissima virtù del suo spirito, con la quale mantenne sempre elevata la sua mente al Cielo, e mai china sulle cose di questa ter-ra; e ciò fece dal primo istante di sua Im-macolata Concezione, considerando che ogni bene è da Dio. Pertanto, gratissima al Creatore, Lo benediceva e ringraziava per averLa fatta perfettissima tra le creature; d'averLe data una anima pura dalla colpa comune ed un corpo incontaminato da ogni fomite di concupiscen-za. O anima che mediti, tu sei di quegli in-grati che, ricolmati d'infiniti benefici dal, Si-gnore, non levano la mente al Cielo per rin-graziarlo.

Con tale ingratitudine ti rendi simile alle bestie immonde, che stanno sempre col capo chino verso la terra e si nutrono dei frutti senza mirare mai quell'albero che abbondan-temente ce li manda.

Come puoi, adunque, scordarti di Dio, da cui hai ricevuto ogni bene di natura, di gra-zia e di fortuna ?

O Maria, anima gratissima sopra tutte le altre, donate a me pure grazia di gratitudine a Dio, come a mio Creatore. 

2. punto

Considera, come Maria non solamente te-neva elevato il suo Spirito purissimo al Cielo, pe' benefici che in quel primo istante aveva ricevuto da Dio, come Creatore, ma anche lo teneva elevato per i benefici che aveva da ri-cevere dall'istesso Dio, come Conservatore, di-mostrandosi gratissima l'Inclita fra le creature alla Bontà ed alla Provvidenza dell'Altissimo.

Rifletti, o anima che mediti, che la tua di-pendenza da Dio è infinitamente maggiore di ogni altra che hai di ordine naturale. In questo la tua dipendenza è relativa o temporanea o accidentale; essa è in rapporto a certe per sone, a certa età, per un dato tempo, per un determinato luogo; ma la tua dipendenza da Dio è essenziale, assoluta, continua. Senza il concorso dell'opera conservatrice di Dio, tu tor-neresti nel tuo nulla: senza la sua grazia tu torneresti nel nulla della colpa. Or vedi, se hai bisogno di Dio!... E se questo bisogno è incessante, perchè, dunque, non tenere lo spi-rito elevato a lodare, benedire e magnificare la Bontà di questo Dio?...

O Vergine gloriosissima, Voi che singolar-mente corrispondeste a Dio con incessanti lodi, donate a me pure grazie di riconoscenza al-l'Altissimo, come a mio Creatore. 

3. punto

Considera, come Maria teneva ancora ele-vato il suo Spirito a lodare Dio pe' benefici che sperava della futura gloria, riconoscendo con gratitudine il suo Dio, fin da quel primo istante, non solo come Creatore e Conservatore della vita presente, ma anche come Glorificatore benignissimo della vita futura.

O anima che mediti, se tu, come viatrice, cammini al Cielo, perchè dunque la speranza non ti solleva a mirare il Cielo?...

Se il tuo obbligo ti costringe a tenere la mente elevata in Dio pe' benefici che ricevi in questa vita, quanto maggiormente non devi farlo per quelli che ti speri nell'altra ? ...

Imita, pertanto, la perfettissima e gran Regina a tenere elevati la mente e il cuore, intenti a magnificare l'Altissimo per la spe-ranzadell'Eterno Bene il quale non è altro che 1'istesso Iddio nella beatissima gloria del Pa-radiso.

O Maria, spirito elevatissimo sopra tutti i creati spiriti, donate a me pure grazia di amo-re e di riconoscenza a Dio nella speranza della mia glorificazione. 

VII° GIORNO (5 dicembre)

Oculi tui columbarum Oculi tui sicut piscinae in Hesebon (Cantico VII, 4) Gli occhi tuoi di colomba. Gli occhi tuoi come le peschiere di Hesebon.

1. punto

Considera, o anima, come Maria per la pu-rità e semplicità d'intenzione che aveva nel di-rigere tutti i suoi voleri a Dio, come a suo ul-timo fine, vien celebrata perciò nella rettitu-dine dell'acuta sua mente che si paragona nel-la Cantica al puro splendore degli occhi di co-lomba. Ebbe, Ella, infatti, dal primo istante di sua Immacolata Concezione, semplicissimo lo sguardo della mente e purissimi i moti del cuore, amando Dio, puramente per Dio; aman-do il prossimo, puramente per Dio...; e quan-to operò da quell'istante, pel decorso di sua vita, tutto fu da Lei operato semplicemente e unicamente per Dio...

O Maria, ammirabile Colomba, Vi ammi-riamo nella purissima intenzione de' vostri voleri!

E tu, o anima che mediti, quanto sei lungi da questa rettitudine d'intenzione al bene!... Tu ami Dio, ami il prossimo, ami te stesso, ma non unicamente per Dio...

Se leggi, se studi, se lavori, se preghi, se frequenti i Sacramenti, se fai ogni operazione buona nel suo genere, quanti difetti, quante passioni vi entrano!...

Oh! se tutto dirigessi a Dio... ti faresti gran santo!... Orsù, raddrizza le tue intenzio-ni; opera il bene, ama il bene, ma unicamente per Dio. Dio solo!

O Maria, anima elettissima, che foste de-cantata unica, purissima colomba dello Sposo celeste, siate il nostro luminare di rettitudine nella mente! 

2. punto

Considera, come Maria si mostrò purissi-ma colomba non pure mirando solo Dio nei suoi voleri al bene, ma anche mirando Dio solo nella sua fuga dal male. Dal primo istante di sua Concezione odiò ogni colpa, abbominò ogni peccato, ma puramente per Dio. Non vol-le mai il male, perchè non lo vuole Dio; de-testò ogni peccato, perchè lo detesta Iddio.

Che dici, o anima, della purissima inten-zione di Maria ? O forsennati figli di Adamo, inclinati sempre a storte intenzioni!... Non si farà il peccato, perchè porta infamia; ma non perchè è offesa di Dio. Non si commet-terà la colpa, perchè siam veduti dagli uomi-ni; ma non perchè ci vede Dio. Non si vorrà il peccato, perchè dissipa la roba; ma non per-chè offende Dio. O menti storte di peccatori! O anima che mediti, poni mente alla dottrina evangelica: "Se il tuo occhio sarà semplice, tutto il tuo corpo sarà splendente: ma se il tuo occhio sarà malizioso, tutto il tuo corpo sarà tenebroso".

Retta intenzione a Dio, se vuoi che ti sia-no parimenti di merito il fare il bene e il fug-gire il male. Cammina, o anima, alla luce di questo insegnamento e, in breve, sarai santa! O Maria, eccelsa sopra tutte le creature. Voi che tutto potete, siate col Vostro esempio il rifugio sicuro alle nostre anime nella retti-tudine della vita. 

3. punto

Considera, o anima, come gli occhi di Ma-rra non solo si paragonano agli occhi di co-lomba, ma anche a due fontane d'acqua di gran pregio: sicut piscinae in Hesebon; e questo è un gran mistero. Ella, infatti, destinata dall'Altissimo nella sua concezione ad es-sere mediatrice del genere umano, cominciò dal primo istante ad aver la pienezza delle grazie anche per noi, come fontana che riversa fuori di se, a ristoro de' bisognosi, limpide e fresche onde.

E Maria, dal primo istante, fu inclita per misericordia, fu l'avvocata de' miseri, interce-dendo davanti al tribunale di Dio pel perdono dei colpevoli, per la redenzione del mondo, per la salvezza de' peccatori.

O anima che mediti, sollevi pure il tuo cuo-re! Noi abbiamo Maria, tutta bella e tutta piena di misericordia per noi. Ma procuriamo d'imitarLa ancor noi nell'aver misericordia verso i bisognosi, nel perdonare a' nostri of-fensori; giacchè trovano misericordia quelli che avranno usato la misericordia.

O Maria, unica speme de' peccatori, Voi che il tutto valete, degnateVi di rivolgere quei Vostri occhi misericordiosi a noi, acciocchè in tutti i nostri voleri abbiamo sempre la pura intenzione a Dio solo: O clemens, o pia, o dulcis Virgo Maria! 

VIII° GIORNO (6 dicembre)

Sicut turris Libani. (Cantico VII, 4) Come la torre del Libano.

1. punto

Considera, o anima, come Maria fin dal primo istante di sua Concezione, ebbe perfet-to discernimento tra il male e il bene, e pose adeguata differenza tra male e male, fra vizio e vizio, fra colpa e colpa; volendo la Vergine prudentissima, sin da quell'istante punto con-fondere il male col bene, nè intraprendere il bene per male.

Anima che mediti, tu dici bene il male, e male il bene...; quanto sono confuse le spe-cie della tua mente!... Tu commetti il pec-cato per diletto, mentre esso è veleno amaris-simo di eterna morte; commetti il peccato per guadagno, mentre il tuo atto medesimo è pro-prio la perdita del Paradiso...; commetti il peccato per gloria, mentre esso è l'obbrobrio d'ogni confusione e d'ogni viltà di anima...

Del peccato veniale, poi, non fai conto alcuno le bugie giocose ti servono per passatempo, le parole oscene o ambigue per mantenere la con-versazione...

O anima, discerni bene! Non confondere, non confondere, lierchè senza dubbio resterai confusa in eterno!...

O Maria, Vergine prudentissima, infondete nel mio povero spirito il retto discernimento d'ogni bene ! 

2. punto

Considera, come Maria dal primo istante di sua Concezione ebbe egualmente distinto e perfetto, col discernimento del male, quello delle virtù e della grazia, ponendo giusta dif-ferenza tra il bene di una e il bene di altra; e ivi maggiormente correva e si dilettava il Suo spirito, dove maggiormente era la- fragranza dell'odore di quelle.

E tu, o anima che mediti, rifletti che sono certamente di gran merito le virtù cardinali, ma ancora molto più fragranti e preziose sono le virtù teologali; e così similmente, se è preziosa la Fede, preziosa la Speranza, maggiore di esse è la Carità che porta seco sempre i doni dello Spirito Santo.

Imita, dunque, o anima, ad esempio di Maria, migliori carismi!...

Se tu parlassi con le lingue degli Angeli, se conoscessi gli arcani più reconditi della men-te di Dio, se al tuo comando risuscitassero i morti, si fermasse il sole.... non saresti per nulla più innanzi che se godessi di un grado solo di grazia santificante. In questa, o Maria, fate che il mio spirito trovi sempre il sommo suo diletto, giacchè essa sola contiene Dio, Bon-tà soavissima sopra ogni bene!

Considera, come Maria per la virtù discer-nitiva del suo Spirito viene paragonata alla torre del monte Libano, donde si scopriva di lontano ogni incursione di nemici. Così Ella da' lontano conosceva ogni male che 1'infernal nemico suol portare con le sue insidie all'u-man genere, rendendosi cauta e sicura, sin da quel primo istante contro gli assalti fraudolenti dell'Inferno.

O anima che mediti, quanto danno ti par-torisce il non aver l'acuto discernimento del male!... così non andresti in precipizio di tanti peccati, nè vinta incautamente dal demo-nio. Quell'esporti in pericolo.... quel non fug-gire le occasioni... quel dire: non c'è paura, non c'è paura!... quello significa non pos-sedere il prudente discernimento del peccato; e solo quando sei caduta nei lacci della colpa, allora ne avverti tutta la turpitudine!...

O Maria, Regina sapientissima, riguardate la grande miseria de' figli di Adamo e donateci lume di sapienza per poter sempre riprovare il male e prescegliere il bene ! 

IX° GIORNO (7 dicembre)

Tota pulchra es, arnica mea Tutta bella sei, o amica mia.

l. punto

Considera, o anima, come Maria nel suo Immacolato concepimento si presenta alla me-ditazione quale oceano sconfinato di perfezioni e di virtù, vivifacate da una abbondanza stra-grande di grazia santificante, illuminate dallo splendore della più alta purità. Onde lo Spi-rito del Signore ci ammaestra che, nel primo istante della Concezione, l'Altissimo Iddio, mi-randoLa e vagheggiandoLa così perfetta, come opera singolare di sua Onnipotenza, La loda e La magnifica dicendo: "Tota pulchra es, amica mea. Tutta bella sei, o amica mia".

La tua bellezza non è comune alle altre creature, ma senza uri ipeo di colpa è di per-fezione senza pari! Che dici, o anima che me-diti ? Rallegrati ed esulta della sovrana bel-lezza della tua Regina, Maria. Certo che il tuo spirito deve giubilare col magnificare 1'Altissimo per averLa fatta sì pura, sì santa, sì im-macolata e bella!

O Maria, gaudio della mia mente e alle-grezza del mio cuore, io mi rallegro con Voi di quel purissimo istante in cui foste conce-pita Immacolata! 

2. punto

Considera, come in quel primo istante Ma-ria non godè solamente di una bellezza nega-tiva, perchè concepita senza macchia di colpa; ma godè di una bellezza positiva, cioè a dire che, non solo dicesi bella Maria perchè è senza macchia alcuna di attuale e di originale pec-cato, ma dicesi ancora bella per la bellezza di una grazia singolare, poichè la grazia fa posi-tivamente bella un anima. Beatissima Voi, o Maria, che nella Vostra Concezione, foste pie-na di grazia e, per ciò, pienamente bella.

O anima che mediti, rivolgi il tuo sguar-do in te stessa e mira quanto è oscurata e fatta livida la tua bellezza battesimale!...

Detesta ogni bruttezza di colpa e solleva sempre la tua mente alla sovrana Regina che

abbella di se il Paradiso medesimo.

O Maria, bellissima e purissima sopra tutte le creature, infondete in me lo spirito di imi-tare la vostra bellezza sovrana nella grazia!  

3. punto

Considera, come Maria viene chiamata dall'Altissimo Amica mea. Amica, perchè mai, neppure per un solo attimo, Ella si allontanò dal suo amore; amica, perché sopra tutte le creature umane ed angeliche fu la più confi-dente del Cuore di Dio. Fin da quel primo istante tutta la Triade sacrosanta si compiac-que di Maria; il Divin Padre se La elesse per Figlia, il Divin Verbo se La destinò per Madre, lo Spirito Santo per sua carissima e santissima Sposa.

O anima che mediti, vedi se puoi conce-pire confidenza ed amicizia maggiore di quella che gode Maria, dopo il Figlio suo, appresso Dio. Ella è la confidentissima sopra tutte le anime, la carissima sopra tutti gli Angeli; l'a-mica sopra tutte le creature...

E tu come sei lontana dal tuo Dio!...

Egli ti ha ricolmata di beneficii... e tu gli hai negata la tua confidenza ed amicizia!... Imita ora Maria, se non vuoi perdere mai più l'amicizia di Dio col peccato mortale, nè mai diminuirla più con la colpa veniale, anzi di accrescerla sempre con opere di perfezione! O Maria, Santissima ed Immacolata Ver-gine, riportate ancora il bel trionfo del serpente infernale e del peccato in me, usate misericor-dia al mio debole spirito e fate che esso eter-namente e sovra tutto si tenga preziosa l'a-micizia di Dio! 

RICORRENZE MARIANE CONCEZIONE IMMACOLATA DELLA B.V.M.

(8 dicembre)

O Vergine, bella come la luna, deli-zia del cielo, nel cui volto guardano i beati e si specchiano gli angeli, fa' che noi tuoi figlioli ti assomigliamo e che le nostre anime ricevano un raggio della tua bellezza che non tramonta con gli anni, ma rifulge nell'eternità.

O Maria, sole del cielo, risveglia la vita dovunque è la morte e rischiara gli spiriti dove sono le tenebre. Rispecchiandoti nel volto dei tuoi fi-gli, concedi a noi un riflesso del tuo lume e del tuo fervore.

O Maria, forte come un esercito, dona alle nostre schiere la vittoria. Siamo tanto deboli, e il nostro nemico infierisce con tanta superbia. Ma con la tua bandiera ci sentiamo sicuri di vincerlo; egli conosce il vigore del tuo piede, egli teme la maestà del tuo sguardo. Salvaci, o Maria, bella come la luna, eletta come il sole, forte come un esercito schierato, sorretto non dall'odio, ma dalla fiamma dell'a-more. Amen.  (Pio XII)

CASA MARIANA - Santuario Madonna del Buon Consiglio 83040 FRIGENTO (AV) 1987